I veri pericoli che corrono i bambini

Al grido di “Difendiamo i nostri figli, no gender!” (che a me ricorda altri ridicoli slogan del nostro non troppo lontano passato)

Pivato1oggi scendono in piazza, a guidare la manifestazione:

il neurochirurgo Massimo Gandolfini, vicepresidente dell’Associazione “Scienza & Vita”, Simone Pillon, consigliere nazionale del Forum delle associazioni familiari, Toni Brandi, direttore della rivista “Notizie Pro Vita”, la giornalista e scrittrice Costanza Miriano, il portavoce della “Manif Pour Tous” Italia Jacopo Coghe, il magistrato cattolico Alfredo Mantovano, l’onorevole Gian Luigi Gigli, nuovo presidente del Movimento italiano per la vita e Mario Adinolfi, direttore de “La Croce”.

Con loro anche il ‘Comitato parlamentari per la famiglia‘ che comprende circa 100 fra senatori e deputati di diversi partiti uniti contro l’equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio, l’utero in affitto e l’ideologia del gender.

Giova ricordare che l’ideologia del gender non esiste:

Con questa categoria, usata in modo fecondo in tutta una serie di discipline che ormai costituiscono l’ambito dei gender studies, non si introduce tanto una teoria, una visione dell’essere uomo e dell’essere donna, quanto piuttosto uno strumento concettuale per poter pensare e analizzare le realtà storico-sociali delle relazioni tra i sessi in tutta la loro complessità e articolazione: senza comportare una determinata, particolare definizione della differenza tra i sessi, la categoria consente di capire come non ci sia stato e non ci sia un solo modo di essere uomini e donne, ma una molteplicità di identità e di esperienze, varie nel tempo e nello spazio.

L’ho detto tante volte, in questi giorni, a stuoli di mamme angosciate che hanno ricevuto l’inquietante messaggio su whatsapp che accusa la scuola italiana di voler introdurre la masturbazione come materia scolastica.

A tale proposito vi prego di leggere la comunicazione dell’associazione SCOSSE, che spiega che

NON ESISTONO corsi come quelli descritti lì e che bambini e bambine non stanno correndo alcun pericolo.

In merito alle famigerate Linee Guida dell’OMS – accusate di voler promuovere l’attività sessuale fra gli impuberi – esse sono provviste di un glossario, che spiega chiaramente in che modo vanno intese le parole ivi utilizzate:

“Sesso”: si riferisce alle caratteristiche biologiche che in generale definiscono un essere umano come femmina o maschio, sebbene nel linguaggio comune con tale termine si intenda spesso l’attività sessuale. (pag.17)

“Sesso” è una parola polisemantica: con essa definiamo gli apparati riproduttori per mezzo dei quali gli esseri umani vengono catalogati sulla base della fisiologia del corpo umano (io, ad esempio, sono di sesso femminile), ma anche l’atto sessuale; la confusione fra questi due diversi significati, ritengo possa essere all’origine del panico che il documento ha generato.

Occorre chiarire che se anche i bambini hanno un sesso (ovvero un apparato riproduttore), essi non fanno sesso, tanto che l’Oms più volte ribadisce che parlare di “diritti sessuali” dei bambini non è la stessa cosa che parlare di “diritti sessuali” degli adulti:

A questo punto del discorso è comunque necessaria un’avvertenza. Ovviamente alcuni diritti di cui sopra sono stati pensati in riferimento ad una persona adulta e pertanto non tutti valgono automaticamente per bambini e adolescenti. Ad esempio, è chiaro che temi come il matrimonio consensuale o il diritto di decidere sulla procreazione non sono ancora pertinenti per bambini o giovani adolescenti. (pag.18)

Questo concetto, a scanso di equivoci, è chiarito più volte:

Tutti i bambini e i ragazzi hanno diritto ad accedere all’educazione sessuale adeguata alla loro età. (pag.20)

Ci dicono le linee guida che la necessità di impartire una corretta educazione sessuale, scientificamente accurata, nasce principalmente dal contesto odierno nel quale

I giovani sono esposti a molte nuove fonti di informazione. I media moderni, soprattutto cellulari e internet, sono diventati in un brevissimo arco di tempo importanti fonti di informazioni. Tuttavia, molte di queste informazioni, soprattutto quelle inerenti la sessualità, sono distorte, non equilibrate, irrealistiche e spesso degradanti, specialmente per le donne (pornografia su internet). E’ perciò comparsa una nuova ragione a favore dell’educazione sessuale, vale a dire la necessità di contrastare e correggere le informazioni e le immagini fuorvianti veicolate dai media. (pag.21-22)

Viviamo in una società ipersessualizzata, che espone i nostri figli, in fasi dello sviluppo nelle quali sono fragili e vulnerabili, a cose come questa:

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Quindi, ci dice l’Oms, dobbiamo parlare di sessualità ai bambini non per introdurli all’attività sessuale anzitempo, ma per proteggerli da sollecitazioni che riceveranno comunque, a prescindere dalla famiglia dalla quale provengono, perché non c’è modo di impedirlo (a parte chiuderli in casa, troncando ogni forma comunicazione con il mondo esterno – e il mio non è un suggerimento).

Ci dicono anche, le famigerate “linee guida”:

Nell’affrontare il comportamento sessuale di bambini e ragazzi, è importante tenere presente che la loro sessualità è diversa da quella degli adulti e questi ultimi non dovrebbero prendere in esame il comportamento sessuale di bambini e ragazzi dal proprio punto di vista adulto. Gli adulti attribuiscono un significato sessuale ai comportamenti sulla base della loro esperienza di adulti e talvolta hanno molta difficoltà a vedere le cose con gli occhi di un bambino o di un ragazzo. Tuttavia, è essenziale adottare la prospettiva di bambini e ragazzi. (pag.22)

Non lasciatevi fuoriviare dalla parola “sessualità”: non si parla di rapporti sessuali, come spiega sempre il glossario (pag.17). Se, leggendo la parola “sessualità”, pensate immediatamente alla penetrazione o alle gang bang, è perché attribuite alla parola un significato sulla base della vostra esperienza di adulti, e non siete in grado di assumere il punto di vista di un bambino.

