Distrarre l’attenzione

Il giorno dopo che l’articolo de la Stampa sullo stupro a Melito di Porto Salvo aveva puntato il dito contro quei concittadini schierati con i responsabili di aver costretto una ragazzina di soli 13 anni a subire ripetutamente rapporti sessuali con loro

«Se l’è cercata!». «Ci dispiace per la famiglia [non per la vittima, solo per la sua famiglia], ma non doveva mettersi in quella situazione». «Sapevamo che era una ragazza un po’ movimentata» «Una che non sa stare al posto suo», «Purtroppo corre voce che questo non sia un caso isolato. C’è molta prostituzione in paese» [non è una vittima di stupro, è una prostituta] «Sono vicina alle famiglie dei figli maschi [auguri e figli maschi a tutte]. Per come si vestono, certe ragazze se la vanno a cercare». )

c’è un gran bisogno di deviare l’attenzione dei lettori dalla responsabilità in capo al contesto sociale di quanto avvenuto. Come ha dichiarato il Sindaco nel corso della fiaccolata a supporto della vittima,  «Certe ricostruzioni uscite sul servizio pubblico ci hanno offesi», e non è bello offendere dei cittadini “per bene” diffondendo ai quattro venti che quando in Italia una ragazzina di 13 anni

“si tagliava braccia e gambe con i coltelli, aveva crisi isteriche o di pianto a scuola e a casa. E pensava «dopo questi ricatti, dopo queste cose che erano successe, io non avevo più stima di me stessa completamente, perché io, in questi momenti, avevo pure momenti.. queste crisi, queste cose.. dicevo sempre sono una merda, cose così» (cito da il Corriere della Calabria)

quando una ragazzina di 13 anni, dicevo, si sente una merda a causa di quello che un branco di uomini adulti l’ha costretta a subire, c’è sempre un altro branco di adulti – uomini e donne – pronti a schierarsi dalla parte degli aguzzini portando l’argomento delle ragazze di oggi che si vestono in modo inappropriato. Che poi, occorre dirlo, le ragazzine si vestono esattamente come gli stilisti (maschi) consigliano loro di vestirsi:

red-carpet-di-venezia

D’altra parte, lo ha detto anche il Preside della scuola: «La scuola non c’entra, ognuno deve pensare alla sua famiglia».

Eccolo, il capro espiatorio preferito: la famiglia.

Anzi, meglio: la madre. Corrado Augias docet.

Quindi, ecco i titoli di oggi.

Da il Corriere:

madre1Da Leggo:

madre2Dall’Huffington Post:

madre3Da fanpage.it:

madre4Poco importa che a nascondere gli abusi, come spiegano poi gli articoli, siano stati tutti i membri della famiglia:

“Anche il papà ne era al corrente perché informato dalla figlia e dalla moglie”

“Anche Chiara la cugina di Maddalena, cui la ragazzina aveva confidato tutto, ha taciuto.”

Come ho scritto in un vecchio post a proposito di questo fenomeno,

colpevolizzare la madre è fondamentale per dare un senso al mondo. Si tratta di uno di quei tasti di scelta rapida essenziali non a raggiungere una qualche verità assoluta, ma a contenere una realtà che è molto più complessa di quanto siamo disposti ad ammettere.

E questo perché

La madre – in quanto donna e quindi non del tutto persona – non è titolare di una sua soggettività da esplorare

e perché

focalizzarsi sull’importanza di avere buoni genitori lascia il resto della società fuori dai guai.

La madre, dunque, non ha denunciato alle autorità competenti quanto stava avvenendo. La madre non ha ascoltato le insegnanti preoccupate.

La madre ha sbagliato. E le madri non possono sbagliare. Gli stupratori si, loro sono vittime, lo ha detto anche il parroco Domenico De Biase:

«Sono tutte vittime – dice – anche i ragazzi. [ragazzi? Sei un “ragazzo a trent’anni?] E poi, io credo che certe volte il silenzio sia la risposta più eloquente».

