Eugenetica e ciccioni

«Bisognerebbe, per la preservazione della razza, considerare un’eliminazione degli esseri per noi moralmente inferiori ancora più severa di quanto non lo sia oggi. […] Dobbiamo – e ne abbiamo il diritto – affidarci ai migliori di noi e incaricarli di compiere una selezione che determinerà la prosperità o l’annientamento del nostro popolo»

(Konrad Lorenz, citazione riportata da Albert Jacquard, Éloge de la différence, Editions du Seuil, 1981, p. 90).

propaganda L’eugenetica (dal greco eu, “bene, buono” e genos, “stirpe, razza” quindi “di buona razza”) è una disciplina che si considera fondata dallo scienziato inglese Francis Galton, che coniò il termine e si prefigge di favorire e sviluppare le qualità innate di una razza sulla base delle leggi dell’ereditarietà genetica; l’eugenetica si diffuse inizialmente nei paesi anglosassoni e successivamente nella Germania nazista, trasformandosi nella prima metà del 20° sec. in un movimento politico-sociale volto a promuovere la riproduzione dei soggetti socialmente desiderabili (eugenetica positiva) e a prevenire la nascita di soggetti indesiderabili (eugenetica negativa) per mezzo di infanticidio e aborto.

Non è mia intenzione ammorbarvi con la storia della “mania della sterilizzazione” che nel secolo scorso giunse a teorizzare idiozie come “il gene del furto”, proponendo la sterilizzazione forzata di qualunque ladruncolo potesse essere definito recidivo, ma passo direttamente al primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani, che recita

« Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza»,

dichiarazione firmata dopo quella Seconda Guerra Mondiale che portò alla luce le nefaste conseguenze di ideologie dedite a stabilire “scientificamente” i meritevoli e quelli che era meglio destinare alla morte.

Non penso di essere esagerata se di fronte a pagine facebook come questa

fat_shaming

un brivido mi percorre la spina dorsale e mi torna alla mente quel ragazzino stuprato con un compressore: “era troppo grasso“, si sono giustificati i suoi aggressori.

La deumanizzazione di una categoria di soggetti è l’anticamera della violenza.

Non ho bisogno di spiegarvi perché, ci sono secoli di storia alle nostre spalle che ce lo raccontano con dovizia di particolari.

Quando un essere umano, per qualsiasi ragione, smette di essere considerato una “persona”, qualsiasi azione – anche la più turpe – esercitata contro di lui diventa tollerabile.

Naturalmente ho segnalato la pagina, ma la risposta di facebook è stata questa:

standard_facebook

Una risposta che per me è inaccettabile, come è inaccettabile che chi si arroga il diritto di stabilire quali esseri umani hanno diritto allo status di “persona” e quali non possono vantare questo diritto possa essere tollerato da una società civile.

 

P.S. Ogni commento dedicato ad elencare i danni provocati alla salute dall’obesità sarà cestinato, perché se davvero vi interessaste di medicina sapreste che ogni volta che offendete e umiliate una persona perché è grassa, il danno psicologico che le procurate andrà a minare severamente quella salute della quale siete convinti di essere dei paladini, non contribuendo in alcun modo al suo dimagrimento.

Per approfondire:

Cos’è la «deumanizzazione» e come opera nella percezione collettiva

Sugli standard di facebook:

Misoginia nel web V: gli standard di facebook

E fattela una risata!

A proposito di persone grasse:

Educare umiliando: quando il genitore è il bullo dei propri figli

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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53 risposte a Eugenetica e ciccioni

  1. Paolo ha detto:

    io non so se quella pagina voleva essere paradossale (su facebook trovi pagine altrettanto perfide contro neonati o contro i “secchi di merda”), non credo che l’admin pensi davvero che le persone grasse non sono persone ma se davvero ce l’ha con i grassi non è da escludere che si tratti di una reazione sbagliata ad una mentalità altrettanto sbagliata (e che è presente in certe pagine facebook che vorrebbero opporsi a presunti “standard di bellezza”), una mentalità che urla “body shaming” se osi dire che magari in linea di massima Luca Argentero è fisicamente messo meglio di Giuliano Ferrara, una mentalità che urla “body shaming” anche ogni volta che osi ricordare che l’obesità (e non un lieve sovrappeso) qualche rischio per la salute lo da’. Che poi offendere e denigrare le persone obese peggiori solo le cose, sono d’accordo.

