In fila per il pap test

Ieri mattina ero in fila per lo screening del tumore del collo dell’utero.

In sala d’attesa eravamo solo in due, io e una donna con il velo.

Ora, innanzi tutto dovete perdonare la mia ignoranza, perché io non sono in grado di dirvi cosa indossasse quella donna, se un hijab o un’altra cosa, come non ho la più pallida idea della provenienza geografica di quei diversi capi d’abbigliamento.

L’unica cosa che so per certo è che oggi è automatico, per la maggior parte della gente, associare il velo delle donne all’Islam.

Per la maggior parte della gente, ma non per me, che nasco cattolica.

Quando incontro una donna velata penso immediatamente alle domeniche mattina della mia prima infanzia, quando molto presto andavo a Messa con mia nonna e con sua sorella, e loro, prima di entrare in Chiesa, si mettevano sul capo un velo di pizzo nero.

papa-francesco-monacoQuesta è una foto scattata il giorno della messa di intronizzazione di Jorge Mario Bergoglio.

Forse pochi ricordano che il Codice di Diritto Canonico del 1917 prescriveva alle donne di tenere il capo coperto in Chiesa; oggi non c’è traccia di questa disposizione e ormai questa usanza è caduta nel dimenticatoio; eppure essa era fondata su una disposizione dello stesso Apostolo San Paolo:

Dalla prima lettera di S. Paolo Apostolo ai Corinzi: [11,3]
“Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio.
[4] Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo.
[5] Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata.
[6] Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra.
[7] L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo.
[8] E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo;
[9] né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo.
[10]Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli.
[11] Tuttavia, nel Signore, né la donna è senza l’uomo, né l’uomo è senza la donna;
[12] come infatti la donna deriva dall’uomo, così l’uomo ha vita dalla donna; tutto poi proviene da Dio.
[13] Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto?
[14] Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l’uomo lasciarsi crescere i capelli,
[15] mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo.
[16] Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio”.

Ero seduta accanto a questa donna velata, ieri mattina, e pensavo a come si sarei sentita ad uscire di casa, in Italia, vestita a quel modo, dopo tutto quello che sono stata costretta a leggere e sentire in questi in giorni. E mi sentivo male, proprio male.

Pensavo a mia nonna e a me, che da piccina mi crucciavo di non essere abbastanza grande da avere il mio velo da sfoggiare la domenica mattina.

Mia nonna e mia zia andavano alla prima messa del mattino, quella delle 7:30, mentre tutti gli altri dormivano, perché la domenica era il giorno del riposo; tutti riposavano, ma non loro due, che dovevano cucinare il pranzo per l’intera famiglia riunita. Io, che pensavo di dover diventare quel genere di donna, ero convinta che alzarmi all’alba, invece di rimanere nel letto come i miei cugini, mi avrebbe aiutato.

Di sicuro in qualcosa mi ha aiutato, se ieri, seduta nella sala d’aspetto in attesa di entrare nell’ambulatorio medico, avevo una gran voglia di abbracciare quella donna, per dirle che ero felice che fosse anche lei lì, insieme a me, a usufruire dei benefici dello screening. Sono rimasta seduta lì, in silenzio, a disagio.

Vi scrivo questa cosa, stamattina, perché ieri ho letto questo:

matteo_salviniE poi anche questo:

esercito italiano

Per rispondere a Salvini, che chiede “dove sono le femministe”:

sono il più lontano possibile da te, caro Matteo, il più lontano possibile, con le mani sulle orecchie per non sentire quello che dici e gli occhi chiusi per non leggere quello che scrivi.

Personalmente non nutro più un gran rispetto per una cultura, la nostra, che si fonda sulla sottomissione della donna all’uomo – una cultura che recentemente ci ha regalato straordinarie espressioni del tanto millantato rispetto  – e mi sento molto più simile a quella donna seduta accanto a me nella sala d’aspetto che a chiunque abbia postato quella orribile bandiera italiana.

A lei e a tutte le persone vilipese ingiustamente in questi giorni, io oggi sento il bisogno di chiedere scusa.

Mi dispiace, scusate, mi dispiace tanto.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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47 risposte a In fila per il pap test

  1. Zorin ha detto:

    Francamente c’e’ un solo modo per descrivere queste affermazioni:

    “Personalmente non nutro più un gran rispetto per una cultura, la nostra, che si fonda sulla sottomissione della donna all’uomo – una cultura che recentemente ci ha regalato straordinarie espressioni del tanto millantato rispetto”

    ed e’: delirio allo stato puro.
    Se vorrai cassare questo post lo capisco, le critiche feroci danno fastidio a chiunque, pero’ definire la cultura italiana come “basata sulla sottomissione della donna all’uomo” non merita altro aggettivo.

    Cioe’, questo e’ un paese dove non solo l’uguaglianza assoluta e totale tra uomo e’ donna e’ scritta nella pietra dei codici di legge, ma addirittura sono in vigore “discrimanzioni positive” di legge come quote rosa, eta’ pensionistica, congedi parentali, favoritismi sui turni di lavoro, sui test per entrare in polizia, esercito ecc. tutti favorevoli alle donne e discriminatori nei confronti degli uomini (tutti, compresi gay e transgender).

    In questo paese le portatrici sane di vagina non solo hanno garantita l’uguaglianza integrale con gli uomini, ma godono di innumerevoli favoritismi e privilegi ex lege.

    • Quando mai ti ho censurato,zorin caro,e cosa c’è di diverso oggi, nel tuo commento,rispetto a quello che mi scrivi di solito? Nulla, pertanto sono quasi tentata di copia – incollare qui sotto qualche vecchia risposta al tuo maschio – beta pensiero. ..

  2. Paolo ha detto:

    Salvini mi fa orrore, la lega è pura merda e qualunque molestia e atto di intolleranza verso cittadini e migranti musulmani va condannato ed è un regalo all’Isis.

