Il consenso (ancora)

Le radici della nostra individualità sono profonde e ci sfuggono perché non ci appartengono, altri le hanno coltivate per noi, a nostra insaputa. (Elena Gianini Belotti, “Dalla parte delle bambine”)

Integra il reato di violenza sessuale la condotta di chi prosegua un rapporto sessuale quando il consenso della vittima, originariamente prestato, venga poi meno a causa di un ripensamento o della non condivisione della modalità di consumazione del rapporto… il consenso della vittima agli atti sessuali deve perdurare nel corso dell’intero rapporto senza soluzione di continuità. (Corte di Cassazione Penale)

Questa è cultura dello stupro.

Con l’espressione “cultura dello stupro” si intende

un complesso di credenze che incoraggiano l’aggressività sessuale maschile e supportano la violenza contro le donne. Questo accade in una società dove la violenza è vista come sexy e la sessualità come violenta. In una cultura dello stupro, le donne percepiscono un continuum di violenza minacciata che spazia dai commenti sessuali alle molestie fisiche fino allo stupro stesso. Una cultura dello stupro condona come “normale” il terrorismo fisico ed emotivo contro donne. Nella cultura dello stupro sia gli uomini che le donne assumono che la violenza sessuale sia “un fatto della vita”, inevitabile come la morte o le tasse. (“Transforming a Rape Culture”, Emilie Buchwald, Pamela Fletcher, Martha Roth)

Perché questo video è uno strumento atto a perpetuare la cultura dello stupro?

Perché ripropone alcuni dei più comuni “miti sullo stupro”:

Lo stupro è un atto impulsivo, non premeditato; se un uomo è eccitato, non può fermarsi e “deve” stuprare: al minuto 1:08, lui canta “I hear her cry and I see her frown” – l’ho sentita piangere, ho visto il suo disappunto – è chiaro che in quel momento il consenso di lei è venuto meno – ma lui è un bravo ragazzo, non l’ha fatto apposta.

(E’ così bravo che canta, al minuto 3:00: “Maybe take some Advit, your pain it will fix / from the way you are walking, you can compete in the special olympics” – Prendi qualche Advit il dolore passerà /cammini come una che potrebbe partecipare alle Paralimpiadi – perché è divertente prendersi gioco di una persona alla quale hai fatto del male).

In fondo alle donne piace essere stuprate: al minuto 3:16 lei confessa “I kinda liked when you put it in my behind”, le è abbastanza piaciuto. Piangeva, l’espressione del suo volto era “fronw” – uno sguardo arrabbiato, di rimprovero – ma si sa, le ragazze dicono no, ma intendono si.

Questi “miti”, che da sempre ruotano attorno allo stupro e che questo video ha la funzione di diffondere, fanno sì che la società tenda ad assolvere l’aggressore, perché minimizzano e giustificano l’atto dello stuprare, e in questo modo contribuiscono al perpetuarsi della violenza sessista sulle donne. E questo non soltanto perché gli uomini che vi credono sono più propensi ad abusare sessualmente delle donne, ma perché le donne stesse, immerse in questo clima culturale, faticano a riconoscere la violenza, nella convinzione che l’abuso rientri fra i “normali” comportamenti sessuali (minuto 1:51 “Oh baby baby don’t feel defiled /it’s a common accident during doggy style” – Oh baby baby, non sentirti violata / è un incidente che capita spesso durante la pecorina).

 

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Il video si conclude con i due che, entusiasti, elogiano il sesso anale, perché è possibile praticarlo senza preservativi, cosa che vi sconsiglio vivamente perché, visto che la mucosa rettale è molto sottile e durante il sesso tende quasi sempre a rompersi o lacerarsi, praticandolo è molto più facile contrarre infezioni come l’HIV, l’epatite B, l’herpes e la sifilide.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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31 risposte a Il consenso (ancora)

  1. Rebecca ha detto:

    Ti ringrazio davvero per questo post! Ho visto il video qualche mese fa con le mie migliori amiche, e ricordo il disagio che ho provato nel vederle ridere… Ma confesso che molto probabilmente avrei riso anch’io, se la stessa identica cosa non fosse successa qualche anno fa alla mia ragazza e non me ne avesse parlato poco tempo prima, con molto disagio e molta fatica.
    Purtroppo siamo immersi in questa cultura che ci porta a “passare sopra” a tante cose, finché non ci riflettiamo adeguatamente per conto nostro o finché non ne sentiamo parlare da qualcuno che ha vissuto quella situazione. E spesso nemmeno questo serve, per via di una spaventosa mancanza di empatia

  2. agatagrop ha detto:

    Be’ quest’ultima cosa del sesso anale senza preservativo è davvero grave!

