Alienazione genitoriale e prigione

Dalla pagina facebook di Libbie Bouffon, autrice di “The biggest power pig wins – on custody law , and how to protect yourself from the game”

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Vi ricordate di Sascha? Ne avevo scritto a maggio.

Dopo quasi 3 mesi rinchiusa nella Vestre Fængsel [la prigione ovest] Sascha è stata rilasciata. Si è scoperto che rinchiuderla era stato un errore.

Traduco per voi:

In Danimarca, un assistente sociale può spedire un genitore protettivo in carcere. Il caso non è mai stato sottoposto a giudizio in un tribunale, quindi un errore nella gestione dei casi può avere conseguenze catastrofiche.

Uno stato di diritto è normalmente definito dalla sua capacità di proteggere coloro che non è dimostrato siano colpevoli di un reato. Tuttavia, questo genere di tutela è scomparso nella legge sull’affidamento danese. Pertanto, Sascha ha trascorso 3 mesi di carcere a causa di un errore amministrativo.

Sascha è stato rilasciata in quanto la Corte d’Appello ha annullato la decisione della Amministrazione statale in merito alle visite paterne. Questo ha sbriciolato ogni capo d’accusa. Ma il caso è ancora in attesa della decisione della Corte Suprema.

Ci dice l’articolo che dà l’annuncio della scarcerazione che la Corte d’Appello ha sospeso il diritto di visita al padre della bambina riconoscendo che l’Amministrazione Statale non aveva preso in considerazione alcuni elementi probatori, come ad esempio le testimonianze degli educatori della scuola materna, dove la bambina aveva raccontato di un episodio di violenza in casa.

Se ricordate, la donna era in possesso di messaggi di testo scritti dal padre, nei quali minacciava di morte lei e annunciava il rapimento della figlia.

Mentre Sascha torna in libertà, in agosto un’altra madre finisce dietro le sbarre, stavolta insieme alla figlioletta di due anni.

Questa donna è stata arrestata a causa della condanna al pagamento di una serie di multe, condanna inflittale perché si rifiutava di consegnare la figlia al padre.

La vicenda, per sommi capi: alla nascita della bambina i due genitori non convivono. Il Tribunale concede al padre due visite alla settimana presso la madre, ma l’uomo non si presenta che un unica volta in sei mesi.

Nonostante questo, quando nel novembre 2013 il padre richiede un nuovo accordo, gli viene concesso senza alcuna difficoltà. Nel contempo l’uomo inizia a denunciare ripetutamente la madre per negligenza, sostenendo con i servizi sociali che la donna sia priva delle competenze genitoriali necessarie a garantire il benessere della piccola.

L’essere continuamente costretta a difendersi da accuse infondate genera nella donna uno stato di stress e di paura, tanto che rifiuta di prendere parte agli incontri protetti organizzati dall’Amministrazione, ma questo suo atteggiamento di rifiuto viene interpretato come “incapacità a cooperare” e condannato senza appello dalla corte.

La madre sostiene che il padre non ha alcuna capacità genitoriale, ma il padre non può essere costretto a sottoporsi ad una valutazione psicologica, perché non hanno condiviso l’affidamento del figlio, e le sue denunce rimangono inascoltate.

Visto che la donna non può pagare, il Tribunale la condanna a 51 giorni di carcere.

Questo è quello che accade in Danimarca, dove la Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo ha effettuato una missione conoscitiva a causa della richiesta d’aiuto di donne, di madri che cercano di ottenere o mantenere l’affidamento dei figli e/o di proteggere  i propri figli da un padre violento.

La petizione presentata denunciava che

“La legge danese in materia di responsabilità genitoriale esige, da un lato, che il minore sia protetto dalle violenze, mentre dall’altro rende obbligatori i contatti tra il minore e i genitori. Generalmente all’amministrazione statale è contestato il fatto che sia molto rigida nell’applicazione della legge per quanto riguarda i contatti, mentre è sorda alle segnalazioni di casi violenti e ignora il diritto del minore di essere protetto e il diritto della madre di proteggerlo a sua volta.

In Danimarca aumentano i casi di donne detenute “per aver tenuto i figli lontano dal padre” e il caso di Sascha dimostra che il problema risiede principalmente nell’incapacità del sistema di valutare adeguatamente quei casi nei quali ci sono prove evidenti di violenza, poiché l’enfasi è posta sulla necessità di mantenere il minore in contatto con entrambi i genitori, a detrimento di una approfondita indagine del contesto.

