Amnesty International sostiene che la prostituzione sia un diritto umano – ma si sbaglia

Una traduzione da The Guardian, Amnesty International says prostitution is a human right – but it’s wrong, di Jessica Neuwirthavvocata che a livello internazionale si occupa di tutela dei diritti umani; ha lavorato come consulente politico per Amnesty International USA nel 1980; successivamente ha co-fondato Equality Now e Donor Direct Action.

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Amnesty International è stata colonizzta dai sostenitori del commercio globale del sesso? Quando l’associazione no-profit per i diritti umani si riunirà la prossima settimana per  l’International Council Meeting a Dublino, i delegati provenienti da tutto il mondo saranno chiamati a votare su una proposta che chiede di riconoscere la prostituzione come diritto umano.

Amnesty sostiene che la prostituzione è una questione di libera scelta, un’interpretazione sostenuta con fervore dalla multimiliardaria industria del sesso. Il gruppo sta portando avanti l’idea che il lavoro sessuale sia compatibile con il principio della parità di genere e della non discriminazione, come se si trattasse di un lavoro come un altro.

“Per definizione,” afferma la proposta di Amnesty, “lavoro sessuale significa che i lavoratori del sesso che sono impegnati nel commercio del sesso hanno acconsentito a farlo”. Questa definizione non tiene conto dello stato di estrema povertà, degli abusi sessuali subiti nel corso dell’infanzia, della brutale coercizione impiegata dai protettori, e dell’asimmetrico contesto di potere che caratterizza il rapporto fra i sessi e fra le diverse etnie che sostienel’industria del sesso.

Amnesty sostiene che “tali condizioni non necessariamente rendono gli individui incapaci di decidere in automia”. Questo argomento ignora quella che è la realtà per la stragrande maggioranza degli individui sfruttati dall’industria del sesso. Quando i dipendenti delle Nazioni Unite scambiano sesso con il cibo, questo genere di transazioni – chiamato “sesso per la sopravvivenza” – tecnicamente potrebbe essere considerato consensuale, ma difficilmente può essere considerato un esempio di libero arbitrio. Quasi tutta la prostituzione è una forma di sesso per la sopravvivenza.

Non c’è scelta in assenza della libertà di scegliere altrimenti.

La posizione di Amnesty sulla prostituzione dimostra che manca una prospettiva di genere. Questa non è la prima volta che Amnesty si dimostra lenta nella tutela dei diritti delle donne: prima del 1990 non è riuscita nemmeno a riconoscere il traffico sessuale come una violazione dei diritti umani. Ma ora riconosce lo stupro come arma di guerra e altre forme di violenza contro le donne – compresa la tratta – come violazioni dei diritti umani.

In precedenza aveva anche evitato di riconoscere che le mutilazioni genitali femminili sono una violazione dei diritti umani, sottolineando come la pratica fosse profondamente radicata nella tradizione, ma poi ha affrontato la questione nel 1995. Il punto è il danno che essere procurano, più che la scelta.

Forse Amnesty dovrebbe guardare alla convenzione del 1949 delle Nazioni Unite sul traffico di esseri umani, che descrive la prostituzione e il traffico di sesso come “incompatibili con la dignità e il valore della persona umana poiché mettono in pericolo il benessere dell’individuo, della famiglia e della comunità”. Se l’organizzazione approva la prostituzione in quanto diritto umano, non sceglie di essere dalla parte delle donne che potrebbero non avere altra scelta se non fare sesso per soldi, ma piuttosto da quella degli sfruttatori e degli acquirenti di sesso, che hanno tutte le scelte del mondo.

Amnesty sta esortando i suoi membri a separare la prostituzione e il traffico di esseri umani come se non ci fosse alcun legame tra le due cose. Eppure il buon senso e la legge della domanda e dell’offerta ci dicono che  la domanda di prostituzione alimenta il traffico di esseri umani allo scopo di soddisfare la richiesta: non tutte le donne che si prostituiscono sono vittime della tratta, ma tutte le vittime della tratta sono vendute alla prostituzione. Amnesty sta esortando i suoi membri a legalizzare l’industria, senza fare distinzione tra le donne che si prostituiscono, i clienti e chi trae profitto dal loro sfruttamento.

La Svezia ha fatto una distinzione giuridica tra chi finisce nell’industria del sesso a causa di  povertà e discriminazione e quelli che comprano il sesso per esercitare i loro potere e i loro privilegi. Il suo modello criminalizza solo l’acquisto di sesso e offre servizi di supporto a chi viene comprato. Questo metodo femminista progressista si propone di depenalizzare la prostituzione senza legittimare gli uomini che se ne servono.

Nel libro Paid For, un’efficace analisi dell’esperienza personale dell’autrice nel mercato del sesso, Rachel Moran descrive i tre tipi di uomini che frequentano le prostitute: quelli che considerano le donne che acquistano prive di sentimenti umani; quelli che che sono consapevoli del fatto che la donna sia un essere umano, ma scelgono di ignorarlo; e quelli  che traggono piacere sessuale dal ridurre le donne che acquistano a qualcosa di meno che umano. Amnesty ha davvero l’intenzione di difendere il diritto di questi uomini a comprare le donne?

E ‘un momento straziante per quelli di noi che amano Amnesty International. L’ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, che ha fatto dei diritti umani il fulcro della politica estera statunitense, ha avviato una petizione online chiedendo al gruppo di non legittimare lo sfruttamento sessuale a fini commerciali come un diritto. Il concetto stesso di diritto umano – per non parlare della parità tra i sessi – è in gioco.

La petizione: Vote NO to Decriminalizing Pimps, Brothel Owners, and Buyers of Sex.

Sullo stesso argomento:

Petizione: Amnesty International e la prostituzione

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Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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125 risposte a Amnesty International sostiene che la prostituzione sia un diritto umano – ma si sbaglia

  1. IDA ha detto:

    Io ho sempre ammirato e apprezzato l’impegno di Amnesty International, contro la tortura e contro la pena di morte. Ma non ha mai brillato per quello che riguarda i diritti delle donne, non voglio dire che sono maschilisti, perché non è vero, ma un po’ androcentrici si.
    Sostengono: vietare la prostituzione “viola i diritti umani di chi vende prestazione sessuali”; Dimenticando che nella prostituzione non c’è solo la prostituta, ma anche il cliente e il pappone. La prostituzione non è un espediente inventato dalla donna. È nato prima l’uovo o la gallina? In questo caso è nato prima lo sfruttamento, l’oppressione di un genere su un altro poi la prostituzione. Non è un caso che il 90% dell’offerta sessuale nel mercato della prostituzione maschile e femminile è rivolto a una clientela maschile ed eterosessuale. Visione androcentrica, perché pensa che il problema della prostituzione sia la donna, e quindi il suo diritto di vendere le prestazioni sessuali. E questo è vero, perché prostituirsi è un diritto, ma non lo è sfruttare la prostituzione di altri ne acquistare sesso.
    Penalizzare chi si prostituisce è una violazione dei diritti umani, ma penalizzare chi compra o chi ci trae profitto dalla prostituzione di altri, non è una violazione.
    Sostengono che la prostituzione è un lavoro e non ha niente a che fare con il traffico sessuale; Il traffico sessuale esiste perché c’è la domanda, come si fa a scollegare la libera prostituzione con quella trafficata? Con la legalizzazione aumenta la domanda, quindi aumenta il traffico.
    Sostengono; è la criminalizzazione della prostituzione che alimenta il pregiudizio nei loro confronti; Anche questo non è assolutamente vero, lo dimostra il dibattito che si è svolto un anno fa nella televisione pubblica tedesca, dove il proprietario della catena dei bordelli “paradise” per tutta la sera ha parlato di “carne fresca” e solo un giornalista si è scandalizzato chiedendo se si stava parlando di bovini o di persone. Lo dimostrano i giudizi e i commenti dei clienti. ( A tal proposito noto che “ che bello lavorare in un FKK!” è scivolato all’ottavo posto, ma resiste nella top ten, nemmeno “the Beatles” hanno resistito così tanto.) Dove la prostituzione è regolamentata, Germania, Olanda,Danimarca, la prostituta è sempre più disumanizzata.
    In questo caso Amnesty International, mi delude molto, con la scusa di difendere il diritto a vendere una prestazione sessuale, in realtà difendono il diritto al profitto degli imprenditori della tratta e del sesso.

    • Zorin ha detto:

      cit.
      “Non è un caso che il 90% dell’offerta sessuale nel mercato della prostituzione maschile e femminile è rivolto a una clientela maschile ed eterosessuale.”

      Sorvolando sulla categoria “eterosessuale” (l’offerta dedicata ai maschi omosessuali esiste ed e’ tutt’altro che un fenomeno insignificante), e’ vero che il 90% dell’offerta sessuale e’ rivolta agli uomini.
      Ora sostenere che questo dipenda da una particolare struttura di potere e’ francamente ridicolo. In Europa, come tu stessa hai ricordato, esistono paesi importanti in cui prostituzione e bordelli sono totalmente legali, e se nascono pochi bordelli dedicati alle donne il motivo e’, evidentemente, che manca la domanda. Perche’ i soldi piacciono a tutti, e se esistesse una domanda esisterebbero anche piu’ lavoratori e imprenditori che fanno soldi soddisfacendo quella domanda.

      La prostituzione dedicata alle donne esiste in molte parti del mondo (Egitto, Capo Verde, Brasile a Salvador da Bahia, Senegal, ecc.) per cui la scusa che la scarsa offerta dedicata alla donne dipende dal patriarcato non regge. Io sono stato personalmente in molti di quei posti, e li’ la prostituzione maschile dedicata alle donne e’ estremamente visibile. Li’ le turiste occidentali non hanno scrupoli a mostrarsi in giro col bellimbusto locale mantenuto da loro.

      La ragione per cui c’e’ molta piu’ offerta dedicata agli uomini e’ la piu’ banale di questo mondo: la domanda di intrattenimento sessuale da parte degli uomini e’ molto piu’ robusta, regolare e diffusa rispetto alla domanda femminile. Purtroppo, dal mio punto di vista (perche’ questo segnala una forte dipendenza sessuale di molto uomini nei confronti delle donne).

      • E non noti, Zorin, che i luoghi che hai citato . Capo Verde, Senegal ecc. – sono luoghi nel mondo caratterizzati dalla povertà?
        Questo non ti dice niente sul concetto di “libera scelta” di chi si prostituisce?
        http://www.missioni-africane.org/827__Capo_Verde_Non_solo_turismo
        “Capo Verde, repubblica indipendente dal 1975, ha sicuramente realizzato importanti progressi in materia di crescita economica e miglioramenti a livello dell’educazione e della sanità. Tuttavia, il 37% dei capoverdiani vive sotto la soglia di povertà e un capoverdiano su cinque sopravvive con meno di un dollaro al giorno.”

      • IDA ha detto:

        La domanda dei transessuali è costituita principalmente da etero. (Comportamento e stimolo principale etero.) Mi spieghi tutto con la domanda e l’offerta, ma non mi dici il perché gli uomini costituiscono questa domanda e le donne no. Non è un fatto biologico, perché come mi dimostri te, dove le donne lo possono fare liberamente lo fanno. I gigolò ci sono sempre stati, chi costituisce la domanda dei gigolò? Le donne dell’alta borghesia, anche quelle che costituiscono il turismo sessuale, provengono in gran parte dalla borghesia. Allora perché la gran parte delle donne non vanno a costituire quella domanda di sesso? Perchè la prostituzione non è sesso, ma esercizio di dominio. Il dominio gran parte delle donne lo subiscono, sono poche quelle che lo esercitano. Gli uomini al contrario tutti esercitano il dominio sulle donne e una minoranza su donne e uomini. La prostituzione, la pornografia, la pubblicità non ci spiega la domanda/offerta, ma chi detiene il dominio e chi lo subisce.
        L’uomo è un animale sociale, ma se vediamo le società umane, (escluso varie tribù di cacciatori e realtà etniche particolari) tutte le società, più o meno autoritarie o democratiche, più o meno liberali sono strutturate in maniera gerarchica, in una struttura piramidale. Modello che va da quella organizzativo dello stato, l’economia, fino alla più piccola struttura sociale che è la famiglia. Tutte strutturate in una forma piramidale di gerarchie, di comandi e di valori. Al vertice di tutte queste strutture piramidali ci sono gli uomini. Questo si chiama dominio, oppure patriarcato, in economia si chiama capitalismo. Mi dirai che dagli anni 70 nei paesi occidentali la famiglia non è più strutturata in maniera gerarchica con il nuovo diritto di famiglia, si in teoria è vero, ma almeno in italia in pratica no! Le famiglie italiane sono cambiate ma le strutture sono sempre le stesse, che favoriscono e incentivano quelle con l’uomo in carriera e la donna delegata alla casa e alla cura.
        Stessa gerarchia la troviamo nel sesso.
        Il sesso dell’uomo è costituito unicamente da “diritti” e occupa i vertici della piramide. Il sesso della donna, può essere di “servizio” cioè a soddisfare quei diritti maschili, o di “funzione” per riprodurre la specie.

  2. paolam ha detto:

    Sul fantastico mondo di Amnesty ormai c’è un “dossier” http://www.resistenzafemminista.it/tag/amnesty-international/

  3. Akira Suzuki ha detto:

    Quindi in pratica per te tutte le prostitute sono vittime

    • Io riscontro da parte tua un problema di comprensione del testo (ciò non toglie che potrei sbagliarmi). Tu cosa capisci da queste frasi: “QUASI tutta la prostituzione è una forma di sesso per la sopravvivenza? Ancora: “non tutte le donne che si prostituiscono sono vittime della tratta, ma tutte le vittime della tratta sono vendute alla prostituzione” (not all prostituted women are sex trafficking victims, but all sex trafficking victims are sold into prostitution)?

  4. Zorin ha detto:

    x Riccio
    “Questo non ti dice niente sul concetto di “libera scelta” di chi si prostituisce?”

    Certamente c’e’ una fetta di prostituzione esercitata perché’ non si hanno altri mezzi per procurarsi un reddito dignitoso, ma questo non esaurisce il fenomeno come vorresti farmi credere tu.
    C’e’ una quota significativa di prostitute “per sopravvivenza”, ma tale quota non si avvicina nemmeno di striscio alle cifre fantasiose che pubblicizzi tu, tipo il 95%.

    Al di la’ del mondo delle prostitute per sopravvivenza, esiste il mondo delle prostitute per avidità’, (donne che potrebbero trovare altri lavori ma scelgono di prostituirsi per gli alti guadagni in rapporto alla fatica) e poi ci sono quelle per vocazione e per mille altre motivazioni.

    Qui tutto sta nell’intendersi sulle cifre.

    Ma anche ammesso che tutta la prostituzione sia “di sopravvivenza”, criminalizzare il cliente toglierebbe il pane dai denti a queste donne, le priverebbe dell’unica loro fonte di entrate, le spingerebbe ancor più’ nella clandestinità’.

    Inoltre, se e’ vero come e’ vero che la domanda maschile causa una catena di eventi che portano a “favorire” la tratta e lo sfruttamento della prostituzione, e’ altrettanto vero che la domanda di droga porta a finanziare le organizzazioni criminali e causa, in ultima analisi, molta violenza anche omicida perpetrata da tali organizzazioni.
    Appunto per questo, il consumo di droga e’ reato in tanti paesi del mondo. Ma secondo te, criminalizzare tale consumo si e’ rivelata una politica efficace per contrastare i fenomeni criminali legati alla droga?

    Perché questa e’ la stessa politica che sostieni per la prostituzione.

    • “Certamente c’e’ una fetta di prostituzione esercitata perché’ non si hanno altri mezzi per procurarsi un reddito dignitoso, ma questo non esaurisce ma questo non esaurisce il fenomeno come vorresti farmi credere tu.
      C’e’ una quota significativa di prostitute “per sopravvivenza”, ma tale quota non si avvicina nemmeno di striscio alle cifre fantasiose che pubblicizzi tu, tipo il 95%.Al di la’ del mondo delle prostitute per sopravvivenza, esiste il mondo delle prostitute per avidità’, (donne che potrebbero trovare altri lavori ma scelgono di prostituirsi per gli alti guadagni in rapporto alla fatica) e poi ci sono quelle per vocazione e per mille altre motivazioni. Qui tutto sta nell’intendersi sulle cifre.”

      Ok, forniscimi le cifre. Ma tu non le hai. E sai perché? Perché non esistono.
      E lo dimostra la frase che scrivi subito dopo: “Ma anche ammesso che tutta la prostituzione sia di sopravvivenza”…
      Perché mai ammetterlo, se esitono cifre che dimostrano che tutta la prostituzione non è causata dalla mancanza di alternative?

      Quindi sai che è questo il problema, ma ti piace far finta che… ?
      Sei un cliente n°2?

      • Zorin ha detto:

        Perché’ ammetterlo? Per ipotizzare il “worst case scenario” e dimostrare che la criminalizzazione non e’ risolutiva di un bel niente, ma anzi e’ peggiorativa delle condizioni di lavoro delle prostitute.

      • Perché la regolamentazione non migliora la condizione delle prostitute: http://infosullaprostituzione.blogspot.it/2014/05/perche-la-riapertura-delle-case-chiuse_2205.html
        I risultati della scelta di criminalizzare il cliente (e non la prostituta): http://infosullaprostituzione.blogspot.it/2014/10/le-persone-prostituite-si-sentono-piu.html
        “In Svezia una commissione indipendente e presieduta dal Cancelliere della giustizia ha concluso che la legge ha avuto effetti sostanzialmente positivi su tutte le persone coinvolte (ad eccezione dei magnaccia, dei trafficanti e dei clienti). il numero delle prostitute di strada si è ridoto della metà…Lisa Green, assistente sociale di Malmö, ha confutato il mito secondo il quale le prostitute sarebbero precipitate nell’illegalità e le assistenti sociali non sarebbero più riuscite a raggiungerle. E’ accaduto esattamente il contrario, ha dichiarato Lisa Green. “Noi diciamo chiaramente alle donne che non devono essere loro, ma i clienti a provare un senso di colpa e di vergogna. E’ per questo che si fidano di noi. Inoltre continuiamo a raggiungere le donne là dove si trovano: in strada, negli hotel, in rete” (Udienza pubblica al Bundestag, marzo 2014) … Minori violenze, salari più elevati, il “mercato” svedese sembra più sicuro per le prostitute”. Miki Nagata (assistente sociale a Stoccolma) si occupa di una giovane donna che, dopo essere stata escort in Germania, esercita oggi in Svezia. “Si sente più sicura, perché sa che può recarsi dalla polizia se è vittima di un cattivo cliente. La legge riequilibra un po’ il rapporto di forza in senso favorevole a queste donne”. Le persone che vengono da noi non ci riferiscono di un peggioramento delle loro condizioni. E non mi hanno mai parlato di clienti più violenti dopo la penalizzazione. Notiamo, al contrario, che esse sentono che la legge riconosce la loro sofferenza. Per loro, questa legge riconosce che la prostituzione è una violenza che subiscono”…

    • IDA ha detto:

      Ci tengo a precisare che per vocazione non lo fa nessuna, anche quelle che hanno scelto (più o meno liberamente) lo hanno fatto per soldi. La passione nella professione è solo nella fantasia degli uomini e nelle canzoni, scritte da uomini. Comunque non è “un lavoro” facile e sono poche raggiungono un certo benessere economico. è stato costatato in Germania che oltre il 70% delle prostitute hanno sintomi da disturbo post traumatico da stress (DPTS).

      La prostituta è una droga?

      • Zorin ha detto:

        Per alcuni uomini affetti da dipendenza sessuale puo’ esserlo.

        Ma io non volevo parlare di questo. Con quel paragone, intendevo sottolineare che se si sostiene che il cliente, con il suo acquistare sesso, innesca una catena di eventi che portano alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento, allo stesso modo chi domanda droga in ultima analisi finanzia organizzazioni criminali dedite allo violenza e allo sfruttamento.

        Oppure il vostro ragionamento vale solo per chi compra sesso?

      • Zorin, acquistare sostanze stupefacenti o acquistare una prostituta ti sembra la stessa cosa?

      • IDA ha detto:

        Riccio ti ha fatto notare la differenza. Una cosa sono una sostanza chimica o vegetale, un’altra una persona. (uomo o donna che sia) Un collegamento, tra prostituzione e droga c’è, chi gestisce il mercato della droga, gestisce anche quello della prostituzione. In germania, il denaro, proveniente dallo spaccio di droga, viene riciclato nella prostituzione.

  5. Zorin ha detto:

    X IDA
    Esci dagli anni 70 e rispondi a una semplice domanda: in che modo il patriarcato impedisce alle donne single di domandare prostituzione come e più’ degli uomini?

    • Per mezzo dell’educazionen Zorin, l’educazione.

    • IDA ha detto:

      Cosa c’entrano gli anni 70 lo sai solo te, forse pensi che oggi non esistano le gerarchie?non esiste il dominio? Che erano problemi degli anni 70? Pensi che siamo in una società lineare? Io penso proprio di no, anzi ti devo dire che a confronto agli anni 70 oggi in italia c’è una grossa carenza di democrazia, la democrazia non è un problema degli anni 70.

      Andiamo alla tua domanda: Io non ho detto che il patriarcato impedisce.. ho dato una spiegazione, del perchè la donna non costituisce la domanda di sesso mercenario. Perché la donna non è abituata al dominio, ma lo subisce.
      Entriamo nel 2015, saprai che la pubblicità, manda segnali alla “ragione” e “all’inconscio”, per essere efficace deve seguire questi due binari. Quella indirizzata all’inconscio, ci sono 4 tipologie di messaggi. Ricchezza o tenore di vita, la libertà; la felicità e il sesso. Il sesso è indirizzato solo ad un pubblico maschile eterosessuale, al massimo noi donne ci dobbiamo accontentare di Banderas che parla alle galline e del biscotto inzupposo.
      Che la prostituzione è esercizio di dominio, lo dicono gli stessi clienti, delle turiste occidentali che racconti te, sarebbe interessante sapere da loro, la ragione di quello che fanno e ti accorgerai che è solo questione di dominio. Susanne Klatten Quandt, detta Lady Bmw perchè è l’azionista di maggioranza della Bmw, al tempo dei fatti, aveva un marito, un amante e in più spendeva più di 20 mila euro al mese in gigolò, poi uno dei gigolò cercò di ricattarla ed è venuto fuori la storia. (tra l’altro era Italiano, ci facciamo sempre riconoscere.) Da qualche parte c’è un’intervista di lei, in cui spiegava perchè andava con i gigolò, cercala e leggetela.
      Quindi riassumiamo, io non ho detto che impedisce, ma non forma la domanda perchè la donna non è abituata ad esercitare il dominio, e ti ripeto quello che ho detto sopra.
      Il sesso dell’uomo è costituito unicamente da “diritti” e occupa i vertici della piramide. Il sesso della donna, può essere di “servizio” cioè a soddisfare quei diritti maschili, o di “funzione” per riprodurre la specie.

      • Zorin ha detto:

        Dominio? Anche qui, può’ essere una motivazione per una parte dei clienti, non per tutti.

        DI motivazioni che possono spingere un uomo ad andare con una prostituta, escluso il dominio, ce ne sono a volontà: scaricare la tensione sessuale immediatamente e senza complicazioni, fare sesso con donne molto di più’ belle e/o giovani di quelle che verrebbero con te “a gratis”, avere la possibilità’ di poter scegliere con quale donna fare sesso all’interno di un ventaglio di scelta, cosa che non capita casi mai nei rapporti “free”, avere la possibilità’ di richiedere prestazioni particolari o inusuali, che le donne con cui hai rapporti “free” non sono disposte a concederti, passare semplicemente una serata divertente con gli amici.

        Ovviamente ora tu mi dirai che non e’ vero, che tu in quanto donna conosci meglio di me perché’ io da uomo possa essere spinto ad andare con una prostituta, e non ti rendi neanche conto di quanto assurda sia la tua pretesa di spiegare a me le motivazioni profonde della mia sessualità’.

      • https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/04/18/gli-uomini-che-comprano-sesso-le-loro-parole/
        “Andare con una prostituta è come bere una tazza di caffè – una volta che hai finito, il contenitore lo butti.”
        “Mi trovo meglio quando le tratto peggio.”
        “Alcune delle ragazze sono molto belle, ma la maggior parte sono solo buchi da scopare.”
        “Non voglio che a loro piaccia. Io pago e il suo lavoro è dare piacere a me. Se lei gode mi sento truffato.”
        “Credo che la cosa più importante sia il controllo. Quando sei con una prostituta hai il controllo di ciò che accade. Si arriva ad avere il controllo su tutto ciò che si fa, quando, come, in che ordine, e questo mi piace.”

        Questo come lo chiami tu? Io lo chiamo desiderio di dominio…
        Poi, Zorin, quello che fai tu e perché lo fai non ci dice nulla sul fenomeno.

      • IDA ha detto:

        Allora io ti ho dato una mia lettura, che è parziale, però non conosco la tua opinione, Secondo te, perchè le donne non costituiscono la domanda del sesso mercenario in maniera significativa come quella maschile?
        Una mia coetanea, alcuni anni fa, spese i suoi soldi, frutto del suo lavoro, con un gigolò, è finita sul giornale. Si è separata e ha dovuto cambiare città perchè qui non ci faceva più vita. Perchè questo differente giudizio? perchè se il marito ha chiesto la separazione, tutti dicono che ha fatto bene, e se una donna chiede la separazione perchè il marito è andato con una prostituta, tutti minimizzano ed è lei che è esagerata? Perchè questa diversità di giudizio?

      • IDA ha detto:

        Per esempio, quando dici: “passare semplicemente una serata divertente con gli amici.” questo secondo te cos’è? Per me è “sessualità di servizio”, te come la chiami?

    • IDA ha detto:

      Poi perchè donne single? La maggioranza di quelli che costituiscono la domanda della prostituzione sia uomini e donne sono sposati/e, è bene sapere anche queste cose.

  6. kenshiro ha detto:

    qualcuno dovrebbe spiegare a Ida il ruolo del testosterone nel determinare il desiderio sessuale. se Ida ha a disposizione anche una sola ricerca che esclude ogni correlazione tra testosterone e sessualità allora dovrebbe indicarmela perché finora non mi risulta ne esista manco una.

    • http://www.focus.it/ambiente/e-vero-che-le-donne-hanno-meno-desiderio-degli-uomini
      È vero che le donne hanno meno desiderio sessuale degli uomini?
      No, non è vero.

