Rivendicazionismo

Rivendicazionismo: tendenza a rivendicare diritti, soprattutto sociali, economici e politici.

suffragette

Qualche tempo fa Massimo Lizzi ha scritto una lettera aperta alle “care amiche  femministe, rivendicazioniste e paritarie“, nella quale invita tutte quelle donne che denunciano “le ingiustizie, le violenze e le discriminazioni di cui le donne sono vittime” ad abbandonare “le forme maschili della politica”.

Sebbene Massimo riconosca, nella sua lettera, che gli uomini, pur costituendo la “metà del genere umano”, si comportino come se fossero “tutto il genere umano”, e questo perché occupano “ancora la gran parte delle posizioni di potere”, motivo per il quale possono essere “violenti, influenti”, e riconosca che le donne non hanno il potere di rimuoverli da quelle posizioni di potere che concedono loro il privilegio di vivere come se fossero l’intero genere umano, usando la loro violenza e la loro influenza per relegare la donna al ruolo di essere meno-che-umano (“certo, non potete rimuoverci“, scrive), ritiene che le donne non debbano chiedere agli uomini “parità, diritti, rispetto”.

“Non credete, in questo modo, di conferire troppo potere agli uomini?”, chiede.

E poi fa la sua proposta: invece di “chiedere” di non essere oppresse, le donne dovrebbero scegliere un’altra strada.

Quello che credo di aver capito – ci dice – è che le donne possono praticare la libertà e l’indipendenza dagli uomini, dandosi forza e autorità in autonomia, tra loro, mostrare la propria grandezza, e togliere l’uomo, in positivo o in negativo, da dove lui ha preteso di mettersi, dal centro dell’Universo.

Le donne dovrebbero vivere “in autonomia, tra loro”, e “mostrare la loro grandezza”.

Veniamo alla prima proposta, “vivere in autonomia”. Ma che significa?

Viviamo in un mondo di relazioni che, ci piaccia o meno, ricomprende anche degli uomini: il ginecologo, il padre, il nonno, lo zio, il fratello, il cugino, il pediatra, il compagnuccio dell’asilo, il patrigno, il maestro, il professore, ognuna di noi ha avuto almeno un uomo intorno sin dal momento della nascita, a meno di non essere nata in un mitologico “villaggio delle donne” ispirato alle comunità femminili nascoste lungo le rive del fiume Scamandro descritte da Christa Wolf in “Cassandra”.

Giriamo per la strada, mano nella mano con la nostra mamma, e siamo circondate da manifesti come questo:

viva_la_vita

Entriamo in un negozio, e vediamo sugli scaffali articoli come questo descritto da Repubblica, posizionato sugli scaffali rosa che sono separati da quelli dedicati ai maschietti, di modo da ricordarci costantemente qual è il nostro posto nel mondo.

giocattoli

Cresciamo tra vestitini sexy, trousse per il trucco, bambole ammiccanti, mini lavatrici e ferri da stiro giocattolo, finché non proviamo ad entrare nel mondo del lavoro, dove il più delle volte ci sentiamo dire, a prescindere dallo sforzo che mettiamo nell’accumulare competenze, che dovremmo smettere di provarci.

donne_scienza_bambole

Quando ci va bene.

Perché quando va male qualcuno degli uomini che lavora con noi ci mette le mani addosso, e, se proviamo a protestare che la molestia sessuale sul luogo di lavoro è un reato, ci viene rispoto che no, non è vero, è solo “un immaturo e inopportuno atteggiamento di scherzo“.

Ci viene detto che dobbiamo imparare a stare agli scherzi.

Perché è il nostro atteggiamento quello che genera problemi, la nostra tendenza a prendere tutto troppo sul serio, quell’insopportabile mettersi a piagnucolare che è una caratteristica tutta femminile… non il maschilismo dei nostri colleghi.

Che palle le donne che piangono! Sono insopportabili, fin da piccole: le spedisci in ospedale, con una costola incrinata, e loro a lamentarsi che sono vittime di violenza, quando invece erano solo “normali dinamiche da scuola elementare”.

In questo contesto (e ne ho descritta solo una piccola parte) quale dovrebbe essere lo spazio nel quale “vivere in autonomia?

Non dobbiamo leggere i giornali, non dobbiamo accendere il computer per collegarci alla rete, non dobbiamo andare a scuola o al lavoro, non dobbiamo fare sport, non dobbiamo entrare nei grandi magazzini,  non dobbiamo farci fotografare?

Oppure basta far finta che tutto quello che ci circonda semplicemente non esista o non abbia alcuna influenza nella nostra vita?

Mi chiedo se Massimo Lizzi direbbe ad uno straniero la stessa cosa.

Se direbbe ad un immigrato “non badare ai razzisti che non ti affitano uno straccio di appartamento perché sei nero“, vivi in autonomia, “mostra la tua grandezza”. Fagliela vedere a quei razzisti, “relativizzali” dormendo su un cartone per strada. Vedrai come cambiano le cose! E se muori congelato prima che siano cambiate, beh…

Ci sono un sacco di donne che possono permettersi di vivere in un mondo immaginario nel quale il patriarcato è già morto, creando dei luoghi protetti nei quali stare “tra loro”, spazi nei quali si raccontano quanto sono grandi e forti, così grandi e forti che non hanno nulla da chiedere agli uomini di potere.

Poi ci sono quelle donne che subiscono uno stupro e non solo non ottengono giustizia, ma subiscono ulteriore violenza da tutti quelli che le accusano di essere delle bugiarde mignotte che la danno via al primo che passa e poi si lamentano, quelle che soffrono di sindrome post traumatica da stress a causa delle violenze, quelle che perdono il lavoro perché hanno denunciato il collega stalker o il capo che toccava loro il culo e non sanno come arrivare a fine mese, quelle che si vedono portare via i figli perché denunciano un padre per pedofilia, quelle picchiate dal marito che si sentono dire che hanno reagito troppo o non hanno reagito abbastanza e quindi è anche un po’ colpa loro, quelle che non hanno un tetto sopra la testa, ma sono gli uomini quelli poveri e tutte le separate sono delle avide stronze, tutte quelle donne che a causa del potere degli uomini patiscono, stanno male e non ce la fanno più.

Non basta fingere che una cosa non esiste per farla scomparire, non funziona così.

Le donne non “chiedono”, le donne “pretendono”, che è una cosa completamente diversa. Perché noi donne siamo esseri umani e questo dato di fatto deve essere riconosciuto da tutto il genere umano, anche da quella porzione che si ostina a porsi al centro dell’universo relegandoci a satelliti a servizio dei suoi desideri, se vogliamo che quelle donne che soffrono a causa del disequilibro di potere che caratterizza questa società maschilista smettano di soffrire.

E questo avverrà non per gentile concessione degli uomini, ma perché ce lo stiamo faticosamente guadagnando, una battaglia alla volta.

niunamas

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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122 risposte a Rivendicazionismo

  1. paolam ha detto:

    Propongo un’interpretazione: Lizzi ha scoperto (con un certo ritardo, ma meglio tardi che mai) il separatismo come metodo, ma si è dimenticato che è un metodo, appunto perché non è che viviamo nel mitico villaggio di cui sopra 😀

    • Forse propone di crearne uno… 🙂 grande grande.

    • Antome ha detto:

      Ho letto Lizzi (non di recente, però) e non voglio credere che proponga davvero segregazione e separatismo. Come si supererebbero le barriere di genere ed il vedersi come prima di tutto individui di cui il genere non è che una caratteristica seppure importante. Sembra, da quello che riccio ha scritto, che cada nel tranello dialettico del quale vengono tipicamente accusate le femministe e gli uomini “maschi pentiti” (secondo uomini 3000), quello che sia questione del genere in sè e non invece della cultura e del sistema culturale a cui si aderisce e in che modo, che è molto più complesso.
      E’ come dire che i neri si devono segregare dai bianchi e che questi siano per loro natura razzisti, invece di capire che la divisione è originata da altre forze, politiche ed economiche.
      La percezione di alterità della donna, indicata come meno intelligente e razionale, purtroppo condivisa da insigni filosofi maschi dell’epoca, proprio quest’ultimo fatto è la conferma che queste concezioni, sbagliate, fossero figlie della cultura vigente assimilate come fatto. Questa alterità ovviamente tende ad autoalimentarsi. Certamente ci sono poche donne che inventano o contribuiscono attivamente alla società, così come i neri, se tali categorie vengono soggiogate ad un tale ruolo e lo interiorizzano come l’unico possibile (ruolo comunque, nel caso della donna, non di per sè oppressivo, in una situazione paritaria e non di dipendenza – potere).
      Non è il fatto che la società fosse fatta da uomini il problema, il problema era che fosse basata sull’esclusione della donna (tralasciando ovviamente le oppressioni di altra natura, per il momento, non perchè poco importanti.).
      Solo in quanto tale peggio di una società dove partecipano anche le donne, appunto come viene detto qui, non perchè le donne siano necessariamente meglio di per loro, nel governare o altro.
      Il punto è l’individuo, spero che con Lizzi si sia trattato di un fraintendimento.

