I’m worried

worried

Bon’t worry, ci dice il sito dedicato, “è un’associazione ONLUS che lotta contro le violenze di genere e soprattutto contro gli abusi verso le donne, bambini.

Fra i soci onorari dell’associazione troviamo l’Arcivescovo Angelo Scola, quello – per capirci – protagonista della vicenda della comunicazione agli insegnanti di religione della Diocesi di Milano, che si proponeva di “valutare in modo più preciso la situazione e l’effettiva diffusione dell’ideologia del `gender´“.

Scola è anche l’autore de Il mistero nuziale”, un volume che celebra l’indissolubilità del matrimonio… un “valore” che male si sposa con la violenza domestica.

Un volume che, qualche anno fa, diede l’occasione a Marina Terragni di intervistarlo a proposito della morte del patriarcato:

“se per patriarcato intendiamo il sistema di dominio degli uomini sulle donne, direi di sì, che è finito, almeno nelle sue espressioni più clamorose e triviali. Ed è iniziato lo smarrimento maschile”

spiegava Scola

“Che le donne si sottraessero a un’oppressione millenaria è stato giusto. Ma il prezzo ingiusto è stata la perdita della loro identità profonda. Quel talento che Giovanni Paolo II chiamava genio femminile: il fatto di saper tenere il posto dell’“altro”.

Il motivo per cui una donna libera dall’oppressione si riveli una donna deprivata del suo “genio femminile”, mentre una donna oppressa riesca a rimanere in contatto con la sua “identità profonda”, è uno di quei misteri della fede che da miscredente non mi metto neanche ad indagare. Però non posso fare a meno di chiedermi: non sarà che il “genio femminile” tanto rimpianto non riesca a fare a meno della dominazione maschile?

Tra l’altro il patriarcato non solo non mi sembra morto, ma io lo vedo in ottima salute.

Altro socio onorario della ONLUS è Silvio Berlusconi, sul quale non occorre che vi scriva nulla, visto che il suo atteggiamento nei confronti delle donne  è stato già ampiamente analizzato, ad esempio dall’antropologa Amalia Signorelli, che in una puntata di Ballarò spiegò in che modo la sua immagine pubblica abbia contribuito al recupero di un concetto arcaico di mascolinità, il cui valore dipende  dalla “quantità bulimica delle prestazioni femminili che si può pagare“.

Veniamo ora all’assistenza psicologica offerta dall’associazione.

bontworryLa prima cosa che notiamo è che l’utenza è definita con l’espressione “le nostre ragazze”.

“Ragazza” è un termine che può andare bene per un’adolescente, una studentessa liceale o al massimo per un’universitaria; utilizzarlo nella promozione di un servizio che si rivolge a donne di tutte le età indica chiaramente la volontà di condurre le utenti in un processo di infantilizzazione, processo nel quale gli “esperti” assumono il ruolo degli adulti responsabili di prendere per mano queste bimbe sperdute, che iniziando il percorso con l’associazione perdono  autonomia, come indicato dall’aggettivo possessivo “nostre”.

Una visione del percorso di uscita dalla violenza decisamente agli antipodi rispetto alla metodologia dei centri antiviolenza, che non “prendono possesso” della donna, bensì affermano:La donna che vi si rivolge ai Centri è soggetto agente, attrice principale del suo percorso di uscita della violenza, un percorso che la porta a riprendere in mano la sua esistenza.

La donna, non la ragazza, e men che meno la “ragazza di qualcuno”.

Ma chi coordina questo servizio di sostegno alle vittime?

Il Dottor Gaetano Giordano, direttore del Centro Studi Separazioni e Affido Minori.

Ricorderete Giordano come l’autore dell’articolo “Signore Schiattose e bla bla bla“, nel quale difendeva Hunziker e Bongiorno e l’alienazione genitoriale, o nel suo ruolo di difensore dei siti-clone, che andavano molto di moda qualche anno fa e che riprendevano l’intestazione di blog dedicati al tema della discriminazione di genere per diffondere contenuti misogini.

I suoi commenti li trovate qui, commenti nei quali spiega:

[Le pagine in questione] Denunciano poi come alcuni centri antiviolenza sembrano in primis tesi a criminalizzare il maschio in quanto tale, con un razzismo di genere (ad es.: nessun centro antiviolenza pubblicizza la possibilità di tutela per lesbiche maltrattate, fenomeno iper-sommerso!).
Denunciano poi come la pratica della falsa accusa sia una prassi frequente nelle separazioni conflittuali, tesa a estromettere l’altro dal contatto con la prole.

Oppure ricorderete le sue teorie sull’inesistenza della violenza di genere, espresse nel 2012, quando citava la celeberrima Erin Pizzey:

Il movimento femminista ovunque ha distorto il problema della violenza domestica per i propri fini politici e per riempirsi i portafogli. […] Osservai le femministe costruire le loro fortezze di odio contro gli uomini, dove insegnavano alle donne che tutti gli uomini erano stupratori e bastardi.”

sostenendo, tra le altre cose, che le donne che si rivolgono ai centri antiviolenza sono, per la maggior parte, “donne inclini alla violenza“.

