Eretica, l’alienazione genitoriale e le campagne di discredito

pinocchio

Recentemente, a sostegno della campagna di Doppia Difesa contro l’alienazione genitoriale,  si è pubblicamente espresso il blog “Al di là del buco“, e subito il post è diventato – per tutti i fan della Pas, recentemente ribattezzata problema relazionale genitore-figlio – l’ennesima “prova” dell’esistenza di un “fenomeno” del quale urge occuparsi:

 

alienazione_genitoriale_eretica

Se la femminista Eretica scrive di Pas – ci viene spiegato – questo ci dovrebbe dire che “qualcosa” (cosa di preciso non lo sanno neanche loro) può essere chiamato alienazione genitoriale perché esiste.

L’impressione è quella di trovarsi in una situazione del tutto nuova e particolare: se di solito assegnamo un nome ad un’entità – astratta o concreta che sia  – una volta che è stata individuata come distinta da ciò che è già stato nominato, qui ci troveremmo di fronte ad un nome in cerca di una realtà da definire.

Nel corso del tempo alienazione genitoriale è stata descritta come una sindrome, un reato, un “problema relazionale“, una malattia neurologica, una forma di violenza psicologica, un fenomeno o anche uno “spirito che aleggia fra le pagine del DSM“, e l’unica cosa che tutte queste definizioni sembrano avere in comune è che si tratti in ogni caso di un grave problema e il fatto che chi la descrive non senta contestualmente il bisogno di giustificare con qualche ricerca scientifica degna di questo nome le sue affermazioni.

Non è chiaro perché se altre femministe, ad esempio quelle della rete D.i.Re, scrivono un comunicato nel quale spiegano che “L’Alienazione parentale (AP) nuova definizione della ex PAS (sindrome di alienazione parentale) è uno strumento di pura invenzione di chi vuole paralizzare le scelte di vita delle donne che desiderano separarsi da un uomo violento”, i loro contenuti non debbano godere della medesima considerazione, entrando a pieno diritto nella lunga lista di definizioni.

Evidentemente ci sono femministe e femministe… e quelle che supportano ciò che dicono citando delle fonti non sono da ritenere credibili.

Eretica sceglie di assegnare all’espressione alienazione genitoriale la definizione “problemi nella gestione delle dinamiche di gruppo“, arrivando a teorizzare il “plagio inconsapevole“, una vera e propria contraddizione in termini, visto che con “plagio” si intende quell’abuso psicologico messo in atto con lo scopo di ridurre una persona in uno stato di totale soggezione, senza neanche rendersi conto, tra l’altro, che la sua fantasiosa descrizione è in contraddizione con gli spot di Doppia Difesa che pubblica in calce al suo post e con i quali si dichiara in sintonia, nei quali si parla esplicitamente di lavaggio del cervello.

Di fatto la Pas, la sindrome da alienazione genitoriale, non è solo un nome orfano al quale chiunque può appiccicare arbitrariamente il significato che gli sembra più appropriato, ma è una teoria descritta dal Dottor Richard Gardner a partire dagli anni ’80 (e mai dimostrata dai risultati della ricerca scientifica).

Questo risulta chiaro quando si vanno a leggere i più recenti articoli apparsi sull’argomento:  quando si tratta di usare l’alienazione genitoriale nei Tribunali, gli “esperti” non fanno altro che utilizzare i sintomi elencati da Richard Gardner.

 

criteri_pas(A sinistra i “criteri” descritti da Giovanni Battista Camerini e Marco Pingitore, elencati in un articolo dal titolo  “Alienazione parentale” pubblicato sulla rivista “Psicologia contemporanea” quest’anno, a destra i sintomi così come li descriveva Gardner; come potete notare la differenza sta solo nel posizionamento delle descrizioni nell’elenco, ad esempio il sintomo 5 diventa il criterio 4)

Non si può parlare di alienazione genitoriale prescindendo dalle teorie di Richard Gardner, o meglio, Eretica può farlo – e infatti lo fa – ma le sue personali opinioni non forniscono al pubblico informazioni corrispondenti alla realtà dei fatti.

