E’ stata rispettata la legge

Nel diritto processuale penale italiano, il riesame, previsto e disciplinato dall’art. 309 del codice di procedura penale, è un mezzo d’impugnazione concesso al destinatario di una misura cautelare coercitiva e al suo difensore, e segue ad una richiesta dall’indagato o dal suo difensore che viene proposta entro dieci giorni dall’esecuzione della misura.

Le decisioni che può prendere il Tribunale sono:
dichiarare inammissibile il riesame  (perché proposto fuori termine o da un soggetto non legittimato o perché riguarda un provvedimento per il quale non si può disporre il riesame); annullare l’ordinanza che ha disposto la misura cautelare; riformare in melius il provvedimento o confermare l’ordinanza.

VincenzaAveva 35 anni Vincenza Avino, separata e con due bambini. Di lei scrivono

Capelli lunghi, lunghissimi, corvini e sinuosi che accarezzano un corpo longilineo ed esile. Una donna dall’aspetto curato e dal cui sguardo trapela una marcata venatura di tormentata preoccupazione”,

perché ai giornalisti piace indugiare nella descrizione di quei particolari fisici che possano produrre in chi legge un’immagine seduttiva della donna vittima di femminicidio (aveva capelli “sinuosi” che “accarezzavano” un corpo longilineo), una descrizione corredata dalle sue foto in bikini, o quelle nelle quali ammicca all’obiettivo, a conferma del fatto che Vincenza era bella, e forse per questo è morta.

“Era «una bella ragazza» Enza Avino, racconta chi conosceva la donna. Bella al punto da fare ammattire l’ex convivente, un pregiudicato.” scrive il Corriere.

Ma non è a causa dei suoi lunghi capelli corvini e del suo “curarsi” che Vincenza è stata uccisa. Anche la “pazzia”, c’entra poco o niente.

Nunzio Annunziata, l’assassino di Vincenza,

«Ha una personalità violenta e insofferente al rispetto delle regole del vivere civile» aveva scritto di lui il giudice per le indagini preliminari di Nola, Martino Aurigemma,

«ha perso ormai qualunque forma di autocontrollo, dimostrando una completa, allarmante, mancanza di freni inibitori», come riporta Repubblica.

La Procura di Nola aveva chiesto gli arresti domiciliari.

Ma il Tribunale del Riesame non era d’accordo, e ha deciso di modificare in melius l’ordinanza, a tutela della «sfera familiare e lavorativa» di Annunziata,

«Non potendo ritenersi che, dagli atti sin qui acquisiti, emerga una personalità così allarmante e incontrollabile dell’indagato da far ritenere del tutto inimmaginabile un suo comportamento collaborativo».

Ora che Nunzio ha sparato e che Vincenza è morta, senza difficoltà si scrive che Annunziata era “ammattito”, ma allora – che si era limitato a perseguitarla con insulti e minacce, a cercare di lanciarla giù dal balcone o a prenderla a calci davanti alle forze dell’ordine – la sua personalità non appariva “così allarmante e incontrollabile.”

Si dichiara “addolorato” Mario Morra, il giudice estensore del provvedimento con cui sono stati revocati gli arresti domiciliari di Nunzio Annunziata, giustificandosi rimarcando che è stata “rispettata la legge”.

Ed è vero. La legge è stata rispettata.

A non essere rispettati sono stati i diritti di Vincenza Avino, ad esempio quello enunciato dall’art. 3 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: “Ogni indivisuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona”.

Quello che non si può negare, alla luce dei fatti, è che, di fronte a varie possibilità a disposizione, sono state prese le decisioni che hanno portato alla morte di Vincenza Avino, e per questo, a mio avviso, la responsabilità di quanto accaduto non è del solo assassino.

Si accusa spesso chi affronta il tema della violenza sulle donne di essere “forcaiolo” o “giustizialista”, quando lamenta la mancanza di accoglimento delle richieste di aiuto delle donne e dell’adozione di misure idonee a prevenire drammatici esiti come questo.