I bambini hanno un apparato riproduttore e si interrogano su di esso: meritano risposte rispettose ed adeguate alla loro età (repetita iuvant). Il silenzio degli adulti, condito dalla cattiva informazione che bambini e ragazzi ricevono nostro malgrado dai media, non può che far loro del male, come dimostrano le ricerche in merito:

“In generale, i giovani non sono informati ma pensano di esserlo, hanno pregiudizi forti legati soprattutto alla mancanza di conoscenze e ricevono poche informazioni e in modo passivo. E’ l’ignoranza diffusa che porta a sottovalutare i rischi, i disturbi, le infezioni e le patologie a carico del proprio apparato genitale. Il risultato dei comportamenti (il 42,3% ha rapporti non protetti) è che il 57% del campione visitato è risultato affetto da patologie o infiammazioni genitali e/o riproduttive, mentre il 41,8 % ha, o ha avuto, disturbi che potrebbero minare il potenziale riproduttivo. Oltre la prevenzione, anche l’altra “sicurezza” è poco considerata: il 61,4% di chi ha una attività amorosa, infatti, non usa alcun metodo contraccettivo, mentre il 23,9% si affida alla pillola anticoncezionale e dunque alla scelta delle ragazze. Tra l’altro, fra i ragazzi, le preoccupazioni maggiori riguardano la contraccezione più che la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale.”

L’ignoranza, da che mondo è mondo, non ha mai fatto del bene a nessuno. E a quei genitori che blaterano “è compito nostro educare i nostri figli! La scuola non deve intromettersi!”, consiglierei di rileggere i dati qui sopra: se l’Oms ha pensato di dire la sua, è perché, numeri alla mano, state dimostrando di fare un pessimo lavoro.

Detto ciò, aggiungo che le cosiddette “Linee guida dell’Oms”, come si può leggere nella prefazione alle stesse a pag.7, non sono affatto delle “linee guida”:

Questa seconda parte presenta maggiori elementi per la concreta realizzazione dell’educazione sessuale olistica nella scuola, sebbene i presenti Standard non vogliano essere una guida per l’attuazione dei programmi di educazione sessuale.

Quindi, anche non foste d’accordo con la mia personale opinione sul documento, di che cosa stiamo parlando?

Concludendo: NON E’ VERO che l’Organizzazione Mondiale della sanità “ordina” di introdurre la masturbazione nelle scuole (come sostengono quelli che manifestano oggi), per il semplice motivo che non può ordinare né si è mai prefissa di ordinare alcunché.

Allora perché? – mi hanno chiesto in questi giorni tante mamme preoccupate – perché questa gente si darebbe da fare ad organizzare conferenze, incontri, manifestazioni, se non c’è nessun concreto pericolo per i nostri bambini? Perché terrorizzarci in questo modo?

Una risposta certa, a questa domanda, io non ce l’ho.

Posso solo dire che la paura è uno strumento di controllo sociale estremamente efficace.

pivato3C’è un’ultima cosa, sulla quale vorrei attirare la vostra attenzione, ed è una petizione promossa da La Manif Pour Tous – Italia in difesa della pubblicità Huggies che ha giustamente indignato tante persone, nella quale leggiamo:

Questo spot è stato al centro di accuse di “sessismo” solo perché è pensato sulle differenze tra maschi e femmine anche quanto alla loro diversa indole caratteriale, che porta assai spesso bambini e bambine a rivolgere i loro interessi in ambiti e con dinamiche differenti del relazionarsi sociale ed affettivo. Si tratta di una differenza che qualsiasi genitore può rintracciare come tendenziale nei comportamenti dei loro figli e delle loro figlie. La polemica, in realtà, non è che l’ennesimo rigurgito dell’ideologia del Gender, che vuole appiattire tutte le più naturali differenze, anche comportamentali, tra maschi e femmine, uomini e donne, padri e madri, mariti e mogli, per creare una nuova dimensione soggettiva in cui essere nati maschi o femmine non conta nulla: la cosiddetta “identità di genere”. Secondo questa ideologia, è un’eresia dire che può essere tipico di un bambino preferire attività motorie assai coinvolgenti (come giocare con la palla) piuttosto che passare il tempo concentrando la propria attenzione sullo sviluppo di intense relazioni umane ed emotive (come raccontare e inventare storie in cui ricoprire un ruolo), come potrebbero preferire tendenzialmente le bambine. Nessuno dice che bambini e bambine sono incatenati al loro sesso per il corso della loro vita, ma non è nemmeno possibile negare l’evidenza, e cioè che bambini e bambine sono molto diversi tra loro per natura, ed è naturale riscontrare in loro attidutini relazionali ed affettive molto diverse.

Questa gente, oggi, è in piazza per manifestare che bambini e bambine sono molto diversi tra loro per natura: i bambini “penseranno a fare goal”, le bambine a raccontare e inventare storie, lei “penserà a farsi bella”, lui andrà in cerca di avventure…

La diretta conseguenza di affermazioni come queste è che se una bimba vorrà giocare a palla, inevitabilmente si troverà etichettata come una lesbica indegna di una carriera nello sport, meritevole in quanto tale di essere pubblicamente vilipesa.

E’ pericoloso, oltre che falso, sostenere che l’apparato sessuale del quale siamo dotati influenzi in qualche modo il nostro carattere e le nostre aspirazioni.

E’ una violenza che esercitiamo sui bambini, questo limitare l‘esplorazione dei loro interessi e lo sviluppo di competenze diverse, vincolandoli a banali stereotipi di genere.

In un mondo di “cose da maschi” e “cose da femmine”, i bambini ci stanno stretti, e quando provano a ribellarsi ad una visione della realtà dominata da una “natura” tiranna che li incatena a ruoli di genere ben definiti – e vengono derisi e rifiutati – soffrono in un modo indicibile.

