Usare i bambini contro le madri: le strategie del violento

abusiveparent

Una traduzione da Science News: Threats against children during the separation process for women in abusive relationships

Uno studio condotto dalla Sam Houston State University afferma che è 4 volte più probabile che le madri che si separano dai loro partner violenti, rispetto alle madri che non si separano, riferiscano che il padre le minacci di fare del male o di portar via i bambini.

Nello studio “Indirect Abuse Involving Children During the Separation Process” Brittany Hayes, Assistant Professor presso il College of Criminal Justice, ha detto che le vittime di violenza domestica continuano a soffrire a causa di abusi dopo la separazione, ma pochi riconoscono l’abuso indiretto esercitato sui figli durante il processo.

“Quando pensiamo al processo di separazione, sappiamo che per le donne aumenta il rischio di violenza e di abuso sessuale”, ha detto Hayes. “Ma abbiamo bisogno di tenere d’occhio  altre forme di comportamento abusante che non sono così evidenti.”

Lo studio si basa sui dati raccolti dal Chicago Women Health Risk Study, che ha intervistato oltre 700 donne che hanno utilizzato i servizi di assistenza sanitaria in una clinica di Chicago nel corso di un periodo di 10 mesi, che riguardano 339 madri maltrattate. Secondo lo studio, quasi un quarto dei maltrattanti ha minacciato di portare via i bambini alle loro madri, mentre l’8 per cento ha minacciato di fare del male ai bambini. Minacciare i figli si configura come un tentativo di controllare ulteriormente la vittima, anche dopo che la relazione si è interrotta, dimostra la ricerca.

Anche se la separazione è un elemento che avvantaggia le donne vittime di abusi nel corso di un processo legale, essa può portare alla loro rivittimizzazione a causa delle controversie sulla custodia dei figli. I Tribunali si basano sul principio standard del “superiore interesse del bambino”, che raccomanda l’affidamento congiunto a meno che non vi sia evidenza di abusi sui minori. Il sistema attuale rende difficile bilanciare la sicurezza della vittima abusata con gli accordi per l’affido dei figli e il diritto di visita del padre.

Pertanto, lo studio suggerisce che è importante per gli operatori del settore comprendere che l’abuso di minori non ricomprende solo la violenza fisica, ma anche i comportamenti controllanti, che spesso sono antecenti alla separazione e sono causa di vittimizzazione. Comportamenti che chi è chiamato a valutare il miglior accordo di custodia dei figli dovrebbe essere in grado di individuare e che includono i tentativi del maltrattante di  incoraggiare convinzioni negative nei bambini minando l’autorità della madre o di utilizzare i bambini per spaventare la madre. Lo studio raccomanda anche la creazione di Family Justice Centers da utilizzare per le visite protette in casi di violenza domestica. I Family Justice Centers dovrebbero anche fornire risorse alle vittime di abusi, come colloqui con un avvocato, la raccolta dei rapporti di polizia, incontri con il procuratore, la creazione di un piano di sicurezza, assistenza medica informazioni su alloggi sicuri o di assistenza pubblica.

“C’è ancora molto lavoro da fare per migliorare i servizi alle persone coinvolte in controversie per l’affido quando vi è una storia di violenza domestica”, ha dichiarato la Dottoressa Hayes.

 

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7 risposte a Usare i bambini contro le madri: le strategie del violento

  1. Nemi ha detto:

    standing ovation, grazie per tutto il lavoro che fai!

  2. Emanuele Di Felice ha detto:

    “Uno studio condotto dalla Sam Houston State University afferma che è 4 volte più probabile che le madri che si separano dai loro partner violenti, rispetto alle madri che non si separano, riferiscano che il padre le minacci di fare del male o di portar via i bambini.”
    Mentre i padri minacciano di fare del male alle donne o di portar via i bambini, le madri lo fanno !. Orco o non orco, sono quasi sempre gli uomini che pagano e ai quali vengono sottratti i figli. Una bella differenza.