      • Paolo ha detto:

        noi siamo individui e siamo uomini e donne (non si può ignorare), pari moralmente e intellettualmente, questi aspetti sono compatibili con l’essere individui

      • Antome ha detto:

        Certo, siamo individui, anche uomini e donne, più o meno diversi in quanto tali (varia col modo di esprimere il genere), ma mai da giustificare il segregarsi su questa base, che era il mio punto.
        Sarebbe stata diversa una società dove le donne partecipavano? La cosa curiosa è questa, che si, non sappiamo se sarebbe stata migliore o più giusta necessariamente, ma di certo sarebbe stata diversa in quanto non basata sulla premessa e l’assunto della loro esclusione, quindi con tutta probabilità non, o molto meno, sessista, perlomeno.

  2. Paolo ha detto:

    tutto giusto, mi preme dire però che una donna adulta che ama vestiti sexy e trousse di trucco è se stessa emancipata e libera quanto chi non ama queste cose (ovviamente i vestiti sexy vanno indossati da persone adulte, non da bambini piccoli, che poi nulla è sexy se indossato da un bambino)

    • Valeria Palazzolo ha detto:

      Paolo, spero davvero che ti prema perché sai che Riccio sta tenendo il conto delle volte in cui questa tua opinione è stata ribadita (anche quando, come in questo caso, non c’entra un ciufolo) e tenga pronto per te un premio.

      Tieni duro, la milionesima è prossima ad arrivare.
      Tifiamo tutti per te.

  3. paolam ha detto:

    OMMIODDDIO!!! Ora bisogna spiegare la parola “separatismo”. Datosi esserci chi crede che significhi “segregazione” o qualcosa di simile. 😀

  4. kokoro ha detto:

    Samantha Cristoforetti non è italiana.

    • Morgaine le Fée ha detto:

      Vorrei sapere che rilevanza ha nella discussione sapere se Samantha Cristoforetti é italiana o no.

      • IDA ha detto:

        Sono i misteri della fede.. misterioso rimane anche il ragionamento che precede l’affermazione. Forse è un riflesso condizionato.
        Comunque non è la prima volta che mi capita di leggere certe cose, vogliono sminuire l’operato di Samanta Cristoforetti, sostenendo che non è italiana, ( anche qui una logica difficile da capire, ma si sa noi donne abbiamo una ridotta capacità celebrale) si basano sul fatto che lei si è laureata in Germania e si è sposata con uno straniero, (francese credo) e non abita in Italia. Poi il fatto che sia nata in Italia e sia ufficiale dell’aviazione italiana, questo non conta nulla.
        Addirittura c’è chi ha sostenuto che è tutto una montatura una bufala creata dalle femministe, Samanta non ci è mai andata nello spazio, sono foto e riprese in studio. Quali sono gli elementi per affermare ciò? Semplice il nome! Samanta, che è lo stesso nome della protagonista femminile della serie tv di fantascienza “stargate” Samanta Carter. Samanta Carter è un personaggio immaginario, interpretato dall’attrice canadese Amanda Tapping, Samanta Cristoforetti è un personaggio immaginario interpretato da se stessa. Astute queste femministe, ma non tutti i maschi sono coglioni da cascarci..

      • Morgaine le Fée ha detto:

        – “é difficile, se non impossibile per le donne, rivendicare spazi di completa autonomia”
        – “Oh senti, ma l’hai capito che Samantha Cristoforetti non é italiana?!1!”

        non lo vedi il collegamento?? ma com’é possibile? é lí davanti a te!
        😀 😀
        “pecché se ti chiami Samantha nello spazio non ci vai, trovi subito il buco nero che ti risucchia, quindi addio spazi di autonomia! Dovevi chiamarti Leia o Tricia McMillan, forse era naltra storia”.

        (Senti Ida, io ci ho provato 😀 )

  5. L. ha detto:

    alle donne non vengono dati pieni diritti e si cerca di togliere quelli faticosamente guadagnati perché la visione religiosa largamente condivisa le fa derivare dal maschio e dipendere da lui. La cosa grave è che però questo sistema concettuale e simbolico non lo scardini non perché ci siano maschi convinti di questo, ma perché ci sono donne che lo credono con tutte se stesse e da quella idea non le schiodi. Per cui se il “testo sacro” dice che la donna non può parlare, insegnare, votare ecc., ecco che la società “funziona così”, non tanto perché gli uomini lo hanno imposto secoli fa, ma perché le donne stesse tengono in piedi questo sistema di cose, probabilmente per piacere agli uomini; si ha ancora la percezione, nelle donne stesse, che se sei autonoma e fiera di te stessa “non troverai marito”. difatti non è un caso che oggigiorno sono rispuntate fuori le costanze miriano. anche la misoginia di quel genere è ciclica.
    tra l’altro sui siti misogini è tutto un lodare le donne dei paesi “dove il femminismo non è arrivato”, tipo paesi asiatici o ortodossi perché sono femmine più “disponibili e dolci rispetto alle arpie femministe”. poi “qual’è il posto delle donne”, più che non attraverso i giocattoli in rosa, nasce dalle omelie religiose, che si assorbono fin da piccole e anche nei luoghi pubblici, visto che i precetti cristiani sono ovunque, nelle scuole, università e via dicendo… ci sono pseudo femministe italiane e pseudo politiche che a natale la battaglia per avere il crocifisso/presepe nelle scuole la fanno non rendendosi conto del controsenso…

    Una domanda: ma a te dà più fastidio la velina svestita sul cartellone o un’islamica che indossa il niqab/burqa ben lieta di farlo e convinta per di più di essere inferiore al maschio? perché credo che ci siano diversi gradi di sottomissione consenziente e compiaciuta. e secondo me quella religiosa è peggio di quella della “velina di rosa vestita” (che si prostituirà pure per avere lussi e vezzi, assoggettandosi al maschio, ma almeno non si ritiene inferiore e cretina – anzi; ma ci sono donne islamiche realmente convinte di non avere cervello e di non essere pari ai maschi).

    p.s non sarebbe comunque possibile vivere in autonomia tra noi donne, in gruppi separatisti. perché anche se una simile cosa fosse organizzabile, le idee che abbiamo in testa sono tutte intrise di postulati e simboli maschili, quindi… ciascuna di noi è colonizzata dalla cultura maschile e dalla tecnica maschile scientifica. c’è poco da fare… anche chi combatte i postulati maschili deve, per grottesco!, conoscerli e averli assimilati.

    • Morgaine le Fée ha detto:

      Penso che pensare a “quanto mi dá fastidio” la velina o la donna col niqab sia un punto di partenza sbagliato. Ció che a me dá fastidio non sono le due donne in sé o le loro scelte, ma un sistema patriarcale che mostra loro un sistema limitato di tali scelte, dove in entrambe si implica che la donna é sempre oggetto e mai soggetto sessuale. Entrambe le donne alla fine valutano un’opzione dove la propria sopravvivenza ha maggiori garanzie.
      È un comportamento abbastanza comune nell’essere umano, quello di sacrificare la propria libertá per avere sicurezza, o forse meglio, l’illusione della sicurezza: basta vedere che tipo di politici prendono il potere in giro per il mondo: “uomini forti” che promettono sicurezza togliendo diritti fondamentali. La libertá richiede sacrifici, responsabilitá e battaglie che non tutti se la sentono d’intraprendere.
      Non sottovaluterei neppure, da un punto di vista puramente neurologico, il potere del “reward system”. Le donne che si adattano al sistema patriarcale non solo ricevono un’illusione di sicurezza (economica, sociale, psicologica), ma vengono anche lodate per questo, il che attiva il sistema di ricompensa. Costanza Miriano si crogiola nell’illusione della sicurezza datale dal rispetto dei ruoli di genere, dall’approvazione divina, dalla protezione di un sistema potente che la vuole in un certo modo.

      Anche le storie individuali sono molto diverse.
      Credo inoltre che i gradi di libertá della donna con niqab siano molto piú limitati e che esse siano soggette a pressioni sociali e ricatti morali assai piú pesanti che per la velina.
      Quante donne musulmane si mettono il velo/non lo tolgono perché “liete di farlo”? Quante perché invece lo tengono per abitudine/paura di essere ostracizzate dalla famiglia/minacce/legge dello stato?

      Il punto cruciale, per noi donne, é capire che il patriarcato non é sicurezza e sopravivvenza, ma un’illusione di sicurezza e sopravvivenza, l’illusione di essere soggetti anziché oggetti.

