E’ come se lei non fosse davvero lì

Una traduzione da Men who buy sex have much in common with sexually coercive men

“E ‘come se lei non fosse davvero lì “.
– Un cliente che ha preso parte alla ricerca

faceless


Gli uomini che comprano sesso mostrano meno empatia nei confronti delle prostitute rispetto agli uomini che non comprano sesso, sostiene uno studio pubblicato online il 31 agosto sul Journal of Interpersonal Violence. La ricerca, della quale è co-autore il professor Neil Malamuth dell’UCLA, ha scoperto anche c’è una maggiore probabilità che gli uomini che comprano sesso riferiscano di aver commesso uno stupro e altri atti sessuali violenti.

Lo studio, che ha esaminato 101 clienti nella zona di Boston e 101 uomini che non lo sono, indica che le opinioni degli acquirenti di sesso sono simili a quelle degli uomini sessualmente coercitivi.

“I nostri risultati indicano che gli uomini che comprano sesso condividono alcune caratteristiche chiave degli uomini considerati a rischio di commettere aggressioni sessuali”, ha detto Malamuth, professore di comunicazione e psicologia. “Entrambi i gruppi tendono a mostrare preferenza per il sesso impersonale, paura del rifiuto da parte delle donne, unvissuto caratterizzato da atti sessuali aggressivi e si identificano con un’idea di mascolinità ostile. Coloro che acquistano il sesso, in media, sono meno empatici nei confronti delle prostitute e le vedono come intrinsecamente diverse dalle altre donne “.

Altri studi associano un livello più basso di empatia tra gli uomini colpevoli di aggressioni nei sessuali verso le donne.

Se la prostituzione sia un lavoro o un abuso sessuale è un tema dibattuto da tempo. Questi nuovi risultati supportano l’idea che la prostituzione sia più simile all’abuso sessuale.

“Speriamo che questa ricerca serva a sfatare il mito che gli acquirenti di sesso sono semplicemente bravi ragazzi sessualmente frustrati”, ha detto Melissa Farley, autrice principale dello studio e direttrice esecutiva della Prostitution Research and Education, un’organizzazione senza fini di lucro con sede a San Francisco.

Se lo studio non avesse trovato differenze tra il punto di vista degli uomini che comprano sesso e quelli che non lo fanno, avrebbe potuto dar credito a coloro che sostengono la legalizzazione e la regolamentazione della prostituzione, ha dichiarato Farley, esperta di prostituzione e tratta di esseri umani.

“Tuttavia, dati i livelli significativi di atteggiamenti e comportamenti sessualmente aggressivi presenti negli acquirenti di sesso, la politica più progressista in tema di prostituzione si rivela quella attuata da Svezia e Norvegia, dove è intesa come un crimine compiuto contro le donne emarginate per motivi economici o etnici”, ha dichiarato. “Il modello nordico criminalizza gli acquirenti di sesso ma non le prostitute, alle quali fornisce gli strumenti per uscire dal mercato del sesso.”

Uno dei clienti intervistati per le ricerca ha paragonato il suo atteggiamento nei confronti della prostituta all’operazione di smaltimento di una tazza di caffè dopo aver finito di bere: “Quando hai finito, la butti via”, ha detto.

Un altro ha detto delle prostitute: “Penso che per lo più si sentano degradate. Voglio dire, quelle che conosco non hanno fiducia in se stesse, si sentono meno di una persona e più come una merce. “

Malamuth ha dichiarato che lo studio ha confermato la capacità predittiva di molti dei fattori di rischio di aggressione sessuale da lui studiati negli ultimi 35 anni. Il suo Confluence Model descrive gli uomini che sono a maggior rischio di commettere aggressioni sessuali. Il modello evidenzia diversi fattori di rischio, tra i quali il comportamento antisociale, la preferenza per il sesso impersonale, un’idea del sesso che lo avvicina più ad una disciplina sportiva che ad una componente di una relazione intima, e “la mascolinità ostile”, che include caratteristiche come una personalità narcisistica, l’ostilità verso le donne e il desiderio di esercitare potere sulle donne.

Gli uomini che hanno partecipato allo studio erano relativamente ben informati riguardo coercizione e traffico di esseri umani, e su molte delle ragioni che spingono le donne ad entrare nella prostituzione.

