Il viaggio di uomo dalla misoginia al femminismo

Una traduzione da I was a Men’s Rights Activist, di Edwin Hodge.

Dedico questo pezzo ai miei più affezionati lettori e prolifici commentatori: a Zorin, men, Emanuele Di Felice, Alessio e, visto che non posso nominarvi uno per uno (anche perché non sempre siete fedeli al vostro nickname), a tutti i ragazzi di A Voice For Men, agli Uomini Beta, a quelli di Questione Maschile, gnoccatravels e gnoccaforum, e naturalmente a Valerio, Davide, Luca e tutti quelli che sono passati di qui a ricordarmi “i milioni di milioni di poveri papà separati“. Se ho dimenticato qualcuno, beh, ero imperdonabile anche prima, quindi…

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Ho scoperto movimento per i diritti degli uomini quando avevo 22 anni e lavoravo in una libreria nel centro di Kelowna, British Columbia. Stavo cercando di guadagnare qualche soldo prima di iniziare il mio secondo anno di università.

Ero nella sezione self-help di fronte a i nostri libri più popolari e, mentre li sistemavo in modo che fosse visibile il dorso, ho notato il titolo “Diffondere la misandria: il disprezzo per gli uomini nella cultura popolare“.

Non avevo mai visto la parola “misandria” prima, ma ero in grado di dedurre immediatamente il suo significato: se la misoginia è l’odio verso le donne, la misandria deve essere l’odio verso gli uomini.

Wow, questo sì che è audace e controcorrente, ho pensato. Non mi era mai capitato di sentire che un maschio bianco ed eterosessuale potesse essere quello discriminato. Era  così provocatorio. Sulla copertina c’era un ragazzo bianco con addosso un completo elegante che veniva strangolato dalla sua cravatta.

Ero in quello strano periodo della vita in cui cerchiamo di costruire la nostra identità adulta, destreggiandoci fra opposte visioni del mondo, così ho pensato, che diavolo? Leggo questo.

L’ho comprato. Studiavo scienze politiche, all’epoca, quindi non avevo mai riflettuto su fenomeni sociali come la misoginia e il sessismo. E’ stata una rivelazione. Il libro parlava di come la cultura pop demonizza i maschi bianchi eterosessuali perché sono l’unica porzione di popolazione che è accettabile prendere in giro.

Il capitolo che spiccava di più era quello che descriveva il modo in cui gli uomini sono ritratti dalla televisione, in particolare nelle sitcom: imbranati babbei. Le loro mogli, invece, sono donne illuminate costrette a sopportare dei mariti idioti. La cultura pop rappresentava gli uomini come dei buffoni di corte, degli sciocchi. Le donne erano quelle “empowered”, la voce della ragione. Home Improvement (Quell’uragano di papà), con un Tim Allen che si esprimeva a grugniti, ne era l’esempio.

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Se ci ripenso oggi, mi rendo conto che Home Improvement riproduceva dinamiche di genere anni ’50. Il protagonista era un uomo che aveva un sacco di successo con il suo show televisivo, che era il capo di se stesso e aveva organizzato l’intero garage di casa in modo da poter trascorrere tutto il suo tempo libero riparando vecchie auto. La moglie, invece, era relegata alla sfera domestica, e anche se aveva un lavoro, la sua vita professionale era marginale rispetto al suo ruolo di madre e moglie.

Ma mi ci è voluto molto tempo per rendermene conto.

Non so se provavo la sensazione che gli uomini stessero perdendo il loro ruolo nella società prima di leggere “Diffondere la misandria”, ma so che il libro ha cristallizzato quella sensazione.

La libreria dove lavoravo aveva questa politica: permetteva ai dipendenti di prendere i libri per farsene un’idea allo scopo di riferire ai colleghi sul loro contenuto. Pensavano che questo avrebbe aumentato l’alfabetizzazione del personale in modo che tutti fossero in grado di vendere meglio, così una settimana dopo ho esposto “Diffondere la misandria” ai miei colleghi.

Di solito le relazioni dei libri scatenavano un dibattito, ma dopo la mia scese il silenzio. “Sapete, questo ragazzo ha degli argomenti validi, anche se alcune parti sono un po’ eccessive” dissi. Tutti i membri del personale presenti erano donne – la maggior parte delle quali erano studentesse universitarie, ma c’erano anche donne più anziane – e mentre parlavo si guardavano l’un altra con circospezione. Ho pensato che quello era il mio discorso della montagna, che stavo rivelando qualcosa che era necessario che tutti sapessero. Invece, una donna di 50 anni mi ha fissato per circa 40 secondi in assoluto silenzio prima che il direttore intervenisse: “Va bene. Grazie per questo.” E ‘stato uno dei momenti più imbarazzanti della mia vita.

Quell’occasione fu per me la conferma dell’esistenza della misandria. Perché erano così arrabbiate? Ovvio che si erano sentite minacciate da quello che stavo dicendo. Tutte furono molto meno gentili con me, dopo quell’episodio.

Circa tre settimane dopo, sono stato licenziato. Non ho alcuna prova che il licenziamento fosse collegato alla mia esposizione del libro. C’è da tenere da conto che ero un po’ stronzo allora – ero scortese e avevo la tendenza ad aggredire le persone che consideravo meno intelligenti di me.

Ero così confuso in quel momento della mia vita, così insicuro, che ero particolarmente sensibile a questa cosa dei diritti degli uomini. Le mie opinioni politiche erano sconnesse e disorganiche: pensavo di essere un ultraliberale e allo stesso tempo stavo esplorando profondamente il mio cattolicesimo – ero più confuso che mai. (Essere un liberale non collima granché con i dettami di una Chiesa autoritaria fondata su rigide gerarchie.) Da ragazzo avevo amato le armi e la caccia e avevo desiderato entrare nelle forze dell’ordine. Poi, all’università, mi ero reso conto che odiavo la caccia ed ero diffidente nei confronti delle forze dell’ordine.

Più tardi, ho scoperto di soffrire di depressione clinica. C’è parecchia letteratura che spiega come i gruppi estremisti – i men’s rights o quelli della supremazia bianca – sfruttano giovani uomini la cui vita è in fermento, le loro credenze in conflitto. “Diffondere la misandria” era uno strumento per reclutare giovani leve e io ero un bersaglio facile.

Con la mia ragazza ci eravamo lasciati alla fine di quell’estate e la cosa mi aveva devastato. La maggior parte dei miei amici in quel periodo erano donne, così ho iniziato ad allontanarmi da loro e ho cominciato ad uscire di più con i ragazzi. Non cercavo più un rapporto di amicizia con le donne, piuttosto pensavo a come avrei potuto portarmele a letto.

Ho cercato altri uomini che si sentivano come me. Tutto questo accadeva all’epoca del Web 1.0, prima dei social, c’erano le chat-room e qualche proto-blog scritto male su Angelfire, AOL e Geocities (tutti alimentati da sentimenti come rabbia e paura). Lessi un po’ di The Myth of Male Power di Warren Farrell, e adottai questo trucco retorico che molti attivisti per i diritti degli uomini utilizzano: “Non sono femminista e non sono un attivista per i diritti degli uomini,” pensavo “Sono un sostenitore dell’egualitarismo”.

Non ho incontrato l’espressione “diritti degli uomini” fino al 2005, poco prima che esplodesse il fenomeno social media. Avevo cercato su Google “l’oppressione degli uomini” o “anti-femminista” e trovai tutto ciò che cercavo su Blogspot o nei commenti su siti pre-Reddit come Fark. E, naturalmente, su 4chan.

Ogni volta che inciampavo in qualche MRA che invocava l’uccisione delle femministe pensavo: “Questo è folle”. Ma poi mi dicevo quello che un sacco di MRA si dicono: “Sono solo voci isolate”, convincendomi che non parlavano per il movimento nel suo complesso.

La mia vita fuori dal web era interamente dedicata allo studio, così il mio attivismo per i diritti dei miei uomini si svolgeva esclusivamente in classe. Se si parlava dell’Equal Rights Amendment in una classe di scienze politiche io dicevo: “Beh, e gli uomini?” Se si parlava di epistemologia femminista in un corso di filosofia io dicevo, “non si preoccupa nessuno del modo in cui gli uomini vedono il mondo?” Pensavo a me stesso come ad un provocatore.

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Mi sono tenuto a distanza dalla sociologia quei primi anni, perché le classi erano costituite prevalentemente da donne e condividevo un’idea diffusa tra chi si occupa di scienza, ingegneria e tecnologia, ovvero che la sociologia non è una vera scienza – tratta solo di sentimenti e di come gli uomini sono la fonte di tutti i mali.

Finché mi iscrissi ad un corso di sociologia il penultimo anno di college. C’erano questi dibattiti sul femminismo e le istituzioni patriarcali, e io continuavo a pensare a me stesso, mi dicevo: io non opprimo le donne. Perché vengo attaccato? Perché vengo vittimizzato da questo nuovo ordine femminista?

Disprezzavo la sociologia.

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Mi sono laureato nel 2006 in scienze politiche e ho trascorso un paio di anni facendo lavoretti – barista, venditore di smoking. Presto ho capito che volevo fare ricerca, che volevo studiare gli uomini e la mascolinità, così mi sono iscritto ad alcuni corsi di sociologia. Pensavo: userò i miei titoli di studio per parlare di questioni legate ai diritti degli uomini. Stringerò i denti e ascolterò le femministe, leggerò i loro stupidi libri, ma poi andrò per la mia strada. Le cose non sono andate come avevo previsto.

Il primo semestre scelsi il corso “Intro to Gender Theory” e l’insegnante ci chiese “Che cosa significa genere per voi?” I presenti raccontarono delle loro esperienze vissute in quanto donne o uomini omosessuali. Quando fu il mio turno, dissi: “Sono qui per offrire il punto di vista sul genere di un uomo.”

Il docente sorrise e disse: “Bene, amerai i nostri libri di testo, allorai.” Scorrendo il programma ho trovato Masculinities e The Men and the Boys  di Raewyn Connell, entrambi a proposito di genere raccontato dal punto di vista degli uomini. Ho pensato, “Bene, merda!”.

Li ho letti e non ci è voluto molto affinché cominciassi a rivedere tutte le mie idee sui “diritti degli uomini”. Non resistevano a tutte le prove empiriche che finalmente stavo leggendo  – ricerche ispirate dalla teoria femminista che offrivano soluzioni concrete.

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Gli uomini sono educati a diventare stoici esseri razionali. Le uniche emozioni che sono autorizzati a provare sono la rabbia e la gioia, e in poche occasioni è permesso loro di piangere – ad esempio quando la nostra squadra perde. Quando ero un MRA, ho sempre creduto che fosse colpa delle donne e del femminismo. Ma i testi femministi che leggevo non solo parlavano della crisi della mascolinità, ma spiegavano come gli stessi uomini sono responsabili delle gabbie nelle quali si sentono rinchiusi. Gli uomini si denigrano l’un l’altro dandosi delle “femminucce”, perché sono appassionati di cose come come il cucito o la cucina, perché piangono. Perché sono “froci”. “Fai l’uomo!” “Non sei una fighetta, vero?”

I MRA e le femministe discutono degli stessi problemi, ma i MRA non li collegano alla giusta causa. Le femministe ci hanno fatto notare che “Tutto questo è radicato nelle stesse istituzioni patriarcali che danneggiano le donne.” E’ sottile ma profondo.

Il femminismo ha mostrato che gli uomini di colore e gli uomini queer sperimentano il mondo in modo diverso dagli uomini bianchi eterosessuali che dominano gruppi MRA, i quali danno per scontato che tutti gli uomini sono come loro.

Mi resi conto che tutti gli argomenti sull’oppressione maschile nei quali credevo erano deboli. E tutto ciò di cui avevo bisogno era il femminismo.

Ho scoperto Reddit, che era un focolaio degli attivisti per i diritti degli uomini intorno al 2009, ma per fortuna già allora mi stavo allontanando dal movimento. Un sacco di roba lì era elementare, comunque.

Non sono cambiato da un giorno all’altro. Non c’è stata un’improvvisa illuminazione, un momento in cui tutto si è chiarito, è stato più un lento processo. Ho dovuto decostruire tutte le credenze MRA che avevo interiorizzato. I miei compagni di classe rabbrividivano ogni volta che aprivo bocca. Volevo descrivere quegli argomenti che pensavo avessero senso, ma i miei insegnanti rispondevano sempre “Questa è una tautologia.”

A un certo punto ho scritto una tesi nella quale sostenevo che il metrosexualism opprimeva gli uomini, che si trattava di un tentativo di “femmilizzarci” colpevolizzandoci perché eravamo troppo pelosi, perché non andavamo bene così come eravamo. Una delle mie coetanee rispose alzando la gonna e dicendo “Mi depilo le gambe ogni giorno. Non parlare a me dell’industria cosmetica che opprime gli uomini”.

E’ finita che mi sono iscritto ad un master in sociologia. E per la fine del mio primo semestre, mi ero reso conto che non sapevo nulla. Da lì, è stato un lento processo di costruzione.

Ho finito il mio master nel 2011, e nel 2012 ho iniziato a pensare a me stesso come un femminista. Ora sono un dottorando in sociologia presso l’Università di Victoria.

Mi occupo sempre di uomini (proprio come quando ero un MRA), ma il mio lavoro riconosce che gli strumenti atti a comprendere i problemi che gli uomini devono affrontare li fornisce il femminismo.

Nonostante i miei sforzi, io sono un idealista e, onestamente, credo davvero che la sociologia sia una disciplina per mezzo della quale essere un attivista. Si può mostrare ai giovani come la nostra società costruisce la disuguaglianza e una volta compreso questo possiamo iniziare a cambiare le cose.

Alcuni sostengono che il movimento per i diritti degli uomini è simile al femminismo, ma  è errato. Il movimento per i diritti degli uomini è sempre stato innanzi tutto antifemminista, e solo in seconda battuta si interessa dei problemi degli uomini.

Ogni volta che mi guardo indietro, al periodo della mia vita in cui aderivo al movimento per i diritti degli uomini, tutto quello che vedo è negatività, rabbia, odio, amarezza e paura. Ma non mi vergogno del mio passato. Non so nemmeno se me ne rammarico, perché senza potrei non essere dove sono ora. E’ grazie a quella fase se ho iniziato a studiare e sono arrivato al femminismo.

Esco con la stessa donna dal 2004, e, oh Dio, dovevo darle proprio sui nervi allora.

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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154 risposte a Il viaggio di uomo dalla misoginia al femminismo

  1. men ha detto:

    vedi riccio c’ è una differenza sostanziale tra me e quest’ individuo io non penso che gli uomini siano oppressi (almeno non penso che lo siano per questioni di genere), se io mi fossi trovato di fronte ad un libro che parla di come la società opprime gli uomini mi sarei messo a ridere come mi metto a ridere quando sento dire che le donne sono discriminate o almeno quando sento dire che sono discriminate in italia nel 2016. oggi le donne italiane (e straniere che vivono in italia) possono fare tutto ciò che fanno gli uomini nulla gli è precluso: possono guidare navi militari, pilotare aerei, andare nello spazio, dirigere grandi aziende, fare i sindaci, i ministri, essere presidenti della camera, essere candidate alla presidenza del consiglio dei ministri e anche essere candidate a presidenti della repubblica; ok ora mi dirai nessuna donna ha fatto mai il capo dello stato o il capo del governo ma è anche dovuto al fatto che non vengono votate nemmeno dalle altre donne.
    una donna in italia può fare ciò che vuole dalla prostituta al capo dello stato. il femminismo è roba di 100 anni fa in italia dal 1945 ad oggi non c’ è nessuna disparità tra uomo e donna.
    quello che osteggio maggiormente del femminismo è che vuole imporre agli uomini comportamenti e sentimenti che per la maggior parte di noi sono alieni alla nostra natura.

    • Come si dovrebbero sentire, men, gli uomini che provano quei sentimenti che tu definisci “alieni alla vostra natura” (e quali sono questi sentimenti???) nel trovarsi descritti come un’anomala minoranza?

      • men ha detto:

        se questa domanda mi fosse stata fatta qualche anno fa ti avrei risposto che quegli uomini erano persone alle quali le donne non piacciono ma tra i commentatori del tuo blog c’ è paolo che sostiene che gli piacciono le donne ma ha comportamenti e idee che io non ho mai riscontrato negli uomini etero che ho conosciuto nella mia vita, quindi sinceramente non so come definire questo tipo di uomini qui ma sicuramente posso dirti che sono una minoranza. come sono una minoranza quelli che sostengono la supremazia del maschio sulla donna o altre cazzate simili. il mondo è bello perché vario e ognuno è libero di avere le sue idee. per quel che mi riguarda ritengo che uomini e donne non sono uguali, il che non significa che un genere sia superiore all’ altro ma semplicemente che siamo diversi con attitudini e peculiarità differenti. poi capita che ci siano delle eccezioni ma sono eccezioni che confermano la regola.

      • Verissimo men che il mondo è bello perché è vario, ma proprio perché è vario non ha un gran senso stilare delle liste che elencano le “peculiarità maschili” e le “attitudini femminili”. Chi stabilisce quale dovrebbe essere il comportamento standard del maschio eterosessuale? In base a quali presupposti?
        Se all’apparenza il tuo discorso sembra inocuo, nella realtà non lo è affatto, perché questo genere di considerazioni è alla base della discriminazione di genere.
        E le conseguenze della discriminazione di genere sono queste: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/12/06/ronin-12-anni-bullied-to-death/

      • dalvo ha detto:

        Uh! Addirittura c’e’ qualcuno che sa di sapere che c’e’ una una natura dell’uomo …e, come complemento, della donna. Complimenti per il Nobel che verra’ — da tutte le discipline , scientifiche, umane,super-umane, galattiche, ecc.

        Data la mia ignoranza, mi sento in diritto di porre domande. Una sarebbe: si sta parlando di uomini-donne o di maschi-femmine o … (mannaggia a queste problematiche su sesso e genere di cui proprio non riesco a capacitarmi. Unl’altra sarebbe … questa mi sa che deve aspettare …).

    • IDA ha detto:

      Men.. se fai riferimento alla Costituzione è entrata in vigore il 1 gennaio 1948. L’accesso delle donne a tutti gli studi e professioni è del 1972, la riforma del diritto di famiglia è del 1975. Questa è la teoria, Ancora oggi però il World Economic Forum con un’indagine chiamata Global Gender Gap Index, rivela che nel 2010, su 128 Paesi, l’Italia si trova al 74º posto per uguaglianza di genere. Perchè questo? Perché le forme di discriminazioni non si esprimono solo in norme e in leggi. Per esempio il sessismo, è una forma di discriminazione, è un comportamento individuale e sociale.
      Quali sono i comportamenti che le femministe vogliono imporre agli uomini?
      Se intendi con questo il diritto al sesso, e le donne il dovere di fornirlo, non è assolutamente un rapporto paritario, anche perché fornisci arbitrariamente una giustificazione biologica priva di ogni fondamento scientifico.

    • IDA ha detto:

      Forse sono la maggioranza gli uomini che frequenti te, quelli che frequento io no è vero il contrario. Ma negli ultimi anni, trovandomi nella condizione di frequentare anche uomini, al di fuori della mia abituale cerchia, è vero di “cafoni” se ne incontra tanti, arroganti e presuntuosi che hanno grossi problemi con le donne. Anche perchè negli ultimi anni, si è rafforzato un aspetto secondario del concetto della virilità. Il vero uomo, tratta le donne come bambine, il vero uomo tratta le donne come puttane- escluso naturalmente la propria madre- Il vero uomo è padrone, agisce, decide e comanda.
      La diversificazione morfologica tra uomo e donna, è stata la giustificazione del dominio maschile e continua a giustificarlo.
      l sessismo è fatto di stereotipi e pregiudizi, assegnare attitudini o qualità, (negative o positive) ad un genere è sessismo. Perchè le attitudini e le qualità, fanno parte dell’individuo e non del genere.