      • Paolo ha detto:

        la cosa è ancora più complessa: una velina non è una vittima passiva del patriarcato, non è un oggetto, è una donna che ha scelto liberamente e non si sente affatto inferiore al maschio, e per quanto il niqab mi faccia schifo o meglio mi faccia schifo ciò che simboleggia devo ammettere che non tutte le donne che lo portano si sentono inferiori, anzi alcune ti dicono che nell’islam la donna è “più preziosa” dell’uomo e che il velo è una “protezione speciale” voluta da Dio contro lo sguardo maschile e la “concupiscenza” dei maschi (dei maschi che non siano il marito, ovviamente), io non condivido tale visione ma se una donna musulmana mi dice che ha scelto liberamente il niqab io devo crederle come credo alla scelta libera e consapevole della donna che fa la velina (e non è vero che ci sono solo queste due scelte altrimenti l’intero mondo femminile sarebbe popolato solo di veline e donne in niqab e non mi pare che sia così), c’è una differenza fondamentale: la figlia della velina non è obbligata a fare come la madre nessuno le impedisce di fare la scienziata, la scrittrice o qualsiasi altra cosa (anche chi fa la velina non lo fa certo per sempre e di solito sogna di fare altro sempre nel mondo dello spettacolo ma sogna di fare altro e talvolta ci riesce), la figlia della libera donna in niqab invece è obbligata perchè se non lo fa rischia la pelle per mano dei suoi stessi parenti, a volte. Perciò il niqab è peggio

      • Paolo ha detto:

        un’altra differenza: finito l’orario di lavoro le veline di Striscia non continuano a vestirsi da veline, si vestono come vogliono, comunque quando camminano per strada o vanno all’università non stanno certo in costume da bagno, invece il niqab o il velo va messo ogni volta che esci perchè è un indumento religioso, che assorbe la tua intera vita come gli indumenti laici e quelli che indossi solo al lavoro non fanno. e’ una diffeenza sostanziale

      • IDA ha detto:

        Paolo, è mai possibile che non comprendi quello che ti dicono e ripeti gli stessi discorsi che non hanno senso in quel contesto. “L” si pone una domanda, “Morgaine” da una risposta, parlando di illusioni, libertà e responsabilità. Te riparti con non è vittima, è libera, è autentica.. ma cosa c’entra con la domanda posta da “L”? E soprattutto con la risposta di Morgainè? Paolo. Riproponi sempre una società che non esiste:
        La società è un insieme di individui strutturati in vari modi e livelli di organizzazione, individui che interagiscono fra di loro. Tutti individui liberi autentici e fanno libere scelte, ma non tutti hanno lo stesso livello di autonomia, relazionale, sociale, economica, quindi non tutti hanno la stessa libertà e potere. Tutti gli uomini sono liberi, è una dichiarazione di principi, uno scopo, un obiettivo, un ideale da perseguire, ma purtroppo non è la realtà.

      • Paolo ha detto:

        ribadisco quel che ho detto

    • Antome ha detto:

      Oppure la variante che esorta, siccome qui ci sarebbero tutti i diritti, di occuparsi dell’Arabia Saudita, mica c’è il maschilismo in occidente, anzi, comandano le donne.

      Curiosità sul separatismo, pensi sia questione di sesso o di cultura? Voglio dire, non tutti gli uomini aderiscono alla cultura patriarcale.
      La cultura è patriarcale per il prodotto dell’esclusione della donna più che per il fatto che al governo ci sia un uomo o una donna a meno che ll’uomo in questione lo sia. Ovviamente tale cultura si è tramandata. Ma gran parte dei bianchi, per dire non sono suprematisti di certo non in quanto tali.

      • Antome ha detto:

        Preciso che la prima parte è quanto riportato da mra e internet qua e la da parte di anti femministi.

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  7. L. ha detto:

    @ Paolo: guarda che nel corano è rivelato ESPRESSAMENTE che la donna è inferiore. Pertanto, se un’islamica a caso dice che lei si sente paritaria al maschio o superiore, NON è islamica e sta “bestemmiando”.
    Trovo abbastanza irritante questo “salvare il salvabile” dicendo che “ma l’islam può essere vissuto in molti modi”. così non è, perché il monoteismo puro prevede dogmi inconfutabili e da credersi. chi lo confuta, non è un credente monoteista puro, è un eretico o non un praticante o un ignorante in buona fede (o anche no).

    http://marisdavis.com/index.php?option=com_content&view=article&id=654:ecco-perche-nell-islam-la-donna-e-considerata-un-essere-inferiore-all-uomo&catid=83:bring-back-our-girls&Itemid=333

    “Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono (per esse) i loro beni. Le (donne) virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse” (Sura 4:34)

    il corano è considerato la parola di tale dio, pertanto cambiarne anche una sola virgola è BLASFEMIA E APOSTASIA punite con la pena di morte:
    ti linko a mo’ di esempio solo questo, ma ci sono dozzine di altri teologi impiccati
    https://it.wikipedia.org/wiki/Mahmud_Muhammad_Taha
    e anche per molto meno.

    il dio coranico rivela espressamente, per sua insindacabile volontà, che la femmina è menomata e inferiore perché egli, nella sua onniscienza, ha stabilito così. pertanto una qualsiasi creatura, maschio o femmina, che debba andare contro la visione rivelata del volere di tale dio, sta compiendo un peccato enorme, una ribellione contro lo stesso dio: non solo meriterà il castigo eterno, dopo la morte, ma merita anche il castigo in questa vita.

    questo è il motivo per cui non è possibile alcun islam moderato, perché è assurdo e grottesco prendere pezzettini di corano facendo un patchwork di modo che “diventa accettabile”. o lo pigli tutto così come è stato scritto o lo getti del tutto, abiurando e trovandoti un’altra religione più a favore della dignità femminile. non ci sono vie di mezzo.

    Signore come questa
    https://it.wikipedia.org/wiki/Irshad_Manji
    o le altrettante islamiche che se ne escono fuori con barzellette del tipo “preghiamo allah come se fosse una dea!” NON hanno alcuno dei comportamenti islamicamente leciti e vengono criticate dalle stesse islamiche osservanti. difatti le signorine tipo la Manji vivono esattamente come le donne occidentali (guarda la sua foto e vienimi a dire se la distingui da una qualsiasi atea italiana)
    https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/1a/IrshadManji_photobyRES.jpg/330px-
    IrshadManji_photobyRES.jpg

    la sua visione di dio (a cui lei dice le preghierine prima della nanna) ovviamente non è la visione del dio coranico, è semplicemente una visione infantile di un supposto dio di pace e di amore creato dalla mente di questa donna finto islamica che è lesbica, ama vivere all’occidentale, e nonstante questo, non riesce a staccarsi dall’idea di corano, pertanto si è riscritta un suo corano personale che spaccia come “vero corano”. un po’ come se io riscrivessi il Mein Kampf, prendendo paroline a caso, di modo da tirarci fuori un testo che parli di amore universale.

    una donna “pseudo islamica” che si senta paritaria al maschio, che rivendichi il suo diritto a non essere picchiata, a scrivere di scienza e cultura NON, a non dover sgravare figli in continuazione, non è un’islamica vera e sta persino scontentando il suo stesso dio che ha espressamente dichiarato che la donna è inferiore, e tale resta perché egli ha preposto, ha messo sopra e davanti, i maschi.

    questo vale anche per le cristiane “all’acqua di rosa”, ovviamente. cristiane che conoscono due frasettine di pseudo amore e carità ignorando ovviamente qual’è l’ontologia cristiana della femmina, come specie derivata dal maschio, primo esemplare perfetto nella creazione divina, e unica e vera immagine di dio al 100% (essendo la donna derivata dal maschio, creata per seconda e senza immissione di pneuma divino e giusto solo “per partorire”) nella visione puramente rigorista della bibbia, sia nell’antico testamento che nel nuovo.

    Per te sono scelte libere, sì, certo, come la dismorfofobia e il resto delle cose che dicevo sulle mutilazioni genitali femminili, FATTE ANCHE da donne adulte e più-che-consenzienti, quando hanno voglia di “voglio essere apprezzata dal maschio africano che mi trova bella con una vagina cucita!”. E il discorso non lo riapro, tanto tu non cambi idea neanche se ti porto di peso a qualche club di dismorfofobici. (malattia psichica che per te non esiste, tanto tu non cambi idea, e tanto kathy bates/danny de vito/non-insistere-non-cambio-idea)

    che poi guarda, io mica voglio vietare il diritto al masochismo. basta essere consapevoli di essere delle gran masochiste, quando si sta appresso a tutti i derivati della cultura androcentrica. già il fatto che la donna si debba definire da quanto ha detto il maschio di turno la dice lunga. non voglio di certo impedire il diritto a essere masochiste, di queste donne, mi dà solo fastidio che abusano dell’etichetta femminismo per “creare il femminismo islamica, ebraico, cristiano, confuciano e pincopallo”

    @ Morgaine le Fée: ero curiosa di sapere che ne pensasse la proprietaria del blog, ma visto che mi hai risposto tu, ti rispondo dicendo che certamente viviamo in un mondo androcentrico in tutto e per tutto, ma la domanda è perché le donne continuino, nonostante tutto, a vegetare su questa cultura senza proporre niente di nuovo. Vedi le tizie che ho linkato sopra: si ostinano ancora a salvare il salvabile dell’islam? un tumore lo rimuovi del tutto, non ne tagli un pezzetto lasciando il resto perché “questa parte di tumore però sembra buona”. idem dicasi anche per le altre concezioni filosofiche/culturali create dai maschi, ovviamente, vedasi il contesto filosofico greco/cristiano che rigurgita infamie contro la donna, ma viene ancora ossannato praticamente ovunque in tutti gli ambiti culturali che contano e dalle stesse donne. Devo ancora trovare dove qualcuno abbia fatto una manifestazione contro quel somaro di Aristotele…

    • Beh non è una domanda alla quale si possa dare una risposta nella convinzione che sia quella giusta. 🙂
      Qui Pierre Bourdieu fornisce una risposta, servendosi del concetto di “violenza simbolica”: http://www.caffeeuropa.it/attualita01/131attualita-bourdieu.html