  3. Paolo ha detto:

    “Le radici della nostra individualità sono profonde e ci sfuggono perché non ci appartengono, altri le hanno coltivate per noi, a nostra insaputa. (Elena Gianini Belotti, “Dalla parte delle bambine”)”

    io invece credo che ci appartengano nonostante tutto.
    sul videoclip penso che non è divertente, per niente (e lo dice uno a cui American Pie non dispiace), se mi chiedi se credo che indurrà qualcuno che mai lo farebbe a penetrare analmente una donna senza il suo consenso o a deridere il dolore di una donna che ha subito uno stupro la risposta è no

    • Ok, lo “credi”. Perché? E’ una questione di fede?

      Credi davvero che il fatto che diffondere l’idea che il pianto, o un’espressione normalmente associata al rimprovero, alla disapprovazione, possano essere collegate al consenso ad una pratica sessuale (“in realtà mi è piaciuto” conferma la protagonista femminile del video) non abbia alcuna influenza sulla capacità di decodificare le reazioni di un altro essere umano?
      In che modo impariamo a decodificare il linguaggio non verbale? Te lo sei mai chiesto?

      • Paolo ha detto:

        diciamo che è fede nell’intelligenza di uomini e donne adulte che sanno molto bene la differenza tra un videoclip di umorismo discutibile e la realtà, e gli uomini adulti ma anche adolescenti sanno quando il consenso c’è o non c’è e se decidono di violarlo lo fanno nella consapevolezza di commettere una violenza, nessun videoclip trasforma in stupratore qualcuno che altrimenti non l’avrebbe mai fatto esattamente come non può trasformarlo in assassino

      • Ovviamente non c’è un legame di causa-effetto, Paolo. Non è che il video in sé e per sé ha il potere di condizionare gli individui. Ma il video è solo un esempio del bombardamento di stimoli cui siamo sottoposti. Analizzare i miti sullo stupro presenti in questo prodotto offre gli strumenti per riconoscerli altrove.

      • Paolo ha detto:

        in effetti il videoclip in questione è per così dire “problematico” da questo punto di vista come anche la canzone Blurred Lines. Ma credo che nella cultura pop di oggi questi siano meno “pervasivi” di quanto si creda

      • Paolo ha detto:

        non ho detto che non esistano problemi

    • IDA ha detto:

      Paolo.. parli di consapevolezza di commettere violenza, è proprio questo il punto; fare della violenza pensando di non fare violenza. Questi messaggi stanno dicendo proprio questo: vai tranquillo, puoi sbagliare buco perchè tanto non è violenza, dopo ci facciamo due risate.

    • IDA ha detto:

      I videoclip non sono mai innocui, sono fatti per uno scopo promozionale, usano le immagini, suoni e parole, che oltre a vendere un prodotto, musicale o un detersivo, vendono valori e concetti. L’immagini non sono neutre, le parole non sono neutre. Ci dicono chi siamo o chi dovremo essere, ma soprattutto stabiliscono il concetto di normalità. È vero difficilmente determinano o creano fatti sgradevoli, tipo lo stupro, ma rafforzano opinioni e stereotipi, per questo sono pericolosi. Prefigurano modelli di riferimento per l’immaginario collettivo, quindi non sono un problema della donna ma di tutta la società.

      • Paolo ha detto:

        meno male che niente è neutro, io diffido di ciò che è neutro o si propone come tale, ma ribadisco che molte accuse di sessismo alla cultura pop (non in questo caso specifico) mi sembrano sbagliate o comunque mal poste

      • Ma che intendi con “cultura pop”? Questo video è “cultura pop”?

      • Paolo ha detto:

        ho detto “non in questo caso specifico” comunque la cultura pop per me è cinema, fumetti, serie tv e anche videoclip musicali

      • IDA ha detto:

        Appunto, cosa intendi per cultura pop?