La gente che scende in piazza oggi non lo fa certo in difesa dei diritti dell’infanzia, anzi.

Io sto dalla parte dei bambini, non con Huggies o con chi grida “No gender!” senza la minima cognizione di causa.

E spero sia lo stesso per tutti quanti voi.

 

Per approfondire:

Educazione sessuale nelle scuole: no gender, no party

Genderizzazione

Il senso della lettura

E cartone dopo cartone, guarda cosa passa nelle pubblicità per le bambine

Mattone su mattone, viene su una grande discriminazione

Charlotte ed Ellen: la bambina e la scienziata che hanno rimesso in riga il colosso dei giocattoli

La faccia di Maggie

Bagnasco: non ci casco

Le sentinelle in piedi

Il nemico immaginario

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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38 risposte a I veri pericoli che corrono i bambini

  1. Paolo ha detto:

    bisogna stare dalla parte delle bambine che vogliono giocare con le bambole, delle bambine che vogliono giocare coi soldatini o con entrambi (a prescindere da quale scelta sia più statisticamente frequente, sono tutte legittime), idem per i bambini.
    tutto il resto sono paranoie delle sentinelle in piedi. Nessuno può cancellare il fatto che maschi e femmine, uomini e donne sono diversi ma questo non inficia il fatto che siamo pari moralmente e intellettualmente nel bene e nel male

  2. Lion Ghen ha detto:

    L’ha ribloggato su Altri Mondie ha commentato:
    Oggi scendono in piazza al grido “difendiamo i bambini” e nemmeno sanno da cosa. “L’ideologia gender” non esiste; tutto il resto è fuffa e ignoranza che si dilaga a macchia d’olio.

  3. Dario ha detto:

    Carissima autrice del Ricciocorno schiattoso (che ormai seguo da parecchio tempo e consiglio anche ad amici), mi trovo in disaccordo con il suo articolo: più precisamente sono d’accordo sul fatto che sia importante educare i propri figli in modo da evitare atteggiamenti discriminatori nei confronti degli altri (e al tempo stesso prepararli a chi li discriminerà, perchè anche se un giorno riuscissimo a superare le discriminazioni di genere/razza, ci sarebbero altre discriminazioni), ma credo che le sfugga il fenomeno “teoria gender”, su cui c’è parecchia disinformazione.

    Penso che la gente dovrebbe scendere in piazza, ma per un motivo diverso da quello che sta facendo attualmente (oppure dal motivo che “appare” nei media, in fondo lei ha citato articoli scritti da qualcuno, non è scesa in piazza a parlare con queste persone per rendersi conto se hanno un opinione e quale essa sia, visto che ormai dubito che i media rappresentino davvero la realtà come la vedono i cittadini).

    Io credo che l’identità personale debba essere costruita all’interno del nucleo familiare, in parte può essere fornita dalla scuola o da una religione, e deve evolvere insieme all’individuo.

    Non ci può essere una legislazione che IMPONE un’identità, in altre parole: per accettare l’omosessualità di altre persone, non c’è bisogno di rifiutare la propria eterosessualità. Serve cultura e apertura mentale, non serve una legge che imponga come pensare ( o come non pensare). Al di la del fatto che ci sono sempre i furboni di turno che approfittato di passi falsi come questa teoria gender per farne una crociata tradizionalista (sui cui sono ugualmente in disaccordo).

    Ci deve essere una corretta educazione sessuale che spiega come evitare malattie e gravidanze, non c’è nulla di sbagliato nel non avere “tendenze secondo la media” (anche se poi è un preconcetto difficile da abbattere in un sistema scolastico dove quello che conta è proprio una media dei voti).

    Capirà bene che MEDIAMENTE sono i sessi opposti ad attrarsi, ed è un fatto NATURALE, come è naturale che ci sia una percentuale minore di persone attratte dallo stesso sesso (se tutti fossero attratti dallo stesso sesso, nessuno farebbe più figli, quindi è normale che l’evoluzione abbia favorito nel senso opposto, ma la natura è varia e c’è quindi sempre spazio per tutti).

    La “teoria” gender parte dal presupposto che maschi e femmine sono uguali e ci sono quindi solamente differenze culturali. Su questo già non mi trovo d’accordo. A prescindere che due persone debbano avere uguali diritti, è impossibile che due persone siano uguali.

    Ci sono DIFFERENZE NATURALI TRA INDIVIDUI ( due persone sono sempre diverse a prescindere dal fatto che abbiano un pene o una vagina), differenze che prescindono le differenze culturali. E’ un argomento su cui sappiamo troppo poco per poter affermare “ci sono solo maschi e femmine, ma in realtà sono uguali tra di loro”. Non possiamo nemmeno dire quanto venga influenzato il carattere da fattori come “cultura/alimentazione/ormoni/sesso”. E’ quindi sbagliato insegnare una sola ideologia che non sappiamo quanto possa essere vera ed è quello che fa la “teoria” gender: così finisce la LIBERTA’ DI PENSIERO.

    Non facciamo di tutte le persone “embrioni” di un umano futuro. Siamo già umani e siamo in continua evoluzione a qualunque età.. Siamo diversi, e la nostra diversità è una richezza che non va rifiutata (omofobia, razzismo) ne sminuita (“teoria” gender).