I ricercatori hanno esaminato oltre 1.200 uomini per selezionare due gruppi di uomini  simili per età, etnia e status socio-economico. Ai partecipanti è stato garantito l’anonimato e ognuno è stato intervistato per circa due ore. Lo studio è stato finanziato dalla Hunt Alternatives, una fondazione privata.

Per approfondire:

Lo stupro non è un diritto umano

Gli uomini che comprano sesso: le loro parole

Parliamo delle scelte di lui

Noi non compriamo le donne

Prostituzione: è dai clienti che arrivano stigma e disprezzo

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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21 risposte a E’ come se lei non fosse davvero lì

  1. quark ha detto:

    milioni di pervertiti maniaci sessuali , potenzialmente stupratori , che girano indisturbati per le nostre strade ! Ma chi vi crede ! Io invece ne conosco altre di ricerche , che raccontano tutta un altra storia … eccone qui un paio , aspetto con ansia che mi spiegate che non vanno bene …
    http://www.ingenere.it/articoli/prostituzione-con-amnesty-la-decriminalizzazione

    http://www.panorama.it/societa/il-cliente-e-la-prostituta-un-rapporto-a-volte-d-amore/

  2. IDA ha detto:

    Tempo fa ho letto un articolo che parlava di prostituzione e pornografia, sosteneva che esse agirebbero da deterrente rispetto alle molestie e alle aggressioni sessuali. Questa è una tesi sostenuta anche da diversi “imprenditori del sesso” i quali si trasformano da papponi a benefattori sociali. Mi fa piacere ogni tanto trovare tesi come quella che hai pubblicato, che smentiscono queste scuse puerili.

    • quark ha detto:

      Ma che sarebbero questi i pericolosi clienti di prostitute ? E sarebbero queste le prostitute schiavizzate ? http://www.corriere.it/cronache/15_settembre_02/torino-quarantenne-sedotto-una-escort-lei-sottrae-35mila-euro-b5c85d40-517e-11e5-9df5-79e99ad463e6.shtml
      Scommetto per voi quest’uomo andrebbe anche arrestato !

      • Cosa ci stai dicendo? Che i clienti non perpetrano violenza contro le prostitute?

        In Germania, secondo cifre del Ministero della Famiglia risalenti al 2007, il 41% delle prostitute ha subito violenza fisica o sessuale.
        http://infosullaprostituzione.blogspot.it/2015/08/e-stata-approvata-dublinouna.html
        “Quasi ogni ragazza incontrata in strada ci racconta di aver subito almeno un episodio di violenza o un tentativo di rapina”.
        “Devi moltiplicare almeno per dieci [il numero di stupri e altre violenze subite] rispetto a quello che ti dicono. Non solo perché non te lo raccontano, ma perché è una questione anche d’abitudine; ti dicono una volta e ce ne sono almeno altre nove che sono violenza, ma che loro tollerano e considerano normale amministrazione, a causa del livello di tolleranza cui sono abituate”
        Estremamente alto è anche il tasso di mortalità associato all’esercizio della prostituzione. Uno studio prospettico effettuatoda John J. Potterat nel 2003 negli USA relativo a 1969 donne ed esteso ad un arco temporale di 33 anni ha dimostrato che le persone prostituite presentano un tasso di mortalità elevatissimo: 459 decessi rispetto ad una media di 5,9 ogni 100.000 abitanti. L’età media del trapasso è di 34 anni. Le cause della mortalità sono: omicidio, overdose, incidenti, abuso di alcool. La prostituzione è l’attività che comporta il più elevato rischio di morte per assassinio ad opera dei clienti o degli sfruttatori: 204 casi ogni 100.000 abitanti rispetto ad una media di 29 per gli uomini e di 4 per le donne. http://infosullaprostituzione.blogspot.it/2015_06_01_archive.html
        A dimostrazione del fatto che la legalizzazione della prostituzione non comporta assolutamente un miglioramento delle condizioni di sicurezza di chi la esercita, vi ricordo che dal 1998 al 2013 si sono avuti 127 omicidi di persone prostituite nei Paesi Bassi, mentre tra il 1992 e il 2004 si sono avute 50 persone prostituite assassinate. ( I periodi 1992/2004 e 1998/2013 si accavallano e non sono identici, ma tenuto conto dell’enorme differenza di omicidi, questi dati dimostrano che la mortalità delle persone prostituite è aumentata nei Paesi Bassi dopo la legalizzazione dei bordelli nel 2000).
        Tra il 2010 e il 2012, almeno 20 prostitute sono state assassinate in Spagna, nella maggior parte dei casi, con una brutalità estrema. Questa cifra rappresenta il 5,6% dei femminicidi commessi nel corso di questo periodo. In 14 casi gli autori erano clienti.
        http://infosullaprostituzione.blogspot.it/2014/12/violenze-esercitate-sulle-prostitute.html

