Uno ganzo

privilegedudeCome sapete, ho tenuto chiuso il blog per un po’.

Non ho ancora scritto niente, non ne ho avuto il tempo, ma già solo il gesto di tornare online ha scatenato uno dei più comuni personaggi del web: il troll.

Anzi, il troll maschilista, che appartiene ad una particolare famiglia di questa specie di internauti.

Costui si fa chiamare “uno Ganzo”.

In una accezione forse ormai in disuso, il ganzo o la ganza sono gli amanti: s’era tolta in casa pubblicamente la ganza, senza voler più sapere né della moglie né del figlio (Pirandello). Quando dico che l’amica ha un nuovo ganzo, descrivo la relazione amorosa con dei connotati di leggerezza: non è certo un fidanzato, non è una cosa “seria”. Ci si può leggere del disprezzo, ma l’intento può essere anche solo ironico.

Più comunemente, il ganzo è la persona furba, scaltra: “Che ganzo!” è un’espressione che palesa sentimenti come stupore, ammirazione e simpatia per le qualità manifestate dall’altro.

Dal punto di vista etimologico, ci dice il dizionario, ganzo deriva dal latino medievale gangia, ‘meretrice’, a sua volta un derivato del latino tardo ganĕa ‘taverna’, ma, ci dice il Treccani, non è cosa certa.

Questo Ganzo con la G maiuscola sceglie di commentare sotto un vecchio post, nel quale mi ero limitata a raccontare una storia piuttosto nota a chi ha dimestichezza con gli asili, quella dell’elefantino Elmer.

Ecco il commento:

elmerAffermazioni numero 1: il fatto che delle donne possa insegnare ai bambini “fa venire i brividi” e probabilmente è all’origine dei problemi di tossicodipenza di molti adolescenti.

Affermazione numero 2: una madre femminista non può che provocare dei disturbi della personalità ai propri figli.

Affermazione numero 3: aver permesso che mio figlio leggesse la storia dell’elefantino Elmer (che vi prego di leggere) è stato un evidente tentativo di sessualizzarlo anzitempo, danneggiando irreparabilmente il suo sviluppo sessuale.

Una madre femminista è “castrante”, anche quando parla di elefantini colorati. Anzi, una donna è pericolosa a prescindere, basta che parli, come quando,da maestra, prova ad insegnare le quattro operazioni. Le donne contaminano, e tutto quello con cui entrano in contatto diventa per forza di cose “da brivido”.

Altro commento di Ganzo, stavolta sotto un post nel quale avevo tradotto un articolo altrui:

ganzoIl rapporto fra uomo e donna è gerarchico: l’uomo è superiore e la donna inferiore, sempre e comunque.

Altro commento, stavolta in calce ad un articolo di Laurie Penny:

femminismoEcco ridotto l’intero genere femminile al suo sesso: tota mulier in utero, citava Simone de Beauvoir.

Beh, sono tornata.

Grazie, Ganzo, per avermi ricordato perché sono qui. Finché ci sarai tu e persone come te, che pensano di meritare simpatia e ammirazione quando scrivono cose del genere, ci sarò anche io.

 

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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31 risposte a Uno ganzo

  1. Paolo ha detto:

    e vagli a spiegare che una donna può abbellirsi o meno secondo il gusto suo e dell’epoca e interessarsi comunque ala politica e alla guerra se vuole

    • Uno Ganzo ha detto:

      Infatti si abbellisce interessandosi alla politica e alla guerra. Si tratta però di un abbellimento mediante interesse, non di una vocazione.

  2. nerodavideazzurro ha detto:

    Bentornata. Tantissimo! 🙂

  3. ondalunga ha detto:

    Più che il Ganzo…il Gonzo! Bentornata!

  4. salvo ha detto:

    Ma dove te li trovi questi ‘oggetti’ storici che non hanno eredidato ne’ i geni ne i memi che li avrebbe catapultati nell’era post-moderna. Ormai sono relitti con alte probabiita’ di non essere selezionati per il mondo post-moderno che gli nega l’esistenza. Gorse (spero) scompariranno durante il processo genetico-mmetico di evoluzione. O perhaps si troveranno rinchiusi in parchi sintetici dove per un po’ potrebbero rirpodursi ma che alla finesi ritroveranno relitti genetici-memetici storici.

    Comunuqe, non appena ti mando un link che permette, con un po’ di ingegno e di fortuna a ottenere gli elelemnti di base di guesto ganzo-gonzo; poi se necesssario, si puo’ mandare l’informazione alla polizia internet. E loro gestirebbero da li in po.

