Lo stupro di guerra

Da un articolo datato 4 agosto 1986:

impotenza

Prima della sospenzione delle chiamate al servizio militare di leva in Italia, avere anomalie ai testicoli era motivo sufficiente ad ottenere la dispensa.

Recentemente un uomo mi raccontava che, incuriosito dal fatto che l’impotenza potesse rendere inadatti all’addestramento militare, aveva indagato allo scopo di scoprire il nesso fra la possibilità di avere un rapporto sessuale e l’andare in guerra.

Certo quel nesso ha a che fare col concetto di “virilità”, e non mi stupirebbe che fosse vero quello che si è sentito rispondere e cioè che l’uomo impotente era considerato inadatto perché in caso di guerra non avrebbe potuto partecipare alla spartizione del “bottino“.

Da un articolo del Corriere datato 13 giugno 1997:

E’ la fine di novembre 1993, lo scenario il posto di blocco Demonio, sulla strada tra Mogadiscio e Balad. Una sera due blindati con una decina di para’ della Folgore si fermano al check point: i militari di guardia stanno vociando, raccolti intorno a una ragazza somala. I para’ (il testimone e’ con loro) scendono dai blindati: “Andiamo a divertirci anche noi”. La ragazza era terrorizzata. Racconta il testimone, che ha chiesto di mantenere l’anonimato e viene indicato come “Stefano”: “Abbiamo cominciato a dare pizzicotti e a toccare”. Poi e’ comparsa una bomba illuminante. La ragazza e’ stata legata a un mezzo blindato…

Non proseguo nei dettagli della violenza, che potete approfondire da soli, se proprio ne avvertite la necessità.

Nel corso della storia lo stupro ha accompagnato tutte le guerre, indipendentemente dalla nazionalità, dalla localizzazione geografica e dalle ragioni per cui si è combattuto.

“Il più nobile compito che un uomo abbia nella vita è sbaragliare i suoi nemici, metterli in fuga, spogliarli di tutti i suoi averi, udire il pianto dei loro cari, montare sui loro cavalli e stringere tra le braccia le più desiderabili delle loro donne”, affermava Gengis Kahn, sovrano del più vasto impero terrestre della storia umana (cit. da Rossella Mastropietro e Michele Rossi, “Un bottino di guerra… Considerazioni sullo stupro di guerra”, QUALE Psicologia, n.20, giugno 2002, pag.88-89).

Ieri Lucia Annunziata ha pubblicato sull’Huffington Post un articolo a proposito dei fatti di Colonia, “Sul corpo delle donne no pasaran“.

Il primo commento che ho trovato in calce all’articolo è questo:

commento_annunziataPiù di 80 donne sono state aggredite nella notte di San Silvestro a Colonia, Germania: i reati denunciati sono molestie, palpeggiamenti, e almeno uno stupro; i testimoni narrano che gli aggressori, a gruppetti di circa cinque persone, circondavano le donne di passaggio per sottoporle a pesanti molestie sessuali e derubarle.

Così come è descritto, sembra un vero e proprio saccheggio, organizzato per depredare oggetti di valore e donne, per tornare a casa vittoriosi con un bottino di donne e beni, un bottino nel quale la donna altro non è che un bene di consumo, una cosa strappata ad un altro uomo e consumata, al fine di lasciare il nemico ancora più sconfitto e umiliato.

Ci dice il commentatore appartenente alla cultura “superiore”, quella che dovrebbe scontrarsi con quella cultura che ha organizzato la razzia di Capodanno, che Lucia Annunziata non è abbastanza “desiderabile” per rischiare di finire fra gli oggetti che un guerriero si conquista con un assalto, non è un “oggetto di valore”, perché il valore di una donna è stabilito dal desiderio sessuale che può suscitare in un uomo.

Ci dice un altro commentatore:

commento_annunziata2

Affrontare la questione assumendo una prospettiva di genere, chiamare a raccolta le donne perché tornino in massa a lottare per essere considerate esseri umani e non oggetti vendibili o depredabili, equivale a sminuirne la gravità.

Sminuire: ridurre il valore, far figurare qualcosa come meno importante o rilevante.

Le questioni importanti sono quelle che riguardano gli esseri umani, ovvero gli uomini; perché la questione sia seria deve essere descritta come uno scontro fra religioni, nel quale “Le donne, anzi i diritti delle donne” non “devono essere una delle pietre miliari” del discorso, come invece vorrebbe l’Annunziata.

Non voglio iniziare il nuovo anno gettandovi nello sconforto, quindi concludo con alcune delle risposte al primo commentatore:

commento_annunziata3commento_annunziata4E con uno spunto di riflessione:

commento_annunziata5

Annunci

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in attualità, interculturalità, politica, riflessioni, società e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

102 risposte a Lo stupro di guerra

  1. Paolo ha detto:

    i buzzurri, i sessisti, i molestatori ci sono in tutte le culture, questa ovvietà non deve farci perdere di vista il fatto che ci sono società (quelle occidentali) che bene o male con mille contraddizioni e problemi si sono laicozzate e dove le donne hanno ottenuto maggiore libertà, e altre società (quelle da cui provengono gli aggressori di Colonia o i loro genitori) in cui questo non èavvenuto o è avvenuto poco. E la società occidentale laica è migliore di società non laiche, e non sarà certo un commentatore becero a un articolo di Lucia Annunziata a farmi cambiare idea, perchè il problema sollevato da Annunziata esiste e la sinistra ha sbagliato a sottovalutarlo.
    le strumentalizzazioni razziste sono sbagliate ma il problema esiste e la sua sottovalutazione a sinistra lascia campo libero ai Salvini. l’islam è misogino e sessista esattamente come tutte le religioni abramitiche, il punto è che le società occidentali bene o male si sono laicizzate, le società da cui provengono molti migranti no
    e questo non vuol dire che “non ci sono molestatori occidentali” certo che ci sono, i maschilisti, i maschi sessualmente frustrati ci sono ovunque ma a Colonia è successa una cosa diversa dallo stronzo o da tre o quattro buzzurri per strada che ti toccano il culo o ti chiamano troia (che è già grave): erano un migliaio che hanno molestato le donne nella stessa sera e nella stessa città. E’ ovvio che la maggioranza dei musulmani è brava gente ma un problema di integrazione c’è, ci sono persone che apprezzano la tecnologia e il benessere economico dell’occidente laico ma non ne apprezzano alcuni valori etici, ad esempio il fatto che una donna può girare da sola per strada a capo scoperto e anche a gambe scoperte e va rispettata.

    • Ti sembra che un post che descrive quanto avvenuto a Colonia come analogo agli stupri di guerra possa essere motivato dalla volontà di sminuire l’accaduto? Tu, però, riduci il fenomeno della violenza di genere che ha per protagonisti gli italiani ad un problema di buzzurri, come se non fosse anche quello un problema culturale.

      • Paolo ha detto:

        ripensandoci non so neanche se è giusto parlare di frustrazione sessuale, in parte forse sì ma molestie e stupri sono atti pseudosessuali, come scrive Marina Terragni, dettati da una volontà violenta di sopraffazione e non da un desiderio sessuale “smodato”.
        Anche le moleste commesse da italiani hanno a che fare con la cultura, però la frase “ci sono sessisti ovunque” per quanto vera non deve essere un alibi per non affrontare la realtà e cioè che non tutte le culture sono uguali: quelle laiche occidentali sono in linea di massima migliori di quelle islamiche, non vuol dire che sono perfette o senza nessun problema di violenza e sessismo vuol dire che le persone sono relativamente più libere a San Francisco che a Ryad, vuol dire che a San Francisco i problemi riguardanti la violenza sulle donne si affrontano, altrove non si affrontano

      • “ci sono sessisti ovunque” per quanto vera non deve essere un alibi – dici tu. Sono d’accordo, non può e non deve diventare un alibi per esimersi dal condannare la violenza, ma neanche può diventare un alibi per non riconoscerla per quella che è: violenza contro le donne.
        Come ho scritto, da sempre nel corso delle razzie gli uomini usano violenza sulle donne. Non è un fenomeno dovuto a questo particolare momento storico, non è una novità causata da questo particolare “scontro di civiltà”, è una pratica antica, che fa parte della nostra storia come della loro.

      • Paolo ha detto:

        Stupri di guerra o “etnici”, saccheggi fanno parte della storia di tutti i Paesi in guerra, la differenza è che Colonia non è “zona di guerra”, non è Berlino nel ’45 o Sarajevo nel ’92 o Mosul oggi, è una città tecnicamente in pace e quelli non erano soldati e mercenari di un esercito nemico, non erano i lanzichenecchi (oppure sì?)
        Ripeto: circa un migliaio di persone, non due o dieci o venti, un migliaio di persone con più o meno simile background culturale che la stessa sera nella stessa città di un Paese non zona di guerra, e non invaso da nessun esercito, molestano le donne.
        Vogliamo capire che questa situazione ha più in comune con Piazza Tahir che con l’Oktoberfest?
        vogliamo capire che abbiamo a che fare con persone attratte dal nostro relativo benessere economico (e anche dal nostro alcool in alcuni casi ) ma che disprezzano la nostra libertà e la interpretano come una “licenza di fare il cavolo che vogliono a chi vogliono senza il consenso dell’interessata”.
        Certamente ci sono anche occidentali che ragionano così, la gran parte dei musulmani è pacifica no a strumentalizzazioni razziste ma il problema resta.

