Registro della bigenitorialità: risponde il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Emilia Romagna

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Recentemente al Comune di Forlì è pervenuta la richiesta di apertura di un “Registro della bigenitorialità”.

Al fine di prendere una decisione in merito, è stata inviata al Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Emilia Romagna la richiesta di un parere sulla questione.

Questo è il parere del Garante:

Questo Garante è stato interessato anche da altre sedi all’istituzione dei cosiddetti Registri comunali della bigenitorialità e del più generale tema del diritto del minore a mantenere rapporti con entrambi i genitori anche in caso di separazione. A tal proposito ritiene di comunicare le seguenti osservazioni.

Il concetto di bigenitorialità è stato certamente rafforzato dalla riforma del 2006 in attuazione del principio già da tempo affermatosi negli ordinamenti europei e nella stessa convenzione delle N.Un sui diritti del fanciullo del 1989 che è legge per il nostro Paese. Tale norma prevede che i figli siano affidati prioritariamente ad entrambi i genitori e, soltanto se l’affidamento condiviso sia di pregiudizio all’interesse del minore, ad uno solo di essi.

Il diritto del minore a mantere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori è ora disciplinato dal nuovo art. 337-ter del Codice Civile, inserito dal D.Lgs 28 dicembre 2014, n°154, in armonia con l’art.9 comme 3 della citata Convenzione. Esso prevede inoltre – e pone sullo stesso piano – il diritto del minore di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale. Per realizzare tale finalità, il giudice deve fare esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale del minore, secondo il criterio dell’art.3 della Convenzione stessa.

Fatte queste necessarie precisazioni, non è certo volontà di chi scrive minimizzare gli effetti deriventi dalla negazione della figura di un genitore in vantaggio dell’altro o di rifiutare a priori la bontà di un’iniziativa, che è certamente significativa sotto il profilo culturale, ma che sembrerebbe più volta a tutelare i diritti degli adulti che quelli dei minori coinvolti per i quali, ai fini pratici, non cambierebbe molto. Una tale ottica presenta infatti il rischio di contribuire ad aumentare il livello di conflittualità tra i genitori con ricadute sul minore stesso, che si vedrebbe così coinvolto in ulteriori dinamiche oppositive.

Criticabile sembrerebbe infine il fatto che alcuni dei Registri già istituiti prevedano che l’iscrizione possa essere richiesta anche da un solo genitore senza il consenso dell’altro e che la cancellazione possa avvenire solo su richiesta del primo, e che in taluni casi sia prevista la possibilità di comunicare i dati del registro anche a soggetti non pubblici quali gli Ordini professionali.

Molti altri sono gli aspetti che andrebbero approfonditi, avendo però sempre ben chiaro che rientra esclusivamente nella potestà dei giudici quella di stabilire le misure che assicurano l’esercizio condiviso delle responsabilità genitoriali prediligendo sempre, in sede di giudizio, l’interesse e la protezione del minore rispetto alle esigenze degli adulti.

Sono certo di non avere dissipato del tutto i suoi dubbi, ma creda che in questa sede non è possibile approfondire oltre un argomento così complesso, che meriterebbe invece di essere affrontato in altre sedi.

Un saluto molto cordiale

Il Garante

Luigi Fadiga

Sullo stesso argomento:

Il registro comunale della bigenitorialità

 

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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47 risposte a Registro della bigenitorialità: risponde il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Emilia Romagna

  1. maura ha detto:

    Quello che è certo, non per statistiche ma per conoscenza diretta, che un sacco di coppie non si sa separare civilmente e che i figli vengono coinvolti. non è escluso affatto che una o entrambe le parti diffamino il coniuge ed usino i figli come clave. Voler normare, penalmente poi, questa cosa è da folli. così come è stato da folli normare i rapporti interni al matrimonio quando non sfocino nella violenza, punendo adulterio, abbandono del tetto coniugale, ecc. Una diversa cultura sarebbe necessaria, non una diversa legge. Un diverso modo di vivere assieme e diventare genitori. Per fare un uomo ci voglion ventanni, per fare un bimbo 10 minuti d’amore? Un diverso modo di lasciarsi, sia per chi lascia (con poca discrezione, onestà, attenzione al dolore che crea in qualcuno che ha amato e che è pur sempre la madre/padre dei figli). Un diverso modo di essere lasciati, con rispetto di sè più che dell’altro, senza vendette, rancori, ritorsioni. Certo femminicidi, figlicidi, stalking sono solo l’estrema ratio di una grande difficoltà di vivere i rapporti d’amore ( o chi per esso) con maturità, consapevolezza. I rapporti con i figli con maturità e consapevolezza. Di vivere i rapporti tra uomini e donne, soprattutto. E di donne con se stesse. E questo è vero non solo per tanti, troppi uomini, ma anche per molte donne. Il lavoro su questo, insegnare agli uomini e alle donne il rispetto delle donne, soprattutto (agli uni dell’altra, alle altre di sè) è un cammino intrapreso e, temo, abortito troppo presto. Tutto va in senso contrario. Sento che i nostri discorsi sono una goccia nel mare delle Michelle, del bla bla mai mai mai casuale!

