James Deen, il consenso, la coercizione e il femminismo

Tempo fa, per affrontare il tema del consenso nel contesto di un rapporto sessuale, avevo provato a servirmi di un libricino per bambini.

Il mio obiettivo era spiegare che le persone hanno il diritto di dire di no ogni volta che una situazione li fa sentire a disagio, confusi, turbati o impauriti, con un linguaggio accessibile persino ai più piccini.

Tutte le persone hanno il diritto di dire di no, qualunque sia la loro professione, qualsiasi cosa abbiano bevuto o ingerito, qualsiasi abito indossino, qualsiasi cosa abbiano detto o fatto prima di arrivare a quel no, ma soprattutto tutti hanno il diritto di pretendere che quel no venga rispettato.

Il messaggio sembra semplice, eppure…

Una recente ricerca condotta dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine, che si proponeva di indagare “expectations, experiences and circumstances of anal sex among young people” (le aspettative, le esperienze a proposito del sesso anale e le circostanze nel quale lo fanno), nel corso della quale sono stati intervistati ragazzi ambosessi ed eterosessuali di età compresa tra i 16 e i 18 anni, ci dice che l’esperienza è descritta dalle donne come “painful, risky and coercive” (dolorosa, rischiosa e coercitiva), mentre per i maschi è normaleto persuade or coerce reluctant partners” (persuadere o costringere il partner riluttante).

The interviewed young people rarely spoke of anal sex in terms of mutual exploration of sexual pleasure”: i giovani intervistati raramente parlano di sesso anale in termini di reciproca esplorazione del piacere sessuale, e molti, nello spiegare le ragioni che li spingono a praticare sesso anale forzando il proprio partner, fanno riferimento alla pornografia: “boys wanted to copy what they saw in pornography and that ‘it’s tighter’” (i ragazzi vogliono copiare ciò che nel porno è più crudo).

Recentemente il mondo del porno è stato scosso dalle rivelazioni dell’attrice Stoya, che su Twitter ha denunciato il suo collega ed ex-partner James Deen di violenza sessuale, rivelazioni alle quali sono seguite quelle di altre donne.

stoyaHai presente quando ti connetti ad internet un attimo e vedi gente che idolatra il ragazzo che ti ha stuprata perché femminista? Ecco, questa cosa fa schifo.

James Deen, in effetti, ha fama di uomo femminista, come possiamo leggere, ad esempio, in articolo di qualche anno fa dal titolo “Cos’è tutto questo trambusto a proposito del porno-star femminista James Deen?”, nel quale l’autrice ci spiega che, sebbene nel porno gli attori interpretino dei ruoli che possono essere percepiti come misogini, questo non significa che siano misogini anche fuori dal set (il che, a rigor di logica, è vero, altrimenti dovremmo anche biasimare Anthony Hopkins perché cannibale).

Tuttavia, secondo alcuni, la fama di “good-guy of porn” sarebbe del tutto immeritata, visto che James Denn pare trascorra il tempo libero su twitter postando “battute spiritose” sullo stupro:

rape_joke

Leggendo la stampa straniera sulla vicenda, ho trovato un’intervista nella quale Deen, oltre ad offrirci un’inquietante affermazione a proposito della safeword nei rapporti sadomaso:

In any sort of, like, rough sex situation […] the person who’s on the bottom, the submissive, is the one who’s actually in control“.

The person who has the safe word is the one who’s in control.

(inquietante soprattutto alla luce delle dichiarazioni di Stoya)

Stoya2

… e parla del suo “odio” nei confronti del femminismo:

This is one of my issues with feminism, and why I hate feminism… because it’s so unequal…

Il femminismo sarebbe ingiusto perché – ci dice Deen – sostiene che la brutalità rappresentata nei film porno è responsabile di perpetuare la “cultura dello stupro”, ovvero quel complesso di credenze che incoraggia l’aggressività sessuale maschile e supporta la violenza contro le donne (come dimostra lo studio condotto dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine).

Invece di addentrarci nell’analisi dei motivi per i quali, secondo Deen, il porno non perpetuerebbe la “cultura dello stupro” (posto che abbia un senso farlo), vorrei pormi e porvi una domanda: perché definire femminista un uomo che dichiara pubblicamente di odiare il femminismo?