    • Paolo ha detto:

      proseguendo col paragone storico: le violenze di massa sulle donne ad opera di uomini sconosciuti finora sono avvenute solo in precisi contesti, commesse da uomini appartenenti a categorie specifiche: soldati (regolari o irregolari), formazioni paramilitari, pirati, mercenari, predoni e simili. Gente che calava su un territorio col preciso scopo di occuparlo e tenerlo con le armi oppure saccheggiarlo o fare entrambe le cose.
      Questo finora è quello che è avvenuto, Colonia mi pare una situazione diversa, forse persino più inquietante, Spero di avere torto

      • Io non ho parlato di “stupri di massa”, ma di “stupri di guerra”; mi riferivo all’idea di donna come bottino, che sta dietro, secondo me, a fenomeni che spesso avvengono nel contesto di conflitti di vario genere… ma non solo. Comunque:
        http://www.huffingtonpost.it/marco-palillo/i-fatti-di-colonia-riguardano-tutti-noi-maschi-non-solo-i-migranti_b_8928918.html
        Concordo con quanto scritto “in estrema sintesi”: “In estrema sintesi, i fatti di Colonia ci indicano due errori da evitare: da un lato non si possono negare le insidie del multiculturalismo e il problema di certi ambienti culturali verso la libertà delle donne e delle minoranze, dall’altro la violenza maschile non può essere problematizzata come fatto essenzialmente culturale che riguarda solo gli islamici.”
        E sottolineo: SOLO.

      • Paolo ha detto:

        non ho capito in cosa l’articolo contraddirebbe ciò che ho scritto. Boh, spero di fraintendere ma sembra che gira che ti rigira è sempre colpa dell’occidente brutto cattivo capitalista che ti marginalizza. Ora un uomo che fa violenza su una donna la fa perchè vuole farla, che si tratti di un miliardario o di un sotto-proletario, e ripeto: il fatto che questi vengono da società non laiche dove se una donna scopre i capelli o mezza caviglia è considerata puttana ha la sua influenza, finchè non accettano il fatto che una donna che gira da sola senza indossare uno scafandro è una donna da rispettare come la loro sorella coperta dalla testa ai piedi non cambierà nulla ma il punto è: sono disposti ad accettarlo? Sono disposti a mettere in discussione il loro background cultural-religioso per diventare, parolaccia! più compatibili con una società occidentale laica dove le donne e gli uomini non si vestono nella maggioranza dei casi per esprimere una religiosità?

      • Paolo ha detto:

        è un po’ come il tumore al polmone: non riguarda SOLO i fumatori, può venire a tutti anzi ci sono fumatori a cui non viene e non fumatori a cui viene, ciò non toglie che però i fumatori siano un pochino più a rischio.
        Ecco se vieni da una famiglia dove ti hanno insegnato che una donna “onorata” va in giro vestita da suora mentre invece chi scopre i capelli e le caviglie è una svergognata senza onore e dignità e ti trovi in un Paese dove, a parte i maschilisti e i bigotti più inveterati, non si ragiona così e le donne non si fanno problemi a scoprire capelli, caviglie (e se fa caldo anche di più), non è automatico che molesterai donne ma sei un pochino più “a rischio”. E lo dico fermo restando che ci sono molestatori di tutte le religioni, anche atei ecc..

      • Si, ho presente quelle famiglie nelle quali sei educato a pensare che una donna con una gonna troppo corta meriti uno stupro di gruppo: le famiglie di Montalto di Castro, ad esempio https://www.youtube.com/watch?v=EbWOExh9n-o
        Io non sto dicendo, Paolo – cerco di spiegartelo per l’ultima volta – che non colgo la differenza fra un paese nel quale sono enunciati determinati diritti e un paese che invece sancisce per legge l’inferiorità della donna, ma che questo episodio non deve servire come pretesto per dimenticarci che anche qui da noi c’è ancora molto da fare per sradicare del tutto un certo tipo di cultura.

      • Paolo ha detto:

        Riccio hai capito benissimo cosa ho detto ma ripeterò: gli stupri di massa nella storia avvengono solo in situazioni di guerra, quando un esercito o una banda di predoni invade un territorio: Colonia non è “zona di guerra” e non è stata invasa da un esercito nemico nè dai pirati, nè da Genghiz Khan
        Comunque per essere precisi: lo stupro denunciato finora è uno solo, negli altri casi sono furti e borseggi conditi da molestie sessuali fisiche e verbali o se preferisci molestie sessuali fisiche e verbali condite da furti e borseggi, per me non cambia molto resta il fatto che una cosa del genere in europa su questa scala non era mai avvenuta: così tanti uomini del medesimo background culturale contro così tante donne nella stessa sera, nello stesso posto in una città in pace non invasa da nessuno.

      • Io ho capito. Non ti sorge mai il dubbio che a non aver capito possa essere tu?

      • Paolo ha detto:

        Sì ma capita raramente

      • Paolo ha detto:

        Te lo spiego per l’ultima volta: non ho mai negato che anche in occidente c’è il sessismo e c’è in particolare in Italia che diciamolo pure rispetto alla Germania, agli USa, all’Olanda e alla Norvegia ma anche alla Francia è un Paese sostanzialmente medio-orientale (con tutto il rispetto) ma questa argomentazione non cancella quel che ho scritto sugli eventi di colonia.
        E’ una questione di accento: tu lo metti su “anche gli italiani sono sessisti”, io non nego questo ma l’accento lo metto su “c’è un problema di persone che apprezzano il nostro benessere economico e i nostri alcolici che non trovano nei loro Paesi ma non apprezzano il fatto che una donna può girare da sola senza vestirsi come un apicultore”

      • Non è così. Io dico che se davvero vogliamo che “Le donne, anzi i diritti delle donne, devono essere una delle pietre miliari di questa chiarezza” – come scrive Annunziata – dobbiamo difenderli a spada tratta sempre, anche quando a minacciarli non è un’ “altra cultura”.

      • Paolo ha detto:

        ho forse detto che il maschilismo degli italiani va bene? No, non l’ho detto e non lo penso

      • Antome ha detto:

        Purtroppo una cultura sessista sistematica resiste ancora eccome, vedi i commenti su internet. E i giudici che ritengono la quantità di esperienze sessuali o il vestito che si indossa (jeans stretti, proprio roba da tangenziale.. ) rilevanti ai fini delle pene per lo stupratore o il parente acquisito molestatore (sì, faccio riferimento ad un caso specifico, quello dell’adolescente molestata dallo zio acquisito, ma non ricordo molti altri dati).

      • Paolo ha detto:

        il maschilismo esiste anche da noi ma in un Paese occidentale laico è più facile combatterlo rispetto a dove domina la religione

      • Antome ha detto:

        Sono d’accordo :), è molto più agevole, per quanto faticoso, combatterlo qui. Smentisco soltanto che questa cultura non abbia influenza sulle sentenze. Tra parentesi molto di ciò di cui i Mra si lamentano sono le ben note convenzioni “patriarcali” che nuocciono agli uomini, che secondo loro stanno bene alle femministe ma così non è. Per quanto l’idea di inversione dell’onere della prova per stupro in paesi nordici, mi lascia a dir poco perplesso.
        La verità tornando all’Islam, è che come le altre religioni, va depotenziato e laicizzato, impedendogli di avere potere. Questo va bilanciato però col non discriminare nessuno dal potere decisionale sulla sola base religiosa, proprio come si fa con un cattolico. E anche qui è un problema con chi non è laico e vuol fare dei suoi dogmi e moralismi leggi prescrittive.
        Basti sapere però che anche Vendola e Marino sono cattolici.
        Al tempo stesso c’è però una diversità strutturale con l’Islam e cioè questo è molto meno centralizzato come potere, del cattolicesimo.
        Con quello è bastata la breccia di Porta Pia e gran parte del potere politico è scomparso, pochi, tra i fedeli comuni sono mai stati il braccio armato di questo potere, pochi fanatici sono sbirri volontari del potere ecclesiastico, almeno apparentemente, correggetemi se sbagli e spero di sbagliarmi.
        L’Islam invece radicalizza le masse, persone comuni sono quelle che eseguono le fatwe, di nuovo non tutti, ma qualche cellula c’è ovunque, pochi ma buoni pronti ad eseguirla.
        D’altronde però succede anche con la mafia, come quella di fa la sua “fatwa” devi andare in giro con la scorta come Saviano, dovunque tu sia nel mondo!
        Anche se certo sappiamo che anche dopo la caduta del potere papale, fino ad una 50ina di anni fa, una scomunica qualche effetto lo aveva.
        Cerco, sia chiaro di guardare le cose in modo obiettivo, non voglio accusare nessuno per l’appartenenza ad una religione, specie se la sua interpretazione non è malvagia.
        Mi viene in mente l’emigrazione italiana in America, ogni tot arrivava un mafioso, non avrebbero avuto tutti i torti a fermarci :D, ma solo un cinico calcolo costi benefici ha accettato il rischio per avere manodopera da sfruttare in un periodo di boom di posti di lavoro e poi la mafia muoveva soldi ed in fondo faceva comodo alle persone altolocate.

