Bambini in cella

bambini_inchiodatiImmagine tratta dal fumetto “I bambini inchiodati” 

Accade in Michigan, Oakland County. La giudice Lisa Gorcyca ha spedito tre ragazzi di 9, 10 e 15 anni in un riformatorio perché si rifiutavano di “avere una sana relazione con il padre”.

Non potranno avere alcun contatto con la madre e rimarranno dentro a tempo indeterminato, ha dichiarato Gorcyca: “… when your father tells us that you’re ready to have a good relationship with him.” – finché vostro padre non ci comunicherà che siete pronti ad avere un buon rapporto con lui.

Come si può leggere nella trascrizione di quanto avvenuto in aula, disponibile a questo link, il maggiore dei tre fratelli, Liam, avrebbe dichiarato:

“I do apologize if I didn’t understand the rules… but I do not apologize for not talking to him because I have a reason for that and that’s because he’s violent and I saw him hit my mom and I’m not going to talk to him.” (pag.5)

Mi scuso se non ho compreso le regole… ma non mi scuso per il fatto che non parlo con lui perché c’è una ragione per cui non lo faccio e la ragione è che lui è un violento e l’ho visto picchiare mia mamma e non gli parlerò.

La giudice risponde: Va bene. Questo è oltraggio alla corte. Io ti ho ordinato di avere un sano rapporto con tuo padre. Ero presente quando tua madre alle 11:30 ti ha implorato di parlare con tuo padre, ti ha detto che lui ti ama, che non ti farà del male e non ne farà a lei. Sei un ribelle giovane uomo sprezzante della legge e ti spedisco per il resto dell’estate – ne riparleremo prima dell’inizio della scuola, ma potresti frequentarla lì – tu starai, io ti spedisco al Children’s Village. C’è qualcosa che vuoi dire in proposito?

Liam: Io non ho fatto niente di male.

La giudice: No tu l’hai fatto. Tu… Io ti ho ordinato di parlare con tuo padre. Tu hai scelto di non parlargli. Non hai eseguito un ordine di questa corte. Questo è un reato ed io ti dichiaro colpevole.

Liam: Io credevo ci fossero delle regole per… regole per quelli che, insomma, che stabiliscono che non si piacchiano le persone, perché io sto andando…

La giudice: Io ti ho ordinato – lo  dico di nuovo, apparentemente tu hai – sembra che tu abbia un alto quoziente di intelligenza, ma io ne dubito, visto il modo in cui ti stai comportando, da vero ribelle, un maleducato, ti ho ordinato di avere un rapporto con tuo padre. Anche tua madre te l’ha chiesto. Non c’è nessuna ragione per cui tu non debba avere un rapporto con tuo padre. Tuo padre non è mai stato accusato di nulla, non è mai stato condannato. Non sono stati emessi ordini di protezione per lui. Tuo padre è apprezzato e amato dalla comunità, dalle persone che lavorano con lui, dalla sua famiglia, dai suoi colleghi. Tu, ragazzo, stai sbagliando. Sei oltraggioso e andrai al Children’s village. Ricordami, quanti anni hai?

Liam: 15 anni.

La giudice: Potresti rimanere lì fino al diploma.

Abbiamo già parlato della terapia della minaccia, alla quale la giudice Gorcyca vorrebbe ispirarsi. Anche se a me il suo modo di procedere sembra molto più in linea con le tecniche di lavaggio del cervello.

C’è un passo davvero inquietante nel quale la giudice  si rivolge alla più piccola dei tre fratelli, Natalie, di 9 anni, a pag. 18:

Quanti anni stai per compiere Natalie? Vediamo, presto sarai una teenager. Vuoi festeggiare il tuo compleanno al Children’s Village? Vuoi andare al bagno davanti ad altre persone? Hai un letto soffice e comodo a casa tua?

Nonostante i ripetuti tentativi di terrorizzarli, nonostante siano terrorizzati (lo si evince dalle continue esortazioni perché parlino più forte e in modo intelleggibile), nonostante la crudeltà con cui vengono a più riprese definiti stupidi e cattivi (e paragonati a Charles Manson per il loro comportamento – Charles Manson: un uomo condannato per essere stato il mandante di efferati omicidi), nonostante la madre tenti di avvicinarsi nel corso dell’udienza per implorarli di desistere, tutti e tre i fratelli Tsimhoni scelgono la reclusione.