    • Sono loro che trovano me 🙂

    • paolam ha detto:

      😀

    • Uno Ganzo ha detto:

      Spero che non trovino i miei porno.
      In effetti pratico la castità e quindi forse la mia dinastia si estinguerà. In effetti quando la natura produce il suo frutto migliore tende a farlo sparire senza seguito. Perché? Perché una continuazione lo rovinerebbe.

      Comunque, se veramente esiste una evoluzione della specie, essa porta a individui come me. Il fatto che quelli come me raramente si riproducano, non significa che spariranno dal pianeta. Invero, l’evoluzione non c’entra nulla. L’universo procura in ogni epoca individui eccelsi come me – per caso.

  5. Primavera ha detto:

    Ripeto..per fortuna che ci sei❤

  6. IDA ha detto:

    Intanto ben tornata! Volevo far notare un particolare sulla parola “ganzo.” Se al maschile Ganzo indica una persona furba, scaltra, brava, simpatica ecc.. una “ganzata” è una cosa divertente e allegra.
    Al femminile: “Ganza” ha due significati; amante non regolare, quindi un pò puttana e prostituta. Tutto si riduce ad un solo significato.
    Ma.. la pubblicità delle “crocchette per cani”, l’hai mai ricevuta?

  7. paolam ha detto:

    E bentornata quindi! Ma dove ha imparato a scrivere Lo Ganzo? Dal nonno di Niccolò Tommaseo? E ‘nzomma: ce fa o c’è?

  8. Morgaine le Fée ha detto:

    Che piacere rileggerti Ricciocorno! Ti auguro che i problemi personali si siano risolti al meglio.
    Al ganzo/troll MRA: ti auguro affettuosamente e sinceramente di scopriti omosessuale e fuggire su un’isola tropicale con altri uomini che possano piacerti, cosi’ da evitarti il tremendo spettacolo dell’umanitá distrutta a causa di quegli esseri inferiori chiamati donne 😉

  9. Un'altra Laura ha detto:

    Ben tornata, Riccio 🙂 Spero che tutto si sia risolto per il meglio 🙂

  10. Uno Ganzo ha detto:

    Mi hai dedicato un articolo e ora ti amo.
    Paolo e Salvo sono cattivissimi e considerano le donne loro pari e me inferiore – a prescindere.
    Morgaine le Fée ha detto una cosa saggia e mi ha scoperto le paranoie. Solo una parte, quelle che racconto.
    Ondalunga mi ha addirittura rintracciato un vissuto! Mi dissero quella frase mentre impazzivo.
    Io non sono contrario al femminismo o misogino. Trovo solo offensivo che si dicano pari maschi e femmine! E poi mi piace farmi picchiare e schiavizzare dalle fanciulle, quindi ho bisogno di compensare con un po’ di idee che solo l’illuminismo del 2000 può considerare retrograde. Poi mi viene da piangere ogni volta che mi dicono che i maschi si estingueranno, che sono stupidi e che valgono meno. Oggi va di moda dirlo. Quindi ho bisogno di farmi delle rassicurazioni.
    Però ecco: quando riceverai dei commenti dai tizi della questione maschile potrai usare quel che ho appena scritto per rassicurare anche loro – dimostrando così un buon amore materno!
    P.s. Viva il grande Dio Fallo, abbasso la religione della Babilonia Occidentale.

    • Caro Ganzo, come recita la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo (che, a dispetto del sessismo insito nella lingua italiana, riguarda anche le donne) “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.” Il femminismo altro non è che la convinzione che anche le donne sono esseri umani. Ogni essere umano è diverso dall’altro, ma questo non dovrebbe permetterci di sistemarli su livelli diversi, affermando che che ci sono esseri umani superiori ed esseri umani inferiori.
      Se ti dispiace sentirti dire che i maschi sono stupidi e valgono meno, non ti dovrebbe essere difficile comprendere che per una donna è la stessa identica cosa: ci sono donne che soffrono nel sentirsi dire che l’uomo le è superiore solo in virtù del fatto che si porta un pene appresso.
      Tu, se ritieni di essere dotato di ragione e di coscienza, non dovresti indulgere in affermazioni che feriscono la dignità delle donne, offrendo agli altri il medesimo rispetto che pretendi per te stesso.
      Riflettici un pochino.

      • Uno Ganzo ha detto:

        Io però non pretendo rispetto. E di fatto provo quelle sensazioni solo per sapere, appunto, cosa provi una donna.
        Sinceramente, quando provo quelle sensazioni di offesa mi sento ridicolo per il fatto di provarle.
        La natura ride di me.
        Quando torno a me stesso mi rendo conto di cosa provi una donna, per aver provato qualcosa di analogo.