I criteri forniti da Gardner per determinare la veridicità di una denuncia di abuso – quelli che dovrebbero permettere di distinguere un bambino che rifiuta una figura genitoriale perché ha subito o è stato testimone di violenza intrafamiliare – sono stati valutati come gravemente sbilanciati a favore del presunto molestatore, in quanto viziati un forte pregiudizio, secondo il quale la stragrande maggioranza delle accuse, in particolare quelle mosse nel corso di casi di controversie per l’affido, sono false“. Tutti coloro che sostengono l’importanza di non legittimare l’utilizzo di quello che è un modello teorico non scientifico nelle controversie per l’affido, lo fanno perché le sue procedure di valutazione sono strutturate in modo da giungere necessariamente alla conclusione che il rifiuto del bambino sia da attribuire alla manipolazione di un genitore contro l’altro, espondendo quei bambini che sono stati vittime di violenza – diretta o assistita – al rischio di essere rivittimizzati da quelle istituzioni alle quali si erano rivolti in cerca di aiuto.

Scrive Eretica:

Per terrorizzare tutt* coloro che vorrebbero parlare di questo tema in maniera laica [laica, che significa? E chi ne parla in termini religiosi?] portano ad esempio alcuni, credo siano due, casi in cui ad un genitore violento è stato permesso, durante la visita e perfino in presenza di operatori dei servizi sociali, di uccidere i figli. Il punto è che se parliamo di figli uccisi dai genitori bisognerebbe guardarli nella sua totalità. Lo scorso anno alcune donne uccisero i figli perché non sopportavano la separazione, come affermarono i media, o per depressione. Dunque che si fa? Urliamo che tutte le madri non hanno il diritto di vedere i figli, dopo una separazione, per via di casi di infanticidio?

I casi in cui un genitore con una storia di violenza intrafamiliare alle spalle, dopo una separazione, hanno ucciso i figli purtroppo non sono solo due.

Si parla del caso di Federico Barakat e dei fratelli Iacovone solo perché sono i più recenti e i più vicini a noi – geograficamente parlando – ma la storia dell’alienazione genitoriale è una storia costellata di esiti drammatici, soprattutto negli Stati Uniti, dove Richard Gardner operava e dove da anni si denuncia la tendenza dei Tribunali a sottovalutare le denunce delle donne. Quest’anno l’organizzazione The Women Coalition ha addirittura presentato una petizione alle Nazioni Unite per denunciare quella che descrive come una violazione dei diritti umani, mentre in Spagna il progressivo aumento del numero di figlicidi compiuti da padri accusati di maltrattamenti, e nonostante questo titolari del diritto di visita senza supervisione, ha portato questo tema in piazza, in occasione della prima manifestazione nazionale spagnola contro “la violenza machista”.

spagna_marcia

Parliamo dei figli uccisi dalle madri, ci sollecita Eretica.

Ok, parliamone. Parliamo della drammatica morte di Simone Forconi, 13 anni, che prima di essere ucciso aveva telefonato al padre per essere portato via, perché con quella madre non si sentiva al sicuro.

Una storia che si colloca perfettamente in uno scenario nel quale i giudici tendono a guardare con sospetto quel genitore che non si presenta come il “friendly parent”, ovvero quel genitore che denuncia la necessità di tenere lontano un bambino dall’ex partner perché inadeguato e potenzialmente pericoloso, e quindi a non accoglierne le richieste.

Cambia il sesso dei genitori, ma la storia è la stessa.

Anzi, qualcosa di diverso c’è.

C’è di diverso che quest’anno il VII CONGRESSO NAZIONALE dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani è stato tutto dedicato all’analisi del fenomeno delle madri che uccidono i figli

ami

e questo nonostante il 60% dei figlicidi sia opera del padre. (Non mi pare che qualcuno abbia protestato di fronte a questa iniziativa appellandosi al “pregiudizio di genere”).

Denunciare una presunta discriminazione nei confronti degli uomini (che, alla luce del titolo del congresso, non trova riscontro nella realtà) per giustificare il proprio supporto ad una teoria pseudoscientifica è quanto meno pretestuoso.

Sappiamo  che se si vanno a guardare i dati in merito agli infanticidi compiuti dalle donne dal 2001 al 2011, osserviamo che sono diminuiti del 50%, grazie alle campagne di sensibilizzazione sulla depressione post partum. Io ne deduco che trattare un tema, informare e adoperarsi per la prevenzione, non può che andare a beneficio della tutela dei soggetti più vulnerabili.

