Come vengono distrutte le madri quando cercano di proteggere i loro figli

Una traduzione da How Mothers Are Destroyed When They Try to Protect Their Children, di Phyllis Chesler

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Dopo essere stata picchiata in modo assurdo, soffocata fino ad essere ridotta in stato di incoscienza più e più volte, dopo essere ritrovata più volte con le ossa rotte, una madre americana, Holly Collins, non è riuscita ad ottenere giustizia, nessuna protezione, in Minnesota. Invece ha perso la custodia dei due bambini che stava cercando con grandi difficoltà di proteggere dalla furia e dalle percosse del padre. Quando Collins ha compreso che i suoi figli avrebbero potuto non sopravvivere a un’altra settimana – o a un altro giorno – è fuggita e ha ricevuto asilo politico in Olanda. Esiste un potente documentario sul suo caso.

Collins è stata la prima e unica madre americana a fare questa scelta.

Altre madri “protettive”, come la dottoressa Elizabeth Morgan, ha fatto in modo che i suoi genitori fuggissero con la figlia in Nuova Zelanda, dove non c’è reciprocità nella giurisdizione con gli Stati Uniti. La Dottoressa Morgan è stata rinchiusa in prigione a Washington per più di un anno perché si rifiutava di rivelare dove fosse sua figlia. Ho personalmente parlato con i terapisti della figlia che mi hanno assicurato che, a loro avviso, la figlia era stata abusata sessualmente da suo padre.

Questi casi hanno avuto luogo tra la fine degli anni ’80 e la metà degli anni ’90. E’ possibile che stia ancora accadendo?

Secondo le madri “protettive” e i legali e i terapeuti che le sostengono, i quali hanno parlato alla Battered Mothers Custody Conference che ha avuto luogo ad Albany in maggio, questa crisi ha peggiorato la situazione. Se una madre maltrattata è coinvolta in una disputa per l’affido dei figli, il suo avvocato deve, in buona coscienza, consigliarle di non parlare di violenza domestica; se lo fa, è probabile che perderà la custodia. Se sa che il suo bambino è anche lui psicologicamente terrorizzato o è stato picchiato e forse abusato sessualmente e osa parlarne, sicuramente perderà la custodia. Sarà definita una madre “alinenante”,  una bugiarda vendicativa e folle.

E’ una situazione senza vie d’uscita.

Una regista britannica, Rachel Lewis, sta attualmente lavorando ad un film sulle madri americane maltrattate che hanno perso la custodia dei loro figli. E’ impossibile rimanere indifferenti, le testimonianze sono  strazianti. Potete vedere il trailer qui e, se siete rimasti/e, come me, commossi/e e impressionati/e, potete contribuire per permetterle di completare il film in tempo per partecipare al concorso Sundance alla fine dell’anno.

Alla Battered Mothers Custody Conference abbiamo ascoltato la madri maltrattate e i loro sostenitori. Le madri sono coraggiose, coinvolgenti, frustrate, offese e scoraggiate dall’assenza di progressi nei casi e dalla perdurante assenza di giustizia per le madri maltrattate e i loro figli. Alcune madri sono cresciute nella povertà, altre nella ricchezza; alcune sono vittime di incesto o hanno subito violenza nel corso della loro infanzia. Alcune hanno sposato uomini “abbastanza buoni” che si sono rivelati poi sociopatici sadici e maniaci del controllo.

Molte di queste madri soffrono i sintomi di un disturbo post-traumatico da stress complesso e sono state rese disabili a tutti gli effetti o sono state ferite dalla violenza domestica prima e da un sistema giudiziario misogino poi. Sotto pressione, spesso non sono le migliori avvocate di se stesse. Provate a immaginare come potrebbe reagire una normale madre protettiva quando viene pubblicamente e ferocemente accusata di essere lei è il genitore violento, di calunniare l’aggressore, quando le viene detto che non merita la custodia del figlio che ha cresciuto e che sta cercando di proteggere.