      • Ned ha detto:

        Marino e Vendola sono cattolici ma la maggioranza dei cattolici non somiglia a loro come forma mentis. Temo che per i musulmani sia un po’ lo stesso con in più le complicazioni che dicevi

  2. Paolo ha detto:

    un islamico fondamentalista non privo di intelligenza come l’ayatollah Khomeini veniva intervistato da Oriana Fallaci, quell’intervista è giustamente celebre: l’intervistatrice notò che lui che parlava tanto contro l’Occidente, il Grande Satana ecc.. non aveva problemi a usare il telefono, l’aria condizionata e tanti moderni “comfort” inventati dall’Occidente infedele, Khomeini molto tranquillamente rispose che l’Occidente aveva fatto tante cose buone sul piano della tecnologia e della scienza e lui lo riconosceva e le usava senza problemi, “quello che ci spaventa” disse rivolgendosi a Fallaci, “è la vostra morale”
    Mutatis mutandis, il problema ancora oggi è questo

    • IDA ha detto:

      è quello che i cattolici chiamano “secolarizzazione”. Che per i cattolici come per Khomeini è una degenerazione della società, che si allontana dal volere divino, dalle posizioni dogmatiche e aprioristiche. In cui la ragione non trae più origine dalla fede, ma dalla verità. In occidente abbiamo avuto Rousseau, Voltaire e la rivoluzione Francese, e questo ha fatto la differenza.

  3. Pingback: Lo stupro di guerra | SARTORIE CULTURALI

  4. Emma ha detto:

    Sempre brava Ricciocorno!

  5. Un'altra Laura ha detto:

    Questo è stato un vero e proprio atto di guerra. E come spesso, troppo spesso accade, la guerra la si fa sulla pelle delle donne. Vengono in mente gli stupri di massa nei Balcani.
    E sì, purtroppo questo gravissimo fatto è a concreto rischio di strumentalizzazioni da una parte e dall’altra, fra i forcaioli salvinisti e quelli che “ma anche i nostri uomini molestano”.
    Non a gruppi di migliaia, però. Un vero e proprio esercito che voleva “marcare il territorio” e ricordarci che le donne non islamiche sono tutte delle scostumate a completa disposizione delle voglie degli uomini. E che vanno punite. Dice “ma anche i femminicidi seguono la stessa logica”. Sì, certo, e infatti io combatto pure quelli, e come vengono presentati dai media, e gli immancabili commentatori maschilisti del “ma bisogna vedere lei che ha fatto per meritarselo.” Una cosa non esclude l’altra. Comunque, una differenza fra quelli che sono atti isolati (anche se ripetuti nel tempo) e atti evidentemente organizzati, che riguardano gruppi di migliaia di persone non posso fare a meno di notarla.
    Lungi da me associarmi al pensiero di “via i mussulmani dall’Europa” (quantomeno ridicolo, considerando che sono decine di milioni). Ma ricordo che qualche anno fa, in U.K. la polizia chiuse occhi e turò nasi a fronte di molestie su minori perpetuate nelle comunità islamiche inglesi. Si aveva paura di esser tacciati da razzisti, e quindi preferirono non fare nulla. E così vittime innocenti non ebbero mai alcun appoggio per anni. Oggi Servegnini è stato attaccato per aver osato dire la provenienza etnica/geografica degli assalitori. Ecco, cerchiamo di evitare di cadere in questi eccessi. Si può anche non essere ciechi di fronte a certi problemi senza per forza arrivare ad evocare le ruspe.

  6. IDA ha detto:

    Lo stupro di guerra si ripete continuamente all’infinito. Si ritrova in tutte le epoche storiche, in tutte le latitudini, sappiamo che ogni guerra si è sempre conclusa con lo stupro delle donne dei vinti, lo stupro sugellava la definitiva sconfitta del nemico, spesso le donne vittime di stupri rimanevano incinte, come ricordo dell’umiliazione subita. Umiliazione non della donna ma del maschio vinto. La donna è solo il bottino di guerra, l’oggetto. La guerra consente la razzia di donne come preda di conquista, mentre la stessa cosa non è consentita in tempo di pace. Si trattava di un patto di onore stabilito esclusivamente fra uomini rispetto al quale le donne sono solo un oggetto di contesa. La fondazione di Roma si poggia su uno stupro di guerra, il Ratto delle Sabine. Nell’Iliade, Achille è adirato con Agamennone, che gli aveva sottratto la sua schiava preferita, che faceva parte del suo bottino di guerra. Non solo lo stupro, donne rapite e costrette a prostituirsi, nei bordelli di guerra nella prima guerra mondiale, e ingentilito nella seconda guerra mondiale, diventando “Comfort women”. Al termine della battaglia di Montecassino, fu concesso ai soldati magrebini, cinque giorni di libertà, passate alla storia come “marocchinate”. Gli alleati che sbarcarono all’isola d’Elba nel 44, hanno compiuto stupri di massa. Al processo di Norimberga gli americani e i sovietici, si opposero ad inserire tra i vari crimini commessi, dai nazisti, quello dello stupro come crimine di guerra. Da considerare che in quel periodo non c’era stata ancora la convenzione di Ginevra che considera lo stupro di guerra come arma strategica e crimine contro l’umanità. Nel periodo del processo di Norimberga lo stupro di guerra era considerato un reato contro la “famiglia e la proprietà privata”. Questo non ci deve stupire perché in Italia lo stupro è un reato contro la persona solo dal 1996. Comunque come ho detto non fu possibile processare i criminali nazisti per l’opposizione degli americani e dei sovietici. Comprensibile perché l’esercito americano è stato responsabile di numerosi, stupri in Italia, Francia e Germania. L’armata rossa arrivata a Berlino, come premio li fu concesso tre giorni di stupri.
    Ex Jugoslavia, documentati numerosissimi casi di stupri, attuati strategicamente e sistematicamente, fu utilizzato come forma di pulizia etnica, obbligando la donna a generare “figli del nemico”, al fine di diffondere l’etnia del violentatore e di creare nella vittima un ricordo perenne dello stupro subìto.
    Anni 2000, continuano gli stupri di guerra, Americani in Iraq, sono documentati dagli stessi soldati che si sono ripresi nelle loro eroiche gesta. Quelli degli inglesi a Bassora. Per non parlare dell’Isis, della Siria, libia, Turchia, Iran, ecc..
    A Zorin, che ha definito il Patriarcato una teoria strampalata delle femministe, consiglierei la lettura di questo libro: http://www.lafeltrinelli.it/libri/enzo-ciconte/storia-dello-stupro-e-donne/9788849840360

    • Un'altra Laura ha detto:

      Sì, ma se vogliamo tenere questa chiave di lettura, la conseguenza logica è che questa gente ci ha dichiarato guerra. Profughi e rifugiati, accolti fra polemiche e razzismi, non lo nego, ma comunque ora su territorio Europeo, dichiarano guerra agli europei.

      Vorrei dire “dichiarano guerra alle donne”, ma questi non considerano nemmeno le donne come soggetti. Questi stanno dichiarando guerra agli uomini europei con un messaggio tipo “guardate, voi lasciate libere le vostre donne e noi ce le prendiamo”.

      E per altro, anche io l’ho pensato: questo è un vero e proprio atto di terrorismo. Nella sua concezione più pura e crudele: vogliono farci cambiare abitudini. E questo rovescia le prospettive perché magari nemmeno 1 di quelli si sente affiliato all’ISIS, o considera sé stesso un “terrorista islamico”, ma sono comunque terroristi.

      Ora, in tutto questo, le donne Europee cosa dovrebbero fare, fra chi vuole minimizzare e magari, come al solito, rovescia le responsabilità sulle donne (vedi la sindaca di Colonia) e chi ci vorrebbe difendere come se fossimo il loro bestiame? Io al momento sono in preda a rabbia e sconforto.

      • IDA ha detto:

        Io ero rimasta sul vago e generico, proprio perché ho molte difficoltà ad entrare sui fatti di Colonia. Difficoltà dovuta a scarse informazioni e e dai tanti dubbi. Non riesco a filtrare bene nemmeno le notizie che apprendo dai giornali, c’è molta propaganda e non riesco a distinguerla. Per esempio, perché questa notizia si è appresa solo dopo diversi giorni dai fatti? Oggi sappiamo che non è un caso isolato, è accaduto anche in altre città tedesche e non solo, anche in Svizzera, Finlandia e Svezia. Allora è stato un attacco pianificato e premeditato? E da chi? Tra i fermati, ci sono anche cittadini tedeschi e americani, forse erano dei mussulmani? E poi siamo realmente sicuri che la religione c’entri in qualche modo? Mi sono anche chiesta, come mai, molti cittadini inglesi, di origine arabe o magrebine, partono dall’inghilterra, per arruolarsi nell’ISIS e combattere contro il paese in cui sono nati e li ha ospitati. Non sarà perché è sempre stato considerato solo un ospite, provvisorio anche se è di seconda o terza generazione? Non lo so!
        Laura, io comprendo la tua rabbia e il tuo sconforto, perché sono gli stessi sentimenti che ho pure io.
        Soprattutto la possibilità che sia un qualcosa di premeditato, organizzato e pianificato da Colonia ad Amburgo, Zurigo,Salisburgo, Helsinki. Questa possibilità mi lascia sgomenta. Lo stupro e la molestie sessuali, ha come scopo di terrorizzare, non la vittima, ma tutte le altre donne. Si può dire la stessa cosa della prostituzione e della pornografia. È un’attacco premeditato da chiunque sia stato organizzato. Il Giornale ci dice: “vogliono colpire le nostre donne”. Un attacco alla proprietà del maschio europeo, al diritto dello stupro del maschio europeo? L’europa, non accoglie solo rifugiati ma secondo stime anche oltre cinquecento mila donne e bambini vittime di tratta, il maschio europeo è abituato e si esercita tutti i giorni a stuprare donne, e molte di queste proprio nei lussuosi bordelli tedeschi. Ma sempre il Giornale ci ricorda: “Le femministe dove sono?” E questo è un classico.
        Mia figlia mi raccontava, che questa estate, il 14 luglio era a Parigi con una sua amica, sugli Champs-Élysées, uomini, non solo immigrati ma anche francesi, forse ubriachi, eccitati, tra la folla, palpeggiavano, irridevano ragazze e donne isolate, tanto che hanno avuto paura e sono andate via. Forse quello che è successo a Colonia, non è la prima volta che accade?
        Ritengo che in questi anni, abbiamo sottovalutato il maschilismo, non dei mussulmani, ma degli europei, di quel maschilismo di cui il Giornale si è fatto spesso promotore e amplificatore delle forme peggiori. Io da parte mia non ho risposte, ma solo molte perplessità e sgomento.