    Detto questo, tutti i discorsi sul velo delle nostre nonne non cambiano la realtà cioè che oggi per fortuna in occidente non si porta più, la religione è nella maggioranza dei casi slegata dall’abbigliamento fatta eccezione per suore e preti (cioè per chi ha fatto una scelta di vita ben precisa testimoniata anche dalla sua “divisa”) e il fatto che i nostri vestiti siano per lo più “laici” è un progresso, oggi in occidente una ragazza non rischia di essere ripudiata dai suoi stessi familiari perchè s copre troppo o troppo poco e non rischia la vita se si dichiara atea..questo perchè bene o male nella nostra società grazie all’illuminismo abbiamo imparato a fregarcene di quel che dicono i nostri leader religiosi: il pretaccio cattolico dice “niente sesso prima del matrimonio” o “sesso solo per procreare”, la maggioranza dei giovani cattolici lo ascolta e poi fa come gli pare..questa che può sembrare ipocrisia è un progresso poichè le società dove i leader religiosi sono presi sul serio sono società di fatto arretrate.
    Questo non vuol dire che l’occidente sia un paradiso, sopratutto in italia abbiamo ancora sacche molto importanti di bigottismo, maschilismo, sessuofobia, omofobia e i recenti fatti lo dimostrano ma direi che il mondo occidentale nel suo complesso, pur nelle sue contraddizioni,qualche passo nella direzione giusta (quella del laicismo e della libertà sessuale e di coscienza) lo ha fatto dal 1789 in poi, non è stato un cammino facile, è costato lotte e sangue, errori ecc..ma lo abbiamo intrapreso e continueremo a dispetto dei bigotti e dei reazionari di ogni fede.

  3. Dave Brick Pinza ha detto:

    Le associazioni d’idee fanno sempre paura, Isis-musulmano è un’associazione spaventosa. A questo punto citerei anche nazista-cattolico e mafioso-cattolico.

    E per tutti i leghisti starebbe bene anche un zingaro-cattolico: vi piacerebbe essere paragonati ad uno zingaro? Allora lasciate in pace i musulmani che se lo fossi mi darebbe tremendamente fastidio essere paragonato ad un terrorista……

    L’esempio più divertente ce l’ha regalato Checco Zalone nel film “Che bella giornata”. La scena che critica i musulmani per come trattano le donne e poi ordina urlando alla madre di portare tre caffè….. e ci ridiamo su….

  4. Tiziana ha detto:

    premesso che per me ognun può vestirsi come vuole, basta che sia un velo normale in cui sia visibile la faccia, trovo che ci sia una bella differenza tra il velo che le donne mettevano una volta (fino agli anni ’60, poi non si è più usato) solo per andare in chiesa una volta la settimana e un velo sfoggiato prticamente sempre e spesso non per libera scelta.
    Che non tutti i mussulmani siano terroristi è chiaro, ma è altrettanto innegabile che i terroristi, e non da oggi, gli attentati li hanno fatti in nome della religione islamica. per fare un esempio, quando in Italia c’era il terrorismo negli anni ’70 non tutti i comunisti erano terroristi, e non tutti quelli di destra erano terroristi; sta di fatto però che quelli che ammazzavano giornalisti, giudici, persone a random perchè avevano criticato le Br erano comunisti, e quelli che facevano saltare per aria piazze, stazioni e treni erano fascisti; ed entrambi lo facevano proprio in nome della loro ideologia politica. Da lì si è dovuto partire per sconfiiggerli.
    la cultura occidentale, con tutti i suoi difetti, è una cultura libera e non schiava di alcuna religione, anche se per ovvie ragioni è più legata alla religione cattolica; ma non si rispecchia certo solo in essa, abbiamo avuto anche altro!
    e non vedo cosa ci sia di speciale da felicitarsi nel fatto che la signora col velo fosse lì a fare lo screening: o tu ti feliciti di questa cosa anche per la donna con il sari, per quella ebrea (che però non distingui dalle altre), per la suora, per la donna di colore ecc , o non si capisce il motivo. E’ in Italia, vive secondo le nostre regole, è semplicemente normale che fosse lì.
    p.s: sul fatto di rispettare le donne, forse Salvini alludeva al fatto che molti islamici pensano che le donne occidentali, non andando velate, siano “poco di buono”, “facili”, “disponibili”. E sinceramente dà fastidio anche a me.

    • “trovo che ci sia una bella differenza tra il velo che le donne mettevano una volta (fino agli anni ’60, poi non si è più usato) solo per andare in chiesa una volta la settimana e un velo sfoggiato prticamente sempre e spesso non per libera scelta.”
      La differenza sta nella foggia del velo e nella collocazione storica del fenomeno. Ho portato la lettera di San Paolo, che intima alle prime donne cristiane di velarsi “a gloria dell’uomo”, per spiegare che il nostro passato (ancora non del tutto passato) è il loro presente, che la radice del fenomeno è la medesima.
      Tu hai mai riflettuto, Tiziana, sul fatto che l’empatia si basa sul riconoscimento dell’altro come simile, mentre la violenza germoglia quando dell’altro si enfatizza la diversità?
      “Che non tutti i mussulmani siano terroristi è chiaro, ma è altrettanto innegabile che i terroristi, e non da oggi, gli attentati li hanno fatti in nome della religione islamica”: vero, verissimo. E come si arriva da questa considerazione giustissima alla conclusione che si deve guardare con sospetto a chiunque sia musulmano?
      “e non vedo cosa ci sia di speciale da felicitarsi nel fatto che la signora col velo fosse lì a fare lo screening: o tu ti feliciti di questa cosa anche per la donna con il sari, per quella ebrea (che però non distingui dalle altre), per la suora, per la donna di colore ecc , o non si capisce il motivo. E’ in Italia, vive secondo le nostre regole, è semplicemente normale che fosse lì.”
      Intanto, non potevo felicitarmi con una donna con il sari per il semplice motivo che quella mattina – come ho scritto – in fila eravamo soltanto in due, io e la donna con il velo 🙂
      In secondo luogo, pensavo di aver chiarito che a turbarmi era stata quella bandiera con su scritta quella frase molto aggressiva nei confronti dei cosiddetti “ospiti”, riferita chiaramente alle persone non di origine italiana. Il sottotesto di questo genere di affermazione mira a creare disagio proprio nel momento in cui queste persone si approcciano a quei servizi dedicati al cittadino; dire “ricordati che sei un ospite!” significa – secondo me – rimarcare che quei servizi (fra i quali io colloco lo screening) sono solo nostri, sono degli italiani di nascita, e che noi, generosamente, permettiamo agli “ospiti” di usufruirne, proprio come quando qualche invitato a cena usufruisce del tuo bagno.
      Nella realtà dei fatti non è così. Ogni singolo essere umano in questo paese ha diritto all’assistenza sanitaria come a qualsiasi altro servizio. Spesso, però, gli immigrati non ne usufruiscono, soprattutto dei servizi di prevenzione: perché la barriera linguistica – e a volte anche il razzismo degli operatori – li rende diffidenti e schivi, oppure perché non sono informati, non sanno.
      Da queste riflessioni è sorto il mio desiderio di “felicitarmi”.