      • men ha detto:

        guarda Ida non so che uomini frequenti comunque ti posso assicurare che se anche certi discorsi tu non li sentirai mai dagli uomini che frequenti ma loro li fanno quando si ritrovano tra soli uomini. è chiaro ti conoscono sanno come la pensi e certi argomenti li evitano o ti dicono qualcosa che non contrasta troppo il tuo pensiero ma quello che pensano è differente…fidati. non sono solo gli uomini che frequento cioè i miei amici ma tutti gli uomini che ho conosciuto nell’ arco della mia vita (compagni di scuola, colleghi di lavoro, compagni di squadra, gente conosciuta in palestra ecc..) gente di ogni religione, ogni fede politica e calcistica, di ogni strato sociale, di ogni parte d’ italia e del mondo sul sesso e sulle donne hanno più o meno le stesse idee aldilà dei gusti estetici personali.
        in 34 anni paolo è il primo uomo che sento definirsi femminista, o non li ho mai incontrati o devono essercene davvero pochi…

      • IDA ha detto:

        Mi stai dicendo men.. che tutti gli uomini sono di bugiardi e degli ipocriti? Qualche sospetto lo avevo già!
        Io sono stata per venti anni, con il padre dei miei figli, l’ho conosciuto che lui si definiva pro-femminista ed io ancora non mi definivo femminista. Come lui, ne conosco e ne ho conosciuti tanti, tutti quelli che si battono per le libertà e contro le gerarchie e il dominio.
        Anche una certa letteratura, vede uomini in prima linea a difesa dei diritti delle donne e contro il patriarcato, in teoria dovrebbero esserlo tutti gli anarchici. Senza dimenticare la famosa frase di Louise Michel:
        “Gli uomini più progressisti applaudono all’idea di uguaglianza dei sessi. Ho potuto constatare che come prima e come sempre ancora gli uomini, senza volerlo, vuoi per abitudini o vecchi pregiudizi, vogliono sì aiutarci, però si accontentano solo di sembrarlo. Prendiamoci allora il nostro posto e non aspettiamo d’averlo.” Louise Michel (1880)
        Gli uomini che si definiscono femministi, pro-femministi o che non si definiscono ma sostengono certe posizioni, non vuol dire che sono traditori del genere maschile, ma hanno un diverso concetto di società, del vivere in comune, dei rapporti tra uomini e donne, che rifiutano il rapporto soggetto/oggetto. Poi fuori dai gruppi più o meno chiusi si trova un’infinità di pluralità dei comportamenti maschili. Al lavoro, dove non si possono selezionare o scegliere i colleghi come nelle amicizie, ho trovato e conosciuto di tutto il genere maschile; L’uomo alfa in tutte e tre le sue versioni; versione Romeo, quello che crede di essere irresistibile e che tutte le donne prima o poi cedono al suo fascino, tiene il catalogo di tutte le donne che si è scopato. Versione Alfetta, che fa il maschio alfa solo se ha una spalla o un pubblico che lo ascolta. E la versione Giulietta, il più viscido, evita di parlare con le donne, se proprio è costretto, non le guarda mai in faccia, mentre parla, gira continuamente lo sguardo, ma non perde mai l’occasione per toccarle il culo. Ma la maggioranza degli uomini hanno comportamenti di rispetto e considerazione nei confronti delle donne.

      • men ha detto:

        forse non riesco a spiegarmi bene ….non si tratta di ipocrisia o di essere bugiardi si tratta di opportunità certi discorsi davanti alle donne non vengono affrontati o almeno non vengono affrontati negli stessi termini in cui vengono affrontati se ci si ritrova tra soli uomini. un esempio se sono a sedere, con altri ad un tavolino del bar e passa una bella ragazza prosperosa (vedi se stavo parlando con i miei amici o i miei colleghi avrei usato un altro termine: figa, gnocca, ecc..) se ci sono delle donne presenti i commenti si limitano a “che bona” “che figa” ma se siamo tra soli uomini si inizia a fantasticare sulle doti sessuali della fanciulla e cosa faremmo con lei se ci capitasse l’ occasione. insomma tutti discorsi che se fossero ascoltati da ogniuna di voi vi farebbero gridare al sessismo, al patriarcato, alla misoginia e vi farebbero scappare indignate e incazzate nere. per questo certi argomenti sono tabù davanti alle donne soprattutto se femministe. te l’ ho già detto e ripetuto su certi argomenti non ho mai trovato chi si esprimesse diversamente compresi gli anarchici.

      • IDA ha detto:

        Men.. non è il lessico, di cui stiamo parlando, non mi scandalizzano e non mi impressionano le parole, ma i concetti; la rappresentazione mentale di idee e pensieri. I miei amici sono liberi di esprimersi con qualsiasi lessico che desiderano, ma non esprimono mai certi concetti, nemmeno quando litighiamo, perchè non li appartengono.

      • Paolo ha detto:

        men, come ti ha fatto notare valeria, anche le donne hanno o possono avere fantasie sessuali “spinte” sugli uomini bellocci e non c’è nulla di sbagliato come non c’è nulla di sbagliato degli uomini. Lo sbaglio è pensare che “io ho il sacro diritto di fare sesso con quella donna e se lei mi preferisce un altro allora è una “cagna, troia, superficiale ecc..”

  2. Paolo ha detto:

    io onestamente credo che un uomo che si depila anche solo per estetica non è oppresso da nulla come non lo è una donna. Questi discorsi sulla depilazione che vengano da un uomo o da una donna mi vedono dissenziente.
    E dai le lacrime maschili sono sdoganate da un pezzo, non siamo più negli anni ’50 e non è vero che un uomo può piangere solo quando perde la sua squadra, non dciiamo idiozie, gli uomini oggi piangono anche troppo anzi piagnucolano e i MRA ne sono un esempio. Ovvio che un uomo può piangere e avere tutte le emozioni di sto mondo ma non facciamo l’errore di misurare la sensibilità di qualcuno in base a quanto piange. Trattenere le lacrime è legittimo quanto versarle a fontana.
    (Spero di non essere accusato di insensibilità se dico che piangere per una sconfitta sportiva, non tua ma di undici milionari che prendono a calci una palla è da idioti)

  3. Valeria Palazzolo ha detto:

    Men, scusa, ma quali sarebbero i comportamenti e le idee di Paolo che tu non hai mai riscontrato negli uomini eterosessuali? Il fatto che dice che non definisce troia una che ha una vita sessuale vivace? Il fatto che sostiene che il sesso non è un diritto nemmeno per gli uomini? Ma che amici hai, Men? Che gente frequenti?

  4. IDA ha detto:

    “Il movimento per i diritti degli uomini è sempre stato innanzi tutto antifemminista, e solo in seconda battuta si interessa dei problemi degli uomini.”

    Io direi esclusivamente antifemminista. Identificano l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali. Trasformano qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave. Del femminismo usano unicamente pregiudizi stereotipati.
    Le loro posizioni sono ben chiare, pensano che vi sia una differenza e una gerarchia tra i sessi, in base alla quale le donne risultano inferiori agli uomini. Offrono una lettura biologica e naturalista del rapporto di genere e rifiutano, (come dice bene l’articolo) la sociologia, una lettura antropologica moderna e storica. Non fanno mai una lettura sociopolitica dei rapporti di genere. Ho parlato di antropologia moderna, perché in realtà si ispirano molto all’antropologia ottocentesca, Cesare Lombroso in primi s.
    In base a questi criteri, sostengono che gli uomini sono discriminati, perché il femminismo si contrappone al ordine naturale delle gerarchie tra i sessi, che stabilisce il giusto posto degli uomini e delle donne. Sono poco interessati alla rivendicazione dei diritti specifici degli uomini. Si oppongono alla femminilizzazione della società, perché ciò provocherebbe conseguenze disastrose per gli uomini, perché svuota l’identità maschile di contenuti, “virili”.
    Fanno una lettura storica negazionista e giustificazionista. Negano l’esistenza del patriarcato, del dominio e delle gerarchie sociali. Lo squilibrio tra i generi,- ritengono- che non sia dovuto dal dominio, ma da esigenze naturali, che la donna ha scelto il suo posto e che non le è mai stato importo. Un posto che la donna lo ha scelto per opportunismo, perché in realtà sono loro, gli uomini che pagano e hanno sempre pagato il prezzo più alto di questo squilibrio. Nelle guerre, nella violenza, nel lavoro più faticoso, repressione delle emozioni, suicidi. Ecc.. ecc ( dimenticando sempre che la posizione di oppressore, offre più benefici che costi.)
    Negano l’esistenza del patriarcato, come negano la violenza di genere, sostengono che esista solo la violenza, che è un fatto naturale. Quella degli uomini, nel rapporto di coppia è fisiologica e naturale al contrario quella che usano le donne nei confronti degli uomini, è indotta dalle femministe, che sono misandriche, perché odiano gli uomini. Tutta la loro narrativa, piena di luoghi comuni, pregiudizi stereotipati, pratiche misogine, violente e sprezzanti nei confronti delle femministe, hanno l’unico intento di difendere e riaffermare il patriarcato.

  5. Valeria Palazzolo ha detto:

    Men, secondo me tu della lotta al patriarcato, quella vera, perdonami ma non hai capito niente.
    Credi davvero che esplicitare fantasie sessuali personali rappresenti il patriarcato e il maschilismo? E soprattutto, cosa che fa veramente sbracare dal ridere, pensi che le donne non lo facciano? Credi davvero che un gruppo di donne, davanti a una birra, se vede passare un uomo attraente si metta a fantasticare di principi azzurri e vestiti bianchi? Pensi che le donne non parlino di sesso mai? O che (tragicamente questo lo pensi) il sesso sia al di là dei loro desideri?

    Vedi, il problema è che vivete in un mondo ristrettissimo, dove i riferimenti sono quelli della commedia anni 50: donne che sognano l’amore, uomini che parlano di calcio, motori e figa. Sei così sicuro che questa sia l’unica realtà che presumi di sapere pure come sono non solo tutti gli uomini, ma pure tutte le donne, quando non ci sei tu.
    Fa quasi tenerezza, come mondo. Non dico che non esista; magari, nel nostro Paese ma non altrove, è pure maggioritario. Però ho segreti da rivelarti: esistono altri mondi dove le donne si sbronzano da sole o in compagnia, e in gruppi singoli e misti parlano di politica e pure di sesso. E addirittura, in certi casi, dove agli uomini il calcio fa schifo. Il mio compagno di allora e molti miei amici sono venuti alla manifestazione di “Se non ora, quando” per dire. E c’erano un sacco di uomini, oltre a loro. Li avresti visti, se solo avessi guardato il telegiornale senza paraocchi. Esistono mondi, tipo quelli che frequento io, dove Paolo, guarda un po’, non fa nemmeno la figura del femminista. Anzi, per certe sue posizioni sull’oggettificazione del corpo verrebbe pure cazziato. Dagli uomini.

    • Zorin ha detto:

      Ci credo che la tua cerchia di maschi sia formata da viscidi maschietti femministi, una femminista non puo’ certo frequentare dei veri uomini…

      • Valeria Palazzolo ha detto:

        :DDD

        E che farebbero, ‘sti veri uomini? Ti possiedono virilmente contro i muri? Te le danno quando serve? Ti danno della cagna se l’hai data a troppa gente? Ti rimettono a posto se parli troppo? Ti impediscono di andare a lavorare perché ci pensano loro?

        E soprattutto: qual è il potenziale offensivo di una frase, perdonami, un poco ridicola come questa?

        Hai proprio ragione, Zorin: mi tengo molto, molto felice i miei piccoli uomini. Se c’è ancora qualcuna che vuole un vero uomo che porta i pantaloni e la tiene in cucina a sgrassare pignatte, glielo lascio più che volentieri,

      • IDA ha detto:

        Quali sarebbero i veri uomini? Quelli che considerano due minuti di preliminari al limite dell’umano?

  6. Valeria Palazzolo ha detto:

    Ah, a proposito: In questo preciso momento Vittorio Sermonti, a Farenheit, sta dicendo: “Mi sono allontanato dal fascismo per la coscienza improvvisa del mio orrore della violenza, del mio orrore per il maschilismo”.

    Si: credo che tu debba decisamente rivedere le tue frequentazioni, Men!!! 😉

  7. Paolo ha detto:

    vorrei dire a men che io non mi sono mai definito “femminista”: sì sono convinto che uomini e donne siano pari moralmente e intellettualmente, sì penso che il movimento di emancipazione della donna come ogni movimento di liberazione qabbia contribuiti al progresso civile, sì penso che una donna che ha una vita sessuale vivace vada rispettata e non è una “cagna”, penso che non ci sia un diritto garantito ad avere rapporti sessuali: o trovi chi ti desidera oppure no..questo mi qualifica come “femminista”? Me ne farò una ragione ma come fa giustamente notare Valeria certe mie idee sulla cosiddetta “oggettificazione” non sono molto gradite alle femministe (non a tutte, quantomeno). Il punto è che io ragiono con la mia testa,tanto è vero che ci sono dei poveretti MRA che mi considerano uno “zerbino femminista” e delle femministe che mi hanno etichettato come “neo-machista” perchè ho criticato un articolo che condannava secondo me ingiustamente il concetto di amore romantico. Perchè se non sei completamente allineato da una parte ti etichettano come “seguace della parte avversa” quindi quando dico che i MRA sono dei vittimisti piagnoni e misogini (che è la pura verità) sono “servo delle femministe”, quando dissento da alcuni articoli femministi sull’amore romantico o sulla cosiddetta “oggettificazione” sono”neo-machista”. Ormai ci ho fatto il callo

    • men ha detto:

      scusa paolo ma mi sembrava che avessi detto di essere un femminista liberale se ho capito male od ho sbagliato a leggere ti chiedo scusa. non do etichette ad altri che loro stessi non si attribuiscono.
      spiegatemi una cosa per favore: che cazzo sono gli MRA?
      per valeria mi trovo a mio agio con le mie frequentazioni ci sono cresciuto insieme con i miei amici e non li cambierei per nessuna ragione men che meno con un branco di cagacazzo, intelletualoidi, smidollati filofemministi.
      nessun uomo che conosco ritiene che le donne oggi in italia siano sottomesse, oppresse, discriminate… anzi…
      io ritengo che esistano cose da uomo e cose da donna e che in questo non c’ è niente di male, ognuno è libero di fare le scelte che vuole e a pagarne le conseguenze, quello che mi infastidisce è quando certe idee strampalate si vogliono imporre ai bambini come per esempio truccarli da donna e farli giocare con le barbie. poi ognuno coi figli suoi fa ciò che vuole ma imporre certe cose all’ asilo o nelle scuole è sbagliato direi quasi criminale.
      ida immagino che i tuoi amici quando vedono la santanchè o la mussolini in televisione dicano “che signora intelligente è un vero peccato che non la pensi come me!”

      • Ho messo i link, men, sotto.
        I MRA sono i Men’s Rights Activists o mascolinisti: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/08/21/i-diritti-degli-uomini/
        Possiamo dire che sono la nemesi dei “cagacazzo, intelletualoidi, smidollati filofemministi”? 😉

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Mi piacerebbe sapere, per curiositá, quali sono le “cose da uomo e quelle da donna”.
        Al mio moroso non interessa minimamente lo sport e il calcio, si irrita perchè ai telegiornali dedicano troppo spazio all’argomento, dice che quando alcuni suoi amici commentano, tipo, gli incontri di hockey, lui fa un sorrisetto di circostanza e fa finta di ascoltare la conversazione. È meno uomo per questo? Non mi risulta, veramente.
        Io sono una donna e non me ne può fregare di meno di borse trucchi e vestiti, a meno che non siano veri capolavori artistici. Glisso sulle conversazioni che trattano di questi temi. Ho due figli maschi di cui uno adora i my little Pony, e l’altro li detesta. Devo dedurre che uno è maschio e l’altro no?
        Non si potrebbe semplicemente discutere di attitudini, interessi e gusti individuali?
        saremmo tutti e tutte più felici e contenti, tralaltro.

      • Valeria Palazzolo ha detto:

        Perfetto, Men: allora mi dai ragione. Quindi gli smidollati, cagacazzo, intellettuali filofemministi esistono eccome. Solo che tu non li frequenti.
        E siccome ti sta sul l’anima il fatto che esistano, allora li ignori, ti tappi gli occhi e la bocca, fai finta di non vedere quando ti passano accanto e in mancanza d’altro li accusi di essere effeminati.
        Il fatto che tu li definisca con questi termini giocosi, aperti e liberali, peraltro, dice molto di quanto gli uomini in certi ambienti siano liberi di esprimersi e di comportarsi come vogliono. Gli uomini diversi da te esistono e forse non sono nemmeno pochi: solo che tu pensi che non dovrebbero esserci, perché ti mettono in difficoltà. Ok.

      • IDA ha detto:

        Non capisco cosa c’entri la Mussolini e la Santanchè, e non so cosa pensano i miei amici della Mussolini e Santanchè, in genere quando ci incontriamo abbiamo cose più importanti di cui parlare. Comunque esprimono giudizi su quello che dicono non sulle donne. Se era questo che volevi alludere. Dove abito io nelle ultime quattro legislature si sono alternate come sindaco e diversi assessori donne, io li ho sentiti sempre molto critici sul loro operato e sui discorsi che fanno, ma mai le hanno giudicate per come vestono se sono belle o brutte, magre, grasse. Poi va anche detto, che una persona di potere, (uomo o donna) raramente sono intelligenti, sopratutto in questo particolare contesto politico, l’intelligenza non è richiesta. Capacità di obbedire, scaltrezza, furbizia, opportunismo, considerate come capacità essenziali per un buon amministratore locale e nazionale, senza dimenticare che qualche avviso di garanzia, rinvio a giudizio o condanna, fa sempre curriculum. Cultura e intelligenza non è richiesta è d’intralcio. Poi naturalmente ci sono anche delle eccezioni, ma sono considerati, vecchi, ideologici, rosiconi, ecc.. ecc…..

      • IDA ha detto:

        “nessun uomo che conosco ritiene che le donne oggi in italia siano sottomesse, oppresse, discriminate”..
        Questo dipende dalla consapevolezza, per esempio il “sessismo benevolo”, molti uomini lo considerano come dei privilegi verso le donne. Tutto il sessismo, ostile e benevolo è basato sui dei pregiudizi ed è discriminatorio. si basa su tre paradigmi, paternalismo; sottomissione della donna e eterosessualità.
        Il sessismo benevolo consiste invece in una visione stereotipata della donna, che suscita sentimenti positivi. è legato allo stereotipo tradizionale, alla dominanza maschile nella vita sociale ed è quindi discriminante. Non a caso il sessismo benevolo fornisce una giustificazione al relegamento della donna in ruoli domestici, infatti sia il sessismo ostile che quello benevolo servirebbero a legittimare il potere degli uomini.
        L’esempio classico è quello di usare le donne come esca nelle discoteche, entrando grtis o biglietti ridotto perchè donna. O un certa galanteria, che ti aprono la portiera della macchina, la porta dell’ascensore. ecc..ecc..

      • Paolo ha detto:

        X Ida
        l’eterosessualità non è normativa, l’omofobia sì. La galanteria può essere apprezzata da alcune donne e non apprezzata da altre, entrambi gli atteggiamenti sono legittimi. Un uomo che ti apre la portiera non è automaticamente un bravo ragazzo e non è automaticamente un maschilista che pensa che devi stare in casa a servirlo.

