Le donne da mettere a tacere

zittire

Sister Survivor, un collettivo di sopravvissute alla tratta, ha organizzato un convegno dal titolo “World’s oldest oppression” (la forma di oppressione più antica) presso la RMIT University di Melbourne, Australia, dedicato al tema della prostituzione, che avrà luogo proprio questo weekend.

Nel corso del convegno sarà presentato al pubblico il libero “Prostitution Narratives: Stories of Survival in the Sex Trade“, una raccolta di testimonianze di donne che non amano definire la loro esprienza nella prostituzione “sex-work”, ma preferiscono il termine “sopravvissute”.

Testimonianze come quella di Simone:

“I was about 23 and I needed money. I’d had sex with people I didn’t like very much before, why not get paid for it?

“Like the women around me, I took different kinds of medication. Then they can do whatever they want with you. You need to disassociate and leave your body. I used diazopenes. You couldn’t drink on the premises but I made up for it at home.

“I was in the higher end of prostitution, massage parlours and illegal brothels, as well as some street prostitution. People say [street prostitution] is dangerous, but women in brothels have about the same amount of time to gauge if a man is going to be violent — and you get to keep all the money.”

“It’s all on the paradigm of male violence against women. It isn’t a job like any other. Men who buy women for sex have no respect for women.”

“Avevo circa 23 e avevo bisogno di soldi. Avevo già avuto rapporti sessuali con persone che non mi piacevano molto, perché non essere pagata per farlo?

“Come le donne intorno a me, ho preso diversi tipi di farmaci. Possono fare ciò che vogliono con te. Hai bisogno di dissociarti e abbandonare il tuo corpo. Ho fatto uso di diazopene. Non si poteva bere nei locali, ma bevevo una volta a casa.”

“Sono stata nei luoghi migliori, saloni di massaggio e bordelli illegali, così come per la strada. La gente dice che [la prostituzione in strada] è pericolosa, ma le donne nei bordelli hanno più o meno la stessa quantità di tempo per valutare se un uomo sarà violento – e ti puoi tenere tutti i soldi ”

“Riguarda la violenza maschile contro le donne. Non è un lavoro come un altro. Gli uomini che comprano le donne per il sesso non hanno alcun rispetto per loro”.

Simone, che oggi ha 48 anni e non è più una prostituta, è la dirigente nazionale della Nordic Model Australia Commission.

Poi c’è Annabelle, abusata sessualmente quando era bambina, che racconta “Once you have been violated in this way, there is a sense you can never get back what was taken. It’s like an invisible force pulling you in.”: “quando sei stata violata in quel modo, c’è un senso di te che hai perso per sempre. E’ come una una forza invisibile che ti trascina.”

Secondo Annabelle non si può parlare di “libera scelta”, quando si parla di prostituzione, perché

“I believe all prostituted women are held captive, not just physically as in the case of trafficked women, but by the lies of the sex industry.”

Ci sono le donne trafficate, quelle fisicamente prigioniere nella prostituzione, ma ci sono anche le donne imprigionate dalle bugie dell’industria del sesso.

Un’industria che non ti prepara ad esperienze come quelle che Annabelle ha vissuto nel bordello dove lavorava:

“I told him he was hurting me but he ignored that and finished what he was doing. It seemed as though he was expecting me to tell him how much I had enjoyed myself.”

“Gli ho detto che mi stava facendo male, ma mi ha ignorata e ha finito di fare quello che stava facendo. Dopo sembrava quasi che si aspettasse che gli dicessi quanto mi era piaciuto.”

Se i media ci raccontano spesso e volentieri le storie di sex-worker ricche e felici della loro condizione, il convegno “World’s oldest oppression” vuole dare voce a tutte le donne come Annabelle, come Simone, come Rachel Moran, co-fondatrice di Space International, un’organizzazione di sopravvissute che promuove il cosiddetto modello nordico (quello recentemente approvato in Francia), affinché possano raccontare l’altra faccia della prostituzione, quella degli abusi perpetrati da magnaccia e clienti, quella della dipendenza da alcol, droghe e farmaci, quella che lascia le donne profondamente segnate dall’esperienza.

Qualcuno ritiene che queste donne non dovrebbero avere il diritto di parlare.

La protesta è partita dal blog di una attivista per la regolamentazione del sex work, che ha invitato i suoi lettori ad intervenire contro il convegno usando “an anonymous Twitter/Facebook/Email account” per  “write to RMIT to express concerns about the Conference to the University Chancellor”, ovvero esprimere la propria preoccupazione nei confronti dell’iniziativa dell’Università (Università che non patrocina ufficialmente l’evento).

Secondo che ritiene che il convegno non dovrebbe avere luogo, l’iniziativa sarebbe un “attempt to silence our voices”, che risulterebbe in un aumento di “stigma and harm against sex workers”.

La richiesta di chi protesta è di negare alle sopravvissute un palcoscenico dal quale raccontare le loro storie, perché questo “ridurrebbe al silenzio le sex-workers”, danneggiandole ed aumentando lo stigma sulla loro professione.

Piuttosto paradossale il fatto che chi chiede a gran voce ad altre donne di stare zitte lo faccia lamentandosi di essere messa a tacere…

Una ex prostituta non dovrebbe avere il diritto di raccontare la sua personale esperienza, se questa ricomprende la descrizione del danno fisico e psicologico inflitto dagli abusi, dal costante esercizio di alienazione dal proprio corpo, dall’abuso di sostanze per sopportare il disagio e il dolore, perché – ci viene detto – è un comportamento “discriminatorio”.

Da quando raccontare di sé è discriminatorio?

Si può non essere d’accordo con la diffusione del modello nordico, ma è questo il modo di argomentare?

 

 

Sullo stesso argomento:

La vita di un’attivista contro il sistema prostituente

Serafina, la strega tagliacazzi

Femme Fatale contro l’inganno del “sex work” come empowerment

Kattia, la prostituta felice

Turn on the light: quelli che si nascondono all’ombra dei manifesti

Douglas Fox e Amnesty International

Sfruttatori che si spacciano per sex-workers

Giornali che censurano la verità sulla prostituzione, magnaccia che si travestono da difensori delle prostitute

Chi rappresenta l’International Union of Sex Workers?

La versione del pappa (e quella mainstream)

La potente lobby dei prosseneti spagnoli

Annunci

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in attualità, notizie, politica, riflessioni, società e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

149 risposte a Le donne da mettere a tacere

  1. IDA ha detto:

    La stessa argomentazione, viene riproposta verso le ex- attrici porno. Non hanno diritto di parola, non si argomenta le loro testimonianze dell’industria del porno, ma si abbatte la loro credibilità. Si dice che erano delle deboli, non erano adatte a fare quel mestiere, erano svogliate, delle fannullone, sfaticate e pigre. Quello che c’è d’interessante che queste argomentazioni, una volta erano portate avanti dai padroni e produttori dell’industria pornografica, oggi non più, ci sono addirittura le “femministe”, quelle “pro”.
    Stesso discorso vale per la prostituzione, che novità c’è? I magnaccia l’hanno sempre detto: l’ha scelto lei, è una puttana. Certo la lingua si evolve i magnaccia e i papponi oggi si chiamano imprenditori ma anche sex-workers, che tanto è un termine talmente generico che alcuni siti porno, classificano come sex-workers anche gli utenti registrati. Quindi quando dicono che le testimonianze delle sopravvissute danneggiano le sex-workers, possono anche avere ragione, perché non si sa a chi si riferiscono.
    Nella nostra società capitalista, ogni subordinazione viene sfruttata a vantaggio del profitto, ogni disuguaglianza, sessismo, razzismo, serve per gestire il potere. La subordinazione del lavoro viene accettata per la necessità di disporre di un reddito. Vendere la propria capacità e il proprio lavoro fa parte di una violenza usuale e diffusa. La prostituzione ha a che fare con il ruolo imposto alle donne, storicamente ma non solo, anche oggi, per molte era ed è l’unica possibilità di disporre di un reddito. Prima la prostituta era una donna “malata” ed “egoista”, oggi una donna “libera”. Ma non è cambiato nulla, c’è chi vende e chi compra, c’è chi vende e chi fa profitti. Viene giudicato e responsabilizzato, sempre chi vende, ma MAI chi compra e fa profitti.

    • Paolo ha detto:

      bè anche gli attivisti anti-porno svalutano le testimonianze di attrici porno non pentite dicendo che sono tutte “complici e vittime del patriarcato”. I pro-porno esattamente come gli anti-porno ammettono come vere solo e soltanto le testimonianze che supportano le loro idee, non c’è nulla di male in questo ma almeno lo si ammetta

      • A me non risultano appelli online per impedire alle attrici porno di raccontare pubblicamente la loro felicità. Se ne sei corrente, me li linkeresti?

      • IDA ha detto:

        No, Paolo.. non vengono ne svalutate ne sminuite, neppure considerate vittime. Di alcune è sollevato il problema di un conflitto di interessi dal momento, che non fanno più le attrici porno, ma fanno le produttrici. Di altre tipo Valentina Nappi, è sempre stata criticata per quello che diceva, ma mai nessuna le ha detto che non deve parlare. Il problema è che non parlano, ne quelle in attività ne quelle ex. Quello che viene detto dalle ex, non viene mai smentito da nessuna, ma si limitano a dire che a loro non è mai capitato, che non lo hanno mai visto. Che ne hanno sentito parlare.

  2. salvo ha detto:

    L’ipotesi di base di Amartya Sen, che e’l’economista / filosofo che piu’ ha spinto questo pensiero eterodosso (non ortodosso): “non c’e’ scelta (choice – and exit) senza un’autonomia economica personale (del mercato, capitalista e non).

    https://en.wikipedia.org/wiki/Amartya_Sen
    http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/economic-sciences/laureates/1998/sen-bio.html
    http://scholar.harvard.edu/sen/home
    http://www.econlib.org/library/Enc/bios/Sen.html

    1990. “Food, Economics, and Entitlements.” In Jean Drèze and Amartya Sen, eds., The Political Economy of Hunger. Vol. 1: Entitlement and Well-Being. Oxford: Oxford University Press, 1990.
    1990. “More than 100 Million Women Are Missing.” New York Review of Books, December 20.

  3. Zorin ha detto:

    Le campagne per far tacere gli altri sono sempre sbagliate, pure se questi “altri” sono persone che sostengono la criminalizzazione del tuo lavoro.
    Questa campagna e’ sbagliata al pari di quella che vuole far chiudere il sito http://www.gnoccatravels.com/

    Sei contro anche questa seconda campagna, vero?

      • Zorin ha detto:

        Paragono due situazioni analoghe: in entrambi i casi si invoca di far tacere delle voci che non si condividono, nel primo caso voci di ex prostitute, nel secondo caso voci di clienti che si scambiano consigli e informazioni su un sito web.

        Sei contraria alla campagna che chiede la chiusura di http://www.gnoccatravels.com si o no?

      • Il paragone non regge, perché il sito gnoccatravels è un forum che promuove il turismo sessuale e nega sistematicamente l’esistenza del problema della schiavitù e della tratta di esseri umani.
        Leggendo le recensioni dei clienti, è facile comprendere che la maggior parte delle donne descritte sono tutt’altro che libere “sex workers” (come invece sostengono i suoi utenti). Ti cito una recensione tratta dal forum:
        “Sono tornato da Jakarta. Gnocca pay, essenzialmente hotel travel classic e fashion, altri posticini un pianto
        non sono mai stato schifato tanto in vita mia come in questa vacanza
        (…) il 10% di quelle costrette [e sottolineo COSTRETTE] da mamasan ti fanno schiattare in pancia quando sono in camera
        due hanno pianto con le lacrime, ma sta scema non lo capisco che non ti sto facendo male [?]
        (…) se devo andare a divertirmie vedere le loro facce schifate quando le guardi o quando stanno sotto di te e le stai trombando… ma siamo pazzi. Non credo proprio che ci torno”.
        Quello che fa gnoccatravels è normalizzare e banalizzare lo sfruttamento delle donne in paesi nei quali la povertà e la scarsa scolarizzazione le rendono una categoria particolarmente vulnerabile. Quello che fa gnoccatravels è apologia della schiavitù.

    • Morgaine le Fée ha detto:

      Rammento (per l’ennesima volta) che il modello nordico a cui spesso ci si riferisce, NON criminalizza le prostitute. Se una persona vuole veramente prostituirsi, non viene perseguita penalmente nel modello nordico, puó continuare a farlo quanto le pare. Eventualmente viene aiutata ad uscire dalla prostituzione, SE e SOLO SE la prostituta lo vuole.

      • quark ha detto:

        Sei il massimo dell’ipocrisia

      • Dovresti aggiungere anche il perché senti il bisogno di fare un’affermazione del genere, che è offensiva.

      • Zorin ha detto:

        Criminalizzare la compravendita di prestazioni sessuali da un lato (in questo caso, il lato dell’acquisto) equivale a una criminalizzazione parziale della prostituzione.

        Tutto il resto e’ mistificazione.

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Quark, perché sarei ipocrita?
        Mi sono semplicemente limitata a riferire cosa dice la legge del cd. modello nordico. Non ho nemmeno espresso giudizi in merito, fa’ te.
        La precisazione l’ho fatta perché sento spesso la gente dire che il modello nordico criminalizza le prostitute (vedi commento di Zorin), quando in realtá non é vero.
        Lo scopo della non criminalizzazione per le prostitute é per permettere loro di tirarsene fuori se esercitano sotto coercizione, e denunciare i clienti violenti senza di timore di venire denunciate a loro volta. Se invece esercitano per liberissima scelta, liberissime di continuare.

