Douglas Fox e Amnesty International

douglasfox3Douglas Fox, che definisce se stesso “independent male sex worker” (un lavoratore del sesso indipendente), è stato al centro di molte polemiche recentmente, a causa della decisione di Amnesty International di schierarsi per la depenalizzazione di “all aspects of consensual sex work” contro il cosidetto “modello nordico”, che invece prevede la criminalizzazione di proprietari di bordelli, sfruttatori e clienti di prostitute.

A proposito del coinvolgimento di Douglas Fox, Amnesty International ha dichiarato che

“he has had no input whatsoever into Amnesty’s policy on protecting the human rights of sex workers” (non ha in alcun modo influenzato la politica di Amnesty International in merito alla difesa dei diritti dei/delle sex workers).

Douglas Fox è stato un membro di Amnesty International e nel 2008 è stato il promotore di una mozione che chiedeva la depenalizzazione del lavoro sessuale; mozione che, ci dice sempre Amnesty, non è stata accolta.

Ad essere convinto che il suo lavoro abbia invece contribuito all’attuale orientamento di Amnesty International è proprio Douglas Fox, che quest’estate – con l’account twitter del suo sito “Harlot Parlour” (il salotto della meretrice) – ha commentato:

douglasfoxSono felicissimo che il risultato del lavoro iniziato da me e dalla sezione di Newcastle di Amnesty anni fa sia il supporto alla decriminalizzazione”.

A mio modesto parere, che all’origine dell’odierna posizione di Amnesty International ci sia o meno la proposta di Douglas Fox, è del tutto irrilevante, perché di fatto ne rispecchia in tutto e per tutto i contenuti: “The fact that they are looking to decriminalize is basically what we were proposing,” spiega lo stesso Fox in un’intervista al New York Times.

La politica di Amesty coincide con i suggerimenti di Fox, e che si tratti di una coincidenza o dipenda dal fatto che quei suggerimenti sono stati accolti, ciò che è interessante notare è che il suo nome associato ad un’organizzazione che difende i diritti umani desta in quell’organizzazione parecchio imbarazzo, tanto che si è sentita in dovere di prendere pubblicamente le distanze da Douglas Fox e dal suo attivismo come membro dell’International Union of Sex Workers (IUSW).

Perché?

L’IUSW fa parte del GMB, uno dei maggiori sindacati della Gran Bretagna. Non c’è dubbio che le donne che si prostituiscono soffrano i peggiori abusi e siano soggetti estremamente vulnerabili, pertanto l’esistenza di un sindacato che possa offrire loro sostegno e di rappresentanza è in sé e per sé un’ottima cosa.

Ciò che preoccupa, quindi, non è l’esistenza di un sindacato a difesa degli interessi delle (e dei) sex workers, ma il fatto che

“The organisation brings together people from all sectors – people who sell sexual contact or BDSM services, people who work for or run agencies, websites or brothels, strippers, erotic dancers and glamour models, porn actors and film makers, phone sex workers and web cam models; men, women and transgender people; straight, gay and bisexual.” (fonte)

L’IUSW si propone di assistere sia chi vende servizi sessuali, sia chi gestisce bordelli e siti web dedicati all’offerta di prestazioni sessuali (ma non si prostituisce).

Dalle pagine di “Harlot Parlour” Douglas Fox spiega che questo accade perché secondo lui non c’è nessuna differenza fra una prostituta e il gestore di un lupanare: entrambi sono sex worker, visto che fanno soldi vendendo sesso.

Douglas Fox e il suo socio in affari John Dockerty hanno creato e gestiscono una delle più grandi agenzie di escort del paese, la Christony Companions. L’agenzia è stata istituita da Fox nel 1999 nell’area di Newcastle Upon Tyne, e a quanto pare si è affermata come leader nel mercato nel Nord Est. Fox e Dockerty gestiscono analoghe agenzie a Edimburgo, York e Carlisle, hanno anche concesso in franchising il loro nome nell’Essex e nel Surrey, e hanno in programma di espandersi a Leeds e nel West Yorkshire.

Definire Douglas Fox un “sex worker” equivale a definire Sergio Marchionne un operaio: non è forse vero che sia l’addetto alla catena di montaggio che l’amministratore delegato guadagnano grazie alle automobili?

La domanda sorge spontanea: un uomo che si arricchisce gestendo escort può essere interessato a garantire loro i diritti a discapito del suo stesso margine di profitto? Un sindacato può rappresentare contemporaneamente gli interessi dei lavoratori e dei loro datori di lavoro?

Quando si parla di “difendere i diritti dei/delle sex workers”, di cosa si sta parlando?

 

Per approfondire:

Pimps Will Be Pimps Whether Male or Female or Posing as “Sex Worker Activists” & Other Conflicts of Interest

Amnesty denies Douglas Fox input on Dublin sex trade vote

The great IUSW

What You Call Pimps, We Call Managers

Turn on the light: quelli che si nascondono all’ombra dei manifesti

Sfruttatori che si spacciano per sex-workers

Giornali che censurano la verità sulla prostituzione, magnaccia che si travestono da difensori delle prostitute

Chi rappresenta l’International Union of Sex Workers?

La versione del pappa (e quella mainstream)

La potente lobby dei prosseneti spagnoli

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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105 risposte a Douglas Fox e Amnesty International

  1. quark ha detto:

    Evvai , è partita la campagna moralistica contro Amnesty International !
    Amnesty in mano agli sfruttatori delle prostitute ! A quando un bell’articolo su quanto sono brutti e cattivi i clienti delle prostitute ? A proposito , ma le prostitute straniere non erano tutte vittime di tratta ? Qui si parla di 5 – 10 % … http://www.corriere.it/la-lettura/il-dibattito-delle-idee/15_agosto_17/prostituzione-sesso-pagamento-merlin-garofalo-geymonat-sex-workers-b75b1a1a-44c9-11e5-a4b6-1d04b76aab6d.shtml

    • “Certo, qualche volta le condizioni di lavoro sono così terribili da renderlo vero e proprio lavoro forzato o tratta — secondo le stime questa potrebbe essere la situazione del 5-10% delle persone migranti che vendono sesso in Europa oggi.”
      Secondo le stime di chi?
      http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/germania-prostitute-inferno-nei-bordelli-1601367/
      “Ci sono molte donne provenienti da paesi dell’Unione Europea – quelle che provengono dall’estero vanno dal 65 all’80 per cento, la maggior parte dalla Romania e dalla Bulgaria – la cui situazione suggerisce che sono vittime del traffico di esseri umani, ma è difficile fornire la prova che potrebbe reggere in tribunale”, si legge nella relazione del BKA (Bundeskriminalamt), l’ufficio federale della polizia criminale tedesca.
      “Tutto dipende dalla testimonianza delle donne, – scrivono gli autori – ma c’è poca disponibilità a collaborare con le agenzie di polizia e di assistenza, in particolare nel caso delle presunte vittime provenienti da Romania e Bulgaria. E quando le donne hanno il coraggio di dire qualcosa, le loro dichiarazioni sono spesso ritirate”.
      Forse perché, come testimonia Alina “Gli sfruttatori si vantavano di conoscere gli agenti di polizia e sapevano quando ci sarebbe stato un raid”, o perché temono di essere perseguitate dopo le loro testimonianze.
      “Gli sfruttatori dicevano alle ragazze esattamente cosa raccontare alla polizia in caso di incursione. Dovevano dire che mentre navigavano in internet da casa, in Bulgaria o in Romania, avevano scoperto che era possibile guadagnare bene lavorando in un bordello tedesco. Poi avevano semplicemente comprato un biglietto d’autobus e un giorno erano approdate al club, tutto da sole”.
      Lo scopo della finzione sarebbe quello di coprire tutti gli indizi del traffico di esseri umani nel cui contesto le donne sono portate in Germania ed ivi sfruttate. Sono dichiarazioni che trasformano le donne come Alina in prostitute autonome, imprenditrici che hanno scelto la loro professione liberamente e alle quali la Germania intende ora offrire buone condizioni di lavoro nel settore sessuale del terziario.
      I sociologici hanno coniato per loro l’espressione “lavoratori migranti del sesso” per intendere ambiziosi fornitori di servizi che approfittano delle opportunità che ora godono in una Europa sempre più unita.
      Le condizioni reali sono altre…”

      Poi ti sarei grata di specificare quali sarebbero i passagi “moralistici” nel mio post. Se poi mi dai anche la definizione di “moralistico”, così comprendo cosa intendi dire, sarebbe perfetto.

    • IDA ha detto:

      Interessante notare che proponete sempre li stessi link, ormai si conoscono a memoria. Quello di “paternità” è vecchio, e dice una serie di sciocchezze che non vale nemmeno la pena di commentare.
      La dottoressa Giulia Garofalo Geymonat forse non conosce la legge italiana, perché dice delle inesattezze, tipo il farsi pubblicità e affittare un posto dove lavorare, non è vietato se il proprietario del locale lo affitta a prezzo di mercato.
      Il semplificare il tutto con “devianza, o vittimizzazione,” mi sembra superficiale e propagandistico.
      Sono d’accordo quando dice che combattere le disuguaglianze sia fondamentale. Perché la prostituzione vuol dire soprattutto disuguaglianza di genere e di classe. Come si fa a combatterla se la istituzionalizzi? Combattere la prostituzione non vuol dire combattere le prostitute, ma combattere le disuguaglianze e lo sfruttamento. La legge Merlin, non solo riconosce il diritto di prostituirsi, ma ha tirato fuori lo stato e ha vietato la schedatura delle prostitute, cose che con la regolamentazione si vogliono riinserire. La regolamentazione, viene fatta in nome delle prostitute ma in realtà segue l’interessi dei papponi e dei clienti.

    • IDA ha detto:

      La tratta; le nazioni unite parlano di 500 mila tra donne e ragazze per il mercato del sesso in Europa. Dati del 2008 mai smentiti da nessuno.
      Per quello che riguarda l’Italia il dipartimento delle pari opportunità ci dice che: “ circa l’80% delle donne non sapeva di essere destinata alla prostituzione. Il 14% delle donne che non sapevano di essere destinate alle prostituzione è stata vittima di rapimento e/o violenza sessuale nel paese d’origine.” Questo è un dato ufficiale. Altro che 5-10%
      Quindi la tratta è maggiore di quello che si vuol far credere, e perché esiste la tratta? La tratta esiste per soddisfare una domanda e tenere il prezzo basso. Questo vuol dire che le volontarie sono veramente poche, per questo viene sminuita l’incidenza della tratta.