    • IDA ha detto:

      E ti pareva che arrivava il testosterone. Io se fossi il testosterone, inizierei a chiedere i danni. Siete tutti assolti perchè avete il testosterone, ma non è così. Non solo il testosterone, ma tutti i neurotrasmettitori sono stimoli al sesso. l testosterone, con l’età cala di circa il 2% l’hanno, ma non il desiderio, come mai? Poi devi sapere che il testosterone ce l’hanno anche le donne, ma non lo usiamo come giustificazione. Il testosterone è prodotto dalla corteccia surrenale, testicoli, e ovaie. Le ovaie fino al XVIII erano chiamate “testicoli femminili” e tante leggende circolavano sopra.
      Un effetto positivo ce l’ha, gli uomini sono meno soggetti al diabete, e sembra che questo sia dovuto al testosterone. Il testosterone non solo stimola il desiderio, ma anche l’aggressione, quindi gli uomini sono più aggressivi e violenti perchè hanno il testosterone? Questo non lo dite mai, perchè in questo caso la scienza vi condanna.
      Basterebbe fare un censimento dei dati di testosterone e curare chi c’è l’ha troppo alto, perchè è un potenziale assassino, stupratore o altro.
      Ma la realtà è diversa, non è questa, in una ricerca americana, hanno rilevato il testosterone ad autori di violenze a sfondo sessuale. Strano ma il risultato è stato che gli autori di queste violenze a sfondo sessuale, hanno una quantità di testosterone uguale o inferiore, alla media, degli uomini della loro età. Nessuno superiore alla media.
      Il testosterone favorisce l’erezione, ma al momento dell’erezione raggiunta, con il coso, quello che ci fai, non è colpa del testosterone.

    • IDA ha detto:

      Dimenticavo, anche quelli che hanno una dipendenza dal sesso, un rapporto compulsivo con il sesso, non hanno più testosterone dei loro coetanei. La dipendenza dalla pornografia è dovuta alla dopamina, che è sempre un neurotrasmettitore.

  7. kenshiro ha detto:

    intensità dell’orgasmo e frequenza/reattività del desiderio sono due cose diverse.

    • Ci piacerebbe ci fornissi un po’ di documentazione a supporto delle tue teorie.

      • ken ha detto:

        toh, un po’ di cose da leggere con una semplice ricerca su Google. è in inglese ma si capisce: https://www.google.it/?gws_rd=ssl#q=arousal+testosterone+levels
        Ida, il testosterone esiste, le cose dite voi sul favoleggiato lavaggio del cervello subito dagli uomini che hanno l’ardire di provare desiderio erotico di fronte all’immagine di un corpo femminile sono come l’araba fenice, che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa. ma in questo siete in buona compagnia con la Chiesa.

      • Scusa, ma nessuno qui ha sostenuto l’inesistenza del testosterone. E’ stato obiettato che non giustifica i comportamenti gli vengono attribuiti. E’ diverso.

    • IDA ha detto:

      Ora le cose sono due, o non leggi quello che ti scrivono o non capisci quello che leggi. Dove nego l’esistenza del testosterone? Il testosterone non è una prerogativa maschile, gli uomini ne producono solo di più, lo sai che il testosterone è legato alla massa muscolare e una donna che fa molta attività fisica ha più testosterone di una sedentaria? Il testosterone regola il desiderio sessuale sia negli uomini che nelle donne.
      L’unica differenza che noi non lo usiamo come giustificazione!
      Avere più testosterone non vuol dire avere più desiderio!
      Ma qui si stava parlando di prostituzione e di domanda di prostituzione.
      Hai una dimostrazione scientifica che la maggio domanda di sesso mercenario da parte degli uomini sia dovuta al testosterone?

      “le cose dite voi sul favoleggiato lavaggio del cervello subito dagli uomini che hanno l’ardire di provare desiderio erotico di fronte all’immagine di un corpo femminile sono come l’araba fenice…” ??? Ma di cosa stai parlando?

  8. Veronica ha detto:

    Io non vedo il problema, se e’ vero come dite nei commenti sopra che c’e pieno di persone che si prostituiscono di loro libera iniziativa, senza coercizione o spinte dalla povertà, continuate ad andare da loro a comprar sesso e nessun vi dirà niente. Da persone civili dovreste essere a favore di liberare “quella percentuale irrisoria” che e’ vittima ed e’ costretta. O sarà mica che ritenete in realta quella percentuale non sia cosi piccola e irrisoria e avete paura che vi venga tolta materia prima a buon prezzo e disposta a sottostare a qualsiasi richiesta? Perche magari le prostitute che possono veramente scegliere non si danno per pochi euro ne sono disposte a farsi far da voi quello che volete, anzi magari proprio perche possono scegliere vi rifiutano del tutto?

    • Zorin ha detto:

      Veramente in questo e altri articoli del blog si sostiene il modello svedese, cioe’ la criminalizzazione del cliente. In un tale modello, nessun uomo e’ piu’ libero di esprimere la sua naturale pulsione sessuale con le prostitute

      • Che cosa c’è di “naturale” nell’industria del sesso? A meno che qualche studio scientifico non dimostri che il maschio della specie umana, per raggiungere l’orgasmo, ha bisogno di ( o è facilitato dal) consultare un tariffario prima di cimentarsi in un qualsivoglia rapporto, non vedo proprio di quale “naturale pulsione” si senta deprivato il maschio al quale si chiede di prendere coscienza del suo grado di corresponsabilità nel traffico di esseri umani.

        Comunque abbiamo fatto un passo avanti: mi sembra che parlando di “uomini che hanno bisogno” tu riconosca che il fenomeno necessiti di una prospettiva di genere.

  9. Nato Invisibile ha detto:

    mi sono piaciuti i commenti a questo post.. pensate, domenica parlavo con una bambina di 5 anni, molto bellina e compita e dolcissima. ha un fratellino di un anno e mentre lo coccolava le ho chiesto cosa volesse fare da grande: la prostituta mi ha detto con fierezza, perché sentiva di poter esprimere appieno se stessa e il proprio talento. Con orgoglio ha aggiunto sua madre che, grazie al suo impegno da prostituta, avrebbe senza dubbio reso il mondo un posto migliore, dando estremo conforto a centinaia di migliaia di uomini. i suoi genitori erano infatti fieri della sua scelta e il prossimo anno la iscriveranno alla scuola delle gheishe, così potrà scegliere in quale delle arti legate al sesso potrà esprimere meglio il suo talento. Diceva suo padre, con gli occhi lucidi: sono felice che mia figlia abbia scelto di seguire le proprie ambizioni, e se anche il fratellino vorrà seguire le sue orme, abbandonerò il mio impiego per aprire una ditta di commercio del sesso. prostituirsi è un diritto ed una libera scelta, è ora che la Legge smetta di declassare questo diritto ad un reato penale. Ci voglioni i contributi, l’assistenza sanitaria, la pensione! Un sindacato!
    Sono rimasta proprio colpita da questa allegra famigliola. Se rinasco, vorrei poter scegliere di evitare la scuola dell’obbligo, e dedicarmi alle arti della seduzione sin dall’infanzia. Perché perdere del tempo prezioso e non impiegare gli anni migliori? anch’io voglio fare la prostituta, così da poter esprimere me stessa e dispensare felicità nel mondo attraverso la vendita del mio corpo.

    Grazie, Amnesty!

  10. Zorin ha detto:

    x IDA
    “Secondo te, perchè le donne non costituiscono la domanda del sesso mercenario in maniera significativa come quella maschile?”
    Secondo me, per due motivi.

    Primo, il desiderio sessuale maschile, almeno fino ai 30-35, e’ regolare e intenso piu’ che nelle donne, il cui desiderio, come e’ scritto pure nell’articolo di Focus linkato, e’ intenso solo in brevi periodi del ciclo mestruale. Disconoscere questo dato vuol dire vivere nel mondo delle favole.

    Secondo, il desiderio femminile e’ di piu’ difficile “innesco”, una donna ha bisogno di sentirsi desiderata, deve vedere e sentire il desiderio nel proprio uomo, cosa che un gigolo’ puo’ pure simulare pero’ lo fa per soldi per cui il suo desiderio non e’ autentico, e questo per molte donne e’ inaccettabile. Inoltre e’ nella natura femminile quella di provare piacere nell’essere dominate dal maschio a letto, cosa difficile da realizzarsi con una persona che, in quanto pagata da te, e’ ai tuoi ordini

    In ultima analisi, il sesso mercenario e’ un tipo di sessualità’ che risponde molto di più’ ai gusti maschili che ai gusti femminili, e’ inutile girarci intorno.

    • “Primo, il desiderio sessuale maschile, almeno fino ai 30-35, e’ regolare e intenso piu’ che nelle donne”: qui manca la fonte.
      “Secondo, il desiderio femminile e’ di piu’ difficile “innesco”: anche qui nessuna fonte. Innesco? Cos’è, una bomba?
      “il sesso mercenario e’ un tipo di sessualità’ che risponde molto di più’ ai gusti maschili che ai gusti femminili”: fonti, fonti, fonti!

    • Vale ha detto:

      “Inoltre e’ nella natura femminile quella di provare piacere nell’essere dominate dal maschio a letto,”
      Ma col picchio!
      E senza neppure scomodare le domine di sadomaso memoria e i loro partner sessuali, che si divertono a farsi sottomettere pesantemente, questa è una grandissima cavolata.
      E se non credi a me, dimostrami che sbaglio. Voglio conoscere il gene che deve rientrare nel secondo cromosoma X responsabile di questa cosa insita della natura femminile.
      Roba da matti! Adoro quando il primo che passa viene a dirmi cosa mi piace a livello sentimentale/sessuale… [Era sarcasmo, in caso Zorin non capisse]

    • IDA ha detto:

      Primo, che le donne siano soggette a maggior squilibrio ormonale si sa, che ci sia dei cali di desiderio ci stà, ma questo non giustifica la non costituzione di una domanda femminile del sesso mercenario. Mica tutte le donne hanno il ciclo mestruale lo stesso giorno? Da notare che il 43% dei clienti ha tra i 40 e 55 anni, che corrisponde ad un periodo di calo ormonale per gli uomini. Il 20%ha più di 56 anni. Quindi il 63% dei clienti è costituito da uomini in calo ormonale e in maggioranza sposati.
      Prima ipotesi non suffragata dai fatti.
      Sull’innesco e sentirsi desiderata sono opinioni largamente condivise ma non corrispondenti alla realtà. in pratica luoghi comuni. che hanno a che fare molto con l’educazione e la cultura. Sopratutto il sentirsi desiderata, la donna non ha mai potuto desiderare, quindi le rimaneva solo l’essere desiderata. Come fa il “dominio” a controllare e impedire il desideri della donna? Semplice, basta una parola o uno dei suoi sinonimi, “puttana”. Chi ha il dominio, ha il potere delle parole, non esiste un termine corrispondente per il maschile.
      ” Inoltre e’ nella natura femminile quella di provare piacere nell’essere dominate dal maschio a letto,” Natura femminile o condizione femminile quelle di essere “sbattute”? Si potrebbe dire che la struttura morfologica degli organi sessuali facilitano la passività nella donna e l’attività nell’uomo, ma non ci dice nulla sul maggior piacere. La natura si ferma sulla struttura morfologica degli organi sessuali, poi c’è molta cultura, dal riposo del guerriero ad Andromaca ed Ettore. Può piacere ad una donna essere sbattuta? Anche, come può piacere ad un uomo. Quindi anche qui, non si capisce perché la donna non va a costituire la domanda, tanto più se il piacere stà nell’essere “sbattuta”, i professionisti sono più capaci dell’amatoriali.
      Appunto il sesso mercenario corrisponde di più ai gusti maschili, perché è un’invenzione dell’uomo che risponde hai bisogni e desideri del maschio, perché la sessualità del maschio è fatta di bisogni che diventano diritti, quella femminile, “di servizio”, atta a soddisfare i bisogni maschili, ma tutto questo con la natura maschile o femminile hanno poco a che fare.
      NB: Con sessualità, non si intende il sesso, (biologia) ma tutti gli aspetti, psicologici sociali e culturali del comportamento sessuale.

    • Valeria ha detto:

      Zorin, non ci conosciamo e non sarebbe fine raccontarti nei dettagli ciò che pensavo e desideravo a vent’anni, la frequenza dei miei rapporti sessuali o, in mancanza, delle attività di autoerotismo. E nemmeno lo stato di frustrazione e disagio che ha caratterizzato sempre per me i momenti lunghi di astinenza.
      Ti dico solo, in tutta sincerità, che la tua idea della sessualità femminile sembra tratta da un cartone animato della Disney.

  11. Ex-it ha detto:

    Tralasciando di commentare riguardo all’elevatissima autoreferenzialità delle fonti ed alla poca autorevolezza delle medesime (“Focus”, “Resistenza Femminista”, articoletti tratti da giornaletti di provincia etc.) – ed autocitarsi e riportare fonti poco attendibili é altamente deleterio quando si deve sostenere una tesi – invito caldamente a leggere il resoconto finale dell’OMS in merito (ripeto: l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità), favorevole alla decriminalizzazione:

    http://www.who.int/hiv/pub/guidelines/keypopulations/en/

    Invito altresì a dare un’occhiata a cosa ne pensa lo HRW (Human Rights Watch), la seconda organizzazione mondiale che si occupa di diritti umani:

    http://www.nswp.org/news-story/human-rights-watch-supports-push-decriminalising-voluntary-sex-work-adults

    Altresì prego di notare che la proposta di Amnesty é appoggiata anche dall’ICRSE (International Commette on the Rights of Sex Workers in Europe), l’organo principale che rappresenta buona parte dei sex workers europei. E’ chiaro che ci sarà sempre chi dissente e che non é possibile accontentare tutt*, ma di queste cosette ufficiali, invece di dar retta a Focus ad alla notizia del muratore che picchia la moglie, bisognerebbe tenerne conto:

    http://www.sexworkeurope.org/news/general-news/icrse-1100-organisations-and-individuals-ask-amnesty-international-support

    Altra cosa, la posizione di Amnesty é sostenuta anche dalla “Global Alliance Against Traffic in Women” (GAATW), e direi che un pochino loro se ne intendono, di traffici di esseri umani e di sfruttamento delle donne:

    http://www.gaatw.org/advocacy/Bill_C-36-GAATW_brief.pdf

    Ora, poiché non so quanti di voi abbiano REALMENTE letto (e capito) il testo della proposta (http://www.swop.org.au/sites/default/files/Amnesty%20Draft%20Policy%20Sex%20Work%202015.pdf), vi riporto un estratto da un ottimo articolo che fa il riassunto della posizione di Amnesty (https://abbattoimuri.wordpress.com/2015/08/06/amnesty-deve-continuare-a-sostenere-la-decriminalizzazione-del-lavoro-sessuale/):

    “Ciò che dovrebbe importare alla dirigenza e ai membri di Amnesty sono le forti, crescenti e innegabili prove raccolte da accademici e organizzazioni internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Salute, l’Osservatorio sui Diritti Umani e la Global Alliance Against Traffic in Women che dicono di come criminalizzare ogni aspetto del sex work rende maggiormente vulnerabili i/le sex worker alla violenza (sessuale o di altro tipo), alla riabilitazione forzata, agli arresti, alle deportazioni e al contagio da HIV.
    E ancora di più dovrebbe avere importanza la voce stessa dei/delle sex worker, che da ogni angolo del pianeta si stanno organizzando – spesso in condizioni di enorme difficoltà – per reclamare i propri diritti e per cambiare le leggi e le politiche che li/le danneggiano.
    Organizzazioni guidate da sex worker esistono nella maggioranza dei paesi del mondo e la loro azione raggiunge decine di migliaia di individui nei paesi in via di sviluppo e di economie emergenti, quali India e Argentina. Queste organizzazioni sostengono con forza la decriminalizzazione.
    Quando la proposta di Amnesty si sofferma sull’esperienza dei/delle sex worker nei paesi sviluppati, fa esplicitamente riferimento ai/alle sex worker marginalizzat* (spesso migranti da paesi in via di sviluppo), che sono più a rischio di violenza e abusi di polizia.
    La figura del/della sex worker altamente privilegiata continua ad essere utilizzata quale spauracchio da chi si oppone alla decriminalizzazione. Gli opinionisti continuano a tormentarsi interrogandosi se i/le sex worker “scelgono” il loro lavoro o se sono “forzat*”, oscurando il semplice fatto che le persone continuano ad esercitare anche in circostanze di estrema difficoltà.
    La proposta di Amnesty riconosce esplicitamente “i fattori sistemici e le circostanze di ordine personale legate alla povertà, alla discriminazione e alle diseguaglianze di genere” che possono condurre al sex work e auspica “opportunità di impiego ed educazione per gruppi ed individui marginalizzati”. La decriminalizzazione è intesa proprio a sostegno di coloro che non beneficiano di altre opportunità e che continueranno ad esercitare il sex work nonostante i rischi.
    Ciò che è pericolosamente assente nelle discussioni tra gli opposti schieramenti è che la criminalizzazione in sé rafforza lo stigma sociale e le condizioni che mettono gli individui a rischio. Sex workers allo stesso modo che uomini che fanno sesso con altri uomini, persone trans, persone che fanno uso di droghe e migranti – differenti identità che spesso si sovrappongono – vengono resi maggiormente vulnerabili dall’essere criminalizzati. Gli scenari repressivi obbligano i/le sex workers ad agire nell’ombra o in aree isolate dove divengono più vulnerabili a stupri e omicidi. Ancor peggio, lo stigma significa che molte persone guarderanno ai/alle sex worker come “meritevoli” di abusi. Cambiare i valori culturali e la norma sociale per cui i/le sex worker non vengano stigmatizzat* potrà occupare decenni o secoli – ma la decriminalizzazione può essere acquisita in questa epoca.”

    Per chiudere desidererei citare un eccellente articolo, il quale in poche righe riassume alla perfezione una cosa che tutti avete dimenticato di nominare e che é stata data per scontata: il fatto che chi vuole decriminalizzare la prostituzione NON E’ AFFATTO a favore dei papponi, delle violenze, dello schiavismo e via discorrendo. Le due cose possono benissimo andare a braccetto, non é che si escludono a vicenda, ma anzi direi che, a maggior ragione, DEVONO COESISTERE:

    “Chiariamo un malinteso. Non occorre amare la prostituzione per volerla legalizzare. Coloro che sostengono la legalizzazione, compresi stati come la Germania, l’Olanda, la Svizzera, l’Australia e la Nuova Zelanda, non sono promotori della prostituzione, mentre altri sarebbero anti-prostituzione. (…) Proprio come coloro che sostengono la criminalizzazione del lavoro sessuale – individui, associazioni, ma anche stati come la Svezia, la Thailandia, gli Stati Uniti, la Cina, la Russia – anche coloro che sostengono la legalizzazione vogliono proteggere le donne, i ragazzi e le persone trans dallo sfruttamento, la violenza, gli stupri, gli omicidi, e promuovere l’uguaglianza.”

    Se volete un consiglio, l’articolo leggetelo tutto. Magari potrebbe aiutarvi a considerare le cose da un punto di vista diverso.

    https://abbattoimuri.wordpress.com/2014/03/22/legalizzare-la-prostituzione-e-necessario-lo-chiedono-ile-sex-workers/

    • Questo post è la traduzione di un articolo pubblicato su “The Guardian”. Quando parli di “giornaletti di provincia” è a “The Guardian” che fai riferimento?
      Parliamo delle tue fonti attendibili.
      Il primo documento, quello che definisci il “resoconto dell’OMS”, non mi pare tratti di prostituzione, perché sono “guidelines document on HIV prevention, diagnosis, treatment and care for key populations”: l’argomento trattato la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e la cura dell’HIV.
      Argomento importantissimo, e sappiamo che la prostituzione è veicolo di malattie sessualmente trasmissibili, ma il nesso con la proposta di Amnesty qual è?

      Veniamo a Human Rights Watch, che scrive:
      “Criminalisation of sex work can cause or worsen a host of ancillary human rights violations…”: Human Right Watch si esprime quindi contro la “criminalizzazione” delle prostitute.
      In risposta a questa posizione ti cito nuovamente quello che scrive Jessica Neuwirth in questo articolo, ricordandoti che la Neuwirth è una avvocata che a livello internazionale si occupa di tutela dei diritti umani, che ha lavorato come consulente politico per Amnesty International USA nel 1980 e successivamente ha co-fondato Equality Now (http://www.equalitynow.org/about-us) e Donor Direct Action:
      “La Svezia ha fatto una distinzione giuridica tra chi finisce nell’industria del sesso a causa di povertà e discriminazione e quelli che comprano il sesso per esercitare i loro potere e i loro privilegi. Il suo modello criminalizza solo l’acquisto di sesso e offre servizi di supporto a chi viene comprato. Questo metodo femminista progressista si propone di depenalizzare la prostituzione senza legittimare gli uomini che se ne servono.”
      C’è una differenza sostanziale fra “criminalizzare” la prostituzione e decriminalizzare e legittimare lo sfruttamento della stessa. Nel primo caso ad essere perseguita è la donna che esercita la prostituzione, nel secondo caso ad essere criminalizzati sono magnaccia e clienti.
      Siamo tutti d’accordo, quindi, che una questione fondamentale è la decriminalizzazione della persona che si prostituisce, che non va in alcun modo perseguita.

      Riguardo ai risultati ottenuti dai paesi che hanno optato per regolamentazione dello sfruttamento della prostituzione, come la Germania, non è un mistero che ad oggi possono definirsi un fallimento rispetto al problema della tratta di esseri umani:
      «Molti funzionari di polizia, le organizzazioni femminili, i politici che si occupano del problema sono oggi convinti – ha scritto il settimanale di Amburgo – che la legge tedesca sia stata nei fatti poco più che una sorta di sussidio per gli sfruttatori e abbia reso il mercato più attraente per i trafficanti di esseri umani».
      http://27esimaora.corriere.it/articolo/lindustria-tedesca-dei-bordelli-legaliun-business-da-145-miliardi-di-euro/
      L’obiettivo della legge: difendere le prostitute dallo sfruttamento, dare loro tutela legale e “metterle in regola”, con i conseguenti diritti e doveri, tra cui il dovere di pagare le tasse.
      Il risultato: bordelli legali e a tariffe forfettarie e tutto compreso, donne che lavorano in condizioni economiche sempre più svantaggiate, impiegate a ritmi estenuanti e costrette a ogni tipo di prestazione sessuale, traffico di esseri umani in aumento, grande affluenza di donne dall’estero, soprattutto dall’Est europeo, mentre, nonostante tutto, la prostituzione di strada è sempre presente.
      http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/germania-prostitute-inferno-nei-bordelli-1601367/
      Posso anche citare il mio blog (visto che si cita Abbatto i muri), specificando che si tratta di una traduzione da NewStatesman:
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/03/02/se-pensate-che-la-legalizzazione-rendera-sicura-la-prostituzione-guardate-cosa-accade-nei-mega-bordelli-tedeschi/

      Parlando invece di persone giuridiche che rappresentano le sopravvissute alla prostituzione e sono contro la proprosta di Amnesty International possiamo citare, oltre a “Equality Now”, “SPACE International” (Survivors of Prostitution-Abuse Calling for Enlightenment), STSU (Sex Trafficking Survivors United), la Action Against Violence and Exploitation (ACTIVE) delle Filippine, la Lucha por la Identidad Travesti y Transexual (ALITT) dell’Argentina, EVE (formerly Exploited Voices now Educating) del Canada, il Collectif Resources Prostitution francese, e tutte le altre che si possono trovare in calce a questa petizione: https://www.change.org/p/amnesty-international-vote-no-to-decriminalizing-pimps-brothel-owners-and-buyers-of-sex

      Ti faccio inoltre notare che dell’International Committee on the Rights of Sex Workers in Europe – (ICSRE) è membro e attivista anche Douglas Fox (http://www.theguardian.com/profile/douglas-fox), il quale ama definirsi “independent male sex worker”, ma di fatto, insieme a John Dockerty, “run one of the biggest escort agencies in the north east [of England]”.http://tvfinternational.com/programme/20/the-escort-agency?trailer=1&

      Tecnicamente non è un “sex worker”, ma un magnaccia.

      E’ ora di cominciare a chiedersi seriamente chi e perché si stia arrogando il diritto di rappresentare le “sex-workers” spingendo per la decriminalizzazione dello sfruttamento.
      Quanta credibilità avrebbe un proprietario terriero che dichiara di rappresentare i “diritti” dei braccianti agricoli?
      http://www.massimolizzi.it/2013/04/26/sfruttatori-che-si-spacciano-per-sex-workers/
      http://www.massimolizzi.it/2014/02/26/chi-rappresenta-linternational-union-of-sex-workers/

      Ti faccio un altro esempio (le “fonti attendibili” le trovi seguendo i link all’interno del post):
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/04/20/turn-on-the-light/
      A lanciare la campagna “Tun off the blue light” a favore della regolamentazione della prostituzione – si è scoperto – sono stati soggetti condannati per sfruttamento della prostituzione che hanno legami con trafficanti di esseri umani.
      Posso credere all’impegno civile di persone coinvolte nel traffico di esseri umani che lanciano una campagna in difesa dei diritti delle donne?

      • A proposito dell’OMS, ritengo tu faccia riferimento a questa parte del documento: http://www.who.int/hiv/pub/guidelines/briefs__sw_2014.pdf?ua=1
        Documento nel quale leggo a pag. 8:
        “Limited access to education – whether due to gender inequality, poverty, or discrimination
        and bullying – is associated with involvement in selling sex.”
        La prostituzione è associata ad un basso livello di scolarizzazione, alla diseguaglianza di genere, alla povertà, alla disciminazione e al bullismo.
        Pag. 12:
        “Abandonment by families and a history of suffering violence or abuse are common characteristics of young people who live on the streets.
        Homeless young people, especially those under 18 years of age, are vulnerable to coercion and manipulation. Some homeless young people sell sex to support themselves by buying food, shelter, clothes, transport, alcohol or drugs.”
        L’abbandono da parte delle famiglie, una storia di violenze e abusi sono comuni fra i giovani che vivono per strada. I giovani senza fissa dimora, soprattutto quelli minorenni, sono vulnerabili alla coercizione e alla manipolazione. Alcuni si prostituiscono per procurarsi il cibo, un riparo, vestiti, un mezzo di trasporto, alcol o droga.
        Pag.15:
        “Because of the lack of job opportunities, we could not make any living besides selling sex
        in order to support our families.” Young person, Cambodia
        Qui è citata una testimonianza: “A causa della mancanza di opportunità di lavoro, non possiamo fare altro che prostituirci per aiutare le nostre famiglie.
        A pag.17 il documento si esprime contro la criminalizzazione e quindi la detenzione delle persone che si prostituiscono, lamentando la mancanza di una politica di prevenzione: “Under the CRC and ILO Convention No. 182,86 governments have a legal obligation to protect those under 18 years of age who sell sex that goes beyond public-health concerns. However, the CRC is not always implemented through policies and programmes in a way that prevents exploitation.”

