Il 25 novembre di Adiantum

Noiosa premessa:

Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Perché esiste la “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” e non esiste la “Giornata internazionale contro la violenza sugli uomini”? Non subiscono violenza anche gli uomini?

Si, anche gli uomini subiscono violenza. Ma, come spiega splendidamente l’Accademia della Crusca, c’è una particolare forma di violenza che le donne subiscono in virtù della loro appartenenza ad un genere discriminato, ed è quella violenza “esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte“.

La Giornata è stata istituita dall’Onu con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999, e òa stessa Dichiarazione adottata dall’Assemblea Generale Onu parla di violenza contro le donne come di “uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini“.

L’istituzione di questa giornata intende sminuire il disvalore sociale del comportamento violento quando è rivolto contro un cittadino di sesso maschile?

No, certo che no.

Ci dice l’Istat:

Gli uomini uccisi (368 nel 2012, pari all’1,3 per 100.000 maschi) sono prevalentemente vittime di omicidi per furto o rapina e da criminalità organizzata, mentre gli omicidi delle donne sono consumati maggiormente in ambito familiare. Per questo motivo i tassi per gli uomini ricalcano il trend in diminuzione che caratterizza omicidi da criminalità organizzata e per furto, mentre quelli per le donne rimangono sostanzialmente stabili, con il risultato finale che, sul totale delle vittime, aumenta la quota di vittime femminili e diminuisce la componente maschile. Le donne uccise nel 2012 sono state 160 (0,5 per 100.000 donne), prevalentemente in ambito familiare. I dati di Polizia indicano, per il 2012, che il 46,3% delle donne è stata uccisa da un partner o da un ex-partner (erano il 54,1% nel 2009 e il 38,7% nel 2004), il 20% da un parente e il 10,6% da un amico o un’altra persona che conoscevano. Le persone uccise da un estraneo sono solo il 14,4% del totale delle vittime donna, mentre per gli uomini tale percentuale è pari al 33,4%. Gli uomini sono uccisi, inoltre, prevalentemente da autori non identificati (45,4% contro l’8,7% nel caso delle donne) e in minima parte da partner o ex-partner (2,2%) e da parenti (10,3%). [pagg.157-158]

Quello che si nota immediatamente è che vengono uccisi più uomini che donne (1,3 contro lo 0,5 su 100.000), ma che la violenza nelle relazioni sentimentali miete molte più vittime fra le donne che fra gli uomini: il 46,3% contro il 2,2%.

Ci dice sempre l’Istat che nel quinquennio 2009/2014:

6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri… I partner attuali o ex commettono le violenze più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente… Considerando il totale delle violenze subìte da donne con figli, aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito ad episodi di violenza sulla propria madre (dal 60,3% del dato del 2006 al 65,2% rilevato nel 2014).

L’Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia ci dice che:

La violenza assistita costituisce la seconda forma di violenza più diffusa tra quelle registrate: circa 1 bambino su 5 fra quelli maltrattati è testimone di violenza domestica intrafamiliare. [pag.33]

A partire da questi dati sono legittimata a dedurre che, nella maggior parte dei casi, il responsabile di quella particolare forma di maltrattamento che viene definita “violenza assistita” (peraltro molto diffusa) è di sesso maschile?

Secondo Adiantum, Associazione di associazioni nazionali per la tutela dei minori, non posso.

Per questo motivo, Adiantum ha deciso di celebrare il 25 novembre prendendosela con Siria Trezzi, Sindaca di Cinisello Balsamo

adiantum_25novembre

responsabile di aver promosso la campagna “Cattivo esempio”, realizzata da studenti del corso triennale in Comunicazione Pubblicitaria di Ied Management e Comunicazione di Milano con i loro docenti, e nata da una collaborazione con il Comune di Cinisello Balsamo, la Regione Lombardia, l’Azienda Sanitaria Locale Milano, gli Ospedali Buzzi e Bassini, la Cooperativa Il Torpedone e il periodico locale La Città.

cinisello balsamo

Abbiamo già visto, analizzando altri articoli, che secondo Adiantum parlare di apertamente di violenza di genere è intollerabile, perché “la violenza non ha sesso né genere“.