      • Provate a digitare “uccide prostituta” su google…

      • avalentini2015 ha detto:

        Mi chiedo cosa mai avrai da difendere la prostituzione con tanta enfasi. Apri gli occhi, cristo santo. Mentre online trovi un paio di testimonianze “positive”, ne puoi trovare di negative per leggere fino alla fine dei tuoi giorni.
        Sei onestamente ridicolo a difendere un’idea da film porno della prostutizone, dove tutti vanno via allegri peppeepepepe come il trenino di capodanno.

      • IDA ha detto:

        Intanto la questione era un’altra: se la prostituzione e la pornografia hanno una funzione da deterrente o alimentano le aggressioni sessuali?
        Ma veniamo al cliente.
        La tratta degli esseri umani, esiste perché c’è una domanda; di lavoro schiavizzato, di sesso, di organi e di minori. Quindi è il cliente che la determina, in tutti i campi. La prostituzione minorile, è il cliente che la determina, non il minore. Perciò il cliente non è questa povera vittima irresponsabile. Il 95% dell’offerta della prostituzione è costituito da donne e ragazze. Il 95% della domanda è costituito da uomini, ai quali tutto è dovuto e mai richiamati alle loro responsabilità. Vogliamo assumerci una volta ogni tanto qualche piccola responsabilità?
        I miti e le leggende nascono dalla realtà, ma hanno il compito di illustrare e trasmettere una realtà falsa.
        Il mito della prostituta ingannatrice, subdola, ladra, bugiarda si contrappone a quello del cliente sprovveduto, ingenuo, incauto, di quello che non l’ha mai vista e se non va con le prostitute non la vedrà mai. Questo schema di contrapposizione è un modello che funziona ed è collaudatissimo. Si ripresenta puntualmente in tutti i rapporti più o meno conflittuali tra il genere maschile e femminile. Nello stupro; Nelle separazioni, ecc.
        Ci sono uomini che considerano comprare sesso una cosa normale e uomini che non comprano sesso.
        Ci sono uomini che considerano le donne come persone e altri come “fiche”.
        I clienti non sono tutti uguali, ci sono anche quelli che cercano rapporti umani, che cercano di avere rapporti paritari di entrare in relazione con le prostitute. Ma la maggioranza dei clienti, cercano ruoli distinti, dominante /dominato. Uomini che considerano dovuta la sottomissione della donna. Amano il potere di scegliere, passare in rassegna la merce, uomini che non tollerano la ribellione, la reazione e il rifiuto. Tendono alla violenza verbale e fisica. Uomini che cercano un rapporto che li metta in posizione di dominio, manifestando quindi una visione acutamente maschilista della vita e del mondo. Esistono forum di clienti di prostitute, Riccio si è occupata anche di loro, prova a leggere i loro commenti, e ti rendi conto della visione che hanno delle donne e del mondo.

        Controlla qualsiasi statistica sulla violenza subita dalle prostitute, e vedrai che le differenze sono minime, cambiano di qualche punto, in Italia o all’estero e nel corso degli anni.

        il 30% delle prostitute è stato schiaffeggiata, picchiata o presa a calci da un cliente, almeno una volta.
        il 20% vittima di un tentativo di stupro, almeno una volta.
        il 50% delle donne è stata stuprata, almeno una volta.
        il 25% costretta a rapporti anali non consenzienti, almeno una volta.
        Si almeno una volta, perché può capitare anche più volte nel corso della loro vita.
        Ed è una questione che riguarda principalmente le donne.
        Gli uomini prostituiti, dichiarano percentuali di violenza decisamente inferiori.

  3. quark ha detto:

    Magari provate anche a digitare ” uccide tabaccaia ” , ” uccide l’amante ” , ” uccide la moglie ” ….

