La responsabilità dei genitori

Qualche giorno fa ho pubblicatosu facebook  questo post, che commentava lo stupro di gruppo ad opera di tre minorenni a Savona.

Scrive Maria Di Rienzo:

In Italia, la dimensione sociale/culturale della violenza è in pratica assente da ogni riflessione…

e infatti, a conferma di quanto avete appena letto, in calce ho ricevuto questo commento:

commentoPubblico questo, perché Paolo è un mio affezionato lettore, ma commenti di questo genere ne leggo in continuazione e non solo sulla mia pagina.

Ogni volta che qualcuno prova ad attirare l’attenzione sul ruolo del contesto culturale in relazione ad atti come quello consumato a Savona o a Salerno, arriva sempre qualcuno pronto ad assolvere il maschilismo, la misoginia, la violenza veicolata da immagini come questa:

D&G

Non è mia intenzione difendere i genitori di questi ragazzi, che tra l’altro si sono macchiati della colpa grave di aver difeso a spada tratta i loro figli colpevolizzando la vittima.

Lo dico ancora, perché sia chiaro: non sto difendendo questi genitori.

Ma ho una domanda da porvi: se il problema è la devianza di qualche singola mela marcia, se tutta la responsabilità è da attribuire solo alle scarse competenze genitoriali di un numero limitato di coppie sparse qua e là per l’Italia – o al massimo di qualche “bigotto” che imbecca questi famigerati educatori di mostri (come se la mancanza di rispetto per l’integrità e la dignità altrui fosse una prerogrativa dei religiosi e di nessun altro) – non è una strana coincidenza che queste famiglie deviate concepiscano tutte dei figli maschi?

Perché, se il problema è solo il genitore che insegna al figlio “che tutto gli è dovuto”, non incappiamo mai in un genitore che insegni la medesima cosa ad una figlia femmina?

Perché non abbiamo branchi di ragazzine stupratrici?

Ora lo so che qualcuno pensa che una donna non riuscirebbe mai stuprare un uomo. Beh, una forse potrebbe incontrare delle difficoltà, ma cinque probabilmente ci riuscirebbero senza troppi problemi.

Non c’è nulla nella coppia di cromosomi XX che impedisca ad una donna di essere crudele e violenta, non c’è nulla di biologico che impedisca ad una donna di decidere di umiliare e svilire il corpo di un uomo attraverso degli atti sessuali senza curarsi del suo consenso.

Allora perché il frutto bacato di questi genitori incompetenti è, nella stragrande maggioranza dei casi, di sesso maschile?

Alla luce delle loro dichiarazioni, è chiaro che i genitori di questi ragazzi sono portatori di una serie di valori e principi che hanno contribuito a formare la personalità degli aggressori.  Ma quei valori non germinano dal nulla all’interno di qualche nucleo familiare, solo perché quel nucleo è anomalo o malato. Altrimenti avremmo altrettante famiglie anomale in grado di generare e crescere figlie stupratrici, a prescindere dal contesto sociale nel quale sono immerse.

Se guardiamo bene, quei valori sono ovunque, tutto intorno a noi: è la cultura dello stupro.

 

Per approfondire:

La fabbricazione dell’uomo abusante

Un altro uomo

Riflessioni sullo stupro

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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237 risposte a La responsabilità dei genitori

  1. ulistef ha detto:

    Sorrido amaramente, gentile ricciocorno schiattoso.
    Perché non ho risposte.
    Perché a volte le donne sanno essere davvero malvagie.
    Perchè a proposito di branco, di cultura maschilista,mi hai fatto venire in mente Irma Grese.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Irma_Grese
    https://it.wikipedia.org/wiki/Guardie_donne_nei_campi_di_concentramento_nazisti.
    Con cordialità.
    Stefano U.

    • Le donne sono esseri umani.

      • Spasmo ha detto:

        Ricciocorno… Le donne forse sono esseri umani… Le femministe no! Mi sbaglio? Chi è che parla di “generi culturali” e di “tecnologie di genere” come di cose possibili in un ambiente umano? Chi ne parla se non delle macchine?

      • Antome ha detto:

        Quindi anche le non femministe “forse” sono esseri umani.
        Non ho capito chi parla secondo te di tecnologie di genere, pardon. Il femminismo o i maschilisti? Certo che non ci sono. Forse ti riferisci alla violenza di genere?
        Ecco, per quanto l’Is non sia affatto un problema da sottovalutare, quindi merita il primo piano, si continua a leggere di donne strangolate dal marito.
        Chiaramente non c’è da generalizzare, non penso che la probabilità sia la stessa per ogni uomo indipendentemente dalle sue idee, però.
        Infatti per quanto si dica che sono più gli uomini a morire, in genere non è per mano di chi le ama. Di certo dire che la maggior parte delle vittime del terrorismo sono islamici non convincerà un razzista o una persona preoccupate su cosa desumere da questa situazione, ma anche perchè come argomento è un po’ debole, nell’attuale contesto.
        Un uomo non muore così spesso ucciso da una persona che dice o diceva di amarlo.
        Se guardiamo al contesto orientale, che, anche (ma non solo) per proprie colpe regredisce, dove non sta, seppur lentamente, evolvendo. La violenza è decisamente di genere, in termini di punizione per adulterio o, soprattutto, condotte sconce, ripudio e disonore per la famiglia. Insomma il delitto d’onore non era una legge casuale.
        Poi certo la violenza è sempre violenza. Ma se così fosse tutto il terrorismo sarebbe uguale, senza discorsi sulla matrice, su cui è imperniato, non del tutto a torto, tutto l’allarmismo :).

      • Antome ha detto:

        Bene, devo aggiungere ulteriori riflessioni, ho scritto quel post un po’ di getto.
        Allora, il delitto d’onore era presente qui fino a poco tempo fa, oggi di una donna stuprata, come al solito qualcuno ha detto più o meno che se l’è cercata, altri che la donna deve essere sottomessa, islamici? Niente affatto, compreso lo stupratore, fosse stato uno straniero… Questo senza sottovalutare la componente etnica dell’efferato episodio di Colonia. La sinistra o le persone aperte devono prevenire questa deriva e soprattutto la reazione spaventosa, tra cui gente che propone espulsioni indistinte su base etnica o di fare come gli americani con i giapponesi (non l’hanno fatto con i tedeschi, forse per un motivo freddamente statistico, contavano gli attentati? era per via dei Kamikaze?), nei commenti del fatto quotidiano ma non solo, lasciamo perdere.
        Chiedere un’ammissione unilaterele collettiva, sia occidente che oriente, sulla scia di sangue che si sono portati dietro, nessuna colpa individuale o collettiva ereditata, rifuggiamo questo modo di pensare. Sia quelli con principale movente politico sia le stragi fatte nel nome della religione, e guardando la storia, anche recentissima, ce n’è per tutti.
        Che l’Is faccia strage soprattutto di islamici in tutto il mondo è in realtà un fattore importante, tutti sono in potenziale pericolo, nei confronti della sua cieca inquisizione. Non bisogna esagerare nemmeno la probabilità di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma la portata mediatica e simbolica è troppo penetrante e non siamo abituati. La dissociazione deve essere chiara.
        Ribadire con queste premesse l’impegno collettivo a fermare l’indottrinamento. Il mondo islamico è doppiamente interessato a farlo, o almeno dovrebbe, secondo me, qualcuno lo sta già facendo. Ma il misurino statistico è sempre lì in agguato per lo straniero.

      • Paolo ha detto:

        chi dice se l’è cercata se non è islamico è cattolico (anche se sei non credente la religione in cui sei cresciuto ti influenza e vale anche per i musulmani non osservanti, che bevono alcool ecc. spesso si dice “quell’attentatore beveva alcolici, non seguiva tutti i precetti quindi la religione non centra” invece centra) quindi è la stessa cosa come visione della donna

    • IDA ha detto:

      Perchè le donne, non possono essere malvage come gli uomini? Perchè si deve considerare normale la malvagità degli uomini e anomalo quella delle donne? appartengono alla stessa specie. La presenza della malvagità nelle donne non sminuisce ne attenua quella degli uomini.

  2. Paolo ha detto:

    Ricciocorno, io posso solo confermare parola per parola tutto ciò che ho scritto: la pubblicità di Dolce & Gabbana fa schifo anche a me ma i (dis)valori che quei genitori hanno inculcato ai figli maschi (alle femmine ne avranno inculcati altri tipo “copriti sennò ti stuprano”, “sei una donna non puoi giocare a calcio” ecc..) ma tali (dis)valori sono precedenti all’orrendo manifesto di Dolce & Gabbana, e sopratutto è ingiusto mettere l’orrendo spot di dolce & gabbana nello stesso calderone di film e televisione e ho spiegato il perchè nel commento.
    è un fatto che spesso i genitori iper-responsabilizzano le figlie specie rispetto al modo di vestire, al modo di porsi con gli altri e al rapporto con l’altro sesso; e de-responsabilizzano i figli, tu mi dirai ma esistono anche genitori che viziano le figlie femmine, gliele danno tutte vinte, fanno credere che a loro sia tutto dovuto e le de-responsabilizzano eppure queste non stuprano forse diventano delle bulle, ma non stuprano, un gruppo di bulle può andare a prendere in giro il ragazzino obeso o può picchiare un’altra ragazza colpevole di qualche presunto o reale “sgarbo” come fanno i bulli maschi con gli altri maschi ma stupro no. Vero, ma come ho detto prima lo stupro di una donna verso un uomo è evento rarissimo e pressochè fisicamente impossibile per ragioni fisiche (Shia LeBeouf era fermo immobile, avrebbe potuto facilmente reagire e neutralizzare l’aggreditrice ma ha scelto di non farlo per andare avanti nella performance che comportava appunto subire DI TUTTO senza reagire, ,ha messo la performance prima della sua incolumità, per me non è una vittima di stupro, è più uno che pratica sport estremi). Tu dici: ma un gruppo di donne potrebbe facilmente sopraffare un uomo solo magari magrolino: sì ma qui rientra l’educazione data in famiglia: per quanto un genitore possa viziare e de-responsabilizzare una figlia difficilmente la de-responsabilizzerà riguardo ai comportamenti sessuali, mentre invece coi figli maschi i genitori lo fanno fin troppo, perciò è molto raro che a un gruppo di donne venga in mente di violentare un uomo pur essendo fisicamente in grado di farlo (ricordo di aver visto una cosa simile solo in un episodio di Law & Order unità vittime speciali ed era giustamente rappresentato come una cosa difficile da credere) ma ripeto non è colpa del cinema o dei fumetti che raccontano l’umano (e no sono equiparabili a uno spot di D&G)

    • “… ma tali (dis)valori sono precedenti all’orrendo manifesto di Dolce & Gabbana” Si Paolo, c’era la pubblicità prima di Dolce&Gabbana (la prima campagna pubblicitaria pare sia del 1630), come c’erano altre forme d’espressione prima della TV e del cinema: c’era il teatro, ad esempio, c’erano i trovatori. Non si parla di mezzi, di strumenti, si parla di messaggi veicolati, e i messaggi si possono veicolare e rendere pubblici in tanti modi.
      Tu scrivi: “per quanto un genitore possa viziare e de-responsabilizzare una figlia difficilmente la de-responsabilizzerà riguardo ai comportamenti sessuali”, e io ti domando: perché?

      • Paolo ha detto:

        perchè? Prima di tutto perchè le donne restano incinte e gli uomini no, e per avere la certezza della paternità l’unico modo era reprimere la sessualità femminile, oggi molte cose sono cambiate (c’è maggiore libertà sessuale, ci sono i contraccettivi, il sesso è sganciato dalla riproduzione, le religioni contano di meno in occidente e ciò è alla base del nostro progresso civile anche nel campo dei diritti delle donne) ma è difficile cancellare del tutto una mentalità vecchia di secoli o di millenni fomentata da tre grandi religioni monoteiste (che ti influenzano pure se non sei osservante o credente), purtroppo per molti genitori la femmina deve “stare attenta”, “deve proteggersi dallo sguardo maschile” (come se gli occhi dei maschi eterosessuali fossero dei mostri) e il maschio “può fare quello che vuole” o meglio in teoria anche lui dovrebbe essere casto e scopare solo per procreare figli legittimi ma se sgarra gli si perdona più facilmente perchè fondamentalmente non è lui a restare incinta e non è lui che può introdurre un “seme non legittimo” nel clan familiare (le motivazioni arcaiche alla base del patriarcato giudaico-cristiano-islamico e forse anche greco-romano sono queste).
        Senti, io confermo tutto quello che ho scritto: tirare in ballo, i film,le scene sexy (che raccontano ciò che esiste e non è degradante), la tv come se Ciao Darwin fosse uguale a GoT non ha senso, non centra nulla.
        Ti ripeto io sono cresciuto guardando in tv le peggio cose e le guardo tutt’ora (peggio cose secondo il Di Rienzo-pensiero). Striscia La notizia con le veline (che col senno di poi considero sessista) e poi Beautiful dove i Forrester si trombavano allegramente fra loro (che non considero sessista neanche oggi), film splatter (che mi piacciono ancora e li difendo) oggi guardo Game of Thrones col profluvio di nudità ,sesso, incesto e squartamenti, guardo una serie come Californication dove David Duchovny scopa con stupende donne ogni puntata (e anche lì nudità come se piovesse) vado pazzo per Sin City di Frank Miller, non vedo nulla di maschilista in queste opere (neanche in Sin City che è il più “a rischio” di certe accuse) ma secondo chi ragiona come Di Rienzo dovrei essermi trasformato in un serial-killer misogino. Come mai non è successo?

      • Perché, Paolo, ne abbiamo parlato tante volte: non si tratta di stabilire se esiste un legame semplice di causa ed effetto tra la fruizione di un prodotto e determinate azioni, la questione è ben più complessa, e riguarda il fatto che, se la violenza contro le donne è un comportamento appreso e non innato, dobbiamo agire su tutte le componenti che contribuiscono a rinforzare gli stereotipi sulla virilità che ne sono alla radice. I genitori sono una, ma non sono la sola. E se i genitori non sono in grado di fornire ai figli gli strumenti per elaborare criticamente i messaggi che ricevono ogni giorno (che sono misogni e sessisti), tutti noi dobbiamo impegnarci a fornire alle giovani generazioni quegli strumenti. Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio, non bastano un padre e una madre.

      • Paolo ha detto:

        e guardo pure la serie Spartacus prodotta dalla Starz: anche lì, corpi sovente nudi e stupendi maschili e femminili (la Di Rienzo si lamenterebbe anche di questo), sesso (etero e omo) e un po’ di scene splatter. In pratica una schifezza per il Di Rienzo-pensiero, un capolavoro immortale per me (e non vedo sessismo neanche in questa serie).
        e non ti dico che fumetti leggo per non dilungarmi (e vabbè: diabolik, Dylan Dog, Lilith e a volte Julia).
        Capito? due dei miei fumetti preferiti hanno per protagonista un ladro e assassino e l’altro un “indagatore dell’incubo” che si innamora di una donna diversa ogni mese (quasi tutte bellocce come del resto è anche lui).
        Come avrò fatto a non diventare un mostro misogino?

      • Scusa, sto intavolando un’interessante discussione col muro della mia cucina.

      • Paolo ha detto:

        Di Rienzo questo legame lo stabilisce ogni volta che menziona a sproposito tette-culi e cinema nei suoi post ogni volta che parla a sproposito di “pornosoft” e “pornificazione” e io continuerò a dire che non è vero. Non cambierò mai idea neanche se tutto il mondo mi desse torto, non cambierò mai idea! Mai. Anche se scendesse sulla Terra quel Dio in cui non credo (e disprezzo con ogni fibra del mio essere i fessi di tutte e tre le religioni monoteiste che ci credono), mi dimostrasse la sua esistenza e mi dicesse che ho torto io volterei le spalle e continuerei a pensarla così
        Sono fanatico su questi temi? Forse sì ma non mi importa. Sono convinto di avere ragione.

      • Solo una correzione: non è un “legame” che stabilisce la Di Rienzo arbitrariamente, mi pare di aver pubblicato una marea di letteratura sull’argomento…

  3. Vanessa ha detto:

    Ciao Riccio!
    Ho letto “Ancora dalla parte delle bambine” della Lipperini che tratta ampiamente del problema che hai scritto qui. Da quello che ho capito, la stessa Lipperini non considera la televisione (e gli altri mass media in generale) come la causa di determinati risultati, in quanto quest’ultima si limiterebbe a dare uno spaccato di come è percepita la donna nella società, ma non contribuirebbe a definirla; il suo discorso mi sembrava sensato… Magari possiamo discuterne.

    • Mi spiace, non ho letto Lipperini.

    • IDA ha detto:

      Premetto non ho letto nemmeno io il libro della Lipperini, non so di preciso cosa dice, ma riprendo la tua frase:
      “non considera la televisione (e gli altri mass media in generale) come la causa di determinati risultati, in quanto quest’ultima si limiterebbe a dare uno spaccato di come è percepita la donna nella società, ma non contribuirebbe a definirla..” Intanto non assolve ne la televisione ne i media in genere, anche il semplice limitarsi, vuol dire promuovere amplificare un certo messaggio. Poi mi chiedo, ma da che cosa è dovuta questa percezione della donna nella società? Non c’è un’unica causa, un unico colpevole, ma molteplici i fattori e i media in genere hanno una grande responsabilità.

  4. Paolo ha detto:

    ci sono donne violente, crudeli, manipolatrici, capaci di atti anche efferati (quanto gli uomini) ma raramente capiterà di vedere una donna stupratrice di maschi adulti o coetanei, per i motivi che ho detto: mix di differenza fisica irriducibile tra uomo e donna + educazione genitoriale iper-responsabilizzante verso la propria condotta sessuale (anche quando è de-responsabilizzante verso tutto il resto)

    • Antome ha detto:

      Ciao a tutte* non passavo da un po’ e anche a te Paolo, ben trovato.
      Sono cose in buona parte vere, quelle che dici. Compresa la differenza fisica, ma diciamo che con un coltello o un po’ di arti marziali, diciamo che si supera e ci potrebbero essere più stupri, sebbene non in modo equagliabile, se questo fosse il motivo principale, per lo meno appunto per quei casi diversi dalle aggressioni solitarie e a mani nude con forza bruta.
      Non posso non cogliere un parallelo, infatti con la tesi per cui i femminicidi avverrebbero in proporzione maggiore verso le donne principalmente perchè gli uomini sarebbero in genere più forti, a cui ho anch’io obiettato i casi di donne che sparavano o accoltellavano gli uomini, oltre ovviamente a coinvolgere killer o uomini su cui hanno un qualche potere o fascino a fare il lavoro sporco. Rimangono comunque casi minori.
      Ma so che non è ciò che intendi, questa è una mia associazione di idee ;).
      E’ paradossale che secondo molti Mra, sarebbero invece le donne ad essere deresponsabilizzate e gli uomini sempre demonizzati o incolpati a senso unico e guai a nominare i torti delle donne.
      Una loro obiezione al fattore educazione sarebbe che, secondo alcune statistiche, nella “Arabia Saudita del femminismo”, cioè la Svezia, tali femminicidi non sarebbero minimamente inferiori a qua.
      Vogliamo però dire che rispetto ai tempi di Sedotta e abbandonata, il cambio culturale e sociale – legislativo non abbia cambiato nulla a livello sociale e i delitti verso le donne siano rimasti invariati? No, semplicemente sono cambiati poco *in proporzione* al quanto è cambiata la società, rispetto a quanto si sono ridotti altri omicidi.
      Per quanto riguarda lo stupro, però non mi aspetto molto, sarà spiegato al 99% con la biologia e la differenza di desiderio sessuale ed espressione di esso tra uomini e donne e paragonato ad una rapina…
      Che le donne non lo facciano, si dirà semplicemente che non ne hanno il desiderio, perchè non funziona come quello maschile.
      Fosse in parte vero (e dico in parte, senza tralasciare tutti gli influssi culturali che intrecciandosi alla biologia, amplificano o attutiscono differenza di base), colpevole è la derubricazione della cultura dello stupro e dell’aspetto in tantissimi casi più legato alla vendetta, alla punizione al controllo sociale, più che al desiderio sessuale, della violenza sulle donne.

