Richiesta d’aiuto: una madre

Una mia cara amica mi ha inoltrato una richiesta d’aiuto. La pubblico così come l’ho ricevuta, senza aggiungere né togliere nulla.

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illustrazione di Nicoletta Ceccoli

Ho un problema che non so come risolverlo, ho bisogno di aiuto e non so a chi rivolgermi.

Mi rivolgo alle assistenze e mi dicono che devo rivolgermi al avvocato. mi rivolgo ai avvocati e mi dicono che non sa nemmeno di cosa si tratta.

Vi spiego la situazione e magari mi capite e se non potete aiutarmi mi consigliate qualcosa.

Vedendo che dopo lo svolgimento di matrimonio con X (in futuro denominato “ex”), la Corte ha deciso che la decisione fa il bambino di 4 anni; perché il bambino è stato preso da me con la forza, senza la mia volontà, il 2014/08/07; poi lo hanno ingannato che la madre lo ha abbandonato, e ogni volta che telefono mi riagganciano in faccia e non mi lasciano parlare con lui.

Il bambino è stato spaventato e arrabbiato con me, ha detto in tribunale che vuole stare con la nonna. Così il Tribunale ha deciso che il bambino resta con il padre. Nel documento è scritto che rimane con suo padre, che si trova in Italia, ma in realtà il bambino è in Moldova con la nonna. E poi è assurdo che hanno lasciato decidere un bambino di 4 anni. Non è scritto che io non ho il diritto di chiamare e vedere il bambino, ma è un continuo che chiamo e non mi lascia parlare con lui.

Ma soprattutto violano i diritti del bambino per avere una madre.

Ma partiamo dal principio di essere più chiaro. E ‘una storia lunga e intricata. Tutto è iniziato nel 2011, quando abbiamo fatto la richiesta di portare il bambino all’asilo. Non erano dei posti liberi e abbiamo deciso temporaneamente di portare il bambino in Moldavia, alla nonna, madre del Ex.

Sperando che in un anno se risolve la questione, perché ho sofferto molto senza il mio bambino. Era piccolo solo un anno, mi faceva male l’anima. Nei primi due mesi piangevo sempre, beh serve pazienza e tempo per stare con il mio bambino.

Sono ufficialmente impiegati in Italia da anni. Ed ero sempre del parere che il bambino deve crescere con i genitori, o meglio non farli.

Ma gli anni passavano e Ex diceva che è meglio per il bambino a crescere in Moldavia con la nonna, in modo che possiamo fare più soldi in modo che possano costruire la casa in Moldavia.

Anche se lui non lavorava; stava a casa senza fare niente, quindi poteva stare con il bambino senza pagare la baby sitter. Ultimamente mi ha detto che vuole lasciare il bambino in Moldavia fino a 8-10 anni. Abbiamo iniziato a discutere su di esso. A parte che era molto tempo che non funzionava tra noi.

Io lavoravo nella Stazione Ferroviaria, mi ocupavo con Avon e facevo anche la parrucchiera. La spesa e tutto il lavoro di casa, Ex invece stava a non fare nulla per tutto il giorno, nemmeno il bimbo non ha voluto portarlo con noi, non lavorava e nemmeno non cercava lavoro, aspetava che qualcuno li viene alla sua porta e li da lavoro.

Negli ultimi due mesi che stavo con lui, cioè dicembre 2013-gennaio 2014, ha iniziato a darmi anche dei schiafi. Ha minacciato di picchiarmi, non voleva parlare per portare il bambino in Italia. Uscivo fuori per due tre ore, anche se era notte, perche avevo paura che mi picchia.

Così ho deciso di lasciarlo, ho fatto richiesta per il divorzio e richiedendo che il bambino rimane con me, visto che il padre del bambino sta bene lontano dal bimbo. Ho cambiato l’affitto, ho fatto la delega, in modo da poter portare il bambino dalla Moldavia senza di esso. Quando ho preso un avvocato di Moldavia, mi hanno detto che dev’essere dalla città in cui è stato eseguito il matrimonio. Nel momento ero troppo stressata per giudicare ed ho sbagliato, ho preso avvocato,… ho scritto la domanda ad un avvocato, e sono venuta in Italia con il bimbo. Permetevo a Ex di sentire e vedere il bimbo quando voleva. Non ho chiesto alimenti, che stavo pensando che se ci tiene al bambino li dara da solo ciò che gli serve. Poi è strano apena dopo che l’ho lasciato rapidamente a trovato un lavoro.