    • “molti islamici pensano che le donne occidentali, non andando velate, siano “poco di buono”, “facili”, “disponibili”. E sinceramente dà fastidio anche a me.”
      Molti italiani pensano che indossare una gonna troppo corta, o una maglietta troppo scollata renda le donne “poco di buono”, “facili”, “disponibili”. Tutto il mondo è paese, quando si tratta di discriminazione di genere.

      • Tiziana ha detto:

        Oddio, riguardo al velo mi pare che la differenza stia proprio nel fatto che oggigiorno non lo porta più nessuno. e ache quando si portava, era solo indeterminate situazioni, cioè per andare in chiesa: gli uomini non avevano il velo ma dovevano togliersi il cappello, per dire.
        Comunque io non ho mai detto che si deve guardar con sospetto ogni mussulmano…ma che bisogno tenere conto che la radice da cui partono i terroristi, non ci sono alternative. La bandiera e le frasi sono effettivamente forti e fastidiose, ma bisognerebbe riflettere sul fatto che, se si è arrivati a questo punto, non è perchè la gente è cattiva e razzista; è che la maggior parte delle persone sono stufe di sentirsi in qualche modo aggredite e zittite in casa propria, sempre con la scusa “sennò gli stranieri si offendono”. Non festeggiamo il Natale a scuola sennò gli stranieri si offendono; non portiamo gli alunni alla mostra perchè c’è un quadro con un crocifisso e potrebbero offendersi; facciamo le piscine con orari riservati alle sole donne perchè la loro cultura è cosi…..mi fermo qui, ma io francamente penso che, se sono così sensibili da offendersi a morte per un crocifisso in un quadro gli converebbe non uscire più di casa: se gli fanno studiare Dante allora che fanno, si suicidano? per quanto rigurda la piscina uguale: dato che la richiesta viene da una concezione medievale, rimaniamo così e se uno vuole andarci, accetterà quello che c’è qui. come del resto mi pare facciano gli italiani all’estero, che non chiedono cambiamenti speciale, e anche molti stranieri qui in Italia (mai sentiti i cinesi fare lamentele di questo tipo). Possibile che sono io, in casa mia, a dover per forza cambiare?

      • “se si è arrivati a questo punto”: quale punto?
        In Italia non ci sono solo cattolici e musulmani (ci sono anche italiani che professano l’Islam). Ci sono una infinità di confessioni religiose, e ci sono persone che non sono religiose affatto. Quindi cosa c’entra il terrorismo di matrice islamica con il rivendicare una scuola pubblica non ispirata ad uno specifico credo?
        Questo riguardo il tema religione e scuola, che coinvolge molti più italiani di quanti si possa immaginare: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/02/22/quelli-della-teiera/
        Per il resto ti chiedo: quale punto?

      • Antome ha detto:

        Quello poi di dare contentini indebiti ai capricci delle varie religioni è l’esempio del modo più sbagliato e diseducativo di fare multiculturalismo, hai fatto bene a menzionarlo. Cose come non festeggiare il Natale, pur suonandomi un po’ una leggenda, che qualcuno gli abbia dato retta, ovviamente sono fuori dal mondo visto che ai musulmani non è impedito di festeggiare il Ramadan o altre ricorrenze.
        Il discorso casa mia casa tua non lo condivido del tutto, il mondo dovrebbe essere casa di tutti, pur con qualche precauzione, è chi vorrebbe spadroneggiare, dire agli altri come dovrebbero vivere privatamente, che dovrebbe starsene fuori, di qualunque colore sia. Utopia forse, ma non nel senso di Utupos, nessun luogo ma di Eu topos, bel luogo :).
        Mai abbandonare le cosiddette utopie cosiddette irrealizzabili.
        L’Isis, però non bisogna dimenticare che è sono scheggie impazzite di pedine che l’America voleva controllare, tra le altre cose per far fuori Assad e per destabilizzare l’Iran, col beneplacito di Israele. Tutte quelle armi nuove di zecca sono le stesse che sono state consegnate ai “ribelli” anti Assad. Per non parlare di quando si stavano inventando la balla, speculare a quella delle armi chimiche di Saddam, che Assad stesse usando armi chimiche contro i civili, che poi si è scoperto le usavano i “ribelli”, e armi così moderne potevano provenire solo dall’America o dai sauditi.
        Dicono di avere tanta paura dell’Isis e poi lo aiutano a far fuori Assad che è laico? E non dicessero che è cattivo e dittatore, perchè allora i sauditi cosa sono?