    • Se le persone non avessero problemi a relazionarsi civilmente, non si separerebbero, non ti pare?
      Io condivido l’idea del Garante: queste iniziative, invece di contribuire ad aiutare le coppie ad elaborare il lutto della separazione per giungere col tempo a condividere le repsonsabilità senza recriminazioni e dolore, imponendo delle soluzioni standard a tappeto rischia di esacerbare i rapporti.
      C’è anche da tenere conto che la cultura nella quale siamo immersi, nonostante i recenti e meno recenti interventi normativi, è radicalmente patriarcale.
      Basta pensare che è ancora comune leggere negli articoli di giornale espressioni come “capofamiglia”, retaggio di una norma precedente alla riforma del diritto della famiglia del ’75, che assegnava all’uomo di casa patria potestà e potestà maritale.
      http://narrazionidifferenti.altervista.org/capofamiglia-parole-importanti-repubblica-it-vocabolario/
      Solo io ravviso in questa ossessione per il controllo (devo sapere dove sei, cosa fai, devo poter esercitare la mia autorità in ogni momento della tua vita anche se non siamo più una famiglia) la nostalgia di quel potere perduto?
      E’ stato proposto un cambiamento importante nel nostro codice civile: il passaggio da potestà (l’attribuzione di un potere ad un soggetto allo scopo di tutelare un interesse altrui) genitoriale a responsabilità genitoriale: “con la nuova formulazione linguistica si abbandonerebbe l’idea asimmetrica e adultocentrica del rapporto genitori-figli a vantaggio di una idea improntata all’eguaglianza di diritti e di doveri e piú marcatamente puerocentrica”.
      A me sembra – e non solo a me, ma anche a questo Garante, a quanto pare – che molti stanno incontrando grandi difficoltà a comprendere questo cambiamento.

      • Antome ha detto:

        D’accordo su tutto a parte forse, se non ha capito male io, “Se le persone non avessero problemi a relazionarsi civilmente, non si separerebbero, non ti pare?” la durata e la prosecuzione di un rapporto di coppia attiene più alla sfera sentimentale e, penso, solo marginalmente a quella dei rapporti civili, i quali, e ho parecchi esempi a riguardo, possono essere tranquillamente mantenuti anche quando il rapporto sentimentale si conclude, quando non addirittura l’amicizia. E’ stato addirittura un libro sul lasciarsi pacificamente ;).

  2. Andrea Mazzeo ha detto:

    Prevedo crisi di disperazione nel campo dei padri separati.

  3. Giovanna ha detto:

    Insomma, in poche parola il garante non è contrario al registro 🙂
    Potresti pubblicare lo sceenshot della lettera con firma? grazie….

  4. IDA ha detto:

    Io non ho capito nulla.. Cosa sarebbe questo registro della bigenitorialità? A cosa serve? Solo per le comunicazioni? Il doppio domicilio per cosa? Il garante in questione, cosa avrebbe detto? Che già ci sono le leggi e quindi è inutile? Iscrivere senza il consenso dell’altro genitore mi sembra un abuso.,, E se i genitori abitano in comuni diversi?
    Ripeto io non ho capito bene di cosa si sta parlando.. Posso intuire cosa ci può essere dietro, considerando anche gli sponsor a cui fai riferimento nel post precedente..
    Qui si parla di podestà genitoriale; http://bologna.repubblica.it/dettaglio-news/-/4499468
    Forse è quello? Una volta la podestà genitoriale era del padre, la ben nota e triste “patria podestà” oggi è affidata a tutti e due i genitori, forse è questo che i maschietti lo subiscono come sopruso? lo vogliono usare come ricatto? Per cosa?
    E per quello che riguarda le spese? Alimentari, istruzione, vestiario, sport.. ecc. anche quelle a doppio domicilio, 50 e 50?
    E se il figlio deve andare in gita scolastica? Occorre l’autorizzazione di tutte e due i genitori?