    • “Paradossale” forse non del tutto, perché quella pagina è tutt’altro che illogica. Segue la medesima logica di chi pensava che le persone affette da malattie ereditarie (Täglich RM 5,50 kostet den Staat ein Erbkranker: al giorno un malato costa allo stato 5.50 – con gli stessi soldi vive un giorno un’intera famiglia, dice il manifesto) fossero da estirpare (ausmerzen). La medesima logica che portò al famigerato Aktion T4, il programma nazista di eutanasia che sotto responsabilità medica prevedeva la soppressione di persone affette da malattie genetiche inguaribili o da più o meno gravi malformazioni fisiche: le cosiddette “vite indegne di essere vissute”.
      Quella pagina è frequentata da gente che commenta “Va bene non dare lavoro ai ciccioni”, “Obesi a morte”, “meglio pazzi che ciccioni”, “panza a merda inutili”…
      Non è divertente, è grottesco, nel senso di sproporzionato, persino mostruoso, se pensiamo a quel ragazzino con gli intestini dilaniati da un compressore, vittima di chi pensava che fosse troppo grasso.

      • Paolo ha detto:

        appunto pagine di questo tipo sono spesso volutamente grottesche, violente ed eccessive nella loro cattiveria gratuita che paiono fatte apposta per provocare indignazione, segnalazioni e roba simile. ho il sospetto che semmai gli admin leggeranno il tuo post sghignazzeranno contenti di aver suscitato la riprovazione dei “politicamente corretti” (ragionano così)

      • IDA ha detto:

        Ma quali sono gli standard della comunità di facebook? Non c’è da segnalare contenuti o foto, basta il titolo..

      • IDA ha detto:

        Quindi secondo loro, questa è una cosa da burloni, forse perchè nella foto c’è Adinolfi e quindi non può essere una cosa seria.
        Poi il contenuto serio o meno serio da cosa si distingue? Ma poi siamo sicuri che il meno serio sia anche meno pericoloso del più serio? L’esempio che porti del ragazzino; cosa cambia se l’hanno fatto per scherzo o se erano seri?

      • Vlad ha detto:

        veramente ci sono manuali di dating (cioè quei manuali che pretendono di insegnarti come “accalappiare” un maschio o una femmina( per donne dal titolo “Trattali male”, “101 modi per far soffrire gli uomini” ecc..si tratta di titoli discutibili ma iperbolici e palesemente “poco seri”, non sono un pericolo per il genere maschile (anche se qualche maschio vittimista la pensa così)

      • IDA ha detto:

        Vedi Paolo, verso la fine degli anni70 Antonio Amurri pubblicò una serie di libri, satirico umoristici sulla vita familiare, tra cui “come ammazzare la moglie e perchè” ed “come ammazzare il marito, senza tanti perchè”. Metteva in ridicolo alcune immagini stereotipate della famiglia degli anni 70. Questa è satira, che può far ridere oppure no, ma di fatto tutti potevano riconosce in quelle situazioni. Questa è una cosa e ridere nello sminuire o nel squalificare un’individuo, perchè è grasso, perchè è zoppo.. è una cosa diversa. Si può ridere e fare battute sui gay e non essere omofobi e ridere e fare battute sui gay ed essere omofobi.

      • Me lo ricordo, Amurri. L’ho pure letto 🙂

      • IDA ha detto:

        Io i libri non li ho letti, ma ho visto la trasposizione teatrale che lui aveva fatto da questi due titoli, che si chiamava : Discorso costruttivo sulla famiglia.
        Io ricordo che ad assistere quella commedia, mi sono divertita.

      • Paolo ha detto:

        Erano gli anni ’70 Ida. se ripubblicasse quei libri oggi sicuramente su internet qualche “genio” maschio o femmina lo accuserebbe di fomentare gli uxoricidi

      • IDA ha detto:

        Ho controllato, continuano ad essere pubblicati: http://www.amazon.it/ammazzare-marito-senza-tanti-perche/dp/B00EVKVKJU/ref=sr_1_4?s=books&ie=UTF8&qid=1442417011&sr=1-4&keywords=Antonio+Amurri+come+ammazzare e http://www.amazon.it/Come-ammazzare-moglie-e-perch%C3%A9/dp/B00DNDS490/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1442417103&sr=1-1&keywords=Antonio+Amurri+come+ammazzare
        Cosa è cambiato oggi? Che quelle figure non esistono più. Perchè non parla di persone, ma di stereotipi. Ma questa è satira. altro è quello che chiamano umorismo, o meglio che viene giustificato come umorismo.