Secondo l’avvocato del New Jersey Toby Kleinman, da lungo tempo difensore di mamme e bambini, dopo l’emanazione delle leggi sulla violenza domestica molti giudici americani hanno continuato ad approcciarsi a questi casi pieni di pregiudizi. “Alcuni ritenevano che era la moglie a provocare la violenza e che la violenza provocata era okay. Ritenevano che gli uomini violenti possono cambiare e di essere in grado di riconoscere quali uomini erano davvero violenti. Altri pensavano che un ordine restrittivo temporaneo o un percorso per la gestione della rabbia avrebbe risolto il problema. Inoltre questi giudici non credevano alle donne.”

Sorprendentemente, gli uomini violenti sono riusciti ad usare il sistema giudiziario per controllare ulteriormente e intimidire le loro mogli. Con l’aiuto dei Fathers Rights groups, hanno creato e finanziato un movimento per l’affidamento congiunto, sostenendo che i padri (violenti) hanno il diritto di fare i genitori, che le donne “alienano” i loro figli.

Kleinman dice: “A quel tempo, i giudici non comprendevano che un genitore violento, di solito un uomo, può presentarsi in abito elegante; molti non sembrano criminali. Indossano cravatte e giacche e spesso sono affascinanti”.

A mio parere, oggi è ancora così.

Secondo Doreen Ludwig, autrice di Motherless America, il governo ha promosso “programmi a supporto della paternità” nello sforzo maldestro di eliminare le madri dalle liste di chi riceve sussidi pubblici. In sostanza, se un padre è disposto a mantenere un bambino (o disposto a promettere di farlo), anche se quel padre abusa il bambino e sua madre, questo è visto come un risultato pro-bambino nell’ottica di favorire una conciliazione per mezzo della mediazione. Alcuni padri violenti “sanno che ottenere l’affido dei figli darà loro il sopravvento finanziario … mentre le donne credono che un giudice le proteggerà. Ma per la donna il cui marito ha soldi, niente potrebbe essere più lontano dalla verità. ”

Avvocato ed educatore, Barry Goldstein in proposito ha alcune risposte. Egli suggerisce che “The Safe Child Act”, una proposta di legge che vuole riformare le obsolete prassi sull’affido dei tribunali, dovrebbe essere adottato in sostituzione dell’ “interesse superiore del bambino.”

Perché? Perché l’interesse superiore del bambino è tradizionalmente interpretato in modo soggettive e spesso di parte. Il diritto ad avere un padre, anche se è un violento, e poter fruire del reddito più alto di un padre, vengono considerati il miglior interesse del bambino. Mentre la libertà dalla violenza domestica, sia come vittima diretta che come un testimone oculare, non lo è. Rimanere con il caregiver primario, di solito la madre, non è sempre visto come nel “migliore interesse del bambino.” Ciò che appare “giusto” per entrambi i genitori spesso è più importante del dare ad un bambino ciò di cui può avere bisogno.

Secondo Goldstein: “The Safe Child Act richiede che la salute e la sicurezza dei bambini debba essere la priorità in tutte le decisioni che riguardano l’affido e il diritto di visita. Ciò è particolarmente importante perché l’ACE (esperienze infantili avverse), la ricerca condotta dal Center for Disease Control (CDC), ha rilevato che i bambini esposti alla violenza domestica e vittime di abusi si ammaleranno di più e le loro vite saranno abbreviate dal trauma subito. The Safe Child Act richiederà ai Tribunali di tenere da conto importanti ricerche scientifiche, come ad esempio l’ACE, e rinunciare a teorie non scientifiche, come quelle basate sulla convinzione che il sesso tra adulti e bambini possa essere accettabile. The Safe Child Act prevede che venga innanzi tutto e tempestivamente affrontato il problema degli abusi. Ciò consentirebbe che casi, che ora richiedono molti mesi o anni per essere risolti, di essere gestiti in poche ore o meno “.

Alla conferenza, Goldstein ha anche discusso la “Quincy Solution”, che è “basata sull’originale modello Quincy, utilizzato dalla fine degli anni ’70 fino alla metà degli anni ’90.  Il procuratore distrettuale Bill Delahunt di Quincy, Massachusetts, aveva notato che praticamente ogni prigioniero detenuto in un carcere di massima sicurezza aveva alle spalle un’infanzia funestata dalla violenza domestica e dall’abuso, spesso abusi sessuali. Egli credeva che se fosse riuscito a prevenire la violenza domestica avrebbe contribuito a ridurre il crimine e questo è esattamente quello che è successo. Una regione che in media ventava 5-6 omicidi all’anno, ha potuto godere di anni senza omicidi. Pratiche simili hanno ottenuto importanti riduzioni della violenza domestica in altre comunità, come Nashville e San Diego.”