        Si parla di “prevenire” lo sfruttamento, non di “regolamentare” lo sfruttamento.

        A scorrere velocemente il documento, a me sembra che si parli prevalentemente di harm-minimisation (riduzione del danno), ovvero di strumenti atti a garantire la salute delle persone che si prostituiscono: contraccezione gratuita, assistenza in caso di dipendenza da droga e alcol, un accesso all’aborto legale e sicuro o servizi in grado di fornire consulenza, alloggio, lavanderie, rifugi, siringhe ecc.
        Nessuna femminista si è mai espressa contro simili servizi, nemmeno quelle che stanno scrivendo contro la proposta di Amnesty.
        Questi servizi sono tristemente vitali finché la prostituzione continua ad esistere; ma, oltre a porsi come obiettivo la riduzione del danno, le femministe debbono continuare a porsi un obiettivo ulteriore: la fine dello sfruttamento di soggetti che a causa di povertà, mancanza di opportunità, un vissuto segnato da violenza e abusi sono precipitati nell’incubo della prostituzione.
        La riduzione del danno non è incompatibile con la presa di coscienza che la prostituzione non può essere considerata un’opportunità.
        Non può essere considerata un’opportunità perché – anche quando le le persone sono protette da AIDS e altre malattie, o dalle violenze perpetrate dalle forze dell’ordine – sono comunque danneggiate dall’esercizio della stessa, che ha conseguenze serie e a lungo termine sulla loro salute: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/02/03/scienziati-per-un-mondo-senza-prostituzione/ (il link al documento originale è all’interno del post).

        Ma è questo il documento cui facevi riferimento? Dove si cita la proposta di Amnesty?

      • Ex-it ha detto:

        Vista la gran mole di argomenti, ti rispondo brevemente, dato che voglio evitare un singolo pippone infinito:

        1) no, a “QuiCosenza.it”:

        http://www.quicosenza.it/news/provincia-cosenza/46019-picchia-la-moglie-perche-non-gli-ha-fatto-trovare-la-cena-pronta-arrestato-un-muratore-a-scalea

        Ma in generale anche a tutti agli altri articoli attraverso i quali parlando di singoli casi che pretendi di poter generalizzare. Le statistiche non si fanno così, te l’assicuro;

        2) hai fatto la lista delle organizzazioni e delle persone che sono contro la proposta, ma come hai potuto vedere anche tu sopra ce ne sono altrettante che sono favorevolissime, e sono certamente molto influenti (OMS, HRW etc). Elencare tutte le dichiarazioni e fare a chi ha più link ed é più noioso davvero non ha senso. Solo capendo il senso delle proposte si può comprenderne la portata;

        3) come hai detto tu stesso molto spesso l’HIV é collegata alla prostituzione; infatti l’OMS parla proprio di questo, collegandosi però anche al sex work. L’OMS non farà mai uno studio sulla prostituzione, visto che non é un argomento di sua competenza, anche se comunque direi che in qualche modo lo fa parlando di problematiche mediche a questa collegata.
        L’articolo che tu hai citato pedissequamente purtroppo non é quello (ma comunque dice più o meno le stesso cose). Te l’ho linkato in quel modo perché per leggerlo integralmente ANDREBBE COMPRATO, come si usa fare per leggere alcune tipologie di ricerche. Tu sai poco di ricerca scientifica, ma ci sono alcuni articoli a libero accesso ed altri no, ed evidentemente questo é uno di quelli a pagamento.
        Ci sono però altre persone che evidentemente l’hanno comprato (o se fai parte di una associazione di un certo tipo credo tu possa averlo di diritto), ed ecco un passaggio principale:

        “Supporting the health and well-being of key populations whose sexual behaviours, drug use, gender expression or perceived sexual orientation are currently criminalized may require changing legislation and adopting new policies and protective laws in accordance with international human rights standards. Without protective policies and decriminalization of the behaviour of key populations, barriers to essential health services will remain; many people from key populations may fear that seeking health care will expose them to adverse legal consequences.”

        Nello specifico – e queste di solito sono le conclusioni agli articoli scientifici – l’OMS propone:

        “Countries should work toward developing policies and laws that decriminalize same-sex behaviours.
        Countries should work toward developing policies and laws that decriminalize injection and other use of drugs and, thereby, reduce incarceration. Countries should work toward developing policies and laws that decriminalize the use of clean needles and syringes (and that permit NSPs) and that legalize OST for people who are opioid-dependent. Countries should ban compulsory treatment for people who use and/or inject drugs.
        Countries should work toward decriminalization of sex work and elimination of the unjust application of non-criminal laws and regulations against sex workers. The police practice of using possession of condoms as evidence of sex work and grounds for arrest should be eliminated.
        Countries should work toward developing policies and laws that decriminalize same-sex behaviours and nonconforming gender identities. Countries should work towards legal recognition for transgender people.
        Countries are encouraged to examine their current consent policies and consider revising them to reduce age-related barriers to HIV services and to empower providers to act in the best interest of the adolescent. It is recommended that sexual and reproductive health services, including contraceptive information and services, be provided for adolescents without mandatory parental and guardian authorization/notification.”

        Fonte: http://io9.com/the-world-health-organization-wants-to-decriminalize-se-1607894662

        L’OMS é quindi FAVOREVOLE ALLA DECRIMINALIZZAZIONE sotto tutti i punti di vista. Certo, parte dall’HIV e dai rischi correlati alla prostituzione, ma non é questo il punto, o almeno lo é solo marginalmente: come hai scritto tu “si parla di “prevenire” lo sfruttamento, non di “regolamentare” lo sfruttamento”, ma l’unico modo per farlo non é certamente criminalizzandolo, bensì applicando delle politiche di tutela. Chiamala “prevenzione primaria”, chiamala “tutela”, fatto sta che l’OMS é contrario al fatto che esistano leggi che criminalizzano la prostituzione, e di fatto laddove ci sono vorrebbe non ci fossero. Questa a casa mia si chiama “decriminalizzazione”;

        4) utilizzare una frase troncata come “Criminalisation of sex work can cause or worsen a host of ancillary human rights violations…” e giungere alla conclusione che lo HRW sia contraria é TOTALMENTE FUORVIANTE, anche perché é stata privata della parte conclusiva. Infatti la frase completa é questa:

        “Criminalisation of sex work can cause or worsen a host of ancillary human rights violations, including exposure to violence from private actors, police abuse, discriminatory law enforcement and vulnerability to blackmail, control, and abuse by criminals. According to HRW, these severe and common consequences, and the strong personal interest that people have in making their own bodies, mean it is unreasonable and disproportionate for the state to use criminal punishment to discourage sex work.”

        Fonte: http://www.nswp.org/news-story/human-rights-watch-supports-push-decriminalising-voluntary-sex-work-adults

        Occhio a come si cita!! Ripeto, lo Human Rights Watch E’ A FAVORE!!

        Comunque se vuoi approfondire come la pensa, ecco uno stupendo articolo dove spiega molto ampiamente il suo punto di vista. Così evitiamo frasi tronche o decontestualizzate, la morte dell’attendibilità:

        https://www.hrw.org/report/2012/07/19/sex-workers-risk/condoms-evidence-prostitution-four-us-cities

        5) “Siamo tutti d’accordo, quindi, che una questione fondamentale è la decriminalizzazione della persona che si prostituisce, che non va in alcun modo perseguita.”
        Certo, l’avevo già detto alla fine del mio intervento precedente! E’ scontato! Ma… ehi!! Quindi alla fine sei pure tu a favore delle decriminalizzazione?? 😀

        6) fammi capire, quindi perché un sistema non funziona dobbiamo continuare ad isolare le prostitute ed a criminalizzare la prostituzione, anziché migliorare il sistema stesso? I problemi derivati dalla prostituzione ci sono comunque! Non è così che si risolve il problema, secondo me. Certo che ci sono difficoltà, quelli ci saranno sempre in un campo così delicato. Lo sfruttamento del lavoro c’é anche parlando del lavoro comune, figuriamoci di chi lavora nel campo del sesso.
        Se vogliamo trovare un compromesso allora sarei per la proposta svedese, paese in cui si puniscono i clienti, i protettori e i trafficanti di esseri umani, ma non le prostitute. Comunque sia il succo rimane quello: il sex work da parte di chi lo pratica deve essere decriminalizzato;

        7) per quanto riguarda la storia del pappone, ti rispondo come ha risposto nei commenti qualcuno che mi ha preceduto: “trovo scorretto e inefficace questo modo di parlare della complessa questione della legislazione sul sex work. Divulgare la notizia che qualcuno dice che ci sia UNO sfruttatore della prostituzione dentro UNA delle centinaia di organizzazioni delle sex workers non aggiunge nulla al dibattito, è solo propaganda demagogica”.
        In qualsiasi organizzazione ci sarà sempre qualcuno che é poco coerente ed ha le mani sporche, ma questo non significa che sia tutto da buttare. Non buttiamo il bambino assieme all’acqua sporca, ma direi che é questione di buon senso, nulla di più;

        8) vorrei far notare che Amnesty non propone robe così, alla cazzo, ma si basa su report e ricerche scientifiche riportate da enti od organizzazioni imparziali, come sempre (e certamente l’OMS é una di queste). Tra l’altro il dibattito é durato ANNI, anche proprio con i sex workers, ecco perché é nata la proposta. Ecco qui:

        “Amnesty International’s policy draft was made based on a research made in various countries on how criminalization of sex work influences human rights. It is also based on a consultation that took place in 2014, where a lot of sex workers from all the world took part (representatives of All-Ukrainian League “Legalife” also took part in the consultation), and sex workers represent the community whose interests are the most affected by this draft policy.
        Amnesty International’s draft policy not only is in line with “a growing body of research from UN agencies, human rights organisations and social science”, but, the most important, it is based on a 2 year long consultation and debate with sex workers. Sex workers are the ones who are the most affected by criminalization of sex work, and their voices are crucial on this matter.”

        Fonte: http://swannet.org/en/content/sex-work-decriminalization-and-amnesty-international

        9) vorrei chiudere postando un po’ di materiale scientifico riguardo alla questione del sex work, dato che di tutto si sta parlando tranne che di questo. Direi che questo é fondamentale per capire il perché della proposta e per capirne il senso ultimo:

        But new research suggests that existing legislation against sex work may also be harming society at large — and that decriminalizing sex work could help slow the spread of HIV. On Tuesday, scientists at the annual International AIDS Conference in Melbourne, Australia, recommended decriminalizing sex work across the globe — arguing that legalization is the most effective way to reduce global HIV infection rates. According to new research — a series of seven studies recently published in the Lancet medical journal — scientists estimate that HIV infection rates among sex workers could be reduced by between 33 and 46 percent if the activity were not illegal. “Governments and policymakers can no longer ignore the evidence,” asserted Kate Shannon, an associate professor of medicine at the University of British Columbia and the lead author of the study. (…) According to recent data from the World Health Organization, female sex workers are 14 times as likely to have HIV as other women, yet fear of arrest and stigma often prevents them from seeking medical care.”

        Tra l’altro in questo articolo c’é una leccornia: un link a ben SETTE (7) STUDI riguardanti il sex work. Se vuoi puoi spulciarteli tutti, te lo consiglio caldamente.

        Fonte: http://nymag.com/thecut/2014/07/scientific-case-for-decriminalizing-sex-work.html

        Ecco un’analisi un po’ più approfondita, con tanto di link allo studio riportato prima (quello del 33 e del 46%), tra l’altro:

        http://rhrealitycheck.org/article/2014/08/13/evidence-decriminalizing-sex-work-critical-public-health/

        Posto l’ultima cosa, visto che é molto carina e ci sta tutta. Un breve riassunto finale in sei punti riguardo al perché sarebbe bene decriminalizzare il sex work:

        http://www.dailydot.com/opinion/why-its-time-sex-work-decriminalization/

        Ecco, ho finito. Inutile dire che sarebbe importante leggere tutto, anche se la mole é certamente notevole, visto che l’argomento é davvero MOLTO delicato e che ci van di mezzo altri individui. Poi ognuno ovviamente é giusto rimanga della propria posizione, ma perlomeno con coscienza di quale sia la posizione altrui.

        ————————————————————————————–

        P.S. Occhio a quando citi, a citare in maniera corretta, alle interpretazioni che fai delle citazioni ed alla attendibilità delle fonti medesime, é davvero fondamentale. Te lo dico da ricercatore scientifico. 😉

      • Ti faccio un elenco dei commenti sgradevoli sul mio conto – inutili alle tue argomentazioni, ma sistemati ad arte per denigrare il tuo interlocutore:
        – ” in generale anche a tutti agli altri articoli attraverso i quali parlando di singoli casi che pretendi di poter generalizzare. Le statistiche non si fanno così, te l’assicuro”: non mi sembra di aver preteso di stilare una statistica a partire da un articolo. Ho parlato di caso “emblematico” (particolarmente rappresentativo o significativo) di un fenomeno, la violenza di genere, la cui esistenza non ho certo bisogno di dimostrare… oppure si? Ho deciso di portare un esempio per chiarire che la violenza di genere trova il suo fondamento nel rapporto tra i sessi, caratterizzato dalla pretesa maschile di esercitare il dominio sul genere femminile, e l’ho fatto perché l’articolo che ho tradotto riscontra nella proposta di Amnesty International la mancanza di una prospettiva di genere sul fenomeno prostituzione.
        – “Elencare tutte le dichiarazioni e fare a chi ha più link ed é più noioso davvero non ha senso”: tu, proponendoci l’OMS e HRW, sei competente; ma se io ti rispondo per dimostrarti che non sono “autoreferenziale” sono noiosa…
        – “Tu sai pocco di ricerca scientifica”: davvero? Ci conosciamo? Non mi risulta.
        (Grazie per averci fatto sapere che sei un ricercatore: punti sull’effetto aura? Hai bisogno di sfoderare il curriculum per conferire autorevolezza a ciò che sostieni? E’ così che si discute fra ricercatori?)

        Comunque, ogni volta che qualcuno, qui, sente il bisogno di essere sgradevole con me e si serve di qualche trucchetto retorico per tirare acqua al suo mulino, io lo considero un punto a mio favore.
        Ma questa è solo una piccola parentesi che mi sono tolta la soddisfazione di aprire e che chiudo immediatamente, perché non è pertinente all’argomento in questione.

        Sulla decriminalizzazione delle persone prostituite: sono a favore io come ne sono a favore tutte le organizzazioni che stanno manifestando il loro dissenso alla politica di Amnesty International. Nessuno dei soggetti che ha espresso la sua opinione in merito ha sostenuto che chi si prostituisce debba essere perseguito, ed è fondamentale comprendere che al momento non c’è in ballo alcuna proposta che sostenga che il vendere sesso debba essere considerato un reato (come si può leggere qui: http://www.independent.ie/irish-news/news/former-prostitute-urges-amnesty-international-not-to-vote-to-decriminalise-sex-trade-31434434.html “Nobody wants the person selling sex to be criminalised… there’s no dissent from any cohort on that”).

        Ciò di cui si discute è se acquistare sesso (e NON vendere sesso – repetita iuvant) debba essere considerato un diritto umano.

        Quello che propone Amnesty International è che non solo non vengano criminalizzate le persone che si prostituiscono, ma anche coloro che acquistano servizi sessuali e coloro che lavorano nell’industria del sesso senza vendere direttamente il loro corpo (ad esempio i tenutari di bordelli), ed è su questi due punti della proposta che verte il dibattito (ed è per questo che la presenza di tenutari di bordelli fra i sostenitori della proposta non è irrilevante…).

        Hai fatto caso al titolo della petizione? “Vote NO to Decriminalizing Pimps, Brothel Owners, and Buyers of Sex.” https://www.change.org/p/amnesty-international-vote-no-to-decriminalizing-pimps-brothel-owners-and-buyers-of-sex?tk=QdwLz8ltzUTa0YyHYXSCEHAuyDHM9jH24Y_7rAwJceo&utm_source=petition_update&utm_medium=email Si parla di magnaccia, proprietari di bordelli e clienti, non di prostitute.

        Come saprai (o non lo sai?), il cosiddetto modello “nordico”, che è proposto in alternativa a quella che è nota come “brothelisation” (ovvero una regolamentazione dei bordelli da parte dello Stato simile a quella avvenuta in Australia e Nuova Zelanda), prevede la totale depenalizzazione di chi è sfruttato nel mondo della prostituzione e la criminalizzazione della domanda.

        Quindi ciò che è davvero inutile e noioso è continuare a fingere che vi sia una contrapposizione sullo status della prostituta – e postare articoli che protestano contro l’arresto o la persecuzione da parte delle forze dell’ordine delle prostitute – perché non è questo l’argomento in questione.

        Non è mai stata in discussione la criminalizzazione di chi si prostituisce, e sostenerlo equivale a servirsi di uno straw man (un argomento fantoccio) allo scopo di allontanare il dibattito dalla vera questione in oggetto, che verte intorno al problema dello sfruttamento delle persone che si prostituiscono.

        Quindi, parlando di ricerche e di numeri, ti posso citare una ricerca consultabile gratuitamente (non voglio farti spendere dei soldi): http://eprints.lse.ac.uk/45198/1/Neumayer_Legalized_Prostitution_Increase_2012.pdf nella quale possiamo leggere che nei paesi nei quali la prostituzione è regolamentata si registra un maggiore flusso in ingesso di persone trafficate rispetto ai paesi nel quali non è stata fatta questa scelta, e l’analisi dei dati prima e dopo la “brothelisation”, dimostra che questo ha causato un aumento del traffico di esseri umani.
        Alla luce di questi dati è comprensibile la preoccupazione di chi si occupa di vittime della tratta.

        Nonostante questi dati, gli stessi autori della ricerca sono restii a condannare la regolamentazione della prostituzione, sostenendo che un regime “proibizionista” andrebbe a ledere la “libertà di scelta” dei fornitori e fruitori del servizio (pag.26 “Prohibiting prostitution also raises tricky “freedom of choice” issues concerning both the potential suppliers and clients of prostitution services).

        Se rileggi attentamente l’articolo che ho qui tradotto, Jessica Neuwirth argomenta proprio contro coloro che mettono sullo stesso piano la libertà di chi si prostituisce e la libertà di chi sceglie di acquistare sesso, e ci chiede: sono due libertà che possono essere poste sullo stesso piano?
        Scrive la Neuwirth: “lavoro sessuale significa che i lavoratori del sesso che sono impegnati nel commercio del sesso hanno acconsentito a farlo”. Questa definizione non tiene conto dello stato di estrema povertà, degli abusi sessuali subiti nel corso dell’infanzia, della brutale coercizione impiegata dai protettori, e dell’asimmetrico contesto di potere che caratterizza il rapporto fra i sessi e fra le diverse etnie che sostiene l’industria del sesso. Amnesty sostiene che “tali condizioni non necessariamente rendono gli individui incapaci di decidere in automia”.(“By definition,” Amnesty’s proposal states, “sex work means that sex workers who are engaging in commercial sex have consented to do so.” This definition fails to take into account the dire economic need, the childhood sexual abuse, the brutal coercion employed by pimps, and the vast power differences of sex and race that drive the commercial sex industry. Amnesty contends that “such conditions do not inevitably render individuals incapable of exercising personal agency”)
        Scrive ancora:
        “Se l’organizzazione approva la prostituzione in quanto diritto umano, non sceglie di essere dalla parte delle donne che potrebbero non avere altra scelta se non fare sesso per soldi, ma piuttosto da quella degli sfruttatori e degli acquirenti di sesso, che hanno tutte le scelte del mondo.”

        L’OMS, come ti ho citato, non fatica a riconoscere e a testimoniare che dietro la “scelta” di prostituirsi spesso e volentieri ci sono povertà, un’infanzia segnata da abbandono o violenza e abusi, la concreta mancanza di valide alternative, la disperata volontà di sopravvivere e di far sopravvivere la propria famiglia.

        Dietro la scelta di andare con una prostituta che cosa c’è? L’impellente bisogno di un orgasmo? Hai mai sentito di persone morte per la mancanza di orgasmi? Io no. (C’è sempre la masturbazione, alla bisogna, non dimentichiamocene.) Però sento spesso di gente che muore di fame.

        Ci sono uomini che hanno fatto la scelta di interrogarsi sulla propria sessualità, uomini che hanno smesso di appellarsi alla “libertà di scelta” delle prostitute per chiedere a se stessi: “perché io – che non ho nessuna effettiva necessità – rivendico il diritto di avere una prostituta?”, e si sono dati delle risposte interessanti: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/05/04/noi-non-compriamo-le-donne/

        Non è importante leggere tutto. E’ importante concentrarsi sull’argomento in questione. E magari leggere attentamente un post prima di aggiungere commenti in calce.

      • Crediamo fermamente, in accordo con Amnesty, che le persone comprate e vendute nel mercato del sesso — per la grande maggioranza donne — non debbano essere criminalizzate in nessuna giurisdizione e che i loro diritti umani debbano essere pienamente rispettati e salvaguardati. Siamo anche d’accordo che, con l’eccezione di pochi paesi, i governi e i provvedimenti di legge violano pesantemente i diritti umani delle persone prostituite. Tuttavia, la vostra “Proposta di linee guida sul sex work” promuove incomprensibilmente la completa depenalizzazione dell’industria del sesso, che di fatto legalizzerebbe lo sfrutttamento, la gestione dei bordelli e l’acquisto di sesso.

        Dalla “Lettera aperta della CATW ad Amnesty International”
        http://www.resistenzafemminista.it/lettera-aperta-della-catw-ad-amnesty-international/

  12. Valeria ha detto:

    “DI motivazioni che possono spingere un uomo ad andare con una prostituta, escluso il dominio, ce ne sono a volontà: scaricare la tensione sessuale immediatamente e senza complicazioni, fare sesso con donne molto di più’ belle e/o giovani di quelle che verrebbero con te “a gratis”, avere la possibilità’ di poter scegliere con quale donna fare sesso all’interno di un ventaglio di scelta, cosa che non capita casi mai nei rapporti “free”, avere la possibilità’ di richiedere prestazioni particolari o inusuali, che le donne con cui hai rapporti “free” non sono disposte a concederti, passare semplicemente una serata divertente con gli amici.”

    Perfetto: quindi gli uomini desiderano andare con le prostitute perché ciò permette loro di fare sesso con una donna trattandola esattamente come una bambola gonfiabile, disinteressandosi del tutto non solo del suo piacere, ma anche del suo stato generale di agio o disagio.

    Io questo lo chiamo in effetti dominio.

    • IDA ha detto:

      Effettivamente, questo dimostra che io sbaglio nel cercare di argomentare, perché basta farli parlare, per illustrare al meglio le tue tesi. 🙂

  13. Rossana ha detto:

    il testosterone, questo sconosciuto. Infatti, in mancanza di questo afrodisiaco naturale, si ricorre al Viagra. O al Cialis. E le puttane felicissime di questo, continuano a farsi iniezioni anestetiche nella vagina, per sopportare “tanto desiderio” maschile. E l’omo è cacciatore, si sa. Il testosterone è inarrestabile, alla prima autoreggente, o la violenti, o la paghi. Ma cari uomini, a voi fa piacere essere definiti gorilla testosteronici che, se non te la da, devi pagarla? Che poi, beata ingenuitá, se volete far passare per sesso quello che i puttanieri richiedono alla puttana, siete non solo ingenui, ma anche totalmente inesperti.

  14. ilaria ha detto:

    Ma le citazioni scientifiche del sé-dicente “ricercatore scientifico”? Quello che non ha capito (o non conosce o è in malafede) qual è la posizione delle/gli abolizioniste/i? La ricerca è in buone mani…

    • Ex-it ha detto:

      Tralasciando quelle che sono le mie competenze ed i meriti, se tu avessi aperto, letto e compreso le ricerche che ho postato avresti capito (forse, mica ci scommetterei) che i dati su cui si basano le posizioni degli abolizionisti come me sono nelle mani dell’OMS, delle Nazioni Unite e dell’Human Rights Watch. Quindi sì, in ottime mani, a differenza delle tue posizioni, che non si sa su quali presupposti si basano, visto che a parte provocare e scrivere battute che non fanno ridere non hai apportato alcun contributo alla discussione.
      Però vai tranquilla, cara Ilaria, mi rendo conto che l’intelligenza non é un dono a portata di tutt*, mentre evidentemente lo é l’arroganza. O almeno, di te sicuramente.

