L’arma dell’identità femminile e la marcia dei reggiseni

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Ieri, a Hong Kong, si è svolta una marcia di protesta.

Centinaia di uomini e donne sono scesi in strada armati di reggiseno per testimoniare l’indignazione causata dalla condanna della trentenne Ng Lai Ying a tre mesi e 15 giorni di detenzione per aver “usato la sua identità femminile” contro un’agente di polizia.

Riporta la stampa che, nel corso di una manifestazione di protesta svoltasi a marzo a Yuen Long, Ng Lai-Ying è stata arrestata perché, mentre si trovava coinvolta nei tafferugli, ha gridato “molestia” (indecent assault) contro l’ispettore capo Chan Ka-po; di fronte ai magistrati la donna ha affermato che lo aveva fatto d’istinto, perché questi aveva allungato le mani per toccarle il seno sinistro.

L’ispettore capo avrebbe dichiarato di essere stato minacciato e di temere per la sua incolumità a causa delle urla della donna, ma pare non abbia fornito alcuna indicazione in merito a quando, da chi e in che modo sarebbe stato minacciato.

La corte si è pronunciata contro Ng Lai-Ying, decretando che la donna aveva deliberatamente spinto il suo seno contro l’agente in modo da poterlo accusare di violenza.

Perché quando non ci sono prove, l’uomo dice la verità e la donna sta mentendo.

Il membro del Legislative Council of Hong Kong Leung Kwok-hung, che ha manifestato indossando un reggiseno bianco sopra la t-shirt, ha commentato:

“Any woman on this earth, if she feels that she has been sexually harassed, she should shout, she should expose it. So why should a woman be severely punished for that?”

Ogni donna su questa terra, se si sente sessualmente molestata, dovrebbe poterlo gridare, dovrebbe poterlo dire. Perché una donna dovrebbe essere punita per questo?

Qual è la vostra risposta a questa domanda?

 

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9 risposte a L’arma dell’identità femminile e la marcia dei reggiseni

  1. Dave Brick Pinza ha detto:

    La risposta è sempre la stessa, viviamo in un mondo di merda….. Vedere la sentenza sullo stupro della Fortezza……

  2. IDA ha detto:

    “donna aveva deliberatamente spinto il suo seno contro l’agente” Agente rimasto contuso!
    “donna aveva deliberatamente spinto il suo seno contro l’agente” Due settimane di prognosi per l’agente.
    Ho scherzato, ma non c’è molto da ridere,
    Il solito meccanismo che garantisce i diritti al molestatore, se gridi, vieni denunciata, se non gridi, perchè non hai gridato. quindi eri consenziente. Girala come ti pare il risultato è sempre lo stesso.

  3. Paolo ha detto:

    una donna che si sente molestata ha il diritto di dirlo, nei tafferugli può capitare di toccare inavvertitamente un seno, ma se lui l’ha palpato o strizzato allora non è casuale quindi se il gesto è sgradito (e lo era in quella circostanza) è molestia

    • La cosa assurda, qui, è che non è stata lei a sporgere denuncia. Ng Lai-Ying stava manifestando, quando nella mischia ha gridato, e per questo è stata arrestata. Lui l’ha trascinata in Tribunale sostenendo di essere stato “aggredito” dalla sua tetta… e i giudici gli hanno dato ragione. Sulla base di cosa, non è chiaro.

  4. Marco Tullio ha detto:

    L’onere della prova spetta all’accusa. Se l’Ispettore non può provare che la Signora lo abbia minacciato, ha fatto male a denunciarla, e se la Signora non può provare che egli la abbia uintenzionalmente palpata a fine di libidine, ha fatto male a denunciare lui.

    • Peccato che la signora non abbia denunciato nessuno.
      Comprensione del testo: “Ng Lai-Ying è stata arrestata perché, mentre si trovava coinvolta nei tafferugli, ha gridato “molestia” (indecent assault) contro l’ispettore capo Chan Ka-po; di fronte ai magistrati la donna ha affermato che lo aveva fatto d’istinto, perché questi aveva allungato le mani per toccarle il seno sinistro.”

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