Nella mia edizione aggiornata di Mothers on Trial: The Battle for Children and Custody, non avevo altra scelta che definire ciò che sta accadendo nel modo seguente: “I Tribunali legittimano l’incesto negli anni 1980 e 1990”, “I Tribunali legittimano l’incesto nel XXI secolo” e “La tortura legale dal 1986 al 2010 “.

Alcuni giudici possono essere comprati; molti assolutamente no. So che ci sono buoni giudici e buoni professionisti della salute mentale. Possono essere in minoranza e possono anche subire pressioni per “dare all’uomo violento quello che vuole e basta che chiudiamo questo caso” Oppure, quando una malconcia madre protettiva continua a insistere sulla riapertura del caso, può essere vista come il problema e sarà punita per aver osato infastidire un giudice molto occupato.

Alcuni avvocati, sia maschi che femmine, non considerano credibili e non amano le donne. So che esistono buoni avvocati, ma i buoni avvocati non posso permettersi di rappresentare pro bono madri maltrattate relativamente indigenti in cause che durano da 4 a 10 o 15 anni. Il costo è astronomico e può distruggere la carriera e la stabilità mentale di un avvocato. E, quando un avvocato si spinge troppo in là per rappresentare con zelo e al meglio gli interessi di una madre e il suo bambino che ha subito un abuso sessuale, è probabile che possa essere denunciato per disprezzo e avere la sua licenza sospesa.

 

Daniel-Sanders

La Battered Mothers Custody Conference si è svolta i primi di maggio di quest’anno negli Stati Uniti che, come ben sappiamo, sono la patria di quel Richard Gardner che, con le sue pubblicazioni sulla sindrome da alienazione genitoriale e il suo lavoro di consulente nei Tribunali, ha contribuito a diffondere il mito della perfida madre alienante, condannando una gran numero di bambini a subire la violenza del genitore e spesso e volentieri anche quella perpetrata dalle istituzioni.

Oggi quei bambini vittimizzati sono cresciuti, sono giovani adulti, e lavorano per cambiare il sistema affinché nessun altro debba patire quello che loro hanno sofferto.

Giovani attivisti come Jennifer Collins o Damon Moelter, sono i sopravvissuti, che lottano per tutti quei bambini che invece non ce l’hanno fatta: il piccolo Wyatt Garcia, o i fratelli Castillo.

La propaganda sulla presunta epidemia di false accuse, che dall’america si è diffusa a macchia d’olio nel resto del mondo, ha fatto sì che comincino a morire bambini anche da noi, bambini che potevano essere salvati, se solo le loro madri fossero state ascoltate: Federico Barakat, Davide e Andrea Iacovone.

Per questo motivo è importante sostenere iniziative come quella promossa da Antonella Penati a supporto di Donatella Cipriani, una madre alla quale è stato prescritto il divieto di parlare pubblicamente del fatto che da 21 mesi non può incontrare i suoi figli, perché accusata di averli manipolati al fine di far condannare l’ex marito per abusi e maltrattamenti.

Quello che nessuno vi dirà, di questa vicenda, è che non è vero, come hanno scritto alcuni giornali, che le accuse sono state archiviate, ma è vero che il processo è al momento sospeso e che, nonostante non vi sia ancora nessuna evidenza della colpevolezza o dell’innocenza di questo padre, Donatella Cipriani e i suoi figli sono stati comunque condannati, in virtù di una prassi che, in nome di un male interpretato “diritto alla bigenitorialità”, rende di fatto i bambini orfani di un genitore contraddicendo i medesimi principi che afferma di perseguire (principi comunque discutibili, come affermato da Barry Goldstein), e giudica colpevole una madre solo per il fatto di aver sollevato la questione della violenza domestica e degli abusi sui minori.

