I miti sul divorzio che mettono a rischio i bambini – mito n° 3

Una traduzione da Myths That Place Children At Risk During Custody Litigation.

Introduzione

Circa un matrimonio su due negli Stati Uniti finisce con un divorzio, un fenomeno che coinvolge oltre un milione di bambini all’anno. Circa il 10% di questi divorzi comporta una causa per l’affido. C’è da considerare anche che gli abusi sui minori sono un problema diffuso nella nostra società e che le famiglie con una storia di violenza spesso finiscono con un divorzio. Le preoccupazioni circa la sicurezza dei bambini sono alla base di alcuni dei casi di affidamento più aspramente contestati.

Purtroppo i contenziosi per l’affido dei minori possono diventare, per maltrattanti e abusatori di bambini, un mezzo per estendere o mantenere il controllo e l’autorità sulle vittime dopo la fine del matrimonio. Anche se gli studi in merito non hanno trovato una maggiore incidenza di false accuse di abusi sui minori o violenza domestica sollevate nel contesto delle controversie per l’affido / il diritto di visita, chi opera nei Tribunali tende ad essere irragionevolmente sospettoso in proposito. Di conseguenza, genitori e figli abusati possono trovarsi nella situazione di essere rivittimizzati dal sistema giudiziario.

Determinare quale genitore debba ottenere l’affido dei figli quando non trovano un accordo non è facile. Chi è chiamato a valutare spesso non ha una formazione adeguata a riconoscere e gestire abusi sui minori e violenza domestica. Chi ha familiarità con la situazione attuale ritiene che troppo spesso le decisioni siano basate sul mito, su un’errata interpretazione dei fatti, sui pregiudizi dei soggetti preposti a valutare.

Quelli che seguono sono una panoramica di alcune delle false convinzioni che contribuiscono a creare il problema della mancanza di tutela per i minori da parte dei Tribunali della famiglia.

Il mito n°1: Le accuse di abusi sessuali sono comuni durante le controversie per l’affido dei minori e la stragrande maggioranza delle accuse sono false, infondate o indimostrate.

Il mito n°2: La violenza sulle donne non ha niente a che vedere con gli abusi sui bambini

Il mito n°3: E’ raro che i bambini vengano affidati ad un genitore abusante

pollicinoAlcuni ritengono che l’affido di bambini a genitori violenti sia un evento raro. La maggior parte di noi vorrebbe crederlo. Purtroppo, la ricerca empirica che ha affrontato la questione ha più volte dimostrato che gli uomini che chiedono la custodia dei loro figli spesso la ottengono, anche se hanno alle spalle una storia di violenza.

Se le donne hanno maggiori probabilità di ottenere la custodia dei figli, il più delle volte questo dipende dal fatto che sono più propense a chiederla. Quando gli uomini chiedono la custodia, spesso la ottengono. Secondo un rapporto della American Psychological Association, un uomo violento è più propenso, rispetto un padre non violento, a richiedere  l’affido esclusivo dei suoi figli e ha le stesse probabilità della madre (o anche di più) di ottenerla (APA, 1996). Un rapporto della American Judges Foundation riporta che il 70% delle volte che un maltrattante richiede la custodia è in grado di convincere la corte di concederglierla.

Nella maggior parte dei “divorzi altamente conflittuali” che comprendono controversie per la custodia dei figli vengono segnalate violenza domestica e / o di abusi sui minori. Ad esempio, l’analisi di un campione di genitori che si sono rivolti al giudice perché si esprimesse in merito alla custodia dei figli ha rilevato che la violenza domestica è stata citata nel 75% dei casi (Jaffe & Austin, 1995, citato da Jaffe, Crooks, e Poisson, 2003). Un altro studio ha rilevato che tra il 70% e il 75% dei genitori che sono finiti di fronte ad un giudice a causa del fallimento della mediazione o a causa di continue dispute a proposito dei figli hanno descritto storie coniugali che comprendevano aggressioni fisiche (Johnston & Campbell, 1988).

Tuttavia, sollevare accuse di abuso spesso va a discapito del genitore abusato o protettivo più di quanto non danneggi il presunto abusante. Uno studio in corso finanziato dal National Institute of Justice dimostra che le donne che informano i mediatori di essere vittime di violenza domestica spesso ricevono valutazioni meno favorevoli (Saccuzzo & Johnson, 2004). I ricercatori hanno riscontrato che solo il 35% delle madri che si è dichiarata vittima di violenza domestica ha ottenuto l’affido esclusivo, mentre l’ha ottenuto il 42% delle madri che non hanno mosso accuse. Nel 10% dei casi i padri accusati di violenza domestica hanno ottenuto l’affido esclusivo, mentre l’hanno ottenuto il 9% dei padri non accusati di nulla. Questo ci dice che parlare di violenza domestica danneggia le donne che si sono dichiarate vittime; mentre i presunti colpevoli non hanno subito effetti negativi – diversamente dai casi nei quali il mediatore ha notato prove di violenza senza che la madre ne avesse parlato. Quando questo si è verificato, i mediatori hanno richiesto visite protette per i bambini due volte più spesso. Così le donne che hanno mosso accuse di violenza domestica hanno ottenuto meno protezione per sé e per i propri figli [di quelle che non l’avevano richiesta].

