La colpevolizzazione della vittima: accade anche agli uomini

Con colpevolizzazione della vittima si intende quell’atteggiamento assunto da chi ritiene la vittima di un crimine o di altre sventure parzialmente o interamente responsabile di ciò che le è accaduto.

colpevolizzazione_vittima

L’omicidio di Luca Varani, che in questi giorni occupa quasi interamente le pagine di cronaca nera, è particolarmente efferato, e i dettagli rendono difficile, da un punto di vista emotivo, ogni approfondimento, almeno per me.

Non è dell’aggravante della crudeltà e dei futili motivi che vorrei discutere oggi, bensì di una dichiarazione di Vladimir Luxuria pubblicata sull’Huffington Post, che mi ha turbata.

Sul fatto, poi, che la vittima fosse un ‘omofobo’, come alcune persone hanno detto, anche in questo caso Luxuria ha la sua opinione: “Spesso, la storia e i fatti lo dimostrano, i più grandi omofobi sono dei gay repressi, quindi indagherei anche su questo altro aspetto. La vittima era poco più che ventenne e aveva la fidanzata, ma cosa ci stava a fare di venerdì sera in un appartamento della periferia romana con due ragazzi dichiaratamente omosessuali e amanti dello sballo in tutti i sensi, invece di stare con lei? La risposta è decisamente ovvia”.

Qualsiasi fosse il motivo che ha spinto Luca Varani a recarsi nell’appartamento di due ragazzi dichiaratamente omosessuali, non può in nessun modo giustificare il fatto che è stato drogato, seviziato e quindi ucciso.

L’accenno al fatto che Luca Varani stesse tradendo la sua fidanzata – un modo per accennare ad una sua discutibile moralità e quindi descriverlo come un soggetto da condannare per il suo comportamento – rende particolarmente odioso il suggerimento di indagare sui suoi trascorsi di “gay represso”.

L’atteggiamento noto come “colpevolizzazione della vittima” è da tempo oggetto di analisi, soprattutto da parte di qualsiasi donna che si interessi di femminismo: quando una donna viene aggredita l’opinione pubblica si affretta a disquisire sulle sue abitudini, sul suo abbigliamento, sul suo passato.

E’ ancora aperta la ferita inflitta a tutte le donne dalla sentenza della Corte d’Appello di Firenze, che assolse gli imputati dall’accusa di stupro farcendo le motivazioni con una serie di giudizi morali sulla vita sessuale della presunta vittima, riportandoci immediatamente alla mente il celebre “Processo per stupro” del 1979.

A Vladimir Luxuria vorrei far notare che il suo suggerimento non è così lontano dall’atteggiamento di un Mario Adinolfi, che non perde occasione per offrirci prove della sua incontenibile omofobia.

Perché un eterosessuale fidanzato non dovrebbe entrare in un appartamento con due omosessuali dichiarati? L’unico motivo per cui un omosessuale potrebbe decidere di invitare qualcuno in casa è abusarne sessualmente, torturarlo o ucciderlo? Dovrei forse ignorare qualsiasi invito mi provenga da un’amica lesbica?

Forse, ora che ad essere colpevolizzato è un uomo, quello che le donne cercano di spiegare da tempo potrà risultare più chiaro…

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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17 risposte a La colpevolizzazione della vittima: accade anche agli uomini

  1. Emanuele Di Felice ha detto:

    Se la vittima fosse stata una donna, non avrebbe portato il discorso sul piano personale della vittima. Chi potrebbe farlo senza essere “fucilato” da pallottole di carta femministe?.

  2. nerodavideazzurro ha detto:

    Purtroppo è così, come tante donne che giustificano ancora il marito violento non denunciano così tanti gay diventano a loro volta “sessisti di rimando” più o meno consapevolmente. Forse Luxuria poteva risparmiarsi in questo caso queste parole che nel contesto particolare risultano infelici. Che poi, si sa che un sacco di presunti etero sonocriptochecche, nulla di nuovo di cui prendere atto, e se è vero che c’è ancora chi ha pregiudizi al riguardo è vero pure che nel caso in oggetto l’aspetto è quanto meno secondario, anzi: a voler forzare all’estremo si rischia di far passare l’idea che tutti i gay sappiano divertirsi solo in modi “poco ortodossi”, e questo è un autogol colossale.