        X Zorin
        esistono pure femministe come quelle che descrivi (ma non sono tante e nella mia esperienza i maschi vittimisti sono di più e su internet si scatenano

        X men
        esattamente in quale scuola obbligano (ho detto obbligano) i bambini a truccarsi e giocare con la Barbie? Di sicuro non in Italia

      • IDA ha detto:

        Paolo. io ho parlato di certa galanteria, da non confondere con l’educazione e la gentilezza. Il problema è proprio questo, che spesso è difficile da distinguere. Quando ero ragazzina, la domenica pomeriggio andavo a ballare in discoteca, per le ragazze era gratis, e io non mi lamentavo, non mi mettevo a litigare per pagare, anzi ero contenta. Proprio per questo il sessismo benevolo è subdolo e pericoloso, spesso anche più del sessismo ostile.

      • Valeria Palazzolo ha detto:

        I miei amici quando sentono parlare la Santanché e la Mussolini non dicono affatto “che signora intelligente”; dicono ” che stronza”. Esattamente quello che direbbero se la Santanché e la Mussolini fossero uomini. Che altro dovrebbero dire?

      • Paolo ha detto:

        sì è vero mi sono definito un femminista liberale più che altro polemicamente proprio contro un certo tipo di femminismo (quello che dice che se una donna si depila le gambe lo fa perchè ha interiorizzato i presunti “standard patriarcali di bellezza” quindi anche se dice che è libera sta mentendo inconsapevolmente), perchè se proprio devo riconoscermi in un pensiero altrui mi riconosco di più in quello delle femministe liberali (ma non significa che io approvi tutto ciò che dicono, a dire il vero tra i siti femministi che frequento anche di diversa e opposta tendenza non esiste un sito in cui mi riconosca totalmente: certe cose le condivido, altre no). Il punto è che il femminismo liberale non è considerato “vero femminismo” dalle correnti più radicali: insomma proprio come i vecchi socialisti e comunisti le femministe si “scomunicano” a vicenda tra quelle che pensano che il porno sia sempre e comunque una schiavitù e chi no (e questo è solo uno dei temi che dividono il movimento).

      • men ha detto:

        per valeria: gli uomini che ho visto alla manifestazione “se non ora quando” sono gli stessi che vanno al gay pride o manifestano sotto al parlamento a favore della legge sulle unioni civili (sulla quale sono d’ accordo ma per la quale non andrei mai a manifestare). sono quelli che appartengono ad una certa sinistra che per darsi un tono fanno i femministi e gli amici dei gay. falsi come giuda!
        per ida: nel bar che frequento la gente di sinistra quando vede la santanchè in tv la frase più carina che ho sentito è stata “usa quella bocca per fare altro invece di sparare minchiate” poi se tu frequenti i soci del club del bon ton non lo so…
        per paolo: in una scuola in veneto l’ esperimento di far giocare i bambini maschi con trucchi e abiti da bambine e giochi da femmina è stato fatto. giustamente le famiglie si sono incazzate e l’ esperimento è stato sospeso.

    • Zorin ha detto:

      I MRA sono vittimismi piagnoni e misogini quanto le femministe sono vittimiste piagnone e misandriche, se non riconosci questo sei in malafede.

      Ma c’e’ un importante differenza tra MRA e femministe: i MRA e i loro argomenti sono largamente ignorati dal dibatti pubblico, le femministe e i loro argomenti invece stanno dappertutto nei mass media, a scuola, ecc.

    • Paolo ha detto:

      comunque anch’io sono un maschio (eterosessuale) che non segue il calcio e non sono un appassionato di porno (a meno che non si considerino porno le scene hot di serie tv e soap opera, e non sono porno per niente). Evidentemente per men questo fa di me uno “smidollato filofemminista” ma ripeto dall’altra parte c’è chi mi considera un neo-machista quindi me ne farò una ragione

  8. Emanuele Di Felice ha detto:

    Dove sono i fatti? Pura psicologia.
    Aveva bisogno (sic) del femminismo, poi se fatti non corrispondono alle asserzioni femministe tanto peggio per i fatti.
    Più le asserzioni si riferiscono ad una dimensione impalpabile più sono inconfutabili. Furbo lui.

    “l’unica porzione di popolazione che è accettabile prendere in giro”, il caso Bobbit ha fatto ridere il mondo, a chi fa ridere l’escissione di un seno?

    “Va bene. Grazie per questo.” E ‘stato uno dei momenti più imbarazzanti della mia vita.” E cosa prova il suo imbarazzo se non la sua sudditanza psicologica? Pura psicologia.

    Epistemologia femminista: asserzioni infalsificabili (verità parziali, stati soggettivi etc), fallacie logiche (fallacia moralistica, apex fallacy) e capacità euristiche che descrivono più quello che desiderano le donne che il mondo.

    ” la sociologia non è una vera scienza – tratta solo di sentimenti e di come gli uomini sono la fonte di tutti i mali.” E’ vero, un mondo dominato dagli uomini che parla solo male degli uomini !. Per dei peana sugli uomini per quello che sono aspetteremo il matriarcato.

    “io non opprimo le donne. Perché vengo attaccato? Perché vengo vittimizzato da questo nuovo ordine femminista?”. Perché le vittime della criminalizzazione sono gli uomini migliori, come si possono criminalizzare i cattivi se questi vivono in un’altra dimensione morale?.

    “Li ho letti e non ci è voluto molto affinché cominciassi a rivedere tutte le mie idee sui “diritti degli uomini”. Non resistevano a tutte le prove empiriche che finalmente stavo leggendo – ricerche ispirate dalla teoria femminista che offrivano soluzioni concrete.” Dice lui, è le prove?. Le statistiche da “negri” di appannaggio maschile sono una mia fantasia o delle prove concrete?.
    I fatti sono un conto e le soluzioni un altro conto.

    “Ma i testi femministi che leggevo non solo parlavano della crisi della mascolinità, ma spiegavano come gli stessi uomini sono responsabili delle gabbie nelle quali si sentono rinchiusi” per la serie: l’ha detto il Vangelo. Gli uomini hanno il potere ma devono ricoprire un ruolo: dovere e potere sono sinonimi !.
    Le donne soffrono a causa degli uomini e gli uomini soffrono a causa di loro stessi, così l’innocenza femminile è salva. Gli svantaggi del “patriarcato” che colpiscono gli uomini sono i vantaggi per le donne. Ma non diciamolo.

    “Mi occupo sempre di uomini (proprio come quando ero un MRA), ma il mio lavoro riconosce che gli strumenti atti a comprendere i problemi che gli uomini devono affrontare li fornisce il femminismo.” Sono le donne ad indicare agli uomini la retta via, cosa è bene e cosa è male per loro, ma non è una forma di potere morale femminile, no, si chiama Civiltà.

    “Alcuni sostengono che il movimento per i diritti degli uomini è simile al femminismo, ma è errato. Il movimento per i diritti degli uomini è sempre stato innanzi tutto antifemminista, e solo in seconda battuta si interessa dei problemi degli uomini.” Come si fa ad essere antifemminista se il femminismo è per l’uguaglianza (sic)? E chi lo dice che il femminismo è per l’uguaglianza? Il femminismo, si capisce !. Le femministe se parlano degli uomini ne parlano male, ma non è contro gli uomini. No.

    “Esco con la stessa donna dal 2004, e, oh Dio, dovevo darle proprio sui nervi allora.”
    La conversione ha dato i suoi frutti.
    Amen.

    • Valeria Palazzolo ha detto:

      Emanuele, spulcia per favore tutti i miei interventi fatti su questo blog e trova un punto solo in cui io me la sia presa con “gli uomini” in quanto categoria.
      Anzi: in realtà mi pare che siamo noi donne, in particolare sotto questo post, a sottolineare quanto “gli uomini” non siano tutti sessisti, e molti uomini evidentemente sessisti si infervorano a proclamare che invece gli uomini antisessisti non esistono, e se esistono sono un branco di smidollati che evidentemente non hanno trovato donne migliori da frequentare che noi racchie femministe rompicoglioni.
      È’ che non va mai bene: se denunci gli uomini fai parte della perfida lobby di nazifemministe che vogliono sterminare tutti i maschi, se denunci il sessismo vuol dire che vuoi pervertire la natura che ci vuole gerarchizzati e differenti.

    • “E chi lo dice che il femminismo è per l’uguaglianza? Il femminismo, si capisce!” E chi dovrebbe dirlo, Emanuele? 🙂 Il problema è che le femministe parlano per se stesse?
      Inoltre, Emanuele, il femminismo non parla male degli uomini, anzi…

    • IDA ha detto:

      Il post in un punto, parla della sociologia che ti fa capire le discriminazioni, e aggiungo io, sopratutto ti fa capire come funzionano, l’origine e lo scopo. Quello che ignori è il dominio, escludi l’individuo dal rapporto con le gerarchie all’interno della società. e poi siamo noi femministe che prendiamo solo delle realtà parziali. Negate la storia, negate l’esistenza del patriarcato, ma lo difendete acriticamente. Poi dimenticate che meno di un terzo della popolazione mondiale vive nei paesi occidentali, in molti paesi del mondo ci sono leggi che discriminano le donne e da noi lo è stato fino al 1975. Questi non mi sembrano elementi soggettivi.
      Dici: “capacità euristiche che descrivono più quello che desiderano le donne che il mondo.” Quindi gli uomini sono il mondo?

  9. Valeria Palazzolo ha detto:

    Ah, Men, poi, a proposito di idee strampalate e di giochi di bambini.
    Mio fratello a quattro anni, nonostante di fronte a mio papà, persona adorabile ma con le idee della sua generazione, ripetesse a pappagallo che ” i giochi da femmine” gli facevano schifo, mi confidò in gran segreto che lui avrebbe tanto voluto Cicciobello.

    Oggi ha più di vent’anni, è un ragazzone grande, grosso e bello come il sole e, per la cronaca, non è gay. Se lo fosse lo adorerei come lo adoro, ma non lo è.

    Sei proprio sicuro che far giocare i bambini maschi solo con le pistole e trattare da smidollati quelli che non facciano mostra di perpetua saturazione da testosterone non sia l’imposizione di un modello? Sei proprio sicuro che questo modello a qualcuno non stia stretto?

  10. Zorin ha detto:

    “Dedico questo pezzo ai miei più affezionati lettori e prolifici commentatori: a Zorin”
    Che gentile, ma io non sono un MRA, anche perche’ non ho nessuna voglia di fare attivismo per i diritti di quegli stessi uomini che in gran parte sono femministi o comunque lacche’ delle femministe.

    “Il libro parlava di come la cultura pop demonizza i maschi bianchi eterosessuali perché sono l’unica porzione di popolazione che è accettabile prendere in giro.”
    E questa e’ la pura verita’: se solo ti azzardi a criticare, o anche solo a non adulare, i membri di una autoproclamata victim class (donne, gay, ecc.), subisci il linciaggio mediatico e i due minuti di odio di orwelliana memoria, e spesso hai la carriera rovinata.
    Il tutto anche se il motivo del contendere e’ risibile e ridicolo: come il direttore della libreria di Bologna che ha confessato di leggere poche autrici donne:
    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/12/15/news/bologna_scrittrici_contro_il_direttore_della_feltrinelli-129522921/
    “Per capire chi ti comanda basta vedere chi non potete criticare.” diceva Voltaire:
    http://www.gliscritti.it/antologia/entry/1214
    Il lettore attento puo’ trarre le sue conclusioni…

    “Ho pensato che quello era il mio discorso della montagna, che stavo rivelando qualcosa che era necessario che tutti sapessero. Invece, una donna di 50 anni mi ha fissato per circa 40 secondi in assoluto silenzio prima che il direttore intervenisse: “Va bene. Grazie per questo.” E ‘stato uno dei momenti più imbarazzanti della mia vita.”
    Infatti il femminismo non puo’ sopravvivere a un dibattito onesto, o a una critica ben argomentata in un libro.
    Di fronte ai fatti, le donne femministe restano senza parole, e si riempiono di rabbia cieca e vendicativa.

    “Circa tre settimane dopo, sono stato licenziato. Non ho alcuna prova che il licenziamento fosse collegato alla mia esposizione del libro.”
    Non c’e’ bisogno di prove, basta collegare i fatti. Sei stato licenziato perche’ hai osato criticare sua maesta’ divina la donna.
    Cioe’ quella cosa che, come Voltaire insegna, ti comanda perche’ non ti e’ permesso criticare.

    “Più tardi, ho scoperto di soffrire di depressione clinica. C’è parecchia letteratura che spiega come i gruppi estremisti – i men’s rights o quelli della supremazia bianca – sfruttano giovani uomini la cui vita è in fermento, le loro credenze in conflitto.”
    Gli unici gruppi estremisti sono quelli delle femministe radicali, che reclutano femmine profondamente disturbate, tanto da sostenere posizioni simili :
    “metterei gli uomini in una sorta di campo (di concentramento)”
    http://www.radfemcollective.org/news/2015/9/7/an-interview-with-julie-bindel
    “bisogna ridurre la popolazione maschile al 10% del totale”
    http://thelibertydoll.com/2014/08/22/meet-woman-reduce-male-population-90-for-peace/
    “sono una di quelle femministe cattive che vorrebbe che potessimo ucciderli tutti (gli uomini)

    “non serve uccidere i bambini maschi, basta non accudirli….I maschi moriranno senza l’infusione costante di energie femminili”

    “basterebbe che fosse fuori moda avere figli maschi e le donne comincerebbero ad abortire i feti maschi senza clamore…anzi penso che gia’ adesso molte donne abortiscano i feti maschi senza dirlo”

    Gli ultimi 3 “pensieri” sono stati scritti nel forum privato di radfemhub, e i post sono stati resi pubblici grazie a un lavoro di investigazione. E questi non sono neanche i 3 post peggiori scoperti…

    • Valeria Palazzolo ha detto:

      Ma che scoperta, esistono le femministe pazze e complessate.
      Così come gli ecologisti pazzi e complessati, i gay pazzi e complessati, i podisti pazzi e complessati, i fruttivendoli pazzi e complessati.

      E quindi? Che noia.

      • Zorin ha detto:

        Le femministe citate sono certamente pazze e complessate, ma il punto e’ che le loro visioni sono perfettamente coerenti e integrate con l’ideologia femminista.
        La loro volonta’ distruttiva e il loro odio rivolto contro l’uomo e’ parte integrante della dottrina femminista, e sicuramente caratterizza il femminismo per come e’ nella realta’, e non per come ce lo raccontate su questo blog.

        Ad esempio la Bindel, quella che metterebbe gli uomini in campi di rieducazione, non e’ una squlibrata disadattata, ma e’ una femminista di successo ben integrata nel sistema, tanto che lavora come ricercatrice e scrive per il Guardian (come e’ come dire scrive per la Repubblica, insomma un giornale molto importante).

        Le pazze e complessate non sono scarti del movimento, sono IL movimento.

    • Non sei un MRA e poi mi citi A Voice For Men come fonte attendibile? E’ come sostenere di non essere razzista portando a sostegno delle proprie argomentazioni la pagina “Tutti i crimini degli immigrati” 🙂
      Toglimi una curiosità, Zorin: quali cose terribili sono capitate al direttore della Feltrinelli, dopo aver dichiarato che non legge autrici donne?

      • Zorin ha detto:

        Si noti come la femminista, messa di fronte a immagini contenenti affermazioni di odio gravissime, si preoccupa di una sola cosa: quelle immagini vengono da A Voice For Men.
        Certo che vengono da li, io per farmi un’idea devo sentire tutte le campane, non solo la campana dei blog femministi.

        La questione e’ semplice: quegli screenshot sono delle montature o rappresentano post reali scritte su un forum reale?
        Se la risposta e’ che sono post reali, il fatto che le immagini siano state pubblicate sul sito “nemico” e’ irrilevante rispetto alla gravita’ di quello che c’e scritto.

        E comunque la Bindel, quella che vuole mettere gli uomini in campi di concentramento, e’ una persona reale, importante espondente del femminismo tanto che scrive sul Guardian.

        Quanto al direttore della Feltrinelli, intanto s’e’ beccato l’ingiusto e barbaro linciaggio mediatico, poi se la sua carriera non ne ha risentito buon per lui, altri non sono stati altrettanto fortunati, ad es. Battiato e’ stato fatto fuori dalla politica per aver parlato di “troie in Parlamento”:
        http://formiche.net/2013/03/26/battiato-rivolta-delle-donne/

    • IDA ha detto:

      Zorin.. Sai la differenza tra discriminare ed essere discriminato?
      Hai trovato tre pensierini? Sai se vado su gnoccatravel quanti ne trovo?
      Oppure questo vero maschio.
      http://www.mattinonline.ch/limam-nicolas-blancho-in-diretta-sulla-tsr-picchiare-le-donne-e-un-diritto/
      Ma sai quanti se ne trovano?
      Poi dovresti sapere che in Cina e in India ci sono aborti selettivi, a danno delle femmine.

      • Zorin ha detto:

        La Bindel scrive sul guardian, i “pensieri” sul forum di radfemhub vengono da donne affermate come lobbyste parlamentari, romanziere di successo, ecc.
        In altre parole: non si tratta di pazze isolate, ma dell’elite del movimento femminsita, donne assolutamente affermate e integrate nella societa’.

      • IDA ha detto:

        Zorin. Quello che stai facendo si chiama principio dell’esagerazione e del travisamento. È il n.4 dei principi di Joseph Goebbels, il ministro della propaganda del Terzo Reich. -Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave e globale.- Nessuno mette in discussione la gravità delle parole, ma la veridicità della fonte.
        A Voice For Men. Non fanno informazione ma manipola l’informazione a fini propagandistici. La propaganda è disinformazione e menzogna. Utilizzano in maniera schematica tutti gli 11 principi di Goebbels, loro si che sono dei nazisti perché usano gli stessi strumenti e principi dei nazisti.
        Sull’intervista di Julie Bindel, fai riferimento a questa frase?
        “will heterosexuality survive women’s liberation?
        It won’t, not unless men get their act together, have their power taken from them and behave themselves. I mean, I would actually put them all in some kind of camp where they can all drive around in quad bikes, or bicycles, or white vans. I would give them a choice of vehicles to drive around with, give them no porn, they wouldn’t be able to fight – we would have wardens, of course! Women who want to see their sons or male loved ones would be able to go and visit, or take them out like a library book, and then bring them back. I hope heterosexuality doesn’t survive, actually. I would like to see a truce on heterosexuality. I would like an amnesty on heterosexuality until we have sorted ourselves out. Because under patriarchy it’s shit.”
        Ora, il mio inglese è pessimo, ma di certo è che state strumentalizzando dell’ironia, perché proprio non avete nulla su cui attaccarvi. Poi ricordo che è un’intervista, non è un manifesto ne un programma politico. Sui commenti sui social, che dire, c’è voluto un lavoro d’investigazione, avete ingaggiato Sherlock Holmes, per trovare tre commenti, in tutto il mondo. In italia basta andare su gnoccatravel, per trovare commenti di odio e di disprezzo verso le donne. Basta andare A Voice For Men per trovarne ancora di peggio.
        Poi parlate di una generica dottrina e ideologia femminista, ma cosa certa che non la conoscete, conoscete solo delle caricature, delle storpiature, dei pregiudizi. Prendete delle interviste e commenti sui social e li generalizzate, quando il femminismo ha due secoli di storia, e in questi due secoli ha fatto lotte, programmi, manifesti, che voi ignorate sistematicamente. Il femminismo in questi due secoli si è creato una bibliografia sterminata e il pluralismo di idee all’interno del movimento femminista non lo riscontri in nessun altro movimento, anche perché l femminismo non ha una struttura gerarchica.
        Il femminismo non lotta contro gli uomini. Le femministe, lottano contro il patriarcato, anche se non è chiaro a tutte le femministe ciò che significa; lottare contro il patriarcato vuol dire lottare contro ogni gerarchia, ogni leadership, ogni governo e l’idea stessa di autorità. . Il femminismo, non significa potere delle donne nelle strutture gerarchiche, ma nessun potere.
        PS: Dovresti sapere che nei campi di concentramento le femministe ci sono state, come internate e avevano il triangolo nero, come le prostitute, lesbiche, anarchici e antisociali.
        Le femministe come internate, i maschilisti a fare la guardia sulla garitta.