I dati che ci dicono che a morire in famiglia, per mano del partner, sono il il 46,3% delle donne contro il 2,2% degli uomini sarebbero, secondo Adiantum, “propaganda donnista“, e la campagna di comunicazione promossa dal Comune di Cinisello Balsamo sarebbe “discriminazione strumentale di genere“.

Ma la discriminazione sarebbe “strumentale” a quale fine? Ci dice Adiantum: strumentale ad “alienare” i bambini:

vengono utilizzate frasi attribuibili a figli in età minore e quindi la comunicazione si pone di fatto come alienazione strumentale e istituzionale sui minori

perché

coinvolgere i bambini nella disinformazione di genere è un pessimo esempio di Educazione Sociale.

Accantonando per un attimo l’argomento “disinformazione”, vorrei farvi notare che quelli “coinvolti” nella campagna sono bambini disegnati, non sono veri bambini; qui si prospetta una nuova sindrome: la SAF, la sindrome da alienazione dei fumetti, per cui attenti amici illustratori!

A proposito di “disinformazione”, invece, vi ricordo che a partire dal 2012 a mezzo stampa sono stati diffusi i risultati di una ricerca condotta dal professor Pasquale Giuseppe Marcrì dell’Università di Arezzo, Fabio Nestola, nel consiglio direttivo di Adiantum insieme ad un altro membro bel gruppo, la Psicologa Sara Pezzuolo, che fra le altre cose scrive nel portale http://www.papaseparati.it, e la Dottoressa Yasmin Albo Loha, anche lei membro di Ecpat Italia nonché membro del CSA Fenbi (Centro Studi Applicati Federazione Nazionale per la Bigenitorialità). Secondo questa ricerca ben 5 milioni di uomini sarebbero vittime di violenza da parte delle donne e 3,8 milioni avrebbero subito violenza sessuale.

4milioniuoministuprati
Dati allarmanti, tanto che il 26 febbraio 2014 l’On. Tiziana Ciprini, del Gruppo parlamentare Movimento 5 stelle, ha depositato un’interrogazione a risposta scritta sul tema della ‘violenza femminile contro gli uomini’ basata su questo studio.

Purtroppo, come ci ha spiegato all’epoca la Dr.ssa in Statistica per le Analisi Demografiche e Sociali Giuliana Olzai, si tratta di dati campati in aria. Mi scrisse, la Dottoressa Olzai:

La statistica non è una opinione ma una scienza impostata su dei criteri scientifici che vanno seguiti e rispettati se si vuole ottenere un campione rappresentativo o quantomeno significativo. E allora, si vuole forse sovradimensionare a livello mediatico un fenomeno che a conti fatti questo studio non riesce a definire quantitativamente e qualitativamente in modo corretto e credibile? Se così fosse ritengo vada a discapito di una veritiera e corretta informazione.

Se andiamo a leggerlo, lo studio, scopriamo che fra le domande del sondaggio che riguardano la violenza sessuale contro gli uomini, c’è questa: è capitato che una donna abbia iniziato con te i preliminari di un atto sessuale, per poi rifiutarlo senza fartene comprendere il motivo?

Secondo questi “ricercatori”, il fatto di rifiutatare un rapporto sessuale completo di penetrazione configurerebbe il reato di violenza sessuale. La donna che si nega al desiderio maschile è, nell’immaginario di queste persone, una donna violenta.

Sappiamo che una sentenza della Cassazione ha stabilito che “Integra il reato di violenza sessuale la condotta di chi prosegua un rapporto sessuale quando il consenso della vittima, originariamente prestato, venga poi meno a causa di un ripensamento o della non condivisione della modalità di consumazione del rapporto”: quello che secondo la Cassazione è un abuso verso la donna, da questo studio è descritto come un abuso nei confronti dell’uomo.

L’esposto di Adiantum contro la campagna “Cattivo Esempio” opera il medesimo ribaltamento della realtà, servendosi della fallacia tu quoque: una campagna che denuncia il fenomeno della violenza domestica e i suoi effetti sui bambini, un fenomeno le cui vittime sono principalmente le donne (il che non significa che gli uomini non siano vittime di altre forme di violenza, come abbiamo rimarcato commentando i dati dell’Istat) e che affonda le radici in una cultura patriarcale che discrimina le donne, sarebbe discriminatoria nei confronti dei poveri uomini.

Come dire che se promuoviamo una campagna per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle morti bianche stiamo discriminando i morti per mano della criminalità organizzata.