      • Paolo ha detto:

        “immigrati ma anche francesi” che vuol dire? In Francia molti francesi (da generazioni) sono di religione musulmana, non sono immigrati. Pure quelli che hanno fatto gli attentati a Parigi non erano immigrati.
        Che il maschilismo si anche degli europei nessuno lo nega a parte i razzisti inveterati, secondo me abbiamo anche sottovalutato i problemi di integrazione che potevano venire con persone abituate a credere che se cammini per strada senza scafandro sei una sgualdrina e questa convinzione non deriva dal laicismo occidentale ma dalla religione (le religione abramitiche sono sessiste e lo è ance l’islam), persone che magari trasgrediscono la loro religione quando si tratta dell’alcool ma non quando si rapportano alle donne purtroppo.

        “molti cittadini inglesi, di origine arabe o magrebine, partono dall’inghilterra, per arruolarsi nell’ISIS e combattere contro il paese in cui sono nati e li ha ospitati. Non sarà perché è sempre stato considerato solo un ospite, provvisorio anche se è di seconda o terza generazione?”

        L’Isis è una banda di stupratori e assassini fanatici, chiunque si unisca a loro fa una scelta, me ne sbatto se in Inghilterra sono stati discriminati o si sono sentiti così: potevano reagire in modi più costruttivi, hanno fatto la loro scelta

      • Paolo, analizzare quali fattori ambientali possono influenzare le dimensioni di un fenomeno sociale non necessariamente implica la deresponsabilizzazione dell’individuo.

      • Paolo ha detto:

        i fattori ambientali secondo me nel caso specifico sono una cultura familiar-religiosa che ti dice che una donna che passeggia da sola e senza scafandro è una sgualdrina che “attira lo sguardo maschile” e quindi se le cerca, ed è la scelta fata da alcune persone musulmane (non la maggioranza) di trasgredire la propria religione su certi aspetti (il consumo di alcool) e di seguirla su altri (il rapporto uomo-donna)

      • IDA ha detto:

        Paolo, penso che nella sintesi di essere stata chiara, facevo riferimento alla fisionomia, all’aspetto fisico, in linea generale si riconosce un senegalese, un magrebino da un francese senza doverli chiedere i documenti.

      • Antome ha detto:

        Se è vera questa cosa siamo alla follia totale. La “sinistra” che fa Victim blaming quando si tratta delle culture “vittime” e la destra che si ricorda di essere femminista quando si tratta di stranieri (anche se il discorso è sempre il becero “le nostre donne, come osano”).

    • Paolo ha detto:

      Ida, il punto è che Colonia non è “zona di guerra”, non ci sono eserciti invasori. E’ questo che rende particolarmente inquietanti i fatti

      • Quando la violenza non è “inquietante” scusa? Non credi che sia anche questo parte del problema? Che esista della violenza che ci “inquieta” e della violenza che invece rientra nell’ordine “normale” delle cose?
        Ti domando: è a causa della guerra che in Somalia (dal dicembre ’92 al marzo del ’94 – le chiamano missioni di pace!) i nostri soldati si resero responsabili delle violenze sessuali contro le donne del luogo?
        Oppure quella di violentare “le donne degli altri” è un modo per il maschio di rivendicare la sua superiorità nei confronti di quei maschi che vuole umiliare? Davvero non cogli nessuna similitudine?

      • Paolo ha detto:

        uffa, inquietante nel senso che una cosa del genere non ha precedenti in Europa (se ci sono citameli), ripeto: Colonia non è zona di guerra, non è stata presa dai pirati o invasa dai nemici

      • Paolo ha detto:

        e quindi mi sono spiegato benissimo. I nostri soldati che si resero responsabili di quelle violenze (infangando la divisa che portavano) perchè a causa di una (non)cultura violentemente arcaica e patriarcale legata ai contesti bellici, al saccheggio, un soldato sopratutto se ha una mentalità particolarmente arretrata vede le donne del paese occupato come “cosa sua” e si comporta con loro come (forse) non si comporterebbe con le sue connazionali.
        Ho detto che quelli di Colonia non erano soldati, non avevano occupato la Germania, una violenza a questo livello di “organizzazione” e con queste cifre se saranno confermate le notizie non ha precedenti, è una cosa a cui non siamo neanche intellettualmente preparati ed è questo che la rende inquietante. Non ho mai detto che la violenza commessa dai militari è “normale”, non attribuirmi cose che non ho scritto e non penso

      • “è una cosa a cui non siamo neanche intellettualmente preparati”: ma in che senso? Perché?

      • IDA ha detto:

        Paolo, non bisogna dimenticare che è vero che in Europa non c’è un esercito occupante, ma molti eserciti europei, sono invasori e occupanti del loro territorio. Le violenze sessuali di Colonia, sono più azioni terroristiche che militari. Poi non lo so se è la prima volta. I giornali hanno iniziato a parlarne dopo dei giorni, forse all’inizio, le denunce erano state prese come sempre, con sufficienza, come vengono sempre prese tutte le denunce di stupro e di violenza. Erano ad una festa scherzavano, le donne che si inventano le molestie, mentitrici calunniatrici. Forse quello che c’era di diverso quest’anno, è la polemica sui rifugiati e qualcuno a pensato bene di utilizzarla per i propri fini. Non lo so, è una mia supposizione.

      • Paolo ha detto:

        quindi a Colonia hanno vendicato i loro correligionari “oppressi” dagli eserciti occidentali?? Per favore Ida anche alle castronerie c’è un limite

      • Ida non ha affatto scritto questo.

      • IDA ha detto:

        Si stà parlando solo di un’ipotesi, quella di un attacco preordinato, da parte di stranieri, verso le donne europee. E ti ricordo che a questa ipotesi, io ci credo poco. Dici non c’è un esercito invasore, quindi non si può parlare di stupri di guerra. Io ti ho solo ricordato che in realtà sono più di venti anni che simo in guerra. Se questi fatti sono premeditati, non sono delle vendette personali ma delle azioni di terrorismo, di guerra. Poi non è necessario che ci siano degli eserciti contrapposti o occupanti. Vorrei ricordare la notte dei cristalli, germania 1933, arresti e incendi delle sinagoge, ma anche stupri di massa. L’anno successivo, 1934, nota come la notte dei lunghi coltelli, arresti e distruzione di sedi politiche, sindacali, ma anche la notte di stupri di massa, mogli o figlie di esponenti politici, sindacalisi, di femministe, di donne impegnate politicamente o semplici simpatizzanti di partiti di sinistra. Oggi sappiamo, che le due notti, quella del 33 e del 34, e i relativi stupri di massa, sono stati pianificati a tavolino da Hitler e Goring. Oppure le camice nere in Italia tra il 1920/1922. O i colpi di Stato in Cile e in Argentina. La storia ci fornisce un’infinità di esempi.

      • Paolo ha detto:

        io non so che devo fare ancora per spiegarmi: la cosa inquietante e a cui non siamo intellettualmente preparati è che Colonia assomiglia agli “stupri di guerra” (qui perlopiù molestie sessuali a scopo intimidatorio) ma è avvenuto in una zona non di guerra, e non è avvenuto in un Paese in mano a una dittatura o sotto golpe o in una situazione di caos politico violento,
        Cile e Argentina non centrano nulla, centra Piazza Tahir (solo che qui non era in corso nessuna promavera, ma le molestie e gli stupri di massa per intimidire le donne “troppo libere” sono avvenuti anche in Egitto, e quegli uomini erano cittadini del proprio paese non migranti o figli di migranti oggetto di razzismo)

      • IDA ha detto:

        Paolo, come ho detto in precedenza, si sta parlando solamente di un’ipotesi, (quello che sia un qualcosa di organizzato e premeditato) un’ipotesi, un evento possibile, ma non certo. Altra ipotesi, che è quella a cui io do maggior credito, è che a Colonia per capodanno sia successo più o meno quello che succede da diversi anni. Noi non sappiamo, negli anni precedenti quante denunce per molestie o casi simili c’erano state. La differenza è che quest’anno, qualcuno ha pensato bene di strumentalizzarlo per fini xenofobi e politici. Questo non vuol dire che è meno grave, ma solo che è diverso. Ed anche questa è solo un’ipotesi.
        Cosa interessante da notare, che quando si parla di molestie, stupri, sessismo, c’è sempre un’esercito di persone, pronte a negare, sminuire, 80% delle denune sono false, le donne sono delle calunniatrici, è uno scherzo, ecc.. In questo caso non hanno dubbi.