    • Questa “teoria gender” dove sarebbe enunciata? E dai chi? E quale legge dello Stato vorrebbe imporre un’identità? Dov’è questa legge, dove la si può consultare?
      Non esiste niente di tutto ciò.
      Nessuno al mondo si sognerebbe di negare le differenze biologiche tra gli individui, nessuno. Tanto che sono proprio le donne a rivendicare una medicina di genere, che tenga conto di quelle differenze: http://oggiscienza.it/2015/05/20/medicina-di-genere/
      Ma questo cosa ha a che vedere con la “naturale” predisposizione dei maschietti per la palla o per l’avventura? Nulla, assolutamente nulla. E a dimostrarlo c’è una storia vastissima di donne avventurose e appassionate di pallone.
      Chi vuole negare la libertà di pensiero è chi inventa nemici immaginari (il “gender”) allo scopo di rivendicare l’esistenza di un unico modo di vivere, di un’unica famiglia possibile: quella formata da un uomo e da una donna.
      Chi sminuisce la diversità è chi si pone su un piedistallo per affermare, con il suo pretendere di essere conforme alla “natura”, che gli altri, quelli diversi, sono “innaturali”, e quindi sbagliati, inferiori.
      Questo lo dico perché io personalmente sono andata ad ascoltare con queste orecchie l’Avvocato Amato, e nel corso di uno degli eventi nel quali straparla di “gender” l’ho sentito – tra le altre cose – difendere il suo diritto di definire “moralmente riprovevoli” le persone omosessuali.
      Definire “riprovevole” una persona solo sulla base del suo orientamento sessuale, che cos’è se non discriminazione?
      Io non posso sapere cosa pensa ogni singola persona che è scesa in piazza oggi, ma so – perché l’ho sentito – quello che predica chi ha organizzato questo evento, e quello che predica non solo ha ben poco a che fare con l’apertura mentale, ma è ingiusto e offensivo.

      • moreno ha detto:

        Cara Riccio ecc…esiste, ripeto esiste una ideologia gender la quale pur accettando la differenza biologica tra uomo e donna crede che questa differenza biologica si possa separarla dalla differenza di identità.Anzi crede che le identità che hanno formato il mondo siano frutto invece di un condizionamento culturale che va totalmente eliminato. Questa cosa è la teoria del genere. Ho assistito a bambini dell’asilo a cui era fornito un rossetto e specchietto per truccarsi come fanno le femmine e questa cosa motivata dal fatto che sia maschio o femmina i ruoli si possono scambiare a piacimento motivato dal desiderio del momento mettendo nel posto dell’indifferenziato la costituzione biologica. Ho visto alcuni depliant portati in scuole statali per illustrare con immagini le modalità dell’unione sessuale tra due individui che illustravano solamente il rapporto uomo-uomo con relativa crema gel per favorire la penetrazione e il rapporto donna -donna con un altro gadget per evitare eventuali contagi bocca-vagina. Nessuno ha voluto ricordare a questi allegri insegnanti che il mondo, loro stessi, sono nati uscendo da una pancia di donna attraverso una vagina e il seme che ha aiutato questo straordinario evento è stato donato da un uomo. Magari i due “condizionati socialmente” magari si amavano pure.

      • Se esiste una “ideologia gender”, come mai non sei in grado di fornirci una bibliografia della stessa?
        E’ ridicolo questo modo di “dimostrare” l’esistenza di qualcosa: “io ho visto cose che voi umani”…
        Se venisse qui qualcuno a scrivermi: “io ho visto un alieno, ti giuro, l’ho visto scendere dall’astronave proprio dietro casa mia”, che cosa dovrei fare? Dovrei andare al poligono di tiro per prepararmi ad una guerra dei mondi?
        Non capisco che cosa ci stai dicendo, comunque: che gli uomini non dovrebbero truccarsi?
        E perché?
        Nell’antico Egitto, almeno fino all’Antico Regno (2640-2155 a.C.) il trucco non variava secondo il sesso. Le statuette di Sepa, gran dignitario della terza Dinastia, e di sua moglie Nesa, lo confermano: entrambi hanno gli occhi sottolineati da un tratto di malachite verde, con una spessa riga sulla palpebra inferiore.
        Alla corte del re di Francia sia uomini che donne indossavano parrucche incipriate inverosimili e il volto era coperto da uno spesso strato di trucco bianco e da numerosi nei artificiali.
        Usare o non usare il trucco dipende dalla moda, dal momento storico, non certo dal sesso biologico delle persone. Che c’entra la “natura”?
        Oppure sostieni che il make up ha una qualche influenza sull’orientamento sessuale delle persone? Vallo a dire a David Bowie!
        O magari vuoi dirci che non bisognerebbe incoraggiare i giovani a proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili?
        Sono anni che l’Oms ci mette in guardia contro la recrudescenza di malattie come clamidia e gonorrea: http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2011/06/16/news/boom_di_malattie_sessuali_in_europa_allarme_anche_in_italia_pi_a_rischio_le_ragazze-17680602/
        Le statistiche ci dicono che i soggetti più a rischio sono i giovani tra 15 e 24 anni. La prevenzione passa attraverso l’informazione.
        Scagliarsi contro l’informazione significa mettere a rischio la salute dei nostri ragazzi.

      • Questo è l’emendamento Martelli al DDL sulla Buona Scuola, uno dei provvedimenti contro il quale tanta gente è stata chiamata alla mobilitazione. (fonte: http://parlamento17.openpolis.it/emendamenti_atto/45636/page/156)
        “8-bis. Il Piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità di genere, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti ed i genitori sulle relative tematiche come previsto anche dall’articolo 5, comma 2, del decreto legge 14 agosto 2013 n. 93 convertito nella legge 15 ottobre 2013, n. 199 in materia di Piano di azione straordinario contro la violenza”.

        Sarebbe questa, la “pericolosa” teoria del gender?

