I miti sul divorzio che mettono a rischio i bambini – mito n°1

Sotto un mio recente post ho ricevuto questo commento:

false_accuse_commentoNon è il primo, e probabilmente non sarà neanche l’ultimo commento che insiste sulla percentuale delle “false accuse” presentate dalle donne in sede di divorzio.

Un noto esperto di propaganda, Joseph Goebbels, pare abbia detto tempo fa: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.”

E se provassimo a rispondere cento, mille, un milione di volte con quei dati che confutano quella bugia?

Ci voglio provare. Pertanto, consapevole di annoiarvi a morte con le solite, ragionevoli e documentate obiezioni, vi propongo una serie di traduzioni da Myths That Place Children At Risk During Custody Litigation

Introduzione

Circa un matrimonio su due negli Stati Uniti finisce con un divorzio, un fenomeno che coinvolge oltre un milione di bambini all’anno. Circa il 10% di questi divorzi comporta una causa per l’affido. C’è da considerare anche che gli abusi sui minori sono un problema diffuso nella nostra società e che le famiglie con una storia di violenza spesso finiscono con un divorzio. Le preoccupazioni circa la sicurezza dei bambini sono alla base di alcuni dei casi di affidamento più aspramente contestati.

Purtroppo i contenziosi per l’affido dei minori possono diventare, per maltrattanti e abusatori di bambini, un mezzo per estendere o mantenere il controllo e l’autorità sulle vittime dopo la fine del matrimonio. Anche se gli studi in merito non hanno trovato una maggiore incidenza di false accuse di abusi sui minori o violenza domestica sollevate nel contesto delle controversie per l’affido / il diritto di visita, chi opera nei Tribunali tende ad essere irragionevolmente sospettoso in proposito. Di conseguenza, genitori e figli abusati possono trovarsi nella situazione di essere rivittimizzati dal sistema giudiziario.

Determinare quale genitore debba ottenere l’affido dei figli quando non trovano un accordo non è facile. Chi è chiamato a valutare spesso non ha una formazione adeguata a riconoscere e gestire abusi sui minori e violenza domestica. Chi ha familiarità con la situazione attuale ritiene che troppo spesso le decisioni siano basate sul mito, su un’errata interpretazione dei fatti, sui pregiudizi dei soggetti preposti a valutare.

Quelli che seguono sono una panoramica di alcune delle false convinzioni che contribuiscono a creare il problema della mancanza di tutela per i minori da parte dei Tribunali della famiglia.

Mito 1. Le accuse di abusi sessuali sono comuni durante le controversie per l’affido dei minori e la stragrande maggioranza delle accuse sono false, infondate o indimostrate.

calunnia

Molte persone credono che le accuse di abuso siano endemiche nel contesto delle cause di divorzio e nelle controversie per l’affido, dove vengono utilizzate soprattutto dalle madri come tattica per ottenere un vantaggio. Quando i genitori in contrasto sono coinvolti in controversie legali è ragionevole interrogarsi sulle reali motivazioni che stanno dietro al sollevare accuse di abuso. Tuttavia, la ricerca ha costantemente dimostrato che le accuse di abusi sessuali non sono comuni durante i contenziosi per l’affido dei minori e le indagini dimostrano che la probabilità che siano false non è maggiore della probabilità che siano false le accuse sollevate in qualunque altro contesto.

La questione è stata studiata dalla Research Unit dell’Association of Family and Conciliation Courts con sede a Denver, che ha eseguito uno studio di 2 anni, il quale ha analizzato l’incidenza e la fondatezza delle accuse di abusi sessuali nei casi di affidamento. Contrariamente al mito popolare che racconta che le accuse di abusi sessuali sollevate nei casi di affidamento siano relativamente comuni, lo studio ha rilevato che, nei 12 paesi che hanno partecipato allo studio, solo il 6% delle controversie per l’affidamento presentavano accuse di abusi sessuali. Anche la convinzione che queste accuse siano in genere false è stata messa in discussione dai risultati dello studio. La metà delle accuse è stata ritenuta dagli investigatori assolutamente fondata, mentre per un 17% delle accuse non è stato possibile accertarne la validità. Nel rimanente terzo dei casi, le accuse di abuso sono state ritenute infondate. Tuttavia, nella maggior parte dei casi in cui l’abuso non è stato suffragato dalle indagini, si è valutato che le accuse fossero state mosse in buona fede e sulla base di genuini sospetti.