James Deen è stato definito female-friendly, pro-women e femminista – addirittura contro la sua stessa volontà di vendersi come femminista – perché ha dichiarato, dopo aver recitato in film intitolati “Pornstars punishment” o “Lying Slaves Will Be Punished“, che il sesso (nel mondo BDSM) non può essere una punizione:

“At [BDSM conglomerate] Kink, this girl and I are having awesome sex and she likes to get slapped in the face. The sex isn’t punishment. It’s BDSM lifestyle, and they make it super clear it’s the girl’s fantasy.”

James Deen è stato definito female-friendly, pro-women e femminista perché in qualche intervista ha affermato che lui schiaffeggia solo le ragazze cui piace essere schiaffeggiate.

Nonostante questa sua affermazione somigli tanto, tantissimo alla giustificazione di ogni violento e stupratore da che mondo è mondo…

sesso_estremo

tutte gli hanno creduto sulla parola, hanno scritto a destra e a manca “Guardate che bravo ragazzo!” portandolo come esempio virtuoso, anche sui siti nei quali si dibatte il problema della violenza sulle donne, e non una sola voce si è levata per chiedergli “Beh, e l’altra versione della storia? Vogliamo sentire cosa dicono le ragazze in proposito?” (come invece accade per Stoya – a dimostrazione del fatto che la credibilità è anche una questione di genere).

Viviamo immersi in un contesto culturale nel quale c’è chi addirittura considera il termine stupro “inappropriato” quando è riferito ad un’attrice porno:

rape_pornstar

Come si arriva a sostenere che “certe donne” non possono essere stuprate, a prescindere da quello che subiscono contro la loro volontà e della sofferenza che patiscono?

Su quest’uomo che scrive su Twitter avranno avuto una qualche influenza la visione di corpi brutalizzati e vilipesi dal cosiddetto “rape phantasy porn” (del quale James Deen è una star indiscussa) – una enorme quantità di video che suggerisce allo spettatore che il mondo brulica di donne che non vedono l’ora di essere umiliate, maltrattate, picchiate e forzate – unita all’incoerenza di chi sostiene che una punizione erotizzata non è una punizione, il tutto condito dalla popstar del momento che ci ricorda ogni mezz’ora alla radio quanto è difficile capire quando una donna dice di si o dice di no e spacciato per femminismo?

Invece di delegare i discorsi sul consenso, la violenza e la cultura dello stupro ad uomini che odiano il femminismo, forse noi donne dovremmo cominciare a ragionare seriamente sul fatto che stiamo lasciando che le giovanissime generazioni vivano il sesso come un’esperienza “painful, risky and coercive“, probabilmente perché siamo ossessionate dall’idea di apparire sex-positive e non ci piace trovarci appiccicata addosso l’etichetta di “moraliste”:

morality

In tutta onestà io non posso definirmi una “femminista della differenza”, ma certo ho sempre pensato che uno degli ostacoli maggiori ad una presa di coscienza delle donne in merito al ruolo di sottomessa cui le relega una società patriarcale sia la difficoltà a percepirsi con uno sguardo che non sia lo sguardo maschile.

Per questo prima di concludere vorrei il Manifesto di Rivolta Femminile di Carla Lonzi, in particolare quando recita:

La donna non va definita in rapporto all’uomo. Su questa coscienza si fondano tanto la nostra lotta quanto la nostra liberta’.
L’uomo non è il modello a cui adeguare il processo di scoperta di se’ da parte della donna.

Prima di costruire piedistalli per uomini come James Deen, prima di liquidare ogni discorso sulla violenza veicolata dai media con l’argomento “è una scelta individuale e quindi non può essere discussa”, dovremmo chiederci cosa pesa di più sul piatto di una ipotetica bilancia: in quanto attiviste femministe dobbiamo preoccuparci di lavorare affinché il sesso non debba più essere “doloroso, rischioso e coercitivo” per le donne, oppure affinché qualche maschio carino che ci solletica con la prospettiva di un orgasmo lodi la nostra “apertura mentale”?