        Per approfondire, consiglio queste riflessioni: https://frammentidiundiscorsopedagogico.wordpress.com/2015/06/20/alberto-pellai-qualche-riflessione-a-proposito-della-teoria-gender/
        Testo dal quale cito un brano: “Va detto che “Le parole non dette” è un progetto che esiste da più di 15 anni. Il manuale che lo descrive ha venduto decine di migliaia di copie. I bambini coinvolti in questo progetto di prevenzione da anni sono centinaia di migliaia. Mai una volta il progetto è stato attaccato da chicchessia in quanto pericoloso. E’ stato così ben valutato da essere scelto in Canton Ticino come progetto ufficiale di prevenzione primaria nelle scuole elementari della Svizzera Italiana (anche lì decine di migliaia di alunni da più di dieci anni lo stanno ricevendo grazie al lavoro della Fondazione Svizzera per la Protezione dell’Infanzia). E’ stato anche prescelto dalla comunità europea per un progetto di replicazione in altre quattro nazioni, all’interno del progetto Daphne.
        Ora, per la prima volta, mi sono trovato a presentare questo progetto e a dover gestire un dibattito di oltre un’ora a suon di citazioni tratte dalla Costituzione e dalla Sacra Bibbia con accuse di: “Sporcare la mente dei bambini”, “traumatizzare i bambini coinvolti che erano rimasti gravemente danneggiati dalla partecipazione al progetto”, “sessualizzare e adultizzare i minori” attraverso questo progetto di prevenzione. E’chiaro che queste parole a me, medico, che quando mi sono laureato ho fatto un giuramento di Ippocrate e ho promesso che avrei usato la mia professione per fare del bene non per fare del male, mi hanno causato un certo disagio. Ho chiesto allora ufficialmente alle persone che mi stavano muovendo queste accuse di raccontarmi bene le storie di traumatizzazione dei loro bambini perché questo era un fatto davvero grave e in tutti i modi avrei dovuto cercare di porvi rimedio. Risultato: le persone che mi accusavano non erano genitori, ma riferivano commenti di genitori che si erano rivolti a loro. Che però quella sera, in cui io ero lì a disposizione di tutti, avevano deciso di non presentarsi alla conferenza. Al tempo stesso, alla medesima conferenza erano presenti tantissimi genitori di bambini che stavano facendo il progetto di prevenzione e che si dichiaravano davvero entusiasti di ciò che stava avvenendo nelle scuole frequentate dai loro figli.
        Il dibattito quella sera è durato più di un’ora e mezza. È stato tutto monopolizzato dagli adulti che si oppongono all’ideologia gender e credo di aver dato risposte pacate, informate e competenti. Grande è stata la mia sorpresa di vedermi raccontato due giorni dopo in un’intera pagina di un giornale locale come il promotore di un programma che “vuole insegnare il sesso ai bambini che credono ancora a babbo Natale” (cito testualmente il titolo a lettere cubitali messo in cima alla pagina). Io sarei quella persona lì: ovvero il professionista che vuole insegnare il sesso ai bambini che credono ancora a babbo natale. Nessun contradditorio, risposta del direttore del giornale che conferma come questi siano tempi pericolosi e i professionisti che fanno il mio mestiere attentatori alla crescita dei minori e distruttori della morale pubblica.
        Posso dire di sentirmi offeso da questo modo di essere raccontato.”

      • Paolo ha detto:

        mi sai dire esattamente in quale scuola italiana sarebbe avvenuto questo? In quale scuola italiana dei bambini sono stati obbligati a truccarsi? In quale scuola italiana sono stati illustrati a dei bambini le modalità con cui avvengono i rapporti sessuali in una coppia gay e lesbica? In quale scuola italiana si insegna che il nostro corpo e la nostra biologia non conta nulla?
        Scusa moreno, ma di queste leggende urbane ne circolano parecchie sui siti delle Sentinelle e hanno la stessa credibilità degli alligatori nelle fogne

      • Dario ha detto:

        Il fatto è che non si sa più fare informazione. Ieri sono stato tutto il giorno a cercare articoli su cosa stava accadendo ed è evidente che non ho capito un emerita mazza di quello stava accadendo.

        **Ecco il succo**:
        400 mila persone hanno protestato contro i matrimoni gay, chi sostiene i matrimoni gay viene etichettato con gender, e chi si oppone viene etichettato come “no gender.

        Perchè tanti rigiri di parole per qualcosa che può essere riassunto in due frasi? Direi che le 5 Q del giornalismo sono andate a farsi benedire da un bel po di tempo, come si fa a dare per scontata una notizia che non è ancora stata data? (ho dovuto aspettare i giornali di oggi per avere le idee chiare).

        Io non sono contro i matrimoni gay. Ma forse è una questione di “termini”, visto che sul dizionario “matrimonio” vuol dire una cosa (uomo e donna). Allora serve un nuovo termine o no? Espandere i nuovi termini a significati più ampi mi sembra un fatto molto Orwelliano.

        Per quando riguarda la scuola spero venga favorito una pacifica discussione su varie correnti di pensiero e non ne venga insegnata una sola (come ad esempio il creazionismo) perchè sarebbe un passo indietro.

      • Sulla disinformazione sono d’accordissimo. Stanno circolando notizie surreali, e del tutto infondate, come quella sulla masturbazione che si vorrebbe materia scolastica.
        Per il resto, io preferisco fare riferimento al termine “famiglia”, dall’osco (https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_osca) faama, che vuol dire “casa”, da cui il latino famīlia. Famiglia in senso stretto ed originario, significa “piccola comunità di persone che abitano nella stessa casa”.
        Tutte le famiglie dovrebbero godere del medesimo rispetto, e oggi non è così.
        Faccio un piccolo esempio, che traggo, se me lo permetti, dalla mia vita.
        E’ morto diversi mesi fa un amico di famiglia, dopo una lunga malattia, nel corso della quale è stato assistito con amore e devozione dal suo convivente di una vita.
        Alla sua morte, si sono presentati a reclamare il corpo i suoi parenti, che hanno organizzato le esequie e la sepoltura escludendo da ogni decisione il suo compagno, arrivando persino a relegarlo in fondo alla Chiesa il giorno del funerale. Nessuno dei parenti presenti alla cerimonia si è avvicinato a quell’uomo afflitto dal dolore per porgergli le sue condoglianze, anzi, lo hanno ignorato esprimendo quanto più disprezzo possibile.
        Io lo comprendo perché vogliono sposarsi, e tu?

