Di uomini, stress e torte

Da Il Fatto Quotidiano (minuto 1:10)

Efe_Bal

Efe Bal: “Ci sono anche uomini che adorano quelle che fanno le prostitute. Pensano così, dicono: guarda, vado, faccio quello che dovrei fare, magari compro qualche regalo, pago, ma almeno non mi stresso, non è ossessiva… sta lì… poi non c’è bisogno, finisce la storia”

Vorrei che metteste queste affermazioni a confronto con la pubblicità del sito Deabyday che ha fatto tanto scalpore:

deabyday_donne_marito

Qui non si parla di prostitute, ma di mogli.

Si descrive un’altra forma di relazione uomo-donna, che comunque ha a che fare con la sessualità, e la si descrive sempre assumendo il punto di vista maschile; parafrasando Efe Bal, potremmo dire che questa pubblicità risponde alla domanda “che cosa adora un uomo in una moglie?”

Come la prostituta descritta da Efe Bal, anche la moglie perfetta deabyday (quella che non stressa, che non è ossessiva) “sta lì“, appesa al soffitto con la sua brava catena; come la prostituta, la moglie adorata è sempre sexy, grazie alle sue mutandine di pizzo nero, ed è abbastanza “in forma” da solleticare l’interesse sessuale dell’uomo, che sicuramente quando ha voglia arriva e “fa quello che deve fare”.

Per chi non lo sapesse, il punching ball è un noto antistress:

office-stress-relief-punching-ball

Potremmo concludere che fra le funzioni del perfetto oggetto-donna, sia essa la moglie brava a “tenersi un marito” o la prostituta “che gli uomini adorano”, c’è contenere il livello di stress del maschio.

paninoIn questo stralcio di conversazione sulla prostituzione ci troviamo di fronte ad una altra comunissima equazione: quella fra donna e cibo.

Fare sesso – per l’uomo, solo per l’uomo – è un po’ come mangiare. L’analogia è proposta spessissimo quando si affronta questo tema (a seguire un altro esempio, sempre tratto da facebook)

cibo

ma a mio avviso non funziona. Sebbene la sensazione di fame possa avere qualcosa in comune col desiderio erotico (difatti “affamato” è un aggettivo spesso utilizzato per descrivere chi ha un forte impulso sessuale), le persone muoiono di fame, ma non mi risulta che qualcuno sia mai perito a causa dell’astinenza da rapporti sessuali. Di conseguenza non ritengo che la scomparsa delle donne-panino possa essere considerata una tragedia alla pari di una carestia.

torta

In questo altro esempio non si parla di prostituzione, ma l’equazione donna-cibo è la medesima.

La donna-torta che l’uomo decide di possedere in esclusiva – ringhiando aggressivo contro gli altri maschi che ne vorrebbero un pezzetto – acquista valore tanto più è fresca e integra.

Che si tratti di consumare un panino o una torta, che si decida di condividere o di divorarsi la donna-cibo tutto da solo, sempre di un bene deperibile stiamo parlando: un qualcosa – non un qualcuno – per il quale si paga un prezzo, con il quale ci si propone di soddisfare una pulsione.

Si discute molto della “libera scelta” delle donne. Questi paladini della libertà ci raccontano di quanto sia importante difendere il diritto delle donne di decidere in piena autonomia se essere una torta o un panino, una moglie-punching ball o un antistress che “sta lì”.

Io credo che una riflessione più accurata dovrebbe riguardare non tanto quello che le donne scelgono di fare, ma il modo in cui questa società percepisce le donne, a prescindere da quello che fanno.

Perché, anche se quando mi guardo allo specchio io vedo una persona, il fatto che una gran quantità di gente mi veda come un trancio di torta, un attrezzo ginnico o una valvola di sfogo ha una concreta influenza sulla qualità della mia vita.

A proposito della donna come corpo destinato al benessere maschile, vi consiglio una più articolata riflessione dal titolo “Figure accudenti“.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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13 risposte a Di uomini, stress e torte

  1. Paolo ha detto:

    certi esponenti del mio genere sono davvero squallidi (bisogna dire che anche Neruda in una sua poesia paragonava il desiderio erotico alla fame ma era tutt’altra cosa) . Detto da uno che adora il sesso, la sensualità, l’eros, ritiene che sia una parte importante della vita di uomini e donne e preferisce masturbarsi a vita piuttosto che andare conn una donna che non lo desidera ma viene con lui solo perchè la paga..