      • Paolo ha detto:

        in Germania gli inquirenti sono sempre più sicuri che i molestatori erano gruppi organizzati, hanno agito anche in una discoteca

      • IDA ha detto:

        Colonia, la notte di capodanno, dati ufficiali, parla di, più di mille agenti in servizio per la sicurezza. La maggioranza dei fatti sono avvenuti nei pressi della stazione, dove erano impegnati 143 poliziotti all’esterno e 50 all’interno. Non hanno visto nulla, tanto che la polizia il giorno dopo aveva emesso un comunicato stampa, dicendo che la notte era stata “pacifica e allegra”. Comunicato stampa emesso quando avevano già ricevuto più di 200 denunce. Quindi per la polizia, 200 denunce di molestie sessuali, rientravano nell’ordinario di una notte pacifica e allegra. Quando è stato emesso il comunicato, erano già state fatte le denunce dei fatti più gravi: Una delle donne ha riferito di essere stata circondata da ragazzi 20/25 anni, nord africani che le hanno messo, “dita in ogni orifizio”. Ad un’altra le hanno strappato “collant e mutandine”. Molte riferiscono di essere state palpeggiate sui seni e tra le gambe. Una coppia di lesbiche, che camminavano abbracciate, sono state circondate da una trentina di uomini, tra i 18 e i 35 anni, e dichiarano: “Ci hanno trattate come dei loro giocattoli”. Queste denunce erano già in possesso della polizia, che evidentemente le ha considerate come fatti di una notte pacifica e allegra. Altra cosa importante che molte donne vittime di violenza hanno dichiarato che mentre avvenivano questi fatti i passanti hanno distolto lo sguardo, nessuno ha reagito.
        Te parlavi giustamente di piazza Tahrir, del Cairo. Sono d’accordo ci sono molte similitudini. Con la differenza che non siamo al Cairo ma nel centro dell’europa, come ricordavi. Però anche qui, si solleva un’altra questione, se era tutto premeditato, come hanno fatto a comunicare tra di loro? Quali canali e quali piattaforme hanno usato? Si sono dati un’appuntamento? E la polizia non ha intercettato nulla?
        Penso che il problema non sia la religione o lo stato di rifugiato, ma quello di una cultura patriarcale maschilista. Certo chi proviene dai paesi arabi, questa cultura è molto forte, ci sono nati e ci sono cresciuti. Quello che hanno fatto, non l’anno fatto perché sono immigrati o rifugiati, ma perché sono totalmente impregnati di una cultura patriarcale maschilista. Io inizialmente, parlando di stupri di guerra, volevo parlare proprio di questa cultura. Questi fatti mi hanno particolarmente sconvolto, e proprio per questo io non voglio farmi prendere da reazioni di pancia, ma razionalizzarlo il più possibile, cercare di capire il più possibile e non stò minimizzando proprio nulla, ma non voglio sposare nessuna ipotesi acriticamente.

      • Ned ha detto:

        Ida oggi la polizia ha escluso la pianificazione ma la cosa resta grave: per me è stata una cultura sessuofoba che condanna le donne “troppo libere” e “scoperte” mista al consumo di alcool a generare quel che è successo.

      • IDA ha detto:

        Ma la cultura sessuofoba da cosa è creata? E quella del capo della polizia di Colonia che duecento denunce di molestie le considera come elementi di una notte tranquilla e allegra, cos’è?

      • Antome ha detto:

        Credo che quello che si voglia dire è ricordare alcuni illustri precedenti della storia, per non farsi – me compreso- prendere dal panico stile Doomsday o apocalittico, ora sempre più in voga, tra complottismo e altro. In effetti nella notte dei lunghi coltelli non si trattava di guerra dichiarata, ma di un fulmine a ciel sereno di fermenti popolari viscerali, del genere più mefitico. Ricordiamo anche in Brasile le Camicie verdi in quello stesso periodo, gruppi paramilitaria. Sì non è proprio la stessa cosa ma nulla si ripete uguale, e questo mediaticamente fa gioco, ma sia chiaro, senza sminuire minimamente la gravità di ciò che è accaduto.
        Ok, la responsabilità di una cultura sessista che non si mette in discussione. Vale però ricordare che c’è stato un processo di laicizzazione dell’Islam e delle comunità islamiche, specie se immigrate, in Francia negli anni 80 – 90 non portavano mica il velo, con tutto il rispetto per il diritto di indossarlo. La Turchia e l’Indonesia si stavano altresì secolarizzando.
        Pensiamo però che l’America ha finanziato i Mujaheddin in Afghanistan contro i russi, ha irretito il loro allora socio in affari, sceicco saudita Bin Laden, figlio di un magnate del petrolio, nel guidare questi gruppi. Come questi gruppi prendono il potere (dis)educano la popolazione su larga scala. Recentemente stavano finanziando anche l’Isis contro Assad, certo non un modello cristallino di libertarismo, ma laico e per la libertà di culto.
        Ad un certo punto sono stati mandati gli imam a controllare le comunità islamiche. Il sistema di integrazione è diventato una sorta di mini concordato con i capi delle comunità, purtroppo. La laicità è diventata multiconfessionalità.
        Sarà troppo tardi per invertire il processo? Mai troppo tardi per tentare.

      • Paolo ha detto:

        l’occidente in afghanistan ha sbagliato a mandare via i russi, questo è ovvio

      • Antome ha detto:

        Hai ragione, infatti volevo dire solo due cose. Che il fondamentalismo colonialista islamico ha alzato la testa per via di tutta una serie di politiche sbagliate occidentali che lo hanno potenziato (le macchine nuove di zecca sono tutte frutto dei contributi Usa alla guerra anti Assad), unite a tutta una serie di politiche interne sbagliate. Poi ovviamente che i nuovi conquistadores islamisti hanno le loro responsabilità ca va sans dire, per non parlare dell’estremismo di Hamas che continua a dare scuse ad Israele e purtroppo è un massimalismo che attechisce con la rabbia ed il disagio per l’ingiustizia (i territori occupati). I musulmani moderati, sempre più minoritari e silenziosi (minacciati), al punto che se ne dubita addirittura l’esistenza, sono le prime vittime, insieme ovviamente a chi in quanto occidentale ha avuto la sfortuna di incontrare il fulmine terroristico in piena Europa.
        Questi combattenti sono ovviamente degli utili idioti che non ragionano e nemmeno hanno più cara la loro vita. Mi viene da paragonarli allo stato di eccitazione e fervore di chi va a 140 all’ora ubriaco, questo nel caso di chi spara. A lui al limite non importa di morire, però non è sicuro. Ma chi si fa saltare in aria è più inquietante, quello lo sa.
        Cos’è che porta gli uomini a non avere più nulla da perdere? Specie uno di loro, che aveva un lavoro, senza minimizzare ovviamente l’effetto banlieue e la miseria. Ma questo annullarsi completamente in un corpo unico come si fosse una cellula sacrificabile. Sono cose che avvengono solo in specifiche circostanza in persone “normali”, per esempio se si sta disperatamente cercando di salvare un proprio caro. Precisiamo che è una percentuale minima che però su grandi numeri è enorme, non insinuo, come parte della destra che ogni musulmano sotto sotto goda di ciò e ha i germi del fondamentalismo.
        Qui, però si parla di migliaia di persone, una mente alveare efficacissima ed inquietante.
        Nello stesso momento in diverse città.
        Se una tale capacità di unione venisse usata da “noi” (l’identitarismo è pericoloso, dubito però che molti pensino come me di usare le virgolette, sono un caso limite :D) a fin di bene, per combattere i cartelli, per combattere perdite di potere contrattuale. Nel noi includo anche stranieri (quelli che “rubano il lavoro”). Ma ecco, questi qua avrebbero potuto impiegare queste capacità organizzative in modo utile, i miei non sono che pochi esempi. Però ci vogliono conoscenze economiche e coscienza di classe, prima si aggirava lo spettro del comunismo, pur con tutti i suoi problemi e malattie infantili, ora l’islamismo, non esattamente un passo avanti.
        Venendo al punto, ammesso che sia solo la pazzia e questo forte, acritico collante identitaria a creare questa mente collettiva, ci sarebbe da chiedersi perchè non riusciamo.
        I comunitaristi alla Massimo Fini, ovviamente risponderanno che la comunità è disgregata per colpa degli aspetti che noi consideriamo positivi, la multiformità, il femminismo, l’inclusività, la diversità interna, quel poco di liberalismo che c’è, è insomma ciò che atomizza la società nell’individualismo. Secondo il loro discorso, poniamo l’idea di farsi i cavoli propri ed accettare un gay, che ognuno si vesta come vuole, che ci siano diversi modi di esprimere la propria persona senza ruoli di genere imposti, atomizza perchè non ci sono codici comuni, la gente non sa cosa tu voglia dire, ognuno ha paura di offendere, quindi se ne sta sulle sue.
        Questo ovviamente secondo i reazionari, secondo me alla base dell’incomprensione c’è la frustrazione ed il pensiero che ognuno voglia fregare il prossimo ed un po’ di sana voglia di prevaricare :D. I “diversi” (da chi?) sono solo un capro espiatorio.