      • L. ha detto:

        grazie per il link. più che altro a me ora come ora verrebbero in mente quei meccanismi del pensiero unificato di massa, che potrebbero spiegare perché la maggior parte delle donne non agisce in senso autonomo. e poi c’è sempre la questione spinosa della libido femminile, su come si forma, da cosa viene plasmata, che è un aspetto inquietante, e che mi sembra che le stesse femministe più note abbiano sempre trattato poco (sto parlando non dei meccanismi fisici-ginecologici, sui quali si sono scritti fior fior di volumi, ma i traumi femminili della sfera libidica. o almeno, io ho sempre trovato poco materiale, sull’argomento; neppure i libri che parlano di femminicidio entrano mai nei dettagli, ma è un dato di fatto che chi sta col violento ci fa anche sesso, con costui, e ne è attratta) ma evito di postare commenti, non vorrei che ‘qualcuno’ iniziasse di nuovo a tartassarmi col “si è libere di sottomettersi così come si è libere di indossare la minigonna o il burqa così come si è libere di stare col violento, sono scelte libere e non coartate”…

      • Paolo ha detto:

        la scelta di stare col violento può essere coartata dalla paura di quello che farebbe se lo lasci, la scelta di mettersi il burqa potrebbe essere coartata dalla paura che ti ammazzano se te lo levi ma ci sono donne che dicono di indossarlo liberamente io credo a loro spero che le figlie avranno la stessa libertà di toglierlo, la scelta della minigonna no è coartata.
        Comunque: non mi stupisce che facciano sesso col violento, quello non è masochismo poichè il violento purtroppo può essere bravo a letto e farti godere tanto quanto il non violento. Non che chi picchia la moglie la picchia 24 ore al giorno, è molto astuto ad alternare momenti di violenza a momenti di tenerezza in cui la donna si illude che lui non ricomincerà a picchiarla

      • L. ha detto:

        p.s tra l’altro poi ci sarebbe anche da accennare al meccanismo della proiezione, modello “caccia alle streghe”, dove si proiettano le proprie fobie, orrori et similia su un dato gruppo, con la dinamica del capro espiatorio.
        si potrebbe ipotizzare che l’odio maschile per le donne derivi da un (mal)celato senso di inferiorità, che va a risolversi con la creazione di una cultura androcentrica di supremazia e di idolatria del potere fallico: tanto più si adora il Mascolino, tanto più si abbassa il Femminile, l’abbassamento del Femminile è necessario al trionfo del Mascolino. ma per questo, è necessario che la donna reciti la sua parte, in questo teatrino dell’assurdo, altrimenti non è possibile che gli Androcentrici godano del loro successo e della loro supremazia: ci si sente vincitori e potenti solo se hai vittime da osservare, anzi, ancora meglio, se la vittima ti idolatra e ti permette di rendere reale, concreto e tangibile il tuo trionfo misogino. D’altraparte, perché il maschio odia la femmina? Da cosa è partito questo suo odio? da un senso di inferiorità che egli ha in sé?
        Tempo fa sul sito di misogini della questione maschile leggevo che loro giustificavano l’arrivo della misoginia con “le donne se lo sono meritate”: in pratica, vedono la misoginia come ovvia e giusta risposta alle nefandezze del genere femminile, per torti presunti o reali che le donne hanno messo in pratica, nella storia, fin dall’inizio, contro di loro (innocenti); pertanto sarebbe la donna stessa a giustificare la misoginia; non partono mai dall’ipotesi contraria.

    • Morgaine le Fée ha detto:

      @L. ” la domanda è perché le donne continuino, nonostante tutto, a vegetare su questa cultura senza proporre niente di nuovo.”
      possibili risposte sono quelle che davo sopra, che contemplano due possibili cause:
      1- la necessitá di adattamento ad un ambiente fortemente patriarcale, la quale porta a scelte che diano un’illusione di sicurezza senza ricorrere a pericolosi conflitti;
      2- il potere del sistema di ricompensa, per cui l’essere lodate e premiate attiva meccanismi mentali di gratificazioni, i quali sono molto potenti giá a livello fisiologico.
      Ovviamente le mie sono ipotesi.

      Riguardo alle donne musulmane: leggevo ad esempio il blog di an atheist in a headscarf, atea inglese di origine musulmana che non osa rivelare alla famiglia la propria apostasia, e quindi si mette l’hijab ogni volta che va a trovarli.
      Essa raccontava che l’essere nati in un contesto musulmano é talmente pervasivo che, anche quando si realizza di non essere piú credenti, é difficilissimo scrollarsi di dosso tutta una mentalitá e una serie di azioni e pensieri che vengono da quel contesto.
      Posso quindi pensare che diverse donne musulmane facciano fatica a dichiararsi totalmente escisse dall’islam anche quando anelano ad un tipo di vita diverso da quello coranico. In questo caso possono creare una versione “di compromesso” della loro religione, in quanto prospettiva meno devastante dal doversi eradicare completamente dal proprio vissuto.

      Noi siamo nate in un contesto cristiano il quale é piú aperto a diverse interpretazioni e arrampicamenti sugli specchi, e in cui l’apostasia non é punita come nell’islam. Perció per noi é molto piú facile sganciarci culturalmente dalla mentalitá religiosa delle nostre origini.

      Da un punto di vista psicologico, credo non si debba neppure dimenticare quanto potente sia la religione nell’offrire rassicurazioni: la religione risponde positivamente alla paura della morte, offre finalitá alla propria vita, offre regole morali che aiutano a prendere decisioni in situazioni critiche.
      Per quanto io sia completamente agnostica, posso comprendere che molte persone abbiano bisogno di una religione per il proprio benessere spirituale. Chi é nato/a in uno specifico ambiente religioso molto probabilmente attingerá alla sua religione d’origine se continua ad avere una forte necessitá di credere, pur cambiando i dettagli che non piacciono.

      • L. ha detto:

        propendo per la sottomissione libidica, l’aver bisogno del maschio, il sentirsi vezzeggiate e via dicendo, più che non il concetto di sopravvivenza: non mi pare che nessuna donna qui in Europa muoia di fame, di solitudine sì, ci muori, e arrivata a 45, 50 anni, da sola senza relazione stabile “magari ti rincretinisci anche”, finendo per rinnegare il femminismo; cosa che stanno facendo anche le più giovani, le 20enni (quelle tali che mettevano i cartelli “I don’t need feminism” “perché amo gli uomini, perché mi piace essere bella” – come peraltro a lasciar intendere che una femminista non ami gli uomini o non sia bella…). oggigiorno poi il termine viene usato a mo’ di insulto, come si usano i termini “frocio” et similia.

        Detto questo, la religione non serve a colmare “un buco” (tanto per usare un’espressione un po’ sartreiana) ma neppure l’angoscia post-mortem. è piuttosto un’idolatria della mascolinità proiettata su sfondi di gloria trascendentale: difatti le immagini di dio sono tutte maschili (vabbè, in epoca pagana c’erano immagini di Dee, ma sono tramontate da un bel po’, ad eccezione del contesto induista), la gente pensa a dio al maschile, dal maschile è giunta prima la creazione e poi la salvezza. se fosse un palliativo per l’angoscia della morte non avrebbe alcuna immagine sessualizzata; è piuttosto un’idolatria del dominio androcentrico che sogna di essere onnipotente e con l’idea di dio, ci riesce.

        perché le donne si sottomettono? per libido (causata ovviamente da traumi a meno che non si ipotizza che il masochismo è congenito al DNA femminile e quindi c’è poco da fare) o per religione (causata forse da un’ignoranza crassa e capillarmente diffusa, perché solo una donna ignorante o masochista potrebbe continuare a restare ancorata a queste pratiche misogine).

      • Antome ha detto:

        E partiti, che, sbagliando clamorosamente, non danno voce a ex musulmani o musulmani laici, altri che li strumentalizzano,, come dicevi appunto.