      • Paolo ha detto:

        Ida, mi sono informato su questa Julie Bindel e per quanto la cosa dei campi di concentramento per gli uomini fosse ironica e paradossale rispecchia comunque certe sue convinzioni estremiste e per me discutibili. E l’ironia non è innocente, il tipo di ironia che facciamo, il modo in cui scherziamo, le battute che facciamo dicono qualcosa di noi nel bene e nel male, e vale pure per quegli uomini che trovano buffissimo fare battute sulle “cagne che meritano gli stupri” e cose simili. Non penso che la Bindel metterebbe davvero tutti gli uomini (eterosessuali) in campi appositi con permessi di visita per le donne che ancora vogliono avere contatti con loro, non penso che creda davvero possibile eliminare l’eterosessualità così come non penso che tutti quelli che gridano “cagne, troie ecc..” siano tutti aspiranti stupratori..però insomma, ripeto, il fatto che facciano quelle battute, quell’ironia e non altra ci dice qualcosa su di loro e non aggiungo altro
        dico solo che il femminismo, esattamente come il movimento operaio e tutti i movimenti di liberazione ha avuto e ha discutibili estremismi e radicalismi al suo interno, è fisiologico: c’è Martin Luther King e ci sono le Black Panthers, ci sono i socialdemocratici e ci sono i marxisti-leninisti, ma appiattire l’intero femminismo su una Bindel o una Solanas, sulle sue ali più estreme sarebbe come appiattire l’intero movimento operaio sugli stalinisti o sui brigatisti rossi, ma sappiamo che è stato anche se non sopratutto altro

      • IDA ha detto:

        Vedi Paolo, non mi è stato chiesto un’opinione su Julie Bindel, che tra l’altro non conosco, e non ho espresso nessuna su di lei. Ma ho contestato il metodo; è stato interpretato in maniera strumentale una sua frase, e generalizzando lo hanno attribuito ad un intero movimento.

      • IDA ha detto:

        11 principi di Goebbels
        Joseph Goebbels, il ministro della propaganda del Terzo Reich.
        Da: Leonard William Doob, in “Propaganda and Public Opinion” (1949) e in “Goebbels’ Principles of Propaganda” (1950)

        1. Principio della semplificazione e del nemico unico.
        E’ necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.
        2. Principio del metodo del contagio.
        Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.
        3. Principio della trasposizione.
        Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.
        4. Principio dell’esagerazione e del travisamento.
        Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.
        5. Principio della volgarizzazione.
        Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.
        6. Principio di orchestrazione.
        La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.
        7. Principio del continuo rinnovamento.
        Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.
        8. Principio della verosimiglianza.
        Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.
        9. Principio del silenziamento.
        Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.
        10. Principio della trasfusione.
        Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali.
        Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.
        11. Principio dell’unanimità.
        Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.

    • Morgaine le Fée ha detto:

      Zorin, non mi sembra che in questa sede si siano mai sostenute posizioni anche lontanamente simili a quelle che tu citi (che personalmente considero gravi, tanto più come mamma di due figli maschi, a cui voglio molto bene).
      Perchè non vai a parlare con quelle persone nei loro forum?

    • salvo ha detto:

      hmmm … peccato che questo Zorin pensa, come nel

      ““basterebbe che fosse fuori moda avere figli maschi e le donne comincerebbero ad abortire i feti maschi senza clamore…anzi penso che gia’ adesso molte donne abortiscano i feti maschi senza dirlo”

      Pensare senza saper pensare e’ come dire che l’ignoranza rende felice.

      Vediamo pensare con dei criteri minimi di logica e evidenza.

      (i) E’ possibile che “basterebbe che fosse fuori moda avere figli maschi e le donne comincerebbero ad abortire i feti maschi senza clamore…anzi penso che gia’ adesso molte donne abortiscano i feti maschi senza dirlo”.
      Una prima domanda — quindi il soggetto coinvolto (le donne) abortirebbero i maschi a seconda della moda prevalente. Ma da dove viene, e come, questa ‘moda’? E se fosse una questiona di moda, sarebbe accettabile socialmente (universalmente per le donne abortire … e quindi perche’ prendersela con le donne per se’ e non invece con il fenomeno sociale della moda.

      (ii)E meglio — anzi necessario — distinguere tra ‘possibile’ e ‘probabile’. Solo cio che e’ possibile puo essere probabile. Una volta qualcosa e’ possibile non implica che ‘tutte’ le donne abortirebbero i feti maschi senza clamore. La probabilita’ ha un campo (infinito) tra zero e uno. Quindi secondo la tua conoscenza immensa del fenomeno, qual e’ la probabilita’ che una donna abortisca un feto maschio senza dirlo? Non puo’ essere zero, per ovvi motivi–nessuna donna abortirebbe. Non puo’ essere uno perche’ … tutte le donne abortirebbero. E la moda non e’ deterministica (probabilita’ o zero o uno). Quindi sembra che tu farnetichi con una tecnica chiamata come ‘periodo ipotetico di terzo tipo … che poi nel gergo di certi ambienti iatlioti diventa ‘illazione’. E vomitare illazioni e’ un pregio molto italiota. Illazioni non hanno una valida / credibile base teorica e empirica.
      Quindi decidi se questo fenomeno che ti brulica in cervello sia possibile, e se possibile quanto probabile. Oppure segui la moda italioti per i la logica del terzo tipo, per cui il fenomeno di donne che abortiscono i feti e’ irreale, ma cio’ nonostante assumiamo per una volta che sia reale, e qui’ devi pure le probabilita dell’occorrenza (irreale) delle donne che abortiscono i feti senza clamore. Cioe’ datti una dritta in quei pochi neuroni che navigano nella massa grigia del tuo tuo cervello.

      (iii) Ora, empiricamente c’e’ un fenomeno — reale e conosciutissimo — che si avvicina alle tue illazioni sballate. Venne scoperto per caso: da vari studi (studi seri non illazioni e costruzioni personali) ne veniva fuori sistematicamente che la proporzione di ‘femmine’ della specie che doveva essere 50% da un punto di vista biologico-genetico infatti era statisticamente <50. Perche', e da dove, la discrepanza? Cosa allora farne dell'idea dei milioni di maschi che muoiono in guerre insensate e/o muiono di stenti per lavorare come schiavi per mantenere la famiglia — mogli/e e figli/e.
      — Una spiegazione — naturalmente parziale — arrivo' da studi comparativi di varie nazioni. E si scopri, per esempio, che la Cina, l'India, e altri paesi — avessero una proporzione di femmine molto minore del 50% che ci si aspettava. Ed emerse la dura 'verita': "era di moda" in quei paesi (Cina, India, ecc.) abortire feti femmine cosi' privilegiando la stirpe dei maschi. Ma perche' "questa moda" — perche' era razionale abortire i feti femmine?
      — Altri studi comparativi investigarono un'ipotesi alternativa / aggiuntiva. che poco aveva a che fare con la moda ed invece portava alla luce le politiche demografiche privilegiate dagli stati-governi. Il caso piu' chiaro e' la Cina. La proporzione di femmine nella popolazione diminui' bruscamente quando fu implementata la legge di "un bambino/a per famiglia". Ci fu' un'impennata di esami ginecologici,un tasso di crscita significativo negli aborti di femmine. Le famiglie cinesi reagirono alla legge obbedendola ma prendeva la decisione di privilegiare il maschio e non la femmina.

      Una legge non e' moda, e abortire richiede una legge. La tua domanda fondamentale rimane aperta: chi ha il potere deicisonale per abortire o meno.

  11. Paolo ha detto:

    tra l’altro anch’io non sono d’accordo con certi articoli “sociologici” o presunti tali sopratutto quelli che individuano pretestuosi legami di causalità tra la violenza nei film e quella nella società, e quasi tutte le accuse di maschilismo e razzismo rivolte a film e telefilm di produzione recente sono assai discutibili ma da qui a condannare l’intera sociologia ce ne corre

  12. Paolo ha detto:

    e anche le accuse degli MRA verso cinema e telefilm sono altrettanto risibili e ridicole

  13. Morgaine le Fée ha detto:

    Comunque, aspetto ancora con enorme curiositá l’elenco delle “cose da maschi e da femmine”.
    Si apprezza anche eventuale allegata dimostrazione scientifica, che non sia un generico “il testosterone”. Il testosterone non dimostra, per dire, l’incapacitá di comprendere le lavatrici.

  14. paolam ha detto:

    Vedi? Spiritus ubi vult spirat 🙂 c’è chi ja’aa po’ fa’.

  15. innominato ha detto:

    Che dolore di testa mi e’ venuto a leggere di come “tutte le mie esperienze mi hanno fatto capire … corroborano tutto cio’ che pensavo … che i maschi sono … che le femmine sono … che ci sono maschi e ci sono maschietti … che l’eterosessualità non è normativa, l’omofobia sì … che ad alcune donne piace la gallanteria e ad altre no … che l’epistemologia femminista e’ … che le statistiche rivelano … che certe femmine andrebbero chiuse in campi di concentramento – ooops, o sono certi uomini? ecc., ecc, ecc.”

    Mi sa che mi stanno arrivando le mestruazioni. Meglio mettersi a letto per i prossimi 4 giorni.

    • Paolo ha detto:

      innominato, ti sarei grato se non mettessi le cose che dico io nella stessa pentola delle cazzate dette dagli MRA, io con loro non centro.

      X men
      “una scuola in veneto” non vuol dire nulla, quale scuola? In che città? E poi se anche fosse vero la cosa non mi scandalizza: ti informo che per fare dei giochi, delle recite a volte ci si traveste e ci si trucca, poi finito il gioco ognuno si rimette i suoi vestiti. E’ tutto normale, nessuno sta minacciando i nostri santi fanciulli, basta paranoie.
      E poi ci sono anche bambini maschi che hanno voglia comunque di giocare con le bambole ed è giusto ci giochino come è giusto che giochino con le pistole giocattolo se vogliono. Stesso discorso per le bambine.
      Dovete capire che bambini e bambine giocano con ciò che vogliono, che vi piaccia o no. E un bambino che gioca con la Barbie non diventerà “meno uomo” (qualunque cosa voglia dire) e se gioca coi soldatini non diventerà un guerrafondaio

      • Zorin ha detto:

        Certo, sia messo in chiaro che non c’entri con le cazzate degli MRA, meglio c’entrare con gli importanti pensieri delle femministe, quelle che dicono di mettere gli uomini dentro a campi di concentramento.

        Le femministe si che sono persone di cui non ci si deve vergognare ad essere paragonati!

      • men ha detto:

        http://www.repubblica.it/cronaca/2015/03/10/news/trieste_all_asilo_i_bimbi_si_scambiano_i_vestiti_per_la_parita_di_genere_ma_i_genitori_insorgono-109163768/?refresh_ce
        ops…mi sono sbagliato non era in veneto ma a trieste comunque questo è il link. era stato un caso famoso ne hanno parlato pure nei talk show…

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Quale sarebbe il problema se i bambini si travestono? lo hanno sempre fatto.
        Ho due figli (maschi) che si divertono un mondo a rubarmi le scarpe, mettersi le mie sciarpe, provare i miei vestiti.
        Un sacco di altri bamini che conosco fanno lo stesso, e senza che nessuno gliel’abbia minimamente suggerito o costretto. Per non parlare delle recite, che anche Paolo cita. Qua stiamo diventando veramente paranoici, cari MRA.

      • Paolo ha detto:

        X men
        La storia di Trieste riguarda “il gioco del rispetto” che non è assolutamente quel che si è voluto far credere su certi giornali. Nessuno è stato obbligato a travestirsi o a truccarsi, era un gioco dove ti insegnano solo che anche una donna può guidare un camion e anche un uomo può fare il casalingo. E poi ripeto: nei giochi e nelle recite ci si traveste, non è un dramma, è normale

      • innominato ha detto:

        Quali cose avrei messo assieme che non avrei dovuto?

      • Paolo ha detto:

        innominato hai messo insieme una mia frase sull’eterosessualità e un’altra mia frase sulla galanteria nella stessa pentola con altri concetti che non mi appartengono

      • innominato ha detto:

        Hai ragione — parzialmente:

        innominato ha detto:
        24 aprile 2016 alle 14:03
        Che dolore di testa mi e’ venuto a leggere di come “tutte le mie esperienze mi hanno fatto capire … corroborano tutto cio’ che pensavo … che i maschi sono … che le femmine sono … che ci sono maschi e ci sono maschietti … che l’eterosessualità non è normativa, l’omofobia sì … che ad alcune donne piace la gallanteria e ad altre no … che l’epistemologia femminista e’ … che le statistiche rivelano … che certe femmine andrebbero chiuse in campi di concentramento – ooops, o sono certi uomini? ecc., ecc, ecc.”
        Mi sa che mi stanno arrivando le mestruazioni. Meglio mettersi a letto per i prossimi 4 giorni.
        *****
        Vedi / capisci dalla sequenza delle risposte che non era un commento diretto ‘direttamente’ (o unicamente) a te. Era, diciamo, come un tirarsi i capelli nel leggere quelle che tu chiami cazzate. Quindi, cio’ che non ti concerne dimenticalo. SOno sicuro che chi ha orecchie da intendere ha gia’ inteso. Ma … rileggendo … proprio non mi sembra fuori luogo metterti nella stessa pentola di quelli che chiami MRA (dapprima pensavo MRI – che aveva piu’ senso per me. Cioe’, leggere roba come

        “l’eterosessualità non è normativa, l’omofobia sì.” … da quale paradigma teorico-concettuale arriva questa bomba dal significato — per poveretti come me — che sembra insulso?

        E la storia della galanteria? Leggere la frase
        “La galanteria può essere apprezzata da alcune donne e non apprezzata da altre, entrambi gli atteggiamenti sono legittimi.”
        Cioe’ spiega ai poveracci che di logica ne sappiamo meno di zero che contenuto conoscitivo c’e’ nella frase. Mi sembra come la storia degli auguri romani (se ricordo la storia bene) che dopo aver studiato le budella dei piccioni dicevano alla madre che era andata a consultarli sul figlio che andava in guerra: se va alla guerra potrebbe morire; se non va alla guerra potrebbe morire. In parole povere: e’ una frase vuota; anche se raggiunsessimo un accordo che il 50% apprezza e il 50% non apprezza, cio’ non sarebbe la parte importante; la parte importante sarebbe il come e il perche’ di tali divisioni.

        Ok. mi sono annoiato con la tua saggezza passiva-aggressiva.

        Un uomo che ti apre la portiera non è automaticamente un bravo ragazzo e non è automaticamente un maschilista che pensa che devi stare in casa a servirlo.

      • Paolo ha detto:

        Innominato, per caso conosci Lorenzo Gasparrini o sei proprio lui? Il tuo modo di scrivere mi ricorda il suo. E’ solo una curiosità mia, puoi anche non rispondere

  16. IDA ha detto:

    Ad un commento di Valeria, Zorin ha risposto con questa frase: “Ci credo che la tua cerchia di maschi sia formata da viscidi maschietti femministi, una femminista non puo’ certo frequentare dei veri uomini…” Appare chiaro, che la guerra agli uomini, non è fatta dalle femministe, ma da loro, dai “veri uomini”. Concepiscono la mascolinità come un insieme di schemi sociali rigidi, norme e aspettative sociali, che sono originate dal bisogno di una società gerarchica. Le differenze sono spiegate come fallimento di apprendere ruolo sociale, di essere uomo, non a caso vengono definiti da loro, come deboli, falsi, ipocriti. Sono considerati dei falliti, perché non sono stati capaci di apprendere il ruolo del maschio.
    Hanno una visione socio-politica, che concepisce la mascolinità come una insieme di abitudini, comportamenti, che dipendono dalla natura e dal tipo di posizionamento nelle strutture sociale, perché il “vero uomo” è capobranco o gregario.
    Il vero uomo è quello che considera una donna, tutto ciò che sta intorno aduna fica, il vero uomo è quello che quando vede la Santanchè in televisione le urla- Fammi un pompino.-
    Ma tutto questo non è un problema, si può pensare semplicemente che è un loro limite, che hanno problemi con le donne; che se non pagano non scopano, ecc..
    Ma, sappiamo che in un sistema sociale, uomini e donne, assumono quei comportamenti e quei atteggiamenti, che consentono loro di avere il massimo delle ricompense sociali e dell’autostima personale. In pratica stiamo diventando sempre più una società che premia lo stupratore.

    • Paolo ha detto:

      concordo ma nel sistema sociale attuale uomini e donne decidono consapevolmente e sono responsabili delle loro decisioni

  17. Zorin ha detto:

    x Valeria

    “E che farebbero, ‘sti veri uomini? Ti possiedono virilmente contro i muri?”
    Beh certo anche, ma non e’ questa la cosa piu’ importante.

    “Te le danno quando serve?”
    Una limitata violenza correttiva, tipo uno schiaffo, non e’ certo una tragedia e in certe situazioni ci puo’ stare.
    Ma la violenza non e’ indispensabile, indispensabile e’ che il vero uomo impone la propria volonta’ su quella della donna e la guida e la corregge, perche la donna lasciata a se stessa e’ incapace di avere un comportamento equilibrato e finisce sempre col comportarsi in modo distruttivo e autolesionista.

    “Ti danno della cagna se l’hai data a troppa gente?”
    Certo, ma questo non e’ prerogativa solo del vero uomo: chiunque abbia un minimo di cervello funzionante ti da della cagna se la dai in giro come se non ci fosse un domani, perche’ cagna, o troia, o zoccola, o altri termini equivalenti descrivono solo quello che sei, descrivono solo la realta’.

    “Ti rimettono a posto se parli troppo?”
    Ti rimettono a posto se, come tante donne, parli troppo di stupidaggini.

    “Ti impediscono di andare a lavorare perché ci pensano loro?”
    Non far lavorare la propria donna e’ purtroppo un privilegio di pochi ma certo, se l’uomo ha uno stipendio buono, e’ un onore e un privilegio per lui far fare la vita comoda alla propria donna evitandogli il lavoro.

    • “indispensabile e’ che il vero uomo impone la propria volonta’ su quella della donna e la guida e la corregge, perche la donna lasciata a se stessa e’ incapace di avere un comportamento equilibrato e finisce sempre col comportarsi in modo distruttivo e autolesionista.”
      Questa voglio incorniciarla e appenderla sopra la mia scrivania, Zorin. Potrei ricamarla a punto croce 🙂
      Per ricordarmi sempre perché passo il mio tempo libero qui con voi, ovviamente.

    • Ilaria ha detto:

      Orrore.

    • Paolo ha detto:

      Zorin, quindi un uomo che fa sesso con tante donne, e “lo da’ in giro come se non ci fosse un domani” è un cagno, zoccolo, troio?

      Chi stabilisce quali sono le “stupidaggini”?
      La parte sulla “violenza correttiva” mi fa orrore, lo ius corrigendi è stato abolito da un pezzo per fortuna, aggiornati Zorin. Tu sei uguale a quegli imam islamici che dicono che è un diritto dell’uomo picchiare la moglie, mi fai schifo come e più di chi dice di volere tutti gli uomini in campo di concentramento

    • Morgaine le Fée ha detto:

      Insomma, sei pronto ad arruolarti da Boko Haram.

    • Morgaine le Fée ha detto:

      “e’ un onore e un privilegio per lui far fare la vita comoda alla propria donna evitandogli il lavoro”
      forse trascuri il dettaglio importante che a molte donne piace il lavoro che fanno, anche quando non é “comodo” (perché stare a casa a pulire e star dietro ai figli invece é una pacchia, no? o forse quel “evitandogli il lavoro” significa: “evitare a LUI il lavoro di dover star dietro a casa e marmocchi).