      • Paolo ha detto:

        Riformulo: se li pubblicasse oggi per la prima volta sarebbe criticato

      • Paolo ha detto:

        sono Paolo
        ciò non toglie che la pagina facebook in questione faccia schifo

      • Un'altra Laura ha detto:

        Scherzano? Battute paradossali? Sarà, ma questi affermano che era più che giusto che ad una donna grassa venisse impedito di lavorare in una panetteria perché, appunto, grassa. Siam sempre lì: si colpevolizza i grassi per il fatto di esser grassi e poi non li si vuole fuori di casa. Va da sé che rimanendo chiusi in casa le possibilità di peggiorare le proprie condizioni crescono esponenzialmente.

      • Paolo ha detto:

        è ovvio che se un obeso sta chiuso in casa peggiora solo la sua condizione.
        Nel caso della panetteria, la motivazione era che lo spazio nel bancone era così poco da rendere difficoltosi i movimenti per due persone specie se una delle due è molto grassa (devo dire che avendo una madre molto grassa e una cucina assai piccola posso confermare). E’ chiaro che per fare il commesso in una panetteria non serve un/una fotomodello/a

      • Antome ha detto:

        @Ida, Paolo e gli altri
        Forse la presenza di Adinolfi è un riferimento, o almeno a me ha fatto subito pensare, a quando ha criticato la legge antiomofobia dicendo qualcosa tipo “e allora per noi obesi che si fa, l’obesofobia?”. Inutile dire che è una fallacia perchè qualunque crimine d’odio e aggressione e discriminazione su caratteristiche fisiche è un aggravante.
        Solo che purtroppo chi sente si fa impressionare da questi discorsi “c’ha raggione, perchè una legge specifica per sti gay? E noi poveri normali chi ci difende?” Tristezza a palate.

      • Paolo ha detto:

        quella di Adinolfi e MRA è la tipica strategia vittimista

      • Un'altra Laura ha detto:

        Paolo: quella sarà stata la giustificazione del proprietario della panetteria, ma le argomentazioni di chi ha postato la cosa su facebook e di chi ha commentato era ben diverse, riassumibili in: ciccioni statevene chiusi in casa che fate schifo e non vi vogliamo vedere. O meglio, ammazzatevi che siete un peso per la società.

      • Paolo ha detto:

        Un’altra laura evidentemente queste parole sono intollerabili

  2. Blossom ha detto:

    Segnalo merda come questa quotidianamente e ricevo, quotidianamente, la stessa merdosa risposta. Incredibile come le questioni circa la salute, il peso corporeo siano ormai relegate al tifo da stadio, quando va bene. (E Adinolfi e Ferrara rischiano pure di farti pena)

  3. Blossom ha detto:

    Ho provato a segnalarla, vedremo. Per ora son appena a 13464 mi piace…

  4. IDA ha detto:

    Deumanizzazione: quello che dice Chiara Volpato è importantissimo, perché è l’elemento essenziale per l’omicidio, perché se non viene prima una deumanizzazone, non può esserci l’omicidio.
    Si usa dire che l’uomo è l’unica specie che uccide all’interno della stessa specie, ma questa affermazione ritengo che non sia vera.
    Biologicamente la specie umana ha dentro di se la stessa legge delle altre specie animali,
    Se esistesse il permesso biologico di uccidere dentro la stessa specie, la specie stessa sarebbe a rischio estinzione, ma non è così.
    Nel codice genetico c’è, il divieto di uccidere esseri della stessa specie, ma non il divieto di uccidere altri esseri di specie diversa.
    Poiché l’uomo possiede un codice genetico come tutti gli altri animali, ma è riuscito ad avere un equipaggiamento culturale superiore a tutti gli animali. Questo li permette di uccidere altri esseri umani dal momento che non li considera della stessa specie.
    Non si dice: “ti ucciderò come un essere umano”. ma si dice: “ti ucciderò come un animale,” “come un cane”, per ucciderti ti devo riconoscere come una specie differente dalla mia. Interessante e inquietante è anche notare che il termine “puttana” è riferito a tutte le donne ma “troia” e particolarmente “vacca” è riferito alla moglie o ex moglie.
    Gheddafi, chiamava i rivoltosi topi, e quindi possono essere uccisi, qualche altro i nemici li chiamava scarafaggi, analogamente questo concetto viene allargato ad altri gruppi. Zingari, omosessuali, ebrei ecc. La stessa istituzione della schiavitù, è stata possibile solo, perché questi uomini non erano considerati uomini ma animali. Stessi concetti sul colonialismo, che Chiara Volparo spiega bene.