      *non per essere politicamente corretto, ma stavo pensando che nel scegliere il genere del pronome collettivo si può guardare la maggioranza delle persone di cui si sta parlando.

      • Paolo ha detto:

        anche in presenza di arti marziali non credo che li stupri di donne su uomini aumenterebbero per i motivi che ho detto nei miei precedenti post e il desiderio sessuale (che è lo stesso in uomini e donne) non centra con lo stupro, ovviamente

      • Antome ha detto:

        Sono d’accordo, soprattutto col fatto che il più delle volte è appunto strumento di controllo e si è ben visto nell’esempio di piazza Tahrir da parte di un gruppo di squadristi dei “fratelli musulmani”, a colonia e, in occidente dai suddetti atteggiamenti subdoli o abbastanza espliciti come giudici che considerano i jeans troppo stretti una sorta di attenuante, oppure davanti al caso di molestie (per non dire altro) da parte dello zio acquisito, considerare rilevante che la ragazzina avesse avuto o meno altre esperienze.

      • Paolo ha detto:

        hollywood nei film descrive dinamiche sentimentali che possono verificarsi nella realtà e non incita alla violenza

      • Spasmo ha detto:

        Caro Paolo. Alcuni film fanno propaganda: Tarantino, noto feticista/masochista, ha diretto Kill Bill. Sicuramente non farà propaganda, ma manda il seguente messaggio: quant’è bella una donna che fa a fette gli uomini, specie se ha i piedoni.

      • Paolo ha detto:

        Spasmo, non dire cavolate, spero tu stia scherzando

      • Spasmo ha detto:

        Nì. Quel messaggio comunque passa. Bisogna vedere a chi passa e chi ne può venire influenzato.

      • Paolo ha detto:

        Spasmo, non dire corbellerie

      • Spasmo ha detto:

        Paolo, ma quali corbellerie? Il primo artista che amò i paesaggi creò il genere paesaggistico e adesso tutti guardiamo i paesaggi chiamandoli “belli”. Cos’ha di bello un paesaggio rispetto ad una sigaretta spenta al suolo? Soltanto la cultura estetica.

        Ti rimando ad una canzone:

      • Paolo ha detto:

        la cultura estetica si basa su corde profonde dentro di noi che non sono costruite socialmente, non si può ridurre tutto a costruzione socio-culturale: tutti preferiamo essere vivi che morti, sani che malati, la vecchiaia ci avvicina al decadimento fisico e alla morte perciò nessuno vuole essere vecchio o se è già vecchio non vuole sembrare decrepito: il paesaggio di un prato in fiore comunica fertilità e vita che nasce, cose una sigaretta spenta in terra non ha per ovvie ragioni, perciò il prato fiorito è più bello.

        il corpo di Luca argentero è più bello di quello di Massimo Boldi per le stesse ragioni: corpo giovane, tonico, sano, proporzionato contro il corpo di un vecchio, sfatto, tozzo e grassoccio che certo non comunica salute.
        il corpo di Monica Bellucci (attrice di cinquant’anni e ancora bellissima e giovanile) come il corpo di Margot Robbie, di Claudia Schiffer, di Garcelle Beauvais o della curvy model Ashley Graham è più bello di quello di Kathy Bates, di Margo Martindale o di Anna Mazzamauro per le medesime ragioni e va accettato.
        Poi certo che esistono singole persone che trovano bellissimi i Massimo Boldi e le Kathy Bates, le persone fisicamente brutte fanno sesso e hanno storie d’amore quindi qualcuno le trova attraenti fisicamente ma non cambia quello che ho detto.
        Esistono anche artisti che considerano “bella” la sigaretta spenta in terra, certamente (in arte c’è anche il gusto dell’orrido e tutta una estetica del brutto che ha una sua dignità) ma il prato in fiore è e sarà sempre bello, come il corpo di Luca Argentero era bello nell’antica Roma ed è bello oggi, Monica Bellucci e Margot Robbie sarebbero state fisicamente belle sessant’anni fa e anche cento anni fa e sono belle oggi.
        accettiamolo

      • Spasmo ha detto:

        Dipende. Se hai assunto una dose massiccia di LSD puoi vedere più fertilità in un mozzicone di sigaretta che in un fiore.
        Sto solo cercando di dirti: cosa ne sai tu di come una donna vede l’arte? E cosa ne sa una donna di come la vedi tu?
        In altre parole il problema non è lo stupro in sé, per risolvere il quale esiste la legge, ma il fatto che ci venga costantemente messo sotto gli occhi.

      • Paolo ha detto:

        Spasmo, stai dicendo cose che non hanno senso. Lo stupro non è “messo costantemente sotto gli occhi”, nessuno ti obbliga a vedere i film di “rape & revenge”, nessuno ti obbliga a leggere i romanzi di Martin, chi vede questi film e legge questi romanzi sa già che tipo di storie non proprio “disneyane” troverà. Dov’è il problema? Lo stupro di uomini su donne e di uomini su altri uomini è una delle forme del sadismo e del dominio violento che esiste nel mondo, purtroppo. il cinema ha il diritto di raccontare anche le realtà peggiori e nessuno ti obbliga a vedere quei film

      • Spasmo ha detto:

        Non conosciamo già il contenuto delle cose che andremo a vedere, né delle cose mondane, né di quelle artistiche, altrimenti non faremmo nuove esperienze.
        Comunque: vuoi rimanere spettatore o diventare creatore?

      • Paolo ha detto:

        Spasmo, non far finta di non capire: conosciamo già il contenuto nel senso che se vado a vedere un film che si intitola “Non violentate Jennifer”, “Non aprite quella porta”, “Il mostro della laguna” ecc..posso già intuire che non è una commedia romantica. Senza contare che esistono i trailer che per quanto possano essere fuorvianti a volte, servono a dare un’idea del tipo di film che vedremo.
        Mi piace essere spettatore, per adesso

      • Spasmo ha detto:

        Va bene, va bene… Tanto hai ragione tu.

    • Spasmo ha detto:

      Paolo… Esci da questo blog. Sono tornato per te! Tu stai male – a mio avviso, ma potrei sbagliarmi – torna in te! Il femminismo è una malattia maschile; una malattia del corpo.
      Guarisci!
      Non ci credi? Studia! Impara! Informati!
      Cosa significa “femminismo”? Prima domanda.
      Chi è femminista? Seconda domanda.
      Cosa significa morale? Terza domanda.

      • IDA ha detto:

        Comunque mi sa che anche te non godi di ottima salute, oppure dovresti cambiare spacciatore, ti vende roba poco buona.
        Ma alle tre domande che rivolgi a Paolo, te le conosci le risposte?

  5. IDA ha detto:

    Io penso che in questi casi i genitori dovrebbero stare zitti. e se fanno di queste affermazioni, lo fanno perchè legittimati dalla cultura dello stupro.

    • Antome ha detto:

      Ben trovata Ida, (sebbene quello scomparso fossi io :D).
      Dopo le affermazioni del padre di Manuel Foffo, più interessato a che non si dica che suo figlio sia gay che non il fatto che sia un assassino, non mi stupisco più di nulla.

  6. Paolo ha detto:

    purtroppo il genitore italiano medio se deve scegliere tra avere una figlia somara a scuola o bulla e una figlia sessualmente esuberante e molto espansiva verso l’altro sesso, preferisce avere la figlia somara. in questo siamo molto “talebani”.
    Con questo non voglio dire che dobbiamo iper-responsabilizzare i maschi come si fa con le femmine (l’esuberanza sessuale non centra NIENTE con gli stupri) ma educarli a vivere il sesso in maniera sana, un playboy è sessualmente esuberante e non stupra perchè sa che il vero sesso prevede il consenso dell’altra e non è sopraffazione, sopratutto sa che non esistono donne che meritano gli stupri a causa dei loro comportamenti sessuali, modo di vestire ecc..ecco quando educhi il figlio maschio non solo alla de-responsabilizzazione verso ogni cosa, gliele dai tutte vinte ecc..ma gli dici pure che “quella lì è troia, guarda come va in giro, come sorride ai ragazzi come mostra le cosce invece di chinare il capo e coprirsi e non si può lamentare se la stuprano, le hanno dato il fatto suo” è questo che crea lo stupratore e il cinema non centra nulla: uno può vedere miriadi di cine-panettoni, le robe più becere e violente ecc..ma se in famiglia riceve buoni esempi, impara che il sesso è bello se consensuale, che il sesso non serve a umiliare a a dare e ricevere piacere, e chi lo utilizza per umiliare è un essere orribile, se impara che non esistono donne che “meritano di essere stuprate”, che lo stupratore è un essere da disprezzare difficilmente molto difficilmente diventerà uno stupratore

  7. Paolo ha detto:

    aggiungo e poi mi cheto: io sono contro le educazioni iper-responsabilizzanti o totalmente de-responsabilizzanti sia verso i figli maschi che verso le femmine, vorrei fosse chiaro.

  8. Arianth ha detto:

    Non esistono donne stupratrici perché il genere femminile della nostra cultura ha un modo di socializzare la violenza che non comprende l’aggressione sessuale ma spesso trae forza da concetti ugualmente maschilisti.
    Il commento di Paolo sinceramente mi trova abbastanza d’accordo, anche se non è così facile come la mette lui: la mancanza di educazione dei genitori si sviluppa in un contesto che più o meno inconsciamente normalizza questi atteggiamenti. Non bisogna pensare “è tutta colpa dei genitori” oppure “è tutta colpa della cultura dello stupro”, ma che questi due elementi interagiscono in un circolo vizioso continuo.

    • Che poi è quello che ho scritto io, Arianth 🙂

    • Paolo ha detto:

      finchè si parla di pubblicità tipo quella di D& G e similari posso essere d’accordo, anche certi film di Francesco Nuti sono di una misoginia spaventosa, il problema è che spesso la definizione di “rape culture” comprende opere che per me non lo sono: quando sento dire che Il Trono di Spade sarebbe sessista per via delle scene di nudo o che fomenterebbe gli stupri perchè non descrive un medioevo disneyano mi metto le mani nei capelli

  9. Il rasoio di Occam ha detto:

    Derubricare il sessismo a problema individuale serve a rassicurare le coscienze che non si può prevenire, e quindi va accettato. Non si può entrare nelle case a dire alla gente come educare i figli, no? Quindi, che rimane? Il “gender” nelle scuole no che diventiamo tutti ghey, cambiare la comunicazione no perché la misoginia vende, quindi stiamo qui a girarci i pollici sperando che i genitori abbiano la compiacenza di non allevare figli stupratori…quando una ragazzina viene stuprata, due minuti di odio contro il genitore, invocazioni della pena di morte per il colpevole, se del caso un po’ di razzismo, poi quando ci siamo sfogati, rassegnazione, accettazione, oblìo. E si ricomincia daccapo.

    • Il coro di coetanei che difende ad oltranza gli stupratori dando della “troia” alla vittima dovrebbe suggerirci qualcosa: http://www.globalist.it/news/articolo/202712/stuprata-dal-branco-a-16-anni-ora-le-danno-della-quot-troia-quot-su-facebook.html

    • Paolo ha detto:

      io non sono tra quelli che pensano che il “gender ci fa diventare ghey!!!” e sono a favore dell’educazione di genere nelle scuole, solo penso che se in famiglia ti educano in un certo modo puoi guardare striscia la notizia senza diventare uno stupratore, se in famiglia ti educano in un altro modo le probabilità di diventare uno stupratore sono più alte anche se in tv guardi solo cristina d’avena. Se mi dite che questo è “assolvere la società” me ne farò una ragione

      • Spasmo ha detto:

        Abbasso l’educazione di genere nelle scuole. Non perché sia “sbagliata”, ma perché solo l’uomo è in grado di capire l’altezza, la profondità, l’estensione e la vastità della sua degradazione. La donna non può parlare a suo nome perché è stata educata a pensare alla differenza di lui in un senso così materiale che non è in grado di giudicare i pensieri, i sentimenti, le opinioni dell’uomo. Gli esseri morali possono giudicare gli altri solo in base a se stessi: nel momento in cui scambiano una natura differente per una del loro stesso tipo, falliscono completamente.

      • Paolo ha detto:

        ma che dici?

      • Spasmo ha detto:

        E’ molto semplice. Gli studi sugli uomini non possono essere fatti da donne. Quindi gli studi di genere, che provengono dalle accademie femminili statunitensi, non consentono di comprendere il genere maschile.

      • Spasmo ha detto:

        Paolo, ascolta queste; a te servono concetti semplici.

      • Antome ha detto:

        Cioè Fabri Fibra rappresenterebbe la differenza maschile? Immagino già, senza ascoltarlo, dimmi se sbaglio, che ironizzi sulle coccole come poco virili per il materialismo maschile. Difficilmente una cosa del genere è descrizione fedele di una differenza maschile non fortemente dipendente da differenza individuali e culturali :).

  10. IDA ha detto:

    Responsabilizzare la famiglia, è un modo per assolvere tutti, e già questo fa parte della “cultura dello stupro”, Si biasima la condotta della vittima dello stupro per deresponsabilizzare, giustificare, assolvere l’autore. Così si biasima la famiglia dell’autore dello stupro, per giustificare, deresponsabilizzare e assolvere la società. Società come l’insieme di individui che interagiscono tra di loro. Quindi condivido quello che dice “Il rasoio di Occam”.

    • Spasmo ha detto:

      E cioè di fronte ad uno stupro (sintomo) individui mille cause diverse che lo hanno scatenato?

      • IDA ha detto:

        Sintomo, in che senso? Come manifestazione di uno stato patologico? Di chi? Degli individui, del gruppo o della società?.
        Lo stupro non è mai un singolo caso, un fatto privato, di singolo e soggettivo, c’è solo la scelta, e la responsabilità penale.

      • Spasmo ha detto:

        Si trattava di una battuta sul “rasoio di Occam”.

  11. andrea c ha detto:

    Secondo me non si può ridurre tutto a colpa della famiglia, o colpa della pubblicità, della società ecc,,(tutti guardiamo le stesse pubblicità, ma la stragrande maggioranza degli uomini non stuprano), esistono delle dinamiche di branco che inducono gli adolescenti a perdere i freni inibitori, esistono anche delle persone malvagie(per i più svariati motivi), starsi a interrogare sui perché è un esercizio filosofico che può essere interessante fino a un certo punto.
    L’importante in questi casi, al di là delle degli infiniti dibattiti sul perché, sarebbe punire in maniera decisa, e senza sconti(cosa che purtroppo è improbabile, visto che la legge è molto indulgente con i minorenni)

    Chi imputa uno stupro alla “società maschilista”(se è la società a indurre allo stupro, perché la stragrande maggioranza degli uomini non stupra nessuna/nessuno? ), o piuttosto alla famiglia(senza conoscere le rispettive famiglie), o a qualsiasi altro fattore a piacere, sta soltanto strumentalizzando un fatto di cronaca per conformare una propria visione della realtà (bias di conferma)

    p.s, una ragazza per ovvi ed evidenti motivi fisici NON PUO’ STUPRARE, poiché NON HA UN PENE, e inoltre NON SI PUO’ COSTRINGERE UN UOMO AD AVERE UN’EREZIONE.
    Insomma, per esser chiari, se una donna che non è di mio gradimento volesse costringermi a fare sesso, non mi si rizzerebbe….dunque c’è poco da fare. Chiedersi perché non abbiamo ragazzine stupratrici è sciocco e disonesto!

    • E’ curioso che tu pensi all’erezione… Se una donna costringesse un uomo a praticarle un cunnilingus contro la sua volontà, non sarebbe una violenza sessuale?

      • andrea c ha detto:

        E come potrebbe una donna costringermi a farle un cunnilingus? A meno che non fosse una bodybuilder muscolosa quanto un uomo….ma per una donna fisicamente nella media, la vedo molto difficile costringere un uomo con la forza!
        Se invece parliamo di “costringere” tramite ricatto sentimentale, è possibile(i ricatti sentimentali avvengono indipendentemente dal sesso), ma pur essendo un comportamento deprecabile, non è stupro!

      • Legandoti e minacciandoti con qualche arma, altro esempio. .. non sei uno amante del genere horror, vero?

      • andrea c ha detto:

        Non amo molto il genere horror, però ne ho visti ugualmente parecchi, immagino che ti riferisci a film del filone “rape and revenge”, tipo il celebre NON VIOLENTATE JENNIFER.
        Però per l’appunto si tratta di “revenge”, vendetta, e inoltre certi film non hanno molto a che vedere con la realtà. Con le armi giuste una donna può certamente uccidere o picchiare un uomo, ma per via delle differenze fisiche e sessuali, credo che lo stupro per pura libidine sessuale sia pressoché impossibile per una donna!(e anche se possibile, non avrebbe molto senso, in quanto per una ragazza di media bellezza, è facile trovare un uomo disposto a fare sesso istantaneo, non c’è alcun bisogno di armeggiare con coltelli e motoseghe stile film horror)

        Se vogliamo studiare il rapporto tra educazione ricevuta in famiglia e tendenza a comportamenti violenti e criminali , in base al sesso dei figli, dobbiamo prendere in esame altri comportamenti violenti che sono alla portata anche delle ragazze (non so, ad esempio bullismo femminile vs bullismo maschile, oppure omicidi di gelosia compiuti dalle donne vs omicidi di gelosia commessi da uomini ecc..)

      • È impossibile per una donna o è solo estremamente improbabile, visto che, come hai sottolineato, non esistono esempi dai quali trarre ispirazione?

      • Paolo ha detto:

        che vuol dire “trarre ispirazione”? Stai dicendo che le donne non stuprano perchè nei film non si parla di donne che violentano uomini? e che quindi gli uomini stuprano perchè traggono ispirazione dai film di Rape & revenge? perchè sarebbe una grandissima fesseria, la più grossa che ho sentito nei miei trent’anni di vita. a parte il fatto che qualche film con donne molestatrici di uomini esiste (Rivelazioni ispirato al romanzo di Michael Crichton) e ho già citato un episodio di Law & Order. comunque lo stupro di una donna su un uomo è raro per i motivi che si è detto tra cui l’ineliminabile differenza fisica: a meno che lei non sia una body builder e lui un mingherlino è impossibile fisicamente per una donna violentare un uomo adulto e in salute, non addormentato nè drogato
        X andrea c. lo stupro è pura sopraffazione, la libidine sessuale non centra nulla o solo marginalmente

      • Paolo, ma possibile che non riesci a concepire nulla di più complesso di un legame semplice di causa ed effetto? Un determinato fenomeno, qualsiasi fenomeno, è il risultato di una gran quantità di fattori, che contribuiscono ognuno in modo diverso. Il fatto che lo stupro di una donna sia massicciamente rappresentato, nelle serie TV come nella letteratura, nel porno come nella pubblicità, mentre lo stupro di un uomo da parte di una donna no, ha certo la sua influenza sull’immaginario collettivo. Poi, ovvio, dipende dalle peculiarità del singolo individuo, in cosa si sostanzi questa influenza in ogni persona, ci sono altri fattori che entrano in gioco. In Andrea, ad esempio, è l’irrazionale convinzione che sia nell’ “ordine naturale delle cose” che le donne non stuprano. Ogni coscienza rimane unica e irripetibile, ma questo non nega in alcun modo che l’ambiente e il clima culturale abbia la sua importanza.

