Donne, biciclette e animali domestici

donna_cane

La piattaforma Sharewood è una start-up italiana per il noleggio di attrezzatura sportiva; l’idea è mettere in connessione gli affittuari, che vogliono risparmiare tempo e denaro, con i proprietari di attrezzatura outdoor, molto spesso inutilizzata: crei un account, inserisci il prodotto da affittare, indichi la zona geografica in cui sarà prelevato l’oggetto, scegli il prezzo, e Sharewood ti mette in contatto con il richiedente, attraverso un sistema di messaggistica.

Una splendida idea.

Però…

Siccome noi femministe siamo prive del senso dell’umorismo e ce l’abbiamo coi maschi qualsiasi cosa facciano, soprattutto quando è una cosa intelligente…

sarcasmo

c’è un “però”, ed il “però” è che questa deliziosa piattaforma decide di affidarsi all’idea pubblicitaria più banale e vetusta: la donna-oggetto.

sharewood

Non voglio offendervi ribadendo l’ovvio, perché qui il fenomeno dell’oggettificazione del corpo femminile è evidente… ma – visto che repetita iuvant – scriverò che secondo questi signori dovrebbe essere divertente paragonare la donna ad un oggetto che si possiede, che si utilizza saltuariamente, e che quando non diverte più si può riporre appesa ad un gancio in una rimessa o un garage. Aggiungo: la donna-bicicletta in questione è giovane, graziosa, e indossa un abitino scollato. Che disciplina sportiva vi suggerisce?

Non è di questo, comunque, che volevo parlare, ma della reazione di chi ha commentato:

donna_cane2

Secondo una commentatrice (donna) è più grave scherzare sui cani abbandonati (riprovevole fenomeno estivo) che appendere una donna ad un gancio come fosse un quarto di bue.

Il mio intento, oggi, non è stilare una classifica sulla base della domanda “è più crudele la violenza sugli animali domestici o la violenza sulle donne?”, ma suscitare una riflessione sul fatto che buona parte del pubblico è disposta ad indignarsi di fronte ad un cucciolo lasciato  sul ciglio di una strada (e va benissimo, indignamoci!), ma trova meno preoccupante che un essere umano (la donna) venga paragonato ad un attrezzo da affittare su una piattaforma web.

In merito al fenomeno dell’oggettificazione del corpo femminile e delle sue conseguenze, siamo ancora ben lontani da una diffusa consapevolezza.

Spunti per un approfondimento:

Disclaimer

Di uomini, stress e torte

L’oggettificazione del corpo femminile

Ridotte a pezzi di corpo

La pelle delle donne e Il contesto

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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66 risposte a Donne, biciclette e animali domestici

  1. Cettina Addario ha detto:

    il commento dice ” è più grave una donna appesa secondo mio parere”. non dice “è più grave DI una donna appesa …”. ha composto male la frase ma ha detto la stessa cosa che dite voi.

  2. annita ha detto:

    A me sembra che il commento della ragazza su Fb dica esttamente il contrario (e cioè: una donna appesa è un immagine ben piu grave, pur condannando l’abandono dei cani). Semmai, ad essere fuori luogo è il commento successivo…

  3. Il primo commento dice: “QUESTA (e io immagino si riferisca alla foto del cane, visto che la allega sotto il commento) FORSE è ANCHE PEGGIO”.
    Non si vede? E’ quello sopra la foto. E’ a quello che mi riferisco, non a quello che dice “E’ più grave una donna appesa….”

    • Blossom ha detto:

      Si vede, dopo un po’.

    • Nato Invisibile ha detto:

      confermo, la persona che ha scritto che la foto con la cagnolina da abbandonare sia quasi peggio, ha racimolato un altro like. mentre sul post originale di sharewood, che è a quota 125 like, proliferano i commenti. commenti di questo tenore impazzano a suon di like “Tutto questo clamore e la ragazza non è neanche appesa per il collo… si vede che è una imbracatura per fare un po’ di climbing. Sempre a pensare male” “Nel team ci sono tre donne e il post è stato ideato da loro, a cena con una delle loro mamme. Mai prendersi troppo sul serio” “Definire questa pubblicità di cattivo gusto e’ un po troppo eccessivo. Di questi tempi mastichiamo ironia come il pane. Sono sicura che tra le tante donne che hanno visto questo post qualcuna avrà sicuramente sorriso. Non vedo nessuna allusione alla sottomissione delle donne e non vedo un sesso maschile prevalente. Non vedo un atteggiamento irrispettoso nei confronti della donna. Bisogna essere concreti e non affidarsi a false interpretazioni. ” “L’idea non è affatto quella di paragonare donna e oggetti ma quella di sensibilizzare a non abbandonare i cani, a non usare violenza contro le donne e così via.” GENI DEL MARKETING

      • Io non vedo l’ironia. Sarò cecata, come la signorina Carlo?

      • Blossom ha detto:

        Non usare violenza eh? Ecco qui un po’ di ironia la vedo…
        Nomi e cognomi delle ideatrici, sempre che esistano, si riesce a trovarli?