Dalla cronaca locale:

«Un messaggio vergognoso e discriminatorio – dice il capogruppo del Carroccio cinisellese Giacomo Ghilardi -. È fuorviante: la battaglia è giusta, ma il modo è intollerabile. La campagna condanna a priori i padri e le famiglie, in quei beceri cartelli si tende a denigrare tutti i padri e a lanciare un messaggio di violenza a tutti i figli».

Condanna “a priori”?

Io direi piuttosto che la campagna denuncia un fenomeno sulla base di dati concreti, e quei dati ci dicono che a commettere violenza contro il partner all’interno delle mura domestiche sono gli uomini, come giustamente sottolinea il comunicato stampa apparso in risposta alla polemica sul sito del Comune di Cinisello Balsamo.

Ora vi mostrerò delle immagini tratte da campagne contro il razzismo:

alexsandro-palombo-e-la-campagna-contro-il(fonte)

no_to_racism(fonte)

Salta subito agli occhi che il razzista ha la pelle chiara, mentre il discriminato ha la pelle scura. Perché? Perché avere la pelle chiara è una caratteristica genetica che porta con sé la tendenza a discriminare gli altri?

La risposta è no.

Di fronte a immagini come queste le persone dalla pelle chiara dovrebbero tutte sentirsi offese?

La risposta è no.

Ad essere stigmatizzate sono le categorie discriminate, e la denuncia di questa realtà non è discriminante nei confronti delle categorie privilegiate.

Se navigate il sito di Adiantum, vi imbatterete in un simpatico articolo dal titolo “Le donne/Iazebel proliferano nei nostri tribunali“:

donna_iezebel

Un articolo che – senza riportare nessun dato sensibile a supporto di quanto racconta – denuncia il prolificare di una particolare specie di donna che viene definita così:

  • L’opinione della Donna/Iazebel sui bambini è perversa. Lei dice che li ama, ma in realtà non sa come amarli, e finisce per usarli come arma per soddisfare i suoi bisogni egoistici (la c.d. Sindrome della madre malevola ne è una sfumatura). I bambini sono semplicemente pedine che lei muove nel suo gioco di potere e controllo;
  • La Donna/Iazebel è la classica pugnalatrice nella schiena: ti sorride, ti abbraccia e bacia, ma appena giri le spalle ti spara, ed in sede di separazione o divorzio è anche peggio;
  • parlano in maniera soffice, dando l’illusione di essere premurose, materne, protettive, qualche volta persino sottomesse. Abili attrici, come ogni demone che si rispetti, manipolano la realtà.

Secondo l’autrice di questo capolavoro esistono “Uomini/Iazebel”?

No, a quanto pare no. Questi demoni perversi, incapaci di amare, assetati di denaro e abili manipolatori sono esclusivamente di sesso femminile.

Come può affermarlo?

A beh, lei è un avvocato e quindi “lo sa”. Noi dovremmo crederle sulla parola. D’altra parte, l’abitudine di basarsi su dati statistici è una pratica “donnista”, e le donne di Adiantum non possono certo abbassarsi a quel livello.

Mi chiedo: chissà come mai pubblicare un articolo che ci racconta di donne demoniache affette da sindromi inesistenti che girano per i Tribunali con l’unico scopo di esercitare “potere e controllo” non è discriminatorio, mentre lo è un’iniziativa promossa dal Comune di Cinisello Balsamo che illustra il fenomeno della violenza assistita sui bambini in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne?

E vorrei chiedere ad Adiantum, associazione di associazioni nazionali per la tutela dei minori: perché guardi la pagliuzza che è nellocchio di tua sorella, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?

P.S. A proposito di campagne…

 

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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28 risposte a Il 25 novembre di Adiantum

  1. paolam ha detto:

    Non saprei se commentare la SAF 😀 che mi pare una buona idea, la donna Gezabele, oppure l donne violentatrici che piantano in asso l’allupato. A proposit di lupi: “superior stabat lupus, inferior agnus”, mi intorbidi l’acqua, disse il lupo.

  2. Paolo ha detto:

    l’articolo sulle donne “Jezabel” è un vero “capolavoro”…a parte il fatto che potrebbero aver descritto la mia donna ideale (astuta, attraente e che manovra i maschi come piace a lei) per ogni dpnna manipolatrice esiste un uomo manipolatore..e sopratutto per ogni donna manipolatrice c’è un uomo che è ben contento di essere manipolato..stiamo sempre parlando di adulti.