      Tante care cose, ti mando un abbraccione pieno di comprensione e di incoraggiamento. ❤

      • Ex-it, solo una precisazione.
        Ma non sei stato quello che mi ha linkato il blog “Abbatto i muri”? E non hai letto i suoi post che tuonano contro le “abolizioniste”?
        E tu ti definisci “abolizionista”? O ho capito male?
        Oggi comunemente si definiscono “abolizioniste” quelle persone che propongono l’applicazione del cosiddetto “modello nordico” così come è descritto dalla risoluzione Honeyball: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+REPORT+A7-2014-0071+0+DOC+XML+V0//IT

      • ilaria ha detto:

        Non ho alcunché da aggiungere a quanto le ha già risposto Ricciocorno, che ha evidenziato con precisione l’uso “maldestro” delle fonti da parte sua.
        Il mio contributo, lungi dal voler suscitare il riso altrui, è stato ed è evidenziare quanto il suo modo di interagire sia lontano dalle modalità di chi fa ricerca e, poiché le sue competenze – ricercatore scientifico – le ha dichiarate lei stesso per un motivo preciso di discredito degli altri interlocutori, non vedo perché le dovrei tralasciare. Le prendo, invece, seriamente in considerazione, sebbene sia chiaro che io non sia stata baciata dall’intelligenza di cui altri appaiono, anche al più sprovveduto naturalmente dotati.
        Come ricercatore lei dovrebbe insegnarmi che la mia personale posizione non è utile a capire il fenomeno, questo o un altro, in discussione. Sono proprio le opinioni, proprie e altrui, che si insegna a decostruire in un qualsiasi corso di laura di primo livello.
        Quel che serve per ricostruire un fenomeno (i come, i perché, i contesti) e avere gli strumenti per interpretarlo col minor rischio di partigianeria da bar o, peggio, interessata, servono invece fonti – documenti e materiali di diversa qualità, varietà, provenienza – che vanno utilizzate dopo averle passate ad attento vaglio critico. Per darne conto ai lettori il canone chabodiano è ancora un metodo efficace che permette ai lettori di verificare la serietà del lavoro del ricercatore.
        Nel caso specifico, citare Enza Panebianco desta perplessità sulla critica delle fonti, poiché, solo per fare un esempio, i suoi scritti non vanno mai oltre l’opinionismo orientato, dunque il loro uso deve tenerne e darne conto. Al contrario, sullo stesso argomento e per restare in ambito di blog, si potrebbero citare molti studi di Maria Rossi pubblicati su http://infosullaprostituzione.blogspot.it/, che denotano sistematica ricerca, vaglio critico delle fonti e capacità e qualità interpretativa.
        La differenza fra un ricercatore (anche non strutturato o finanziato da committenza orientata) e tutto il resto sta proprio lì.
        Sarei curiosa di incrociarla in un convegno scientifico e sentirla dire, dopo che le sue tesi siano state puntualmente criticate, al consesso che lei è sì che è un “ricercatore scientifico” e mandare ad altri un “abbraccione pieno di comprensione e di incoraggiamento” corredato di cuoricini…

  15. Ex-it ha detto:

    1) Non volevo denigrarti, ma semplicemente usare l’ironia per cercare di farti capire gli errori che commetti, che, tu lo voglia o meno, sono marchiani nella presentazione corretta delle proprie tesi.
    Sei noiosa come lo sono stato io, che ho citato 426 articoli diversi, ma mi rendo conto che é impensabile far diversamente e postare cose senza dimostrare quel che si dice.
    Quel che dici tu si chiama “effetto alone”, non “effetto aura” (pure questa é una strategia per denigrati? Posso permettermi di correggerti senza passare per manipolatore?) e non c’entra nulla col messaggio che volevo veicolare: intendevo solo dire che non puoi citare le cose parzialmente ed interpretarle a comodi tuoi, dicendotelo per esperienza diretta. Ci sono ricercatori che per cose simili o sono stati radiati od hanno perso di credibilità. Io lo dicevo per te, visto che un pochino di ricerca ne so qualcosa, ma se a te non interessa migliorarti, cosa vuoi che ti dica: pazienza. 🙂 Comunque, se in qualche modo ti ho ferito me ne spiace, ma davvero non ve n’era l’intenzione: cercherò di farci più attenzione;

    2) ho capito. Quindi se decontestualizzi e stravolgi interi studi scientifici devo star zitto, così che stravolgendo il senso di quanto riportato il punto a tuo favore l’hai comunque. Interessante;

    3) no, a dire il vero Amnesty sta discutendo se decriminalizzare entrambi, quindi ANCHE i sex workers. Non é affatto scontata la decriminalizzazione della vendita del sesso. Non so dove tu l’abbia letto, ma non si parla solo di quello: ti avevo già postato il testo integrale della proposta, e lì questo é chiarissimo (però potresti chiederlo ad “ilaria” [con la “i”minuscola”], visto che lei ha capito tutto delle tesi degli abolizionisti). Ecco perché hanno usato gli studi dell’OMS per stilare il testo della proposta, che si concentra principalmente sui sex workers in senso stretto, ovvero le prostitute. Te lo riposto:

    http://www.swop.org.au/sites/default/files/Amnesty%20Draft%20Policy%20Sex%20Work%202015.pdf

    4) infatti é una decisione spinosissima, ecco perché si tiene proprio in questi giorni l’International Council Meeting. Dovrebbero aver già votato. AI é SEMPRE stata democratica e quel che verrà deciso in assemblea sarà sicuramente la decisione voluta dalla maggioranza delle Sezioni. Comunque ecco alcuni chiarimenti in merito da parte della Sezione inglese dell’organizzazione, quella del Segretariato Generale. Voglio far notare solo questo:

    “The current draft has drawn from an extensive evidence base from sources including UN agencies, such as the World Health Organisation, UN AIDS, UN Women and the UN Special Rapporteur on the Right to Health. We have also conducted detailed research in four countries.”

    Fonte: http://www.amnesty.org.uk/consultation-draft-policy#.VcarL_ntlBd

    Dal mio punto di vista tutto questo lavoro é ammirabilissimo. Dietro a questa proposta di legge c’é un notevole confronto ed una notevole raccolta dati, quindi non é possibile denigrare questa possibilità come se non fosse nulla di che. Se la avanzano é perché hanno le loro ragioni, come vedremo. La proposta di AI é una delle tentate soluzioni al problema, ma dietro c’é un notevole dispendio di energie:

    5) certo, la questione se decriminalizzare i clienti é ovviamente fondamentale, ma hai mai letto approfonditamente il perché di questa posizione di Amnesty?

    “That document contends that sexual desire is a fundamental need and that punishing buyers “may amount to a violation of the right to privacy and undermine the rights to free expression and health.” The group also cites the benefits for buyers with physical and psychological disabilities who “feel safe to express their sexuality” and “develop a stronger sense of self with their relationships with sex workers.” Amnesty also sides with the argument, made recently by prostitutes in France, that penalizing customers would drive prostitution further underground, making the workers more vulnerable to dangers.”

    E ti dirò di più, Amnesty si é pure posta il problema riguardo a chi é dentro Amnesty ed a chi ha fatto le proposte, diffidando più persone (in maniera pubblica, poi secondo me in privato certamente ne avrà diffidate altre) dall’essere soci sostenitori e dal parlare a nome di Amnesty. Direi che questa cose forse é da considerare. Ripeto, Amnesty é nota per porsi fortemente questi scrupoli, non credo sia una sprovveduta:

    “She said there are suspicions among the opposition groups that the sex industry helped shape the proposal. Last year, Amnesty’s British chapter issued a denial in response to questions about the role of Douglas Fox, who works in the sex industry and claimed credit for pressing for decriminalization through the chapter in Newcastle, England. Amnesty said, though, that he had not been a member for years and had “zero input” on its sex work proposal.
    In an interview, Mr. Fox described himself as a male escort. After joining Amnesty in 2008, he said that he lobbied the group to decriminalize prostitution. He said he quit the organization the following year after it sent him letters asking him to stop promoting himself as a member.”

    Fonte: http://www.nytimes.com/2015/08/01/world/europe/amnesty-international-weighs-decriminalization-of-prostitution.html?_r=0

    6) ho trovato la traduzione italiana della bozza di Amnesty sul sex work, e ti prego di focalizzati su questa ulteriore spiegazione del perché AI ha avanzato questa proposta:

    “Sempre sulla stessa linea, uomini e donne che comprano sesso da adulti consenzienti stanno esercitando la loro autonomia personale. Per alcuni – in particolare le persone con una disabilità motoria o sensoriale o quelli con disabilità psico sociali che interferiscono con le interazioni sociali- i/le sex workers sono persone con cui si sentono tanto al sicuro da avere un rapporto fisico o da esprimere la loro sessualità. Alcuni sviluppano una più forte consapevolezza di sé nelle loro relazioni con i/le sex workers, che migliorano la loro qualità della vita e la dignità. Ad un livello molto elementare, le espressioni della sessualità e il sesso sono componenti primari dell’esperienza umana, che sono direttamente connessi con la salute fisica e mentale degli individui. L’ingerenza dello stato nella strategia di un@ adult@ di fare sesso con un altr@ adult@ consensuale è, prima di tutto, un’intromissione deliberata nell’autonomia e nella salute di quegli individui.”

    Fonte: https://abbattoimuri.wordpress.com/2014/04/29/bozza-amnesty-sulla-depenalizzazione-del-sex-work/

    Comunque leggilo tutto, tanto é in italiano. Non posso farti un riassunto veloce perché é densissimo di contenuti e di concetti. Direi che ovviamente ha senso e che ripete quanto sostenuto prima.
    Per me ha ragione e non vedo scandalo né danno nel decriminalizzare chi compra sesso, a maggior ragione se questo avviene in determinate circostanze. Non credo che, laddove la domanda sessuale venga fatta secondo i canoni della legge (quindi che non siano lo sfruttamento della prostituzione, cosa che Amnesty ovviamente condanna), nelle modalità socio-culturali adatte, fra adulti, in modo consenziente e tutelato, senza ricatti né coercizioni, si possa criminalizzare;

    7) ovviamente é chiaro che dietro a tutto questo discorso deve essere forte la presenza dello Stato e che comunque dietro la richiesta di sesso debba esserci un forte controllo anche della domanda. Ma é ovvio, e questo Amnesty lo ripete in ogni comunicato, anche al di fuori di questo contesto:

    “Amnesty isn’t proposing a free-for-all when it comes to sex work. Even under full decriminalization, governments would play a role in regulating the industry and Amnesty suggests states should “ensure that sex workers are entitled to equal protection under the law and are not excluded from the application of labor, health, and safety and other laws.”

    Fonte: http://www.vice.com/read/the-amnesty-sex-work-argument-broken-down-622

    Amnesty chiede in sostanza che le persone che sono oggetto della domanda di sesso siano libere di scegliere di poter rispondere alla domanda medesima in maniera libera, sana, sicura e via discorrendo. Non é che si può criminalizzare la domanda, se mette chi deve rispondere all’offerta in condizione di farlo in maniera adeguata;

    8) ti rispondo nel medesimo punto sia a quel che sostiene l’OMS (Amnesty usa il suo studio, quindi non può non tenerne conto) che a quel che sostiene la Neuwirth.
    Quel che dice la Neuwirth é giustissimo, ma é così scontato che Amnesty sostiene fin dalla premessa che i Governi dovrebbero impegnarsi nel garantire che i/le sex workers siano tutelati nella loro scelta. Per Amnesty, che purtroppo e per fortuna vive in un mondo utopico, ogni prostituta dovrebbe fare la prostituta in base ad una libera scelta, non su coercizione, e da per scontato che gli Stati le tutelino in questo. Alla stessa maniera riconosce che chi si prostituisce potrebbe avere alla base della scelta di farlo una bassa qualità di vita ma, consapevole di questo, chiede di pari passo che i Governi si impegnino nel migliorare queste condizioni di vita:

    “Evidence that some individuals who engage in sex work do so due to marginalisation and limited choices, and that therefore Amnesty International should urge states to take appropriate measures to realize the economic, social and cultural rights of all people so that no person enters sex work against their will, and those who decide to undertake sex work should be able to leave if and when they choose. (…) In doing so, we acknowledge that the factors underlying sex workers’ marginalization are manifold and intricately entwined with global economic inequalities and multiple forms of intersectional discrimination and oppression. Amnesty International does not ignore these factors and will continue to demand that states and the international community address these overarching issues through human rights based approaches, and will seek to hold them to account where they fail to do so.”

    Fonte: http://tasmaniantimes.com/images/uploads/Circular_18_Draft_Policy_on_Sex_Work_final.pdf

    9) perché decriminalizzare i compratori di sesso? Se é vero che ci sono alcuni aspetti positivi, é anche vero che dalle testimonianze dirette raccolte da AI emergono purtroppo sfumature che non conosciamo e che spesso vengono ignorate. Ecco cosa riporta e cosa sostiene AI nella bozza completa:

    “Many of the sex workers that AI interviewed in Norway also talked about high levels of anxiety and nervousness among buyers about being caught and fined by the police. Most of the sex workers we spoke with reported being asked to visit buyer’s homes to protect them from detection by the police. Streetbased sex workers that AI spoke with were most likely to agree to this because they face discriminatory exclusions from hotels under the ‘promotion’ law, they feared eviction by police if they brought clients to their own homes and they needed to make money.

    “Customers can’t hurt you so much [at home]. I’m more relaxed there. It’s more dangerous going to a customer’s house. I went to a house of a man- he tried not to pay me so much. He punched me two times in the jaw. I didn’t tell the police. If he had broke much I would have told them. But I don’t want it on my records.”

    “Customers want to go to their place. You have to be calm. If he hurts you there is no-one there to rescue you.”

    “Some customers can hurt you at their apartments. They can hurt you because they know we are too scared to go to the police. We have to obey their rules because we are in their house. We can’t bring them to ours.”

    “When you go to a customer’s house there could be five of them there.”

    Fonte: http://tasmaniantimes.com/images/uploads/Circular_18_Draft_Policy_on_Sex_Work_final.pdf

    Queste sono solo alcune delle testimonianze delle prostitute nei paesi in cui il cliente é perseguito, come in Norvegia, per l’appunto. Se é vero che da una parte la criminalizzazione del cliente riduce alcuni aspetti negativi, ne favorisce altri, altrettanto dannosi e pericolosi per l’incolumità delle/dei sex workers;

    10) tu mi posti delle ricerche a favore della criminalizzazione del cliente? Bene, io invece posso postarti tonnellate di materiale altrettanto attendibile sulla fallacia del “modello nordico” (ovvero la decriminalizzazione delle prostitute e la criminalizzazione del cliente). Tutto questo corrobora la scelta di Amnesty, ed ecco che il cerchio si chiude. Occhio, che é tanta roba:

    “Even though it is completely legal to sell sex, women involved in prostitution are victims of increased police, neighbour and border controls which stigmatise them and make them more vulnerable. The increased control the Norwegian police exert on prostitution markets so as to identify clients includes document checks on women involved in prostitution so as to find irregulars among them. Raids performed in the name of rescue often end with vulnerable women who lack residence permits being deported from Norway.”

    “This contradicts the idea that the law promotes an ideal of gender equality: instead, the criminalisation of sex buyers seems to influence people to consider the possibility of criminalising sex sellers as well. This rather confounds the idea that the “Nordic model” successfully shifts the stigma of prostitution from sex sellers to clients.”

    Fonte: http://blogs.lse.ac.uk/europpblog/2014/01/03/the-nordic-model-of-prostitution-law-is-a-myth/

    Ecco due interessantissimi articoli. Sono sondaggi effettuati rispettivamente in Francia nel 2015 (a) e nell’Irlanda del Nord nel 2014 (b) riguardo a cosa pensano le prostitute della criminalizzazione dei clienti. Entrambi riportano una notevole criticità all’idea (98%) ed é interessante notare che é sostanzialmente per i medesimi motivi di cui sopra:

    (a) https://www.academia.edu/12035571/SURVEY_ON_THE_CRIMINALISATION_OF_CLIENTS_IN_FRANCE_MARCH_2015

    500 sex workers coinvolt*. Esito: “98% of all respondents are against the criminalisation of clients, which they see as increasing their vulnerability to violence and poverty by pushing the industry underground and discouraging safer clients.”

    (b) http://www.theguardian.com/uk-news/2014/oct/17/northern-ireland-sex-workers-oppose-new-law

    171 prostitute coinvolte e 446 clienti, quindi un campione piuttosto numeroso ed attendibile. Interessante notare che: “Only 16% of prostitutes’ clients interviewed by the Queen’s University team said such a law would make them stop seeking to pay for sex in Northern Ireland.” Quindi criminalizzare il cliente non é nemmeno un deterrente;

    Altro articolo bellissimo. Mi piacerebbe chiudere con questo:

    “Sex workers have said that they feel at greater risk when clients are criminalised. Research conducted with street-based sex workers in Canada found that a new law enforcement strategy in Vancouver, which targeted clients, had inhibited the safety strategies used by sex workers to manage risks. As a result they rushed screening practices, getting into cars quickly so as to avoid detection by authorities. Claims that the change in the law in Sweden has reduced the sex worker population have been widely disputed. Instead, it has been suggested that sex workers now work more covertly indoors and in greater isolation, since the law means that those who work together risk being accused of profiting from the prostitution of others. Sex worker rights advocates have also argued that the criminalisation of clients in Sweden has increased stigma, which has wide-ranging negative impacts on sex workers.”

    L’articolo é densissimo di link ad ulteriori studi scientifici (articoli da riviste scientifiche indicizzate anche nei vari motori di ricerca scientifica, quindi attendibilissimi) che approfondiscono quanto sostenuto. Non sto a citare ulteriormente perché altrimenti divento matto.

    Ok, ma allora quale potrebbe essere la soluzione? Leggendo interamente l’articolo troverai questo interessante paragrafo che mi sembra fondamentale citare.

    When we listen to sex worker-led organisations, it is apparent that there is an alternative approach to the criminalisation of clients. Full decriminalisation would mean that neither the sex worker nor the client is criminalised. This approach was adopted in New Zealand in 2003, and the evidence suggests this change has been positive for sex workers. In fact, it has been suggested that New Zealand is the best place in the world to be a sex worker.
    Research conducted by researchers from the Christchurch School of Medicine into the impacts of the Prostitution Reform Act found that sex workers are now better placed to challenge exploitation, reflecting the specific provisions contained in the act to decrease exploitative working practices. This research also revealed a high level of awareness among sex workers of their rights since the law changed – with 95% of respondents reporting they felt that they had rights under the act.
    Research carried out specifically with street-based sex workers, who are often considered to be the most vulnerable group, indicated that decriminalisation makes it easier to manage risks of violence since screening does not need to be rushed. (…) A unique feature of New Zealand’s decriminalised model is that the law was written with the input of sex workers, with their human rights and well-being at the centre of the policy.
    Full decriminalisation does not necessitate denying the harm and exploitation that can occur in sex work. On the contrary it provides an opportunity to afford rights to sex workers so they can challenge exploitation, rather than creating barriers that make their work more difficult. And if we are to focus on human rights and the reduction of harm, then we must put ideology aside and make policy that is based on respect for sex workers as the experts on their own lives.

    Fonte: http://theconversation.com/scotland-should-think-carefully-before-criminalising-clients-of-sex-workers-43859

    Scusami se mi ero fermato all’apparenza (e chiudo scusa anche ad “ilaria”, con la “i” minuscola), parlando solo della decriminalizzazione delle prostitute, ma purtroppo ho dato un sacco di cose per scontate e sinceramente non credevo che la questione fosse così delicata. Scrivendo questo articolo mi sono ulteriormente reso conto di quanto la posizione di Amnesty sia di buon senso ed ho molto più materiale per poter capire il perché di certe posizioni, e posso dire ancora una volta di condividerlo pienamente.

    Adesso capisco perché i principali organi che si occupano della salute siano stati citati da Amnesty come fonti per perorare la causa (“The current draft has drawn from an extensive evidence base from sources including UN agencies, such as the World Health Organisation, UN AIDS, UN Women and the UN Special Rapporteur on the Right to Health. We have also conducted detailed research in four countries.”. Ricordi?).

    Direi che Amnesty ha tutte le ragioni del mondo per chiedere quello che chiede: é una questione di buon senso, oltre che di evidenze scientifiche.

    —————————————————————————————-

    P.S. Ma guardate che i link non rimandano affatto al blog “Abbatto i muri”, ma al blog “Al di là del buco”. Non so per quale motivo ci sia scritto così (forse un cambio di dominio internet?), ma se verificate ed aprite i link mi darete ragione. Certo che condivido quello che scrive, visto che difende Amnesty, che a questo punto sarebbe “antiabolizionista”, cosa che per l’appunto condivido.

    Sinceramente non conoscevo questa risoluzione né questo termine, però certamente non sono “abolizionista”. Io sono per la totale liberalizzazione del sex work, in pieno appoggio alla proposta (solo teorica, sulla quale stanno dibattendo) di Amnesty: in pratica sono per la depenalizzazione SIA della prostituta (che ritengo una cosa scontata) SIA del cliente. Ovviamente però il tutto fortemente controllato dallo Stato, ci tengo a precisarlo.
    E pure tu sei per la decriminalizzazione della prostituta, PERO’ NON del cliente, e proprio su questo ci stiamo confrontando. Giusto o non c’ho capito una mazza? 😀
    Ma non s’era capito come la pensavo, da quel che scrivevo? Infatti appoggio quel che scrive “Abbatto i muri/Al di là del buco”, anche se non tratta la questione dei clienti.
    Forse sono un “antiabolizionista”, anche se solo a metà. 😀

    • Mamma mia, sei davvero così buono o ti disegnano così? E io che pensavo che volessi essere offensivo, che stronza… Invece volevi solo spiegarmi come essere una persona migliore! Meno male che il mondo è pieno di illuminati come te… prodighi di faccine e saggezza.
      Comunque, quando accusi qualcuno di “decontestualizzare e stravolgere interi studi scientifici”, oltre a specificare quali studi e in che modo sono stati stravolti, dovresti riflettere sul fatto che questo qualcuno ti ha fornito tutti i link necessari a verificare le sue affermazioni (sarebbe piuttosto stupido pretendere di stravolgere una ricerca che poi ti permetto di leggere integralmente… o no?)

      Sul fatto che “non é affatto scontata la decriminalizzazione della vendita del sesso”, ribadisco che è una posizione condivisa da chi ha contestato la posizione di Amnesty International, come dimostra la lettera della Coalition Against Trafficking in Women rivolta proprio ad Amnesty (una traduzione qui: http://www.resistenzafemminista.it/lettera-aperta-della-catw-ad-amnesty-international/, ma l’ho postata diverse volte), e altri link che ti ho fornito. Quelle che invece non trovo sui giornali sono le posizioni a favore della criminalizzazione delle prostitute.

      Scrive CATW: “Crediamo fermamente, in accordo con Amnesty, che le persone comprate e vendute nel mercato del sesso — per la grande maggioranza donne — non debbano essere criminalizzate in nessuna giurisdizione e che i loro diritti umani debbano essere pienamente rispettati e salvaguardati. Siamo anche d’accordo che, con l’eccezione di pochi paesi, i governi e i provvedimenti di legge violano pesantemente i diritti umani delle persone prostituite. Tuttavia, la vostra “Proposta di linee guida sul sex work” promuove incomprensibilmente la completa depenalizzazione dell’industria del sesso, che di fatto legalizzerebbe lo sfruttamento, la gestione dei bordelli e l’acquisto di sesso.”
      Quindi il dibattito che al momento si sta svolgendo sulla stampa internazionale (repetita iuvant) NON ruota attorno alla criminalizzazione chi si prostituisce, ma sulla contrapposizione tra modello nordico, che prevede la criminalizzazione di clienti e sfruttatori, e la regolamentazione (brothelisation).

      Il dibattito ha coinvolto anche uno dei passi che tu hai citato: “sexual desire is a fundamental need and that punishing buyers may amount to a violation of the right to privacy and undermine the rights to free expression and health.”
      Il desiderio sessuale è un bisogno fondamentale: questo che significa? Che coloro che desiderano accedere sessualmente ad altri esseri umani hanno il diritto di pretendere che ci sia almeno un altro essere umano disponibile a rinunciare al proprio diritto di negarsi?
      Se stabiliamo che a tutti dovrebbe essere garantita la “libera espressione” del desiderio sessuale, sia che esista una controparte che lo desideri altrettanto, sia che non esista nessuno che condivida il medesimo desiderio, significa che ci troviamo di fronte necessariamente ad uno squilibrio: il diritto di qualcuno di ottenere soddisfazione deve prevalere sul diritto di qualcun altro di non prestarsi a soddisfare le altrui necessità.
      Ed è su questo squilibrio, su questa diseguaglianza, che si fonda il fenomeno della prostituzione: alcuni rivendicano il diritto alla “libera espressione” del proprio desiderio sessuale, altri (quelli meno fortunati o più vulnerabili) hanno il “dovere” di provvedere a soddisfarlo, a discapito della propria libertà. Se con “libertà sessuale” intendiamo, appunto, l’appagamento del proprio desiderio e non di quello altrui.
      La domanda che si stanno ponendo tanti sostenitori di Amnesty International in questo momento è proprio questa: una associazione come Amnesty dovrebbe impegnarsi a difendere il diritto della gente di accedere sessualmente al corpo di altri esseri umani? Accedere al corpo di qualcun altro che non prova alcun desiderio sessuale è un diritto umano?
      [Questo è un commento che ho preso da gnoccatravel.com, un forum di clienti nel quale ti consiglio di fare un giro: “Perché, se tu paghi una persona per fare sesso, nel mentre ti chiedi se forse non ti vuole? E’ ovvio… Ma la mia risposta è: chi se ne frega? Io pago per me, per il mio piacere fisico, non mi interessa se la persona davanti non è coinvolta. In un certo senso è come una masturbazione “assistita”. E’ solo per me quel momento.]

      Tu scrivi: “per Amnesty, che purtroppo e per fortuna vive in un mondo utopico, ogni prostituta dovrebbe fare la prostituta in base ad una libera scelta”…
      Beh, il mondo utopico che immagino io – e come me tutte le abolizioniste

      (molte anche disabili: https://lunanuvola.wordpress.com/2014/04/02/sesso-e-disabilita/ – scrive infatti Philippa Willitts, scrittrice inglese, femminista e disabile: “L’assunto che nessuno farebbe mai sesso con una persona disabile per scelta personale non è solo inaccurato, è anche offensivo. Una visione infantilizzata delle persone disabili pure contribuisce all’idea che il sesso con uno/a di noi sia sbagliato o strambo, aumentando lo stigma e il pregiudizio che limitano le nostre vite… la supposta situazione inevitabile ove le persone disabili non scoperanno mai, è intessuta nel pregiudizio sociale. E, invece di combattere quest’ultimo e sfidare i concetti errati e le offese, ci sono ancora quelli per cui la soluzione è sostenere il diritto degli uomini disabili – praticamente sempre degli uomini – di fare sesso con una prostituta. Perciò, se stai lottando per il “diritto” di una persona disabile a fare sesso tramite prostituzione, considera di stare rafforzando idee discriminatorie: non ci stai liberando.”)

      dicevo, in questo mondo utopico le persone scelgono di fare sesso quando vogliono e con persone che trovano desiderabili, quando il desiderio è condiviso, e non c’è bisogno di denaro.