    • Ovvio che la violenza sulle prostitute è solo una parte della violenza compiuta sulle donne, e va inquadrata in quel contesto culturale e discriminatorio che ha prodotto il termine “femminicidio”: http://femminicidio.blogspot.it/2012/05/perche-si-chiama-femminicidio.html

    • IDA ha detto:

      Magari si dovrebbe cercare “prostituta uccide cliente”, “prostituta prende a pedate un cliente”, “prostituta massacra di botte un cliente.”, “prostituta violenta con manico di scopa cliente”…
      che molti uomini non tollerano la ribellione, e il rifiuto da parte di una donna, è un dato di fatto e forse la prostituzione è una palestra, un esercizio di addestramento per poi esercitarla con arte e professionalità nei confronti della compagna, figlia, moglie.

    • IDA ha detto:

      Il tema era: Quelli che acquistano sesso, ( perché non tutti gli uomini acquistano sesso.) in media, ( quindi non tutti, tra quelli che acquistano sesso) sono meno empatici, sono più aggressivi, hanno un concetto di mascolinità ostile, in pratica hanno una visione della vita molto maschilista. Giusto? Sbagliato?
      Dai tuoi commenti si deduce che tu pensi che sia sbagliato e che i clienti siano delle povere vittime o dei teneroni romantici, che hanno bisogno di affetto. Non si può negare che esistono anche questi, ma sono una minoranza, tale minoranza che non caratterizza il cliente tipo. Ma certamente non sono tutti dei Pacciani o Jack lo Squartatore. Il cliente tipo è quello che tende a deumanizzare un componente della sua stessa specie, ma dal sesso diverso, la donna in senso generale, la prostituta in particolare. Il cliente tipo cerca unicamente rapporti che li metta in posizione di dominio. L’etimologia stessa di prostituta, “esporre” richiama ad una caratteristica del cliente, il tipico rituale della selezione: passare in rassegna la merce. Il cliente tipo non si accorge se le ragazze hanno o no visibile segni di violenza. Il clienti tipo paga per scopare e non per fare l’assistente sociale. Il cliente tipo considera le donne; culo, fica e bocca e altri accessori allegati. Il cliente tipo, pensa che le donne esistano solo per soddisfare i desideri del maschio. Per il cliente tipo, la sottomissione della donna è una cosa dovuta.
      Il cliente tipo è sposato e potrei continuare all’infinito e non ho citato le varie caratteristiche violente.
      Ma oggi sono di moda vari concetti economici neo-liberisti, la prostituta è una semplice venditrice, offre al mercato parti del suo corpo, questo è possibile perché esiste una domanda. Il cliente costituisce la domanda.
      Ma donne disponibili a vendere liberamente il proprio corpo, sembra che non ce ne siano molte o per lo meno tante quanto basta a soddisfare la domanda, (il cliente) Ma nessun problema, c’è la tratta di schiave, che ha due funzioni, soddisfare la domanda e tenere basso il prezzo.
      Poi la prostituzione minorile. Esiste perché c’è la domanda. (il cliente) Mia opinione che il cliente non deve essere criminalizzato, ma responsabilizzato. Tutti i clienti devono rendersi conto che sono responsabili della tratta, della prostituzione minorile, delle violenze, umiliazioni, vessazioni e omicidi di donne. La prostituta, spesso non ha la possibilità di scegliere, il cliente si! Il cliente può scegliere, quello che fa è sempre frutto di libera scelta, determinato non dalle condizioni, ma dal volere.

  4. Nato Invisibile ha detto:

    Ho cliccato la parola prostituta su http://www.rainews.it, sono comparsi titoli e sottotitoli di varie notizie italiane legate allo sfruttamento della prostituzione, anche minorile, in cui le prostitute vengono vendute, picchiate, aggredite, uccise, o stuprate senza alcuna umanità. Non esseri umani, ma corpi alla mercé dei “bisogni” del cliente di turno, istruito, immigrato, giovane, vecchio, coniugato, imprenditore, operaio, camionista.. Da nord a sud, il dato geografico o etnico è irrilevante.
    Cosa spinge il cliente a usare e poi gettare un altro essere umano, identificandolo con il suo corpo, o una parte di esso?

