Le meravigliose famiglie

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Woderful Families è un gioco da tavolo che combina due celebri giochi con le carte per bambini: il memory, noto anche come coppie, e il gioco delle famiglie.

Il memory è quel gioco nel quale le carte sono inizialmente mescolate e disposte coperte sul tavolo, poi i giocatori, a turno, scoprono due carte; quando queste formano una “coppia” (di solito quando sono uguali), vengono incassate dal giocatore di turno, che può scoprirne altre due; altrimenti, vengono nuovamente coperte e rimesse nella loro posizione originale sul tavolo, e il turno passa al giocatore successivo. Vince il giocatore che riesce a scoprire più coppie.

Nel gioco delle famiglie, invece, dopo aver mescolato il mazzo il mazziere inizia a distribuire le carte ai giocatori fino ad esaurimento del mazzo; lo scopo del gioco è ricomporre le famiglie di carte, cioè mettere insieme 4 carte dello stesso valore, per esempio i quattro sette dei 4 semi diversi o i quattro re.

In Wonderful Families abbiamo nove famiglie, ognuna caratterizzata da un colore diverso. Queste famiglie rappresentano ognuna una famiglia che possiamo incontrare nel corso della nostra vita. Bellissima la descrizione del concetto di famiglia presente nel sito della Pariqual:

Le combinazioni sono davvero molteplici come sono molteplici gli esseri umani. Ho voluto dare a tutte le famiglie pari opportunità, per offrire a bambine e bambini la possibilità di riconoscersi in una raffigurazione e di dare spazio, con affetto e intelligenza, alla propria meravigliosa famiglia e imparare a riconoscere quella così “differente” degli altri bambini. Il “confine” di famiglia è dove lo mettiamo noi, non è anagrafico, né genetico. È un confine degli affetti.

Così “famiglia” è quella composta da un uomo, una donna e dei bambini, ma anche quella composta da una donna, un cane, un gatto e un cactus, o da due donne, un gatto e una pianta.

Un concetto di famiglia con il quale – come ho scritto tempo fa – concordo pienamente.

Ma torniamo al gioco della Paiqual: ad ogni giocatore vengono distribuiti dei cartoncini colorati, che assegnano ad ognuno le famiglie da ricomporre, quindi il gioco prosegue secondo le regole del memory, con la differenza che se scopri due carte dello stesso colore, ma il colore non è fra quelli a te assegnato, non puoi appropriarti della coppia, ma hai favorito il giocatore che ha il compito di completare quella famiglia. Vince chi completa le sue famiglie prima degli altri.

La mia famiglia è stata scelta per provare questo gioco, e devo dire che nelle ultime settimane ci abbiamo giocato spesso. Il memory è da sempre uno dei giochi preferiti di mio figlio, e questa versione, nella quale non sempre il combinare una coppia ti porta un vantaggio, è decisamente più divertente per i più grandi.

Mio figlio mi ha chiesto perché lo strano nome sulla scatola, Pariqual.

Gli ho spiegato che “equal” in inglese significa “uguale”, ma anche “pari”, nel senso di “allo stesso livello”, e che l’idea è produrre giochi che promuovano il concetto di uguaglianza fra le persone, cioè che le persone, anche quando sono diverse fra loro, meritano comunque di essere tutte trattate col medesimo rispetto. Per questo non c’è una tipologia di famiglia che ti permette di guadagnare più punti rispetto un’altra.

C’ha riflettuto un po’, poi guardando la famiglia i cui bambini disegnati hanno la pelle scura, mi ha confidato che è vero, ci sono delle persone che trattano gli stranieri in modo diverso nella sua scuola, che alcuni ragazzini stranieri vengono presi in giro pesantemente dagli italiani, e vengono presi in giro perché sono stranieri. Che c’è una ragazzina disabile che è costantemente vittima di gravi offese da parte di un gruppetto di bulli. Che i suoi compagni usano “frocio” come un insulto.

Ho scoperto che il razzismo è un problema che lo angoscia molto, così come l’omofobia (“e se uno dei miei insegnanti fosse gay?” mi ha detto mio figlio “come dovrebbe sentirsi se vado a dirgli che i miei compagni per offendermi mi accusano di esserlo?“) e che vive con grande difficoltà l’essere testimone passivo di situazioni nelle quali un gruppo – vigliaccamente forte dell’essere tanti contro uno – si accanisce verbalmente contro un soggetto percepito più vulnerabile, il quale subisce in silenzio, senza reagire, senza chiedere aiuto, né denunciare agli adulti quello che gli accade.

Non si era mai confidato così, su questi temi. Sono molto contenta che sia accaduto.

Ringrazio quindi Pariqual per averci offerto un momento nel quale parlare di discriminazione razziale, di bullismo, di orientamento sessuale, un momento nato spontaneamente dal suo desiderio  confrontarsi con me, partendo dal suo disagio e dalle sue domande.

E visto che si avvicina quel periodo dell’anno in cui giriamo per negozi in cerca di regali per le persone che amiamo, vi consiglio di tenere “Wonderful Families” in considerazione, nella speranza che possa diventare anche per voi un meraviglioso momento di dialogo nella vostra  famiglia.

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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Una risposta a Le meravigliose famiglie

  1. Nato Invisibile ha detto:

    dalla treccani, la FAMIGLIA:
    “Istituzione fondamentale in ogni società umana, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico, sia su quello culturale. Le funzioni proprie della f. comprendono il soddisfacimento degli istinti sessuali e dell’affettività, la procreazione, l’allevamento, l’educazione e la socializzazione dei figli, la produzione e il consumo dei beni. Tuttavia, malgrado la sua universalità, la f. assume nei diversi contesti sociali e culturali una straordinaria varietà di forme, sì da rendere problematico individuare un tratto distintivo che la caratterizzi in ogni circostanza.”

    Facciamo un gioco nuovo per questo Natale. Regaliamolo ai nostri conoscenti, soprattutto quelli che guardano con ostilità le famiglie non tradizionali.

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