      • Nel triennio 2010-2012, nei 28 Stati membri dell’UE sono state registrate 30 146 vittime. Le autorità degli Stati membri riescono sempre meglio a individuare ed entrare in contatto con le vittime della tratta di esseri umani.
        L’80% delle vittime registrate sono donne.
        Il 16% delle vittime registrate sono minori.
        Otre 1 000 vittime minori registrate erano oggetto di tratta a fini di sfruttamento sessuale.
        Il 69% delle vittime registrate erano oggetto di tratta a fini di sfruttamento sessuale.
        Il 95% delle vittime registrate che erano oggetto di tratta a fini di sfruttamento sessuale sono donne.
        Il 71% delle vittime registrate che erano oggetto di tratta a fini di sfruttamento della manodopera sono donne.
        Il 65% delle vittime registrate sono cittadini dell’Unione.

        Nel triennio 2010-2012 negli Stati membri sono stati registrati 8 551 procedimenti contro autori di tratta.
        Oltre il 70% dei trafficanti (indagati, imputati o condannati) sono uomini.
        Nel triennio in questione negli Stati membri sono state registrate 3 786 condanne per tratta.

        Fonte:http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1164_it.htm

        Secondo Save The Children, l’Italia ha il triste primato del maggior numero di vittime di sfruttamento sessuale (almeno 2.500 casi su 10.000 in Europa nel 2011) mentre una stima approssimativa parla attualmente di oltre 30.000 vittime di traffico fra i minori.
        ‘Italia è al centro del fenomeno non solo per la sua posizione geografica ma anche a causa di vuoti normativi che permettono ai traffickers di servirsi di modalità legali.
        fonte: http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2014/04/15/news/traffico_di_esserei_umani-83662247/

        I guadagni delle organizzazioni criminali derivanti dal traffico dei migranti – combinato con quello di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale e lavorativo – hanno superato quelli derivanti dal traffico di armi e droga. Lo rende noto l’agenzia di controllo delle frontiere dell’Unione europea Frontex, tramite dichiarazioni della portavoce Izabella Cooper all’agenzia Afp riprese da Sky News online.
        ” Probabilmente è il business” illegale ” più redditizio che ci sia” al momento… I trafficanti di esseri umani farebbero inoltre sempre più ricorso a Facebook e altri social media per ‘pubblicizzarè i propri ‘servizi’, negoziare i prezzi e organizzare luoghi e tempi di viaggio i migranti.
        fonte: http://www.repubblica.it/esteri/2015/09/06/news/europol_sono_30_mila_i_trafficanti_di_esseri_umani-122304587/

        il traffico di esseri umani è un business stimato nel 2005 per 44 miliardi di dollari l’anno ed arrivato in meno di dieci anni a 150 miliardi di dollari.
        I trafficanti usano violenza, minacce e altre forme di coercizione. Costringendo altre persone a lavorare in condizioni disumane, indotte a trasferirsi in un Paese con l’inganno, attraverso canali illegali…
        Le vittime della tratta possono essere uomini, donne o bambini, sebbene la maggior parte siano donne e bambini. Un alto profitto deriva dal lavoro forzato di coloro che raccolgono cibo, che lavorano nel settore dell’ agricoltura o nelle industrie della pesca, nel manifatturiero o minerario. Molti dei quali sottopagati. Più della metà dei soldi viene realizzata nella regione dell’ Asia-Pacifico. Soprattutto l’India e Cina hanno molti lavoratori di questo tipo.

        Ma i veri soldi questi criminali li realizzano con lo sfruttamento sessuale, con una cifra stimata di 99 miliardi di dollari all’anno. Perché forte è il legame tra la prostituzione e la tratta di esseri umani. Con l’avvento di Internet poi, il numero di incidenti derivanti dal traffico del sesso è esploso. La possibilità per i trafficanti di esseri umani di farsi pubblicità online, e la crescente diffusione del turismo sessuale all’estero, ha permesso che questo settore criminale si sviluppasse. E che l’industria del sesso venisse alimentata. La cosa più inquietante è che a rischio sono i bambini. Secondo il Department of Homeland Security (DHS), l’età media per una ragazza per entrare nel commercio del sesso è di soli 12-14 anni, e solo 11-13 anni per i ragazzi.
        fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/23/traffico-di-essere-umani-un-business/995814/

  2. quark ha detto:

    Se è per quello , c’è anche chi dice che sono meno del 5-10 % …. http://www.paternita.info/prostituzione.pdf
    E poi , ancora Der Spiegel …. smentito dagli stessi dati della BKA , 542 casi di presunte vittime di tratta nel 2013 … su 400000 prostitute esercitanti in Germania … ah già , le restanti 399458 sono tutte schiave ma non è possibile provarlo … io fossi in te andrei a fare un giro in quei locali , per vedere davvero come stanno le cose . L’ambiente è questo , certo , come no , tutte schiave …

    • Quark, è chiaro che sei un cliente affezionato. Questo blog è pieno di commenti di clienti di prostitute pronti a giurare che sono tutte libere e autodeterminate. Così autodeterminate che sono gli uomini che le comprano a perorare la loro causa…

    • Comunque non mi hai elencato i passi “moralistici” del mio post.

    • IDA ha detto:

      Ma lo sai che in Germania se non è minorenne è quasi impossibile dimostrare se una è vittima di tratta o se è sfruttata? Quindi di che stai parlando?
      Chi ha smentito Der Spiegel ? In uno stato di diritto senza prove non si può condannare nessuno, ma non vuol dire che il reato non ci sia stato.
      Oggi 400 mila prostitute, in Germania, nel 2001 quante erano? Quante sono le prostitute tedesche e quante sono quelle straniere? Perchè questa grande opportunità, secondo alcuni, con la legge del 2001, le tedesche non ne hanno sfruttato? Perchè immigrati dalla Biellorussia, Lituania, Estonia, sia in Germania che in Italia sono più le donne che gli uomini?

  3. IDA ha detto:

    Alla domanda “Quando si parla di “difendere i diritti dei/delle sex workers”, di cosa si sta parlando?” facile rispondere si parla di Douglas Fox, di Jürgen Rudloff e altri papponi. ll termine stesso, che è indefinito, e ambiguo, come l’utilizzo che ne viene fatto.
    Sex workers, professionisti del sesso, operatori del sesso, lavoratori del sesso, sono degli eufemismi al plurale e senza genere. Con un termine si racchiudono molti significati. I proprietari dei siti porno, in alcuni stati americani sono registrati come sex workers. Bene! Si Dirà? Così si semplifica.
    Col caxxo disse Cenerentola al ballo di mezzanotte. Così si fa altro che confondere lo schiavo con il padrone. Si racchiudono più condizioni più soggetti e concetti in un’unica parola o segno. Con questo termine si evita di usare parole che racchiudono una condanna sociale, o lo stigma che colpisce molte donne e uomini, ma non li riabilita, è cambiato solo il nome, non la condizione. Se nei termini precedenti oltre alla condanna e allo stigma sociale portava con se anche le umiliazioni, le sofferenze, il dolore le solitudine, lo sfruttamento e le angherie del protettore e le violenze del cliente. Con il termine sex workers magicamente tutto questo scompare.

    Forse sono andata un po fuori tema, ma quella del “Sex Workers” era da tempo che l’avevo qui, e aspettavo solo l’occasione per dirlo.
    Grazie Riccio!
    Ora posso ritornare a verniciare le persiane.

  4. quark ha detto:

    Certo che sono un puttaniere ! E so benissimo come stanno le cose , perchè sono più di vent’anni che frequento le prostitute , quelle che mi piacciono di più via via le vedo anche fuori dal loro ambito di lavoro , con altre sono rimasto in contatto anche quando hanno smesso di lavorare , altre ancora non l’ho più sentite , e mai mi sono trovato davanti una ragazza impaurita , o comunque che mi dava l’impressione di essere costretta a fare quel lavoro . Sono le stesse ragazze che hai visto nel filmato che ti ho postato , se lo hai visto … se vuoi far finta che tutto questo non esiste , fai pure , la realtà delle cose non cambia . Con questo non nego che esista la tratta , ma riguarda soltanto una piccola percentuale dell’intero fenomeno della prostituzione , il problema sei tu che vorresti far credere alla favoletta della prostituta sempre vittima del cliente aguzzino . Fintanto non capirai che molte donne preferiscono fare la prostituta e guadagnare moti soldi , invece che fare la cameriera per 1000 euro al mese , non potrai mai capire il fenomeno della prostituzione . Dico che sei una moralista perchè sono sicuro che tu sei contraria alla prostituzione in quanto tale , a prescindere da quante sono le prostitute sfruttate . Se anche non esistesse nemmeno una prostituta vittima di tratta , sono sicuro che tu saresti contraria alla prostituzione lo stesso , questo è il motivo per cui sei una moralista .

    • Non ho mai avuto dubbi che tu fossi un puttaniere.

    • IDA ha detto:

      I tuoi sono dati empirici, che valgono solo come testimonianza, non puoi sostenere che la tratta è minima, la tua esperienza dice questo, ma la realtà può essere un’altra.
      Ma mettiamo che siano veri i tuoi dati, che lo sfruttamento non esiste e la tratta è un fenomeno minimo. In Italia prostituirsi non è un reato, quindi qual è l problema? Perché sostenere la regolamentazione, dove uno Stato interviene, con “lacci e laccioli” poco liberali, le scheda, stabilisce come dove e perché deve prostituirsi, stabilisce a norma di legge quanto il pappone può sottrarre alla prostituta, saranno costrette a pagare le tasse e le consegna al pappone di turno. Se ora sono libere, poi non lo saranno più. Si sostiene la regolamentazione della prostituzione tirando in ballo la scusa della sicurezza della prostituta. Ma perché se i clienti sono tutti delle brave persone di che sicurezza si parla? Da chi le volete proteggere?
      Io sono contraria alla prostituzione in quanto tale, perché la prostituzione è l’espressione di un dominio, è la forma per eccellenza di discriminazione della donna, è una forma di discriminazione di classe, una forma di discriminazione verso i transessuali, ecc.. Mi dispiace, ma nella sfera della morale, rientra il sostenere la discriminazione e non il combatterla. La prostituzione non ha nulla a che fare con il libero amore e con il sesso, ma con il dominio.
      In quanto femminista, sono contraria alla prostituzione perché considero la sessualità,
      un’attività unicamente orientata verso il piacere, e non sottomessa al piacere del proprio marito, all’imperativo della riproduzione o al potere di chi detiene il denaro o di chi può prenderla con la forza. Io non sono contraria alle prostitute, ma alla prostituzione.

      Poi i clienti; i clienti formano la domanda e determinano la tratta, quindi hanno grosse responsabilità nella prostituzione. Non possono fare le anime candide.

      • La sua esperienza? Davvero vogliamo dare credito a ciò che scrive uno che si definisce puttaniere? Lui dovrebbe godere di maggiore credibilità rispetto alle organizzazioni che parlano di tratta di esseri umani? E perché?