  8. L. ha detto:

    @ Ricciocorno: “Pentecostalism has presented a paradox. Its bureaucratic administration has been a male preserve, at least as much as other faiths. But Pentecostalism also honours spontaneous ecstatic experiences and what it describes as direct revelations from God or prophecy. And women seem at least as likely to have those as men.”
    sì, ma “poter profetizzare” (peraltro non è una cosa che si inventano le femministe, è lecitamente permesso nel nuovo testamento che le donne profetizzino “a capo coperto”, però)
    “E’ importante che le donne portino il velo quando pregano o profetizzano perché se non lo portano disonorano il loro capo che è l’uomo secondo che è scritto: “Ma ogni donna che prega o profetizza senz’avere il capo coperto da un velo, fa disonore al suo capo” (1 Cor. 11:5).”
    http://giacintobutindaro.org/2010/05/30/il-velo-e-importante-che-le-donne-lo-portino-quando-pregano-o-profetizzano-nonostante-molti-pastori-affermano-il-contrario-anzi-dicono-addirittura-che-il-velo-e-un-eresia/
    non è avere in mano le redini di un potere religioso: se anche “profetizzi” ma il dio che riveli è sempre maschile, cosa cambia, nell’oppressione?
    Niente. Infatti: http://giacintobutindaro.org/2014/02/09/donne-arroganti/
    “Quanta arroganza da parte di tante donne che si professano Cristiane! Esse infatti sono delle ribelli in quanto non vogliono sottomettersi alla Parola di Dio. Non riconoscono infatti l’uomo come il loro capo e difatti per questa ragione non vogliono mettersi il velo quando pregano o profetizzano (perchè il velo è il segno dell’autorità da cui dipende la donna e che ella deve avere sul capo a motivo degli angeli); e non vogliono sottomettersi al proprio marito infatti usano autorità sopra di esso perchè ritengono di avere raggiunta la cosiddetta parità tra uomini e donne. E poi nella Chiesa vogliono insegnare perchè ritengono che abbiano il diritto di farlo (quando la Parola ordina loro di imparare in silenzio con ogni sottomissione), e poi rifiutano di adornarsi d’abito convenevole, con verecondia e modestia come dice loro di fare la Parola perchè esse si sentono ormai emancipate da tutti i comandamenti di Dio che le riguardano. Sono donne che sono state sedotte dal serpente antico con la sua astuzia, esattamente come lo fu Eva. Sorelle, non imitatele.”

    Ribadisco: un tumore va estirpato tutto. Non se ne lascia un pezzettino perché “oh, ma cambiando qualche parolina sembrano frasi buone”. Il monoteismo è un’ideologia misogina, già in partenza. “che le donne profetizzino” non significa né essere rispettate dai maschi in questione, né avere potere, né rivelare immagini femminili di divinità, ma semplicemente ripetere la stessa solfa e la stessa minestra.

      • Paolo ha detto:

        Qui la penso come L: battersi per i diritti delle donne e delle persone lgbt restando cristiani, ebrei o musulmani non ha nessun senso, è una contraddizione in termini ma facciano come vogliono, io non credo che si possa riformare la religione dall’interno

      • L. ha detto:

        “e credono che il Profeta fosse un “attivista femminista ambientalista anti-razzista radicale”

        Cos’è, una barzelletta? sarebbe come dire che un cacciatore o un macellatore di mucche e suini sia “un attivista per i diritti degli animali” o che un sadico sia “un attivista per la produzione di antidolorifici”

        “Io credo che il mio Dio sia un Dio d’amore, e che tutte le forme d’amore tra persone di ogni genere siano tra gli atti più santi che un essere umano possa esercitare (…) Credo che le donne abbiano il diritto di vivere le loro vite senza paura e fastidi da parte degli uomini, un diritto garantito nel Corano”, scrive Aaminah Khan.”

        e OVVIAMENTE non sa citare manco mezzo versetto che affermi il delirio di cui sopra, visto che nel corano ciclo mestruale e omosessualità sono immondizia e impurità e nel secondo caso, anche punibili con la pena di morte.

        P.S “e credono che il Profeta fosse un “attivista femminista ambientalista anti-razzista radicale” certo, un vero femminista uno che dichiara che le mestruazioni sono immondizia, che è possibile fare sesso con una bimba di 9 anni mentre tu ne hai 50 e passa e che sia lecito avere 4 mogli e tutte le concubine che vuoi, che la femmina è deficiente di cervello rispetto a un maschio, “preposto da allah perché allah vuole così” e, ciliegina sulla torta, che il clitoride lo si può tagliare “solo un pezzetto, non incidete troppo”. accidenti, che femminista. con femministi di questa risma dormiamo sonni tranquilli, noialtre donne. chi ha bisogno dei misogini della QM, con femministi di questa portata??

        Ad ogni modo, grazie di avermi fatto ridere, linkandomi questo articolo. anche se più che ridere, da questa barzelletta, c’è da piangere.

      • ... ha detto:

        mah, il punto non ridere o piangere; a parte che non capisco perché dovresti ridere o piangere di persone che cercano di stare bene. Il punto è che non esistono testi sacri. Ed è ben curioso che tu che non sei credente pretendi che gli altri credano alla lettera e credano nel modo in cui vuoi tu.

  9. L. ha detto:

    @ Paolo: “ma ci sono donne che dicono di indossarlo liberamente” ma certo che ci sono donne che lo indossano liberamente. è proprio questo che continui a non capire e ripetere le solite frasi a mo’ di disco rotto.
    Ci sono donne che “scelgono liberamente” di comportarsi secondo precetti misogini e patriarcali. Il punto da osservare non è “scelgono liberamente” ma PERCHé una donna senta la necessità di sottomettersi a un capo maschile. possibile che non riesci a capire il punto della questione?
    perché mai un essere umano dovrebbe seguire un’ideologia che postula la sua inferiorità?
    se un africano ti dicesse “io scelgo liberamente di farmi pestare dai naziskin e da quelli del KKK” per te sarebbe tutto normale? allora siccome è una sua scelta libera, non bisogna neanche interrogarsi sulle motivazioni profonde? possibile che non ci arrivi?!
    resto davvero basita sulla pochezza di certe frasi ripetute a mo’ di disco rotto. se per te non esiste alcuna coercizione, se i rapporti maschio-femmina non sono coartati da una molteplicità di fattori psichici/fisici che hanno sancito il dominio di un sesso sull’altro, che diamine stai qui a leggere un blog femminista? è alquanto grottesco. Io non credo agli unicorni, di conseguenza non frequento blog che parlano di unicorni. Ma te non credi all’oppressione di genere, per cui, cosa stai qui a commentare a fare?

    • Paolo ha detto:

      guarda che sulla religione io la penso peggio di te, per me dovrebbe essere spazzata via dalla faccia della Terra purtroppo non posso impedire a uomini e donne di credere in questa roba ridicola, chi vuole crederci e seguirne i precetti li segua purchè non rompa le scatole a chi non vuole seguirli (cosa che i credenti fanno quasi sempre). Ma poi per te anche il laicismo liberale è una”ideologia maschile contro le donne” quindi di che stiamo a discutere

      • L. ha detto:

        come al solito capisci quello che vuoi capire. io, in quanto donna, affermo solo che le donne la devono piantare di vegetare sulle idee maschili, e creare una visione che sia loro personale, delle cose. che non significa ripetere come delle oche indottrinate le infinite ideologie maschili, pensate dai maschi, su sguardi maschili, su etica maschile, su punti di vista maschili (per cui, fallici) ma partire da uno sguardo che sia nostro, personale, basato sul nostro corpo e la nostra psiche, OVVIAMENTE decolonizzata dai germi delle idee maschiloidi. in quanto donna, e consapevole, affermo che la donna la debba smettere di seguire come un cane e una pecora tizio e caio (il guru, il profeta, il leader maschio di turno) e che si debba fare lo sforzo di sviluppare un proprio ego, SENZA seguire i dettami e i diktat maschili del passato e del presente, che hanno reificato la donna e che hanno creato sovrastrutture di pensiero maschile che definiscono la realtà e l’universo; che si sviluppi un proprio ego, senza dipendere da questo o quel maschio. mi spiace se questa prospettiva ti terrorizza perché significa scalzarvi da ogni ambito culturale e diventare finalmente, noi donne, individui autonomi da quello che voi pensate e/o pretendete, autonomi in primis dal punto di vista ideologico, visto che non sta scritto da nessuna parte che io definisca me stessa come il maschio di turno ha detto e postulato. Sai com’è, 2000 anni di donne-costole-dei maschi in tutti gli ambiti culturali che contano, possono anche avermi stufato. eh, ma per te certe serve del papato sono “grandi geni femminili”… comunque non temere Paolo, neanche l’1% di donne capirà mai la questione, quindi le serve del papato e del maometto o lenin di turno prosperano alla grande, per cui non hai niente da temere, alle donne piace essere reificate in categorie maschili, alle donne piace essere plasmate dalle ideologie maschili. lo permettono da più di 2000 anni, senza accendere il cervello.

      • Paolo ha detto:

        la sola donna che ha accesso il cervello è L. tutte le donne comprese Marie Curie, Rita Levi Montalcini, Luisa Muraro, Virginia Woolf, Rosa Luxembourg, Hannah Arendt, Sophie Germain, Hedy Lamarr, Alexandra Kollontai, Maria Montessori, Angela Davis, Olympe De Gouges che hanno “vegetato” su “idee maschili” devono inchinasi davanti a lei e riconoscere la sua superiorità

      • Paolo ha detto:

        da un pezzo le donne , o almeno la maggior parte si guarda (non solo esteticamente) coi propri occhi

      • E’ sempre bello incontrare uomini che spiegano alle donne la situazione delle donne.