      • Paolo ha detto:

        la violenza esiste, le persone possono essere uccise o violentate nella realtà, le donne purtroppo possono venire stuprate nella realtà quindi è legittimo che una serie tv lo racconti e lo rappresenti. Rappresentare la violenza in un film o in una serie non la incoraggia nè la avalla nella vita reale.
        Dobbiamo forse eliminare tutte le scene violente per togliere “l’ispirazione” a chi avesse in mente di ammazzare o stuprare? lo farà lo stesso
        Mi viene in mente una battuta tratta da Scream di Wes Craven “No Sidney i film dell’orrore non creano gli assassini, li rendono solo più creativi”

      • andrea c ha detto:

        Non ho parlato di “ordine naturale delle cose” è semplicemente un dato di fatto.
        I film traggono ispirazione dalla realtà, piuttosto che viceversa, dunque la violenza e/o malvagità femminile nei film viene rappresentata in azioni diverse dallo stupro!
        Ad esempio Annie Wilkes(Kathy Bates) in MISERY NON DEVE MORIRE(tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King), sequestra il suo scrittore preferito(di cui è anche innamorata), utilizza sedativi, violenza psicologica e anche fisica(gli spezza le gambe) per costringerlo a rimanere con lei ed esaudire i suoi desideri. Ma non lo violenta sessualmente.

        La violenza femminile nella letteratura e nel cinema non viene censurata, non si mettono in scena(o comunque vengono rappresentati rarissimamente) stupri al femminile, soltanto perchè sarebbero poco credibili

      • Vale ha detto:

        Un paio di commenti random.
        1) Andrea, forse ti sfugge che lo stupro (come le molestie in strada) ha molto poco a che vedere con il sesso e molto a che vedere con il senso di potere che si ottiene nell’umiliare la vittima. E non lo dico io, ma pacchi di letteratura ufficiale. Per dire che la tua tesi non sta in piedi. Quindi la domanda giusta è “perché alcuni uomini sentono la necessità di umiliare le donne, mentre non vale il viceversa? E perché la società tende a giustificare questo comportamento?”. Ed ecco allora che il concetto di patriarcato si incunea perfettamente nel discorso.
        2) In quest’ottica, ricordo che molti “stuprano” anche per mezzo di attrezzi (bottiglie, coltelli, ecc), che ha ben poco a che fare con il piacere sessuale. Quindi, tornando alla tua domanda, una donna potrebbe stuprarti anche usando una bottiglia, un coltello, o vai a sapere cosa. Come vedi il motivo per cui non lo fanno non va da ricercarsi nel “come”, ma nel “perché”. Perché non ci sono orde di stupratrici in giro? Perché la criminalità è al 90 e rotto % maschile? Perché ai maschi vieni insegnato che per loro certi comportamenti sono leciti, vedi l’articolo sulle stragi a scuola. Da che le contano, una volta sola è andata una femmina a sparare ai compagni, mentre di maschi che fanno fuori mezza classe si sente parlare di continuo. Anche questo è un caso?
        Poi, oh, non c’è peggior sordo…
        3) A proposito di sordi… Paolo, ma è mai possibile che l’unica cosa che frega a te è che nessuno metta in dubbio che qualche film/telefilm/vai-a-sapere che ti piace sia men che perfetto? Ma cosa vuoi che ci freghi del telefilm che guardi? Un accidenti. Qui parliamo della vita delle persone. E indipendentemente dal fatto che, sì, se il mio film preferito fosse messo in dubbio di causare dolore alle persone, mi porrei il problema di salutare il film, piuttosto che vedere persone pagare le spese del mio momento ludico, se anche tu non hai (e non ce l’hai, evidentemente) questa sensibilità, mi chiedo perché sono anni che imperversi su questo e altri siti simili, quando per tua stessa affermazione hai le tue idee e non vuoi cambiarle (nonostante la scienza ABBIA DIMOSTRATO che sbagli). E allora sei qui a far cosa? Di sicuro non ad intavolare una discussione costruttiva, visto che neppure ti sforzi di capire ciò che gli altri ti dicono, ma ti limiti a ripetere ossessivamente che tu sei convinto e non cambierai idea. Stai cercando di farci il lavaggio del cervello o vuoi solo prenderci per sfinimento? Sul serio: ci sei o ci fai? Perché nemmeno la ascolti, Riccio!

      • Paolo ha detto:

        X Vale
        “Stai cercando di farci il lavaggio del cervello o vuoi solo prenderci per sfinimento?”

        la seconda che hai detto non è male come idea. Ma la realtà è che amo dire la mia e avendo un ego mastodontico (ma non così grande da aprire un blog tutto mio che tanto nessuno leggerebbe) penso che le mie opinioni siano interessantissime.
        Comunque hai ragione: se mi dicessero che il mio film/romanzo/fumetto preferito ha diffuso una cultura violenta che pota allo stupro e/o alle stragi nelle scuole e/o alle guerre e/o ai suicidi non ci crederei mai e continuerei a difendere il mio film/romanzo/fumetto e il mio inalienabile diritto di vederlo/leggerlo e goderne, non penso di essere insensibile solo perchè non credo che i film di Tarantino supportino una cultura che porta alle stragi nelle scuole o perchè non credo che Il Padrino ci spinga ad amare la mafia ma tu pensalo pure

      • Vale ha detto:

        Scusa, avevo scordato questo, in risposta a
        “La violenza femminile nella letteratura e nel cinema non viene censurata, non si mettono in scena(o comunque vengono rappresentati rarissimamente) stupri al femminile, soltanto perchè sarebbero poco credibili”
        https://lunanuvola.wordpress.com/2013/03/20/benvenuti-nel-paese-delle-donne/
        alias: “e perché ci sono mostrati anche pochi stupri a danno di uomini fatti da altri uomini?”. Per dire…

        Disclaimer: Paolo, io, te e i miei lettori all’epoca avevamo già avuto modo di dissertare su questo. E in 5 ti avevano spiegato che il punto non era il “lesa maestà” al tuo telefilm preferito, ma il fatto che non si narra di stupri maschili per altri motivi che ti eri rifiutato di capire anche se, appunto, te li avevano spiegati in 5. Non ripetiamo questo triste teatrino qui: visto che NON VUOI capire, fai a meno di intasare di post a riguardo pure qui. Non ti risponderò, tanto è una causa persa.

      • Paolo ha detto:

        “e perché ci sono mostrati anche pochi stupri a danno di uomini fatti da altri uomini?”

        il cinema, almeno dagli anni ’70 in poi, non ha mai evitato di raccontare uomini che violentano o tentano di violentare altri uomini: non c’è film americano ambientato in carcere dove almeno non si alluda allo stupro o alla paura di essere stuprati quando non lo mostra direttamente (il detenuto violentato da altri detenuti è praticamente un clichè!), citiamo anche due film non carcerari Pulp Fiction (Marsellus Wallace stuprato da un poliziotto sadico e salvato da Bruce Willis) e Un tranquillo week-end di paura (una delle più famose scene di stupro della storia del cinema).
        il cinema racconta ciò che esiste comprese cose orrende come lo stupro

      • Paolo ha detto:

        “e perché ci sono mostrati anche pochi stupri a danno di uomini fatti da altri uomini?”

        il cinema, almeno dagli anni ’70 in poi, non ha mai evitato di raccontare uomini che violentano o tentano di violentare altri uomini: non c’è film americano ambientato in carcere dove almeno non si alluda allo stupro o alla paura di essere stuprati quando non lo mostra direttamente (il detenuto violentato da altri detenuti è praticamente un clichè!), citiamo anche due film non carcerari Pulp Fiction (Marsellus Wallace stuprato da un poliziotto sadico e salvato da Bruce Willis) e Un tranquillo week-end di paura (una delle più famose scene di stupro della storia del cinema).
        il cinema racconta ciò che esiste comprese cose orrende come lo stupro.

      • Antome ha detto:

        Ciao Andrea, questo perchè prima non si è parlato di forza fisica, quindi si partiva dal presupposto che potesse anche essere più forte di te, sebbene sia meno probabile (non impossibile) ma che tu non avessi erezione.
        Sul bias di conferma, però ci dai da riflettere, un po’ tutti noi lo abbiamo. L’importante è esserne coscienti.
        Anch’io non son d’accordo con la teoria dello “stupratore di Shroedinger” corroborato da dubbie statistiche da frange forse estremiste del femminismo (che ripeto non è tutto così, e poi se ogni movimento deve essere delegittimato nel suo complesso perchè qualcuno è estremista e dice stronzate (esempio, una frangia di neri nel movimento, che vuole eliminare i bianchi)), per cui una donna su sei subisce violenza sessuale e di conseguenza, assumendo che ognuno di loro ne violenti una, più o meno un uomo su sei sarebbe un violentatore almeno una volta nella vita o questa sarebbe la media al netto degli stupratori seriali.
        Ricorda in fondo quelle sul tasso di delinquenza dei neri portata avanti dai repubblicani (13% della popolazione 30% della popolazione carceraria Us, se ricordo bene e, a loro dire, gran parte degli omicidi commessi contro bianchi piuttosto che il contrario, umm..), senza tener conto della famigerata “profilazione razziale”, https://it.wikipedia.org/wiki/Profilazione_razziale, dei ghetti, come se questo volesse deresponsabilizzare l’individuo “di colore” .
        Ma anche delle statistiche più lievi non toglierebbero nulla alla gravità della situazione.

        Attenzione quindi, non svestirsi troppo (secondo criteri variabili che vanno dal burqa allo chador, alla minigonna), non andare in giro per strada da sole di notte, vengono considerate legittime indicazioni di prudenza nei confronti delle donne, spesso in perfetta buona fede da persone che non si sentono né sessiste nè antifemministe militanti!
        Nessuno dice questo ad un uomo, se non magari ad un livello più generico, eppure si direbbe che gli uomini siano, lo ricordano sempre i Mra, particolarmente privilegiati come vittime di omicidio, (da parte di altri uomini in gran parte, e la gran parte delle vittime di donne assassine), tipo il 77%, e lo ricordano continuamente come obiezione al privilegio maschile.
        La probabilità di essere tali vittime, però, tutto lascia supporre sia sensibilmente inferiore a quella di una donna di essere vittima di violenza. Se tale dato viene ignorato da coloro che (non tutti) tra i Mra, indulgono in questi discorsi, perchè allora considerare un legittimo piano di precauzione tali indicazioni verso le donne di non provocare o non andare in giro da sole, visto che gli uomini rischierebbero addirittura la morte o altre aggressioni fino a 3 – 4 volte di più?
        Ma certo, perchè hai visto che gli uomini sono generosi e tengono alla vita delle donne, noi abbiamo l’istinto a proteggervi e voi ve ne approfittate :D, questa è la tesi. Dopotutto gli uomini sono la gran parte delle vittime del lavoro e sono andati a morire in guerra.
        Poco conta che gran parte del femminismo è stato alleato degli obiettori di coscienza contribuendo a sospendere la leva obbligatoria.
        E non parliamo del fatto che in miniera ci sono andate anche molte donne e nel tessile si rischiava la salute, il tutto ben prima che le donne avessero diritto di cittadinanza a pieno titolo.

      • Spasmo ha detto:

        Sul fatto che nel porno lo stupro donna su uomo non venga rappresentato c’è molto da ridire. Basta farsi un giro su pornhub e simili per riscontrare una grande quantità di filmati di genere “femdom”. Mentre dal lato opposto se ne trovano molti in meno.

      • Io ho fatto più di un giro, e questa sproporzione non l’ho notata, anzi…

      • Spasmo ha detto:

        Comunque tu Ricciocorno mi fai un po’ paura… Leggendo i tuoi commenti ho cominciato a immaginarmi stupratrici che mi aspettano nei vicoli delle strade.

    • IDA ha detto:

      Allora lo stupro è un qualcosa che esiste ed esisterà sempre, è un evento naturale, come il terremoto e la grandine? Io penso di no, perché fanno parte del comportamento umano, ha una sua storia, una sua eziologia. Io credo che sia importante individuare le cause che determinano questo comportamento, proprio perché non tutti lo fanno.
      Ha una sua storia, la nostra cultura e civiltà è basata sullo stupro. Dal Codice di Hammurabi all’antico testamento, La nascita di Roma con il ratto delle Sabine, la lunga lista di donne mortali e dee prese da Zeus, ecc.. In Italia il matrimonio riparatore è stato abolito nel 1981. Si ha lo stupro, quando non si considera importante il consenso dell’altra persona, quando non si considera importante l’altra persona. Quindi ha a che fare con l’idea che abbiamo di se stessi e dell’altra persona.
      Si parla di cultura, proprio perché è un insieme di elementi e di fattori e mai uno solo.
      Ma vediamo questi eterni innocenti, i media; ovvero i mezzi di comunicazione di massa. Quale scopo hanno? Produrre e diffondere messaggi indirizzati a pubblico molto ampio. Quindi non sono neutri come ci vogliono far credere. Agli enti di socializzazione tradizionale, famiglia e scuola, nell’ultimo secolo si sono aggiunti i media i quali contribuiscono all’apprendimento di valori, norme, modelli culturali da parte dei membri di una collettività. Forniscono una serie di valori, ruoli, atteggiamenti, competenze e modelli culturali che una volta erano forniti unicamente dalla famiglia. Quindi dalla diversificazione delle famiglie all’omologazione dei valori e dei modelli culturali, quello che Pasolini chiamava “mutazione antropologica”. In più i media ci forniscono indicazioni su quali avvenimenti devono essere considerati prioritari, quindi non solo su cosa si pensa ma anche a cosa si pensa. Nella pubblicità gli stereotipi si prestano bene, perché la pubblicità deve essere semplice, schematica, rimanere impressa nella memoria e agire nell’immaginario collettivo. Quindi crea e sfrutta stereotipi.
      Per Il 52% degli Italiani, le uniche informazioni sono apprese dalla tv. Ma la tv, che immagine ci restituisce della donna? Come ci ricorda la Zanardo “il 53% delle donne comparse in TV è muta; il 46% associata a temi inerenti il sesso, la moda e la bellezza; solo il 2% a temi sociali e professionali.”
      Se per gli uomini abbiamo una varietà di ruoli, varietà anagrafica e caratteristiche fisiche, per le donne non è così. La maggioranza delle donne hanno meno di 50 anni e tendono ad essere conformi ad un unico modello.
      Si ha lo stupro se consideriamo l’altra persona meno importante di noi, se la consideriamo un’oggetto, per il proprio piacere e come oggetto può essere anche distrutto o gettato via.
      Come si è detto i media diffondono messaggi, valori, modelli, stereotipi e ruoli e di conseguenza comportamenti. Quindi nessuno ha mai detto che vedendo una pubblicità uno stupra la prima che incontra, ma quella pubblicità diffonde messaggi che lo può favorire. E i media sono uno dei tanti elementi che lo favoriscono, e concorrono insieme a tutti gli altri che tendono a normalizzare, giustificare e istigare lo stupro.
      È la considerazione che abbiamo dell’altra persona, è la considerazione che abbiamo della donna.

      • Paolo ha detto:

        io sono del parere che la gran parte dei film e telefilm di oggi (che sono arte per me e non pubblicità) non avallano lo stupro e ho già spiegato perchè

      • Antome ha detto:

        Ciao di nuovo Ida.
        Prima di una riflessione più approfondita (nei miei limite :D), che se avrò tempo formulerò volentieri in seguito butto lì.
        Come vedi i complottisti da stagnola che accusano holliwood di sdoganare l’omosessualità e, nel caso degli Mra, un’immagine invece più buffa e bonacciona degli uomini, mostrando invece quelli “virili” come dei sociopatici con manie di controllo? Per non parlare della libertà sessuale e “promiscuità” (roba di esclusiva maschile nell’ordine naturale delle cose, no?), vedi Sex and the city e co.
        Non per paragonare a ciò le tue osservazioni, ma come parallelo. Trovo quanto meno curioso che per molti di loro stia accadendo l’esatto contrario :D.

      • Paolo ha detto:

        chiunque vede in Hollywood la sentina di ogni male sbaglia, che gli accusatori siano femministe o MRA cambia poco per me (oddio cambia il fato che i MRA sono tutti idioti, tra le femministe invece c’è più intelligenza in media anche quando dicono cose che non condivido)

      • IDA ha detto:

        Ciao Antome
        L’hai notato.. certi messaggi non passano, e se per errore sfuggono corrono subito al riparo, in soccorso alla famiglia e alla morale pubblica. Però poi ti dicono che la tv è neutra, che non influisce per nulla sul modo di pensare e su cosa pensare. Dimenticando poi che siamo in un paese che un malato, con un conflitto edipico mai risolto, con la sindrome del pisellino pendulo, con grossi problemi con le donne, oltre a quelli con la giustizia e il fisco, solo grazie alla tv e ai media ha occupato posizioni di vertice, ha distrutto la democrazia, un sistema politico, giudiziario e sociale, rendendo la maggioranza della popolazione in breve tempo malata come lui, tanto che la malattia è diventata la norma. Ma si continua a sostenere che la tv è neutra.

      • Antome ha detto:

        Assolutamente come dici il grosso lo fa l’educazione familiare, le scuole, le quali a sua volta non esistono in un vuoto. Il cinema è stato ed è tuttora, in modo diverso, strumento di propaganda, senza per questo ovviamente cercare deliri e tracce nascoste da ascoltare all’incontrario messaggi subliminali :D. Questo è difficilmente negabile. Nella fattispecie però non vedo particolari incitamenti alla violenza da parte di Hollywood, anzi tuttaltro. Al limite nel clichè in cui ricorre una donna particolarmente ritrosa o indecisa ed è evidente che se il tipo non insiste ed è particolarmente deciso (tradotto l’ascolta e le dà retta come fosse razionale) la perde. E’ piuttosto implicito, lei starebbe lanciando segnali piuttosto controintuitivi che lui deve cogliere, rischiando e sapendo che potrebbe avere interpretato male, ma sostanzialmente lei sta negando a sè stessa di essere innamorata o di corrisponderlo, etc etc.
        Traduzione, lui deve avere le idee chiare ed essere lucidissimo. Su questa falsa riga abbiamo il Game dei “pick up artists” e tutto il loro marketing.