      • Nato Invisibile ha detto:

        siamo cecate, orbe! questi qui sono veramente al top della comicità invece. il loro humor è innocente e spassoso come certe bazellettine, come quella dell’albero di natale..
        perché l’albero di natale è meglio della donna?
        1. l’albero di natale/(la bicicletta) se ne frega di quanti alberi di natale/(biciclette) hai avuto prima di lui
        2. l’albero di natale/(la bicicletta) se ne fraga se ne hai uno artificiale nell’armadio
        3. l’albero di natale/(la bicicletta) non dà fuori di testa se gli rompi le palle
        4. l’albero di natale/(la bicicletta) non va fuori di testa se lo guardi da sotto
        5. l’albero di natale/(la bicicletta) se ne frega se guardi la partita tutto il giorno
        6. quando l’albero di natale/(la bicicletta) non ti serve più puoi lasciarlo sul marciapiede e aspettare che lo portino via
        questi geni della risata e del marketing, ci deliziano con un concetto nuovo, introducendo che qundo ti sei stancato dell’albero di natale/(la bicicletta), invece di riporlo in soffitta puoi affittarlo ad altri utenti. cosa che non puoi fare proprio con tutte tutte le donne, che poi si arrabbiano. infatti la bicicletta è meglio della donna! uh che risate

      • Quella dell’albero di Natale non la sapevo. Però – da amante della birra – conosco i 15 motivi per cui la birra è meglio della donna…

      • Blossom ha detto:

        Ma quello dell’albero di natale è perfetto al contrario. Quello artificiale nell’armadio, le palle…

  4. Nato Invisibile ha detto:

    La metafora della macelleria, chissà perché mi ha ricondotto ad un certo tipo di propaganda-shock vegana, in cui capita di utilizzare immagini di umani imbustati o sgozzati come vitelli e polli. Ma chi sarà il testimonial prevalente del prodotto macellato? Oh, guarda, una graziosa giovane donna desnuda (nuda, in lingerie, accappatoio..) Mai e dico mai, un baldanzoso giovanotto tutto muscoli che si potrebbe definire, ad esempio, un “bel manzo”. No: donna come una bistecca! https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/fotogallery/1019000/barcellona-donna-come-una-bistecca-per-la-protesta-
    Oppure donna coniglietta contro i test dei cosmetici sugli animali, viva la fantasia.. https://www.marcelozamora.com/por-la-vida/activistas-en-toalla-protestan-por-la-muerte-de-animales-a-causa-de-la-investigacion-cosmetica-en-valencia/

    Giammai! Di tanto in tanto compare lo stigmatizzato maschio cavernicolo che va a caccia di mammut con la clava, e imbusta eroticheggianti fanciulle. Così, perché mangiare carne è disumano, secondo l’intento pubblicitario, anche se biecamente seducente e irresistibile, come lo è una invitante polposa ragazza tutta curve agli occhi del cavernicolo bestiale antenato che si annida in noi. L’arista attenta al nostro palato, così come la lingerie attenta gli istinti indomabili dell’uomo primitivo..
    http://www.jachetti.info/p/macelleria-me-al-veganfest-2012-27-aprile-1-maggio/sito550sotto/
    Non lasciamoci sedurre dal facile appagamento del palato come fossimo dei bruti..
    Chiaramente è valida anche la tesi per cui allevare un animale per poi nutrirsene o venderlo dovrebbe scandalizzare come assassinare una ragazza inerme e indifesa.. Ma allora perché la lingerie, l’accappatoio, l’allusione sessuale? Abbandonare un animale o mangiarlo ci rende dei bruti, degli egoisti e desta sdegno, su questo non oppongo critiche.

    Ma utilizzare la giovane e provocante femmina di uomo “pronta all’uso e consumo” come testimonial o termine di paragone della “mercificazione” è scandaloso per chi: la donna, la bistecca, il cucciolo o la bicicletta?

