Giancarlo Giannini e Ida Dominijanni: tutti pazzi per la Pas

riefenstahl

Qualche giorno fa il Resto del Carlino ha pubblicato un’intervista all’attore Giancarlo Giannini, nel quale la giornalista gli chiede della sua ultima fatica, un cortometraggio dal titolo “Mamma non vuole”, così descritto dalla giornalista Benedetta Cucci:

“Nel ruolo del dottor Ravezzi, sul set del corto Mamma non vuole diretto da Antonio Pisu, che racconta la storia di Amedeo Gagliardi attore, presentatore e conduttore tv ma anche padre, che ha subito l’alienazione del proprio figlio (è una vicenda di PAS, «Sindrome da alienazione genitoriale») da parte della madre e che nel breve film di 15 minuti prodotto da Genoma Films, recita se stesso raccontando una storia che riguarda 5 milioni di figli e genitori, soprattutto padri.

Dopo il cortometraggio fortemente voluto da Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno (l’interprete acchiappa-consensi era in quel caso Raul Bova), che ci informava che “1/3 dei figli di genitori separati” sarebbe affetto da Pas (naturalmente senza fornire alcuna fonte attendibile a supporto del dato fornito),  questa nuova opera cinematrografica parla addirittura di milioni di bambini e milioni di padri, ancora una volta senza sentire il bisogno di dirci questi numeri stratosferici da dove saltano fuori.

Subito dopo la giornalista riporta una definizione di sindrome da alienazione genitoriale fornita dall’attore Giancarlo Giannini:

«uno dei genitori è vittima delle denigrazioni dell’altro e condiziona il figlio. Non credo sia giusto comportarsi così, meglio dire ai propri figli che non si va più d’accordo e che si separeranno»

Il genitore viene denigrato dall’altro genitore e quindi condiziona il figlio, ci spiega Giannini.

Prego?

Come si dice: poche idee e anche parecchio confuse.

Ovviamente Giancarlo Giannini non sa nulla delle polemiche intorno al concetto di “sindrome da alineazione genitoriale” o “alienazione genitoriale”, non ha mai letto nulla a proposito di Richard Gardner e le sue teorie sulla pedofilia, come molto probabilmente non ha mai sentito parlare della famigerata terapia della minaccia, inventata da Gardner per “curare” i “bambini alienati”, né ha mai letto cosa ne pensa chi si occupa di tutela dei minori della sua cosiddetta “cura” o cosa racconta in proposito chi è stato costretto a subirla.

Al contrario di quanto afferma Giannini (che dice nell’intervista “non è un argomento molto trattato”), di Pas se ne parla molto, moltissimo: ne parlano soubrette, attori, presentatori televisivi, ne parlo persino io, ma quasi nessuna delle persone che ne parlano ha mai avuto tra le mani un qualche trattato scientifico che attesti, fornendo dei dati concreti, l’esistenza di una sindrome o un disturbo o un “fenomeno” che risponda alle caratteristiche della Pas.

E non parlo di “libri pubblicati” (ce ne sono a bizzeffe, come c’è una gran quantità di libri sugli alieni o sul mostro di Lochness), parlo di ricerca, quella ricerca della quale lamenta l’inesistenza chi si è pronunciato contro le diagnosi di Pas che infestano i Tribunali, come l’allora Sottosegretario di Stato per la salute, Dottor Adelfio Elio Cardinale:

“Sebbene la PAS sia stata denominata arbitrariamente dai suoi proponenti con il termine «disturbo», in linea con la comunità scientifica internazionale, l’Istituto superiore di sanità non ritiene che tale costrutto abbia né sufficiente sostegno empirico da dati di ricerca, né rilevanza clinica tali da poter essere considerata una patologia e, dunque, essere inclusa tra i disturbi mentali nei manuali diagnostici.”

Anche i cosiddetti “esperti” di Pas contribuiscono a creare una grande confusione, perché dopo aver proclamato a destra e a manca per anni “l’alienazione genitoriale è una “malattia!”, una volta sfumata definitivamente la possibilità di vedere la Pas inserita nell’ultima edizione del DSM 5 (come potete leggere qui), hanno cominciato a balbettare di spiriti, “problemi relazionali” e fenomeni di vario genere.

Di tutto questo Giancarlo Giannini non sa nulla e non è neanche tenuto a saperlo, visto che è un attore.

Il fatto che una giornalista chieda ad un attore di spiegarci cos’è una sindrome, ecco cosa ci dovrebbe stupire.

Quello che invece non mi stupisce affatto è quanto sia facile, per il cinema, diventare strumento atto a colpire l’attenzione del pubblico allo scopo di imporgli un punto di vista, di convincerlo ad appoggiare una tesi, anche la più bislacca: l’alienazione genitoriale esiste, i poveri bambini soffrono, soffrono anche i loro papà, le mamme sono cattive, Giancarlo Giannini è d’accordo che questo non è giusto!

Ed è d’accordo pure Raul Bova. E Michelle Hunziker. E Chiara Francini. E Alec Baldwin. Una parata di stelle, tutte a propagandare la Pas.

Ecco che anche chi dovrebbe essere ben corazzato, rimane vittima di un film.

La Casa di Nilla, Centro specialistico della Regione Calabria per bambini e adolescenti vittime di abusi sessuali, ieri ha promosso un evento sulla sua pagina facebook: un bel seminario di studi sull’alienazione genitoriale, il quale – ci promettono – affronterà la questione “secondo i più aggiornati e accreditati criteri scientifici”.

Leggo tra i commenti (immagino sia uno degli organizzatori, visto che parla di “nostre opinioni”):

pas

Di dubbi, sulla Pas, ne sono stati espressi tanti e a mostrarsi dubbiosi non sono stati attori o presentatori televisivi, bensì professionisti del settore.

Ma di link ve ne ho inseriti già parecchi, quei link rimandano ad altri link e se leggerete solo un decimo di quello che vi ho proposto per approfondire, sarete stati già molto, ma molto più solerti di Giancarlo Giannini e Raul Bova messi insieme.

Il dettaglio su cui vorrei attirare la vostra attenzione è un altro:

dominijanni

Guarda guarda chi promuove l’evento: nientepopodimeno che Ida Dominijanni.

Non devo raccontarvi chi è, immagino che tutti sappiate chi è. Piuttosto è difficile che lei sappia chi sono io.

Ida Dominijanni commenta giusto sopra ad uno dei topoi letterari sull’argomento Pas, il commento che denuncia le “mamme cattive”…

dominijanni_mamme

Ida, non ti offendere, ma il film nel quale Riccardo Scamarcio perde i contatti col figlio è “La prima luce”, non “La prima volta”.

E riguardo al tuo consiglio, quello di proiettare dei film per parlare “secondo i più aggiornati e accreditati criteri scientifici” di alienazione genitoriale, lasciati dire che non è una gran trovata. Anche se Riccardo Scamarcio è un bel ragazzo, te lo concedo.

Perché non invitate invece Antonella Penati? Potrebbe raccontarvi la storia della Pas da un altro punto di vista, quello della perfida madre alienante che voleva impedire al povero papà di vedere il suo bambino.

Per fortuna quella volta sono intervenuti gli straordinari professionisti della tutela del minore, che hanno agito per impedire che la madre malvagia danneggiasse “lo sviluppo psicoaffettivo” del piccolo Federico.

Perché non vi fate raccontare da lei come è andata a finire?

Io intanto vi accenno qualcosa:

Oggi Federico avrebbe compiuto 16 anni

Giustizia per Federico

Federico ucciso in ambito protetto: il ricorso alla Corte di Strasburgo

Che cosa possiamo fare per Antonella Penati

A proposito di fare qualcosa per Antonella, vi ricordo che è ancora in corso la raccolta fondi per aiutarla ad ottenere giustizia.

Per effettuare la donazione: Giustizia per Federico Barakat

Il suo progetto fight 4 child protection

La pagina facebook di Federico nel cuore

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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40 risposte a Giancarlo Giannini e Ida Dominijanni: tutti pazzi per la Pas

  1. Paolo ha detto:

    mi rifiuto di considerare cinema il cortometraggio di giannini ma al di là di questo situazioni in cui un genitore separato che per rancore denigra l’altro agli occhi del figlio sicuramente esistono ed è legittimo che il cinema li racconti ma non è una malattia mentale, la PAS non esiste,

    • “situazioni in cui un genitore separato che per rancore denigra l’altro agli occhi del figlio sicuramente esistono ed è legittimo che il cinema li racconti”
      E’ legittimo che, per promuovere prodotti cinematografici, si parli di milioni di milioni di bambini affetti da Pas?
      E’ legittimo che si affermi con sicumera “l’alienazione di un genitore è fuor di dubbio”, fingendo che una frase del genere possa avere un qualche significato nel dibattito intorno alle teorie di Richard Gardner?
      E’ legittimo che si parli di “aggiornati e accreditati criteri scientifici” e contestualmente si proponga la visione di un film con Riccardo Scamarcio? Si occupa di scienza, Scamarcio?
      E’ legittimo che si continui a parlare di “alienazione genitoriale” senza mai, mai invitare a questi eventi quelle persone che a causa di queste teorie patiscono un dolore insopportabile, come Antonella Penati?
      Questa gente non si confronta mai con la possibilità di sbagliare?