A questo punto vorrei attirare la vostra attenzione su uno stralcio di intercettazione che riguarda questa madre indegna:

«Loro – dice, intercettata, al telefono – si vogliono prendere i meriti di andare con le sirene, come al solito per prendersi i meriti sulla pelle degli altri? Quanto meno devono avvisare, o no? Sulla pelle nostra, perché i problemi ce li abbiamo noi, non lorotanto non cambierà niente, perché loro hanno i soldi e non paga nessuno, stai tranquillo, sai chi pagherà? Quelli che hanno meno soldi. E quelli che ce li hanno non pagheranno».

Loro, quelli che arrivano a sirene spiegate, si prendono i meriti sulla pelle degli altri, sulla pelle di quelli che non hanno nessuna possibilità di ottenere giustizia, quelli poveri, quelli senza nessun santo in Paradiso (magari un mafioso o un tutore della legge o magari un parroco disposto ad alludere alla possibilità che quella ragazzina che soffre e cerca diperatamente un appiglio per sfuggire a quei tormenti non sia altro che una prostituta) che accorrerà in loro difesa.

Ecco, è di giustizia che vorrei parlare con voi. Della concreta possibilità che una vittima di stupro ottenga giustizia in questo sciagurato paese.

Molti hanno citato il caso di Montalto di Castro; allora il paese intero scese in piazza per insultare una vittima di stupro di gruppo gridando “Aveva una minigonna nera”, mentre il sindaco di Montalto di Castro, Salvatore Carai, contro ogni procedura, prelevò dalle casse comunali 40mila euro per difendere i violentatori, e la vittima dichiarò alla stampa:

“Mi hanno preso la vita e rubato il futuro, ho sperato ogni giorno di avere giustizia, ma se avessi saputo che finiva così non li avrei mai denunciati. Ora sono stanca, non ho più la forza di combattere”.

Potremmo anche citare lo stupro della Fortezza, oppure casi più recenti, sentenze ancora più scandalose: quella che ha scagionato Don Marino Genova, per gli abusi su una ragazzina che all’epoca aveva anche lei solo tredici anni, ad esempio.

“l’«amore» per quel prete le aveva provocato disturbi fisici tra cui l’anoressia e a 17 anni non riusciva più ad andare a scuola. Ma per il giudice dell’udienza preliminare di Larino, competente per il paesino di poche migliaia di anime in cui vive la ragazza, «era amore».”

Anche in quel caso la vittima si trovò tutto il paese contro.

“il racconto della ragazza è stato accompagnato con più interviste ai cittadini di Portocannone i quali hanno dichiarato, senza riserva alcuna, di non credere al racconto dell’adolescente. Parole dure da parte di una comunità che addita la vittima accusandola di mirare ad un una somma di denaro a fronte di un risarcimento per qualcosa che «non è possibile sia accaduto», commentano.”

Che può fare una madre, vi chiedo? E non è una domanda retorica, ve lo chiedo davvero: che può fare una madre, da sola, quando sa che avrà contro un paese intero, quando sa che è piuttosto facile che uno stupratore venga assolto proprio da quelli che arrivano a sirene spiegate a fare la parte dei buoni e lo sa perché è una donna, probabilmente una donna già abbastanza stanca e provata dalla vita da non riuscire raggranellare le forze necessarie a combattere.

Perché, ammettiamolo, questa sembra proprio una battaglia contro i mulini a vento, e lottare con la consapevolezza di aver già perso necessità di un coraggio smisurato.

Quindi, invece di titolare scandalizzati “la madre sapeva, ma non ha fatto niente”, prendete coscienza del fatto che anche la maggior parte di voi non fa assolutamente niente per contribuire a debellare quella cultura dello stupro che ha permesso a degli uomini di violentare una ragazzina per anni, indisturbati.

 

Sullo stesso argomento:

La responsabilità dei genitori

 

Aggiornamento:

Da Famiglia Cristiana:

«Ho parlato con i genitori e mi hanno detto che loro hanno denunciato»

Don Benvenuto, che è molto vicino alla famiglia, prova a spiegare: «Io ho parlato con il padre e mi ha detto che si è allarmato dopo aver saputo di un video che girava sui cellulari di alcuni ragazzi del paese. Poi quando ha saputo i fatti è andato a denunciare tutto ai carabinieri un anno e mezzo fa. Dopo pochi giorni è stata chiamata anche la madre e anche lei ha denunciato. L’inchiesta è scattata in quel momento. Questo è quello che mi hanno detto».

