I miti sul divorzio che mettono a rischio i bambini – mito n° 5: la Pas

Una traduzione da Myths That Place Children At Risk During Custody Litigation.

Introduzione

Circa un matrimonio su due negli Stati Uniti finisce con un divorzio, un fenomeno che coinvolge oltre un milione di bambini all’anno. Circa il 10% di questi divorzi comporta una causa per l’affido. C’è da considerare anche che gli abusi sui minori sono un problema diffuso nella nostra società e che le famiglie con una storia di violenza spesso finiscono con un divorzio. Le preoccupazioni circa la sicurezza dei bambini sono alla base di alcuni dei casi di affidamento più aspramente contestati.

Purtroppo i contenziosi per l’affido dei minori possono diventare, per maltrattanti e abusatori di bambini, un mezzo per estendere o mantenere il controllo e l’autorità sulle vittime dopo la fine del matrimonio. Anche se gli studi in merito non hanno trovato una maggiore incidenza di false accuse di abusi sui minori o violenza domestica sollevate nel contesto delle controversie per l’affido / il diritto di visita, chi opera nei Tribunali tende ad essere irragionevolmente sospettoso in proposito. Di conseguenza, genitori e figli abusati possono trovarsi nella situazione di essere rivittimizzati dal sistema giudiziario.

Determinare quale genitore debba ottenere l’affido dei figli quando non trovano un accordo non è facile. Chi è chiamato a valutare spesso non ha una formazione adeguata a riconoscere e gestire abusi sui minori e violenza domestica. Chi ha familiarità con la situazione attuale ritiene che troppo spesso le decisioni siano basate sul mito, su un’errata interpretazione dei fatti, sui pregiudizi dei soggetti preposti a valutare.

Quelli che seguono sono una panoramica di alcune delle false convinzioni che contribuiscono a creare il problema della mancanza di tutela per i minori da parte dei Tribunali della famiglia.

Il mito n°1: Le accuse di abusi sessuali sono comuni durante le controversie per l’affido dei minori e la stragrande maggioranza delle accuse sono false, infondate o indimostrate.

Il mito n°2: La violenza sulle donne non ha niente a che vedere con gli abusi sui bambini

Il mito n°3: E’ raro che i bambini vengano affidati ad un genitore abusante

Il mito n°4: Le madri idonee non perdono la custodia dei figli

Il mito n°5:  La sindrome di alienazione parentale è un fenomeno comune e ben documentato.

junk-science

Coloro che prendono per buono il mito della tendenza diffusa fra le madri a produrre false accuse di abusi, possono tentare di spiegare questo fenomeno facendo riferimento ad una teoria nota come Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS). Alcuni suggeriscono che si tratti di una teoria scientifica ben documentata.

Sebbene l’allontanamento [nota: estrangement in inglese] da uno o entrambi i genitori può verificarsi nei bambini nel corso di un divorzio caratterizzato dal rancore fra i coniugi, la Sindrome da Alienazione Genitoriale (PAS) è priva di fondamento scientifico e non si è mai mostrata un valido strumento di analisi di questo processo. In realtà, il dottor Richard Gardner, l’ideatore della teoria, la sviluppò mentre lavorava come consulente a pagamento per uomini accusati di aver abusato sessualmente dei loro figli. Pertanto, la sindrome è nata come strategia di difesa per contrastare le affermazioni di un bambino che denuncia abusi sessuali (Dallam, 1999).

Gardner definisce la PAS come segue:

La Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS) è una malattia che compare principalmente nel contesto delle controversie per la custodia del bambino. La sua manifestazione principale è la campagna di denigrazione del figlio nei confronti di un genitore, una campagna che non ha alcuna giustificazione. È il risultato di una combinazione del programmato indottrinamento (lavaggio del cervello) di un genitore e contributi propri del bambino volti alla denigrazione del genitore bersaglio. . .