      • Paolo ha detto:

        ricciocorno, io mi sono espresso con chiarezza e sai che sul tema PAS concordo con te

      • Il cinema può raccontare quello che vuole, anche se non è plausibile: omini vestiti di rosso e blu che sparano ragnatele dai polsi, cavalieri spaziali con spade laser che sfidano le leggi della fisica, bambole assassine e alieni che vanno in bici.
        Ma quando il cinema si presta alla propaganda, beh, è un’altra storia.

      • Paolo ha detto:

        dipende anche da cosa propaganda: Casablanca è un film di propaganda, in un certo senso ma siccome propaganda cose giuste (la lotta anti-nazista in nome della quale Rick e Ilsa rinunceranno al loro amore) va bene. La PAS invece è un falso

  2. salvo ha detto:

    https://www.facebook.com/gabri.pi.9
    ***
    Aug 2Gabriele Pignotta accepted your request.
    Gabriele Pignotta
    8/2, 10:51pm
    Gabriele Pignotta
    leggo solo ora scusami. Non mi sembra di averti mancato di rispetto per meritare questo messaggio. io non so nulla sulla pag? Può darsi faccio l’artista a me hanno commissionato un lavoro con dei contenuti e io l’ho svolto con onestà e GRATUITAMENTE per sostenere la causa…se c’è qualche imperfezione scientifica , non è colpa mia…..ma apprendo ora che se dei professori universitari sprigionano questa aggressività gratuita e questa totale mancanza di rispetto allora i problemi per questa nostra triste umanità aumentano in continuazione. Buona serta
    August 5
    Salvo
    8/5, 9:54pm
    Salvo
    Direi — non abusiamo del termine ‘scientifico’. I pasisti italioti (e non solo) lo hanno usato e abusato sin dall’inizio (1985) per darsi legittimita’. Infatti, di ‘scientificita’ non ne capiscono nulla … e no. la mia non e’ aggressivita’ gratuita. Io ho scoperto questa storia PAS per caso, e ti dico che i pasisti sono incredibilmenti aggressivi (del tipo passivo-aggressivo) specialmente quando interagiscono con donne. Vuoi vedere aggressivita’ da parte mia? Ti faccio leggere alcune risposte mie a pasisti in altre pagine / blog. Li potrai pure trovare il loro ‘modo’ passivo-aggressivo scurrile e la loro misoginia fascistica.
    Poso apprezzare l’intento di contribuire a una causa — ma bisogna capire prima chi chiede e cosa chiede

    ************
    You’re friends on Facebook
    Actor at artista
    Lives in Rome, Italy
    Conversation started November 19, 2015

    11/19, 11:59am
    Salvo
    Tu non sai nulla della PAS;
    di Richard Gardner e delle sue cretinate sulla sua congettura PAS;
    della Columbia University e dell’espulsione del Gardner come volontario non-remunerato nel momento in cui comincio a sproloquiare di quella zozzagine che chiamava PAS;
    dei DSM (curati dall’American Psychiatric Association) che tassativamente disconoscono la PAS,
    delle organizzazioni di padri separati/ divorziati / maschi che usano la PAS per i loro obiettivi personali e politici;
    delle sevizie psicologiche (e psicosomatiche) dei bambini che vengono brutalizzati da psicologi CTU con una semplice laurea bastarda di 4-5 anni, in cui non imparano nulla della ricerca nella psichiatria / psicologia nelle universita’ serie a livello globale — come la Columbia di NYC;
    dell’ignoranza (ancora non la chiamo stupidita’ … ma forse saro’ costretto a farlo) della Hunziker e della Bongiorno, che proprio di PAS capiscono solo cio’ che le hanno initiettato i PASISTI italioti tipo Gulotta, CAsonato, CAmerini, Verrocchio, Pingitore, e altri ignoramus e ignorantoni simili.
    Ma ti sei mai chiesto se la PAS e’ insegnata nelle universita’ serie a livello mondiale? La risposta te la do’ io: nessuno nei dipartimenti di psychiatria e psicologia conosce cosa sia la PAS — e questo te lo posso affermare come fatto per le Universita’ della Columbia, HArvard, YAle, MIT, Princeton.
    Prima di fare i creativi con un’idea suggerita dall’imbecillita’ di imbecilli tu e ituroi colleghi dovresti porvi la domanda sulla verita’ – realta’ di quell’idea, I vari i PASISTI italioti (Gulotta, CAsonato, CAmerini, Verrocchio, Pingitore, ecc.) e le organizzazioni dei padri separati / divorziati, ecc., hanno mentito per quasi 30 anni su chi fosse il Gardner, sulla validita’ di cio’ che la FAcolta’ di Psychiatria della Columbia descrisse come una scurrile conegttura personale costruita su osservazioni personali di pazienti che il Gardner curava. Forse il documentario lo dovresti fare sui bambini seviziati con la PAS dal Gardner e diventati adulti agli inizi del 2000 –quando molti di loro cominciarono a denunziare il GArdner per (appunto) le sue sevizie psicologiche e psicofisiche nei tribunali. Sfortunatamente (o fortunamente) il Gardner elesse di commettere suicidio nel 2003. Ecco, questo sarebbe un buon lavoro.
    Salvo
    Ph.D. Columbia University
    November 28, 2015

    11/28, 10:43am
    Salvo

    Salvo shared Marco Pingitore – Psicologo-Psicoterapeuta, Criminologo’s photo to the group: Contro l’uso della PAS nei Tribunali.
    Just now ·
    Il dinamico duo — cercavo uina foto cosi’; mi aiuta a inguaiarli.
    Quindi, il Camerini puzza di ‘cattolicume stantio’ — il suo famoso articolo che i padri brandiscono dappertutto e’ scritto in ambienti salesiani con salesiani e una guardia carceraria. Invece il Pingitore sin dai giorni dell’universita’ alla Sapienza e’ stato (ed e’) leader di un gruppi fascista della della Destra Sociale (Plu Ultra Giovane Italia). … alla faccia della donna incuneata tra cattolici preistorici e le avanguardie giovani della Destra Sociale.
    Ehttps://www.google.com/search?q=Plus+Ultra+Giovane+Italia&oq=Plus+Ultra+Giovane+Italia&aqs=chrome..69i57.1505j0j7&sourceid=chrome&es_sm=93&ie=UTF-8

    Giovanni Battista Camerini e io a Lamezia Terme a parlare di Alienazione Parentale.
    Marco Pingitore – Psicologo-Psicoterapeuta, Criminologo
    December 2, 2015
    Salvo
    12/2, 10:36am
    DICE il Marco Pingitore
    – Psicologo-Psicoterapeuta, Criminologo

    “Nei casi di Alienazione Parentale, il genitore alienante attira l’attenzione su di sé: è una trappola.
    In fondo, il genitore alienante utilizza il figlio per bisogni personali.
    Concentrarsi sul bambino è l’unica possibilità per il genitore alienato.”
    Ma al Pingitore da dove gli vengono in cervello queste frasi, che non sono altro che un sillogismo semplicistico e semplicione.
    Le premesse — (i) il genitore alienante attira l’attenzione su di sé, (ii) è una trappola; (iii) in fondo, il genitore alienante utilizza il figlio per bisogni personali — rivelano una conoscenza da dilettante (oggi sono magnanimo) della disciplina di psicologia (e psichiatria, dove, comunque, la PAS e’ un entita’ sconosciuta.
    Di premessa ne manca ancora una — ch eil Pingitore comuque rivela in uno dei suoi post passati piu’ divertenti — e piu’ penosi. Quale? che dopo che la conclusione dela storia PAS in tribunale, il genitore alienante butta (parafrasando) il bambino/a nella bocca dei cani — lo abbandona.
    La conclusione del sillogismo — Concentrarsi sul bambino è l’unica possibilità per il genitore alienato — e’ quello che e’ … la logica delirante di uno zelota che di conoscenza delle scienze della mente (e c’e’ una costellazione enorme ricchissima nelle discipline di psichiatria, psicologie, e altre discipline germane) non ha ne’ il desiderio ne’ le capacita’ per comprendere.
    Lo zelota e’ sempre a suo completo agio nell’intimita’ della sua piccola casetta. (Tralascio commenti analitici, che uno zelota non riesce a digerire.
    Salvo
    Ph.D. Columbia University

    February 19
    2/19, 3:40pm
    Buona lettura per ripulirsi del Pingitore e del Camerini.
    http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.personaedanno.it%2Findex.php%3Foption%3Dcom_content%26view%3Darticle%26id%3D43020%26catid%3D121%26Itemid%3D368%26mese%3D06%26anno%3D2013&h=IAQFiHSxo
    “UNA BUONA SENTENZA CONTRO L’ANOMALIA DELLA SINDROME PAS” – Elvira REALE – Persona e Danno
    Con il termine sindrome si intende, in medicina, un insieme di sintomi e segni clinici che rappresentano le manifestazioni cliniche di una o diverse malattie indipendentemente dall’eziologia che le contraddistingue
    personaedanno.it
    May 2
    Salvo
    5/2, 4:17pm

