I diritti dei bambini

lacrime

A luglio, lo scorso anno, ho pubblicato un appello  promosso da Safe Kids International e The Women Coalition che denunciava la tendenza dei tribunali statunitensi ad allontanare i figli dalle madri:

“Sempre più donne stanno perdendo i loro figli a causa di padri violenti e abusanti a seguito di una separazione o un divorzio, dopo battaglie che devastano donne e bambini. I sistemi in vigore sono discriminatori e opprimenti, poiché mirano a mantenere lo status quo: si tutelano i diritti del padre, indipendentemente da che tipo di padre sia, e questo gli permette di punire e torturare la donna attraverso i bambini quando questa si sottrae al suo diretto controllo. Giudici, funzionari e professionisti stanno permettendo che i diritti umani e civili delle donne vengano impunemente violati.”

L‘estate prima avevo pubblicato un articolo sulle madri danesi, che nel 2013 si sono rivolte alla Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo per denunciare i casi di sottrazione di minori da parte delle autorità preposte alla loro tutela: quasi tutte le firmatarie della petizione erano madri che cercavano di ottenere o mantenere l’affidamento del proprio figlio o dei propri figli e/o di proteggere il proprio figlio o i propri figli da un padre violento.

In Spagna El mundo, nel 2014, denunciava una progressiva diminuzione degli ordini di protezione:

A nulla sembrano valere gli avvertimenti degli esperti che da anni sostengono che chi maltratta le donne non è un buon padre; né gli articoli di legge che parlano di “interesse superiore del minore”, né l’annuncio del governo di includere nella legge come vittime di violenza di genere anche i figli degli aggressori… “I giudici non credono che i bambini siano in pericolo, vengono prima i diritti del padre rispetto alla sicurezza del figlio. E così si alimenta lo stereotipo sociale: un padre non può danneggiare suo figlio. Anche le donne lo credono. Per questo motivo tante di loro denunciano gli abusi, ma non vogliono che il padre smetta di vedere i propri figli. Questa violenza è talmente specifica che le autorità pubbliche devono stare assolutamente all’erta, ogni volta”.

Il risultato sono 31 bambini uccisi in sette anni, 31 bambini uccisi dal padre nel corso di visite concesse ad un padre denunciato per maltrattamenti e abusi.

Nel dicembre scorso una denuncia analoga arrivava dalla Gran Bretagna, dove il quotidiano The Guardian titolava: Child removals mark a return to Victorian values (la sottrazione di minori segna un ritorno a valori di stampo vittoriano).

Ne traduco un passo:

La violenza domestica è al momento il pretesto più comune per la rimozione del minore. Il Family Rights Group ha rilevato che “la violenza domestica ha superato la malattia mentale dei genitori o l’abuso di droga o alcol come la causa più comune degli interventi a tutela dei minori”. Ispettorato di Sua Maestà di Constabulary riferisce che casi di violenza domestica sono aumentati del 31% tra il 2013 e il 2015. Ma mentre le madri vengono punite con l’allontanamento dei figli, motivato dal fatto che non sono state in grado di proteggerli, i padri violenti spesso ottengono il diritto di visita o addirittura l’affido.

Women’s Aid ha lanciato recentemente la campagna Child First, per denunciare il fatto che i Tribunali impongono alle coppie, in sede di divorzio e separazione, accordi che non tengono in nessun conto i pericoli che possono correre i minori coinvolti quando uno  dei genitori è un maltrattante:

“Il Tribunale è quel luogo nel quale lui può continuare ad abusare di noi, in modo ancora peggiore. Le mie parole non sono state prese in considerazione, nessuno mi ha ascoltata. E il risultato è che i miei figli hanno sofferto”: questa è una delle testimonianze riportate nel sito di Women’s Aid.

Arriviamo all’Italia, e al caso del piccolo Mario (il nome è di fantasia), 8 anni, raccontato da newsicilia.it, lavalledeitempli.net e LiveSiciliaCatania.

Da quel che leggiamo, abbiamo un coppia separata, il cui padre, come evidenziato dai periti del Tribunale, presenta “considerevoli tratti di personalità narcisistica, paranoide, ossessiva-compulsiva che meritano un’adeguata attenzione clinica”.

Ma non è tutto. A quanto pare questo padre, “a seguito di macabri racconti del bambino“, è stato anche querelato per il reato di cui all’art. 609 bis del codice penale: violenza sessuale.