        Da uomo, però, non pretendo rispetto. Un vero uomo non avanza pretese sciocche. Egli rispetta solo le gerarchie. Perché dovrebbe pretendere rispetto per se stesso se è inferiore? Io non cercherei mai di farmi considerare pari rispetto a qualcuno che mi è superiore. So che per voi moderni queste cose risultano insensate, ma capirete più avanti, forse all’ultimo minuto.

      • Noi moderni? Ganzo, sei giunto a noi con una macchina del tempo? E da che epoca arrivi, di grazia?

  11. Uno Ganzo ha detto:

    Comunque hai sbagliato le interpretazioni.
    1-Non le insegnanti femmine danno origine al problema della tossicodipendenza giovanile: bensì ciò che dà origine alla tossicodipendenza giovanile dà anche origine alle donne insegnanti.
    2-Questo non lo puoi negare. Come fa un maschietto ad avere una personalità sana se viene reso angoscioso rispetto ad un problema insignificante come quello del femminismo? Sicuramente qualche riverbero psichico si verifica. Comunque puoi evitare tutto ciò se tieni distinta la maschera della madre da quella della femminista.
    3-Qui hai proprio sbagliato. Intendevo dire che l’educazione virile, quella che ormai viene praticata solo in Asia, conduce il giovane maschio ad avere un controllo più solido sulla propria sessualità ed una maggiore propensione all’astinenza in favore di una ben più salutare aggressività. Sfugge spesso che il maschio ha molto più bisogno di educazione – la femmina nasce quasi “educata per natura” -, ma non di una educazione femminista o moderna, bensì della classica educazione della Volontà mediante rude disciplina e sofferenza fisica.
    Quanto alla madre femminista castrante… Sicuramente ostacolare la misoginia ed il maschilismo nel bimbo o nell’adolescente, ammesso e non concesso che egli la sviluppi (cosa assai probabile), è un errore psico-pedagogico fondamentale. Il bambino od il giovane dovrebbe maturare le proprie inclinazioni e poi confrontarle sperimentalmente con la realtà oggettiva. Sì da trarre le sue conclusioni. Il femminismo castra la sessualità misogina perché parte dal presupposto della parità fra i sessi, presupposto che uccide una delle pulsioni che sta alla base dello sviluppo sessuale.
    Di nuovo inverti l’effetto con la causa: non le donne contaminano, ma la contaminazione porta le donne ovunque.

    4 – Può anche darsi la gerarchia contraria. Io parlavo della gerarchia nel subire violenza. Qui il tema è delicato, potrebbe urtare molti sciocchi. Di fatto si tratta di un problema psicologico profondo. Tralasciando i casi di sadismo puro e semplice, che oggi trova sfogo controllato in comunità più o meno organizzate, la violenza sessuale nasce spesso da un processo psichico reattivo. Il violentante vede la sua vittima come qualcuno che lo ha ferito e che lo spinge a vendicarsi. In generale il violentante considera se stesso inferiore e posto ingiustamente in tale rango inferiore. La vittima di solito si avverte superiore. Quando il crimine viene compiuto le cose cambiano. Nel caso della donna vittima di violenza ella di solito si sente declassata, l’uomo no – spaventato sì, ma non declassato -. Questo intendevo dire.

    5- Hai tralasciato la cosa più interessante: la questione se il femminismo abbia o non abbia ottenuto quei risultati di cui si vanta. Per il resto che ti importa se credo che la donna abbia interesse, se fertile, solo nella gravidanza? A parte il fatto che è vero, non saranno certo le mie parole a trasformare magicamente le donne in madri. Di solito si usa una bacchetta magica per quello. Potresti semplicemente tentare di correggere il mio errore evidenziando i punti focali della questione.

    P.s.: brrr. Speriamo che non vinca la Clinton sennò scoppierà una guerra al mese.

  12. Uno Ganzo ha detto:

    Signorina ricciocorno schiattoso, le consiglio di informarsi in maniera approfondita circa l’attuale situazione cinese e sulla storia cinese contemporanea.
    Glielo suggerisco come esempio di un anacronismo che per voi moderni risulta incomprensibile, ma del tutto presente.

    Si tratta di quello che voi considerereste come un regime dittatoriale ed oppressivo. In realtà le cose stanno diversamente: si tratta infatti di un governo in senso proprio, di uno stato organico, dell’antico impero. I nostri staterelli occidentali non sono stati, sono macchine utilizzate per scopi individuali da chi riesce ad accaparrarsi per primo i mezzi.