Ignorare un fenomeno che invece è in crescita, quello dei Family Annihilators di sesso maschile, con la scusa che questo getterebbe uno stigma sui padri, a che genere di risultato può portare?

Eretica accusa “alcune donne che si occupano di antiviolenza” (a me piacerebbe che le nominasse o mettesse qualche link, così da poter verificare se quello che scrive è vero), di pretendere che “Se un genitore viene accusato di qualcosa… dovrebbe finire in galera e perdere ogni diritto civile, incluso quello di poter vedere i figli, ancora prima dell’inizio di un processo e di una condanna.

A Eretica ricordo che l’omicida di Federico Barakat era stato processato a causa del suo comportamento violento e riconosciuto colpevole, e che nonostante questo aveva conservato il diritto di poter vedere quel figlio che poi ha massacrato.

Le ricordo che le donne vittime di maltrattamenti denunciano che le loro accuse non vengono neanche prese in considerazione, che non viene svolta nessuna indagine, e che vengono considerate escludenti, oppositive e “alienanti” sulla base non di prove oggettive, ma di un costrutto teorico che non trova alcuna conferma nei dati empririci raccolti dalla ricerca scientifica, e quel costrutto teorico è la Pas, l’alienazione genitoriale.

Le faccio anche notare che l’alienazione genitoriale è una teoria viziata da un forte pregiudizio di genere e fondata sulla presunzione che siano le madri il genitore alieante per definizione:

discriminazione_ferraris

Che da anni assistiamo ad una martellante campagna denigratoria nei confronti delle donne che – senza alcun dato sensibile riconducibile ad una fonte attendibile – parla di un’epidemia di “false accuse” mosse esclusivamente dalle donne:

false_accuse

Vorrei dire anche a Eretica che quando scrive “Ci sono casi in cui il/la bambin* si rifiuta di vedere e interagire con uno dei genitori per motivazioni gravi: abusi sessuali, violenze” deve anche spiegarci in base a quali criteri si pretende di riconoscere un bambino abusato da un bambino vittima di una “cattiva comunicazione“, perché è quello il nodo della questione, e se non si affronta seriamente quel nodo, rimane solo un cumulo di chiacchiere che mirano a creare una cortina fumogena attorno al fatto che le iniziative come quella intrapresa da Doppia Difesa legittimano l’utilizzo delle teorie di Richard Gardner nelle aule dei Tribunali, espondendo i bambini al rischio di rivittimizzazione.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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21 risposte a Eretica, l’alienazione genitoriale e le campagne di discredito

  1. Stefano Dall'Agata ha detto:

    La malafede della signora è evidente. Ottimo articolo.

  2. Luisa ha detto:

    E’ scandaloso che quella eretika venga considerata femminista. La sua malafede oppure volontà denigratoria è eclatante

    • Emma ha detto:

      Infatti non lo è nemmeno un po’. Ma fa comodo chiamarla così affinché possa distruggere pezzo a pezzo con tutta tranquillità quel poco pochissimo di femminismo che c’è nel nostro paese. Non a caso le si dà tutto quello spazio che non è mai stato dato alle vere femministe nei media mainstream.

  3. Primavera ha detto:

    Sei grande! Grazie.
    I nostri bambini quando parlano dei loro disagi hanno una ottima comunicazione invece e non sono vittime di “cattiva comunicazione” ma di altro…basterebbe prestare loro attenzione! In tutto questo c’è dolo e lor signori/e lo sanno bene!

  4. Lilli ha detto:

    Questa Eretica sarebbe femminista? Ahahah 🙂

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  6. salvo ha detto:

    Non si deve usare il termine ‘teoria’ quando si parla della PAS del Gardner (stesso per la PAD dei neo-Gardneriani di oggi capitanati dal Bernet). Più propriamente, il termine da usare è ‘congettura’; ed anche meglio sarebbe usare ‘congettura personale’.
    Dal punto di vista della filosofia della scienza, fu Popper chiarire la differenza (e specificità) dei due termini — teoria e congettura. Per Popper, tutte le teorie scientifiche (ciò teorie validate e accettate dalla comunità scientifica) sono (o iniziano come) congetture. Però, non tutte le congetture sono (o diventano) teorie scientifiche.
    Per la PAS di Gardner, il termine ‘congettura’ fu usato pubblicamente e esplicitamente dai membri della Facoltà del Dipartimento di Psichiatria quando nel lontano 1985 decisero con voto unanime di allontanare / espellere il Gardner. Il Gardner aveva pubblicato ciò che chiamava ‘sue teorie’ in una rivista di opinione. Dopo avere studiato l’articolo/ opinione pubblicato dal Gardner, la Facoltà di Psichiatria descrisse lo scritto come mera congettura personale derivata (via induzione) dalle sue osservazioni / esperienze personali di pazienti che curava a nel suo studio privato — a casa. (Gardner, come medico volontario non pagato, non poteva avere cura di pazienti nell’Ospedale della Columbia.

    La scienza non ha posto per congetture personali costruite su basi empiriche che rappresentano osservazioni personali. La religione è il posto ideale per credere –come atto di fede — nelle capacità di una persona di ‘indurre’ congetture personali da osservazioni /esperienze personali. Credere nei poteri di una tale persona è un atto di fede personale non un’attività scientifica.

    La scienza richiede riproducibilità—di ipotesi testabili (falsificabili), dati, testi empirici, e risultati empirici. La scienza proibisce congetture personali ‘indotte’ da osservazioni /esperienze personali.

    Non penso che ci sia nessuno che abbia mai riprodotto dati, testi empirici, e risultati empirici del Gardner — nemmeno Gardner stesso.

    ***********
    http://www.amazon.com/Congetture-confutazioni-sviluppo-conoscenza-scientifica/dp/8815128042/ref=sr_1_fkmr0_1?s=books&ie=UTF8&qid=1448902355&sr=1-1-fkmr0&keywords=popper+congetture+e+refutazioni

    http://www.amazon.it/metodologia-dei-programmi-ricerca-scientifici/dp/8842809225/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1448902730&sr=1-2&keywords=lakatos+metodologia

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    http://www.amazon.com/Criticism-Growth-Knowledge-Proceedings-International/dp/0521096235/ref=sr_1_10?s=books&ie=UTF8&qid=1448902455&sr=1-10&keywords=lakatos+proofs+and+refutations

    http://www.amazon.com/Proofs-Refutations-byLakatos-Lakatos/dp/B004UN2Q5K/ref=sr_1_8?s=books&ie=UTF8&qid=1448902455&sr=1-8&keywords=lakatos+proofs+and+refutations
    .

  7. Nato Invisibile ha detto:

    Grazie a cotanta congettura, anche oggi, come ieri, come domani, dei bambini indifesi ed innocenti vengono utilizzati come strumento punitivi nei confronti del genitore antipatico. E ho usato il termine antipatico, precisamente.

    Perché quando un genitore è idoneo, ma non gradito all’altro genitore ( lamentante una qualche insoddisfazione presso il tribunale) tale genitore sgradito può essere sospeso dalla genitorialità e accomodato in qualche centro di sostegno alla genitorialità.

    Senza perizie. Senza che il bambino rifiuti il genitore lamentante. Senza una condanna, senza un fatto, dico una prova. Senza motivo. Quindi, senza alcuno straccio di prova, accade che il comportamento del genitore venga percepito come antipatico da chi di dovere, ed in nome dei diritti alla bigenitorialità del genitore offeso, lamentante, e insoddisfatto, accade che il genitore antipatico venga forzatamente inserito nel filone della congettura di Gardner.

    Eretica e la doppia coppia mi vogliono mandare in prigione. Il tribunale mi vuole mandare dallo strizza cervelli. Gli operatori del Tribunale vogliono allontanare mi* figli* da me. Perché la mia esistenza turba l’altro genitore, e la mia antipatia mina il diritto fondamentale alla bigenitorialita dell’altro genitore, non perché mi* figli* sia vittima di qualche pregiudizio, derivante dalla mia antipatia. No. Tutti vogliono punire me, antipaticona! E come mi puniranno?? Indoviniamo.. Allontanando da me mi* figli*, e mandandol* altrove. Purché lontano da me.