    • IDA ha detto:

      No.Zorin non è comparabile. Perchè gnoccatravels, non si tratta di 4 amici al bar che si scambiano consigli e opinioni, ma è un’istigazione al disprezzo nei confronti delle donne. Fatto che forse non costituisce reato, ma questo non toglie nulla. Riccio ti ricorda anche apologia della schiavitù. Un sito razzista non può essere comparato con uno antirazzista. Sono cose differenti, nessuno ha il diritto a discriminare ma tutti hanno il diritto ad non essere discriminati.

      • C’è anche da dire che, mentre qui Zorin è libero di scrivere ciò che vuole, su gnoccatravels le donne non sono ammesse:

        Vengono qui a piagnucolare “ci volete zittire, femministe cattive!” 😉 , ma certo non vanno su gnoccatravels a chiedere come mai le utenti di sesso femminile vengono cacciate a male parole…

      • IDA ha detto:

        Già dimenticavo il “fottutissimo” regolamento. Quel commento da solo la dice lunga sui 4 amici al bar.

  4. Emanuele Di Felice ha detto:

    “Da quando raccontare di sé è discriminatorio?”. Belle parole, ma.
    Ma se un uomo dicesse ad una femminista che va a prostitute perché ne ha il bisogno e che paga per il sesso perché non lo trova gratis, il suo racconto sarebbe tacitato dalla suddetta come falso e strumentale.
    Il racconto di sé maschile viene rispettato solo quando si adegua agli interessi delle femministe.

    Belle parole, ma, ma valgono solo quando vi conviene.

    • Tu scrivi: “se un uomo dicesse ad una femminista che va a prostitute perché ne ha il bisogno e che paga per il sesso perché non lo trova gratis, il suo racconto sarebbe tacitato dalla suddetta come falso e strumentale”.
      Far notare a qualcuno che ciò che dice è falso (di mancanza di rapporti sessuali non è mai morto nessuno, ad esempio) non equivale a “tacitarlo”, è l’avvio di un dialogo.

      • Paolo ha detto:

        si confonde il desiderio col bisogno, sono due cose legittime ma diverse. Senza contare che le donne hanno i medesimi desideri sessuali degli uomini ma gli uomini pensano che i loro desideri siano diritti costituzionali

      • Zorin ha detto:

        Ecco appunto, sei la dimostrazione che Emanuale di Felice ha scritto il vero.

        Perche’ dire che quanto dice Emanuale e’ falso, vuol dire negare il suo vissuto interiore.
        Il suo vissuto in quanto uomo non esiste, non ha diritto di manifestarsi

        E con le tue parole lo affermi e lo ribadisci a ogni post.

      • Senti, Emanuele scrive qui da quando esiste il blog. Nessuno gli ha mai negato niente. Io non sono d’accordo con lui e non sono obbligata ad esserlo.
        Di fatto se non fai sesso nenche tu muori, Zorin. Se stai senza mangiare invece si. Che cosa sia “un bisogno” non è difficile da capire.

      • Morgaine le Fée ha detto:

        “ma gli uomini pensano che i loro desideri siano diritti costituzionali” (facciamo anche “certi” uomini, va’).
        Bravo Paolo, non avresti potuto dirlo meglio. 🙂

    • Valeria Palazzolo ha detto:

      Sapessi quanto bisogno di sesso hanno le donne, e quanto molte donne soffrano del fatto che non lo trovano gratis (ti stupirai, ma spesso le donne vorrebbero sesso e non lo trovano gratis. Sembra incredibile, ma è così) ti faresti due domande sul perché della prostituzione, sul perché l’acquisto di sesso sia un fenomeno quasi esclusivamente maschile, sul perché gli uomini e non le donne siano abituati a considerare il soddisfacimento della libido un diritto da soddisfare a tutti i costi.
      Invece non lo sai, e non lo vuoi sapere. Ti accontenti di pensare che il desiderio sessuale sia maschile e basta; semplicemente perché a te conviene così.

      • Zorin ha detto:

        Le donne non trovano sesso gratis? Siamo su scherzi a parte?

      • IDA ha detto:

        Zorin.. qui sei te che neghi il “vissuto interiore” ad una donna. Cosa ne sai te? Ti basi solo su dei pregiudizi stereotipati e stabilisce che il desiderio sessuale maschile è superiore.

    • IDA ha detto:

      Nella prostituzione che interesse hanno le femministe? Sei sicuro che la prostituzione corrisponda ad un bisogno fisiologico maschile? Perchè la maggioranza dei clienti è sposata. Comunque ti faccio notare una cosa; che fare un’affermazione del genere che hai fatto te, vuol dire negare la soggettività alle donne. Ho fame mi compro una pizza, voglio scopare mi compro una donna. E poi si dice che l’oggettivazione non esiste.

      • Valeria Palazzolo ha detto:

        Lo vedi? Tu non lo sai che cosa pensa una donna, Zorin, e non sai nemmeno quale bisogno o quale rapporto abbia con il sesso, ma pretendi di saperlo. Però siamo noi che neghiamo il “vissuto interiore” dei poveri uomini che non sanno come svuotarsi. Ebbene sì, te lo garantisco: il mondo è pieno di donne normali che passano mesi o addirittura anni a sperare in incontri sessuali che non arrivano mai. Non ci crederai, ma per esempio le donne si masturbano un sacco. Perché, anche se a te piace immaginare il mondo come composto da arrapati cronici e femmine frigide, in realtà gli incontri sono difficili, la gente ha un sacco di cose a cui pensare e nella nostra cultura se hai superato i quarant’anni sei già vecchia. Il piccolo problema è che la voglia a te donna rimane spesso anche a cinquanta e oltre. Ma le donne oltre i cinquanta, figuriamoci, fa quasi schifo immaginarsele desiderose di incontri sessuali, no? Il fatto è che il mondo come tu lo immagini è semplicemente quello che a te piace di più.

      • Paolo ha detto:

        Monica Bellucci ha cinquant’anni e non fa assolutamente schifo immaginarla desiderosa di sesso e a quarant’anni una donna non è vecchia maco per niente. Tu mi dirai non tutte le cinquantenni sono come la Bellucci, bè esistono donne non fisicamente belle come esistono uomini non fisicamente belli e il sesso per quanto mi riguarda non è un diritto nè per gli uni nè per le altre: o trovi chi vuole farlo con te oppure no, è triste ma è così e va accettato. Poi mi risulta che pure i brutti e le brutte trovino qualcuno con cui fare sesso, anche loro hanno storie d’amore ma devono accettare che chi è belloccio/a ha qualche opportunità di incontro sessuale in più (in media) non è una ingiustizia, è la vita

  5. quark ha detto:

    é offensivo scrivere ” sei il massimo dell’ipocrisia ” ? Cioè , fammi capire , te sei qui tutti i giorni a dare dello sfruttatore , del pervertito , del violento a qualsiasi persona che si dichiara cliente di prostitute , e poi diventi così suscettibile se uno dice ad un altra persona ipocrita ? Comunque non è mia intenzione offendere nessuno , tantomeno la persona a cui ho risposto . Riguardo al fatto per cui ritengo ipocrita quello che ha scritto ” Morgaine le fee ” , è talmente ovvio che faccio fatica a ripeterlo … Prova ad andare da un fruttivendolo e dirgli ” Io non ce l’ho con te , per me puoi vendere tutta la frutta che vuoi , però metto in galera chi te la compra !!! ” Non è ipocrisia questa?
    Secondo te il fruttivendolo come la prenderebbe ?

    • é offensivo scrivere ” sei il massimo dell’ipocrisia ” ? Certo quark. Dare dell’ipocrita non è certo un complimento.
      Ti ricordo solo che fra la prostituta e il fruttivendolo c’è una differenza sostanziale: la prostituta non vende una merce, vende se stessa. Chi va a prostitute compra persone, non frutta. E questa è una differenza non da poco.

      • http://www.cracked.com/blog/3-things-i-learned-from-hiring-prostitute/ Qui la testimonianza di un cliente. E’ solo un esempio, non pretende di essere una prova, me leggi cosa scrive a proposito dell’andare a prostitute: “I’m shopping for a person here”.
        E’ la persona che compri, non un “servizio”, come molti sostengono. Se di un servizio si trattasse, potrebbe offrirtelo chiunque: un vecchietto di 70 anni come una ragazza di 20, non ci sarebbe nessuna differenza. Io non scelgo un massaggiatore (è l’esempio che molti amano fare, quello dei massaggi) sulla base del suo aspetto fisico, non lo scelgo perché lo trovo bello o attraente, lo scelgo perché è bravo, e la sua età, la sua avvenenza, sono fattori ininfluenti. Non è un servizio che compri, quando paghi una prostituta, ma paghi per fare ciò che vuoi con un essere umano.

      • Paolo ha detto:

        toglimi una curiosità: se una persona (maschio o femmina) volesse essere massaggiata (solo massaggiata eh!) da un massaggiatore che oltre che bravo nel suo lavoro fosse anche belloccio , in base alla tua morale sarebbe simile ai clienti delle prostitute? io trovo che non sia la stessa cosa e sia una preferenza legittima

      • quark ha detto:

        Allora , cominciamo a dire che se diventa un offesa anche la parola ipocrita , allora possiamo smettere tutti quanti di stare qui a scrivere , perchè qualsiasi opinione contraria alla nostra diventerebbe automaticamente offensiva . Prova a leggere quante parole carine mi sono state dette in questo blog … Detto questo , la prostituta non vende se stessa , ma vende servizi sessuali , nessuno è mai tornato a casa con un pezzo di carne di una prostituta ! Comunque , mi piacerebbe tu mi dassi un giudizio su questa intervista che ho visto poco tempo fa in tv e che ho ritrovato su youtube . Pensi veramente che questa donna sia vittima del patriarcato ? https://www.youtube.com/watch?v=tSNqdzEyIn0

      • Caro quark, nessuno ti ha negato di scrivere “ipocrita”, ti ho solo chiesto di spiegare perché sentivi la necessità di usare il termine.

      • Zorin ha detto:

        Ti ricordo che non hai risposto a “quark”.
        L’argomento e’ semplice: se in una compravendita criminalizzi un lato (in questo caso, il lato dell’acquisto), stai determinando una criminalizzazione parziale della compravendita stessa.
        Cioe’, stai determinando la criminalizzazione della prostituzione.

        Sostenere che il tuo amato modello nordico non criminalizza la prostituzione come lavoro e’ falso, e quindi l’accusa di ipocrisia e’ strameritata.

      • Il modello nordico si basa su un presupposto: la prostituzione non può essere considerata un lavoro. Ciononostante, non può neanche essere considerata un reato, e questo significa che le donne che la praticano non vengono né arrestate né sanzionate, anzi, hanno la possibilità, se vogliono, di usufruire di fondi stanziati per offrire loro una formazione professione e l’inserimento nel mondo del lavoro.

      • Considerato che, la stragrande maggioranza delle prostitute, quando è stata intervistata ha dichiarato che se potesse farebbe altro (“le ricerche in merito ci dicano che circa il 90% di chi si prostuisce smetterebbe immediatamente se avesse la possibilità economica di farlo” https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/04/08/femminismo-e-industria-del-sesso/), forse non è la soluzione ideale, ma certo è quella che più si avvicina alle esigenze delle donne invischiate, loro malgrado, nel mercato del sesso.

      • Ci sono questioni opinabili, e questioni che non lo sono, Zorin. Una delle cose non opinabili è il significato delle parole: non possiamo attribuire ad una parola un significato che non le appartiene, perché questo renderebbe impossibile la comunicazione.

    • IDA ha detto:

      Vedi, Quark.. nessuno ti ha rimproverato di usare il termine “ipocrisia”, ma di non averlo spiegato. Quindi il piagnisteo “Allora , cominciamo a dire che se diventa un offesa anche la parola ipocrita ….” È fuori luogo.
      Ipocrisia, è una parola di origine greca, che vuol dire: fingere, rappresentarsi in un modo quando in realtà si è in un altro. Ha che fare con la tragedia e la rappresentazione, può voler dire anche simulare; buone qualità, buoni sentimenti, buone intenzioni. Lo scopo dell’ipocrisia è, farsi benvolere dagli altri o trarre in inganno gli altri per scopi personali. Nell’affermazione di Morgaine Le Fee, io non ci vedo nulla di falso o ingannevole. Ha solo detto che il modello nordico, non criminalizza le prostitute. Anche nell’esempio del fruttivendolo che fai, non è criminalizzato il fruttivendolo. Nemmeno se invece di vendere pere e mele, vendesse sevizi ortofrutticoli, non è lui quello criminalizzato. Poi puo essere giusto o sbagliato, ma non vedo l’ipocrisia nell’affermazione di Morgaine Le Fee.
      Ipocrisia sai dov’è? Nel giustificare la prostituzione come bisogni biologici maschili. L’ipocrisia stà nel giustificare con lo ha deciso lei. La prostituzione esiste perché esistono le puttane. Questa è ipocrisia.