      • Direi che si trascura il dettaglio che il lavoro domestico e di cura è un lavoro, anche se non formalmente retribuito.

      • IDA ha detto:

        Penso che la “casalinga” sia una delle condizioni di schiavitù della donna. Non ha un orario di lavoro, non ha un giorno di riposo, non ha contributi versati, non ha uno stipendio, è soggetta a qualsiasi forma di ricatto economico e non solo. E nemmeno può cambiare la propria situazione se non ha patrimoni personali o di famiglia.
        Nella mia breve esperienza coniugale, il lavoro domestico e di cura non è stato un peso, perchè era condiviso, in due si lavorava, in due si prendeva cura della casa e dei figli. Ma so di essere un’eccezione di essere stata una donna fortunata. Molte donne sono condannate a fare il doppio lavoro. Il lavoro fuori casa, e quello in casa. E sono pagate per un lavoro solo e poco.

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Sicuramente Ricciocorno, anche se ipotizzo che, secondo lui, “mantenere la propria donna” equivalga a pagarla per il lavoro di cura della casa e dei figli, lavoro che comunque lui considera di basso livello tanto da considerarlo “stare comodi”.
        Comunque è interessante vedere come zorin consideri le donne come oggetti sessuali col QI di una trota, da dominare ed eventualmente picchiare, e poi venga qui a lamentarsi che nessuna voglia interagire con lui, “costringendolo” al sesso a pagamento.
        Poi sarebbero le donne quelle autolesioniste.

      • Paolo ha detto:

        è vero, un’altra cosa che non sopporto di questi è che si lamentano che “sono tanto bravi ragazzi ma le donne non li vogliono” poi vai a vedere come ragionano questi “bravi ragazzi” e capisci perchè non li vogliono

    • IDA ha detto:

      Zorin, già si sapeva che esprimevi concetti ed idee ottocentesche, e forse qui vuoi provocare. (voglio sinceramente non credere che tu creda veramente a quello che dici)
      Ma ti vorrei ricordare solo una cosa che lo schiaffo, non ti è concesso , nemmeno se è tua moglie, perchè te non sei il padrone e non hai nessun potere correttivo nei suoi confronti. Questo è il codice penale che te lo dice, non io.

    • salvo ha detto:

      Ma questo Zorro (Zorin) da quale dimensione spazio-temporale viene? Se da quela in cui la specie homo Sapiens si e’ sviluppata (non posso dire evoluta perche’ e’ piena zeppa di ambiguita’ esistenziali) allora deve essere posto nell’era egemone del ‘homo Reptilian’ … e mi scuso con la specie ‘homo Reptilian’ perche’ non e’ che si sappia molto su di loro. Per esempio:
      – se i maschi rettiliani possedessero le femmine sbattendole e incastrandole contro un muro — nel caso ci fossero muri;
      — se le femmine (rettiliane (?!?!) la dessero a richiesta — a piacere e godimento totale del maschio rettiliano che riesce a incastrarla contro un muro (o roccia);
      — se il maschio controllasse il comportamento delle femmine (dobbiamo assumere maschi potenti e dominanti con parecchie femmine a disposizione … tipo cervi di altura con una corona di corna che vanno in tutte le direzioni per difendere le sue femmine, almeno sino a quando un altro cornuto piu’ cornuto di lui non lo fa scomparire dalla circolazione e poi si prepara per l’arrivo del prossimo cornuto piu’ cornuto di lui;
      — se in quei tempi dell’era rettiliana ci fossero gia’ (esistessero) cagne in giro senza un cervello funzionale che la dessero a tutti i cani maschi che venissero nel raggio di 50.000.000.000 di distanza Planck dal loro acutissimo naso … e quando sentiva l’odore di cani maschi si sbracava tutta, e voila’, pronta per il servizio immediato e completo di tutti i cani maschi … un po’ come in certi bordelli di periferia dove i maschi si mettono in file aspettando il loro turno per ‘farsi’ la cagna dio richiamo in zona in quel momento …pensa a questa banda di un centinaio di cani rettiliani tutti in fila, aspettando in ordine il loro turno per immergersi nei sacri umori della cagna gia’ alimentati da diecine (o centinaia) di cani maschi rettiliani.

      — Pero’ a pensarci … questi bande di maschi rettiliani che vanno in giro per darla (o imporre) alla cagna / troia / zoccola / or whatever … di turno condividendosi, come buoni maschi ‘companeros’ lo stesso buco pinguante …forse lo confondono con l’utero — l’utero della grande madre-cagna?

      Pero’ … veramente sarei curiosissimo di fare conoscenza della cagna-madre di questo Zorro-Zorin … chissa’ quante volte il cane-padre-rettiliano l’avra’ sbattuta contro il muro, raddrizzandola per bene quando deviava minimamente dal sentiero tracciatio dal grande cane-rettiliano-marito-padre e la desse in giro a tutti i maschi-cani rettiliani che incontrava.
      E vorrei pure fare conoscenza delle cagne-sorelle di questo Zorro-Zorin che sproloquia minchiate come se non ci fosse domani. Quante volte avra’ sbattutto le sue sorelle contro i muri perche’ la davano in giro senza alcun problema … significa che Zorro-Zorin era il cane-fratello-rettliano che raddrizzava le sorelle-cagne per metterle sulla retta via … che lui, e il suo padre-cane, conosceva molto bene.

      E sarei curioso di sapere direttamente da questo Zorro-Zorin quale sarebbe la retta via per le cagne-sorelle sue, e quali metodi ottimali usa per metterle e mantenerle nella retta via. Ma e’ possibile mantenere sulla retta via cagne-sorelle-madri-figlie-zie-nipoti-pronipoti sino, diciamo per mettere dei limiti, alla settima generazione di cagne in famiglia.

      Forse assieme ne potremmo scrivere un libro — o un’antologia. Che ne dice Zorro-Zorin di investigare la gloriosa storia delle cagne della sua famiglia. Chiederebbe il permesso alle cagne coinvolte? O semplicemente, come maschio-cane capo tribu’ prenderebbe lui, saggiamente, tutte le decisioni a cui le cagne si assoggetterebbero con dolcezza, come natura richiede?

      Allo Zorro-Zorin l’ultima parola.

      • Noooo! Volevo proporglielo io di scrivere un libro insieme 🙂 Adesso sicuramente sceglierà te, che hai un pene.

      • salvo ha detto:

        Be’ — si vede che lo Zorin (aka Johnny72 e altri nomi clonati) qualcosa l’ha imparato. Ora aspettiamo per la prossima abbuffata di cretinate che arrivera’ presto — molto probabilmente con un altro clone.

  18. IDA ha detto:

    Men… è “il gioco dl rispetto”.
    http://www.bufale.net/home/bufala-trieste-asili-gioco-del-rispetto-con-toccamenti-vari-e-travestimenti-bufale-net/
    http://giocodelrispetto.org/
    Men, come mai, quando si parla di ruoli credi in maniera acritico a quello che ti dice la chiesa e quando si parla di prostituzione no?

    • men ha detto:

      ida non credo in nessun dio, in nessuna religione e soprattutto non credo nelle gerarchie ecclesiastiche. l’ articolo che ho postato è di repubblica non della cei o di avvenire quindi non capisco cosa centra la chiesa. io di questa cosa ne ho sentito parlare in un talk show ma non ricordo quale…so soltanto che sono inorridito quando ho sentito di bimbi vestiti da donna. se voi volete tirare su dei mezzi uomini o dei finocchi dichiarati siete liberissime di farlo ma che in un asilo o in una scuola si impongano certe cose ai figli degli altri è intollerabile. se avessi un figlio maschio che frequentasse un asilo o una scuola che lo veste da donna e lo fa giocare con le bambole lo ritirerei da scuola e insulterei pesantemente le insegnanti. se a mio figlio gli insegni a rispettare gli altri ok se me lo vuoi trasformare in qualcosaltro che non sia un uomo mi incazzo. a giudicare dai commenti sotto l’ articolo che ho postato sono in molti a pensarla come me e repubblica è un giornale di sinistra.
      io rispetto tutte le scelte individuali compresa quella di amare una persona del tuo stesso sesso ma con un figlio cercherei di fare di tutto quando è piccolo perché diventi un uomo, se poi da grande capisce per conto suo e senza pressioni esterne di essere gay gli vorrò bene lo stesso.

      • Tu dici: “con un figlio cercherei di fare di tutto quando è piccolo perché diventi un uomo, se poi da grande capisce per conto suo e senza pressioni esterne di essere gay”. Quindi un gay non è un uomo, secondo te, ma un “mezzo uomo”. E questo sarebbe “rispetto”?

      • Paolo ha detto:

        men: anche un uomo non etero è un uomo come lo sei tu e come lo sono io, Alessandro Magno andava a letto con uomini e donne, e non è accusabile di scarsa virilità
        se pensi che basti vestire un ragazzino con abiti muliebri per farlo diventare gay non hai capito nulla: gay, etero o bisex si nasce non si diventa.
        Comunque io quando facevo teatro amatoriale mi mettevo fondotinta e matita per gli occhi, una volta pure il rossetto e indovina un po’? Sono ancora eterosessuale, mi piacciono le belle donne, mi eccito quando vedo Scarlett Johansson con Rhys Meyers nelle scene hot di Match Point, insomma smettila con le paranoie

      • IDA ha detto:

        Dici: “ inorridito quando ho sentito di bimbi vestiti da donna. se voi volete tirare su dei mezzi uomini o dei finocchi dichiarati siete liberissime di farlo ma che in un asilo o in una scuola si impongano certe cose ai figli degli altri è intollerabile…”
        Questa è la versione fornita dalla chiesa, che non corrispondente alla realtà.
        Ti ho messo il link di cosa parla il gioco del rispetto. Non parla nemmeno di omosessualità.
        L’articolo della repubblica non dice quello che sostieni te.

  19. paolam ha detto:

    Una curiosità, gentile Ricciocorno: ma tu come fai a tollerare che ti chiamino “riccio”? Io li bannerei. 😛

  20. innominato ha detto:

    Lorenzo Gasparrini … hmmm ….chi e’ costui – chiede Don Abbondio.Comunque i tuoi neuroni vanno nel senso contrario: chiunque il tizio sia, dovrebbe essere il suo modo di scrivere a ricordarti del mio.

  21. Zorin ha detto:

    Come c’era da aspettarsi, le femministe e i maschiettini di questo blog non hanno capito un’acca del mio intervento, per l’ovvio motivo che non capiscono un’acca del concetto di vero uomo.

    L’impresa e’ quasi impossibile, ma cerco di spiegarmi meglio.

    Innazitutto, nel mio intervento descrivo un optimum, un modello ideale di uomo che non ha niente a che fare col concetto burocratico e legalistico, tipico della mentalita’ da azzeccagarbugli femminista, di diritti e doveri.
    E’ ovvio che la violenza non e’ mai la soluzione ne’ e’ mai un diritto: ma non e’ questo il punto. Il punto e’ che solo una societa’ e una mentalita’ profondamente femminista e femminilizzata puo’ fare una tragedia di un isolato e limitato atto di violenza, come puo’ essere un banale schiaffo. Allo stesso modo che solo una societa’ profondamente femminilizzata nel modo di pensare puo’ fare una tragedia di una pacca sul sedere o, colmo dei colmi, di un innocente bacio sulla guancia:
    http://www.studiocataldi.it/articoli/21798-cassazione-anche-il-bacio-sulla-guancia-e-violenza-sessuale.asp

    No il punto e’ che una societa’ maschile e virile e’ in grado di dare il giusto peso alle cose, ed e’ in grado di distinguere lo schiaffo o la percossa data a fin di bene e per amore, dalla violenza vera e propria che ha solo uno scopo distruttivo,
    Ad esempio, io stesso ho subito schiaffi e percosse da mio padre, ma erano schiaffi e percosse che mi meritavo ampiamente, e mi sono stati dati senza cattiveria a fin di bene: al fine, cioe’, di correggere i miei comportamenti e atteggiamenti sbagliati e darmi un’educazione solida.

    Il punto e’ che il marito che ama la moglie si prende cura di lei anche facendole da guida e punto di riferimento, e non la dice “fai come vuoi” perche’ questo vuol dire lavarsene le mani, vuol dire che non te ne frega niente della tua donna.
    L’uomo che ama la sua donna la protegge e la guida.

    Passando al discorso delle “cagne”, non c’e’ molto da discutere: la donna libertina e’ stigmatizzata in tutte le culture di questo mondo, le eccezioni a riguardo sono pochissime e insignificanti, per cui e’ palese che si tratta di un dato universale: nessun uomo che sia tale vuole avere come compagna una troia, ne’ tantomeno le altre donne vogliono avere intorno una donna che, in virtu’ della sua troiaggine, e’ una costante minaccia alla pace e all’unita’ della famiglia.
    Le troie, o cagne che dir si voglia, sono disprezzate da uomini e donne insieme, e non c’e’ altro da aggiungere.

    Infine, sul discorso delle casalinghe, e’ chiaro che le donne esagerano la fatica connessa a quelle mansioni: grazie agli elettrodomestici tenere pulita la casa e’ un gioco da ragazzi, e’ un lavoretto da pochissime ore la settimana.
    La cura dei figli, poi, almeno nei primi anni di vita, non e’ un lavoro ma una funzione biologica e un piacere per la madre di quei figli.
    E la possiblita’ di restare a casa e’ un privilegio che un uomo ha piacere di concedere alla sua donna tutte le volte che ne ha la possibilita’. Un uomo che ama la moglie e’ felice di vederla a casa a riposarsi e prendersela comoda mentre lui si fa il mazzo per guadagnare i soldi necessari alla famiglia: da un certo punto di vista puo’ sembrare il comportamento di un co***one che si fa sfruttare, eppure e’ un comportamento che rende felice entrambi.

    • Mi dispiace sinceramente, Zorin, per gli schiaffi e le percosse. Da tempo ormai la violenza non è più considerata uno strumento educativo, anzi, gli studi in merito dimostrano che “i bambini puniti in modo fisico rispetto agli altri tendono a mostrare livelli piu’ alti di aggressivita’ e comportamenti antisociali, ad essere piu’ vulnerabili a depressione, ansia ed altri disturbi psichici; ad avere un rapporto piu’ distaccato coi genitori. Anche lo sviluppo cognitivo tende ad essere piu’ lento nei primi – prosegue l’esperta – senza contare che le punizioni corporali possono mettere il bimbo a rischio di lesioni” (fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/saluteebenessere/2012/02/08/visualizza_new.html_76465185.html).
      Sempre dal medesimo articolo: ” ricerche di neuroimaging (con la risonanza magnetica) mostrano che il cervello dei bambini i cui genitori adottano sculacciate o schiaffi come metodo punitivo puo’ subire riduzioni nel volume della materia grigia in aree strategiche per le performance cognitive. E tali punizioni possono addirittura portare a uno squilibrio delle regioni neurali di piacere e appagamento rendendo i piccoli piu’ suscettibili ad abusare di droghe e alcol negli anni a venire.”

      Qui lo studio: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3447048/

    • salvo ha detto:

      Ma va cagare da un’altra parte — Zoro-Zorin. Sarei tentato di aprirti quella scatola cranica e vedere cosa c’e’ dentro. Cosa troverei? Prima cosa che viene in mente – dalle mie parti si dice ‘fumeri’.

      Time out!

    • Paolo ha detto:

      tuo padre ti menava, Zorin..questo spiega molte cose. I genitori che menano fanno danni equivalenti a quelli che iper-proteggono i figli.
      Da tempo ormai le percosse non sono più un metodo educativo accettabile per fortuna ma anche tralasciando questo la tua compagna è una tua pari (nel bene e nel male) non è una bambina che va “guidata”, e non va guidata a botte in ogni caso! Siete due adulti!
      E no con le botte non si protegge nessuno! Proteggere chi si ama non centra nulla con gli schiaffi! Nulla! La tua compagna va protetta dalle tue botte.
      Zorin, io mi auguro anzi voglio credere che i maschi come te siano una esigua minoranza perchè ciò che dici mi terrorizza quanto quel che dice Julie Bindel, tu e lei siete equivalenti

      • Paolo ha detto:

        Zorin seriamente, hai mai pensato di convertirti all’Islam e arruolarti nell’Isis? Ti troveresti bene, poi sulle donne la pensate uguale

      • salvo ha detto:

        Ma non perderci tempo con questo Zorro-Zorin! E’ un troll che cambia nome sia nella discussione che in altre discussioni. E per scrivere cio’ che sche scrive e come scrive, o e’ un perverso con mente malata o e’ un perverso con mente sana … che comunque arriva alla stesso traguardo – essere perverso malato.
        Che sia stato menato da suo padre? Cavoli suoi — dovrebbe maledire il giorno in cui e nato nelle mani di qyest’uomo che menava. La sua risposta alle mie domande sarebbe stata interessante — la domanda se suo padre trattave come cagne / troie sua madre e le sue sorelle (e lui stesso). Invece stavolta ha deciso di ignorare le domande per continuare a ‘trollare’ con chi gli da’ il minimo di spazio di sproloquiare. Il troll non e’ qui per dialogare — e’ qui per monitorare le discussioni e capire quando si dice qualcosa di importante che potrebbe aiutare lui e la sua banda di galeotti come lui in altre discussioni in cui pure fanno i trolls.Poi magari questo trolls sono gli stessi che appartengono a organizzazioni di misogini e cose simili.

        Cosa hai imparato qui da questo Zorro-Zorin — oltre al fatto che ci sarebbero maschi che dicono cose apertamente sulle donne che neanche un cervello rettiliano potrebbe comprendere. Parlare con col troll e mettere i piedi nella melma dove lui abitualmente sta e da cui non esce — o perche’ non puo’ o perche non vuole poiche ci sta bene e ci sguazza a suo agio.

        Quindi da lui si impara che non c’e’ fondo nella stupidita’ e capacita’ di violenza nella specie umana. Questo lo sappiamo? Perche’ dovremmo re-impararlo, come se fosse una nuova scoperta, da tizicome questo che di umano hanoo poco e sanno poco. DAgli il trattamento del silenzio e che vada a condividere le sue idee con i suoi simili — tipo dell’ISIL (non ISIS). Magari lo metterebero a direttore sommo dei loro bordelli, e lui si troverebbe a casa sua con l’obiettivo di allocare le cagne / troie / donne / ragazze / ragazzi in modo efficace e efficiente. E magari gli darebbero la medaglia al valore per avere razionalizzato in modo efficiente e effettivo l’uso di cagne / troie / donne / ragazze / ragazzi, ed in piu’ con il bonus di avere massima liberta’ usare per il suo piacere (sadico naturalmente) di usare per soddisfare i suoi piaceri il suo materiale umana — cagne / troie / donne / ragazze / ragazzi.