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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51 risposte a James Deen, il consenso, la coercizione e il femminismo

  1. Paolo ha detto:

    io non credo che le femministe “sex positive” vogliano l’approvazione maschile, dicono ciò che pensano come chiunque altro 8tra l’altro tutti dovremmo essere sex positive se c’è consenso). personalmente non amo il sesso anale ma non nego che ci sono uomini e donne che lo fanno con piacere e sono convinto che un uomo sa sempre quando il consenso (verbale o non verbale) c’è o non c’è quindi non credo affatto agli stupratori che dicono “non mi ero reso conto che..”

    • IDA ha detto:

      Le sex positive, non cercano l’approvazione maschile, perché non la mettono in discussione, anzi spesso li superano, nemmeno i maschilisti oserebbero andare tanto oltre. Beethoven, diceva di Goethe: “ama troppo il potere per essere un uomo libero”.

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  3. Il rasoio di Occam ha detto:

    Già il fatto che uno nel mondo del porno può diventare “il bravo ragazzo” per aver affermato che non massacra di botte le donne non consenzienti è un commento sufficiente sull’ambiente. Ho letto che teneva anche una rubrica di sesso per una rivista femminile. Ma questo fa parte della strategia di marketing dell’industria pornografica. I “bravi ragazzi” del porno servono a vincere le resistenze delle donne e a conquistare una fetta di mercato ancora riluttante, e i media si prestano perché l’industria dell’intrattenimento è un club molto ristretto. Mi pare fosse uno studio pubblicato sul blog di Maria Rossi, dove alcuni uomini spiegavano che esporre le donne alla pornografia serve per ‘addestrarle’ al sesso violento, cioé desensibilizzarle lentamente ad accettare pratiche che trovano rivoltanti o degradanti. Ecco, l’industria usa i “bravi ragazzi del porno”, con la faccetta carina, per desensibilizzare le donne a livello collettivo.

    PS. Un appuntino sulla traduzione: “It’s tighter” significa “è più stretto” e si riferisce all’orifizio da penetrare (lo so, era un particolare di cui facevi a meno).

  4. men ha detto:

    dire che i porno sono istigazione allo stupro è come dire che film su mafia e gangster sono un incentivo alla criminalità organizzata e che il fumetto Diabolik è istigazione al furto e all’ omicidio. quello che avviene nei porno è finzione e le attrici sono consenzienti come sono consenzienti le attrici di film non porno quando la loro parte prevede da copione che vengano violentate. inoltre ci sono anche una marea di film porno dove la donna domina e l’ uomo è sottomesso. non è la realtà è finzione. mi sembrate le comari di sant’ ilario della canzone di de andrè tutto quello che a voi non piace o non vi sta bene deve essere censurato, bandito, messo fuori legge….se non vi piacciono i porno evitate di guardarli è semplice…

    • Dire che le attrici sono consenzienti dopo che le stesse attrici hanno raccontato le violenze subite sul set, significa che per te la parola di un uomo ha un valore e quella di una donna no.

    • IDA ha detto:

      Intanto la pornografia non è finzione ma realtà, l’atto sessuale non è simulato. Poi denoti una forma di oscurantismo, come molti quando si parla di questi argomenti. Del porno come della prostituzione si può parlare solo bene o stare zitti, analizzare e criticare è severamente vietato, se non vuoi passare per una moralista o una che vuole vietare o censurare. In nome di una presunta libertà, vietate la libertà agli altri di esprimere il loro dissenso, evitando di argomentare.
      Veniamo alla cultura dello stupro, Il porno oggi è solo un prodotto commerciale, fatto da uomini per uomini, non ha nulla a che vedere con le libertà sessuali. Rappresenta la donna come oggetto, è sessista nella rappresentazione, negli atti, nel linguaggio. Basta leggere i titoli delle clip. Vedono il sesso in un unico modo, non da opzioni non da alternative. In pratica normalizza giustifica e incoraggia determinati comportamenti, aggressivi. Non solo normalizza la violenza nell’atto sessuale, ma la rende sexy, questa è cultura dello stupro. Anche il sessismo e l’oggettivazione fanno parte della cultura dello stupro.

  5. andrea c ha detto:

    “le persone hanno il diritto di dire di no ogni volta che una situazione li fa sentire a disagio, confusi, turbati o impauriti, con un linguaggio accessibile persino per i più piccini.”

