Giochi di mano

Una scrittura stringatissima, un linguaggio molto personale e un ritmo narrativo che riesce a farci trattenere il fiato. La sopraffazione fisica e mentale di un uomo su una donna è raccontata senza mai cedere all’enfasi e sottolineando con forza il valore del narrare come superamento del dolore. (Giudizio della commissione del premio letterario La Giara, che al romanzo “Giochi di mano” di Manuela Lunati ha assegnato La Giara di bronzo nel 2012)

mani

E’ un lungo e ininterrotto flusso di coscienza quello che ci regala Manuela Lunati, un dialogo sul filo dei ricordi nel quale l’interlocutore è quella parte di Manuela che ha il volto, il corpo, i gesti e la voce del marito amato e crudele

“…trovo a parlarmi come se parlassi a te. Come se tu fossi qui – coi tuoi occhi, i denti, la giacca beige, l’accendino – e non uno schizzo a lapis della memoria, polvere sottile degli ultimi sogni.”

Sono trascorsi otto anni dalla fine del matrimonio con quest’uomo e quando l’autrice intraprende il suo lavoro di scrittura è lontana, immersa in tutta un’altra vita, i cui dettagli semplici e rassicuranti fanno capolino fra un ricordo e l’altro a dirci che lei ce l’ha fatta, sta bene, ne è uscita, è libera…

Libera, forse ancora no. Lui è ancora lì, accanto a lei, dentro di lei, presente e vivo

“Ti vedo. Sei seduto un po’ di sbieco, con un gomito appoggiato al tavolino e le gambe incrociate di lato.”

infesta le sue notti

Di notte, invece, sei signore e padrone. Di notte sei qui, o forse io sono lì, come se tra noi non si fossero intromessi il tempo, lo spazio, l’odio, l’indifferenza.”

e quando non popola i suoi sogni tormenta la sua coscienza

“Nella vita ad occhi aperti la colpa è stata mia. Mi accuso: potevo andarmene, non l’ho fatto. Reato di autolesa dignità. Non c’erano droghe a narcotizzarmi, lacci a stringermi i polsi e le caviglie, serrature a farmi prigioniera. Non c’erano sbarre, spranghe, torri, fossati, ponti levatoi. C’era appena una porta, che neanche era blindata. Una porta di quelle comuni, senza doppie serrature, telai in acciaio o controtelai. Dopo la porta, le scale. Una rampa, due, tre. Poi la strada. La città. Automobili e persone. Gatti e piccioni. Chiese. Tabaccai. Campanelli a cui suonare. Bastava aprirla, quella porta. Senza neanche fare le valigie.”

Dopo tanto tempo, dopo una lunga e paziente opera di ricostruzione di quella se stessa che la violenza aveva reso “spenta, vegetale“, Manuela Lunati ci racconta del suo rivedere nella  mente i ricordi più belli e quelli più terribili, alla ricerca del bandolo della matassa che le spieghi – che ci spieghi – perché allora non ha detto quel “no” che oggi ripete ossessivamente

…una cosa da dirti io ce l’avrei, ed è: no. Non voglio. Neću. Non voglio rimanere qui. Non voglio rimanere con te. Non è te che voglio. Non è questa la vita per me. Non qui, non in questa stanza, da questa parte della porta chiusa.”

“Giochi di mano” è un romanzo che racconta cosa significa essere una sopravvissuta, un libro che descrive il fardello che una donna frantumata dalla violenza domestica si porta addosso attraverso i giorni della sua nuova vita, un fardello pieno d’orrore ma anche d’amore, quell’amore che è volere il bene dell’amato che diventa paralizzante sgomento di fronte a “i colpi di chi ci chiama ‘amore’, ljubav“.

Manuela Lunati scrive, verso la fine del suo raccontarsi fra passato e presente

Non chiedermi perché. Non chiedermi sempre perché. Chiedimi come. Se mi chiedi come, posso risponderti.”

Forse non è poi così importante, quel “perché” che grava su ogni discorso intorno alla violenza domestica; forse serve solo ad appesantire il fardello delle donne che l’hanno subita.

Forse, per comprendere ciò che accade dietro le migliaia di porta chiuse, bisogna smettere di chiedere e prendersi un momento per ascoltare dalla voce di chi ne è uscito vivo – in silenzio e sospendendo ogni giudizio – il racconto di come è andata.

E’ Natale: regalatevelo, questo libro.