    Salvob shared his post.
    2 hrs ·
    Nessuna universita’ nel mondo insegna la PAS. Gardner fu radiato dalla Columbia — dove era semplicemente un volontario nonremunerato — nel 1985 quando Gardner comincio a delirare sulla PAS in pubblico. Mai pubblicato un qualcosa in un peer reviewed journal or book. Il DSM IV rigetto la proposta PAS presentata dal Gardner. Il DSM-5 lo ha rigettato per gli stessimotivi, Bernet, il nuovo capo dopo il suicidio del; Gardener, capitana un manipolo di psicologi (e qualche pshichiatra allo sbando) nella lotta per l’inclusione della PAS nel DSM-5.
    Sono esaltati e ignoranti. Esaltati perche si sono impadroniti del DSM-5 con il motto “il DSM-5 non include la PAS, ma la PAS si trova dappertutto nel DSM-5. Qualunque riferimento a disturbi relazionali (la nuova mantra) nel DSM-5 e’ per i PASISTI italioti una potenzialita per PAS.
    SOno ignoranti perche’ i Boards e le Committee che hanno quidato l’evoluzione del DSM negli utlitmi trenta anni ha dichiarato che non ci sara’ piu’ un altro DSM. Il DSM, nell’evoluzione delle discipline della psichiatria e psicologia, e’ diventato un ‘paradigma degenerativo’: la sua utilita’ per la ricerca e’ quasi nulla. Un nuovo paradigma di ricerca e di cura (un paradigma progressista) e’ gia’ stato attivo per gli ultimi 15 anni — un paradigma piu’ orienatato alla biologia, neurologia, e genetica.
    E’ disgustante vedere una lista di cosi-detti professori che hanno dichiarato che la PAS e’ scientifica — le sue basi e proprieta’ scientifche sono state dimostrate. Dove? Come? Quando? Da chi?
    Salvo
    2 hrs ·
    FirmiamoIT
    ·
    Questo e’ importante! Io, con tanti altri, ci ho lavorato quasi 2 anni su questa storia della PAS. Si e’ vicini alla fine — si spera — per eliminare questa aberrazione italiota in cui psicologi e psichiatri di vecchio stampo. Al momento si stanno corporativizzando in un gruppo di interessi che include psicologi, psichiatri, avvocati, operatori sociali, e giudici che cercano, e inevitabilmente trovano, PAS dappertutto.
    Questi convegni ora servono a creare le strutture organizzative e istituzionali per definire bene il problema che li unisce — PAS. L’organizzazione che include tutti questi soggetti nella societa civile proporra strutture formali da presentare allo stato — le burocrazie gia’ interessate a problemi PAS, le elite politiche, e i vari ministeri interessati. Nello scambio, i PASISTI offriranno allo stato l’efficienza e l’effettivata che viene da reclutamento, organizzazione, e controllo dei membri. Lo Stato, in cambio, offrira’ la legittimazione publlica che i PASISTI vogliono per crescere. Alla fine, l’obiettivo ultimo dei PASISTI nelle varie sfere della societa’ civile e dello stato e di ottenere il monopolio nel defnire, diagnosticare, e curare qualunque fenomeno che loro pensano sia PAS.
    La PAS non e’ insegnata in nessuna universita’ che si possa chiamare universita’. In Italia ora ci sono PASISTI che cominciano a parlare di PAS in alcuni dipartimenti di alcune univerista’ — tipo, Sapienza, Padova, Milano-Bicocca. Sicuramente i corporativisti pasisti spingeranno per piazzare i loro membri in posti chiave di universita’ dove gia’ hanno messo un piede
    Quinsi — firmate questa petizione per distruggere questa “junk science”, le loro diagnosi che infallibilmente trova la PAS ovunque la cerchi, e le politiche che i pasisti vogliono imporre a livello nazionale, regionale, e provinciale.
    Firma questa petizione: “STOP CONVEGNI SU ALIENAZIONE PARENTALE”
    Se vuoi veramente dare una mano a questa causa: “STOP CONVEGNI SU ALIENAZIONE…
    FIRMIAMO.IT
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    August 2

    Aug 2Gabriele Pignotta accepted your request.
    Gabriele Pignotta
    8/2, 10:51pm
    Gabriele Pignotta
    leggo solo ora scusami. Non mi sembra di averti mancato di rispetto per meritare questo messaggio. io non so nulla sulla pag? Può darsi faccio l’artista a me hanno commissionato un lavoro con dei contenuti e io l’ho svolto con onestà e GRATUITAMENTE per sostenere la causa…se c’è qualche imperfezione scientifica , non è colpa mia…..ma apprendo ora che se dei professori universitari sprigionano questa aggressività gratuita e questa totale mancanza di rispetto allora i problemi per questa nostra triste umanità aumentano in continuazione. Buona serta

    August 5
    8/5, 9:54pm
    Salvo
    Direi — non abusiamo del termine ‘scientifico’. I pasisti italioti (e non solo) lo hanno usato e abusato sin dall’inizio (1985) per darsi legittimita’. Infatti, di ‘scientificita’ non ne capiscono nulla … e no. la mia non e’ aggressivita’ gratuita. Io ho scoperto questa storia PAS per caso, e ti dico che i pasisti sono incredibilmenti aggressivi (del tipo passivo-aggressivo) specialmente quando interagiscono con donne. Vuoi vedere aggressivita’ da parte mia? Ti faccio leggere alcune risposte mie a pasisti in altre pagine / blog. Li potrai pure trovare il loro ‘modo’ passivo-aggressivo scurrile e la loro misoginia fascistica.
    Poso apprezzare l’intento di contribuire a una causa — ma bisogna capire prima chi chiede e cosa chiede.bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb

    • Interessante la risposta di Pignotta, autore di “ancora un’altra storia”: http://www.vita.it/it/article/2015/09/08/al-festival-di-venezia-michelle-hunziker-contro-lalienazione-parentale/136437/
      ” io non so nulla sulla pas? Può darsi faccio l’artista a me hanno commissionato un lavoro con dei contenuti e io l’ho svolto con onestà e GRATUITAMENTE per sostenere la causa…”
      Il fatto che “non sappia nulla”, per sua stessa ammissione tra l’altro, non gli impedisce di abbracciare una causa.
      Sulla base di cosa, allora, si decide di lavorare per “una causa”?

      • salvo ha detto:

        Infatti! Forse dovreste utilizzare questo ‘fatto’ e far intervistare Giannini per capire cosa sa lui di PAS. No sto seguendo questa storia del Giannini perche’ ho il cervello altrove. Forse dovrei.

        Tra l’altro pensavo a prepararmi per un interview con il Chair del Dipartimento di Psichiatria della Columbia University. Mi ha fatto capire che e’ restio a scrivere un documento formale sulla PAS, GArdner, etc., perche’ e’ un argomento vasto. INvece considererebbe qualcosa come un interview con domande ben precise, cosi’ avrebbe il tempo di pensarci e rispondere. In parte, sarebbe meglio cosi’ perche’ si porrebbero delle domande pertinenti questa bufala della PAS in Italia, di cui non sa nulla. Forse potreste aiutarmi a mettere su carta delle domande (5-6) per definire in modo preciso e chiaro cio’ che vorremmo ottenere. Io le mie domande ce l’ho, ma riflettono la mia esperienza ‘astratta’ da questa sponda dell’Atlantico.

        Che ne dici?

      • Ok. Quali sono le prima domande?

    • UmbertoEchoJunior ha detto:

      Il “famoso articolo” citato è “CAMERINI G.B., BERTO D., ROSSI L., ZANOLI M. (2010), Disturbi psicopatologici e fattori di stress in procedimenti penali relativi all’abuso sessuale, Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, 77, 1, 127-137”.

      La balla più grossa é che tra gli autori ci sia una guardia carceraria.Gli autori sono uno psichiatra e tre psicoterapeuti o psicologi, i loro curriculum sono pubblici. Uno dei quattro é il dottor Daniele Berto, psicologo e psicoterapeuta, dirigente psicologo in azienda
      sanitaria pubblica, che per la asl si è occupato anche di progetti legati alle carceri. E’ stato anche collaboratore del professor Vittorino Andreoli, che non so a voi ma a me garba parecchio. Etichettare il dottor Berto come ‘guardia carceraria’ é soltanto una calunnia, degna di chi se l’é inventata.

      Il riferimento a ambienti salesiani… che ci azzecca?… Ci sono persone eccellenti che vengono da ambienti salesiani, uno é Giancarlo Caselli, per dire. E allora? Qui si insiste sull’odore di sacrestia… Ma l’articolo in questione non è mica stato pubblicato sull’almanacco di frate indovino, né su un bollettino parrocchiale! La rivista “Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza” è edita in via dei Sabelli a Roma, nell’Istituto che fu di Giovanni Bollea; Bollea fu direttore della rivista che ora è in mano ai suoi allievi. E gli articoli pubblicati sono peer reviewed.

      Altra balla già smascherata é l’identificazione dello psicologo Pingitore come attivista fascista. E’ solo un caso di omonimia, un giovane attivista di destra ha lo stesso nome e cognome. Ma chi propaga queste denigrazioni, come Fonzie nei telefilm anni ’70, non è proprio capace di ammettere che ha sbagliato.

      E a proposito di fascismo e antifascismo: Giovanni Bollea dovette fronteggiare le persecuzioni antisemite, e l’attuale direttore della rivista é il professor Gabriel Levi. Non c’è nessun cattolicume qui. Le insinuazioni sul fascismo sono solo fake news. Basta fare un po’ di fact checking e si scopre che la realtà é esattamente opposta.
      http://www.spiweb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1210

      E il commentatore qui sopra sarebbe un maestro di metodo scientifico ?