  3. Vlad ha detto:

    quel che nessuno capisce è che le dark lady esistono ma vanno ammirate, non disprezzate

  4. missloislane79 ha detto:

    L’ha ribloggato su La Zitella Felicee ha commentato:
    Ecco la risposta a tutti quelli che vengono da noi a chiederci “E la violenza sugli uomini allora? Eh eh eh?” con la stessa frequenza con cui si domanda dei Marò.

  5. bob ha detto:

    Ma, sinceramente, avete letto i numeri REALI? Sulle 120/130/140 donne uccise ogni anno (varia da testata giornalistica all’altra) ci sono incluse: donne che uccidono donne, donne morte durante rapine, ecc, ecc, ecc.

  6. Lilli ha detto:

    Amiantum però non si offende quando si fanno convegni come quello dell’AMI dal titolo: “La strage degli innocenti. I figli di Medea, dalla filiazione al figlicidio”, in cui troviamo questi argomenti: Loredana PETRONE
    Psicoterapeuta
    “Pedofilia rosa”

    Anna Maria CASALE
    Psicologa – Psicoterapeuta
    ”La sindrome di Medea”

    Vincenzo MASTRONARDI
    Psichiatra – criminologo
    “Le dinamiche del delitto contro un figlio, madri che uccidono”

    Cinzia TANI
    Giornalista RAI
    “Le donne violente nella letteratura”

    Alessandro MELUZZI
    Psichiatra
    “Madre padrona”

    Annamaria BERNARDINI DE PACE
    Socia Onoraria AMI
    “la madre malevola”

    In poche parole, per Amiantum si può dire che i figli vengono uccisi prevalentemente dalle madri (cosa falsa, visto che l’indagine EURES ha dimostrato che il 60% degli infanticidi è compiuto dal padre) ma non si può dire che le violenze in famiglia sono compiute soprattutto dai padri, perché sarebbe discriminante. Come al solito, due pesi e due misure.

  7. Intanto, su facebook, la pagina di Siria Trezzi è stata assaltata da personaggi come Vajassa Faldocci (link: https://www.facebook.com/siria.trezzi/posts/508878509280972).

  8. Zorin ha detto:

    Una donna che mi fa arrivare al climax dell’eccitazione attraverso preliminari molto spinti, e poi si nega senza spiegazioni non commette violenza sessuale, ma lascia comunque l’uomo in una situazione di forte disagio.
    E siccome per le donne qualunque cosa, anche la piu’ risibile e innocente (come uno sguardo inopportuno) e’ definita molestia se provoca soggettivamente disagio, quel comportamento e’ una molestia sessuale secondo la vostra stessa definizione.

    Quanto ai numeri enormi sulle donne che hanno subito violenza, visto che e’ inclusa anche la violenza fisica allora il 100% degli uomini ha subito violenza, visto che da giovani a scuola le botte dai bulli le abbiamo prese tutti.

    Infine, si noti come la mortalita’ maschile e’ piu’ del doppio di quella femminile ma ovviamente per i maschi non ci sono delibere ONU, convenzioni di Instanbul, giornate contro la violenza e sarcazzi vari.

