Le conseguenze negative dell’associare l’aggettivo “naturale” alle campagne che promuovono l’allattamento al seno

80x180

Una traduzione da Does it hurt to call breastfeeding “natural”?, di Jessica Martucci and Anne Barnhill, autrici di “Unintended Consequences of Invoking the ‘Natural’ in Breastfeeding Promotion” (Pediatrics, March 4 2016).

Oggi, le donne incinte e le neo mamme si imbattono nel mantra ‘al seno è meglio’ dietro ogni angolo. Oltre all’esaltazione dei benefici per la salute dell’allattamento al seno, le campagne di promozione si riferiscono regolarmente all’allattamento al seno definendolo il modo ‘naturale’ di nutrire i neonati. Studi recenti hanno messo in discussione l’entità dei benefici dell’allattamento al seno, e sta anche prendendo piede una critica etica del tenore delle campagne di promozione, accusate di essere dispotiche e stigmatizzanti. Nonostante lo svilupparsi di una prospettiva critica sulla questione, poco è stato detto finora sull’allattamento al seno lodato come il modo ‘naturale’ per nutrire i neonati.

Come abbiamo discusso nel nostro articolo sulla rivista Pediatrics, parlare di ‘modo naturale’ nelle campagne di salute pubblica è una lama a doppio taglio, una scelta linguistica tutt’altro che innocua. Mentre le autorità sanitarie e gli esperti concordano in generale che l’allattamento al seno è importante per l’infante e la salute dei bambini, non si è riflettuto sulle implicazioni del promuovere l’allattamento al seno come ‘naturale’. Usare questo termine trasmette il messaggio che un approccio ‘naturale’ alla salute e alla genitorialità è intrinsecamente migliore e più sano, il medesimo argomento usato dal movimento anti-vaccinazioni a scapito della salute pubblica.

 

naturale1

Non c’è bisogno di grandi ricerche in internet per trovare alcune delle implicazioni potenzialmente problematiche di una campagna costruita intorno all’argomento “naturale è meglio”. La ricerca dell’espressione ‘vivere naturale’ ci rimanda ad una gran varietà di siti dedicati alla genitorialità naturale. Questi blog e siti spesso discutono pratiche e idee che spaziano dal parto in casa, al consumo della placenta dopo la nascita fino all’homeschooling, l’allattamento al seno, l’omeopatia. Ma sono anche luoghi dove ci si imbatte in scrittori e commentatori che esprimono preoccupazioni circa la necessità e la sicurezza delle vaccinazioni nell’infanzia e nella promozione dell’immunizzazione attraverso il ‘naturale’ processo di guarigione.

L’epidemia di morbillo del 2014-2015 ha portato il problema dello scetticismo nei confronti dei vaccini di nuovo sotto i riflettori. Alcuni di coloro che si oppongono alle pratiche di vaccinazione in atto credono che i vaccini contengano livelli nocivi di tossine e impurità. Per alcuni, l’opposizione ai vaccini si basa su una specifica, e non necessariamente illogica, visione del mondo basata sul rifiuto di tutto ciò che è fabbricato, sintetico e quindi ‘innaturale’. Gli studi hanno dimostrato che il sentimento anti-vaccini tende a sovrapporsi ad una dipendenza da e all’interesse per la medicina complementare e alternativa, lo scetticismo nei confronti delle istituzioni, e un forte impegno e interesse nelle questioni che riguardano la salute, l’autonomia e uno stile di vita salutare.

Nel frattempo, gran parte del materiale che promuove l’allattamento al seno da parte di organizzazioni che si occupano di sanità pubblica si riferiscono all’allattamento al seno come il modo naturale di alimentare i neonati (vedi l’ Organizzazione Mondiale della Sanità e lo U.S. Department of Health and Human Services).

naturale2

Facendo appello all’aggettivo ‘naturale’ in questo modo si sollevano preoccupazioni di tipo pratico. Un recente report del Nuffield Council on Bioethics esamina il ruolo complicato che la parola ‘naturale’ svolge nel moderno rapporto con la scienza, la medicina e la tecnologia. Gli autori suggeriscono che usare le parole ‘naturale’ o ‘innaturale’ può essere molto problematico, proprio perché questi termini non hanno alcun significato preciso e perché siamo portati a riempirli arbitrariamente di significati che possono essere molto variabili e incoerenti. Se sosteniamo che fare ciò che è ‘naturale’ nel caso dell’allattamento al seno è la scelta migliore possibile, come possiamo aspettarci che le madri ignorino quelle visioni del mondo nelle quali l’aggettivo ‘naturale’ implica altre pratiche riguardanti la salute, come ad esempio la vaccinazione?