  3. Paolo ha detto:

    Luxuria non mi è piaciuta per niente qua in effetti

  4. IDA ha detto:

    è terribile! è terribile la storia, i discorsi che fanno, sono terribili le ex. luxuria forse si è spiegata mala per telefono, ma è terribile. 😦

  5. IDA ha detto:

    Scappa un leone da un circo, o da uno zoo, fate voi, è confuso, impaurito e affamato.
    Entra in una strada affollata. Nel fuggi-fuggi, rimane solo un bambino, impietrito dalla paura. Prima che il leone riesca ad avvicinarsi al bambino, arriva un giovane e porta in salvo il bambino. In seguito arrivano i guardiani e si portano via il leone.
    Ad assistere alla scena c’era anche Adinolfi, non vuole perdersi l’occasione di intervistare il giovane eroe che ha salvato un bambino dalle fauci di un leone. Sarà certamente un sostenitore della “famiglia tradizionale”, visto che salva i bambini. Ma viene a sapere che quel giovane è gay, torna a casa e sul suo profilo di facebook scrive: “ Gay, toglie cibo di bocca ad un povero padre di famiglia africano.”

  6. Aldo ha detto:

    Credo che Lussuria si riferisse più che altro alla acclarata prostituzione del Varani, che a quanto pare non era la prima che intratteneva rapporti omosessuali per denaro pur postando poi su FB inni alla famiglia tradizionale, o

    • E’ indubbio che lo sciacallaggio operato da personaggi come un Adinolfi, che mi astengo dal definire – è inqualificabile. Ciononostante bisogna stare molto attenti quando ci si esprime, soprattutto nel rispetto della vittima. Qualunque fosse il motivo che ha spinto il ragazzo in quell’appartamento, non sminuisce l’accaduto.

    • Tiziana ha detto:

      a dire òla verità di acclarato non c’è proprio nulla a riguardo.

  7. Emanuele Di Felice ha detto:

    “reagire ad una violenza nel nostro ordinamento si chiama legittima difesa”, affinché si possa parlare di legittima difesa il pericolo deve essere attuale e reale. Uccidere un uomo in altri casi si chiama vendetta o giustizia-fai-da-te: che non è presente nel nostro ordinamento. Inoltre, dai per scontato che ogni parola delle donne è vera e mai strumentale(tanto la vittima non obietterà alcunché).

    Se Parolisi fosse stata la vittima, una motivazione della sentenza di quel tipo non sarebbe stata “impugnata” da alcuna femminista, Murgia compresa.
    Se scrivessi che una donna uccisa se l’è cercata sarei “fucilato” da pallottole di carta, ma se scrivessi il contrario resterei “impunito”. Mi sbaglio?.

    O.T. ma non troppo.
    “Festeggiato con Noemi(cantante ndr) che scherza: «Gli uomini accettino il fatto che siamo migliori di loro»”, se un cantante dicesse :”le donne accettino il fatto che siamo migliori di loro”, sarebbe finito sulle prime pagina dei giornali tacciato di sessismo.
    E come sempre, anche lei non spiega l’origine della superiorità femminile.

    • Noemi
      Grazie per aver citato Noemi. Così forse comprenderai che il femminismo non ha nulla a che fare con un’idea di relazione fra i generi come rapporto gerarchico: migliori, peggiori, superiori, inferiori… tutti aggettivi che non spettano a nessuno solo in virtù del suo sesso. Noemi non lo sa. E infatti…

  8. Tiziana ha detto:

    Ho fatto la tua stessa identica riflessione proprio u questo caso.
    si sentono ormai spesso cose come:”embè però se era un bravo ragazzo perchè ha accettato di andare ad un festino gay dove c’era la coca?” (uno può anche non saperlo, ad esempio, oppure può pensare che se la prendono gli altri ma lui no…), o anche come hai detto tu “perchè è andato in casa di quei due sapendo che erano gay?” (perchè, adesso uno non può andare in casa di qualcun’altro se questi è gay?!), e altre scempiaggini del genre. prova che queste cose non succedono solo alle donne, e aggiungerei che nel caso in questione fa specie che a dire una cosa del genere sia stata Luxuria, una persona che questo tipo di discriminazioni dovrebbe conoscerle personalmente.
    Aggiungiamo poi quelli che dicono “ah però hai visto, su Fb aveva scritto un post contro la Kyenge e uno contro i matrimoni gay!” come per dire che non solo se l’è cercata, ma se l’è pure meritata…

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