    • UmbertoEchoJunior ha detto:

      Qualcuno qui ha espresso dubbi che la “Rivista di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza” non sia peer reviewed… e nessuno é andato a controllare.
      Ecco un aiutino :

      Troverete le istruzioni per gli autori: ogni articolo é rivisto da almeno due revisori anonimi. Ecco la peer review.
      Chissà se esistono altri posti, oltre a questo blog. dove si insinua che all’Istituto che fu di Giovanni Bollea non si sappia fare scienza…

  3. PMS ha detto:

    I fanatici della PAS dicono che Adelfio Elio Cardinale è sotto processo per truffa, ma neanche questo è vero: è riuscito a far trasferire l’inchiesta a Palermo, dove la procura ha chiesto l’archiviazione

  4. Come sempre, Ricciocorno, attenta e preparata.

  5. IDA ha detto:

    Sono passati da 1/3 di figli dei genitori separati a 5 milioni di figli.

    In Italia ci sono, meno di 10 milioni di minori residenti in poco più di 8 milioni di famiglie con figli minori. Quindi il 50% di minori sono “affetti” da Pas? Ma vuol dire anche che il 65% delle famiglie con figli minori, i genitori sono in conflitto. Alla faccia della famiglia tradizionale italiana.
    Strade aperte al business delle case famiglie per collocare i minori e alla costruzione dei ponti, per collocare i padri.
    Io sono anche in attesa, di un convegno, seminario, studio o della scoperta di una sindrome sui minori che hanno assistito alla violenza in famiglia, e di tutti quelli/e che hanno subito violenza in famiglia.
    Intanto dal ministero della giustizia, apprendiamo che sono stati condannati, 139 uomini e 4 donne per atti sessuali su minori e 102 uomini e 1 donna per detenzione di materiale pedo-pornografico e sfruttamento della prostituzione minorile..La cosa interessante che il 90% di questi signori e signore erano già stati segnalati con denunce, successivamente archiviate.
    I dati di Save the Children e delle Nazioni Unite. Ci parlano di 340 mila, bambini e adolescenti costretti a lavorare, di cui 28 mila impiegati in attività pericolose per la salute e la sicurezza e 20 mila nella prostituzione.

    Sulla Pas, ritengo che si possa sollevare anche un problema giuridico; quello dell’onere della prova, che dovrebbe essere l’accusa a dimostrare la colpevolezza, non l’imputato l’innocenza. Si sottrae ad una madre il figlio, in base non ad elementi oggettivi, ma in base ad opinioni, tecniche ed autorevoli, ma pur sempre opinioni e la madre non ha la possibilità di difendersi. Poi non lo so, sulle procedure processuali, diritto e leggi ci capisco il giusto, ma penso che venga meno il diritto alla difesa.

      • “From the recording that I heard, Mr. Baldwin is the one who is driving a wedge between himself and the child.” Questo Gouras la chiama “simple alienation.” Io credo che faccia riferimento al lavoro di Johnston e Kelly:
        “in contrast to PAS theory that views the indoctrinating parent as the principal player in the child’s alienation, this study [their own] found that children’s rejection of a parent had multiple determinants . . . .[another study of theirs also] supported a multi-dimensional explanation of children’s rejection of a parent, with both parents as well as vulnerabilities within the child contributing to the problem. Alienating behavior by an emotionally needy aligned parent (mother or father), with whom the child was in role-reversal, were strong predictors of the child’s rejection of the other parent. Just as important as contributors were critical incidents of child abuse and/or lack of warm, involved parenting by the rejected parent.” [contrariamente alla Pas che vede come il principale colpevole della sindrome il genitore indottrinante, questa teoria ha scoperto che il rifiuto del bambino ha più di una causa … (anche un altro studio) dimostra che esiste una spiegazione multidimensionale delle reazioni dei bambini, che coinvolge entrambi i genitori tanto quanto la vulnerabilità dei bambini stessi. Il comportamento alienante del genitore bisognoso di un alleato (madre o padre), con il quale il bambino vive uno scambio di ruolo, è un elemento forte nello scatenare il rifiuto del bambino, ma altrettanto importanti sono incidenti critici quali l’abuso sul bambino o la mancanza di calore imputabili all’educazione impartita dal genitore alienato.]
        Come nota Joan Meier (qui la fonte http://www.leadershipcouncil.org/docs/VAWnet.pdf) “these articles tend to discuss “alienated” children and the difficulties they experience without distinguishing between those who were hostile because of abuse or neglect and those who were alienated because of an aligned parent’s wrongful alienating conduct. This common conflation unavoidably contributes to the obscuring of abuse as a reason for children’s rejection of a parent, and the tendency to erroneously characterize abused children as pathologically “alienated” while ignoring the reality that they are actually abused.”
        Parlare di bambini “alienati” anche quando sussiste un comportamento abusante o comunque passibile di creare una “frattura” nel rapporto genitore-figlio (come nel caso di Baldwin), contribuisce a minimizzare il comportamento dell’adulto finendo con l’etichettare tutti i bambini come patologicamente alienati, anche quelli il cui rifiuto è tutt’altro che “irragionevole”.

      • salvo ha detto:

        Questo articolo l’ho appena visto-letto. E’ fatto molto bene. E forse e’ questo tipo di articoli che dovrebbero finire sotto gli occhi dei politici / burocrati, come quelli del Ministero della Giustizia, famiglia, ecc.

        http://www.jaapl.org/content/40/1/127.long

    • salvo ha detto:

      Dove si trovano questo dati? Sono disposto a creare un database (Excel o altro) a cui tutti potrebbe accedere.

  6. salvo ha detto:

    Le prime domande? Quelle tue. 🙂

    • Ah, allora non avevo capito 🙂 Ci penserò bene.

    • Beh una domanda deve riguardare sicuramente Richard Alan Gardner e la sua carriera accademica. Io leggo nei siti italiani dedicati all’alienazione genitoriale: “professore clinico di psichiatria nella Divisione di Psichiatria Clinica della Columbia University dal 1963 fino alla sua morte nel 2003… autore del PRIMO libro sugli effetti del divorzio sui bambini…
      Ha contribuito a sviluppare tecniche terapeutiche per bambini mediante il gioco, il cui uso è diventato standard nella terapia dell’infanzia…
      Laureatosi in medicina alla Columbia di New York nel 1952, conseguendo il Dottorato in medicina e la specializzazione in Psichiatria infantile è stato in primo luogo uno psichiatra militare appartenente al sistema della sanità militare americana che ha una tradizione di eccellenza (i primi DSM ad esempio sono manuali di psichiatria militare)”.
      Io non sono una psichiatra, ma non mi risulta che il DSM nasca come “manuale di psichiatria militare”… né ho mai trovato nulla sul grande contributo di Richard Gardner a “tecniche terapeutiche standard per bambini mediante il gioco”, soprattutto perché non comprendo cosa significhi: tecniche terapeutiche per che genere di malattia?
      Da come viene descritto, il Professor Gardner appare come una figura di spicco della psichiatria infantile e quindi un eminente membro della Columbia University.
      Un’altra domanda riguarda l’alienazione genitoriale e il suo inserimento nel DSM; cito sempre dal sito alienazione.genitoriale.com: “Secondo i professori Bernet, Camerini e Gulotta il DSM-5 contiene una descrizione del problema relazionale in passato definito come “sindrome di alienazione parentale” o semplicemente “alienazione parentale”. E’ sbagliato dire che l’alienazione parentale è stata esclusa dal DSM-5”. Sarebbe interessante una conferma di questa teoria e soprattutto sarebbe interessante comprendere cosa significa l’inserimento di un disturbo nel DSM, quali sono le ragioni che sottendono la decisione di escluderlo e quali le conseguenze della sua esclusione, soprattutto quando la psichiatria entra nei Tribunali, ovvero quando un consulente viene chiamato a valutare le condizioni cliniche di un determinato soggetto.
      Possono andare bene questo genere di domande?

      • Salvo ha detto:

        Grazie — leggero’ con attenzione.
        Due prime reazioni.
        Una e’ di ‘stile’, e riguarda le fonti specifiche da dove tu hai preso le frasi / paragrafi ch epoi riporti. So benissimo cosa si trova sull web, e ho scritto ad nauseam in varie salse come la storia del Gardner e’ apocrifa. Io ho raccolto gran parte del materiale esistente sul web, e cerchero’ di presnetare una bibliografia selettiva delle agiografie del Gardner. Da chiarire e’ che queste agiografie vengono aggiornate dai troll pasisti giorno dopo giorno quando e’ necessario. So che Mazzeo ha cercato di conservare il tutto — anche le agiografie che dopo sono state ‘aggiornate’.