  5. IDA ha detto:

    Volevo esimermi dal parlare, ma dopo la lettura di un commento: “non era meglio per il collo?”
    Ma andiamo in ordine, analizziamo l’immagini: il cucciolo legato al palo, con la bicicletta, di per se non è un’immagine sconvolgente, perché da l’impressione di essere in attesa del padrone. La bicicletta e il cane hanno un padrone, una persona che si prende cura di loro. La bicicletta è in buono stato, quindi legata per non farla portar via. Il cane con il suo guinzaglio rosso non ha un’espressione sofferente, ma di attesa, legato per non farlo allontanare o attraversare la strada. È un’immagine che possiamo tranquillamente vedere nelle nostre città e non ha nulla di drammatico. Ma è la scritta sotto che ci dice che sono stati abbandonati, ma come ho detto contrasta con l’immagine, perché non sembrano abbandonati.
    Al contrario, la bicicletta appesa ci indica che non è usata da tempo, che ha stancato o forse in attesa della buona stagione. A fianco una ragazza, appesa con una corda legata per la vita, ( infatti qualcuno ha commentato “non era meglio per il collo?”, perché la prassi è quella, non per la vita. Prima si massacra di botte e poi si appende per il collo. Il signor Alfredo è rimasto sconvolto per questo uso arcaico di legarla ancora per la vita.)
    La ragazza legata per la vita, in una posizione rigida ed inanimata, come una bambola meccanica alla quale si è scaricata la batteria. Probabilmente” raccattata” una sera d’inverno in una sala da ballo, e che ha stancato subito e poi appesa li, non si sa mai, una donna in casa fa sempre comodo, non a caso la scritta ti dice di affittare la bicicletta e non la ragazza.
    Questa immagine è un’immagine costruita e artificiale, quella del cane è un’immagine che può essere ripresa dalla realtà. Una è un’immagine studiata e ricercata e l’altra no. Perché questa differenza? Semplice! Quella della bicicletta e la ragazza è l’idea originale. Poi discutendo e parlando del progetto, qualcuno avrà fatto l’osservazione tipo: dimentichi che ci sono le femministe e ti accuseranno di sessismo, di oggettivazione … Allora ci si mette un cane o meglio una cagnolina. Donna / bicicletta e cagna/bicicletta.
    No, non si può fare perché l’associazione animali …. Ehh. Allora oggi non si può più lavorare!
    Una loro collega forse ha anche suggerito, ma perché non ci mettete un uomo appeso? L’hanno guardata di traverso e non le hanno nemmeno risposto. Questa è fuori dal mondo. Un uomo, che senso ha?
    In seguito trovano un’immagine che fa al caso loro dalla vita reale risolvono il problema.

    L’altro problema è, perché c’è piu empatia verso gli animali domestici che sulle donne?
    Forse perché ci siamo abituati, a vedere immagini femminili oggettivate. Se l’immagine del cane, non ha nulla di sconvolgente, quella della ragazza è un cazzotto nello stomaco. Non a caso racchiude i principali elementi dell’oggettivazione:

    1. Strumentalità: l’oggetto è uno strumento per gli scopi altrui;
    2. Negazione dell’autonomia: l’oggetto è un’entità priva di autonomia e autodeterminazione;
    3. Inerzia: l’oggetto è un’entità priva della capacità di agire e di essere attivo;
    4. Fungibilità: l’oggetto è interscambiabile con altri oggetti della stessa categoria;
    5. Violabilità: l’oggetto è un’entità priva di confini che ne tutelino l’integrità. È possibile farlo a pezzi.
    6. Proprietà: l’oggetto appartiene a qualcuno
    7. Negazione della soggettività: l’oggetto è un’entità le cui esperienze e i cui sentimenti sono trascurabili.
    Sul fatto che è una donna a fare certi discorsi, non cambia nulla, ci dimostra solo quello che è il reale problema; La maggioranza delle donne sono scarsamente sensibilizzate a questi problemi, non conoscono il sessismo ne l’oggettivazione, la maggioranza sono più maschiliste degli uomini. Ultimamente si può incontrare anche un altro tipo di donne, quelle che mutuano alcuni concetti del femminismo, per combattere il femminismo, perché si sentono schiave e oppresse dal femminismo. Ero stanca e non volevo dire nulla. Rimane ancora in sospeso la questione di quello che “non era meglio per il collo?” e i 4 apprezzamenti che ha ricevuto.. ma ho deciso che per oggi dei coglioni con la tastiera non me ne occupo.

    • Blossom ha detto:

      Povero signor alfredo, ma se poi la appende per il collo come fa ad affittarla? Necrofilia?

      • Dovremmo ringraziarlo, il signor Alfredo, per averci fornito un esempio concreto di come l’oggettificazione del corpo femminile concorra a creare un clima favorevole alla violenza sulle donne (e non il contrario, come a quanto pare sostengono gli ideatori della campagna).

      • Blossom ha detto:

        Cioè è la violenza la causa dell’oggettificazione? Ma se l’oggettificazione è frutto della violenza, usarla per la campagna pubblicitaria non è di fatto sponsorizzare la violenza? Peggio che il contrario, “guardate un po’ che cosa produce la violenza”? Tesi e tattica vincente, complimenti. Certi sono dei tali rincoglioniti che a furia di giustificarsi finiscono col ricoprirsi di merda.


      • Ci spiegano: “Ora personalmente ritengo che questa sia un modello alternativo di pubblicità (più facile sarebbe stato scrivere Sharewood fa questo…registrati). L’idea non è affatto quella di paragonare donna e oggetti ma quella di sensibilizzare a non abbandonare i cani, a non usare violenza contro le donne e così via. Se è passato un tipo di messaggio diverso, mi trovo pienamente d’accordo con Michela, quando dice che la malizia è negli occhi di chi guarda.”
        Siamo noi a non capire che appendere una donna accanto ad una bicicletta accanto ad una bicicletta era un invito a non usare violenza sulle donne. D’altra parte hanno chiaramente scritto che non devi affittarla, la donna, ma la devi lasciare appesa. Eh, siamo noi che non capiamo… Loro, invece, a quanto pare, sono esperti.