        A quark chiedo: ti rendi conto che dobbiamo tenere conto del conflitto di interessi?

      • Zorin ha detto:

        La policy di Amnesty International sconsiglia apertamente la regolamentazione, mentre sostiene la semplice decriminalizzazione. La motivazione e’ la stessa che porti tu: introdurre un layer di regole impone obblighi dove oggi non ci sono, e finirebbe per creare una discriminazione tra prostitute di serie A, in regola con le leggi, e prostitute di serie B che operano in nero.

        In altre parole: Amnesty International sostiene eaettamente quello che sostieni tu, ma siccome Riccio e le altre amichette nazifemministe si sono messe in testa che AI si e’ improvvisamente venduta alla lobby dei papponi, allora ci dai contro anche tu.

        Logica del branco pura e semplice, senza una minima presenza razionale.

      • IDA ha detto:

        No Zorin, Amnesty, non sostiene semplicemente la decriminalizzazione della prostituzione, ma sostiene la decriminalizzazione di tutte le attività collegate alla prostituzione. In pratica, come lo traduci questo?
        Quindi mi sa che sei te quello che non ha capito quello che dice Amnesty.

      • E fosse solo quello, che non ha capito…

  5. Nato Invisibile ha detto:

    Esistono bambini che pagano per andare sulle giostre, e le giostre non si lamentano. Anzi, siccome i bambini pagano bene, le giostre sono felici e ci sono luna park sempre più pieni di giostre perché essere giostra è bello! Che bacchettone ste femministe qui. Certo, qualche giostra sarà di contrabbando, qualche giostra si usurerà, si spaccherà, sarà soggetta ad atti di vandalismo, si sa che i bambini rompono tutto, ma tendo a credere che esse siano meno del 10% del totale. Le altre 90% fanno la “giostra” per scelta: si guadagna bene, si ha occasione di conoscere tanta bella gente di restare amici nei periodi di riposo. Essere giostra non è come essere un oggetto, è qualcosa in più. È un modo per appagare la voglia di caricare a bordo tanti bei bambinoni e spassarsela, guadagnando bene, vivendo nel lusso e intessendo relazioni sociali di un certo livello.
    Persone? No: giostre. Metti il gettone e fai il tuo giro. Ci sono tanti mestieri nei quali si sente dire che bisogna “prostituirsi”. Di solito questa accezione implica un senso di impotenza, frustrazione e disgusto da parte del lavoratore che la riferisce alle proprie mansioni, che si sente costretto ad esercitare un mestiere privato della propria dignità, che per soldi fa qualcosa a cui è contrario per principio. Tanto se non lo farà lui/lei lo farà qualcun altro. Tanto vale. Di solito queste “schifezze” sono pagate bene. Ci devono guadagnare in parecchi: i datori di lavoro/capo dei sindacati lo Stato o, i capi del crimine organizzato (quando il giro di giostra è illegale), e le operatrici/giostra pure..
    I bambini sono carini e le giostre sono felici. Le mamme bigotte dovrebbero lasciare i maschi giocare sulle giostre senza essere castranti e gufe, per favore, che tanto gli argomenti della tratta sono bufale, si sa. Trattare le donne come oggetti? Sono loro ad offrire il servizio giostra, spontaneamente, nessuno le obbliga! Lo fanno per ambizione economica con cura ed impegno. Sono stata chiara quando ironica/e quando seria??

    • Zorin ha detto:

      Semplicemente, la sessualita’ degli uomini prevede che questi traggano immenso piacere da rapporti sessuali occasionali e senza complicazioni, meglio se con fanciulle graziose.
      Semplicemente, parecchi uomini sono disposti a pagare per questo.

      Criminalizzare un comportamento come questo, come voi pazze scatenate proponete di fare, vuol dire odiare la sessualita’ dei maschi.
      E infatti voi siete misandriche che odiate gli uomini.

      • “la sessualita’ degli uomini prevede che questi traggano immenso piacere da rapporti sessuali occasionali e senza complicazioni”: le complicazioni ci sono Zorin, e riguardano quelle “fanciulle graziose”: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/02/03/scienziati-per-un-mondo-senza-prostituzione/
        Per non parlare del solito vecchio discorso sulla “sessualità degli uomini”… Al quale ti abbiamo risposto così tante volte che al solo pensiero di riprendere l’argomento ho un po’ di nausea.
        Comunque sei O.T.
        Zorin, io ho fatto due semplici domande in questo post: un uomo che si arricchisce gestendo escort può essere interessato a garantire loro i diritti a discapito del suo stesso margine di profitto? Un sindacato può rappresentare contemporaneamente gli interessi dei lavoratori e dei loro datori di lavoro?
        Domande alle quali non hai dato una risposta.
        Da queste domande deduci che sono una “pazza scatenata che odia gli uomini”?

      • Nato Invisibile ha detto:

        In tutta onestà, a me pare che “pazzo scatenato” sia un individuo che ritenga legittimo il poter trarre “immenso piacere” da rapporti sessuali occasionali a pagamento, in cui il piacere non sia tratto anche dalla partner, e soprattutto che non consideri la partner come essere umano, bensì come una merce “graziosa”, da consumare all’insorgere del sintomo. Come un’aspirina all’insorgere del malditesta.
        Tolto questo, de-criminalizzare questo consumo è un oggettivo incentivo a persistere nel consumo stesso. E non vi è alcuna oggettiva motivazione che possa slegare il profitto di coloro che producono il consumo, dal difendere ed incentivare i fruitori finali. Assodato il fatto che la prostituzione arreca oggettivamente danno a coloro che fungono da “prodotto”, gli unici a trarne beneficio sono i produttori (papponi) ed i consumatori (clienti). Possono essi essere interessati a tutelare i diritti di coloro che forniscono prestazioni? Esiste in questo caso una differenza fra la prestazione e l’individuo che la offre? Il consumatore consuma la prostituta oppure la prestazione sessuale? Colui che vende prostitute e prestazioni sessuali (al cliente) tutelerà di certo le prostitute, per fare in modo che esse rendano di più. E renderà il meccanismo di riparazione/sostituzione del prodotto logoro o difettoso sempre più efficiente. Ma tutelerà di più l’interesse della prostituta o del cliente, senza il quale non può vendere il suo prodotto? Se il cliente va in prigione, altri potenziali clienti vengono incentivati o disincentivati?
        Mai sentito parlare di clienti stupratori?
        Tutelare la specie, de-criminalizzare il cliente, e garantire gli interessi degli imprenditori del sesso, può essere sinonimo di tutela delle prostitute? Non vi si riscontra alcun conflitto di interesse? Davvero?! Il “pazzo scatenato” è colui che non vede il mostruoso conflitto di interesse che si innesca a discapito delle “graziose fanciulle”.
        Io non odio gli uomini. Nemmeno quelli che vanno a prostitute. Personalmente opero una scelta, in fatto di partner, in cui si tenda a trarre il piacere reciprocamente uno dall’altra, in cui il reciproco consenso, desiderio ed attrazione siano alla base di tutto. Non potrei godere del fatto di avere accesso all’intimità di un altro individuo, dominandolo con la forza fisica o economica. Ritengo che sia un reato. Se indurre un minore alla prostituzione è un reato, così come il consumo di rapporti a pagamento con dei minori, lo stesso è vero anche se la prostituta è maggiorenne, secondo me. Nulla in contrario al fatto che la maggiorenne abbia il diritto di vendersi. Ma questo non toglie il fatto che AI non sta con le prostitute: sta coi papponi, e difende i clienti. Dunque non combatte il consumo di prostituzione. E non si può affermare che de-criminalizzare i clienti sia equivalente a tutelare le prostitute. Non è così. Se tutelo il Cliente, lo incentivo a consumare. Chi ci guadagna?

      • Paolo ha detto:

        io sono maschio e non vivo il sesso senza un minimo di coinvolgimento emotivo ma rispetto gli uomini e le donne che amano il sesso occasionale con fabciulle o fanciulli graziosi.
        (anche a me piacciono le belle donne ma il fatto di pagarle l’ho sempre trovato squallido e ribadisco sono un uomo con una comune sessualità)

      • Paolo ha detto:

        è bene affermare però che il sesso occasionale non centra niente con la prostituzione, la prostituzione serve solo a evitare un rifiuto da parte della donna (cioè a evitare la sua legittima selezione dei partner sessuali come è legittima la selezione fatta dagli uomini) opure a evitare di entrarci in relazione..anche quel minimo di relazione che anche il sesso occasionale richiede

      • IDA ha detto:

        Zorin: “la sessualita’ degli uomini prevede che questi traggano immenso piacere da rapporti sessuali occasionali e senza complicazioni.” Questa è una giustificazione che per secoli vi siete dati per giustificare la vostra violenza e i vostri soprusi verso le donne. Giustificazione campata in aria, senza nessun fondamento scientifico, ma solo “ipotesi” fatte da uomini, spesso reazionari e autoritari o simpatizzanti nazisti come Lorenz.
        Portare queste giustificazioni equivale a dire che le donne sono una sottospecie, che esistono bisogni naturali, come mangiare e bere, che la donna non ha. Stai dicendo questo?
        Ma ti rendi conto di cosa stai rivendicando? Stai rivendicando il privilegio e il sopruso come diritto naturale. Assumetevi ogni tanto un po di responsabilità nelle vostre azioni e non fate le vittime, perché siete i carnefici da secoli della sessualità femminile.

  6. Nato Invisibile ha detto:

    Paolo, rispetti chi pratica sesso occasionale a pagamento? O lo trovi squallido? Non ho capito.

    • Paolo ha detto:

      ho scritto sotto che il sesso occasionale è diverso dal sesso a pagamento

      • Nato Invisibile ha detto:

        Si Paolo, non avevo visualizzato il secondo commento, e condivido il tuo stato d’animo. Prestazione sessuale a pagamento è ben diverso da sesso occasionale. Parliamo la stessa lingua. Purtroppo ce n’è di strada da fare, e di educazione sessuale da impartire alle nuove generazioni…

    • Zorin ha detto:

      Cit.”In tutta onestà, a me pare che “pazzo scatenato” sia un individuo che ritenga legittimo il poter trarre “immenso piacere” da rapporti sessuali occasionali a pagamento, in cui il piacere non sia tratto anche dalla partner, e soprattutto che non consideri la partner come essere umano, bensì come una merce “graziosa”, da consumare all’insorgere del sintomo. Come un’aspirina all’insorgere del malditesta.”

      Signore e signori, ecco a voi il moralismo sessuofobico, per cui esiste una sessualita’ giusta e una sessualita’ sbagliata, e a deciderlo deve essere lo Stato (si perche’ criminalizzare il cliente vuol dire attribuire allo Stato il compito di sanzionare un tipo di sessualita’ non conforme alla vostra ideologia autoritaria).