In Italia, il bambino è stato portato alla fine di maggio 2014. Nei corso di due mesi sono stata la più felice madre del mondo. Dopo un po’ ha iniziato a portare il bambino dopo le 23:00. Il bambino non ha mangiato e non ha fatto il bagno. Ex mi ha detto che non ha soldi per dargli da mangiare. Bene. Portamilo che ci penso io. Ma lui continuava a portare a casa il bimbo per le 23:00. Magari lo faceva per gelosia, che ho incontrato nel frattempo un altro uomo e Ex voleva crearmi solo problemi. inspecialmente che il bambino si e attacato tanto al mio compagno. Poi è strano, che Ex non aveva soldi per nutrire il bambino, ma dei miei amici mi hanno detto di aver visto al bar che comprava la birra con i suoi soldi ad altri uomini. Così erano solo scuse.

Prima il bambino era felice, giocava, rideva, stavamo molto felici, ma dopo che Ex ha saputo di un altro uomo ha cominciato a farmi problemi. Nel corso del tempo ho notato che il bambino veniva agitato, arrabbiato e sconvolto con me dopo una passeggiata con suo padre,cosi non mi sentivo lasciarlo con lui, ma Ex apri la finestra e urlava come una pazzo, avvalendosi del momento che abitavo al primo piano. Il bambino era spaventato e ha cominciato a piangere. Ho dovuto chiamare gli carabineri per calmare Ex. Hanno detto che, non avendo la decisione del giudice, il padre ha gli stessi diritti e non possono vietare di vedere suo figlio.

Poi il 2014/05/08, Ex è venuto a prendere il bambino, era agitato, mentre si avicinava per entrare nella casa, mi sono avicinata alla porta per non consentire l’ingresso, e lui mi ha spinto con la sua mano sul mio viso, facendomi cadere sulle scale all’ingresso della casa, pichiando il lato destro del bacino e schiena con la scala, ho avuto lividi per un paio di mesi.

Ho chiamato di nuovo gli carabinerii, perche non e giusto che il bimbo vede aggressione. Prima di andare, Ex II ha detto a carabinieri, “sapete perché la moglie non ha paura, perché, non lo pichiata mai.” Penso che sono nata con la camicia, perché era abbastanza cadere leggermente verso parete, potevo farmi male alla testa, e solo Dio sa come finiva la storia. Questa persona mi creava problemi sul lavoro, per farmi perdere il lavoro, mi minaciava in continuo. Al mio fidanzato, ha detto che è un pedofilo. Lui mi ha minacciato al telefono chiamando, e mesaggiando, chiamava mia madre, rendendo minacce a me. Ad esempio: “li rompo la testa” “la atterro sulla terra”, “non lasciaro che passa tranquilla sulla strada”, “li getto un sasso in testa,” Mi dispiace non ho potuto salvare tutti i messaggi e le schermate. Un giorno, mi aspettava proprio vicino casa, si avicino, mi ha minacciato di nuovo. E’ una continuazione, ho fatto le denunce ai carabinieri e sono ancora in attesa di risolvere qualcosa, mi sentivo in pericolo: è una specie di stalking.

A decorrere dalla data 2014/08/08 ha preso il bambino e non la riportato indietro. Ho visto solo il 2014/08/13, che mi parlava atraverso la rete, perche era nel cortile chiuso, per soli 10 minuti. Poi, non rispondeva al telefono, non mi faceva parlare con il bambino. Metteva il bambino contro di me per allontanarlo, dicendoli che la madre e cativa e che la abandonato. e sparito, poi il 2014/08/16, ha risposto al telefono di casa dalla Moldavia, pero non mi ha fato parlare con bimbo.

Ma è interessante come poteva andare, se i documenti cello io del bimbo.

Vedendo che Ex e violento con me, mi preoccupavo per il bambino, per non avere lo stesso comportamento con lui. Il mio avvocato ha detto che il 2014/09/22, sarebbe la prima sentenza.