    • IDA ha detto:

      Come giustamente ti ha fatto notare Ricciocorno, la violenza sessuale ha che fare con il consenso, non con il pene. Articolo 609-bis del Codice Penale italiano: “Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali….[…]: 1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento dei fatto; 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.” Per il codice italiano, non è necessario che ci sia la penetrazione, per essere violenza sessuale.
      All’inizio dell’anno, ricorderai i fatti di Colonia, e grazie alle telecamere sono state riconosciute e fermate tre persone. Erano dei richiedenti asilo siriani. Allora se ne è parlato, ma quello che non si è detto che sono stati rilasciati subito, perché non avevano commesso nessun reato, perché l’abuso sessuale in Germania, non è un reato se non associato all’abuso di potere. Lo stesso per la violenza sessuale in germania esiste solo se c’è la penetrazione vaginale o anale, e basta. Le femministe sono anni che vogliono cambiare questa legge, ma non c’è stato niente da fare nemmeno dopo i fatti di Colonia, al massimo qualche nazionalista è disposto a discutere leggi che riguardano solo gli stranieri, in pratica ognuno si stupra le donne dei paesi suoi. Per la legge tedesca è impossibile condannare qualcuno per stupro.
      http://www.bento.de/politik/fall-gina-lisa-lohfink-warum-das-deutsche-recht-vergewaltiger-schuetzt-und-opfer-bestraft-621468/#refsponi

      • ... ha detto:

        Ida, lo stupro non è un comportamento umano, è un comportamento animale, non nasce con l’uomo e non finirà con l’uomo. è un comune errore questo di confondere le dinamiche socio-culturali che hanno a che fare con lo stupro col pensare che sia un comportamento socio-culturale. Così come il classico errore di pensare che lo stupro abbia a che fare col dominio e non con il sesso. Questi errori derivano dalla paura di affrontare la natura, dato che per secoli le donne sono state definite inferiori per natura, si ha paura di pensare che se un comportamento è naturale allora non ci si può fare niente o peggio è giustificato. Ma la realtà va affrontata per quello che è, non per quello che vorremmo che fosse. Anzitutto naturale per gli uomini non significa che sia come la grandine o il terremoto, e neanche grandine e terremoto è detto che siano per sempre, dipende dalle condizioni. Se per centinaia di migliaia di anni homo sapiens ha stuprato ti pare sensato tirare in ballo la tv? Come per tanti comportamenti bisogna guardare come giustamente si è fatto anche in ambito femminista, la struttura sociale. Più c’è una situazione paritaria, e questo anche in società non industrializzate, meno l’ottenimento del sesso passa attraverso la coercizione, semplicemente perché non ha senso, e meno ci sono situazioni di dominio. Tanto è vero che quando le donne si trovano in queste situazioni possono attuare questi comportamenti, vedi le soldatesse o le giovani donne che lavorano nelle carceri minorili statunitensi accusate di violenze sessuali. Dopodiché la società è fatta di individui, e ognuno ha la sua storia e le sue inclinazioni. Detto questo la tv non c’entra nulla, come dice Paolo, ma anche l’educazione dei genitori c’entra poco. Sono dinamiche sociali di lungo corso. Va bene ovviamente insistere su questo lavoro culturale, vedi legge per l’educazione sentimentale arrivata alla Camera, mi pare, ma non pensiamo che questo sia un problema che si risolve facendo determinate cose. Pensiamo all’omicidio, oggi al suo minimo storico in Italia.

      • Cosa suggerisci di fare, allora, con tutti questi animali non – umani che stuprano? Suggeriamo la costruzione di specifici zoo nei quali rinchiuderli vita natural durante?
        Un non – umano non è tenuto a sottostare alle nostre norme: nessuno mai processerebbe uno squalo perché ha azzannato un surfista, o una tigre perché ha azzannato un domatore. Non si possono condannare, da un punto di vista squisitamente etico, gli animali perché fanno quello che fanno, non usando i medesimi parametri che usiamo per gli esseri umani: gli animali si nutrono, si difendono, rispondono ai loro istinti… Ma gli animali li uccidiamo, quando diventano un pericolo per la nostra incolumità, senza nessuna pietà. Li chiudiamo nelle riserve, nelle gabbie. Non viviamo insieme a loro, in mezzo a loro.
        Che cosa comporta stabilire che un essere umano possa adottare “comportamenti animali”? Che nel momento che li adotta noi umani ci possiamo sentire autorizzati a trattarlo come trattiamo un orso inferocito?
        Dovremmo trattare i momenti della vita di una persona a compartimenti stagni, è umano quando si reca al lavoro, quando va a votare, ed è animale nel momento in cui stupra? In che modo lo dobbiamo giudicare per le sue azioni da animale, nel momento in cui torna umano e reclama il suo diritto alla legittima difesa in un’aula di giustizia?

      • Tu dici “Ma la realtà va affrontata per quello che è, non per quello che vorremmo che fosse”. La realtà l’abbiamo cambiata tante volte, nel corso della storia del genere umano. Non ci siamo limitati a convivere con istituzioni quali la schiavitù, ad esempio, l’abbiamo definita ingiusta e l’abbiamo combattuta. Certo, la schiavitù esiste ancora, ma abbiamo fatto grandi passi avanti dai tempi nei quali ogni società umana la riteneva un’istituzione accettabile: molte persone sono state liberate. La “realtà” non è immutabile, è quella che noi decidiamo che sia. E prima di dire “questo non è un problema che si risolve facendo determinate cose” (quali?) oppure, “la TV non c’entra”, io mi leggerei questo: https://lunanuvola.wordpress.com/2016/07/02/grado-zero/

      • Paolo ha detto:

        riferito al post di lunanuvola. finchè si parla di spot pubblicitari sarei anche d’accordo

      • Morgaine le Fée ha detto:

        La legge tedesca é qualcosa di vergognoso per un paese civile. L’articolo che hai linkato mostra una vicenda disgustosa.
        Qui in Svezia fortunatamente la legge non é -formalmente- cosí, ma purtroppo ci sono troppi casi eclatanti di sentenze molto fantasiose nel cercare di assolvere gli stupratori, anche in situazioni chiarissime e in presenza di prove, col risultato che la maggior parte delle vittime non denuncia, e solo una piccola parte di quelle che denunciano vedono il processo concludersi con la condanna dello stupratore. Le femministe, e non solo, protestano ma senza risultato.
        Questo anche qui, in un Paese che dice di chiamarsi femminista ed eguaglitario. È una piaga internazionale. Anche qui i consigli sono dati alle vittime, mentre nessuno si prende la briga di dire agli uomini che la responsabilitá é loro.

      • IDA ha detto:

        “Sono caduto e l’ho penetrata per sbaglio”. Questa è la frase di un signore accusato di aver stuprato una ragazza di 18 anni che dormiva sul divano. Certamente la ragazza porta un’altra versione, lei dice che si è svegliata mentre lui abusava di lei. Lui è stato assolto, la giuria non poteva credere alla versione troppo fantasiosa della ragazza. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/16/lho-penetrata-per-sbaglio-le-sono-scivolato-addosso-assolto-dallaccusa-di-stupro-il-milionario-ehsan-abdulaziz/2309284/
        In questo caso l’autore era un arabo ma milionario, se era un disoccupato, magari clandestino o rifugiato, ci sarebbe stata una punizione esemplare, richiesta da tutti. Anche in America, la maggioranza di condannati per stupro sono di origine afroamericana o latinoamericana. Bianchi e di buona famiglia è quasi impossibile, e quando le prove sono talmente tante o ci sono testimoni e non si può non condannare, allora si danno pene miti, e i giudici sono preoccupati di salvaguardare la reputazione dello stupratore, non si può rovinare la vita di un ragazzo per una sciocchezza.. http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/07/usa-20enne-condannato-a-sei-mesi-per-stupro-il-padre-troppo-per-unazione-di-20-minuti/2806629/
        In qualsiasi reato, abusare della buona fede o dell’ingenuità della vittima, se non è un aggravante, non attenua mai le responsabilità dell’autore. Nella violenza sessuale l’ingenuità o la buona fede della vittima, la rendono corresponsabile dell’atto criminoso. In tutti i codici penali la violenza sessuale è trattata in maniera differente dagli altri reati, è considerata una questione privata e non pubblica.

      • Antome ha detto:

        Conosco questa storia, lo stupro non è controllo, ma è come una rapina vero?

      • Antome ha detto:

        Infatti secondo me non c’entra la Tv, è qualcosa di molto più antico, ma di certo ha a che fare con l’umiliazione ed il controllo patriarcale o la vendetta, più che il sesso.

      • Paolo ha detto:

        “è qualcosa di molto più antico, ma di certo ha a che fare con l’umiliazione ed il controllo patriarcale o la vendetta, più che il sesso.”

        totalmente d’accordo

  12. ... ha detto:

    Mi dispiace, ma non dipende né da me né da te. Ci sono comunque – seguendo il sarcasmo – teorici antispecisti che propongono di impedire ai carnivori di cacciare. Per gli umani non mi pare che non si sia fatto nulla, e che i risultati non ci siano.

  13. ... ha detto:

    C’è un equivoco. Non è che un umano adotta un comportamento animale. L’uomo *è* un animale. Questo serve semplicemente a smettere di pensare che lo stupro sia un comportamento specifico degli esseri umani e che abbia radici socio-culturali. Il che non vuol dire che lo stupro sia qualcosa di intrinseco o istintuale, perché non esistono queste cose. Semplicemente lo stupro, come qualsiasi atto, è la via per ottenere una cosa.

    • L’uomo è un animale. Allora? Ti chiedo: questa affermazione cosa comporta? Dal punto di vista pratico intendo. Cosa proponi? La rinuncia a qualsiasi riflessione etica sul suo comportamento? Una pacifica rassegnazione di fronte ai suoi comportamenti “scomodi”, la medesima tolleranza che si ha con il gatto che si fa le unghie sui mobili di casa?

      • Paolo ha detto:

        continuo a credere che l’educazione in famiglia centri più dei film e lo stupro tra gli esseri umani (che sono animali sì ma hanno una cosa chiamata autocoscienza che i gorilla non hanno o non hanno a un livello elaborato come il nostro) sia più una questione di dominio che di sesso: voglio dire grazie ai progressi civili e culturali oggi in occidente ottenere sesso consensuale è più facile rispetto a soli cinquant’anni fa, oggi tutti possono ottenere sesso consensuale senza fatica a meno che non abbiano deformità facciali vistose o non pesino 1000 Kg per un metro e mezzo, e allora perchè lo stupro è commesso anche da uomini attraenti e di bell’aspetto? perchè gli stupratori possono essere uomini brutti come uomini belli? Perchè vogliono la sopraffazione, non il sesso (quello un bell’uomo lo ottiene facilmente). Anche le donne possono avere questo desiderio di soprafazione ma l’atto dello stupro per loro è più difficile per le ragoni che ho detto (e il cinema non centra)

  14. ... ha detto:

    Non capisco queste domande, nel senso che non traspare da nessuna lettera del mio commento l’idea che “le cose stanno così, pace”. Ho risposto a un commento di Ida, che nel suo incipit compie quello che è un errore comune, che deriva dalla concezione dell’uomo come essere avulso dalla natura. Punto. Prendere atto di quello che ho scritto all’atto pratico comporta solo cambiare una parte di ciò che si crede. Ti ho portato l’esempio delle carceri americane, che dimostra in un solo colpo che: a) anche le donne, se possono violentano; b) quelle donne hanno stuprato solo quando sono state messe in quella situazione. Nella loro vita probabilmente non lo avrebbero mai fatto (certo possiamo pensare che abbiano cercato quel lavoro perché particolarmente attratte dall’idea di esercitare potere). Lo hanno fatto indipendentemente dalla educazione ricevuta e dalle immagini dei media. Aiuterebbe smettere di pensare al perché delle cose, e più al come.

    • Non credo che Ida volesse dire che l’uomo è “avulso” dalla natura. Che le anche le donne violentano, tra l’altro l’ho sostenuto anche io, nel post come nei commenti. Credo che volesse dire che ci sono anche altri fattori da tenere in considerazione.
      Se io compro un pacchetto di sigarette, sopra vi trovo delle scritte, ad esempio “il fumo causa ictus e disabilità”. Non tutti i fumatori incorrono in un ictus, perché sono molti i fattori che concorrono allo sviluppo di una patologia piuttosto che un’altra, ma il fumo aumenta la percentuale di rischio di avere un ictus, e portare ad esempio il singolo caso del fumatore che sta benissimo non inficia affatto quella che, per quanto imprecisa, è una verità.

      • Paolo ha detto:

        (ma questi stupri in carcere sono avvenuti da parte di guardie carcerarie donne su detenuti uomini? E come è stato possibile? Gli uomini erano ammanettati? E poi pensavo che nelle carceri maschili le guardie fossero solo uomini, e le guardie carcerarie donne operassero nelle prigioni femminili: separano i detenuti per sesso e le guardie no?)

        “Se io compro un pacchetto di sigarette, sopra vi trovo delle scritte, ad esempio “il fumo causa ictus e disabilità”. Non tutti i fumatori incorrono in un ictus, perché sono molti i fattori che concorrono allo sviluppo di una patologia piuttosto che un’altra, ma il fumo aumenta la percentuale di rischio di avere un ictus, e portare ad esempio il singolo caso del fumatore che sta benissimo non inficia affatto quella che, per quanto imprecisa, è una verità.”

        Vero, questo esempio ho l’impressione che tu l’abbia “rubato” a me 😉 Lo uso sempre quando si parla di obesità e qualcuno se ne esce col fatto che ha un amico obeso che sta benissimo e scala l’Everest tutti i giorni mentre conosce un tizio normopeso che ha avuto tre infarti e due tumori come se questo dimostrasse chissà cosa. Il punto è che come non è giusto proibire per legge sigarette e cibi ricchi di grassi e zuccheri, anche i film violenti non è giusto proibirli, esistono i divieti ai minori (tu dirai i bambii li guardano lo stesso, sono gli adulti che devono vigiliare, tu dirai gli adulti si distraggono non hanno tempo e io rispondo che il tempo lo devono trovare se hanno messo al mondo un figlio), più di questo non si può chiedere
        Ida, negli USa i giudici hanno un’ampia discrezionalità, quel giudice ha preso quella decisione troppo comprensiva nei confronti di uno stupratore, un altro giudice avrebbe potuto prenderne un’altra e secondo me avrebbe dovuto.

        “Ma gli animali li uccidiamo, quando diventano un pericolo per la nostra incolumità, senza nessuna pietà”

        per essere esatti possiamo uccidere anche gli esseri umani per lo stesso motivo, si chiama legittima difesa, oltretutto negli USa è prevista la pena di morte per individui che (dopo regolare processo con avvocato difensore, stiamo sempre parlando di una democrazia occidentale per fortuna) sono riconosciuti colpevoli di reati odiosi (omicidio premeditato, omicidio con tortura, stupro e omicidio) quindi anche gli umani possono essere uccisi quando minacciano l’incolumità dei loro simili o si macchiano di reati così odiosi da far ritenere che abbiano perso il diritto alla vita, questa cosa può sembrare non etica, noi europei abbiamo scelto di abolire la pena capitale e non sento il bisogno di reintrodurla però penso che impiccare l’essere umano Adolf Eichmann e giustiziare senza processo l’essere umano Osama Bin Laden siano stati atti moralmente giusti, sì io li approvo e non provo pietà nè per l’essere umano Eichmann nè per l’essere umano Bin Laden (e confesso che se venissi a sapere che l’assassino di Sara Di Pierantonio è stato ammazzato in carcere non piangerei), ritengo che a talune condizioni uccidere un essere umano sia un atto non solo inevitabile (lo è nei casi di legittima difesa) ma anche moralmente giusto. Scusate la digressione off topic

    • IDA ha detto:

      L’uomo è un animale al quale l’evoluzione biologica si è fermata 100 mila anni fa, ma l’evoluzione culturale non si è mai arrestata. L’uomo è l’unico animale che non ha un habitat specifico, ha parassitato tutto il pianeta in tutte le condizioni ambientali e climatiche. Non solo, non si è accontentato di adeguarsi all’ambiente, ma ha modificato l’ambiente secondo i propri bisogni, ha deviato corsi d’acqua, raso al suolo intere foreste, spianato colline e montagne ha adeguato l’ambiente a se. Cosa che nessun animale ha mai fatto. Mangiare e bere sono azioni naturali, bisogni primari, fondamentali per la sopravvivenza, negli animali sono solo bisogni primari in tutte le specie, nell’uomo sono cultura in tutti i popoli pur rimanendo un bisogno primario. Mangiare, bere, sesso, respirare sono bisogni primari, lo stupro no. Ma la natura, viene sempre in soccorso dell’uomo, inteso come genere, quando si parla di sesso, risponde sempre a delle inderogabili leggi biologiche che le donne non hanno e questo è strano perché appartengono alla stessa specie. La storia e la mitologia ci parla dell’uomo come uno stupratore seriare, compulsivo, come unico modo di relazionarsi con una donna, stuprandola. Il mito, lo giustifica come un istinto naturale, Dio che era stanco di assistere ad Adamo che stuprava, gazzelle e altri animali che si abbeveravano alla fonte, li creo Eva, inserendola subito in una posizione subalterna. Nella Grecia di Pericle, chi stuprava una donna sposata era condannato a morte, chi una vergine doveva risarcire la famiglia con cavalli, capre o mucche, se la “fanciulla” non era vergine o era vedova, nulla, perché nessuno aveva subito il danno. Questo cosa ci dice? Che le donne valevano meno degli animali, ci parla della totale subalternità della donna, un’asimmetria di valori. Mi dici che il dominio non c’entra nulla, dal mio punto di vista è solo un esercizio di dominio, mi porti l’esempio dei carceri americani, dove anche le donne violentano. Ma chi? I subalterni, proprio perché la violenza sessuale è un abuso di potere, di carica, di condizione sociale ecc.. in pratica è un esercizio di dominio. Noi sappiamo che nelle società, strutturate in maniera gerarchica, dove è ben presente un dominio di caste e classi, esiste lo stupro, ed è sempre esistito. Noi conosciamo solo questo tipo di società, quindi non sappiamo se in società differenti lo stupro fa parte dell’umano. Negli indiani, nativi nord Americani, dove non esisteva la proprietà privata ed erano società abbastanza orizzontali, sappiamo che la prostituzione non esisteva, ma lo stupro si. Venivano stuprati sia uomini che donne in segno di sottomissione, cioè rivendicare il proprio dominio su una o più persone.

    • IDA ha detto:

      Lo stupro come comportamento animale, ma nell’uomo non ha una spiegazione ne una funzione. Nei mammiferi le femmine hanno l’estro e avvertono i maschi con segnali visivi e comportamentali del periodo fecondo, e l’accoppiamento che ne segue assomiglia ad uno stupro. Nella specie umana, è diverso, non ci sono chiari segnali, l’estro è interrotto da fasi anestrali o dalla gravidanza, in più la donna è l’unica femmina di tutte le specie animali che ha l’orgasmo. Questo è un piccolo particolare che tutti gli etologi “umani” ignorano sempre. Non c’è bisogno di forzare la femmina della specie umana, perché la ricerca del piacere spinge sia gli uomini che le donne ad accoppiarsi.
      Certo che lo stupro esisteva anche prima delle tv e dei media, ma lo stupro ha a che fare con il dominio e con la percezione che si ha dell’altro. I media sono comunicazione di massa, comunicano, diffondono certi messaggi e certi valori, perché si deve riconoscere hai media solo messaggi positivi? Se una pubblicità sposta il 10% dei consumi, – ipotesi- vuol dire che il 10% dei consumatori ha cambiato abitudine, la pubblicità li ha fatto cambiare comportamento, perché come ha fatto cambiare comportamento nei consumi, non li deve cambiare nei modelli?

    • IDA ha detto:

      “Nella cultura dello stupro sia gli uomini che le donne assumono che la violenza sessuale sia “un fatto della vita”, inevitabile come la morte o le tasse.”
      (Emilie Buchwald, Pamela Fletcher, Martha Roth; Transforming a Rape Culture.)

  15. Valeria Palazzolo ha detto:

    Una sola domanda, Paolo: lasciando perdere Diabolik, che non conosco, mi spieghi in che modo Lilith, Dylan Dog e Julia possano diffondere una cultura violenta e sessista? Perché da questo esempio mi ora di capire che le tue idee siano, perdonami, un poco confuse. Lilith è per molti aspetti un fumetto femminista, pur avendo un autore uomo; Julia vorrebbe esserlo ancora di più, anche si abbandona a stereotipie un po’stucchevoli, DD di sessista non ha proprio niente.
    Non è che siccome in un fumetto ogni tanto si vede un seno nudo o due che vanno a letto insieme noi riteniamo che sia cultura dello stupro, eh.