    • Antome ha detto:

      Voglio precisare per gli eventuali mra e associati che per maschietti non si vuole intendere gli uomini in generale, ma solo un certo tipo di uomini nella fattispecie ;).
      Per quanto riguarda l’iscrizione di uno senza il consenso dell’altro, premesso che i figli non sono proprietà e non è giusto combattere battaglie sulla loro pelle, e proprio appunto per quello, mi viene da pensare che se l’altro/a non acconsente è perchè magari vuole il figlio solo per sè e il registro c’è proprio per queste situazioni. Che certo sarebbe meglio non ci fossero e forse ci sono troppe norme.
      Però come non è nell’interesse del minore che la “potestà” (davvero brutta parola applicata ad una persona, condivido) sia necessariemente condivisa, non lo è nemmeno quella singola. Però oltre alla pregiudiziale “soltanto se l’affidamento condiviso sia di pregiudizio all’interesse del minore, ad uno solo di essi.” bisogna tener conto anche dell’eventuale conflittualità nell’educazione e valutare quanto questa possa essere strumentale ed in cattiva fede.
      Mi si dirà che una volta che tale conflittualità si palesi nell’affido non c’è alcuna garanzia che questa non si palesi nell’educazione.
      Ovviamente considerazioni lavorative, domiciliari e logistiche.
      E’ vero possiamo avere il padre che vuole rivalersi usando il figlio, il padre possessivo e la madre che non avrebbe alcuna intenzione di combattersi per dispetto le decisioni sulla pelle del figlio, che comunque secondo me non vanno e devono essere prese arbitrariamente tipo “non ti mando lì perchè è mio diritto dovere di genitore decidere”, senza un valido motivo.
      Ma proprio per l’equità concediamolo, possiamo anche avere la madre possessiva che per motivi personali non vuole il padre nella vita del figlio, anche se magari è un ottimo padre e non ci sono motivi per togliergli la custodia.
      Premesso quindi che tale conflittualità è irresponsabile, da qualunque parte venga e può venire da entrambe le parti. E talvolta quindi è meglio l’affido singolo.
      Il problema dell’affido singolo è che esclude uno dei due e, non voglio essere pedante, tutt’altro, per fare una cosa del genere, quando non c’è accordo, ci vogliono buoni motivi, un criterio di valutazione.
      La scusa, talvolta strumentale, dei padri separati è “tutta questa tiritera, eliminare il conflitto, non è che il discorso è che devono stare con la madre e basta?” Sicuramente se ne è discusso molto e mi è parso di capire che non è così, ma forse sarebbe meglio togliere loro questa scusa.

  5. Rita ha detto:

    L’iscrizione al registro dovrebbe essere fatta dal tribunale in fase di sentenza di separazione…..tra la modulistica presentata dagli avvocati quindi con approvazione del giudice e di entrambi i genitori! Non esistono genitori di serie A o B per il figlio ed è corretto che ogni comunicazione scolastica o sanitaria arrivi ad entrambi i genitori….entrambi hanno il diritto di essere informati sui figli. I bambini hanno altresì il diritto di avere il doppio domicilio. Mi spiegate quali conflittualità crea? Io penso le diminuisca poiché nessuno dei due può sentirsi il padrone in quanto collocatario! E’ vergognoso!!!!

    • “entrambi hanno il diritto”: esatto, i diritti degli adulti. E’ questo il principio ispiratore dell’iniziativa. Perché, come nota il Garante, questa roba ai bambini non serve.

      • Rita ha detto:

        Questa roba ai bambini serve…..serve ad avere due genitori informati e che si occupano di loro esattamente come quando stavano in casa insieme. Ai bimbi serve non strumentalizzare la separazione e sentirsi oggetti su cui lucrare….siate obiettivi x favore!

      • “Ai bimbi serve non strumentalizzare la separazione e sentirsi oggetti su cui lucrare”: ma cosa c’entra il “lucrare”? E chi è che lucra? Che c’entrano i soldi con questo registro?
        Qualcuno ha chiaro in mente quale sia la funzione di questa iniziativa?

      • Rita ha detto:

        La legge 54 dovrebbe essere applicata insieme al registro:mantenimento diretto ed equa frequentazione! Ho visto genitori chiedere soldi perché collocatari e poi i figli smollati ogni giorno all’altro. Se eliminiamo le differenze eliminiamo i conflitti e il bambino non ci rimette. Informatevi sulle conseguenze della conflittualità sul bambino. Una equa informazione e pari responsabilità crea del male a qualcuno? Forse si: A chi si ritiene padrone del figlio perché ha la residenza con se!. Secondo voi e’ giusto che il padre deve pagare 900€ di assicurazione x la moto del figlio in quanto non può usufruire della legge Bersani poiché non residente? Ma cosa ci vedete di strano nel registro?