Ho comprato i biglietti aerei e tornai a casa. Alla mattina sono andato a X, dov’è il mio bambino, sperando di vederlo. Pero gli insegnanti di scuola materna non mi hanno permesso di vedere X. Ha chiamato la nona e si sono messi contro. Non volevo fare casini, perche avevo paura che anche se ho ragione potevo passare da parte del torto.. Alla polizia, quella mattina non c’era nessuno per rivolgermi. poi alle 14:30, dovevo andare a X per la sentenza. Li poi, al entrata la secretara, ha detto che la sentenza e il 23/09/2014, 14:30.

L’avvocato, mi ha inganato, giocando su due fronti.

Non potevo rimanere il secondo giorno, ho dovuto tornare in Italia, perche rischiavo di essere penalizata sul lavoro o anche perderlo, perche era severo li, se lo perdevo come si fa a mantenere il bambino? Così sono tornata.

Ora mi dispiace. Forse meglio il rischiavo e rimanevo alla sentenza, forse avevo piu possibilità di stare con mio figlio. Forse avrei dovuto insistere se ha diritti il padre, e la madre ha dei diritti, anche se era necessario portare con forza come ha fatto suo padre. Ma ho voluto rispettare la legge, non passare dalla parte sbagliata, anche se avevo ragione.

Ho capito troppo tardi. Ho anche capito che mi sbagliavo con l’appartamento, scegliendolo al primo piano, dovevo nascondere il bambino, come ha fatto Ex. Ma soprattutto ho sbagliato a credere in quella persona, ho voluto famiglia volevo che il bambino avesse mamma e papà. Dovevo lasciarlo, quando ha detto di portare il bambino piccolo in Moldavia.

E mi mordo le mani e i piedi di aver perso il mio picolo.

Beh, mi sbagliavo, ora pago con la sofferenza di una madre che non può abbracciare proprio figlio …

Beh qualche tempo dopo 11 Novembre, Ex è stato chiamato per essere interrogato dai carabineri. E poi ho visto che mi spiava e mi minaciava ancora. Ho cambiato numero di telefono dopo 20 nov. I colleghi di lavoro, mi hanno detto di aver visto che quello era in Stazione per ore e ore. Avevo paura di camminare per strada. Circa la metà di dicembre 2014 mi hanno chiamato i carabinerii per l’interrogatorio e mi hanno detto che quello e stato interogato e bisogna aspetare per vedere se si puo fare qualcosa. Entro la fine di gennaio 2015 ho cambiato la città e lavoro, per-non vivere con la paura, minacce del Ex.

Ora ho il mio negozio, vendo cosmetici e detergenti per la casa e l’igiene personale. Non pago l’affitto perche vivo con mio compagno. Ex non sa dove sono. Solo i miei famiglia sanno.

L’ultima sentenza e stata il 18/02/2015, ma l’avvocato si e fatto vivo il 19 dicendomi che ho perso, ma non mi ha spiegato che devo rifare tutto entro 30 giorni, che ho possibilità di recuperare le cose. Non mi consultava proprio. Cosi io con calma ho iniziato a cercare un altro avvocato. Pero e tardi, i 30 giorni sono passati e adesso e piu difficile pe fare qualcosa. Poi lo stronzo di ex avvocato mi ha inganato di nuovo con la data, perche su documento era scritto 17 febraio….. Comunque spero.

Nel documento non ce scritto che non posso sentire e vedere il mio bambino. Ma ogni volta che chiamo non mi lasciano parlare. Penso che prima o dopo potro reavere il mio bambino, perché sono madre, non bevo, non fumo, non mi drogo, lavoro. Posso fornire una giusta vita per il bambino. Ex invece vive con altri maschi, come i studenti. Il bambino sta con la nonna in Moldavia, anche se i genitori sono in Italia.

Continuo a chiamare, sperando che mi permetterà di sentire il bambino. Non capisco il motivo per cui la nonna ha più diritti di una madre … dove ho sbagliato che mi hanno portato via il bambino da me? ..