    Ok, d’accordo, però il NO deve essere chiaro ed esplicito prima o nel mentre in cui avviene un atto sessuale sgradito, non a posteriori, a “giochi” fatti e finiti.
    Se un’attrice concorda una determinata prestazione sessuale che non le piace per niente con James Deen(perché girare con un attore affermato è molto utile a farsi conoscere e far carriera), e durante l’atto non esprime chiaramente il proprio disagio o dolore, ma fa buon viso a cattivo gioco, NON è STUPRO. Se una dice SI, anche se in realtà vorrebbe dire NO(ma non lo dice per non rifiutare un lavoro che le fa comodo) James Deen non può essere indovino!

    Se c’è un problema in tutto questo, non è James Deen, ma un mercato pornografico molto “ristretto”(nel senso che è un ambiente davvero piccolo, in cui tutti conoscono tutti, e in cui se si vuole lavorare è quasi impossibile evitare di avere a che fare con i nomi sulla cresta dell’onda) e omologato, in cui i cliché del “rough sex”(che in italiano si può più o meno tradurre come sesso rude, donne tirate per i capelli, prese a schiaffoni sulle natiche, e penetrate energicamente senza tanti convenevoli) sono i più diffusi.
    I film porno che rappresentano il sesso in maniera più dolce e tranquilla(e in fin dei conti più realistica, la maggior parte delle coppie normali non lo fanno come nei porno) sono rari

    • E perché, secondo te, se il sesso violento non corrisponde alla forma che assume il desiderio per la maggior parte delle persone, pervade però il mercato del porno? Qual è la sua funzione?

      • men ha detto:

        Ricciocorno delle volte sei davvero testarda…tu come lo spieghi il successo di 50 sfumature di grigio? a molti uomini piacciono i trans a me no non per questo nego che a molti uomini piace avere rapporti con trans o rapporti anali passivi. il mondo è bello perché vario ognuno di noi ha delle fantasie e delle diciamo così perversioni se il tutto avviene tra adulti consenzienti no problem. non capisco sinceramente questa tua fatica a rispettare i gusti degli altri quando sono diversi dai tuoi…

      • Ma tu lo hai letto 50 sfumature di grigio? E’ una versione di un romanzo rosa della Delly con la pretesa di essere erotico… Lei inesperta e ingenua, lui ricco, bello e disponibile a farsi redimere. Una caratteristica del romanzo? Alla protagonista non piace il sadomaso, ma accetta di assecondare i desideri di lui perché ne è innamorata. Il successo di 50 sfumature di grigio dimostra l’esatto contrario di quello che sostieni tu.
        Inoltre: hai mai letto le critiche a 50 sfumature di grigio? E quello che è accaduto all’autrice quando ha lanciato su twitter l’hashtag #AskELJames? http://www.buzzfeed.com/jarrylee/fifty-shades-of-shade#.ggPv232A2w

    • IDA ha detto:

      Cit: “Se un’attrice concorda una determinata prestazione sessuale che non le piace per niente con James Deen(perché girare con un attore affermato è molto utile a farsi conoscere e far carriera),”
      Supposizione e congettura priva di fondamento. Perché quando iniziarono a lavorare insieme Stoya era già un’attrice affermata nel suo settore lui no. Congettura che nasconde dietro il classico pensiero maschilista delle donne sfruttatrici che vivono all’ombra di uomini, per rubare la luce riflessa. Poi dovresti sapere che ci sono delle parole d’ordine, che vengono usate in questi casi, e chi detiene il controllo se fa finta di non percepirle, bene, questo è stupro. In questi settori “estremi”, fanno spesso coppie fisse, al contrario del resto del porno, perché occorre fiducia tra gli attori. James Deen, cambia spesso partner.
      Nell’ambiente del porno, chiamiamolo “normale”, c’è una pratica e attori esperti in questa pratica. ( Ora James Deen, non mi risulta che sia tra questi. Ma ne parlo riferendomi al consenso). Molte attrici che non danno il consenso al sesso anale o ai gangbang, vengono “educate” spesso con “sesso anale a secco” e questi filmati poi sono molto ricercati su you-porn e altre piattaforme. Attici che hanno dato il consenso a girare una scena e si sono ritrovate violentate. Queste pratiche sono testimoniate da molte attrici, come la questione dei profilattici che viene puntualmente disattesa dalle case produttrici.