    • Paolo ha detto:

      “Non è che siccome in un fumetto ogni tanto si vede un seno nudo o due che vanno a letto insieme noi riteniamo che sia cultura dello stupro, eh.”

      tu sicuramente no e neanche io, purtroppo c’è chi potrebbe accusare Lilith di sessismo per il fatto che è di bell’aspetto e sovente compare nuda ( anche se per me non sono mai nudi gratuiti) temo che Di rienzo la penserebbe così (dico questo basandomi sulla lettura dei suoi post sul tema).
      E’ ovvio che per me nessuno dei fumetti e delle serie che ho citato diffonde una cultura violenta e sessista,

  16. ... ha detto:

    Ida, l’evoluzione biologica umana non si è affatto fermata, non si può fermare tranne che con l’estinzione. L’orgasmo non è prerogativa umana, è stato osservato in altri primati. Lo stupro ha esattamente la stessa funzione che ha negli altri animali, forzare l’accoppiamento, tenere sotto controllo, punire. Non è che esista il sesso generico. Ogni individuo vuole un altro individuo e anche più individui, non un accoppiamento a caso. Chiaro che c’entra il dominio, non capisco però perché si vuole escludere la componente sessuale. Se si volesse solo dominare ci si limiterebbe alla violenza.

    • IDA ha detto:

      L’evoluzione si è fermata nel senso che siamo gli stessi di 10.000 anni fa, in biologia l’evoluzione ha bisogno di tempi lunghi, di migliaia di generazioni, i cambiamenti culturali si hanno in due tre generazioni. Io parlavo dell’orgasmo femminile, nelle scimmie antropomorfe, non mi risulta che esista lo stupro, in alcune specie il sesso è ricercato anche dalle femmine non so se ha l’orgasmo, in altre le femmine hanno un estro ben evidente. Poi quello di mammiferi superiori, l’accoppiamento può assomigliare uno stupro, ma non lo è. Io non vedo una componente sessuale nello stupro, nemmeno una funzione sessuale. l dominio, raramente fa uso della violenza fisica, se non nell’attimo che precede il dominio.
      Lo stupro e la prostituzione non hanno nulla a che fare con il sesso, ma con la subordinazione della donna e con l’esercizio del dominio. Che poi lo stupratore e il cliente, provi piacere in quell’atto, è un altro discorso.

      • ... ha detto:

        Ida, a parte che dire che una cosa somiglia a uno stupro ma non lo è, è un tantino bizzarra (e somiglia vagamente alle difese degli stupratori), a fronte di numerose osservazioni sul campo, ma tant’è. L’estro e l’orgasmo femminile in questa faccenda non c’entrano nulla. Il fatto che le femmine cerchino l’accoppiamento non le mette al riparo dai maschi che non hanno scelto, e che hanno come alternativa al rifiuto lo stupro, esattamente come accade nella specie umana. E non le mette neanche al riparo dai maschi dominanti che le stuprano a prescindere. Il punto è che non sei tu a doverci vedere la componente sessuale, ce la vedono e mettono gli uomini. Il fatto che lo stupratore provi piacere non è affatto un altro discorso, non capisco come fai a dire una cosa del genere. è un discorso che non è la prima volta che mi capita di sentire, l’ho letto perfino in Stupro di Bourke. Ma come caspita si fa a negare l’evidenza in questo modo?

      • Paolo ha detto:

        sullo stupro sono d’accordo con Ida, la componente sessuale se c’è è marginale

      • IDA ha detto:

        Proiettare il comportamento umano su quello degli animali, ti può far pensare che i felini quando si accoppiano usano lo stupro. Confondere violenza con stupro. Per lo meno i gatti, hanno sempre lo stesso comportamento e solo quando la femmina ha l’estro. Hanno un comportamento violento, ma la femmina lancia i suoi segnali, solo allora si accoppiano e non può essere considerato uno stupro. Se la femmina non ha l’estro, non avviene l’accoppiamento. Il maschio dell’orango ha dei comportamenti brutali con le femmine, ma non stupra, non mi risulta che esista lo stupro tra le scimmie antropomorfe. Se si esclude alcuni uccelli, tipo il germano reale, nel mondo animale lo stupro sono eccezioni, casi rarissimi in alcune specie tipo foche e pinguini. A me non risulta che in natura lo stupro sia cosi praticato come nella specie umana. Nelle specie animali (mammiferi), lo stupro non ha una funzione biologica, non si capisce perché la si deve cercare nella specie umana.
        Lo stupro, non è un’alternativa e chi stupra non lo fa perché non ha altro modi di fare sesso, non ha nulla a che fare con il piacere e il sesso perché il piacere non è nel rapporto sessuale ma nel dominio. Ha a che fare con il sesso solo perché usa il sesso per raggiungere lo scopo.
        Mi stai dicendo che lo stupro rientra nell’ordine della natura, un bisogno biologico del maschio, ma solo della specie umana, che non ha nessuna funzione nel mondo animale ma nell’uomo si. Lo stupro come espressione sessuale. Se non è giustificare lo stupro questo cosa è?

    • Paolo ha detto:

      il dominio ha una componente predominante negli stupri non si può negare questo

  17. andrea ha detto:

    logica femminista: un uomo occidentale uccide una donna: tutti gli uomini occidentali sono solidalmente e illimitatamente responsabili perché perpetuano una cultura maschilista che oggettivizza le donne e manca loro di rispetto.
    un musulmano compie atti di violenza verso una donna: non puoi generalizzare contro tutti i muslmani!11! solo una risicata minoranza di loro è sessista!’ omettendo che un sacco di musulmani sono tradizionalisti e patriarcali quando non favorevoli alla sharia.
    logica femminista è sostanzialmente un ossimoro essendo le femministe impervie alla logica e ai fatti.

    • Valeria Palazzolo ha detto:

      No, Andrea, puoi stare tranquillo: è pieno di femministe razziste che detestano i musulmani. Le femministe sono tutte diverse. Ce ne sono pure che non odiano gli uomini, pensa te.

      • Paolo ha detto:

        Quindi criticare gli aspetti patriarcali, misogini e sessisti presenti in tutte e tre le religioni monoteiste ma particolarmente perniciosi in una religione che non è limitata e tenuta a bada dall’illuminismo europeo sarebbe razzismo?

    • IDA ha detto:

      Scusa Andrea, ma di cosa stai parlando? A cosa fai riferimento?

      • Antome ha detto:

        Una donna a cui è stato dato fuoco, non si capisce bene sa da viva o dopo il decesso per infierire sul corpo.
        Oggi si moltiplicano attentati più o meno mini firmati Isis e questa cosa viene dimenticata, ora dobbiamo avere paura, prima no? Come la vedi. So che si tratta di due cose diverse, quasi nessuno nega la gravità del primo fatto, però si tende a dimenticare.
        Dove finisce la giusta critica ad una religione estremamente patriarcale, per come viene applicata a praticata ed una giusta apprensione per i fatti odierni e dove inizia il razzismo? La Bibbia è quasi ugualmente patriarcale e oppressiva nei contenuti e così è tuttora nella sua piena applicazione, il Vangelo indubbiamente invece non è il Corano, chissà perchè, però, hanno sempre applicato più la Bibbia che il Vangelo. Solo che appunto grazie all’Illuminismo e alla breccia di Porta Pia non è praticamente più applicata nè praticata.
        Tuttora però persone a loro dire molto praticanti, parlano di dovere di sottomissione femminile, come nel caso della Miriano. Ruolo simile a quello della donna, secondo una musulmana moderata ma praticante, forse però laica in base a quello che dice http://www.tpi.it/mondo/turchia/risposta-buongiorno-gramellini-musulmani leggi i commenti di Hanan El Souri.
        Però un periodo a portare il velo erano molte meno.
        Per via della situazione di guerra, la poche mele marce del “sacco” sembrano essere davvero molto marce e quasi tutte dello stesso sacco.
        Al punto che potrebbe sembrare un atto di precauzione non di razzismo, non metterne per un po altre in casa :(.
        Gli italiani però non sono tutti mafiosi, nemmeno chiaramente i napoletani. E I leghisti si sono offesi quando da Londra dicevano che gli italiani rubavano il lavoro. Mica bisogna generalizzare :D. Eppure la dinamica è quella, importazione di manodopera a minor costo, con minore potere contrattuale o da posti con condizioni economiche differenti. Questi americani pro trump, sono tutti Marxisti senza accorgersene visto che sostanzialmente parlano di “esercito di riserva”?

      • Paolo ha detto:

        io critico tutte le religioni a prescindere

  18. IDA ha detto:

    Mettiamo una cosa in chiaro, nessuno ha mai detto che i film violenti siano istigazione allo stupro. Il cinema come la pubblicità i media in genere hanno il compito di produrre e diffondere i messaggi. Quindi non viene giudicato il mezzo, ma il messaggio. Il cinema americano ha creato degli stereotipi sugli “indiani”, che esistono tutt’oggi. Sappiamo che il cinema e la pubblicità ha contribuito ha creare quella cultura di massa negli anni 50 in america e il modello della casalinga americana, un modello sessista. Non è in discussione il mezzo, ma il messaggio.
    Si ha lo stupro, quando non si considera importante l’altra persona. E perché non si considera importante? Come sono stati possibili i genocidi? Le vittime di questi genocidi come erano considerate dagli autori? Esseri umani? No! Ma animali, bestie, sub-umani, solo così è stato possibile il genocidio e solo così è stato possibile lo schiavismo.
    Che immagine diffondono i media in generale i media della donna? Un’immagine simmetrica all’uomo oppure no? Se è no, perché non si può cambiare senza mettere in discussione il mezzo di comunicazione, ma cambiare i messaggi?…

    • Paolo ha detto:

      Io adoro alla follia il cinema americano incluso quello degli anni ’50 (e non c’era solo la casalinga) ma non è questo il punto: dagli anni ’70 in poi l’immagine dei nativi americani al cinema è cambiata mi sembra. Dire che il cinema americano oggi da’una immagine degradata delle donne è sbagliato: telefilm e film sono pieni di personaggi femminili di tutti i tipi: positivi, negativi, forti e tosti quanto quelli maschili non faccio l’elenco perchè non basterebbe una vita. Mettere sullo stesso piano i messaggi della pubblicità con quelli di un arte popolare come il cinema è sbagliato

      • IDA ha detto:

        Il cinema ha creato degli stereotipi sui nativi, si o no? Se poi hanno cercato di correggersi non vuol dire nulla. Come la varietà o le tipologie, non c’entrano. Il cinema, crea, stereotipi, modelli, imitazioni, valori, idee, messaggi? Si o no? A questa domanda bisognerebbe rispondere. Io sono cresciuta con film western, con Sergio Leone, ecc. E tutt’ora mi piacciono, ma, per esempio, nel cinema western le donne non ci sono, e le poche che ci sono fanno le prostitute, però nel censimento del 1880, in America del nord, c’erano più donne che uomini. In quel periodo le donne in America si sono contraddistinte per la solidarietà e l’organizzazione sociale, sono state quelle che hanno costruito le scuole, gli ospedali, tanto che ai primi del 900 la popolazione americana era la più alfabetizzata del mondo, superava il 50% sia per le donne che per gli uomini. Nello stesso periodo che da noi l’alfabetizzazione era del 20% gli uomini e 5% le donne. Però tutto questo nel cinema americano non c’è. Quindi bisognerebbe parlare anche di quello che non dice, e quando si tratta di donne, di quello che non dice c’è molto.

      • Paolo ha detto:

        le donne del western non sono solo prostitute, non lo sono nei western più recenti e credo nemmeno in quelli del passato (tra i western più recenti ti consiglio Pronti a morire di Sam Raimi dove Sharon Stone è in pratica la versione femminile di Clint Eastwood nei film di Leone).
        per quanto riguarda il cinema ti ho già risposto: racconta l’umano, trasfigurandolo artisticamente

      • IDA ha detto:

        Pronti a morire ricordo di averlo visto, ma molto tempo fa. Se riesco a scaricarlo ti farò sapere..
        Django, di Tarantino mi è piaciuto molto e Tarantino è un regista che nelle sue opere precedenti non sono riuscita ad apprezzarlo.

      • Paolo ha detto:

        Kill bill e Bastardi senza gloria non ti sono piaciuti? A me tantissimo, e ci sono personaggi femminili belli tosti. Django è fighissimo

      • IDA ha detto:

        Bastardi senza gloria, credo di non averlo visto, Pulp Fiction e Kill Bill e non mi sono piaciuti, Kill Bill penso di non averlo nemmeno capito. 🙂

      • Spasmo ha detto:

        E’ semplice. Parla di una che ammazza e sale di livello, ammazza e sale di livello, fino al boss finale: Bill.

      • Paolo ha detto:

        ed è un gran film

      • IDA ha detto:

        Si, sembrava anche a me un videogioco..

      • Paolo ha detto:

        cosa mi tocca leggere

      • IDA ha detto:

        🙂 Mi dispiace Paolo. Probabilmente ami quel film, e parlare di videogiochi ti suona come un’eresia.

    • Paolo ha detto:

      insisto i film di oggi e non solo di oggi sono pieni di personaggi femminili interessanti e profondi quanto quelli maschili. Definirli stereotipati è sbagliato

    • Spasmo ha detto:

      Oh, IDA, voglio vederli proprio questi “messaggi” che colpiscono e generano concatenazioni causali fino allo stupratore. No, sul serio, mi piacerebbe. Per restare nel tema del blog: in futuro ci faremo la guerra con i “messaggi” e ci procureremo anche il cibo con essi? E che tipo di messaggi? EXPELLIARMUS?

  19. Valeria Palazzolo ha detto:

    Paolo, ma che c’entra? Io sto dicendo che esistono le femministe che odiano l’Islam in modo pregiudiziale e perché sono razziste proprio: perché il femminismo e l’antisessismo, contrariamente a ciò che pensano quelli (e quelle) come Andrea, si declinano in modi tutti diversissimi e non con tutti sono d’accordo. Se poi tu sai criticare le religioni solo in modo razzista, o hai voglia di fare polemica su un argomento su cui non eri stato chiamato in causa, ne prenderò atto. Ma non è di questo che si stava parlando.

  20. Valeria Palazzolo ha detto:

    (Poi, se proprio vogliamo parlare di pregiudizio, che però non c’entra un tubo col tema del post, posso riflettere sul fatto che il pregiudizio consta nel fare di tutta l’erba un fascio pregiudizialmente riferendosi a un certo gruppo: per esempio, appunto, “Le femministe sono tutte filo islamiche o in generale pronte a difendere gli stranieri”. Allo stesso modo in cui qualcuno può parlare di Islam solo in riferimento al suo giudizio astratto su quel mondo, senza accettare il fatto che anche quello è un mondo variegato, nonostante qualcuno che sicuramente ne sa più di te cerchi di spiegartelo in tutte le salse).

    Ma trovo in questo momento più interessante parlare di Julia, Lilith e Dylan Dog: perché mai dovrebbero diffondere la cultura della stupro? Non mi hai ancora risposto.

    • Paolo ha detto:

      su Julia e Lilith ti ho già risposto sopra vai a leggere, secondo me non diffondono nessuna cultura dello stupro (pensavo che questo fosse chiaro nel mio post) ma c’è chi sbagliando potrebbe pensare di sì

      (“Criticare le religioni in modo razzista” non ha senso: le religioni non sono etnie, non esiste la razza cristiana o quella musulmana, cristiani e musulmani sono bianchi, neri, arabi..se dico che il cristianesimo e l’islam fomentano la misoginia dov’è il razzismo? Certo che ci sono cristiani e musulmani non misogini, sono quelli più influenzati dalla laicità quindi meno religiosi (anche se non lo ammetteranno mai). Tu adesso mi rispinderai che spesso i terroristi dell’Isis sono nati e cresciuti in società laiche o sono figli di famiglie agiate e cetamente non ultra-religiose come gli assassini di Dacca. sì ma non significa nulla dato che a un certo punto della loro vita hanno scelto di rinnegare la società che li ha cresciuti per abbracciare l’integralismo religioso e oltretutto purtroppo la cultura religiosa influenza anche persone non osservanti)

    • Paolo ha detto:

      e tanto per essere chiari lo ribadisco: Julia, Dylan Dog, Lilith e nessuno dei fumetti, film e telefilm che ho citato diffondono una cultura sessista, a mio parere purtroppo però c’è chi, sbagliando, lo crede. ci sono persone (non tu Valeria) che appena vedono una scena di sesso particolarmente esplicita o scena di nudo femminile in un film, telefilm o fumetto dicono “sessismooo” esattamente come Spike Lee gridava “razzismoooooo” solo perchè nei film di Tarantino dicevano la parola “negro”; e queste persone gridano “sessismoooo” sopratutto se l’attrice che recita nella scena di sesso, o compare nuda per qualsivoglia motivo commette il crimine di essere fisicamente belloccia, per certe persone il fatto che per fare Spartacus ci voglia un bell’uomo e non Massimo Boldi e per fare Catwoman ci voglia una bella donna e non Anna Mazzamauro o Melissa McCarthy è “maschilismo, oggettificazione blabla”, ripeto non parlo di te Valeria, non parlo di chi ha commentato questo post, non parlo di Riccio, non parlo neanche della maggioranza delle persone che si riconoscono nel femminismo (che ripeto, considero in sostanza un movimento di emancipazione che ha contribuito al progresso civile e culturale della società) ma questo modo di pensare esiste, io dico solo che non condivido questo modo di pensare

      • Paolo ha detto:

        per chiarire meglio: nè Julia, nè Dylan Dog, nè Lilith nè nessuno dei fumetti, film e telefilm che ho citato diffondono una cultura sessista

  21. Paolo ha detto:

    comunque sono sempre più stupito da come per molti/e sia facile attribuire la “rape culture” a film e fumetti ma se dici che forse la religione ha qualche responsabilità in più ti accusano di essere intollerante

    • Valeria Palazzolo ha detto:

      Ok. Ma non mi spieghi perché diamine secondo te noi dovremmo attribuire cultura dello stupro ai fumetti che hai citato. Continui a girarci intorno, invece per me è importante. Perché forse non ti è chiara la differenza tra mostrare sesso e mostrare cultura dello stupro.

      • Paolo ha detto:

        ti ho risposto sopra per ben due volte! Io non attribuisco nessuna rape culture ai fumetti che ho citato nè ai telefilm, è un certo modo di fare “critica socio-politica” nel web che grida “sessimooo” ogni volta che vede un paio di tette al vento in un film o in un fumetto sopratutto se la proprietaria delle tette è belloccia, io la differenza tra mostrare sesso e cultura dello stupro ce l’ho chiara, è il blog della signora Di Rienzo che fa confusione tra le due cose

  22. Valeria Palazzolo ha detto:

    Guarda, Paolo, non solo su questo non ti rispondo ma manco lo leggo, perché è evidente che non hai il minimo necessario di umiltà per ascoltare chi forse di queste cose (mica di tutte, ma di queste sì) se ne intende un filo più di te. Se tu facessi l’idraulico non tenterei di spiegarti come si riparano gli impianti e francamente se facessi l’idraulico penserei di perdere del tempo ad ascoltare uno che continua a cercar di spiegarmi come si riparano gli impianti.

    Piuttosto, perdonami, ma la tua risposta sui fumetti è assurda. Vuol dire che proprio non hai capito. Provo a rispiegare senza saltare passaggi.

