Noi non compriamo le donne

tom meagher Il primo uomo a sinistra in questa foto, quello che regge la parola “prostitution”, si chiama Tom Meagher.

Tom era il marito di Jill Meagher, stuprata e uccisa una notte tra il 21 e il 22 settembre 2012, mentre tornava a casa dopo una serata fuori con i colleghi di lavoro.

A seguito della tragica morte della moglie, Tom si è trovato a riflettere sul fenomeno della violenza contro le donne: I had formed an image that this man was not human – he existed as a singular force of pure evil who somehow emerged from the ether. But something about his ability to weave together nouns, verbs and pronouns to form intelligible sentences forced a re-focus – one that required a look at the spectrum of men’s violence against women, and its relation to Bayley and the society from which he came. (…) When I heard Bayley forming sentences in court, I froze because I’d been socialised to believe that men who rape are jabbering madmen who wear tracksuit bottoms with dress shoes and knee-high socks. The only thing more disturbing than that paradigm is the fact that most rapists are normal guys, guys we might work beside or socialise with, our neighbours or even members of our family.

Ci dice Tom: “mi ero costruito un immagine di quest’uomo, lo immaginavo come un qualcosa di non umano, di demoniaco, emerso in qualche modo dall’etere. Ma quando l’ho visto articolare nomi, verbi e pronomi per formulare delle frasi di senso compiuto, ho dovuto rivedere la mia percezione del fenomeno della violenza contro le donne e mettere in relazione Bayley e la società dalla quale proviene. (…) Quando ho sentito Bayley parlare in Tribunale ero esterrefatto, perché avevo imparato a pensare che gli stupratori sono dei pazzi che blaterano e indossano pantaloni della tuta con sotto scarpe da sera e calzettoni al ginocchio. Invece, ed è molto più inquietante, il fatto è che la maggior parte degli stupratori sono ragazzi normali, ragazzi con i quali potremmo lavorare o fare amicizia, potrebbero essere i nostri vicini o anche membri della nostra famiglia.

Adrian Bayley, l’assassino di sua moglie,  è un mostro – si chiede Tom – o solo il prodotto di una società nella quale è normale abusare delle donne?

Adrian Bayley aveva commesso innumerevoli violenze prima di accanirsi su Jill; racconta Tom: Two years ago I read this document from an interview with a man who had repeatedly and very violently raped a number of prostitutes in Australia. His answer to the question, ‘Why did you do this?’ was ‘I paid for her, I can do what I want with her.’ Ten years later that man was out on parole and raped and murdered my wife.

Bayley aveva brutalmente violentato diverse prostitute in Australia; alla domanda “perché lo hai fatto?”, nel corso di un’intervista rispose “Avevo pagato, potevo fare di loro ciò che volevo.” 10 anni dopo, messo in libertà per buona condotta, Adrian Bayley si trova sulla strada di Jill Meagher verso casa.

Oggi Tom Meagher è un attivista per i diritti delle donne. E’ un sostenitore della campagna White Ribbon, e il 22 aprile di quest’anno ha partecipato al lancio della campagna irlandese “We don’t buy it”.

Qual è secondo Tom Meagher il nesso fra il fenomeno della prostituzione e la violenza sulle donne? Qual è il nesso fra la morte di sua moglie Jill e il suo attivismo contro la normalizzazione del commercio del sesso?

Il nesso, secondo Tom, è la disumanizzazione delle donne operata dal fenomeno della prostituzione. Spiega:

“This dehumanisation comes from knowing that what they are doing is not right. If you pay for sex, the money is not buying consent, it is paying for the temporary suspension of the woman’s right not to consent.”

La disumanizzazione è il frutto della consapevolezza che quello che facciamo non è giusto. Quando paghi per il sesso, con quei soldi non stai comprando il consenso [della donna], stai pagando la temporanea sospensione del diritto di quella donna di non acconsentire [a ciò che farai].

‘I paid for her, I can do what I want with her’: Avevo pagato, potevo fare di lei ciò che volevo.

E se una donna è meno che umana, è più facile ucciderla.

Un altro problema della prostituzione, è

[the] “pernicious lie of the male libido being beyond the control of the man who owns that libido. That feeds into a lie that we can’t help ourselves”. (…) It’s a handy excuse for rapists and violent men.

Tom la chiama “dannosa menzogna”: l’idea che gli uomini non abbiano il controllo dei propri istinti sessuali, che debbano fare sesso perché non possono farne a meno, e che se non ci fossero le prostitute a sopperire a questo incontrollabile bisogno, ci sarebbe un numero maggiore di stupri.

Questa dannosa menzogna è anche un’ottima scusa per stupratori e uomini violenti, una giustificazione che li deresponsabilizza e contribuisce a perpetuare il fenomeno della violenza sulle donne.

Tom ha deciso di partecipare alla campagna “We don’t buy it” nella speranza che

this campaign can be a turning point in how we address this issue. I am struck by the lies we tell ourselves about sexual entitlement and consent.” (…) “Ultimately, the only person making the choice is the buyer and the choices we make absolutely matter.”

questa campagna possa essere una svolta nel modo in cui è trattato l’argomento. E’ ora che gli uomini la smettano di raccontarsi bugie a proposito del loro diritto a fare sesso e sul consenso delle donne che si prostituiscono. Perché l’unica persona veramente libera di scegliere è il cliente della prostituta e la sua scelta può fare la differenza.

Non comprate le donne, perché le donne sono esseri umani.

Per approfondire:

Lettera aperta ad Amnesty International

Lo stupro non è un diritto umano

Gli uomini che comprano sesso: le loro parole

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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5 risposte a Noi non compriamo le donne

  1. Paolo ha detto:

    io credo che l’antitesi tra “mostro” e persona “normale” sia fuorviante in questi casi: spesso gli stupratori non sono nè l’uno nè l’altro anche se lo sembrano
    E’ triste comunque che quest’uomo abbia avuto bisogno di perdere la moglie per scoprire che ohibò lo stupratore non è un demone che striscia fuori dai tombini.

  2. primavera ha detto:

    Purtroppo paolo molti fanno questa distinzione errata che genera un sacco di valutazioni fuorvianti.
    In fondo basta la buona condotta e il male che hanno generato certi soggetti viene abbonato.. e il nr di donne uccise o comunque maltrattate sale…

  3. Sono contenta che qualche uomo lo capisca finalmente che la scusa del non controllare gli istinti è patetica, e mi dispiace che abbia perso la moglie per mano di uno schifoso e spero che possa avere giustizia.

  4. panzerdivisionstanz ha detto:

    L’ha ribloggato su the persistence of change.

  5. Monica ha detto:

    bellissimo post. grazie.
    Monica

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