    • IDA ha detto:

      Il video che hai postato, in realtà è una denuncia ad una società maschilista, lei lo dice chiaramente, che in un’attività in una professione, nel matrimonio, una donna deve prostituirsi talmente tante di quelle volte, che tanto vale che una si faccia pagare. La prostituzione è il frutto di un rapporto diseguale tra uomo e donna, la subordinazione della donna è determinata dal sesso, lei ne ha preso atto e ne cerca di trarre profitto. Cosa legittima, anche perchè non vuole cambiare i rapporti sociale ma averne dei vantaggi.

      • Paolo ha detto:

        matrimonio e prostituzione oggi in occidente non sono uguali, chi lo dice o è in malafede oppure sta universalizzando sue esperienze personali negative (mio marito/mia moglie era stronzo/a, il mio matrimonio è stato uno schifo quindi sono tutti uno schifo).

        Ida sulle “cagnette a cui hanno sottratto l’osso”: donne brutte fisicamente esistono come esistono uomini brutti fisicamente, accettiamolo, poi nulla ti vieta di pensare che Massimo Boldi sia bello come David Beckam, pure i brutti e le brutte scopano.

        Comunque tra le ragioni che ci portano ad abolire la prostituzione non può esserci il fatto che alcune, anche molte, sono obbligate a prostituirsi. Ci sono state e ci sono in molte parti del mondo donne forzate a sposarsi e ad avere figli, non è una uona ragione per abolire matrimonio e procreazione. Quel che va abolito è l’obbligo, per il matrimonio in occidente lo si è abolito da un pezzo

      • IDA ha detto:

        Paolo. Effettivamente lei non parla di matrimonio, ma di famiglia, la mia è stata una semplificazione. Comunque, come ne abbiamo parlato anche altre volte, io ritengo che ancora oggi, anche se in forme molto diverse, la prostituzione nel matrimonio, sia ancora molto praticata. Per motivi di riscatto sociale, di arrivismo sociale, ma molto più comunemente nei ricatti sentimentali ed economici. Spesso troppo spesso, noi donne, ci si abitua, ci si plasma, ci si conforma a prostituirsi. Molte delle scelte delle donne che non sono comprese o considerate ingenue o superficiali dietro nascondono questi ricatti. Certamente il matrimonio non c’entra nulla, è solo un’istituzione astratta, e in questo hai ragione, riguarda solo il rapporto tra uomo e donna. Questo anche se non avviene in tutte le coppie, ma è molto più diffuso di quello che si possa pensare.
        Sulla prostituzione: Io credo, se regolamenti la professione, riconosci il diritto a chi ha scelto, ma lo neghi a chi non ha scelto. Perché sarà un giudice che stabilirà, in base alle norme se te hai scelto oppure no, se te sei sfruttata oppure no, se sei libera o no. Al contrario se abolisco la professione e non criminalizzo in nessun modo chi la esercita, ma colpisco gli altri soggetti che determinano il fatto prostituente, chi la vuole esercitare la può esercitare perché non è un reato, chi ne vuole venire fuori ha la possibilità di venirne fuori senza la necessità di un giudice che stabilisca cosa sei. Per questo è importante dividere tra chi lo fa volontariamente e chi no, qualsiasi sistema o legge deve contemplare tutte e due.

      • Paolo ha detto:

        quel che ho detto sul matrimonio vale anche per la famiglia. No, io non sono d’accodo che ci si prostituisce anche all’interno della famiglia, non quando lui e lei hanno scelto di stare insieme perchè è qui la differenza: che ci si scelga per amore o per motivi meno nobili comunque abbiamo due persone che si sono scelte, nella prostituzione è solo il cliente che sceglie (in base alle sue disponibilità economiche) mentre le prostitute che selezionano la clientela sono poche anche perchè se le tue uniche entrate dipendono dal fare sesso a pagamento non puoi dire troppi no, e se ti arriva il bidello sessantenne obeso e magari puzzolente e c’ha i soldi..non puoi rifiutare

      • IDA ha detto:

        Io do un significato più esteso al termine prostituzione.

  6. quark ha detto:

    Ma di quali ricerche parli ? Io invece ne conosco altre di ricerche , e dicono che molte prostitute facevano un altro lavoro prima …. e hanno cominciato a prostituirsi perchè con gli altri lavori guadagnavano poco … http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/04/prostitute-inglesi-sondaggio-70-ex-infermiere-volontarie-educatrici-laureate/1474371/
    Chissà come mai le mie ricerche danno sempre risultati opposti ai tuoi … a proposito , anche nel link che ho postato prima , la prostituta faceva un altro lavoro , addirittura l’avvocato …

    • Non lo so come mai le ricerche danno risultati così diversi… ma ho notato, leggendone alcune nel dettaglio, che a volte le conclusioni non sono giustificate dai dati concretamente raccolti. Appena trovo quella cui mi riferisco te la metto qui.

      • Uno degli esempi che volevo proporti è questo: http://www.lse.ac.uk/geographyAndEnvironment/whosWho/profiles/neumayer/pdf/Article-for-World-Development-_prostitution_-anonymous-REVISED.pdf
        Sebbene i numeri dicano che “countries with legalized prostitution experience a larger reported incidence of trafficking inflows” (nei paesi che hanno legalizzato la prostituzione si riscontrano una maggiore incidenza del fenomeno del traffico di esseri umani), gli autori comunque ritengono che il dato oggettivo non debba influenzare la decisione in merito alla regolamentazione perché “such a line of argumentation (ovvero non regolamentare al fine di ridurre il traffico di esseri umani) overlooks potential benefits that the legalization of prostitution might have on those employed in the industry” (puntare a ridurre il traffdico potrebbe impedirci di vedere i lati positivi della regolamentazione per coloro che che sono impiegate nell’industria del sesso) e perché “Prohibiting prostitution also raises tricky “freedom of choice” issues concerning both the potential suppliers and clients of prostitution services”, affermazioni che si basano su cosa? Sul nulla, solo sulle convinzioni di chi scrive. Le ricerche, per quanto condotte con metodo rigorosamente scientifico, sono sempre influenzate dalla visione del mondo di chi le conduce. E di questo, quando le leggiamo, dovremmo tenerne conto.

    • IDA ha detto:

      Il mito di Bocca di rosa è una rappresentazione del sogno maschile della donna. Una donna, giovane e bella e disponibile per tutti: vecchi, giovani, belli, brutti. Mentre le altre, quelle vecchie, ma della stessa età di quelli che se la godono con Bocca dirosa, sono ridotte a cagnette a cui hanno tolto l’osso. Le vecchie e brutte (semplificazione, a che età sarebbero vecchie le donne e qual è il modello estetico da rispecchiare? Brutte poi per chì? Per gli uomini! ) non hanno diritto al sesso, alla sessualità e all’amore, o per lo meno non lo devono esprimere ne dimostrare. Naturalmente ci sono donne che vorrebbero essere Boccadirosa. Ma questo non cambia nulla, perché rimane sempre un mito, un sogno maschile, una rappresentazione della sessualità maschile, che nega la sessualità femminile. Perché o sei Bocca di rosa o una cagnetta a cui hanno sottratto l’osso.
      Dire che ci sono donne che hanno scelto, non esclude che ci possono essere donne che non hanno scelto. Giustificare la prostituzione, perché ci sono delle donne che hanno scelto vuol dire condannare all’indifferenza e alla loro condizione tutte le altre. Qui si arriva all’altro quesito, perché esiste la tratta? Perché le donne che scelgono di somministrare servizi sessuali, veramente libere, volontariamente e con passione sono poche e la domanda è enorme. Il sempre innocente e ipocrita cliente, alimenta la tratta, come alimenta la prostituzione minorile. La distorsione sessista ha come fondamento un’analisi approssimativa, di colpevolizzare la prostituta, è lei che è puttana, è lei che ha scelto di essere puttana, quindi il cliente è vittima della prostituzione e della sua biologia, senza dimenticare, logicamente il testosterone. Ti faccio un esempio: Dalle mie parti, fuori dal paese, c’è una cappellina, che è stata edificata sul luogo, dove nel XIV secolo è stata impiccata e bruciata una bambina di dieci anni, perchè “seduceva” gli uomini. Molti uomini del paese avevano avuto rapporti sessuali con una bambina, ma la colpa di chi erà? Della bambina, perchè li seduceva. Questa è la distorsione sessista, si continua ad impiccare e mettere al rogo, bambine e donne per l’irresponsabilità dei clienti.

  7. IDA ha detto:

    Vediamo: ci sono paesi in Europa, tipo: Albania, Romania, Ucraina, Russia, Biellorussia, Moldavia e gran parte degli Stati Uniti, per non parlare di paesi arabi, africani e asiatici, dove la prostituzione è vietata e dove è punito solo chi la esercita. Ma questo lascia indifferente tutti i sostenitori della regolamentazione.
    Ora due paesi, Svezia e Norvegia, e forse ora la Francia, per la prima volta nella storia, non puniscono la prostituta ma il cliente, diventa un crimine contro la libertà della prostituta, si vogliono danneggiare i suoi interessi.
    Prima della legge Merlin, (1958) c’era la legge Cavour, che aveva ripreso il modello Francese, considerato nel campo della regolamentazione uno dei migliori. A Lina Merlin, ci sono voluti dieci anni e tre legislature per far passare la legge. Cosa dicevano i fautori della regolamentazione in quel periodo? Parlavano delle libertà delle prostitute? No! Ci sono tutti i verbali delle sedute del senato e si possono vedere le varie tesi sostenute.
    Raffaele Caporali, senatore Dc:
    “Il Lombroso che ha fatto il maggiore e migliore studio sulla donna normale e delinquente, ha trovato che le prostitute sono per lo più minorate intellettuali o morali… E il Lombroso è una gloria dell’umanità.” Lina Merlin ogni volta che sentiva il nome del lombroso si alzava e usciva dal Senato. Caporali continua leggendo dalla Rivista dell’Istituto di Medicina Sociale: “L’amoralità è la causa prima di questo flagello. Queste reiette della società sono state largamente studiate da una infinita schiera di cultori di ricerche a sfondo medico-sociale. Lombroso, tra i primi, ha trattato esaurientemente il problema riguardante il carattere della donna in generale e delle prostitute in particolare, ritrovando in queste ultime anomalie fisiche ed antropometriche comuni alla classe degli “asociali” (…) cause biologiche, psicologiche e morali sono da ricercarsi in queste donne che hanno perduto il sublime senso delle prerogative femminili.
    Parla in Senato il socialdemocratico Gaetano Pieraccini.
    “Infatti quelle donne sono costituzionalmente o delle minorate intellettuali o delle amorali. Le statistiche parlano chiaro. Tutti i tentativi di rieducazione hanno dimostrato che solo il 20, o al massimo il 21%, possono riabilitarsi. Le altre che cosa faranno se il progetto Merlin venisse approvato?”.
    Ancora Gaetano Pieraccini: “Le postribolanti abitano raccolte in una casa le cui finestre sono chiuse a lucchetto, se non sono murate; non possono trattenersi neanche a prendere il fresco d’estate; per contrasto le meretrici libere vagano adescando in cento modi gli adulti e i giovani, facendo mostra della loro bellezza e delle loro carni, esagerando nei dettami della moda con scollacciature, gonnelle corte e via dicendo. Nel postribolo la scostumatezza è sottratta agli occhi del pubblico…(Qui ricorda molto i grandi sostenitori del decoro urbano) Le anguille quando entrano in amore fanno un lunghissimo viaggio di migliaia di chilometri; vanno tutte quante a trovare il loro letto di nozze. Consideri, onorevole Merlin, quanto è potente lo stimolo sessuale.”
    (Gli uomini quando parlano di sesso non possono fare a meno di parlare di biologia.)
    Sempre il senatore Gaetano Pieraccini:
    “Il fattore sociale è potente, ma quello individuale antropologico, non deve essere dimenticato: i dati statistici ci hanno fornito una nota di tutte le stigmate degenerative che si raccolgono sul corpo delle meretrici… Non voglio assimilare la prostituta alla delinquente in maniera assoluta, ma è certo che le prostitute sono per lo più delle minorate intellettuali, o morali o nella volizione.”
    Michele De Pietro, senatore Dc:
    “Del resto ci sono delle ricerche sui valori mentali delle prostitute. Così quelle raccolte dal Bonhofer, dalle quali risulta che su 100 prostitute, 31 sono idiote, 13 epilettiche o isteriche, 21 alcolizzate, 1 paralitica e 32 intellettualmente normali. Il De Sanctis, su 28 prostitute romane da lui psicologicamente studiate, trovò tre deficienti gravi, 7 deficienti di medio grado, 13 di mediocrissima intelligenza e 5 normali.”

    Ecco in grandi linee, cosa dicevano i sostenitori della regolamentazione poco più di 50 anni fa, li stessi che oggi parlano di libertà della prostituta. Quando si parla di ipocrisia.

  8. IDA ha detto:

    Nel 1955 mentre si discuteva della legge in senato, molti giornali italiani ricevettero numerose lettere di prostitute, chi per un motivo chi per un altro si schieravano tutte contro la legge Merlin. Si scoprirà poi che queste lettere erano false, gli autori sarebbero quelli dell’Aneca. Cosa era l’Aneca? Era l’associazione dei tenutari delle “case chiuse”. (Associazione nazionale case autorizzate) In risposta, Lina Merlin pubblica, con la giornalista Carla Voltolina, moglie di Sandro Pertini, un libro intitolato “Lettere dalle case chiuse”.