    Il “bisogno”, in italiano, è un termine che sta ad indicare (con valore generico) la mancanza di qualcosa di necessario, oppure la necessità di procurarsi ciò che è ritenuto utile per il conseguimento di uno stato di benessere materiale o morale. Si può aver bisogno di vitamine, di zuccheri, di aiuto, di affetto. Inoltre il “bisogno” indica anche una sensazione soggettiva e lo stato di disagio provocati dalla necessità di compiere una determinata azione, e insieme l’impulso ad agire. Si può sentire il bisogno di sfogarsi, di una boccata d’aria, di piangere. Con “bisogno”si indica anche la non trascurabile necessità corporale: il “bisognino”. A circa tre anni di età si acquisisce il controllo completo degli sfinteri (dell’ano e della vescica), pertanto l’essere umano impara a controllare tali necessità fisiologiche durante la prima infanzia.
    Il fenomeno della prostituzione viene spesso associato alla soddisfazione di un qualche impellente “bisogno” del cliente. La ragione fisiologica che spinga un cliente a dover sborsare denaro per ottenere una prestazione da terzi, volta a soddisfare i propri bisogni impellenti, quali lo “sfogo sessuale”, il bisogno d’affetto, il bisogno di evasione dalla routine di coppia, e chi più ne ha più ne metta, è però di difficile validazione scientifica. Al di là del fattore psicologico, antropologico e socioculturale, non esiste purtroppo una letteratura medica che classifichi un “bisogno” sessuale alla stregua delle necessità fisiologiche (la fame, la sete, o i bisognini, per intendersi). Benché siamo dotati di ghiandole endocrine atte a regolare l’equilibrio dell’attività sessuale e riproduttiva, in risposta a stimoli specifici di natura chimica e nervosa, non esiste di fatto una necessità di sopravvivenza fisiologica legata all’atto sessuale (figurarsi a pagamento).
    L’esperienza svedese sul tema, ha prodotto risultati importanti, andando a colpire il cliente e non la prostituta. Niente tolleranza né liberalizzazione: sono stati posti i “clienti nel mirino. La Svezia ha modificato la propria legislazione in materia nel 1999. Il principio di base è che la compravendita del sesso è una forma di violenza, svilisce l’essere umano e mina la parità di genere. Il paese ha depenalizzato l’attività di chi si prostituisce, ma ha vietato l’acquisto di sesso. In altre parole, a commettere un reato è il cliente: un modo alternativo per scoraggiare il commercio sessuale. Secondo alcuni studi, gli effetti sono stati evidenti. Nel Paese il numero di persone che si prostituiscono sarebbe un decimo rispetto alla vicina Danimarca, dove acquistare sesso è legale e la popolazione è inferiore. La legge ha anche avuto effetti sull’opinione pubblica: nel 1996 il 45% delle donne e il 20% degli uomini erano a favore della criminalizzazione dell’acquisto di sesso da parte degli uomini, mentre nel 2008 il 79% delle donne e il 60% degli uomini erano favorevoli alla normativa. Secondo la polizia svedese, il provvedimento ha esercitato un notevole effetto deterrente sulla tratta a fini di sfruttamento sessuale.” (articolo completo del 14 novembre 2014: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Colpire-i-clienti-e-non-le-prostitute-il-modello-svedese-piace-a-Ue-ma-non-a-tutti-1004d617-ed69-4c81-b912-4ce7e6323619.html ) Le posizioni contrarie in Europa, non mancano. Molti paesi agognano o praticano la legalizzazione della prostituzione (Olanda, Germania, Danimarca..). Si contesta, ad esempio, il fatto che in Svezia la prostituzione in strada si sia inizialmente ridotta per poi tornare a proliferare, e che colpire i clienti è inefficace contro lo sfruttamento, mentre rendere illegale il fenomeno aumenta la stigmatizzazione, l’emarginazione sociale e la marginalità di chi si prostituisce.
    In molti sostengono che il commercio del sesso esisterà sempre, tanto vale legalizzarlo.

    Personalmente non ritengo che commerciare l’atto sessuale, finalizzato al raggiungimento del piacere del solo corpo pagante, attraverso l’uso di un altro corpo umano, mercificato, sia dettato da alcun bisogno fisiologico incontrollabile. È un fatto culturale, educativo, non una caratteristica evolutiva che influenza la sopravvivenza della specie umana. Ben venga la Svezia, ove il fenomeno della prostituzione non sarà certamente stato debellato in un solo decennio, ma la sensibilizzazione dell’opinione pubblica al riguardo ha subìto un positivo incremento, in termini di dignità dell’essere umano, parità dei generi e soprattutto nell’aver criminalizzato l’acquisto di sesso come forma di violenza. Lo è, con buona pace delle coscienze di qualche milione di clienti italiani. Non siamo nati progettati per acquistare sesso, non esiste traccia nel nostro DNA né nel funzionamento del nostro organismo che possa giustificare il commercio di un altro essere umano o di una porzione di esso, finalizzato all’ottenimento del piacere sessuale da parte soltanto di chi acquista il “servizio”. “Utilizzatori finali” è il titolo di una seria inchiesta, svolta in Italia da Riccardo Iacona, un Paese che insegna il sesso attraverso “l’agenzia del porno e l’industria della prostituzione”. I Clienti? chi sono, cosa vogliono, qual è lo scambio simbolico che avviene con le prostitute?