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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7 risposte a Giochi di mano

  1. Manuela Lunati ha detto:

    L’autrice è molto felice che il libro sia piaciuto… È incredibile poter comunicare con gli altri attraverso la scrittura, raccontarsi, ascoltare, capire ed essere capiti…

  2. Edoardo ha detto:

    Io sto male per colpa di voi femministi. Ogni volta che mi sento felice compare un femminista che mi rende triste. Come me stanno male milioni di uomini e di donne: per colpa dei femministi. Che ci dicono come dobbiamo vedere il mondo, come dobbiamo comportarci, come dobbiamo vivere, senza dare una giustificazione decente. Non è giusto che stiamo male per colpa dei femministi: perciò dovete tacere. Questo è quanto.

    • “Io sto male per colpa di voi femministi.” Allora lo vedi che la cosa è reciproca?

      • Edoardo ha detto:

        Non c’è un accidente di reciproco. L’odio che io covo, e come me milioni, vi trascinerà nella polvere con una violenza tale che la vostra sembrerà una carezza.

      • L’hate speech qui non è ammesso. Sei bannato.

      • Gandalf Il Grigio ha detto:

        Caro Edoardo, tu e quelli come te non otterrete proprio niente se vi farete logorare dall’odio. E se anche combinerete qualcosa perderete lungo il cammino la vostra forza e alla fine troverete chi vi odierà più intensamente di voi. Non è meglio spezzare la catena di odio e di vendetta? Anch’io come te mi definivo un antifemminista, ma non avevo ancora capito niente.
        Anche a me, tutt’ora, danno fastidio certe persone che diffondono il femminismo in luoghi inappropriati, con faciloneria, senza tenere conto dell’altrui riservatezza. Ma tieni conto del fatto che tu qui hai fatto la stessa cosa.
        A me piace pensare che uomini e donne, per lo meno se eterosessuali, abbiano entrambi la tendenza ad ammirare oltre il dovuto le persone del sesso opposto, fin quasi alla venerazione. Per conservarsi, gli uomini inventarono il maschilismo. Da quel momento uomini e donne si guardarono a vicenda come strumenti sessuali e come nemici. Se oggi sempre più donne diventano sessiste, la colpa è del maschilismo. Solo pochi illuminati seppero cambiare questo punto di vista volgare. Pensa a Goethe. Abbiamo da tempo dimenticato quell’amore originario. Questa, amico mio, è mancanza di coraggio, paura di perdere il proprio sé nell’altro. Pensi davvero che nessuno abbia questa tua stessa paura? Che vogliamo solo dirti come ti devi comportare per il nostro sollazzo e per controllarti? Nient’affatto: noi vogliamo aiutarti. Il femminismo è stato il primo e l’unico movimento culturale che abbia saputo restituire il senso dell’amore tra i sessi senza sfociare in idee mistico-fusionali pericolose. Se tu imparerai dal femminismo non cadrai sotto il controllo di nessuno e anzi, ti verrà restituita quella dignità che pretendi e che ora, proprio per non perderla, ti neghi. Non verrai discriminato affatto: il femminismo è per la parità dei sessi. Hai paura di perdere i tuoi privilegi? Non hai la minima idea di quanto potrai guadagnare perdendoli. O pensi che la mascolinità tradizionale sia condannata dal femminismo? O pensi di perdere la tua mascolinità? Ti voglio ricordare che il femminismo proviene dalla nostra tradizione: è vero che Aristotele viene citato, spesso a sproposito, come esponente del patriarcato. Ma ricordati che Aristotele diceva anche che se le donne non sono felici non può esserlo la società. Da dove credi che provenga la tua infelicità se non da quello che il femminismo combatte?
        Un’ultima cosa: non credere che ti sarà facile cambiare, se deciderai di farlo. Io stesso ho ancora molto lavoro da fare su me stesso così come senz’altro dovrà lavorare su se stessa la gentilissima scrittrice di questo blog, che sta mettendo in questo blog una straordinaria cultura ed acume intellettuale, una punta di diamante nella miniera oscura del web: qualcuno che veramente potrebbe insegnarti qualcosa. Se cambierai, se imparerai la cultura del rispetto per le donne e del rispetto delle differenze nessuno potrà sconfiggerti, sappilo.

      • Gandalf, se dovessi decidere di fare un viaggio nella terra di mezzo, mi piacerebbe sedermi a fumare un po’ di erba pipa con te 😊

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