  9. Valeria Palazzolo ha detto:

    Che barba, Paolo, mi pare che il discorso che facciamo io e Ida sia un filo più complesso che “le donne brutte e gli uomini brutti scopano meno degli altri”…
    Quello che voglio dire, con buona pace di Monica Bellucci, è che gente come Zorin attribuisce agli uomini tutti un desiderio sessuale generalizzato e incontrollabile, e la loro richiesta di servizi sessuali al fatto che le donne tutte non si concedano abbastanza, perché il loro desiderio sessuale è infinitamente minore o vincolato ad altro: denaro, protezione, servizi di altro genere. So bene che il tuo pensiero grazie a Dio non è questo, quindi non capisco perché ti accanisci a cercare contraddizioni dove siamo fondamentalmente d’accordo. Sto cercando di spiegare a persone come Zorin quello che per loro è impensabile, cioè il fatto che le donne non solo hanno desideri sessuali, ma che spesso non riescono a soddisfarli per varie ragioni, tra cui, ma non solo, il fatto che il modello estetico dominante è fortissimo e che già dopo i quarant’anni una donna, se per l’appunto non è Monica Bellucci, viene guardata molto poco. (E se non ci credi, per una volta, credimi sulla fiducia: è così). Quindi la frustrazione sessuale esiste anche tra le donne, molto più di quanto si creda; eppure campiamo lo stesso. Solo che la frustrazione sessuale per le donne non è fatto ammesso; le donne non degne di desiderio sono, nell’immaginario maschile, le famose comari a cui è stato sottratto l’osso, molto più che gli uomini.
    Tu sei il primo a dire, giustamente, che non ti faresti ogni donna che passa: nel magico mondo di Zorin e compagni, invece, gli uomini sono sempre arrapati e le donne non ne vogliono mai. È’ un modo di negare e rimuovere il desiderio e quindi anche la frustrazione femminile. Tutto qua.

    • Zorin ha detto:

      Qui siamo VERAMENTE alle comiche.
      In un thread dove le femministe si accaniscono contro la prostituzione, cioe’ contro il sesso COMPRATO in stragrande maggioranza da clienti uomini, mi si viene a dire che per una donna e’ difficile trovare sesso gratis.

      Cioe’, il fenomeno stesso dell’esistenza di tanti uomini che sono disposti a PAGARE pur di fare sesso dimostra che la domanda di sesso da parte degli uomini e’ forte e tangibile, tanto da spingere gli uomini a pagare per ottenerlo.

      Mi verrebbe da dire: donna, non trovi sesso gratis? Metti un annuncio in una bacheca per prostitute, fai sesso con il cliente e poi rifiuta il pagamento. Cosi non diventi puttana e hai trovato il modo di avere tanti uomini che fanno sesso con te.

      Ma a parte la battuta, se una ultra-quarantenne risulta “inchiaviabile” deve solo incolpare se stessa. Perche’ vuol dire che si e’ lasciata andare fisicamente, e/o ha un carattere di merda ed e’ incapace di mettere a suoi agio un uomo.
      Gli uomini sono millenni che si fanno in quattro per avere sesso dalle donne, in tutti i modi possibili e immaginabili.
      Fate uno sforzo anche voi, ogni tanto.

      • Caro Zorin, gli uomini non pagano per avere sesso. Non è quello che comprano. Se gli uomini fossero davvero interessati solo a fare sesso con le donne, non spenderebbero tanta parte della loro vita a denigrare quelle “troie” che “la danno via come il pane”; dovrebbero essere ben felici di incontrare donne vogliose di avere rapporti spesso e con una gran varietà di uomini, e invece no, lo sport nazionale è accusare chi si mostra disponibile e desiderosa di attirare l’attenzione maschile di essere priva di dignità:

        Quello che gli uomini pagano è il pieno controllo del partner nel sesso, pagano il privilegio di non doversi preoccupare del piacere altrui ma solo del soddisfacimento dei propri desideri, pagano per liberarsi dell’ansia da prestazione: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/04/18/gli-uomini-che-comprano-sesso-le-loro-parole/

      • Paolo ha detto:

        quelli che danno delle “cagne” alle donne libertine sono, se maschi, misogini frustrati perchè quelle donne esercitano il loro diritto di scelta rifiutandoli (cioè sono vogliose di avere rapporti sessuali ma non con loro), quando invece è una donna a ricorrere a questi insulti contro le sue co-genere si tratta di invidia o voglia di sentirsi “buona” insultando chi ha una condota sessuale diversa dalla tua

      • IDA ha detto:

        Zorin.. sai è estremamente difficile spiegare che è la terra che gira intorno al sole a chi è convinto che sia il sole che gira intorno alla terra, solo perchè se si affaccia alla finestra vede muovere il sole.
        Tu dici, correggimi se sbaglio: Gli uomini hanno un maggior desiderio, tanto che sono disposti a pagare per fare sesso e questo ha determinato la prostituzione. Questo è un ragionamento che ha una sua successione logica, ma non tutto ciò che risulta logico corrisponde al vero. è il ragionamento di Simplicio, il quale diceva; se io mi siedo davanti casa e guardo il sud, la mattina il sole lo trovo alla mia sinistra, sul mezzo del giorno di fronte e alla sera alla destra, eppure io sono stato fermo tutto il giorno, quindi è il sole che si muove.
        Il tuo ragionamento logico, non concorda nemmeno con altri dati di fatto o elementi reali.
        1) Non tutti gli uomini vanno con le prostitute. In Italia è stimato un 10 milioni di clienti e 17 milioni, no. Questi 17 milioni cosa rappresentano? Elenco alcune probabili cause: Non hanno desiderio sessuale; Sono meno uomini; Sono gay; Hanno un minor desiderio sessuale; Sono zerbini, castrati sessualmente dalle femministe; Scopano talmente tanto da soddisfare ogni loro desiderio. Altre cause che puoi aggiungere te…..
        2) La maggioranza dei clienti è sposata. il 70%. Con età minore di 25 anni, sono il 14% dei clienti, di cui 2% meno di 18. Si vede che gli adolescenti e i ventenni di oggi scopano come ricci, con tutto il testosterone che hanno a quell’età. La maggioranza dei clienti hanno un’età che va tra i 40 e i 55 anni. I clienti occasionali sono meno del 5% . La maggioranza dei clienti ha una frequenza di incontri che vanno da una volta alla settimana ad una volta al mese.
        3) il 30% delle prostitute è stata schiaffeggiata, picchiata o presa a calci da un cliente;
        il 20% vittima di un tentativo di stupro; il 50% è stata stuprata;il 25% costretta a rapporti anali non consenzienti;
        Solo il 34% delle prostitute vittime di violenza da parte del cliente ne aveva fatto denuncia alla polizia. TUTTO QUESTO COSA CENTRA CON IL DESIDERIO?

    • Paolo ha detto:

      Valeria, io sono d’accordo sulle critiche a Zorin, ma ci tengo anche a rimarcare alcune cose: una cinquantenne non viene guardata se non è la Bellucci (ma esistono anche tra le donne non famose cinquantenni assai belle),può essere ma posso aggiungere che difficilmente un sessantenne viene guardato con desiderio se non è Pierce Brosnan ed è giusto così.
      Zorin vive come una ingiustizia il fatto che un bidello sessantenne grassoccio e brutto trovi con difficoltà “sesso gratis” mentre invece non vede ingiustizia per quanto riguarda le bidelle sessantenni, grassocce ecc..io invece non vedo ingiustizia nè per lui nèper lei perchè avere “sesso gratis” non è un diritto per nessuno e se non trovi nessuno che ti desidera è triste ma ci devi stare

      • Valeria Palazzolo ha detto:

        Sono sostanzialmente d’accordo con te, Paolo, fuori che nel fatto che per uomini e per donne sia uguale; ma per una volta mettiamo via questa vecchia polemica. Il sesso non è un diritto per nessuno e le donne soffrono dell’assenza di sesso come e quanto gli uomini: però di norma, fuori da contesti molto particolari, non lo comprano: e campano lo stesso. Zorin evidentemente si farebbe tutte quelle che passano, compresa la sessantenne, quella che pesa novanta chili, la vicina di casa timidona e vestita in modo improbabile, ma sono loro che non ne vogliono…ah, no: mi si spiega che lui queste non se le farebbe ed è colpa loro perché si sono per negligenza rese ” inchiavabili”. Ok.
        Se questo non è un modo di negare e rimuovere il desiderio femminile per disegnare il mondo come si vuole io sono un infisso di alluminio anodizzato.
        (Sarà per questo che, nonostante nella mia storia l’evidenza mi dica che molti uomini mi abbiano reputata tutt’altro che “inchiavabile”, ho passato anch’io dei periodi di astinenza da sbattere la testa contro il muro. Ma lo saprà bene Zorin, di quale orrida negligenza mi sia macchiata. Meno male che c’è lui, che ti fa capire le cose).

  10. Zorin ha detto:

    Comunque, il riassunto di questa discussione e’: per le femministe, e’ ingiusto invocare di far tacere le voci di ex prostitute ma e’ giusto invocare di far tacere le voci di attuali clienti.

    Non aggiungo altro, giudicate voi se c’e’ coerenza e linearita’ in quanto sostenuto oppure se, come penso io, c’e’ solo interesse di parte.

  11. men ha detto:

    una considerazione ma come si fa a condannare un cliente? cioè la polizia fa irruzione nella casa della ragazza che si prostituisce proprio mentre tu allunghi i soldi? no perché mi piacerebbe sapere come si fa a dimostrare che uno è andato con una prostituta se entrambi negano. inoltre le leggi contro la prostituzione sono ridicole e non fermano il fenomeno a Cuba ultimamente ci sono leggi durissime se una cubana viene trovata in compagnia di uno straniero rischia fino a 2 anni di prigione e se ha un lavoro statale di perdere il posto ma questo non ferma le ragazze cubane. figurarsi se una multa può fermare me e gli altri clienti…
    comunque in francia hanno fatto bene a fare una legge per impegnare polizia e magistratura contro la prostituzione e i clienti tanto non hanno mica il problema degli attentati terroristici, delle banlieu che esplodono, dei fascisti del front nazional….no decisamente meglio arrestare uno che va a scopare in santa pace.

    • IDA ha detto:

      Non importa andare a Cuba, basta andare in Albania, Romania, Moldavia, Russia, dove è condannata solo la prostituta, ma questo non interessa a nessuno. Forse si considera giusto così?

      • men ha detto:

        ida ti parlo di cuba perché ci sono stato mentre nell’ est europa ancora no. cuba ha tantissimi pregi ed è un posto incantevole e la gente meravigliosa però la repressione delle ragazze che frequentano gli stranieri secondo me è sbagliata come è sbagliato perseguire i clienti in svezia, francia, norvegia. in provincia di treviso una quindicina di anni fa se non sbaglio fu introdotta una legge comunale simile che sanzionava con mille euro di multa i clienti che in auto si fermavano a contrattare le prestazioni con le ragazze sulla strada, un ragazzo di 18 anni venne sorpreso e multato dalla polizia per la vergogna di raccontare l’ accaduto ai genitori si tolse la vita. due giorni dopo il comune ritirò l’ ordinanza. ti chiedo si può portare uno che voleva solo farsi una scopata al suicidio con una legge assurda che nega le libertà individuali?

      • IDA ha detto:

        Due anni fa, un pensionato è stato sorpreso a rubare un pezzo di parmigiano, era già la seconda volta e viene arrestato. Al ritorno a casa viene si suicida. Nessuno ha mai pensato di togliere il taccheggio come reato. Quindi si può pensare che è più importante la proprietà privata.
        Perchè le libertà individuali nella prostituzione è solo quella dei clienti?

      • men ha detto:

        la libertà è quella del cliente e anche quella della prostituta. chi ruba fa un danno ad un altro chi si prostituisce e chi va a prostitute non danneggia nessuno…se non la morale retrograda e bigotta delle femministe e degli integralisti cattolici

    • Zorin ha detto:

      Semplice, caro man: le prostitute saranno sottoposte a intercettazioni e altre tecniche investigative per inchiodare i clienti.
      Per evitare queste interferenze, le prostitute tenderanno a svolgere il proprio lavoro in maniera sempre piu’ clandestinita’, tenderanno a nascondersi, a tenere un basso profilo.
      Di fatti, saranno soggette a ostracismo e boicottaggio da parte delle forze di polizia, di cui avranno un timore assoluto perche’ la polizia gli toglie i clienti sanzionandoli.
      La qualita’ del cliente medio peggiorera’ in modo drammatico: ora solo le persone che disprezzano la legge avranno il fegato di frequentare le prostitute. Quindi parliamo di criminali, sbandati, ecc.

      E’ semplicemente vergognoso far passare tutto questo come qualcosa che protegge le prostitute, quando invece e’ l’ennesima repressione poliziesca che marginalizza ulteriormente le operatrici del sesso.

  12. quark ha detto:

    Come al solito , le mie informazioni divergono completamente da quelle di Riccio … ad esempio , a me risulta che invece spesso i clienti provono forti sentimenti per le prostitute !
    http://www.panorama.it/societa/il-cliente-e-la-prostituta-un-rapporto-a-volte-d-amore/
    Come la mettiamo ? Comunque ,se proprio vi interessa qualche testimonianza diretta , potete andare su ” Gnoccaforum.com ” , nella sezione “varie” troverete l’argomento ” innamorarsi…che fare ” . Credo sia l’argomento più visto e più commentato … come la mettiamo , Riccio ?