Il 2015/04/19, non so cosa sia successo, ma la nonna mi ha lasciato parlare con lui. Mentre si parlava mi ha chiesto: “Mamma, perché mi hai abbandonato?” , Rispondo: “Io non ti ho abbandonato, ti amo e vivo con la speranza che saremo insieme, non ti abandonere per niente al mondo, e la nona con il padre che non ci permetono di sentirci e vederci. ” Ero senza fiato. Per questo il picolo ha deto in tribunale che vuole stare con la nonna. Ho questa registrazione e altre registrazioni di chiamate che non mi lasciano parlare con lui al telefono. Anche quando sono andata in Moldavia, nonna nascondeva la verità da me e mi mostrava come voleva le cose.

Ma nel maggio 2014, quando ero a casa, sono andata al improviso e ho visto le condizioni reali in cui il bambino vive. La nonna ha il cancro al seno, il capello cade e cade anche la pelle. Ma dormono sullo stesso letto con il bambino e si lavano nella stessa ciotola insieme. Quindi non c’è igiene. E l’assistenza da li ha deciso che le condizioni sono buone per il bambino. E mi chiedo il motivo per cui si e preso in considerazione le condizioni che non ho assistito all’udienza, avvenuta in settembre a causa dell’avvocato, ma che era assente il padre, non è stata presa in considerazione. Da me sono stati richiesti tutti i documenti di casa, ecc lavoro, ma del suo padre hanno preso in considerazione? E ho la sensazione che l’ex avvocato non ha mostrato alcun delle mie denuncie fatte a carabinieri e stava muto per questo ho perso il caso. Li farrei una denuncia anche a lui. E l’assistenza sociale era dal loro villaggio, magari sono parenti…

Se potete aiutarmi, ho fate voi, o mi consigliate a chi rivolgermi per poter avere un documento che dimostra che la casa dove abito e piu buona della casa dove abita adesso il bimbo. Le le condizioni sono favorevole per mio picolo. Perche e giusto che il bimbo abia una mamma e non vive con la nona.

Aiutatemi per favore, sono disperata. Sono anni che sogno di avere il mio bambino con me. E’ la persona più inportante nella mia vita. Come credo che è per tutte le madri ..

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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10 risposte a Richiesta d’aiuto: una madre

  1. Nato Invisibile ha detto:

    Grazie per questa testimonianza. Chiedo un chiarimento, perché il dolore e l’empatia verso questa madre mi tolgono la lucidità. Non ho capito bene se il divorzio è avvenuto in Italia, e se il tribunale (presumo civile) abbia stabilito che il minore debba essere collocato presso il padre, in Italia, benché l’affidamento resti condiviso, poiché il minore è stato ascoltato ed ha preferito non stare con la madre (ma neppure col padre. con la nonna ha detto, mi pare). chi ha condotto le indagini sul minore, presumibilmente dovrà aver accertato le condizioni di vita di entrambi i genitori. poi il bambino è stato portato illegalmente, senza i documenti, in Moldavia, e dunque non risiede con il padre, che non lo accudisce.

    chiedo conferma, perché non ho capito bene.

    se le cose stanno così, un avvocato italiano dovrebbe essere in grado di riportare il bambino in Italia e concedere almeno il diritto di visita alla madre, che non è collocataria, ma resta affidataria, mi pare di capire.

    a parte l’operato dei servizi socio sanitari, del tribunale e delle forze dell’ordine, che definire discutibile è un eufemismo, il dolore inflitto prima di tutto al bambino, e poi alla madre, non è risarcibile da alcuna causa civile. L’operato di alcuni avvocati, solo alcuni, che lucrano su vite innocenti, in erba, non dovrebbe consentire loro di restare nell’albo ed esercitare. Ci sono clienti che non possono pagare le cifre di mercato, questo è vero. Ma considerare i bambini un “mercato”, questo dovrebbe essere vietato dall’Ordine.

    auguro a questa madre di ritrovare il prima possibile un contatto, almeno telefonico, e poi un riavvicinamento immediato al suo bambino.