E tutto questo accade mentre, nelle cosiddette civili società occidentali, è opinione diffusa che i poveri padri siano discriminati nelle aule di Tribunale, quando si tratta di separazione e affido dei minori.

 

C’è una petizione che potete firmare per chiedere la liberazione di questi tre ragazzi.

Vi prego caldamente di firmarla.

 

Vi lascio con una citazione di Alice Miller (La persecuzione del bambino):

Ovunque io volga lo sguardo, trovo il comandamento di rispettare i genitori e mai quello di rispettare i bambini.

 

Per approfondire:

Le teorie di Richard Gardner

Reunification Therapy: quando i bambini sono trattati come oggetti di proprietà

La deprogrammazione raccontata da chi l’ha subita

La violenza assistita

Violenza, minori: almeno 400.000 bambini le vittime silenziose e sofferenti di violenza assistita

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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10 risposte a Bambini in cella

  1. Nato Invisibile ha detto:

    No, vabbè, adesso dimmi che la giudice in realtà è la perfida Amelia, che i ragazzini sono la banda bassotti e che il padre è quantomeno il santo Topolino in persona e che sull’uscio c’è il commissario Basettoni pronto a portare i tre rei in cella, no, davvero. Questa è una di quelle storie a lieto fine Disney, non posso credere il contrario…
    Sgomento vero..

  2. primavera ha detto:

    Possibile che nessuno possa fermare questi giudici??? Cosa sono al di sopra delle leggi i giudici? Non mi capacito..Questo non è applicare la legge(una legge che impone di parlare con qualcuno non credo esista al mondo) è solo cattiveria pura di persone decisamente disturbate che abusano del loro potere!Io sono ingenua forse ma continuo a chiedermelo! Dai 10 anni ma anche prima se capaci di discernimento i bambini possono essere ascoltati e possono decidere dove e con chi stare. Ma la legge esiste per donne e bambini o tra un po ci ritroviamo rincorsi da orde inferocite di uomini con la clava???
    Altro elemento costante: le denunce contro il padre violento non hanno prodotto effetti. Eppure c’erano 3 testimoni oculari..
    La mamma pur di salvarli li pregava di mentire. Loro non hanno ceduto anche se pagheranno cara quesra indipendenza di pensiero. Beh in Italia siamo messi così e purtroppo nessuno ne parla a parte rarissime persone di coscienza.
    Petizione firmata. Mi auguro che serva per questi poveri ragazzi.

  3. IDA ha detto:

    Qui si va sull’assurdo! Offesa alla corte? Questo è solo abuso di potere, altro che offesa alla corte. Perchè obbligare ad avere buoni rapporti con un genitore se questi rapporti non esistono? Il padre che diritti ha che i figli non hanno? La giudice non vede i motivi per cui i figli non devono parlare con lui, perchè lui è incensurato, stimato e apprezzato da tutti. Ma non dai figli, se la giudice non vede i motivi, non vuol dire che non esistono, ma che lei è cieca. Da aggiungere, i figli hanno precedenti penali? La madre ha precedenti penali? perchè solo lui deve essere una brava persona? Io non conosco il diritto di famiglia del Michigan, ma pensavo che fosse ispirato allo stato di diritto e non alla shari’a ( dal discorso del giudice si capisce solo che il padre è ricco e la madre no) Io mi auguro solo che questa giudice da qui in poi veda le aule di tribunale solo da imputata, ma so che non sarà così, il Michigan, è uno stato conservatore a maggioranza bianca e la signora è stata molto, ma molto sensibile alle pressioni ambientali, infondo se punti al senato devi essere accondiscendente agli ambienti reazionari.
    Non trovo altre spiegazioni se non quelle delle aspirazioni politiche, cosa vuoi che importi il bene e la dignità dei bambini a certe persone!