    • Sì, anche io vi consiglio di frequentare certi luoghi virtuali per farvi da soli un’idea dei “sentimenti” di certa gente.

      • quark ha detto:

        Il linguaggio che viene usato in certi luoghi virtuali è lo stesso che usano mariti e fidanzati quando si ritrovano da soli al bar o alla partita … comunque vedo che non rispondi nel merito . Non ti piace la ricerca che ti ho pubblicato prima ? E Asia Roma , escort ed ex-avvocato , pubblicata anch’essa prima ? Quando dice che i suoi clienti sono delle persone perbene , perchè lo dice ? Anche lei è una vittima della società patriarcale ?

      • Quale ricerca? Mi hai postato un articolo di Panorama…

      • Ok quark. La ricerca si intitola “The Intimacy Prism: Emotion Management among the Clients of Escorts”, di Christine Milrod e Ronald Weitzer. Lo studio non è di tipo di statistico, non vuole indagare che percentuale di clienti sviluppa un legame emotivo con le prostitute (sviluppa, non va a cercare), ma che genere di problematiche genera questo particolare genere di relazione emotiva:
        “This article examines one such issue: those clients who become emotionally involved with a particular sex provider and the kind of opportunities, dilemmas, and problems this relationship may generate”.
        Nonostante questo dettaglio, leggo nelle conclusioni:
        “Ous analysis (…) shows that A SIGNIFICANT PORTION OF CLIENTS INITIALLY VISIT ESCORTS WITH NO DESIRE FOR EXPECTATIONS OF NONSEXUALS INTIMACY. THEIR GOAL IS, INSTEAD, ONE OF UNILATERAL AND PURELY PHYSICAL SATISFACTION.”
        Ergo, non farmi più perdere tempo così, per favore.

      • Sai che facciamo, quark? La prossima volta che vuoi farmi leggere una ricerca, me la spedisci, ok? E magari te la leggi, prima di spedirmela, così mi risparmi il tempo (perso!) di andarmela a cercare. Questo è l’indirizzo email: ilricciocornoschiattoso@gmail.com. Sono le dieci e magari sono stanca, magari ho avuto una giornataccia, ok? E trovare l’ennesima baggianata che, nonostante l’impegno profuso, non riesce in alcun modo a dimostrare che i clienti di prostitute sono quei teneri incompresi che vorresti darci a bere tu, decisamente me la rende peggiore di quanto non sia già stata. Santo cielo, io mi reputo una moderatrice paziente, ma almeno un pochino di tutta questa spocchia te la potresti risparmiare!

    • IDA ha detto:

      Ci sono dei dati che ho già pubblicato a Zorin.
      Anche a me risulta che ci sono dei clienti che provano forti sentimenti per le prostiture, tipo questo :http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2014/05/06/1061909-crocifissa-uccisa-delitto.shtml#1
      Come la mettiamo?
      Non Bastava, ora c’è anche gnoccaforum. Qui alle donne è consentito iscriversi?

      • quark ha detto:

        Certo che è consentito iscriversi ! Alle discussioni partecipano anche le prostitute … Ti farebbe bene interloquire direttamente con qualcuna di loro su quel forum , almeno puoi fargli tutti quei bei discorsi sulle prostitute vittime e sfruttate , sulla dignità delle donne ecc… mi immagino di già le risate !!!

      • IDA ha detto:

        “vittime e sfruttate”? E chi l’ha mai detto?? Andate avanti a pregiudizi stereotipati, non leggete nemmeno quello che vi dicono, o forse non lo capite. Quelle che si trovano sul forum, non sono prostitute che interagiscono, ma annunci. Non lo avevi capito?

    • Valeria Palazzolo ha detto:

      La mettiamo che in quei forum innamorarsi di una “puttana”, che appunto non è una persona ma soltanto una gnocca, è argomento talmente spinoso e imbarazzante (Che fare?) da dedicarci una sezione apposita, al pari, immagino, di “..E se pensi di esserti preso una malattia venerea” oppure ” Che dire a tua moglie quando torni a casa”. Quindi.

  13. Valeria Palazzolo ha detto:

    Mi piacerebbe poi sapere che cosa significa “persona perbene”. Vuol dire che si lava è che è educato? Vuol dire che guadagna un sacco di soldi? Vuol dire che non picchia le prostitute e che è gentile con loro? Certamente molti clienti delle prostitute si lavano, sono gentili, non le picchiano e talvolta, addirittura, si innamorano. Ciò secondo me non fa di loro delle persone perbene, Quark. Per me una persona perbene fa sesso dando e ricevendo piacere: infatti, ti assicuro, come diceva Ida, moltissimi uomini non sproloquiano di culi rotti e troie schifose né al bar né sul web; e a puttane non ci vanno. Non perché siano repressi o poco virili, ma perché provano piacere se lo prova anche l’altra persona. E secondo me, guarda un po’, del sesso godono ben di più: forse dovreste imparare da loro.
    Rassegnatevi: esistono uomini che non amano pagare il sesso e donne, quasi tutte in verità, che amano molto il sesso. Il mondo è diverso da come lo immaginate.

    • men ha detto:

      ascolta valeria ti posso assicurare che molti uomini vanno a puttane molti di più di quelli che lo ammettono candidamente e che magari frequentano siti come gnoccaforum e gnoccatravel…molti non lo ammettono e non lo ammetterebero neanche sotto tortura ma a puttane almeno una volta nella vita ci siamo andati tutti.
      una domanda come reagireste se domani venisse fuori che vostro figlio o un vostro amico che stimate abbia pagato una donna in cambio di sesso? di botto quello che avete sempre stimato rispettato e considerato una brava persona diventa un mostro ai vostri occhi?

      • E tu sai, a proposito di nostri parenti e/o amici, quello che noi non sappiamo perché sei sensitivo o solo perché avere un pene ti conferisce il privilegio di sparare a raffica luoghi comuni? Non c’è cliente di prostitute che non ricorra all’argomento “anche tuo marito ci va”… e allora? Anche fosse? Non vedo perché questa circostanza dovrebbe avere un qualche peso nel dibattito.

      • Valeria Palazzolo ha detto:

        A parte che posso pure dirti che mi è capitato, ma non siamo a una seduta di autocoscienza e non penso che a nessuno interessino i fatti miei, quello che mi diverte di più del tuo discorso è “almeno una volta”.
        Ah.
        Mi stai dicendo quindi che a molti uomini basta una o due volte nella vita con una prostituta per smaltire tutto questo surplus di ormone che vi fa impazzire se non sfogate e che noi povere donne mai potremo arrivare a comprendere. Ah, se è così facile..

        Che culo, mi vien da dire. Alla faccia del testosterone. Poi sono io che vaneggio quando dico che le donne desiderano il sesso quanto voi. Mi correggo, allora: molto di più di voi.

      • Paolo ha detto:

        caro men, sono un uomo, sono eterosessuale, sono sessualmente attratto da donne belle e sexy della mia età o poco più insomma ho preferenze sessuali comunissime e persino “banali” si potrebbe dire, eppure, tu non ci crederai, ma non son mai stato con una prostituta, non sento il bisogno di andarci e mi eccito di più con le scene hot dei film “normali” che coi pornazzi,Sono un santo? Ho una bassa libido? No ho una libido nella norma, sono solo uno che attribuisce grande valore al sesso e quindi vuole farlo con una donna che mi piace e a cui io piaccio e non con una che viene con me perchè pago anche se le faccio schifo. Preferisco masturbarmi a vita che pagare, forse non sono tanti quelli come me ma qualcuno c’è

    • Zorin ha detto:

      “Per me una persona per bene fa sesso dando e ricevendo piacere”

      Perfetto, ecco dimostrato che tra moralismo cattolico e moralismo femminista non c’e’ alcuna differenza: entrambi vogliono stabilire come deve fare sesso una persona perbene.

      Entrambi vogliono normare il sesso. Entrambi vogliono stabilire che esiste un modo corretto, normalizzato e per bene di fare sesso, e viceversa un modo non corretto, non normalizzato e non per bene di farlo.

      Non siete diverse dai preti o dai padri della Chiesa maschilisti che tanto criticate.

      • Non diciamo sciocchezze Zorin. Secondo la Chiesa cattolica l’istinto sessuale è per sua natura connesso e indirizzato verso la riproduzione, non il piacere; motivo per il quale è tanto avversa ai mezzi di contraccezione. Ciononostante, i padri della chiesa non si sono mai espressi contro la prostituzione: “Togli le prostitute dalla società e tutto verrà sconvolto dalla libidine”, diceva Sant’Agostino. (De Ordine II, c. 4, 12). E più tardi San Tommaso dichiara: ” “La donna pubblica è nella società ciò che la cloaca è nel palazzo: togli la cloaca e l’intero palazzo ne sarà infettato” (San Tommaso d’Aquino, De Regimine Principum IV, 14)… La prostituzione, secondo il ragionamento di questi signori, sarebbe la “valvola di sfogo” per mezzo della quale proteggere l’uomo, uno strumento di controllo, insomma, atto a controllare e limitare la ricerca del piacere del buon cristiano.

      • Valeria Palazzolo ha detto:

        Perfetto: quindi se in un qualsivoglia comportamento c’entra il sesso e il piacere sessuale, anche di uno solo, non si può esprimere nessuna opinione negativa, altrimenti si è moralisti come i Padri della chiesa. E ascoltami, Zorin, quindi se un signore seduce dodicenni fuori dalle scuole esprimere un’opinione in proposito, cosa che fa peraltro pure la legge, è normativo e bigotto? E rispetto a uno che fa la manomorta sull’autobus? E se la fa a te? D’altra parte c’è il sesso di mezzo, vorrai mica fare il bigotto e starlo a giudicare.

    • quark ha detto:

      Guarda che è stata la prostituta intervistata a dire che i suoi clienti sono persone perbene .
      Forse li conosce meglio lei di te … Se poi a te basta sapere che sono stati con una prostituta per considerarli come delinquenti , ne prendo atto . A casa mia usiamo altri parametri per valutare le persone

      • IDA ha detto:

        I suoi clienti, appunto, che non vuol dire tutti. Di tante cose che ha detto te ricordi solo questa, la più insignificante, Però è quella che ti fa comodo, e il bello è che sei venuto qui a dare dell’ipocrita agli altri.
        I clienti sono responsabili della tratta, perchè costituiscono la domanda. Spiegami, perchè nella prostituzione minorile viene arrestato il cliente. Perchè non legalizzate la pedofilia? Che differenza c’è?

      • Valeria Palazzolo ha detto:

        Ah, sì? E quindi a casa tua le persone non si giudicano in base ai comportamenti. E in base a cosa, di grazia? In base a come si vestono? Alla faccia che hanno? Al numero di scarpe che portano? Mi viene la curiosità di verificare se fare sesso senza curarsi del piacere dell’altro sia il solo comportamento che non si deve giudicare, o se questo parametro possa essere esteso ad altro: uno spacciatore di eroina è una persona perbene? E un rapinatore di pensionati? E un assassino?
        E bada che questo lo scrive una che per sua scelta insegna in galera, e che quindi tutti i giorni non solo ha a che fare con rapinatori, spacciatori e assassini, ma spesso, guarda un po’, a loro si affeziona anche. Questo secondo te significa che li consideri tutti santi?

        Ma dai. Il problema è che i comportamenti da sanzionare sono solo quelli degli altri.

  14. quark ha detto:

    Qualcuno spieghi a Ida che sito è gnoccaforum . Mi sembra abbia le idee un pò confuse …
    Per Ricciocorno : per curiosità ho contato quanti link esterni sono stati pubblicati nei commenti a questo articolo . Sono 13 , fino ad ora , i miei sono soltanto 3 . Se quelli che pubblico io sono quelli che ti innervosiscono di più non ci posso fare niente

    • Caro, quark, lo hai letto o non lo hai letto lo studio citato nell’articolo di Panorama?

      • quark ha detto:

        Ciao Riccio , ho letto quello che hai scritto tu a proposito di quello studio , e non mi sembra una grossa novità sapere che i clienti la prima volta che vanno con una prostituta lo fanno per soddisfare il proprio desiderio sessuale . Successivamente può capitare che diventano anche amici , a volte addirittura si innamorano . Tutto questo può succedere anche con una donna che non fa la prostituta ….

    • IDA ha detto:

      Io ti ho detto quelle cose, perchè sono stata su gnoccaforum, a differenza di te io verifico le cose, e se non lo hai capito cosa sono, pazienza, problemi tua.

  15. Zorin ha detto:

    Le argomentazioni utilizzate sono sempre piu’ fragili.

    A giustificare la pedofilia sono in prima fila, come al solito, le femministe pro-gender con le pedofile lezioni gender nelle scuole.
    Subire la mano morta su un autobus puo’ essere fastidioso ma di certo una palpata non ha mai ucciso nessuno. Io stesso ho subito toccatine non richieste sia da donne sia da uomini gay: sul momento puo’ essere fastidioso, ma e’ bastato far capire di non essere minimamente interessato e la cosa finisce li’. Le femministe, invece, come al solito esagerano e pretendono di criminalizzare un comportamento che al massimo provoca un po’ di fastidio.
    Se il fastidio e’ il criterio per istituire un reato, allora per me il femminismo dovrebbe essere reato perche’ le femministe sono le donne piu’ fastidiose del pianeta.

