Sentenze incredibili

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La notizia è di quasi un mese fa: dopo aver ammesso “di aver toccato la figlia nelle parti intime” un uomo viene assolto con formula piena dall’accusa di violenza sessuale.

I fatti, in ordine cronologico, così come vengono raccontati dal Corriere Fiorentino:

  • I genitori della bambina (una bimba che oggi ha 5 anni) sono separati, ma “in buoni rapporti“;
  • nel 2012 la madre “nota alcuni comportamenti strani nella figlia dopo i fine settimana trascorsi col padre“;
  • la donna chiede spiegazioni all’ex marito, che le confessa di averla toccata nelle parti intime; a questo punto, ricevuta la confessione dell’uomo, la donna ancora non procede con una denuncia; ci viene detto, invece, che viene coinvolta una psicologa;
  • nel corso di un incontro con questa psicologa (che registra in un video la conversazione) l’uomo dichiara: «L’avevo in braccio e ho avuto questa cosa malsana [toccare la bambina nelle parti intime], l’ho fatto per fare un dispetto a lei. Me ne sono accorto subito, infatti gli ho dato un bacino nella fronte»; contestualmente l’uomo racconta anche che “quando aveva 6 anni aveva subito abusi da un ragazzo più grande“;
  • solo due giorni dopo queste ribatite e sconvolgenti ammissioni, la madre della bambina sporge formale denuncia contro il padre di sua figlia;
  • interrogato dal pubblico ministero l’uomo dichiara che tutto ciò che aveva precedentemente affermato è falso;
  • col processo ancora in corso, prima che venga emesso un verdetto di colpevolezza o di innocenza, all’uomo viene concesso di riprendere a vedere la figlia senza incontri protetti;
  • l’uomo viene assolto con formula piena;
  • due giorni dopo l’assoluzione, senza aspettare di leggere le motivazioni, il giudice civile decide di incrementare la frequenza degli incontri tra padre e figlia, fine settimana compresi;
  • la madre della bambina ricorre in Appello.

Veniamo alle motivazioni della sentenza di assoluzione:

I giudici ritengono che non sia stata raggiunta la prova oltre ogni ragionevole dubbio della colpevolezza dell’uomo.

Il “ragionevole dubbio” sarebbe stato instillato nella mente dei giudici dalla versione dei fatti fornita dall’uomo dopo aver ritrattato le due precedenti confessioni, ovvero che egli avrebbe deciso di raccontare alla ex moglie la storia dell’abuso sulla bambina “per sbloccare una situazione che ai suoi occhi sembrava senza uscita, facendola pagare alla moglie che col suo fare asfissiante lo pressava di continuo per il timore della di lui inadeguatezza”.

“È possibile — dicono i giudici — che l’uomo «sentendosi ormai irrevocabilmente condannato dalla moglie, per la terribile accusa di aver molestato la figlia, alla pena perpetua di non poter avere con lei alcun tipo di rapporto, abbia pensato di poter superare l’impasse facendo qualche timida ammissione, e cercando di svilire la portata del gesto inquadrandolo non già al soddisfacimento di un proprio istinto libidinoso ma quale ripicca per il fare asfissiante di lei che lo tormentava, manifestandogli la più assoluta mancanza di fiducia. Possibile — concludono i giudici — l’uomo sia arrivato ad autoaccusarsi falsamente pur di cercare di recuperare i rapporti con la figlia.”

Leggiamo ancora sul Corriere di Arezzo:

“Si sarebbe inventato tutto, dicono i giudici, per una specie di ripicca contro la moglie separata. Per farla soffrire e sperare in un ricongiungimento.”

In nessuno degli articoli che trattano di questa sentenza si approfondisce la questione dei “comportamenti strani” della bambina, la quale se oggi, nel 2016, ha cinque anni, nel 2012 doveva averne appena uno. Come sta questa bambina? Non una parola sul suo stato di salute, né fisico né psicologico, come se non fosse rilevante, come se gli unici elementi degni di nota fossero le parole dei due adulti.

I bambini, anche quando sono piccoli, hanno una voce, che però non riesce a trovare spazio nella narrazione di questi casi.

A quanto pare, prima dello strano comportamento della figlia, la separazione era consensuale e il padre non aveva alcuna difficoltà a trascorrere da solo del tempo con la bambina. Il fatto che i due ex coniugi fossero in buoni rapporti, a mio avviso, si evince anche dal fatto che, prima di riccorrere alle vie legali, la donna abbia prima cercato un dialogo con l’ex marito e successivamente abbia cercato un’ulteriore conferma di quanto egli le andava raccontando, rivolgendosi ad una figura professionale.