      • Blossom ha detto:

        Incommentabile, ci rinuncio e me ne vado in palestra. Oggi ho il nazismo dalla punta dei capelli alle dita dei piedi.

      • Blossom ha detto:

        (E no, nessun esperto, i pubblicitari italiani sono degli incroci a metà tra un neandertaliano ed un minus. Son dei tali inetti che vengono costantemente presi per il culo da chiunque svolga decentemente questo mestiere. E michela: avada affanculo.)

      • Nato Invisibile ha detto:

        gli ideatori della campagna sono innocenti, siamo noi a malignare.. loro non incoraggiano alla violenza di genere, semmai il contrario, infatti divulgano immagini di donne in chiara posizione attiva e di dominio, no? (sarcasmo)
        il messaggio è esplicito: “non trattare la bicicletta come una donna. quando ti ha stufato affittala, può ancora rendere qualcosa.”
        questo incoraggia decisamente la donna a identificarsi come soggetto attivo nella compravendita o affitto, grazie all’identificazione con l’immagine inanimata e appesa. (sarcasmo)
        però appesa per il collo no, signor alfredo: finchè respira può sempre tornare utile, e se non respira più, almeno che sia ancora calda. (sarcasmo)
        mi sento vagamente nazista anch’io, soprattutto verso il cagnolino che ha guadagnato 450 like, mentre la ragazza solo 125. mi ingelosisce la popolarità del tenero barboncino. vorrei in proposito lanciare una campagna di sensibilizzazione al ministero delle pari opportunità intitolata “non abbandonare un cane, appendi una ragazza” (sarcasmo).
        generazioni di creativi cresciuti a suon di sit-com in cui ogni 3 o 4 minuti ci sono le risatine finte. razza di decerebrati.

    • Nato Invisibile ha detto:

      mi associo, le maschiliste che si sentono soggiogate dal femminismo sono ovunque, dalla lucarelli in su (perché più in giù non si può). ma dei coglioni con la tastiera, oggi, mi sento satura. 🙂

      • Blossom ha detto:

        Lucarelli Selvaggia?

      • Nato Invisibile ha detto:

        Si lei, quella che l’uomo non deve chiedere mai, va e si prende la sua preda senza remore e casomai le tappa la bocca con baci appassionati. Lei, che del femminismo non ne può più, che non crede ad una sola parola pronunciata da “quelle gattemorte” cottimiste che prima ci stanno e poi denunciano la molestia sul lavoro.. Insomma, l’omo è cacciatore, la donna preda ed il suo ruolo è essere seducente e parecchio sottomessa, vinta dal fascino fatale del suo lui. Ogni giorno ci delizia in radio e sui social. Casomai una andasse in giro col famigerato pedalino, che so, per recarsi in palestra, lei sarebbe favorevole senza indugio all’impiccagione della donna/bicicletta e alll’archiviazione della stessa in soffitta, immersa in un confortevole giaciglio di naftalina, da rispolverare di tanto in tanto con compassione e rassegnazione.
        Inossidabile; non le hanno ancora spiegato che Garbatella non è New York e che lei non si chiama Carrie e che “ballando sul ghiaccio” (ove faceva l’opinionista, mi pare, di recente) NON È sex and the city. Sarebbe bello che l’Italia diventasse il luogo più confortevole in cui flirtare senza confini, per una donna, al mondo. Ma quando cala il sipario, di donne appese e imbavagliate in garage sotto la bicicletta di lui se ne trovano troppe. Anche basta. Non c’è proprio niente da ridere.

      • Nato Invisibile ha detto:

        Questo dizionario automatico mi esaspera! Cambia tutte le parole, spazi, singolari, plurali, accenti… Ora prendo il pc e lo appendo al muro! Domattina uno nuovo! (Faceva ridere?)

      • Blossom ha detto:

        Ma che davvero? Non ascolto radio e non la seguo più da anni, ma quando lo facevo sul suo blog non faceva altro che denunciare le pubblicità sessiste. Che delusione.
        (Comunque le parole si capivano: cottimiste = vittimiste. Ed il pc non appenderlo, non solo non fa ridere ma non ti dà soddisfazione, sfascialo col martello!)

  6. Blossom ha detto:

    L’animale viene sempre considerato come soggetto passivo, “innocente”, che non ha possibilità di scelta. Un randagio abbandonato ed una modella pagata hanno avuto la stessa possibilità se scegliere o meno di far parte di quella campagna pubblicitaria?
    Detto questo, la comunicazione è maggiormente scorretta e stupida nei confronti della donna: un cane può essere effettivamente abbandonato, ma per quanto maggiormente calzante rimane comunque un modo idiota e facilone di far pubblicità.
    E detto anche questo mi pare che il punto qui non sia animalismo vs sessismo, ma indignazione facile – seppur giusta – vs capacità di discernimento della realtà; anzi no, nessun versus, le due cose mi sa che vanno a braccetto insieme, felicemente. Certe non riconoscerebbo il sessismo manco ad illustrarglielo.