Vedrai che alla fine non è neanche vero che questi genitori hanno taciuto…

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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38 risposte a Distrarre l’attenzione

  1. Paolo ha detto:

    io sono d’accordo su quasi tutto quel che hai detto ma le ragazze (e i ragazzi) si vestono non come dicono gli stilisti ma come vogliono loro, e la loro scelta, la loro libertà va difesa sia da quelli che le accusano di meritarsi gli stupri sia da chi mette in discussione la loro libertà interiore.
    (la foto di Venezia che hai messo non centra nulla, le modelle facevano il loro mestiere, scelto liberamente anche questo, che è indossare abiti stravaganti creati dagli stilisti apposta , che poi è lo stesso lavoro dei fotomodelli)

    • Chissà perché esistono gli stilisti o le sfilate, le riviste di moda, le pubblicità e le fashion blogger, se non hanno alcuna influenza sui gusti della gente. ..

      • Paolo ha detto:

        io non vedo in giro ragazze vestite come le modelle a venezia, penso che neanche le modelle stesse vestano così nella vita di tutti i giorni, quello è un tipico vestito “da sfilata” messo apposta per stupire e provocare reazioni, tra l’altro nelle sfilate di alta moda si vedono cose molto più stravaganti.
        Confermo quel che ho scritto nel precedente post (le fashion blogger danno consigli sui vestiti poi l’utente decide autonomamente se seguirli o no)

      • Si quello è un vestito “provocante”, che attira l’attenzione su una precisa parte anatomica della donna, quella stessa parte anatomica nota anche come “figa”, un termine spesso usato per descrivere la donna nel suo complesso.

      • Paolo ha detto:

        quello è un vestito da sfilata che una modella ha messo per lavoro e per supportare il suo amico stilista che ha creato il vestito, è stata una libera scelta che non è degradante verso nessuno

      • L’oggettificazione del corpo femminile non degrada la singola donna, ma ci dà la misura del degrado di una società fondata sulla diseguaglianza.

      • Paolo ha detto:

        quelle modelle non erano oggettificate e non si stavano auto-oggettificando così come non si stava oggettificando susan sarandon quando è andata a cannes scollata, nel caso delle modelle è lavoro (indossano abiti stravaganti per mestiere) nel caso della sarandon è semplice estro e gusto personale, in ogni caso nessun degrado

  2. In linea generale concordo con tutto quello che hai detto. Vorrei solo aggiungere una mia riflessione personale sulla vicenda.
    1- Gli stupratori sono i primi colpevoli, nessun dubbio e lo sono altrettanto i cittadini che si schierano con loro, non solo in questo particolare caso. E’ ora che chi commette dei crimini si prenda le sue responsabilità parola che ormai in molti hanno dimenticato.
    2- Concordo che la madre e la famiglia in generale possano aver subito terribili pressioni e tutto il resto. Però… però a viene in mente il caso dei genitori di Franca Viola che hanno subito di tutto e di più eppure hanno spinto la figlia a denunciare. Mi spiace io non riesco ad assolvere la famiglia (sottolineo la famiglia) di questa tredicenne. La capisco, so che non è facile vivere una situazione del genere e avere il coraggio di fare la cosa giusta, ma era possibile farlo. Io avrei quantomeno tentato. Non la condanno no, non sono colpevoli. Hanno la mia comprensione sì, però una scelta diversa c’era. Difficile, durissima, complicata ma c’era.

    • Io non assolvo nessuno, non sono un giudice. Solo non mi piace che un paese nel quale le istituzioni e la stampa sono fra i primi responsabili della rivittimizzazione delle donne vittime di violenza, facciano questi titoloni sottintendendo che se i genitori fossero stati abbastanza bravi tutto si sarebbe risolto.