      Cit.”Assodato il fatto che la prostituzione arreca oggettivamente danno a coloro che fungono da “prodotto”, gli unici a trarne beneficio sono i produttori (papponi) ed i consumatori (clienti).”

      Esistono prostitute che vogliono prostituirsi, anche se voi da questo orecchio non ci sentite. E sono la maggioranza, nei paesi dove la policy di decriminalizzazione integrale auspicata da AI e’ stata adottata.
      Detto questo, la prostituzione non e’ un lavoro come un altro, certo. Comporta rischi e stress e usura fisica superiori al normale, ma questo come tanti altri lavori ben pagati ma molto pesanti (si pensi ad es. a chi lavora in piattaforma petrolifera), senza contare che ci sono pure lavori molto pesanti che viceversa sono pagati poco (muratore, ecc.).

      Certamente maggiori tutele per i/le sex workers sono sempre asupicabili, ma le maggiori tutele non le ottieni criminalizzando la fonte di reddito di questi lavoratori, e neanche criminalizzando l’esercizio della prostituzione in strutture piu’ confortevoli e organizzate del marciapiede stradale. Dove gli Eros Center sono legali, solo il 10-15% della prostituzione si svolge in strada, mentre in Italia la percentuale raggiunge il 50%.

      • Da gnoccatravel.com:
        “Sono tornato da Jakarta. Gnocca pay, essenzialmente hotel travel classic e fashion, altri posticini un pianto non sono mai stato schifato tanto in vita mia come in questa vacanza
        (…) il 10% di quelle COSTRETTE da mamasan ti fanno schiattare in pancia quando sono in camera
        due HANNO PIANTO con le lacrime, ma sta scema non lo capisco che non ti sto facendo male [?]
        (…) se devo andare a divertirmi e vedere le loro facce schifate quando le guardi o quando stanno sotto di te e le stai trombando… ma siamo pazzi.
        Non credo proprio che ci torno”

        Hanno pianto, con le lacrime, ma non stanno provando davvero dolore. La mamasan le costringe ad entrare in camera con lui, ma le prostitute scelgono “liberamente” di avere un rapporto consensuale con i loro clienti. Sono visibilmente disgustate da quello che stanno facendo, ma questo non desta alcun sospetto sul fatto che potrebbero essere vittime di tratta… povero cliente! E’ solo incappato in un pessimo fornitore di servizi.

        Signore e signori: ecco a voi l’ipocrisia del cliente. Fatevi un giro su gnoccatravel e poi ne riparliamo delle “prostitute che vogliono prostituirsi”.

      • Nato Invisibile ha detto:

        Magnifico! La prostituta industriale sulla piattaforma! Il prossimo film di Bigas Luna! 🙂
        Il cosiddetto “moralismo sessuofobico” di cui leggo, prevede giustamente il rogo della pornografia e del sesso con anziani, minori, animali, malati, e non ultimo con adulti non consenzienti.
        Ma Zorin, il sesso fra due persone dello stesso sesso, a pagamento?

        Riguardo la prostituzione, così pare, l’adulto non è considerabile consenziente a tutti gli effetti: l’adulto che presta un orifizio a scelta, sopporta infatti l’estranea intrusione solo in cambio di denaro. A volte sopporta meglio, a volte no. Di sicuro non vi è alcun Cliente coccodrillo che versi lacrime dopo o durante la prestazione, né giammai verserà lacrime il gestore dell’eros center, che prende soldi sia dal cliente che dalla prostituta.
        Se i clienti fossero in prigione, e la prostituzione non esistesse più, nè al chiuso, nè in strada, le donne troverebbero un altro modo per guadagnarsi da vivere? Io credo di sì. Ma se la prostituzione fosse allo 0%, chi ci perderebbe? A parte la delusione dei clienti abituali, prevalentemente maschi, che tendono a presentare disturbi psicologici e/o disfunzioni sessuali (http://www.qualepsicologia.it/wp-content/uploads/2013/05/431-Pistuddi-ATitta-MPerri-SMundanu-SLeuzzi-LStorer-CAvenia-F-Disfunzioni-sessuali.pdf), la perdita vera sarebbe risentita da parte dei papponi. Sì i papponi, nel caso di Ammesty lo Stato. L’unico tassello del puzzle che rimarrebbe senza vie d’uscita se venisse debellata la prostituzione. Altro che sindacati!

        Sono spiacente di informare chi si sente legittimato a deflorare il maggior numero di prostitute che il portafogli possa sovvenzionare, del fatto che psicologi e sessuologi di tutto il mondo ravvisano disturbi e disordini della personalità e della sessualità come una costante nei frequentatori abituali di prostitute… Non si tratta di opinioni soggettive.. Ma di studi scientifici.
        E non dimentichiamo che queste repliche sensazionaliste sono tutte una farsa. Il sindacato della prostituta non può essere gestito mé ospitare il datore di lavoro, cioè il pappone. Punto. Ed il cliente teme di doversi confrontare col no, se gli levassero le prostitute da sotto le zampe.
        Punto.

      • IDA ha detto:

        Zorin.. Partiamo dal principio: La sessualità riguarda i comportamenti dell’umano, quindi la psicologia, la società e la cultura. Di tutto l’umano, non del sesso di appartenenza, che è un’altra cosa. Detto questo, la sessualità appartiene alla sfera della morale. Per morale s’intende quella scienza della condotta dell’uomo nel rapporto con i suoi simili in relazione alle categorie del bene e del male. Nel campo della sessualità, mi serve a stabilire il comportamento giusto e quello sbagliato. In questo caso io sono una moralista, te dici di non fare questa distinzione, tra una sessualità giusta e una sbagliata, perchè ritieni di non aver nessun criterio per giudicare il bene e il male. Ti faccio degli semplici esempi: Fare sesso con i bambini, per me è un male; con le minorenni o minorenni, è un male; lo stupro è un male; Il sesso come dovere coniugale è un male, ecc..ecc…. Tu mi dici che sei indifferente a tutto questo. Ma si parlava di prostituzione: Un uomo o una donna che per vari motivi si prostituisce, io non la/lo giudico. Ma ritengo che sia sbagliata una società che costringe le persone a prostituirsi. Al contrario Il cliente lo giudico, il pappone lo giudico.. Vediamo perchè: Abbiamo visto cos’è la sessualità, cos’è la morale, ora vediamo cos’è l’attività sessuale, o amplesso o coito. Ha due funzioni, una riproduttiva e una ricreativa, Quella ricreativa, che è quella che ci interessa, è finalizzata al piacere. Ma non al piacere di uno solo, ma di tutti i partecipanti all’amplesso, che possono essere due o più. Questo è quello che la mia morale mi dice di essere giusto. Nella prostituzione: alla prostituta, la prestazione sessuale serve a garantirle la sussistenza, non certo il piacere. Certamente si può ricevere piacere da un lavoro,ma il lavoro non ha come unica ragione il piacere, ma quello di assicurare la sussistenza vitale degli individui. Quindi cliente = piacere. Prostituta = dovere. è facile immaginare che questo crea un’asimmetria nel rapporto e trasforma un rapporto di piacere in un esercizio di dominio. Il dominio è violenza è un sopruso, una sopraffazione un’ingiustizia. Quindi il cliente non paga un rapporto sessuale, una prestazione sessuale, ma paga il diritto di stuprare. Paga l’accesso ad un corpo che altrimenti non avrebbe. E lo stupro per me, ma sono una femminista e moralista, è un male.

      • IDA ha detto:

        Poi ti vorrei ricordare che in italia non c’è il dibattito se punire o non punire i clienti. Ma è in atto una nomalizzazione della prostituzione, tendente a creare una regolamentazione dello sfruttamento, normaalizzazione e regolamentazione portata avanti da veri moralisti, che non le vogliono vedere su strada, non per la salute delle prostitute, ma per motivi di decoro. Nei paesi dove lo sfruttamento è regolamentato, su strada ne vedi poche, perchè è vietato. Possono prostituirsi solo nei locali o nei tratti stabiliti dalla legge, nelle periferie e nei ghetti. Certamente non possono prostituirsi davanti alle boutique perchè il borghese moralista non può vedere certe cose, e lo stato pappone e moralista le manda in periferia tra i poveri. Non possono prostituirsi davanti alle scuole. In Germania, non si capisce perchè se non per motivi morali, perchè davanti ad una scuola io posso aprire una cartoleria ma esercitare su un marciapiedi o aprire un bordello davanti ad una scuola, ospedale o luogo di culto? vediamo bene dove sono i moralisti. Le morali non sono tutte uguali, ci sono quelle giuste e quelle sbagliate. La morale che giustifica il profitto e il dominio per me è sbagliata.

  7. men ha detto:

    non ho capito una cosa perché quando vado con una prostituta la sfrutto e quando vado dal barbiere non sfrutto chi mi taglia i capelli come voglio io o perché non sfrutto il cuoco o il cameriere del ristorante o della pizzeria nella quale vado a mangiare e ordino quello che voglio? perché con il vostro ragionamento chiunque fa un lavoro che offre una prestazione viene sfruttato da chi fa massaggi fino al notaio….

    • E dove l’avresti letto, in questo post, che chiunque fa un lavoro che offre una prestazione viene sfruttato?
      Comunque non voglio infierire troppo. Se non trovi nessuna differenza fra l’andare dal barbiere ed avere un rapporto sessuale, mi dispiace sinceramente per te. Deve essere una vita proprio triste la tua.

    • IDA ha detto:

      è proprio vero, le voci dei clienti, dicono più di qualsiasi trattato o ricerca sociologica.
      Nessuna di noi a mai sostenuto che il cliente sfrutta la prostituta. Il responsabile dello sfruttamento è quello che non vedete mai, è l’uomo invisibile, che nessuno vede. Il pappone. Che oggi si è specializzato, si è raffinato è diventato imprenditore. La stessa figura del “protettore” è cambiata, non è più protettore/pappone come una volta, ma un dipendente del pappone, che fa il buttafuori, ma non è lì per garantire la sicurezza della ragazza, ma per controllarla, vigilare su di lei, perchè si sa delle donne non ci si può fidare. Il cliente non è uno sfruttatore, ma come ho risposto a Zorin e uno stupratore seriale, il cliente fisso uno stupratore compulsivo. e lo stupro è un reato. In più il cliente costituisce la domanda e la domanda determina la tratta. Si deduce che il cliente è responsabile di tutta la prostituzione, compresa la tratta. La prostituzione con l’attività artigianale o commerciale non ha nulla a che fare. Noi sappiamo che molte ragazze dell’est, sono state portate in Italia con la promessa di un lavoro, spesso cassiera e poi si sono trovate su strada, con debiti, perchè il viaggio le costa in media 75 mila euro, da restituire in breve tempo perchè ci sono interessi elevati. Questa è la tratta, questa è prostituzione coercitiva e il cliente ne è responsabile. Nell’obitorio di Pisa ci sono resti di cadaveri fatti a pezzi per nascondere l’espianto degli organi, quelle identificate erano tutte prostitute. Che probabilmente volevano smettere, che avevano fatto uno sgarro a qualcuno o non erano capaci di fare il loro lavoro. Di fatto anche se voi clienti vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti.
      Conosci barbieri, camerieri, pizzaioli, avvocati, medici, notai, ricattati e obbligati a fare la loro professione? No! Prostitute si! Molte. Chiediti perchè?