A queste persone vorrei dire che è facile essere garantisti con la vita delle altre.

Per approfondire:

Libero Stalker e killer «graziati» dai pasticci dei magistrati

La fabbricazione dell’uomo abusante

Pareri eccellenti

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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26 risposte a E’ stata rispettata la legge

  1. nerodavideazzurro ha detto:

    Sicuramente si poteva fare di più (tipo perizia psicologica dell’indagato) e di meno (il suo difensore sarà stato soddisfatto all’inizio) . Ma siamo in Italia, dove i pregi hanno molti padri e i difetti sono orfani.

    • Io più che di pregi e difetti, parlerei di assunzione di responsabilità.

    • Quando ero piccolina – come molti altri bambini/e della mia generazione, guardavo “Happy days” alla televisione. Uno dei personaggi della serie televisiva era Fonzie (the Fonz), uno sciupafemmine liberamente ispirato al fenomeno James Dean. Fonzie era “il vero maschio”, quello con la moto, capace di ottenere una bella ragazza schioccando le dita e di farsi ubbidire dagli altri uomini sfoderando uno sguardo minaccioso. Tra le sue caratteristiche, io ricordo chiaramente l’incapacità di pronunciare le parole “ho sbagliato”.

      • nerodavideazzurro ha detto:

        Siamo d’accordo, questi stereotipi machisti fanno” male oltre il male”.
        Fatto sta che il giudice raccoglie anche (ma nn solo, in questo la sua parte di responsabilità, datosi la vigenza del principio accusatorio in ambito penale) i frutti dell’operato di altre parti che sono implicate nel procedimento. Questo intendevo io.
        Nn si assolve nessuno, sia ben chiaro, men che meno il reo (che nn è stato aiutato a nn delinquere da molti altri, una catena talmente lunga in cui in troppi sapevano e tacevano) .

      • Paolo ha detto:

        voglio precisare che il mio ideale maschile cioè l’uomo che vorrei essere (e che temo non riuscirò mai a diventare) è un mix tra Eddard Stark, suo figlio Robb, il Bobby Ewing di Dallas, Dr. House e l’ispettore Callaghan..insomma tutti questi nella loro diversità hanno caratterialmente qualcosa dell’uomo che vorrei essere quindi personalmente non nutro particolare ammirazione verso Fonzie.
        Però non credo che Fonzie centri molto con l’incapacità cronica da parte di molti rappresentanti delle istituzioni di ammettere i loro errori e assumersi almeno le loro responsabilità morali

      • Certo quello che è accaduto non è colpa di Fonzie! Non è questo che volevo dire.

      • IDA ha detto:

        Paolo. Perché con Fonzie hai avuto la necessità i precisare il tuo ideale maschile?

      • Paolo ha detto:

        Perchè Fonzie è stato definito rappresentante del “vero maschio” e magari nella logica di quel telefilm lo sarà pure stato (in effetti il personaggio di Fonzie giocava con gli stereotipi sia del macho sia del “ribelle senza causa” ma sempre facendo vedere che in fondo era un ragazzo di buon cuore non tanto diverso da Richie Cunningham che invece era il bravo ragazzo “ufficiale” così come Ralph era il burlone e Potsie era lo scemo del gruppo) ma ho sentito il bisogno di precisare che la mia idea di mascolinità ha altri riferimenti

      • Paolo ha detto:

        tra l’altro lo dico con grandissima amarezza ma le situazioni in cui un assassino viene di fatto messo in libertà del tutto “a norma di legge” sono quelle che ti fanno rimpiangere che non esista un Callaghan (beninteso per me “Callaghan” potrebbe anche essere una donna). Sappiamo che Dirty Harry aveva una idea tutta personale del “rispetto della legge” (specie nei casi di violenza sulle donne) che però nel caso specifico sarebbe stata utile:

      • IDA ha detto:

        Io volevo capire il perché del bisogno di prendere le distanze da un certo tipo di mascolinità.
        Comunque per me, Fonzie non è un personaggio del tutto negativo, rappresenta il maschio medio in una società maschilista, raffigura i desideri del maschio medio, con lo schiocco delle dita vorrebbe avere le donne hai suoi piedi, ma è incapace di avere rapporti seri e continuativi con le donne. Nasconde le sue debolezze e fragilità con l’aria del duro, ma in maniera grottesca al limite del ridicolo. È un uomo della strada, fa il meccanico, sempre pettinato e attento al look, frequenta la borghesia ed aspira a farne parte ma senza rinunciare alla sua identità e storia. Penso che non sia un caso che il personaggio sia un italoamericano, perché rappresentava bene la capacità di adeguarsi degli italiani. Non è un maschilista, ma si adegua ad una società maschilista.
        Nella serie televisiva doveva essere un personaggio secondario, ma piano piano è diventato il più importante, perché era vero. Era l’unico personaggio vero in tutta la serie, negli anni ottanta, lo potevi incontrare per strada, al pub o in discoteca.
        Oggi il maschio medio italiano non è così raffinato, per strada o al pub, non incontri Fonzie, ma persone grette e rozze, liberali nei discorsi e maschilisti nell’animo, con Fonzie hanno una cosa in comune, l’incapacità di relazionarsi con una donna, se in Fonzie era un limite, per loro è una scelta.
        Dopo l’apologia del Fonzie pensiero, non ricordo più quello che ti volevo dire.. 🙂 sarà l’età.
        Tuttavia se si parla di Marilyn Monroe, io non sento la necessità di dire che il mio ideale di femminilità è diverso. A scanso di equivoci io non sto esprimendo giudizi su di te, ma sono curiosa di capire il pensiero, il meccanismo che ha dato origine a quel bisogno di prendere le distanze. Comunque siamo andati molto, ma molto fuori tema.

      • Paolo ha detto:

        “negli anni ottanta, lo potevi incontrare per strada, al pub o in discoteca.”

        l’appassionato di telefilm che è in me sente il bisogno di precisare che Happy Days pur prodotto tra gli anni ’70 e 80 è ambientato nell’America degli anni ’50 (di cui da’ volutamente un’immagine idealizzata)

      • IDA ha detto:

        Paolo, lo so che era ambientato negli anni 50, ma al fine della nostra analisi è irrilevante il periodo dell’ambientamento.

  2. IDA ha detto:

    L’attendibilità delle accuse non è messa in discussione fin dall’inizio.
    In più il magistrato descrive l’uomo come: “del tutto incapace di gestire in modo civile e ragionevole i propri rapporti” con la ex, mettendo in guardia sulla “allarmante mancanza di freni inibitori” dell’indagato.
    Tenta di buttarla sotto dal terzo piano, la prende a calci di fronte ai carabinieri e ripeto l’attendibilità della donna non è mai stata messa in discussione, quindi le accuse erano accertate e provate.
    Eppure per i giudici del riesame non c’era nulla di allarmante e di preoccupante, al contrario gli arresti domiciliari sono considerati una pena troppo “afflittiva”. Sono andata a controllare, cosa intendono per afflittivo nel Diritto. Pena afflittiva: che colpisce l’individuo con la limitazione della libertà personale.
    Sto pensando al caso di Irene Focardi accaduto alle Piastre vicino Firenze. Irene è stata uccisa dal suo ex, che era agli arresti domiciliari, per maltrattamenti proprio nei confronti di Irene e da lei denunciato. Uccisa in maniera barbara, con botte calci e pugni, messa in un sacco della spazzatura e tenuta per un mese in casa e in seguito “scaricata” in un fosso, dove poi è stata ritrovata. Tutto questo mentre lui subiva una pena “afflittiva”.
    Questi fatti risuonano come sinistri segnali, danno un messaggio ben preciso: Se tentano di buttarvi dal terzo piano, se vi prendono a calci o a botte, non denunciate, perché per prima cosa, occorrono prove inconfutabili perché in quanto donne non siete credibili e se avete le prove bene sappiate che poi sarete sole e vulnerabili alle ritorsioni dell’accusato.
    E poi ci si chiede perché in Italia molte donne subiscono senza fare denuncia.