    Ma poi e’ ridicolo paragonare pedofilia e mano morta a un rapporto mercenario, che si consuma tra adulti consenzienti. Lo stesso paragone rivela le recondite motivazioni di chi lo fa, che vorrebbe screditare in tal modo il sesso fatto dietro pagamento di corrispettivo.

    Non c’e’ bisogno di argomentare oltre, basta ribadire che voler criminalizzare il sesso volontario e’ una posizione bigotta e liberticida per definizione, chi ha orecchie per intendere intenda.
    Le femministe, invece, continuino pure a spingere per la criminalizzazione di atti volontari, in modo che le persone di buon senso possano rendersi conto della natura repressiva e reazionaria del movimento.

    • “Le argomentazioni utilizzate sono sempre piu’ fragili.” disse quello che ha scritto “Le donne sono esseri preda delle emozioni” 🙂 Zorin, lo sai che c’è un nuovo talent show nel quale premiano talenti comici? Ti prego, se vai in TV, potresti dire che ti ho scoperto io?

      • Zorin ha detto:

        Un essere che modifica il proprio comportamento in modo cosi’ drastico e radicale come la donna non puo’ essere definito altrimenti, purtroppo.
        Mi riferisco alla differenza di comportamento che passa tra una donna innamorata e una donna dopo che e’ scaduto l’innamoramento, che e’ un sentimento di durata effimera. La donna innamorata fa di tutto per conquistarti e soddisfarti, la donna non innamorata e’ la solita rompiballe col desiderio sessuale di una mummia del pleistocene.

      • Una domanda Zorin: secondo la tua teoria, gli uomini che amano fare sesso con le prostitute lo trovano tanto gratificante perché
        – tutte le prostitute si innamorano dei loro clienti (e quindi, anche se donne, non si comportano da mummie del pleistocene)
        – ai clienti delle prostitute piace fare sesso con mummie del pleistocene?
        Ma se il cliente sposato che va a prostitute perché la moglie è una mummia del pleistocene in quanto non più innamorata, come fa a trovare gradevole il sesso con una prostituta che non è innamorata di lui e quindi è altrettanto mummia del pleistocene? Non potrebbe, codesto marito, tenersi la mummia che ha invece di cercarsene un’altra?
        Manchi di logica, Zorin, te ne sei accorto?

    • IDA ha detto:

      Zorin…dici: “Mi riferisco alla differenza di comportamento che passa tra una donna innamorata e una donna dopo che e’ scaduto l’innamoramento, che e’ un sentimento di durata effimera.”
      Sai come si chiama questo? DELUSIONE. Cioè la constatazione che le aspettative, le speranze coltivate non hanno e non avranno mai, riscontro nella realtà. Quando una donna apre gli occhi chiude le gambe, perché qualcuno l’ha ingannata, le ha fatto credere di essere quello che non è.
      Deve essere davvero triste la vita di una donna che deve soddisfare i desideri del marito e per i propri deve aspettare l’idraulico o l’elettricista o qualche giovanotto nei mari del sud.

  16. Zorin ha detto:

    Risposta x IDA
    Rispondo ai punti sollevati da IDA che ho letto solo adesso :

    1) Chi sono i 17mil di uomini che non vanno con le prostitute?
    Sono uomini che (1)hanno una vita sessuale soddisfacente e/o (2)hanno un desiderio sessuale modesto e/o (3)non hanno soldi che avanzano;
    2) Perche il 70% dei clienti sono sposati?
    Risposta ovvia: perche’ la stragrande maggioranza delle mogli non e’ in grado o, piu’ spesso, non e’ disposta a soddisfare sessualmente il marito.
    Le donne sono esseri preda delle emozioni: ti danno di tutto e di piu’ quando sono in preda agli effetti dell’innamoramento, sentimento quanto mai infantile e di durata effimera. Scaduto questo periodo di grazia, si ritorna al solito schema per cui il desiderio della donna e’ una frazione minuscola del desiderio di un uomo. Di fronte a questo schema, la prostituzione appare come la indispensabile valvola di sfogo per salvare i matrimoni e le famiglie.
    3) il 30% delle prostitute ha subito atti violenti.
    Questo non dimostra che tutti o la maggior parte dei clienti siano violenti, anzi.
    Dimostra che essendo la prostituzione un fenomeno di massa, in quanto risponde ad esigenze ancestrali dell’uomo, dalla prostituta passano tutti i tipi di uomini, compresi i violenti purtroppo.

    • “Le donne sono esseri preda delle emozioni”… Zorin, ma come puoi pensare che qualcuno prenda sul serio un simile argomento?

    • Paolo ha detto:

      Zorin, le donne sono preda delle emozioni nè più nè meno quanto gli uomini, possono essere ragionevoli o irrazionali quanto possono esserlo gli uomini

    • IDA ha detto:

      Zorin, Le teorie e giustificazioni che porti sono molto ottocentesche, del resto non solo te, ma sono simili a tutti i neo-maschilisti che incontriamo sul Web. Mi ricordano molto Cesare Lombroso; in “ La donna delinquente, la prostituta e la donna normale.” Del 1897, possiamo trovare affermazioni simili alle tue:
      “Un’altra prova della minore attività, sessuale è data dal meretricio, che indica bisogni ben maggiori nei maschi, ed a cui non corrisponde che in piccola parte e per le donne più degenerate il meretricio maschile” pag.56
      Uomo che paga per fare sesso, segue un suo istinto naturale, la donna che paga per fare sesso è una degenerata.
      “Questa maggiore frigidità e la passività delle donne nel coito è del resto comune alle femmine di tutti gli animali, ed è il risultato delle condizioni degli ovuli e degli spermatozoi, essendo gli ovuli come notano Tillet e Darwin più pesanti meno trasportabili degli spermatozoi; cosicchè questi anche nelle piante sono trasportati dal vento ;e nei primi animali che si mossero fu sempre il maschio che andò a cercare la femmina.” -pag 57
      Qui entra in soccorso anche la botanica. E poi come ha fatto a studiare il comportamento degli animali del Triassico; del Giurassico; Cretacico e del Paleogene?
      “All’obbligo della castità, diventato generale in tanti popoli, ma solo per la femmina, mentre ai maschi, salvo in pochi popoli ,non si poté imporre per le violenti ribellioni organiche” -pag.57
      “Essendo dunque la donna naturalmente e organicamente monogama e frigida, si comprende come le leggi dell’adulterio abbiano colpito la donna in quasi tutti i popoli, e non l’uomo. “pag.58
      “La donna, dunque, sente meno, come pensa meno, e così anche per il sesso è la sua ottusità dolorifica, darwiniana per non dire teleologica; essa ci spiega perché così facilmente ricada nella gravidanza malgrado
      i dolori del parto e malgrado prenda così poca parte ai piaceri dell’amore. L’uomo non farebbe altrettanto.” pag.66
      Anche se lui era un medico. Questa non è scienza, oggi tutto il mondo scientifico è concorde nell’affermare che: “Il metodo scientifico usato da Lombroso, anche se inserito nel contesto dell’epoca, non può essere elogiato o legittimato a causa delle inconsistenti basi su cui si poggia.” Senza dimenticare che queste teorie hanno portato ai campi di concentramento nazisti.
      Alla fine dell’ottocento, con il primo sviluppo del femminismo, con la richiesta delle donne di uno spazio pubblico, non solo Lombroso, ma tutto il mondo scientifico dichiarano guerra alle donne, naturalmente il mondo scientifico a quel tempo era costituito unicamente da uomini. Tutti cercarono di dimostrare che le donne non sono intelligenti, che sono una specie inferiore. “la donna, ha molti caratteri che l’ avvicinano al selvaggio, al fanciullo, e quindi al criminale: irosità, vendetta, gelosia, vanità. Cesare Lombrodo.
      Questa guerra è raccontata molto bene da Marilyn French: http://www.anobii.com/books/La_guerra_contro_le_donne/9788817842358/01a30fd8585e8bf34b
      Tutte queste teorie, sono state rifiutate dal mondo scientifico, ma ogni tanto riaffiorano.
      Ora Lombroso, non solo pensava che le donne erano meno intelligenti, ma non erano nemmeno portate per alcune discipline scientifiche, tipo la medicina, ma soprattutto la fisica e la chimica. Ora in quegli anni Marie Curie, vinse il Nobel per la fisica, 1903 siccome era una donna, quindi dispettosa, poco dopo vinse anche quello per la chimica e Lombroso morì.

    • IDA ha detto:

      In un commento precedente, dici che le donne che non trovano, non riescono a far sesso, perché non si danno da fare, si sono lasciate andare, non sanno mettere a proprio agio un uomo. Qui dici “maggioranza delle mogli non e’ in grado o, piu’ spesso, non e’ disposta a soddisfare sessualmente il marito.” Chi è al centro di tutto questo? L’uomo, c’è solo lui e i suoi desideri e fa le bizze come un bambino piccino. Ma non ha colpe, è la natura, al contrario le donne hanno tutte le colpe, se non fa sesso è “frigida” se lo fa è “degenerata”. La natura della donna deve rispecchiarsi nelle esigenze dell’uomo, altrimenti è “snaturata”.
      È una posizione arrogante e presuntuosa, dettata dalla superbia. Non vi chiedete mai perché, se ci sono donne che vogliono fare sesso e voi per farlo vi tocca pagare, forse sbagliate qualcosa? No! È la natura della donna, voi non avete mai nessuna responsabilità. Facile no?

      • Zorin ha detto:

        Si stava parlando di mariti che sono la maggioranza dei clienti: in questo caso certamente la responsabilita’ ricade sulla moglie che non soddisfa sessualmente il marito.
        Soddisfare sessualmente il marito e’ un dovere della moglie, e per dovere intendo non a livello di leggi, che notoriamente in Italia sono ultrafemministe, ma di morale.
        E’ un dovere morale della moglie soddisfare il marito: se non ha voglia, se e’ stanca, ecc. e’ suo dovere morale fare uno sforzo per rendere felice il marito, altrimenti che razza di moglie e’ ?
        Il sesso nel matrimonio si fa anche per dovere, anzi soprattutto per dovere, perche’ l’astinenza coniugale distrugge il matrimonio e la famiglia.

      • Zorin, posso chiederti se sei sposato? Non rispondere se non vuoi, è una domanda molto personale.
        Un’altra domanda: c’è anche il dovere morale del marito di soddisfare la moglie nel matrimonio oppure quello non c’è neanche bisogno di enunciarlo perché si sa che qualsiasi uomo è sessualmente straordinario di default?

      • IDA ha detto:

        Ho capito, per te Cesare Lombroso era progressista. Io sapevo che i coniugi, hanno gli stessi diritti e doveri giuridici e morali, tra cui la fedeltà. Ma forse è un concetto femminista. Nel tuo diritto di famiglia, (morale) non c’è il dovere di non mettere a rischio la salute del coniuge? Perchè molto spesso, i clienti, addirittura sono disposti a pagare un prezzo extra, per farlo senza preservativo e dopo portano i “regalini” alla moglie mentre adempie al suo dovere.
        Forse stavi scherzando? Se stavi scherzando ci sono cascata, ti ho preso sul serio, mi rendo conto anche perchè molti uomini considerano le mogli delle prostitute e poi vanno con le prostitute e fanno i romantici, i sensibili, alla ricerca di rassicurazioni e comprensione.
        Mi sono sempre chiesta, ma a chi si riferiva Jane Austen con la sua famosa frase: “Una metà del mondo non riesce a capire i piaceri dell’altra metà.” Ora mi è tutto chiaro.