Non sappiamo a che punto siano le indagini in merito alla fattispecie penale, sappiamo soltanto che “il Dott. Rio Bianchini, Specialista in Neuropsichiatria Infantile, e la Psicologa Dott.ssa Rosemarie Pulvirenti, nella relazione neuropsichiatra sul minore redatta l’1/3/2016 hanno analiticamente e puntualmente evidenziato come il bambino, seppur sereno nel contesto in cui vive, abbia subito dei traumi indelebili e che la figura paterna sia per il piccolo fonte di ansia di elevata intensità.

Sappiamo anche, ne avevo parlato in un post e anche in un successivo approfondimento, che per la giurisprudenza la presunzione di innocenza, di cui gode l’imputato sino alla condanna, fa sì che anche una denuncia tanto grave non possa costituire un ostacolo “assoluto” alla frequentazione fra un figlio e un genitore, neanche quando quel figlio forse è vittima di abusi da parte di quello stesso genitore col quale lo Stato si preoccupa tanto di garantire un legame affettivo, neanche quando quel figlio protesta e soffre.

Mario sta male: al momento patisce a causa di “epistassi, calo dell’alimentazione, enuresi notturna, disturbi del sonno, comportamenti aggressivi e autolesionistici“. E tutto questo perché quel padre non lo vuole incontrare.

Ma la neuropsichiatra infantile del Comune di Giarre e l’assistente sociale del Comune di Riposto questo padre glielo vogliono imporre a tutti i costi, al punto che sono arrivate a minacciare la madre di rinchiudere il bambino in una casa famiglia, se non collaborerà a forzarlo in questo senso.

In questi giorni moltissima gente ha speso fiumi di parole in difesa dei diritti dei bambini. Ho letto a destra e a manca “i bambini hanno diritto ad una mamma e ad un papà”.

Per come la vedo io, i bambini hanno il diritto di essere amati ed accuditi da adulti in grado di garantire loro una vita sana e felice.

Cosa possa guadagnare il piccolo Mario dall’essere trascinato contro la sua volontà da un padre che gli procura “epistassi, calo dell’alimentazione, enuresi notturna, disturbi del sonno, comportamenti aggressivi e autolesionistici“, un uomo che forse è solo disturbato, ma forse ha abusato sessualmente di lui, io non riesco a comprenderlo.

Vorrei che tutta questa gente che si erge in difesa dei bambini aprisse gli occhi di fronte ad un fenomeno di così vaste dimensioni che si estende ben oltre i confini del nostro paese, che evidenzia come tutta la retorica intorno al valore della cosiddetta bigenitorialità non è solo incompleta, ma per le vittime di violenza è sempre più pericolosa, e che lo facesse prima che Mario accada di essere portato via dalla sua mamma, subendo così un ulteriore, terribile trauma.

 

Per approfondire:

Traumi infantili, salute e violenza domestica

I bambini hanno bisogno di essere protetti dai genitori abusanti

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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2 risposte a I diritti dei bambini

  1. salvo ha detto:

    Una logica semplice e scarna — per il bene di un bambino (e anche non-bambini).

    (i) I bambini hanno “… hanno il diritto di essere amati ed accuditi da adulti in grado di garantire loro una vita sana e felice”.
    (ii) solo gli adulti che vogliono accudire i bambini per garantire loro una vita sana e felice possono essere genitori;
    (iii) questi adulti possono essere sia genitori biologici-genetici e sia non biologici / genetici; (1)
    (iv) la caratteristica comune alle due classi di adulti — genitori biologici-genetici e non biologici / genetici.–e’ il loro desiderio e la loro capacita’ di accudire i bambini per garantire loro una vita sana e felice.
    (v) “i bambini hanno diritto ad una mamma e ad un papà biologico-genetico se, e solo se, questi genitori biologici genetici garantiscono loro una vita sana e felice;
    (v) essere genitore biologico/genetico non e’ ne’ necessario ne’ sufficiente per essere un genitore che vuole accudire i bamini per garantire loro una vita dana e felice.
    ****
    Nota #1: Questa distinzione poi si applica alle famiglie, che possono essere composte sia da genitori biologici e sia da genitori non-biologici; la classe di famigle con genitori non-biologici e’ aperta a una tipologia di famiglie aperta …ci possono essere un numero grande ti tipi di famiglie con genitori non-biologici.

  2. Anna Maria verteramo ha detto:

    Sono felice che tu sia tornata vorrei riuscire anche io a fare qualcosa ma nn so come nn so dove o quando. Mi sento sconfitta è morta dentro

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