    Di seguito alcuni dei titoli e trafili da http://www.rainews.it
    Enna 21 novembre 2013 – I genitori avrebbero costretto la figlia ad avere rapporti a pagamento con il loro datore di lavoro, oggi ottantenne, per far fronte ai gravi problemi economici. I tre sono accusati di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile e violenza sessuale. Tutto sarebbe iniziato quando aveva 15 anni. Per un lungo periodo l’anziano avrebbe avuto rapporti con la giovane almeno due volte al mese e avrebbe pagato le prestazioni alcune centinaia di euro. Rapporti che si sarebbero interrotti nel 2008, quando la giovane è rimasta incinta. Le analisi del Dna confermerebbero che il bambino è figlio dell’uomo.
    Bergamo 11 marzo 2014 – Ha ucciso a calci e pugni una giovane prostituta di origine albanese, si è liberato del cadavere buttandolo in un container all’esterno di un casolare abbandonato [..] L’arrestato aveva tra l’altro già aggredito, alcuni anni fa, un’altra prostituta.
    Firenze 09 maggio 2014 – ventiseienne prostituta romena crocifissa sotto il cavalcavia. Era legata a un palo, nuda e senza vita. Secondo le prime analisi dei medici legali avrebbe subito violenze anche sessuali.
    Roma 11 maggio 2014 – tre ragazzine tra i 15 e i 16 anni, si prostituivano per pochi euro. [..] Tra i 18 e i 28 anni i ragazzi maggiorenni che entravano in contatto con le ragazze tramite soprattutto social network. Anche qui di mezzo ci sono i soldi, ma dai primi racconti emergono richieste diverse dal “giro dei Parioli”, richieste lontane da borse griffate e vestiti costosi, ma ricariche per il cellulare, il biglietto della discoteca, anche solo una birra. Gli incontri con i clienti si svolgevano in auto, nel parcheggio della stazione ferroviaria di Ladispoli o in zone appartate o appena fuori da un locale dove poi consumavano la loro birra.
    Roma 17 giugno 2014 – prostituta si butta dal balcone per sfuggire ad uno stupro di branco. È stata costretta a lanciarsi dal balcone per sfuggire alle violenze di sei persone, quattro uomini e due donne, che dopo averla attirata con un tranello in un posto isolato l’hanno spogliata, picchiata e poi hanno tentato di stuprarla.
    Palermo 13 dicembre 2014 – ex prostituta uccisa con 11 coltellate, il corpo ritrovato dopo diversi giorni.
    Pavia 10 marzo 2015 – Omicidio a Pavia. Un uomo di cinquant’anni, di nazionalità italiana, ha ucciso una prostituta trentenne albanese. Il delitto è stato consumato a casa della donna [..]l’uomo avrebbe estratto un coltello, colpendo ripetutamente la donna.
    Milano 14 giugno 2015 – È stato arrestato il presunto assassino della 51enne decapitata nella notte. La donna, che ha precedenti per spaccio di droga, secondo molti dei suoi vicini faceva la prostituta.
    Roma 19 giugno 2015 – Un 31enne romano, con precedenti e già sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, è stato arrestato [..]approfittando della partenza della sua compagna, aveva deciso di fissare un appuntamento con una escort tramite il web. La ragazza rumena di 30 anni, appena terminata la prestazione sessuale avrebbe ricevuto il denaro pattuito ma l’uomo le ha impedito di uscire di casa colpendola ripetutamente al volto. Le percosse sono state così violente che le hanno fratturato lo zigomo. L’uomo l’ha segregata per 30 ore costringendola ad avere altri rapporti sessuali.
    Roma 27 giugno 2015 – Trenta euro per un rapporto sessuale: era la cifra stabilita con una prostituta per la ‘prestazione’ ma al momento di pagare ci ripensa e comincia a prendere a calci e pugni la ragazza. Arrestato un 19enne egiziano.
    Torino 18 agosto 2015 – cliente massacra una prostituta con l’accetta, [..] dopo un rapporto sessuale poi, una volta rientrato a casa, si è ucciso impiccandosi. La donna, una giovane romena, è stata trovata ferita e seminuda a vagare nei campi, [..] ricoverata in ospedale in gravi condizioni. Conosceva l’uomo da almeno un anno. È stata ferita a colpi d’accetta riportando profonde ferite alla testa, con sfondamento della teca cranica ma senza lesioni cerebrali, e gravi fratture al volto per le quali sarà necessario un intervento maxillo facciale. L’uomo, un imprenditore agricolo di 38 anni, è stato trovato senza vita dalla sorella, nel cascinale dell’azienda di famiglia.
    27 agosto 2015 – Intervista di Luca Gaballo al Prof Enzo Ciconte, docente, intellettuale, politico calabrese è considerato uno dei massimi esperti di criminalità organizzata [..]Quando si parla di tratta di esseri umani in centro e nord europa si pensa alla prostituzione Sono gli stessi attori. Sono quelli che gestiscono le reti. Per loro portare una donna per costringerla a prostituirsi o portare una donna che viene fuori da guerre, da ingiustizie, è la stessa cosa. Per loro è una merce che ha un determinato valore e passa la frontiera. Da questo punto di vista non c’è nessuna difficoltà a far passare la prostituta o la donna in cerca di lavoro che esce da situazioni inenarrabili e drammatiche come quelle delle guerre. Tutta l’intervista su: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/tratta-esseri-umani-business-mafie-est-50-morti-in-un-tir-aff0d4c6-648a-4282-a53a-fe792b979bb9.html