    1. La tua idea è: i fumetti NON possono diffondere cultura dello stupro.

    2. Per avvalorare la tua idea, citi tre fumetti. Si dà il caso che proprio quei fumetti che hai citato, che io conosco bene, NON possano diffondere cultura dello stupro, essendo anzi almeno due di loro più o meno dichiaratamente antisessisti. Quindi, la domanda è: perché li citi?

    A. Li citi perché , come a volte fai, ti conviene argomentare in modo scorretto: proprio quelli non diffondono cultura dello stupro né sessismo, quindi pensi di poter aver ragione così. Un po’ come se qualcuno protestasse per l’estinzione degli uccelli e tu continuassi a ripetere che le città sono invase dagli storni.

    B. Li citi, e questa è un’ipotesi più interessante, perché non ti è chiarissimo il concetto di sessismo e cultura dello stupro, e in fondo covi l’idea, abbastanza diffusa, che le femministe siano un branco di sessuofobe.
    Quindi scambi il sesso o il nudo, che occasionalmente sono presenti in questi fumetti, come un’attribuzione di cultura dello stupro. Siccome Lilith è spesso rappresentata a seno nudo, tu pensi che sia questo che ci scandalizzi. Invece non ce ne frega una mazza. Siccome Julia e Dylan ogni tanto vanno a letto con qualcuno (Julia pure troppo poco, secondo me) pensi che questo ci turbi. Invece noi facciamo il tifo. È’ ben altro, scusa, che fa incazzare.

    La mia conclusione è che tu probabilmente hai fatto novecentonovantamila interventi su questo blog senza avere capito che cosa si intenda per cultura dello stupro.

    • Paolo ha detto:

      io non penso affatto che le femministe siano sessuofobe: elisabeth badinter non lo è, nadine strossen non lo è, loredana lipperini non lo è, non credo che ricciocorno lo sia, tantissime non lo sono (MacKinnon e Andrea Dworkin lo sono un pochino secondo me). Detto questo, sul web, nei commenti delle pagine facebook femministe ho letto commenti che accusano di sessismo il trono di spade perchè ci sono i nui e perchè oddio Martin ha rappresentato un medioevo fantasy non disneyano dove ci sono tantissime violenze efferate stupro compreso, leggo gente che parla di “porno più o meno soft che ha invaso il mainstream” e sta parlando anche di telefilm, non solo di spot (fin lì sarei d’accordo), leggo gente che se la prende con i vestiti delle super-eroine, per me questo modo di affrontare la questione è un errore e ha un che di sessuofobico.

      “Siccome Lilith è spesso rappresentata a seno nudo, tu pensi che sia questo che ci scandalizzi”

      io non penso che scandalizzi proprio te; però sul web ci sono blog che si definiscono femministi che non si scandalizzerebbero ma che storcerebbero il naso e parlerebbero di sessismo non solo per via del seno nudo ma perchè è nuda e fisicamente bella, ecco io polemizzo contro questo modo di pensare

  23. andrea c ha detto:

    “Andrea, forse ti sfugge che lo stupro (come le molestie in strada) ha molto poco a che vedere con il sesso e molto a che vedere con il senso di potere che si ottiene nell’umiliare la vittima. E non lo dico io, ma pacchi di letteratura ufficiale”

    Ma chi l’ha detto che lo stupro ha molto poco a che vedere col sesso? letteratura ufficiale FEMMINISTA?
    Secondo la psicologia evoluzionista, il motivo principale dello stupro è proprio il sesso(del resto esistono tanti modi per umiliare ed esercitare potere su un’altra persona, che non hanno nulla a che vedere con il sesso, se lo stupro non avesse motivazioni prevalentemente o esclusivamente sessuali non si capisce perché mai per gli stupratori è tanto importante infilare il pene in vagina, e venire dentro quando possibile!) , e in ultima istanza la competizione riproduttiva(ovviamente questo in maniera inconscia, non è che un branco di adolescenti arrapati si violentano a turno una coetanea pensando che è un’occasione di trasmettere il proprio DNA. Semplicemente secondo la teoria evoluzionista in alcuni contesti lo stupro sarebbe una strategia efficace per ottimizzate le proprie chance di riproduzione. Per questo lo stupro è un comportamento che si è conservato in tutti i popoli umani, indipendentemente dalle differenze culturali)

    Personalmente non credo che la teoria evoluzionista sia esaustiva e possa spiegare tutte le varie sfaccettature del problema, però sono convinto che sia un ottimo punto di partenza che tiene conto della realtà(la stragrande maggioranza degli stupratori eiaculano in vagina, dire che non c’entra niente col sesso è voler negare una lapalissiana evidenza!)
    Se si vuole combattere davvero il problema, è fondamentale partire dalla realtà dei fatti, dare la colpa alla pubblicità al massimo potrà servire a censurare quella pubblicità, ma non cambia niente.

    Dunque come ridurre la tendenza allo stupro? A mio parere la strategia principale dovrebbe essere quella di rendere lo stupro socialmente molto sconveniente!
    Se a stuprare una ragazzina in un garage si rischia meno che a spacciare droga o scippare portafogli ai turisti, se pure i genitori la considerano una bravata giovanile, una roba poco più grave che imbrattare i muri con le bombolette, è brutto dirlo, ma diventa un “AFFARE CONVENIENTE”
    Al prezzo di una ramanzina e due-tre mesi di servizi sociali, un gruppo di adolescenti sfigati può spassarsela e sfogare tutta la libido straripante tipica dell’età con una coetanea, fare cose che non potrebbero mai fare gratis. Perché trattenersi?
    Per quegli adolescenti che per vari motivi(socio-economici, psicologici ecc..) sono più predisposti allo stupro, la paura della sgridata svogliata dei genitori(che in fondo pensano, “so ragazzi, chessarà mai!”) non basta come deterrente, ci vorrebbe una pena esemplare, almeno 8-10 anni di carcere vero!

    Poi volendo possiamo discutere all’infinito di educazione, di influenze sociali negative, e persino di pubblicità(son d’accordo che la pubblicità di D&G è di pessimo gusto, ma non credo proprio che possa avere l’effetto di indurre qualcuno allo stupro!), ma alla base ci deve essere un deterrente(penale e sociale), altrimenti sono solo chiacchiere!

    Se invece si vuole strumentalizzare il problema degli stupri, per ottenere altri obiettivi politici(ad esempio la censura della pubblicità, le quote rosa, ecc…) è un altro discorso…

    P.S. per chi volesse approfondire le teorie della psicologia evoluzionista sullo stupro, consiglio di leggere questo: https://www.mta.ca/~ogould/FLIPS/Flips5McKibbin.pdf

    • Vale ha detto:

      Adoro il fatto che tu abbia simpaticamente ignorato la mia domanda circa gli stupri con coltelli, bottiglie o altri oggetti…
      Mi è piaciuto anche il non tanto sottile riferimento a una letteratura addirittura definita FEMMINISTA in maiuscoletto, come se esistesse un complotto massonico. Visto comunque che sei onnisciente, ma di fonti scientifiche ne citi poche, le molestie (che non implicano nessuno scambio di DNA) come le giustifichi? Come gli stupri fatti con oggetti terzi, cioè ignorando bellamente il punto?

    • Paolo ha detto:

      e gli stupri di maschi su altri maschi che avvengono nelle carceri dove non c’è nessuna vagina in cui eiaculare come li spieghi andrea? Lo stupro è dominio, è sopraffazione che si serve del sesso ma non è sesso, non centra il desiderio sessuale.
      Che ci vogliano pene più severe per chi stupra sono d’accordo, ma chi stupra non ha un desiderio sessuale esorbitante, ha solo voglia di umiliare e dominare. Il vero sesso è quello consensuale, che peraltro in occidente è molto facile da ottenere per fortuna, quindi se dei ragazzi, peraltro fisicamente non proprio brutti, stuprano è perchè vogliono dominio violento, non vogliono sesso

    • IDA ha detto:

      Non esiste solo la Psicologia evoluzionista, ci sono anche altre discipline forse più serie e scientificamente più attendibili. Considerano nell’evoluzione, solo e unicamente la competizione come unico fattore evolutivo, e sappiamo che non è così, la competizione è un fattore tra i tanti e nemmeno il più importante, tanto che se l’evoluzione dell’uomo era basata solo sulla competizione, forse si sarebbe estinto migliaia di anni fa.
      Quello che la psicologia evoluzionista ignora che nella specie umana non esiste solo il maschio, che non esiste solo il maschio che ha interesse a tramandare il proprio patrimonio genetico, e che la biologia non agisce in funzione dell’interesse di un solo genere ma dell’intera specie. Poi c’è anche la cultura, e l’uomo è un organismo bioculturale, come ho detto, nell’uomo, anche mangiare e bere è cultura anche se risponde ad un bisogno naturale.
      Lo stupro si è “conservato” in tutti i popoli umani di diverse culture, si è vero, ma hanno una cosa in comune, questi popoli, sono basati sul dominio e la sottomissione della donna. Quindi il punto qual’è la sottomissione della donna o la biologia del maschio?

  24. ... ha detto:

    “In natura il conflitto sessuale riguarda principalmente il numero di accoppiamenti e, laddove vi sono, la suddivisione delle cure parentali. L’intensità del conflitto sessuale e le particolari forme che esso assume nelle diverse specie animali dipende poi dall’ecologia e dalla morfologia delle specie, dalla loro modalità di riproduzione e dalle modalità di fecondazione. Per ciò che rigurada il numero dei partner sessuali, nella maggior parte dei casi il numero di partner sessuali ideali per un maschio e per una femmina non coincidono. I maschi, di conseguenza, se ne hanno la possibilità cercano di forzare le femmine ad accoppiarsi ad una frequenza maggiore di quella che sarebbe ottimale per loro, attraverso forme diverse di coercizione sessuale. Lo stupro, la forma più estrema di coercizione sessuale, è diffuso in numerose specie animali. Un esempio è rappresentato dagli oranghi. In questa specie i maschi sub-adulti vengono rifiutati dalle femmine, anche se sono sessualmente maturi. Questi maschi si spostano continuamente nella foresta cercando le femmine, molestandole e aggredendole per forzarle ad accoppiarsi. Negli elefanti marini, i maschi subordinati hanno un’unica possibilità di accoppiarsi. Allontanare le femmine dall’harem del maschio dominante, organizzando attacchi di gruppo durante i quali afferrano con i denti le femmine, molto più piccole di loro e le trascinano violentemente lontano dal maschio dominante. Le femmine rimediano spesso ferite e i piccoli vengono schiacciati o rischiano di non ritrovare la madre quando la confusione è finita. Uno dei caratteri più crudeli che si siano evoluti nei maschi per effetto del conflitto sessuale è probabimente l’organo copulante perforante che si osserva nelle cimici dei letti (genere cimex). In questo gruppo di insetti ematofagi, i maschi hanno sviluppato un organo copulatore che ha la forma e la funzione di un ago ipodermico. Con questo pene appuntito i maschi perforano la parete corporea della femmina, e le iniettano gli spermi direttamente nella cavità corporea”. Tratto da Andrea Pilastro – Sesso ed evoluzione. Potrebbero essere anche tutti fatti inventati o proiezioni, chissà.

    Ora, al di là di ciò che si conosce della natura, che non è il punto, vorrei capire intanto perché se io propongo una descrizione del comporamento umano diventa una giustificazione, mentre se la proponi tu non lo è. Qual è la differenza? È anche un po’ fastidioso e pure offensivo che a fronte di una discussione in cui si portano argomenti alla fine sei arrivata a dirmi che sto giustificando lo stupro. Poi vorrei capire chi ha tirato in ballo le funzioni biologiche, ma anche fosse qual è il problema? Se fosse una funzione biologica cambierebbe qualcosa? No, e allora perché mi dici queste cose? Ma poi tu che ne sai che il piacere non sta nel rapporto sessuale, ma nel dominio? Su quali prove ti basi? Come fai ad essere così testarda nel non ammettere che se una persona ti forza è perché vuole ottenere del sesso, e che evidentemente l’obiettivo è il sesso e lo stupro un mezzo per ottenerlo? Hanno intervistato alcuni ragazzi che parteciparono al genocidio rwandese. Costoro hanno detto chiaramente di aver partecipato per poter finalmente avere le donne, per poterci fare sesso. Quante volte capita che uno ti accompagna a casa e poi ti ricatta oppure cerca di impietosirti? Sono strategie per ottenere il dominio o è la voglia di sesso? E cercare di fare ubriacare le ragazze o andare in discoteca o alle feste dove si ubriacano da sole? È la ricerca del dominio o è la voglia di sesso? Ti basta? O vogliamo continuare ad arrampicarci sugli specchi e ribadire convinzioni arroganti sulle motivazioni altrui, chiaramente espresse? Che poi non capisco neanche perché lo fai, dato che non cambia nulla.

    • IDA ha detto:

      Nel mondo scientifico ci sono diverse posizioni, c’è chi vede nei rapporti degli animali unicamente degli stupri, e chi no, diciamo è una questione controversa come quella degli oranghi e dei delfini.
      Il grillo arpiona la femmina con gli uncini che ha sulle zampe, quindi grilli stuprano, la mantide si mangia il maschio, non so cos’è questo, ma è un comportamento sessuale che potremmo adottare. Comunque se si vuol vedere in questo stupro, come nel comportamento degli oranghi, bene che stupro sia considerato. Allora si deve sostenere chè l’uomo in quanto animale è uno stupratore, che tutti gli uomini sono dei potenziali stupratori, e lo stupro fa parte del sesso e quindi è un bisogno primario, di soluzioni ne esistono solo due, una quella storica e largamente praticata nel mondo, cioè la segregazione della donna, due inibire la sessualità maschile. Quindi diventa disumano, anche condannare uno stupratore perchè risponde ad un bisogno primario come mangiare e bere. Se è una funzione biologica, perchè condannare lo stupratore?
      Si effettivamente questa discussione non ci porta da nessuna parte.
      Se una persona forza un’altra per avere sesso lo fa per avere sesso, ma sta esercitando un dominio. Il dominio si basa sul sesso, la subordinazione della donna si fonda sul sesso. Ma il problema non è il sesso è il dominio.

      • Paolo ha detto:

        appunto, è solo dominio lo stupro, non sesso

      • ... ha detto:

        Io ti ho portato esempi di stupri nel mondo animale per confutare la tua idea che lo stupro sia un comportamento umano. E basta. Da questo, puoi accettarlo o meno, non è un problema, non si può trarne tutta la catena causale che tu fai, che è un sillogismo completamente assurdo che non ha nulla a che vedere con il mio commento e soprattutto con la realtà.

        Paolo, se non te lo avesse mai detto nessuno, stupro significa sesso non consensuale. Niente sesso, niente stupro. Spero che avrai l’accortezza di non rispondermi che non è vero sesso.

      • IDA ha detto:

        Intanto io non ho detto che lo stupro, è assente nel mondo animale, ma sono eccezioni, certo per Andrea Pilastro tutti gli accoppiamenti nel mondo animale sono coercitivi, ma la sua è una visione antropocentrica e androcentrica per lui anche i gatti usano lo stupro, perché il maschio tiene ferma la femmina per il collo. Comunque non tutta la zoologia condivide queste posizioni. Etologi evoluzionisti vari, ritengono che quando uno nasce è già predefinito biologicamente una sorta di memoria genetica. Altri sostengono che quando uno nasce è tabula rasa, e qui sono importanti i neuroni a specchio nella prima fase dello sviluppo sia nell’uomo che nelle scimmie.
        Nessuno nega la componente sessuale, ma la funzione sessuale. Poi nella risposta a Vale parli di soggettività e cultura. Quindi la riconosci l’importanza della cultura e della soggettività.
        Riassunto: Lo stupro come elemento biologico vuol dire che uno è nato già predefinito e la soggettività e la cultura non c’entrano nulla. Oppure è un comportamento, come io credo, acquisito dall’ambiente e quindi entra in gioco anche la soggettività, il vissuto, i messaggi che riceve..
        Lo stupro esisteva anche prima dei media, ma nessuno ha detto che i media sono gli unici responsabili. I media sono nati in una società dove lo stupro già esisteva. I media comunicano dei messaggi, questi messaggi possono essere positivi o negativi. L’oggettivazione sessuale, siamo certi che non ha nulla a che fare con i media e niente a che fare con lo stupro?

      • Vale ha detto:

        Io insisto, magari prima o poi qualcuno si degnerà di rispondermi. Come ci entrano le molestie e lo stupro tramite oggetti (o quello fatto fra appartenenti allo stesso sesso, magari in prigione) in questo vostro bel quadretto? Ah, già, non ci entrano. Nelle scienze, se un fatto confuta una teoria, significa che quella teoria è da buttare.
        Ritentate, signori.

      • Paolo ha detto:

        ma poi nessuno spiega perchè esistono ragazzi di bell’aspetto (che nella società occidentale potrebbero ottenere sesso consensuale senza particolare fatica) che stuprano..perchè? perchè nello stupro la componente del dominio violento è più forte di quella sessuale

      • ... ha detto:

        Vale, non mi risulta che tutti gli stupri avvengano tramite oggetti, quindi il tuo esempio non può essere rilevante per confutare l’idea che lo stupro abbia a che fare con il sesso. Ti faccio notare che nessuno nega che abbia a che fare anche con il dominio, ma solo che non si può escludere la componente sessuale. Tra parentesi gli stupri fra persone dello stesso sesso sono un rinforzo a questa idea, soprattutto quando avvengono in condizioni di convivenza forzata e di frustrazione sessuale, per non parlare del fatto che in varie specie sono stati osservati comportamenti omosessuali. Le molestie e gli stupri tramite oggetti si spiegano con il fatto che ogni individuo ha una sua storia e una sua personalità, e che a differenza che nelle altre specie la componente culturale gioca un grande ruolo, senza però dimenticare l’elemento del sadismo, che associato in certi casi alla misoginia produce questi eventi. E in ogni caso se l’oggetto viene usato per violare le parti intime di una persona è evidente che c’entra il tipo di immaginario sessuale di chi stupra. Ma se una persona vive l’esperienza sessuale come esperienza di sopraffazione non si può negare che sta vivendo un’esperienza sessuale, altrimenti non si capisce il problema, che è appunto come viene vissuto il sesso fra gli uomini, cosa che è ben radicata nella nostra società da molto prima che i media cominciassero a esercitare una certa influenza.

      • Vale ha detto:

        Dici che qualcosa “dimostra”, ma non porti articoli scientifici a sostenere le tue tesi. Già solo questo blog linka tonnellate di articoli (scorri qualche post) che invece provavo la componente sociale e di dominio. Qualcosa non va col tuo ragionamento, ma si sa, accettare che viviamo in una società misogina è sempre difficile. Mi stupisco solo che lo sia più per gli uomini, che per le donne. Strano, no?
        Comunque Paolo chiedeva come mai ragazzi ricchi e di bell’aspetto (leggi: che possono trovare donne a palate) stuprino…

    • Antome ha detto:

      Ora passo e chiudo e lascio rispondere altre/i, ma allora come si spiega la repressione storica delle donne sessualmente entusiaste ed attive? In base al tuo discorso e alla psicologia evoluzionista non sarebbe proprio quello che gli uomini vogliono?
      Pensiamoci bene.
      Quindi ne deduco che esisterebbe questo antagonismo per cui le donne fanno sesso il meno possibile e gli uomini cercano di farlo il più possibile.

