Se pensate che la legalizzazione renderà sicura la prostituzione, guardate cosa accade nei mega bordelli tedeschi

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Una traduzione da “If you think decriminalisation will make prostitution safe, look at Germany’s mega brothels

C’è un posto giusto per la prostituzione? Nel 2006, Steve Wright ha ucciso cinque donne a Ipswich. Tutte e cinque erano tossicodipendenti, e tutte si prostituivano per finanziare la loro dipendenza. Wright era un cliente – uno regolare, non più violento di tutti gli altri uomini che cercano donne sulle strade di Ipswich. Anche quelle donne che temevano per la loro vita, non avevano paura di Wright. “Usciva tardi, faceva un paio di giri, quindi sceglieva la ragazza che voleva”, ha raccontato Tracey Russell al Guardian (la sua amica Annette Nicholls è stata la quarta vittima di Wright). “Siamo abituate a chiamarli ‘window-lickers’ quelli che girano un sacco. Lui era uno di loro. Non era sospetto. ”

A quel tempo, l’opinione pubblica sugli omicidi era che le cinque donne erano morte perché si trovavano nel posto sbagliato – e che la criminalizzazione le aveva messi lì. In un articolo pubblicato qui, nel New Statesman, l’English Collective of Prostitutes (ECP) accusava la legge sulla prostituzione, affermando che “le donne sono costrette sulle strade dalle incursioni nei locali, dove si lavora in maggiore sicurezza.”A quel tempo, ero convinta che le cinque donne sarebbe rimaste vive con una diversa legislazione. Guardando indietro, però, i fatti non si adattano alla tesi dell’ECP. Anche se una delle vittime di Wright, Tania Nicol, era stata costretta a lasciare i saloni di massaggio per le strade, non lo era stata da una retata: secondo il direttore di uno dei saloni le era stato chiesto di andarsene a causa della sua dipendenza dalla droga.

Le donne uccise da Wright non erano “sex-worker” spinte fra le sue braccia dai limiti illiberali posti alla loro “professione”; erano donne che conducevano una vita fragile, caotica, spinte verso la violenza maschile dalle loro dipendenze. La loro non era stata una scelta. (Russell descrisse la prostituzione al Guardian come “orribile”: “Si impara a cancellarla nel corso degli anni, e grazie alle droghe pensi a qualcos’altro. So che sembra strano, ma si fa.. diventa un’abitudine, ed è finita in pochi secondi. Se sei fortunata”.) Anche se ci fosse stato un bordello legale in Ipswich, sembra improbabile che queste cinque donne sarebbero state al suo interno.

Eppure l’argomento che vuole la depenalizzazione come un modo per rendere sicura la prostituzione persiste nel Regno Unito, è la politica dei democratici liberali e del partito dei Verdi. In cosa consiste praticamente questa sicurezza” per le donne  è meno discusso, ma c’è un esempio dal quale possiamo imparare a solo poche centinaia di chilometri di distanza. La Germania ha legalizzato la prostituzione nel 2002, con la motivazione (come riportato da Nisha Lilia Diu sul Telegraph), che questo rende la prostituzione “un lavoro come un altro“. Il Sex-work come qualsiasi altro lavoro, con contratti, benefici, tutele sul posto di lavoro e nessuno stigma, stigma che i sostenitori della legalizzazione sostengono spesso sia la maggior fonte di sofferenza per le donne che si prostituiscono.

L’esperimento tedesco non è andato come previsto: le donne (spesso i migranti in cerca di guadagni facili per abbandonare il paese di nuovo) non si sono registrate per ottenere benefici, e bordelli sorti non hanno voluto offrire contratti per non rischiare passività. Invece, i proprietari dei bordelli lavorano più come padroni di casa, fanno pagare tanto gli uomini per entrare quanto le donne per lavorare , il che significa che una donna che si prostituisce non inizierà a fare soldi prima del suo secondo o terzo cliente della notte. E che cosa si deve fare per fare quei soldi? Questa settimana, il documentario di Channel 4  The Mega Brothel è andato all’interno della filiale di Stoccarda della catena Paradiso (sì, bordelli in Germania sono come i fast food o i negozi di abbigliamento) e ha intervistato le donne, i clienti e il proprietario del bordello.