    • Paolo ha detto:

      a me sta cosa che solo gli esseri umani uccidono all’interno della stessa specie sembra inesatta, le uccisioni intraspecifiche ci sono ma sono rare

      • IDA ha detto:

        Nel mondo animale, esistono casi predatori e di cannibalismo intraspecifiche, ma sono rari e spesso accidentali. La storia della specie umana degli ultimi 5/6 mila anni è piena non solo di omicidi, ma di guerre, stragi, deportazioni, riduzione in schiavitù, popoli interi sterminati.

      • Paolo ha detto:

        Casi di cannibalismo ci sono e non sempre sono accidentali, nel regno animale accade che quando in un branco di leoni emerge un nuovo “maschio dominante” questo tende a mangiarsi i cuccioli del predecessore per potersi accoppiare con la leonessa, oppure c’è la mantide religiosa che divora il maschio durante l’accoppiamento (ma sembra che lo facciano solo allo stato selvatico, una mantide in cattività e nutrita regolarmente non se lo magna almeno così mi risulta)

      • Antome ha detto:

        Sì, per non parlare della competizione, del ferirsi talvolta a morte, vedi tra i leoni. Competere tra maschi per le femmine ed essere il maschio alfa, “ah, vedi, cosa ti fa pensare che noi umani siamo diversi, ipergamia!, siamo figli del 10% dei maschi, siamo “the disposable sex”, facciamo la guerra per colpa delle donne” e altre menate.

      • IDA ha detto:

        In entomologia casi tipo la mantide sono numerosi, ma hanno una funzione riproduttiva. Depongono le uova in bozzolo proteico, che deve superare l’inverno, per fare ciò ha la necessità di molte proteine, e in questo caso si può dire che il maschio si “sacrifica per la famiglia.” Ma spesso anche lei dopo aver deposto le uova muore, debilitata. Si in cattività se nutrita a sufficienza con proteine non uccide il maschio, perchè non ne ha bisogno.
        Se esistesse il permesso biologico di uccidere dentro la stessa specie, la specie stessa sarebbe a rischio estinzione, a meno che non sia funzionale, come nel caso della mantide, per la continuazione della specie tessa.

      • IDA ha detto:

        Anche se l’uomo dal mondo animale ha ereditato una certa aggressività per il cibo, sesso, territorio, tutto questo non giustifica e non spiega le guerre i massacri, gli stermini..

      • Antome ha detto:

        Dici bene Ida, ed è desolante che ci siano persone che fanno riferimento a questo modello per gli umani, o come sola spiegazione o qualcosa a cui rassegnarsi come facente parte della propria natura, da cui procede il razzismo, il senso identitario e settario-elitario (“prima la mia gente”). Soprattutto contando che proprio attraverso la socializzazione o il contesto sociale, l’umano ha concepito massacri su larga scala più di quanto l’istinto animale da solo, o almeno in un contesto sociale più puro, come le epoche primitive, avrebbe permesso.
        Ho qualche dubbio però sui Neanderthal, si sono estinti da soli o li hanno sterminati i Sapiens?
        Di certo come abbiamo detto più volte la fallacia naturalistica di secondo tipo (più sottile della prima, che è il semplice “se è naturale è buono”) è più che altro utile a preservare un senso di nichilistica anidealità per preservare lo status quo. Perchè in assenza di ideale, che è qualcosa che non c’è al momento, ma è un progetto per il futuro, rimane il presente e quello che c’è, da accettare acriticamente perchè sennò si andrebbe contro “la propria natura”, più che altro un’idea discutibile della stessa, che non è stavolta nè giusta ne sbagliata, ma qualcosa che è meglio non toccare più di tanto, e che riflette lo status quo, guarda caso.