      • Paolo ha detto:

        Moreno, comunque se fosse per me non avrei nessun problema a far vedere un o a una 12-13enne una puntata del Trono di Spade con le sue scene di sesso etero e non solo (pensa che c’è anche un personaggio bisessuale che per voi deve essere un incubo!) quindi mi sa che su cosa far vedere ai ragazzini abbiamo idee diverse

    • ale ha detto:

      A voler sottrarre diversità incanalando fin dalla più tenera età verso gabbie precostituite è proprio chi dice “No gender” e con questo contesta una sola cosa: la libertà di poter essere come si vuole, da bambini così come da adulti. La “teoria” gender è solo questa, il resto sono “studi di genere” che come ben dice sono ancora in corso vista la complessità dell’argomento che investe numerosi campi (evoluzionismo, biologia, storia, antropologia, sociologia etc.). Indottrinare i bambini e le bambine come pretendono i no-gender, inculcando stereotipi in base al sesso, è la base di ogni bullismo e mancanza di rispetto e civiltà.

      • Dario ha detto:

        Per combattere gli stereotipi, serve il dialogo. Gli stereotipi sono dati dalle definizioni “da dizionario”. E’ inutile abbandonare uno stereotipo in favore di un altro, va costruito un dialogo, non va cambiato il dizionario. Questa è la scuola degli stereotipi.

    • Paolo ha detto:

      Dario, io sono d’accordo che per difendere i diritti delle persone lgbt non c’è bisogno di rifiutare la propria eterosessualità (io non la rifiuto), condivido anche che non si può ridurre l’uomo e a donna a pure costruzioni socio-culturali come non si può ridurre tutto a biologia (che pure c’è e nessuno lo nega). Peccato che le persone che sono oggi in piazza non sostengano le cose ragionevoli e razionali che lei scrive ma vogliano impedire che i loro figli imparino che esistono i gay,e che una bambina può giocare coi soldatini e restare una bambina e rispettarla nè più nè meno delle bambine che giocano con le bambole. Ci sono tanti modi di vivere ed esprimere l’identità maschile e femminile tanti quanti sono gli uomini e le donne nel mondo, modi più frequenti statisticamente e modi meno frequenti ma tuttil egittimi e autentici
      I no gender si oppongono a questa verità e sbagliano

      • Dario ha detto:

        @Paolo, quello che io avevo capito è che si vuole insegnare a scuola che siamo tutti uguali quindi “non sono eterosessuale, sono una persona con un gender (orientamento sessuale)”. Trovo che sia snaturante insegnare che siamo qualcosa di diverso usando parole diverse, ognuno è quello che è e sa di esserlo con le parole che conosce. Perchè serve una standardizzazione dell’identità? Secondo me è sbagliato.. Ma appunto è stata la disinformazione, perchè a quanto ho capito ADESSO: non si vuole questa standardizzazione (La standardizazione serve nell’industria, campo che conosco molto bene, non credo serva nella cultura, nell’arte e nell’identità delle persone).

        Dimmi cosa secondo te vuole dire “si gender” e ti saprò dire se secondo la tua definizione sono “pro gender/ contro gender/ o una via di mezzo”

      • Paolo ha detto:

        ecco cosa penso che si debba insegnare nelle scuole: per me non bisogna negare che esistono uomini e donne, ridurre identità maschile e identità femminile, l’amore tra una donna e un uomo (ma anche tra persone dello stesso sesso) a “condizionamento culturale” solo perchè per ovvie ragioni gli amori tra uomo e donna sono più numerosi statisticamente è folle e credo che nessuno voglia farlo, e sicuramente non è questo che si insegna nelle scuole perciò i “no gender” sono paranoici
        per essere chiaro: una donna che si trucca non lo fa perchè è “condizionata culturalmente”, perchè è vittima del patriarcato, questa donna è libera e autentica come una donna che non si trucca, poi bisogna insegnare il rispetto per chi si tricca e non si trucca, per le bambine che giocano con la barbie e per le bambine che giocano con altro poche o tante che siano, per i bambini che giocano con le macchinine e per i bambini che giocano con la cucinina, questo per me è il “si gender” che credo si insegni nelle scuole ed è giusto
        I modi di vivere ed esprimere l’identità femminile e maschile sono tanti quanti sono le donne e gli uomini nel mondo, ci sono modi statisticamente più frequenti e modi meno frequenti ma sono tutti legittimi e autentici, ecco questo è quello che credo si voglia insegnare a bambini e bambine

    • Lynnet ha detto:

      “Non ci può essere una legislazione che IMPONE un’identità, in altre parole: per accettare l’omosessualità di altre persone, non c’è bisogno di rifiutare la propria eterosessualità.”

      Ma tu ti rendi conto di quello che scrivi o c’è un generatore di frasi dietro a questo? Dove la vedi tutta sta gente che rifiuta la propria eterosessualità e che smania di diventare gay?
      Mi sfugge il nesso logico: per quale ragione una persona dovrebbe essere ansiosa di far parte di una categoria discriminata e osteggiata? La discriminazione è uno status symbol? Fa in qualche modo “figo” o va di moda subirla?

      E ancora, perché ti preoccupi tanto della libertà di pensiero della quale evidentemente stai abusando? Da quando in qua insegnare che la discriminazione NON va bene limita la libertà di espressione?
      Ma dai per favore, è solo uno spauracchio per idioti.
      Ed è anche da idioti credere un’ideologia che non esiste per portare acqua al mulino di gente che con queste idiozie da manuale ci guadagna.

      • Dario ha detto:

        ok, dimmi cosa secondo te c’è di sbagliato nell’affermare che “LA LEGISLAZIONE NON PUO’ IMPORRE UN’IDENTITA'”.

        La frase presa di per se è vera. Il fatto che il governo voglia farlo davvero o no è da vedersi e direi che fa parte della disinformazione generale che si è diffusa ieri.

        Quindi sei d’accordo o no sul fatto che l’identità va ricercata e non va imposta dall’alto?

        Inoltre non ho mai detto che sono a favore della discriminazione, ma anzi sono contrario quindi non mettermi in bocca parole non mie. Le mie opinioni rimangono valide, i commenti che ho fatto ai fatti sono sbagliati semplicemente perchè credevo ci fossero stati fatti diversi.

        Mi sono espresso contro le unionio gay? no.
        Mi sono espresso contro l’omosessualitàa? no , anzi ho proprio detto che è UNA COSA NATURALE.
        Mi sono espresso contrario alle discriminazioni? direi di si se vai a rileggere bene

        quote:
        “Siamo diversi, e la nostra diversità è una richezza che non va rifiutata (omofobia, razzismo) ne sminuita (“teoria” gender).”