  7. IDA ha detto:

    Come molti commentatori, che si trovano sul Web, in particolare penso a quelli del Fatto, che probabilmente sono pochi, ma molto attivi, verosimilmente durante il giorno non hanno niente da fare, se non diffondere calunnie e odio verso le donne. Si potrebbe dire che hanno dei grossi problemi con le donne? Certamente, ma non solo. Questi signori hanno il compito di minimizzare e negare lo stupro e la violenza , perché in realtà considerano, ancora lo stupro come un diritto naturale del maschio. Anche se non lo praticano, ma non vogliono rinunciare a tale opzione. Perché lo stupro ha l’effetto devastante non solo sulla vittima, ma è un atto di terrorismo verso tutte le donne. Lo stupro, come il femminicidio, ha anche un’altra funzione, quella di ribadire che la donna non ha una volontà propria, non ha e non deve avere un’autonomia nel comportamento. La donna deve sottostare ai voleri dell’uomo, altrimenti esso è autorizzato a stuprarla o a ucciderla.

  8. andrea ha detto:

    generalizzare contro gli uomini: giusto se sono occidentali
    generalizzare contro gli immigrati: sbagliato.
    #logicafemminista

    • Non capire nulla: un problema solo tuo Andrea. E ti prego! Non si attivano gli hashtag su wordpress, perché usarli? Ad usarlo così ci siete tu e Adinolfi. ..

    • Antome ha detto:

      Veramente qui si è chiaramente parlato di un problema politico di non laicizzazione della religione, nella fattispecie quella islamica, assurta a legge politica senza soluzione di continuità. Non dimentichiamo però il contributo occidentale a finanziare progetti terroristi per biechi scopi di controllo geopolitici. Se questo non ha rilanciato il fondamentalismo a tutti i livelli… politici, mediatici. Tutto ciò ha un’enorme influenza sulle coscienze. Condivido però che c’è scritto troppe volte “il maschio”

  9. Nick ha detto:

    Voi donne siete libere ed indipendenti.Non appartenete a nessuno.E’ giusto che sia così.Deve essere così.Fa bene il nostro ricciocorno a ricordarcelo.Dunque, difendetevi da sole.

    • Antome ha detto:

      Ma che razza di discorso è? Purtroppo temo di capirlo.
      Mi ricorda un certo pizzo in cambio di “protezione” da se stessi…:D A parte che esistono le tecniche di autodifesa e le poliziotte.

  10. DOPPIOTRIKSTER ha detto:

    Questo di Colonia è stato un atto di guerriglia non convenzionale e ha raggiunto benissimo lo scopo.
    Di sicuro l’obiettivo non era la rapina, ma l’offesa, la violazione, lo stupro fisico o psicologico delle donne.

    Di sicuro c’è una strategia dietro, come i foglietti con le frasi intimidatorie e umilianti dimostrano.
    Lo scopo di quel gruppo era umiliare e offendere le donne, probabilmente le donne sole.

    C’è da chiedersi sin troppo perché la polizia non è intervenuta

    • Antome ha detto:

      Perchè tutto si sta trasformando nei peggiori “strawmen” delle destre, i musulmani fondamentalisti, non integrati perchè hanno una forte identità di popolo che noi “mollaccioni liberali” abbiamo perso, il “politically correct gone mad” della polizia che teme il razzismo (ma che c’entra?) e fa la piaga infetta.

    • IDA ha detto:

      Beh, quella del foglietto mi fa un po ridere… considerate da tutti come frasi pesanti, dimostrazione di una strategia organizzata.. ma posso garantire che un mio collega di lavoro sul suo computer, su noi donne, sue colleghe, scriveva cosa peggiori, più pesanti e più volgari. Ma tutti a giustificarlo, che scherzava, che è un burlone, che siamo noi che si esagera. l biglietto è stato trovato in tasca ad un ragazzo di 16 anni e se si esclude la frase “la uccido”, il resto, “voglio scopare”, “grandi tette”, “ti voglio baciare”, mi sembra ben poco confronto a quello che scriveva il mio collega di 40 anni sposato e figli. Se vuoi il commento in risposta a Lucia Annunziata, riportato da Riccio è molto più grave di quello che è scritto sul foglietto.

      • Un'altra Laura ha detto:

        Perdonami, Ida, ma è una gran bella esclusione “la uccido”, eh… (Poi, che tutto il resto sia usato anche da maschi italici, e, pure, che se noi donne osiamo lamentarcene, siamo delle frigide che non sanno farsi una risata, sono d’accordo.)

      • IDA ha detto:

        Certo che è una bella esclusione “io la uccido”, non voglio minimizzare o giustificare, ma mi resta difficile capire come possa essere indice di un qualcosa di premeditato. È solo indice di una cultura patriarcale maschilista, la stessa di quella italiana. Il fatto che lo fanno anche l’italiani, non vuol dire che è una cosa meno grave, ma che è frutto della stessa cultura, con la differenza che una viene condannata e l’altra giustificata. Dove lavoravo, un anno fu assunta una nuova centralista, una ragazza giovane e bella. Conosceva diverse lingue, e qui giù battute, facile da immaginare. Alcuni colleghi, non tutti, ma quelli che forse si credono più maschi di altri o più affamati, erano tutti i giorni davanti al suo bancone a sbavare. Questa ragazza era riservata e timida, si vedeva bene, che spesso era a disagio ai loro doppi sensi elle loro battute. Più lei dimostrava il suo disagio e più loro si divertivano. Un giorno uno le disse: “Se non me la dai, io t’inculo”. Lei si mise a piangere. Lui negò subito di aver detto questa frase, ma io ero nei pressi e ho sentito bene quello che lui aveva detto. Tra l’altro per il ruolo che lui copriva si ravvisa anche un abuso di potere. Successivamente lui è stato trasferito e lei non è più venuta a lavorare. La responsabile di tutto questo ero io, che avevo dato troppo peso ad una frase che forse non avevo capito bene. E l’altra responsabile era lei, logicamente, che era una debole, che non sapeva rispondere a tono, era molto appetibile e quindi era normale che i maschi predatori le saltassero addosso. Che era lei che faceva la finta vergine, perché si truccava, per come si vestiva e poi perché sculettava. Quello che faceva più rabbia a me, che a dire queste cose erano le donne. Su venti donne che si lavorava li, solo in quattro abbiamo compreso la gravità dell’accaduto. Le altre; tutte a minimizzare e a difendere il diritto del maschio predatore. Addirittura mi è stato detto che io ero invidiosa. Di cosa poi? Risultato è che da quel giorno, anche io ho cominciato a lasciar perdere, ho iniziato a far finta di nulla, ero a lavorare, per il quieto vivere. E di fatti “incresciosi” si sono ripetuti.

      • Ned ha detto:

        il maschilismo c’è ovunque ma dentro una cultura laica si combatte meglio

      • IDA ha detto:

        Certo, anche perchè un laico dovrebbe avere un senso critico della realtà e rifiutare i dogmi. Non ricordo dove, in questi giorni ho letto una definizione della laicità della politica italiana, che è stata definita “multicoffessionale”. 🙂

  11. Paolo ha detto:

    Ida, funziona così: quelli di destra minimizzano le violenze sulle donne commesse dagli occidentali, quelli di sinistra (compresi gli anarco-comunisti) minimizzano le violenze commesse da stranieri appartenenti a culture considerate “vittime dell’Occidente capitalista”, sia a quelli di destra che a quelli di sinistra non gliene importa nulla delle donne
    https://beizauberei.wordpress.com/2016/01/10/koln-concert/

    • “Quasi nessuno cioè in questo dibattito, rispettando un segno dei tempi che sta avvelenando altri contesti di vita che con questo argomento non ci entrano niente (per fare un esempio: oggi non si riesce a trovare un genitore capace di punire un bambino perché è maleducato, manco di fargli rinunciare al passeggino a tre anni, in compenso sono tutti esperti di traumi infantili) si sofferma sulla necessità della sanzione pur mettendola come categoria dell’accoglienza e dell’inclusione… E’ tutto un fare storia, tutto un fare sociologia, tutt’un contestualizzare.”
      Non lo so, non sono d’accordo. Secondo me non il “fare storia, sociologia” o l’analisi del contesto non sono necessariamente in contrapposizione con la richiesta di una seria sanzione per i colpevoli. Da sempre in questo blog ho identificato l’impunità come uno dei fattori determinanti nel perpetuarsi della cultura dello stupro, ma il riconoscere l’importanza della sanzione non mi ha mai impedito di dedicarmi al contesto. Riconoscere quei fattori ambientali che influenzano le azioni umane, non equivale a negare la responsabilità individuale delle persone: sono due piani diversi di lettura del medesimo fenomeno, che possono coesistere senza eliminarsi a vicenda. Contestualizzare e giustificare non sono sinonimi.
      Vengono aspramente criticate quelle donne che, nel commentare i fatti Colonia, raccontano “io non mi sentivo al sicuro neanche prima, neanche quando di immigrati non c’era neanche l’ombra, perché le mani addosso me le hanno sempre messe”, donne che ci dicono “anche se sono più libera di una donna in burqua non sono una donna libera dalla paura della violenza degli uomini”: https://storie.expost-news.com/la-colonia-in-s%C3%A9-e-la-colonia-in-te-15fa411314ad#.d350ew179
      Queste donne vengono accusate di voler giustificare l’aggressore straniero. Ma io non la vedo così. Colgono solo l’occasione per ricomprendere nel “J’accuse” che s’è levato in questi giorni anche i molestatori nostrani…