      • Anche io ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
        Vogliamo aprire un registro perché tutti quei momenti non vadano perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia?
        Per favore… cerchiamo di discutere in modo serio…
        Le ricerche scientifiche in proposito (ne ho parlato qui: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/02/08/ancora-i-colibri-il-vero-interesse-del-minore/) dimostrano che l’imposizione di un regime condiviso quando i genitori non mostrano una capacità di collaborare nell’educazione dei figli basata sulla stima reciproca non contribuisce significativamente a risolvere i conflitti, anzi, li acuisce a detrimento del benessere del minore.

  6. primavera ha detto:

    Una proposta di qualche fuori di testa…il problema è che perseverano perfino di fronte ai numerosi dinieghi E perseverare è diabolico!

  7. Daria ha detto:

    E quale sarebbe, per un bambino, il beneficio di avere un domicilio in due diverse citta sia pure nella stessa Regione? Pensiamo al bambino di Cittadella, che aveva la scuola a due passi da casa e il papà gli ha impedito di frequentare l’ultimo anno nella scuola dove c’erano tutti i suoi compagni. Che beneficio! Proviamo a chiedere al bambino qual’è stata la sua gioia nel vedersi isolato dagli amici. Ma certo! Non sia mai che un bambino venga ascoltato e possa esprimere una preferenza

  8. Rita ha detto:

    Ma certo! Non parliamo delle mamme che ritirano i figli da scuola senza che il padre ne sia al corrente ( sono le collocatarie) non parliamo del cambio medico di base e del padre che non sa neppure chi sia! A questi figli ci vogliamo pensare oppure ci serve essere le collocatarie x avere l’assegno di mantenimento e far le padrone? Poi ci lamentiamo quando il padre risponde: Non lo sapevo! Nessuno mi ha informato!

    • Parliamone invece: chi sono queste madri che ritirano il figlio da scuola senza il consenso dell’altro genitore? Quel figlio è affidato in regime di affido affido condiviso? E perché quel bambino viene ritirato da scuola? Avete fatto uno studio sulle sentenze in merito?
      Perché a me, che sono andata a guardare le sentenze emesse dalla Cassazione, mi sembra che siano tutte a favore del principio che sancisce che “il genitore che, senza autorizzazione da parte del giudice né avendo ottenuto il previo consenso dell’altro genitore, trasferisca la residenza del figlio minore in un’altra regione viola i principi basilari dell’affidamento condiviso, ossia il dovere dei genitori di assumere le decisioni fondamentali per la prole in modo congiunto e di garantire un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi le figure genitoriali (ed entrambi i rami parentali).”
      Perché in questi casi, come nota bene il Garante, l’unica autorità che ha il potere di intervenire in questi casi è il Tribunale.
      Ed è per questo che il registro non serve a nulla.

    • IDA ha detto:

      Rita.. Scusa se mi inserisco.. parli di obiettività, allora cerchiamo di essere obiettivi e guardare l’obiettivo della questione: “l’interesse del minore”.
      La potestà genitoriale, comprende dei diritti, che non sono del genitore, ma del minore, e questo spesso ce ne dimentichiamo. Il genitore è un tutore che cura l’interessi del minore.
      I figli hanno bisogno di scelte consapevoli e condivise con i genitori, o meglio con il tutore, perché non è vero che hanno bisogno di due genitori, a volte è meglio essere orfani che avere una madre come ho avuto io, (per esempio) quindi il numero dei tutori non è importante, ma la qualità.
      Io sono separata, ho due figli, ma mi ritengo una privilegiata, perché non ho avuto nessuno dei problemi di cui stiamo parlando, quindi penso di essere abbastanza obiettiva dal momento che non ho risentimenti personali, ma per conoscenze ed esperienze indirette, posso dire che spesso i padri sono molto negligenti, prima della separazione, dopo richiamano come diritti personali, ciò che in precedenza avevano delegato alla madre del minore. Mi sai dire quanti padri conoscono il nome del pediatra? Quante volte hanno portato i figli dal pediatra? Quante volte ci ha parlato con il pediatra? Cinque, dieci % non di più. Allora mi sai dire perché dopo separati vogliono essere a conoscenza di tutto questo? Mi sai dire quanti padri, conosce l’insegnante del figlio, quante volte hanno parlato con l’insegnante? Quanti conoscono i genitori dei compagni del figlio? Anche qui, 5/10% ? Allora perché vogliono essere a conoscenza di tutto questo dopo separati?
      Ma andiamo altre; Perché non si parla mai, che solo il 18.7% delle donne riceve regolarmente l’assegno per se e per i figli? Non dimentichiamo che il dovere economico del padre è per tutti figli riconosciuti, siano essi legittimi, legittimati, adottati e naturali. La separazione non cancella gli obblighi di mantenimento. In un commento precedente avevo parlato di una mia conoscente il cui ex, per non pagare l’assegno è sparito per 10 anni, ma non è un caso unico, l’Istat ci dice che il 41.6% delle donne, non lo ha ricevuto l’assegno perché ha perso i contatti con l’ex partner. Sempre i dati Istat ci dicono che non gli uomini sono a rischio povertà, dopo la separazione ma le donne con figli a carico. Questi sono i problemi della separazione, di cui nessuno parla, non i Registri della bigenitorialità, che come dice Riccio servono solo a mantenere il controllo sul coniuge e non ha nulla a che fare con l’interesse del minore. Chi non è capace di fare il genitore, (padre o madre) o chi è negligente nel suo compito, deve essere messo in condizione di non nuocere e tenuto lontano il più possibile dai figli…

