Revenge Porn

Negli anni ’80 la rivista pornografica americana Hustler ebbe l’idea di lanciare la sezione “Beaver Hunt”, invitando i suoi lettori a spedire foto di donne nude. Le foto venivano pubblicate insieme ad una descrizione (hobby, fantasie sessuali) e qualche volta il nome e cognome. Molte donne denunciarono la rivista sostenendo che quelle foto erano state inviate senza il loro permesso.

Se a rendere celebre nel mondo l’espressione “revenge porn” è Hunter Moore, con il suo sito isanyoneup.com, non si può affermare che l’abitudine di umiliare pubblicamente una donna esponendo il suo corpo e la sua sessualità sia un qualcosa che ha a che fare esclusivamente con il web o con la diffusione dei social network.

In questa foto, vediamo Hunter Moore invitato a promuovere un evento danzante, questo ovviamente prima che venisse condannato per cospirazione, accesso non autorizzato a computer protetti e furto aggravato di identità.

huntermooreQui di seguito tradurrò per voi alcuno risposte della sezione FAQ del sito Cyber Civil Rights Initiative, nato dalla campagna End the Revenge Porn.

Cos’è il revenge porn?

Il termine “porno vendetta”, anche se spesso utilizzato, è un po’ fuorviante. Molti dei responsabili non sono motivati dal desiderio di vendetta né nutrono sentimenti personali nei confronti della vittima. Un termine più preciso è “pornografia non consensuale”, definita come la distribuzione di immagini sessualmente esplicite senza il consenso delle persone ritratte. Questo include sia le immagini originariamente ottenute senza il consenso (ad esempio utilizzando telecamere nascoste, hackerando telefoni, o registrando aggressioni sessuali), così come le immagini consensualmente ottenute nel contesto di una relazione intima.

La pornografia non consensuale trasforma individui non consenzienti in intrattenimento sessuale per estranei. Un vendicativo ex-partner o un hacker opportunista possono caricare un’immagine esplicita di una vittima su un sito web in cui migliaia di persone possono vederla e centinaia di altri siti web possono condividerla. Nel giro di pochi giorni, l’immagine può dominare le prime pagine di un motore di ricerca con il nome della vittima in bella vista, oltre ad essere inviato via email o comunque esposto alla famiglia della vittima, ai datori di lavoro, colleghi di lavoro, e amici.

Che genere di danno subiscono le vittime?

La pornografia non consensuale può distruggere le relazioni intime delle vittime, così come le loro opportunità di istruzione e di occupazione. Le vittime vengono regolarmente minacciate di violenza sessuale, pedinate, molestate, licenziate dal posto di lavoro, e costrette a cambiare scuola. Alcune vittime si suicidano.

La pornografia non consensuale è spesso una forma di violenza domestica, quando i perpetratori minacciano di esporre le immagini per impedire al partner di interrompere un rapporto, di denunciare gli abusi, o ottenere l’affidamento dei figli. E’ anche uno strumento dei trafficanti di esseri umani, che fanno uso di immagini compromettenti per intrappolare le persone recalcitanti nell’industria del sesso, così come gli stupratori registrano le immagini delle aggressioni sessuali per umiliare ulteriormente le vittime e per scoraggiarle dal denunciare il reato.

Se la pornografia non consensuale colpisce sia uomini che donne, le prove fino ad oggi indicano che la maggior parte delle vittime sono donne, e che le donne spesso debbono affrontare conseguenze più gravi. La pornografia non consensuale – come la violenza domestica, lo stupro e le molestie sessuali – danneggia in maniera sproporzionata le donne e le ragazze e mina l’uguaglianza di genere.

Non sono da biasimare anche quelle vittime che mettono a disposizione immagini intime ad altre persone?

In primo luogo, molte vittime non avevano nessuna intenzione di mettere le loro immagini a disposizione di chiunque. Alcune sono vittime di stupro le cui aggressioni sessuali sono state registrate. Alcune sono state immortalate a loro insaputa. In altri casi, le immagini private sono state rubate da persone che non avevano mai incontrato.