Se avete qualche speranza che il Paradise possa somigliare al giardino dell’Eden della sessualità liberata, dovreste abbandonarla. All’inizio, uno dei clienti spiega la sua filosofia ai conduttori del programma. “Il sesso è un servizio,” dice. Se si vuole avere buon sesso, si deve pagare un prezzo adeguato per il servizio.” (L’idea che il buon sesso” possa comportare  rispetto, intimità o mutualità non gli è evidentemente venuto in mente: è solo un servizio, una cosa eseguita dalle donne per gli uomini, come fare il bucato o pulire la casa). Quando l’intervistatore pone una domanda: “che effetto ha tutto questo sulle ragazze?il cliente sembra sinceramente perplesso. Dopo un momento di silenzio, afferma: «Non lo so, non c’ho mai pensato.”

Sembra che un sacco di uomini non pensino a quello che fanno alle donne che pagano per fare sesso con loro. Quando Josie, che lavora come prostituta al Paradise, condivide il contenuto della sua borsa con la macchina da presa, ci offre un triste inventario di sofferenze sperimentate, previste e da evitare. “Ho un vibratore uno piccolo, perché a volte gli uomini possono essere un po’ troppo aggressivi, un po’ rudi” spiega. Un tubetto risulta contenere anestetico per genitali: “E ‘come una piccola assicurazione per quando il dolore diventa troppo.” dice.

Che tipo di lavoro” è questo, se le donne devono intorpidire le loro vagine per tollerare la penetrazione di uomini che nemmeno ritengono la persona penetrata capace di sentimenti? Non certo il tipo di lavoro per il quale le donne possano essere rispettate. Michael Beretin, responsabile del marketing per il Paradise, descrive le donne delle quali vive con il massimo disprezzo: Queste persone sono totalmente fottute, gente disfunzionale. A pochissime di loro è rimasta un’anima E’ molto triste, ma è quello che sono(Questa strana contabilità dell’essenza umana riecheggia in quanto raccontato dalla tenutaria di un bordello autorizzato del Nevada a Louis Theroux, nel documentario del 2003  Louis e il bordello: Ogni ragazza veramente brava in quello che fa perde un piccolo pezzo della sua anima ogni volta.“)

La teoria che la stigmatizzazione evaporerebbe a contatto con la legalizzazione si rivela essere nient’altro che una fantasia, che svanisce nel nulla una volta che ci rapportiamo al mondo reale.

In Germania, ci sono ancora i magnaccia (i “Loverboys”, che spingono le donne nel bordello e poi fanno la cresta sui loro guadagni). Ci sono ancora i trafficanti, che cercando di infilare il loro prodotto umano al Paradise. C’è ancora odio per le donne. E fondamentalmente, c’è ancora il fatto che la donna viene scopata per soldi, scopata fino a farle male, scopata come se non ci fosse niente altro che il suo corpo. La prostituzione è violenza contro le donne, inflitta dagli uomini. La violenza subita da chi è brutalizzato con un vibratore è inferiore alla violenza subita da chi viene soffocata, ma anche il fatto di dover fare questo confronto è nauseante. Non c’è “sicurezzaqui – quando i corpi delle donne sono ad uso e consumo degli uomini – stiamo semplicemente discutendo del confine tra terrorizzata” e “morta“. La prostituzione non è solo una professione sulla quale si può lavorare per circoscrivere alcune sfortunate ma inevitabili circostanze (maschio, violento): è un’istituzione che vive della disumanizzazione delle donne, che frantuma le nostre anime così da renderci più facili da scopare, più facili da usare, più facili da uccidere. Sotto il cielo o sotto un soffitto, è lo stesso. Nessuno sospettava di Steve Wright. Era solo un cliente qualunque. I clienti abituali sono il problema.

Per approfondire:

Violenze in Germania

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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2 risposte a Se pensate che la legalizzazione renderà sicura la prostituzione, guardate cosa accade nei mega bordelli tedeschi

  1. Pingback: Loverboy. ( il sottobosco, della prostituzione in Germania. ) | Un disinvolto mondo di criminali

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