        Se questa teoria esiste davvero, a quanto ho capito è solo uno strumento di studio che cerca di essere oggettivo (ma ci sono persone che stanno cercando di usarlo come se fosse una verità).

      • Lynnet ha detto:

        Dario, io non ti ho detto che sei omofobo o che discrimini o altro, io ti ho detto che stai sparando stupidaggini che non stanno né in cielo né in terra. E non hai risposto alle mie osservazioni su quella frase. Ovvero: nessun* si finge gay o bisessuale o trans* o altro né incomincia a esserlo per colpa dell’educazione sessuale. Tutta la manfrina che c’entra con il discorso?

      • Dario ha detto:

        Hai detto tu :

        Da quando in qua insegnare che la discriminazione NON va bene limita la libertà di espressione?

        E io non h’o mai detto che qualcuno si finge gay. Non sarei d’accordo se a scuola venisse insegnato che “siamo solo persone con dei gender”: si tratterebbe di far rifiutare ai bambini la loro identità per evitare che discrimino gli altri, ma sarebbe solo un’identità diversa e imposta dall’alto, non sarebbe frutto di nessun dialogo (a parte il fatto che non c’è da nessuna parte questo presunto programma scolastico: è solo una bufala a quanto ho capito), siamo unici, non siamo “solo persone”. Non vorrei mai che a mio figlio li venisse insegnato che è nessuno e questo NON C’ENTRA NULLA con la l’educazione contro la discriminazione (che comunque non viene fatta visti i risultati attuali) o l’educazione sessuale sulle quali sono d’accordo

      • Lynnet ha detto:

        Dario, non ci stiamo capendo. Nessun* andrà in giro a dire che tuo figlio non vale niente. Volevo solo farti presente che affermare una cosa del genere, è parecchio infelice, al di là delle tue intenzioni.
        E comunque “gender” in italiano sarebbe “genere”. La tua frase che dice che un bambino va a scuola e si sente dire “siamo solo persone con dei gender” in italiano sarebbe “siamo solo persone con dei generi”, il che non ha alcun senso e non ha niente a che fare con qualsivoglia identità.

      • imagemixer ha detto:

        Be ma se l’ho affermato è perchè l’ho letto:D. Non avevo ancora letto i 4 opuscoli che illustrano il nuovo programma scolastico (è che sono stati distorti parecchio).

        Però la mia non è un affermazione triste, secondo me è sbagliato (a prescidenere dall’argomento) insegnare a qualcuno che è “solo”. Persone modeste accetteranno qualunque destino.

    • IDA ha detto:

      Dario.. vedo che vuoi capire e cercherò nei limiti del possibile di esserti d’aiuto.
      qui c’è un piccolo riassunto. http://www.internazionale.it/opinione/leonardo-bianchi/2015/03/13/teoria-gender-scuola-trieste
      Esistono gli studi di genere, che sono una cosa differente, i così detti teorici gender, sono una definizione vaga, a cui vengono attribuito tutto e il contrario di tutto. è un nemico immaginario, perchè non esistono. Esistono solo nelle paranoie di alcuni cattolici. Per essere una teoria occorrono dei teorici, che non esistono, occorrono persone che fanno riferimento a quella teoria, che non esistono. Allora? Quando si parla di teorie gender di cosa si parla?
      Questi tre opuscoli, che erano destinati alle scuole,
      https://comunicazionedigenere.files.wordpress.com/2014/02/unar-file-completo-primaria.pdf
      https://comunicazionedigenere.files.wordpress.com/2014/02/unar-file-completo-media1.pdf
      https://comunicazionedigenere.files.wordpress.com/2014/02/unar-file-completo-media2.pdf
      il Presidente della Cei Angelo Bagnasco, dichiara che dietro a questi opuscoli si cela la teoria dei gender: «È in atto una strategia persecutoria contro la famiglia, un attacco per destrutturare la persona e quindi destrutturare la società e metterla in balia di chi è più forte e ha tutto l’interesse a che la gente sia smarrita. Nel torbido il male opera meglio»
      Come si può capire fa parte della propaganda, hanno generalizzato ed etichettato, in un termine vago, “teoria gender” tutto ciò che a loro non è gradito, facendo passare e accettare le loro idee.
      Se leggi gli opuscoli ti renderai conto della realtà. Nessuno vuole imporre un’identità sessuale ad un altro, è proprio il contrario. I cattolici ci dicono che esistono maschio e femmina, tutto il resto è anormale, è contronatura, di conseguenza può essere discriminato, offeso e vilipeso oppure tollerato ma non accettato. Gli opuscoli, ci dicono che esistono diverse sessualità, che esiste la pluralità e la diversità e tutti hanno la stessa dignità, e come tali devono essere rispettati.
      Spero di essere stata chiara e di non averti creato maggior confusione.

      • Dario ha detto:

        Grazie molto delucidante. Hai risolto ogni mio dubbio e preoccupazione.. o meglio le preoccupazioni no, perchè a dire le cose in modo chiaro ci andava poco, ma non lo fa nessuno. Mi preoccupo del fatto che i media non rendono chiaro tale argomento e lasciano circolare la disinformazione ^^. Forse dovrebbero fare anche un corso di “educazione all’educazione” per i giornalisti. Non penso di essere una persona stupida o che non capisce quello che sente o legge, ma questa “teoria” gender mi è già costata diverse magre figure nell’arco di poco tempo. ^^

      • IDA ha detto:

        Nemmeno io, all’inizio non riuscivo a capire di cosa parlavano, quando parlavano della teoria gender. La disinformazione e le notizie selettive, sono elementi indispensabili per la propaganda. Il continuo riferimento a parole come, famiglia, figli e libertà, richiedono immediatamente un coinvolgimento emotivo, quini un’adesione non razionale. Il senso critico occorre sempre e comunque.
        Ti consiglio anche questa lettura.
        http://www.repubblica.it/cronaca/2015/05/17/news/giornata_contro_l_omofobia_chiara_saraceno_la_teoria_gender_non_esiste_-114469481/?refresh_ce