      • Rita ha detto:

        Conosco padri che fanno parte di quel 5/10% padri che si preoccupano e sempre lo hanno fatto….vogliamo che loro paghino la colpa degli altri? Il registro bigenitoriale potrebbe in qualche modo responsabilizzare anche quel genitore che di responsabilità non ne ha mai avute? Quel 5/10% deve essere d’esempio. Anch’io sono separata con due figli cresciuti da sola proprio perché il padre si è dimenticato di avere avuto dei figli e si limitava a qualche telefonata al mese. Per tale motivo dobbiamo appoggiare ogni azione volta a dare voce a chi ha fatto il padre e vuole continuare a farlo e tutelare i figli che hanno avuto e continuano a volere la presenza e le attenzioni di entrambi i genitori! . Grazie Ida

      • Rita, qui nessuno vuole impedire ai padri di fare ai padri. Quello che ci chiediamo è come mai tante iniziative a supporto del coinvolgimento paterno dopo la separazione, e nessuno che si preoccupi di quello che avviene nelle famiglie integre.
        Un padre che non fa il padre, ma rimane in casa, non crea nessun danno alla prole?
        http://www.huffingtonpost.it/2015/04/28/le-donne-senza-marito-lavorano-meno_n_7161194.html
        Come mai nessuno di questi paladini della paternità si preoccupa di questioni come questa? “L’indice di asimmetria del lavoro familiare nella coppia in cui lei lavora e ha un figlio fino a sette anni è pari al 70,4%. Quello delle donne che hanno il figlio più piccolo da 8 a 12 anni il 72,2%”
        “Il divario di genere di fronte ai tempi di lavoro totale (retribuito e familiare) si amplia in presenza di figli manifestando un aggravio per le madri occupate”.

        E’ piuttosto sospetto questo interesse per la prole che compare solo dopo il divorzio, soprattutto alla luce delle ricerche che ci dicono che
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/06/22/violenza-e-affidamento/
        “In molte di questa famiglie prima della separazioni i padri non erano attivamente coinvolti nella vita dei figli. Combattere per un coinvolgimento nella crescita dei bambini è per questi padri uno strumento per mantenere il controllo dopo la separazione.”
        “Studi recenti suggeriscono che proprio il partner abusante è quello più propenso, – rispetto ad un uomo non violento – a lottare per l’affidamento dei propri figli e può ottenerne la custodia tanto quanto la madre, se non con più facilità.”
        “Le ricerche ci dicono che un alto livello di conflittualità fra i genitori separati ostacola il normale sviluppo dei bambini. Alcuni ricercatori sostengono che è meglio, al fine di tutelare lo sviluppo di un bambino, limitare la frequentazione con il padre e scongiurare così pericoli per il bambino stesso e per la madre.”

        Sai qual è la migliore strategia per avere un buon rapporto con i figli dopo la separazione? Impegnarsi a costruire un rapporto con i figli prima della separazione.

      • Rita ha detto:

        I figli soffrono ma qui ci teniamo a tutelare la mamma. I figli scappano di casa perché vogliono vedere il papà che anche prima della separazione era presente ma se la mamma decide che il babbo é maltrattante dobbiamo credere alla mamma e non al bimbo. Io dico fate la guerra ma lasciate fuori i bimbi. Un cattivo compagno non è detto che sia un buon padre. Sono due ruoli diversi! …..chiaramente qui si è pro mamma e nessuno pro figlio. Ascoltate i bambini e non i genitori!