E’ questo il diritto di famiglia che vogliamo anche in Italia?

L’associazione Doppia Difesa insiste con la sua martellante campagna sull’alienazione genitoriale

doppia difesa

banalizzando un dibattito che dovrebbe coinvolgere la comunità scientifica (la quale si è già espressa contro un costrutto privo del conforto della ricerca)  e contribuendo a generare un clima sfavorevole nei confronti di quelle donne che, dopo una separazione, denunciano il comportamento vessatorio dell’ex partner.

L’avvocata Bongiorno ha sostenuto dalle pagine dei giornali la necessità di sanzionare un fenomeno che definisce “abuso di relazione familiare”

bongiornoDurissima, in questi giorni, la replica della rete D.i.Re, che scrive:

Noi abbiamo esperienza di questo grazie alle migliaia di donne assistite in percorsi di separazione e i cui compagni, padri dei figli avuti in comune, non accettano la scelta della donna di allontanarsi da un uomo violento, controllante e limitante la loro libertà. E’ proprio in questo momento che viene messo in atto il ricatto sui figli, l’utilizzo strumentale dei bambini per continuare a dare disturbo alla madre, per controllarla e renderle la vita ancora un volta più penosa, colpendola negli affetti profondi, così cercando di ottenere da lei la sottomissione su aspetti personali ed economici della nuova organizzazione di vita da separata.

Mi domando: sullo studio di che genere di casistica si fonda la campagna di Hunziker e Bongiorno?

E soprattutto: come può un’associazione che si propone come creata in difesa delle donne sostenere che “non è una questione di genere”?

I tenore di alcuni commenti che corredano i loro post su facebook non accendono loro alcun campanello di allarme? E’ davvero possibile ignorare il fatto che la narrazione del “fenomeno alienazione genitoriale” è intrista di discriminazione nei confronti delle donne?

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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3 risposte a Alienazione genitoriale e prigione

  1. Nato Invisibile ha detto:

    “Il fatto è che loro fanno sempre così, è quasi un secolo che fanno così. Che seguono il modello o, se preferisce, il metodo bolscevico anzi stalinista. Perché sa su che cosa si basa il metodo bolscevico anzi stalinista? Nel perseguitare l’avversario attraverso la calunnia e l’oltraggio e la menzogna. Nel diffamarlo, offenderlo, ridicolizzarlo, demonizzarlo. Nell’attribuirgli cose che non ha fatto, cose che non ha detto. Cose che non ha scritto. Infine, nel mandarlo in un gulag o buttarlo dinanzi a un plotone d’esecuzione.. ” (da Panorama, 15/08/2006, ‘Oriana Fallaci risponde’)

  2. Lilli ha detto:

    Vorrei sapere l’avvocato Buongiorno quante volte all’anno, o al mese, o alla settimana, permette al padre di suo figlio di vedere il bambino, visto che parla tanto delle madri italiane separate in questo periodo…

  3. Primavera ha detto:

    Ma il figlio della Bongiorno ce l’ha un padre???? E la prima figlia della hunziker,vittima pare in passato di santone e simili tanto che sproloquiava nei confronti del suo ex marito e perfino della sua stessa madre durante la durissima e molto CONFLITTUALE separazione, è stata forse affidata a tempo indeterminato ai servizi sociali per allontanarla dal conflitto genitoriale e resettarla??? No!!! Strano, allora il “supremo interesse del minore” vale solo per noi figlie di un Dio minore!!?!! Le trovo ridicole e pericolose e auspico che i centri anti violenza e le associazioni serie organizzino manifestazioni e sit in di protesta contro una proposta di legge pericolosissima. Certo in un paese in cui ogni giorno delinquenti di ogni genere e classe circolano liberi e impuniti voler far arrestare una madre amorevole è veramente un concetto aberrante. E mi chiedo da sempre: noi donne non riusciamo a dimostrare le violenze domestiche e psicologhe mentre loro su quali basi dimostreranno questo abuso di relazione? Avv Bongiorno. .le prove oltre ogni ragionevole dubbio..mi meraviglio di lei..na poi non molto veramente!

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