      • Andrea ha detto:

        Non mi sembra che l'”essere maschio e femmina” sia un fatto cattolico!….. E’ un dato di fatto che è stato assunto da tutte le culture di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Non è che quando Colombo è arrivato in America ha scoperto che per i nativi i sessi erano diversi da quelli degli europei….
        Ora un conto è lottare perché non ci siano discriminazioni e ci sia rispetto tra uomini e donne, un conto è arrivare a dire che uomini e donne sono completamente e assolutamente uguali e intercambiabili, questo è molto triste perché le differenze tra uomini e donne sono una grande ricchezza per tutta l’umanità; inoltre non conoscere le diversità che ci sono a tutti i livelli tra maschi e femmine non aiuta a comprendersi e a rispettarsi. Una maggiore conoscenza non porta al disprezzo dell’altro sesso (qualunque esso sia), semmai il contrario.

      • Ma CHI sostiene che le persone siano uguali e intercambiabili?
        Sai che cosa è molto triste, Andrea? Cercare di spiegare che cos’è uno stereotipo di genere e quanto un bambino possa soffrire a causa di esso, e trovarsi continuamente commenti che ripetono come un disco rotto la stessa identica frase.
        Nessuno si sognerebbe mai di negare l’esistenza di differenze fra maschi e femmine.
        Hai voglia di fare uno sforzo, e provare a comprendere la differenza fra sesso biologico, identità di genere e ruolo di genere?
        La trovi spiegata qui: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/10/02/il-senso-della-lettura/

      • IDA ha detto:

        Io non ho mai detto che maschio e femmina sia un fatto cattolico.. L’esempio che fai di Colomdo: I maschi e le femmine erano uguali a quelli Europei, ma i concetti di mascolinità e femminilità erano totalmente diversi e questo lo testimoniano i resoconti dei gesuiti tra la fine del 500 e i primi del 600. Ma anche oggi, la femminilità e la mascolinità, dell’europeo moderno è diversa da quella degli europei del 600.
        Semplifico generalizzando: la chiesa dice che c’è una sola diversità, uomo e donna racchiusa in stereotipi di genere, uguale per tutti e per tutte. Dov’è il pluralismo? dov’è la diversità?
        Biologicamente i gay, sono maschi o femmine come gli etero, ma violano i concetti di genere che vuole i maschi tutti uguali e le femmine tutte uguali. Bella differenza!
        Poi ad essere precisi, la chiesa non sostiene che c’è differenza tra maschio e femmina, ma che la donna è diversa, un po simile agli etologi ed evoluzionisti vari, affermano che la donna comunque è diversa, Se non dicono “inferiore”, è perché questo termine appare ormai superato: ma il significato che intendono dare a quella parola, “diversa”, è press’a poco lo stesso.

  4. nahum נחום ha detto:

    Ti rubo il manifesto democristiano. E’ troppo divertente.

  5. ladymismagius ha detto:

    L’ha ribloggato su Il Ragnoe ha commentato:
    Oggi scendono in piazza quelli che protestano contro qualcosa che non hanno letto, né tantomeno capito.
    Oggi scendono in piazza quelli che protestano contro uno spauracchio inventato da loro stessi.

  6. paolam ha detto:

    Cara Ricciocorno, comunicare un’informazione scientifica ai mestatori di aria fritta Miriano/Adinolfi e mandanti vorrebbe dire sprecare fiato, perciò quel che ho appreso dalle amiche pediatre lo dico a te e a voi: chi vuole cercare nel comportamento dei neonati e delle neonate una conferma di presunte predisposizioni motorie o sedentarie, attive o contemplative, da attribuire rispettivamente ai maschi e alle femmine, soffrirebbe una cocente delusione, perché dalla nascita sono proprio le femmine le più attive e motili, mentre i maschi se ne stanno molto più tranquilli. Questa è un’osservazione generale di fatto. Poi qualcuna/o ha trovato anche l’ipotesi “genetica” che spiega l’osservazione dei fatti, ipotesi legata proprio alla 23° coppia cromosomica. Ma all’incontrario di quel che pensano i cacciatori di streghe. E se la volte sapere, quella che mi hanno detto, ve la riferisco 🙂

  7. Pingback: Teorie gender in pasticceria. | Un disinvolto mondo di criminali

  8. primavera ha detto:

    È un argomento difficile. Non voglio giudicare nessuno. Non sono in grado di farlo. Sono per la libertà di ognuno di noi e non amo gli estremismi né da una parte né dall’altra perché credo che arrivino a negare poi la libertà di chi la pensa diversamente. Detto ciò mi permetto solamente di sperare una cosa e cioè che,così come accade per ogni coppia etero che adotta un bambino, anche per le coppie gay ci sia un lungo percorso di preparazione psicologica a supporto di un gesto così importante e rivoluzionario della vita di ogni soggetto coinvolto ma soprattutto per i bambini; mi dispiace ma non condivido sulla pratica dell’utero in affitto mentre sono d’accordo anche che sia data possibilità ai single di adottare; è innegabile che la perfetta famiglia cristiana sia esistita probabilmente solo negli scritti cristiani (per chi ci crede) e scarsamente nella realtà così come ritengo che i cattolici e il papa debbano ragionare sui vari vergognosi scandali che sempre più li colpiscono prima di scagliarsi contro i cosiddetti “diversi” e soprattutto che il Vaticano avrebbe possibilità di intervenire concretamente per aiutare i deboli eppure non lo fa!
    Assolutamente d’accordo sull’informazione scolastica in merito agli argomenti che avete citato. Potrebbero fare ben altro tutti per difendere la famiglia e i bambini anziché blaterare da un palco ma ormai questa è la prassi…solo fiumi di parole e zero fatti!

  9. primavera ha detto:

    *Famiglia intesa come luogo in cui c’è amore

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