Risultati simili sono stati ottenuti da altri ricercatori. Uno studio australiano (Brown et al., 1997) ha trovato il tasso complessivo di false accuse presentate in sede di divorzio pari a circa il 9%, simile al tasso di false accuse riscontrato in altri contesti. Schuman (2000) ha esaminato la ricerca in merito riscontrando un tasso di false accuse pari al 1-5%, e un tasso del 14-21% di accuse infondate ma mosse in buona fede.

E’ anche importante sottolineare che quando vengono sollevate false accuse, non è sempre dalle madri che provengono. Nicholas Bala e John Schuman, due professori di legge alla Queen’s University, hanno esaminato le decisioni prese dai giudici canadesi in merito ai casi che presentavano accuse di abuso fisico o sessuale sollevate nel contesto della separazione dei genitori. Hanno analizzato 196 casi giudicati tra il 1990 e il 1998. I risultati hanno rivelato che i giudici hanno ritenuto che solo in un terzo dei casi le accuse di abusi sui minori sollevate nel corso delle battaglie per l’affido erano mosse da qualcuno che deliberatamente aveva dichiarato il falso in tribunale. In questi casi, i giudici hanno anche rilevato che i padri erano più propensi a inventare false accuse rispetto alle madri. Delle accuse mosse dalle donne, solo l’1,3% sono state giudicate deliberatamente false dal tribunale, rispetto al 21% delle accuse simili presentate dagli uomini.

In conclusione, i dati disponibili confutano l’idea che le accuse di abusi sessuali nel contesto dei casi di affidamento siano un fenomeno di vaste dimensioni, e contrastano l’idea che le accuse siano comunemente mosse da un genitore vendicativo o gravemente compromesso. Non ci sono dati empirici che suggeriscano che un numero significativo di genitori si serva di accuse false per ottenere l’affido dei figli.

Bibliografia:

  • Bala, N. & Schuman, J. (2000). Allegations of sexual abuse when parents have separated. Canadian Family Law Quarterly, 17, 191-241.
  • Brown, T., Frederico, M., Hewitt, L., & Sheehan, R. (1997). Problems and solutions in the management of child abuse allegations in custody and access disputes in the family court. Family and Conciliation Courts Review, 36 (4), 431-443.
  • Schuman,T. (2000). Allegations of sexual abuse. In P. Stahl (ed) Complex issues in child custody evaluations (pp. 43-68). Sage.
  • Thoennes, N, & Tjaden, PG. (1990). The extent, nature, and validity of sexual abuse allegations in custody and visitation disputes. Child Sexual Abuse & Neglect , 14(2), 151-63

A chi intende obiettare: “Ma questi dati non riguardano l’Italia!”, voglio ricordare che anche negli USA sono comunissimi commenti analoghi a quelli che ricevo io…

false_accuse_usa

E le ricerche italiane a supporto di quel dato che parla di un 80% di false accuse, dove sono?

Sullo stesso argomento:

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Sui “falsi abusi”

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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16 risposte a I miti sul divorzio che mettono a rischio i bambini – mito n°1

  1. Massimo ha detto:

    Se sei una persona intellettualmente onesta, prova a rispondere a Christine Danton che oggi ha scritto su A Voice For Men: «Quindi, l’unica volta che si procede per calunnia è quando la calunniatrice confessa il crimine? Nessuna meraviglia che si arrivi a sostenere che le false accuse sono rare. Quello che è veramente raro sono le donne che ammettono di aver calunniato uomini innocenti.»
    http://it.avoiceformen.com/donne/donna-abbandona-il-femminismo-schifata-dalle-false-accuse-di-stupro

    • Fammi capire: per essere “intellettualmente onesta” dovrei leggere quella spazzatura misogina che è “A Voice For Men”? Temo che io e te diamo all’espressione “onestà intellettuale” un significato diverso…

  2. Andrea Mazzeo ha detto:

    Ma questi sono scemi forte, Christine Danton è un nome falso, preso dal web, e il Massimo di sopra è la stessa persona. Come è un nome falso quello di Silvio Altarelli, ecc. Sono fuori della realtà, vivono in un fumetto, in una fiction. E poi si meravigliano se le loro mogli li hanno mandati al diavolo e i loro figli non vogliono vederli.