  3. Nato Invisibile ha detto:

    Dal Garzanti linguistica – “addolorato: afflitto, triste |la (Madonna) Addolorata, nome dato alla Madonna in relazione alla Passione del Cristo; festa liturgica cattolica dedicata alla Madonna Addolorata; immagine, quadro, statua che rappresenta la Madonna Addolorata.”

    Il Giudice del Riesame, Mario Addolorato Morra, nel 2009 ci informava dei veri numeri della magistratura.. http://castopoli.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/153333/Magistrati.pdf

    Lui, ad esempio, chiude in media quattro processi al giorno, perché è uno bravo, più di 140 in un anno; ci sta un errorino ogni tanto..questa ragazza sarà anche morta ma lui ha applicato le stesse disposizioni come in altri casi analoghi.. Sarà stato il fattore umano, un Raptus, chissà cosa avrà spinto Nunzio ad agire.. Loro no, nei Tribunali non danno pene esemplari ai violenti, né indagano a suon di periti e specialisti per un banale stalker.. Uh mamma mia si sa che una volta ammoniti poi smettono tutti, era solo una bullata alla Fonzie..

    Un comportamento collaborativo dell’uomo che aggredisce la moglie non era “del tutto inimmaginabile..”. In fondo la violenza sulla ex moglie non è una cosa tanto grave ed allarmante da poter limitare addirittura la libertà dell’aggressore, esagerazione! La vita di Vincenza Avino è stata spenta senza valore. Un sacrificio di Stato. Le mogli che si lamentano troppo sono noiose, dovrebbero cascare ad uno schiocco di dita del marito, invece di allarmare e disturbare i Tribunali, uff!

    Un bravo ragazzo in effetti questo Nunzio, un Fonzarelli coi fiocchi. Già fa proseliti, che guappo!!

    “TERZIGNO, STALKER INSEGUE EX CON CACCIAVITE: “FACCIO COME ANNUNZIATA”: FERMATO
    A 48 ore dall’arresto dello stalker Nunzio Annunziata per l’omicidio di Enza Avino, lungo le strade di Terzigno si replica la stessa scena. Inseguimento in auto tra un uomo e la ex compagna. Lui la raggiunge, scende dall’auto e armato di cacciavite picchia al finestrino urlando di voler fare una strage “coma ha fatto quello”. Arrivano i carabinieri a sirene spiegate, lo stalker risale in auto e parte. Dopo un breve inseguimento i militari lo bloccano e lo ammanettano per violenza privata e stalking. Lui è Luigi Iervolino, 45enne, un commerciante di San Giuseppe Vesuviano. La vittima una donna 33enne, anche lei costretta da tempo a subire atti persecutori da parte del 45enne. A scatenare la furia dell’uomo ancora una volta sembra essere stata l’incapacità di accettare la fine di una relazione durata qualche anno. Iervolino è adesso in caserma per le formalità di rito, poi sarà trasferito in Carcere a Poggioreale.” Fonte http://www.omninapoli.com/news_visualizza.php?Id=15257

  4. primavera ha detto:

    Finale: a breve sarà scarcerato affinché col cacciavite tolga un’altra rompiballe esagerata inventaviolenze di donna dalla faccia della terra! Dura lex sed lex..