      • Non posso non pensare a ciò che Bertold Brecht fa dire a Galileo Galilei, dopo la sua abiura di fronte al Tribunale dell’Inquisizione: «Sventurato quel popolo che ha bisogno di eroi».
        Noi ne abbiamo avute, ne abbiamo di madri eroine.
        Penso a Teresa Buonocore, che nel 2008 testimoniò contro Enrico Perillo, l’uomo che aveva abusato di alcune minorenni tra le quali una figlia della donna, e che per rappresaglia venne uccisa il 20 settembre del 2010 su mandato dello stesso Perillo.
        Penso a Rita Lanzon, la mamma di Federica De Luca, massacrata di botte e poi strangolata a trent’anni dal marito Luigi Alfarano (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2016/06/13/don-tonino/): alla fiaccolata nella quale ha sfilato tenendo ben in vista la foto del volto sfigurato di Federica non c’era nessun rappresentante delle istituzioni.
        Penso ad Antonella Penati, che si è ridotta sul lastrico nel disperato tentativo di dimostrare che le istituzioni hanno fallito nel proteggere suo figlio (http://buonacausa.org/cause/giustizia-per-federico-barakat) e che ha deciso di spendersi affinché una tragedia del genere non debba ripetersi più.
        Quanti hanno contribuito a finanziare la causa al Tribunale di Strasburgo? Pochi, molto pochi. Troppo pochi, i soldi non bastano a coprire le spese legali.
        Quando invochiamo la necessità di comportamenti eroici, dovremmo anche riflettere che quello che stiamo chiedendo è che una persona straordinaria si immoli, si faccia martire per il bene dell’umanità. E sottolineo martire, perché gli eroi, la stragrande maggior parte delle volte, patiscono una enorme solitudine e alla fine soccombono.

      • Mi pare di aver specificato che la comprendo e che non ho preteso facesse. E ho anche concluso dicendo che la scelta di avere certi comportanti è dura e difficile. Non mettermi parole in bocca che non ho detto. Si chiamano appunto eroi e martiri perché fanno scelte dure e difficili, lo ripeto. E comunque io ho parlato dell’intera famiglia, non solo della madre. Poi non sto giudicando. Ti pregherei di rileggere con attenzione ciò che ho scritto 😉 . Per il resto sì le istituzioni dovrebbero permetterci di non essere costretti a scegliere tra essere eroi o finire a subire. Dovrebbero darci una reale libertà di scelta.

      • Tra l’altro perdonami hai saltato tutta la parte in cui condanno gli stupratori e i compaesani che li appoggiano, idem i giudici, come se non l’avessi detto. Ti ripeto, rileggi bene, perché a me non piace che si travisi ciò che ho detto.

      • Io non ho “travisato”, ho spiegato più diffusamente la mia opinione, mi sembrava fosse quello che mi avevi chiesto.

  3. M. ha detto:

    Non stata al suo posto….
    Non ho parole, roba da medioevo..
    Ottimo post

  4. Silvia ha detto:

    Se i Cav avessero la possibilità di funzionare davvero, invece di essere martoriato. , se si parlasse di educazione sessuale nelle scuole e non dell’orologio biologico delle donne…etc…le famiglie avrebbero Supporto etc strumenti per difendersi, anche quelle povere, lacerato e sperdute…

    • L’educazione sessuale, un tasto dolente. Chi dovrebbe spiegare agli adolescenti che il sesso non è un “dovere” da assolvere nei confronti di qualcuno che dice di amarci, che ricattare per ottenere rapporti sessuali (se mi ami davvero, allora lo devi fare) non può definirsi sesso consensuale ed è una violazione del nostro diritto all’autodeterminazione sessuale, che una sana vita sessuale dovrebbe produrre benessere e piacere, non sofferenza e angoscia? L’educazione sessuale è educazione alla salute, è il primo strumento di prevenzione degli abusi e non essa stessa un abuso sui bambini, come sostengono i fanatici religiosi…

  5. Splendido ha detto:

    Ormai mi sono iscritto al blog e mi arrivano le tue notifiche. Ci si può rimuovere vero?
    Comunque ‘ste ragazzine, ma anche ragazze e donne, che distraggono l’attenzione hanno rotto le scatole. Le trovo insopportabili. Ci vorrebbe una legge contro le distrattrici che mi privano del diritto di farmi i cavoli miei.