  2. IDA ha detto:

    Decadenza o declino? Il declino della democrazia va di pari passo con il degrado della società, forse tra gli anni 80 e 90, noi donne abbiamo creduto di essere parte integrante della società, ma in realtà siamo sempre state sottocoperta in terza classe. In prima classe ci vai solo se ti rendi disponibile sessualmente al capitano e alla ciurma, poi ritorni al tuo posto. Per accettare la cultura del leader, del capo e del padrone, devi rinunciare alla memoria e al senso critico e disponibile ad accettare le verità preconfezionate. È stato confuso il diritto con il favore, il sopruso con il diritto. A forza di questi esercizi tutto diventa naturale. Negli ultimi trent’anni abbiamo imparato ad odiare, prima i meridionali, poi gli stranieri, gli zingari, i diversi, i gay e perché no? Le donne !
    Per non andare fuori tema, pensiamo alla cultura sessista coltivata dalle TV in questi ultimi trent’anni. Quella delle donne immagini, donne fondali e scenografiche. Quando denunciavi questa “cultura” ti accusavano di impedire alle donne di farsi oggetto, indichi la luna e tutti ti guardano il dito. Poi ti stanchi e sostituisci l’indice con il medio.
    Se si fanno dei piccoli esercizi di memoria, ci si accorge che tutto era stato detto e fatto, negli anni 90, quando ragazzine sculettavano difronte ad una telecamera, ti veniva risposto: questo è quello che piace agli uomini. Il grande patriarca è padrone delle tv e delle pubblicità, sono uomini con referenti altri uomini, più uomini guardano la tv, più altri uomini investono in pubblicità. Perché la Tv è fatta dal padrone, da uomini per altri uomini. Le donne in cucina, e iniziarono a proliferare programmi gastronomici, dove, spesso uomini, più o meno boriosi, davano consigli sulla cucina alle donne a casa a prendere gli appunti.. o programmi di estetica e salute per essere sempre più arrapanti. Se a tutto questo si aggiunge la cultura pornografica che ha imperversato la vita e l’immaginario non solo maschile, hanno creato un’immagine sfavorevole della donna, cosa che ha portato a incoraggiare il disprezzo delle donne e a considerarle sempre più come merci. La normalizzazione del sessismo, pornografia e prostituzione sono a garanzia di tendenze misogine, di violenza contro le donne e considerare un diritto per gli uomini a commettere atti sessualmente coercitivi. Questo era quello che volevo dire ieri, che ero passata di qui velocemente, poi non ho avuto tempo.

    PS: dimenticavo, io sono ipercalorica, considerando che in questi ultimi anni sto accumulando grassi, penso di essere poco salutare.

    • Paolo ha detto:

      mi sembra un approccio molto apocalittico (anche se c’è un problema sessismo nella pubblicità e nella tv italiana). Una donna può amare la cucina (o no) ed essere libera (cucinare piace anche ad alcuni uomini). Quanto all’ “arrapante”, bè l’eros anche nelle sue forme più prosaiche fa parte della vita (anche di coppia),e dell’umano ed è compatibile con la libertà, non vuol dire essere asserviti alla malvagia società capitalista consumista
      del resto tu sei anarchica e anti-capitalista, io no. Mi accontenterei di una socialdemocrazia liberal, laicista e filo-occidentale in politica estera

      • IDA ha detto:

        Paolo, non stò parlando delle scelte individuali, che sono tutte lecite e libere, ma dei “modelli”. L’ho letto proprio ora: https://lunanuvola.wordpress.com/2015/05/11/nei-media-ventanni-dopo-pechino/
        Io mi accontenterei, di una misera democrazia, laica, rappresentativa, che sa pensare agli ultimi e non al mercato..