Le vittime che mettono a disposizione le loro immagini ad un partner, hanno affidato ad un’altra persona dei dati sensibili. Non è molto diverso da quello che fanno i clienti dei ristoranti quando danno le loro carte di credito ai camerieri, o i pazienti che danno informazioni personali ai medici. I camerieri e i medici che abusano di queste informazioni private trasferendole a persone non autorizzate affrontano sanzioni penali. Informazioni sulla propria sessualità non meritano meno protezione delle informazioni sul proprio conto in banca o sul proprio stato di salute.

Inoltre, biasimare la gente solo perché pratica un’attività sessuale consensuale non ha alcuna base giuridica, morale o logica. “Non fare foto nuda” non è una soluzione al porno non consensuale come “non girare in macchina” non è un modo per evitare di essere uccisi da un conducente ubriaco.

Ma leggi penali contro il porno non consensuale non rischiano di rafforzare l’idea che il corpo delle donne sia un qualcosa di cui vergognarsi?

No, per la stessa ragione per la quale le leggi contro lo stupro non promuovono l’idea che il sesso sia qualcosa di cui vergognarsi. Piuttosto, tali leggi promuovono l’idea che le donne – e gli uomini – hanno il diritto di decidere del proprio corpo, che non può essere utilizzato senza il loro consenso.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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22 risposte a Revenge Porn

  1. Splendido ha detto:

    Il revenge porn è trendy.

      • Splendido ha detto:

        Mi manda in fregola.

      • Trarre piacere dall’infliggere dolore fisico o umiliazioni psicologiche ad altri soggetti è sadismo. Indubbiamente viviamo in epoca nella quale il sadismo è stato sdoganato, normalizzato, e ha invaso l’immaginario erotico della maggior parte di uomini e donne.

      • Splendido ha detto:

        Brava.

      • Splendido ha detto:

        Anche se devi scrivere “in un’epoca”.

      • Splendido ha detto:

        Stop sadofobia.

      • Avere paura di qualcosa di oggettivamente pericoloso non credo sia un comportamento da scoraggiare. Il dramma è che invece oggi si tende a minimizzare, a infiorettare, a dipingere come inoffensiva una cosa che invece può – e di fatto ha – dei risvolti drammatici.

      • Splendido ha detto:

        Che fifona! 😛 Tutta infingardaggine sadofobica.

      • Splendido ha detto:

        E quanto bigottismo, peraltro!

      • “Infingardo” è sinonimo di pigro, indolente… “Bigotto” si dice di persona che ostenta una religiosità esteriore, un’ipocrita che manifesta intolleranza e mancanza di flissibilità. Tutte caratteristiche che non mi appartengono, soprattutto perché tollero con pazienza gente che usa gli aggettivi a casaccio senza indulgere nel desiderio di tirargli appresso un dizionario della lingua italiana.

      • Splendido ha detto:

        E pure insolente!
        Ebbene, entrambi gli aggettivi ti riguardano: infatti ti riguarda la pigrizia di non aver valutato gli usi arcaici della parola “infingardaggine” – per questo dovrei prenderti a vocabolariate -, oltre a riguardarti la pigrizia di chi scansa, bollandole come pericolose, le attività più impegnative.
        E il bigottismo ti riguarda perché diffondi la sadofobia senza sapere bene di cosa si tratti.
        E ora devi dire: “touchè”.

      • “ti riguarda la pigrizia di non aver valutato gli usi arcaici della parola “infingardaggine”” ovvero quali?
        http://www.etimo.it/?term=infingardo
        Chi potendo o sapendo fare una cosa, finge di non potere o non sapere.
        Io non fingo, né ignoro, semplicemente disapprovo. Ciò che mi disgusta è che una persona venga qui a scrivere, sotto un articolo che parla di persone umiliate, denigrate, minacciate, molestate, persone che arrivano al suicidio, tanto l’esperienza le devasta, che questo tipo di scenari “la manda in fregola”. Il sadismo mi ripugna, e proprio perché lo conosco.
        Non sono in alcun modo obbligata a farmelo piacere.