  6. men ha detto:

    perché se Bruce Willis nei suoi film non si comporta come la maggioranza degli uomini i film come die hard o l’ ultimo boyscout hanno tanto seguito qual’ è la sua funzione? la risposta te la do io: semplice intrattenimento.

    • Al cinema non c’è solo Bruce Willis. Leggi anche i commenti degli altri, se non i miei, almeno quelli dei maschi: “i cliché del “rough sex”(che in italiano si può più o meno tradurre come sesso rude, donne tirate per i capelli, prese a schiaffoni sulle natiche, e penetrate energicamente senza tanti convenevoli) sono i più diffusi”.

      • men ha detto:

        a molte donne piace essere tirate per i capelli o prese a schiaffi sia sul culo che in faccia o in altre zone del corpo. lo so ti fa strano perché a te queste cose non piacciono però ti assicuro che a molte piace e non è un caso che 50 sfumature di grigio sia il romanzo più letto dalle donne e che sia stato scritto da una donna. e la maggioranza degli uomini si eccita quando una donna a letto urla e nei porno gli urli sono esagerati proprio per eccitare il pubblico che guarda. e poi che vuol dire ” al cinema non c’ è solo Bruce Willis” anche nei porno non c’ è solo James Deen .

      • A molte di donne, certo. E tu lo sai perché?

      • men ha detto:

        no Ricciocorno non lo so perché. come non so perché certe cose piacciono anche a me ma ho scoperto che mi piacevano solo dopo averle provate.

      • Mi sono spiegata male: come fai a sapere cosa desiderano “molte” donne? Qual è la tua fonte?

      • men ha detto:

        la mia fonte è l’ esperienza diretta. ho conosciuto parecchie donne alle quali piaceva il sesso violento o comunque rude. inoltre anche guardando alla tv i programmi o i documentari che parlano di sesso ci sono molte donne che amano il sado-maso più o meno soft. su cielo body of sex o su la 7d la mala educaxxion tu non li hai mai visti?

      • Secondo la mia esperienza diretta la maggior parte degli uomini ama abbandonare i calzini puzzolenti che ha indossato per l’intera giornata ai piedi del letto. Possiamo, sulla base di questa mia considerazione, affermare che l’afrore di piedi concilia il sonno alle persone col pene?
        La tua esperienza diretta, caro men, non può essere la misura di ciò che accade nel mondo.

      • Paolo ha detto:

        è abbastanza ovvio che esistano uomini e donne che apprezzano il sesso “rude” o il bondage o il bdsm, non c’è assolutamente nulla di male come ci sono uomini e donne a cui non piace I gusti personali sono insindacabili e non si possono criticare.. E chiedersi perchè ci piacciono certe cose e non altre è specioso: a me il sesso anale non piace nè attivo nè passivo, non perdo tempo a chiedermi perchè mi basta non essere giudicato reprresso per questo motivo, e io rispetto gli uomini e le donne che lo praticano con gusto.
        A nessun uomo e a nessuna donna piace essere costretti a fare ciò che davvero non vogliono fare, questo è ovvio

  7. Il rasoio di Occam ha detto:

    Quale parte di “mi teneva giù con la forza e mi ha scopato mentre dicevo no, fermati, e usavo la mia safeword”, è interpretabile come fare buon viso a cattivo gioco???

  8. quark ha detto:

    E così , dopo la prostituzione , anche la pornografia e il sesso anale nel mirino delle femministe proibizioniste !!! Che cosa proponete , il carcere per chi guarda i filmini porno ? E per chi pratica sesso anale ? Un bel corso di rieducazione sessuale ?

    • Guarda, l’unica l’unica cosa che io sogno di proibire sono i troll in rete.