        Secondo c’e’ da fare una distinzione ben chiara sul suo titolo formale alla Columbia, che poi era come si presentava al pubblico non-accademico che manipolo’ molto bene. Il Gardner era un medico volontario non-remunerato. La Columbia, e in genere tutte le universita’, usa molto i volontari non-remunerati per lavori vari amministrativi e cose simili. Ci sono volontari ‘puri’ – esempio sono persone ricche / benestanti che si danno al volontariato (e’ un modo per contribuire alla crescita della persona stessa e al miglioramento della societa’. Ci sono studenti che prossimi alla prima laurea, o gia’ laureati che hanno programmato di proseguire i loro studi o con un master o con un Ph.D.; questi seguono corsi di preparazione e nel frattempo si prestano come volontari per familizzarsi con i dipartimenti / universita’. Di forme di volontariato ce ne sono una miriade. Il volontariato dei dottori ha una struttura tutta sua (non parlo delle funzioni perche vanno da quelle amministrative a quelle di ‘seguire’ gli studenti prossimi al Ph.D. e che fanno pratica come ‘residents’. La peculiarita’ di questa forma di volontariato dei medici e’ l’uso di un titolo che viene dato per identificarli: Clinical Professor of Psichiatri. L’Ufficio di Human Resources mantiene la lista di tutti i titoii, tra cui questo du Clinical Professor. Quindi,formalmente, la ‘classe’ (gruppo) di doottori volontari non-remunerati e’ identificata col titolo di Clinical Professor. Cioe’, tutti i dottori volontari non-remunerati acqusiscono il titolo di Clinical Professor. Pero’ (!!!!!!!) il titolo non rende questi Clinical Professors parte della Facolta’ reale del Dipartimento / Universita’ Non hanno salari; non hanno benefici economici; possono usare le risorse dell’universita’ (biblioteche, computers, seminari, palestre, ecc.); non insegnano corsi (ufficiali); non hanno cura di pazienti dell’opedale dell’universita’ (Columbia Medical Center); ne’ possono portare i loro pazineti all’Ospedale dell’Universita’ (solo i dottori “di ruolo’ possono portare pazienti; negli ospedali USA, il tuo medico primario deve essere legato all’ospedal in qulche forma — di solito con legami a specialisti che praticano nell’ospedale; se non hai un legame, l’ospedale non ti accetta … brutte storie … quasi tutte che finiscono con gente che va al pronto soccorso dove per legge non ti possono non accettare.

        Quindi nella realta’, il GArdner aveva diritto al titolo di Clinical Professor, che nel mondo delle universita’ e degli ospedali li identifica come volontari non-remunerati. Il beneficio materiale che ne traggono concerne il loro diritto di poter scrivere il titolo nei loro CV. Ora, mentre nel mondo accademico-ospedaliero tutti sanno cosa il titolo implica (zero sostanza), includere il titolo nel proprio cv ma senza spiegare cosa significhi e’ un dono enorme perche’ ti presenti come Clinical professor of Psychiatry at Columbia Universita’. Boom! Non c’e’ porta che non si apra’ per un simile fortunato con un legame cosi. In realta’, il dottore volontario, come il Gardner, non e’ ne’ professore ne’ dottore in un posto come la Columbia. Non fa parte dell’organico della Columbia. Ma il titolo fa effetto sulla gente ‘normale’ che non conosce la realta’ che si nasconde dietro il titolo.

        Il Gardner era molto astuto e spregiudicato nel suo uso di titoli. Eventualmente il suo nome fu legato a nomi altosonanti come quelli di Woody Allen e piu’ tardi di MIchael Jackson. Uso’ il titolo per terrorizare avvocati e giudici nei tribunali su problematiche PAS: alla fine, avrebbe concluso, io sono Clinical Professor of Psychiatry … tu chi sei? Ci sono diversi video online — io ne ho messi alcuni in passato — in cui il Gardner che si presentava come ‘expert witness’ sulla PAS ,come di rito veniva interrogato dal Giudice che chiedeva, tra altre cose’, i suoi titoli professionali. Uno di questi video e’ impressionante perche’ il Giudice (donna) chiede diverse volte al GArdner di spiegare i suoi titoli professionali, tra cui quello di clinical professor. E il GArdner va in scandescenze (da vedere!): ripete i suoi titoli ma senza spiegare a cosa si riferiscono; e poi sbatte le carte sul tavolo, tra cui il suo cv, e grida che quello e’ il su cv breve di 90 pagine, e che se il giudice volesse sapere di piu’, gli avrebbe fatto arrivare il suo cv completo di 250 pagine. Ma non spiego’ cosa Clinical Professor significasse. A meno che il Giudice non fosse a conoscenza della descrizione formale che da l’Ufficio di Human Resources, mai e poi mai quel giudice si sarebbe permesso di dubitare pubblicamente di uno che afferma di essere un Professore-Dottore nel Dipartimento di PSchiatria della Columbia. Sarebbe stato una richiesta per la propria distruzione professionale.

        La domanda importante qui e’ se i Troll Pasisti (italioti e non) che usano le qualifiche ‘ufficiali’ del Gardner sono a conoscenza della realta’ (o non-realta’) che si nascondeva dietro il titiolo: ne fossero a conoscenza, allora li si protebbe accusare (penso anche legalmente) di truffa; non ne fossero a conoscenza, allora dovrebbero essere forzarti a rimuoversi il paraocchi e smetterla di parlare del Gardner come l’Unto. QUalsiasi fosse lo scenario, la storia apocrifa deve essere rivelata per quella che e’ — una mistificazione ben congegnata dal Gardner.

        Su questo argomento, dovrebbe esserci un convegno organizzato da qualche ministero — giustizia, cultura, famiglia, ecc. –per chiarire questo punto cruciale, che i Pasisti italioti usano per legittimare e auto-legittimarsi. Vogliono essere anche loro unti del GArdner, che lo facciano; ma il legame che l;oro propongono tra la Columbia e il Gardner deve essere tagliata a tutti i livelli. La Columbia aveva poco da spartire con il Gardner. La Facolta del Dipartimento di PSichiatria espulse il Gardner nel 1985, poco dopo avere pubblicato la sua opinione sulla PAS in una rivista di opinione — non una rivista accademica con peer review. La Facolta’ lesse l’opinione, e radio’ il GArdner perche’ incapace di applicare (e conoscere) le regole fondamentali del pensiero sceintifico (theory building, concept formation, research design, operationalization and measurement, statistical hypothesis testing.

        Qui c’e’ un nodo che non e’ stato mai chiarito, e che potrebbe avre repercussioni legali significative per la Columbia. Il Gardner aveva usato il titolo di Clinical Professor dal primo giorno in cui fu accettato come volontaria nel 1962 (!!!!!!) al giorno in cui fu espulso e radiato dal Campus nel 1985. Non si conoscono ancora bene i dettagli della modalita’ dell’espulsione. La FAcolta’ voleva implementare un qualcosa di ufficiale, cosi’ ottenedo un taglio netto e pubblico. Il Chair / Direttore, a cui GArdner faceva simpatia (su questo c’e’ informazione diretta) chiese al Dipartimento di permettergli di gestire l’allontanamento del GArdner. Il Chair incontro il GArdner furoi dal Campus e gli rivelo’ gli eventi e le decisioni della Facolta’. Il Gardner non entro’ piu’ nel Campus. Ma … il Chair aveva qualcosa di scritto dove spiegava cosa poteva o non poteva fare? O il CHair, conoscendo quanto fosse scorbutico il Gardner, riferi’ le decisioni “a parola”, sperando che col tempo la storia scomparisse dai radar accademici-medici.

        …. Cruciale: il CHair gli intimo’ di non usare i suoi titoli alla Columbia nel suo lavoro come psychiatra? O non disse nulla a proposito, che magari avrebbe dato l’idea al Gardner di continuare a usare i titoli? Perche’ la domanda e’ importante? Perche’ il Gardner continuo’ a usare il titolo nel futuro sino al giorno della sua morte. La Columbia intervenne solo per richiedere al New York Times una correzione nel loro obituario ? alla morte (suicidio? omicidio?) del Gardner. La richiesta? Che GArdner era stato volontario non-retribuito e non parte dello staff della Columbia.

        ULtimo punto, per ora: date e lauree. No, il Gardner non si laureo’ in medicina alla medical school della Columbia nel 1958; si laureo’ al SUNY (State University of New York) di Brooklyn. Ora, da chiarire una volta per tutte. GArdner aveva un legame con la Columbia che risale al 1952: Gardner era stato uno studente (undergraduate) al Columbia College (che e’ la parte dell’Universita’ che gestisce i progammi BACHELOR (BA) di prima laurea. Al Columbia College si era laureato con il Bachelor in Science — nel 1952. Solo dopo aveva intrapreso lo studio della medicina al SUNY — che non e’ Columbia.
        (Cio’ potrebbe aiutare a spiegare come nel 1952 presento la richiesta di volontariato: aver avuto un legame tempo prima con la Columbia. E’ un’ipotesi — senza evidenza.)

        ****

        La storia dei pasisti italioti — Bernet, Camerini e Gulotta il DSM-5, a cui c’e’ da aggiungere altri italioti e una paio di Americane-USA — dovremmo discuterla un altro giorno. Nel frattempo pero’, non sarebbe cattiva idea mettere su carta le citazioni — chi, dove, quando. Spero di finire — questo weekend — una risposta a una lettera di un ‘Magnifico’ di Firenze che coordino il Convegno del 5 MAggio. E siccome parla degli eccelsi partecipanti, do’ la prima botta ufficiale al CAmerini per la sua ignoranza professionale. Sara’ un paragrafo nella lettera, ma rendero’ pubblica la critica intera sull’ignoranza (e / o perversione) del CAmerini come si trova in un articolo che scrisse nel 2010, e che mi si dice sia la Bibbia nei Tribunali (Roba sugli effetti di false accuse su bambini che sono costretti a confrontare false accuse. L’articolo e’ vergognoso per la sua ignoranza di principi basilari del pensiero scientifico (come la FAcolta’ di Psichoatria della Columbia descrisse il GArdner quando votarono per l’espulsione) e per la ignoranza grassa e crassa della statistica inferenziale. Una mia nipote laureata in psicologia a PAdova questa estate e venuta qui a seguire un corso di introduzione alla statistica ad HArvard. Alla fine, quando le ho fatto leggere il capovaloro del Camerini, rimase scioccata che quella roba era stata presa sul serio e pubblicata (anche se non e’ chiaro che la rivista sia peer reviewed. Un semestre di statistica introduttiva — il Camerini non conosce nemmeno un ‘iota’ di quella roba. Una vergogna solo al pensare che si pavoneggia nei convegni PAS come quello scientificamente (empiricamente) piu’ sofisticato tra i sommi della PAS>

      • salvo ha detto:

        Vedi il prossimo commento — rispondo ad alcuni questit,
        Le domande generali piu’ o meno le conosciamo. Vorrei leggere delle domande piu’ pertinenti all’Italia (PAS in Italia — cosa hanno fanno, cosa fanno, e cosa hanno in programma di fare i pasisti con convegni, organizzazioni, alleanze politiche) di cui nessuno fuori dall’Italia sa nulla. Domande calate nella storia italiana, per dare un senso piu’ specifico – specialmente delle attivivita’ organizzative e istituzionalli per dichiarare con un fiat la PAS come (ora) disurbo, e’ l’abuso del DSM per arrivare al controllo dei tribunali.