      • Paolo ha detto:

        io sono uno di quelli che pensa che violenza e aggressività non siano eliminabili dall’animo umano fanno parte dell’umano tanto quanto i loro opposti. Non so se questo mi rende un supporter dello status quo ma sinceramente non mi importa

    • Vale ha detto:

      IDA, un commento meraviglioso. Riassume la situazione con lucidità e rende la faccenda ancora più inquietante…

  5. Tiziana ha detto:

    Ti ringazio moltissimo per avere raccolto il mio appello!

  6. Paolo ha detto:

    un utente sulla pagina in questione mi ha risposto che la pagina sarebbe un tentativo di rendere “pan per focaccia” a Mario Adinolfi (scelto come foto profilo forse proprio per questo) facendogli vedere una trasposizione delle cose che lui dice dei gay, gli ho risposto che allora l’intento forse non era molto chiaro. Io però qui aggiungo un paio di cose: va detto che lo stesso Adinolfi spesso nelle dichiarazioni pubbliche tende a minimizzare i casi di omofobia dicendo che lui viene insultato o deriso per la sua mole ed è la stessa cosa..ma non è la stessa cosa: c’è differenza tra uno che in un litigio ti da’ del ciccione e il fatto che non puoi sposare la persona che ami, la seconda cosa è un po’ più grave, oltretutto nessuno è mai stato deportato nei campi di sterminio o ridotto in schiavitù perchè grasso: è come se un nero mi parlasse della schiavitù e io rispondessi “vabbè anch’io sono uno schiavo perchè il capufficio mi fa fare gli straordinari gratis”. E invece non è lo stesso

    • Pensavo che ci fossimo evoluti dai tempi di “occhio per occhio, dente per dente”… Mi illudevo?

      • Paolo ha detto:

        No, non ti illudi, ma il desiderio di vendetta è profondamente umano almeno quanto il perdono con buona pace di Gesù, Gandhi, Martin luther King, Rita da Cascia e altre figure ammirevoli
        Devo dire che entro certi limiti io non sono contrario a un po’ di “giustizia retributiva” ma sempre nei limiti della proporzionalità e in casi particolari (per dire io sono uno che crede che l’uccisione senza processo di Osama Bin Laden disarmato sia stata cosa buona e giusta, sono uno che quando nei “rape & revenge” l’eroina uccide i suoi aguzzini nei modi più truculenti che ci siano esulta)

      • Antome ha detto:

        Eppure a me risulta che Pinochet sia morto nel suo letto ad oltre novant’anni, per parlare dell’autore di un altro 11 settembre, con altrettanti morti ;).
        L’uccisione di Bin Laden è comunque abbastanza oscura, compresa l’immediata soppressione di cadavere con un inesistente “rito islamico” di sepoltura in mare, ufficialmente per non “creare un martire e culto del morto” (come Che Guevara?) e per non esibire trofei (come no). Per non parlare del volto photoshoppato di un finto bin laden che era l’incrocio tra un giovane bin laden ed un sodato morto.
        Preciso che nonostante dubiti delle versioni ufficiali non sono un cospirazionista, quelli per cui la versione alternativa è sempre vera perchè più suggestiva, e non si fermano più, per finire ad avallare negazionismo, il complotto degli illuminati nei diritti lgbt etc. So bene che sono diventate cultura pop con un potenziale reazionario da non sottovalutare.

      • Paolo ha detto:

        ma infatti a me non sarebbe dispiaciuto neanche se qualcuno avesse sparato in faccia a Pinochet

    • IDA ha detto:

      La pagina, (si chiama pagina.. vero?) Parla di “grassi” non di Adinolfi. quindi di grassi omofobi, non omofobi e gay. Che poi Adinolfi si mette in ridicolo da solo, non importa inventarsi chi sa che. I discorsi omofobi, li fa Adinolfi, non i grassi. Ora, questi signori, anche se inizialmente avevano delle buone intenzioni, si dovrebbero rendere conto che hanno fatto una cazzata, e cancellare la pagina.. si sbaglia tutti.

  7. Tiziana ha detto:

    c’è differenza tra uno che in un litigio ti da’ del ciccione e il fatto che non puoi sposare la persona che ami, la seconda cosa è un po’ più grave, oltretutto nessuno è mai stato deportato nei campi di sterminio o ridotto in schiavitù perchè grasso:”

    c’è gente che è stata bullizzata, presa in giro, offesa, discriminata sul lavoro e pure aggredita (il ragazino di napoli di un anno fa circa me lo ricordo solo io?)
    quindi,….
    seguendo il tuo ragionamento allora si può anche prendere in giro un gay o un ner in quanto tali.