    • IDA ha detto:

      Probabilmente, sei abituato/a, a vietare o censurare tutte le cose che non ti piacciono, e così pensi che anche gli altri si comportino nello stesso modo. Non mi sembra che qui qualcuno abbia parlato di censure o leggi speciali o divieti che ne so io.
      Anche normalizzare e minimizzare fa parte della cultura dello stupro. Rendere accettabile e normale la violenza nell’atto sessuale fa parte della cultura dello stupro. La pornografia è sessista, e questo fa parte della cultura dello stupro. La pornografia oggettivizza il corpo della donna, e questo fa parte della cultura dello stupro. La cultura dello stupro, giustifica e considera normale il terrorismo fisico e emotivo nei confronti delle donne.
      Accertato che nessuno vuole vietare niente vediamo alcune domande: perché nella pornografia il rapporto anale è sempre e comunque violento? Perché nella pornografia si usano parole ingiuriose verso le donne e non verso gli uomini? La pornografia rappresenta il vissuto sessuale reale delle coppie? Perché le testimonianze delle attrici porno non sono prese in considerazione? Perché c’è il massimo disinteresse sulla salute psico- fisica delle attrici porno? Queste sono solo alcune delle domande, ma basta dare alcune risposte e vedrai quale ideologia si nasconde dietro. Quella di normalizzare, giustificare e incoraggiare rapporti sessuali violenti, di stabilire chi è il padrone. Stabilisce che la sessualità della donna è al servizio del desiderio maschile. Se non è cultura dello stupro cosa è?

  9. quark ha detto:

    Nel tuo post fai capire che secondo te il porno perpetua la cultura dello stupro …. e che il sesso anale è considerato dalle ragazze ” doloroso , rischioso e coercitivo ” … quindi le mie domande sono del tutto pertinenti al tuo post delirante …

    • Ma come “secondo me”? Non si tratta di una mia opinione basata sul fatto che non ho digerito il pranzo. Se seguissi il link verificheresti che ho riportato le conslusioni tratte da una indagine condotta da un’università; intervistando i ragazzi è risultato che 1)i maschi considerano normale forzare le loro partner sessuali 2)le ragazze considerano questo genere si esperienza ”dolorosa, rischiosa e coercitiva” 3)nel motivare il loro comportamento i ragazzi citano il desiderio di imitare ciò che vedono nel porno.

      • quark ha detto:

        Riccio , non giriamoci intorno … mi sembra chiaro che tu concordi con questa indagine …
        e concordi anche nel ritenere il porno responsabile della perpetuazione della ” cultura dello stupro ” … quindi riformulo in modo più ” soft ” le mie domande … Ritieni che la pornografia , essendo secondo te così pericolosa , debba essere vietata ? E il sesso anale , essendo , sempre secondo te , ” coercitivo ” , debba essere vietato anch’esso ?

      • Quark tu invece se in disaccordo con il sondaggio? 🙂 E in che modo scusa, saresti “in disaccordo”? I ragazzi e le ragazze intervistati sarebbero dei bugiardi o cosa?
        Per il resto: ma chi credi che sarebbe tanto folle da vietare il sesso in ogni sua forma ed espressione? Forse qualche capo religioso, ma certo non il femminismo.
        Quello che faccio qui è informazione, perché sono convinta che l’informazione sia uno degli strumenti atto a sollecitare dei cambiamenti di tipo culturale. Quando parlo di cambiamenti di tipo culturale, intendo che spero che in qualcuno (temo non in te) un post del genere possa risvegliare delle domande: come vivo la mia sessualità? Come mi relaziono con i miei partner sessuali? Quanto tengo in considerazione il desiderio, il disagio, la paura, il dolore del mio/della mia partner sessuale? Mi sono mai comportato in modo da forzarlo a determinati comportamenti? Mi sono mai sentito costretto a determinate pratiche?

  10. quark ha detto:

    Guarda , io penso che a fare sesso , anale o non anale , siamo sempre in due , perlomeno … e se una persona costringe un altra a fare qualcosa che non vuole , si tratta di violenza sessuale , a prescindere dal tipo di pratica sessuale che viene fatta … Per quanto riguarda lo studio che hai pubblicato , non lo conosco e non sono in grado di verificare la sua credibilità , a parte il fatto che è limitato alle ragazze dai 16 ai 18 anni … mi bastano le frottole che vengono raccontate negli studi che pubblichi sulle prostitute , quelli dove si dice che il 90 ,100 , 150% delle prostitute sono vittime di tratta e sfruttamento !!! Questi si che sono sicuramente falsi , e ne abbiamo già discusso altre volte .., sugli studi sul sesso anale mi trovi impreparato , ma se pensi che il sesso anale sia sinonimo di violenza sulle donne , mi domando veramente in che mondo vivi