      • Paolo ha detto:

        io invece la retorica della comprensione la vedo dilagare in non tutti ma in parecchi articoli “di sinistra” su questa vicenda ed è il contraltare della retorica destrorsa del”difendiamo le nostre donne!” due retoriche entrambe sbagliate
        Si ricorda giustamente che la violenza sulle donne è commessa anche da maschi occidentali ma non si dice che forse a San Francisco ci sono maggiori strumenti per combatterla rispetto a Il Cairo e non perchè gli americani sono più buoni ma perchè forse là c’è una cultura un po’ più laica dove una donna col capo scoperto non è “senza onore”.
        Intanto in Svezia succede questo: http://27esimaora.corriere.it/articolo/troppo-molestie-e-la-sveziarinuncia-ai-bagni-nudi-insieme/

        e secondo l’articolo molti musulmani residenti in Svezia sono felici di questa “novità”

      • Un'altra Laura ha detto:

        Contestualizzare significa anche riconoscere una matrice culturale e strutturale in certi comportamenti. Cioè, affianco ad una condanna personale, più importante è l’educazione e il cambiamento culturale. Il punto è che mi pare a me che il femminismo non abbia alcun problema a dirlo, quando si tratta della cultura occidentale. Ma pare a me che ci sia invece una certa reticenza nel dirlo con chiarezza quando si parla di culture “altre”, perché ci autoaccusiamo di voler fare del colonialismo culturale.

      • Siccome io non sono riuscita, per mancanza di tempo, a leggere tutti gli articoli scritti sull’argomento, potreste mettere qualche esempio di questa “reticenza femminista” sugli eventi accaduti a Capodanno?

      • Paolo ha detto:

        non è una reticenza specificatamente femminista, ma è una reticenza di certa sinistra “estrema” e quindi di quella parte del femminismo più legata al marxismo e all’ “anti-imperialismo”, non certo di tutto il femminismo.
        Marina Terragni ed Elisabeth Badinter sono due femministe che la pensano diversamente su molte cose ma su Colonia sono state entrambe chiare e nette.
        Anche zauberei alias Costanza Jesurum, l’autrice dell’articolo che ho postato, è culturalmente vicina al femminismo (ma non è di estrema sinistra) e non è stata reticente, l’articolo più equilibrato che ho letto sui fatti è il suo

      • Questi non sono esempi della reticenza di cui parli…

      • Paolo ha detto:

        molti post del blog abbattoimuri sulla vicenda sono un esempio di quella reticenza, non del femminismo ma della “sinistra radicale”: si ribadisce che anche gli italiani stuprano e molestano (cosa vera), si denunciano le strumentalizzazioni della destra (giusto) ma per paura di essere tacciati come razzisti si sorvola sul fatto che esistono culture dove una donna che scopre mezza caviglia è una poco di buono da “mettere a posto”, certo anche dei maschi cristianissimi la pensano così purtroppo ma forse sarebbe il caso di dire che questo maschilismo si combatte meglio dentro società laiche e laiciste che dentro società dominate dalla Bibbia o dal Corano (poco importa che questi bevessero alcool, non basta per essere “laici”).
        Anche alcuni post del blog di simona sforza che dicono che i fatti di Colonia sono causati dalla presunta cultura “pornificata” dell’Occidente e dai film sono un esempio supremo di reticenza: non credo che i molestatori di Colonia avessero bisogno di vedere il nostro porno per pensare che una donna che scopre più di mezza caviglia è una sgualdrina.
        Insomma, di riffa o di raffa, alla fine è sempre colpa dell’Occidente capitalista liberista e cattivo, mai di chi compie la molestia o lo stupro. Questo tipo di pensiero molto diffuso nella sinistra estrema è il motivo per cui ormai non mi considero più di sinistra, senza però diventare di destra (che mi fa schifo da sempre)

      • Un'altra Laura ha detto:

        @Paolo sì

    • IDA ha detto:

      Come fai a conoscere la posizione degli anarco-comunisti, su questo fatto non lo so. In Italia c’è la F.A.I e la Federazione dei Comunisti Anarchici, ma su questo fatto non hanno ancora rilasciato nulla. Umanità Nova, non è ancora uscita. Nicoletta Orlandi Posti non ha scritto nulla, per ora. Come fai a conoscere le posizioni degli anarco-comunisti, lo sai solo te. Poi io non sono anarco-comunista. Io sono anarchica e femminista senza aggettivi, non perdo tempo ad attribuirmi aggettivi, ci pensano già gli altri ad attribuirmeli.

      • Un'altra Laura ha detto:

        beh, la reticenza si misura anche in ciò che NON si dice.

      • IDA ha detto:

        Reticenza su cosa? Ho sminuito la gravità dei fatti perchè è compiuta dagli stranieri? E dove lo avrei fatto? Io reputo responsabile di tutto questo una cultura patriarcale maschilista che sono tipiche nelle religioni monoteiste, ma non solo. Non sarei stata reticente se parlavo solo di quanto è cattiva la cultura islamica o dello straniero e di fatto assolvendo il maschilismo europeo? Che in europa le donne sono trattate meglio? Basta andare a vedere nei bordelli tedeschi come sono trattate meglio le donne. 500 mila tra donne e bambine per il mercato europeo della prostituzione,
        Per il capo della polizia di colonia, con duecento denunce di molestie sessuali , ha fatto un comunicato dicendo che era stata una serata tranquilla e festosa. Solo una settimana dopo con quasi 400 denunce si comincia a parlarne. E perchè 200 è normale? Se ne è parlato perchè gli aggressori erano di origine nord africana? Perchè se erano europei andavano bene? Il maschilismo è unico, non voglio fare distinzioni tra quello buono e quello cattivo, perchè io lo combatto tutto, di qualsiasi lingua, di qualsiasi religione o in qualsiasi modo si manifesti.
        Poi Paolo pensa di conoscere la posizione degli anarchici ma non la conosce, Umanità Nova esce il giovedì, ancora non sappiamo quello che dirà. è un fatto di tempi tecnici non di reticenza. Comunque posso già anticipare quello che dirà che non sarà diverso da quello che ho sostenuto io, più o meno. No, forse questa mia è presunzione, diciamo che posso anticipare quello che non dirà, Non dirà ognuno a casa sua. Quanto siamo buoni noi e cattivi loro. Facciamo entrare solo le donne. Spariamoli ai gommoni, non facciamoli entrare, siamo troppo buoni, tolleranza zero. Anche perchè per gli anarchici i concetti di straniero e clandestino, come quello di confini e patria,non esistono, esistono solo esseri umani tutti portatori degli stessi diritti.

      • Paolo ha detto:

        non ho parlato di Umanità Nova ho detto che in generale negli ambienti della sinistra radicale c’è una tendenza a fare mille distinguo e a essere prudenti quando violenze e atti di sopraffazione sono commessi da persone di cultura non occidentale, tendenza che è speculare a quella della destra che enfatizza strumentalmente tutte le violenze commesse dai “non occidentali cristiani” e tacita e minimizza o fa mille distinguo e prudenze su quelle commesse dagli “occidentali bianchi”.
        Io non credo al noi buoni e loro cattivi, ma non credo neanche all’estremo opposto. Buoni e cattivi ci sono da noi come da loro ma forse in una cultura laica e liberal anche nei suoi costumi è più facile combattere quel tipo di “cattivi” che vedono ogni donna libera e che scopre più di mezza caviglia come una sgualdrina (e quindi meritevole di molestie)

      • IDA ha detto:

        Ma io la vedo in maniera diversa, la destra tende a dare risposte semplici e immediate a problemi complessi, cioè autoritarie e repressive. Chi non è autoritario, tende a razionalizzare e a capire il problema nella sua interezza. L’autoritarismo è molto più immediato e semplice, la democrazia è più complessa e problematica. Poi cosa è la sinistra radicale, sinceramente oggi, non lo so.

      • Paolo ha detto:

        io vorrei solo che tutti gli stupri e le molestie fossero condannati con uguale fermezza senza se e senza ma chiunque li commetta, che sia miliardario o sotto-proletario, bianco cristiano o arabo musulmano eccetera e non mi pare che sia così nè a destra nè a sinistra ma se mi sbaglio meglio

      • IDA ha detto:

        Scusa Paolo, ma io non ho detto che è più grave o meno grave. Poi io non so la posizione della destra o sinistra, so solo che per molti, se lo stupro è fatto da un italiano, è sempre da dimostrare, innocente fino al terzo grado, e si giudica la condotta sessuale della vittima, se è commesso da uno straniero, non ci sono dubbi, è colpevole.