    • Zorin caro, lo so che tu vivi nella convinzione di essere una persona dalla gradevole conversazione, ma ti assicuro che solo la tua costante presenza qui è una prova atta confutare quell’ipersensibilità delle donne al disagio della quale racconti. 🙂
      Comunque, di giornate contro le più varie forme di violenza ce ne sono a bizzeffe:
      il 20 febbraio Giornata Mondiale della Giustizia Sociale;
      il 21 marzo e la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale;
      il 3 maggio Giornata Mondiale della Libertà di Stampa;
      il 21 maggio è la Giornata Mondiale per la Diversità Culturale, per il Dialogo e lo Sviluppo;
      il 26 giugno è la Giornata Internazionale di Supporto alle Vittime della Tortura;
      il 2 ottobre è Giornata Internazionale della Non-Violenza;
      il 16 novembre è Giornata Internazionale per la Tolleranza;
      il 2 dicembre è la Giornata Internazionale per l’Abolizione della Schiavitù;
      il 3 dicembre è la Giornata Internazionale delle Persone Disabili;
      il 10 dicembre è la Giornata Internazionale per i Diritti Umani…
      E te ne ho citate solo alcune. Cosa ti impedisce esattamente di celebrarle? Non sei tu un essere umano?
      In ogni caso, quale che sia la percezione soggettiva della violenza delle donne che conosci tu, la percezione sociale della violenza nei confronti delle donne la si evince da sentenze come quella che assolve un marito dopo 24 anni di brutali aggressioni: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/11/01/la-tacita-accettazione/
      oppure dall’atteggiamento di chi continua a definire “un bravo ragazzo” uno che, dopo essere stato denunciato per stalking, massacra di coltellate una ragazza: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/10/08/il-reo-confesso-e-lincredulita/
      Ci dicono i sondaggi che ben il 42% del campione femminile darebbe al fidanzato una seconda possibilità dopo essere stata picchiata (fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/2015/11/23/amore-fra-teenager-geloso-e-violento-1-ragazzo-su-10-alza-le-mani_85fb99d4-00a0-4573-9049-72dbeca452de.html).
      Quindi di che cosa stai parlando Zorin?

      • Vlad ha detto:

        9 su 10 non hanno mai alzao le mani sulla fidanzatina secondo l’articolo. Non è cosa da disprezzare

      • E chi la disprezza? Dove si trova espresso il disprezzo verso quegli uomini che non usano violenza nelle relazioni sentimentali?

      • Paolo ha detto:

        non ce l’ho con te

      • Zorin ha detto:

        Sulle giornate contro la violenza:
        La visibilita’ mediatica della giornata contro la violenza sulle donne e’ enormemente superiore alle altre giornate, di cui la gran parte delle persone non e’ a conoscenza per il semplice motivo che i media non ne parlano. Invece parlano sempre e comunque, a tutte le ore e su tutti i canali, della violenza contro le donne, tanto che la narrazione di questa violenza e’ parta della programmazione quotidiana di tutte le maggiori TV.

        Sul primo link:
        I giudici (di cui un uomo e DUE DONNE) hanno solo stabilito che, se una donna prende botte dal marito fin dal primo giorno di matrimonio, e nonostante questo ci fa due figli insieme e solo dopo 24 anni chiede il divorzio, allora non e’ possibile affermare senza un ragionevole dubbio che le botte siano la causa reale della rottura del rapporto.
        Un ragionamento e una sentenza che possono pure essere criticate, ma che in nessun modo affermano che dare botte alla moglie e’ giusto. Picchiare la moglie resta reato punibile in sede penale e civile, solo che se ci stai insieme per 24 anni al tuo picchiatore, e ci fai pure due figli insieme, allora e’ difficile credere che poi lo molli per le botte.

        Sul secondo link:
        Non conosco la vicenda, ma a quanto pare sia gli uomini sia le donne che erano vicine alla vittima hanno espresso lo stesso stupore quindi e’ sbagliato colpevolizzare solo gli uomini.

        Sul terzo link:
        In questo caso l’errore (se errore c’e’) lo commettono le donne, cosa che io ho spesso denunciato nei miei post quando parlo di tantissime donne che sono attratte dal bullo violento e immaturo, e lasciano invece a bocca asciutta i bravi ragazzi. Queste donne sono cosi’ attratte dal tipo violento che passano sopra a sberle e cazzotti, magari anche per 24 anni!

      • Paolo ha detto:

        Di nuovo la storia del “bravo ragazzo che resta a bocca asciutta”? Guarda che uno può essere pure un “bullo” aggressivo con gli altri senza per questo picchiare la fidanzata..esistono dei boss mafiosi che hanno ordinato stragi ma che a moglie e figli non hanno mai torto un capello, esistono criminali nazisti che amavano teneramente la moglie e mai l’hanno percossa. Viceversa ci sono uomini che sembrano assolutamente “rispettabili”, e gentili all’esterno e poi dentro casa..
        insomma non c’è un identikit sicuro per riconoscere il tipico “picchiatore di fidanzate”..magari ci fosse! Quindi può trattarsi di un bullo violento oppure no. Non c’è una regola e comunque innamorarsi non è mai una colpa altrimenti colpevolizziamo anche tutti gli ex mariti che lamentano di aver sposato una “arpia”