    • Paolo ha detto:

      Tiziana quello che è stato fatto al ragazzino di Napoli costituisce non solo un atto moralmente ed eticamente ripugnante e come tale giustamente esecrato da ogni persona civile ma anche un reato penale gravissimo e sanzionato dalla legge, frustare uno schiavo nero invece rientrava nei diritti legali del padrone bianco. Dico che ciò che subiscono le persone grasse (che certo va condannato) non è equiparabile a ciò che storicamente hanno subito e in qualche Paese storicamente subiscono ancora neri e gay. se dico che non è equiparabile non sto dicendo che pagine come quella di cui parliamo vanno bene. Quelle pagine sono e restano disgustose

      “seguendo il tuo ragionamento allora si può anche prendere in giro un gay o un ner in quanto tali.”

      no tiziana questo non è ciò che ho detto ma è ciò che tu (o per malafede o per difficoltà di comprensione) mi attribuisci. il bullismo va condannato sempre ma bisogna intendersi: è più dannoso il buzzurro o il troll che dice “frocio” o il politico che magari non dice “frocio” ma col suo potere impedisce una legge seria sui diritti civili? Fermo restando che vanno condannati entrambi, quel che fa il politico è più grave per la società.
      E bisogna anche vedere cos’è il bullismo: insultare un bambino grasso lo è, dire che in linea di massima una persona snella e tonica è fisicamente più bella di Giuliano Ferrara non lo è almeno secondo la mia idea.

      • Tiziana ha detto:

        Dato che siamo in Italia e ragioniamo (suppongo) sulla situaizone italiana, posso dirti che al giorno d’oggi nessuno ha più diritto di frustare un nero.
        ed è vero, i gay non possono sposarsi e non possono adottare; però se proprio vogliamo, io sono etero ma single, quindi nemmeno io posso adottare per la legge italiana. Quindi ure io sono discriminata, chissà perchè però nessuno si batte per i miei diritti! E’ anche comodo dipingere i gay come vittime assolute sempre e comunque, es: Elton John dice una determinata cosa, io non sono d’accordo? “Omofobiaaaaaaaa!”. si suicida un gay (per qualsiasi motivo lo faccia)? “omofobiaaaaaa”, ecc ecc ecc.

      • Paolo ha detto:

        “si suicida un gay (per qualsiasi motivo lo faccia)? “omofobiaaaaaa”, ecc ecc ecc.”

        se la metti così anche se si suicida una persona sovrappeso non ci sono prove che lo abbia fatto solo per le prese in giro. di solito una decisione estrema come quella di togliersi la vita ha più di una causa. Potremmo anche dire che a meno che il suicida non lasci una lettera dove dice “mi suicido per questo questo e quest’altro” non potremmo mai conoscere con certezza cosa c’è dietro questa scelta (e anche se c’è un biglietto..). Il punto è che il bullismo va esecrato a prescindere da eventuali suicidi e anche a prescindere dai pretesti che usa.
        Ribadisco che le differenze storiche che ho evidenziato non sono mirate a negare il bullismo contro i bambini grassi, bullismo che condanno anche perchè peggiora solo le loro condizioni di salute fisiche e psicologiche

      • Antome ha detto:

        Credo che ci siano molti errori percettivi e, se posso usare il termine, euristici, nel recepire la gravità dei fenomeni discriminatori, invero. Sbagliato parlare di vittime sempre e comunque. Si, si potrebbe parlare di una discriminazione anche in questo caso, forse, una coppia gay non potrebbe adottare in quanto priva di figure con alternanza di sesso, un single, per la preferenza nei confronti delle coppie.
        Inoltre può anche essere che il motivo per cui escludere i single, faccia capo anch’esso all’omofobia, poichè nessuno impedirebbe a dei single gay di convivere.
        Forse vuoi dire che se si trattasse di semplice eguaglianza, essa esisterebbe già poichè essi possono sposare una persona del sesso opposto e non una del proprio esattamente come gli etero, quindi si parlerebbe di una legge speciale non di uguaglianza, secondo una certa retorica. E questa stessa legge si applicherebbe ugualmente ai gay e agli etero. Fattostà che si impedisce a due persone consenzienti di sposarsi in base al sesso.
        Questo parlando della situazione legislativa, socialmente parlando, però i gay sono molto più discriminati di un single.
        Sebbene un single maschio può sentire una forte pressione maschilista al “darsi da fare”.
        Su Elton John dipende, se critichiamo non l’adozione in sè, ma il ricorso ad uteri in affitto, è stupido accusarci di omofobia.
        E’ come accusare di antisemitismo chi critica Israele, lo si fa, ma è abbastanza stupido.

