Vivo in una famiglia di mafia

Oggi mi dedico ad un tema che di solito non tratto, qui.

Ho ricevuto un’email, da un giovane lettore, molto giovane e molto infelice. Questo ragazzo mi chiede di poter condividere con voi i suoi pensieri, rimanendo anonimo.

Lascio a lui la parola. Buona lettura.

padrino

Il mio nome è XXXX e vivo in una famiglia di mafia.

“Bisogna essere rapidi” – “Tu nun può perd’r tiemp” – “Chiudere ‘sta storia il prima possibile” “Finisci di fare il camorrista” – ” Tu nun può cumannà ind’ a’ sta cas” – “Ì aggia sapè chi è prima che sparo; figlj ro magistrat? E’ nu criminal”

Erano le due di notte, gli occhi fingevano di dormire ma la mente era più che cosciente. Ascoltavo le parole vomitate dalla bocca di mio fratello mentre si faceva spavaldo con l’altro mio, nostro, fratello.

Il boia non mostra mai il suo vero volto, e così di notte manifesta, balbettando, sussurrando, sbiascicando, il suo vero essere.

Questa famiglia doveva essere la mia piattaforma di lancio, è diventata come un macigno che non mi rappresenta più niente se non un peso morto che non sa dove cadere.

La mafia abusa del suo super-io. Ecco perchè questo paese soffre di un grave disturbo dissociativo di personalità. E’ facile accusare gli altri, spalare fango sugli altri, essere razzisti con gli altri, additare la corruzione, è il primo passo verso l’autoassoluzione. E’ facile perchè “io” in PRIMIS ne sono responsabile.

Ed è così che nasce la mafia con l’irresponsabilità, il ricatto, l’indebitamento morale, l’estremismo, l’odio verso la dignità.

La mafia scorpora e disossa la democrazia della sua dignità e del suo valore, quindi. Ed è così che la democrazia è sempre prima di tutto un gesto d’altruismo e rispetto.

Scegli sempre, non essere mai indifferente. Me lo hai insegnato tu, mamma ed oggi ti vedo concorrere con una mano a chi mina alla tua vita così come alla tua integrità morale, con l’altra ostentare correttezza verso chi ti conosce.

Mafia è evasione fiscale, truffa, fare il “nero” con la maschera dell’eroe, indebitarsi e pulirsi la coscienza tra “famiglia” omettendo che quei soldi sono prestati, omettendo sempre le proprie intenzioni, girando attorno, scorporando il linguaggio in tante domande, tante piccole parole così che dove voglio arrivare viene dedotto e mai reso noto. Se in Italia vuoi fare il ladro, devi indossare una maschera da eroe.

Mio fratello che per non andare in galera per truffe ed evasioni” delocalizza la coscienza” – cambia casa. Scappa. Indebitandosi ulteriormente. Gattopardescamente cambia maschera.

“Io perchè l’ho fatto il 22 Agosto di sabato c’è un motivo” – “Proprio io sono l’unico che non dovrebbe stare qua, tu mi vuoi far stare qua ”

L’ultima follia è volersi portare la famiglia, ANZI, non lasciargli alcuna alternativa, svuotando tutti i mobili di casa, inscatolare la primissima mattina mobili, piatti il tutto TACITAMENTE lasciando che non si scopra mai nulla direttamente ma sempre deducendo, a raggiungermi nella mia fuga eterna.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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Una risposta a Vivo in una famiglia di mafia

  1. Nato Invisibile ha detto:

    Leggo solo ora. Grazie per questa testimonianza. La condizione di fuga, di ansia, di impotenza verso una prepotenza che ci schiaccia con un peso abnorme, ci ricatta e ci vince, è dolorosa e insopportabile. La coscienza annullata, l’insonnia. Il ricatto, ricatto affettivo. Il vincolo di sangue. Le parole mai dette, gli ammiccamenti, le allusioni, il fegato che esplode..
    Gentile autore, forse ti sembrerà strano, ma credimi, queste angoscie possono essere provate anche senza appartenere ad una famiglia così. Sempre legate alla famiglia, però, restano. L’impotenza, la mancanza di libera scelta è la tensione a livelli cronici si possono provare anche senza possedere una pistola.
    Resta te stesso, sempre, non ti arrendere. Coraggio.

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