      • Paolo ha detto:

        conosco queste statistiche e no non sono d’accordo con le accuse di sessismo fatte verso le trame dei film: ci sono personaggi femminili complessi quanto quelli maschili.
        Il cinema è troppo complesso per essere valutato attraverso queste cifre c, comunque la narrativa racconta l’umano e la società e attori e attrici (riferendomi alla questione grasso magro) devono essere credibili anche fisicamente per i personaggi che fanno. In verità ci sono sia attori sia attrici fisicamente belli

      • IDA ha detto:

        Paolo.. il cinema è complesso, ma non quanto la realtà. Anzi il cinema semplifica la realtà.
        Ora io non sono mai stata in America, ma vedendo i servizi in tv, vedo molte persone obese, che guardando i film non si vedono..

      • Paolo ha detto:

        E allora? i film non possono essere giudicati col bilancino del politically correct: un obeso non può fare James Bond Punto. Attori e attrici devono essere giusti per il personaggio anche nel fisico (non è un segreto che spesso attori e attrici ingrassano o dimagriscono per fare certi personaggi

      • IDA ha detto:

        Il cinema, come tutte le forme artistiche semplificano la realtà, e creano dei modelli, di questo stavo parlando, dei modelli, che possono essere positivi o negativi. Il giudizio è sui modelli, non sulla forma espressiva. Esempio l’estetica cinematografica di Pasolini, e Rossellini, è più varia e quindi più simile alla realtà, ma non è la realtà.

      • Paolo ha detto:

        è ovvio che l’arte non è “la realtà” o non è tutta la realtà sia che parliamo di Rossellini o dei Farrelly Brothers ma è sbagliato dire che “la semplifica”, l’arte la racconta (almeno in parte) ,e la trasfigura, nella sua semplicità come nella sua complessità, ovviamente attraverso lo sguardo dell’autore o dell’autrice

  3. IDA ha detto:

    Mi rimane da dire due cose sul femminismo liberale; fanatiche delle libertà insignificanti, cioè di quelle che già abbiamo, ma rinnegano e disprezzano quelle che non abbiamo. Il diritto a prostituirsi lo chiamano libertà, ma non contemplano il diritto a non prostituirsi. Il diritto a prostituirsi lo hanno sempre avuto tutte le donne, perché fa parte della violenza esercitata sulle donne, è una tattica di vessazione e di avvertimento. Ci ordina di rimanere in riga e ricorda a quelle che tendono a dimenticarlo di stare al passo; richiama alla paura.
    La libertà che non abbiamo è quella di non valersi del diritto, cioè libere dalla prostituzione.
    Sostengono la libertà di servire un padrone e non quella di non servire un padrone.
    Genuflesse alla fallocrazia e la chiamano libertà sessuale.
    Altra caratteristica delle pro-sex, esprimono più giudizi che concetti.
    E anche qui mi sono stancata e ho sostituito l’indice con il medio.

  4. alessiadulbecco ha detto:

    L’ha ribloggato su frammenti di un discorso pedagogicoe ha commentato:
    donne come panini.
    la prostituzione paragonata al cibo.

  5. Edoardo ha detto:

    “Come la prostituta descritta da Efe Bal, anche la moglie perfetta deabyday (quella che non stressa, che non è ossessiva) “sta lì“, appesa al soffitto con la sua brava catena” Falso: la moglie perfetta di deabyday non sta da nessuna parte.

    “come la prostituta, la moglie adorata è sempre sexy, grazie alle sue mutandine di pizzo nero, ed è abbastanza “in forma” da solleticare l’interesse sessuale dell’uomo, che sicuramente quando ha voglia arriva e “fa quello che deve fare”.” Falso: la moglie adorata non è sempre così.

    “Potremmo concludere che fra le funzioni del perfetto oggetto-donna, sia essa la moglie brava a “tenersi un marito” o la prostituta “che gli uomini adorano”, c’è contenere il livello di stress del maschio.” Falso: non c’è questa funzione perché non c’è l’oggetto-donna.

    “In questo stralcio di conversazione sulla prostituzione ci troviamo di fronte ad una altra comunissima equazione: quella fra donna e cibo” Falso: non ci troviamo di fronte a nessuna equazione, né comunissima, né rara.

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