  8. men ha detto:

    no al contrario la mia vita è molto soddisfacente e considero la prostituzione esattamente come un altro lavoro ne più ne meno quando devo tagliarmi i capelli vado dal barbiere quando voglio scopare vado da una prostituta se voglio una donna che mi rompe i coglioni per tutta la vita mi trovo una moglie (ma questo per il momento non è ciò che voglio).
    voi potete criminalizzare il cliente rendere la prostituzione illegale ecc..ma le prostitute esisteranno sempre e io continuerò a frequentarle con buona pace delle femministe della chiesa e della società borghese finto perbenista.
    la chiesa e gli integralisti cattolici condannano chi ama la gente del suo stesso sesso e voi condannate chi va con le prostitute siete due facce della stessa medaglia. ognuno deve essere libero di vivere la sua sessualità come meglio crede.
    p.s. io frequento le prostitute perché mi trovo meglio, più a mio agio e sono anche più simpatiche delle cosìdette donne normali e con me le prostitute non hanno mai pianto…anzi…

    • Non dire sciocchezze. Ti ho già spiegato perché non puoi mettere sullo stesso piano l’orientamento sessuale e la scelta di una persona di andare a prostitute, proprio come non puoi mettere sullo stesso piano il rapporto sessuale fra due adulti consenzienti (qualunque sia il loro sesso biologico), e un rapporto sessuale a pagamento. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
      Almeno ci hai aiutato a chiarire un punto fondamentale: quello che venite a difendere qui non è il tanto citato “diritto a prostituirsi”, ma il diritto del cliente ad avere prostitute a sua disposizione.

    • “quando devo tagliarmi i capelli vado dal barbiere quando voglio scopare vado da una prostituta”: quindi per te “scopare” è un qualcosa di paragonabile al farsi tagliare i capelli. Mi piacerebbe sapere da che barbiere vai.

    • IDA ha detto:

      Te consideri la prostituzione come un lavoro, ma non sei te a prostituirti, nemmeno tua madre, tua sorella o tua moglie o fidanzata. E qui c’è molta ipocrisia.
      Vedi la sessualità femminile, come una sessualità di servizio, tipico concetto maschile, un po androcentrico, un po tanto… Io non sono mai stata sposata, ma di una cosa sono certa che le mogli non rompono quanto vedrebbero, se ci sono figli o mariti che fanno i tuoi discorsi.
      Io non voglio la prostituzione illegale, ma libera, una società libera dalla prostituzione, maschile e femminile. Per lo stesso motivo che dici te, che ognuno deve essere libero di vivere la sua sessualità come meglio crede, perchè la prostituta non ha questa libertà.
      ps: Non hanno pianto nemmeno dalla gioa?

    • Blossom ha detto:

      Quindi le prostitute sono anormali? “Anzi…” Nei tuoi sogni.

  9. men ha detto:

    ah dimenticavo quando vado con una prostituta non compro una donna pago per un servizio, una prestazione chiamatelo come volete

    • Ti sei mai chiesto perché paghi qualcosa che tantissima gente fa senza versare un centesimo?

      • andrea c ha detto:

        Anche chi va al ristorante paga per qualcosa(cucinare) che tantissima gente sa fare da sola! 😉

        Battute a parte, anche fidanzamento, convivenza e matrimonio hanno dei costi economici, che nella nostra società sono spesso e volentieri a carico dell’uomo. Il sesso totalmente gratis è cosa rara, e spesso implica il dover prendersi gioco dei sentimenti altrui. Da un punto di vista etico è peggio pagare una prostituta, o prendere per il culo una ragazza innamorata?

      • Le uniche due possibilità che ha un uomo sarebbero a)pagare una prostituta b)prendere per il culo una donna innamorata?

      • andrea c ha detto:

        “Le uniche due possibilità che ha un uomo sarebbero a)pagare una prostituta b)prendere per il culo una donna innamorata?”

        secondo me bisogna fare una distinzione. Se parliamo di sesso all’interno di una relazione amorosa seria, basata su sentimenti sinceri, certo che in quel caso il sesso è gratuito!
        Mentre se parliamo di sesso occasionale senza complicazioni sentimentali, per un uomo(quindi eccetto rockstar, divi del cinema, e uomini dotati di fascino e carisma fuori dal comune) nella norma è praticamente un miraggio, NON ESISTE!

        Se uno si relaziona con una donna non mercenaria, molto spesso(anche quando si è chiari con le parole) si vengono a generare equivoci e complicazioni sentimentali, che possono causare grandi sofferenze. Una persona(uomo o donna non fa differenza) che gioca con i sentimenti altrui per secondi fini, è moralmente(anche se non legalmente) criminale!

        A questo punto potresti rispondermi che si può sopravvivere anche senza sesso occasionale. Certo!
        Il problema è che se uno la castità non l’ha scelta come fanno i frati, ma la subisce, può essere una tortura non da poco. E se non riesce a trovare l’amore vero, una donna con cui ci sia molta affinità psicologica e sessuale, con cui poter “costruire” una relazione stabile, ricorrere alla prostituzione mi sembra il male minore.
        Idem per quei mariti che perdono l’intesa sessuale con la moglie(oppure scoprono di non averla mai avuta davvero), ma continuano a volerle bene, a provare affetto nei confronti della moglie. La cosa migliore sarebbe che rimanessero sessualmente fedeli, ma se non ci riescono peggio una puttana o un’amante?

        Se le puttane fossero tutte schiave sotto tortura, certo i puttanieri sarebbero tutti criminali, ma per fortuna non sono tutte schiave. Nessuna lo fa per piacere, nessuna si prostituirebbe se avesse i soldi di Paris Hilton, nessuna si prostituirebbe se avesse le stesse qualifiche professionali di Samanta Cristoforetti. Ma molte di fronte alla prospettiva di dover lavorare 8-9-10 ore filate al giorno come badanti( o lavapiatti, cameriere ecc..), per poco più di 1000 euro al mese, preferiscono fare sesso a pagamento per 8 ore al giorno(con molte pause tra un cliente e l’altro), e intascarsi 4-5 mila euro al mese. Se vuoi abbattere la prostituzione(perlomeno la prostituzione di basso bordo, le escort di lusso che magari guadagnano cifre molto più alte lo fanno per avidità sfrenata) basterebbe offrire a tutte le donne giovani, indipendentemente dal lavoro che svolgono, uno stipendio base di 5 mila euro al mese…se tutte le immigrate dell’est, dell’Africa e del sudamerica guadagnassero 5 mila euro indipendentemente dal lavoro che svolgono, non si prostituirebbe più nessuna. Oppure si prostituirebbero per guadagnare il doppio! LOL

        Del resto se fossero tutte schiave, come te lo spieghi che ci sono ragazze rumene che lavorano come cameriere, mentre amiche e conoscenti di queste, che provengono dallo stessa città, dallo stesso quartiere, dalle stesse scuole,…insomma dallo stesso contesto, dalla stessa “classe sociale” più o meno povera, fanno le prostitute? mi sembra evidente che la differenza è nelle scelte personali!
        Non a caso le rumente che sgobbano, che fanno lavori più o meno umili e faticosi, giudicano piuttosto male le coetanee compaesane che si prostituiscono. Se fossero schiave perché mai le dovrebbero giudicare negativamente?

      • “se parliamo di sesso occasionale senza complicazioni sentimentali, per un uomo(quindi eccetto rockstar, divi del cinema, e uomini dotati di fascino e carisma fuori dal comune) nella norma è praticamente un miraggio, NON ESISTE!”
        E non esiste perché?
        Ti consiglio di leggere questo mio post: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/10/01/il-sesso-uomini-e-donne/ e rifletterci su.

      • andrea c ha detto:

        In parte c’è anche la questione culturale, ma secondo me il grosso dipende dalla differenza fisica e ormonale.
        Anche le donne hanno le loro esigenze sessuali, però proprio per una diversa “architettura” fisiologica e ormonale riescono a sopportare una lunga astinenza molto più facilmente di un uomo. E la libido è più incostante, più “lunatica”, influenzata dalle fluttuazioni ormonali del ciclo!
        Non a caso i trans F to M quando iniziano la cura ormonale a base di testosterone, raccontano tutti di un fortissimo aumento del desiderio sessuale rispetto a quando avevano i loro naturali ormoni femminili!

        Possiamo fare tutte le speculazioni filosofiche che ti pare, ma la natura non si cambia. Le donne hanno bisogno di sesso, ma con ritmi diversi rispetto agli uomini. E anche con modalità diverse; gli uomini si eccitano principalmente con le immagini, mentre le donne sembrano più influenzate dal contesto, dalle fantasie, dal feeling psicologico

      • Ecco: la natura. Ma quello che scrivi tu non è affatto dimostrato.
        Se fosse vero, che il genere maschile è quello “naturalmente” più predisposto al sesso, come lo spieghi che l’unico organo esclusivamente dedicato al piacere (la clitoride, che ha il triplo delle terminazioni nervose del pene) ce l’hanno solo le donne?

      • Paolo ha detto:

        il punto è che i desideri sessuali e la libido ce li hanno tutti, uomini e donne. C’è chi è più interessato al sesso e chi meno, chi ama il sesso romantico e chi preferisce quello “ludico”..chi cerca l’amore assieme all’eros e chi no (ma anche a questi può capitare di innamorarsi anche partendo da una storia di puro sesso)
        il resto, andrea c., è fuffa

      • andrea c ha detto:

        Ma che c’entra il clitoride? ho forse detto che donne sono frigide? no!
        Solo che tra donne e uomini per motivi biologici (ormonali, e forse anche neurologici)c’è un grosso gap di libido, desiderio sessuale, “sex drive”…insomma chiamalo come preferisci, ma è una cosa diversa dall’anorgasmia, detto in parole povere vuol dire che in assenza di stimoli esterni, del giusto contesto con la persona giusta, le donne pensano meno spesso al sesso e hanno meno spesso voglia rispetto agli uomini. Noi maschi tutte le mattine ci svegliamo con bella scarica di testosterone, che indipendentemente dal contesto( ovviamente a meno che il contesto non sia davvero deprimente, tipo un lutto, o una situazione altamente stressante) ci fa venire una gran voglia di sesso!