A tale proposito vi pregherei di ascoltare queste dichiarazioni, in particolare dal minuto 5:50 e seguenti:

“Il tribunale dei minoreinni, esclusivamente sulla base di questa opinabile perizia che diagnosticava la PAS, senza ascoltare i numerosi testimoni, svolgere ulteriori indagini ed effettuare opportuni accertamenti medici sugli eventuali abusi sessuali raccontati, disponeva la decadenza della mia potesta genitoriale, ed il prelievo immediato dei miei figli con la collocazione in casa famiglia a soli 6 giorni dall’incidente probatorio e dal compleanno del mio primogenito.”

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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5 risposte a Come vengono distrutte le madri quando cercano di proteggere i loro figli

  1. Elisabetta ha detto:

    Si è tutto verissimo!è capitato anche a me! Il giudice tutelare quando parlavo delle violenze mi ha detto “se insiste su questa strada la denuncio” perché non ha tutelato i suoi figli

  2. salco ha detto:

    Una buona soluzione a questo tipo di problemi — su cui sto lavo\rano — e’ la creazione di una banca datI (anonima, w xhw peotegge le persone coivolte) che riporta quetso tipo informazione:nome e cognome di giudici, sedi, casio si PAS presieduti, risultati, CTU provilegiati,, analisi con-textulae) dei testi di perizie di CTU, tipo di accuse, storia (bio) dell’altro genitore -partner, analisi (con)testuale dei colloqui con bambini e genotir, ecc.

    Questi comportamenti spocchiosi devonon avere una fine. Un giudice deve capire di avere davanti cittadini di cui deve rispettare enormemente i diritti civili (e altri tipi di diritti. E lo devo fare per (almeno) due motivi semplici: il primo e’, come detto, che deve tutelare i diritti dei cittadin (e non le fantasiose cosruzioni sue e dei suoi ctui; la seconda e’ E Altrettanto importante, e cio’ che il Giudice e’ un pubblico ufficiale che viene pagato con i sildi delle tasse dei cittadini, e in Italia *e altrove) cho paga le tasse sono pproprio i cittadini ‘normali’ … le caste (di varia natura e forme tasse ne paga meno dio zero.

    Sciccantye — ma e’ proprio cosi.

  3. Nato Invisibile ha detto:

    ..rispondo tardi, poco da aggiungere.. riporto un paio di frasi sentite qua e là nelle mie aule (mie in quanto parte, in quanto genitrice presunta “alienante”), e nei corridoi ove si svolgono gli accertamenti, ovvero l’istruttoria:

    Giudice X: “se questo bambino non frequenta il padre diverrà gay”
    Giudice Y: “è vero che questo bambino oggi sta bene, ma se non frequenta il padre, poi diventerà un adolescente problematico con problemi di tossicodipendenza e delinquenza, se non peggio”
    Giudice Z: “poco fa ho sentito il mio secondogenito al telefono che ha pochi mesi e mi diceva pà pà pà.. non è giusto negare a quest’uomo [il genitore che mi accusava di plagio] la stessa gioia!
    Psicologa A: “il padre ha diritto a godersi questo figlio in santa pace”
    Psicologa B: “è vero che il bambino si rifiuta di vedere il padre, ma noi abbiamo ricevuto incarico dal giudice di attivare comunque una relazione padre-figlio. una volta che il bambino entra da noi, sarà attivato.”
    Giudice Y: “e in Italia sempre tutto alle madri, troppo alle madri.”
    Giudice Y: “se il bambino mostra atteggiamenti repulsive nei confronti del padre è sempre colpa della madre.”
    Giudice X: “Eh, signora, non siamo nell’Ottocento, che se il suo compagno le fa un torto [che oggi chiameremmo volgarmente Violenza], bisogna restituire con un altro torto [che nello specifico sarebbe stato limitare la competenza genitoriale del violento]. Siamo nel Duemila”
    Psicologa C: “il bambino deve stare con il padre.”
    Giudice X: “se aspettiamo che il bambino spontaneamente costruisca una relazione col padre [che vive a 800km] e spontaneamente chieda di andare da lui, dovremo aspettare che abbia 10-12 anni. Bisogna forzarlo.”

