Figli d’arte

by Lewis Morley,photograph,1963

Nella foto, a destra, Damon Graham Devereux Hill, pilota automobilistico britannico: nella sua carriera ha vinto 22 Gran Premi di Formula 1 ed è stato campione del mondo nel 1996.

Qui è con il padre (a sinistra, con il modellino di una macchinina da corsa in mano). Anche il padre, Graham Hill, è stato campione di Formula 1, nel 1962 e nel 1968.

Entrambi hanno scoperto il loro talendo grazie alle motociclette, ed entrambi hanno dimostrato di avere attitudine per il mondo dello spettacolo: Graham Hill si è dedicato al cinema (tra le sue apparizioni ricordiamo Grand Prix, del ’66), mentre Damon alla chitarra, lavorando come chitarrista di eccezione nell’album Euphoria dei Def Leppard e fondando un gruppo tutto suo, The Conrods.

Rimanendo nel mondo dei figli d’arte e dei motori, possiamo citare Jacques e Gilles Villeneuve, Alberto e Antonio Ascari, oppure Keke e Nico Rosberg.

Quando si parla di figli d’arte, però, normalmente ci si riferisce a personaggi che gravitano nel mondo delle arti, appunto: nel cinema, nel teatro, nella danza, nella pittura, nella letteratura…

Questo perché l’espressione ha origine nel gergo teatrale: i figli d’arte, dagli albori della Commedia dell’Arte (XVI secolo) fino al tramonto dei guitti nella seconda metà del XX secolo, erano i rampolli dell’oligarchia attorica, appartenenti ad una gens di teatranti.

de filippo

Sono figli d’arte Giovanna Mezzogiorno, i fratelli Ricky e Gianmarco Tognazzi e Alessandro Gassman, come pure Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, figli naturali dell’attore e commediografo Eduardo Scarpetta.

Era figlio di un pittore (José Ruiz Blasco Lopez dè Onate) Pablo Picasso, sono padre e figlio i due Alexandre Dumas, il primo noto soprattutto per il suo romanzo La signora delle camelie a cui si ispira La Traviata di Giuseppe Verdi, il secondo per i capolavori come Il conte di Montecristo e la trilogia dei moschettieri. Scrive anche (e vince premi) il figlio di Stephen King Joe Hill e, per citare qualche caso in ambito musicale, eccovi il sassofonista Gene Ammons – figlio del pianista Albert Ammons – il tastierista David Paich dei Toto – il cui padre era il grande arrangiatore Marty Paich – Natalie Cole – figlia di Nat King Cole – e Norah Jones – figlia di Ravi Shankar.

Per non lasciare fuori il mondo della danza, vi segnalo un’intervista a Illir Shaqiri, che racconta del talento della sua piccola Emily.

Se dovessimo stilare una lista esaustiva di esempi eccellenti sarebbe una lista lunga, lunghissima.

Pertanto desta sconcerto e preoccupazione la decisione di un magistrato del Tribunale di Roma di allontanare una giovane ballerina dalla madre per destinarla a una casa famiglia, dove le sarebbe impossibile frequentare una scuola di danza di Milano, nella quale è stata ammessa, precludendole così la possibilità di proseguire la sua carriera e di realizzare il suo sogno: diventare una étoile.

A causare una decisione tanto drastica è stato il parere espresso da un consulente tecnico d’ufficio, un neuropsichiatra infantile nominato dal tribunale, che ha stabilito che il desiderio di ballare a livello professionale manifestato dalla ragazzina sarebbe il frutto dell’imposizione della madre, titolare di una scuola di danza internazionale.

A nulla sono valse le testimonianze degli insegnanti della scuola di danza di Roma dove la ragazza adolescente ha studiato negli ultimi anni, che la descrivono come “fortemente motivata da un profondo, personale e autentico amore per la danza“, né – naturalmente – il parere della stessa.

Se vi state chiedendo se non sarebbe stato meglio impedire a Eduardo De Filippo di seguire le orme paterne, se si dovrebbero negare i pennelli ai figli di pittori o la patente di guida a tutti i figli di piloti, allo scopo preservare i bambini dalle nefaste influenze dei genitori, aspettate un attimo, perché il vero nocciolo della questione non è la danza o la salute psicofisica della giovane ballerina.

La storia è analoga a molte altre storie che abbiamo già sentito: questa ragazzina verrà privata della concreta possibilità di realizzare il suo sogno perché ad un certo punto della sua vita ha deciso di non voler più incontrare il padre, allontanatosi dalla famiglia quando la bambina aveva appena un anno e mezzo.

A quanto pare la ragazzina avrebbe denunciato al Tribunale “atteggiamenti morbosi” da parte di quel padre che per anni si era disinteresato della sua vita, manifestando un profondo disagio nei confronti dei suoi recenti tentativi di recuperare il rapporto padre-figlia.

Così, mentre si attendono i risultati delle indagini avviate per verificare se tali comportamenti paterni configurino una qualche ipotesi di reato, si è pensato bene di intervenire invocando una perizia sulla stessa ragazzina, la quale – che strano! – risulta in realtà danneggia dal “rapporto simbiotico” con la madre.

A tale proposito vorrei ricordarvi un articolo che tradussi qualche tempo fa, nel quale riportavo le parole di un avvocato statunitense, Gregory Jacob, il quale raccontava di avere visto molte volte, nel corso della sua carriera, “genitori e genitori puniti per aver presentato in buona fede le prove di abusi affinché le autorità valutassero ciò che loro vedevano”.