      Io ti ho già linkato la risoluzione Honeyball, approvata al Parlamento europeo, ma di bibliografia a supporto del “modello nordico” che n’è tanta.
      La regolamentazione della prostituzione accresce la sicurezza delle donne?
      La regolamentazione della prostituzione incrementa la salute e il benessere delle donne?
      La regolamentazione della prostituzione favorisce la diffusione di pratiche sessuali più sicure?
      La regolamentazione della prostituzione offre a chi la pratica migliori condizioni di lavoro e opportune garanzie previdenziali?
      La regolamentazione della prostituzione riduce lo stigma delle persone coinvolte?
      La regolamentazione della prostituzione elimina la clandestinità o comporta, comunque, una riduzione dell’irregolarità, rendendo più trasparente il mercato del sesso?
      A queste e ad altre domande, la rispota con le relative fonti la si può trovare qui: http://www.massimolizzi.it/2014/02/17/i-miti-sulla-regolamentazione-della-prostituzione/

      Come vedi ognuno ha la sua bibliografia. Certo la tua è migliore… non lo metto in dubbio. Soprattutto l’articolo che spiega che il modello nordico sarebbe “un mito” perché, sebbene i dati ufficiali ci dicano che “the number of women in visible prostitution in Sweden has decreased since the Sex Purchase Act”, “There is no reason to believe that other forms of prostitution, hidden from view, are not still going on” – non c’è nessuna ragione per non credere che altre forme di prostituzione, nascoste [alla vista di chi monitora la situazione] non esistano ancora. Beh, se la prova che un sistema non ha dato i risultati sperati è che non ci sono ragioni per non “credere” che non stia funzionando…

      Veniamo allo stigma sulle prostitute: si parla tanto del comportamento delle forze dell’ordine, e certo non voglio negare che sia un problema. Ma del comportamento dei clienti e dei protettori, come mai non si parla del disprezzo e il discredito che provengono da chi usufruisce dei servizi della prostituta?
      http://www.massimolizzi.it/2013/07/17/prostituzione-e-dai-clienti-che-arrivano-stigma-e-disprezzo/
      https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/04/18/gli-uomini-che-comprano-sesso-le-loro-parole/

      Dubito fortemente che un uomo tanto intelligente si abbasserà a seguire il mio suggerimento di vagliare un’altra prospettiva sulla questione, soprattutto se a proporla è una che commette tanti errori. Mi spiace che tu non sia riuscito a ricondurmi alla ragione. Temo proprio di non condividere la posizione di Amnesty International. Preferisco la mia, di utopia.

    • IDA ha detto:

      Non ho capito, per dimostrare la fallacia del modello svedese si porta un sondaggio tra le prostitute francesi e irlandesi?

      • Ex-it ha detto:

        Certo, esattamente proprio come per decidere se mettere in commercio o meno in Italia un’aspirina di una ditta farmaceutica tedesca si possono usare test di laboratorio fatti in Germania su cittadini tedeschi, o se é per quello su individui di qualunque altra provenienza. Il principio é lo stesso.
        Stiamo parlando di persone che si trovano in determinati contesti ed in determinate situazioni (prostituzione), quindi se le situazioni non sono le stesse (in una Stato la prostituzione è gestita in un modo ed in un altro Stato in un altro modo ancora), dato che magari le leggi non sono identiche fra i vari Stati, poiché comunque il genere umano é il medesimo (stiamo parlando per l’appunto di esseri umani), si possono usare anche campioni di un’altra provenienza (quindi sondaggi o ricerche fatte in altri Stati) per raccogliere informazioni su certi argomenti (cosa ne pensano le prostitute riguardo ad un dato argomento, oppure come é la situazione in quel Paese) per poi usare le informazioni raccolte per aiutare gli Stati a prendere decisioni sulla stessa tematica.
        Ho cercato di essere più chiaro possibile, spero di esserci riuscito.

      • “Certo, esattamente proprio come per decidere se mettere in commercio o meno in Italia un’aspirina di una ditta farmaceutica tedesca si possono usare test di laboratorio fatti in Germania su cittadini tedeschi, o se é per quello su individui di qualunque altra provenienza. Il principio é lo stesso.”

        No,il principio non è lo stesso. Intervistare per chiedere un parere e testare un farmaco non sono la stessa cosa.

        In che modo una persona che vive in un paese nel quale un determinato sistema non è in vigore può verificare gli effetti di quel sistema, se non ne ha mai fatta diretta esperienza?

      • IDA ha detto:

        Metodo scientifico al quanto dubbio. Quindi se io per conoscere la situazione della prostituzione negli Stati Uniti, faccio una serie di sondaggi tra le prostitute della Thailandia, India, Cina e Messico..sostenendo che sempre prostitute e esseri umani sono. Ma non scherziamo!
        Anche perché in Svezia esistono i sondaggi, Guarda caso sono stati fatti, prima dell’entrata della legge e dopo. sondaggi che ci parlano di un’inversione di tendenza prima erano in maggioranza contrarie alla legge, dopo l’approvazione della legge sono a favore, anche l’opinione pubblica ha cambiato opinione, anche i partiti politici hanno cambiato opinione. Certo, questo riguarda gli Svedesi, i quali hanno potuto conoscere gli effetti positivi e negativi, non certo i Francesi.
        Si continua a diffondere, miti e leggende metropolitane senza nessun riscontro con i dati. Esempio:
        1) Clandestinità; Fin dall’entrata in vigore della legge, si sosteneva che la prostituzione sarebbe finita tutta nella clandestinità. Non esiste nessun dato che dia credito a questa affermazione. Questo non vuol dire che non esiste la clandestinità, sopra tutto per le straniere, ma non è aumentata, al contrario è diminuita.
        2) I ‘arresto dei clienti; Non è vero, c’è solo una multa.
        3) Sicurezza: Dal 2000 al 2010 in Svezia è stata uccisa una prostituta, (uccisa dal marito e non in ambito prostitutivo) facciamo un confronto con i paesi dove è regolamentata e vediamo, stesso periodo in Olanda 127 omicidi di prostitute. Mi sembra la Svezia un pochino più sicura per una prostituta.
        Prima dell’entrata in vigore della legge in Svezia c’erano oltre 2500 prostitute, oggi meno di 1000. La domanda superava il 13% della popolazione maschile, oggi meno dell’8%, che si sposta nella vicina Danimarca dove la prostituzione è regolamentata e costa meno.
        4) Aumento dei crimini sessuali su Internet: Questo aumento non è attribuibile alla legge, perché sono aumentati in tutti i paesi anche dove la prostituzione è regolamentata.
        5) Aumento di stupri e violenze sessuali: Non c’è stato nessun aumento di stupri e violenze sessuali.
        http://videos.senat.fr/video/videos/2014/video22850.html
        http://tempsreel.nouvelobs.com/monde/20131128.OBS7529/prostitution-stockholm-la-ville-ou-le-client-est-invisible.html
        http://rue89.nouvelobs.com/2013/07/25/punir-les-clients-prostitues-modele-suedois-a-bon-dos-244373

  16. quark ha detto:

    Ecco qui le prostitute schiave , secondo le abolizioniste ! https://www.youtube.com/watch?v=u0Wjd1EXzRk Si , in effetti hanno proprio l’aria delle ragazze schiavizzate… SVEGLIA !!!

    • Io leggo un commento sotto, che dice: “Qua In svizzera la prostituzione è legale solo per pagare tasse ma non hanno sicurezza e c’è sfruttamento sopratutto dagli affittacamere in media paghi 2400 fr al mese e il locale non e in regola e se la polizia chiude il locale non è che fanno il culo a chi affitta ma alla prostituta che non c’entra niente e poi non è che sia cosi facile farlo qua. Quindi qua è legale solo per pagare le tasse e ti trattino come una delinquente”

  17. Ex-it ha detto:

    1) Ti faccio notare che, una volta riconosciuti i miei errori, mi sono scusato pubblicamente con te: più di questo non so che farti. Ti ho fatto due faccine in un P.S. dopo non so quante pagine di roba che ho scritto, sperando di instaurare un rapporto umano, ma se ti ha dato fastidio non lo faccio più, vai tranquilla. E adesso vai, evidenzia che sto dicendo queste cose per portare chi legge dalla mia parte più che dalla tua, basandomi sul principio del “vittimismo”.
    Hai sbagliato a citare, sicuramente per distrazione, ma non posso farci nulla. Ti ho solo fatto notare quel che a mia volta ho notato. Non ho mai detto di essere migliore di te, né lo penso, ma ho semplicemente detto di avere alcune competenze per quanto riguarda la ricerca scientifica. Se vuoi continuare a fare la permalosa di fronte ai miei tentativi di condividerle con te… beh, fatti tuoi, ignorale e chissenefrega, per me di certo non cambia nulla. Continua a citare in modo sbagliato, sperando di non trovare mai qualcuno che se ne accorga;

    2) guarda che te l’ho già fatto notare due posts sopra, se non leggi non é colpa mia. Hai stravolto un intera posizione di una ONG, troncando una frase e negando il senso reale dandogli il senso che volevi tu, ti par poco? Dove l’hai fatto? Ecco qua un veloce riassunto, visto che non solo non hai l’umiltà di accogliere suggerimenti, ma nemmeno di ammettere i tuoi errori, mentre sei bravissima a far pesare agli altri quanto siano stronzi nel provare a farteli notare:

    ti avevo fatto notare che la posizione di AI era condivisa anche dallo HRW (linkandoti la loro dichiarazione ufficiale), al che tu hai ben pensato di negare l’evidenza riciclando dal medesimo post una frase troncata correggendomi riguardo alla loro posizione, ovviamente in maniera errata:

    “Veniamo a Human Rights Watch, che scrive: “Criminalisation of sex work can cause or worsen a host of ancillary human rights violations…”: Human Right Watch si esprime quindi contro la “criminalizzazione” delle prostitute.”

    Peccato però che giungere alla conclusione che lo HRW sia contro la depenalizzazione usando questa frase mozza sia totalmente fuorviante, visto che é stata privata della sua parte conclusiva. Infatti la frase completa é questa:

    “Criminalisation of sex work can cause or worsen a host of ancillary human rights violations, including exposure to violence from private actors, police abuse, discriminatory law enforcement and vulnerability to blackmail, control, and abuse by criminals. According to HRW, these severe and common consequences, and the strong personal interest that people have in making their own bodies, mean it is unreasonable and disproportionate for the state to use criminal punishment to discourage sex work.”;

    Fonte: http://www.nswp.org/news-story/human-rights-watch-supports-push-decriminalising-voluntary-sex-work-adults

    2) noto che continui a ripostare materiale al quale ho già molto ampiamente controargomentato sopra. Mi viene il dubbio che tu non legga quel che posto o che tu non sappia come procedere nella discussione. A tutto quel che argomenta (e sono opinioni) il CATW ho già riposto, quindi non sto a ripetermi;

    3) sono tutti articoli molto interessanti, però non di tutti c’é l’autorevolezza della fonte né il link diretto all’articolo, ed in più l’articolo più recente é del 2010 (ma la maggioranza delle fonti risale al 2006-2008), mentre la letteratura attuale, ivi compresa l’OMS, sta dibattendo su articoli e ricerche del 2014/2015, quindi molto più recenti e più attendibili. Oltre a questo, non tutte le fonti riportate sono ricerche, ma o articoli di giornali oppure semplici pareri di persone, per quanto influenti ed autorevoli. Senza dubbio é materiale interessante, anche se non so di quanta utilità pratica.
    Comunque ti assicuro che di tutto il materiale che hai linkato tu l’OMS ne ha sicuramente tenuto conto, visto che per giungere alle sue conclusioni avrà certamente fatto quel che si chiamano “metanalisi”, ovvero l’analisi di tutte le ricerche scientifiche su di un dato argomento, creando un campione unico globale con valori ponderati per ogni studio. E lo so perché é la prassi, le ho fatte e le faccio pure io. Probabilmente le ricerche che hai riportato rappresentano una parte poco attendibile o comunque minima di tutte le evidenze attualmente esistenti, altrimenti tutti gli elementi e le organizzazioni/enti utilizzate da Amnesty a sostegno della sua proposta (“the World Health Organisation, UN AIDS, UN Women and the UN Special Rapporteur on the Right to Health”) si sarebbero espresse in modo esattamente opposto al loro parere attuale, non credi?;

    4) guarda, potremmo continuare per altri 12 posts a linkarci materiale. Quel che tu posti mediamente SONO PARERI SOGGETTIVI, di persone o di organizzazioni, non dati di ricerche scientifiche. Non nego che ci siano studi che vanno contro a quel che sostengo io, ma bisogna anche valutarne il peso, la numerosità del campione, la metodologia utilizzata e via dicendo.
    Per prendere una decisione così delicata non possiamo basarci solo ed esclusivamente sulla morale o sui pareri, che sono robe astratte e soggettive, quindi fallaci, ma anche e soprattutto sull’analisi di dati misurabili, oggettivabili, quantificabili ed esprimibili, quindi in parole povere secondo il criterio scientifico.
    Ovviamente anche la morale é importante, però non possiamo farla valere solo quando ci fa comodo: o la usiamo sempre, oppure la abbandoniamo sempre;

    5) a tutte le domande che hai posto tu ho già ampiamente e pedissequamente risposto sopra, postando articoli attendibili e molto recenti. Ti ripeto, c’é un motivo per il quale tutte le agenzie e le organizzazioni di cui sopra sono più per le mie posizioni che per le tue.

    Boh, non so se é migliore. Sicuramente dalla mia parte ci sono le principali organizzazioni mondiali che si occupano di salute e mi piace pensare che ci sia un perché, e che questo perché sia oggettivamente valido e condivisibile.
    Comunque ci tengo a farti notare che é da quando ho iniziato a confrontarmi con te che ho “iniziato a vagliare un’altra prospettiva sulla questione”, come dici tu, prendendola seriamente in considerazione ed apprendendo anche – non lo nego – delle cose che non sapevo riguardo al punto di vista altrui, anche se tuttavia non ho trovato ragioni valide per poterla ritenere condivisibile, cambiando così il mio modo di pensare al riguardo. E lo stesso varrà per te, ovviamente.

    Diciamo che é giusto che ognuno rimanga della propria posizione, visto che ognuno, nel rispetto dei diritti altrui, ha il sacrosanto diritto di portare avanti la propria opinione. Continua a preferire l’utopia che ritieni più giusta e condivisibile: del resto ognuno é e dovrebbe essere libero di vivere nell’utopia che preferisce, anche se non di pretendere che ci vogliano vivere anche gli altri.

    E’ stato un piacere discutere con te, ti ringrazio per la bella e costruttiva esperienza.

    • “La criminalizzazione del lavoro sessuale può causare o peggiorare una serie di violazioni dei diritti umani accessorie, compresa l’esposizione a violenze da parte di privati, abusi della polizia, una applicazione della legge discriminatoria e la vulnerabilità ai ricatti, al controllo, e agli abusi da parte dei criminali. Secondo HRW, queste conseguenze gravi e comuni, e il forte interesse personale che le persone hanno nel gestire il proprio corpo, fanno sì che è irragionevole e esagerato che uno Stato utilizzi sanzioni penali per scoraggiare il lavoro sessuale.”

      Questa è la porzione che io ho citato: “Criminalisation of sex work can cause or worsen a host of ancillary human rights violations…”, affermando “Human Right Watch si esprime quindi contro la “criminalizzazione” delle prostitute.”

      Ho tradito il senso delle affermazioni di Human Right Watch? Non mi pare. Human Right Watch di fatto si esprime contro la criminalizzazione della prostituta. Quindi no, non mi sembra di aver tradito o decontestualizzato un messaggio chiarissimo, che per altro ho più volte affermato di condividere appieno.

      Non sono permalosa, è che sinceramente, non mi sembra proprio di aver “stravolto” alcunché. A meno che non concordiamo sul termine “stravolgere”; ad esempio un messaggio distorto sarebbe stato “HRW non concorda con Amnesty”, e io una cosa del genere non l’ho mai scritta.

    • I diritti umani, oltre ad essere una branca del diritto, sono un concetto che per forza di cose deve fare i conti con la trattazione teorica. E quindi si entra nel campo della speculazione filosofica, perché in quale altro modo si può stabilire cosa è un diritto umano e cosa non lo è?
      Certo non ci sono dati empirici che possano dimostrarci al di là di ogni ragionevole dubbio quali e quanti sono i diritti umani.
      Per secoli i cosiddetti giusnaturalisti, derivandoli direttamente dalla “natura dell’uomo”, hanno ritenuto di poter mettere al riparo da ogni confutazione l’enunciazione di una serie di diritti, ma oggi siamo ben consapevoli del fatto che l’elenco dei diritti dell’uomo si è modificato e va modificandosi col mutare del contesto storico, dei bisogni e degli interessi, delle classi al potere, dei mezzi disponibili per la loro attuazione, ecc.
      Ritengo che se si vuole aggiungere ai diritti umani il “diritto al sesso”, non c’è altro modo per affrontare la questione che interrogarsi sulle conseguenze dal punto di vista etico.

      Se riflettiamo, l’enunciazione di un diritto comporta un relativo divieto: il riconoscimento del diritto a non essere torturati implica il divieto a torturare. Se assumiamoo il punto di vista del torturatore, l’enunciazione del diritto a non essere torturati sopprime il suo “diritto a torturare”. (Ci sono state epoce nelle quali era legittimo rivendicare un simile diritto, per quanto oggi possa sembrarci assurdo.)

      L’OMS, che si occupa di salute, può dirci che costringere le persone all’astinenza sessuale è dannoso per la loro salute; può dirci che il rapporto sessuale è anche un eccellente antidepressivo naturale, e questa è medicina.
      Ma può dirci se è da considerare legittimo reclamare il diritto di avere un altro essere umano a disposizione per consumare un atto sessuale?
      Forse la scienza medica può aiutarci, quando ci dice che molte persone dedite alla prostituzione soffrono di depressione o di disturbo post-traumatico da stress (DPTS), che alla lunga sviluppano disturbi nella sfera affettiva e sessuale e disturbi del sonno…
      Questi sono tutti elementi che possono influenzare la discussione, ma si tratta sempre di una decisione da prendere in coscienza: sul piatto della bilacia ci sono due diritti: il diritto del tortutato e quello del torturatore, il diritto del cliente e il diritto della prostituta, che sono speculari, e uno esclude l’altro.

      • Ex-it ha detto:

        L’international Council Meeting di Amnesty ha approvato il draft, come mi aspettavo. Ecco la risposta di Amnesty a tutte le obiezioni più comuni, una specie di Q&A. Le domande sono queste, e direi che le risposte rispondono a tutto quello di cui abbiamo parlato in questi giorni. Assolutamente da leggere:

        1) Why does Amnesty need a policy to protect the human rights of sex workers?
        2) What is the difference between legalization and decriminalization? Why isn’t Amnesty International calling for sex work to be legalized?
        3) Doesn’t decriminalizing sex work just encourage trafficking?
        4) How does decriminalizing sex work protect women’s rights?
        5) What evidence does Amnesty have to back up its proposed policy on sex work?
        6) Those who sell sex need protection, but why protect the “pimps”?
        7) Why doesn’t Amnesty International support the Nordic model?
        8) Why does Amnesty International believe that paying for sex work is a human right?
        9) As a human rights organization, does this vote mean that you are promoting sex work?
        10) Amnesty International has adopted a resolution, but what happens next?

        Non aggiungo altro, ti allego solo il link. Ciao

        http://www.amnestyusa.org/news/press-releases/qa-on-the-policy-to-protect-human-rights-of-sex-workers

        —————————————————————

        P.S. Domani parto e torno il 24 agosto, quindi se posti qualcosa non posso risponderti. Al massimo lo farò quando torno. Buone vacanze, se non le hai già fatte!

      • http://infosullaprostituzione.blogspot.it/2015/08/e-stata-approvata-dublinouna.html

        https://simonasforza.wordpress.com/2015/08/12/un-finale-che-non-avremmo-voluto-vedere-amnesty2015/

        http://feministcurrent.com/13026/amnesty-cracks-champagne-in-celebration-of-johns-rights/

        “How do women end up in prostitution and why?” is a question Amnesty has intentionally avoided addressing, as is the question of why it is acceptable that this industry exists at all.

        While their statement says, “Amnesty International considers human trafficking abhorrent in all of its forms, including sexual exploitation, and should be criminalized as a matter of international law,” they have not acknowledged that trafficking exists only because women do not want to be in prostitution. It exists because prostitution exists. It exists to feed demand. If the sex industry were something freely chosen by women and girls, there would be no need to traffic them. Amnesty’s efforts to draw a clear line between “sex work” and trafficking only shows how deeply ignorant they are, in terms of the realities of the industry. Or, alternatively, that they simply don’t care.

        https://www.change.org/p/southern-poverty-law-center-designate-amnesty-international-as-men-s-rights-extremists?recruiter=9226718&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink

        …in a call to support for the proposal, Ken Roth of Human Rights Watch wrote on Twitter: “All want to end poverty, but in meantime why deny poor women the option of voluntary sex work?” Even overlooking the absurdity that poor women “volunteer” for any sort of abuse, this statement again conveniently masks the agents: men. Translated, this statement should be understood as “All want to end poverty, but in meantime why deny men sexual access to poor women’s bodies?”

    • IDA ha detto:

      Proteggere i diritti dei lavoratori del sesso.
      In Austria e in Germania, per quello che conosco io, le prostitute hanno una tessera sanitaria, se risultano positive ad malattie sessualmente trasmissibili, o sieropositive, la tessera viene ritirata e non possono esercitare, pena il carcere. Così si difende il diritto di un lavoratore? licenziandolo se si ammala di una malattia professionale? Strano modo davvero di difendere i diritti di un lavoratore.
      Perchè a tutti questi difensori dei diritti, non hanno mai pensato di fare una tessera sanitaria al cliente? Infondo sono i clienti che forzano le ragazze ad avere rapporti senza preservativo. Se viene considerato normale schedare chi vende il sesso, perchè non schedare anche chi lo acquista?
      Comunque, continuo a vedere che Amnesty ha una visione dei diritti umani selettiva. Riconosce il diritto a prostituirsi, riconosce il diritto a comprare sesso, riconosce il diritto a sfruttare, ma non riconosce come diritto umano il NON Prostituirsi.

  18. quark ha detto:

    ” Perchè un filmato dovrebbe essere credibile ? ” . Vuoi dire che le interviste alle ragazze , ai gestori dei locali , alle forze dell’ordine sono tutte false ? Ti rimane così difficile credere che ci siano così tante donne che preferiscono prostituirsi invece che andare a fare la cameriera ? Lo sai che in una sera queste ragazze guadagnano quanto una donna che fa le pulizie nelle case in un mese ? Tutti i tuoi ragionamenti sullo sfruttamento del corpo della donna prova a farli a quelle ragazze che hai visto nei filmati . Vedrai che risate si fanno ….

    • Io non sto dicendo che le interviste sono “false”: ovvi che quelle persone sono state intervistate, e hanno detto quello che sentiamo. Ma questo non ci dice nulla sul fenomeno della prostituzione, né in che misura le donne prostituite siano libere felici.
      Questa è un’intervista nella quale si sostiene che ci stanno avvelenando con le “scie chimiche”: https://www.youtube.com/watch?v=F6wW8eGPXgU
      C’è un video: quindi quello che il video racconta è vero? Sappiamo che non è così.

    • IDA ha detto:

      Certo, ma da dove si evince nel firmato che tutte sono così? Hai qualche dato?
      in Svizzera, il giro della prostituzione sono, 3.5 miliardi di dollari l’anno su 20.000 prostitute. che sono 175.000 dollari l’anno lordi, meno pappone,meno stato, in media, rimangono 50.000 in pratica solo il 28% di quello che incassa. Ma ricordati che è una media, chi mangia un pollo intero e chi nulla. Come vedi non sono grandi cifre.
      Vediamo in germania: 18 miliardi di dollari su 400.000 prostitute, sono 45.000 dollari lordi l’anno a prostituta, che al netto sono 15.000 dollari l’anno. Anche questa è una media. Quindi tutte queste favolose cifre non ci sono per le prostitute, per i papponi si.

    • IDA ha detto:

      Poi scusa, perchè una donna deve andare a fare la cameriera o le pulizie? Può fare l’ingegnere, l’avvocato il medico ecc.. Non c’è proprio alternative o la prostituta o la cameriera.

      • quark ha detto:

        Perdonami Ida , ma le cifre di cui parli nel post precedente non significano nulla . Quanto guadagnano le prostitute lo sanno solo loro … nei locali in Svizzera le tasse le paga il proprietario del locale , le ragazze pagano solo l’affitto della camera . E nessuno si mette a contare quanti clienti ricevono e quanto vengono pagate … per questo motivo è difficile stabilire quanto guagagnano e quanto debbano pagare di tasse . Comunque , fossi in te io non mi preoccuperei molto per quanto riguarda la loro disponibilità economica … a quanto pare …
        http://www.corriere.it/cronache/14_aprile_13/svizzera-dove-prostituirsi-legale-quelle-italiane-frontaliere-sesso-8df8df5c-c2db-11e3-a3de-4531ca6bc782.shtml
        Se pensi che questi sono casi isolati e non la norma , te lo dico con il massimo rispetto , sei veramente ingenua …
        P.S : Se fai l’avvocato o l’ingegnere , forse 7-8000 euro al mese ce la fai anche te a guadagnarli , se fai la cameriera …

      • IDA ha detto:

        Allora: intanto va distrutto un altro mito della regolamentazione, quello delle tasse. Mi stai confermando che con la regolamentazione l’evasione fiscale è una regola.
        Quello che continui a linkarmi, sono delle eccezioni non una regola. Io sarò ingenua, ma non credo alle favole, quell’ immagine idilliaca che ci racconta Ulisse, che le ragazze sono libere lo dice lui, come tutti i “papponi” lo dicono.
        Del denaro che incassano le prostitute, a loro rimane solo una piccola parte, in media il 30%. Questo è per la maggioranza delle prostitute. In germania, tra i 100 più ricchi, ci sono tre papponi, proprietari di catene di bordelli, ma nessuna prostituta, ciò indica che nella prostituzione si diventa ricchi a fare i papponi, non la prostituta.
        La legge tedesca prevede che per essere “sfruttamento” deve essere prelevato oltre il 50% dell’incasso alla prostituta.
        Come sempre si guarda solo la superficie della prostituzione, si evita sempre di vedere oltre le apparenze. In Svizzera, come in Austria e in Germania è in atto una guerra sanguinosa per il controllo della prostituzione, una guerra tra bande dei United Tribuns e gli Hell’ s Angels. E loro sono solo la punta dell’iceberg, sono la manodopera dei grandi proprietari dei bordelli, delle mafie italiana e russa. http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/arrestato_il_boss_degli_hells_angels_in_manette_altri_24_motociclisti/notizie/308121.shtml
        https://2010sdafrika.wordpress.com/2014/08/03/treffen-der-rockerbosse-neco-und-boki/
        Se i soldi come pensi te, rimangono tutti in tasca alle prostitute, che senso ha fare la guerra?