      • Paolo ha detto:

        come sai, io mi rivolgo negli stessi toni ad uomini e donne ogni volta che dicono qualcosa di discutibile secondo me (anzi forse verso gli altri uomini sono persino più sprezzante). Tra l’altro esistono donne che sono d’accordo con me (ma sono quelle che secondo L “vegetano su idee maschili”: se chi la pensa diversamente da me non è una persona con idee sue ma una che “vegeta” io avrò sempre ragione

      • Ma che sai, tu, Paolo, un uomo, a proposito di come si guardano le donne? Pensi che sia stato un percorso semplice, quello che ha portato alcune donne a parlare di “maschilismo introiettato”? Credi che un concetto del genere sia stato bene accolto dalla stragrande maggioranza delle persone, anche e soprattutto da quelle di sesso femminile? Ma soprattutto, credi davvero che la validità o meno di un’idea o di una teoria si possa valutare dal numero delle persone che la accolgono con entusiasmo? Perché vedi, gran parte delle verità che oggi diamo per scontate, sono state ferocemente contestate all’inizio.
        Questo non significa, come sostengono i vari Fusaro o Adinolfi, che l’essere contestati con ferocia sia una garanzia dell’essere portatori di verità, ma di fatto non è vero neanche il contrario: il consenso della maggioranza non basta a dare valore ad un’idea.

      • Paolo ha detto:

        ogni volta che una donna fa qualcosa che non piace nelle scelte politiche o in quelle personali, ad altre donne uno dei metodi per delegittimarla è accusarla di avere introiettato il maschilismo: così Margaret Thatcher e Condolezza Rice non sono semplicemente donne politicamente di destra come lo sono alcuni uomini ma donne che hanno “introiettato il maschilismo” o per citare L. “vegetano su idee maschili” (L. lo pensa anche delle donne di sinistra, a dire il vero), per cui una donna che decide esibirsi come ballerina di lap-dance oppure di voler fare il soldato di prima linea è una che in modi diversi avrebbe “introiettato il maschilismo”, in un caso perchè si spoglia davanti a un pubblico prevalentemente maschile per lavoro, nell’altro caso perchè vuole “fare la guerra” cioè una cosa brutta e patriarcale come uccidere nemici in battaglia e rischiare di essere uccisa; anzichè marciare per la pace e mettere fiori nei cannoni lei il cannone vuole guidarlo, usarlo per distruggere e questa non è una scelta ma (almeno secondo il femminismo della differenza) un segno che avrebbe “interiorizzato il maschile” ma è un seno che avrebbe . E con la storia del “maschilismo introiettato” si sviliscono le scelte delle donne che non corrispondono a quel che noi pensiamo sia meglio.
        Confermo punto per punto quel che ti ho detto nei precedenti post e come puoi immaginare, non cambio idea

      • Ah, certo, è il concetto di “maschilismo introiettato” che svilisce le donne. Sono le femministe cattive che vogliono limitare la libertà delle altre donne, che non hanno rispetto per la “libertà di scelta”.
        Perché è visibile a tutti il fenomeno delle orde di femministe che fanno branco per aggredire ed umiliare le lap dancer o le donne nell’esercito, giusto? Passiamo il tempo a far questo, noi, a denigrare le altre donne…
        Beh, questa è una lettura molto “comoda” dell’esistente, peccato che si scontra con un dato di realtà: generalmente sono altri i soggetti che si organizzano allo scopo di denigrare le donne per il loro aspetto fisico, per la loro sessualità o per le loro scelte di vita.
        Ultimamente questi altri soggetti di cui parlo hanno fatto molto scalpore: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2017/01/22/lanticamera-della-violenza/
        E’ a causa questi fenomeni, che non sono per nulla nuovi, ma fanno parte della storia delle donne praticamente da sempre, che il femminismo ha cominciato ad interrogarsi sulle cause, ed è arrivato a parlare di concetti per te inaccettabili, come l’oggettificazione e l’auto-oggettificazione.
        Concetti che non sono nati per delegittimare le donne, ma per generare consapevolezza in merito ad un sistema partiarcale struttuato in modo da limitare le scelte delle donne e mortificarle.
        Certo, il femminismo è destabilizzante, e questo suo aspetto da molti è vissuto come un’aggressione alla propria integrità: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/06/26/sex-positive/
        Ma questa storiella delle “femministe autoritarie”, che vorrebbero sottomettere tutte le altre donne, è solo una variante di questo ragionamento qui: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/01/03/tu-quoque/

      • Paolo ha detto:

        prima che qualcuno me lo rinfacci: no, non avrei votato la Thatcher, non amo la guerra e non sono mai stato in un locale di lap dance, erano solo due esempi di due scelte che secondo una certa scuola di pensiero sono segni di “machismo introiettato” da parte delle donne, per me invece sono scelte rispettabili fatte da donne adulte che sono consapevoli quanto donne che fanno scelte dverse

      • Antome ha detto:

        Ciao, certo il maschilismo e la misoginia introiettata esistono senza dubbio e non credo che Paolo lo faccia. È però interessante questo dell’etica e delle visioni maschili
        A volte c’è un equivoco, poiché è chiaro che non ci si batte contro delle idee maschili, nel senso di idee provenienti da individui maschili, se non nella misura in cui si tratti di idee sessiste e che escludono le donne o negano loro la voce. Cosa che di certo si è verificata per un lungo periodo, e che molti uomini esprimono tuttor, purtroppo.
        Tuttavia, l’uomo è, come la donna, un individuo e che quindi, non produrrà necessariamente un’idea maschile lui o femminile la donna, se non, certo nella misura in cui si è rispettivamente maschi o femmine, ma quali sono le necessarie implicazioni di questo discorso?
        Secondo me, ripeto si tratta di cultura più che di maschio o femmina, se vogliamo parlare di germi. Facciamo bene a decolonizzare e rivedere le idee dei maschi del passato, questo, si, ma in quanto intrise della cultura patriarcale.

      • Antome ha detto:

        Se parliamo di lasciti di idee della cultura patriarcale, questi possono riguardare uomini e donne, entrambi possono parimenti rifiutarle o esserne più o meno esposti, ma penso che sia già chiaro che un uomo non ne sia necessariamente investito. Certo dove è rilevante, c’è sempre la differenza di prospettiva, nei diversi modi in cui i due generi subiscono le rimanenze di questa cultura (escludendo quando, specie gli uomini, alcuni e in determinate situazioni, ne beneficiano), e i modi in cui subiascono entrambi se poveri, ingenui, etc. Li è chiaro che un uomo non può pretendere di conoscere la prospettiva di una donna e viceversa, in genere.

      • Paolo ha detto:

        Riccio, però tu non puoi attribuirmi cose che non ho detto altrimenti sei tu ad avere un problema di comprensione dei testi: non ho mai parlato di “femministe cattive che aggrediscono donne soldato e lap dancer”, ho detto che mentre una oarte del femminismo sostiene attivamente il diritto delle donne di entrare nell’esercito, un’altra parte vede in questo una “interiorizzazione dei valori patriarcali” che non è una “aggressione” ma è un modo per delegittimare questa scelta, per dire che sono “meno libere” di una donna che fa scelte pacifiste mentre nessuno crede che un soldato uomo sia meno libero di un obiettore di coscienza e nessuno crede che un uomo spogliarellista sia meno libero di uno scienziato, ecco io voglio che la stessa cosa valga per le donne
        Certo che ci sono uomini (e anche donne e queste sì sono maschiliste) che aggrediscono verbalmente e talvolta fisicamente le donne viste come sessualmente disinibite, e ho sempre condannato questo atteggiamento, ma tale mentalità si combatte dicendo che una donna disinibita sessualmente, che fa certi lavori non è un oggetto e non si auto-oggettifica, è una donna libera e che va rispettata come qualsiasi altra, dobbiamo insegnare che una lap dancer è rispettabile quanto una scienziata, che Diletta Leotta con quell’abito a Sanremo non si è auto-oggettificata, è una donna libera e rispettabile quanto lo è una donna in tailleur e pantaloni. In qualunque modo una donna scelga di vestirsi e curare la sua estetica è persona libera, che sceglie, e non subisce passivamente lo sguardo maschile, sopratutto oggi in occidente e proprio grazie al movimento femminista.(che proprio come il movimento operaio ha diverse correnti al suo interno ma nel complesso ha contribuito al progresso dell’umanità)

      • E tu non ti senti autoritario a stabilire per tutte come si combattono certi fenomeni?

      • Paolo ha detto:

        io non stabilisco nulla, dico solo come la penso e cosa secondo me sarebbe gisto fare, non obbligo nessuno ad approvare ciò che dico nè a seguirlo. Chi vuole pensare che una persona adulta e più che maggiorenne che decide di vestirsi in un modo piuttosto che in un altro si stia “auto-oggettificando”, io penso che siano libere e consapevoli come chiunque altro.
        Credo che il femminismo cristiano e islamico siano ossimori poichè le religioni monoteiste sono ontologicamente patriarcali ma non mi permetterei mai di dire che donne come Muraro e Murgia sono “serve dei maschi” come non lo era la marxista Rosa Luxemburg nonostante Marx fosse uomo

      • “tale mentalità si combatte dicendo che una donna disinibita sessualmente, che fa certi lavori non è un oggetto e non si auto-oggettifica”: stabilisci, invece. E non c’è nulla di male in questo, in linea di principio. Le persone riflettono su una problematica, ne forniscono un’analisi e propongono una soluzione, quella che ritengono più giusta. Questo è anche quello che fa quel femminismo che tu critichi tanto, soltanto che l’analisi che propone è diversa dalla tua.