Il meccanismo della punizione messo in atto dal consulente tecnico d’ufficio nei confronti della ragazzina a me sembra evidente: visto che non vuoi incontrare tuo padre, ti togliamo una cosa alla quale tieni moltissimo: la scuola di danza.

Un meccanismo che negli ultimi anni ha preso piede in tutto il mondo, come dimostra il drammatico caso dei tre ragazzini del Michigan spediti addirittura in riformatorio.

Alla luce di quanto avviene sempre più spesso anche in Italia, mi auguro che la denuncia di The Women Coalition alle Nazioni Unite trovi accoglimento, e che anche nel nostro paese si prenda coscienza al più presto che nei Tribunali dei Minori si respira aria di restaurazione: nell’indifferenza generale e servendosi subdolamente della psichiatria come arma, il pater familias sta riconquistando il diritto di proprietà sulla prole, mentre i diritti umani e civili di bambini e ragazzi vengono impunemente violati, a dispetto di una Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991, che stabilisce che l’ascolto del minore deve essere assicurato in tutti gli ambiti della sua vita, dalla famiglia alla scuola, fino al gioco, alle attività ricreative, sportive e culturali.

Se una ragazzina vuole danzare, lasciatela danzare.

Per approfondire:

Madri e bambini ridotti al silenzio

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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5 risposte a Figli d’arte

  1. IDA ha detto:

    Ora si chiama “rapporto simbiotico con la madre”? Una cosa è certa che la neuropsichiatrica infantile non conosce la danza. Non c’è nulla di più noioso della danza, se non sei realmente motivata non la fai per forza. Mia figlia si era iscritta a danza, perché le sue amiche facevano danza, dopo due sedute ha smesso e si è inscritta a jujutsu e lo pratica ancora. A parte questo, le madri si trovano sempre più ricattate e minacciate dai tecnici e dai tribunali, tutta questa campagna propagandistica dei “poveri padri”,sta dando i suoi frutti? Si penso anch’ io che si stia restaurando di nuovo il pater familias.
    Poi non si capisce perché il rapporto padre-figli deve essere recuperato ad ogni costo.

    • http://crescereconladanza.blogspot.it/2013/04/punte-proteggere-e-curare-i-piedi.html
      Per capire di cosa stiamo parlando:
      “…cercare di prevenire eventuali ferite è il miglior modo per salvaguardare i piedi. Come prima cosa si devono vedere quali sono i punti in cui c’è un maggior sfregamento, in questi punti si potranno formare delle vesciche e quindi si devono mettere dei cerotti a protezione, poi esistono in commercio diversi tipi di bende per fasciare le singole dita e il metatarso. Queste possono andare dal semplice scotch di carta, alle garze autoadesive, al “salva pelle”; tutto dipende dalla tolleranza della bambina e da quanto le sudano i piedi. Infatti il sudore è uno dei principali nemici sia dei piedi, che delle punte stesse.
      Dopo aver fasciato al meglio i piedi si può indossare il salvapunte. Ce ne sono di molti tipi in commercio, in lattice, in silicone, in lana, alcune ballerine professioniste usano addirittura il tessuto spugnoso usato per pulire le stoviglie, economico e facile da modellare secondo il proprio piede.
      Personalmente ho fatto dei salvapunte artigianali in cotone e spugna, fantastici per piedi che sudano tanto!!
      Finita la lezione, i piedi saranno nel migliore dei casi solo arrossati, nel peggiore, con vesciche o ferite sanguinanti ( purtroppo non esagero…)”

    • paolam ha detto:

      Ma sono matti? Che altro c’è da dire?

  2. primavera ha detto:

    Sapete quanti genitori conosco che impongono ai figli uno sport? In tenera età praticamente tutti! Non so,dico,allora togliamo i figli pure a quelli che gli fanno mangiare le verdure a forza perché fanno bene. Il plagio delle madri sulle verdure!!! Ormai ogni cazzata è buona per distruggere i bambini se un padre assente e problematico si sveglia un dì con la voglia di giocare a fare il (finto) padre. I bambini da bravi devono obbedire,volere bene a comando,non dire nulla di male verso un padre indecente, sorridergli,accondiscenderlo in tutto perfino se molesto! E il plagio sarebbe delle madri eh??
    Qui il problema ormai è stato chiarito benone e su più fronti: c’è solo uno spaventoso giro di denaro e la volontà dello stato italiano di non fermarlo. Stop. Tutto sotto la più bieca omertà. Altrimenti scusate ma non trovo più logica. A 14 anni i ragazzi devono essere ascoltati e un giudice che non lo fa viola la legge. Stop. Scendere in piazza in tutta italia ecco cosa fare. Tutte. Madri e non. La situazione riguarda tutti! In questo paese corrotto fino al midollo che ormai detesto, i giri di denaro non si fermeranno mai se si lascia o agire indisturbati. La maggior parte delle persone non sa cosa accade nei tribunali. E poi notare: stiamo ricominciando con i poveri padri separati che fanno gesti inconsulti perché le cattive ex non gli fanno vedere i figli. In pochi giorni già due casi. Ecco il messaggio che passa e nessuno ristabilisce l’equilibrio perché nessuna di noi parla o fa gesti del genere altrimenti la
    punizione per noi è la perdita definitiva dei figli!
    Veramente allibita!

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