    • Paolo ha detto:

      per chiarire ancora meglio: se dico che X è più grave di Y o non è equiparabile a Y non significa necessariamente che io stia facendo l’elogio di Y.

    • Antome ha detto:

      Esatto, il problema è che quando ti fanno paragoni del genere rimani senza parole per farglielo presente ;D.

    • Antome ha detto:

      Paolo, è storicamente vero, questo però non rende nessuna violenza eseguita con la motivazione “è grasso” meno suscettibile di aggravante rispetto a “è gay”. Che invece essere gay sia più “invalidante” in fatto di mancanza di diritti e riconoscimenti è innegabile. Per quanto riguarda il bullismo, pur essendo brutto fare graduatorie di dolore e dovendo riconoscere che in media come forma di ostracismo è meno virulente, bisogna guardare i singoli casi, se vieni chiamato feccia in entrambi i casi e considerato quindi non degno di rispetto è quasi la stessa cosa, o no?
      Dipende dai parametri, dai numeri, da quante persone in una volta lo fanno, ma deve avere influenza questo nel perseguire il singolo caso?
      In questo mondo di lavoro ipercompetitivo, dove è d’uso richiedere bella presenza… ok di questo abbiamo già parlato altrove ;).

      • Paolo ha detto:

        Antome, ho detto che il bullismo contro i ragazzini va condannato sempre qualunque sia il pretesto usato per bullizzare. poi le differenze storiche restano ma non vuol dire minimizzare il bullismo
        della bella presenza sì ne abbiamo parlato e non ho cambiato idea

      • Antome ha detto:

        Anch’io non ho proprio cambiato idea, però diciamo ci ho riflettuto, anche grazie a te, e ho capito i distinguo che facevi. C’è di mezzo l’aspetto positivo del migliorarsi, nella competizione, per questo sono in parte liberale, e l’aspetto negativo del possibile conformismo. Però concordo su Ferrara :D.
        Di certo abbiamo delle idee un po’ diverse in partenza,ma secondo ma amplificate da un incomprensione di fondo iniziale (reciproca, eh, ci mancherebbe). Chiuso ot.
        Concordo sul resto e sulle differenze storiche.

  8. primavera ha detto:

    Credo che denigrare o prendere in giro per dirla più “morbida”sia sempre da condannare. Non possiamo decidere noi cosa sia più grave o meno come presa in giro. I grassi vengono sempre descritti come persone deboli,senza forza di volontà,pigri e che quindi non rinunciano al cibo perché incapaci di essere forti e costanti. In realtà c’è un aspetto di problematiche psicologiche e di bassa autostima dietro. Fateci caso,a volte le anoressiche raccolgono ammirazione per la loro forza di volontà. Entrambe le situazioni sono drammatiche ma siccome ci hanno inculcato che magro è sempre bello o cmq meglio ecco qui che i grassi soccombono. Se l’intenzione era far capire qualcosa ad Adinolfi certo non è insultando una bella fetta di popolazione,abbassandosi al suo livello, che si ottiene un risultato.
    Detto ciò io non sono iscritta a fb ma certo non immaginavo che in definitiva ognuno lì potesse aggredire verbalmente un altro senza venire fermato. Mi sembra assurdo.

    • Blossom ha detto:

      Non concordo, le anoressiche raramente ricevono ammirazione, anzi. Spesso si cerca di far passare le persone affette da anoressia – che non son solo ragazze – come persone superficiali e vanitose, il cui rifiuto del cibo è solo un modo per dimagrire. Ho visto persone anoressiche trattate da schifo anche in ambiente ospedaliero.
      Facebook è un postaccio e ti assicuro che le aggressioni verbali non sono nemmeno la peggior cosa.

    • Paolo ha detto:

      concordo con blossom. Le anoressiche nel migliore dei casi suscitano pena, non certo lodi (se non da altre anoressiche). Semmai capita che molte ragazze esili per natura vengono chiamate “anoressiche” per insultarle

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