Un recente studio condotto dall’Harborview Injury Prevention & Research Center di Seattle conferma questi risultati (Kernic et al., 2005). I ricercatori hanno analizzato la documentazione di più di 800 coppie locali con bambini piccoli che hanno presentato istanza di divorzio nel 1998 e nel 1999, compresi 324 casi con una storia di violenza domestica. Hanno scoperto che le prove della violenza domestica non sembrano influenzare le decisioni dei tribunali in merito alla custodia. In altre parole, i padri violenti hanno avuto  le stesse probabilità di ottenere l’affidamento, quando lo hanno richiesto, dei padri non violenti. Solo al 17% dei padri con una storia riconosciuta di violenza domestica sono state negate le visite ai bambini e non è stato riscontrata una maggiore frequenza del ricorso alle visite protette rispetto agli altri padri.

Preoccupazioni su come i tribunali gestiscono casi di abuso sono state sollevate anche dai risultati dello studio Neustein e Goetting (1999). Dall’esame delle risposte giudiziarie alle denunce di  abusi sessuali su minori mosse da uno dei genitori nel corso di 300 casi di affidamento, comprensive di ampie annotazioni della corte, i ricercatori hanno riscontrato che solo nel 10% dei casi in cui sono state sollevate le accuse di abusi sui minori è stato concesso l’affido esclusivo al genitore protettivo con contatti sorvegliati dei minori con il presunto violentatore. Al contrario, nel 20% di questi casi l’accusa ha determinato un esito negativo nel quale il bambino è stato posto sotto la custodia legale e fisica del genitore accusato di abuso sessuale (vedi pag. 108). Nel resto dei casi, i giudici hanno optato per la custodia congiunta dispondendo visite protette con il presunto aggressore.

Per comprendere meglio i problemi che devono affrontare i genitori protettivi nel sistema legale, i ricercatori della California State University, San Bernardino, stanno effettuando un’indagine nazionale (Stahly et al., 2004). Ad oggi, più di 100 genitori che si definiscono protettivi hanno compilato il questionario. I risultati sono abbastanza scioccanti. Il 94% delle madri protettive intervistate sostiene che prima del divorzio erano loro ad occuparsi principalmente del loro bambino e l’87% ne aveva la custodia al momento della separazione. Tuttavia, a seguito della segnalazione di abusi sui minori, solo il 27% ha mantenuto la custodia dopo i procedimenti giudiziari. La maggior parte dei genitori protettivi ha perso la custodia in un procedimento ex parte (del quale non erano stati informati e al quale non erano presenti) svoltosi senza nessuno stenografo di corte.

La stragrande maggioranza di queste madri (97%) ha riferito che il personale del tribunale ha ignorato o minimizzato le loro segnalazioni di abusi. Hanno riferito la sensazione di essere state punite per aver cercato di proteggere i loro figli e il 65% ha dichiarato di essere stata minacciata di sanzioni se avesse “parlato pubblicamente” del caso. Il 45% delle madri dichiara di essere stata accusata di Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS).

I genitori protettivi hanno riferito che il costo medio del procedimento giudiziario ha superato gli $ 80.000. Oltre un quarto dei genitori protettivi sostengono di essere stati costretti a dichiarare fallimento a causa delle spese per ottenere la custodia dei loro figli. L’ottantacinque per cento dei genitori protettivi intervistati è convinto che i figli siano ancora vittime di abusi; tuttavia, il 63% ha dichiarato di aver smesso di denuciare gli abusi per paura di perdere ogni contatto con i loro figli. L’undici per cento dei bambini coinvolti ha tentato il suicidio.

Bibliografia:

  •  http://www.leadershipcouncil.org/1/pas/dv.html
  • American Psychological Association. (1996). Report of the APA Presidential Task Force on Violence and the Family, Washington , D.C.: Author.
  • American Judges Foundation, Domestic Violence and the Court House: Understanding the Problem.Knowing the Victim, Forms of Emotional Battering Section, Threats to Harm or Take Away Children Subsection http://aja.ncsc.dni.us/domviol/page5.html
  • Kernic, M. A., Monary-Ernsdorff, D. J., Koepsell, J. K., & Holt, V. L. (2005). Children in the crossfire: child custody determinations among couples with a history of intimate partner violence. Violence Against Women, 11(8), 991-1021.
  • Jaffe, P. Crooks, C. V., & Poisson, S. E. (2003). Common Misconceptions in Addressing Domestic Violence in Child Custody Disputes. Juvenile and Family Court Journal, 54(4), 57-67.
  • Johnston, J. R. & Campbell, L. E. G. (1988). Impasses of divorce: The dynamics and resolution of family conflict. New York: The Free Press.
  • Neustein, A., & Goetting, A. (1999). Judicial Responses to Protective Parents, Journal of Child Sexual Abuse , 4, 103-122. http://www.haworthpressinc.com/store/SampleText/J070.pdf (page 109 of pdf)
  • Saccuzzo, D. P. & Johnson, N. E. (2004). Child Custody Mediation’s Failure to Protect: Why Should the Criminal Justice System Care? NIJ Journal, 251, Available from the National Institute of Justice. http://ncjrs.org/pdffiles1/jr000251.pdf (page 21)
  • Stahly, G. B., Krajewski, L., Loya, B. Uppal, K., German, G., Farris, W., Hilson, N., & Valentine, J. (2004). Protective mothers in child custody disputes: A study of judicial abuse. California State University, San Bernardino .
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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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4 risposte a I miti sul divorzio che mettono a rischio i bambini – mito n° 3