  2. primavera ha detto:

    Solo chi sa cosa possa vivere una madre oggi in caso di separazione può immedesimarsi. Gli altri,beati loro, possono solo immaginare..
    Non so come si possa aiutare questa mamma perché non riesco nemmeno ad aiutare me stessa. Provo rabbia e dolore! Se solo avessi una soluzione la renderei di dominio pubblico ma per quanto mi sforzi finora non ne ho trovata una. Dico però una cosa: se tra noi lettori assidui o casuali di questo blog ci fosse un avvocato potrebbe aiutare questa donna??? Per fare un’azione umana,un gesto caritatevole. Capisco che per loro è lavoro ma leggere delle carte e dare un consiglio almeno cosa costa?? Non tutti possono permettersi di pagare migliaia di euro per avere un bravo avvocato che in casi di questo genere potrebbe pure non essere la chiave di volta dato il marciume dei nostri tribunali. Ma pure certi avvocati sarebbero da denuncia!!
    Non ci sono associazioni che tengano,denunce o quant’altro. Nulla. Tempi duri care mamme per tutte noi e la giustizia è lunga ad arrivare,se arriverà mai.
    Alla mamma della lettera tutta la mia solidarietà che ahimè però non serve proprio a nulla!

  3. vali ha detto:

    Credo che tu abbia bisogno di un bravo avvocato, anzi bravissimo e che si impegni. Devo dire che il problema maggiore sono le spese che dovrai affrontare, che sono folli, ma magari potrai avere il gratuito patrocinio. Intanto mi sembra di capire che siano stati violati molti diritti del bambino, tutelati da convenzioni internazionali e anche dal nostro ordinamento. Tu innanzittutto hai il diritto di avere tuo figlio con te, anche se é affidato al padre, e questo é soprattutto un diritto del minore. Quindi non si possono impunemente violare statuizioni internazionali. Quindi chiederei subito tempi di visita piu´ampi possibili. Un bambino di 4 anni NON possiede una capacità di discernimento e quindi l´espressione della sua presunta volontá va valutata. In secondo luogo un genitore o nonna che denigra la madre compie delle violenze psicologiche sul minore che possono essere paragonate a maltrattamenti e pertanto non sono persone a cui dare l´affidamento di un bambino. In sintesi tu hai il diritto-dovere di avere tuo figlio con te anche solo come genitore coaffidatario ed intanto devi lottare per farti dare periodi di visita piu´ampi possibili. Non é sempre chiaro dove si siano svolti i fatti. Devi lottare, lottare e lottare e non arrenderti mai. Le cose cambieranno e devi avere anche una esposizione mediatica che ti sostenga.
    Comincia subito ad impegnare i provvedimenti e a raccogliere testimonianze e prove delle accuse che fai. Ribadisco, un bravo avvocato puo´risolvere la situazione, ma i bravi avvocati che lavorano per pochi soldi sono rari

    Valeria

  4. vali ha detto:

    appunto maltrattamenti psicologici molto gravi. La violenza non è solo fisica, come sappiamo. Esistono sentenze in Italia in cui la denigrazione della madre ha portato i giudici a togliere l´affido al padre e a dare i figli alla madre,

  5. Marco Tullio ha detto:

    Ma questo non è un caso evidente di PAS? Ma non dicevate che non esiste?

    • Per certa gente qualsiasi cosa è “un caso evidente di PAS”.
      Molto probabilmente perché nessuna delle persone che ne parla ha un’idea precisa di cosa sia la Pas.
      Una malattia? https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/09/22/false-accuse/
      Un reato? Uno spirito? Una sindrome? https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/06/09/i-mille-volti-dellalienazione-genitoriale-ii-parte/

      Comunque, affermare che “la Pas non esiste” in sé e per sé è un’affermazione imprecisa e scorretta. La Pas è una teoria enunciata da Richard Gardner, un’ipotesi di disturbo priva di ricerca a supporto, fondata su premesse false e/o discutibili, pertanto non riconosciuta dalla comunità scientifica e quindi non diagnosticabile secondo i “sintomi” da lui suggeriti.
      Quindi no, questo un è “un evidente caso di Pas”. Anche perché, caro Tullio, i disturbi non si diagnosticano leggendo un post in un blog.

