Padre padrone

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La storia, però, stava tramando ai miei danni inesorabilmente come lo scorrere del tempo. E una mattina di febbraio, mentre la maestra si sforzava di farmi scrivere alla lavagna, mio padre, sorretto dalla convinzione morale di essere il mio proprietario, con lo sguardo terrificante di un falco affamato (de unu astore famidu) dalla strada fulminò la scuola. La raggiunse con impeto fragoroso piombando in classe. Avanzò fino alla cattedra senza parola e salutò la maestra con un secco buongiorno. «Buon giorno», gli rispose la maestra mentre lui le s’impalò davanti irrigidito e seccato dalla situazione. Alla sua vista gli scolari zittirono tutti sui banchi. Mio padre venne subito al sodo. La sua fierezza e la sua imponenza dominavano nell’abbigliamento pastorale: pantaloni di fustagno, giacca di velluto liscio, scarponi e berretto rigido (craccas e zizía). (Gavino Ledda, “Padre padrone”)

Il momento più struggente di questo video, per me, è quando intorno al ventiquattresimo minuto, viene tirata fuori la scultura creata da Francesca Mastrolonardo, 23 anni, disabile.

Francesco Ruotolo ripete più volte il suo nome, ci dice “questa ragazza dipinge, questa ragazza scolpisce”, ci dice “è una persona”.

Perché una persona che non ha commesso nulla di male, una donna maggiorenne dichiarata capace di intendere e volere, viene trascinata via dalla sua casa e dai suoi affetti contro la sua volontà e sequestrata, mentre ai suoi familiari viene impedito persino di ricevere notizie?

Il padre, ci dice l’avvocato, non versa un euro a sostegno del percorso di riabilitazione di Francesca Mastrolonardo, un percorso volto a rendere Francesca una persona indipendente ed autonoma; il padre, probabilmente per godere delle agevolazioni fiscali di cui gode un disabile quando acquista una vettura, ha intestato alla figlia la sua auto – un auto che lui e solo lui guida – e lascia che le contravvenzioni vengano recapitate a casa di Francesca Mastrolonardo.

Solo questi due dettagli già mi danno la nausea. Alla madre di Francesca Mastrolonardo si rimprovera di non avere un buon rapporto con questo padre, mentre io mi stupisco che qualcuno soltanto pensi che dovrebbe sentirsi obbligata ad avere con lui un qualche genere di rapporto.

A causa della convinzione morale di questo padre di essere il proprietario di Francesca Mastrolonardo – di poter disporre di lei quando e come vuole – una persona di 23 anni, che mi sembra abbia motivi più che sufficienti per non avere troppa voglia di trascorrere del tempo con un simile soggetto, a tutt’oggi è reclusa, e non si sa nulla di lei.

E adesso venitemi a raccontare che il patriarcato è morto.

Per approfondire:

A 23 anni prelevata da casa sua e rinchiusa in casa famiglia: succede in Italia

p.s. Tutti quelli che verranno ad inserire commenti che cianciano di alienazione genitoriale e madri alienanti non saranno pubblicati. Si, vi impedisco di parlare, proprio come è stato impedito di parlare a Francersca Mastronardo, con la piccola differenza che io non ho potere di farvi rinchiudere in un luogo dove nessuno possa udirvi e i vostri cari non possano salvarvi: voi potete tranquillamente trovare un altro spazio virtuale nel quale sostenere l’insostenibile.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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2 risposte a Padre padrone

  1. Sonia ha detto:

    Sono sconcertata. Mi chiedo una cosa: se la ragazza non è interdetta, come è possibile che sia stata prelevata dalle forze dell’ordine? É stato predisposto un trattamento sanitario obbligatorio? Se il ricovero forzato nella casa famiglia non è stato fatto a norma di legge, spero che la madre sia adeguatamente supportata nello sporgere regolare denuncia.

  2. primavera ha detto:

    In questa situazione anche a 23 anni?
    ma cosa sta succedendo in questo dannato paese? Chi vuole tutto questo? Perché? Io vi dico di unirci e manifestare ad oltranza perché siamo migliaia in situazioni più o meno simili o comunque fortemente a rischio..il silenzio ci rende più succubi..

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