    scusate la lunghezza del commento.

    • quark ha detto:

      Dove la prostituzione è legalizzata , le cose funzionano così https://www.youtube.com/watch?v=3Dw-oTEVlas
      E se queste sono costrette io sono babbo natale . E chi dice che queste ragazze sono un eccezione , non è mai stato in questi posti . Punto

      • E invece tu ci vai spesso, giusto?

      • IDA ha detto:

        Anche in Italia la prostituzione è legale. Prostituirsi non è un reato.

      • Nato Invisibile ha detto:

        ti rispondo con le parole di due sex workers intervistate per uno studio a cura di Janice G. Raymond, Coalition Against Trafficking in Women International (CATW), March 25, 2003 (http://www.rapereliefshelter.bc.ca/learn/resources/10-reasons-not-legalizing-prostitution) “Assolutamente no. Non è una professione. è umiliante, è violenza da parte degli uomini.” Non una donna intervistata voleva che i suoi bambini, la sua famiglia o i suoi amici dovessero entrare nell’industria del sesso per guadagnare denaro. Una ha dichiarato: “La prostituzione mi spogliato della mia vita, della mia salute, di tutto.”
        Chiaramente nei video promozionali in campagna elettorale si mostra il lato scanzonato e commerciale del moderno lupanare, difficilmente mi aspetterei di guadagnare il consenso elettorale mostrando donne percosse, malate e costrette. In macelleria, non si attirano clienti mostrando merce avariata. Cosa apprezzeranno oggi i consumatori: spalla, costata, stinco o un bel prosciutto succulento?!
        i miti da sfatare sulla prostituzione sono duri a morire, come ben altri miti, di cui in questo blog si legge e su cui si medita..
        un esempio dal Nevada, stato noto per le sue leggi libertarie, in fatto di gioco d’azzardo e prostituzione, ad esempio. Dalla luccicante Las Vegas, molto più fulgida della teutonica vienna, ti rimando ad un interessante articolo anti “campagna elettorale”, che rivela ben altre realtà e sfata allettanti miti, da cui i ricercatori dell’eldorado sono calamitati. Del 31 Agosto 2014. Tanto per citarne un paio:

        – MITO: La legalizzazione della prostituzione si fermerà la prostituzione illegale / FATTO: La legalizzazione della prostituzione in Nevada, Germania, Australia e Paesi Bassi ha portato ad un aumento della prostituzione illegale, nascosta e di strada. Depenalizzazione e legalizzazione promuovoni la tratta del sesso. Germania e Paesi Bassi stanno attualmente riconsiderando se sbarazzarsi della prostituzione legale a causa di questi problemi sociali.