  19. quark ha detto:

    Quelli che te chiami papponi , in Germania sono considerati degli imprenditori … e pagano le tasse … Se a fare la prostituta si guadagnasse così poco come dici tu , questi locali sarebbero vuoti …

    • https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/06/14/legalizzerei-la-prostituzione/ – La Germania, il più grande “bordello” d’Europa, Frédéric Thérin
      (articolo pubblicato da Le Point.fr – traduzione Maria Rossi)
      “Si pensava che il testo normativo che legalizzava “il più vecchio mestiere del mondo”, sostenuto dai socialdemocratici e dai Verdi, permettesse alle peripatetiche di svolgere legalmente il loro lavoro stigmatizzato e di fruire della pensione, dell’assistenza sociale e della sanità come qualsiasi altro salariato. Dodici anni dopo, è venuto il momento di tracciare un bilancio della legge. Esso non è molto incoraggiante. La legge non sembra aver avuto alcun impatto positivo, secondo gli esperti. Peggio ancora: la condizione delle prostitute si sarebbe deteriorata.
      Un reportage diffuso dal canale della televisione pubblica ARD, intitolato Sex- Made in Germany dimostra che la legalizzazione della prostituzione ha provocato un’autentica industrializzazione di questo particolare settore nel quale le donne sono trattate più che mai come “pezzi di carne” da clienti senza scrupoli. (…)
      Ogni giorno, circa un milione di persone fruiscono dei “servizi” di 200.000 prostitute attive in Germania. Più del 65% di queste “professioniste” sarebbe di origine straniera. L’arrivo di numerose Bulgare e Romene, dopo l’entrata dei loro Paesi nell’unione Europea nel 2007, ha provocato un crollo delle tariffe delle prostitute. Certi locali propongono “sesso a volontà” per tutta la notte a partire da 49 euro. In occasione della sua apertura nel 2009, il “Pussy Cat” nei pressi di Stoccarda prometteva nei messaggi pubblicitari “sesso con tutte le donne, per tutto il tempo che volete. Sesso, sesso anale, sesso orale senza preservativo, sesso a tre, orge, gang-bangs”. Questo annuncio e il prezzo “attraente” di 70 euro al giorno aveva attirato quasi 1700 clienti in un week-end. Quasi 700 persone avevano anche fatto la fila dinanzi al bordello prima di poter entrare. (…)
      Questi prezzi ribassati costringono le prostitute a seguire ritmi infernali che possono condurle a “soddisfare” 40 clienti al giorno. Alcuni trafficanti non esitano oggi ad andare a cercare ragazze molto giovani nell’Europa dell’Est per condurle in Germania e costringerle a vendere il proprio corpo. Molte non hanno neppure il diritto di uscire dal locale nel quale si prostituiscono e soltanto l’1% di loro ha stipulato un contratto di lavoro con la casa chiusa che le ospita. Triste bilancio…”

    • IDA ha detto:

      è Proprio questo l’ effetto della regolamentazione. Nobilitare lo sfruttatore. Il pappone diventa imprenditore. (Ma rimane sempre un pappone.) Come imprenditore può negoziare mutui e accedere a soldi pubblici, per sfruttare meglio e con più profitto.
      Jürgen Rudloff , doveva costruire il suo nuovo bordello a Sylt, utilizzando denaro pubblico. Ma c’è stata l’opposizione dell’amministrazione comunale e ha fatto rimandare tutto, ma ancora l’esito è incerto. http://www.shz.de/lokales/sylter-rundschau/rockergeruechte-um-bordell-betreiber-id5409561.html
      Jürgen Rudloff entro la fine dell’anno, avrà un processo con 30 capi d’imputazione che vanno dal tentato omicidio all’evasione fiscale. Ma si prevede che rischia solo per evasione fiscale, perchè per gli altri reati, grazie alla legge del 2002, sfruttamento, induzione, violenza, ecc.. non sono dimostrabili. Non a caso Jürgen Rudloff è chiamatp “Mastro Lindo” Perchè è sempre sotto inchiesta e ne esce fuori sempre pulito.
      L’inchesta del “Der Spiegel” del 2013 http://www.spiegel.de/international/germany/human-trafficking-persists-despite-legality-of-prostitution-in-germany-a-902533.html
      che certamente conoscerai, si valeva della testimonianza di alcune ragazze, una di queste è stata ritrovata per strada in fin di vita. Lavorava al Paradise di Jürgen Rudloff,
      Lei ha riconosciuto gli aggressori, che sono due buttafuori del Paradise, gli aggressori, sono stati arrestati ma Jürgen Rudloff, certamente sarà assolto.
      http://www.rp-online.de/panorama/deutschland/hells-angels-rocker-frank-hanebuth-wieder-auf-freiem-fuss-aid-1.5268929
      Frank Hanebuth, arrestato per prostituzione forzata e maltrattamento delle donne, perchè le torturava; le sue vittime finivano tutte a lavorare al Paradise, strana coincidenza.
      Ora Jürgen Rudloff, è il più intraprendente, ma non è l’unico, non possiamo dimenticare la catena dei bordelli “il Pashà” di Colonia.

      • Nato Invisibile ha detto:

        Cara Ida, so che rischio di sembrare un tantino caustica, ma ho come l’impressione che questi giovanotti stiano un po’ giocando, al solo fine di smontare l’efficacia dei nostri ragionamenti, invece che dei nostri argomenti. Non ce l’ho fatta a leggere tutti link dei molti commenti, lo confesso.

        Il diritto di prostituirsi perché ci piace farlo, vantato da Amnesty, rappresenta per un’operatrice/operatore un diritto che potremmo paragonare a quello di assumere sostanze stupefacenti, perché tanto ci piace! Se le piace, ha il diritto di farlo! Anche qui il dibattito sarebbe analogo: di droghe (e di prostituzione) si muore, ci si ammala, si viene emarginati, si entra in un commercio illegale e criminoso, in alcuni paesi l’uso ne è legalizzato e, per una fortuita 🙂 coincidenza, ubicato a pochi metri dalle vetrine in cui svettano delle allegre ragazze che esercitano liberamente i propri diritti! Alcune sostanze classificate illegali avrebbero invece fini terapeutici. La droga dà anche l’opportunità di guadagnare e di girare con belle auto tanto ai commercianti quanto ai consumatori, lasciamo stare quelli che muoiono nel silenzio e nell’indifferenza con la siringa al braccio, a noi piacciono le inchieste che ci svelano l’elevato contenuto di residui di certe sostanze eccitanti negli scarichi del parlamento, qui da noi… E su questo argomento non aprirei alcuna discussione. Era solo un esempio per illustrare il genio di questi difensori dei diritti delle donne di prostituirsi, dei papponi di essere nobilitati, e di loro consumatori di lavarsi la coscienza, indossando i paraocchi di chi questo diritto di prostituirsi glielo vuol proprio dare alle proprie amiche felici, coi macchinoni intorno al buco.

        Torno a chiedere a questi uomini progressisti e liberali, che ci vogliono svecchiare dalle nostre morali bigotte e ancorate a quei romanzati film per cui esisterebbero delle non comprovate tratte che violano ogni diritto umano, uomini che si prodigano per il bene di quelle donne che invece esercitano il loro diritto di affittarvi i propri orifizi, indorandovi la pillola a suon di benefit e spassosi passatempo,
        voi uomini, con sincerità, perché non incoraggiate le vostre mogli e compagne, le vostre sorelle, le vostre figlie o almeno le vostre madri a trovare un impiego presso uno dei centri da voi stessi frequentato, per pochi mesi, così da provare il facile guadagno, la massima sicurezza sanitaria, il rispetto della civiltà, ed il piacere di spassarsela con tanti bei fusti, potendo rifiutare anche i bruttini?! Mandateci una vostra familiare e poi a fine tour, vi fate spiegare la gratificazione e la passione che può nascere sul campo, e poi mandate le vostre lettere di ringraziamento ad Amnesty, che vi avrà consentito di non avere più il problema di pagare i conti a fine mese. Certo, sempre se accettiate che le vostre donne portino a casa più soldi di voi.
        Perché bisogna che entriate nel vivo dell’argomento, state troppo comodi nei vostri pantaloni slacciati e nelle vostre prigioni dorate per principesse costose che raccontano la favola alle vostre coscienze. Vendete vostra figlia a trenta uomini la settimana, per una ventina di settimane, nel più grazioso bordello che imprenditore abbia mai costruito. Vedrete che svolta nella sua vita! E nella vostra. Poi raccontateci di Lei, raccontatelo a tutti. A tutti. E ringraziate Amnesty per averle difeso questo inalienabile diritto.

        Professorini di sesso a pagamento top. E ditelo, che quando il portafoglio è magro, o quando avete la necessità impellente, fate anche una capatina sulle tangenziali delle vostre cittadine moraliste, e date quattro soldi alla poveretta schiavizzata di turno almeno le avrete fatto beneficienza.. Datele anche l’indirizzo del vostro bordello con partita Iva di fiducia. Ditelo che quando parlate di vacanze del sesso, almeno una volta vi siete recati anche nei paesi in cui si va per turismo sessuale, anche su minori, visto che noi italiani siamo i maggiori turisti del sesso in Indonesia, per citarne una, e il link trovatelo da soli. Voi che conoscete le prostitute dorate, non l’avete fatta un po’ di gavetta? Subito al top? Mi fate pena. Ecco, cosa dovreste fare: mandarci le vostre donne. Prima sulla strada e poi nei bordelli. La coscienza ve la lava Amnesty, tranquilli.

  20. Ex-it ha detto:

    Car* amic*,

    non sto a rispondervi di nuovo, anche perché direi che quel che ho postato finora contiene le risposte a qualsiasi domanda, basterebbe leggere attentamente e magari comprendere. Quel che ho scritto e quel che sostiene Amnesty a mio avviso é chiarissimo al di là di ogni dubbio, tant’é vero che le suddette tesi sono corroborate da decine di studi, così chiare da scomodare persino l’OMS e svariate altre associazioni per la salute, cosa che in favore della tesi opposta, mi spiace tantissimo per voi, non avviene. Se non volete cedere alle evidenze scientifiche e, oltre a queste, all’analisi del clamoroso fallimento del modello nordico, che vi ho pedissequamente documentato, non so cosa dirvi. Solo una cosa, che tutte le volte pare venga dimenticata: AMNESTY IN OGNI SUO COMUNICATO RIPETE CHE CON QUESTA PRESA DI POSIZIONE NON STA AFFATTO INCENTIVANDO LO SFRUTTAMENTO O SOSTENENDO CHE PROSTITUIRSI E’ UN DIRITTO UMANO!!!!!!
    Ma d’altra parte se nessuno riesce a capire il senso dell argomentazioni, svincolandosi dalla morale, non é certo colpa di chi scrive né di Amnesty, che le suddette cose può ripeterle 187 volte, poverina, tanto é comunque inutile.

    Solo una cosa ti prego, Nato Invisibile ed in generale tutt*: non accusate pateticamente gente che non conoscete – mi par di capire solo perché non la si pensa come voi, visto che non vedo ombra di contenuti – di appoggiare la prostituzione o di andare con chi la pratica (!!!!!!), perché é una cosa meschina, viscida e davvero degradante, una cosa da omuncoli, che certo non vi fa fare bella figura: non tanto per chi queste accuse é costretto a leggerle, che al massimo ci ride su, ma piuttosto per voi, che queste cose le usate come armi di discussione e che poi fate la figura dei cafoni arroganti, discretamente ignoranti ed anche parecchio ma parecchio – quindi soprattutto – stronzi. Ma vabbé, evidentemente sono le uniche armi che possiedete. E mi spiace tantissimo. ❤
    Comunque tranquill*: con le patetiche armi di discussione degli stronzi e l'arroganza di certe persone Amnesty ci si pulisce il logo.

    Ognuno rimanga della propria idea, tanto fortunatamente il draft é passato, con buona pace vostra. Io continuerò ad essere orgogliosamente socio sostenitore della Sezione Italiana di AI, dando il mio contributo in tutti i sensi possibili, e voi no. Pazienza, il mondo va avanti lo stesso.

    Un caro saluto. 😉

    ——————————————————————————

    P.S. Tutte le persone che conosco che, come me, sono soci sostenitori di AI (e vi assicuro che per il lavoro che faccio ne conosco davvero moltissime, nell'ordine delle decine, visto che lavoro proprio per una ONG) e coi quali ho avuto modo di parlare della cosa, hanno capito subito e pienamente il senso della proposta di Amnesty e la appoggiano in toto, senza vederci ipocrisia o chissà quale roba strana e pericolosa. Mi spiace davvero tantissimo non essere riuscito a far capire il senso della posizione di AI, ma più di questo non posso fare, e certamente é un limite mio.

    • Io credo che tu trovi grande difficoltà a comprendere il motivo per cui – seppure abbiamo perfettamente compreso il punto di vista di Amnesty – continuiamo a non essere d’accordo.
      Di argomenti ne abbiamo portati tanti, ma – come scrive Ida – non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
      Comunque qui trovi un’osservazione interessante: https://atrickofthetrade.wordpress.com/2015/08/09/if-full-decriminalization-will-protect-women-in-prostitution-from-these-men-why-do-these-men-want-it/
      Se la politica di Amnesty si propone di rendere più sicura la vita delle donne nella prostituzione, perché gli uomini che abusano di quelle donne concordano con la sua politica?

      • Ex-it ha detto:

        Ehr… guarda che per me la discussione é finita da tempo. Figurati se mi metto di nuovo a riscrivere pipponi infiniti ripetendo le stesse cose che ho già scritto svariate volte sopra! Ma manco morto! Direi che ho già detto quel che volevo dire, quindi mi fermo qui. 😀
        Alla questione di cui tu ri-parli nella speranza di riattaccare il discorso ti ho già risposto diverse volte sopra, ma tu preferisci pensare che Amnesty “difenda i papponi” e che sia per il “diritto alla prostituzione”, quindi ok, come vuoi tu. Nessun problema, la libertà di espressione é stupenda perché si può avere il diritto di dissentire e di continuare a pensarla come si vuole, nei limiti del rispetto e della libertà fisica e di pensiero altrui.

        Continua a pensarla come vuoi tu, liberissima di farlo, io continuerò a pensarla come voglio io: nessuno di noi due fa un torto all’altro, quindi va bene così.

        Ciao e grazie per il bellissimo scambio, buona fortuna per tutto! 😉

      • Solo una precisazione: io non “attacco discorso”. Questo è il mio blog, e mi sembra educato rispondere a chi inserisce dei commenti.
        Buona fortuna anche a te.

    • Nato Invisibile ha detto:

      Ahi ahi, qualcuno si è sentito punto sul vivo, benché nella mia risposta a Ida, e ai professorini in generale, io non avessi fatto riferimento ad alcun commentatore in particolare, né io abbia costretto alcuno a leggere alcunché. Subito ecco che il maschio alfa di turno eleva la discussione a toni più consoni ai propri istinti. Gli stessi istinti repressi che lo stesso maschione usa sfogare per una manciata di spiccioli, presso la femmina a pagamento. Una conclusione degna della frantumazione di parti basse politically correct con la quale ci ha deliziato fin qui, nel fallimentare tentativo di acquisire popolarità e fare proseliti. Insulti, parolacce, risentimento, messa in ridicolo e tentativo di elevarsi dalla discussione… aspetta un po’, ma non è che davvero qualche gran moralista e Salvatore delle libere menti, frequenta tangenziali e thailandia..? Coi soldi guadagnati onestamente nel suo circoletto no profit! tipico. Banale e mediocre assalto, che conferma, con piccato risentimento, la veridicità del proverbio che chi predica bene razzola male.. Ergo già non me aveva impressionato prima, il professore di turno, figuriamoci adesso. Ma che caduta di stile! In vacanza ci sarà andato con sua moglie, però, perché se fosse stato presso le sue amiche in affitto, ora sarebbe molto più rilassato e non insulterebbe un insignificante commento.. La moglie non gliela dà. E per le amichette la paghetta dei genitori questo mese non basta. Dura la vita eh? Buona fortuna gentil passante. Non è il sig. Spaccacxxi sotto pseudonimo, vero? Talvolta penso che il genio degli FKK si insinui fra i commenti a casaccio per riabilitarsi, in segreto. Sei tu?!

      • Ex-it ha detto:

        “Maschio alfa”???

        “Frantumazione di parti basse politically correct?” (Questa é divertentissima, me la segno: posso riciclarla con qualche bambino dell’asilo).

        “La moglie non gliela dà”???

        Ma cosa stai blaterando??? E soprattutto, ma come ti permetti??? O_O
        Nato Invisibile, sei decisamente una persona orribile: sei arrogante, presuntuoso, cafone, villano, superficiale, villano, bigotto, ignorante ed arretrato, e con questo patetico commento, dove insisti a tranciar giudizi ad cazzum senza nemmeno conoscermi, guardandoti BENISSIMO dallo scrivere qualcosa che sia anche solo lontanamente inerente alla discussione (a proposito, come fai, in 21 righe di stronzate estremamente arroganti ed offensive, a non scrivere alcunché di produttivo? Certo che ci vuol talento! Me lo insegni? Eddààààiii, così la prossima volta che vorrò passare da povero imbecille infilandomi in una discussione fino a quel momento seria e ricca di contenuti partirò con una marcia in più! :-D) hai dimostrato ampiamente quello che sei.

        Condoglianze VIVISSIME, a te, al tuo encefalo ed ha chi ha il tremendo dispiacere di frequentarti.

      • Ex-it, Nato invisibile ti ha chiesto se sei un frequentatore di prostitute (o di sex workers). Forse ha usato un tono sarcastico che esprime tutta la sua disapprovazione – ma è inevitabile, se si è abolizionisti e per la criminalizzazione del cliente!
        Ovviamente dietro le sue affermazioni c’è una analisi della figura del cliente che Amnesty International non prende minimamente in considerazione.

  21. Ex-it ha detto:

    Spiace quando si arriva a certi punti, ma son cose che succedono quando certi individui sconosciuti ti dicono che, nell’ordine:

    1) vai a prostitute;

    2) vai a fare turismo sessuale in Thailandia;

    3) ti invitano a far prostituire le “tue donne”, senza nemmeno appurare se sei sposato, fidanzato o se hai figlie (e infatti non ho nulla di tutto questo: va bene lo stesso se faccio prostituire mia madre?);

    4) sei un maschio alfa;

    5) sei un “maschione represso”;

    6) dopo aver fatto né più né meno che INFORMAZIONE CORRETTA – che ovviamente l’individuo di cui sopra si é ben guardato dal’approfondire, per sua stessa ammissione, perché giustamente non sia mai che si possa far qualcosa per uscire dalla putridissima palude d’ignoranza in cui si é – sei un “frantumatore di parti basse politically correct”;

    7) “detieni” un circoletto no profit (come fa a saperlo cosa faccio?? Manco l’avessi taciuto: SONO UNO PSICOLOGO!! Ma te guarda quanta arroganza!! Ma già, leggere costa troppa fatica, più facile blaterare alla cazzo cose senza senso). Che poi vero, che c’é di male nel gestire un circoletto no profit lo sa solo lui;

    8) del frequentatore delle tangenziali in Thailandia;

    9) del moralista e del salvatore di libere menti (quindi a lui questa cosa non tange, visto che pare che per poter essere salvati da un “salvatore di libere menti” [???] si debba avere non dico una mente libera, ma quantomeno una mente);

    10) che predico bene e razzolo male (ok, va bene, ora m’incazzo sul serio: faccio volontariato da 16 anni nel settore prima emergenza, sono uno psicologo clinico, lavoro con una importante ONG e sostengo Amnesty, Medici Senza Frontiere e oltretutto sono socio ANPI e devo sentirmi dire da questo ignoto tizio qui che “predico bene e razzolo male”!?!? Sul serio??? Mai vista così tanta arroganza concentrata in una sola persona!!). E lui che fa nella vita, oltre a scrivere cazzate prive di senso e denigrare gli altri in maniera del tutto gratuita su di blog dove si sta affrontando una discussione fino A QUEL MOMENTO – prima che arrivasse lui, il buffone di corte – seria e delicata?;

    11) sei praticamente un pappone, visto che ho delle “amiche in affitto”.

    Però il meglio lo si raggiunge alla fine. E’ infatti solitamente a quel punto che i tizi arroganti danno il meglio delle loro sinapsi a forma di fallo, in cerca di una brillantezza che da seri e nel mondo reale non avrebbero mai:

    .

    Insomma, dopo tutto questa endovena di arroganza, ‘sto cumulo di offese e di material simil-fecaloide, credo che uno il diritto di incazzarsi leggermente e di mandare il commentatore educatamente a fare in culo ce l’avrebbe un pochino, e senza sentirsi nemmeno in colpa, ti dirò di più.

    Che poi non capisco: ‘zzo vuole, questo qui?? Si stava tanto bene a discutere io, te e pochi altri! Che bisogno c’era di infilarsi nella discussione e molto indirettamente cominciare a denigrar gli sconosciuti con questi toni arroganti e beceri?
    Capisco che non ne sai una mazza e ti rode ampiamente il rendertene conto, ma perlomeno se poi il tizio che ti ha attaccato ti risponde, non far finta di nulla e non dire GNE GNE GNE “qualcuno si è sentito punto sul vivo, (…) non ho costretto alcuno a leggere alcunché”, perché oltre che arrogante, ignorante e cafone a quel punto sei pure un pochetto paraculo. Ma guarda te!!

    Non te la prendere con me, Riccio, ma piuttosto con chi con la sua arroganza, la sua ignoranza e la sua cafonaggine ha rovinato un clima di confronto fino a quel momento mediamente molto costruttivo, serio e ricco di argomenti.

    Anche se vabbé, ognuno del resto usa gli strumenti che si ritrova.

  22. Nato Invisibile ha detto:

    Cara Riccio, ti chiedo scusa per aver scatenato il risentimento di altri utenti, il commento galeotto, in cui rispondevo a Ida, non aveva la pretesa di essere condiviso da tutti, era comprensibilmente è volutamente sarcastico. Ma non offendeva alcuno specifico commentatore maschio o femmina, né si riferiva ad alcuna affermazione di exit o di altri in particolare, e voleva solo illustrare un paradosso. Discettare astrattamente slegando il singolo dal tutto, a mio avviso, ammantava di una dorata aura ciò che dorato non è. Senza inscenare drammi o punizioni capitali, e senza offendere alcuno, nello specifico, ho estremizzato il pensiero di chi si lava la coscienza, si tappa gli occhi sotto la sabbia, e parla in astratto. Come chiarito in precedenza, condivido la tua analisi sul perché Amnesty si sbaglia. Come già evidenziato in parecchi commenti tuoi e di altri utenti, è singolare constatare che in merito all’argomento prostituzione i più irritabili siano i commentatori maschi, che siano clienti o no del sex work, al contrario delle femminucce e delle sex workers, che pure hanno espresso, anche in altri post, le proprie opinioni dirette senza ricorrere a turpiloquio e insulti ecc.
    Caro exit, il tuo curriculum non mi sorprende, e le tue parolacce non attaccano. Senza che io abbia fatto niente per offenderti, né mi sia riferita a te, con la tua rabbia hai incarnato perfettamente il signor perbenista benpensante che sotto sotto… Se ti risenti delle intrusioni che si discostano dal tuo retto e corretto punto di vista e dal tuo amabile e lucido e colto dialogo, perchè le alimenti? E perché ti senti offeso dall’essere identificabile con un cliente del sex work? E poi, davvero, di fronte a chi non ha argomenti né cervello, ti sembra adeguato alla tua posizione scendere dal tuo livello per abbassarti al mio, anzi, più in basso, tanto che io non ti ho accusato né insultato direttamente, al limite, è solo al secondo giro di insulti, ti ho solo chiesto se frequenti prostitute o meno. Sei tu che vai a scandagliare il tuo intimo e me lo dai in pasto. Forse lì c’è qualche sassolino che, in sincerità, mi spiace di aver smosso, ma ci tengo a precisare che a me proprio non interessa. Tutti possono prendere un titolo ed esercitare una professione, non c’è da essere geni né benefattori. Questo blog, se leggi, è la testimonianza continua degli scempi e degli orrori posti in essere da professionisti titolati, che hanno il potere e l’autorità di rivittimizzare le persone vittime di svariati abusi di genere. Pertanto il tuo titolo ti schiera nel calderone di coloro che esercitano.. Ma esercitano bene o male?! A giudicare dai tuoi commenti a me riferiti è da come ti scaldi per nulla… C’è da rabbrividire. Ma lascia stare, che il tuo astio ti fa male alla salute.. Stai bene, non ti adirare, e la prossima volta che vai in vacanza rilassati, e fatti una risata, che nessuno ce l’ha con te. O almeno io no. Stai sereno e dormi tranquillo. E per quel che mi riguarda, sono ben felice di non aver cervello, con o senza la tua approvazione, e di continuare a non insultarti, con o senza le tue provocazioni. Ma d’accordo con Amnesty, no grazie.

  23. Ex-it ha detto:

    Ah, capisco. Ma pensa te che fine argomentatore é Nato Invisibile! Ed io che pensavo fosse un semplice provocatore qualunquista che non sapendo come argomentare preferisce denigrare e sfottere chi non la pensa come lui! E invece analizza cose che Amnesty nemmeno prende in considerazione! Ma pensa te! Complimenti vivissimi a lui per la profondità degli argomenti, che evidentemente solo io non riesco – ahimé, che disgrazia! – a comprendere, ed a te per avermi aperto gli occhi. Adesso mi si aprono dinanzi infiniti spazi aperti e prospettive inusitate, che quasi quasi mi fanno ritrattare quanto sostenuto finora. Vedi che alle volte scrivere in un italiano inutilmente altisonante cagate arroganti, offensive e prive di senso aiuta? E poi la gente ha pure il coraggio di parlare di meritocrazia! E’ proprio vero, cosa diamine studiamo a fare, quando il primo cafone é più credibile e difendibile di uno che riporta gli studi dell’OMS e si spertica a star dietro a ricerche longitudinali riportanti il fallimento del modello nordico? A saperlo prima, mannaggia…

    Ho una proposta per questo talento inespresso: la prossima volta potrebbe andare a confutare LUI la proposta di Amnesty, facendo capire quanto questa poco sia lungimirante nel suo ignorare certi fatti riguardo alla “posizione del cliente”, contrapponendosi per contro agli studi dell’OMS. Sono sicuro che farebbe un figurone! Tanto come chiarezza espositiva e profondità di pensiero siamo più o meno lì.