Ecco, questo è l’uomo scelto per coordinare il servizio di accoglienza delle donne vittime di violenza di genere, un uomo convinto che “violenza di genere” sia un’ espressione inappropriata e discriminatoria nei confronti del genere maschile, convinto che si dovrebbe continuare a diagnosticare la Pas perché “le false accuse sono una prassi frequente nelle separazioni conflittuali” e  affascinato dalle teorie di una donna, Erin Pizzey, famosa per aver definito così la violenza domestica:

“To me, the definition of domestic violence is quite clear: if you are not in fear of your life, you are not suffering it.”

Se non avete paura di morire, ci dice la Pizzey, se non potete esibire “clear evidence“, prove evidenti, come ad esempio “bruises, cuts, internal organ damage or scars” (contusioni, tagli, danni agli organi interni o cicatrici), non è violenza domestica e non siete legittimate a denunciare il vostro partner.

Il vostro partner vi lancia un bicchiere di vino nel corso della discussione?

Ci dice la Pizzey: “[A]fter all, I’ve been known in my time to lob the odd glass of wine in the heat of the moment. Indeed, there is something frightfully satisfying about chucking wine at somebody.”

Alla Pizzey piace scagliare bicchieri contro la gente. Perché mai una donna dovrebbe pensare di vivere con un uomo violento se questi la bombarda di bicchieri?

Un’opinione, quella di Erin Pizzey, condivisa da molti, visto che, dopo ben 12 denunce, una donna ha dovuto esibire i segni di una mazza da baseball sulla schiena e un naso rotto a morsi per potersi liberare dal suo aguzzino.

Se non avete paura di morire, non è violenza domestica: sarà questo il criterio di valutazione che il team coordinato dal Dottor Gaetano Giordano utilizzerà nel decidere se avviare un percorso con “le ragazze”?

 

A proposito di false accuse:

I miti sul divorzio che mettono a rischio i bambini

Le false accuse e i cerchi nel grano

Le “false accuse” in Australia: gli studi confermano che sono comuni come i quadrifogli

Madri e bambini ridotti al silenzio

Le false denunce delle donne sono purtroppo vere

Mito e realtà

Sui “falsi abusi”

Ancora le false accuse

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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17 risposte a I’m worried

  1. Dave Brick Pinza ha detto:

    P.s. Da quando Hunziker e Bongiorno hanno portato avanti il loro grande progetto non ho più seguito striscia la notizia…..

  2. Primavera ha detto:

    Io lo stesso Dave…
    Per quanto riguarda il post che dire: RABBRIVIDIAMO!

  3. Il rasoio di Occam ha detto:

    E’ allucinante come la restaurazione patriarcale si fa strada usando il linguaggio dei diritti e del femminismo. E’ il colpo di coda perfetto.
    Tra i soci onorari c’è anche John Travolta, seguace di Scientology.

    Poi offrono un ambiguo servizio di “protezione e investigazione”…sarà gratis? Non si faranno mica pagare dalle vittime di violenza?

    • Un linguaggio che comunque non padroneggia, visto che troviamo scritto “le nostre ragazze”…
      (Travolta in Scientology, davvero? Non lo sapevo!)

    • Emanuele Di Felice ha detto:

      Le vie del patriarcato sono infinite: dei geni del male sono questi uomini!.
      Infatti, come ci insegna la narrazione femminista con la violenza simbolica patriarcale: le donne sono inferiori e gli uomini superiori. Cadono nella misoginia.

      “se non potete esibire “clear evidence“, prove evidenti… non è violenza domestica e non siete legittimate a denunciare il vostro partner”, in quale processo c’è bisogno di prove evidenti per finire in galera? In tutti gli altri processi che non riguardano le accuse femminili contro gli uomini. Che la libertà maschile sia alla mercè della parola femminile.

      Noto che anche Scola, esponente della chiesa sempre nemica delle donne, ha sposato la narrazione femminista della storia.
      “Quel talento che Giovanni Paolo II chiamava genio femminile:”,il genio maschile non si è né perso né mantenuto: semplicemente non c’è ne c’è stato.

      “quantità bulimica delle prestazioni femminili che si può pagare“, se quelle donne hanno venduto il proprio corpo, com’è che solo chi acquista è il “colpevole”?.

  4. Il rasoio di Occam ha detto:

    Tra l’altro mi sembra anche in contrasto con la missione…così si incoraggia una donna a ricorrere alla protezione dei privati invece che alle autorità.

  5. ladymismagius ha detto:

    Ma che diamine dovrebbe voler dire “Bon’t worry”?

  6. Paolo ha detto:

    gli stessi che lottano contro la violenza sulle donne sono quelli che la avallano. Andiamo bene..

  7. Andrea Mazzeo ha detto:

    Come può un accanito e indomito sostenitore della PAS, la cosiddetta sindrome che serve a occultare la violenza sulle donne e gli abusi sessuali sui bambini, riciclarsi a consulente di un centro antiviolenza? Come può farlo uno che ha pubblicato articoli che negano la violenza sulle donne? Uno che gestisce decine di blog che negano la violenza sulle donne con il nick Doppiotrickster? Uno che ha gestito la falsa pagina No violenza donne, quella dei 400.000 like, poi venduta a un’azienda pubblicitaria? Ennesima mistificazione contro le donne.
    Un esempio:
    http://www.comunicazionedigenere.it/2010/07/la-pas-una-forma-di-pedofilia-affettiva-e-chi-la-nega-opera-psicologicamente-con-le-motivazioni-e-gli-argomenti-del-pedofilo/
    E che centro antiviolenza è quello composto da questo tipo di personaggi?

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