  11. andrea c ha detto:

    Io lo studio sul sesso anale nei teenager l’ho letto tutto, e secondo trattandosi di ragazzini tra i 16 e 18 anni, non è generalizzabile al resto della popolazione adulta. Si tratta di bimbetti che hanno zero esperienza, e stanno iniziando ad esplorare la sessualità, senza idee chiare e definite su quello che gli piace e non piace, e con tante pressioni conformistiche dal gruppo di coetanei(tipo se non provi il sesso anale sei uno sfigato, oppure se rifiuti di fare sesso anale con il tuo ragazzo, quando tutte le tue amiche l’hanno fatto, sei una “bambina ritardata”, le “vere donne” amano il sesso anale)
    Infatti nello studio si dice anche:
    “Competition between men
    While not all young men in the study wanted to have anal sex (eg, saying it was ‘not for them’), many men said they encouraged one another to try the practice, and men and women said men wanted to tell their friends that they had had anal sex. Men in a group discussion said anal sex was ‘something we do for a competition’, and ‘every hole’s a goal’. By contrast, men and women said women risked their reputation for the same act, a sexual double standard familiar from previous literature”

    e pure:
    “People must like it if they do it
    Despite asserting that anal sex is inevitably painful for women, and despite not usually linking pain to any sexual pleasure, men and women often also expressed the seemingly contradictory view that anal sex was in fact enjoyable for women:
    Obviously people do enjoy it if they do it. (Naomi)
    There’s quite a few, a lot of girls enjoy it. But I think most girls would like, I think they might do, on the quiet. (Shane)

    That it ‘must’ be enjoyable was typically suggested as an explanation by those who had not engaged in the practice.”

    insomma i ragazzini ne fanno una competizione, un obiettivo da raggiungere per sentirsi più grandi, reso anche più attraente dal fascino del proibito(cioè sono convinti di trasgredire la morale dei genitori), le ragazzine si ripetono tra loro che se tutti lo fanno deve essere piacevole. Anche se poi molte all’atto pratico lo trovano doloroso(ma magari con le amiche non lo dicono). Insomma pensieri contraddittori tipici degli adolescenti!

    Tra l’altro anche i ragazzini ne parlano tra loro come una figata, come la cosa più piacevole che ci sia, come un obiettivo da raggiungere il prima possibile, ma poi nell’intimo(senza confessarlo ai coetanei) a volte ne rimangono delusi dall’esperienza reale: “Young men in our study, while often keen on anal sex in principle, were sometimes unenthusiastic about the physical reality: “I thought it was going to be a lot better to be honest” (Ali); “sometimes it does feel better [than vaginal sex] but I wouldn’t say I preferred it” (Max).”

    Insomma il quadro è chiaro, si tratta di “bimbetti” e “bimbette” che fanno sesso anale più per il conformismo tipico di quell’età, che per una vera preferenza verso quella pratica sessuale, e tra la fretta(è un’obiettivo da raggiungere per non sentirsi sfigati. E inoltre a 16-18 anni non hai una casa libera tutta tua in cui poter fare le cose con calma, le esperienze sessuali a quell’età avvengono quasi sempre in posti improvvisati, tipo discoteca, bagni pubblici, automobile, panchine del parco pubblico ecc…Il sesso anale non va d’accordo con la fretta!), e la mancanza esperienza e conoscenza del corpo femminile, i risultati sono quelli che sono.
    Spesso dolorosissimi per le femmine(magari non usano neanche lubrificanti adatti) e poco piacevole anche per i maschi: “Among those who had had anal sexual experiences, few of the men and only one woman among this young age group referred to physical pleasure in their accounts.”