      • Paolo ha detto:

        la legge non è ultrafemminista, p solo giusta e quindi stabilisce il dovere di reciproca assistenza morale e materiale tra i coniugi, reciproca, zorin, e tra l’assistenza morale rientrano anche i rapporti sessuali tanto è vero che obbligare il coniuge a una prolungata astinenza sessuale è considerato un buon motivo per chiedere la separazione con addebito. Ora so che per te le donne (se non sono innamorate) non hanno desideri sessuali verso il coniuge quindi per te il marito non ha il dovere di soddisfarle sessualmente ma allora il signor marito non può stupirsi se cercano soddisfazione con il già citato “idraulico”..e certamente ritengo legittimo anche che un marito insoddisfatto cerchi felicità (anche sessuale) altrove, ma qui viene il punto sollevato da Ricciocorno, le domande che ti ha rivolto le faccio mie e aggiungo una terza: perchè i mariti si tengono una moglie che non li desidera sessualmente invece di chiedere la separazione con addebito? la legge da’ loro ragione, negare per anni il sesso al coniuge è una violazione dei doveri coniugali di assistenza morale e allora perchè restano con la “mummia del pleistocene”‘?Forse perchè questa mummia anche se non li scopa più continua a pulire le loro mutande?
        E non ti chiedo neanche se forse i mariti non hanno qualche responsabilità nel calo del desiderio della moglie 8e chiaramente lo stesso vale a parti invertite) poichè so già come risponderai

    • IDA ha detto:

      Chi si prostituisce, anche quando non è vittima di traffico sessuale, è esposto a un rischio elevato di violenze fisiche e sessuali. Le prostitute, ben presto imparano delle tecniche per assecondare e controllare alcuni tipi di clienti. ,Es.. Tipo uno: Non tollera la ribellione, la reazione e il rifiuto. Ruoli distinti, dominante/dominato. Si sente uno a cui è dovuta la sottomissione della donna, tendente alla violenza verbale e fisica. Questi costituscono la maggioranza dei clienti. Poi c’è l’economo, quello che tira sul prezzo o si dimentica di pagare. Il romantico: Si sente come uno che piace, considera la prostituta come una donna forte, che si può innamorare di lui. Il feudatario: Si percepisce come il feudatario che riscuote . Rituale della selezione: passare in rassegna la merce. Il virtuale e il goliardigo, che chiede cose strane, che ricerca nella prostituta quello che non farebbe mai con sua moglie, ma la maggioranza dei clienti è costituita dal tipo uno. Che sono anche quelli più pericolosi, insieme all’economo.
      (Luisa Leonini in: Sesso in acquisto : una ricerca sui clienti della prostituzione- 1999)
      Poi per sapere anche quello che loro pensano dei clienti vedi qui:
      https://lunanuvola.wordpress.com/2016/04/14/caro-acquirente-di-sesso/

  17. Morgaine le Fée ha detto:

    Prima di tutto devo esprimere la mia ammirazione per Ida e Valeria, per via delle argomentazioni e l’infinita pazienza. 🙂
    A questo punto voglio spararle grosse anch’io e ribattere a Zorin sullla sua stessa lunghezza d’onda e livello 😉
    (sarcasm mode on)
    “Perche il 70% dei clienti sono sposati?
    Risposta ovvia: perché la stragrande maggioranza dei mariti non é piú in grado di soddisfare sessualmente le mogli, le quali, di conseguenza, perdono interesse per loro.
    Gli uomini sono esseri preda di istinti animali e dominatori, ti danno di tutto e di piú quando sono in preda al testosterone, ormone che causa reazioni primitive e aggressive.
    Scaduto l’effetto degli ormoni, ritornano al solito schema per cui una donna “é quella cosa inutile che sta attorno alla vagina” (Gnoccatravel, cit.) e riducono le interazioni umane al minimo.
    Di fronte a questo schema, la prostituzione appare come la valvola di sfogo affinché gli uomini continuino a sentirsi potenti e possano esercitare il proprio desiderio di dominio nonostante eventuali scadenti prestazioni sessuali”.
    (sarcasm mode off)
    E poi dicono che non c’é bisogno di educazione affettiva giá in tenera etá.

  18. quark ha detto:

    Ho letto soltanto adesso un link postato da Ricciocorno in cui si leggono dichiarazioni trionfalistiche di politici , magistrati , forze dell’ordine ecc. sul successo del modello nordico in Svezia . Faccio notare che la legge svedese sulla prostituzione è stata oggetto di studio di numerosissime organizzazioni non governative , le quali smentiscono categoricamente i successi vantati dai fautori di tale legge .
    L’Università di Lund , Svezia , ha condotto uno studio durato cinque anni , dal 2005 al 2010 , dal quale viene fuori che in realtà la prostituzione in Svezia non è affatto diminuita , e che le prostitute hanno visto aumentare in modo significativo il rischio di aggressioni e violenze . Più recentemente , sempre in Svezia , l’Università di Malmoe , con a capo la professoressa Holmstrom , è arrivata alle medesime conclusioni . Il professor Ronald Weitzer , ricercatore conosciuto in tutto il mondo (suppongo non in questo blog … ) , a proposito di ciò dichiara : ” Non sono sorpreso dalle conclusioni della Holmstrom . I sostenitori della legge hanno reso molte dichiarazioni infondate da un punto di vista puramente ideologico … ” . Potrei continuare con Amnesty International , con le associazioni internazionali che si occupano dei diritti delle prostitute ecc…
    La manipolazione dei dati da parte dei fautori del modello svedese è ormai ben nota , evito di postare troppi link sennò Ricciocorno si irrita … uno però voglio pubblicarlo perchè è molto recente , e spiega in che modo le prostitute svedesi aggirano facilmente la legge , dimostrando , casomai ce ne fosse bisogno , che qualsiasi modello proibizionista in materia di prostituzione , è destinato a fallire
    https://news.vice.com/it/article/prostitute-svedesi-airbnb-legge

  19. Morgaine le Fée ha detto:

    Da una presentazione dell’Universitá di Göteborg:
    http://www.gu.se/omuniversitetet/vision/likabehandling/Nyheter/Nyheter_detalj//svensk-modell-mot-prostitution-anammas-av-eu.cid1216326
    ” Sverige har sexköpande minskat och antalet prostituerade ligger still. I Tyskland och Holland där man i stället legaliserat prostitutionen så visar utvärderingar att både prostitution och trafficking ökat och att det förekommer mer våld och kidnappningar.
    I Holland trodde man att sexköpare skulle rapportera om de stötte på trafficking men det har inte skett. Drömmarna om ett bättre liv för de prostituerade visade sig bli tvärtom.”
    “In Svezia l’acquisto di sesso é diminuito e il numero di prostitute é rimasto costante. In Germania e Olanda dove invece la prostituzione é stata legalizzata i rapporti mostrano che sia prostituzione che trafficking sono aumentati e vi sono piú violenza e rapimenti. In Olanda si é creduto che i clienti facessero rapporto nel caso incappassero in casi di trafficking, ma non é successo. I sogni di una vita migliore per le prostitute si sono rivelati l’opposto”.
    Nello stesso articolo:
    “Charlotta Holmström […] menar att en viktig orsak till att den svenska modellen börjat sprida sig i Europa är de europeiska prostitutionsmarknadernas förändring de senaste femton åren. Det har skett en tydlig internationalisering och antalet kvinnor från forna sovjetstater och utomeuropeiska länder har ökat.- Det har gjort problemen synliga och tydliga och ökat intresset för den svenska modellen eftersom rapporter visar att problemen med människohandel och synlig prostitution är förhållandevis begränsade här.”
    “Charlotta Holmström dice che un’importante causa della diffusione del modello svedese sono i cambiamenti del mercato europeo della prostituzione negli ultimi 15 anni. È successa una chiara internazionalizzazione e il numero di donne dall’ex-URSS ed extraeuropee é aumentato. Ha reso il problema visibile e aumentato l’interesse per il modello svedese perché i rapporti mostrano che il problema del trafficking e della prostituzione visibile é relativamente limitato qui.”
    Anche C. Holmström conferma dunque che il modello svedese limita con successo il mercato di esseri umani.
    Aggiunge: “- Ursprungligen var idén med kriminalisering av sexköp att det skulle fungera som ett komplement till sociala insatser. Kritiken går bland annat ut på att om fokus i första hand ligger på repressiva åtgärder, och att de sociala insatserna riktade mot prostitutionen inte prioriteras, så finns det risk att kriminaliseringen slår mot dem som den var tänkt att hjälpa.”
    “all’inizio l’idea di criminalizzare l’acquisto di sesso era che dovesse funzionare come complemento per iniziative sociali. Le critiche [verso il modello svedese, ndt] riguardano il fatto che si é puntata l’attenzione verso iniziative repressive, mentre le iniziative sociali non hanno avuto la prioritá, cosí c’é il rischio che la criminalizzazione si ritorca contro chi avrebbe avuto bisogno di aiuto” .
    Hölmström non critica dunque la legge in sé, ma il modo in cui é stata applicata, che avrebbe potuto essere piú effettivo se le iniziative sociali avrebbero avuto la prioritá.

    • quark ha detto:

      Considerato che la legge è del 1998 , significa che in quasi vent’anni in Svezia non sono stati buoni ad applicare per bene questa legge !!! Quanto dobbiamo aspettare ancora perchè questa benedetta legge possa funzionare ? Io ho l’impressione che questa legge non funziona semplicemente perchè è sbagliata …

      • IDA ha detto:

        Per quello che riguarda la prostituzione, nessun sistema nessuna legge funziona e potrà mai funzionare. Lo scopo principale del sistema, secondo me è quello di garantire la libertà a chi vuole prostituirsi e dare la possibilità a chi non vuole di uscirne.

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Ida: esatto!
        Quello che si può dire del sistema svedese è che finora si è rivelato il migliore per limitare il fenomeno della tratta, mentre gli altri l’hanno solo peggiorata.
        Curioso che per i paladini della prostituzione questo non abbia alcuna importanza, mentre loro hanno cosi’ tanto a cuore la libertá di quella minoranza che esercita volontariamente (e che il modello nordico fralaltro neppure limita o criminalizza).
        Chi è l’ipocrita qui?

      • IDA ha detto:

        Morgaine le Fée.. Da quello che so io, il modello svedese, fa alzare i prezzi delle prestazioni. Forse è questo?

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Ida. Non so risponderti su questo. Posso provare a informarmi.

    • IDA ha detto:

      Bugie e verità è facile, sopratutto se si dicono le mezze verità. Ti prendo solo quello della tratta. I numeri che riportano, sono quelli accertati secondo la nuova legge, ma la stessa polizia e la magistratura, si lamentano che non hanno più strumenti per perseguire il fenomeno della tratta, ed è quasi impossibile da dimostrare. La polizia, senza mandato non può entrare nei bordelli, la prostituzione in strada è vietata. Se vai a vedere nei casi accertati sono tutte ragazze inferiori ai 21 anni. Quindi la tratta non è diminuita, ma non si può dimostrare, La legge del 2002 obbligava i comuni a comunicare il numero delle ragazze che esercitavano e risiedevano sul suo territorio. Nel 2013 ancora nessuna comunicazione da parte dei comuni. Questa è una norma che a loro dire, serviva per combattere la tratta, ma ancora non applicata. Per non parlare dell’evasione fiscale. Oppure per i controlli sanitari? Dopo 15 anni, lo stato ancora non sa quante donne si prostituiscono sul suo territorio e questo era una delle prerogative della legge. In pratica dopo 15 anni è garantito solo il business ai papponi, il resto rimangono solo delle belle parole.

  20. Morgaine le Fée ha detto:

    Comunque, in tutta questa discussione: sembra che i post di Ricciocorno sulla prostituzione siano i più popolari e commentati di sempre. Ciò grazie ai devoti osservatori di, presumo, Gnoccatravel che si sentono punti sul vivo.
    Interessante anche il fatto che loro vengono qui e commentano a nastro, ma proibiscono alle donne di intervenire sul loro. Che cosa volete? L’abbiamo capito che a voi delle donne e del loro benessere non interessa nulla, mettevi il cuore in pace sul fatto che molte donne non sono disposte a zerbinarsi per i vostri capricci. Punto.
    Forse, oltre all’eccesso di testosterone, non attivate i neuroni specchio.

    • men ha detto:

      io leggo i post di gnoccatravel così come leggo quelli di ricciocorno. io però su gnoccatravel non ho mai scritto (tra l’ altro bisogna registrarsi) qui scrivo e cerco un confronto. il ricciocorno modera i commenti quando ritiene che i miei siano offensivi o che non vadano bene li può censurare se li pubblica significa che rispetto gli standard di educazione. gnoccatravel ha dei moderatori dei quali non faccio parte per cui se non vi fanno scrivere su quel sito la colpa non è mia. si è parlato molto di mariti mogli ecc…io non sono sposato e non ho la morosa e siccome come dici tu molte donne non sono disposte a zerbinarsi per i miei capricci, io vado a prostitute pago le tratto con modi gentili come faccio in genere con tutti. di tutto questo la cosa che non capisco perché a te e quelle come te la cosa dia fastidio. a me non da fastidio se una donna va con l’ idraulico o nei mari del sud o va allo spogliarello per l’ 8 marzo. poi dite i clienti sono cafoni prepotenti ecc…mica è vero non sono tutti così poi c’ è anche chi è arrogante e prepotente con il cameriere al ristorante ma non è che tutti quelli che vanno al ristorante sono cafoni.

      • Il tuo nick, “men”, è la versione più breve di “Not all men”, giusto? https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/05/29/notallmen/
        “siccome come dici tu molte donne non sono disposte a zerbinarsi per i miei capricci, io vado a prostitute pago le tratto con modi gentili”: quindi, caro men, le prostitute sono donne che si “zerbinano”.
        Lo zerbino è quel piccolo tappeto, normalmente di forma rettangolare, posizionato immediatamente fuori o dentro l’ingresso di una casa o di un edificio, per consentire alle persone di pulirsi le suole delle scarpe prima di entrare; a causa del suo utilizzo, il termine zerbino viene anche utilizzato per canzonare persone che si comportano passivamente quando vengono sfruttate o prevaricate da altre persone.
        Le parole sono importanti e le parole che scegli, men, ci suggeriscono che genere di rapporto hai tu con il sesso.

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Vedi, una relazione non implica che ci sia un uomo con capricci che utilizza una donna pronta a soddisfarli incondizionatamente. Una relazione è un rapporto alla pari.
        Ciò che, personalmente, mi spaventa, è che ci siano diversi uomini lá fuori che hanno questa idea delle relazioni e la considerino totalmente legittima. Mi da fastidio il pensiero che ci siano cosi’ tante persone, anche giovani, che non riescano a trattare altre con rispetto e dignitá. Che tu tratti con gentilezza le prostitute non esclude il fatto che tu comunque le tratti come generi di consumo, cioè come oggetti che tu alla fine non riconosci come pari a te. C’è il paradosso di un rapporto intimo con una persona, in cui le entri letteralmente dentro il corpo, fatto con la più totale, spersonalizzante mancanza di intimitá e considerazione. Come ti poni rispetto a questa situazione, ci hai mai pensato? Credi che il “trattarle con gentilezza” compensi qualcosa? Anche in America c’erano gli schiavisti gentili, ma sempre schiavisti erano, e i negri non avevano la stessa dignitá dei bianchi ai loro occhi, altrimenti non li avrebbero tenuti come schiavi.