    Allo stesso modo, lei fa parte di un tempo e di un’epoca diversi dai miei. Lei appartiene all’illuminismo, che è un tempo dell’epoca moderna. Infatti il femminismo non è che una nota musicale dell’illuminismo. Nella nostra età coesistono i tempi e le epoche del mondo. Ognuna di queste epoche non è che una goccia d’oceano. E in questa prospettiva il “tempo” cronologico ha poco significato, o meglio, ha un significato limitato che non coglie l’essenza del tempo.

  13. Uno Ganzo ha detto:

    Commentando in questo blog ho trovato reazioni di vario tipo. Dapprima un post da parte della blogger, la quale ha travisato i miei primi commenti definendomi “maschilista”. Può darsi che abilitare la legittimità all’uso di parole vagamente sessiste in un contesto umoristico possa avere un significato di tipo sessista. Passa il messaggio: esiste un contesto, l’umorismo, in cui il sessismo è ammesso. Mea culpa. Bisogna anche considerare l’innocenza del punto di vista espresso. Non mi avevano ancora informato circa il messaggio che passava: questo fatto ha dato adito a fraintendimenti. Perciò, signorina Ricciocorno, chiedo scusa a Lei, a chi ha letto finora e all’umanità intera per questo. Resta da dire che, invece di travisare le mie parole, avrebbe potuto istruirmi a riguardo e dirmi, visto che lei lo sapeva: “caro Uno Ganzo, esprimere tesi di questo tipo umoristicamente, magari con l’intento di denigrare lo stesso sessismo che mette in atto, conduce in realtà a produrre un effetto sessista”. Avrei compreso.
    Dopodiché seguirono i commentatori del blog. Uno ha semplicemente auspicato che si estinguesse definitivamente il mio tipo dal pianeta, a prescindere dalla mia possibilità di cambiare o di moderare il mio punto di vista. Se la penso diversamente da lui devo, secondo lui, “estinguermi”.
    Ondalunga ha semplicemente detto: “più che il ganzo… il gonzo”. Le parole di qualcuno che non ha raggiunto un grado di cultura sufficiente o sviluppato capacità intellettuali adeguate sono, per ondalunga, le parole di un gonzo. A prescindere. Il livello intellettuale, a prescindere dalle differenze cognitive di ciascuno, viene considerato valido per dare dello scemo a qualcuno. La libertà, i diritti, e tutte le idee moderne, valgono solo per chi ne è all’altezza: chi non lo è deve accettare acriticamente e senza riflettere ciò che i più intelligenti gli propinano, senza pensare al rischio di poter coì diventare schiavo degli “intelligenti” e di perdere i propri diritti per il loro vantaggio.
    Mi si augurò anche di “scoprirmi omosessuale”. Chi ha una certa visione del rapporto fra i sessi non ancora maturata è un omosessuale latente, senza eccezioni alla regola, senza la possibilità di essere tutt’altro che un omosessuale latente e tutt’altro che un maschilista.
    A questi, per usare un eufemismo, gentili commentatori dico soltanto che tutto l’insieme di concetti che i loro geni e memi storici non è soltanto un pretesto per un vanto narcisistico, ma qualcosa che può indicare la via anche ad altri, oltre che a loro. E che se non mi sbaglio chi ha una cultura “post-moderna” dovrebbe avere il dovere di istruire chi non ce l’ha o quantomeno, nel caso di una discussione, non farla passare per una cultura che VIETA l’accesso agli ignoranti.
    Seguirono altri miei commenti, che scrissi soprattutto per fare una pausa dallo studio, checché ne dica la signorina Ricciocorno. Scrissi un commento basato su conoscenze biologiche certe, ma le cui conseguenze erano evidentemente assurde. Si trattò appunto di questo: evidenziare l’assurdo. Le tesi biologiche da me espresse sono largamente verificate. Non c’è bisogno che io citi la bibliografia: qualsiasi testo scientifico che si occupi della sessualità dei mammiferi le confermerà. Mi si può imputare un tono irriverente ed una ambiguità, ma è chiaro che allora non volli ridurre la sessualità umana a mera biologia. Volli soltanto riassumere e portare all’estremo un aspetto della questione sessuale, ovvero il rapporto fra sessualità umana ed animale, che non avrei potuto trattare in un altro modo, magari più adeguato