      • Un'altra Laura ha detto:

        @Ida, io non mi riferivo a te :). Però, sii onesta anche tu, non mi sembra che qui nessuno abbia detto che l’occidente sia perfetto o che dobbiamo sparare a vista ai gommoni. Mi pare che l’atteggiamento machista stile “mie donne, mio bestiame” sia stato condannato da tutti, il padrino qui sotto a parte.

      • Paolo ha detto:

        il padrino è Nick, spero

      • IDA ha detto:

        Si è vero ho un pò esagerato, ti chiedo scusa. In questi giorni sono in lutto, è morto David Bowie, un’altro mito della mia adolescenza che se ne va. 🙂

    • IDA ha detto:

      Paolo. Troppe molestie, si separano gli uomini da una parte le donne dall’altra. Questo non vuol dire prevenire le molestie, ma legittimarle. Si considera che se una donna ha il seno nudo, un uomo è legittimato a palpeggiarlo, non si mette in discussione il palpeggiatore, ma si fa la separazione in modo da impedire che ciò accada.
      In queste pagine, Riccio, spesso parla di sessismo, anche su cose che hai più possono sembrare esagerate, ma non lo sono, perché il sessismo legittima e alimenta la cultura del palpeggiatore. Bisogna combattere la cultura maschilista dello straniero come dell’autoctono e non fare separazioni.
      Io ho fatto l’istituto tecnico agrario, anni 70, in classe eravamo solo tre ragazze su 18. Non c’erano i bagni per le femmine, perché non erano previste fino a quel momento le donne ad agraria. Nessuna di noi ha mai avuto nulla da lamentarsi sul comportamento dei nostri compagni di classe o d’istituto. Mia figlia ha fatto l’istituto tecnico per geometri, negli anni duemila. Maggioranza maschi, e mi ha raccontato di diversi casi, non accaduti a lei, ma ad altre ragazze dell’istituto. Cosa è cambiato nel comportamento dei ragazzi negli ultimi trent’anni? 1983, sono stata sulle dolomiti in campeggio, con due miei amici, due maschi e una ragazza in un’unica tendina. Mia figlia mi ha detto che ero pazza, che lei non ci sarebbe mai andata, ma per me era normale, erano amici, compagni con cui condividevo un’attività politica, ecc. Perché negli anni 2000 mia figlia non ha nessun amico maschile da potersi fidare e considerare naturale andare in campeggio con loro? Stesso periodo, sono andata da sola con l’autostop, in giro per la Francia, (in verità volevo arrivare a Londra, ma non ci sono mai arrivata) Anche qui, mia figlia mi dice che ero un’incosciente e una pazza. Perché una donna, oggi deve considerarsi meno sicura di trent’anni fa? Cosa è cambiato? 1986 entro a lavorare in una grande azienda, maggioranza uomini. Fino ai primi anni duemila non è mai successo nulla, ma io ho visto crescere il sessismo e il maschilismo da parte degli uomini e la giustificazione, la legittimazione da parte delle donne. Tanto che io ho subito delle molestie molto pesanti, sul lavoro, a cinquant’anni, cose che non avevo mai subito a vent’anni, nemmeno dormendo in tenda con due uomini.
      E non si può dire che tutto questo è colpa degli stranieri, il sessismo non è aumentato per colpa degli stranieri e io non ho subito molestie da uno straniero.

      • Paolo ha detto:

        Ida certo che non è colpa dei migranti, è colpa di chi molesta. Poi tu mi racconti esperienze personali di te e tua figlia..cosa vuoi che risponda? Sono esperienze personali, io non so che gente frequenta tua figlia, so che i miei amici maschi non hanno mai messo le mani addosso a una donna non consenziente: ho trent’anni ho fatto per quattro anni un laboratorio teatrale, non avevamo camerini quindi uomini e donne ci spogliavamo e vestivamo dietro il palco nella totale promiscuità e non si è verificato nulla di brutto. Ma sono esperienze mie.

      • IDA ha detto:

        Ma se chi molesta, viene legittimato, creando spazi divisi, continuerà a farlo. Se viene giustificato, continuerà a farlo.
        Io non volevo parlare delle mie esperienze personali, in quanto tali, lo so non contano nulla, perchè sono oggettive, ma erano come esempi di un crescente sessismo e maschilismo avvenuto in questi ultimi anni, che non è stato contrastato, ma addirittura negato.

      • IDA ha detto:

        Ho sbagliato: Soggettive e non oggettive.

  12. Nick ha detto:

    @Antome e @Ida, funziona così: noi maschi possiamo solo difendervi a parole.Possiamo auto-commiserarci sul fatto che siamo maschi come loro, quindi ci tocca parte della colpa.Stop.E’ il massimo che da parte nostra otterrete.Non volete mica essere difese da dei stupratori potenziali, di uguale risma di quelli di Colonia?sarebbe come se esercitassimo su di voi il potere che scaturisce dall’ essere i protettori della vostra incolumità, del vostro corpo.
    (personalmente, io, da maschio, non mi sento per nulla responsabile dei fatti avvenuti a Colonia, in giro per il mondo, e nemmeno di quelli che avvengono in Italia.Credo solo nella responsabilità personale).

    • Caro Nick, se dovessi incontrarti in un vicolo buio di notte, mentre due energumeni ti pestano a sangue, tu gradiresti che intervenissi in tua difesa, oppure devo lasciarti lì a crepare?

    • IDA ha detto:

      Non sono i maschi responsabili, di quello che è accaduto a Colonia, ma la cultura maschilista, del dominio e del disprezzo. I maschi quanto tali non devono sentirsi in colpa.

    • Antome ha detto:

      Ah ecco il punto, vorrei sapere dove c’è scritto che sei responsabile e che c’è una colpa collettiva di noi uomini di cui dovremmo fare ammenda. La responsabilità è solo individuale o di chi difende una determinata cultura, che sia islamica o no, religiosa o meno, ma patriarcale. Visto che tu non la difendi, da quanto ho capito, perchè dovresti “vendicarti” non difendendo una donna, intendiamoci, come una qualsiasi persona in difficoltà.
      E cosa c’entra poi col discorso della proprietà e di non essere di nessuno. Ti si deve rendere conto di qualcosa di più da donna in quanto uomo, che non qualsiasi altra persona? Escludendo ovviamente patti di natura personale e reciproca all’interno di una relazione, ma sembrava di capire che una donna dovesse pagare una sorta di pegno per un sorta di protezione, ed è questa la cultura che ci si perita di combattere.
      E religiosamente parlando, passa dalla Genesi, fino a Paolo di Tarso e Maometto.

  13. Nick ha detto:

    Ah, bè, mi saresti di grande aiuto…..da parte tua sarebbe già molto se chiamassi l’ambulanza o la Polizia.Ma ho il sospetto che ti volteresti dall’altra parte, in quanto la violenza fra uomini non sarebbe affare tuo.

  14. Antome ha detto:

    Nel frattempo le rotelle hanno continuato a girare e penso che Nick potrebbe aver frainteso il mio “protezione da se stessi” come se per se stessi intendessi i maschi, quindi “un maschio che protegge, è lo stesso potenziale stupratore” ovviamente non ha senso. No, semplicemente da come l’hai scritto “Voi donne siete libere ed indipendenti.Non appartenete a nessuno. Difendetevi da sole” sembra dire che è troppo comodo essere libere ed indipendenti per poi volere essere difese dagli uomini, quindi hai messo la libertà e l’indipendenza sul mercato in cambio della protezione, quello era il pizzo di cui parlavo.
    Forse, spero, ho frainteso anch’io.

    • Nick ha detto:

      Nessun pizzo cara; semplicemente, non ho voglia di rischiare la mia vita per una persona convinta che io sia l’origine delle sue disgrazie.Saluti.

      • Antome ha detto:

        E chi sarebbe convinto che tu sia l’origine? Quando si parla di “gli uomini che si comportano così” ti senti incluso o rappresentato? Mica significa tutti gli uomini, nè tantomeno in quanto uomini. Ci sono uomini convinti che sono le donne le origini delle loro disgrazie che questi distinguo non li fanno.
        Se io critico le donne che si comportano male con gli uomini o cercano di spillare soldi o usano gli uomini, mica sto dicendo che è nella natura delle donne, nemmeno le donne qui stanno dicendo che è nella natura degli uomini, quello lo affermano gli psicoevoluzionisti, dicendo che lo stupro è un semplice furto di sesso. La responsabilità è personale e/o culturale.
        Però lo mettevi davanti all’essere indipendenti e non di proprietà di nessuno e questo era fraintendibile.

  15. Credo di aver trovato uno di quegli articoli cui fate riferimento: https://luciogiordano.wordpress.com/2016/01/09/cara-nicoletta-ecco-che-che-succede-a-colonia-e-a-parigi/ Un articolo nel quale – non è ben chiaro sulla base di quali fatti – (sul fatto che “non c’erano uomini che avrebbero dovuto e potuto reagire a queste aggressioni” o che “ci sono arrivate solo immagini ed interviste di ragazze per altro senza manco un graffio”???) si stabilisce che i fatti denunciati non siano avvenuti.

    • IDA ha detto:

      Questo è un classico, le donne sono tutte calunniatrici, vendicatrici e fanno false denunce. Prima o poi qualcuno lo doveva dire. Dovevano esporre lividi e graffi o essere ammazzate di botte per essere credibili. Poi io non ho capito bene chi risponde a chi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...