  6. melaniaceccarelli ha detto:

    L’ha ribloggato su il pane e le rosee ha commentato:
    La penso così

  7. IDA ha detto:

    In questi casi, tutti sapevano tutto da tempo, funziona sempre così, ora si biasima la ragazza, la madre la famiglia. Ben presto ci dimentichiamo di chi ha commesso il reato e rimangono le colpe della ragazza e della madre. La colpevolizzazione della vittima è parte integrante di ogni forma di abuso e violenza sessuale, sembra inevitabile. Nella nostra società, la violenza e gli abusi sessuali sono particolarmente stigmatizzati. Però c’è da chiedersi cosa, perché quella biasimata è la vittima, quella isolata è la vittima, quella percepita come “sciupata” è la vittima. Quindi andrebbe riformulata l’affermazione; nella nostra società le vittime di violenza e abusi sessuali sono particolarmente stigmatizzate.
    Le madri e le famiglie benestanti e ricche sono più brave, fanno meno errori , mettiamo che questa famiglia, sia precaria e per la miseria che riescono a portare a casa ogni mese, devono ringraziare qualche boss locale e mettiamo per assurdo che il figlio del boss sia uno degli stupratori, con quale diritto ci mettiamo a criticare il comportamento di questa famiglia?
    Quello che ci si dimentica, che si stà parlando di una ragazzina di 13 anni, ( oggi 16). E si sta parlando di adulti, che hanno abusato di lei per anni. Si dice che è lei che se l’è andata a cercare, perché si sa la bulimia sessuale maschile è una tara biologica del genere umano. Il che non dovrebbe sorprendere, dato che molti uomini non hanno smesso di ritenere imprescindibile per la salute del genere maschile, la soddisfazione di quelle esigenze, anche a danno di ragazzine e bambine, continuando a considerarle come naturali anziché storicamente e ideologicamente determinate. E mi fermo qui

  8. Emanuele Di Felice ha detto:

    Secondo la legge italiana chi a meno di 14 anni è innocente, indipendentemente se consenziente o non consenziente e/o prostituta.

    Se gli stilisti consigliassero alle ragazzine il burka queste lo indosserebbero?.

    Se l’è cercata.
    Ma le donne nei confronti degli uomini sono sempre innocenti in quanto vittime, anche se la ragazzina si fosse cercata la violenza sarebbe vittima. Come fa la vittima per natura ad essere colpevole?.
    Se avesse 13 mesi, 13 anni o 63 anni sarebbe innocente, perché le donne nei confronti degli uomini sono vittime sia per quello che subiscono dagli uomini sia per quello che fanno a loro. Quando la violenza maschile e reattiva? Mai.
    Quali colpe hanno le donne nei confronti degli uomini? Nessuna.
    Se fosse vero (se l’è cercata) sarebbe falso, dato lo schema mentale che illumina i fatti: gli uomini carnefici e le donne vittime.
    Gli abitanti del paesino se lo devono mettere bene in testa. Dove vivono?.
    E sessista è chi non riconosce questo paradigma, indipendentemente dai fatti.
    Le vittime a priori sono vittime a priori.
    Date le spiegazioni suddette, una donna che denuncia uno stupro è vittima perché donna, e cercare le prove, o ogni altra giustificazione, non può essere altro che un escamotage sessista. Necessariamente.

    “La madre – in quanto donna e quindi non del tutto persona – non è titolare di una sua soggettività da esplorare”
    Ma allora le madri in quanto esseri subumani come fanno ad essere considerate colpevoli?
    Se le madri vengono considerate colpevoli (a torto o a ragione) è perché sono pienamente umane.
    Il femminismo considera le madri non persone: sempre in balia degli uomini (dunque prive di soggettività) e irresponsabili (vedi infanticidi e uxoricidi)

    “Della concreta possibilità che una vittima di stupro ottenga giustizia in questo sciagurato paese.” Impossibile, dovremmo fare dell’Italia una colonia penale maschile.
    Stupro: se non è violenza fisica è violenza simbolica. Ogni coito è uno stupro.

    Indipendentemente dal fatto in questione, andare in giro vestite come se gli uomini vi fossero non vi sfiora neppure.
    L’ormone è mio e me lo gestisco io, non voi.