  4. IDA ha detto:

    Quella del buco sbagliato, è una vecchia scusa, probabilmente anche l’uomo di Neanderthal la usava.
    Sui commenti; non mi stupisce più di tanto, ormai più nessun commento riesce a stupirmi. Il primo è un classico, e fatti una risata. Questo commento ci rimanda l’immagine ben precisa dell’uomo inteso come maschio, appassionato amante di se stesso. Gli uomini sono sempre sessualmente soddisfatti , poiché facendo esclusivamente riferimento a se stessi e pensando al loro benessere personale, sono completamente ostili a tutto ciò che potrebbe metterlo in discussione e la buttano in caciara.
    Quelli delle donne, quella che ci ride e quella che non capisce, -che problemi vi fate.- ho potuto verificare, quando ero a lavorare che molte donne, non percepiscono il sessismo o non vogliono capire, appunto o ci ridono o ti dicono che problemi vi fate, oppure minimizzano. Del resto non capisco nemmeno tutti quelli che aderiscono ai valori culturali dominanti, non ho mai capito queste donne che poi sono la maggioranza. Solo una isolata che dice non fa ridere, e non ha avuto nessun gradimento.
    Riccio.. ma veramente c’è qualcuno che pensa che il sesso anale sia sicuro? La canzone mi sembra che parli di controllo delle nascite o roba del genere.. Comunque anche questo non mi stupirebbe perché c’è chi è convinta che con la pasticca del giorno dopo è al sicuro anche per le IST.

      • IDA ha detto:

        Si diceva anche quando ero ragazzina io, il famoso spermicida con rutto… vedo che è passato tanto tempo inutilmente.. io avevo 15/16 anni, ma qui si parla di donne dai 20 ai 30 anni, che ci sia ancora l’11% che pensa di rimanere incinta con un bacio, mi sembra incredibile, come incredibile che solo il 19% ha affrontato una gravidanza indesiderata.. Si continua a dire che non c’è l’urgenza di un’educazione sessuale, sull’informazione sulla contraccezione, sulle gravidanze indesiderate, sulle infezioni sessualmente trasmesse. Quando probabilmente c’è qualcuno che pensa che i preservativi servano per fare i gavettoni.
        Sappiamo che la contraccezione è un qualcosa che riguarda solo e unicamente le donne, (non a caso hanno intervistato solo le donne). Mi chiedo se le giovani donne tra i 20 e i 30 anni sono così ben informate, gli uomini, loro coetanei, che conoscenze hanno?

      • Paolo ha detto:

        che una donna occidentale maggiorenne creda davvero di rimanere incinta con un bacio mi rifiuto di accettarlo. Anche se esistono persone adulte convinte di poter curare il cancro bevendo succhi di frutta e facendo clisteri di caffè quindi tutto è possibile

      • Appunto: c’è gente che crede a Mario Adinolfi… Non so se rendo l’idea.

    • Paolo ha detto:

      comunque, normalità non sarebbe una brutta parola se non fosse usata troppe volte per bastonare chi è visto come “non normale”

      • IDA ha detto:

        Paolo..serve proprio a questo; stabilire chi non è normale. La norma è una regola, implicita o esplicita, formale o informale, possono essere positive o negative, le norma limitano o generano i comportamenti,. Servono al controllo sociale, “la società perpetua se stessa” diceva Durkheim. Il problema non stà nel potere coercitivo che può avere o non avere una norma, ma nella rigidità della norma. Per stabilire se un società è più o meno libera, non si guardano le norme giuridiche, ma la rigidità delle norme sociali: l’omosessualità è una violazione della norma in tutto il mondo. Ma non in tutto il mono sono trattati nella stessa maniera, la norma è la stessa ma la rigidità con cui è applicata è diversa.

    • Antome ha detto:

      “gli uomini” Attenzione, conosco la tua intenzione, ma è bene specificare quali uomini, visto che so che intendi la cultura machista ;).
      Per rispondere a Paolo, forse non proprio questo video, non saprei, ma media che promuovono stereotipi machisti un’influenza ce l’hanno. Purtroppo vedo un sacco di film dove la donna fa la ritrosa, lui insiste oltre la soglia dell’indecenza e della molestia e alla fine ha successo e tutto lascia intendere che non l’avrebbe avuto se non l’avesse fatto. Notare anche la componente del rischio molto enfatizzata, come a dire che devi rischiare ed avere una faccia di bronzo.