    • IDA ha detto:

      Abbiamo capito Zorin, abbiamo capito anche troppo bene, quello che dici e confermi adesso, è il motivo stesso per cui esiste il femminismo. Paternalismo e sottomissione della donna sono gli elementi essenziali del maschilismo e del sessismo. Si caro Zorin, sei un sessista e te ne vanti e ne sei razionalmente orgoglioso. Bene! Nessuno è perfetto. Sarò breve.
      Parli di optimum, di uomo ideale, e già immagino come è optimum di donna ideale per te. Ti propongo un esperimento su “un’innocente carezza”, ogni volta che incontri un cane, accarezzalo sulla testa e poi annota la reazione del cane. Quando arrivi a cento cani, puoi fare una percentuale di quanti cani ti hanno morso e quanti no, per un’innocente carezza.
      Affare due,-pacca sul sedere e bacio sulla guancia- . Metti una sera, sei a prendere un aperitivo con la tua fidanzata/moglie e passa uno e la da una pacca sul sedere, passa un altro un bacio sulla guancia. Te come reagisci? Che cosa pensi di lei? Sarebbe interessante conoscere la tua opinione a riguardo.
      Ti ho già parlato di Cesare Lombroso, Vero? Lui diceva che le donne, sono inferiori all’uomo perché sono più vicine al mondo animale, tanto che le donne, accettano e sopportano cose, che nessun uomo razionale, accetterebbero mai.
      Avevo 16/17 anni, una sera d’estate fuori con gli amici, uno improvvisamente mi da una strizzata con tutte e due le mani ai seni. E tra il male e la rabbia mi metto a piangere.- Ero io, quella esagerata, frignona, era solo uno scherzo, tanto che lui e qualche altra persona ci ridevano. Un paio di sere dopo, sono io che restituisco una strizzatina alle sue palle, lui si piega in due dal dolore, ha le lacrime agli occhi, scappo, perché se mi prende mi ammazza. Io vengo rimproverata, che sono una pazza, esagerata ecc.. Perché la stessa cosa, “strizzata”, “pacca”, carezza” una donna la deve accettare altrimenti è una che non accetta gli scherzi. E un uomo, ha il diritto ad arrabbiarsi ed è lei la pazza? Attendo una risposta.
      Non solo Lombroso si sbagliava, ma non tutte le donne sono disposte ad accettare e subire.
      Sul discorso che fai sulle “cagne”, ci sarebbe molto da aggiungere, intanto dimostra l’ipocrisia in cui molti di voi che parlate dei diritti delle prostitute, e dimostri non solo che non te ne frega niente i loro, ma sei anche intriso di un moralismo becero. Stai dicendo che una donna deve essere a disposizione del piacere di un uomo, a pagamento o no, basta che risponda al desiderio del maschio. Ma se una donna, fa sesso, per il proprio piacere, con chi le pare e quante volte le pare, allora è una “cagna”, “una troia”; “una puttana”. Perché osa fare come l’uomo, mettere il piacere al primo posto.
      Stigma che è presente in tutte le culture, dove la donna è sottomessa. In tutte quelle culture dove la donna non è vista come persona, ma come oggetto; fica, bocca e culo a disposizione del piacere del maschio. Stigma che serve a controllare la sessualità della donna e a garantire il dominio e il piacere del maschio.

    • IDA ha detto:

      Le casalinghe esagerano quanto esagerano gli uomini, che si sacrificano e si fanno il mazzo, andando a “puttane” e giocando a carte al bar. La tecnologia è in tutti i settori, non ci sono solo le lavatrici, ma anche le macchine in tutti i posti di lavoro, e se studi bene la storia dell’industrializzazione, vedrai che la tecnologia nei lavori domestici è stato l’ultimo passaggio.
      Comunque tranquilli, non siete coglioni che vi fate sfruttare, perché siete voi gli sfruttatori e non gli struttati. Pensate di essere sfruttati perché non date valore al lavoro femminile. Il lavoro di una “casalinga”, può essere misurato e quantificato come qualsiasi altra attività.
      Una “casalinga”, a tempo pieno, appartamento di 70m2, un figlio e un marito, che non fa nulla in casa, perché lui già si sacrifica come detto in precedenza; tra lavare, stirare, spolverare, spazzare, lucidare, rassettare, fare la spesa, preparare da mangiare, servire da mangiare, 3 pasti al giorno, lavare piatti, pentole e bicchieri, mettere in ordine, portare i figli all’asilo o alle elementari, comprare loro vestiti e accessori per la scuola, parlare con gli insegnanti, organizzare feste di compleanno, aiutarli nei compiti . Minimo sono 5000 ore l’anno. Se consideri 10 euro lorde l’ora e 12.50 i festivi e gli straordinari, vai da 50 mila a 60 mila euro l’anno. Quante casalinghe conosci che può disporre per se più di 50 mila euro l’anno? Le casalinghe sono sfruttate, perché ricevono meno, ma molto meno di quello che producono.
      Poi dici, felici tutti e due,. Non è corretto, nemmeno questo, il marito certamente, la casalinga non tanto.
      I problemi dell’alcol correlati alla casalinga, sono ancora un tema tabù. I dati più recenti indicano in circa 13.000 le alcoliste in trattamento presso le strutture pubbliche del Servizio Sanitario Nazionale e in 24.000 all’anno i ricoveri di donne negli ospedali italiani per cause totalmente attribuibili all’alcol. Di queste il 67% sono casalinghe. La donna vive un alcolismo reattivo, cioè preferisce bere da sola, nascondendosi e l’alcolismo rappresenta il rifiuto per il proprio ruolo matrimoniale, una reazione esagerata a situazioni intollerabili, ad abusi o alla menopausa vissuta come un segno di inevitabile declino. ( dai 45 ai 55 anni, il periodo critico delle alcoliste.)

  22. Primavera ha detto:

    voglio ringraziare i veri uomini che hanno allietato la conversazione. li ringrazio perché:
    1. ora so che sto facendo la scelta giusta nel lasciare mio figlio libero di giocare con quel cacchio che gli pare e piace;
    2. che sto facendo bene ad insegnargli che piangere (o comunque comunicare i propri sentimenti) è giusto e sacrosanto;
    3. che ho fatto bene a dare un sonoro calcione nel culo a quel vigliacco del mio ex che si vantava di essere come i maschioni che hanno qui commentato nascondendo in realtà una omosessualità mai accettata che è sfociata perfino in attenzione particolare verso giovani virgulti (il poveraccio si vanta ancora di essere un VERO UOMO ma ahimè posso confermare che così non è – ora mi direte cagna o chissà che altro-;
    4. che faccio altrettanto bene, dopo aver vissuto con il maschione di cui sopra a rifuggire certi omuncoli che altro non sanno fare che aggredire verbalmente e non (x la storia dello schiaffo e delle correzioni varie…) ma che di donne,ahiloro,non hanno capito un emerito caxxo!
    5. che se riuscissimo a clonare un Paolo o un Salvo o chi umanamente e intellettualmente degno come loro, saremmo tutti in un mondo migliore.

    Buon rientro nella caverna dove tra voi vi fate le domande, vi date le risposte e vi complimentate l’un l’altro; noi per fortuna cerchiamo di fare passi avanti (forse piccoli per carità) verso l’evoluzione delle nostre menti.

    PS. io pure ti chiamo Riccio….pardon!

  23. Lorenzo Gasparrini ha detto:

    Lo spasso di leggere quanti uomini straparlano di femminismo come una cosa vecchia, superata e “falsa” mentre loro ancora credono alla “natura”, alle cose maschili “per natura” e ad altre ipocrisie maschiliste inventate da secoli per tenerli buoni buoni. Continuate così, difendetevi dietro vecchie storielle e credete ciecamente in quella “natura” che altri uomini si sono inventati, continuate pure ad avere fiducia negli ormoni, nei muscoli in più, nei “sentimenti” più consoni a voi; continuate a difendervi dietro una virilità naturale quanto quel potere maschilista che vi distribuisce privilegi per i quali avete barattato, da secoli, enormi libertà. Vi stanno benissimo, quanto la lamentela continua per i bei tempi di una volta nei quali c’erano i veri maschi e le vere femmine – sempre secondo quelle storielle. Non serve a nulla cercare di convincere chi è nato in prigione che fuori c’è un mondo libero – la prigione è il suo mondo e ci sta bene, e la chiama la sua natura.
    Continuate pure a dare del cretino, del venduto, del non uomo a chi vi dice altro, a chi vi racconta che ha capito qualcosa quando era in tempo, per non rendersi più complice di tanta violenza; la vostra nostalgia per ciò che non è mai esistito è molto utile a far vedere come stanno le cose a chi ha ancora voglia di farlo, a liberare chi ha ancora la sensibilità per sentirsi prigioniero.
    «Gli uomini sono educati a diventare stoici esseri razionali», si racconta qui. Grazie per tutte le prove che i vostri commenti qui sotto continuano a fornire di tutto ciò.

  24. Morgaine le Fée ha detto:

    Per chi invoca la “natura” e la biologia e poi parla di “veri uomini”, ricordo che la biologia classifica come “vero uomo” un essere umano che ha una coppia XY nel corredo cromosomico, e che si senta a suo agio con questo fatto. Nulla di piú o di meno.

    • Paolo ha detto:

      ecco appunto XY e XX e identificarsi come uomini o donne. Non serve altro.
      Per il resto: noi tutti uomini e donne siamo natura e cultura insieme, anche la cultura con tutti i suoi cambiamenti nello spazio e nel tempo, fa parte della nostra natura. e ci sono tanti modi di essere uomo e di essere donna tanti quanti sonogl uomini e le donne nel mondo, modi più frequenti statisticamente e modi meno frequenti ma tutti legittimi e autentici

      • salvo ha detto:

        Questo — XY e XX e identificarsi come uomini o donne — e’ un linguaggio stantio che rivela ignoranza e/o bigottismo.

        (i) XY e XX sono termini / concetti biologici che identificano, in tutte le speci, maschi e femmine. Che significa?
        (ii) che stai usando come sinonimi maschi-uomini e femmine-donne. Cavoli tuoi se ti va di credere in cio’ che credi, ma non andare in giro dicendo cretinate … quali?
        (iii) proclami trascendentali come
        — “noi tutti uomini e donne siamo natura e cultura insieme” — frase vuota di qualunque conoscenza conoscitiva testabile (falsificabile), e frase erronea perche’ vuole ignorare l’interazione di natura e cultura in altre speci animali … seguiti un corso di biologia evolutiva (non suggerisco genetica evolutiva perche’ vedo che non ne hai le capacita’ intellettuali).

        — e … il gioiello “ci sono tanti modi di essere uomo e di essere donna tanti quanti sonogl uomini e le donne nel mondo”. La frase sarebbe accettabile solo, e solo se, le categorie / classi di uomo e donne sono ‘culturali’ (tra virgolette!!!) … e che dalle classi si puo’ passare (con un criterio / variabile in piu’ … quale?) a una tipologia che rifletta soggetti reali. Esempio? [MAschio:] Uomo etero, omosessuale, bi, trans … [Femmina:] donna etero, omosessuale, bi, trans … Ed e’ questo che con le tue categorie linguistiche cerchi di negare e seppellire. Quindi dovresti riferirti alla varieta’ di tipi (e sottotipi, ecc.) di uomini e donne. Questo sarebbe gia’ un passettino significativo.

        — ma … il gioello e’ fantomatico, perche’ vuole ignorare a tutti i costi delle realta’ enormi che comunque conosciamo poco. Uno dei problemi? Che infatti geneticamente ogni essere umano che e’ mai vissuto, vive ora, e vivra’ per il futuro indefinito, e’ unico … un po’ come la pelle delle nostre dita. Ma un secondo problema, che proprio non vuole ad avere a che fare con le tue categorie binarie di sesso / genere, e’ la possibilita’ (anzi realta’ perche’ studiata) che il tuo glorificato modello XY e XX e’ empiricamente parziale e limitato. Esempio? Studi recenti (ultimi 2 anni) hanno creato mappe della distribuzione dei geni nel corpo che non sono cosi fisse come tu pensi che siano — mi portano in mente architetture fascistiche. Un’implicazione sarebbe che la sessualita’ (prima del genere) non e’ semplicemente binaria, e che potrebbe avere petenzialmente un’infinita’ di scale (non binarie). And so on ….

        Quindi, vuoi parlare di maschi-femmine uomini-donne in modi binari, e crederci? Nessuno te lo impedisce. Ma non proclamare cio’ in cui credi come IL CREDO, che, guarda caso, il misero essere umano che in questo caso saresti tu, pensa di conoscere e proclamare come Vangelo. Datti una calmata … e questo varrebbe pure per altri che in questo blog credono le sue parole quando dice di essere femminista doc illuminato.

      • Paolo ha detto:

        senti salvo, io non mi sono mai definito “femminista doc illuminato” questa etichetta me l’hanno affibbiata altri, io non l’ho mai chiesta anche se mi sono definito “femminista liberale” per i motivi che ho spiegato. Io ho sempre scritto ciò che penso fregandomene del consenso altrui, non ci tengo ad avere una etichetta di “femminista doc” da te o da altri/e come non ci tengo ad avere l’etichetta di “vero maschio” dallo Zorin di turno. E ribadisco quel che ho detto su uomini e donne. Tu mi accusi di escludere le persone transgender e gay ma non è così: una donna lesbica o bisex è donna quanto una etero, un uomo gay e bisex è un uomo. Nella mia visione uomini e donne transgender sono uomini e donne in cui a differenza della maggioranza delle persone l’identità di genere non corrisponde al sesso biologico e devono avere gli stessi diritti della maggioranza cisgender. Francamente non me ne frega nulla se mi consideri “binario” esattamente come non me ne frega nulla se Zorin e men mi considerano uno “zerbino femminista” come non mi importa se sono considerato un maschilista per via di quel che penso della cosiddetta “oggettificazione sessuale”, pensate di me quello che volete. Sappiate che io idea non la cambierò mai anche se tutto il mondo mi dimostrasse che sbaglio

      • Paolo ha detto:

        e io non glorifico nessun modello. XX o XY è ciò che alla nascita la gran maggioranza di noi è dal punto di vista cromosomico, la gran maggioranza ma non tutti/e, esiste una minoranza di persone interesessuali e se mi accusi di non tenere conto dei loro diritti ti informo che sono contro ogni operazione chirurgica non necessaria fatta su bambini

  25. Zorin ha detto:

    Scrivo di nuovo per rispondere ai tanti che hanno scritto cose inesatte su di me.

    Ma come prima cosa voglio ringraziare riccio per le sue parole: la pensiamo in maniera opposta su molte cose, ma il suo post in cui manifesta sincero dispiacere per me rivela un animo gentile, e questo le fa onore (sono serio).

    Detto questo, purtroppo nessuno ha colto il senso di quello che ho scritto. Ribadisco: non sto parlando di diritti e doveri. Non parlo da avvocato ne’ da giudice. Non sono su Forum ne’ su Verdetto Finale.
    Ho anche scritto che la violenza non e’ un diritto e non e’ una soluzione. Quindi io penso che la violenza sia da evitare per quanto possibile.

    Ma penso anche che una mentalita’ da Uomo (e non da femminuccia o da checca isterica) e’ in grado di distinguere tra l’episodio isolato di violenza che trova una spiegazione nel contesto, e vicerversa la violenza motivata solo da volonta’ di far del male.
    Ad es., io penso che se la moglie torna a casa tardi ubriaca fradicia, il marito ha tutti i motivi per incavolarsi e uno schiaffone puo’ scapparci.
    Allo stesso modo, mio padre non mi menava come metodo abituale di interazione, pero’ dopo un mio comportamento particolarmente insolente nei confronti suoi e della madre e’ comprensibile che ha perso le staffe ed e’ passato alle mani.

    A Paolo e Salvo che mi consigliano di arruolarmi all’ISIS dico che le mie idee non hanno niente a che fare con la criminalita’ omicida dei terroristi: hanno invece a che fare con il considerare giusta e piu’ felice la modalita’ tradizionale di intendere e di vivere i rapporti uomo-donna. E d’altronde si tratta di quella modalita’ che e’ stata usata per millenni praticamente dovunque , mentre la modalita’ femminista e’ un incidente della storia che ha avra’ durata brevissima.
    In ultima analisi, le mie idee sono affini a quelle dei tradizionalisti di tutte le religioni, e quindi non solo gli islamici, ma anche i cattolici ( vedi ad es. Costanza Miriano), i buddhisti, ecc.

    Sull’accusa di essere un troll, mi spiace per Salvo ma io credo veramente in quello che scrivo, anche se me interessa comunque sentire l’altra campana ed ecco perche’ scrivo su questo blog.
    E se non ho risposto alla tua domanda, e’ per esigenze di spazio, non posso costringere riccio a leggere dei papiri!
    Ma rispondo brevemente ora: mio padre non trattava mia madre e mia sorella da cagne per il motivo, che fortunamente, non lo sono: mia madre e’ sposata con mio padre da 47 anni, ed essendo donna del 1941 e’ cresciuta con i sani principi di una volta ed e’ sempre rimasta fedele a mio padre. Mia sorella, pur essendo cresciuta in pieno periodo femminista, non ha mai condiviso ne’ praticato il libertinismo sessuale: ha avuto solo tre rapporti monogami di lunga durata, l’ultimo e’ ancora in corso e penso che sia quello definitivo, perche’ ora e’ felice e appagata.

    Rispondo brevemente anche a IDA: se qualcuno desse una pacca sul sedere a mia moglie i casi sono due:
    1) lui sapeva che lei e’ mia moglie: in questo caso non posso esimermi dal reagire in modo violento contro di lui;
    2) lui non sapeva che lei e’ mia moglie: in questo caso lascio gestire la situazione a mia moglie: se lei e’ particolarmente infastidita e mi chiede di intervenire in suo aiuto, anche in questo caso non posso esimermi dal reagire in modo violento, anche se preferirei evitare;

    • Un'altra Laura ha detto:

      Zorin, perdona, una domanda bruciapelo: ma se fosse il marito a tornare a casa ubriaco la moglie avrebbe tutti i sacrosanti motivi di tirargli una sberla?

      • IDA ha detto:

        No. Perchè spesso è lui, quando fa ritorno a casa, che la riempie di botte. Girala come ti pare è sempre la donna che le prende….

      • Vale ha detto:

        La stessa cosa che mi chiedevo io…

      • Zorin ha detto:

        Certamente, e l’Uomo che e’ tale sarebbe in grado di capire che tale sberla e’ meritata dato il contesto, ma c’e’ un piccolo problema: in quel momento l’uomo e’ ubriaco e quindi poco in grado di ragionare, per cui c’e’ il rischio concreto che reagisca, e visto che l’uomo e’ un genere molto piu’ forte della donna, trai tu le conseguenze…

      • Un'altra Laura ha detto:

        Zorin, attenzione, io non sto esprimendo il mio punto di vista, seguo solo la tua logica. Lamenti la società femminilizzata che “fa una tragedia” se il marito tira uno schiaffo alla moglie ubriaca. Ma non una parola di condanna per il marito che, se riceve uno schiaffo, reagisce con violenza. Dimmi tu se non stai usando due pesi due misure.

    • salvo ha detto:

      Purtroppo … questo (come moltissime altre problematiche) e’ essenzialmente erroneo:

      “E d’altronde si tratta di quella modalita’ che e’ stata usata per millenni praticamente dovunque , mentre la modalita’ femminista e’ un incidente della storia che ha avra’ durata brevissima.”

      Non e’ che io ‘creda’ o ‘non creda’. C’e’ una quantita’ enorme di ricerca — sia sincronica che diacronica — che rigetta questa tua credenza. Ora, per millenni cosa intendi. Oggi si e’ spinto dietro il confine temporale per l’homo sapiens a circa 40.000 anni. Cio’ che oggi si considera ‘civilta’ e’ stata portata a circa 13.000 anni. Cosa c’era prima e dopo queste date, nel tempo profondo, non si sa (ancora?). Ne si puo’ affermare, come fai che “e’ stata la modalita’ usata” … nulla esiste che non diviene. La sola domanda significativa e’ il ‘come’ diviene. E come si diviene non e’ teleologico — i cambiamenti hanno dinamiche random che sono difficili, anzi quasi impossibile per la conoscenza che abbiamo, da prevedere. E le dinamiche sociali-umane non sono ‘naturali’ — sono costruzioni sociali. Infatti questa idea si applica alla stragande maggioranza di speci animali. Un bambino senza socializzazione o muore o diventa ‘qualcosa’ di non umano. (Anche qui c’e’ ricerca immensa.)