ed esaustivo, in un commento. Se è vero che non si può ridurre la sessualità ad una questione culturale, è vero anche che, dal punto di vista sessuale, non si può trascurare la questione biologica. E che all’interno della faccenda biologica bisogna riconoscere una responsabilità femminile relativa a certi “comportamenti maschilisti” espressi da certi “articoli maschilisti”. Poi magari il “maschilista” è un cattivone e basta, ha torto e basta e nulla lo giustifica. Ma se ci ricordiamo la storia della cosiddetta “cultura patriarcale”, noi veniamo a sapere che i primi moti di maschilismo in occidente furono probabilmente l’effetto di una emancipazione delle civiltà mediterranee, in particolare quella Greca, dalla struttura sociale di tipo matriarcale. In sostanza l’idea è questa: è altamente probabile che il maschilismo sia ANCHE la conseguenza di comportamenti “donnisti”. Troveremmo delle conferme sia nella biologia, sia nella storia. Il che mi portò al secondo punto: se il femminismo significa parità dei sessi ed una volta eliminato il maschilismo viene eliminato anche il femminismo, viene eliminata anche la parità dei sessi? Questo era l’enigma che intendevo proporre e magari una riflessione sulle sue implicazioni. Lei, signorina Ricciocorno, mi bollò come “maschilista”, a prescindere da cosa avessi da dire. E se veramente ho sbagliato tutto e fatto ragionamenti campati in aria, lei non ha voluto saperne di correggere i miei errori. Perché tanto il punto di vista di “uno come me” non conta niente.
    Avemmo anche una discussione intorno al post “parità di genere e divorzio”. Lei volle ad ogni costa sapere cosa ci fosse sotto: quali valori fossero i miei, presupponendo che fossero in contrasto con i suoi. Ed anzi presupponendo che io avessi dei valori. Allora, visto che le interessa molto, le spiegherò quali sono i miei valori: nessuno. La chiami viltà, accidia o come le pare. Io non ho dei valori perché semplicemente non vedo il motivo di averne. Può darsi che, da grande, mi troverò costretto ad averne. Al momento non riesco a capire come si possano avere dei valori, che, in quanto valori, hanno la pretesa di valere per tutti, se oggettivamente, vista e considerata l’infinità delle prospettive, essi non valgono e non possono valere per tutti. Si domanderà: “ma allora come ti comporti con te stesso e con il mondo? Cosa quida la tua azione?”. Ovviamente il problema etico, così come quello morale, non mi sono estranei, perciò posso vivere anch’io senza cadere allo stato di scimmia. Tuttavia da qui all’avere una certezza dei valori da portare avanti ce ne passa. Il MIO valore, l’unico mio valore, è quello di colui che si espande attraverso le prospettive del mondo, che non pone il proprio punto di vista FRA gli altri, né in opposizione a quello altrui. L’unica mi intenzione è comprendere il punto di vista altrui e renderlo più forte: ciò va fatto muovendo delle critiche, mettendolo in discussione. Ma muovere critiche e mettere in discussione il punto di vista altrui non significa contrastarlo, significa rafforzarlo, fornire ad esso un addestramento per farsi valere. Ovviamente posso muovere critiche soltanto a partire dal grado di conoscenza che ho di quel punto di vista e del quadro generale: non sono “nato imparato”. E tuttavia ho la pretesa di insegnare. Non mi sembra che ciò sia un valido motivo per darmi del maschilista, del sofista o per dire che non so “ragionare logicamente”. Se lei riguarda il testo che imputò avere una forma logica incoerente noterà che lì mi riferivo ad un rapporto fra tutto e parti, fra soggetto e gruppo di appartenenza, alquanto profondo, frutto di innumerevoli studi soprattutto sul tema etico. Magari mi sbaglio su tutto, ma di una cosa ho bisogno: capire perché mi sbaglio. Ma no, chi non è con lei è contro di lei, a prescindere, e deve sparire, magari anche dal pianeta.