    Nessuno ha preso in considerazione la violenza a cui il minore ha assistito e che ha riferito autonomamente. Nessuno si è posto il problema di non causare (ulteriori) traumi al minore, ma solo di non fare un torto all’adulto. Sono tutti focalizzati sull’adulto e sul diritto dell’adulto a godersi in santa pace la prole. “Ogni tanto qualche schiaffone gli fa pure bene ai ragazzini, suvvia, non ingigantiamo le cose..” (parola di assistente sociale). “che poi I figli quando stanno coi padre fanno cose e fanno giochi che con noi donne, con noi madri, non farebbero mai. pensi che i miei figli tornano tutti sporchi e sudati quando stanno un paio d’ore fuori a spasso con mio marito, signora gli fa bene, lasci andare, suvvia!” (parola di mediatrice familiare).

    Il genitore biologico deve per forza essere genitore. La legge non prevede che il genitore biologico non sia un buon genitore. Nemmeno dopo che sia stato penalmente condannato. Nemmeno dopo che abbia tentato di uccidere – e addirittura ucciso – i figli stessi. Caspita. Medea è tragicamente famosa da oltre duemila anni. Ma quanti padri uccidono la compagna e i figli? Non esiste un mito per loro? No, gli uomini sono tutti sposati con Eva, o con Pandora, che obnubila il senno dell’uomo e gli crea una vita di caos e sofferenza. Siamo nel Duemila. Maternità surrogate e adozioni gay, unioni civili. In questi casi il genitore biologico non è indispensabile, mentre nelle coppie che si separano non consensualmente, il genitore biologico deve esserci per forza.

    Mi devono spiegare – tutti questi signori e signore – se i bambini “diventano” gay (perché ci si diventa? non lo sapevo..) per colpa delle madri, ma soprattutto, se i ragazzi che vivono o frequentano assiduamente un genitore violento, non hanno maggiori probabilità di presentare problem legati all’alcol, alla tossicodipendenza ecc, rispetto a quelli che ne sono stati messi al riparo. Perché non picchiamo tutti i nostril figli e non siamo violenti coi bambini? Se non lo faremo potrebbero diventare delinquenti! (SARCASMO).

    Intanto pensiamo, grazie a questo fantastico sistema giudiziario, che tutela tutti noi cittadini, a tenere a bada i dèmoni irrisolti degli adulti problematici, sacrificando loro i propri figli, glieli offriamo come sacrificio, come nell’antichità si offrivano sacrifici alle varie divinità per placare la loro ira ed attirare la loro benevolenza.. Plachiamo i dèmoni col contention dei figli, in modo che essi riversino la loro mostruosa violenza sui familiari, sui figli e sulle ex compagne, in modo che quindi non sfoghino la loro violenza sulla collettività. In fondo, si sacrificano i più deboli per il bene comune. In fondo, il marito/compagno mostro te lo sei scelta e ci hai fatto pure i figli. Te la sei andata a cercara, ora tocca a te riparare..

    So che chi legge mi crede pazza. Sono anni che mi sento dare della pazza in Tribunale e fuori. La situazione è immobile e, se possibile, sempre più repressiva e cieca nei confronti delle vere vittime, che sono le persone che subiscono la violenza e/o che assistono alla violenza. Ma per la collettività, grazie alla “opinione comune” e ai “falsi miti” che questo blog denuncia da anni, le povere vittime sono questi santi padri che si vedono privati dello status di padroni e non possono godersi in santa pace le loro proprietà. Chissà come si sentono male, questi poveri uomini. Commettono un peccatuccio veniale, e subito noi donne arpie gli roviniamo la reputazione, oppure compromettiamo la loro fragile autostima fino a farli ammalare, a farli impazzire di dolore.. Mi sento già una megera, per aver fatto tornare a casa mio figlio tutto sporco e sudato dopo un pomeriggio al parco, privando il povero padre di tale gioia.. Signora mediatrice dei miei stivali!

    Vite isolate e indifendibili, nel circo dell’assurdo. E dico circo, perché se fosse un teatro almeno potrei consolarmi pensando che sto recitando un ruolo che non mi piace, ma poi a fine spettacolo farò ritorno alla mia vita. Ma è proprio un circo, e noi siamo bestie ammaestrate, al guinzaglio, addomesticate e ridicolizzate. Private di ogni umanità. Private del diritto di tutelare i nostril figli, finanche di vederli.