      • men ha detto:

        riccio il termine zerbino l’ ha usato la tua amica morgaine la fee io ho solo ripreso la sua frase. non voglio una donna zerbino ma nemmeno una stronza con la quale ci esci scatta anche un bacio ma poi ti da l’ alt se allunghi una mano…e allora io ho deciso che quando ho voglia pago senza perdere il tempo della bevuta del corteggiamento e ottengo l’ obbiettivo che ogni uomo ha quando chiede ad una donna di uscire con il minimo sforzo e una spesa accettabile.
        ah il mio nick non è la traduzione dall’ inglese di uomo è solo un diminutivo del mio cognome.

      • Paolo ha detto:

        peccato che le donne che non danno l’alt vengono giudicate puttane o “donne che non rispettano se stesse” e via blaterando

      • “l’ obbiettivo che ogni uomo ha quando chiede ad una donna di uscire con il minimo sforzo e una spesa accettabile”: l’obiettivo che tu hai, men. Cosa ne sai di cosa vogliono tutti gli altri uomini? Io so per certo che ci sono uomini che possono passare una gradevolissima serata con una donna anche sapendo che non se la scoperanno. Io ho tanti amici uomini, men.

      • Paolo ha detto:

        non solo: si può voler conoscere una donna e parlarci anche sperando in futuri sviluppi sessuali e/o sentimentali ma senza ritenere un affronto un suo eventuale no

      • IDA ha detto:

        Sai men.. i rapporti e relazioni con una persona, costano, costano molto. E certo con una prostituta è tutto molto più facile. Basta pagare. E questo è un comportamento tipico dei maschi; fuga dalle responsabilità. Non tutti naturalmente.
        Con una prostituta, non paghi il sesso, ma il suo consenso. per dieci venti minuti, hai il consenso di usare i suoi orifizi come ti pare. Ma ti sei mai chiesto cosa pensa lei in quei dieci, venti minuti? cos’è che la spinta a fare quella “professione”? Se è vittima di tratta oppure no? E come si sente la notte quando va a letto e la mattina al risveglio? Hai mai visto segni di violenza sul corpo di qualche prostituta? Forse no, e non ti interessa nemmeno di saperlo, ed è questo il problema, non basta essere gentili ed educati. Nell’esercizio della sua professione, una prostituta, incontra tante umiliazioni e tante violenze che ognuno di noi rifiuterebbe non solo se capitasse a se stessi, ma anche ad un’amica, una sorella, una conoscente, sarebbe una cosa intollerante, ma lo consideriamo normale, se capita ad una prostituta.
        Può sembrare strano, ma sai che molte prostitute- molte, quindi non tutte- si vergognano, per quello che sono per quello che fanno. Ho conosciuto una persona, che aveva segni sul braccio, delle sigarette che il suo ex marito e pappone che le spegneva per punirla quando non portava i soldi che lui aveva stabilito, Lei ha fatto di tutto per liberarsi di lui, ha divorziato, lo ha mandato due/tre volte in carcere, ma quando usciva erano botte. E mi ha raccontato dei vari sistemi che usava per farle male e non lasciarle i segni. Trovò una via di fuga, l’alcol, aveva iniziato a bere tanto che non poteva nemmeno esercitare ed erano nuovamente botte, ma ormai lei era anestetizzata sia nell’anima che nel corpo. Questo è un caso, uno dei tanti che si possono anche leggere sul web, ma quando lo ascolti dalla diretta interessata, guardandola negli occhi, ti garantisco fa un’altro effetto. Tutto questo per dirti che una prostituta non è una fica, ma una persona, con i suoi desideri, sogni, illusioni, speranze, con il loro bisogno di affetto, amore, rispetto e considerazione.

  21. Zorin ha detto:

    x Riccio:
    Il dovere del marito di soddisfare la moglie c’e’, ovviamente entro i limiti dell’umana pazienza: perche’ molte donne chiedono tempi estenunati a praticare preliminari e cunnilingus per raggiungere l’orgasmo, e questo non e’ ammissibile, il sesso si deve fare in tempi e modalita’ umane.
    Questo sempre che la moglie non sia invece totalmente disinteressata al sesso, anzi sia infastidita da esso come spesso accade.

    x IDA
    L’obbligo della fedelta’ esiste, ma va sempre tenuto in conto l’appetto sessuale insaziabile dell’uomo, cui va perdonata la scappatella con la prostituta se questa non ha significato altro che lo sfogo dello stimolo sessuale, senza nessuna implicazione sentimentale.

    x Paolo
    Perche’ i mariti non lasciano le mogli pigre a letto? Ma scherzi o dici seriamente?
    Anche se le leggi sulla carta sono improntate alla parita’ dei coniugi, la pratica giurisprudenziale e’ gravemente sbilanciata contro l’uomo per cui da un divorzio l’uomo ha sempre tutto da perderci: ci perde la casa, la possibilita’ di vedere i figli per un tempo congruo, e oltre la meta’ dello stipendio che se ne va in mantenimento alla ex moglie e affitto o mutuo per l’acquisto di un nuovo tetto sotto il quale vivere.

    • “perche’ molte donne chiedono tempi estenunati a praticare preliminari e cunnilingus per raggiungere l’orgasmo, e questo non e’ ammissibile, il sesso si deve fare in tempi e modalita’ umane”: e certo, se le donne con te non raggiungono l’orgasmo in “tempi umani” (i “tempi umani” li stabilisci tu, ovviamente; mi piacerebbe sapere quanti secondi ricomprende, un “tempo umano”) la colpa è solo loro, non è un problema di incapacità del partner “insaziabile”.
      Inoltre, non venire qui a scrivere la storiella del povero papà separato proprio qui, Zorin, perché caschi male.
      La stampa mainstream non fa che lamentare i problemi economici degli uomini separati, dimenticandosi di raccontare che, dati alla mano, anche le madri separate non navigano nell’oro: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/03/07/parita-di-genere/
      Tra gli uomini separati in difficoltà e le donne separate in difficoltà si nota però una differenza non da poco: gli uomini non fanno che scagliarsi contro le donne, mentre le donne si danno da fare per sopravvivere: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/03/28/chi-scrive-manifesti-e-chi-si-rimbocca-le-maniche/
      Vogliamo parlare del discorso sui figli? https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/10/10/se-chiedo-aiuto-mi-porteranno-via-i-bambini/

      • Zorin ha detto:

        Certo che se una donna, dopo un’ora di preliminari e cunnilingus con annessa stimolazione “digitale”, non e’ ancora pronta per l’orgasmo, si deve prendere tutta la colpa della propria frigidita’ e permettere al malcapitato partner di venire lui.

        Quanto al tema dei padri separati, non credo sia utile discutere con dei link a post scritti da te stessa, che e’ il massimo dell’autorefernzialita’.

      • Zorin, tu rimproveri a me l’autorefenzialità? 🙂 🙂 Io non posso fare a meno di trovarti divertente…

    • Morgaine le Fée ha detto:

      Fammi capire zorin: se il marito vuole il pompino è una richiesta legittima, se la moglie vuole il cunnilingus allora siamo ai limiti dell’umano?
      Se la moglie ci mette tempo a raggiungere l’orgasmo (il che implicherebbe anche più tempo a letto 😉 ) allora è una richiesta impossibile, mentre l’uomo può metterci il tempo che gli aggrada?
      Se la donna vuol fare sesso con modalitá sue ciò “non è ammissibile”, se l’uomo vuol fare sesso con modalitá sue allora “è umano”?
      Quanto vi hanno viziato i vostri genitori? ( non voglio una risposta, ma la domanda nasce spontanea).

      • Paolo ha detto:

        Morgaine, mi sa che è inutile ragionare. a Zorin il godimento femminile non interessa affatto (e si stupisce del perchè non riesce a scopare gratis e magari ora risponderà che in realtà “nessuna scopata è gratis per un uomo” che è la storia che ogni puttaniere si ripete per consolarsi un po’ come i brutti che hanno bisogno di raccontarsi che siamo tutti belli o gli incapaci che si racontano la storia del genio incompreso)

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Eh, Paolo, io sono d’accordo con te. È che a questo punto sono anche curiosa di vedere quanto procederanno con le arrampicate sugli specchi prima di ammettere onestamente che a loro non gliene frega nulla.

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Chiosando il tuo commento, Paolo, credo proprio anch’io che questi signori non vogliano percepire la differenza tra “donne che non vogliono scopare” e “donne che non vogliono scopare con me”. Ci sono tante donne a cui farebbe piacere una botta e via, ma sicuramente non con qualcuno che le tratta come un insieme di orifizi e a cui interessi solo il proprio godimento. Anche con la botta e via si vuol comunque godere in due, e lo si percepisce se non è cosi’, tanto più con uno che non gradisce il sesso orale, si fa problemi coi tempi, eccetera. Poi si lamentano che agli appuntamenti la tipa scappa.
        Si vede che manca tanto l’educazione sessuale e affettiva in famiglia e a scuola.

      • Zorin ha detto:

        No, siamo ai limiti dell’umano quando il marito vuole un giusto sfogo sessuale e la moglie gli impone lunghissimi tempi a praticare preliminari e cunnilingus: se si tratta di pochi minuti ok, se si prentendono 30-40 minuti di preliminari e cunnilingus tutte le volte la cosa e’ impraticabile e il marito fa bene ad andare a puttane.

      • IDA ha detto:

        Ma si Zorin, una sveltina e via… ma che vuole questa puttana, anche godere!

    • IDA ha detto:

      Appetito sessuale insaziabile dell’uomo? Ve la suonate e ve la cantate.
      Va perdonata la scappatella con la prostituta? E chi lo stabilisce. Sempre l’appetito insaziabile dell’uomo? Ma la scappatella della moglie, si può perdonare?
      Una relazione sentimentale, si può capire, perchè i “sentimenti non si comandano”, la scappatella è una scelta, quindi è molto più grave. Comunque, se mio marito mi portava una giustificazione dl tipo: “la scappatella con la prostituta se questa non ha significato altro che lo sfogo dello stimolo sessuale, senza nessuna implicazione sentimentale.” Bene, queste sarebbero state le sue ultime parole.

      • Zorin ha detto:

        E’ esattamente il contrario: l’appetito sessuale dell’uomo e’ uno stimolo biologico, e dunque e’ incontrollabile.
        Allo stesso modo in cui un erezione mattutina e’ un fenomeno biologico automatico, cioe’ e’ un fenomeno che si verifica a prescindere dalla volonta’ del soggetto.

      • IDA ha detto:

        E quindi la mattina quando hai un’erezione ti inchiappetti chiunque passi nelle vicinanze, perchè è incontrollabile?

      • Paolo ha detto:

        Zorin stavolta faccio mio il quesito che ti pone Ida

  22. men ha detto:

    ida tu riproponi sempre il caso della prostituta sfruttata e presa a botte dal pappone ma quelle che frequento io ti assicuro che lo fanno di loro spontanea volontà. con un paio ci sono diventato pure amico e mi hanno raccontato della loro vita una di loro poteva cambiare vita se lo avesse voluto ma ha preferito rinunciare al suo uomo (nel senso di moroso e non di pappone) piuttosto che alla sua professione.
    è vero costruire una relazione costa fatica e sacrificio cose che io non sono disposto a fare o almeno non ho mai incontrato una donna che fosse riuscita a convincermi a cambiare modo di vivere. forse un giorno cambierò anche io ma per il momento sto bene così

    • IDA ha detto:

      Certo men, non tutte, ogni storia è una storia a se, la prostituzione è fatta da tutte queste storie, da quella contenta a quella che non lo è. Il problema è proprio questo, come si fa a garantire il diritto ad esercitare a chi lo vuol fare e aiutare chi ne vuole uscire?
      Dici che ha scelto di continuare ad esercitare ed ha rinunciato ad avere un ragazzo. E perché? Se è un mestiere come un altro che problema c’è? Molte donne lavorano ed hanno una famiglia. Il cliente della prostituta spesso ha una famiglia, il gestore degli spazi, il pappone hanno una famiglia. Solo per le prostitute è un problema, che rimane solo loro e non interessa nessuno, il cliente vuole solo trombare e il pappone fare profitti. Basta!
      In Italia circa il 30% delle prostitute hanno dei figli, ma se si viene a sapere il mestiere che fanno, rischiano di perdere il figlio. Io noto, che tutti quelli che parlano in nome delle prostitute, tutte queste tematiche non interessano, parlano di scelta e di libertà, ma le conseguenze devono continuare a pagarle solo le prostitute. I modelli tipo la germania, se una prostituta, se si prende una delle tante malattie sessualmente trasmesse, deve sospendere l’attività e se continua l’attività rischia il carcere. È come se te, in fabbrica, contrai una malattia professionale e ti licenziano, ma in fabbrica tutto rimane come prima, altri operi rischiano di contrarre la stessa malattia. Fanno passare il controlli sanitari, come una garanzia alla sicurezza della salute delle prostitute, quando non è così. Se realmente ci sta a cuore la salute delle prostitute, il controllo sanitario, bisogna farlo al cliente, che la mogie del cliente sia a conoscenza dell’attività sessuale del marito, perché anche lei deve essere consapevole dei rischi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...