      • Paolo ha detto:

        la repressione delle donne sessualmente esuberanti (e la stigmatizzazione delle prostitute) si spiega storicamente così: gli uomini (non tutti, non sempre, ma comunque molti) vogliono essere certi della paternità dei figli e hanno scelto ei secoli di assicurarsela reprimendo l’erotismo e il desiderio sessuale delle donne, una donna che va con molti uomini era ritenuta un pericolo in quanto rischiava di introdurre un seme “illegittimo” nella famiglia

  25. Sandra ha detto:

    Lo stupro è una forma di tortura, definirlo sesso equivale a dire :un tossico ruba la valigetta al medico sta facendo automedicazione. Con i tuoi commenti stai diffondendo la “cultura dello stupro” spero che in un futuro non molto lontano sia considerato un reato.
    I maschi non hanno nessuna potenza sessuale che li padroneggia siete solo invigliacchiti a causa dei vostri privilegi, basta con queste idiozie sulle dinamiche di gruppo, elefanti marini e insetti vari

    • Vale ha detto:

      Ricordo con orrore un commento su questo stesso blog in cui un individuo pene-munito (definirlo uomo sarebbe un’offesa enorme per tutti gli uomini) diede in escandescenze perché, se fosse nato cento anni prima, la società gli avrebbe dato una donna in dotazione (manco fosse un diritto!), mentre ora è costretto a pagare le prostitute perché le donne non lo vogliono (e visto come pensa, mi domando perché! [Sarcasmo]).
      Possono raccontarla finché vogliono, alla fine il discorso rimane stesso. Si sentono defraudati di qualcosa che PENSANO che gli spetti e, come rivalsa, torturano le donne. Altro che sesso, rimane tortura.

      • Sandra ha detto:

        Si Vale alcuni commenti più di altri anche per me sono stati come macigni, mi hanno dato la consapevolezza di quanto disprezzo circonda noi donne, non siamo pienamente considerate esseri umani , è incredibile ma è così.

  26. ... ha detto:

    Ida, l’interazione fra geni e ambiente vale per tutti gli esseri viventi. A parte questo dire che è un eccezione o è la norma non ha alcuna rilevanza in questa discussione, poiché io ti ho solo detto che è un comportamento presente nel mondo animale. Curioso poi come uno studioso che riporta esempi di stupri nel mondo animale sia tacciato di androcentrismo. Per quanto riguarda lo sguardo antropocentrico mi ricordi tutte le dispute sulla sofferenza animale, oggi ridicolizzate come meritano. Ma passiamo oltre. Evidentemente lo stupro è un comportamento, come ti ho scritto dal mio primo commento, e non avrebbe senso parlare di elemento biologico (ma che te lo dico a fare, se tu neanche leggi quello che uno scrive e poi lo interpreti come ti pare?). Il motivo per cui ho tirato in ballo il mondo animale è perché tu hai fatto riferimento alla natura, e per obiettare all’idea che per capire questo comportamento si possa far riferimento alla storia dell’uomo. La conseguenza di ciò non è ovviamente, ma a questo punto bisogna pure ribadire le virgole, che sia accomunabile a un elemento naturale come la grandine, ma che è nell’ordine delle cose che se un individuo vuole una cosa ha fra le sue possibilità di provare ad ottenerla con la forza. Questa è la parte immodificabile della faccenda, insieme con il fatto che gli individui, le persone in questo caso, vogliono delle cose. Non capire che le persone volendo del sesso possano ottenerlo con lo stupro è per me un mistero, ma non insisto oltre.

    • IDA ha detto:

      “Ida, lo stupro non è un comportamento umano, è un comportamento animale, non nasce con l’uomo e non finirà con l’uomo. è un comune errore questo di confondere le dinamiche socio-culturali che hanno a che fare con lo stupro col pensare che sia un comportamento socio-culturale…..” Questo se non sbaglio lo hai scritto te. Bene, forse l’ho male interpretato.
      Il professore Andrea Pilastro lo conosco, ho letto alcuni suoi lavori, conosco il suo pensiero, per questo ho espresso quei giudizi, che sono tipici della sua corrente di pensiero.
      Cercare di ottenere, un qualcosa, che si desidera anche con la forza, può far pensare a un qualcosa di istintivo, primitivo e animalesco, ma è molto umano e necessita di una capacità di astrazione.
      Lo stupro per ottenere sesso, mi sembra che limiti e sminuisca il ruolo e l’importanza dello stupro. Lo stupro nella storia della nostra società è sempre stato una forma di controllo della donna, che ha recluso le donne, la prostituzione è stupro, lo è stato fin dalle origini. La tratta ad essa collegata, è stupro. Gli stupri di guerra, anche se vietati dalla convenzione di Ginevra sono tutt’ora praticati, hanno lo scopo di umiliare, di sancire la sconfitta del nemico, di lasciare un marchio nelle generazioni future, nelle donne e nei figli nati dallo stupro. In più la ricompensa per avere combattuto, la donna è il bottino di guerra, è l’oggetto che ricevi in premio per aver combattuto, non una persona, ma la fica del nemico.
      Lo stupro è un atto di prepotenza, di sopraffazione che esprime una volontà di dominio, dell’uomo sopra la donna e si ripete identico da millenni. Per me lo stupro ha questa definizione.

      • Antome ha detto:

        Se il sesso, per questa prospettiva è infatti ridotto ad una “cosa” in palio da ottenere, va da sè che segue che lo stupro è un mezzo per ottenerla, con la forte implicazione che chi non stupra abbia semplicemente trovato un mezzo diverso per ottenerla, come se tutte le attenzioni verso una donna fossero quindi finalizzate a quello e la prostituzione non fosse che lo scambio diretto. Non stupisce quindi la prospettiva Mgtow per cui la relazione si riduce ad una contabilità delle spese (ma che razza di relazione è, quella dove spende e fa regali solo l’uomo, tra parentesi?), in rapporto al sesso, con la solita scontata conclusione che si spenderebbe meno con le prostitute :D. L’idea di donna risorsa e bottino di guerra è la conclusione di questa prospettiva, sottolineo, culturale.

  27. Spasmo ha detto:

    Prendo spunto dal commento del signor puntini puntini per evidenziarne le conseguenze. Se veramente la violenza è di genere e lo stupro va annoverato fra i comportamenti umani come una modalità sessuale spontanea ottenuta con la forza [e mi sembra di capire, legittimata per questo], allora la riduzione della violenza di genere va ottenuta con un aumento della violenza sugli uomini da parte delle donne.
    O ci si concede una cosa del genere, oppure è sbagliata una delle due premesse: che la violenza sia di genere o che lo stupro abbia una qualche legittimità. Ricciocorno parla di “cultura dello stupro” non a sproposito, a quanto pare.

    Bisogna vedere se la violenza sia di genere, cioè se veramente si abbiano più stupratori che stupratrici. Attualmente non si hanno molti dati per fare un confronto, poiché gli studi relativi alla violenza sulle donne sono numericamente superiori agli studi relativi alla violenza sugli uomini. Qualche studio è stato fatto a Siena…

    • ... ha detto:

      per curiosità, in quale parte dei miei commenti ho inteso legittimare lo stupro?

      • Spasmo ha detto:

        Da nessuna parte. Però presupponendo che tutti abbiano il diritto ad una vita sessuale, dicendo che lo stupro è un mezzo per ottenere sesso, potrebbe conseguire che tutti hanno il diritto di stuprare.
        Legittimato secondo questo criterio. Il che non significa che i tuoi commenti legittimassero lo stupro, ma che spiegassero il fenomeno nel suo modo di autolegittimarsi.

      • ... ha detto:

        non bisogna confondere i piani. I fatti possono spiegare un fenomeno, ma non possono essere posti alla base di un ragionamento morale (esempio: la sperimentazione sugli animali può essere o meno sensata scientificamente, e ci sono prove inconfutabili; ma questo non ci dice nulla sulla sua legittimità). Diritto e legittimità sono concetti che vanno sostenuti con altre basi, ma in natura non esistono, quindi il presupposto cade in relazione ai fatti. Lo stupro, essendo una negazione intrinseca del diritto altrui, non può essere accettato proprio in virtù del presupposto per cui tutti hanno diritto a una vita sessuale.

      • Spasmo ha detto:

        Ho capito.

  28. ... ha detto:

    Vale, per quanto riguarda l’esempio di Paolo, è dello stesso tipo del tuo di esempio, e non ha senso. Primo perché appunto se anche fosse vero spiegherebbe il comportamento solo il comportamento degli uomini di bell’aspetto, che non sono gli unici a stuprare; secondo, ben più importante, perché anche gli uomini di bell’aspetto possono essere rifiutati e così come gli altri animali hanno specifici interessi verso specifici individui, non un generico interesse per il sesso. Se un uomo di bell’aspetto mette gli occhi su una donna e la vuole non va a pensare che potrebbe averne di altre, se è fatto in un certo modo. Ti faccio notare ancora una volta che ho parlato di componenti socio-culturali fin dal mio primo intervento, e che anche per quanto riguarda le osservazioni sulle altre specie animali ci sono componenti sociali che determinano il tasso di violenza e di stupri, e che ho parlato di dominio *e* di sesso. Per quanto riguarda le prove scientifiche ho portato quelle che confermano che lo stupro è presente nel mondo animale. Per quanto riguarda il fatto che lo stupro abbia a che fare con il desiderio sessuale vorrei capire che tipo di prove scientifiche potrei portare, se non basta l’evidenza. Oppure dovresti dirmi che gli uomini si eccitano solo perché stanno dominando una persona, però misteriosamente per farlo hanno bisogno di forzare un accoppiamento. Un po’ paradossale…

  29. Spasmo ha detto:

    Non ci avevo mai pensato, ma ho deciso. Se una donna mi minacciasse con un’arma per costringermi al sesso non gliela darei vinta: mi farei uccidere. Contro un gruppo tenterei lo stesso di farmi uccidere, non prima di averne portate alcune all’inferno con me.

  30. ... ha detto:

    Vale, l’esempio di Paolo, anche fosse corretto – e non lo è, poiché anche gli uomini di bell’aspetto possono essere rifiutati e poiché Paolo ha un’idea tutta sua di come ragionano le persone, come se un uomo nel momento in cui desidera una donna si mettesse a pensare che il mondo è pieno di donne – spiegherebbe solo il comportamento degli uomini di bell’aspetto (e in ogni caso non ha alcun senso ipotizzare una psicologia degli uomini di bell’aspetto) . Quindi siamo al punto di prima con le confutazioni. A parte ciò ti faccio notare che fin dal mio primo commento parlo di dinamiche socio-culturali e che non nego la componente del dominio. Ho portato prove che dimostrano come esista anche in altre specie. Ora spiegami quali prove dovrebbero dimostrare che c’entra il piacere sessuale e l’ottenimento del rapporto sessuale, se non è sufficiente l’eccitamento degli uomini. A meno che tu non mi dica che in realtà si stanno eccitando per il dominio, come se questo fosse una cosa eccitante in sé del tutto slegata dal piacere sessuale, che però guardacaso deve passare per un rapporto sessuale. Piuttosto paradossale. Poi non mi conosci, e vorrei capire da cosa hai inferito che non accetto che viviamo in una società misogina. Semplicemente la misoginia non può essere applicata alla totalità degli stupri, e non può essere il movente principale. Anche perché quando a molestare sono le donne poi che facciamo, parliamo di misoandria? Nelle molestie verso i minori? In quelle omosessuali? A me sembra più sensato pensare che la misoginia si manifesti in certe situazioni e faccia parte di alcuni soggetti nel loro movente, stante che la maggior parte dei misogini non stuprerà mai, ma che sia un fattore complementare e non basilare.

    • Paolo ha detto:

      le molestie verso i minori dimostrano che centra più il dominio che il sesso

      • Vale ha detto:

        Mai sentito parlare di sadomaso? A volte i due neppure si toccano, eppure ricevono appagamento “sessuale” comunque. Proprio dal dominio.
        In ogni caso, non serve fare una psicologia solo per gli uomini belli, era per dire che se fosse solo per la voglia di fare sesso, chi è mediamente in grado di ottenerlo non avrebbe bisogno di stuprare. Mi sembra il discorso dei “poveri uomini tristi, timidi e soli, COSTRETTI ad andare a prostitute”. E poi scopri che nella stragrande maggioranza sono uomini sposati… quindi i motivi devono essere altri.

      • ... ha detto:

        “Chiaro che c’entra il dominio, non capisco però perché si vuole escludere la componente sessuale”

        Questo l’ho scritto diversi commenti fa. Nel sadomaso il dominio è appunto un’espressione della sessualità. E visto che mi citi la prostituzione, penso che non si possano generalizzare le situazioni, ma che c’è una costante ben evidente, che però anche nella prostituzione si vuole negare. Intanto quando parli di costrizione stai mischiando le carte, anche se capisco il sarcasmo verso chi fa questo discorso, perché nessuno è costretto a pagare. Però il fatto che gli uomini sposati ci vadano, non nega che esistano uomini soli che ne hanno più bisogno di altri. Ma l’errore sta nel pensare che esista un bisogno uguale per tutti e non pensare alle differenze fra le persone. Gli uomini vanno con le prostitute per vari motivi, ma alla base ci vanno per fare sesso, perché gli piace. La cosa ha ancora più senso per gli uomini sposati, magari anche con amante, perché per essere sposato e avere un’amante devi amare molto il sesso, e quindi vai anche a puttane. Mentre è più facile che un ragazzo solo e timido non ci vada e preferisca farsi le seghe a casa, oltre al fatto che se ha difficoltà a provarci con le ragazze figuriamoci a fare sesso con una sconosciuta. Anche ammesso che trovi il coraggio di andare dubito che avrebbe la tranquillità che ci vuole per eccitarsi. Tutte le varie sfumature comunque prendono il via dalla stessa costante voglia di sesso, che chiaramente non esiste in astratto, ma si manifesta in soggetti che vivono in un contesto.

      • Vale ha detto:

        Giusto, sempre e solo gli uomini vogliono fare sesso, le donne mai. Altrimenti come si spiegherebbe l’offerta del mercato… sarcasmo anche qui, ma ho rinunciato a che tu colga il punto)

      • ... ha detto:

        Sempre e solo gli uomini lo scrivi te, e non capisco perché. Spiegami dunque questo punto, visto che sei tu a negare che gli uomini stuprano perché cercano sesso e cerchi di negarlo con l’obiezione che ci sono uomini di bell’aspetto che non ne avrebbero bisogno. A me non pare un’obiezione sensata. Tu fai confusione parlando di bisogno, così come analogamente fanno confusione quelli che parlano di bisogno per spiegare le motivazioni di quelli che vanno a prostitute, e poi cadono dal pero quando si scopre che ci vanno gli uomini sposati. Cioè, invece di pensare a come ragionano nella realtà le persone, spieghi i loro comportamenti dal tuo punto di vista.

      • Vale ha detto:

        Una delle scuse per colpevolizzare le vittime è quella di dire “tizio è bello e può avere tutte le ragazze che vuole, perché avrebbe dovuto stuprare?”. La risposta consolidata dagli studi è che la ragione è il dominio, più che i 5 minuti di ormoni (vedi quelli che stuprano tramite oggetti). Se tu continui a dirmi che lo fanno per il desiderio sessuale (stuprano anche donne di 90 ad anni o quelle considerate brutte), è chiaro che non vuoi capire. E non lo dico io, ma pacchi di letteratura scientifica.

      • Spasmo ha detto:

        Attenta Vale, che piglio la mia bacchetta magica e ti scravento contro una colpevolizzazione di quelle che ti lasciano il segno.

    • IDA ha detto:

      Interessante… quelli che vanno con le prostitute sono persone che amano il sesso? E quelli che non ci vanno? Perchè non tutti ci vanno, non amano il sesso? Ahh. già dimenticavo è una questione soggettiva. “Jack lo squartatore” era un amante del sesso incompreso. Forse era timido.
      Peccato, però che molte prostitute raccontano di certi comportamenti dei clienti, e non dimostrano di essere persone che amano particolarmente il sesso ma sopratutto le donne. Certamente non tutti i clienti sono così.
      Certamente, la prostituzione esiste per soddisfare i desideri del maschio, e questo cosa ci dice?

      • ... ha detto:

        Le persone vanno al ristorante perché gli piace mangiare. Quelli non ci vanno? Non lo sappiamo, ma le motivazioni di chi va al ristorante nulla dicono di quelli che non ci vanno, possiamo al limite inferire che non gli piaccia andare al ristorante. Scontato, più che interessante.

      • Spasmo ha detto:

        Se fai l’analogia donna-cibo Ricciocorno si arrabbia. E se lei si arrabbia non so cosa succede, ma qualcosa succede. Perché di solito le cose succedono. Perciò ti consiglio di modificare l’analogia “andare a prostitute/andare al ristorante” con “andare a prostitute/andare a teatro”.

      • Sì, sono nota per la mia tendenza a mettere in atto rabbiose rappresaglie 😂

      • Spasmo ha detto:

        Davvero? 😦

      • Paolo ha detto:

        l’analogia col teatro l’avrei preferita anch’io

      • IDA ha detto:

        Se una parte consistente del genere maschile pare oggi non vedere altra strada se non ripetere coattivamente un copione virile vecchio di millenni. A me non sembra scontato.
        Non manca neppure, inoltre, una declinazione sessualmente bulimica dell’identità maschile: un fenomeno riconoscibile senza difficoltà dall’enorme fenomeno della prostituzione comune e minorile. Lo stupro e la prostituzione ci parlano unicamente della sessualità maschile. E questo invece è scontato, ma rimane interessante, perché non ha senso poi parlare della corresponsabilità della vittima e scelta della prostituta.

      • Spasmo ha detto:

        Ida, non hai capito nulla né della prostituzione, né, soprattutto, del maschile. Sforzati di più e cerca di capire meglio gli uomini invece di valutare solo la superficie.

      • IDA ha detto:

        Non c’è molto da capire, gli uomini si palesano da soli. E spesso è anche tempo perso..

      • Spasmo ha detto:

        Ci dice che cerchiamo troppo spesso quel che quel che ci dice già qualcosa ci dice.