    • “Secondo la legge italiana chi a meno di 14 anni è innocente, indipendentemente se consenziente o non consenziente e/o prostituta.” Partiamo dalla scelta dei termini: che intendi con “innocente”? Nel caso di un infraquattordicenne che commetta un reato, si parla di impunibilità, che è un concetto diverso dall’ “innocenza”: il nostro impianto normativo presume che un bambino non abbia ancora raggiunto un grado di sviluppo fisico e psichico tale da poter comprendere il valore etico-sociale delle proprie azioni.
      “Se gli stilisti consigliassero alle ragazzine il burka queste lo indosserebbero?”
      Gli stilisti per ora si occupano solo di hijab: https://www.theguardian.com/world/2016/jan/07/dolce-gabbana-debuts-luxury-hijab-collection e credo che la loro iniziativa goda di un certo successo. Rendere glamour è una mossa di successo fra le giovanissime, e per rendersene conto basta fare una piccola ricerca in base ad hashtag come #HijabFashion, #HijabModerno, #HijabGlamour, #HijabChic, #HijabElegante, #HijabStyle, #ModaHijab, #Hijabiste… anche il velo può essere trendy.
      “Ma le donne nei confronti degli uomini sono sempre innocenti in quanto vittime”: che senso ha questa frase? Qui si parla di un caso specifico di una ragazzina di 13 anni ricattata da un gruppo di uomini adulti allo scopo di estorcerle prestazioni sessuali, e lo dico non perché la vittima è di sesso femminile, sarebbe una vittima anche un ragazzino di 13 anni ricattato da un gruppo adulti allo scopo di estorcergli prestazioni sessuali: http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/ragazzini_drogati_abusati_pedofilo_232_stato_fermato_prima_ultima_violenza-1501196.html
      Per rispondere alla tua domanda: “Quali colpe hanno le donne nei confronti degli uomini? Nessuna.” Delle donne in generale non so che dirti, la mia colpa nei tuoi confronti è quella di avere un po’ troppa pazienza nei confronti di discorsi sempre più sconclusionati…
      “Se le madri vengono considerate colpevoli (a torto o a ragione) è perché sono pienamente umane.” E perché considerare una persona colpevole anche quando non lo è la renderebbe pienamente umana?
      Che il femminismo consideri innocenti le donne per principio è una scemenza, e non perdo neanche tempo a risponderti su questo, visto che tra l’altro è una tua affermazione non supportata da fonte alcuna, come la frase “ogni coito è uno stupro”, d’altronde.
      Su questa frase non so che dire, perché non la capisco: “Indipendentemente dal fatto in questione, andare in giro vestite come se gli uomini vi fossero non vi sfiora neppure.” Cos’è che dovrebbe sfiorarmi? Dovrei pensare a te la mattina quando tiro fuori i vestiti dall’armadio? E perché?
      Tu puoi gestire i tuoi ormani come meglio credi, Emanuele. E’ il corpo delle altre persone che non ti è permesso gestire.

      • Splendido ha detto:

        Boh. Sembrava in linea con il commento di quel mentecatto di Emanuele di Felice e l’ho pubblicato.

      • Sì ma non insultarlo. .. stai insinuando che sarebbero la stessa persona?

      • Paolo ha detto:

        sono d’accordo con te riccio,solo un appunto: per rendere trendy l’hijab (o qualunque altro capo) ti devi rivolgerebbe a un pubblico che ha già voglia di indossare l’hijab e lo indosserebbe a prescindere dalla moda. Nel caso dell’hijabchic, modest fashion ecc.. la moda ha semplicemente preso atto che esiste un “settore di mercato” composto da donne musulmane che vogliono seguire il dress code della loro fede senza rinunciare all’estetica del “bel vestito” e ovviamente hanno una disponibilità di denaro che le rende interessanti per il mercato suddetto, una cosa simile è avvenuta o sta avvenendo con la moda curvy e plus-size, ma la moda ha preso atto di queste tendenze nella società, non le ha create dal nulla.
        A suo tempo Coco Chanel si rese conto che le donne cominciavano a essere stufe di bustini e corsetti e afferrò la palla al balzo

      • Splendido ha detto:

        No, ricciocorno schiattoso! Le insinuazioni le fanno solo i politici americani e i sassi.
        Il link era in linea anche con i tuoi post e commenti.
        In sostanza, viva l’lsd. Ma lo sapevi che l’lsd agisce sui livelli di serotonina e li altera? Ma che c’entra? Ti starai chiedendo. Ebbene, può darsi che voi altri abbiate dei problemi con i livelli di serotonina. Chissà. Ti senti depressa? Infelice? Vittima del patriarcato? Prova a verificare che la tua serotonina sia nella norma!