      • Paolo ha detto:

        antome, che l’america abbia sbagliato a sostenere i ribelli anti-assad senza discernere tra “moderati” e “fondamentalisti” è la pura verità,del resto rientra tutto nell’errore gigantesco che l’Occidente ha fatto nel soffocare il nazionalismo arabo laico, l’errore che ha fatto nelrovesciare il laicissimo e socialista Mossadeq in Iran, l’errore che ha fatto nel sostenere la guerriglia anti-sovietica in Afgnanistan tutto questo ha contribuito a portarci al punto in cui siamo (certo i vari Nasser, Saddam, Gheddafi ecc..sarebbero caduti lo stesso forse ma l’occidente ha accelerato le cose dando un oggettivo aiuto al fanatismo religioso a cui quei dittatori, violenti quanto si vuole, facevano da argine) ma questo non deve portare all’esagerazione di dire “l’occidente ha creato Isis e Al Qaeda” perchè non è così..e se nei paesi di cultura islamica (a eccezione della Tunisia) la sola alternativa credibile al fondamentalismo sono regimi autoritari più o meno laici (anche in Turchia la laicità dello Stato è garantita dall’esercito fedele alle idee fortemente laiche e modernizzanti di Ataturk, perciò Erdogan vuole ridurne l’influenza) la colpa non è solo dell’occidente.

        le utopie sono una bella cosa in teoria (oddio non sempre, dipende da chi le sogna) ma sono pessimista sulla pratica

  5. Maura ha detto:

    L islam mprigiona le donne velandole, l occidente, svelandole. Quante vittime fa la prova bikini? Anoressia, depressione, assenza di autostima , bullismo, emarginazione…..

    • Paolo ha detto:

      No! L’anoressia non centra nulla con la prova bikini,non centra con le modelle! https://beizauberei.wordpress.com/2015/10/17/vecchie-note-sulle-anoressie/

      e no l’occidente non opprime le donne sveladole, chi mette sullo stesso piano bijini e burka, chi ripete stupidaggini come “la taglia 42 o i tacchi sono il burka occidentale” è in malafede oppure è un cretino, un imbecille, uno stupido! Sono stufo di sentire queste stupidaggine terzomondiste: le culture non sono tutte uguali! Una cultura che ha recepito l’illuminismo, il laicismo e la libertà sessuale è MIGLIORE di una che non le ha recepite

      Tu cara Maura hai la fortuna di vivere nell’occidente laico e liberale dove non solo le donne si mettono in bikini senza rischiare di essere lapidate fisicamente da dei fanatici religiosi nessun genitore ti ripudia o ti uccide perchè ti vesti in un certo modo o ti dichiari atea! E’ una grande fortuna che hai ed è costata secoli di lotte,se non riesci ad apprezzare la fortuna che hai avuto a nascere e vivere nell’occidente laico (certo l’Italia è il Terzo Mondo rispetto agli USA e sopratutto alla Svezia o alla Francia o all’Olanda, questo è vero) puoi trasferirti altrove

      • http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18524749
        In questo studio del 2008, durato sette anni, sono stati esaminati 12500 tra maschi e femmine, con una leggera prevalenza femminile, di età compresa tra i 9 e i 15 anni.
        Nei sette anni di follow-up, il 4,3% delle femmine e il 2,3% dei maschi hanno iniziato a mangiare in modo compulsivo, mentre il 5,3% delle ragazze e lo 0,8% dei ragazzi hanno iniziato a vomitare per tenere sotto controllo il peso. In pochi hanno evidenziato entrambi i comportamenti. A ciò si aggiunge il fatto che le ragazze con meno di 14 anni, le cui madri hanno avuto una storia precedente di disordine alimentare avevano una possibilità tre volte superiore di cadere nel problema, un problema non rilevato nelle ragazze più grandi. A ciò va aggiunto il tentativo, più spiccato tra le ragazze, di somigliare a modelli televisivi, mentre i maschi sembrerebbero più sensibili al commento da parte dei padri.

      • Paolo ha detto:

        io t ho messo il link di una psicologa che lavora con pazienti anoressiche,e che ridimensiona il ruolo dei media, io sto a quello che dice lei..puoi mettermi tutti i link che vuoi io idea non la cambierò mai e sopratutto non cambio idea sul fatto che l’Occidente laico e liberale e un milione di volte meglio delle teocrazie islamiche, è meglio per gli uomini, è meglio per le donne, è meglio per tutti anche per quelli che non sanno apprezzare la fortuna che hanno avuto a nascere in questa parte del mondo e blaterano di prova bikini! (e non prendono neanche in considerazione l’idea di non metterlo proprio il bikini dato che qua in occidente esistono anche spiagge nudiste per fortuna, spiagge che nei paesi islamici non troverete, ed è un altro punto a favore dell’occidente).

      • Tu puoi stare con la versione della storia che preferisci, su questo non ci piove.
        Però ricorda che le osservazioni che scaturiscono dalla pratica con i pazienti possono produrre nuove ipotesi, ma non provano assolutamente nulla finché non sono sottoposte al vaglio della ricerca scientifica. Questo come principio generale.

      • Paolo ha detto:

        Quel che avevo da dire l’ho detto. E i film sono pieni di attori e attrici normopeso o anche magri “sani” cioè non scheletri appena usciti da Auschwitz (a meno che non debbano interpretare personaggi appena usciti da Auschwitz)…
        E comunque anche vedere un lieve (ho detto lieve!) sottopeso come sinonimodi “non sano” potrebbe essere considerato bodyshaming

      • http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10555723
        Questo studio ha esaminato 6982 ragazze tra i 9 e i 14 anni.
        Leggiamo nelle coclusioni dell’abstract: Both peers and popular culture, independent of each other, exert influence on girls’ weight control beliefs and behaviors. Therefore, to make eating disorder prevention programs more effective, efforts should be made to persuade the television, movie, and magazine industries to employ more models and actresses whose weight could be described as healthy, not underweight.
        Traduco: Sia il gruppo dei pari che la cultura popolare, in modo indipendente l’uno dall’altro, sono fattori che influenzano le idee e i comportamenti inerenti al peso delle ragazze. Pertanto, per rendere i programmi di prevenzione dei disturbi alimentari più efficaci, gli sforzi dovrebbero essere rivolti a convincere la televisione, i film, le riviste a impiegare più modelle e attrici il cui aspetto può essere descritto come sano, non sottopeso.