      • “Invece parlano sempre e comunque, a tutte le ore e su tutti i canali, della violenza contro le donne, tanto che la narrazione di questa violenza e’ parta della programmazione quotidiana di tutte le maggiori TV.” Forse perché ogni giorno c’è una donna massacrata dal partner?
        Vediamo…
        Venerdì 27 novembre: http://www.corriereadriatico.it/ATTUALITA/violenta_ex_moglie_davanti_alla_figlia_arrestato_cosenza/notizie/1704190.shtml
        “Un uomo ha minacciato, picchiato e violentato la ex moglie – in tre occasioni davanti alla figlia maggiorenne – sin dal momento della separazione. Una storia di abusi andata avanti sino ad ieri sera quando la donna, esausta, ha denunciato tutto alla polizia.”
        http://www.firenzepost.it/2015/11/27/firenze-albanese-picchia-la-moglie-i-vicini-chiamano-i-carabinieri-arrestato/
        “Ha picchiato la moglie provocandole graffi e contusioni sulla schiena e sulle braccia, ma le grida della donna hanno messo in allarme i vicini che
        hanno chiesto l’intervento dei carabinieri.”
        25 novembre: http://www.ilquotidianoweb.it/news/cronache/742780/Nel-giorno-contro-la-violenza-sulle.html
        “Nel giorno contro la violenza sulle donne, ha minacciato e picchiato la convivente, anche con un bastone. Violenze che andavano avanti da tempo e che ieri sono culminate in pugni e calci che hanno provocato alla donna una ferita alla testa giudicata guaribile in 30 giorni.”
        http://www.repubblica.it/cronaca/2015/11/25/news/perugia_uccide_moglie-128150868/
        Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, piangiamo una giovane donna uccisa dal marito. E come volete chiamarlo se non femminicidio? Questa è una vera emergenza sociale e culturale”
        24 novembre: http://retesei.com/picchia-moglie-e-suocera-arrestato-nellavellinese-aveva-anche-una-pistola/
        “Picchia moglie e suocera nel corso dell’ennesimo litigio in famiglia, e viene arrestato per possesso di arma clandestina. E’ accaduto a Baiano, dove sono intervenuti i carabinieri chiamati dai vicini di casa: le due donne sono rimaste ferite in varie parti del corpo.”
        23 novembre: http://www.genova24.it/2015/11/genova-minaccia-e-picchia-la-moglie-49enne-arrestato-99056/
        “L’uomo, verso l’ora di cena, mentre si trovava con la moglie, separata in casa, a seguito di una discussione per motivi di convivenza ha incominciato a picchiare la donna, che però è riuscita a scappare e a rifugiarsi dalla vicina.”

        Devo andare avanti?

        Poi: “a quanto pare sia gli uomini sia le donne che erano vicine alla vittima hanno espresso lo stesso stupore quindi e’ sbagliato colpevolizzare solo gli uomini”. Ma chi ha colpevolizzato solo gli uomini? Scopri ora che in italiano il plurale, quando comprende maschi e femmine, si declina al maschile? Devo cominciare ad usare l’asterisco?

      • Paolo ha detto:

        insomma caro zorin non è una colpa innamorarsi dello “stronzo di turno” (che sia violento nei tuoi confronti o no)

  9. Tiziana ha detto:

    beh io le situazini discritte nelle tre vignette le ho viste e vissute…solo, al contrario.
    dovrebbe essere una giornata contro la violenza domestica.

  10. Zorin ha detto:

    16 novembre 2015
    http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/campania/napoli-non-accettava-la-separazione-37enne-uccide-l-ex-compagno_2144136-201502a.shtml
    Napoli, non accettava la separazione: 37enne uccide l’ex compagno
    Marigliano, al culmine di un litigio Anna Cozzolino, ha accoltellato a morte Mariano Cannava, sergente maggiore dell’Aeronautica militare

    17 Novembre 2015
    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/11/17/stai_troppo_su_internet_dopo_il_rimprovero_ammazza_il_padre_a_col-68-445831.html
    Tragedia famigliare a Carini, in provincia di Palermo.
    Dove una donna di 38 anni, al culmine di una lite, ha ucciso il padre, Francesco Bologna, sferrandogli numerose coltellate.