      • Paolo ha detto:

        Chi vuole pensare che una persona adulta e più che maggiorenne che decide di vestirsi in un modo piuttosto che in un altro si stia “auto-oggettificando” e sia succube dei maschi continui pure a pensarlo, secondo me non è giusto questo pensiero, io penso che siano libere e consapevoli come chiunque altro. Non ho il potere di obbligare nessuno a pensarla come me e non voglio averlo

  10. L. ha detto:

    @ Paolo: “Marie Curie, Rita Levi Montalcini, Luisa Muraro, Virginia Woolf, Rosa Luxembourg, Hannah Arendt, Sophie Germain, Hedy Lamarr, Alexandra Kollontai, Maria Montessori, Angela Davis, Olympe De Gouges”
    che lunghissima lista di filosofe. accidenti. La filosofia MASCHILE va da prima di cristo, ancor prima dei greci probabilmente i cinesi, ma vabbè, Paolo (meno male che Paolo c’è!) ci fa sapere che 12 donne hanno cancellato di colpo SECOLI di cultura maschile, di idee maschili, di postulati maschili, di etiche maschili. Come a dire che siccome Virgina Woolf (che NON era filosofa) ha scritto dei libri, allora Aristotele e company (una company MOOOOOOLTO lunga) sono belli che cancellati e confutati. Eh certo scherzi, Aristotele, chi era costui? e chi erano Hegel, Schopenhauer e via fallizzando elencando, tutta gente che, se ti occupi di filosofia e sei femmina, devi comunque studiare, sgobbando sui loro libri perché è gente fallica che ha fatto la storia (perciò i substrati psichici di tutti) che ti piaccia o meno.
    Rita Levi Moltalcini non so cosa c’entri con la filosofia (tanto valeva citare anche la Nightingale, allora), idem Virginia, Maria Montessori, Angela Davis (che è un’attivista). Ma vabbè, Paolo cita quello che può citare, per parlare di donne di cultura, ovvero romanziere e attiviste per i diritti civili. Ché di trovare una filosofa, ahimè, ha solo da citare la Muraro, fedele discepola del cristo, suo dio e suo pastore, ovviamente, una grande femminista, una che va dietro a pecora, al guru maschile.

    “da un pezzo le donne , o almeno la maggior parte si guarda (non solo esteticamente) coi propri occhi”. certo, sappiamo bene che la dismorfofobia non esiste. Lo afferma Paolo. per cui, ANATHEMA SIT se qualcuno mette in dubbio la Theologiae Pauli.

    • Paolo ha detto:

      ti ho citato donne che ciascuna nei propri ambiti hanno dato contributi importantissimi allo sviluppo di quegli ambiti (tra le filosofe non ho messo solo Muraro ma anche Hannah Arendt) e altre avrei potuto citare; contributi che tu ti ostini a minimizzare, se ragionassi come te direi che minimizzi il ruolo delle donne nella storia perchè hai “interiorizzato il maschilismo” ma non lo farò, penso solo che ti sbagli
      E con tutto il rispetto per Florence Nightingale (fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna e anche lei personalità importantissima) metterla sullo stesso piano di una scienziata Nobel per la medicina come Rita Levi Montalcini mi pare discutibile

      • L. ha detto:

        @ Paolo: sei di una noia imbarazzante. io-io-io-kathy bates-danny de vito-io-io-io. Ti si citano fior fior di analisi sociologiche, psicologiche, religiose, antropologiche e chi più ne ha più ne metta che testimoniano, con più punti di vista, la disuguaglianza sessista e ancora ripeterai io-io-io-kathy bates-danny de vito-io-io-io.

        Io non ho svilito le donne che hai citato, ho detto che è ridicolo credere che una manciata di donne abbia cancellato il pensiero sessista androcentrico, che esiste tutt’ora, esiste anche adesso, di domenica mattina, con donne e uomini riuniti in tutte le chiese a pregare un dio mascolino e a leggere i passi di paolo!
        e tu ancora io-io-io-kathy bates-danny de vito-io-io-io.
        se vado in un’accademia, esiste anche lì il pensiero unico mascolino, che mi dice che Hegel è più “alto, sublime, importante” di una qualsiasi poetessa!
        se vado in una scuola media, dovrò sorbirmi una storia della letteratura tutta al maschile con i soliti Dante e Manzoni e quando mai le donne saranno citate di striscio, eh?

        è ovvio che la battaglia la si fa contro le idee maschili/misogine colonizzatrici del Femminile: quelle idee freudiane, cristiane, maomettane et similia che riducono la femmina a una sforna-figlia, a un essere difettoso e inferiore, a un’eterna mentecatta il cui unico ruolo (anzi no: scelta! e SCELTA GIUBILANTE!) è quello di obbedire al grande maschio di turno.
        Questo è un approccio femminista radicale, se a te non sta bene evita di rispondere ai miei commenti. Se la Proprietaria del blog riconosce il diritto a commentare, e tu hai il diritto di ripetere ad nauseam io-io-io-kathy bates-danny de vito-io-io-io, io ho il diritto di riportare anche cose che vadano oltre il io-io-io-kathy bates-danny de vito-io-io-io.

        Riguardo a donne come la Muraro e simili, rispondendo anche ad Antome, dico che “si può considerare libera ed emancipata una donna che definisce se stessa su quanto un profeta-dio maschile-guru ha detto?” è liberazione delle donne stare appresso alle idee maschili che sono state pensate da tizio e caio anche in vece delle donne? A me non risulta che nessuna “filosofa – femminista cristiana” abbia introdotto cose nuove e innovative nel rapporto dell’essere umano con questo supposto dio che si rivela come padre e si incarna in un essere maschile (perché è questo il nucleo centrale della religione); non mi risulta che nessuna “filosofa – femminista cristiana” abbia innovato certi postulati che nascono e vengono rivelati come androcentrici già in partenza; non lo fa la Muraro, non lo fa la Murgia eppure entrambe si definiscono “a favore della donna”; già, ma della donna declinata sempre e comunque in rapporto al gesù/prete/dimensione clericale: da lì non si esce per quanto a queste donne piaccia ritenersi “femministe o simpatizzanti femministe”: una donna che necessita di un salvatore maschile nelle spoglie spirituali di un cristo o in quelle materiali di un prete non è una femminista, è una donna che necessita di una guida maschile.
        Niente di male, basta esserne consapevoli.
        anche perché “quando innovi e rinnovi”, cadi nell’eresia e nell’apostasia. Per cui… ma se per Paolo libertà ed emancipazione della donna è “partorire” articoli come quello che linkò qualcuno qui qualche giorno fa ovvero “maometto è femminista”…
        Ri-chiedo: per una donna ha senso seguire pedissequamente/conformare se stessa/fare proprie visioni maschili? Tutte le visioni culturali (ad eccezione della poesia, forse) sono state inventate dai maschi. che ci piaccia o meno, le cose sono andate così e le stesse donne sono contaminate da visioni sessiste e masochistiche (“I don’t need feminism…”) Il punto della questione è chiedersi se ha senso, per donne che si definiscono liberate ed emancipate, continuare a “stare lì”, partendo da quei postulati o se non ha senso, piuttosto, dopo più di 2000 anni, inventare un proprio pensiero autonomo.

        “minimizzi il ruolo delle donne nella storia perchè hai “interiorizzato il maschilismo”
        No, signorino, io minimizzo anzi contrasto una caterina da siena, DANNOSA per l’emancipazione femminile, in quanto serva masochista e giubilante di un papato maschile e androcentrico.non minimizzo donne come Carla Lonzi e altre di quel settore (che evidentemente tu ignori totalmente) che qualcosa di innovativo e originale l’hanno prodotto, proprio riconoscendo la colonizzazione maschile mentale e distaccandosi da essa.

      • Paolo ha detto:

        il bello è che sul femminismo cristiano e islamico io e te la pensiamo praticamente allo stesso odo. La differenza è che io non disprezzo nè Michela Murgia nè Luisa Muraro anche se posso non condividere ogni loro singola frase e di sicuro ritengo fallimentare il loro tentativo di coniugare teologia cristiana e femminismo (disprezzo invece Costanza Miriano lei sì maschilista ma Murgia e Muraro nulla centrano con lei). Anch’io ritengo incompatibili femminismo e islam, (così come sono incompatibili femminismo e cristianesimo) non condivido affatto alcune cose che ha detto Fatema Mernissi (come ad esempio la cavolata della “taglia 42 burka dell’Occidente” in cui non credeva manco lei secondo me, l’ha detta solo per relativizzare il maschilismo della religione islamica) però la rispetto.

    • Paolo ha detto:

      e non ho citato Luisa Muraro perchè condivido ogni singola frase che detto, e non condivido neanche ogni singola frase di Angela Davis (anche se politicamente la preferisco alla Thatcher), le ho citato perchè entrame hanno dato contributi fondamentali nel loro campo e hanno contribuito allo sviluppo culturale

    • Antome ha detto:

      Paolo non credo che abbia detto questo.

  11. L. ha detto:

    “Ma che sai, tu, Paolo, un uomo, a proposito di come si guardano le donne? Pensi che sia stato un percorso semplice, quello che ha portato alcune donne a parlare di “maschilismo introiettato”? Credi che un concetto del genere sia stato bene accolto dalla stragrande maggioranza delle persone, anche e soprattutto da quelle di sesso femminile?”