      • In Italia la discussione nasce come questione giuridica innanzi tutto, ad esempio con il DDL 957, proposto da PDL e UDC nel 2008, che proponeva delle «Modifiche al Codice civile e al Codice di procedura civile in materia di affidamento condiviso». Il DDL sosteneva che, per tutelare la bigenitorialità e l’interesse del minore, fosse necessario «porre fine a quei frequenti tentativi di manipolazione da parte di un genitore – di regola quello che ha maggiori spazi di convivenza – miranti ad eliminare completamente l’altro dalla vita del figlio/a, inducendo in essi il rifiuto di ogni contatto, un malessere indotto che va sotto il nome di Sindrome di alienazione genitoriale (PAS)».
        Non riuscendo ad ottenere suddette modifiche, (grazie soprattutto al dibattito che si è sviluppato in ambito giuridico – ad es. http://gdcedaw.blogspot.it/2012/06/affido-condiviso-il-ddl-957-viola-i.html) – si è sempre più delineata l’ipotesi di inserire l’alienazione genitoriale come reato penale: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/07/25/il-reato-di-impedimento-doloso-alla-cura-genitoriale-ancora-un-volto-della-pas/
        Da tempo Adiantum percorre questa strada nella convinzione che “Il dibattito scientifico “ad oltranza” (…) logora la sostanza delle cose: denigrare, allontanare, ostacolare un genitore nel rapporto con i figli deve essere previsto dal codice penale quale atto di maltrattamento. Solo il “tintinnio delle manette” per chi volesse adottare condotte che portano i bambini a schierarsi con uno dei due genitori, e la previsione di una severa pena detentiva, potranno scoraggiare le azioni che oggi vengono praticate da molti genitori senza scrupoli.” (così scrive Gabriella Maffioletti sul sito di Adiantum).
        Nella sostanza, questa analisi semplicistica del contesto porta ad aberrazioni come quelle che vediamo abitualmente nei tribunali italiani: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2016/05/02/violenza-e-affidamento-il-tribunale-di-roma/
        Non essendo previsto specificatamente il reato di “violenza assistita”, una vittima di violenza domestica è spesso costretta a continui incontri con il suo aggressore allo scopo di garantire la bigenitorialità per i propri figli (circostanza che ha causato ad esempio l’omicidio del piccolo Federico Barakat, dei fratelli Iacovone, di Rosi Bonanno), nella convinzione diffusa che un genitore riconosciuto colpevole di atti di violenza contro l’ex partner non debba subire riduzioni della sua responsabilità genitoriale, motivo per il quale ogni tentativo messo in atto dalla vittima di sottrarsi o sottrarre il minore agli incontri sarebbe da considerarsi “maltrattamento”.
        Allo stesso modo di Adiantum, l’associazione Doppia Difesa ha puntato ad eliminare dal dibattito qualunque discussione di tipo scientifico.
        La proposta di legge di Doppia Difesa recita nell’introduzione: “Per quanto concerne la condotta, si è voluto criminalizzare il compimento di ripetute attività denigratorie ai danni del genitore ovvero quei comportamenti che sono atti a limitare artificiosamente i regolari contatti del genitore alienato con il minore infraquattordicenne.”
        E la proposta è questa: “(Abuso delle relazioni familiari o di affido) Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni chiunque, nell’ambito delle relazioni familiari o di affido, compiendo sul minore infraquattordicenne ripetute attività denigratorie ai danni del genitore ovvero limitandone con altri artifizi i regolari contatti con il medesimo minore, intenzionalmente impedisce l’esercizio della potestà genitoriale.”
        Da notare questo dettaglio: “Se [quindi nella particolare circostanza in cui] dal fatto deriva una rilevante modificazione dell’equilibrio psichico del minore, le pene sono aumentate.”
        La condanna, in buona sostanza, è comminata a prescindere dal fatto che sia rilevabile nel minore un qualche malessere attribuibile alla “condotta criminosa”.
        Ovvero, può essere condannato anche quel genitore che molto probabilmente sta agendo proprio allo scopo di tutelare il benessere del minore.
        Tutte queste proposte di legge non tengono minimamente da conto del problema che c’è a monte, ovvero l’accordo per l’affidamento e il fatto che spesso e volentieri in Italia si preveda l’affido condiviso anche per quei genitori che si sono macchiati del reato di maltrattamenti in famiglia o che stanno subendo un processo penale per violenza e abusi verso l’ex partner o anche verso gli stessi bambini bambini, nel rispetto della presunzione d’innocenza.
        Di tutto questo semplicemente non ne parlano, fingendo che sia una questione marginale rispetto “la sostanza delle cose”.
        L’idea di fondo è che, in caso di separazione, il minore che reagisce con il rifiuto nei confronti di una figura genitoriale è da considerarsi al di fuori della norma. I bambini “normali”, “sani”, sono quelli che vogliono mantenere rapporti con entrambi i genitori, sognandone la riunificazione. Il risentimento, la rabbia, l’alleanza con il genitore che percepiscono come più sofferente contro il genitore che individuano come colpevole, sono tutti sentimenti che identificano un bambino necessariamente “malato”, da indirizzare verso un percorso di “cura”.
        Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano all’estero di questo genere di proposte di legge, soprattutto in considerazione del contesto nel quale andrebbero applicate.

  7. Simone ha detto:

    Auguro con tutto il cuore a chi ha scritto questo articolo di subire per anni ed anni tutto ciò che in questo articolo viene negato o addirittura irriso. Spesso agli esseri umani è necessario vivere sulla propria pelle determinate situazioni affinché si rendano conto che quelle situazioni, così semplicisticamente e gratuitamente rifiutate, invece esistono. Esprimo il mio sostegno a Giancarlo Giannini e ad Amedeo Gagliardi.
    E’ veramente vergognoso nonostante che ai padri vengano tolti i figli come se non avessero diritto di dare e ricevere il loro affetto, e ancora più vergognoso che ci siano “persone” che scrivano tali articoli giustificando queste atroci violenze!!!!! SONO SCHIFATO AL MASSIMO!!!! QUESTA SOCIETA’ NON E’ PER GLI UOMINI PUTROPPO!!!!!!

  8. Giuseppe ha detto:

    Qui invece un contributo autorevole della rivista della società italiana di pediatria preventiva e sociale uscito poche settimane fa. http://www.figlipersempre.com/…/res702288_Alienazione…

    • Ma quale articolo “MINORI FUORI FAMIGLIA: ANALISI E CRITICITA’ DI UN FENOMENO IMPORTANTE”? E che c’entra con la Pas?

    • IDA ha detto:

      Qual è il contributo della “società italiana di pediatria preventiva e sociale”? (SIPPS)
      Pubblichi il link di “Figliper sempre”, marchio registrato alla camera del commercio, ti chiedono i soldi, questo è chiaro, ma a chi vanno questi soldi? Non esiste un comitato scientifico, non è affiliato, ne con la (SIPPS), neppure con la Società Italiana Pediatri, (SIP) C’è un’unica persona che in nome di un associazione “figlipersempre” chiede soldi, questa persona corrisponde al nome di Vittorio Vezzetti. Su figlipersempre si può scaricare una tesi di Attilio Anzivino dal titolo “SINDROME DI ALIENAZIONE GENITORIALE: LA FAMIGLIA DI FRONTE ALLA SEPARAZIONE” Oltre alle numerose inesattezze, tipo Richard Gardner non era ne un pediatra, ne uno psicologo infantile, ma uno Psichiatra Forense, era interessato ai bambini ma per altri aspetti. A pag. 11 dice “Lo stato delle cose ha condotto dunque, non solo alla sofferenza dei figli contesi, che a determinate condizioni possono ammalarsi di PAS…[…]…Nella gestione della separazione, la coppia che non tenesse conto del diritto/dovere di entrambi i genitori di continuare ad esercitare la fattiva maternità e paternità, generando la PAS nel figlio conteso.”
      Ti faccio una domanda: Il 45% dei padri dopo la separazione, fanno perdere le loro tracce, non comunicano notizie ne economiche ne affettive. Perché in questo caso i figli non si ammalano di PAS?
      A pag. 56 tra i comportamenti tipici del genitore alienante, che in questa luminosa tesi è sempre la madre, perché si esclude che possa essere il padre. Al punto tre, dice: “Mentire o nascondere al figlio l’ammontare del (ricco) assegno che il padre passa loro, dichiarando di essere in difficoltà economiche.” Se non dire al bambino che il padre versa la favolosa cifra di 512 euro al mese, ( media per il figlio minore, nel 2012) il minore si riempie di bolle e si ammala di PAS. Dati Istat ci dicono che il 64% dei padri, NON versano l’assegno stabilito dal tribunale per il figlio minore. Perché in questo caso il figlio non si ammala di PAS?
      E avrei altre 175 domande da fare, ma lascio perdere.
      Ma passiamo alle cose serie, lasciamo perdere Attilio Anzivino e Vittorio Vezzetti.
      La società italiana pediatri, quella vera, della PAS dice:

      “In tutto ciò di scientifico non vi è nulla. Innanzitutto tale condizione non è mai stata riconosciuta nelle letteratura scientifica di riferimento né è mai stata inclusa nel DSM né nell’ICD dell’OMS. Infatti, la sindrome non è affatto una sindrome, né esiste alcun dato evidence-based che ne permetta l’accettazione da parte della comunità medica né la sua ammissibilità in tribunale. In più nelle aule dei tribunali essa costituisce invece un enorme ostacolo all’espletamento della giustizia, soprattutto penale, imbavagliando donne e bambini. Per tale motivo, nel mondo, associazioni di magistrati e procuratori, Società scientifiche prestigiose e studiosi si sono pronunciati contro questa “presunta” sindrome ed il suo improprio uso nelle sofferte, spesso laceranti, controversie per l’affidamento dei figli.”

      http://sip.it/per-i-genitori/pas-come-nasce-una-sindrome

    • salvo ha detto:

      Hmmm … chi e’ questo Giuseppe? Non e’ che sia il Vezzetti stesso? Dagli aggettivi pomposi sarei tentato di dire si. Ma mettiamo un po’ di ordine in questa storia di SIPPS.

      (1) L’articolo a cui si riferisce “di alcune settimane fa” si trova qui:
      http://www.sipps.it/pdf/rivista/anno10/1_2015.pdf
      (2015 (inizii) nella mia dimensione spazio-temporale non e’ alcune settimane fa. Forse sono un ET.)

      (2) Il rinomato articolo del 2012 e’ qui:
      http://www.sipps.it/pdf/rivista/anno7/3_2012.pdf

      (3) L’altro rinomato articolo in cui si parla di “update della PAS” e’ qui:
      http://www.sipps.it/pdf/rivista/2016_02.pdf
      (naturalmente il Vezzetti e’ citato.)

      ***** ORA:
      (A) Non capisco cosa ci sia di autorevole — come ‘contributo scientifico’ — in queste pubblicazioni di un’associazione che pubblica ‘roba’ che non e’ soggetta a regole minime di ‘peer review’. Quali sono le regole per accettare un articolo per la pubblicazione. Mi sembra che qui continua la perversione del Gardner, che pubblico’ il suo capovaloro sulla PAS in una rivista di opinione pubblicata da una societa’ di ‘Psichiatria’ conosciutissima a casa sua — cioe’, ai “giusti della Chiesa”. Siccome i PASISTI hanno memorie corte quando conviene loro, l’informazione e’ qui:
      {Gardner, R. A. (1985). Recent trends in divorce and custody litigation. Academy
      Forum, 29(2), 3–7. Academy Form era una rivista di opinione pubblicata dall’associazione “The American Academy of Psychoanalysis and Dynamic Psychiatry” (come dicevo conosciutissima a casa sua.

      (B) SIPPS ha le stesse caratteristiche: associazione che pubbliche ‘articoli scientifici’ senza controlli di peer review e senza regole esplicite per la pubblicazione.

      (C) Il ‘nuovo’ articolo sulla PAS su SIPPS e’ piu’ che inquietante — riporta le solite menzogne cretine, che dovrebbero / saranno valutate penalmente in un futuro non troppo lontano; e se chi li scrive queste menzogne non pensa che siano menzogne (cioe’ crede nelle ‘baccalarate’ che scrive), allora bisogna internarli in qualche manicomio — anche se sono stati aboliti.

      Come affermo cio’ che affermo? Facile, specialmente dopo la ricerca che ho accumulato nel tempo. Cosa dice il menzognero cretino o perverso che sia? Scrivono cio’ che riporto giu’ — al plurale perche’ c’e’ tutta una tribu’ coinvolta di menzogneri cretini / perversi.

      “Il cerchio di gesso del Caucaso: genitori in conflitto bambini contesi. “Update” sulla PAS
      (Sindrome di Alienazione Parentale) a 30 anni dalla sua formulazione”.
      ******* AUTORI
      Parisi G*, Vendemmia M**, Sciavone M G***, Vendemmia S****
      * Primario Emerito di Pediatria e Neonatologia P.O. Vasto, ASLO 3, Regione Abruzzo.
      Consigliere Nazionale SIPO
      ** Aiuto TIN Ospedale San Sebastiano, Caserta
      *** Laureanda in Medicina e Chirurgia, Università Federico II, Napoli
      **** Primario Emerito di Pediatria e Neonatologia Ospedale “ Real Casa Santa
      dell’Annunziata – San Giuseppe Moscati”, Aversa
      *****

      Baccalata #1: “La Sindrome di Alienazione Parentale, codificata nel 1985 da R. Gardner, psichiatra forense alla Columbia University,”
      — Lo ripetero’ ad nauseam, e se necessario anche in sede legali. Gardner non era psichiatra (forense o non) alla Columbia University. Gardner era un volontario — un dottore volontario non-remunerato (come lo sono tutti i dottori volontari alla Columbia). Gardner non era (mai stato) professore alla Columbia — non ha mai insegnato un secondo della sua vita (gli studenti l’avrebbero distrutto in due secondi per la sua ignoranza analitica); e non ha mai praticato medicina-psichiatria alla Columbia, semplicemente perche’ la legge USA e le regole di Universita’ di ricerca lo proibiscono. Cosa il Gardner ha fatto alla Columbia come volontario dal 1963 al 1985 e’ tutto un capitolo (tomi?) da scoprire. Quindi Pasisti & CO. smettetela di dire cavolate — Gardner non ha mai fatto parte della facolta’ degli insegnanti e dei medici della Columbia.

      Bacalata #2: ” … codificata nel 1985 da R. Gardner, psichiatra forense alla Columbia University.
      Avendo chiarito che Gardner era un dottore volontario non-remunerato, c’e’ un secondo punto da chiarire per questi Pasisti menzogneri cretini / perversi. Il 1985 e’ un anno focale per Gardner e il suo rapporto di volontario non-remunerato nel Dipartimento di Psichiatria della Columbia. La FAcolta’ del Dipartimento venne a conoscenza dell’opinione sulla PAS che Gardner aveva pubblicato nella rivista di opinione dell’Academy Forum (che aveva zero valore scientifico). Durante un incontro di Facolta’ (di cui normalmente ce n’e’ uno al mese), i membri della Facolta’ discussero le gesta epiche del Gardner, chiesero di leggere l’opinione pubblicata in cui appariva il suo titolo alla Columbia (clinical professor, che e’ il titolo formale ma vuto dato a tutti i dottori volontari), e poi fissarono un secondo incontro / meeting per discutere l’opinione. Nel secondo meeting, la FAcolta’ decise con voto unanime (!!!) di radiare / espellere il Gardner dal Dipartimento E dal campus della Columbia (cioe’ gli tolsero i privilegi che un membro della Coluimbia tipicamente ha, come accesso a biblioteche, palestra, mense, computers, ecc.). La motivazione — tutto trascritto? Che il GArdner non aveva la piu’ assoluta idea di cosa significasse ‘pensare scientificamente’. In termini piu’ concreti? Dicevano che il Gardner non sapeva pensare in modo ‘formale’ — cioe’ costruire teorie, formalizzarle in modelli teorici, derivarne poi modelli / ipotesi empiriche testabili, specificando che testabile significava ‘falsificabili’ e non ‘verificabili’ o ‘corroborati’. Aggiungevano come il GArdner era ignorante di metodologia della ricerca, e in particolare di come generare un ‘research design’, come formare i concetti per poi operazionalizzarli e misurarli. E infine il Gardner era un ignorante perfetto di metodi per testare le teorie / modelli / ipotesi, specialmente … era un perfetto ignoramus di metodi statistici. Oggi si direbbe, nel migliore dei casi era un numerologo non uno statistico — cioe’ l’equivalente di esperti di oroscopi.

      Il Gardner non mise piede nel Campus della Columbia dal 1985 sino all’anno del suo suicidio (che molti sospettano fosse omicidio)

      Baccalata #3: La Sindrome di Alienazione Parentale, è stata incorporata nel 2014 nella quinta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM).
      –Dove? Come? Quando? Da chi?
      — La migliore risposta la da’ il nuovo profeta della PAS successore del GArdner — William Bernet, professore in pensione della VAnderbilt UNiversity, che ora capitana un manipolo di Pasisti deliranti con un grosso contingente italiota. La risposta del Bernet?
      Piu’ o meno — non ho tempo di andare a cercare la citazione: Il DSM 5 (cinque, non quinto) non menziona la PAS, ma la PAS (noi Pasisti crediamo) si trova dappertutto nel DSM 5 … quindi la PAS esiste ed e’ vera verita’ scientifica.” QUetsa del “si trova dappertutto nel DSM 5” e la logica tipica degli zeloti — di qualsiasi stampo. “Noi” (gli zeloti) vediamo la vera verita’ dove nessuno la vede, e chi non la vede e’ perche’ e’ cieco (non fisicamente) o e’ stolto. Per me cieco=ignorante e stolto-perverso.
      — Non penso proprio che i bambini italiani (e di tutto il mondo) e le loro famiglia abbiano bisogno di zeloti ignoranti e/o perversi attorno a loro.
      — La soluzione per il loro benessere? Come fece la Columbia con il GArdner — radiazione e espulsione dagli albi professionali e dalle posizioni pubbliche che hanno.