    E io a chi potrò chiedere Giustizia? sono genitore sano di prole sana. Quando una creatura di pochi anni sarà stata rovinata, traumatizzata e allontanata dal suo riferimento, al fine di punire uno dei suoi genitori, e placare la collera dell’altro, chi rincollerà i pezzi? La tazza oggi non è ancora rotta. Domani chi riaggiusterà i pezzi? Chi ci difenderà? Sembra che questo genitore debba subire l’ira funesta di capricciosi dei, a causa della propria superbia, e che debba sacrificare il proprio figlio per placarne la vendetta. Però la differenza è che non siamo nell’antica Grecia, e che non ho commesso alcun reato. Ma sarò punita. Attraverso mio figlio. Per aver osato sfidare e contraddire l’autorità paterna e patriarcale. In pratica, per aver partorito (con dolore) da sola. Chiunque abbia una possibilità concreta di aiuto, chiunque possa fare qualcosa, mi contatti, per favore.

    • Maria ha detto:

      Nato Invisibile, scusami, ma non ho ben compreso. Mi pare di aver capito che sei una madre che è stata allontanata (o lo sarà) dal figlio, o che il figlio verrà affidato al padre?
      Se questo è il caso e come tu dici non vi sono state perizie o prove di una tua inadeguatezza, non capisco proprio come un gliudice possa fare una cosa del genere. Mi viene da pensare che tu ti sia affidata ad un legale inadeguato, perchè se non vi sono reali e seri motivi, i giudici non escludono l’uno o l’altro genitore. Inoltre, i giudici possono avvalersi della consulenza di psicologi infantili ed ascoltare i minori… Insomma, prima di allontanare a cuor leggero un genitore,ci sono molte variabili che entrano in gioco.

      • “se non vi sono reali e seri motivi, i giudici non escludono l’uno o l’altro genitore”. Vedi Maria, è proprio di questo che stiamo discutendo. La Pas, spesso paventata dai servizi sociali allertati dal genitore che si propone come “genitore alienato”, è considerato da molti giudici un motivo sifficiente a decidere per l’allontanamento del minore dal genitore “alienante”.
        Lo abbiamo visto con il caso di Cittadella, quando tutta una serie di persone – molto più autorevoli di me – si è espressa a sfavore di simili decisioni:
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/03/21/la-pas-non-esiste-e-ce-chi-comincia-a-prenderne-atto/

      • Maria ha detto:

        E’ evidente che ognuno parla in base alle proprie esperienze. Che io non sappia cosa succede nei tribunali, scusate, ma voi non potete saperlo. Anzi, ho esperienza anche di corte d’appello se è per questo. Ma premesso ciò, mi pare di discutere se sia nato prima l’uovo o la gallina. Davvero non capisco come sia possibile che un genitore semplicemente coinvolgendo ad es. i servizi sociali, riesca ad allontanare l’altro genitore, senza perizie e senza prove. E’ evidente che queste sono situazioni di grave ingiustizia e di manipolazione delle leggi che dovrebbero tutelare i minori e non diventare uno strumento di vendetta o ricatto verso l’altro. Che i giudici o gli specialisti possano commettere errori, è fuori discussione, ma quì mi pare si stia parlando di voler far passare per sindrome di alienazione, un qualcosa che a suo supporto non ha nulla. Leggendo i commenti, devo onestamente ritenermi fortunata, anche se ritengo che l’applicazione corretta della legge non dovrebbe essere un evento più o meno fortunato, ma una garanzia per tutti.
        Il padre delle mie figlie, ha dichiarato (su suggerimento del suo azzeccacarbugli fascista), che io ero una pessima madre, che terrorizzavo le mie figlie con minacce continue, che facevo scenate da manicomio per una briciola in terra, che non mi occupavo di loro e mi limitavo a scaricarle in palestra o a lasciarle davanti alla tv, che non le seguivo nei compiti e in nessun’altra attività, che le bambine vivevano succubi dei miei disturbi mentali e della mia violenza…
        Peccato solo che in 15 anni di convivenza, lui ha sempre viaggiato (e fatto i suoi comodi) in lungo ed in largo, delegandomi quasi totalmente la gestione delle figlie, che posso onestamente dire di aver cresciutio da sola per un buon 80% del tempo.
        Davanti al giudice, oltre a rigettare completamente le sue calunnie, ho chiesto che mi si spiegasse allora per quale motivo, è stato permesso ad una madre così pericolosa, di vessare e torturare le figlie per 13 anni. Ho detto al suo avvocato che pretendevo mi spiegasse perchè un padre tanto presente e premuroso si allontanava spesso per lavoro anche per 20 giorni consecutivi, lasciando le povere creature in balia del mostro. Insomma, nel mio caso il giudice non ha neanche preso in considerazione quelle falsità e neanche l’eventualità di ascoltare le bimbe, che sono state affidate a me. Ecco perchè certi racconti mi sembrano inspiegabili, ma ripeto, non nego che le ingiustizie capitino.