    E giù milioni di euro, fiumi di soldi che frusciano da una tasca all’altra, dovunque tranne che nelle tasche del nucleo familiare in difficoltà.

    • IDA ha detto:

      Quello che i figli senza una figura maschile dominante, diventavano omosessuali, era una teoria molto diffusa negli anni 70. Non dimentichiamo che in quel periodo, l’omosessualità era considerata ancora un disturbo. Sostenevano che l’omosessualità era dovuta ad un’assenza della figura maschile, caratterizzata dal monopolio della madre nella gestione del figlio, una figura femminile troppo forte, quella maschile debole e la messa in discussione da parte della donna dell’autorità maschile. Da notare che l’omosessualità femminile non era contemplata. Nello stesso periodo hanno inizio i primi studi sull’”autismo” e si crea la figura della “madre frigorifero”. Una donna in carriera, egoista, poco empatica era la causa dell’autismo, a sostegno della loro tesi, 8 bambini su dieci, sono maschi. Se a un bambino veniva diagnosticato l’autismo, veniva immediatamente sottratto alla madre. (Bruno Bettelheim)
      http://www.pernoiautistici.com/2015/10/figli-autistici-la-colpa-e-della-mamma/
      Faceva parte di una più vasta strategia della colpevolizzazione della donna, una campagna terroristica pseudoscientifica, sostenuta a livello mediatico, per terrorizzare le giovani madri. In Italia nel 1972, le donne, dopo migliaia di anni, hanno accesso a tutti gli studi e a tutte le professioni e è da qui che si crea questa campagna terroristica nei confronti delle donne.- Attenzione, se volete lavorare, essere indipendenti, fare carriera, se mettete in discussione l’autorità divina del maschio sulla donna, rischiate di avere un figlio autistico se va bene, o altrimenti omosessuale.

      Nel 79/80, dopo quasi dieci anni dell’entrata in vigore del divorzio, si cercava a livello mediatico e non solo, di dimostrare gli effetti nefasti che aveva avuto il divorzio nella società. In quel periodo io ero una giovane studentessa, nei piani di studio a sociologia c’era questo libro di testo: http://www.ebay.it/itm/G-Aubert-PERCHE-LE-DONNE-ITALIANE-TRADISCONO-/360978948676?hash=item540c05a244:g:47cAAOSwd4tTtWng

      Perché le donne italiane tradiscono. Già nel titolo si può notare che non c’è una punteggiatura, perché non è una domanda, ma una risposta a tante domande. È una fiera campionaria di pregiudizi stereotipati sulle donne e luoghi comuni. Costituito da dieci interviste a dieci donne della borghesia del nord italia. È un libro inchiesta del 1964, quando ancora non esisteva il divorzio e si porta a sostegno degli effetti negativi che il divorzio ha sul comportamento sessuale femminile, quindici anni dopo inchiesta. La società italiana del 1964 era totalmente differente da quella dell’ottanta, ma nessuno ci faceva caso. G-Aubert era anche autore del trattato, “la famiglia e la sua funzione” del 1955. Testo che ancora nel 1980, da parte di molti docenti era considerato come bibbia.
      Molti sociologi, assistenti sociali, psicoterapeuti, si sono formati su questi testi.
      Nato Invisibile, spero di non averti annoiata con questi miei ricordi di gioventù.- un abbraccio.

      • Nato Invisibile ha detto:

        Grazie Ida :-*
        Da Freud a queste teorie, siamo sempre nel cherchez la mom, come questo blog insegna..
        Non entra in testa il lavoro di Bowlby e colleghi, riguardo la teoria dell’attaccamento e dell’accudimento.. Siamo ancora nell’era della caccia alle streghe.. Se penso a con quanta convinzione, le mie stesse amiche che hanno studiato – e praticano – psicologia, mi mandano gli auguri per la festa della mamma ogni anno, ringraziandomi per il futuro carico di lavoro che sto procurando loro.. Uh che divertimento! E quante mie amiche sfogano la loro frustrazione per le proprie storie d’amore turbolente e infelici, sulle loro “suocere”.. Che te lo dico a fare?!
        Ci vorranno generazioni, se mai si riuscirà a comprendere il lavoro positivo svolto dalle mamme!
        Teniamo duro

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