    Relativamente ai commenti in cui mi obiettò di aver commesso una fallacia, quelli che esordirono con la professione d’irrilevanza dell’intero tema del blog. Riconfermo quella tesi: qualsiasi tentativo retorico, culturale o psico-sociologico di cambiare la struttura sociale mediante un mutamento della sovrastruttura ideologica è destinato a fallire. Riconfermo anche l’altra tesi, ovvero che tendenzialmente il tema non viene affatto sentito da chi segue il blog e forse nemmeno da chi lo scrive. Questo perché la cultura femminista ha due premesse fra loro contraddittorie: l’ovvia parità dei sessi e l’ovvia discriminazione di genere. L’intero sforzo del femminismo è un tentativo di risolvere questa contraddizione, considerando le cose sotto diversi aspetti. Il rischio è che però, considerando le cose sotto aspetti diversi, la contraddizione venga considerata “aproblematica”, cioè non contraddittoria. Il che significa a sua volta che il femminismo non viene sentito appieno perché chi crede di sentirlo tende o ad ignorarne la problematicità (i sessi sono pari, allora di che ci preoccupiamo?) o ad ignorarne la aproblematicità (qualche gruppo di uomini tenta di impedire la parità dei sessi, ma noi abbiamo la soluzione, dunque perché ci preoccupiamo?). Questo discorso, questa tesi fondamentale dei miei commenti, non cade afatto in un “tu quoque”. Eppure lei disse: questo ti rende maschilista. Visto che oggi va di moda esprimere i propri sentimenti, le rivelo il mio: un sentimento di grande confusione per le sue parole. Io le suggerisco alcuni nodi critici, in chiave semplice e colloquiale, dell’intera tematica femminista, le dico che, in fondo, “voi non vi preoccupate abbastanza di quello che fate”, e lei mi dà del “maschilista”. Questo mi confonde e, da confuso, mi chiedo se io non abbia capito proprio niente di niente. Può darsi, appunto, che io non abbia capito nulla. E tuttavia anche questo mio “non-capire” sarà d’aiuto alla sua causa perché evidenzierà i punti rispetto ai quali i suoi “avversari”, o presunti tali, possono non capirla. No, a suo avviso, chi non capisce non vuol capire, perciò è un mostro che va eliminato, o preso in giro e guardato dall’alto in basso perché “ignorante” e, magari, “stupido”.
    Rifiutò ancora di conversare con me su un tema fondamentale: quello del valore dei valori da lei proposti. Lì parlavamo di stereotipi, modelli culturali… Seppe dirmi soltanto di “rileggermi la definizione di stereotipo”. Io le dissi che il cercare di abbatter gli stereotipi produce ulteriori stereotipi, nonché la tendenza a giudicare stereotipicamente fenomeni che potrebbero non essere stereotipici. E’ un tema fondamentale. E’ anche un tema pericoloso: infatti si rischia di non considerare più come “maschilisti” i comportamenti maschilisti. In realtà è un tema che SEMBRA pericoloso: se un comportamento è veramente maschilista, verificare criticamente e senza pregiudizi se esso sia tale o meno non potrà che confermarlo. Ma no, se dico questo sono maschilista. Punto. Non ho la libertà di discuterne. Ciò che le dissi, in realtà, è molto più semplice: le dissi che i cosiddetti “trucchi magici del patriarcato” non sono poi così magici. Le dissi che nel tentativo di combattere la magia patriarcale vengono posti dei valori, ma spesso senza valutare le conseguenze che tali valori hanno per se stessi. Sembra complicato, ma è semplice come problema. Complessa la sua trattazione. Morale? Io sono un maschilista. Punto. E se non sono un maschilista sono uno che comunica in modo diverso dal suo. Il suo modo di comunicare è l’unico giusto. Tutti gli altri sbagliano. Questa la SUA conclusione. Oppure no, forse sono io che “non so di cosa parlo”. Ovvero: “c’è un solo modo di parlare degli argomenti, il modo del Ricciocorno”.
    Ho detto tutto quello che avevo da dire sulle cose già dette, sui nostri equivoci e su tutte quelle cose “personali” che interessano tanto alla signorina ricciocorno. Ho avuto molte difficoltà a cpire i contenuti del blog. E non ho ricevuto alcun aiuto, né riconoscimento. Mi si è parlato solo di “uno come me”. Di un “ego ipertrofico”. Di “un ignorante ed arrogante”. Di un “incapace di ragionare logicamente”. Di uno “incapace di provare empatia”. Mi pare che dietro a tutto questo ci si davvero un problema culturale, ma non mio. Mi pare, ma magari mi sbaglio.