      • Paolo ha detto:

        anch’io vedo un sacco di film e non ci vedo quello di cui parli, la narrativa racconta l’umano, dal punto di vista dell’autore ma lo racconta

  5. SilviaAzzaroli ha detto:

    La cultura pop non è da demonizzare e non credo proprio che in questo articolo si voglia fare questo, mi pare che si sta spostando il baricentro della discussione su un terreno neutrale.
    Le domande da farsi sono le seguenti: lo stupro è sbagliato? Sì è la risposta giusta, no è la risposta da maschilisti. Questo video inneggia allo stupro e dileggia le vittime? Sì e se si ride si è o incoscienti, nella migliore delle ipotesi o misogini e sessisti.
    Quanto alla cultura dello stupro, sì in molti film è presente la cultura dello stupro così come in molte serie e quel che è peggio che quando non è presente sono persino molte donne a volere che sia presente.
    Un esempio? Nella mia serie tv preferita, Fringe, la storia d’amore ribalta i cliché: è lei che si dichiara, è lei che invita lui a fare l’amore ed è lei che lo sogna. Lui la ama e la desidera in silenzio, con rispetto e dolcezza, standole sempre vicino. E’ amore questo o no? Bene certe cretine dicono che lui non la ami perché non fa il maniaco e spesso fanno vignette in cui lo dipingono come tale -_- , mentre lei diventa una sottospecie di robot frigido.
    Badate non sto dicendo che non vada bene che sia lui a corteggiare, non è quello il concetto, dico che sembra che sia lei a farlo, allora lui non la ama e quel che è peggio per dimostrare di amarla deve essere maniaco sessuale.

    • Paolo ha detto:

      no in molti film e telefilm non c’è affatto cultura dello stupro. Al di là della idiozia di alcuni/e fan di Fringe, un uomo che corteggia una donna non è rape culture come dici giustamente anche tu

      • SilviaAzzaroli ha detto:

        No ma difatti Paolo, il punto è come si fanno le cose. Perché se un uomo corteggia una donna in maniera rispettosa, è anche molto bello.
        Riguardo a film e telefilm, io cerco di evitarli quelli che hanno quella cultura (a me non piace usare il termine cultura in questo ambito dato che per me la cultura è qualcosa di positivo, ma tant’è), ma purtroppo ce ne sono. Non in tutti ma ce ne sono.
        Un esempio su tutti: 50 sfumature di grigio e quel che è peggio è che a scrivere il romanzo da cui è tratto sia stata una donna.
        P.s: sì molti fan di Fringe sono idioti.

      • Paolo ha detto:

        si cita sempre 50 sfumature o twilight come se la pop culture fosse solo quello. Ma c’è pure Il trono di spade che ultimamente viene accusato stupidamente di sessismo ma in realtà è la serie più anti-maschilista degli ultimi anni; c’è Buffy,

      • SilviaAzzaroli ha detto:

        Ho fatto un esempio conoscono tutti. Per quello che mi riguarda anche Outlander ha un’impronta pessima. Essì purtroppo le accuse al Trono di spade le conosco, come pure a Buffy e al suo autore, che non potendone più si è levato da twitter. Cioè definire l’autore di Buffy maschilista ce ne vuole eh -_-. Ma del resto è successo anche ad Abrams (autore anche di Fringe, oltre che Lost e dell’ultimo Star Wars) e Moffat (attuale showrunner di Doctor Who).
        Detto questo, non si può negare come purtroppo certe boiate davvero sessiste prendano piede.
        Il libro che è appena uscito, After, è un inno alla cultura dello stupro frutto di menti malate adolescenti che hanno scritto, si fa per dire, una storiella con protagonista Harry Stiles, degli One Direction, dipinto come uno stupratore seriale e la cui ultima vittima ci gode a farsi stuprare e prova a redimerlo…
        E ribadisco quanto detto sopra: il video è sessista ed è un inno alla cultura dello stupro

      • Paolo ha detto:

        non ho dimestichezza con After e simili. Preferisco Danielle Steel in tema di romanzo sentimentale

  6. Maria Serena ha detto:

    Paolo, andrai mai oltre l’ovvio?

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