      • Rita, rileggi il parere del Garante che ho pubblicato: “Fatte queste necessarie precisazioni, non è certo volontà di chi scrive minimizzare gli effetti deriventi dalla negazione della figura di un genitore in vantaggio dell’altro o di rifiutare a priori la bontà di un’iniziativa, che è certamente significativa sotto il profilo culturale, ma che sembrerebbe più volta a tutelare i diritti degli adulti che quelli dei minori coinvolti per i quali, ai fini pratici, non cambierebbe molto.”
        E non attribuirmi posizioni che non mi appartengono. Io non sto facendo la guerra a nessuno. Tu invece stai facendo la guerra alla lingua italiana.
        “Un cattivo compagno non è detto che sia un buon padre”: qui si sta dicendo una cosa diversa, e cioè che un uomo colpevole di violenza domestica SICURAMENTE non è un buon padre, e non perché lo dico io, ma perché lo dicono coloro che si preoccupano di tutela dei minori, ad esempio Save The Children.
        http://www.savethechildren.it/IT/Page/t01/view_html?idp=527
        “E’ ormai dimostrato che un bambino che assiste a una violenza su una persona per lui fondamentale come la madre vive un trauma e avrà delle conseguenze uguali a quelle di un bambino che abbia subito direttamente maltrattamento e violenza.”

    • Antome ha detto:

      Giustissime le obiezioni sui padri assenti o negligenti o peggio violenti e appunto come giustamente viene evidenziato ricade nei casi di ” soltanto se l’affidamento condiviso sia di pregiudizio all’interesse del minore, ad uno solo di essi.”,

  9. Daria ha detto:

    Ah ecco, il problema è sempre il famigerato assegno di mantenimento! Perché scommetto che se una donna dicesse: ” ti lascio la casa, la macchina, non voglio un centesimo nè per me nè per il bambino”, improvvisamente la scuola e il pediatra diventerebbero un fastidio invece di una necessità vitale. Io poi queste legioni di madri che tolgono il figlio da scuola e che cambiano il medico di base del figlio all’insaputa del marito non le ho mai viste

  10. primavera ha detto:

    Allora..parlo io!
    Affido al servizio sociale con collocazione presso la casa materna e diritti di visita identici per madre e padre Per volontà di una famosa ctu…
    Questo perché ho detto che ho buttato fuori di casa a calci nel culo uno che x 5 lunghi anni mi ha torturata facendomi credere che valevo meno di nulla e mi minacciava di vendicarsi tramite nostro figlio Se lo avessi lasciato…e che trattava già da allora il figlio come un suo oggetto personale..Promessa mantenuta!
    Prima :mai portato il figlio a scuola,mai cambiato pannolini, mai preparato pappe, mai accudito durante malattie, MAI FATTO IL PADRE!
    Dopo: io sarei una pazza esaurita malvagia violenta (Io???????) Incapace di fare la madre xché tutti i gg mi metterei li a dire a mio figlio “aaahhhh tuo padre quel cattivone..se ci vai ti disconosco”.ovviamente accuse mai provate ma solo ipotesi e pareri personali!
    perfino di averlo fatto ammalare mi ha accusata e di aver fatto comunella coi medici dell’ospedale dove era ricoverato per fargli somministrare medicine senza che servissero secondo lui…bravo eh? Lo sai la disperazione di avere un figlio di 4 anni con le flebo e subire pure certi attacchi??? Il povero paparino ad oggi nemmeno un paio di scarpe ha comprato E nel vedere il figlio da solo come da decreto lo ha talmente spaventato e maltrattato (e nn è questa la sede x scendere in dettagli visto che ho dei procedimenti aperti ) che il bambino non è voluto più andarci.. versa Sì questi maledetti 500 € ma 380 vanno via per la scuola privata e tutte le spese mediche e straordinarie sono a mio carico(e mio figlio è stato malissimo e ha invalidita civile per 1 anno per cui di spese mediche ce ne sono).
    per cui rita dimmi..di cosa parli? Di un registro inutile che serve solo a fare più casino di quello che già regna in uno stato che tutela corrotti, pedofili e violenti? ?? Io nn posso nemmeno respirare se il mio ex nn viene informato,se mi trasferiscono x lavoro non so neppure se devo o posso accettare,non posso decidere scuola sport o altro per mio figlio perché se dico al padre che il BAMBINO vuol fare karate,lui dice no che il bambino vuol fare nuoto. ..e giù trafile con le assistenti sociali su cui stenderei un pietoso velo! Neppure gli assegni familiari posso percepire se il padre padrone nn mi firma i moduli inps!!! Se vuoi stiamo qui uma settimana intera così ti faccio tutto il resoconto completo dello schifo di cui è capace un violento.
    Il mantenimento diretto dici? La residenza doppia per nn pagare le tasse?? mi pare che qui chi parla di denaro non siamo noi in questo blog allora…guarda io lo pagherei se mi lasciasse in pace e facesse in modo di far vivere sereno un bambino a cui i suoi comportamenti hanno creato mille disagi e problemi Quando lo frequentava regolarmente e assiduamente. Poi x informazioni su scuola e il resto se uno vuole veramente sa come fare!
    per cui tutelare i bambini significa tutelare le madri??? Bene lo facciamo (e sappi che io sono figlia di un ottimo padre per cui è chiaro che ne esistano e ne conosciamo tutti pertanto evitiamo di polemizzare perché il punto non è questo ed è evidente)!