    • Caro Ganzo, volersi esprimere in tono umoristico e riuscirci non sono esattamente la stessa cosa. In un contesto sociale come il nostro, nel quale (in questo blog come ovunque) c’è una gran quantità di gente che scrive le stesse cose che leggiamo nei commenti citati in questo post e intende essere serio, non vedo proprio da cosa avremmo dovuto capire, tutti noi qui, che si trattava di umorismo. Nella comunicazione non virtuale c’è il linguaggio non-verbale che aiuta (il tono di voce, l’espressione del volto), ma credo che il fatto che nessuno qui abbia compreso che queste volevano essere battute – nessuno dei commentatori abituali lo ha neanche suggerito! a parte Paola, forse (E ‘nzomma: ce fa o c’è?) – avrebbe dovuto almeno stimolare qualche riflessione piuttosto che sollecitare un piagnisteo: “ecco mi avete maltrattato e offeso e non si fa così e bla bla bla”.
      A meno che, Ganzo, tu non abbia capito che nessuno qui aveva colto l’intento umoristico. E se nessuno, ma proprio nessuno lo aveva capito le possibili ragioni sono o che non sei questo fine umorista che ritieni di essere, o questo blog è gestito e popolato da persone non in grado di cogliere sfumature umoristiche.
      Esattamente da cosa avremmo dovuto capire che non sei una “sentinella in piedi”, uno di quei gonzi (si, gonzi) che ciancia di “gender”? Io sono stata ad ascoltarli, costoro, più di una volta, e ti assicuro che si esprimono esattamente come ti sei espresso tu. Il tuo “umorismo” non funziona perché non c’è modo di estremizzare le sciocchezze che dice certa gente, visto che sono già fin troppo ridicole quando sono espresse da chi non intende far ridere nessuno.
      Sulle teorie biologiche a proposito dei “mammiferi”: Ganzo, siamo mammiferi è vero, ma siamo anche esseri umani. Noi femmine umane non funzioniamo in base all’estro, come le pecore o le cavalle, e ti assicuro che anche la scienza medica lo riconosce da un bel po’. Il desiderio sessuale umano è molto più complesso, è dimostrato che alberga in aree diverse del cervello (non solo in quella che ci accomuna a rettili e mammiferi) e l’influenza culturale sul desiderio è ciò che ci distingue dagli animali. Per questo, caro Ganzo, ti chiedevo e richiedevo la bibliografia, perché non so proprio a che genere di testi o di studiosi tu possa far riferimento. Scrivi “Mi si può imputare un tono irriverente ed una ambiguità, ma è chiaro che allora non volli ridurre la sessualità umana a mera biologia.” E’ chiaro? Per chi, è chiaro, a parte che per te che te lo racconti? Ti ricordo il tuo commento, caro Ganzo: “La biologia ci insegna che lo stimolo sessuale proviene dalla femmina e il maschio viene “stimolato”. In linea di principio, perciò, non solo l’uomo non è sempre eccitato, ma la colpa della sua eccitazione, se di colpa si vuol parlare, è sempre della donna. Di fronte a questa evidenza biologica…” Evidenza biologica quale? Detta così, caro Ganzo, è una scemenza colossale, per tutta una serie di motivi, molti dei quali riguardano il fatto che siamo esseri umani, ma anche il fatto che addirittura neanche fra i primati è sempre così, e celebre è il caso dei bonobo (lo conosce chiunque si occupi di sessualità, e nota il tono acido con cui te lo scrivo), che ti invito ad approfondire.
      Veniamo al motivo per cui, a mio avviso, sei comunque maschilista, a prescindere dal fatto che stessi tentando di fare o non fare dell’umorismo.
      E’ tipicamente maschilista appellarsi alla biologia per stabilire differenze fra uomini e donne senza cognizione di causa. E tu, la cognizione di causa non ce l’hai. E’ tipicamente maschilista ritenere di essere in possesso di conoscenze sufficienti a sparare sentenze come quella sull'”evidenza biologica” per poi ridersela delle obiezioni di una donna.
      Sei un maschilista perché io, molto cortesemente, sotto quel tuo intervento risposi: “Bene, un’affermazione importante, che però a mio avviso (potrei non essere aggiornata o debitamente informata) non trova alcun conforto nella scienza, soprattutto in quella branca delle scienze che si occupa di studiare il cervello, e quindi quelle zone del cervello note come “centri de piacere”. Visto che, caro Ganzo, qui ti proponi come esperto, sarebbe interessante tu ci fornissi una esauriente bibliografia sugli studi sui quali si fondano queste tue convinzioni.” e tu te ne sei guardato bene, hai preferito buttarla sullo scherzo: “Mah, fra le mie fonti c’è un manuale di biologia del 400 d.C. ed un libro di Paolo Fox.” Ora vieni qui a dirmi: “Le tesi biologiche da me espresse sono largamente verificate. Non c’è bisogno che io citi la bibliografia: qualsiasi testo scientifico che si occupi della sessualità dei mammiferi le confermerà.”
      Beh caro Ganzo, io, da donna, sono veramente stanca di dovermi continuamente relazionarmi con gente come te, che non accetta minimamente di confrontarsi alla pari, perché – consapevolmente o meno, te lo concedo – si reputa superiore. Soprattutto quando è così evidentemente ignorante, nel senso che ignora una gran quantità di informazioni.
      Hai impostato tu la conversazione pretendendo che io accettassi come vere delle affermazioni sulla biologia degli esseri umani solo perché le scrivevi tu, e solo quando alla mia richiesta, una richiesta che farebbe chiunque volesse impostare una discussione seria, mi hai risposto con una battutina (“Le citerò le fonti dopo aver dato l’esame che sto preparando.” – ovvero: sono troppo impegnato in cose veramente importanti per prendere in considerazione le sue obiezioni) mi sono irritata.
      Perché dopo quattro anni che scrivo qui sono un po’ stufa di gente che passa di qua con l’intento di rendermi una donna migliore, ergo una che accetta che il femminismo e il suo blog sono “ininfluenti”, a colpi di battute umoristiche e ragionamenti senza capo né coda, perché discutere con una sciocca femminista è una cosa che un uomo veramente intelligente può fare nei ritagli di tempo fra una cosa veramente importante e l’altra.
      Beh anche io ho cose importanti da fare (il blog, ti ricordo, è in pausa al momento), motivo per il quale, caro Ganzo, non leggo neanche il resto del tuo commento, rispondendo esattamente come mi hai risposto tu. Ci risentiamo quando mi sarò liberata dai miei altrettanto importanti impegni.
      In bocca al lupo per l’esame.