  1. sonia ha detto:

    Io mi chiedo, cosa spinge un genitore abusante a insistere così tanto per ottenere la custodia dei figli? È un mezzo per riaffermare la propria superiorità sul partner, o una forma di possesso distorto?

  2. Nato Invisibile ha detto:

    Quando lo stronzo non ha più scuse, dice che sei pazza. sono una madre che questo articolo definirebbe protettiva. Sono una madre come molte altre. Le riconosco in quei corridoi, incatenate a sbarre invisibili, prigioniere, condannate a camminare sotto osservazione, spintonate e sballottate, incerte, terrorizzate, impaurite. Consapevoli che il prossimo passo potrebbe essere un passo falso.
    Ostinarsi a voler proteggere, in una causa, i figli dal maschio alfa è la strada più veloce per schiantarsi contro il muro del pregiudizio e della colpa di Eva. Il Peccato originale dei nostri figli non si lava in quelle aule. Glielo laveranno separandoli da noi. Le donne sono tutte Eva, prendono la mela, si accordano col serpente e incastrano gli uomini, condannandoli a sopportare indicibili onte, sofferenze e sacrifici. La catastrofe che si annida dietro la denuncia di maltrattamenti, in corso o subìti, è una tortura. Lenta. Ci sfiancano. Ci colpevolizzano. Diventano muri invalicabili, eretti per isolare e distruggere le donne che non vogliono stare sottomesse. Ci piegano, ci costringono a tacere, nel ricatto perverso dell’allontanamento dai figli. Una madre chiede tutela, e si ritrova per assurdo a dover rimpiangere quella richiesta di aiuto. La rimpiangerà per sempre. Perché quella richiesta segnerà la causa dell’avvicinamento forzato dei figli proprio a quella persona da cui si intendeva tutelarli. Ci offendono, minacciano, ricattano, insultano. Ci attendono al varco. Ci giudicano per un tono di voce, un accessorio, uno sguardo. Cercano l’indizio della nostra malafede e colpevolezza. Ci tendono trappole, ci aspettano al varco, sapendo che prima o poi compieremo un passo falso, per buona fede, inesperienza, e perché proprio no, non sappiamo stare al mondo, non vogliamo proprio sottometterci alle regole. E in fondo, sospettano tutti, stiamo mentendo, stiamo cercando rivalsa, vendetta e vantaggi economici. Siamo avide, maligne e manipolatrici. Siamo in combutta col serpente, noi. Seduciamo ed abbandoniamo. Provochiamo il dolore e l’ira del maschio alfa. Siamo immorali. Quante bugie, sappiatelo, dicono e scrivono su di noi, contro di noi, contro i nostri figli. Agli atti. Persino le registrazioni degli incontri vengono trascritte falsate e distorte. Incomplete.
    Sono una madre fiaccata, impoverita, isolata, calunniata da un maschio alfa e da un gineceo di aguzzini pronti a punire me e mio figlio per il mio gravissimo atto di presunzione. Tante tantissime bugie, offese, lamentele e denunce contro di me, che stanno costruendo intorno alla mia persona una vita parallela a quella reale, non coincidente. è come se ogni mattina io debba alzarmi dal letto ed indossare una camicia di forza, perché tutti sono convinti che io sia pazza, o stanno convincendomi di esserlo. non perché qualche disturbo della mia psiche sia realmente emerso da test o prove o altre diavolerie. No! valutazioni e test confermano ampiamente la mia salute e quella del rapporto coi miei figli. Sono creduta pazza, e trattata da pazza, in questo giudizio, soltanto perché lui lo ripete a tutti da quando sono rimasta incinta. Perché quando lo stronzo non ha più scuse, dice che sei pazza.
    Chissà quando si sveglierà qualche scienziato, e proverà a condurre una ricerca scientifica, come quelle americane, in Italia. Sempre che si trovino i fondi per supportare una ricerca pericolosa come questa, che potrebbe smitizzare Eva, la costola ed il peccato originale..e che devasterebbe gli interessi dei poteri forti.

  3. primavera ha detto:

    Vivo esattamente le stesse cose di nato invisibile.
    sottoscrivo in tutto il suo commento e la stringo forte al mio cuore così come solo due “pazze” sinceramente sanno fare.
    che qualcuno ci aiuti perché tutti sanno e tacciono!

    • Nato Invisibile ha detto:

      Cara Primavera, un grande forte abbraccio a te, in cui scambio tutto un universo di femminilità, soprattutto quello che ci manca nelle aule, ma troviamo in questo immenso blog: la solidarietà, l’accoglienza, la vitalità e la forza.

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