        E per rispondere a Paolo non è fuffa, ma tutta roba confermata anche da studi studi scientifici ( http://www.webmd.com/sex/features/sex-drive-how-do-men-women-compare ), oltre che dalla semplice osservazione della realtà senza paraocchi.

        Voi femministe potete fare tutte le proteste che vi pare, potreste anche abolire la prostituzione e arrestare tutti i maschi che si ostinano a comportarsi da maschi, ma non diventerete mai uguali ai maschi(e viceversa un maschio non può diventare uguale a una femmina nemmeno con il lavaggio del cervello femminista). Se la cosa non vi sta bene, dovreste prendervela con la natura, o se siete credenti con il Padre Eterno!
        A prendervela con il fantomatico “patriarcato” perdete solo tempo!

        Oppure fate come i trans F to M, fatevi una bella cura ormonale, e magari ci riuscite pure a diventare maschi!

        Che poi non capisco perché ci tenete così tanto a diventare uguali ai maschi…mah..

      • Ma se l’articolo che mi ha linkato sostiene l’esatto contrario di quello che dici tu!
        Ovvero che “Women’s sex drives are more influenced by social and cultural factors”: gli impulsi sessuali delle donne sono maggiormente influenzati da fattori sociali e culturali.
        Mi prendi in giro?

        Questo è uno stralcio di intervista tratto dal film-documentario “Comizi d’amore”, del ’65. Quanto sono cambiate le cose da allora?

        PASOLINI: “Secondo lei, Cambria (Adele, n.d.R.), c’è una parità sessuale tra l’uomo e la donna, o no?”
        ADELE CAMBRIA: “Non c’è ancora perché io direi che nemmeno la donna ha il coraggio di pretenderla. Ha paura di perdere alcuni vantaggi tipicamente borghesi, per esempio in Italia ancora il concetto della ragazza-madre è una colpa gravissima, a meno che non sia riscattata dalla popolarità.”
        PASOLINI: “Ma strano però questo, perché quando una donna è libera in tutti gli altri campi, perché ancora nel campo sessuale deve essere arretrata e schiava?”
        CAMILLA CEDERNA: “Sono sempre casi isolati, di una classe un po’ avanzata, insomma, sono casi di una élite a cui lei ha la fortuna di appartenere, no?”

        Quello che dovresti chiederti è perché nessuno di voi è disponibile ad impegnarsi a mutare quei fattori sociali e culturali in modo da rendere più semplice alle donne il godere della propria sessualità, ma avete una sacco di energie da spendere quando si tratta di difendere la prostituzione.
        Io sospetto che sia perché (come ci dice men, cliente abituale) “io frequento le prostitute perché mi trovo meglio, più a mio agio e sono anche più simpatiche delle cosiddette donne normali”, ovvero perché è molto più facile relazionarsi con una donna che per contratto è costretta a mostrarsi amabile e disponibile, che per campare deve farvi credere che siete abili amanti, mentre avete una gran paura a relazionarvi con una donna “normale” (come se le prostitute fossero “anormali”!!!), e rischiare di scoprire che il sesso con voi non è così soddisfacente come vi vantate che sia.

      • Paolo ha detto:

        “vuol dire che in assenza di stimoli esterni, del giusto contesto con la persona giusta, le donne pensano meno spesso al sesso e hanno meno spesso voglia rispetto agli uomini.”

        devo essere un po’ donna perchè anch’io senza stimoli esterni non mi eccito (ad esempio per masturbarmi) e sì masturbazione a parte, ho bisogno della persona giusta anch’io

        ma non credo assolutamente che la sessualità femminile sia più influenzabile dalla cultura rispetto a quella maschile. La nostra sessualità è la nostra sessualità che la viviamo in maniera considerata statisticamente frequente o no è sempre la nostra, genuina

      • IDA ha detto:

        @Andrea c. questa del testosterone mi è venuto anche un po a noia, comunque, va ricordato che il testosterone influisce anche sull’aggressività. Eppure gli uomini negano di essere violenti, non tirano in ballo mai il testosterone e la loro natura, ma il raptus, ha perso la testa, sono stati lasciati, per lui la famiglia era tutto, un bravo padre di famiglia, ecc.. ma il testosterone no! La natura violenta del maschio no! Solo quando si parla di prostituzione, si tira fuori la natura del maschio e il testosterone. Giustificarsi e mai assumersi le proprie responsabilità, questa è la parola d’ordine. Tirare in ballo il testosterone è una cosa semplicistica e superficiale, perchè è solo uno dei tanti elementi che influiscono sul desiderio. Per esempio, l’uomo pensa di più al sesso, anche perchè la sua mente è continuamente stimolata; Cartelloni pubblicitari, televisione, internet ecc. questo è uno dei tanti elementi. La donna no, al contrario, le stesse immagini, che stimolano positivamente gli uomini, deprimono le donne, perchè propongono modelli femminili inarrivabili..
        Ma quello che volevo dirti era un’altra cosa, quando dici: “Che poi non capisco perché ci tenete così tanto a diventare uguali ai maschi…mah..” Ti rassicuro, noi non ci pensiamo proprio a diventare uguali ai maschi, ci mancherebbe altro! Noi combattiamo il patriarcato, perchè è quello che vi giustifica e vi garantisce dei privilegi, tipo quello di considerare un diritto naturale, ( come mangiare o bere) il sesso, quello che vi giustifica e vi garantisce il diritto a comprare sesso e alle donne il dovere di vendere sesso. Questo è il patriarcato.. Di essere uguali a voi, proprio no!

      • Paolo ha detto:

        su internet si trovano anche foto di uomini bellissimi e mezzi nudi (e no non mi dire che quelle eccitano solo gli uomini gay)..e comunque queste critiche indiscriminate ai media sono discutibili

      • Paolo, sostenere che il corpo maschile è esposto tanto quanto quello femminile è altrettanto discutibile. Gli occhi li abbiamo tutti.
        GQ

      • Paolo ha detto:

        Riccio, ho detto quel che avevo da dire

      • IDA ha detto:

        Paolo.. ti ha risposto Riccio. Posso aggiungere che la maggior parte della pubblicità è indirizzata ad un pubblico maschile eterosessuale. quella indirizzata ad un pubblico femminile, spesso, (quindi non sempre) richiama la famiglia felice o i tempi passati.

      • Paolo ha detto:

        Ida, ma su Google hai per caso problemi a trovare immagini di bei manzi a torso nudo..qualora ti piacessero?

      • Paolo, il punto non è se un certo tipo di immagine esiste o meno, ma il contesto nel quale il corpo della donna è rappesentato in un certo modo (se tutti gli uomini sono vestiti mentre una donna è seminuda, ad esempio), e la frequenza con la quale compare.

      • Paolo ha detto:

        finchè parliamo di spot pubblicitari posso darti ragione, se ci spostiamo su qualcosa di più “artistico” il discorso cambia cioè il maschilismo non è dato dalla percentuale di nudità femminile rispetto alla maschile

      • IDA ha detto:

        Io i manzi non li cerco nemmeno in macelleria, figuriamoci su google, ma se si cerca si può trovare tutto, comunque non è questo il problema. Prendiamo la pubblicità, che è a cosa più evidente. Una volta la pubblicità si limitava a far conoscere il prodotto, ad elencare le qualità. Si rivolgeva alla parte razionale della mente del consumatore. Oggi, la pubblicità si rivolge all’inconscio del consumatore, non alla razionalità, il prodotto viene proposto in associazione con una promessa di felicità o di stile di vita. Benessere, ricchezza, libertà e sesso. Il sesso riguarda solo gli uomini, le donne sono l’oggetto desiderato o rappresentano la famiglia felice. Anche per quei prodotti che si pensa che siano acquistati da donne; tonno, biscotti, merendine.. anche quando ingaggiano l‘attore che può rallegrare una giornata di molte donne, te lo mettono a parlare con le galline..

  10. men ha detto:

    ahah senza versare un centesimo cene aperitivi cinema lavaggio e pieno alla macchina….e senza neanche essere sicuri del risultato….

    • Non hai mai offerto un aperitivo ad un tuo amico, “men”? Mai comprato ad un amico un regalo di Natale, di compleanno? Il “dono” è uno strumento di coesione sociale dalla notte dei tempi. Etimologicamente la parola dono deriva dal latino donum, la cui radice è la stessa del verbo dare. Il suo significato è quello di dare agli altri volontariamente, senza esigere nulla in cambio o pretendere alcuna ricompensa. E’ un vero peccato che tu non conosca null’altro che lo scambio commerciale… Ribadisco: mi dispiace per te.

  11. men ha detto:

    che c’ entra i miei amici mica me li voglio portare a letto…se esco con una donna mi interessa solo una cosa il resto è solo una perdita di tempo.

  12. quark ha detto:

    Mah , io quando vedo una bella donna che passa per la strada , la prima cosa che mi viene in mente è quella … e non sono un misogino

  13. men ha detto:

    allora vediamo con calma di rispondere a tutti (o per lo meno da chi mi ha tirato in ballo)
    1 frequento prostitute prevalentemente sud americane e saltuariamente qualche asiatica quindi niente tratta dall’ est europa. inoltre evito quelle sulla strada ma vado con quelle che pubblicano gli annunci su internet.
    2 io faccio l’ operiao e anche io lavoro perché qualcuno mi da uno stipendio altrimenti me ne starei tranquillamente a casa e non andrei a lavorare gratis. non per questo mi sento stuprato dietro compenso dal mio datore di lavoro
    3 non hanno pianto dalla gioia ma spesso abbiamo scherzato e riso insieme perché al contrario di quel che credete non c’ è solo un gesto meccanico e della ginnastica sessuale. poi guarda caso quando me ne vado mi salutano sempre con la frase “ciao e mi raccomando torna a trovarmi” non mi risulta che chi ha ricevuto uno stupro si rivolga così al suo stupratore.
    4 a me le prostitute in strada non danno fastidio anzi sfogo pure l’ occhio per me si possono prostituire anche dentro le chiese (luoghi che non frequento) non solo davanti, ma il punto è un altro non si può congestionare il traffico perché un cliente parla con una prostituta e non è neanche decoroso per una città avere all’ aperto questo genere di attività, sarebbe meglio un quartiere dedicato come il red light district di Amsterdam che non è in periferia ma vicino alla centralissima piazza Dam.
    5 io sono per impedire alle femministe di aprire bocca o di scrivere su internet questa è la mia morale perché loro insultano continuamente i genere maschile va bene? no ovviamente e ovviamente io non sono per impedire a nessuno di parlare ed esprimere anche opinioni che non condivido quindi anche voi dovete accettare chi va a prostitute. a me la musica lirica non piace ma non per questo voglio vietarla o impedire di ascoltarla a chi piace.
    6 trovo nauseante una società che condanna me che vado a prostitute e rimane indifferente davanti alle guerre e non ha lo stesso disprezzo nei confronti dei soldati e dei governi che fanno le guerre anzi Obama (come tutti gli altri presidenti USA del resto, che come lui hanno le mani che grondano sangue) viene anche considerato un grande statista.
    6 ricciocorno io parlo con te e con altri e non perdo tempo perché non ho nessuna pretesa sessuale ma quando esco con una donna non ci esco perché mi interessa cosa pensa di questo o quell’ altro argomento voglio solo una cosa (ti devo fare un disegno per farti capire?)
    7 mi spiegate perché la maggior parte delle donne rifiuta il femminismo e invece in buona parte è d’ accordo sulla riapertura delle case chiuse?