      • Uno Ganzo ha detto:

        Lei non ha capito nulla della vita, della realtà, della storia, della natura, dell’umanità…
        Io non le sono superiore perché mi credo tale o per chissà che altro, ma solo perché il mio punto di vista è superiore. Si tratta infatti di un punto di vista neutrale: punto di vista che può acquisire chiunque, ma che alcuni non acquisiscono. Tutte le informazioni che lei “non ignora” sono sciocchezze irrilevanti che invece di renderla intelligente la rendono più ignorante. Ciò che le dico io è ciò che le dico io e, se è intelligente, DEVE leggermi con attenzione e NON deve cercare di capire la mia personalità perché, semplicemente, quel che cerca non c’è, come non c’è la “vita interiore”, la “psiche”, i “vissuti”… Non ci sono in me come non ci sono in lei, se non come fantasmi, finzioni, che non hanno alcun peso sui comportamenti umani. Al limite ne sono un sintomo, ma del quale non possiamo dire altro se non che forse, in rari casi, può “coincidere” o “somigliare” alla realtà.
        Dietro questo blog vedo illusioni sulla sessualità e le genitorialità, fantasmi di società rappresentate pittorescamente, cecità di fronte a quelle stesse questioni che vengono appositamente finte, moralismo…. Posso immaginarmi “chi” abbia bisogno di questo genere di menzogne, credendo di averne bisogno… “Chi”, è inesatto, non esistono le “persone”, ma solo i corpi. Io mi immagino allora una gracile strega, dallo sguardo arcigno, il respiro impedito dalla troppa polvere inalata negli anni, dal sedere pesante, stanca… Mi immagino la caricatura di un essere umano, con occhi deboli, incapaci di sopportare la luce. Questo posso immaginarlo, ma magari non corrisponde alla realtà, perché d’altro canto l’immaginazione è proprio come “le esperienze vissute”, la “persona”, l’ “io”, ovvero – immaginazione, falsità.

      • “Moralismo… vedo moralismo dappertutto” : ganzo, suvvia… Io non ti devo proprio niente, fattene una ragione. Sei davvero convinto di essere tanto intelligente e preparato? È avvilente. Addio Ganzo. Ho provato a metterti alla porta con gentilezza, ma non ne vuoi sapere, io “devo” riconoscere la tua superiorità. mi toccherà sbatterti fuori. Un vero peccato.

  14. Uno Ganzo ha detto:

    Ahahah 😀 Crepi!!!

  15. Spasmo ha detto:

    Beh, anche tu commenti trolling! Vivi in una società patriarcale e vai in giro a sbandierare il femminismo. Cos’è questo se non trolling sociale?
    Se è vero che: Un troll, nel gergo di internet e in particolare delle comunità virtuali, è un soggetto che interagisce con gli altri tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso, con l’obiettivo di disturbare la comunicazione e fomentare gli animi.
    Che: il femminismo è la posizione o atteggiamento di chi sostiene la parità politica, sociale ed economica tra i sessi, ritenendo che le donne siano state e siano tuttora, in varie misure, discriminate rispetto agli uomini e ad essi subordinate;
    E che viviamo in una società patriarcale e maschilista. Allora stai sicuramente facendo trolling!
    O se non lo fai oggi, lo facevano le femministe ieri e l’altro ieri.

    Scusa, Padrona Ricciocorno, per questi miei discrosi.

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