        Giusto per chiarire che se è vero che i fattori che influenzano l’insorgere dei disturbi alimentari sono molteplici, negare l’influenza del contesto culturale non è produttivo di miglioramenti per la salute di tutti.

        Io sono consapevole di essere fortunata, ma questo, Paolo, non mi impedisce di desiderare di migliorare le cose.

      • Antome ha detto:

        Son d’accordo che non è neocolonialismo affermare che l’illuminismo fa certamente vivere meglio dell’oscurantismo, anzi il neocolonialismo è ciò che ha fatto prosperare questi gruppi terroristici, ultimo l’isis, contro Assad e l’Iran, dando armi, finanziandolo e creato terreno più fertile per la loro propaganda, ma è un altro discorso. L’affermazione che le culture a prevalenza islamica non l’hanno recepito può essere equivoca, non penso che non l’abbia recepito, semplicemente non era nella posizione storica per averlo in casa, diciamo. La “cultura” inoltre non è un monolite, anche quella “occidentale” è un po’ tutto ed il contrario di tutto e non è di certo all’altezza dell’illuminismo. La cultura illuminista è migliore, quindi, non l’occidente per aver avuto la fortuna di averlo “in casa”. E’ quel qualcosa che ha portato a coltivare il dubbio, che viveva in Galileo, col metodo sperimentale, Copernico e Giordano Bruno, prima ancora che si diffondesse, quindi è un distillato, per quanto migliorabile, di ciò che ha portato l’uomo a migliorare il proprio approccio logico, il dubbio, talvolta l’irriverenza, la messa in discussione dell’autorità, tante altre cose. Per quanto qualche complottista che butta il bambino con l’acqua sporca si metta a blaterare che la rivoluzione francese venisse dai massoni, vero, e fosse una rivoluzione usata dai borghesi, vero, guai a buttare ciò che c’è di buono in qualcosa col bulldozer del complottismo cieco e acritico, e che talvolta gira gira, porta sempre al solito complotto giudaico, beware.
        Ehm, dicevo :), quindi come si è detto la differenza non è certo tra l’Islam e la Bibbia, dove di odio e retrivia ce n’è in abbondanza in entrambi, punizioni per adultere e infedeli a gogo e i soliti versi di pace… per i correligionari. La differenza sta nel numero di persone critiche e che mandano a quel paese i predicatori religiosi. Poi, in un certo senso il Vangelo, essendo obiettivamente più pacifico della Bibbia ha fatto da argine, ma, stranamente, gli inquisitori hanno continuato ad applicare la Bibbia. Questo cosa ci dice? Che la differenze è in ambito politico e di potere, che, essendo, in queste civiltà legato a doppio filo con la religione, è molto più pervasivo. La paura di ribellarsi e dire di no è molto più totalizzante.
        Ma molte islamiche, qui, si tolgono il velo e preferiscono professare a modo loro, per dire.
        Nel caso dei curdi, poi, stanno insieme anche agli yazidi, che sono cristiani ed esistono correnti femministe e di liberazione della donna.
        E la rivoluzione egiziana è partita dai libertari, atei o musulmani moderati, se vedi un documentario si nota la contrapposizione con la formazione oltranzista dei Fratelli, che ha cavalcato la protesta, dirottandola, mettendosi poi d’accordo coi militari per fare fuori Mubarak.

      • Paolo ha detto:

        “Ma molte islamiche, qui, si tolgono il velo e preferiscono professare a modo loro, per dire.”

        spero che sia come dici, io temo che molte proprio perchè si trovano in un paese di “infedeli” riscoprano l’islam come tratto “identitario forte”.

  6. Paolo ha detto:

    e insisto che forse ci sarebbero meno problemi se si accettasse serenamente l’esistenza di corpi maschili e femminili, magri o in carne fisicamente più belli di altri (e pure questi “altri” possono piacersi e piacere a qualcuno ma è un discorso che abbiamo già fatto)

    • Antome ha detto:

      E’ vero. Ma non di meno lo studio che citi e citasti tempo fa non credo che contraddica l’osservazione empirica che conferma la presenza di donne che sono anoressiche perchè non si piacciono, semplicemente pone un’altra interessante casistica e prospettiva (l’anoressia “intellettuale”, appunto).

  7. Nick ha detto:

    Ricciocorno, allora chissà come ti ha fatto schifo vedere il presidente della Camera Laura Boldrini entrare, l’anno scorso, nella Grande Moschea di Roma con il velo in testa.

  8. Nick ha detto:

    Riformulo la domanda: nel vedere una donna, che copre il ruolo della Terza Carica dello Stato, importantissimo, diventata tale grazie ai suoi meriti virtù e intelligenza, simbolo della lotta delle donne contro la discriminazione di genere ed il sessismo, entrare in una moschea con il velo in testa, rendendo omaggio ad una religione che, non diversamente dalla chiesa Cattolica, considera la donna subordinata all’uomo, umiliando con il suo gesto tutte le donne liberi ed indipendenti; vedendo questo quindi, avrai provato una forte delusione verso questa persona ?ti sarà venuto in mente tua nonna?

  9. Il rasoio di Occam ha detto:

    Giorni fa un uomo a Londra ha buttato una donna con l’hijab sotto a un treno. Ho letto oggi di sfuggita che una giornalista italiana si è messa il niqab per un’inchiesta ed è stata molestata (per completezza, anche il giornalista che portava la kefiah è stato insultato). Nel giro di tre giorni a Toronto, tre donne musulmane (una con dei bambini) sono state fisicamente aggredite da uomini con contorno di insulti razzisti . Mi ricordo ancora la Santanché che andava in giro strappando il velo dalla testa delle donne…

    Ora al di là del clamore sulla prima donna kamikaze, se proprio uno vuole generalizzare sui terroristi, è innegabile che il 99% sono uomini, perché vengono aggredite le donne? Perché sono donne e visibilmente “diverse”, quindi un facile capro espiatorio.
    Più che un simbolo di oppressione, il velo è diventato il comodo parafulmine di ogni ansia sociale…la minigonna al rovescio. Se lo è messo in testa, se l’è cercata…

    Al di là di ogni considerazione sul velo e sul suo significato, chi ha a cuore i diritti delle donne musulmane (e non), dovrebbe stare attento a gettare benzina sul fuoco della paranoia, peché sono loro le prime a farne le spese, come al solito.