    • Rita ha detto:

      Il buon senso non te lo può dare nessun registro…..le persone non cambiano e tu lo confermi dicendo che anche durante il matrimonio era così…..il registro a mio avviso serve perché manca la cultura della bigenitorialitá a cui io credo. Conosco altre mamme in situazioni simili e altre peggio e tanti papà con ex mogli peggio del tuo ex marito eppure hanno il bimbo collocato e non comunicano nulla poiché ritengo il figlio oggetto di proprietà in quanto affidatari. Ho assistito a fughe di casa di un figlio 15enne x andare dal padre e lei mandare i carabinieri…..chi vogliamo tutelare? Le mamme? I padri? No! Bisogna tutelare i figli e se ci pensi bene in tutto ciò che ho scritto solo una cosa ha valore: Manca la cultura della bigenitorialitá . Dobbiamo muovere la cultura che i figli non sono oggetti e che possiamo scannarci sulla casa e tutto il resto ma i figli hanno diritto di avere una serenità bigenitoriale. Se le coppie capiscono cosa vuol dire essere bigenitore e non unico genitore, le cose andrebbero meglio. Questo il mio parere e il registro è un segnale forte e culturale. Mi spiace x la tua situazione, forse potrei esserti di supporto ma non so come contattarti. Ciao

      • “manca la cultura della bigenitorialitá”??? E su che basi lo affermi?
        Non è cosa che si possa affermare sulla base dei racconti di tizio o di Caio.
        I fatti ci dicono che il concetto di bigenitorialità è fin troppo abusato, e che si concedono diritti a genitori (che siano maschi o femmine è indifferente, come ho scritto qui: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/12/26/il-vero-affido-condiviso/) che non sono in grado di fare i genitori, che, anzi, sono addirittura pericolosi per i bambini.
        Più che diffondere ancora l’idea semplicistica e riduttiva che “i genitori devono essere due”, bisognerebbe impegnarsi a diffondere una cultura della genitorialità responsabile.
        Bisogna ribadire che il primo criterio, prima della bigenitorialità, deve essere la tutela dell’incolumità e del benessere psicofisico del minore.
        Non sto dicendo che non si deve tutelare il diritto del minore a mantenere i rapporti con entrambe le figure genitoriali, ma che quando si parla di questo argomento andrebbe sempre specificato “salvo quando la condotta dei genitori è pregiudizievole per il minore”.
        Non basta aver concepito un figlio per diventare automaticamente titolare di diritti da rivendicare, anche perché con il passaggio da potestà a responsabilità genitoriale non si deve neanche più parlare della questione in questi termini. Non è l’adulto che può vantare dei diritti: l’adulto deve imparare ad assumersi delle responsabilità.