    Oh sì. Fra questo qui, Amnesty e l’OMS ci corre davvero poco. Giusto qualche milione d’anni d’evoluzione.

    • OMS, OMS, OMS… Parliamo di quello che ci dice l’OMS sulla salute sessuale, allora.
      Recentemente l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emesso un documento – anche questo molto discusso per altri motivi, che non staremo ad approfondire in questa sede – dal titolo “Standard per l’Educazione Sessuale in Europa”, che nell’introduzione fornisce alcune interessanti definizioni che ci forniscono il nesso fra salute e sessualità.
      “la salute sessuale è uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale relativo alla sessualità; non consiste nella semplice assenza di malattie, disfunzioni o infermità. La salute sessuale richiede un approccio positivo e rispettoso alla sessualità e alle relazioni sessuali come pure la possibilità di fare esperienze sessuali piacevoli e sicure, libere da coercizione, discriminazione e violenza. Per raggiungere e mantenere la salute sessuale, i diritti sessuali di ogni essere umano devono essere rispettati, protetti e soddisfatti .”
      “I diritti sessuali comprendono diritti umani che sono già riconosciuti da leggi nazionali, dalle carte internazionali sui diritti umani e da altre dichiarazioni di consenso. Essi comprendono il diritto di tutti gli esseri umani, liberi da coercizione, discriminazione e violenza, a:
      il più alto livello raggiungibile di salute sessuale, comprendendo l’accesso ai servizi sanitari per la salute sessuale e riproduttiva;
      ricercare, ricevere e divulgare informazioni relative alla sessualità;
      l’educazione sessuale;
      il rispetto per l’integrità fisica;
      scegliere il proprio/la propria partner;
      decidere se essere o meno sessualmente attivi;
      relazioni sessuali consensuali;
      matrimonio consensuale;
      decidere se, e quando, avere figli;
      ricercare una vita sessuale soddisfacente, sicura e piacevole.
      L’esercizio responsabile dei diritti umani richiede che tutti gli esseri umani rispettino i diritti altrui.”
      (“Standard per l’Educazione Sessuale in Europa, Quadro di riferimento per responsabili delle politiche, autorità scolastiche e sanitarie, specialisti”, Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BzgA, 2010, pagg.17 e 18)
      La definizione di “salute sessuale” qui fornita ti sembra compatibile con l’esercizio della prostituzione? A me no. Può decidere, la prostituta, se e quando essere sessualmente attiva? Non credo proprio. Come pagherebbe le bollette? Può scegliere i suoi partner sessuali? Cerchiamo di non essere ipocriti nel rispondere.
      Certo, Amnesty International se la cava dicendo che la sex worker dà il suo consenso alla vendita di servizi sessuali, ma è uno stratagemma linguistico per celare il fatto che ciò che il cliente compra è proprio la possibilità di non doversi confrontare col problema del consenso. Tutti sappiamo (anche quelli che fingono di non saperlo) cos’è un rapporto sessuale consensuale: un rapporto sessuale consensuale è quello nel quale tutte le persone coinvolte, mosse dal desiderio, vivono un’esperienza sessuale piacevole, e un’esperienza sessuale piacevole è frutto del desiderio.
      I clienti lo sanno bene: la prostituta a loro deve piacere, altrimenti non ci vanno. Stilano delle classifiche, danno alle prostitute dei voti, sulla base dei quali valutano se tornare da lei o no. Ma la prostituta non può permettersi di scegliere il cliente che le suscita desiderio, altrimenti non guadagnerebbe abbastanza. E quindi acconsente ad avere rapporti sessuali con chiunque paghi, ma questa è una cosa molto diversa dal “rapporto consensuale” così come lo intende l’OMS, quel rapporto sessuale consensuale in grado di garantire “un approccio positivo e rispettoso alla sessualità”.
      Difatti, ci dice chi cura le “sex worker” che, alla lunga, la prostituzione è un mestiere che mina la salute delle donne.
      E ce lo dice anche l’OMS, in queste righe che ti ho citato.

      • Ex-it ha detto:

        Ne ho già parlato sopra di cosa pensa l’OMS, e si dà il caso che proprio su questo Amnesty si sia basata per stilare la proposta di decriminalizzazione della prostituzione, in tutti i sensi. Infatti la decriminalizzazione della prostituzione – compresi anche i clienti, che se criminalizzati mettono in pericolo anche le prostitute stesse – è proprio fra i consigli DATI DALL’OMS STESSA AI GOVERNI:

        <3) “Supporting the health and well-being of key populations whose sexual behaviours, drug use, gender expression or perceived sexual orientation are currently criminalized may require changing legislation and adopting new policies and protective laws in accordance with international human rights standards. Without protective policies and decriminalization of the behaviour of key populations, barriers to essential health services will remain; many people from key populations may fear that seeking health care will expose them to adverse legal consequences.”

        Nello specifico (…) l’OMS propone:

        “(…) Countries should work toward decriminalization of sex work and elimination of the unjust application of non-criminal laws and regulations against sex workers. The police practice of using possession of condoms as evidence of sex work and grounds for arrest should be eliminated.
        (…) Countries are encouraged to examine their current consent policies and consider revising them to reduce age-related barriers to HIV services and to empower providers to act in the best interest of the adolescent. It is recommended that sexual and reproductive health services, including contraceptive information and services, be provided for adolescents without mandatory parental and guardian authorization/notification.”

        Riassumendo:

        Fonte: http://io9.com/the-world-health-organization-wants-to-decriminalize-se-1607894662

        L’OMS é quindi FAVOREVOLE ALLA DECRIMINALIZZAZIONE sotto tutti i punti di vista. Certo, parte dall’HIV e dai rischi correlati alla prostituzione, ma non é questo il punto, o almeno lo é solo marginalmente: come hai scritto tu “si parla di “prevenire” lo sfruttamento, non di “regolamentare” lo sfruttamento”, ma l’unico modo per farlo non é certamente criminalizzandolo, bensì applicando delle politiche di tutela. Chiamala “prevenzione primaria”, chiamala “tutela”, fatto sta che l’OMS é contrario al fatto che esistano leggi che criminalizzano la prostituzione, e di fatto laddove ci sono vorrebbe non ci fossero. Questa a casa mia si chiama “decriminalizzazione”;>.

        L’OMS STA CON AMNESTY ed é per la decriminalizzazione (tutelata e controllata capillarmente dallo Stato!!!), mettetevelo in testa una buona volta. 🙂

      • Anche noi qui siamo per la decriminalizzazione della prostituzione, ma di questo abbiamo già parlato. Non è questo il punto…

      • Ex-it ha detto:

        Sì, lo so, ma io infatti mi riferivo ad entrambi gli attori del fenomeno, sia al cliente che alla prostituta. L’OMS é favorevole alla decriminalizzazione anche del cliente, a mio avviso, e nel pezzo che ti ho citato é abbastanza evidente. 🙂

  24. Nato Invisibile ha detto:

    Ci si riprova con il testo originale della avv. Neuwirth
    “[..] demand for prostitution fuels sex trafficking to supply it: not all prostituted women are sex trafficking victims, but all sex trafficking victims are sold into prostitution. Amnesty is urging its membership to legalize the industry, making no distinction between the women being prostituted and those who pay for and profit from their exploitation.” e traduzione di Riccio, in questo medesimo post “Amnesty sta esortando i suoi membri a separare la prostituzione e il traffico di esseri umani come se non ci fosse alcun legame tra le due cose. Eppure [..] la domanda di prostituzione alimenta il traffico di esseri umani allo scopo di soddisfare la richiesta: non tutte le donne che si prostituiscono sono vittime della tratta, ma tutte le vittime della tratta sono vendute alla prostituzione. Amnesty sta esortando i suoi membri a legalizzare l’industria, senza fare distinzione tra le donne che si prostituiscono, i clienti e chi trae profitto dal loro sfruttamento.”

    Il cliente..
    colui che vorrebbe legalizzato il diritto di comprare un rapporto sessuale bypassando la trascurabile faccenda del consenso (cafonissima).. Grazie al riconoscimento del fondamentale diritto alla prostituzione, grazie al prelievo fiscale applicato nei paesi civili ed efficienti, l’offerta di sex work non è più un’attività degradante, incompatibile con l’OMS, profondamente disumana e assimilabile alla schiavitù. Dimenticato tutto. Mai e poi mai mettere in discussione la domanda di prostituzione, la temibile penna rossa del prof è pronta a segnalare il grave fuori tema! Se Amnesty non la menziona, allora significa che la domanda di sex work non è decisiva in questo argomento o nel traffico di esseri umani legati alla prostituzione. Certo, ne è soltanto il motore, che peso potrà mai avere!? Solo un cliente può essere talmente colluso, al punto di non riuscire a vedersi dall’esterno.
    La domanda di praticare sesso bypassando il consenso, il desiderio e la salute del partner sessuale, celandosi dietro un compenso e una fiscalizzazione, si può avvicinare al concetto di stupro? Tremate, benefattori e ultratitolati, perché la risposta è sì. Provare per credere.
    Exit se non ti sono simpatico io, allora scrivi due righe alla Neuwirth, obiettandole di trovare le sue critiche (pubblicate su the Guardian, mica al circolo del dopolavoro ferroviario) riguardo le lacune e le carenze di Amnesty, agghiaccianti. Per favore, fallo. Estendi la tua intellighenzia ad un pubblico internazionale, mondiale. Non privarti di una simile gioia!
    Chiederò al mio amico Camillo di recitare una Preghiera per te. 😂

    • Ex-it ha detto:

      Quindi secondo te sono comunista, come Peppone, e per esorcizzarmi serve Don Camillo. Ahr ahr ahr, divertentissimo. Tralasciando che dimostri ancora una volta la tua ENOOORME arroganza, visto che qui non ho mai parlato della mia visione politica e che quindi la tua é una illazione basata su di un tuo banale pregiudizio (spiegami spiegami, perché dovrei essere comunista? Perché la penso come Amnesty? Perché PER TE “non ho morale”? Perché PER TE vado a prostitute? Perché PER TE ho un circolino, magari dell’ARCI? Perché sono per la legalizzazione della prostituzione? No, ma spiegami, che sono curioso di sapere come nascono i pregiudizi), tralasciando tutto questo, mi devi illuminare riguardo a cosa diamine c’entra la visione politica mia o di chiunque altro, qui. Bah. -.-

      Invece di invocare preghiere da parte di gente che non c’entra una mazza, spiattellando robetta copincollata da qualche articolo che con evidente ed enorme fatica ti sei messo a leggere – solo per darmi torto, evidentemente punto sul vivo dai miei commenti inerenti alla tua mancanza di materiale a supporto delle tue tesi – vatti a spulciare quel che ho postato sopra riguardo a quanto da te citato. La Nuewirth risale a svariati commenti fa. Ho già ampiamente risposto a tutto quello che continui a ripetere, solo che mica te ne sei accorto. Massì massì, viva Don Camillo.

      Primo comandamento delle discussioni, il più importante, che tu ovviamente non conosci: non é denigrando la tesi dell’avversario che si guadagna la ragione, ma con la validità delle controargomentazioni.
      Ma guarda un po’, io trovo “agghiaccianti” le tue considerazioni e quelle della Neuwirth. Sinceramente mi sono divertito di più con Ricciocorno, che perlomeno usava la testa, postava materiale interessante ed in gran quantità, non prendeva per il culo e non era arrogante come te.

      Riassumendo, non ho intenzione di mettermi a perdere altro tempo con te, che vai a rivangare cose già dette e ridette ampiamente sopra, cascando dalle nuvole.

      Eh già. Arrivi tardi. Ma tranquillo, sono convinto che per te é la norma.

  25. Nato Invisibile ha detto:

    Langone, Camillo Langone. Lascia stare, che ti fa male alla salute. Non scomodare l’esorcista, le scie chimiche nè i rettiliani. Stai sfiorando gli ultracorpi, e solo perché non ritieni rilevante il binomio domanda offerta. Si tratta di un banale modello matematico che determina il prezzo in base alle aspettative dei consumatori ed all’elasticità della domanda, più altri fattori statistici. Io invece ritengo fondamentale la figura del cliente, ancora più della figura della prostituta, perché la tratta e la schiavitù non vengono generate dall’offerta, ma dalla domanda. Vai a spiegarlo alla Nuewirth, è già che ci sei tieni un comizio interplanetario selezionando accuratamente i tuoi auditori, non si sa mai dovesse partecipare uno che è in disaccordo con te e si permettesse di esporre il proprio dissenso in pubblico. Dissenziente è il contrario di consenziente.
    Per analogia, dal contegno che tieni con chi non è consenziente col tuo pontificare (io), non è difficile individuare il contegno che tieni con chi non è consenziente con il tuo desiderio, diciamo sessuale. Basta pagare, che ci vuole!? Che tu vada a prostitute o no, hai tutte le caratteristiche del cliente tipo, che circoscrive gli argomenti lavacoscienza, e arde al rogo tutto il resto, con foga incongrua rispetto al mio pensiero, che non è andato ad opporsi al tuo. Anzi, il mio pensiero è parallelo, non sperare di incontrarmi nemmeno in un punto. Cosa ti incaponisci a fare?
    Ti piace pagare? Pace. Ti piace che gli uomini possano pagare le prostitute legalmente? Pace! Ti piace pensare che questa fiscalizzazione sia estranea alla tratta? Non sono d’accordo, ma pace, fattene una ragione. Ti sei sentito preso in causa da me? Prenditi la tua importanza e riempi la tua solitudine, pace.
    Se non ti piace il mio pensiero o il mio intervento, pace. Ti piace pensare di essere migliore di me? Pace, ma chi dice il contrario?! Dov’è la giuria??
    Hai bisogno di aiuto per superare il tuo complesso di inferiorità!? Ti accetto, giuro. Quando qualcuno fa una critica (oltretutto non indirizzata a te) non significa che non devi volerti bene né sentirti sbagliato, non c’è nulla che non vada in te. Stai sereno, informati sulle preghiere di Camillo, lascia stare la politica e l’esorcista, per carità, e stammi bene. Veramente. Il tedio e la noia che ammantano la mia vuota esistenza non riescono ad essere riempiti dai tuoi vaneggiamenti. Sei noioso, non ti voglio male, ma proprio con l’illazione/Peppone mi è sceso il nichilismo. Ti saluto e ti ringrazio

    • Ex-it ha detto:

      Beh, se pensi che scrivere semplicemente “Camillo” in un tuo discorso mi permetta di capire che intendi il “Camillo Langone” e non qualche altro “Camillo”, ben più famoso e degno di nota, che comunque nel discorso c’entra alla perfezione, hai davvero delle enormi pretese. Già, ma il fatto che la gente non ti legga nel pensiero ti fa “scendere il nichilismo”. Poverino, chissà quanta sofferenza. Hai ragione, mi spiace tantissimo non aver subito pensato al tuo famosissimo e simpaticissimo “Camillo Langone”: potrai mai perdonarmi?

      Aspetta aspetta, ma questo Langone non é quello che (cito da Wikipedia) “In seguito al rogo della Città della Scienza, in un articolo intitolato Dovevano bruciarla prima pubblicato su Il Foglio, Langone ha dichiarato: «vi si propagandava l’evoluzionismo, una superstizione ottocentesca ancora presente negli ambienti parascientifici (evidentemente anche nei residui ambienti cantautorali). Il darwinismo è una forma di nichilismo»[4].>
      Non é quel Langone autore di articoli come “Il problema non sono gli stranieri alla direzione dei musei, ma che metà sono donne”? O_O
      E soprattutto, questo Langone non é quello che ha scritto il giustamente criticatissimo libro “Togliete i libri alle donne: torneranno a far figli”? O_O
      Ora si spiegano tante cose. Mi sa che era meglio se ti riferivi a quell’altro “Camillo”, quello di “Peppone”: sicuramente avresti fatto più bella figura.

      “Per analogia, dal contegno che tieni con chi non è consenziente col tuo pontificare (io), non è difficile individuare il contegno che tieni con chi non è consenziente con il tuo desiderio, diciamo sessuale.”
      “Che tu vada a prostitute o no, hai tutte le caratteristiche del cliente tipo”.

      Ma che fai, continui? Ma che due coglioni. -.- Volevo evitarlo, ma non ce la faccio, é più forte di me: ripeto, sei una delle persone più arroganti, superficiali e cafone che abbia mai avuto la sfortuna di incontrare. E guarda che di gente ne incontro davvero parecchia, vincere é proprio difficile.
      Siccome non sono come te, non ti dico a quale categoria mi riconducono le tue caratteristiche personologiche, perché nel modo in cui potrei metterla io ci potresti rimanere maluccio.

      Sì, ed Amnesty é per la decriminalizzazione ANCHE del cliente. Ed ovviamente, visti i dati scientifici utilizzati sono d’accordo. La modalità attuale di affrontare la prostituzione (prostituta legale, cliente illegale) c’é da anni nel nord Europa e si chiama “modello nordico”, ma ultimamente é stata riscontrata essere pericolosa e deleteria sia per la prostituta che per il cliente, al pari della visione legislativa che vorrebbe criminalizzare entrambe. Ecco perché se ne sta parlando nuovamente. Vatti a leggere quel che ho scritto sopra, riguardo alle evidenze scientifiche su questo argomento, e ti renderai conto che piano piano i governi si stanno sempre più rendendo conto che forse continuare a criminalizzare il cliente non é la strategia migliore da utilizzare… vabbé, tutto questo sempre che il fortissimo nichilismo che ti assale ti permetta di distrarti un attimo.

      Guarda che a me se la pensi in modo diverso da me non é che me ne freghi granché. E’ da tempo che parlo con Ricciocorno, che la pensa in modo opposto, e non mi sembra di essere stato mai particolarmente poco disposto al dialogo. Mica ho la pretesa di imporre il mio pensiero agli altri, né tantomeno penso che chi non la pensa come non sia degno di ascolto! Ma non mi sembra proprio!
      Sarei stato più sereno e mi sarei confrontato più tranquillamente con te se non avessi dovuto scozzarmi fin dall’inizio col tuo modo di fare superficiale ed arrogante, dove ti sei messo a sparlare di me senza nemmeno degnarti di tirarmi in causa, ma giudicandomi indirettamente senza nemmeno conoscermi. Ed il bello é che continui a farlo! E guarda che il non rivolgerti ad una persona direttamente non priva questa persona del diritto di incazzarsi se si sente tirata in causa, come tu hai fatto alla grandissima dandomi del “professorino”, del “puttaniere” e via dicendo. Non so dove tu abbia preso queste strane idee, ma nel mondo reale funziona così, e non ci son Camilli che tengano.

      Grazie a te… di non so bene cosa, ma pare questa sia una formula comune e che in certi contesti si debba usarla.

      ——————————————————————————————

      P.S. Se mai un giorno ti capitasse il privilegio di incontrare Camillo (non quello, l’altro), ricordargli di non utilizzare prodotti derivanti dalla ricerca scientifica, visto che gli sta tanto sulle scatole. Quindi, se magari disgraziatamente un giorno avesse qualche linea di febbre, ricordagli che dei farmaci antipiretici e dei farmaci in generale, in quanto frutto della ricerca scientifica – di cui la “Città della Scienza” era stupenda portavoce – dovrebbe farne a meno, e sperare in una guarigione naturale attraverso le sue senza dubbio efficacissime “preghiere”.
      Ma così, eh, giusto per coerenza.

  26. Nato Invisibile ha detto:

    Ex-it, se non sbaglio questo non è il tuo blog, né quello sotto cui stai commentando un tuo post. se non sbaglio i miei commenti non sono stati posti sotto le tue argomentazioni, e se non sbaglio, ancora, non sei l’unico commentatore a fovore di amnesty che ha commentato questo articolo, né altri. se non sbaglio i frequentatori di questo blog hanno familiarità con langone, fai un giro sul blog, e con molti altri temi, trasversali a quella che si può definire la discriminazione di genere. precisamente del genere maschile contro il genere femminile. se non sbaglio, nessun altro commentatore si è risentito come te, per affermazioni mie, o di altri, benchè almeno in cinque si siano dichiarati a favore dei diritti del cliente. il fatto che tu sia in dialogo aperto con ricciocorno, non significa proprio nulla. questo non è il tuo blog, neppure il mio, e se ho offeso la blogger, ripeto, non era mia intenzione. se avessi offeso una prostituta, ancor di più, porgo le mie scuse, poiché il mio intento è esattamente l’opposto. se invece il mio intervento abbia offeso un cliente, o un filocliente, sono ben felice! esattamente come se io avessi offeso un assassino, o un foloassassino. perché un essere umano che giustifica ed avalla lo sfruttamento (da parte di se stesso o di altri) di un altro essere umano, privandolo della libertà, della dignità, ecc, è un COMPLICE. il fatto che i tuoi studi abbiano messo in risalto il fallimento del modello svedese, non significa che il modello tedesco/danese/olandese sia tutelante delle prostitute, né un deterrente per le tratte delle schiave. in svezia il fenomeno illegale non pretendeva di essere debellato in un decennio, come ho già detto in altri post, ma nell’opinione pubblica, il consenso nei confronti della prostituzione è considerevolmente sceso, nell’arco dello stesso decennio. la posizione dell’Economist, per cui il mestiere della prostituzione è sempre esistito ed esisterà sempre, per cui tanto vale argomentare come fai tu, secondo me è la posizione da combattere e cancellare, e coprire di ridicolo. così come di ridicolo e discriminazione sono coperte le prostitute. il cliente è una persona che si avvicina molto allo stupratore, piuttosto che al benefattore e chiunque si vanti del contrario non incontrerà mai il favore mio né di altre DONNE come me. Attento, che sei un po’ (parecchio) distratto.
    Il nichilismo lo fai scendere ampiamente, e non solo a me. Non sentirti speciale né l’unico a vivere sugli allori. poi quando le questioni diventano personali, e la prostituta ce l’hai vicina, in casa, cambia improvvisamente la prospettiva e i dati del web diventano improvvisamente vacui. così come i filoclientes come te, tollerantti dello sfruttamento di altri esseri umani e complici dello sfruttamento. col bollino dell’oms, di amnesty e di chi preferisci.
    discriminazione di genere, ecco il primo della fila. complimenti.

    • Riguardo il “fallimento” del cosiddetto modello nordico, non tutti sono d’accordo…
      http://www.stoptraffick.ie/nordic-model-proven-effective-in-fighting-sex-slavery/

    • Ex-it ha detto:

      Ufff, sì, dai, abbiamo capito, sono una brutta persona e tu invece sei il Salvatore della Morale Quella Buona e sei una Persona Meravigliosa Ma Proprio Tanto. Ottimo, sono felicissimo per te.

      Mi rendo tristemente conto che non tutt* sono in grado di comprendere il senso di analisi e documenti che attestino e sostengano certe posizioni, preferendo a queste la morale e la superficialità dei discorsi qualunquisti, ma vabbé dài, del resto oggigiorno c’é ancora gente convinta che esistano le razze, che ci siano le scie chimiche e che i vaccini siano pericolosi. Pazienza. Ognuno del resto crede a quel che si merita di credere.

      Ci tengo a ripetere solo una cosa: occhio a criticare i numeri e le ricerche scientifiche, perché pare che sia con questi, e non con la morale, che si analizza la realtà e si arriva a comprenderla, prospettando soluzioni che siano valide al posto di altre che non lo sono più. Ma vabbé, tu hai Langone e le due righe dell’Economist, che con estrema cura hai barbaramente semplificato cancellando così il mare infinito di informazioni e studi che ho citato sopra, che te frega di comprendere ed approfondire l’analisi statistica del fallimento del modello nordico.

      Tante care cose a te ed al tuo tanto ammirato Langone: lui sì che é una brava persona, mica come me, che sono un filoclientes sfruttatore discriminatore di genere complice qualsiasi.

  27. Nato Invisibile ha detto:

    Così finalmente ho capito, la tua è la crociata dei link. Una fidelizzazione a colpi di link. Non è legittimo, anzi, per te è brutale sintetizzare. Sintetizzare è brutale e qualunquista. Così come prendere in considerazione un tema che no, mi dispiace tanto per te, coi numeri e le ricerche scientifiche, mica col qualunquismo, non supporta la tesi che favoreggia la legalizzazione della prostituzione, anzi la disintegra in toto: la posizione del Cliente. Ma sì dai, continua a fare sterile autocelebrazione relativa al numero di link che hai postato, credendo di trovarvi conferma rispetto la legittimità delle tue escandescenze, e continua a guardarti bene dal ricercare e analizzare il protagonista “buono”: il Cliente. Quando potrai postare uno studio, uno solo, in cui si analizzi la figura del Cliente, e risulti necessario scientificamente tenere in piedi la prostituzione perché essa rende beneficio e giovamento al cliente (oltre che alla prostituta ed al pappone) riguadagnerai una dignità che no, non ti riconosco. Studiare non significa “studiare soltanto ciò che comprova la mia tesi”. Studiare significa analizzare tutti i fattori, ed incrociare i risultati. Ti risulta che i Clienti siano più simili agli stupratori, oppure ai tossicodipendenti, oppure ai consumatori consapevoli di dentifrici alla menta? Legalizzare la prostituzione, su di essi, che effetto ha? Pensa. Prima di sparare a caso, pensa.

    In secondo luogo teorizzare sulla quaestio e speculare in maniera cartesiana, senza introdurre elementi empirici, nel 2015 sembra riduttivo. Come mai, te lo sei chiesto, in ogni ricerca si intervistano le prostitute, sul campo? Ecco, a me i tuoi dribbling sulla figura della domanda di sexual exploitation e del John, il cliente, sembrano parecchio comodi. Così come il tuo nasconderti dietro le infinite ricerche che non hai neanche letto integralmente, nonostante le tue lamentele e i tuoi piagnistei in arrivo nel prossimo tuo commento. Vedi, speculare di un crimine attraverso il dato scientifico, e per di più solo quello parziale che ti fa comodo, perché non confuta la tua tesi (che sostanzialmente riassumo in: “legalizzare la prostituzione è un bene per tutti: lo stato, le prostitute, i clienti, i papponi, la tratta”) è comodo, ma è anche ridicolo. Un po’ come un prete che tiene un corso prematrimoniale. Un prete cattolico non si sposa e non genera figli, ma insegna come andare in contro al matrimonio. Tu sei uguale. Hai studiato tantissimo, bravo. Ma non vuoi entrare sul campo, lì dove una donna va a fare dalle 5 alle 10 prestazioni al giorno, e che ragionevolmente non ti auguro essere la tua donna, o una tua stretta conoscente, e non per questioni di morale, di sconvenienza o di vicinato, ma perché quella donna vivrebbe con un grave pregiudizio per la sua dignità, integrità psichica, ed incolumità fisica. Dati alla mano.