    • Nato Invisibile ha detto:

      Primavera hai ragione.
      Ha deciso di parlare con i pm della procura di Nola infatti Nunzio Annunziata, raccontando diversi dettagli del delitto e dell’arma. Venuto a sapere che Enza si era recata presso il comando dei Carabinieri di Terzigno, temendo una nuova denuncia da parte di lei, si recò a casa, prese l’auto, la pistola e la seguì fino a compiere il delitto, simulando inoltre una rapina. Le rubò la borsa ed il cellulare, infine smembrò l’arma e la abbandonò in diversi punti. http://napoli.fanpage.it/confessa-l-assassino-di-enza-la-donna-uccisa-a-terzigno/

      La ricostruzione è ora al vaglio degli inquirenti, ma di questa confessione, più di tutto, mi fa riflettere la velocità con cui viene rilasciata. Il pm Addolorato non si sbagliava: il comportamento collaborativo dell’uomo è immediatamente dimostrato! Non oso immaginare i benefit che verranno concessi per la collaborazione coi pm. Una cosa è certa: non solo la giustizia è garantista e indulgente coi violenti privati e gli stalker, bensì la capacità predittiva dei giudici si rivela ancora una volta straordinaria! Non era stato previsto un pentimento o una correzione della violenza, ma la fiducia era stata rinnovata soltanto immaginando un possibile comportamento collaborativo con la giustizia. La vita di Enza è sempre stata un accessorio, la cosa fondamentale è attenersi alle indicazioni del giudice mago, che ora applicherà ogni sconto di pena possibile, vista la buona volontà di Fonzie. Capirete: il movente non era passionale. No. Il povero Annunziata temeva una ennesima denuncia che lo avrebbe privato della sua libertà..Non oso immaginare tutte le attenuanti che gli verranno concesse, nel rispetto della Legge. Sento puzza di denuncia falsa e strumentale della donna e sofferente martirio del compagno.. Mi fa già pena, poverino..

      • Nato Invisibile ha detto:

        Inoltre, applausi per l’individuo che ha prontamente informato il Fonzie dell’entrata in caserma della giovane donna. Complice? Benefattore? Scommetto per lui/lei solo applausi, neppure un giorno di galera..

    • IDA ha detto:

      Forse, abbiamo sbagliato tutto e non lo si vuol capire.
      Ora non mi chiedere chi è Amber Doty, perchè non lo so, ma intanto ha detto questo.
      Per avere una vita di coppia felice, non contraddire mai l’uomo, i suoi bisogni i suo desideri vengono prima di tutto, anche dei figli.
      http://www.huffingtonpost.it/yourtango/spiego-marito-sempre-prima-figli_b_7091598.html

      • Paolo ha detto:

        scusa ma la Doty non dice da nessuna parte di non contraddire mai il marito, non dice di obbedirgli sempre nè di accettare eventuali botte, dice che per lei il rapporto di coppia è più importante anzi dice che da un rapporto di coppia armonioso e sano (sano significa rispettoso, senza botte insulti giornalieri, gelosia ossessiva) anche i figli possono beneficiarne.
        Per me è discutibile il solo concetto di stabilire priorità poichè il coniuge e i figli dovrebbero essere parimenti importanti (fermo restando che il coniuge NON è un bambino che ha bisogno di tutto e non va trattato come tale, è un adulto con cui avere una relazione amorosa da adulti) ma non ci vedo un inno alla sottomissione femminile

      • IDA ha detto:

        Paolo, non ha esplicitamente detto quello che banalmente ho sintetizzato io, ma espresso concetti che rimandano a quello che ho detto io. Non ha fatto un’inno alla sottomissione femminile, ma alla tradizionale famiglia borghese che di fatto è basata sulla sottomissione femminile. Sono d’accordo con te, il problema di fondo, è l’aver stabilito delle priorità, una gerarchia. Un rapporto di coppia rispettoso e sano, non ha gerarchie. Fa la post moderna criticando un certo modello di maternità, ma riproponendolo di fatto nel concetto che si evince di famiglia.
        Dice: “Il primo anno di vita di nostro figlio è stato anche il più difficile del matrimonio ed è allora che ho imparato un’importante lezione: mio marito deve sempre avere la priorità sui figli.”
        “Mettere al primo posto le sue necessità,(del marito) farà diminuire le possibilità di divorzio, facendo in modo che i nostri bambini crescano con entrambi i genitori.”
        “Sono convinta che vivere in una casa dove i genitori si amano e si stimano sia la chiave per una crescita sana. Per me questo significa mettere mio marito al primo posto.”