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  11. Valeria Palazzolo ha detto:

    Le famiglie che ammazzano le figlie perché non mettono il velo sono quelle che leggiamo sui giornali (e leggiamo peraltro anche di famiglie e uomini italiani che amnazzano le donne per i motivi più vari). Nella stragrande maggioranza dei casi (lo so bene perché di alunne arabe, soprattutto senza velo, ne ho avute a decine) le famiglie rompono le scatole e sfiniscono coi predicozzi, i sospiri, le alzate di spalle e le occhiatacce. Esattamente come hanno sempre fatto i miei parenti perché io mi sono sempre rifiutata di depilarmi l’inguine. Poi se vogliamo discutere di quanto, dal nostro punto di vista, una cultura laica sia più avanzata rispetto a una religiosa io posso anche essere d’accordo. Però adeguarci a un’immagine di cultura islamica monolitica e da cartolina contro l’Occidente liberale in cui ognuno fa quello che vuole senza nessuna conseguenza fa veramente scendere la catena.

    • Paolo ha detto:

      mai sentito di una famiglia occidentale che ammazza la figlia perchè questa non vuole depilarsi l’inguine (ma magari è colpa della stamoa ce ce lo nasconde) invece ho letto di genitori che hanno ucciso una figlia che non voleva mettersi un pezzo di stoffa in testa.
      Cara Valeria se l’Occidente liberale non ti piace puoi trasferirti in Arabia Saudita, in Afghanistan, nessuno vuole trattenerti qui se ti trovi male.

  12. Valeria Palazzolo ha detto:

    Paolo, ammetterai che questi non sono argomenti, o almeno di avere letto male. (e quella finale è una frase fatta non degna di una persona intelligente quale mi sembri). Per esempio di aver saltato il punto in cui affermo che dal nostro punto di vista una cultura laica è meglio di una religiosa. Oppure non hai voluto capire il mio discorso, molto semplice: ci sono famiglie, dappertutto, in cui mogli e figlie vengono ammazzate: per i motivi più svariati, compresa l’appartenenza culturale o religiosa. Ah, peraltro nel Sud, ma non solo, (vengo dal Sud) anche ad alcuni figli maschi capita di essere uccisi: per esempio perché gay . Quello che cerco di dirti, e credo, permettimi, di avere forse una conoscenza dell’Islam un po’ più ampia rispetto a quello che viene fuori dai titoloni dei telegiornali, è che nella maggior parte dei casi l’ostracismo rispetto alle abitudini delle figlie si manifesta esattamente nello stesso modo in cui si manifesta da noi; e che credere che tutte le ragazze che non si mettono il velo (tantissime, credimi) vengano ammazzate significa appunto farsi raccontare la realtà dai titoli dei telegiornali. Quindi faccio parte di quegli stupidi che ritengono che, anche se non certamente allo stesso modo, la costrizione sul corpi femminili appartenga a tutte le culture e che non si è, come tu credi, davvero così libere di fare ciò che si vuole del proprio corpo nemmeno qua: io sono anni che devo andare al mare in pantaloncini e ti assicuro che non sempre mi fa piacere. Ma tu non rischi di essere ammazzata: bene, nemmeno loro. Dopodiché, naturalmente, penso che non vorrei per nessun motivo essere donna in Afghanistan o in Arabia Saudita. Però penso anche che questo Occidente, proprio perché liberale, deve pure guardare le proprie rogne, invece di additare solo quelle degli altri: pure se sono rogne più gravi.
    Se però dobbiamo usare queste frasi stupide da comizio di Salvini, davvero, mi cascano le braccia.

    • Paolo ha detto:

      Se è per questo neanche tutti i gay vengono ammazzati dai genitori (e mi pare che in Occidente non sia proprio abituale) ma anche uno solo è già troppo, allo stesso modo anche una sola ragazza uccisa dai genitori perchè non porta il velo è una di troppo. E comunque il velo è un simbolo il fatto è che non puoi abbandonare l’islam per l’ateismo (ma pure per un’altra religione o se volessero frequentare un ragazzo non musulmano), non puoi divenire ateo perchè l’apostasia è punita con la morte: se le ragazze arabe che conosci e che si sono tolte il velo volessero anche fare altre cose tipo abbandonare la religione islamica, tutte le famiglie si limiterebbero ad alzare gli occhi al cielo, rimbrottare, fare la faccia delusa come fa mia madre cattolica con me agnostico e anti-clericale convinto? Lo spero.
      Valeria tu d’estate non sei obbligata a metterti i pantaloncini, se te li metti è perchè lo vuoi altrimenti ti metteresti il bikini e affronteresti le eventuali prese in giro (che sono la cosa peggiore che può capitarti mentre invece alle ragazze di cui sopra può capitare di peggio che le prese in giro di qualche imbecille) poichè nessuno ha il diritto di denigrarti per un po’ di peli pubici che ti escono dal costume: (e comunque chi si depila anche solo per estetica è persona libera e autentica come chiunque altro)

      • Valeria Palazzolo ha detto:

        Paolo, se trovi dove mai ho detto che chi si depila non è persona libera e autentica, ti giuro che esco per sempre da questo blog e mi pago dieci sedute di elettrodepilazione permanente. La domanda è: quante donne islamiche conosci? E perché parli di ateismo e e apostasia? L’ ho detto da subito che in linea di massima preferisco una società laica a una religiosa. Qui stiamo discutendo di costrizione sul corpo. E ti assicuro che io i pantaloncini me li metto non perché qualche imbecille mi prende in giro, che c’ho più di quarant’anni e chissà cosa me ne frega, ma perché mia madre, che è peraltro un’intellettuale liberale, mi ha scassato i cabasisi all’infinito rimproverandomi di offrire ai parenti tutti uno spettacolo tanto indecente. Avrei potuto cedere; ma siccome sono capa tosta, ho deciso di non cedere e di stare scomoda: a questo punto ha smesso. (Chi ti dice che io mi voglia mettere i pantaloncini?) E in ogni caso: perché qualche imbecille dovrebbe prendermi in giro? E perché i miei parenti, pardon, devono stare a guardare la mia passera e ciò che le sta intorno invece che farsi gli affari loro? Perché anche noi, ti assicuro, siamo COSTRETTE ad agire sul nostro corpo modellandolo sui canoni vigenti. Anche se non vogliamo. Quello che sto cercando di dirti è che nel 99,9 per cento dei casi questo è esattamente quello che succede alle ragazze islamiche che non vogliono mettere il velo. Poi ci sono le famiglie assassine; e mi è bastato mettere tre parole in fila su Google per trovarne una in Italia. Dopodiché: la cultura islamica (e già definirla in modo unitario è un’estrema forzatura) è più coercitiva della nostra sul corpo delle donne? Forse si. Però le donne islamiche sui loro veli ci ragionano continuamente: a volte scegliendo di metterli, a volte di toglierli. Noi invece ci sentiamo liberissimi e non lo siamo; ma non lo sappiamo neppure e pretendiamo di dare lezioni agli altri.

      • Paolo ha detto:

        Valeria, insisto che la questione del velo e quella dell’inguine peloso sono imparagonabili! per quanto tua madre possa essere rompiscatole non ti avrebbe mai ripudiato perchè hai l’inguine peloso, nè i parenti ti avrebbero ripudiato, tu puoi scegliere se depilarti o meno il peggio che ti può capitare è un parente inopportuno che puoi mettere al posto suo con una occhiataccia o con un bel vaffa in casi estremi, una donna musulmana che non solo si toglie il velo ma abbandona l’islam rischia un po’ di più (poi per carità se mi dici che la maggioranza delle famiglie islamiche è composta da gente che mugugna ma tutto sommato accetta un figlio che non vuole più essere musulmano, meglio così, vuol dire che nei Paesi islamici non c’è nessun problema di laicità..ma mi sembra che la realtà sia diversa).
        Io penso che uomini e donne occidentali siano molto più liberi (anche nel look e nell’estetica) che uomini e donne di altre aree solo che in occidente ci sono alcune persone, nella maggior parte dei casi appartenenti alla sinistra radicale, a cui piace raccontarsi di non esserlo, e che in fondo non c’è differenza tra nascere donna o gay a San Francisco e nascerlo a Kabul..e questa è palesemente una cavolata, non perchè in ccidente non ci sia sessismo, omofobia, violenza sulle donne, sì c’è anche qui ma qui lo si può combattere meglio e tra i motivi per cui si può combattere meglio è che il look della maggior parte degli occidentali non appartenenti al clero è laico, privo di valenze religiose, inguine incluso. Ripeto: quando il velo delle donne di cultura islamica sarà un indumento femminile con una valenza tutt’al più estetica e non sarà più legato a un’appartenenza cultural-religiosa (per non dire ideologica) ne riparleremo, fino a quel giorno l’equazione depilazione = velo non regge.

      • Valeria Palazzolo ha detto:

        Ma dov’è che ” l’apostasia è punita con la morte?” in Tunisia no, in Egittp nemmeno, in un sacco di altri paesi islamici il reato di apostasia non esiste nemmeno. Lo sai che la costituzione tunisina è laica e avanzatissima? Vedi, abbiamo un’idea di Islam sterotipata e monolitica. E’ ciò che ci permette di sentirci fighi, d’altronde.

      • Paolo ha detto:

        Tunisia e Turchia ma aggiungiamo il Marocco sono paesi molto laici ma anche in quelle società la religione risulta più importante in media di quanto non lo sia a Oslo o ad Amsterdam, e questo fa la differenza anche rispetto alla libertà femminile, fa la differenza rispetto alla libertà di chiunque.
        certo in Tunisia l’apostasia non è punita dalla legge e neanche l’omosessualità forse ma io proporrei di fare un confronto tra come vive un ateo e un gay (dichiarato) a Tunisi o a Il Cairo e come vive a San Francisco a Stoccolma. e poi vuoi ripeterti che “è la stessa cosa” e chi non la pensa come te è un ignorante che si informa su Rete 4 fa pure

    • Paolo ha detto:

      valeria ma ho forse negato questi episodi? Il fanatismo religioso, l’intolleranza, l’omofobia esistono anche in Occidente ma nell’Occidente laico (e l’Italia ha un deficit di laicità) puoi combatterli meglio.che altrove
      Comunque se vogliamo fare la “guerra dei link” io posso riesumare dal web un po’ di articoli su Hina Saleem e Sanaa Dafani, ma a che sere? L’intolleranza omicida del padre di famiglia cristiano non cancella quella del padre di famiglia musulmano, sono due padri di famiglia intolleranti e bigotti.e criminali Punto

      • Valeria Palazzolo ha detto:

        Allora siamo d’accordo, vedi: i padri di famiglia intolleranti, bigotti e violenti sono da tutte le parti, e dire “le famiglie islamiche ammazzano le figlie perché non mettono il velo” è una sciocchezza quanto dire “non sposerei mai un italiano perché gli italiani ammazzano le mogli” oppure “le famiglie italiane ammazzano i figli gay”. Ecco.