Anche se le campagne di promozione dell’allattamento al seno non hanno l’intento di provocare quel rifiuto dell’ ‘innaturale’ che spesso è il sentimento dominante nella propaganda anti-vaccinazioni, il significato e le conseguenze di questo tipo di retorica non possono essere controllati. In questo senso il ‘naturale’ è una lama a doppio taglio nella sanità pubblica. Invece di maneggiarla in modo incoerente dovremmo evitare di fare affidamento su campagne che vi ruotano attorno.

Sullo stesso argomento:

I ruoli: davvero ce la andiamo a cercare?

Annunci

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in attualità, notizie, riflessioni, scienza, società e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

14 risposte a Le conseguenze negative dell’associare l’aggettivo “naturale” alle campagne che promuovono l’allattamento al seno

  1. IDA ha detto:

    Forse sarebbe bene iniziare a lasciarle stare queste mamme. Ricordo che ai miei tempi, l’allattamento al seno era sconsigliato. Non ricordo il motivo. Oggi il ministero ci dice il contrario. ( a parte vorrei chiedere alla Lorenzin cos’è il “villaggio” del Ministero della Salute..)
    L’allattamento artificiale ha un vantaggio, coinvolge fin dall’inizio anche il padre togliendolo come compito esclusivo della madre.

    • C’è anche da considerare che l’allattamento artificiale ha un grosso svantaggio: il costo. Ricordo che nel 2004 scoppiò un polverone quando fu segnalato che la differenza tra i prodotti in vendita nel nostro Paese e all’estero era anche del 400%. Nel2005 il garante sanzionò le sette principali aziende multinazionali (Heinz; Plada; Nestlè; Nutricia; Milupa; Humana e Milte), ritenute colpevoli di aver realizzato “un’intesa che ha avuto a oggetto ed effetto una significativa e consistente alterazione della concorrenza, consistente in un coordinamento delle loro politiche commerciali, e determinando il mantenimento di prezzi assai più elevati rispetto agli altri mercati europei, in violazione dell’articolo 81 del Trattato Ue”.
      10 anni dopo, un’altra denuncia identica: http://www.nonsprecare.it/scandalo-latte-polvere-neonati-prezzi-italiani

      • IDA ha detto:

        Si i prezzi.. pensavo che fosse cambiato qualcosa.. ma vedo che nulla è cambiato.
        Sto parlando dell 89 e il 91, e ricordo che tra latte, pannoloni e accessori vari si spendeva delle cifre enormi. Anche allora si parlava di cartello tra le industrie.
        Sai qual’è la cosa triste.. che ci se ne occupa fin che ne siamo interessate, dopo passa n secondo piano, per lo meno a me è successo questo. E le industrie se ne approfittano.
        Forse è bene iniziare a parlarne un po di più di queste cose.. se lo stesso prodotto in italia costa 112 euro e in germania 12, c’è qualcosa che non va, e sono passati quasi 30 anni e non è cambiato nulla, perchè anche allora si parlava di queste differenze.

  2. Paolo ha detto:

    tutti mammiferi allattano i cuccioli, gli esseri umani sono mammiferi quindi definire l’allattamento “naturale” è tecnicamente esatto.Questo non significa demonizzare una madre che non può o non vuole allattare al seno e ricorre al latte artificiale: io sono per la libertà, chi vuole allattare al seno allatti (anche in pubblico) chi preferisce il latte artificiale lo usi e non venga stigmatizzato.
    Poi sul piano scientifico i benefici del latte materno sono noti (a meno che non si viva in un luogo dalle falde acquifere molto inquinate)

    • Il problema non è il fatto che definire l’allattamento al seno “naturale” sia corretto o scorretto, il problema è associare l’aggettivo “naturale” a concetti come “buono” o “salutare”. Anche i virus e i batteri sono “naturali”, ma certo non li associ ad uno stato di benessere.
      Quello che suggerisce l’articolo è che le campagne che promuovono l’attamento al seno non dovrebbero promuoverlo perché “naturale”, ma per i reali benefici che ad esso sono connessi. Senza dimenticare che non sempre l’allattamento al seno, per quanto “naturale” esso sia, è consigliabile: ci sono circostanze, mediche o pediatriche, nelle quali è sconsigliato, ci sono farmaci e malattie con i quali è incompatibile.