      Comunque, e’ chiaro che commetti lo stesso errore logico-epistemologico che alla fine distingue i conservatori: se qualcosa e’ stata usata per millenni, non c’e’ nessuna necessita’ logica o empirica che domani continuera’ a essere come prima. Per generalizzare, se tutti i corvi che hai incontrato nella tua esistenza sono stati neri, non e’ possibile affermare che i corvi che vedrai domani (o nel tempo infinito) saranno neri. Non c’e’ nessuna necessita’ logica o empirica. Domani potresti imbatterti in un corvo bianco – e allora? Da buon italiano diresti: l’eccezione copnferma la regola … anche questo frammento di saggezza e’ erroneo. Non ci sono eccezioni. Solo bisogna creare una teoria (credenza) che sussume l’eccezzione come parte di un sistema piu’ generale. Lo stesso vale per i rapporti di sesso e genere. Affermi ma non spieghi perche’ / come questa “fase storica di femminismo” e’ transitoria. Anche la Chiesa Cattolica sta cambiando ‘opinione’ su questo — stessa entita’ che prima creo’ le regole per l’egemonia del maschio-uomo.

      Come spiegare la tendenza a credere che domani sara’ come oggi? Grande mistero, ma una delle spiegazioni offerte negli ultimi secoli e’ stata … l’abitudine .. che in termini piu’ moderni si chiamerebbe il processo di socializzazione.

      • Zorin ha detto:

        Fai tante chicchiere filosofiche che non hanno alcun valore pratico.
        E’ vero che sul piano puramente epistemologico nessuna legge o conclusione scientifica e’ mai certa al 100%. Neanche le leggi della fisica possono assicurarci che domani sorgera’ il sole con certezza assoluta.

        Peccato che questa affermazione che si pone sul piano della pura logica non e’ di nessuna utilita’ pratica, dato che la probabilita’ che domani sorgera’ il sole e’ cosi alta da essere a tutti gli effetti pratici una certezza, e dato che credere il contrario (credere cioe’ che domani non sorgera’ il sole) e’ una strategia perdente a tutti gli effetti pratici.

        Nello specifico del modello di famiglia, il modello femminista ha prodotto il suicidio demografico delle societa’ in cui e’ stato adottato, in quanto ha determinato una caduta verticale del tassi di natalita’, mentre il modello tradizionale ha dato prova nei secoli di assicurare la sopravvivenza dei popoli.
        Per questa ragione, il modello femminista e’ un modello (auto)distruttivo e, volenti o nolenti, ce ne libereremo al piu presto.

      • Un'altra Laura ha detto:

        Eh, no, aspetta! Io non pretendo mica, come salvo, che ti studi neurologia, preistoria, antropologia, sociologia, ma accidenti la legge di gravitazione universale dovresti saperla anche tu. Sì, la scienza ci assicura al 100% che il sole sorgerà domani. Lo stesso non vale per la bontà della società patriarcale, anzi.
        Tralasciando le questione etiche, e considerando solo il tasso di natalità come fattore positivo, come tu indichi: prima di tutto non è certo un bene per l’umanità aumentare il nostro numero a dismisura. Si rischiano guerre, carestie ed epidemie. Saremmo di più, ma vivremmo peggio. Secondo, non è che la società fortemente patriarcale cinese sia proprio un modello di aumento demografico, fra la politica del figlio unico, e gli aborti selettivi dei feti femmine.

    • IDA ha detto:

      “…io penso che se la moglie torna a casa tardi ubriaca fradicia, il marito ha tutti i motivi per incavolarsi e uno schiaffone puo’ scapparci.” No assolutamente e ti spiego perché.
      Mentre nell’uomo i fattori determinanti dell’alcolismo sono socioculturali e l’uomo che abusa di alcol è visibile a tutti, perché lo fa nello spazio pubblico. Il fattore predominante nella donna nel determinare un abuso di alcol è la motivazione psicologica , legata spesso al ruolo sessuale, ad abusi sessuali. L’etilismo femminile non è facilmente rilevabile, essendo confinato nel privato e dissimulato per l’elevata riprovazione sociale, quello della casalinga in particolare è ancora più difficile da individuare, dal momento che non è mai ubriaca perché assume elevate dosi di alcol, distribuite nell’arco della giornata. Alcol serve a placare l’ansia dei conflitti interni. Non solo la “sberla” è sbagliata, ma anche gli eccessivi rimproveri e disapprovazioni, non fanno altro che peggiorare la situazione. La natura della donna alcolista è conflittuale, nevrotica, con scarsa autostima e da forti impulsi di autodistruzione. Nega di avere un problema con l’alcol, quindi bisogna fare un’opera di persuasione a riconoscere che ha un problema e di farsi aiutare, meglio da persone esterne alla famiglia, in quasi tutte le asl ci sono tecnici.
      Punto due: Fai una distinzione se lui è o non è a conoscenza che lei è tua moglie oppure no, e per tutte e due i casi prevedi un’eventuale reazione violenta.
      Perché? Se la pacca sul culo, il bacio sulla guancia, prima dici di considerarle delle cose innocenti, ma se è tua moglie che le subisce, prevedi una reazione violenta. Allora non è vero che sono innocenti.
      Dici: “Allo stesso modo che solo una societa’ profondamente femminilizzata nel modo di pensare puo’ fare una tragedia di una pacca sul sedere o, colmo dei colmi, di un innocente bacio sulla guancia”.
      Cosa cambia? Che una donna fidanzata o sposata appartiene ad un uomo, al fidanzato o al marito, è proprietà privata. Non è lei, la donna che subisce una molestia o un eventuale danno, ma lui il marito o il fidanzato e si giustifica la reazione anche violenta.. Ma se una donna non ha un marito, se non è proprietà di un altro uomo, il suo corpo può essere di libero accesso a tutti e qualsiasi reazione che ha, sarà considerata un’isterica una che fa tragedie per nulla. Si rispetta una donna quando è proprietà di un altro uomo, quindi si rispetta l’uomo e non la donna.

      • Zorin ha detto:

        Certamente, una donna che e’ in una relazione monogama di lungo periodo e’ piu’ rispettabile di una donna single che va in giro a fare la cagna, questo e’ poco ma sicuro.

      • Vale ha detto:

        Allora vale lo stesso per un uomo. Ah, no, mi confondo… Se un uomo non RITIENE di ottenere quello che lui considera il giusto grado di sesso e servilismo in una relazione, può andare in giro a sollazzarsi con quelle che tu chiami “cagne” e che schifi tanto (coerenza a palate). Quindi un uomo potrebbe non essere una persona rispettabile nemmeno se sposato.

        Cavolo, Zorin, certo che se alla prima avvisaglia di parità vi sentite così castrati… mi ricordate quelli che nei film fanno i sequestratori e si sentono i padroni del mondo giusto perché hanno una pistola in mano (leggi: un enorme vantaggio), ma appena gliela levi…
        Prima o poi capirai che non è che gli uomini sono migliori per definizione, solo che è facile comandare quando sei l’unico armato in una stanza di gente inerme. Sono quelli che emergono quando ci si confronta ad armi pari i veri migliori. Ecco di cosa avete paura: di perdere il vantaggio immeritato di cui la società maschilista vi ha fatto dono. Immotivatamente. C’è poco da girarci intorno. Pensa un po’! Se vi tolgono “le armi”, rischiate di dimostrarvi patetici e perdenti…
        La paura è una brutta cosa. Basta toccargli i privilegi…

  26. Morgaine le Fée ha detto:

    “E d’altronde si tratta di quella modalita’ che e’ stata usata per millenni praticamente dovunque”: è un motivo sufficiente per legittimarla? Anche la tortura, la guerra, la schiavitù sono state usate per millenni praticamente ovunque, eppure non vedo come siano auspicabili, specialmente per chi le subisce. Stessa cosa per la societá patriarcale, che tanto “giusta e felice” non sembra esser stata per le donne, visto che ad un certo punto hanno lottato per avere pari diritti e doveri.
    È ovvio che ad un uomo maschilista fa più comodo un sistema dove è lui a decidere e comandare, grazie tante. Vorrei ben vedere quanto ti piacerebbe stare a ruoli invertiti, col velo in testa, controllato a vista e trattato da minorenne ritardato vita natural durante.
    Altra domanda: tuo padre è anche lui restato sempre fedele a tua madre, oppure faceva quel che voleva perchè l’uomo è razionale e quindi non sa tenere a bada una parte del suo corpo meno complessa di una mano?

    • Zorin ha detto:

      Io penso che la modalita’ tradizionale di intendere i rapporti uomo-donna rende piu’ felice entrambi, ad ogni modo e’ la modalita’ che alla lunga prevale perche’ la modalita’ femminista e’ autodistruttiva, in quanto abbatte i tassi di natalita’ e quindi porta chi la pratica all’auto-estinzone.

      Quanto a mio padre, e’ rimasto sempre fedele a mia madre perche’ alla fine anche lui e’ una persona nata negli anni ’40, quindi cresciuta con i sani valori di una volta per cui ha sempre pensato solo a lavorare per far star bene la famiglia.

      • Paolo ha detto:

        ai tempi dei “sani valori di una volta” esistevano anche i bordelli frequentati non dal tuo forse ma da molti “padri di famiglia”, rispettabili anche loro? Ora mi dirai che andare a prostitute non è “tradire la moglie”
        e un uomo single che fa il playboy è più rispettabile di uno in una relazione monogama? Forse no ma nessuno lo chiama “cagno”

      • Morgaine le Fée ha detto:

        “la modalitá femminista é distruttiva, abbatte i tassi di natalitá”.
        Questo é uno degli argomenti che sento ripetere anche dagli omofobi. Io vorrei capire in che mondo vivete: se c’é qualcosa, allo stato attuale, che sta mettendo in pericolo la sopravvivenza della specie umana e del pianeta, non é il calo demografico dell’hono sapiens, bensí l’opposto. Siamo troppi, consumiamo troppo, produciamo troppi rifiuti, inquiniamo troppo.
        Una politica di contenimento delle nascite non sarebbe male, nel lungo ma anche nel corto termine (a meno che la pensione non sia l’unico aspetto della faccenda a cui pensate).
        Secondariamente: il femminismo non dice di non fare figli. Semmai parla di libera e consapevole scelta nella riproduzione. Chi vuol fare figli li fa, chi non vuole fa a meno, meglio per tutti specialmente per i figli che nascono solo se desiderati.
        Inoltre, il numero di figli messi al mondo dipende da tutta una serie di fattori, in primis economici. I paesi scandinavi, che sono piú femministi della patriarcale Italia, fanno piú figli.
        Che “la modalita’ tradizionale di intendere i rapporti uomo-donna rende piu’ felice entrambi” questo lo dici tu. Forse renderá felice te. Dalla mia famiglia d’origine ho esperienza proprio del contrario, di rapporti in cui era proprio la donna ad essere infelice, trattata da serva e picchiata. Io vivo in una relazione paritaria in cui c’é molta piú felicitá di quelle patriarcali che ho osservato da vicino. Il mio compagno dice apertamente che detesterebbe vivere in una relazione in cui la donna é una specie di minorenne senza capacitá decisionali, che deve stare sotto tutela dell’uomo, e per la quale tocca a lui decidere tutto. Come vedi, ci sono uomini a cui le relazioni in modalitá patriarcale danno fastidio. E, pensa un po’, tutto ció non ci ha neppure impedito di avere figli!

      • salvo ha detto:

        🙂

      • Paolo ha detto:

        Morgaine concordo con ciò che dici, ma la teoria secondo cui la Terra sarebbe sovrappopolata sono controverse: c’è anche chi sostiene che le risorse per mantenerci tutti ci sarebbero e anche di più solo che non sono equamente distribuite (e lo si vede anche dal dato banale che mentre una parte del mondo fa la fame un’altra parte mangia più cibo di quanto abbia in effetti bisogno)

      • Vale ha detto:

        Paolo, prima ancora che i problemi di cibo e acqua, creperemo per la mancanza di Ossigeno. Eh, già, non lo dice nessuno in TV, sennò la gente si agita, ma il punto è che la prima causa di inquinamento e aumento della CO2 siamo noi (ogni singola persona) e andare in bicicletta e fare il compostaggio per tutta la vita non pareggerà il conto di mettere al mondo un singolo figlio.
        Ecco perché io imporrei il massimo di un figlio a coppia ed enormi sgravi fiscali a chi NON figlia. Che è l’unica scelta consapevole, per come siamo ridotti. Senza considerare che, visti alcuni casi umani, sarebbe da ricordare che non tutti i DNA sono meritevoli di essere tramandati 😉
        In ogni caso, spiace demoralizzarti, ma non è infondato allarmismo. Siamo in troppi e i modelli scientifici lo dimostrano (e te lo dice una che ha avuto accesso ai dati per i “soli addetti ai lavori”, non le cose buoniste che mostrano in TV per fingere di parlare di scienza)

      • Paolo ha detto:

        “Ecco perché io imporrei il massimo di un figlio a coppia”

        siccome hai detto “imporre” e non “incoraggiare” o “favorire”, ti chiedo, per curiosità come pensi di imporre il figlio unico senza ricorrere a metodi incompatibili con una società liberaldemocratica. La cosa può non piacere ma nelle società liberali chiunque può figliare compresi i poveri, i tossicodipendenti, e gli idioti, anzi le società liberali vanno nella direzione di permettere di figliare anche a chi per età o altri motivi non è più fertile. Avere figli è come il diritto di voto: non devi fare nulla per meritartelo e qualunque limitazione imposta per legge alla “libera procreazione” sarebbe vista come un intollerabile arbitrio statale nella vita provata delle coppie. Che poi mi pare che in occidente si facciano meno figli senza bisogno di imposizioni autoritarie

      • Paolo ha detto:

        oltretutto andrebbe detto chi e come stabilisce quali sono i DNA meritevoli di essere tramandati. Vedi questi discorsi mi ricordano le lamentele contro il suffragio universale che si fanno ogni volta che un elezione premia i politici che detestiamo: “mannaggia, non è giusto che il voto di questi idioti valga come il mio!”. Invece sì la democrazia prevede esattamente che il voto di un idiota che crede in cose orrende contro le quali tu passeresti la vita a batterti, valga come il tuo, e questo idiota che crede in cose orrende può anche avere quanti figli vuole.
        Un sistema è istituire test di intelligenza obbligatori e se non superi una certa soglia ti si vieta di votare e di figliare (ma se figli lo stesso cosa si fa? Qual è la pena?) ma anche ammesso che ci siano dei criteri universalmente accettati per questi test capisci che sarebbe illiberale fare una cosa del genere.
        Temo davvero che dovremmo tenerci questo mondo dove può votare e fare figli anche gente che secondo noi non dovrebbe. Le alternative sononpeggio

      • Vale ha detto:

        Paolo, proprio perché non si può decidere a priori quali DNA tramandare, va decretato che tutti abbiano la possibilità di fare lo stesso numero di figli. E bonus ENORMI a chi non ne fa.
        Quanto all’imposizione, un pianeta è come una barca. Alla deriva. Se va razionato il cibo, è corretto che tutti ne abbiano a disposizione la stessa quantità, sennò è un sopruso. Basta pensare ai soli diritti. La società è anche un dovere e tutti devono contribuire. Tu fai tre figli? E questo pesa sulla vita di TUTTI, che si riduce a causa di meno risorse. Troppo comodo inneggiare alla società solo quando ci dà diritti e mai quando ci chiede doveri e senso di responsabilità. Si chiama “ipocrisia”.
        Vogliamo salvare il pianeta e la specie umana? Siamo un virus per la Terra. Dobbiamo ridurre drasticamente le nascite, inutile girarci intorno.
        Ma non pretendo tu capisca: per fare lo scienziato servono distacco e raziocinio, in quantità tali che la gente di solito non ha. Vuoi salvare il pianeta? Massimo un figlio a testa. Se non si fa questo, nessun protocollo palliativo potrà servire. E chi si occupa del settore lo sa bene.
        La scienza è scienza e le opinioni personali non cambiano di una virgola i dati. Il tuo protestare che la pensi in modo diverso non cambia il fatto che stiamo finendo l’aria.

      • Paolo ha detto:

        non hai ancora detto COME pensi di imporre il figlio unico all’intera popolazione mondiale o anche solo a una sua parte e quali sanzioni vuoi comminare a chi supera la “quota” (poichè nessuna legge è tale senza sanzione per i trasgressori).
        Il solo precedente che mi viene in mente è la Cina (che di recente però ha posto ufficialmente fine alla politica del figlio unico) che non è esattamente una società democratica e liberale. Senza contare poi il problema, nelle società più tradizionaliste come quelle della Cina rurale, degli aborti selettivi in base al sesso del nascituro che porta a una vera e propria “strage di feti femminili”
        Anche ammesso che siamo troppi e dobbiamo limitare le nascite come si fa a imporre questa cosa e rimanere una democrazia liberale? Se invece di girarci attorno tu mi dicessi senza mezzi termini che se vogliamo salvare il pianeta dobbiamo mettere da parte alcune libertà individuali, che la situazione è talmente disperata che non possiamo permetterci di essere “democratici” io ti starei ad ascoltare tanto più che sono a favore anche di misure “speciali” per affrontare determinate minacce come quella terroristica (tanto per capirci: penso che gli americani abbiano fatto bene ad ammazzare Bin Laden senza processo) ma almeno ammettilo

      • salvo ha detto:

        Questo e’ un problema ‘divertente’ — nel senso che se ne puo’ parlare all’infinito. Ma ci sono alcune cose che si conoscono abbatsanza bene, altre di cui si conoscenza l’esistenza ma non si capisce il meccanismo … e poi c’e’ un 99% di cui non si sa nulla. (su questa roba per motivi miei leggo abbastanza.

        Per esempio — il problema di arrivare a un consenso di avere un bambino per famiglia (le imposiizoni dall’alto sono sono sempre dannose). Una semplice equazione differenziale arriverebbe a prevedere l’estinzione della specie umana in ‘poco’ tempo — oltre all’invecchiamengto esponenziale della popolazione’. Chiaramente si potrebbe cambiare il consenso sui numeri — ma …giovare con grandi numeri in dimensioni temporali e spaziali grandi non e’ praticabile. Vabbe’ si puo fare in laboratorio con batteri e roba simile, ma … non so se mi va l’idea di essere considerato un batterio.

        E poi – cho come sara deciso se’ sara maschio o femmina? O forse si lascera’ tutto al ‘caso’ — alla fine le proporzioni di maschi e femmine dovrebbe essere il 50% … a meno che non intervengano fattori sociali che portano a un numero piu’ di grandi di maschi come in Cina e India (siamo privilegiati culturalmente).

        Pero’ …. il meccanismo di selezione ‘naturale’ del DNA che viene trasmesso attraverso generazioni non avviene perche’ il DNA di una certa persona e’ ‘migliore’ — tipo Teutonico. Gia’ la selezione naturale del DNA dipende dalla capacita’ del DNA di adattarsi alle condizioni esterne, che normalmente non sono controllabili (almeno al livello macro). Ma non si sa quali condizioni esterne ci saranno e quale DNA faranno sopravvivere. Se poi si aggiunce la selezione ‘umana’ — cioe’ della cultura (nel senso largo), ci si avvicina al caos. (Povero Mendel.)

        Nel meccanismo di selezione le mutazioni del DNA (anche attraverso la scelta umana) non hanno vita facile. Quasi il 99% delle mutazioni sono errori e portano alla morte il soggetto. Se 1% delle mutazioni riesce a sopravvivere e’ quasi un miracolo. e comunque non si sa conosce quasi nulla del perche’ dell’emergenza delle novita” che sono le mutazioni. Cioe’ il cambiamento / mutazione casuale di un pezzo di DNA non e’ prevedibile … almeno sino ad oggi … domani? Forse qualcuno gia’ conosce il domani …

        L’esempio per me piui’ bello perche’ intyeressante da tanti punti di vista? Il colore azzurro / bu degli occhi. Tutti gli occhi azzurri di tutti gli esserei umani sono stati ricondotti a una mutazione (cioe’ la mutuzione di un pezzo di DNA in un singolo individuo) che viveva in cio’ che oggi conosciamo come Armeniadozzine di millenni di anni fa.