  3. Una persona intellettualmente onesta leggerebbe quello che scrivo prima di ribattere.
    Questo post parla di false accuse di abusi sui minori o violenza domestica nel contesto delle controversie per l’affidamento dei figli, e mi si risponde con un link che rimanda ad un post che parla di false accuse di stupro. Quindi, è OT.
    Onestà intellettuale sarebbe comprendere che se scrivo “In conclusione, i dati disponibili confutano l’idea che le accuse di abusi sessuali nel contesto dei casi di affidamento siano un fenomeno di VASTE DIMENSIONI”, non sto dicendo che non si è mai verificato che una donna muovesse deliberatamente delle false accuse, bensì che capita, ma raramente.
    Onestà intellettuale sarebbe accorgersi che parlare solo di donne che muovono false accuse – mentre ci sono anche uomini che muovono false accuse – è indice di un approccio maschilista all’argomento.
    Questo post, come tutti gli altri dedicati all’argomento, non intende affatto sminuire il dolore di una persona falsamente accusata (uomo o donna che sia), ma vuole chiarire che non è in corso alcuna “epidemia” di false accuse, e che non è una caratteristica del genere femminile quella di muovere false accuse, come gli articoli che circolano sull’argomento vorrebbero dare ad intendere.

    E’ improbabile, ma non impossibile, che domani uscando di casa io venga investita da un elefante imbizzarrito. Sarebbe corretto se io, dopo aver subito un simile trauma ed esserne uscita viva, mi mettessi a scrivere “orde di elefanti imbizzarriti invadono l’Italia, siete tutti a rischio, elefanti assassini”?

  4. primavera ha detto:

    Massimo…massimo…se solo ci fosse serietà e rispetto in questo paese, se la legge tutelasse veramente i deboli,gli onesti,le vittime o almeno lo facesse chi la legge dovrebbe farla applicare,credo che persone come te avrebbero ancora poco da ciarlare.
    Spesso le denunce per maltrattamenti e abusi vengono archiviate senza indagini se vengono sporte in regime di separazione e spesso i bambini sono troppo piccoli per la legge per essere ascoltati anche se loro si sanno spiegare bene.
    Non indagare e quindi archiviare nn significa che fossero di default delle false accuse..
    Il problema però è che quando ci sono casi di violenza intrafamiliare vi danno quasi sempre ragione (tranne se finiamo ripetutamente in ospedale massacrate o all’obitorio per dire che “si poteva evitare”) e che avete così in mano un’arma invincibile: i nostri bambini,la nostra vita!
    dov’è la tutela per donne e bambini che si liberano della violenza prima che diventi mortale o che li devasti ?
    Vorrei che dicessero a voi pater familias : se non fa così o cosà ti togliamo il bambino oppure sei conflittuale o istrionico o isterico o poco collaborativo o troppo nervosi o immotivatamente rancoroso o ipertutelante e ancora che un figlio senza madre diventerà tossico o gay o delinquente mentre voi avete davanti un bambino bello,solare,sereno, affettuoso, intelligente,pieno di amici mai aggressivo…perché questo dicono alle donne,alle mamme se cercano di spiegare il loro trascorsi di angherie e se tentano di far rispettare i loro bambini! Vorrei che provaste la frustrazione e il senso di impotenza che abbiamo noi mamme di fronte alla disperazione dei nostri bambini.
    Ti vorrei far leggere le 20 denunce che ho a carico e quelle a carico dei miei genitori fatte dal mio ex per farti capire,se possibile, chi è che accusa falsamente e chi è che cerca di distruggere l’altro e tutta la sua famiglia sotto tutti i punti di vista.
    vorrei..ma credo comunque che sarebbe completamente inutile perché a voi questo interessava e questo avete ottenuto: continuare a sottomettere e prevaricarea scapito di chiunque perfino di quei figli che dite di amare…
    complimenti!!!

  5. primavera ha detto:

    Credo di non poter commentare più o diventerei veramente offensiva nei confronti del provocatore Massimo.
    gli vorrei augurare solo la metà della sofferenza di erica patti ma non sono così malvagia e poi sarebbe inutile : persone così non hanno sentimento..non conoscono la pietas..solo vendetta e misoginia e non sono degne neppure di nominarla erica patti che ha una dignità immensa nonostante la tragedia a cui l’ex marito l’ha condannata per sempre!

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