  31. IDA ha detto:

    Lo stupro non è un fatto privato, ma pubblico, riguarda i rapporti sociali e i rapporti tra i sessi. Solo di recente si parla di consenso della donna, fino a non tanti decenni fa il consenso della donna non era richiesto in nessun caso. Anche perché come diceva Erodoto se avessero voluto non sarebbero state stuprate. Oppure come dice questo giudice: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/non-potevi-chiudere-gambe-durante-stupro-domanda-che-1280618.html Questi sono miti che ancora resistono.
    Nello stupro chi subiva il danno era il padre o il marito della vittima. Nel diritto romano un uomo che aveva relazioni sessuali fuori dal matrimonio, con una donna sposata si definiva adulterium e con una donna non sposata stuprum da cui deriva il termine che usiamo oggi. Comunque per gli uomini sposati era lecito avere rapporti sessuali con donne senza ricorrere ai due reati, (adulterium e stuprum,) ed erano, le prostitute e le schiave.
    Se ci si pensa ancora oggi, i rapporti sessuali di un uomo sposato con prostitute e “serve”, sono considerati una scappatella.
    Rischiavano lo stupro tutte le donne in tutte le epoche storiche, dalle classi più umili a quelle più elevate. Gli autori potevano essere contadini o potenti di turno, uniti in questa pratica comune, controllo e dominio sulla sessualità femminile. Donne a cui non era richiesto il consenso per il matrimonio, ridotte in schiavitù nella prostituzione. Solo di recente, è riconosciuta in alcuni paesi occidentali una pari dignità tra uomini e donne, e quindi si parla anche di consenso della donna, ma questo non ci deve fare dimenticare il significato che aveva e continua ad avere tutt’oggi lo stupro. Si continua ad ignorare il consenso dell’altra persona perché non si considera un essere umano di pari dignità, ma un oggetto. Ed è qui che entra in gioco il ruolo dei media. Ma non voglio tediarvi oltre….
    “Gli uomini’ non sono stupratori, alcuni uomini lo sono, alcune donne lo sono. Stupratori non si nasce, si diventa, e lo stupro non è un ‘virus sociale’ inevitabile ma un’azione umana, frutto di contesti e di volontà. Perché essere crudeli è una scelta: chi sono i violentatori e qual è la storia di chi decide di umiliare e torturare sessualmente.” – Joanna Bourke- “Stupro. Storia della violenza sessuale”
    http://www.ibs.it/code/9788842097983/bourke-joanna/stupro-storia-della.html
    Per chi può interessare a pag 121 Joanna Bourke, dedica un intero capitolo alla “Psicologia Evoluzionista”.
    http://www.resistenzafemminista.it/stupro-una-lettera-di-joanna-bourke/

    • Paolo ha detto:

      sull’oggettificazione e i media ho già detto come la penso

    • Spasmo ha detto:

      Oh, IDA… Mi spiace dirtelo, ma non hai capito nulla. Non si tiene conto del consenso altrui non per “oggettificazione” – per la cronaca, non c’è altra realtà umana all’infuori del corpo, non c’è un’ “anima” ultraterrena o altre sciocchezze da cristiani -, ma perché semplicemente non si percepisce il dissenso; tutt’altro, si percepisce l’altra persona! Si “stupra” – ci vorrebbero 10 virgolette – perché si ha un’interazione umana. Altro che oggetti e oggetti. L’oggetto è una questione di medicina, non di stupro. Lo stupro avviene perché la donna è vista come donna… ma guarda un po’! Anche quelli che parlano di “mercificazione” si dimenticano della chiave di volta relativa al feticismo della merce, si dimenticano del fatto che la merce non è un “oggetto”, ma un mondo vitale…

      • Spasmo ha detto:

        E per inciso… il reato di “stupro” andrebbe abolito, ammesso che esista.

      • Paolo ha detto:

        tu sei pazzo

      • Paolo ha detto:

        è un Mra? Allora non mi sono allontanato molto dalla verità

      • IDA ha detto:

        “Non si tiene conto del consenso altrui non per “oggettificazione” […]ma perché semplicemente non si percepisce il dissenso; tutt’altro, si percepisce l’altra persona!”
        Il dissenso, si percepisce solo se siamo in grado di percepire l’altra persona. Se si percepisce la persona, vuol dire che siamo in grado di percepire anche il dissenso, se non lo si percepisce, è solo perché non lo vogliamo percepire. Quindi c’è una volontà, di non percepire il dissenso.
        “Si “stupra” […]perché si ha un’interazione umana.”
        Interazione= Azione, influenza reciproca tra due o più persone. Sinonimo: reciprocità.
        In sociologia, perché logicamente non si sta parlando ne di chimica neppure di fisica o meccanica quantistica, ma di rapporti umani, In sociologia si intende una sequenza dinamica di atti sociali fra individui, o gruppi che modificano le proprie AZIONI E REAZIONI a seconda delle AZIONI dei soggetti con cui interagiscono.
        E qui ci casca l’asino, l’asinello e il ciuco. “Si “stupra” […]perché si ha un’interazione umana.” Vuol dire solo, che lo stupro è la risposta ad una azione della vittima. Lo stupratore è stato provocato. Quando si parla della cultura dello stupro, non è mai a caso.
        “L’oggetto è una questione di medicina, non di stupro.” –
        Oggetto= una cosa concreta, materiale, percepita dai sensi. In filosofia è tutto ciò che è esterno dal soggetto. In medicina, non so cosa voglia dire.
        “Anche quelli che parlano di “mercificazione” si dimenticano della chiave di volta relativa al feticismo della merce, si dimenticano del fatto che la merce non è un “oggetto”, ma un mondo vitale..”
        La mercificazione vuol dire ridurre a merce di scambio, o oggetto di consumo, valori che di per se non hanno una natura commerciale. Mercificazione del corpo femminile, vuol dire, ridurre, la persona, cioè un individuo, un essere umano, fatto di carne e ossa, con le sue speranza, sogni, illusioni e desideri, ridurla in merce di scambio, in oggetto di consumo e una donna diventa fica. Se la persona rimane un soggetto di diritto, la fica diventa un bene di scambio, un’oggetto, una merce e risponde solo alle leggi di mercato. Questa è la mercificazione.

  32. Paolo ha detto:

    continuo a pensare che nello stupro, il dominio violento conti più della componente sessuale

  33. Spasmo ha detto:

    Vi descrivo la mia serata tipo di sesso. Vi importa perché sono fico e sono un galantuomo.
    Entro nel locale. Tutte le ragazze si voltano a guardarmi. Tutti i ragazzi si deprimono. Tutte le ragazze diventano aggressive e pronte a saltarmi addosso. Cominciano poi a fare a pugni tra loro. Alla fine vengono a casa mia 12 sopravvissute e le castigo tutte e 12.
    Poi di solito mangio 12 uova, 3 bistecche, 4 piatti di pasta e 28 banane. E mi metto a dormire.

    • Le “castighi”? Il sesso come punizione?

      • Spasmo ha detto:

        Certo, loro si comportano male per ottenermi ed io le “castigo” simbolicamente lasciandole stordite e stanche. Che pensavi? Per carità, i giochini strani ci stanno ogni tanto, sia a prenderle che a darle, ma troppo no…
        Ma comunque io le castigo per il loro eccesso di desiderio e loro castigano me per il mio essere troppo figo. Infatti dopo ho bisogno di un grande nutrimento.

      • Spasmo ha detto:

        No, scherzo. Di solito non ce la fanno loro a castigarmi. Anche dopo una notte di sesso sfrenato avrei energie per altre tre notti. Mangio tanto solo per aumentare la sensazione di appagamento.
        Dipende forse dai miei geni arabeggianti.

      • IDA ha detto:

        “Castigare” è un verbo usato nella pornografia. Soprattutto nei siti Italiani, dove danno una descrizione del filmato, e sono tipo: (copio e incollo) “Descrizione: la moglie di questo filmato rompe i coglioni al marito che guarda un giornale con le donne nude. la donna si incazza molto ma il marito la castiga chiavandola con foga con il suo bel cazzo duro lo ficca nel culo.” Ad essere castigate in genere sono le mogli, vacche, zoccole e troie e poi qualcuno dice che la pornografia non è sessista.
        Ma anche in quelli americani, troviamo titoli tipo: “blonde wife chastised by two bbc” oppure “wife chastised by two blacks cocks”. Probabilmente “Spasmo” si è fatto una cultura tra siti porno.

  34. Spasmo ha detto:

    Spesso mi chiamano “puttano”, “zoccolo”, “troio”, quando non mi chiamano proprio “troia” o “zoccoletta”. Ma a me non dà fastidio. Sono un uomo. A un vero uomo non danno fastidio queste cose.

    • Ma per favore. Puttano… ma chi?

      • Spasmo ha detto:

        Per primi i miei parenti. Mia sorella e mio padre. Mia madre stranamente no. Le mie amiche mi hanno per lo più chiamato “troia” o “zoccoletta”… Ma non mi hanno mai dato fastidio questi appellativi. Anzi, mi hanno sempre fatto sentire lusingato.

      • Vale ha detto:

        A questo punto getto le armi. Ma sei vero o sei un troll? O.hai 14 anni, seriamente. Che senso hanno questi tuoi commenti? Anche venirci a scrivere qui le tue fantasie da teenager, ma sul serio? Con i ragazzi che si deprimono??? Non fossi basita, starei ridendo da dieci minuti. Sarà che i tizi troppo convinti li trovo ridicoli…

      • Spasmo ha detto:

        Vale… Quali ragazzi che si deprimono? Di che parli?
        Vengo qui a raccontarvi queste cose perché mi piace espormi.

  35. andrea ha detto:

    l’unico modo di discutere con le femministe è venire a cercarle nei loro safe space dove in forza del loro numero possono ricorrere a fallacie logiche e disonestà intellettuale a profusione, caratteristiche del loro culto dogmatico, in tutti gli altri spazi le prendono di santa ragione, dialetticamente parlando. non potendo competere nel campo della logica e dei fatti, stanno cercando allargare la definizione di molestie a qualsiasi critica nei loro confronti, come Anita Sarkeesian e Zoe Quinn, che al cospetto dell’Onu, chiedono di inasprire la censura su internet.
    fortunatamente c’è una salutare e diffusa opposizione a questa insanità, basta cercare la parola feminism su youtube per trovare migliaia di video che ne criticano la natura perversa e sessista.

    • Tu, caro Andrea, sei molesto come può esserlo un moscone. Non hai argomenti, sai solo ronzare qualche parola d’ordine del polemista astioso, come “ideologia” ad esempio, ma non sei neanche in grado di inserirle in un contesto di modo che acquistino un qualche significato, certe parole. Sei davvero convinto di avere gli strumenti per “stanare” qualcuno? (Qualunque cosa significhi…) L’unico aggettivo che mi viene in mente per descrivere il tuo intervento, te lo risparmio. Sei invitato a mostrarmi la medesima cortesia e non proseguire quello che sarebbe sicuramente uno scambio sterile e noioso.

  36. andrea ha detto:

    se provi a digitare la parola feminism su youtube vedrai come i suggerimenti di ricerca includono parole come fail, cringe, is-cancer, lol, is-bs, vs-facts. rekt (slang per wrecked) che denotano come la vostra sia una delle correnti di pensiero più screditate dei nostri tempi.

    • Sì Andrea certo… 😊 per chi pensa di informarsi su un fenomeno digitando su you tube. Per favore, se non lo vuoi fare per me, fallo per te stesso: non ti mettere ulteriormente in ridicolo.

    • Antome ha detto:

      Per maschilismo non compare di peggio? Allora devi sapere che in America c’è un guazzabuglio adolescenziale su “feminazi” e cose del genere per via di alcune sedicenti femministe separatiste ed esclusiviste dei trans, che non piaccionon nemmeno a molti utenti del termine. Sono meme che si sentono si ripetono e si digitano. E’ in fondo il paese del Maccartismo.
      No, non sono antiamericano, critico parecchio l’Italia come vedi, il medio oriente non è solo vittima, non è esente da critiche e non faccio sconti sull’islamismo.

      • IDA ha detto:

        Per alcuni l’informazione passa da You Tube a You Porn. 🙂
        Noam Chomsky sostiene che la destra americana sia un pericolo per la specie umana, il maschilismo italiano, privo di spina dorsale e cultura propria, scimmiotta quello americano, che è il frutto della destra più reazionaria e conservatrice.
        “Il Partito repubblicano odierno, vorrei aggiungere, costituisce una delle organizzazioni più pericolose nella storia dell’umanità. […] L’estrema destra in Europa è sì tremenda, ma non tanto da sostenere la necessità di accelerare la distruzione della vita sul pianeta.”-Noam Chomsky
        http://www.dirittiglobali.it/2016/02/81802/

      • Antome ha detto:

        Lo temo un po’ anch’io, si parla se non sbaglio del negazionismo del cambiamento climatico che sempre più sembra dominare la scena Gop repubblicana?
        Però facendosi due conti, in una passato recente Trump appoggiava mrs. Clinton dicendo che sarebbe stata la miglior presidente, ora sembra il diavolo e va avanti a battute su fucilazioni. Dall’altra parte, dove Trump promette stabilità e trattativa diplomatica in campo geopolitico, Clinton minaccia guerra nel fronte dell’Ucraina, peraltro senza avere ragione perchè c’è stato il solito colpo di stato stile americano per mandare via Yanukovic e far salire il nazional liberista Poroshenko. E’ proprio il momento di fare altri casini?

  37. IDA ha detto:

    Io comunque devo ringraziare Andrea, perché ha parlato di Anita Sarkeesian e Zoe Quinn, che io sinceramente non sapevo nulla. Grazie al suo commento sono andata a vedere chi sono. Anita Sarkeesian e Zoe Quinn due sviluppatrici di videogiochi, sono vittime di cyberbullismo. ( per Andrea che forse non conosce il significato della parola. Cyberbullismo= il termine che indica un tipo di attacco continuo, ripetuto, minaccioso, offensivo e sistematico attuato mediante la rete.) Anita e Zoe hanno ricevuto minacce di stupro e di morte. In pratica quelle che Andrea chiama semplici critiche. Da parte di chi? Chi sono questi paladini della libertà di Andrea? Gruppi anonimi, che agiscono nel anonimato, di razzisti e misogini, che hanno come scopo dichiarato di eliminare ( quindi censurare, tappare la bocca, non fare esprimere) donne o persone considerate da loro, troppo progressiste.
    http://www.polygon.com/2015/9/25/9399169/united-nations-women-cyber-violence-anita-sarkeesian-zoe-quinn
    Questo è il maschilismo moderno, di quelli che non hanno nemmeno le palle di metterci la faccia, che dissemina in maniera anonima, sul web, odio verso le donne e le femministe in particolare e derubricano questa loro attività in critica, libertà di opinione, satira, ecc..
    Più o meno tutte le donne che conosco e sono presenti sul web, hanno ricevuto una o più email di quel tipo, non di minacce ma di offese, fatte da anonimi. Non mi risulta che avvenga anche agli uomini, per lo meno con questa sistematicità. Esempio: Io ho tre estimatori, il primo che ho chiamato : Il Patriarca Paternalista. Che mi manda messaggi tipo: “pentiti!”; “Le donne devono obbedire” o con citazioni bibliche: “Non far, che la tua moglie abbia dominio sopra il tuo spirito, affinché ella non ti soverchi, e tu ne resti con vergogna.” “La donna non si metterà un indumento da uomo né l’uomo indosserà una veste da donna; perché chiunque fa tali cose è in abominio al Signore tuo Dio.” Ecc..
    Il secondo l’ho chiamato “il Pornografo” perché mi manda immagini pornografiche, senza commenti. Mi lascia perplessa, perché non riesco a capire cosa si possa aspettare da me, quale pensa che sia la mia reazione, scandalo, offesa, non capisco nemmeno il criterio di scelta. Perché quella immagine e non un’altra. Qui mi viene a mente, il tormentone di un personaggio di Albanese, che diceva “Ce l’hai piccino”, il cervello naturalmente.
    Il terzo o i terzi, perché forse sono più di uno, è il più diretto e offensivo: “becerofemminista”; Nazifemminista” Mi manda pubblicità dei croccantini per cani. “le vere cagne, preferiscono Royal, alimento di alta qualità.” Ecc. oppure frasi più dirette: “Zitta e succhia”.
    Non ricevo nulla di minaccioso o di preoccupante, ma se le prime, io le cestinavo direttamente, ora le archivio.
    Un commentatore, di un articolo di Nadia Somma sul “IL Fatto.”
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/07/20/radio-globo-sessista-le-donne-sono-gallinelle-o-cagne-ma-questa-e-satira/2917559/
    Si pone una domanda interessante, dice: Se vi si chiama “gallinelle” vi offendete. “galline” lo stesso. “oche” vi offendete, come “cagne” per non parlare di “vacche e troie”. Con “gnocche” vi offendete, con “fiche” vi offendete. Non sarete un po’ troppo permalose?
    È questo il punto, siamo troppo permalose. Per quello che mi riguarda si, io sono permalosa e vendicativa, e lo dico qui, perché so, che molti dei miei “estimatori”, non mi seguono sul mio blog, ma sulle pagine di Ricciocorno Schiattoso. Io ho tre nomi, Marialuisa e Ida che sono i nomi delle nonne. Ida è il nome che mi sono scelta, perché mi piace e per ricordare la mia nonna ed è un nome breve. Ivana è il mio nome di battesimo. Sia a me, e lo dico in nome di tutte le donne, ci piace essere chiamate per il nostro nome, quello di battesimo o per quello che abbiamo scelto sul web e basta. Noi saremo permalose, ma voi ce l’avete piccolo e non solo il cervello.
    Scusami Riccio se ho personalizzato troppo questo mio intervento.

  38. Antome ha detto:

    Che dire di Sadiq Khan, sindaco di Londra? Sembra un modello, ma la sua apertura è così minoritaria?
    Ha fatto discutere la censura ai manifesti, che a quanto pare riguarda sia uomini che donne
    http://www.repubblica.it/cronaca/2016/06/15/news/foto_londra-142050743/ con il fisico atletico. La censura è un buon mezzo?
    Beh, indubbiamente in un periodo in cui si invoca il controllo per prevenire indottrinamenti a ideologie di morte e di barbarie, questo sembra avere acquisito importanza, ma rischia di eccedere. Vedi il no alla “propaganda gay” di Putin, sebbene questa sia una cosa molto più leggera.
    Non si deve poi sottovalutare la questione economica, finita in secondo piano, che ha contribuito alla radicalità con il rafforzamento delle tradizioni e delle comunità di appartenenza. E’ mancato un modo più “solare” (aggettivo inflazionatissimo, ma che qui mi è sembrato adatto) di vivere la fede. Perchè ogni radicalità è funzionale a coloro che vogliono usare le persone e la loro passione cieca e pericolosa per i loro scopi e non vale solo per le religioni!
    E poi la scuola come luogo di incontro, non di separatismo confessionale, se possibile.

    • Paolo ha detto:

      io sono magrolino e poco atletico, nonostante la cyclette ce faccio e non vado in crisi se vedo un uomo col fisico migliore del mio. Che vogliamo fare? Vogliamo censurare pure i film i cui ci sono attori dal fisico atletico? Ma per favore…e quando vediamo donne e uomini nella realtà fisicamente più belli di noi (sì esistono anche persone comuni più belle di noi, più sexy di noi col corpo messo meglio del nostro, accettiamolo, non stanno solo sui manifesti) andiamo in crisi perchè se noi non siamo bellocci nessuno deve esserlo? Ridicolo.
      Finchè si parla di pubblicità la censura non mi disturba ma dov’è il confine? Se ci si dovesse allargare a cinema e fumetti sarei contrario.
      E se una persona adulta o comunque con un’età maggiore di 11 anni va in crisi perchè non sopporta di essere meno belloccia di Chris Hemsworth o di Gal Gadot ha bisogno dello psicologo, non di censura

      • Antome ha detto:

        Sono assolutamente d’accordo. Non capisco perchè lo si faccia. In nome della “sinistra”?
        Venendo poi da un musulmano, questo non è il massimo, perchè non si fa che rinforzare la pericolosa idea di una contiguità tra una parte della sinistra e la facilitazione e sottovalutazione dell’oltranzismo presente nel mondo islamico (che c’è stata, vedi le idee di tribunali coranici, non so quanto c’entri la sinistra, però) e pur essendo questo sindaco in teoria un laico, il gesto si presta ad una facile lettura che usa il paravento delle buone intenzioni di tipo “femminista” contro gli modelli “irraggiungibili di perfezione corporea” proposti dalla pubblicità, per nascondere motivi più oscuri, bigotti e di castigazione del corpo, strizzando l’occhiolino ad una parte della visione coranica (ma non solo, eh), che però dovrebbe rimanere nella pratica privata e concordata, dei precetti del culto.
        Tengo a precisare, però che sua moglie è a volto scoperto e non so quanti imam approverebbero :), quello che tutti devono capire, tutte le religioni, ma per i noti motivi storici, ora più l’Islam, è che non si deve approvare tutto ciò è haram, non kosher o vattelapesca secondo svariate interpretazioni dei testi sacri, non è ammissibile pensare di proibire tutto ciò che non si approva, ovviamente non vale solo per la religione, ma è lì che tende a concentrarsi la maggiore inflessibilità a seconda dei livelli di fanatismo.

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