      • IDA ha detto:

        Parli dell’interesse dei minori, ma il registro della bigenitorialità a cosa serve ad un minore?
        Avere due genitori a cosa serve ad un minore?
        L’89% delle separazioni si concludono con l’affido condiviso e da quello che ho capito gli ex coniugi conservano tutti e due la potestà genitoriale e non credo che un genitore possa negare al figlio di frequentare l’altro genitore. Assegnazioni esclusive sono minime, (8.8% alla madre- 0.8% al padre.) e la maggioranza di questi sono giudiziali, quindi è un giudice che ha deciso a chi assegnare i figli.. a questi il registro della bigenitorialità non serve a nulla..
        Gran parte dell’affidamenti condivisi avvengono con il rito consensuale, che è indice di un’asimmetria di genere, gli uomini hanno in genere un maggior potere economico e la possibilità di ricattare economicamente la madre ed è costretta ad accettare l’affidamento condiviso suo malgrado.
        Rita, sembra che tu conosca solo i casi in cui i figli vogliono incontrare il padre e li viene impedito, io conosco i casi in cui i figli NON VOGLIONO incontrare il padre, ma sono obbligati a incontrarlo e questo non mi sembra di fare l’interesse del minore. Non mi sembra che voglia dire ascoltare il minore. La cultura della bigenitorialità, non solo non serve a nulla ma fa molti danni.

  11. Daria ha detto:

    Vi ricordate il caso dei due bambini abbandonati nei boschi del monte Livata? Il padre,convinto sostenitore dell’affido congiunto, li aveva sbolognati alla nuova compagna, persona con problemi gravi di depressione, che li aveva lasciati di sera nel bosco e se l’era filata in preda ad uno stato confusionale. Forse non tutti conoscono l’epilogo di questa storia, dal momento che non se ne è più parlato.La ex moglie, mamma del più grande ( cinque anni), ha poi chiesto l’affido esclusivo, auspicato anche dallo psicologo del tribunale, affido che naturalmente le è stato negato perché è giusto che il bambino continui a passare del tempo col padre che l’ha messo in pericolo di vita. A questo porta la bigenitorialità forzata, e a niente sono valsi i rifiuti del bambino che adesso vive nel terrore.

  12. Daniele ha detto:

    Perché elimini i miei commenti

  13. primavera ha detto:

    Rita grazie ma dubito che una persona con le tue idee mi possa aiutare al massimo potrai tentare di farmi il lavaggio del cervello facendomi credere che, dopo le violenze su me e mio figlio, sono io quella che lo sta danneggiando e sono più o meno le stesse che hanno le assistenti sociali e le psicologhe varie che ho ahimè incontrato e che lavorano col Tribunale: fà nulla signora mia cosa sia accaduto finora basta che lei si ricordi di forzare suo figlio ad andare col padre anche se nn vuole,anche se sta male,anche se …(Eh si perché i paparini fanno i danni e poi noi dobbiamo pure ripararli!). Rita qui parliamo di violenze e scusami se penso che non voglio essere bigenitore con uno violento! Pensate forse che i figli cresceranno sereni essendo stati forzati a fare una vita che non volevano fare?con chi non vogliono frequentare? Spetta ai figli decidere chi è stato un buon genitore non a un chicchessia qualunque!
    Diritti dei bambini…e il loro diritto di scegliere dove sta? Federico bakarat voleva scegliere,aveva scelto e aveva scelto sua madre come bravo genitore e invece lo hanno obbligato a vedere quel padre fino alla morte! Sono indignata per questo…farei di tutto per aiutare la signora penati e nel mio piccolo lo faccio ma nessuno le ridarà suo figlio! Un ragazzo che a 15 anni scappa…bah..mi permetto di dubitare che a 15 anni non sia stato sentito dal giudice visto che di solito approfittano dei bambini fino i 10- 12 anni con la storia che prima non hanno discernimento!
    chiedo scusa se magari non so spiegarmi bene ma ringrazio quante di voi sanno farlo..riccio. .ida..Daria…

    • Rita ha detto:

      A questo punto, mi permetto di dubitare di ogni vostra storia…..ho aiutate tanti bimbi privati di mamme o di papà. Qui cancellate i commenti e tenete solo ciò che vi fa comodo…..la vostra politica non fa x me! Auguri a tutte!

      • Ti restituisco il favore dubitando delle tue.
        Di tutte le cose sicure la più certa è il dubbio.

        (Qui i commenti sono sottoposti a moderazione: decido io cosa viene pubblicato e cosa no. Se non sei d’accordo con questa politica, c’è il world wide web nel quale puoi scrivere quello che vuoi.)

  14. primavera ha detto:

    Mah..questi signori pro bigenitorialità sono dittatoriali:se non la pensi come loro o non riescono a convincerti passano all’ insulto…
    Ne avrai aiutati tanti e non dici come e quando e nemneno se te lo avessero chiesto loro(a beh certo seguite il supremo interesse del minore..già. .) anche qui il dubbio è d’obbligo!

  15. Daniele ha detto:

    Non insinuo nulla …vorrei solo confrontare la mia con la tua , son certo che hai una risposta originale che gentilmente vorrai inviarmi

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