      • Nato Invisibile ha detto:

        Cara Maria, esattamente come tu ti sorprendi, sono sorpresa anche io. Dal punto di vista legale, a parte qualche blando cavillo che potrà darmi una misera manciata di tempo, è stato fatto tutto quanto previsto dalla Legge. Il fatto grave, che emerge dalla mia situazione, è che solo il mio comportamento e non la mia psiche, neppure quella di mio figlio, è stato giudicato alienante/alienato. Da chi? non da specialisti. Ma da “vigilanti” incaricati dal Tribunale. Parlo di persone legate alla giurisprudenza invece che alla medicina. Il risultato è identico. Siccome vi è il “sospetto” – non comprovato da alcun reato da me commesso contro l’altro genitore, né da alcuna negligenza da me commessa verso mio figlio – che le lamentele dell’altro genitore siano fondate, solo perché reiterate nel tempo, allora io merito di essere punita, e mio figlio sradicato dal suo ambiente, nel nome dei diritti dell’altro genitore. Ancora oggi non è chiaro a livello processuale se l’altro genitore sia privato dei suoi diritti a causa di un mio “comportamento” (dove sono i fatti?), oppure a causa della sua volontaria rinuncia ad esercitare quegli stessi diritti, di cui lamenta una carenza da tanto tempo.

        Per sicurezza, in Tribunale si richiede un allontanamento immediato del bambino dal suo contesto oltre che dal suo domicilio, ed una sospensione della mia genitorialità. Senza una prova. Solo per punizione e per minaccia.

        Questo come se un bambino non fosse una persona ma fosse una motocicletta, che viene prelevata dal suo percorso, per consentire anche all’altro genitore di farsi un giro ed imparare a guidarla, libero dalla mia antipatica interferenza, di cui lui solo si lamenta, senza che se ne siano lamentati gli educatori, o gli specialisti che hanno effettuato gli accertamenti preliminari.

        Questa è corruzione. Questo è danneggiare una persona minorenne, ignorare le sue esigenze e la sua tutela, in favore delle esigenze e dei capricci di un adulto. Negligente, ma di genere maschile. Pertanto credibile. E tutto questo sembra incredibile, ma accade sul serio. Oggi. Proprio oggi, sotto lo sguardo impotente di chi non ha strumenti legali per impedire che questo scempio si compia, ai danni di un bambino.

  8. IDA ha detto:

    Dinamiche di gruppo? Certo la famiglia è un gruppo, ma i problemi relazionali non sono riconducibili ad un’unica causa. Azioni denigratori di un genitore verso l’altro ce ne sono numerose in un gruppo famiglia, e in questo gli uomini sono maestri. Alle violenze fisiche in cui i minori sono sempre più costretti ad assistere, anche questi casi rientrano nelle dinamiche del “gruppo” famiglia.
    Ma da quello che ho capito l’alienazione parentale o qualsiasi altro nome li si vuole dare, riguarda solo le aule dei tribunali, non le dinamiche del “gruppo” famiglia, nel suo complesso.
    Il fantasma della “patria potestà”, che si manifesta solo nel momento della separazione, per far questo viene rubato, violato un diritto del minore in nome della paternità.