Gardner definisce la PAS un disturbo psichiatrico che si manifesta nel corso delle controversie per l’affidamento dei figli nel contesto di una separazione giudiziale. La teoria di Gardner ritrae il genitore preferito o protettivo (di solito la madre) come un diabolico “alienante”, praticamente l’unico responsabile della trasformazione di un bambino vulnerabile, che agisce allo scopo di allontanarlo dall’altro genitore (di solito il padre). Il bambino è quindi descritto come un malato di mente mentre l’ “alienante genitore protettivo” (ad esempio, una madre che denuncia sospetti abusi) è visto come l’unica causa del disturbo. Quando l’alienazione rientra nella categoria “grave” , il dottor Gardner raccomanda l’affidamento esclusivo all’altro genitore – il genitore che il bambino descrive come abusante. Così, la cura principale per questa presunta malattia mentale è che il bambino trascorra il maggior tempo possibile con un presunto abusatore, mentre i contatti con il genitore protettivo vengono ridotti o sospesi del tutto.

Va sottolineato che Gardner non ha sottoposto la sua teoria a verifiche e non è mai stato dimostrata l’esistenza di una simile sindrome. Nonostante questo, la PAS ha avuto successo nei tribunali, e si adatta bene alla tendenza dei giudici a preferire il “friendly parent” (genitore amichevole). Inoltre, alcuni tribunali hanno accettato PAS perché apparentemente sembra spiegare un fenomeno ben noto nelle battaglie per la custodia – l’aspra lotta tra i genitori per l’affetto del loro bambino.

Purtroppo, la Sindrome da alienazione parentale, come pure il concetto di “genitore amichevole”, presenta alla corte un paradosso che sembra minare il razionale processo decisionale che dovrebbe tenere in considerazione il superiore interesse del minore. Per mezzo della PAS, un genitore affidatario che richiede assistenza professionale per visitare, curare e proteggere il bambino, fornisce la prova di essere “alienante”. L’avvocato Richard Ducote (2002) ha osservato:

“L’ironia… nella ‘PAS’ è che maggiore è il numero di prove valide a sostegno dell’esistenza di un abuso sessuale, maggiore è il fervore con il quale Gardner e suoi devoti diagnosticano la ‘PAS.’ Per questo la ‘PAS’ è il sogno di ogni avvocato difensore, in quanto le prove che dimostrano la condotta criminale sono prove a favore della difesa.”

Nelle riviste scientifiche, la PAS è stata citata come un esempio di pseudoscienza presentata in tribunale come prova credibile. Ad esempio, in un articolo pubblicato nella rivista Professional Psychology: Research and Practice, Rotgers e Barrett (1996) citano la Pas come eccellente esempio di teoria non scientifica che ribalta il ragionamento logico. Inoltre, la PAS è stata ampiamente screditata nei circoli accademici a causa della sua parzialità nei confronti di donne e bambini, e perché evita accuratamente di prendere in considerazione spiegazioni alternative al comportamento delle parti coinvolte.

Inoltre, i critici hanno notato che i metodi di Gardner per determinare la veridicità di una denuncia di abuso sono gravemente sbilanciati a favore del presunto molestatore. Lisa Amaya-Jackson – MD, Professoressa di Psichiatria e Medical Director dei Child and Adolescent Trauma Treatment Services presso la Duke University – e Mark D. Everson, Ph.D., Professore Associato in Psichiatria e Direttore del Program on Childhood Trauma & Maltreatment presso l’University of North Carolina Hospitals, Chapel Hill, hanno recensito il libro di Gardner Protocols for the Sex-Abuse Evaluation e hanno definito il sistema suggerito da Gardner per individuare i veri abusi sessuali sui bambini “gravemente carente”. Hanno dichiarato: “Il pregiudizio si evince dai tentativi dell’autore di screditare le accuse mosse da un bambino ricorrendo a descrizioni spesso limitate e semplicistiche di come i bambini abusati sessualmente dovrebbero comportarsi.Essi hanno inoltre notato che, anche se afferma l’importanza della neutralità e dell’oggettività in chi è chiamato a valutare, Gardner descrive “un forte pregiudizio, secondo il quale la stragrande maggioranza delle accuse, in particolare quelle mosse nel corso di casi di controversie per l’affido, sono false, e le sue procedure di valutazione sono strutturate in modo da giungere necessariamente a questa conclusione. ” Amaya-Jackson e Everson (1996) concludono: “Questo libro può essere descritto come una ricetta per dimostrare la falsità delle accuse di abuso sessuale su minore, sotto le mentite spoglie di obiettività clinica e scientifica. Il sospetto è che sarà un best-seller tra gli avvocati della difesa...