      &&& Contento il Giuseppe (aka Vezzetti & Co?)

      ******
      La Sindrome di Alienazione Parentale, codificata nel 1985 da R. Gardner, psichiatra
      forense alla Columbia University, è stata incorporata nel 2014 nella quinta
      edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM). Questo
      può consentire una lettura del fenomeno più esatta e aderente alle dinamiche
      individuali e interattive tra i singoli individui e permettere di affrontare in
      maniera più efficace e produttiva una problematica che finora ha continuato a
      tradursi in danni immediati e a distanza per gli attori coinvolti, a cominciare dal
      bambino.
      I professionisti dell’infanzia, sia di area medica e psico-sociale, sia legale, impegnati
      nelle separazioni coniugali conflittuali, dovranno impegnarsi per immaginare
      e realizzare percorsi nuovi e originali che risultino di più efficace tutela per
      le “vittime” di questa condizione, al momento socialmente economicamente e
      psicologicamente “dilagante”.
      Abstract
      Parental Alienation Syndrome is a term coined by R. Gardner, Clinical Professor of
      Child Psychiatry at Columbia University, in 1985. This condition has been recognized
      as a disorder in fifth edition of Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders
      in 2014. This new classification can allow a clearer interpretations of individual
      personality dynamics and consent a better management of all issues relating to this
      matter, which can lead to immediate or delayed detriment for everyone, primarily
      for children.
      Child care professionals in medical, psicological, social and legal settings, who are
      engaged to deal with conflicted breakdowns, will need to make considerable efforts
      to realize new and most effective procedural paths, that will also protect all the ‘victims’
      from a widespread condition in society

    • salvo ha detto:

      Sto ancora pensando a “un contributo autorevole della rivista” … rivista che non esiste nella lista internazionale di pubblicazioni scientifiche (e ce ne sono molte di organizzazioni, ma guarda caso la rivista italiota non esiste. E comunque ‘autorevole’ rimane (di proposito?) ambiguo, perche’ potrebbe suggerire che autorevole si riferisca all’autore (autori) del penoso (e schifoso per le sue menzogne sfacciate e senza ritegno) articolo sulla PAS.
      b

  9. UmbertoEchoJunior ha detto:

    LETTERA APERTA ALLA DOTTORESSA P., nipote di “salvo”

    Gentilissima, La chiamerò “dottoressa P” perchè é possibile che il Suo cognome inizi per P… altrimenti varrà per “P”sicologa. Sappiamo infatti che Lei è laureata a Padova, il Suo vero nome non ci è noto. Scrivo sperando che prima o poi Lei legga qui.
    Siamo sicuri che una psicologa laureata nella città dove insegnò Galileo sappia benissimo cos’è il metodo scientifico, e perciò ci rivolgiamo a Lei.
    Abbiamo appreso dal Suo parente d’oltreoceano che Lei sarebbe stata “scioccata” dalla qualità scientifica (cattiva qualità, si è affermato qui) di certi articoli; in particolare da “Camerini et al (2010)”, a cui si è fatto riferimento. Tale critica è solo una delle tante che il Suo parente “salvo” ha disseminato qui e in altre sedi su web.
    Abbiamo perciò una missione da proporLe.
    Ci si potrebbe chiedere chi sono in Italia personaggi famosi per la loro saggezza e preparazione nella salute psicologica di bambini e adolescenti; a me vengono in mente: Ernesto Caffo di Telefono Azzurro, Anna Oliverio Ferraris, Vittorino Andreoli; e Giovanni Bollea che da poco non è più tra noi, ma sono in attività i suoi eredi.
    Sarebbe una iniziativa di grande valore interpellarli sulle questioni che il suo parente ha sollevato,
    sull’alienazione parentale, sulle false accuse, sulle critiche che (sembrerebbe) si possono muovere a certi scritti su questi argomenti. Se Lei tuttora frequenta gli ambienti universitari italiani, o se comunque mantiene contatti in quel mondo, dovrebbe essere possibile per Lei raggiungere tramite i canali giusti i saggi di cui sopra; magari andando a trovarli di persona, intervistandoli.
    I nomi dei saggi li ho scelti per fama; ma non sono del tutto estranei alle materie di cui si discute qui. Infatti sono nominati, l’uno o l’altro, nei curriculum degli autori criticati dal Suo parente americano. Per esempio, G.B. Camerini non è probabilmente notissimo al grande pubblico; ma collabora col professor Caffo di Telefono Azzurro; i suoi scritti sono pubblicati (dunque approvati) dalla prof. Ferraris, e da chi dirige la rivista che fu di Giovanni Bollea. O ancora lo psicologo Daniele Berto non é affatto una guardia carceraria, ma un collaboratore del professor Andreoli.
    Sarà vero che Camerini, Berto etc meritano le critiche espresse in certi commenti qui?
    Quali risposte potremmo ascoltare da un Andreoli, da una Ferraris e dagli altri? Non sarebbe istruttivo? Il commentatore dagli States ha ritenuto di rispondere, a un possibile coinvolgimento della professoressa Ferraris, con un semplice “Chi se ne frega?”. Ma noi siamo certi che invece
    Lei, dottoressa P, saprebbe trovare il tono giusto per un dialogo costruttivo.
    Veda lei, ma forse non è il caso di inoltrare cenni a una presunta “misoginia fascistica”. Non per Andreoli, che risulta aver collaborato con Romano Prodi; non per la Ferraris, se non altro perché é una signora e non serve aggiungere altro. Men che meno per gli eredi di Bollea nell’Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli a Roma: l’Istituto dove tanto negli anni di Bollea quanto oggi, la cultura ebraica ha avuto e ha un peso importante. Ecco nel video il professor Gabriel Levi, attuale direttore della rivista dell’Istituto:

    In via dei Sabelli non troverà “puzza di cattolicume” (“salvo” dixit) né misoginia, né tantomeno nostalgie fasciste.
    Come reagiranno i saggi? Converranno che Lei ha ben ragione di essere scioccata?Ammetteranno che la qualità scientifica di quegli scritti è così bassa da meritare le critiche e pure gli insulti riportati in questo blog? Ritireranno il loro endorsement, il loro appoggio, ai vari Camerini, Berto, Vezzetti?
    O invece confermeranno la loro approvazione ai suddetti, sapendo spiegare come le critiche espresse da mr. Salvatore Pitruzzello non abbiano fondamento?
    Se la sente di tentare, dottoressa P ?
    Il sottoscritto non esprime previsioni, le tengo per me. Constato però che “salvo”, coi suoi toni da giorno del giudizio, ormai da diverso tempo, da più di un anno, annuncia iniziative e minaccia querele senza poi seguito. Quando una delle sue insinuazioni viene smascherata, non commenta. E’ stato ormai bannato da diversi blog e gruppi fb, e anche dove ha avuto ospitalità, blogger prudenti come “Bettirossa” hanno mascherato (reso anonimi) i nomi degli specialisti che lui insulta, per non essere complici di diffamazione.
    Credo che questo blog sia l’ultimo pulpito attualmente disponibile per lui. E’ opinabile se per il blog ciò sia positivo o meno.
    Dottoressa P, ci dà una mano ?
    Un caro saluto,

    • Le faccio notare che questo blog non pubblica commenti di salvo da un paio di mesi. Se avete in corso delle diatribe altrove, mi chiedo perché venga a postare qui appelli a dottoresse non meglio identificate.
      Per ciò che riguarda le sue argomentazioni, la sua altro non è che una fallacia, l’argomentum ab auctoritate, nota anche come appello all’autorità, ovvero cita nomi di personaggi illustri per dare autorevolezza a ciò che scrive (e che suona piuttosto incomprensibile, a dirla tutta).
      A proposito di personaggi illustri e verità, ho un aneddoto simpatico per lei.
      Sir Arthur Ignatius Conan Doyle, noto per essere l’autore delle avventure di Sherlock Holmes, era anche laureato in medicina, con una specializzazione in chirurgia, oltre ad essere uno degli intellettuali più rispettati del Regno Unito.
      Chi non conosce Sherlock Holmes? E quali sono le peculiarità di questo personaggio letterario? Egli è il simbolo indiscusso della razionalità e del metodo scientifico, applicate alle investigazioni criminali.
      Ci si aspetterebbe altrettanto dal suo autore. Eppure…
      Conan Doyle era infatti un seguace dello spiritismo, al quale dedicò gli ultimi anni della sua vita, deludendo tutti coloro che trovavano la sua devozione a una simile filosofia totalmente priva di logica.
      Conosce la storia delle fate di Cottingley?
      Comunque, che la conosca o meno, le comunico che qui già da parecchio non è in corso più nessuna conversazione che possa interessarle. Quindi temo che dovrà trovare luoghi più consoni nei quali lanciare appelli.
      Qui non siamo a C’è posta per te, non c’è nessuna conduttrice in grado di evocare le persone con le quali desidera chiarirsi. Non so proprio cosa le passa per la mente, e, la prego, non me lo racconti.

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