  7. Paolo ha detto:

    la pubblicità in questione pare squallida anche a me. E sapete che con le accuse di “oggettificazione” ci vado cauto ma in questo caso concordo, io la segnalerei allo IAP

  8. IDA ha detto:

    Dicono: “Ora personalmente ritengo che questa sia un modello alternativo di pubblicità.” Quindi sono consapevoli di avere creato un’immagine provocatoria che buttata sui social avrebbe creato polemiche e quindi parlato di loro. Bene o male, basta che se ne parli. Ma come ci insegna Barilla non sempre funziona.
    Continuano: “L’idea non è affatto quella di paragonare donna e oggetti ma quella di sensibilizzare a non abbandonare i cani, a non usare violenza contro le donne e così via.” Questa è fantasiosa, nel senso ricca di estro e non corrispondente alla realtà e il “così via” spiega tutto ci dice che non ci credono nemmeno loro.
    Mettiamo la stessa immagine, ma con un uomo in giacca e cravatta, oppure vestito da ciclista. Non avrebbe senso. Intanto non avrebbe senso, perché la pubblicità è indirizzata ad un pubblico maschile, l’uomo non ha un proprietario, la donna si! Ed è quello che quando si scoccia di lei l’appende al muro. Effettivamente loro non paragonano la donna e oggetti, ma equiparano la donna con gli oggetti. Il proprietario si è stancato di loro e l’appende, la donna come la bicicletta, poi per sensibilizzarci ci dicono, affittate la bicicletta non la donna, che può rimanere li che all’occorrenza può far sempre comodo.
    Comunque va ricordato che appendere una donna al muro, nel garage o nel salotto, è un reato. Anche se molti lo trovano divertente, rimane un reato.

  9. IDA ha detto:

    All’oggettivazione; ci siamo talmente abituati; in tv, nelle pubblicità, che viene accettata e subita passivamente, spesso per molte donne è un’unica condizione per entrare in relazione con gli uomini. Ma non dimentichiamo che l’oggettivazione è una forma di deumanizzazione, perché equipara la donna all’oggetto. L‘oggettivazione determina la violenza sulle donne, fa parte della cultura dello stupro. Comparare la donna ad un’oggetto, vuol dire che si stabilisce che la donna, ha un proprietario, che può disporre della donna come li pare e piace a secondo delle necessità del momento. Di conseguenza si deduce che la donna, non ha una propria soggettività, una propria autonomia, non è percepita come una persona e i suoi sentimenti sono del tutto trascurabili. Gli oggetti quando non servono più, si buttano, se ci fanno arrabbiare perché non fanno quello che vogliamo, si spaccano, si abbandonano o si sostituiscono, con uno di nuova generazione.

    • Paolo ha detto:

      non credo che a maggiorana delle donne oggi “si oggettivizzi” per entrare in relazione con un uomo (e no truccarsi o indossare scarpe col tacco prima di uscire con amiche o col fidanzato o con entrambi non è oggettivarsi, è una scelta legittima)

      • IDA ha detto:

        Paolo.. non ho detto la maggioranza, poi l’autoggettivazione non vuol dire vestirsi in un certo modo, minigonna, tacchi e calze a rete, per intenderci, ma è il modo di porsi e di considerarsi. l’autoggettivazione vuol dire considerarsi come un’oggetto, poi uno può vestirsi come li pare.

      • Blossom ha detto:

        La maggior parte di quelle da me conosciute sì. Non varrà per un intero stato, però…

      • Paolo ha detto:

        io conosco donne diverse o forse ho un’altra idea di oggettificazione, chi lo sa

      • Blossom ha detto:

        Ma anch’io conosco donne diverse; conosco tante donne, molto diverse fra loro, però la percentuale di sessiste in Italia è allarmante.

      • Antome ha detto:

        @Blossom, interesante, cosa intendi per oggettivarsi? Premettendo che non sono un grande fan di tacchi alti a spillo, al limite delle zeppe. Intendi un modo di considerarsi oggetto e non soggetto del desiderio? Fare sempre affidamento a che l’uomo faccia il primo passo ed invogliarlo a farlo inevitabilmente facendo leva sull’appariscenza fisica? Mentre magari l’uomo “puntato” è apprezzato anche per il carattere? Appunto fare ragionamenti di mercato e di competizione materialista abbassando il livello?
        Ida@
        Però ho visto anche pubblicità dove l’uomo appare del tutto inutile più o meno (ma amato comunque eh), altre dove una donna fa leva sul fascino (un uomo si vuole suicidare, lei va a soccorrerlo ma in realtà è solo preoccupata che si spiaccichi sulla sua macchina e gli fa solo cambiare la finestra da cui buttarsi ;D 😦 eheebb! ) in certi casi vale un doppio standard, lo ammetto ne sono vittima quando si tratta di una sovversione dello stereotipo, ma lo stereotipo è spesso nascosto bene, qualche volta si tratta dell’uomo che non sa fare i lavori da “donna”.
        Non dimentichiamo poi quello dove lui è tutto impolvarato e viene battuto da un battipanni :D, da notare che si trattava di una vecchia coppia, quindi senza implicazioni dominatrix, ovvio che se fosse stato l’inverso, la cosa non farebbe ridere, perchè siamo tristemente abituati.
        Non dico di considerare la cosa allo stesso modo, ma siccome putroppo gli MRA lo fanno, direi di prevenirli e, so che è dura essendo femministi, ma non guardare solo il campo femminile, ma un unico campo.