  13. Paolo ha detto:

    il problema però non è tanto il velo ma la sua valenza pesantemente cultural-religiosa e in qualche caso morale, se il velo fosse un indumento laico dal valore tutt’al più estetico davvero il fatto di indossarlo o non indossarlo avrebbe più o meno le stesse conseguenze del depilarsi o no l’inguine, ma così non è perchè c’è la religione di mezzo

    • Valeria Palazzolo ha detto:

      Le cause saranno pure diverse, ma le conseguenze sono simili. La costrizione è simile. Non uguale, ma simile. Ah, già, ma dimenticavo: le conseguenze le conosci tu, e non sono simili: a me, del resto, piacciono un sacco i pantaloncini perché non sono un simbolo religioso (fa la differenza) e, ci mancherebbe altro, non sono costretta. Meno male che me l’hai detto, Paolo: adesso sono una donna diversa.

  14. Valeria Palazzolo ha detto:

    Paolo, ti ripeto la domanda: quante donne islamiche conosci? E perché continui a tirare fuori l’apostasia? Il fatto stesso che non ti basti parlare del velo ma tu debba sempre aggiungere ad esso il tema dell’abbandono della fede è una spia evidente del fatto che invece il paragone regge eccome. Comunque è interessante non tanto il fatto che io ti dica di avere una certa esperienza di Islam (ho studiato l’arabo, ho scritto sul Corano, lavoro adesso in carcere prevalentemente con islamici) e che tu risponda con il tuo sentito dire da Retequattro sull’Islam (si sa, sul web siamo tutti esperti). E’ particolare il fatto che io ti porti l’esempio di una costrizione estetica che ho subito e subisco tuttora e tu continui a ribadire: no, nessuna è costretta. E’ un po’ come se tu ti lamentassi di un mal di testa lancinante e io ti rispondessi: no, non è vero, non ce l’hai.

    Vogliamo parlare di laicità? no, la società islamica, a patto che ne possa esistere una definizione unitaria, non è laica, e io preferisco le società laiche, ma questa è proprio l’ultima volta che lo dico perché, forse a differenza di te, non mi piace ripetermi. Vogliamo parlare di libertà femminile dai canoni estetici? No, le donne occidentali non sono libere. E, poiché non mi piace ripetermi, per l’ultima volta ti dico che mia madre non mi avrebbe ripudiata come non mi avrebbero ripudiato nemmeno migliaia di mamme islamiche se avessi scelto di non portare il velo. Siamo più libere noi di loro? Dipende dal loro, perché le società islamiche sono diversissime: c’è l’Arabia Saudita ma ci sono pure diversi movimenti per la laicità, pensa un po’. E ci sono diverse motivazioni per cui le donne portano il velo o non lo portano. Però proprio essere più libere, se davvero lo siamo, dovrebbe significare ragionare meglio sulle imposizioni che ci sono, non rimuoverle e giocare al migliore dei mondi. Posso scegliere di aderire o no ai canoni estetici dominanti? Spesso no. Se lo faccio, pago pegno: lo stesso loro. Ah, già, ma a me piacciono i pantaloncini.
    Vero Paolo, sai che? Mi hai convinta; lo sai meglio di me, evidentemente: sono una donna occidentale e libera, tu non hai mai avuto mal di testa e i pantaloncini al mare mi piacciono un sacco, mi piacciono un sacco, mi piacciono un sacco.

    • Paolo ha detto:

      senti Valeria se vuoi ripeterti che il velo è uguale alla depilazione per sentirti “intelligente e multiculturalista” fai pure..solo che non è vero. Lo collego al discorso di abbandonare l’islam perchè il velo delle donne musulmane ha per molti/e anche una valenza religiosa che la depilazione occidentale non ha. Quando portare il velo sarà un fatto tutt’al più estetico senza altre valenze culturali-religiose-identitarie allora il paragone reggerà ma non è così, quando non sarà caricato di significati legati al “pudore” e alla “protezione dallo sguardo maschile” (per cui se non te lo metti vuol dire che no ti stai proteggendo e quindi “te la vai a cercare”) allora il paragone con la depilazione reggerà ma non è così.
      La cosa peggiore che può capitarti se vai al mare senza inguine depilato è la presa in giro di qualche idiota e le rotture di scatole di tua madre cose spiacevoli certamente, alle ragazze musulmane che non mettono il velo capita di peggio, se poi tu conosci ragazze musulmane fortunate che non portano il velo (e magari mettono la minigonna) senza che le famiglie le ripudino o le chiamino “infedeli” bene ma finchè ci sarà anche un solo caso Hina Saleem (io ho nominato Hina Saleem e Sanaa Dafani perchè sono delitti avvenuti in Italia e li conosco ma quanti ne accadono nei Paesi d’origine? Mi risulta che in Giordania, che è un Paese musulmano “laico” in teoria, il “delitto d’onore” non sia proprio rarissimo come non lo era nella Sicilia di sessant’anni) velo e depilazione resteranno imparagonabili non importa quanto tua madre sia rompipalle (devo ancora conoscere un genitore che non rompa le palle per i motivi più disparati), e i casi Hina Saleem si verificano proprio perchè portare il velo non è un fatto principalmente estetico, come la depilazione occidentale ma è anche se non principalmente un fatto legato al credo religioso, alla morale religiosa e alla morale sessuale. più la società si laicizza più è libera, le cose stanno così, e le donne che curano la propria estetica in un modo piuttosto che in un altro sono libere come chiunque altro ma se vuoi ripeterti che non è così ok
      Un fondamentalista islamico intelligente come l’ayatollah Khomeini lo ha detto chiaro “Ciò che ci spaventa di voi occidentali, ciò che non vogliamo è la vostra morale” e non la vogliono perchè è secolarizzata
      Che poi ripeto: se una donna musulmana vuole indossare il velo e si dichiara libera e felice io le credo, non mi azzardo a mettere in discussione la sua libertà interiore (e non lo faccio neanche con la depilazione) ma io so questo: la figlia della donna depilata può non depilarsi senza rischiare la pelle o il ripudio, il rischio di essere ripudiata è zero, la figlia della donna velata (sopratutto se parliamo di niqab e veli integrali) non può dire lo stesso, il rischio può essere scarso ma non è mai zero e questo è a causa del significato religioso del velo.

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