    • Il traffico? Il problema con la prostituzione in strada è il traffico?
      Non so se ridere o piangere, allora ti rispondo così: https://www.youtube.com/watch?v=0MveTkhbvwc
      Poi ti consiglio di giungere ad un chiarimento con te stesso: prima scrivi “spesso abbiamo scherzato e riso insieme perché al contrario di quel che credete non c’ è solo un gesto meccanico e della ginnastica sessuale” e poi “quando esco con una donna non ci esco perché mi interessa cosa pensa di questo o quell’altro argomento voglio solo una cosa (ti devo fare un disegno per farti capire?)”. Se in una donna cerchi soltanto la soddisfazione del tuo desiderio sessuale, quella donna per te altro non è che uno strumento, e quella che fai – magari ridendo – altro non è che ginnastica. Certo non è un “rapporto”, un concetto che implica reciprocità. Tu non hai “rapporti sessuali”, perché non hai nessun vero rapporto con quelle donne, sei tu stesso che lo scrivi e lo ribadisci.
      Come potresti sapere se quelle donne sono state trafficate o condotte in Europa con l’inganno o se la praticano malvolentieri, visto che non ti interessa cosa pensano o provano le donne?
      Poi vieni qui a scrivere che dal sudamerica o dall’Asia non c’è traffico di esseri umani verso l’Europa? Ma ci prendi in giro?
      http://www.ilcaffegeopolitico.org/32002/tratta-di-esseri-umani-un-problema-globale
      http://www.asianews.it/notizie-it/Missionario-Pime:-Tratta-di-esseri-umani,-piaga-della-Thailandia-finanziata-dall'Occidente-33392.html

      Quello che il femminismo contesta alla prostituzione è il fatto che finisce col plasmare la relazione fra i sessi assegnando al maschio il ruolo di fruitore e alla donna quello di oggetto fruito, una relazione impari della quale tu sei un esempio eclatante, visto che oggi non sei neanche più in grado di approcciarti ad una qualsiasi donna – anche quella che non si prostituisce – senza ragionare in termini di scambio commerciale.

      Il benaltrismo, per favore, risparmiacelo. “Ci sono ben altri problemi, ad esempio la guerra” non si può sentire.

    • Paolo ha detto:

      men..non voglio contestare i tuoi gusti ma esistono uomini che possono voler dialogare e scopare con la medesima donna (non nello stesso momento)

    • Blossom ha detto:

      6 Benaltrismo a palate
      7 Si chiamano rispettivamente ignoranza e sessismo

  14. men ha detto:

    ognuno frequenta le persone che preferisce e io preferisco frequentare le prostitute perché mi trovo meglio. io ho approcciato un sacco di volte le donne normali ma mi sono accorto che perdevo tempo e non si concludeva niente (del resto ho poca pazienza). poi dopo fatto sesso posso anche ridere, scherzare o perfino ascoltare perché sono già appagato.
    posso capire il vostro punto di vista quando dite di non volere la legalizzazione della prostituzione ma quel che non capisco è perché non accettate che alcuni uomini preferiscano le prostitute cos’ è avete paura che non ci sia più nessuno a farvi la corte? non sarebbe neanche un male almeno molte di voi inizierebbero a tirarsela un po’ di meno!
    la prostituzione è un lavoro come un altro, tu quando chiami un tecnico a casa ti chiedi se il suo assistente è sfruttato o vittima di tratta?
    inoltre tra quelle che ho frequentato c’ era una giapponese anche da li esiste la tratta? una era cubana sposata e divorziata con un italiano e quindi ha la cittadinanza italiana anche lei vittima di tratta? o è stato il marito a portarla in italia ? un’ altra cubana mi ha detto sto qui un altro paio di mesi poi torno a cuba per qualche mese…non so se quando ritorno in italia sarò ancora qui o cambio città…ostia questi trafficanti di esseri umani fanno la spola tra cuba e l’ italia di continuo portando avanti e indietro le stesse donne!
    guarda al 100% non lo so ma così a occhio quelle con cui vado io non sono vittime di tratta.
    poi io non devo convicere nessuno ma te sei davvero sicura che nessuno degli uomini che ti sta intorno (marito fratelli padre amici colleghi) non sia mai andato a pagamento?

    • http://www.ingenere.it/articoli/tratta-europa-chi-sono-i-clienti
      “In Europa lo sfruttamento di esseri umani più diffuso è quello sessuale. Secondo le stime più recenti, la tratta per sfruttamento sessuale riguarda il 69% dei casi di tratta ed è tre volte più diffusa della tratta per sfruttamento lavorativo. La tratta per sfruttamento sessuale è un fenomeno che riguarda per l’80% donne e bambine, e quando parliamo di tratta per sfruttamento sessuale la percentuale di ragazze arriva al 95%.”
      “Un numero piuttosto alto di clienti ha dimostrato di avere una qualche conoscenza sul fenomeno della tratta. Ciononostante le risposte alle interviste ci dicono che i clienti non pensano mai alla possibilità che le donne da cui comprano servizi sessuali possano essere vittime di tratta. La conoscenza delle leggi che puniscono i clienti che comprano servizi sessuali da vittime di tratta non ha alcun impatto né sulle scelte di consumo, né nel prendere in considerazione la possibilità che la donna da cui stanno comprando servizi sessuali possa essere vittima di tratta.”

    • IDA ha detto:

      men.. io proprio non so da dove iniziare… mi sembra di capire che sei molto giovane e questo non ti giustifica ma giustifica alcune ingenuità. Intanto nessuno ti impedisce di frequentare chi vuoi, ma renditi conto che sei te che fai una classificazione tra prostitute e donne normali. Perchè le prostitute non sono donne normali? Cosa hanno di diverso? Non si dice l’idraulico e gli uomini normali, il panettiere gli e uomini normali.. perchè?
      Perchè sei te il primo a non considerarlo come un lavoro normale, un mestiere come un altro. Un mestiere che non accetteresti che sia fatto da tua madre, tua sorella o dalla tua fidanzata. Tutti bravi a parlare con la fica delle altre.
      Quando è una madre a prostituirsi, lei fa di tutto per tenere i propri figli all’oscuro di tutto e spesso i figli scoprono l’attività della madre da altre persone. La scoperta dell’attività della madre può portare al rifiuto della prostituzione del genitore e l’allontanamento dal nucleo familiare. La donna che si prostituisce si trova senza alcun sostegno nel confrontarsi con il pregiudizio diffuso che la definisce una pessima madre. Spesso sono le autorità che allontanano i figli dalla madre che si prostituisce. E le viene tolto il figlio. E non credere che con la regolamentazione il pregiudizio diminuisca, in Germania, è come da noi, è causa di divorzi e allontanamento dei figli. Un calcolo approssimativo ci dice che circa il 30% delle prostitute che esercitano in Italia ha uno o più figli. (fonte; Caritas e GruppoAbele) Quello della maternità è un problema che non interessa a nessuno, ne hai sostenitori della regolamentazione ne hai clienti. Strano eppure tutti parlano dei diritti delle prostitute.
      Punto due: La tua visione androcentrica, di considerare la sessualità femminile solo di servizio, ti impedisce di vedere che dietro quella fica quel culo, quelle tette, c’è una persona, fatta di carne che ha gli stessi sentimenti ed emozioni che provi te. Se non vedi quella persona non puoi istaurare un rapporto, che comunque è sempre difficile, è sempre difficile relazionarsi intimamente con una persona, e raramente ci riesci. Quindi non dare la colpa alle donne che non te la danno o se la tirano, ma cerca di capire dove stai sbagliando e non pensare che il tuo pisellino sia al centro del mondo, perché non è così.
      Punto tre: Definizione di tratta:
      Secondo l’articolo 4 del protocollo di Palermo (2000) , adottato dalla convenzione delle Nazioni Unite e dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani. (2005) Secondo la definizione, la tratta di esseri umani consiste in una combinazione di tre elementi di base.
      • l’azione di: “ reclutamento, trasporto, trasferimento, alloggio o accoglienza di persone”;
      • per mezzo : “della minaccia dell’uso o con l’uso della forza o di altre forme di coercizione, con il rapimento, con la frode, con l’inganno, con l’abuso di autorità o della condizione di vulnerabilità o con l’offerta o l’accettazione di pagamenti o vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha autorità su un’altra”.
      • Scopo: “a fini di sfruttamento. Lo sfruttamento comprende, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione altrui o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro o i servizi forzati, la schiavitù o pratiche simili alla schiavitù, la servitù o l’espianto di organi”.
      Per quanto riguarda il “trasporto”, si osserva che la Convenzione non richiede che ci sia un passaggio di frontiera perché questo sia da considerarsi elemento costitutivo della tratta di esseri umani.

    • Blossom ha detto:

      Sì guarda, non vediamo l’ora di trovare un ominicchia tuo pari a farci la corte. La distinzione tra normali e no (anormali) non l’ho capita: mica considererai le prostitute come subumane, no?
      E tu non concludi nulla se non pagando perché con tutta probabilità alle donne fai schifo, ed anche alle prostitute (che però fingono).

  15. Annabella ha detto:

    Facciamo così vietiamo la prostituzione femminile, ché son tutti vittime, e liberalizziamo quella maschile e trans, dove è decisamente difficile dire che sono sfruttati. Questo va bene?

    • Allora, cara Annabella, partiamo da un presupposto: in Italia la prostituzione non è reato. Possono prostituirsi tutti i maggiorenni, che siano maschi, femmine o transessuali. Douglas Fox non è un “prostituto”, è un pappone, e quello chiede a gran voce è la depenalizzazione del reato di sfruttamento della prostituzione.