      • Paolo ha detto:

        nel corteggiamento non c’è oggettivazione, ognuno fa le sue mosse, ci sono donne a cui piace prendere l’iniziativa e altre che preferiscono di no

  10. Eli ha detto:

    siamo serie davvero??da donna,non mi sento offesa da questa pubblicità, anzi sono scoppiata a ridere perchè mi sono venute in menti quelle fidanzate rompiballe e petulanti (e purtroppo di donne così ce ne sono tante) e che da donna appenderei al muro pure io!non vedo nessuna oggettificazione,anzi ho visto pubblicità,show ecc ben peggiori in televisione.dovremmo imparare ad offenderci un pò meno,a sorridere un pò di più,sennò ogni situazione è buona per polemizzare,criticare e denunciare…siamo donne,intelligenti,sveglie e brillanti, dimostriamolo!!

    • Cara Eli, per dimostrare tutta la tua intelligenza, invece di limitarti a suggerirci di sorridere un po’ di più, perché non provi ad argomentare? Tu sai cosa significa oggettificazione? Fingere che un corpo umano sia un oggetto è “oggettificazione”. Appendere una donna accanto ad una bicicletta ugualmente appesa, poi scrivere sotto “se ti ha stancato non appenderla, affittala (la bici ovviamente)” è oggettificazione, perché dà per scontato che si possa fraintendere, e che entrambe le cose appese potrebbero essere affittate nella mente di chi legge – tanto che occorre specificare. Tu non puoi “vedere”, lo dovresti comprendere. Ma evidentemente non lo comprendi, perché sei troppo impegnata a sorridere, tutta tesa nello sforzo di non diventare una quelle rompiballe petulanti che gli uomini (e di riflesso pure tu) appenderebbero al muro.
      Perché gli oggetti non pensano, non comprendono, e soprattutto non protestano.
      Beh, cara la mia Eli, parafrasando: questa donna no.

      • Paolo ha detto:

        però se Eli dice cazzate, non le sta dicendo “di riflesso” alle cazzate maschili, le dice perchè è d’accordo, perchè le pensa. Anche quando non siamo d’accordo riconosciamo alle donne un cervello autonomo

      • Mi spiace Paolo, mi hai frainteso: dice cazzate di suo, ne sono convinta. Di riflesso appenderebbe le fidanzate di qualcun altro al muro, solo a quello mi riferivo. A meno che Eli non sia omosessuale, allora sta parlando delle sue fidanzate – non ci avevo pensato… Ma mi sembra improbabile, perché scrive che le appenderebbe al muro “pure lei”. Credo che quel “pure” stia lì a testimoniare la sua solidarietà alla violenza maschile (lei specifica “io da donna”, quindi pensa a degli uomini) verso la partner.

    • IDA ha detto:

      Serissime. Perchè con queste cose passano messaggi devastanti. E non mi sembra che in quanto a violenza sulle donne in Italia in questo momento si possa ridere, perchè in realtà è di questo che si stà parlando, della violenza sulle donne. In questi ultimi venti trenta anni sono stati fatti passare impunemente troppi di questi messaggi. L’oggettivazione va sempre denunciata.
      Ma uomini da appendere al muro non ne conosci punti?

      • Nato Invisibile ha detto:

        Mah, di uomini illustri appesi qua e là me ne vengono in mente due: il primo era un certo prometeo, colpevole di aver fatto dono del fuoco all’uomo primitivo (strumento di progresso tecnologico nonché simbolo della conoscenza), poi di essere legato a pandora, e di altre colpe. Lo hanno appeso ad una roccia per l’eternità ed un’aquila ogni mattina gli mangiava il fegato, che durante il giorno gli sarebbe ricresciuto. Il secondo (cronologicamente) è maggiormente noto come il nazareno, lo hanno appeso ad una croce ed ancora oggi il suo nome viene strumentalmente impiegato per propagandare (spesso) il contrario del suo stesso operato. Uno punito dagli dei, l’altro punito dagli uomini. Altri non me ne vengono in mente.
        Pensando a questi due tizi appesi, in genere, nessuno scoppia a ridere. Eppure, la donna oggetto, di valore inferiore ad una vecchia bici, appesa bontà sua perchè la farmacia aveva esaurito le scorte di tappi alle orecchie, fa sbellicare tanta gente smart! Sapevate infatti che la prima frase detta dall’uomo alla donna fu “stai zitta?” (Risate, applausi per questa barzelletta divertentissima) Curioso, no?

      • Antome ha detto:

        @Nato Invisibile
        Magari il duce :).

    • Blossom ha detto:

      Tu non sei una donna. Ritenta.