        Per esempio noi non sappiamo se lei è altrettanto al primo posto per suo marito, perchè non importa è insignificante, perchè l”armonia” della famiglia è basata sul rispetto delle necessità di lui, che sono al primo posto.

      • Paolo ha detto:

        per me è ovvio che le attenzioni verso l’altro devono essere reciproche

  5. Daria ha detto:

    Come mai questo silenzio da parte dei sostenitori delle false accuse? E gli sbandieratori dei benefici di cui godono le donne dove sono? Tutti in gita parrocchiale? Sto aspettando che arrivi qualcuno a dire che il poveretto ormai avrà la vita rovinata. Mi aspetto anche che qualche giudice condanni la famiglia di Vincenza a risarcire i parenti del “poveretto”. Primavera, un grande abbraccio a te e al tuo bambino

  6. IDA ha detto:

    La repubblica riporta, che lui in caserma abbia pronunciato queste parole:
    “in carcere ci vado come dico io e non come dici tu.”
    Anche l’emulatore con il cacciavite era stato denunciato dalla donna.

    Se prendiamo dati istat, vediamo che in questi ultimi anni è aumentata la consapevolezza della violenza subita da parte delle donne. (Il reato di stalking è del 2006. )

    Azioni all’interno della coppia, come: Minacciata di essere colpita fisicamente, Colpita con un oggetto o tirato qualcosa. Spinta/afferrata/strattonata/storto un braccio/tirato capelli, Schiaffeggiata, presa a calci o pugni, morsa . Tentato di strangolarla, soffocarla, ustionarla. Usato o minacciato di usare una pistola o un coltello. Violenza fisica in modo diverso. Stupro, Tentato stupro, Costretta a rapporti sessuali con altre persone. Rapporti sessuali degradanti o umilianti. Rapporti sessuali indesiderati.
    Oppure:
    Si arrabbia se lei parla con un altro uomo. La umilia o la offende di fronte ad altre persone La critica per il suo aspetto, per come si veste o si pettina La critica per come si occupa della casa. Cerca di limitare i suoi rapporti con la sua famiglia o i suoi amici; Le impedisce o cerca di impedirle di lavorare; Le impedisce o cerca di impedirle di studiare o di fare altre attività che la portano fuori casa; È costantemente dubbioso della Sua fedeltà; La segue o controlla i suoi spostamenti ; Le impedisce di conoscere l’ammontare del reddito
    Le impedisce di gestire il suo denaro e quello della famiglia Le impedisce di utilizzare il bancomat; Le proibisce di uscire, Danneggia o distrugge le Sue cose, Lancia e/o rompe oggetti allo scopo di spaventarla; Minaccia di portarle via i figli; Minaccia di uccidersi o di ucciderla.
    Tutto questo e altro ancora, nel 2006 il 35% delle donne lo subiva come un qualcosa che accade all’interno della coppia. Solo il 14% delle donne erano consapevole che sono dei reati. Nel 2014 la consapevolezza è aumentata, dal 14% al 39% , questo soprattutto perché abbiamo iniziato a parlarne. I problemi esistono fino a quando se ne parla. Ma forse non se ne parla abbastanza, perché ancora il 20% delle donne considerano questi atti, normali nella relazione di coppia.
    1.524.800 donne hanno subìto stalking dall’ ex partner. Solo il 15% dei casi ha fatto denuncia, il 78% non si è rivolta a nessuno. Di quelle che hanno fatto denuncia più del 40% non ha dato seguito alla denuncia. Dopo la denuncia i comportamenti persecutori sono cessati o diminuiti per il 70% per il resto è rimasto invariato o addirittura aumentato, fino alle tragiche conseguenze di Napoli.

  7. primavera ha detto:

    Daria grazie dell’abbraccio. Ne abbiamo tanto bisogno. Scusa ma ho letto solo ora..

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