  4. IDA ha detto:

    Piccola nota biografica: Io sono stata una “bambina ribelle” poco rispettosa delle norme e delle regole, sopratutto di quelle che non capivo, nei primi anni di scuola, non capivo perchè dovevo stare zitta o ferma, perchè dovevo stare in fila o seduta, e di fronte alle minacce e all’autorità, irrigidivo la mia posizione. Sono scappata da scuola saltando dalla finestra del bagno, con un chiodo infilato in un piede, (rischio tetano) In questi anni sono solo invecchiata, non sono cambiata di molto. Ho sempre avuto allergia agli ordini, il disubbidire mi resta naturale.
    Verso questi ragazzi, la mia non è solo una solidarietà dettata dal senso di giustizia, ma da una completa identificazione. Anche io mi sarei comportata come loro, se prima ci poteva essere una possibilità di relazionarsi con il padre, dopo questa sentenza nemmeno, nemmeno mezza, per tutta a vita.
    Ma questi uomini, cosa sono? Pur di soddisfare il loro egoismo, la loro vana gloria, sono disposti ad uccidere i figli, a mandarli in carcere. Io di fronte al bene dei miei figli ho sempre torto.

  5. IDA ha detto:

    Mi scuserai, ma questa storia mi ha colpito emotivamente e certamente non razionalizzo molto.
    A questi tre ragazzi e alla madre dedico la scena finale dei “Quattrocento Colpi” di Francois Truffaut, oltre logicamente ad avere firmato la petizione.

    La scena finale vede il giovane Doinel fuggito dal riformatorio, raggiungere il mare che non aveva mai visto prima di allora, il fermo immagine è sullo sguardo del giovane, rivolto allo spettatore, carico di dolore per l’incertezza del futuro. questa scena mi ha sempre emozionato. è il primo lungometraggio di Truffaut, è autobiografico, Truffaut mentre era in riformatorio, ha incontrato un giovane assistente sociale che era appassionato di cinema, che poi sarà il futuro critico cinematografico Andre Bazin. Grazie a lui Truffeut sarà un mancato criminale e un grande regista. Consiglio la visione di questo film, come “gli anni In tasca” di Truffaut.

  6. Vale ha detto:

    Ho firmato. E sono inorridita. Ma è possibile che a nessuno venga in mente di indagare il padre? E se anche in comunità è una brava persona, non vuol dire lo sia fra le mura domestiche (il che, oltretutto è uno dei tipici comportamenti delle personalità abusanti: in pubblico sono irreprensibili proprio per sviare i sospetti).
    Francamente? Se io non ho voglia di parlare con tizio, non c’è legge che tenga e mi ci possa costringere. È rivoltante!

  7. primavera ha detto:

    Nessuno indaga nulla. Alcune persone sono innocenti per partito preso. Fidatevi. Non c’è scampo. A meno che certo uno non abbia conoscenze potenti. Non ci sono leggi che impongano rapporti tra persone (piccole e grandi che siano d’età). Esiste tuttavia un mondo parallelo più forte delle leggi che si basa su minaccia e ricatto e abusi di potere..e funziona.. io stessa ho cercato di lottare finché hanno messo a rischio la mia potestà genitoriale per nulla e senza diritti su mio figlio non potrei neppure difenderlo un minimo per cui per ora devo cedere al ricatto legalizzato. La povera gente deve cercare di salvare il salvabile.
    Ma la mia parte combattiva non è sconfitta.
    sta solo aspettando il momento opportuno.
    questa storia fa orrore come fa orrore quella del nostro federico bakarat e tante ce ne sono simili ma mai raccontate perche l’argomento è scomodo. Il problema è che non possiamo parlare. Ci hanno tappato la bocca.
    l’impotenza,la rabbia e la paura sono indescrivibili.

  8. Monica S. ha detto:

    Ho firmato e ho commentato con la bellissima frase di Alece Miller che tu hai riportato.
    Che dire… agghiacciante. Da stare male.
    Grazie per quello che fai.
    Un abbraccio.
    Monica S.

  9. Mario ha detto:

    E’ stata già cambiata la decisione:
    “Judge Lisa Gorcyca has reversed her contempt decision and released three children who refused to see their father from Children’s Village and is sending them to a summer camp.”

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