    • Nato Invisibile ha detto:

      ELI..”siamo donne,intelligenti,sveglie e brillanti, dimostriamolo!” effettivamente lo siete. Voi che sghignazzate quando una qualunque ragazza viene ritratta (da altre esilaranti ragazze) appesa ad un muro, perché petulante, un po’ come noi qui, che non siamo altrettanto sveglie brillanti, intelligenti e forse neanche donne.. Lo siete, voi che ridacchiate delle pesantone e vi scagliate contro ben altri spot, spot che ammosciano l’immaginario erotico femminile..

      A noi pesantone potrà certo far sorridere l’idea che un patinato sex symbol hollywoodiano si lasci immortalare accanto al bianco mulino o al tonno di turno. Ma questi spot non sono offensivi verso nessuno, donne uomini o luoghi, al massimo lasciano pensare che il patinato di turno versi in condizioni economiche svantaggiose, e voglia arrotondare un po’. Certo, questi spot che ritraggono maschi eroici in contesti umili e “normali” sono però considerati offensivi, molto offensivi da “donne intelligenti sveglie e brillanti”. offese dai creativi che ammazzano l’ormone. perché l’ormone viene senza ombra di dubbio stimolato da una categoria di machi duri e puri.. Violenti, sì violenti: “Pierfrancesco Favino però non andava profanato. Signor Guido [Barilla], lei non sa cosa ha fatto. Lei non sa cosa rappresentava Favino per noi donne. Non si ammazzano così i pochi maschi puri e duri del panorama italiano. Il Libanese rapina furgoni blindati, non guida camion Barilla. Favino è “L’ industriale”, non “Il camionista”. E’ “Romanzo di una strage” e la strage è piazza Fontana, non uno spaghetto scotto. E’ “Saturno contro”, non De Cecco contro. Favino era una delle nostre poche incorruttibili certezze. Pensi a noi, signor Guido. Ora una se lo vede lì che scarica spaghetti alla vongolata del paese mentre ci rammenta con aria goduriosa che lo spaghetto numero 5 è solo l’ inizio e ci si scuoce l’ ormone.” deliziamoci tutte, pesantone e smart, con le critiche “intelligenti sveglie e brillanti” rispetto al mondo degli spot. Buona lettura http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/selvaggia-lucarelli-infiocina-creativi-che-suon-spot-ammosciano-108076.htm
      PS. notare il parallelismo avvincente Bellucci/Farrel, e la summa considerazione della donna interprete di spot. povero Farrel, com’è scaduto: “comincia a fare i primi film seri e poi mi finisce su uno scoglio come una Bellucci qualunque ad interpretare il nuovo spot”. Voi donne smart con il cervello scattante e la risata facile sì che siete la dimostrazione di come si rafforza l’oggettivazione. Beata spensieratezza..

      • Spunto interessantissimo, grazie.

      • Blossom ha detto:

        A parte lo stomaco di ferro per farsi piacere Favino (vabbè, sì, è un problema mio), grazie per quel “lo siete (voi)” perché quando nel commento di eli ho letto quel plurale maiestatis m’è salito di nuovo il nazismo.

      • Paolo ha detto:

        ma poi se a una piace il favino di romanzo criminale ha tutto il diritto di farselo piacere (lo preferisco anch’io a dir la verità), ma non è che la pubblicità glielo rovina

      • Un'altra Laura ha detto:

        È davvero interessante. Ogni volta che c’è da mettere un paragone negativo usa una donna: la velina, la Bellucci. Eh sì che i venditori televisivi non mancano. Se qualcuno mi chiedesse: venditore o venditrice televisiva? il primissimo nome che mi verrebbe a mente sarebbe Giorgio Mastrotta. E però le donne aggiungono tutta quell’aura di sciacquette senza cervello, vero Lucarelli?

      • Antome ha detto:

        Questa è una analisi molto interessante se posso permettermi. Fa riflettere. Quale stereotipo, vorrebbe Banderas e Favino (che accostamento O_o) sexy o meno in base al ruolo che ricoprono nel film. Sembrano servire un assist perfetto a quegli uomini frustrati che teorizzana tutto il giorno nei forum su quanto alle donna piaccia lo status di un uomo più che l’uomo in sè. Non può essere sexy un mugnaio se è Banderas? No’ secondo queste ancora un po’ sarebbe più sexy Bombolo a fare Zorro e attore strapagato che un eventual Banderas operaio o mugnaio.
        Mi sento però di condividere con Paolo che il fatto di sposarsi più frequentemente tra classi sociali simili è dovuto al frequentare diversi ambienti, più che per classismo vero e proprio, ma questo è un altro discorso.
        Gli è che in questo comportamento noto un vero e proprio classismo. Forse un residuato di quando le donne avevano bisogno di protezione, chissà. Un riflesso che è rimasto, socialmente parlando. Mentre gli uomini preferiscono esagerare l’idea che conti solo l’aspetto e una donna è appetibile in qualsiasi situazione (ma non se fa l’operaia, sia mai).