  3. Sofia ha detto:

    L’allattamento al seno è naturale perché biologico, e qualora la madre segua una dieta equilibrata e bilanciata è anche Buono e Salutare . Il latte materno favorisce lo sviluppo di enzimi intestinali indispensabili per la salute futura del bambino e poi dell’adulto. Le ricerche che ne evidenziano i vantaggi sono innumerevoli.
    Questa critica all’aggettivo “naturale” è completamente infondata: non si mina la libertà personale della madre che può ovviamente scegliere tra i due metodi di allattamento, ma allo stesso tempo è molto più logico promuovere un atteggiamento naturale ( poiché appartenente alla specie ), per una volta non si pubblicizza una forma di consumo [ comprare il latte artificiale ] dannosa per l’ambiente, per gli animali e per gli esseri umani.
    Queste forme di protesta, completamente cieca ed irrazionale, contro tutto e tutti è, a mio parere, una forma di auto-sabotaggio delle donne verso le donne.
    Naturale implica un’appartenenza diretta alla Natura, e penso che questo non sia né offensivo né limitante per la libertà decisionale della donna.

    • Ma che c’entra la libertà decisionale della donna? Ti ripeto quello che ho scritto anche a Paolo: Il problema non è il fatto che definire l’allattamento al seno “naturale” sia corretto o scorretto, il problema è associare l’aggettivo “naturale” a concetti come “buono” o “salutare”. Anche i virus e i batteri sono “naturali”, ma certo non li associ ad uno stato di benessere.
      Quello che suggerisce l’articolo è che le campagne che promuovono l’attamento al seno non dovrebbero promuoverlo perché “naturale”, ma per i reali benefici che ad esso sono connessi – che nessuno ha mai negato, neanche gli autori dell’articolo.

  4. Valeria Palazzolo ha detto:

    La campagna sull’allattamento al seno ha caratteristiche fortemente colpevolizzanti per le donne e, come scrive l’autore dell’articolo,l’efficacia dell’allattamento sulla prevenzione di molte patologie dell’infanzia e dell’età adulta è stata fortemente ridimensionata. D’altra parte non è che la generazione cresciuta negli anni 60 e 70 a latte artificiale sia così sfigata e malaticcia rispetto a quelle successive, mi pare. La verità è che la retorica dell’allattamento è parte consistente della retorica ricattatoria della maternità che si è andata affermando negli ultimi anni.

    • Paolo ha detto:

      anch’io ho avuto il latte artificiale dopo tre mesi e sto bene, credo che nessun medico serio affermi che col latte artificiale si viene su storpi, e io sono controla colpevolizzazione delle scelte materne in merito all’allattamento (e non solo)

  5. paolam ha detto:

    “le campagne che promuovono l’attamento al seno non dovrebbero promuoverlo perché “naturale”, ma per i reali benefici che ad esso sono connessi – che nessuno ha mai negato”. OHHH!!!!! posso dire “Amen”? Aggiungo che l’allattamento al seno è il migliore e, n quanto tale, consigliabile. Tranne nei casi in cui esso è impossibile oppure sconsigliabile. Non dovrebbe essere così difficile da capire!

    • Repetita iuvant? Speriamo 🙂

    • Valeria Palazzolo ha detto:

      Consigliabile come tante cose, come per esempio crescere a Selva di Val Gardena invece che nel centro di Milano. Fatto sta che molte persone, per ragioni varie, continuano a far crescere i bambini nel centro di Milano e non a Selva di Val Gardena; così come esistono madri che non possono o addirittura non vogliono allattare: questo non fa di loro dei mostri e non farà necessariamente dei loro bambini dei malati cronici.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...