    • IDA ha detto:

      Primo, nessuno vuol vietare la prostituzione, ma la tratta e lo sfruttamento.
      Due, da dove trai la convinzione che la prostituzione maschile non è sfruttata? Ha le stesse leggi e le stesse regole di sfruttamento. L’unica differenza da quella femminile, è che quella maschile subisce, statisticamente meno violenze dai clienti.

    • Blossom ha detto:

      Curiosità riguardo all’IP

  16. andrea c ha detto:

    Leggi tutto, non solo quello che ti fa comodo.
    “”Men want sex more often than women at the start of a relationship, in the middle of it, and after many years of it,” Baumeister concludes after reviewing several surveys of men and women. This isn’t just true of heterosexuals, he says; gay men also have sex more often than lesbians at all stages of the relationship. Men also say they want more sex partners in their lifetime, and are more interested in casual sex.”

    Io non nego l’influenza di fattori sociali e culturali, sei tu che sembra che vuoi negare le differenze fisiche!

    ” Ti rassicuro, noi non ci pensiamo proprio a diventare uguali ai maschi, ci mancherebbe altro! Noi combattiamo il patriarcato, perchè è quello che vi giustifica e vi garantisce dei privilegi, tipo quello di considerare un diritto naturale, ( come mangiare o bere) il sesso, quello che vi giustifica e vi garantisce il diritto a comprare sesso e alle donne il dovere di vendere sesso”

    Ma pensi davvero che le prostitute vendono sesso per “dovere”? non sarà mica perché vogliono ritrovarsi in tasca 5-6 volte più soldi di quelli che guadagnerebbero con un lavoro a bassa qualifica? se volete abolire la prostituzione, dovete offrire uno stipendio minimo di almeno 7-8mila euro a tutte le donne giovani e belle, indipendentemente dalla qualifica professionale(ma poi credo che le donne che hanno studiato anni per diventare medici, non sarebbero tanto contente di essere sorpassate economicamente da una cameriera) . Oppure convincerle a vivere con un tenore economico molto più basso!

    • IDA ha detto:

      Scusa, mi dite sempre che è un lavoro o no? Allora se è un lavoro è un dovere. Il lavoro è un mezzo di sussistenza dove abbiamo doveri e obblighi. Il sesso è piacere, occupa il tempo libero e la ricreazione. Se lo fai diventare un lavoro, che è una cosa legittima, ma non è più, tempo libero, ricreazione e piacere, ma un lavoro appunto, quindi un dovere.
      Sai perchè esiste la tratta di esseri umani nel mercato del sesso?
      Perchè c’è una domanda elevata,(clienti) e un’offerta volontaria bassa.

      • andrea c ha detto:

        Se fosse l’unico lavoro possibile per sopravvivere sarebbe un dovere, ma credo che per la maggior parte delle donne ci sia sempre un’alternativa economicamente meno allettante. Quindi è anche un scelta, “faccio la prostituta perché non mi accontento di 1000 euro o poco più, ma voglio un tenore di vita superiore”!
        Oppure “faccio la prostituta per comprarmi la droga”, che è una scelta dettata dalla dipendenza, in quel caso il colpevole non è il cliente, ma la tossicodipendenza!

        Poi lo ripeto per l’ennesima volta, se tutte le donne del mondo guadagnassero 10mila euro al mese, non si prostituirebbe più nessuna…ma anche gli uomini, se guadagnassero tutti 10 mila euro non farebbero più tanti lavori faticosi o rischiosi. Sarebbe bello se potessimo guadagnare tutti 10 mila euro al mese, ma purtroppo allo stato attuale è impossibile!

        “Sai perchè esiste la tratta di esseri umani nel mercato del sesso?
        Perchè c’è una domanda elevata,(clienti) e un’offerta volontaria bassa.”

        E lo schiavismo nella raccolta della frutta? perché c’è troppa domanda di frutta? ahah

        Siamo seri, lo schiavismo(non solo in prostituzione) esiste perché ci sono Paesi stranieri ridotti alla miseria più nera, e criminali senza scrupoli, trafficanti di esseri umani, che se ne approfittano dell’estrema debolezza di queste persone.

        E anche perché ci sono uomini che cercano puttane low cost, questi riconosco che in parte sono colpevoli dello schiavismo.
        Ma gli altri, quei clienti che girano alla larga da prostitute palesemente schiavizzate, e pagano il giusto, che colpe hanno?

      • Quella di non fare nulla per fermare la schiavitù.

      • IDA ha detto:

        La tratta: I trafficanti di esseri umani sono parte integrante del capitalismo, seguono il mercato. Le vittime provengono da paesi poveri, con grosse difficoltà economiche, zone di guerra, destinate in paesi che hanno politiche d’impiego e migratorie che lo permettono. Vengono impiegati nei settori dove esiste una domanda. La tratta dei minori a scopo sessuale, esiste perché c’è una forte domanda, la tratta serve a tenere basso il prezzo e alti i profitti.
        Perché non c’è la tratta dei gigolò? ( non mi parlare del turismo sessuale che è un’altra cosa). Eppure hanno prezzi elevati. Perché le donne eterosessuali che costituiscono la domanda sono poche e l’offerta è sufficiente a soddisfare le esigenze del mercato. La tratta di manodopera in agricoltura e edilizia, esiste perché c’è un mercato e politiche che lo permettono.
        Comunque prendo atto che la prostituzione esiste, secondo te, perché le donne sono avide e il colpevole è la tossicodipendenza e le scie chimiche.

      • andrea c ha detto:

        Le leggi per fermare la schiavitù già ci sono, applicarle compete soprattutto alle istituzioni!
        A sentire voi pare che l’unica cosa che si può fare è criminalizzare tutti i clienti, anche quelli che vanno con prostitute che hanno scelto deliberatamente il proprio mestiere. Ma, ripeto la domanda, mi potete gentilmente spiegare che nesso c’è tra un uomo che per fare un esempio passa un weekend in Germania a divertirsi nei bordelli legali tedeschi(in cui si presume che ci siano un minimo di controlli anti-schiavismo), e le schiave nigeriane che si prostituiscono nelle strade più degradate della penisola italiana?

      • Vedi Andrea, tutti i clienti sono pronti a giurare che le prostitute che frequentano non sono vittime di tratta (lo dicono i sondaggi: http://www.ingenere.it/articoli/tratta-europa-chi-sono-i-clienti) eppure la tratta esiste. Qualcuno di questi per forza mente, forse anche a se stesso.
        Il punto è che per mettervi a porto la coscienza a voi basta “presumere” che le donne che utilizzate siano lì di loro spontanea volontà, oppure rispondere come questo signore (fonte: http://www.massimolizzi.it/2013/12/05/gli-uomini-non-hanno-una-sessualita-pulsionale/): ”Quando compro della carne, spetta allo Stato informarmi se è avariata oppure no”.
        Quello che interessa a me è che nessun essere umano debba più essere descritto come “carne avariata” senza che chiunque ascolti o legga non provi un moto di profonda indignazione.

      • IDA ha detto:

        La tratta degli schiavi, richiama alla responsabilità la società occidentale il modello economico, culturale e sociale. Un modello caratterizzato dalla disparità di genere e dal sistematico sfruttamento delle persone più deboli e più vulnerabili. La prostituzione, mette in discussione i nostri modelli culturali e i nostri modelli di vita, che richiedono un’assunzione di responsabilità.
        Il cliente determina la domanda. Più clienti, più tratta; meno clienti meno tratta. È una richiesta di assumersi una responsabilità. Tanto più che in Italia non esiste nessun dibattito sulla criminalizzazione del cliente, non c’è nessuna proposta di legge. Al contrario ci sono proposte di leggi che vogliono regolamentare lo sfruttamento della prostituzione, con pretesti più svariati.
        Prostituzione e tratta si muovono in sinergia con la criminalità organizzata e la corruzione politica. Le leggi ci sono, in tutta la comunità europea ci sono le leggi, ma questo non impedisce la tratta, non impedisce lo sfruttamento, non impedisce la violenza, perché le leggi non sono sufficienti.
        I proprietari dei bordelli dicono: “Le ragazze sono registrate e i loro dati denunciati alle autorità. Sono le autorità che devono controllare l’origine delle ragazze, non io.” In pratica loro devono fare profitto se ne fregno delle ragazze, per loro se sono vittime della tratta o libere è ininfluente.
        I clienti: Pagano, sono clienti, spetta alle istituzioni fare controlli. Loro sono li per scopare, basta, al massimo si lamentano, perché le ragazze sono inutilizzabili o poco partecipe. È da secoli che va avanti così sempre uguale.
        Con la regolamentazione tipo germania, non ci sono più controlli, ma al contrario, diventa impossibile dimostrare lo sfruttamento e la tratta, le leggi ci sono ma se non puoi dimostrare il reato è come se non esistesse.
        In germania la tratta è gestita da criminalità comune e proprietari di bordelli, che la legge li chiama imprenditori. Chi gestisce i buttafuori nei bordelli, gestisce anche la tratta: Gli United Tribuns e i Sondame si contendono tutta l’area dell’ex Jugoslavia, Albania, Turchia, Macedonia, Romania, e Bulgaria.
        Outlaws MC e Hells Angels, dal 2011 si dividono il “pascolo” Russo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Biello Russia, Ucraina, Ungheria, Lituania, Estonia e Bulgaria e Romania in contrasto con i United Tribuns.
        Se te sai a quale banda appartengono i buttafuori di un bordello tedesco o austriaco, conosci anche la nazionalità delle ragazze che ci lavorano.
        E poi mi venite a dire che la tratta in germania non esiste……..

    • Blossom ha detto:

      Le differenze fisiche: dogma.

  17. men ha detto:

    ormai questa discussione non mi appassiona più ognuno rimanga delle proprie opinioni e amen. quello che però tengo a precisare è che per me le prostitute non sono donne normali perché al contrario di quanto pensiate io non le considero “anormali” ma speciali.
    x Ida non sono molto giovane ho passato i trenta da qualche anno…

    • IDA ha detto:

      Va bene, donne speciali, ma non mi hai mai risposto ad una domanda. Se tra queste donne “speciali” ci sarebbe, tua madre, tua sorella o la tua fidanzata, te come la prenderesti?

    • Blossom ha detto:

      Sì certo, speciali. Quando non gira in loro favore e non sanno argomentare si spazientiscono e se ne vanno: il pallone lo teniamo noi?

      • Zorin ha detto:

        Ma cosa ci sarebbe da argomentare?
        Seriamente, qui si vuole criminalizzare un buon 50% di uomini (e mi tengo basso) per via della loro sessualita’. Cioe’, oltre che denunciare l’autoritarismo e il fanatismo delle vostre tesi nazifemministe, che altro c’e’ da dire?

  18. Paolo ha detto:

    comunque volevo dire ad andrea c. che anche le donne possono eccitarsi (o meno) tramite stimoli visivi come può succedere agli uomini

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