Per quale altro motivo non procedere immediatamente ad una denunicia, se non perché ella per prima non riusciva (o non voleva) credere a quanto aveva sentito? Perché rivolgersi ad una psicologa invece che alla Polizia?

La progressione cronologica degli eventi – lui confessa alla moglie, la moglie, sgomenta, invita lui ad un colloquio con una psicologa – a me non dà l’idea di una donna che manifesti “la più assoluta mancanza di fiducia“.

Una donna certa oltre ogni ragionevole dubbio di avere di fronte un padre che molesta sessualmente una bambina di un anno fugge inorridita dalla polizia pregandola di arrestarlo, oppure reagisce violentemente contro di lui (magari facendolo precipitare in un pozzo nel quale possa trovare una morte orrenda…)

dolores claiborneUna donna che si rivolge ad una psicologa affinché indaghi su cosa si accavalla nella mente dell’uomo che ha sposato, col quale ha avuto una figlia e che confessa di toccare una bambina di un anno appena, non è una donna che sta pronunciando una “irrevocabile condanna”; a me sembra più una donna che cerca affannosamente di capire, di trovare un senso a qualcosa che suona troppo terrificante per essere vero, una donna che si aggrappa alla speranza.

Lei lo tormentava” – dicono i giudici di questa donna –  metteva in dubbio la sua adeguatezza di genitore, sottintentendo così che questo è un comportamento pericoloso, che può scatenare in un uomo comportamenti folli (folli, ma non al punto da essere rilevanti, come il dichiarare di essere un molestatore di bambini), facendoci capire che una madre non deve permettersi di far sentire un padre inadeguato. Neanche quando è inadeguato.

Perché questo è, al di là di ogni ragionevole dubbio, un uomo “inadeguato”. Forse possono esserci dei dubbi sul fatto che sia un pedofilo, ma che sia “inadeguato” è una certezza.

Quale padre affettuoso, quale uomo preoccupato della salute della sua bambina, nel momento in cui si sente assillato dalla ex moglie (perché le ex mogli sono stronze e bugiarde, lo sanno tutti), decide di risolvere la questione accusandosi di molestie sessuali su un minore? Chi mai riterrebbe che il modo migliore per cercare un “ricongiungimento” è “fare soffrire” la persona con la quale si desidera ricongiungersi raccontandole che molesta sessualmente sua figlia?

Onestamente, non leggevo una linea di difesa tanto surreale da quando Oscar Pistorius ci ha deliziati con la ricostruzione dell’omicidio di Reeva Steenkamp.

Ammettiamo per un attimo – accantonando la questione irrisolta dei “comportamenti strani” di una bimba piccolissima, dei quali, d’altronde, non sappiamo nulla – che davvero questa donna troppo ansiosa, o magari anche malvagia, abbia ingiustamente accusato l’ex marito di comportarsi in modo inappropriato con la figlia davanti ad una psicologa; la reazione di uomo equilibrato, in possesso di un minimo di competenza genitoriale, quale dovrebbe essere? Dichiarare, per infliggere sofferenza alla ex moglie, che tocca sua figlia nelle parti intime e che da bambino è stato molestato sessualmente, oppure appellarsi alla suddetta psicologa perché prenda in carico una madre evidentemente disturbata?

Sulla base di quali elementi un giudice, di fronte ad un video del genere, di fronte ad una simile linea difensiva, decide che la cosa più opportuna da fare è incrementare gli incontri fra cotanto padre e una bambina?

 

Altre sentenze incredibili:

Violenza e affidamento: il Tribunale di Roma

La madre nevrotica

Il padre divorziato che molestò la figlia minore

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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2 risposte a Sentenze incredibili

  1. verteanna@libero.it ha detto:

    Sono disgustata ma forse il termine nn è esaustivo quanto dovrebbe dal perpetuarsi del comportamento degli psicologi che hanno registrato la confessione dell uomo dei giudici che ovviamente danno X buono il ripensamento dell uomo perché costretto dal senso di ripicca ( X troppo controllo della) moglie e Nn ho assolutamente nessuna giustificazione X tutto il mondo , intero che nn ASCOLTA il bambino perché C e o nn C e lui nn conta un Cz X la società italiana di merda!!!!!

    Inviato da Libero Mail per iOS

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