    • Paolo ha detto:

      “viviamo in epoca nella quale il sadismo è stato sdoganato, normalizzato, e ha invaso l’immaginario erotico della maggior parte di uomini e donne.”.

      sto leggendo Justine e non so se il Divino Marchese condividerebbe tale affermazione..seriamente io starei attento a trarre conclusioni così drastiche anche davanti a fatti di cronaca che sembrerebbero supportarle, stupri e sopraffazioni ci sono sempre stati
      quello che so, è che la pornografia non consensuale è un crimine odioso e intollerabile e lo dico proprio da maschio eterosessuale che ama il sesso, l’eros anche esplicito, ama eccitarsi e che quando vede una donna sexy non gli viene mai in mente di disprezzarla con epiteti quale cagna e simili, e davvero non capisce come si possa disprezzare una persona che ti eccita, io la ammiro

      • Prova a immaginare il Marchese De Sade che legge le 50 sfumature di grigio…

      • Paolo ha detto:

        credo che non avrebbe gradito (tra l’altro i libertini e le libertine dei romanzi sadiani Mr Grey se lo sarebbero mangiato a colazione)

      • Nell’opera del De Sade è descritta una società in cui pochi esseri umani sono carnefici che utilizzano  gli  altri  come  “carni” da cui  estrapolare il proprio piacere; il Marchese è un aristocratico, e non gli è proprio possibile concepire un mondo diverso da quello in cui l’umanità è suddivisa in dominanti e dominati. Alcuni gli hanno riconosciuto il merito di aver “svelato” l’indicibile, senza mascherarlo con sentimentalismi, ovvero che il piacere sessuale ha molto ha che fare con l’esercizio del potere, ma egli non riesce ad andare oltre l’idea che la dicotomia oppressore/oppresso, attivo/passivo sia nella “natura” dell’uomo, e non possa essere, invece, il frutto di  costruzioni politiche e sociali che hanno mostrato le relazioni di potere che intercorrono fra gli individui come  “naturali” e “universali”.

      • Paolo ha detto:

        natura dell’uomo e della donna, vedi ad esempio Juliette che a differenza della castissima, virtuosa, religiosissima e sfortunatissima sorella Justine, ottiene una vita libera e felice aderendo entusiasticamente al libertinaggio sfrenato, al disprezzo di ogni sentimento religioso (che però è bravissima a fingere se serve ai suoi scopi) e persino al crimine.tutto nel proprio esclusivo ed egoistico interesse. E’ vero per Sade uomini e donne devono diventare carnefici se non vogliono essere vittime, ovviamente io sono più ottimista e non penso che il piacere sessuale sia legato al dominio e alla sopraffazione (se non in giochi bdsm consensuali ma se c’è consenso non c’è violenza)

  2. Stardust ha detto:

    Bastardi. Chiaramente nasce dal fatto che la società ritenga una donna sessuale, nel senso una donna che viva la propria sessualità liberamente (sto escludendo i casi di stupro) qualcosa di vergognoso. O di spaventoso. Vengono loro i sudori freddi poverini.

  3. Jinbe ha detto:

    Quello che stupisce – ma anche no – del triste caso di Cantone è la gara che molti ragionevolissimi maître à penser dell’internet hanno ingaggiato a chi esclude meglio ed in maggior misura il sessismo dall’equazione che ha avuto, come risultato, la morte di una trentenne per suicidio. È ovvio che le motivazioni dietro un suicidio siano varie, ma la scelta di levare da subito il sessismo da queste è assai paracula. E di comodo.

  4. Pingback: Femminicidio ambientale

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