      • Non faccio uso di lsd, io.

      • Splendido ha detto:

        Funghi magici? Veglie notturne?

      • Paolo ha detto:

        ti devi rivolgere

  9. Paolo ha detto:

    a giudicare da ciò che scrive e dalla citazione di Evola, Fusi deve essere un cretino fascista

    • Splendido ha detto:

      Paolo… Evola ed il martinismo sono molto lontani tanto fra loro quanto dal fascismo. Considerare Evola fascista è come considerar tale Pirandello.

      • Paolo ha detto:

        Julius Evola è stato uno degli intellettuali della destra neofascista italiana (credo sia il solo intellettuale che possano dire di avere) per la precisione era convintamente razzista (razzista “spirituale”) e antisemita, ammirava Mussolini ma in un certo senso era più a destra di lui oltretutto da bravo “imperialista pagano” non credo gradisse il Concordato con la Chiesa Cattolica.
        In ogni caso chi lo cita senza un “inquadramento critico” dimostra di appartenere a un’area politica di estrema destra. Progressista non è di sicuro

      • Splendido ha detto:

        Il pensiero di Evola non ha nulla a che vedere con la destra politica. Se non nell’immaginario della pubblicità.
        Il pensiero politico di quel signor Emanuele non sembra emergere dallo scritto.
        In fondo potrebbe essere anche un estremista di sinistra che odia i matrimoni gay.

      • Antome ha detto:

        In linea con Emanuele de felice nel senso che trovi che ciò che Fusi scrive si confaccia a ciò che esprime nei post? Lo chiami cretino, però (a prescindere che come modi questo non mi piaccia), quindi presumo che non sia d’accordo con lui, quindi nemmeno con Fusi, se lo trovi in linea. Oppure sei d’accordo con uno che definisce la parità uomo donna e la libertà di essere, snaturarsi e decadenza da disprezzare dogmaticamente?

    • IDA ha detto:

      Paolo, Una volta tanto ti devo dare ragione, mi scuserai per questo.. Julius Evola è la base ideologica del fascismo e del nazismo, era critico verso il fascismo, ma non perché era antifascista, il suo pensiero è più vicino al nazismo, sosteneva che l’involuzione umana aveva origine dall’illuminismo e dalla rivoluzione francese e dalle sue ideologie degenerative, avverso ad ogni forma di democrazia e sostenitore del totalitarismo di tipo temporale. Tutto questo condito da un insieme di idiozie mistico e spirituali. È stato ed è la base ideologica del neo-nazismo; del terrorismo nero; e soprattutto in Italia di Ordine Nuovo. Ma anche in quella dei gruppi neo-nazisti della Germania e dell’Ungheria. Ma come sappiamo, i fascisti italiani del terzo millennio, si vergognano nel definirsi fascisti. Pirandello era uno scrittore che aveva delle idee politiche. Evola, anche se diceva di essere pittore, poeta e scrittore, non è ricordato ne studiato per nessuna di queste arti ma come ideologo di un’ideologia totalitaria e criminale. Con molta fantasia si può sostenere che il pensiero di Evola sia lontano dal fascismo, ma di certo tutti i vari fascismi si ispirano a lui. Questo spiega molto su chi è splendido splendente.

  10. Emanuele Di Felice ha detto:

    “Secondo la legge italiana chi a meno di 14 anni è innocente”
    Volevo scrivere vittime, non innocenti.

    P.S. Per quanto mi riguarda puoi tranquillamente lasciarmi insultare da Splendido, anche perché oltre non sa andare. Inoltre si sa che le offese sono discorsi “conclusionati” !.

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