    • Nato Invisibile ha detto:

      La tendenza a voler generalizzare, in fatto di plagi e Pas, di sentenze e di madri, si basa sempre sul sentito dire e sul letto qua e là; mai sul dato personale. Il bambino in questione è stato ingannato, poiché gli è stato raccontato che il genitore di riferimento lo abbia abbandonato. Questo non significa che il bambino sia stato “alienato” dal padre a discapito della madre. Il bambino è rimasto affidato ad entrambi. Poi materialmente sottratto alla madre. Questa non è PAS, questa è sottrazione di minore. Il fatto che al bambino siano state dette bugie contro la madre, se fosse la PAS di Gardner, avrebbe dovuto generare nel bambino un affetto ed un legame morboso e indissolubile col genitore “alienatore” il padre (o eventualmente la nonna), da cui il bambino non si sottrarrebbe volontariamente, e per il quale sarebbe necessario intervenire con la deprogrammazione in istituto (secondo Gardner e la normativa italiana). Il bambino manifesta confusione e, nel dubbio, sceglie l’unica figura con la quale ha familiarità ed alla quale nessuno si è opposto ad affidarlo, per prima la madre stessa, che il bambino riconosce come primario riferimento (altrimenti non manifesterebbe, purtroppo, il dolore di esserne abbandonato).
      Cerchiamo di non essere faciloni nell’appioppare disturbi inesistenti a bambini che vivono problemi seri e reali, e che necessitano di aiuto concreto, insieme alle madri che tentano invano di tutelarli. Il bambino è stato portato all’estero senza informare la madre. Senza documenti. Senza il consenso dei servizi sociali, che avevano escluso l’allontanamento dai due genitori, che risiedono in Italia. Sottrazione di minore non è Pas. Commettere violenza e crimini contro un minore e contro una donna genera senza dubbio traumi che possono sfociare successivamente in disturbi, se non immediatamente interrotti e curati opportunamente. Certamente il disturbo non è la Pas. A quattro o cinque anni..

  6. Marco Tullio ha detto:

    E va bene. Eliminiamo il concetto scientifico (i pseudoscientifico) di PAS e diciamo: “insieme di azioni dirette a far sì che un minore abbia in antipatia, senza giustificato motivo, uno dei due genitori”. Non produrrà malattia mentale, ma certamente è un comportamento ingiusto, che in astratto si può porre in essere così da uomini, come da donne. Guarda caso, qui si afferma la convinzione che le donne non lo fanno mai. Invece, se si fa avanti una donna che attribuisce tale comportamento ad un uomo … allora è vero di certo!

    • No, qui non si afferma che le donne non lo fanno mai. Qui si risponde a tutti quelli che per anni hanno diffuso l’informazione che il 90% delle madri fossero delle alienatrici: http://www.avvocatiolivetticarrera.it/polopoly_fs/1.18538156.1411996109!/menu/standard/file/Sindrome%20da%20alienazione%20genitoriale%20e%20danno%20da%20mancata%20bigenitorialit%C3%A0.pdf (prima pagina, settimo paragrafo).
      La teoria di Richard Gardner era viziata da un pregiudizio di genere, e denunciarlo non equivale a discriminare al contrario. Non ribaltiamo la frittata. Anche perché è una fallacia piuttosto conosciuta: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/01/03/tu-quoque/
      Nel caso delle false accuse, non c’è bisogno di nessuna Pas e di nessun reato specifico: la norma c’è da sempre, e riguarda il reato di calunnia: «chiunque, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’Autorità giudiziaria o ad un’altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, incolpa di un reato qualcuno che è innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, è punito con la reclusione da due a sei anni.”
      In questo caso, il reato commesso è sottrazione di minore: Art. 574 Sottrazione di persone incapaci
      “Chiunque sottrae un minore degli anni quattordici, o un infermo di mente, al genitore esercente la patria potesta’, al tutore, o al curatore, o chi ne abbia la vigilanza o la custodia, ovvero lo ritiene contro la volonta’ dei medesimi, e’ punito, a querela del genitore esercente la potesta’ dei genitori, del tutore o curatore, con la reclusione da uno a tre anni. Alla stessa pena soggiace, a querela delle stesse persone, chi sottrae o ritiene un minore che abbia compiuto gli anni quattordici, senza il consenso di esso, per fine diverso da quello di libidine o di matrimonio.”
      Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione, il suddetto reato può essere commesso anche da un genitore che sottrae il figlio all’altro genitore, senza il suo consenso.

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