    18 novembre 2015
    http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/11/18/ASONRIT-suocera_perseguita_arrestata.shtml
    Genova, moglie perseguita il marito a casa della suocera, arrestata

    19 novembre 2015
    http://www.abruzzolive.it/?p=29269
    Picchia e perseguita l’ex, denunciata una donna per stalking nel teramano
    Denunciata per stalking, ingiurie e lesioni personali verso l’ex compagno piu’ giovane di lei di tre anni. carabinieri gazzella 2Questa volta a finire nei guai e’ una donna teramana che ha vessato ed, in un’occasione, anche aggredito, l’uomo con il quale aveva avuto una relazione poi finita la scorsa estate

    21 novembre 2015
    http://www.firenzetoday.it/cronaca/scarperia-donna-accoltellamento-marito.html
    Scarperia, esasperata accoltella marito dentro un bar
    Una famiglia con una situazione problematica che ha visto la moglie, 46enne, impugnare un coltello e “andare a caccia” del marito tra le strade di Scarperia. Fino a trovarlo in un bar. “ Scarperia, esasperata accoltella marito dentro un bar. Qui lo pugnalato alla gamba davanti ad alcuni clienti del locale.“

    Devo andare avanti?

    • IDA ha detto:

      Con questo cosa vuol dire? Che la violenza di genere non esiste? La questione non è che le donne non commettono mai violenza, ma la “violenza di genere”: “esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte”. Di questo si stà parlando non della capacità di usare violenza da parte delle donne.
      Anche nei secoli passati quando il marito aveva il diritto/dovere di educare la moglie anche con punizioni corporali, c’erano mogli che uccidevano mariti.
      Sulla sentenza di Genova; A parte cosa centra se la corte giudicante era composta da due donne e un uomo, si giudica la sentenza non il genere del giudice. Perché se erano tutte donne era più credibile? La sentenza non dice che è “giusto”, ma dice che è “normale”. E se una lo ha accettato per una volta lo deve accettare per sempre. Stabilisce che la violenza ha una data di scadenza. Cosa che non è prevista dal codice penale. Data che non è scritta, ma che è soggettiva, può essere un mese un anno, vent’anni, in qualsiasi momento la denunci è sempre sbagliata. Perché se denunci e non hai le prove sei una mentitrice una calunniatrice, se aspetti ad avere le prove, e in questo caso la violenza era dimostrata e conclamata, allora salta fuori la data di scadenza. È uguale a certi processi per stupro in cui si misura l’indice di godimento della vittima.
      Sulla visibilità mediatica, non so quante ore di approfondimento ci può essere state, non lo so non ho i dati e non guardo la televisione. Se per visibilità mediatica intendi l’annuncio della giornata questa è una fesseria, che fanno paio con certe amministrazioni, che illuminano il palazzo del comune con una luce rora per “sensibilizzare” la popolazione sulla tematica. Ma guardandosi bene a non fare ne un dibattito ne un convegno, evitando ogni più piccola discussione. La giornata internazionale serve solo a certe persone a colorare le loro carni rosa del cattolico destro/sinistro certamente moderato per dire chè mi sono interessato ho illuminato il palazzo di rosa. Di queste cose squallide è bene che non esistano nemmeno, perché servono a parlate di tutto escluso della violenza di genere.

  11. Primavera ha detto:

    No, risparmiaci Zorin…fermati caro!!non perdere tempo qui tra 4 cretine. Vai tra i tuoi simili illustri e forieri di verità ai più nascoste!
    E stai sereno perché ci state riuscendo ben bene a farci fuori tutte quante! È questione di poco tempo ancora.
    Porta le tue “statistiche” magari a Doppia Difesa,una delle associazioni che si sta evolvendo verso la lotta contro la violenza sugli uomini e che tenta perfino di mandare in galera una donna solo perché vuol proteggere e far rispettare i suoi figli quando gli uomini in galera non ci vanno neppure se stuprano una perché nel loro cervellaccio malato lo guardava con desiderio mal celato! Vai vai li con dati alla mano (veri o falsi a loro tanto non importerà di certo basta che li porti un uomo “indifeso e vittimizzato”) e vedrai che ti organizzano subito una kermesse e una raccolta fondi su una presunta e mai accettata violenza sugli uomini!

  12. Primavera ha detto:

    *accertata e non accettata..

  13. Pingback: Il 25 novembre di Adiantum | SARTORIE CULTURALI

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