    Il processo di separazione:
    – aumenta il rischio di violenza e di abuso sessuale;
    – avvantaggia le donne vittime di abusi,
    – può portare alla loro rivittimizzazione.
    Che si fa?.
    Se gli svantaggi dei processi sono maggiori dei vantaggi per le donne: che si aboliscano i processi, anche perché se si chiedono dei processi cuciti addosso ad una parte in causa questi saranno dei non-processi.

    “I Tribunali si basano sul principio standard del “superiore interesse del bambino”, che raccomanda l’affidamento congiunto a meno che non vi sia evidenza di abusi sui minori. Il sistema attuale rende difficile bilanciare la sicurezza della vittima abusata con gli accordi per l’affido dei figli e il diritto di visita del padre.”
    Se è difficile bilanciare l’affido congiunto(voluto dalle femministe in quanto ostili agli stereotipi, per dire) con la sicurezza, che si ritorni al sistema più facile cioè all’affido separato.
    ————————
    Il fulcro della questione.
    E’ inutile girarci intorno con articoli, studi etc., la questione centrale è un’altra.
    La società è terribilmente maschilista, la famiglia è mostruosamente patriarcale e i trucchi magici del patriarcato completano l’opera.
    Dunque, ogni donna che denuncia un uomo è necessariamente vittima e ogni cosa che ostacola l’interesse femminile, i diritti degli uomini, si chiama violenza( es. rivittimizzazione). Necessariamente.
    Avete ragione, perché non potete avere torto.

    • “Mentre i padri minacciano di fare del male alle donne o di portar via i bambini, le madri lo fanno !”: esattamente che intendi? A cosa ti riferisci?
      Qui un po’ di dati dal Telefono azzurro:http://www.nonstiamozitti.azzurro.it/la-violenza-in-italia-i-dati-di-telefono-azzurro/
      Il responsabile dell’abuso è di sesso femminile nel 46,6% dei casi, e maschile nel 53,4% dei casi. Nei casi di abuso sessuale il responsabile è frequentemente un soggetto di sesso maschile (88,1%), mentre nei casi di trascuratezza (prevalentemente si parla di incuria, come si legge nei primi paragrafi) è più spesso coinvolto un responsabile di sesso femminile (64,1%), frequentemente la madre.
      Altri dati qui: http://ojs.pensamultimedia.it/index.php/ric/article/viewFile/885/857
      L’aggressore è risultato essere di sesso maschile nella totalità dei casi.In merito alla relazione autore-vittima (Grafico II), va sottolineato che
      nel 53,7% dei casi l’autore di reato era sconosciuto alla vittima, nel 32% era un conoscente e nel 9,5% era un familiare, segnatamente il padre in 8 casi,il fratellastro e lo zio in 2 casi ciascuno, il cugino ed il convivente della madre rispettivamente in una sola occasione.

      Poi dici: “Orco o non orco, sono quasi sempre gli uomini che pagano e ai quali vengono sottratti i figli. Una bella differenza.”
      Orco o non orco?!? Cosa intendi? Non andrebbero sottratti i figli ad un uomo abusante? Qual è la “bella differenza”? Che vuol dire “sono sempre gli uomini che pagano”? Pagano cosa?

    • IDA ha detto:

      Ma non vi è venuto a noia tutto questo vittimismo?
      I figli sottratti ai padri? Ma mi sa che a molti padri fa piacere che i figli siano affidati alla madre. Basta vedere il comportamento che hanno dopo la separazione, tipo il versare l’assegno del mantenimento dei figli. Solo il 36% paga, gli altri fanno le vittime nei bar o sul web. L’assegno di mantenimento, viene dato al coniuge economicamente più debole e in base al reddito. L’iniquità, stà nel fatto che spesso sono le donne ad essere il coniuge economicamente più debole, non nell’avere attribuito l’assegno. L’iniquità sta nel fatto che sono le donne che devono scegliere tra lavoro o famiglia, adeguare il lavoro in base alle esigenze di famiglia. Per non parlare della casa, queste donne egoiste che portano via la casa agli uomini. Ma se si va a vedere nelle separazioni e nei divorzi, il proprietario coniuge/uomo della casa è solo il 14% dei casi, il resto la casa è in affitto, uso gratuito, proprietà di tutte e due i coniugi, o proprietà del coniuge/donna. Ma quante sono le case assegnate alle donne con figli minori e di proprietà coniuge/uomo ?
      Il 2% dei casi. Ma al bar, in pasticceria e sul web, leggiamo e sentiamo solo di uomini che vengono derubati della loro casa, diventano proprietari, anche quando proprietari non lo sono. In tutto questo vittimismo, io vedo solo una grande nostalgia, da parte di molti uomini, quella dell’istituto del “ripudio”.
      Una volta ai bei tempi, rimpianti da molti uomini, tutto era molto più facile, una moglie, veniva “ripudiata” tolti i figli e buttata fuori di casa, con i tre stracci che possedeva. Non c’erano gli avvocati, tanto meno quelle nazi-femministe di oggi, non dovevano neppure ingegnarsi ad inventare disturbi vari come PAS. Questo si che era vivere per gli uomini. I motivi del ripudio, erano vari, poteva essere l’adulterio, o poteva essere accusata di non portare rispetto al marito.. Chi l’accusava? Il marito stesso! Chi la giudicava ed emetteva la sentenza? Sempre il marito. Semplice no! Non c’era tutta questa burocrazia, giudici, avvocati, tutto molto semplice e lineare. In antichità era molto usato “il ripudio”, in alcune parti del mondo c’è ancora oggi..
      Forse sono andata fuori tema…..

  3. Shonagh Mc Aulay ha detto:

    This is exactly my experience.

    An attempt to exclude me from the life of my high functioning autistic child and have him sent away to a residential institutional setting which was entirely unsuitable.

    The program was a life skills program targeting people who needed to learn simple life skills such as using public transport, operating a washing machine, etc. It was also not a very good program. For interest I had visited them – that was how the father knew of its existence – and held discussions with staff. I was not at all impressed and even somewhat doubtful about their trustworthiness.

    In any case, I already had a perfect family situation set up for the boy and a place for tuition. Leo’s specialist was delighted with the way things were going there and with Leo’s progress academically and personally. She was horrified at the idea of change and the idea of the life skills programme.

    The lawyers explained to me that the paternal interest in such cases is generally of an exclusively financial nature. If the father controls the child, he has lower outgoings to the mother. I was so ingenuous that the thought had not occurred to me! My entire focus was on the welfare of my son. I had given up all personal career and economic interests in order to support his development, with very good results for the boy. I just couldn’t imagine that money could be the driving interest! 😀

    Certainly, this father had no interest in my boy. Over an average year, he might have spent 3 hours with him? I had never witnessed a conversation or any communicative exchange that went beyond half a minute.

    He became aware of the fact that I was in therapy. This is because the UN health insurance gives no privacy to spouses. He tried very hard to discover the diagnosis. I remained vague – Oh, stress, I’m a little “depressed”. – Which is a totally generic term. In fact I had severe PTSD and major depression. I’m good at appearances. Nobody knew from my behaviour.

    (As I’ve told you, a few days after the most serious attack – which could have killed me – I had a traumatic breakdown which changed my life. That was where the PTSD came from.)

    The simple fact that I was in therapy and taking psycho medication led to barrages of abuse. Personal while he lived in this house and written all the time and continuing. It became a well known fact that I was “psychotic”. I expect that in the coming hearing for separation etc this will play a role. Hopefully, my doctor’s enormous reputation and his contacts – including one of the most prominent trauma specialists – will protect me.

    I am thankful that people like you continue to illustrate the massive disconnect between the trumpeted mediatic freedoms of women today and the realities of oppression that still shape the lives of so many of us.

    Love

    Shonagh

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