  9. Primavera ha detto:

    Purtroppo di persone che come Maria non sanno l’assurdo che accade nei Tribunali italiani ce ne sono milioni. Questo è una delle componenti che ad oggi porta una madre a perdere il proprio figlio per il capriccio (corruzione/malafede) di altri individui che siano essi il padre o gli operatori del tribunale stesso o,in un mix esplosivo, molto spesso entrambi e la componente di cui parlo è l’ignoranza (nel senso di ignorare senza offesa alcuna sia chiaro) dei più al riguardo. Io stessa, prima di finire nell’incubo con il mio bambino credevo che nei tribunali si andasse con un buon avvocato a parlare civilmente e ad ,essere ascoltati altrettanto civilmente mentre la legge veniva applicata senza se e senza ma…
    Scopro invece che andare in tribunale o al mattatoio è pressoché uguale.
    Maria, se non lo hai già fatto,) leggi i post che trovi qui, anche i più datati, leggi i commenti che spesso sono testimonianze di fatti realmente accaduti,prendi notizie vere sulla pas o ap -o non so come la vogliano chiamare- e poi diffondi a chiunque puoi e più che puoi che nei tribunali oggi nelle cause di affido non si fa giustizia, non si applica la legge,non si leggono le carte,ne si analizzano i fatti come realmente accaduti e soprattutto non si ascoltano i bambini e i loro reali bisogni e desideri. I bambini si forzano e se resistono fermi nelle loro idee e posizioni, frutto di un terribile vissuto, vengono presi e resettati e/o affidati al genitore che non è per loro un riferimento affettivo. I tribunali (intesi -per mi esperianza-come l’insieme di una serie di operatori umorali,impreparati, corrotti,superficiali,cattivi-mi spiace ma questo io ho visto finora anche se vorrei tanto che non fosse così e spero in un miracolo !) oggi entri in aula,tiri un dado in aria e speri che esca il tuo numero altrimenti è la fine della tua vita e quella di tu* figli*.
    Nb Per tua informazione Maria, la ctu (psicologi /neuropsichiatri) del tribunale non ascolta i bambini (e neppure il genitore protettivo che spesso è la madre) ma anche facendolo, riporta al giudice dei giudizi personali che nulla hanno a che fare con scienza e medicina. La relazione del ctu(attinente o meno ai fatti ) è la sentenza. Nessun giudice confuta l’esperto ctu di turno. E la sentenza se è come molte di cui sentiamo parlare, è una condanna a sopravvivere tra sofferenze indescrivibili!

  10. Pingback: Eretica, l’alienazione genitoriale e le campagne di discredito | Femminismi Italiani

  11. IDA ha detto:

    Nel libro di Marilyn French, La guerra contro le donne. http://www.amazon.it/guerra-contro-donne-Marilyn-French/dp/8817842354 Alla fine dell’ottocento, gli uomini e il mondo scientifico iniziano a fare una particolare guerra alle donne. Prima si stabilisce che la masturbazione femminile, l’orgasmo femminile, la ninfomania e lesbismo, sono delle “devianze sessuali”, poi si propone come cura risolutiva la “clitoridectomia”, cioè; la rimozione chirurgica del clitoride totale o parziale. Isaac Baker Brown, Ginecologo e ostetrico chirurgo inglese, inventore della clamp per la cauterizzazione, allargo la clitoridectomia, anche alla cura dell’isteria e dell’epilessia e vari disturbi psichiatrici, fino alle dipendenze di alcool e droghe. Il mondo scientifico rifiutò questi postulati, Brawn e altri medici furono espulsi dalla società di ostetricia e impedito di esercitare la professione, con l’accusa di aver operato senza il consenso dei pazienti. Nonostante questo la “clitoridectomia” è stata praticata in tutto il mondo, soprattutto Stati Uniti, Svezia e Germania, fino agli anni 80 quando la clitoridectomia, è stata considerata non più terapia, ma Mutilazione Genitali Femminili., un reato contro la persona. È stata praticata per oltre un secolo, ed ha avuto più di tre milioni di donne vittime di questa barbara ideologia. Mi chiedo ma questa guerra contro le donne, è terminata? Non è mai finita?

    • Maria ha detto:

      La guerra contro le donne non è terminata purtroppo! Anzi, mi pare che con l’aumentare delle sacrosante rivendicazioni del mondo femminile, aumentino gli atti di violenza e vessazione.

  12. Emma ha detto:

    “Al di là del buco” e “Eretica” sono due orribili blog anti-femministi, infatti l’ultimo è ospitato dal “Fatto” che è il più misogino e antifemminista dei giornali italiani

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