      • Paolo ha detto:

        una supermodella e un fornaio o un divo del cinema e un’operaia difficilmente frequentano gli stessi ambienti quindi è raro che si incontrino e si innamorino. Classista o non classista è un fatto

      • Antome ha detto:

        Paolo, quando ho ripreso il tema del classismo,”Gli è che in questo comportamento noto un vero e proprio classismo.” infatti, non stavo più riferendomi alla tua considerazione, ma alle mie di prima.

    • Antome ha detto:

      Ma di uomini no?
      Comunque ricordo di aver riso per una vecchia pubblicità di cui ricordo solo che la musica era “passenger” di Iggy Pop, dove, protagonista una vecchia coppia, la moglie colpiva col battipanni, fuori dalla finestra, un marito impolverato e completamente inanimato!
      E’ vero che la visione della donna nei media ha avuto maggiormente un’implicazione politica, ma oggi? Cosa distingue quella pubblicità e questa? La sovversione dello stereotipo nel primo caso? Una donna che oggettifica un uomo in maniera speculare alla donna può essere divertente (se lo fa per i soldi è il solito stereotipo alla Pretty Woman ed ha rotto le palle), perchè fa riflettere sul ridicolo dell’allupamento maschile esibito e lo decostruisce.
      Nella fattispecie? Mi sembra effettivamente di cattivo gusto ed oggettivante in questo caso, forse per l’enfasi sul vendere ed appendere?
      Mentre non vedo sessismo nella cialtronaggine del tipo della Golia https://www.youtube.com/watch?v=rfPSduDNPD0 che congela la sua ragazza per andare con gli amici a fare bisboccia.
      Sembra infatti un po’ forzata la par condicio finale dove e una lei a congelarlo lui dopo che lui ci urta contro con la macchina.

  11. primavera ha detto:

    Vedi eli ridendo e scherzando stanno talmente normalizzando la violenza che finiranno per farla passare normale anche a noi donne! Sei stata mai con un violento? Egli dice se ti picchio,insulto,minaccio è colpa tua perché hai fatto questo o quello.
    Ora sei poco ironica,ora petulante e rompiballe e lo innervosisci,ora non sei sexy e spiritosa.. ma si facciamoci una risata,take it easy, del resto tu appenderesti le donne rompiballe al muro come farebbero (e a volte fanno) i cari maschietti, io invece al posto tuo riderei di meno e mi porrei il problema. Ma lo so quelle che la pensano come te con gli uomini vanno alla grandissima..
    Ci si indigna per ogni stronzata in questo mondo poi però alle donne si può far tutto e di più e si accusano anche d’esser permalosette. Mah!!!!!

    • Antome ha detto:

      Questa cultura è chiaramente ben presente. Chi la vuole minimizzare, usa la fallacia di presentarne una inversa come se non fosse l’altra faccia dello stesso problema, dicendo che ci sono donne che vogliono l’uomo bastardo e che snobbano i bravi ragazzi o quelli che si danno da fare per la famiglia, sarà una tipica scusa per poterlo essere a momento debito? Se poi cercano “beta cuckoldry” e “hypergamy” e “Alpha fucks and Beta Bucks” si apre un mondo (io direi si scoperchia una fogna).

  12. Pingback: Sarà una risata che vi seppellirà. | Un disinvolto mondo di criminali

  13. Eli ha detto:

    ho letto con attenzione alcune vostre risposte,le quali, apparte offendere e giudicare non hanno altro contenuto.mi hanno insegnato a rispettare chi ha un’idea diversa dalla mia e mi sembra di averlo fatto nei confronti di tutti.mi piacerebbe argomentare e addirittura scambiare opinioni perchè si può sempre imparare qualcosa di nuovo e interessante.ma leggere cose su di me inventate tanto per dare qualcosa da leggere mi spiace ma non lo tollero.il rispetto prima di darlo a una foto, datelo alle persone reali.

    • Che peccato, Eli. Scommetto che le tue argomentazioni sarebbero state interessantissime. Magari, se avessi fatto uno sforzino in più per accorgerti che ho provato a spiegarti cosa si intende con “oggettificazione”, tu forse avresti imparato qualcosa di nuovo e noi avremmo potuto godere di un ulteriore scambio di opinioni… Ma d’altra parte tu sei quella che non vede: non vedi l’oggettificazione, non vedi gli argomenti altrui… una visita oculistica? Comunque noi siamo qui. Sarà per la prossima volta.

      Ah, c’è una bella risposta per te anche qui: https://bccida.wordpress.com/2015/09/10/sara-una-risata-che-vi-seppellira/ (no, non è offensiva; è un invito a prendere coscienza di alcuni aspetti della realtà – poco divertenti, per carità – che molto probabilmente ignori…)

    • Blossom ha detto:

      Ovvio perché le “altre”, cioè quelle a cui la foto si riferisce, non sono mica reali. Per questo ti piacerebbe appenderle al muro? L’unica reale sei tu, giusto? Tipico della scodinzolante sessista.

      “ma leggere cose su di me inventate tanto per dare qualcosa da leggere mi spiace ma non lo tollero”

      WTF? Ma che vuol dire?

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