        La lezione che io ho tratto? che la genetica (scientifica) non e’ molto amica dell’eugenica. Al contrario. 🙂

      • Paolo ha detto:

        e poi scusa ma in base allo stesso principio per cui in nome del’ecologia dobbiamo limitare il numero di figli, qualcuno potrebbe voler vietare per legge alcool, sigarette, cibo spazzatura, tutte cose che fanno male alla salute e creano danno alla società, sempre in nome della salute e visto l’oggettivo aumento dell’obesità nei paesi occidentali si potrebbe obbligare per legge tutti gli obesi d’occidente a programmi di ginnastica e alimentazione decisi da esperti nutrizionisti, anzi visto che anche chi non è grasso può mangiare male e può aver bisogno di palestra obblighiamo tutti a fare palestra e mangiare sano..ma sono sicuro che in questo blog una simile proposta sarebbe bocciata come illiberale, e non rispettosa delle libertà individuali.
        Un conto è incoraggiare con campagne d’informazione la gente a smettere di fumare, bere con moderazione, mangiare cibo sano e fare movimento, ma obbligare per legge qualcuno ad adottare comportamenti “virtuosi”? No, non mi piace.
        Però adesso spiegatemi per quale motivo imporre a qualcuno di fare un solo figlio è giusto e invece imporre di smettere di fumare, bere super-alcolici, ingozzarsi di cibo ricco di zuccheri e colesterolo non lo è.
        Perchè devo obbligare una coppia ad avere un solo figlio ma se obbligo una persona pigra, flaccida o sovrappeso a fare moto sono uno stronzo che non rispetta i diritti degli altri?
        (chiarisco che io non voglio obbligare nessuno a fare nulla, ma chi dice che è giusto obbligare le persone a fare un solo figlio per salvare il pianeta deve essere coerente con ciò che dice e andare sino in fondo altrimenti non è credibile)

      • Vale ha detto:

        Non è sicuramente questa la sede per trattare l’argomento, visto poi che qui siamo ospiti. In ogni caso, come detto prima, la persona media non gode di abbastanza distacco per analizzare il fenomeno. Per quanto mi riguarda, continuo ad auspicare un mondo governato da scienziati, cioè gente a cui non frega nulla del potere.
        Ti lascio con un compito per casa, però. Non ho i dati sottomano, ma, se mi credi nell’analisi quantitativa, una volta le coppie con difficoltà a procreare erano X% e ora il numero è tipo 3X%. Perché? Perché se non riescono ad avere figli (e di solito è perché c’è qualche problema riconducibile al DNA), usano tecniche mediche per avere figli comunque, figli che erediteranno lo stesso problema genetico. Visti i tanti orfani al mondo, ha senso questo?
        Il DNA umano si sta “impoverendo”, è risaputo. È giusto assecondare il desiderio egoistico del figlio proprio a tutti i costi (ricordo gli orfani…) o sono giusto capricci? E davvero ci aspettiamo un comportamento sensato da adulti capricciosi?
        Comunque sì, io vieterei fumo e alcol perché se tu bevi o fumi crei conseguenze anche a me che non lo faccio. Per il cibo spazzatura, le arterie sono tue, fai un po’ quello che vuoi. Il discorso di “essere sulla stessa barca” che facevo prima 😉

    • IDA ha detto:

      Morgaine le Fée.. per la tua risposta a zorin, ti mando un “bacio” grosso così.
      Dovrebbe essere già sui cieli della Danimarca, presto arriverà. 🙂

  27. salvo ha detto:

    MA guarda lo Zorin — il maschio ‘vastasi’ (come si dice dalle mie parti) che usa il termine ‘epistemologia’, e si cimenta nella problematica dell’induttucimi corroborazionista che genera gormae mentis cosi care al fascismo, al nazismo, e altre forme di totalitarianismo … ma senza capirch un’acca.

    Questu ‘vastasi’ pontifica da tutti i pori delo suo corpo — nessuno escluso — e cio’ che viene fuori e la testimonianza di una esistenza putrida e putrefatta. Con i miei interventi qui volevo capacitarmi se fossi un troll ‘vastasi – fetido’ e in putrefazione trascendentale (cosa che tu neghi), o se fossi un maschio qualunque vastasi – fetido’ e in putrefazione.

    Dopo averci pensato per un nanosecondo — la conclusione cercata dalla mia domanda “se un troll ‘vastasi – fetido’ e in putrefazione trascendentale, o se un maschio qualunque vastasi – fetido’ e in putrefazione”.non e’ difficile. La risposta? Irrilevante, perche’ o come troll o come maschio qualunque sei sempre ‘vastasi – fetido’ e in putrefazione’.

    Il tuo tempo, e spazio, qui e’ finito — per me. Non c’e’ nulla che imparato — che significa pure che sei tristemente noioso nei tuoi tentativi di ottennere ancora un po’ piu’ di informazioni o di godere sadicamante lo sgomento e la senzazione di vomito che tutti i partecipanti di questo grupppo sani di mente dovrebbero sentire nei tuoi confronti. Solo spero che qualcuno titi tenga qui per studiarti come esempio di un’evoluzione genetico-culturale che prediligel Violenza di genere e molto altro.

    Io il mio espertimento l’ho completato. Ora mi sei inutile, e quindi … scio’ scio’. VAttela a fare con i pari tuoi; nel mio universo non c’e’ posto per archetipi arcaici come te. E non dovrebbe esserci nel mondo delle persone che qui stannmo cercando di creare e crescer. Non hanno bisogno della presenza di uno come te per far cio.

    Quindi Troll Zorin e/o archetipo arcaico di maschio, smamma!

    • “vastasi” è siciliano? (una curiosità mai)
      Comunque Salvo, se leggi i commenti di men sotto questo post trovi considerazioni come questa: “se io mi fossi trovato di fronte ad un libro che parla di come la società opprime gli uomini mi sarei messo a ridere come mi metto a ridere quando sento dire che le donne sono discriminate o almeno quando sento dire che sono discriminate in italia nel 2016.”
      Motivo per il quale la presenza di Zorin in questo blog è funzionale a dimostrare la necessità dell’esistenza del blog stesso…

      • men ha detto:

        riccio io molte volte fatico ad essere preciso con le parole e magari c’ è il rischio che vengo frainteso…ma c’ è gente come salvo che mi viene in aiuto… ricordi quando ti parlavo dei cagacazzo intelletualoidi smidollati? ecco salvo ne è un tipico esempio.

      • Io ho come l’impressione che la conversazione stia degenerando. .. forse, per evitare che vi scanniate a vicenda, sarebbe prudente da parte mia chiudere i commenti per questo post.

      • salvo ha detto:

        La risposta e’ si’. E si applica a un certo archetipo di maschio (uomo?) senza distinzione di classe / gruppo. Non importa dove ti collochi, o sei collocato, nella struttura sociale, ‘vastasi’ e’ quello che unisce un certo tipo di maschio (uomo?) La gente / societa’ ti conosce e ti evita per quanto puo’ … Non ha scelta se non farselo come i suoi similiZ

        Uno che parla a squarciagola cosa pensa di maschi-femmine, uomini-donne, ecc., come fa lo Zorrigno qui, e’ un fenomeno sociale condiviso ma ristretto ai veri squarciagola di balle di cui solo i ‘vastasi’ se ne possono vantare … come se vanta quando parla di cagne, troie, sberle, e tutte quelle cose belle. Se dicesse quelle balle in pubblico — dove cio’ ci potrebbero essere alcuni che gli farebbero inghiottire i denti prima di finire le sue troiane, cagnane, sberluschini, ecc. — non direbbe nemmeno una parola. Qui fa il gradasso, e presenta questa immagina del super-maschio pre-neandertaliano e si sputtana con quella dinamica di passivo-aggressivo per cui prima ti rompe la faccia con sberle e poi dopo viene fuori con locuzioni quali “vedi riccia, non e’ che io sia ….” a cui segue un’altra sberla con una frase che implictamente dice “ma io sono …”. Per questa dinamica l’ho chiamato troll — riconosciuta in altri esseri piu’ vastasi di lui. E se e’ un troll, o sta portando avanti un progetto da utilizzare altrove, o e’ pazzoide forsennato (da starci attenti.

        Comunque, io non so che valore possa avere ‘dialogare’ con un tizio simile. Cio’ che dice non e’ nuovo. Il come lo dice, nell’anonimita’ del web, e’ interessante (anche se non nuovo). Ci sono molto studi oggi sul come le persone si esprimono di persona e nell’anonimato del web. E lo Zorrigno sa bene come mantenersi dentro i confini della legalita’ web: quel che dice sono le sue ‘idee’ e quindi le sue idee vengono rispettate (meglio farli parlare questi maschiacci fascisti-nazisti-maniacali. Se leggi bene, vedrai che si mantiene entro un limite, che se oltrepassato creerebbe problemi legami. Sa modulare questo psudo-rozzone che conosce il termine ‘epistemologia’. Sono questi frammenti che rivelano quanto perversa questo super-maschio sia.

        Io personalmente gli ho dedicato abbastanza tempo e spazio. Nella vita normale (non del web) lo terrei a grande distanza. Per me non c’e’ nulla che puo’ dare e … non c’e’ nulla che lui potrebbe ricevere dai partecipanti (meglio dire dalle partecipanti perche’ gli atri due archetipi che balbettano a vicenda (men, paolo … pietro, giovanni e tutti i 13 apostoli) non e’ che siano molto diversi. Sono rozzi, sono ignoranti, sono forsennati, e giurano che sono qui per contribuire e per imparare dall’altro lato. Tanta apertura e sapienza — sino a quando poi in un momento di rilassamento della guardia arrivano a proclamare che se fregano di tutti e di tutto perche’ credono in cio’ che credono e lo faranno sino al giorno della morte …. anche se dovesse apparire Cristo (o meglio San Sebastiano?).

        Delle donne che sono qui. Cosa hanno imparato sino ad ora se non che stanno leggendo roba scritta da individui aggressivi, oppressivi, e potenzialmente anche violenti. Le sculacciate o le sberle alle donne — mogli, madri figle, sorelle, che siano — sono degli indicatori della potenzialita di violenza di genere. Perche’ stare qui ad ascoltarli. Sono come un pozzo senza fondo: piu’ giu’ vai, piu’ giu’ vai, e non troverai altro che buio e melma.E non si dovrebbero fare incantare dai colpi di coda quando passano da aggressivi e passivi, e rivelano con le lacrime di coccodrillo che il padre lo picchiava da bambino e che quindi anche lui era stato vittima di violenza … per poi virare e proclamare che quel picchiare da parte del padre era sano, per il suo bene, come sarebbero le sculacciate alle femmine — been there, saw that … nosiosossimo.

        MA se tu stai raccogliendo idee, storie, evidenze cosi’ estreme che nessuno nella vita sociale normale ci crederebbe, dico ‘allora continua’ a raccogliere. Solo non dimenticare che il pozzo e’ infinitamente profondo — bottomless.

      • Paolo ha detto:

        Quindi sono un “archetipo che balbetta” ma non solo, ho anche scoperto di “non essere molto diverso” da uno che giustifica la violenza domestica.
        Salvo è evidentemente il Vero Solo Unico Difensore Dei Diritti Umani Che Ha Capito Tutto Della Vita E I Suoi Escrementi Profumano Di Fiori

      • salvo ha detto:

        La realta’ al conrario: negli USA oggi sono i bianchi (teutonici) che lamentano le discriminazioni delle minoranze di ‘negri’, degli indiani-americani (natiives) di latini-suamericani, di ogni gruppo che il DIo della Bibbia non creo’ direttamente

        … a cui aggiungono le femmine-donne che chiedono la parita’ in molte (tutte) le dimwnnsioni dell’esistenza: il corpo, la mente, la psiche, il lavoro, il post-lavoro

        Solo menti esaltate — gonfie e tronfie di diritti naturali dati al maschio-uomo) — possono proclamare che i maschi-uomini siano diventati la minoranza oppressa da chi vuole togliere loro i diritti che il Dio della BIbbia ha fato loro, e che definisce la loro esistenza e identita’. (molti argomenti qui …). E’ una situazione molto simile a quella di Indiani-Americani (Natives) che prima furono quasi eliminati da una guerra di genocidio dopo un’altro per 4 secoli e passa, e che ora stanno ricostruendo una loro identita’ legata al loro passato nel rapporto tra di loro, con la terra, e i cieli (!). E cominciano le paure del maschio-uomo che diventeranno un intralcio per i diritti senza limiti dell’uomo bianco.

        Non capiscono le menti italiote che e’ in corso una lotta nuova contro il potere (o i poteri): di chi ha oppresso storicamente per secoli e millenni; da chi e’ stato oppresso, Ma in neo-oppressi (cioe’, gli oppressori non capiscono (ancora) che non e’ una lotta diretta a togliere i loro diritti e poteri che credono naturali. Invece e’ diretta dagli oppressi a riacquistare quelle capacita’che permettono di essere esistenzialmte libere di pensare, agire, crearsi e ricrearsi, intervenire, e programmare.. Non uno scontro per prendersi il potere dell’uomo-maschio; ma uno scontro per allontanarsi dalle logiche (anche strutturali) di potere che l’uomo-maschio e’ riuscito a controllare nei millennin. Allontanarsi non e’ isolarsi: e’ darsi la possibilita di incontrare nuovi soggetti umani che per loro storie idiosincratiche si trovano a loro agio con lo sperimentare nuovi mondi,m realta’, e forme di vita.

      • salvo ha detto:

        Si’.
        Assunse col tempo anche altri usi, a volte spregevoli. Si usava spesso per indicare una persona volgare, maleducata, sboccata, che si esprimeva con abbondante uso di parolacce. Come si direbbe oggi: con linguaggio da caserma.
        ***
        [voce sicil. (vastasu o vastasi), dal lat. mediev. vastasius o bastasius (v. bastagio)]. – Facchino. In senso fig. e con valore spreg., uomo molto rozzo e trascurato nel vestire e nei modi; screanzato, villano

        Dalle mie parti non ci sono distinzioni di classi sociali. Vastasi taglia attraverso tutte le classi sociali.

        https://scn.wiktionary.org/wiki/Discussioni:vastasu

    • Un'altra Laura ha detto:

      Credo che Salvo abbia ragione. Si inserisce dell’attualissimo dibattito sull’utilità dei commenti. Ci sono cascata anche io con Zorin, ma a sangue freddo, le discussioni così non servono a nulla, anzi, rischia che fanno danni, polarizzando le posizioni. Più o meno un effetto spiegato qui:
      http://attivissimo.blogspot.co.uk/2015/10/dare-la-caccia-alle-bufale-e-inutile.html
      Il lavoro che fai è utilissimo. Molti commenti pure, insegnano tanto. Io ho imparato tante cose leggendo i commenti di Ida. Ma quando si comincia con discussioni infinite, a botte e risposte, credo che gli indecisi semplicemente non li seguano, e i partecipanti si arroccano sempre di più sulle loro posizioni.
      tl;dr: credo davvero sia il caso di lasciar perdere Zorin. Lui e chi la pensa come lui non cambierà mai idea. Gli indecisi, credo abbiano già avuto elementi a sufficienza per formarsi un opinione.

  28. salvo ha detto:

    A ‘men’. Io quello che dico sul web lo dico pure nella realta’ reale della vita quotidiana. So come fatto che tu non ti rischieresti di affermare in persona — in mia presenza – il tuo gioello “cagacazzo intelletualoidi smidollati”. 🙂

  29. salvo ha detto:

    Il San Paolo — vedi come sei limitato e non capisci la logica, l’obiettivo, le scopo, e la finalita’ della mia posizione. Io non difendo ‘positivamente’ nessun diritto umano (quelli non-umani si’,pero’). Perche? Perche’ capisco (o cerco di capire) quali siano i miei limiti come persona-individuo che si trova immerso nella socialita’ e nella storicita’ della vita. I diritti umani sono costruiti socialmente e stioricamente: capire il come, e perche’, siano stati formati nel tempo e nello spazio fa parte dei mio processo storico individuale calato nalla mia socialita e storicita’, che sono infinitamente molto piu’ complesse di un archetipo che ha la cognizione di un’ameba affamata. Volendo, posso affermare che in gran parte la mia attivita’ — come indivduo che allo stesso momento e’ sociale e storico — e’ ‘negativa’: cioe’ identificare quelle strutture di potere socioeconomiche epolitiche (e anche psicologiche nella parte in cui sono le credenze sono costruite nell’individuo nel contesto della sua socialita’ e storicita’) che reprimono individui e gruppi (come qui le donne) che non vogliono piu’ essere parte di quel gioco sociale-storico in cui sono cresciute. E se questo vale per le femmine-donne,vale pure per i maschi-uomini. Gia’ distruggere mostri sacri nella psiche dell’homo sapiens che vive nelle varie (moltitudini) socialita’ e storicita’ — distruggere e’ un’attivita’ positiva.

    Tu come archetipo di queste parole non ne capirai un cavolo — e per questo che sei un archetipo di un tempo fu.

    Per le tue delucidazioni ammirevoli e profonde sul mio ‘io’:
    — ” I Suoi Escrementi Profumano Di Fiori”: e’ interessante che mio nonno paterno — un uomo tremendo che a questo punto in questa discussione con una sberla vi avrebbe fatto mangiare – a te e il tuo esimio amico e TROLL Zorrino — i denti cariati che avete, diceva a me a tutti i nipoti che i nostri escrementi (cioe’ della famiglia) infatti profumavano di fiori … e che quindi avevamo il diritto naturale di spargerli come concime su quelli che puzzavano. E qui di maschi che puzzano di brutto ce ne sono tanti. Quindi deci essere contento di avere trovato qualcuno che con i suoi escrementi potra’ profumarti — se mai possibile.

    Questo e’ il punto di arrivo per te — ameba.

    • Paolo ha detto:

      Salvo, in effetti di quello che hai detto non ho capito un’acca (e non mi importa) ho capito soltanto, da quell’accenno ai diritti non umani) che probabilmente sei uno di quei fanatici animalisti anzi “anti-specisti” come vi fate chiamare adesso. Ho solo una curiosità: come è possibile che i discorsi che fai non annoino anche te? E se davvero fai questi stessi discorsi con queste stesse parole come fanno i tuoi interlocutori e interlocutrici a trattenere gli sbadigli?

      • salvo ha detto:

        Ho migliaia di amici nei 5 (o 6) continenti, e noi pensiamo, parliamo. e agiamo cosi’. E’ un universo a te chiuso. Quindi crogiolati bene nel tuo buco con quellio come te.

    • Paolo ha detto:

      comunque la sola differenza tra i tuoi sproloqui e quelli di Zorin è che quelli di Zorin sono gli sproloqui d un reazionario puro (un cretino, insomma), sono facilmente comprensibili e quindi facilmente confutabili da chiunque non sia un nostalgico del duce o un fanatico cristiano o islamico, insomma da chiunque sia una persona mediamente decente.
      Invece i tuoi sproloqui, Salvo sono gli sproloqui di uno che si sente più progressista dei progressisti, più razionale dei razionalisti, all’avanguardia, più avanti degli altri e condisce il tutto con concetti astrusi, alla fine il tuo interlocutore si arrende per noia. Bella tattica, ma io preferisco ripetere sempre come la penso e insistere che non intendo cambiare idea

      • salvo ha detto:

        Ripeto — perche’ sembri sordo (o orbo) — io penso cosi’, parlo cosi’, interagisco cosi’, e vivo in mondi in cui i miei pensieri, parole e azioni sono ‘normali’. Di nuovo, universo a te chiuso.

        Ti avevo gia’ detto che il tuo tempo era passato. Ora e’ veramente passato Cioe’, mi hai scocciato. Scio’ e pussa via.

  30. Stardust ha detto:

    Oh meno male, ho bisogno di un po’ di positività ogni tanto ^^

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