    NON SI PUO GENERALIZZARE QUESTO STUDIO PER TUTTE LE FASCE D’ETA’, sono sicuro che con ragazzi più grandi e adulti, i risultati sarebbero molto diversi. Una donna adulta che ha già le sue esperienze e i suoi gusti ben definiti, e a cui non piace, dice chiaramente NO(idem per un uomo adulto a cui non piace, non si mette a fare tentativi maldestri come quelli degli adolescenti solo per pavoneggiarsi con il branco di coetanei, ma si dedicherà tranquillamente a cose che gli piacciono di più) . Un uomo e una donna adulta a cui invece piace, sanno già come farlo al meglio!
    E anche una coppia di adulti che non l’hanno mai provato ma decidono di comune accordo di sperimentarlo, possono farlo in tutta calma, non gli corre dietro nessuno, non hanno fissa dell’obiettivo da raggiungere per sentirsi grandi, e non devono nemmeno fare le cose in fretta nei cessi. Hanno una casa propria o una stanza d’albergo in cui possono fare il tutto con calma e serenità!

    • E chi ha generalizzato? Devo essermi distratta…
      Comunque, se ti interessa la testimonianza di una donna adulta: http://www.artparasites.com/the-ugly-side-of-being-a-single-attractive-and-available-heterosexual-woman/
      I’ve said No many times and either been made to feel guilty or been placated until I went along with something I didn’t want to do. This is what consenting sex looks like?

    • Paolo ha detto:

      credo che quello che dice andrea c. abbia senso. Da adulto sai meglio cosa ti piace e cosa no e se una donna non vuole fare sesso anale lo dice chiaro e se lui la costringe è solo uno stupratore

      • L’adulto non è stato un adolescente? Basta l’età, dici, a conferire consapevolezza? Forse per alcuni. ..

      • Paolo ha detto:

        da solo nulla è sufficiente, nè l’età nè l’istruzione nè niente ma a un certo punto dobbiamo crescere e assumerci la responsabilità di noi stessi e dei nostri desideri..non possiamo restare eternamente bambini o ragazzini
        Per convenzione abbiamo stabilito ad esempio che a 18 anni sei abbastanza maturo da poter influire sulle scelte politiche del tuo Paese col diritto di voto attivo e passivo, dopo quella data sei definitivamente un adulto (con le conseguenze legali e giuridiche del caso). è una convenzione per l’appunto..ci sono quarantenni immaturi e sedicenni maturi ma un confine va tracciato.
        Per quanto riguarda il sesso: dal punto di vista legale chi ha 15 anni può fare sesso (anale, orale, vaginale, etero, gay ecc..) anche con un/una cinquantenne a patto che non sia l’insegnante, il tutore legale e cose del genere: è giusto? Non so, è una convenzione anche quella ma so che un limite va tracciato

  12. andrea c ha detto:

    Non è questione solo di età, ma di maturazione psicologica che nella maggior parte dei casi coincide con l’etá e con le esperienze.
    Del resto, per fare un esempio che non c’entra con il sesso, un 16enne che inizia a fumare, bere o drogarsi solo perchè lo fanno tutti i suoi amici, è considerato più o meno normale(certo ci sono anche i 16enni più maturi e dalla personalità più forte e definita, che non si uniformano al branco). Un 40enne che non si è mai drogato in vita sua, e inizia a farlo solo perchè lo fanno i suoi nuovi amici, non sarebbe per niente normale!

  13. Zorin ha detto:

    Sei sempre a insistere sul fatto che l’esperienza personale non conta niente e ci vogliono statistiche sicure, e poi basi un discorso su un racconto di fantasia.

    Ottima cosa, la coerenza.

  14. patronus ha detto:

    Comunque alcune traduzioni dall’inglese non sono corrette, eh.

  15. Criceto ha detto:

    Ciao, volevo aggiungere che James Deen, dopo l’accusa mossagli da Stoya è stato accusato anche da numerose altre star del porno per violenza sessuale (anche se non di stupro). La nota positiva è che dopo queste parole Deen è stato allontanato da tutte le principali case di produzione. Questo ovviamente solo come “aggiornamento” all’articolo. Quello che invece rispecchia la mia opinione è che sul virtuale banco degli imputati (Deen non è attualmente imputato di nulla) ci deve stare soltanto lui, non il porno né il BDSM. Lui è responsabile delle sue azioni e lui -anche se in forma blanda rispetto alla gravità- ne sta pagando le conseguenze. Su questo ho visto un po’ di “confusione” nei commenti, più che nell’articolo, per questo ho ritenuto di intervenire.

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