    Se poi essa sia non una tua parente, ma una tua erogatrice di prestazioni, non vuoi dircelo, ma con le tue non risposte, le tue imprecazioni, la tua pretesa di aver ragione, la tua smania, ed il tuo esserti sentito in causa… lasci ben poco spazio all’immaginazione.

    Voglio i link in cui si mostra il lato positivo del cliente, e voglio sapere se frequenti prostitute. Qualunque altra ridicola tua speculazione evasiva, risulta affermativa riguardo la mia tesi. Ti sei incartato Exit. Dal primo rigo, settimane fa.

    • “Lo scorso 10 marzo sono stati presentati presso la Facoltà di Giurisprudenza, Economia e Commercio dell’Università di Cordova, i risultati della ricerca dal titolo Mascolinità e consumo della prostituzione in Andalusia, realizzata da un gruppo di sociologi della Fondazione Iniciativa Social su incarico del Centro Studi Andalusi. Lo studio ha raccolto le opinioni di 40 uomini andalusi tra i 18 e i 70 anni, consumatori di prostituzione, che sono stati raggruppati in cinque categorie: proprietari terrieri, operai, dipendenti urbani, giovani metropolitani e omosessuali urbani. Tra i risultati, si osserva che tutti i partecipanti ai gruppi di discussione, a prescindere dalla loro origine sociale, sono d’accordo sulla necessità sessuale come innata alla condizione maschile. Di conseguenza, essi ritengono che pagare per il sesso è un atto sociale che non dovrebbe rifiutarsi, anche se c’è accordo nel rifiuto sia della tratta sia degli abusi sui minori. In tutti i casi, il consumo di sesso a pagamento è spesso legato alla celebrazione del tempo libero in gruppo. Vale a dire, con la celebrazione di feste di uomini nella quale sono essenziali la dimostrazione e l’esaltazione della virilità.” (…) “La prostituzione sarebbe diventata la prova più evidente della stretta connessione tra patriarcato e il capitalismo, che è stata rafforzata negli ultimi anni dalle letture neo-machiste del primo e neo-liberiste del secondo. Una somma che provoca ovviamente un drammatico aumento della vulnerabilità delle donne e, come tutte le statistiche, mostrano una più che evidente femminilizzazione della povertà. La visione cumulativa del piacere, che con tanta insistenza rilevano i mezzi di comunicazione e, soprattutto, i messaggi pubblicitari, si allea con una concezione della mascolinità che continua rispondendo agli schemi dl macho dominante che provoca, tra le altre conseguenze, che i ragazzi e le ragazze più giovani, riproducano modelli terribilmente machisti nelle loro relazioni affettive, e in particolare nella loro concezione della sessualità. Se a questo si aggiunge la scarsa, se non assente, educazione che i nostri figlie e figlie, ricevono in materia, il risultato non è altro che la conquista dello spazio dalla logica predatoria della pornografia, e il superamento dei criteri etici della deregolamentazione, tipica del mercato selvaggio. Così, e come ha ben detto Rosa Cobo, nella prostituzione convergono i perversi effetti di tre sistemi di dominio: il patriarcale, il capitalista neo-liberista e il razziale culturale. La loro combinazione prolunga la etero – designazione delle donne in virtù delle pratiche di dominio e oppressione degli uomini, mentre si naturalizza l’andare a puttane come si fa con la disuguaglianza.”
      http://liadiperi.blogspot.it/2015/09/perche-gli-uomini-vanno-puttane.html

      • Nato Invisibile ha detto:

        Grazie Riccio. Da parte mia, un grande impegno nel’ educare i figli al rispetto per le donne e ad una sessualità consapevole, all’insegna della dignità. Figli che non cresco come animali che possano comprare sesso one shot per divertirsi, sembrare machi e dominanti, come se il corpo che eroga servizi fosse un distributore automatico di servizietti. Figli che crescono con autostima, e imparano a discernere il branco ed il consumismo, e gli “imbrogli” della pubblicità. Non siamo ciò che acquistiamo. E le donne non sono oggetti su cui apporre un cartellino e comprare, solo perché esse stesse si “propongono”.
        Il vademecum del soggetto che intende legalizzare la prostituzione, italianissimo:
        Perché gli uomini vanno a prostitute

        perché è bello
        per godere
        per godere di più
        per fare qualcosa che le altre donne non fanno
        perché incapaci nella creazione di un rapporto “nomale” con le donne
        perché rifiutati troppe volte dalle donne (vedi sopra)
        per sentirsi liberi (e senza essere giudicati per questo)
        per immaginare di avere la donna dei sogni
        perché andare con donne sconosciute provoca “adrenalina”
        per dare velocemente sfogo ad un istinto “puro”.
        per il piacere di poter scegliere
        perché pagare per il sesso è più pratico che passare molto tempo in discoteca o “alla ricerca”
        perché soffrono di una “affettività egocentrica”
        per “uscire dal solito mondo”
        perché “di fronte ad un’emozione, il denaro perde valore”
        perché cercano “qualcuno che ti faccia credere di essere amato”
        perché gli piace godere mentre la donna non gode
        perché si sentono soli
        perché le prostitute sono “diverse”
        per manifestare la loro identità sessuale
        perché vogliono più sesso
        perché vogliono “provare” tipi di donne diversi da quelli che raggiungono abitualmente
        perché a tutti piace vincere facile
        perché è possibile comandare
        perché è un vizio e ne diventano dipendenti
        perché hanno soldi da spendere
        perché con una donna “nomale” non possono essere loro stessi (di solito inteso come “violenti” o “cattivi”)
        per ricevere complimenti e coccole
        per sentirsi accettato
        perché è facile
        perché non vogliono coinvolgimenti emotivi
        perché si sente come se andasse “a caccia” e “risveglia l’istinto predatorio”
        perché le puoi picchiare (si, ci sono uomini così)
        perché gli piace tradire
        perché gli piace avere una donna che hanno tutti
        per evitare di affrontare un “rapporto vero con una donna”
        perché non sentono l’autostima necessaria per “conquistare una donna vera”
        perché gli piace l’avventura ed il rischio di essere beccati
        perché gli piace fare qualcosa di illegale
        perché non hanno una donna che li soddisfa
        perché è difficile trovare una donna che abbia voglia di far sesso senza i rituali dell’amore
        perché è il mestiere più antico del mondo “ed un motivo ci sarà”.
        perché si sentono soli
        perché sono strani, brutti o non socialmente appetibili come partner “normali”
        perché hanno paura dell’amore e lo cercano in un posto sbagliato, così sono sicuri di non trovarlo
        per fare del male alla propria compagna
        per sognare una vita diversa

        alcune curiosità sulla prostituzione:

        su internet le sole escort sono più cercate del cinema

        se immaginassimo tutte le persone che vanno al cinema il sabato sera… possiamo immaginare il numero di persone che tutti i giorni vanno a prostitute

        se legalizzassimo la prostituzione alcuni stimano in 10 miliardi le entrate annuali per lo stato (come una piccola legge finanziaria, o come tutti i contributi dati all’agricoltura in italia (7 miliardi) o come 10 volte i ricavi dell’intera industria cinematrografica in italia (circa 1 miliardo l’anno).

        Legalizzare la prostituzione avrebbe problemi “logici” legati all’etica ed alla considerazione che si ha socialmente dell’essere umano e delle libertà che possiamo considerare legali e quelle che abbiamo “bisogno” di considerare illegali.

        Si potrebbe comunque rispondere che abbiamo già tante attività autodistruttive che abbiamo reso legali, perchè non una in più visto che la legalizzazione potrebbe togliere ricavi soprattutto alla criminalità organizzata, che purtroppo sarebbe a quel punto costretta a fare il “salto di qualità” verso formule ancora più rare di vizi (es. prostituzione minorile) aumentando così l’offerta per vizi al momento poco disponibili sul mercato.

        Fonti
        Queste motivazioni sono tratte da: interviste dirette, ricerca su internet, commenti a questo ed altri blog, forum di escort.”
        Dall’utile forum http://www.harrr.org/rrr/prostitute/

      • Ex-it ha detto:

        Interessante, ma a parte che nessuno ha mai messo in discussione il bisogno di sesso intrinseco del maschio, dato che non é questo l’argomento del contendere, ti faccio notare (a coso lì, a Nato no, tanto non legge) che questo argomento rende ancora più evidente il fatto che LA PROSTITUZIONE CONTINUERA’ AD ESISTERE, anche se venisse resa reato e venisse perseguita in ogni angolo del globo. Allora tanto vale legalizzarla e renderla sicura e libera (attenzione!! SICURA e LIBERA!!), visto che come abbiamo ben visto più e più volte renderla reato crea più problemi che altro, in primis alle prostitute, con buona pace del cliente.

        Non é un argomento a vostro favore, ma bensì a ben vedere vi si ritorce contro. No, così, giusto per dire.

      • “I have an almost complete disregard of precedent, and a faith in the possibility of something better. It irritates me to be told how things have always been done. I defy the tyranny of precedent. I go for anything new that might improve the past.” (Clara Barton)
        Io preferisco immaginare un mondo senza prostituzione. Perché se il maschio desidera il sesso, lo desidera anche la femmina, ed è bello quando due desideri si incontrano.
        Oggi ho letto una cosa carina, che vorrei condividere con te. L’ho letta qui: http://www.linkiesta.it/it/article/2015/10/08/comerano-le-donne-del-futuro-nel-1902/27690/
        “Cominciare a pensare a una cosa, anche solo come fantasia, è già un modo per realizzarla. Anzi, forse è il passo più importante.”

    • Ex-it ha detto:

      Veramente ho sintetizzato decine di volte, ma se non si capisce il senso di quel che si legge non si riesce a comprendere nemmeno che è stata fatta una sintesi. Ma sì, io non faccio sintesi, dài, hai ragione tu. Infatti non spiego mai quel che dice un articolo, non estraggo mai citazioni e non faccio mai parafrasi di testi lunghi a leggersi. Ma si può sapere cosa NON hai letto? Ma per piacere. -.-

      Posto link, ma almeno posto qualcosa di reale, attendibile e di funzionale all’analisi della realtà. E, caro il mio uomo dalle mille concezioni filosofiche, ma dalla assoluta incapacità di supportare quel che sostiene attraverso del materiale serio, é proprio su questo, sulle cose REALI, ATTENDIBILI e FUNZIONALI ALL’ANALISI DELLA REALTA’ che si interpreta il mondo e si prendono decisioni, Altrimenti si rischia solo di essere dei qualunquisti che blaterano di cose che non sanno, portando avanti una loro “morale” (la loro, appunto, non necessariamente rappresentante di tutti gli altri), salvo poi non vedere al di là del proprio naso. Insomma, tipo “inquisitore”. Ecco, perfetto: ho trovato il termine adatto a definirti: tu sei un inquisitore. Cieco, ottuso, chiuso, assurdamente convinto di avere una morale assoluta ed incapace di vedere che invece esistono anche altre morali degne di rispetto. Nel Medioevo avresti fatto furore, ne sono convinto.

      “Senza introdurre elementi empirici”. Questo tua ennesima sparata dimostra ancora una volta che, nonostante i link si postino apposta per invitare le altre persone a leggerli, tu non lo fai manco per errore. Eh già, peccato che poi invece i link, quando fa comodo a te, li richiedi ampiamente, nonostante della questione del cliente ne abbia parlato più e più e più volte sopra. Bravo, evviva la coerenza. Allora sai che ti dico? Cercateli da solo, i tuoi articoli, tanto comunque non li leggeresti.

      Guarda che si intervistano anche tutte le associazioni che TUTELANO I DIRITTI DELLE PROSTITUTE, e mi spiace informarti, in certi studi SI INTERVISTANO ANCHE I CLIENTI. Ma già, che idiota, dimenticavo un piccolo particolare:

      tu i link non li leggi.

      Salvo poi rompere il cazzo chiedendoli su cose alle quali ti é già stata data risposta, così, per confondere le acque e per far sembrare che nel frattempo tu ti sei documentato altrove e che sai già la risposta. Ovviamente quella sbagliata, da inquisitore, mica quella da umo che riflette.

      Che palle. -.- Ma sei ossessionato, da questa storia della prostituzione? Io fossi in te mi farei qualche domanda. Guarda che non é mettendo dei dubbi sulla bontà dell’argomentatore che si vince un dibattito, ma ATTACCANDO LE ARGOMENTAZIONI. E tu questo ovviamente manco per errore. Già, ma cosa vuoi attaccare, le robe che non leggi?

      Una persona più intelligente di me ti avrebbe mandata a cagare tipo 5 risposte fa, ma tutto sommato rispondere a questa tua viscida domanda mi permette di mettere in luce la tua mentalità contorta e, siccome non ho nulla da nascondere, reprimo il cordiale VAFFANCULO che ti meriteresti e ti rispondo seriamente.
      Solo una cosa: visto che ti faccio la grandissima cortesia di risponderti, sei pregato di non mettere in discussione quel che ti dico, altrimenti poi mi incazzo sul serio e ti tratto in maniera adeguata.

      Ti rispondo così, maniaco sessuale dei fatti altrui: non ho nessuno in famiglia che si prostituisca, non sono mai andato a prostitute e sono fidanzato da quasi 15 anni. Se mai una persona che conosco, non importa quanto mi sia vicina, decidesse LIBERAMENTE, SENZA VINCOLI, DOPO UNA ACCURATA SCELTA, IN MANIERA SICURA E PROTETTA, BEN CONSCIA DEI RISCHI AI QUALI SI ESPONE ED IN MANIERA CONSAPEVOLE di voler fare la prostituta, non avrei nulla da dire. Sarei preoccupato, ma come sarei preoccupato sapendo che mio figlio é un campione di boxe, di F1 o che lavora in miniera.

      Soddisfatto, morbosone attratto dalla prostituzione? Ma vuoi saperlo perché ti eccita parlarne? Perché vorresti andarci tu, a prostitute ma, in maniera quasi inconscia, vorresti che ammettessero che ci vanno gli altri, per far sentire te meno colpevole del tuo ipocrita desiderio? Guarda, non ho parole. Non sono tanto i ragionamenti contorti che fai a darmi fastidio, né tantomeno l’ipocrisia che dimostri nel non riuscire ad argomentare in maniera seria, come io e Ricciocorno stiamo facendo da tempo, pur su posizioni diverse, né tantomeno il citare gli altri in maniera offensiva e paracula per attirare l’attenzione, salvo poi nascondere la mano, facendo finta di nulla e sentendosi quasi offeso che l’altro si sia giustamente sentito attaccato dalle tue irritanti circonlocuzioni, né tantomeno mi irrita il fatto che tu difenda uno come Langone, che vorrebbe la donna-oggetto e poco più, ma quanto questo tuo atteggiamento viscido ed entrante nella vita altrui, che davvero non c’entra una mazza col discorso. Cosa speri di ottenere? Speri di gettarmi in discredito? Boh, contento tu. O_O
      Ma vabbé, che vuoi che ti dica, del resto ognuno per controbattere usa gli strumenti che più trova consoni alla sua personalità. Come gli inquisitori, insomma.

      Riguardo alla posizione del cliente ne ho parlato ampiamentissimamente sopra, ma ovviamente a te non interessa comprendere, ma semplicemente leggere. Ah no, scusa, nemmeno quello. E allora forse solo “scrivere”. Ecco, perfetto, a te basta “scrivere”.

      Beh basta, io mi sono rotto di parlare coi muri: fai un po’ come ti pare. L’articolo cercatelo tu. Anzi, visto che ne ho già parlato 8.539 volte, della posizione del cliente, fammi un favore: violentati, apriti un cazzo di link inerente e leggiti quel che c’é scritto. Visto che se anche ti portassi altri link mi prenderesti per il culo, i link cercateli da solo: autoassolviti, così siamo tutti contenti. Così tu ti illudi aver avuto ancora una volta ragione ed io evito di farmi venire un tumore al fegato nel leggerti nuovamente.

      Non mi sono incartato, caro mio. Sei tu che non sai manco di cosa sia fatta la carta, mi sa. O forse sì, ma al massimo tu “leggi”, non “comprendi”. Come gli inquisitori.

  28. Ex-it ha detto:

    Attenzione, volgo!!!

    E’ disponibile l’ultima enciclica dell’Alto Inquisitore riguardo agli usi et costumi della prostituzione. Il fatto é ancora più di valore, visto che lo caro prelato ha, per la prima volta, dopo svariate centinaia di densissime righe, altamente prive di qualsiasi contenuto che non sia moralistico e filosofico, tutte scritte di suo pugno – UDITE UDITE!! – linkato un articolo.

    Offronsi assieme all’omelia financo una lunga lista di osservazioni qualunquiste da 4 danari sui generi sessuali e sul maschilismo, nonché luoghi comuni stereotipici altamente privi di qualsiasi fondamento scientifico. Perché a lo Alto Inquisitore piace la morale, mica la orribil scIenSa o la infame Qulturha.

    Affrettarsi persone vogliose di mantenersi nel Medioevo, nonostante si sia nel 2015!

    GODI POPOLO!!!

    ——————————————————————–

    P.S. Per dar più valore all’offerta lo testo sarà distribuito in molteplici copie autografate da un certo Camillo Langone (“CL”, e non credo proprio che quest’acronimo sia un caso), il quale, per ricordarci vieppiù che il Medioevo non é poi così lontano, allegherà ai lettori (*) più interessati estratti dalla sua ultima ciclopica fatica: “Togliete i libri alle donne: torneranno a far figli”. Ovvero un trattato moderno (“moderno” rispetto al periodo Precambriano) su come sia giusto e corretto menar pipponi sulla necessità di rispettar la dignità della donna, salvo poi dipingerla come macchina incubatrice alla quale l’accesso alla cultura debba esser vietato, per non farle venire strane idee di cultura e di indipendenza.
    Il testo é incluso di un piccolo questionario sulle voglie sessuali degli sconosciuti, da inviare ed allegare al Sacro Inquisitore. Ogni altra questione é ridondante. Non fate domande. Non ragionate. Non leggete altro materiale. Non criticate questo procedimento. Rispondete e basta. E guardate bene, lo si fa non perché anche il Santo Inquisitore voglia mettere il becco in questioni che non lo riguardano, in modo morboso, nemmanco fosse lo Confessore dell’Umanità, ma solo così, per semplice curiosità.

    LVi é pVro.

    (*) “Lettori”, non “comprenditori”. Si informa altresì la gentile clientela che il leggere qualcosa non é garanzia di comprenderla. Ergo si proceda tranquilli nella lettura.

  29. Nato Invisibile ha detto:

    Numquam felix eris, dum te torquebit felicior.
    (Giammai sarai felice finché un altro ti darà fastidio per il fatto che è più felice di te. Seneca, De ira, III, 30, 3)

    Invidie e veleni a parte, Tu non stai bene, sono sinceramente in imbarazzo per il sessismo e la violenza da te continuativamente espressi. Ne ho conosciuti tanti pronti a difendere la violenza maschile perché provocati da una donna che li offende. Ne ho conosciuti ancor di più che conducono una vita all’insegna del motto che “visto che il trend è irreversibile, tanto vale legittimarlo”, applicato nei più svariati campi. Il femminicidio ne è un esempio. Ho provato a sostituire la parola “mamma” al posto della parola prostituta, e la parola “prevaricazione” (del maschio sulla femmina) al posto della prostituzione. Poi rileggi i tuoi commenti.
    Se riesci a trattenerti, cortesemente, non straparlare di piùtumori, soprattutto non con me. Poi cerca di rilassarti: a me Langone fa pena così come le pagine dei turisti del sesso, così come le tue teorie, ma non mi ammalo certo per la pena. Ho ben altri motivi per dover campare a lungo. Il tuo pagliaccesco tentativo di emularmi e attaccarmi è patologico.

    Mi sento a disagio. Comincio a temere qualche tuo insano atto persecutorio. Perché non sei buffone a scrivere queste idiozie, neanche un po’. Sei recidivo e violento. Un tantino patologico. Non sei forte perché ti nascondi dietro uno pseudonimo. Tu hai bisogno di aiuto. Ti intrometti pure quando rispondo alla blogger..
    Ce ne sarebbe.. Lascio ai posteri…

    • Affrontare il tema “prostituzione” comporta sempre una dose massiccia di disagio. E’ un tema che accende gli animi, e spesso la conversazione degenera. Questo, a mio avviso, ci dà la misura di quanto sia importante, questo tema.
      La prostituzione sancisce che c’è bisogno che una parte della popolazione accetti di mettersi a servizio dei bisogni sessuali dell’altra metà della popolazione. Bisogni sessuali che, ci ricorda Ex-it, sono essenzialmente bisogni maschili.
      Sopportare questa dose di disagio ci permette di portare alla luce il vero nocciolo del problema, che non è mai stato la “libertà” di prostituirsi.

    • Ex-it ha detto:

      Aspetta aspetta, fammi vedere se ho capito bene: TU sei in imbarazzo perché io ho espresso sessismo e violenza?? Tu che per 87 post hai elogiato un cretino sessista qualunquista come Langone?? Se tu hai denotato sessismo e violenza nei miei scritti quello che ha dei grossi problemi sei tu. E problemi GROSSI, a livello cognitivo, guarda bene. Ovviamente tralasciando il fatto che mi hai spappolato le gonadi per innumerevoli volte parlando di una persona che é il vessillo per antonomasia del sessismo e della violenza. Coerenza, questa sconosciuta. E per inciso, io non ce l’ho con le donne, ma piuttosto CON LE STRONZATE CHE SCRIVI TU.

      Quindi stai dicendo che io sono a favore della violenza maschile? Certo. Come no. E lo stupro non ce lo metti? E la pedofilia? E la necrofilia con le pecore morte? Poi mi raccomando, stupisciti prontamente del fatto che ti voglia mandare AFFANCULO.

      Non ho capito cosa hai fatto con “prostituta” e “prevaricazione”, ma penso fermamente che ognuno si diletti con i giuochi che più gli sono consoni: lasciate che i bambini giuochino coi giuochi per bambini, e lasciate che i grandi si occupino di cose da grandi. Ti sei divertito? Oh bene, ne sono lietissimo. Buon per te. Pat pat. ❤

      A te da fastidio quando la gente, facendo sarcasmo, nomina i tumori. Poverino. E pensare che tu a me hai solo detto, nell'ordine, che

      1) vado a prostitute;

      2) vado a fare turismo sessuale in Thailandia;

      3) faccio prostituire le mie “donne”;

      4) sono un maschio alfa;

      5) sono un “maschione represso”;

      6) sono un “frantumatore di parti basse politically correct”;

      7) sono frequentatore delle tangenziali in Thailandia;

      8) che sono praticamente un pappone, visto che ho delle “amiche in affitto”.

      Mi piacerebbe che tu avessi la stessa sensibilità nei confronti degli altri quando loro ti chiedono di smetterla di insultarli nei modi più arroganti possibili, dato che TU NON SAI UNO STRACAZZO degli altri, ma questo semplice messaggio il tuo misero cervellino provocatore ed a senso unico evidentemente non riesce a capirlo. Te l'ho già detto che sei ipocrita? E che sei arrogante? Spero che tutto questo non ti dia fastidio come la faccenda del tumore, perché pare che sia la verità. Bisogna conviverci. ❤

      Langone ti fa pena?? Ma se mi hai spappolato le gonadi per innumerevoli post, citandolo più e più volte ed usando sempre parole di elogio!! Adesso cambi idea?? O_O

      1) Chiederò al mio amico Camillo di recitare una Preghiera per te.

      2) Langone, Camillo Langone. Lascia stare, che ti fa male alla salute.

      Senti, secondo me i casi sono due: o sei idiota, o sei paraculo. Non esistono altre possibilità. Ah sì, eccone una: sei un marziano ritardato che sta imparando l'italiano ed usa parole a caso scegliendole da un dizionario del 1957.

      Come scusa? Io ti ho attaccato? E quando mai l'ho fatto? Eppure mi pare che non abbia , né mi pare che . Mica ti sentirai tirato in causa, no? Eddài, sù, non te la prendere, pensa al tuo Unico Amore, che però al tempo stesso 30 righe dopo magicamente ti fa pena: Langone.

      Per me son più patologiche il tuo paraculismo, la tua ipocrisia e la tua arroganza, ma vabbé dài, alla fine sono punti di vista. Basta tu mi stia lontano e tu non sia paraculo, ipocrita ed arrogante con me, poi con gli altro puoi fare il cazzo che ti pare. ❤

      Ti senti a disagio? Povero cucciolo, ed io che pensavo di essere IO quello perseguito e tormentato dalla tua totale incapacità di portare avanti una discussione sullo stesso piano, ragionando in maniera logica e secondo metodo scientifico, o comunque anche solo lontanamente provandoci. Da te non ho ricevuto che offese, insulti e prese per il culo, quindi direi che tutta questa merda é solo quel che tu hai sparso che ti torna indietro. Con tanto amore, ovviamente. ❤

      No dài, non piangere, che poi mi dispiace di avere il pieno diritto alla libertà di parola e di poterlo esercitare QUANDO STRACAZZO MI PARE. Forse non te l’ha mai detto nessuno, ma pare che il primo ad intromettersi mentre rispondevo alla blogger SIA STATO TU, qualche tempo fa. No, così per dire, non sia mai che tu ti accorga delle cazzate incoerenti che scrivi.

      Ultima cosa: pare che anche TU TI NASCONDA DIETRO UNO PSEUDONIMO. Forse questo piccolo dettaglio ti é sfuggito. Sai, le cose con le quali accusi gli altri non valgon solo per gli altri, ma anche per te.

      Vedi, questa é una regola fondamentale, tant’é vero che se la infrangi poi rischi di essere etichettato come un arrogante ipocrita paraculo qualsiasi. ❤

      Tante care cose.

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