        – MITO: legale la prostituzione protegge prostitute da stupri e aggressioni fisiche. / FATTO: Le donne possono segnalare stupri e aggressioni alla polizia grazie alla normativa vigente. Il problema è che il disprezzo verso le prostitute rimane lo stesso tanto se la prostituzione sia legale o illegale. Le donne sono spesso violentate come escort e nei bordelli, secondo una serie di studi. Quasi tutti, nel mondo della prostituzione, sono stati vittime di abuso da bambini, prima di entrare a farne parte. L’incesto e lo stupro sono campi di addestramento per la prostituzione.

        il bordello non è il paese dei balocchi, buona lettura http://awakenreno.org/myths-and-facts-about-nevada-legal-prostitution/

      • Antome ha detto:

        Non vi capirete mai, tu parli di escort libere professioniste, che hanno prezzi ben più alti e si prendono il “lusso” di selezioare i clienti, lei parla delle prostitute vittime della tratta oppure convinte non ci sia alternativa e che sia una strada facile. Le escort sono molto più vaccinate, credo. E poi possono smettere quando vogliono.

    • IDA ha detto:

      Sei scusata per la lunghezza, infondo è il tema stesso che non si può liquidare con due parole. La cronaca stessa, è prolissa di fatti.
      Nella prima parte del bisogno sessuale, ti sei dimenticata di un elemento: “Il testosterone killer”. Lo anticipo io, tanto prima o poi qualcuno lo tira fuori. (il testosterone). Come il lampione Killer, l’auto killer, il martello killer, il coltello killer. Vittime del testosterone killer sono gli uomini, che quando parte, parte e non lo puoi fermare. Di certo è in combutta con le donne, che lo usano per svuotare il portafogli ai malcapitati.

  5. Nato Invisibile ha detto:

    🙂 ahahah! è vero, ho dimenticato il testosterone killer, a mietere illustri vittime! Sapevamo che gli uomini cadono vittima del famigerato ormone, il quale con spietata ferocia istiga il malcapitato di turno alla performance sessuale senza possibilità di freno. Sfortunatamente per questa indifesa categoria di gorilla, esistono le prostitute, donne di facili costumi, profittatrici della debolezza virile, le quali attingono senza scrupoli alle tasche dei poveretto di turno, in balia del capriccio del proprio membro. Non di atto sessuale si tratta, infatti, ma di opportunista operazione di furto della meretrice nei confronti dell’inerme vittima del testosterone, è chiaro! senza la sex worker, altrimenti, i poveretti sarebbero altrimenti costretti ad attentare le virtù di donne “di buoni costumi”, chissà, magari senza successo.. in assenza di sex worker, infatti, i gorilloni eventualmente dovrebbero attentare ad una donna che non rilascia fattura come “sfogatoio”, e dovrebbero vincere le sue presumibili resistenze a praticare non del “sesso”, bensì della beneficenza passiva verso un tenero maschio accecato dalla prepotenza endocrina. Da non sottovalutare la vis grata puellae, nota a tutti i baldi testosteronici di casa nostra, ai quali è insegnato che la donna non dovrebbe mostrare esplicitare alcun interesse verso la sessualità. E infatti oggi, si sa, sono tutte un po’ facili le donne, convengo, siamo in piena decadenza dei valori.. Già, ma come glielo insegnano? attraverso la pornografia da almeno 2000 anni, sin dai tempi dei lupanari, che tanto diversi dalle vetrine di Amsterdam non erano.
    Sia chiaro: l’iniziativa sessuale è prerogativa dei maschi! Quelle ipocrite e plagiatrici femmine (che sono di malaffare, si sa, perché responsabili di provocare l’innalzamento del testerone) traggono solo guadagno da questo giogo che attanaglia i poveri maschi: le donne di facili costumi che rilasciano fattura, da un lato, ci guadagnano lauti compensi, e le donne “di buoni costumi” , dall’altro, ci guadagnano l’accesso al piacere, altrimenti negato loro, attraverso la violenza e la sopraffazione esercitate dal gorilla per vincere le sue resistenze.
    Praticamente pornografia e prostituzione salvano l’uomo, generoso di dispensare piacere e quattrini al soggetto passivo (maschio o femmina non fa differenza), passivo inteso come ricevitore del pene, di cui il cliente ed il molestatore, si sa, è dispensatore attivo.

    Un dispenser, ecco, un gaudioso dispenser vittima dell’ormone e della combutta delle passive! è chiaramente un complotto!

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