Un recente studio (citato da Johnston & Kelly, 2004) ha valutato i molteplici fattori che potrebbero contribuire al rifiuto di un genitore da parte del figlio. Oltre al comportamento “alineante” di uno dei genitori, sono fattori altrettanto importanti i reali abusi subiti dal bambino e/o la mancanza di calore nella relazione affettiva con il genitore rifiutato.

Questo non significa che le accuse di abusi sono sempre vere, o che i genitori non tentino di manipolare i propri figli durante le dispute per l’affido. Ma i Tribunali dei Minori hanno bisogno di un approccio più scientifico ed accurato, in grado di analizzare le complessità dei casi più controversi. Le ultime ricerche che riguardano i bambini coinvolti in conflitti per l’affido supportano metodi di analisi in grado di prendere in considerazione tutti i fattori che influenzano i sentimenti di un bambino nei confronti dei suoi genitori. Al contrario, teorie semplicistiche come la PAS non sono sufficientemente scientifiche da determinare relazioni di causa ed effetto, e espongono i bambini al rischio di essere rivittimizzati nei Tribunali.

Bibliografia:

  • Amaya-Jackson, L., & Everson, M.D. (1996). Book Reviews: Protocols for the Sex-Abuse Evaluation . Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, 35(7), 966-967.
  • Dallam, S. J. (1999). Parental Alienation Syndrome: Is it scientific? In E. St. Charles & L. Crook (Eds.), Expose: The failure of family courts to protect children from abuse in custody disputes. Los Gatos, CA: Our Children Our Children Charitable Foundation. http://www.leadershipcouncil.org/1/res/dallam/3.html
  • Dallam, S. J. (1998). Dr. Richard Gardner: A review of his theories and opinions on atypical sexuality, pedophilia, and treatment issues. Treating Abuse Today, 8(1), 15-23. http://www.leadershipcouncil.org/1/res/dallam/2.html
  • Dallam, S. J. (n.d.). Are Allegations of Sexual Abuse That Arise During Child Custody Disputes Less Likely to Be Valid? An Annotated Review of the Research. http://www.leadershipcouncil.org/1/pas/ap.html
  • Ducote, R. (2002). Guardians Ad Litem in Private Custody Litigation: The Case for Abolition. Loyola Journal of Public Interest Law, 3, 141.
  • Gardner, R. A. (2003). The Judiciary’s Role in the Etiology, Symptom Development, and Treatment of the Parental Alienation Syndrome (PAS), American Journal of Forensic Psychology . 21(1), http://www.rgardner.com/refs/ar11w.html
  • Rotgers, F., & Barrett, D. (1996). Daubert v. Merrell Dow and expert testimony by clinical psychologists: Implications and recommendations for practice. Professional Psychology: Research and Practice, 27(5), 467-74.
  • Johnston, J. R. & Kelly, J. B. (2004). Commentary on Walker, Brantley, and Rigsbee (2004) “A critical analysis of parental alienation syndrome and its admissibility in the family court.” Journal of Child Custody, 1(4), 77-89.

 

Per approfondire:

ALIENAZIONE PARENTALE E DSM-5: È CONSENTITO SCRIVERE COSE NON VERITIERE NELLE CTU PER L’AFFIDAMENTO DEI MINORI?

Le teorie di Richard Gardner

La terapia della minaccia

Le false accuse e i cerchi nel grano

Le “false accuse” in Australia: gli studi confermano che sono comuni come i quadrifogli

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Una risposta a I miti sul divorzio che mettono a rischio i bambini – mito n° 5: la Pas

  1. primavera ha detto:

    Lo sai quanto ti sono grata per questo vero?
    Dobbiamo parlarne fino allo sfinimento. Deve tornare la giustizia!

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