    QUOTO TOTALMENTE. Tra l’altro io avevo anche linkato cose come la dismorfofobia, altro che scelte libere di estetica! ma neppure di personalità, se per questo, visto che caratteristiche come la dolcezza, la tenerezza, la passività, il sacrificarsi per gli altri sono sempre state etichettate come “indole veramente femminile”, e guai a quelle donne che non le avessero! erano donne “pervertite, uscite male, non femmine reali”. Le donne sia per l’estetica che per qualità di indole o persino culturali si guardano ancora con occhi maschili, gli occhi maschili introiettati.

    Poi noto in Paolo una grande arroganza maschile: “Io dico che è così, perciò dev’essere senz’altro vero”, il bello che “io-non-cambio-idea” lo dice anche parlando di questioni sulle quali non dovrebbe mettere il becco, essendo problematiche femminili, e dovrebbe piuttosto ascoltare con umiltà quanto le donne hanno da dire. invece “Io, io, io” detto su ogni questione femminile in questa volontà bulimica che ha di dire la sua. è sempre la stessa storia, del resto, i maschi vogliono sempre mettere il becco in questioni che non li riguardano, si sentono sempre in dovere di dover dire la loro. Le donne dicono così? ecco che loro si arrogano il diritto di dire che è cosà. C’è questa dannata idea maschile di dover sempre parlare al posto della donna e sulla donna, e te Paolo non fai eccezione. Eh, ma per te reificazione, subordinazione non esistono, per cui è senz’altro così che va il mondo. L’umiltà va bene solo per le donne, eh? A molti maschi di essere umili, di farsi finalmente da parte quando si tratta di ascoltare le donne, è proprio una cosa che non vogliono fare. Si sta troppo bene ad essere assisi al centro del mondo, a vedere che il mondo gira come lo volete far girare, eh?

    p.s citi Adinolfi. Ricordo che questo signore si è messo anche a parlare di quello che una donna dovrebbe trovare piacevole o no: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/22/il-sesso-orale-non-piace-alle-donne-e-sottomissione-adinolfi-sulla-provocazione-di-madonna/569393/
    (e se non ricordo male ha detto pure che alle donne non piace manco riceverlo, il sesso orale…) Da notare come poi lui è il primo a degradare la donna a mo’ di sguattera:
    http://letteradonna.it/268358/mario-adinolfi-contro-madonna-sesso-orale-elezioni-presidenziali-americane-hillary-clinton/
    “Girare l’Italia forsennatamente ha mandato in sofferenza piedi e caviglie. Avere una moglie adorabile che si prende cura dei miei dolori con creme e unguenti per “rimettermi in piedi” all’inizio della settimana è tra i motivi che mi fanno ritenere più che fortunato.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t31.0-8/p843x403/10830194_10153035012120428_8308990209354150229_o.jpg?oh=87192290390d6e89c45184da3eb2d3d5&oe=5934CA26

    • Paolo ha detto:

      non penso affatto che l’umiità spetti solo alle donne , una donna può essere umilie o meno, dolce o non dolce quanto un uomo.
      Adino,fi è un cattolico reazionario e non condivido nulla di quello che dice. Mi da’ anche fastidio esteticamente se devo essere sincero

      • Paolo ha detto:

        Adinolfi

      • Paolo ha detto:

        non penso affatto che l’umiltà spetti solo alle donne , una donna può essere umile o meno, dolce o non dolce quanto un uomo.
        su personalità ed estetica ribadisco quanto ho detto nei precedenti post

  12. L. ha detto:

    “Margaret Thatcher e Condolezza Rice non sono semplicemente donne politicamente di destra come lo sono alcuni uomini ma donne che hanno “introiettato il maschilismo” o per citare L. “vegetano su idee maschili”

    La destra è stata inventata dai maschi o dalle femmine?
    La destra cosa afferma(va) sulla donna?
    La Thatcher, La Rice e quelle altre due, la Merkel e la Le pen, hanno fatto qualcosa per le altre donne? che so, hanno dato un po’ di soldi per la costruzione di qualche centro culturale femminile? Hanno promosso cultura femminile? hanno fatto entrare in politica, economia ecc. altre donne? hanno trattato argomenti femminili come violenze subite, stupri, sessualità usata e abusata, misoginia atavica? o hanno trattato cose come l’economia et similia, con prospettive maschili (ti informo che esiste – o per lo meno, è stato teorizzato – anche un’idea femminile di economia e mercato, che sia appunto “circolare” e non gerarchica)

    Datti le risposte. e poi vedrai che “forse” queste “donne” sono più maschi che femmine. D’altraparte, trattavano con maschi gerarchici e androcentrici. Quindi no, non rappresentano nessun interesse per le donne. E per quanto mi riguarda, sì, le disprezzo. Con tutto quel potere che avevano, non hanno mosso un dito per aiutare le altre donne, per dare loro voce. Il femminismo non è scimmiottare l’androcrate maschio, nei giochi di potere gerachici del “chi sta sopra, chi sta sotto”, ma creare un sistema alternativo che NON sia basato su potere e gerarchia. cose maschili per eccellenza.

    • Paolo ha detto:

      la Thatcher non è più maschio che femmina, è una donna di destra come ci sono uomini di destra.
      Ma poi per il tuo modo di pensare anche le donne comuniste sono “più maschi che femmine” solo perchè Marx ed Engels erano uomini, anche una donna anarchica per te è “più maschio che femmina” solo perchè Bakunin era uomo.Ragionando così anche le femministe che si battevano per il diritto di voto erano più maschi che femmine dato che i teorici della democrazia liberale erano in maggioranza maschi

    • Antome ha detto:

      Sai mi piacerebbe pensare che gerarchia e potere siano intrinsecamente estranei alle donne, ma purtroppo o per fortuna non lo credo affatto. Si dopo millenni in cui la donna è stata tenuta ai margini, viene spontaneo chiedersi come sarebbero andate le cose se la storia fosse stata diversa. Infatti il racconto, controllato dagli uomoni, risentiva di questo contesto e delle credenze sbagliate sull’inferiorità o alterità enfatizzata della donna. Quindi sì, nel bene e nel male queste cose le ha invente l’uomo, non perché le donne non ne sarebbero state capaci. Questo aspetto però vale anche per quanto di male ha fatto l’uomo. Possiamo dire che Thatcher ha portato avanti un mondo che poggiava inevitabilmente su strutture di potere costruite dall’uomo, dal complesso militare alle strutture di potere e che le ha quindi introiettate. Ma anche un uomo le introietta non è che le eredità su base innata. Certo Thatcher era una donna, ma il punto è che sappiamo uma sola cosa di cosa sarebbe stata una società srnza esclusione delle donne. Sarebbe stata meno sessista o diversamente sessista, con molti più contributi femminili in fatto di invenzioni, al pari do quelli maschili, una visione diversa delle donne e del rapporto tra i sessi. Ma nulla ci garantisce che non sarebbe stata classista o oppressiva in modi diversi, perlomeno non necessariamente. Le società matriarcali in primo luogo non sono affatto la versione speculare di quelle patriarcali, per questo sono diverse. Non credo per il fatto che le donne siano meglio degli uomini in quanto tali. La cultura patriarcale è un prodotto maschile? Può essere, nella misura in cui vuole controllare le donne e ridurle all’utilizzo che il maschio, sedicente essere umano a pieno titolo ne vuole fare. Ma più o meno quanto la tratta dei neri è un prodotto dei bianchi, ma non certo una caratteristica intrinseca del bianco in quanto tale.

  13. L. ha detto:

    @ Paolo: inoltre, guarda la sciocchezza dei tuoi ragionamenti:

    “E con la storia del “maschilismo introiettato” si sviliscono le scelte delle donne che non corrispondono a quel che noi pensiamo sia meglio.”

    Dunque, una donna mutila una vagina di una ragazzina, per seguire un certo diktat culturale estetico/erotico che preferisce vagine mutilate.
    è una sua scelta. Per cui stando al tuo ragionamento, non si può parlare di “maschilismo introiettato”, sennò “sviliamo” la sua scelta, che non corrisponde a quello che noi femministe pensiamo che sia meglio (avere una vagina mutilata)

    Ovviamente interrogarsi sul perché una donna si mutili/mutili un’adolescente prepubere e a CHI giova che entrambe facciano questa “scelta” non è una domanda che ti poni, a CHI giovano certe “scelte femminili autonome”. Ovviamente a CHI giovi che una donna indossi “il burqa di sua spontanea volontà” non te lo chiedi. A CHI giovi che una donna si svilisca sessualmente (magari perché sofferente di squilibri dell’autostima che si forma sui giudizi maschili) non te lo chiedi.

    Curioso che continui a stare su un blog che ha riportato dozzine di articoli su queste questioni. Difatti sotto ogni articolo ho sempre letto il solito commento “io-io-io, danny de vito kathy bates”. Sembra che tu faccia coincidere il tuo io con gli io di tutte le altre donne… ma del resto a me non stupisce, ogni uomo che parla a nome delle donne piazza il suo ego lì, sull’ego delle donne.

    • Paolo ha detto:

      chi mutila una bambina che non può decidere per se stessa è un criminale.
      Mi fa schifo il burka e ciò che simboleggia ma non posso e non voglio toglierlo a forza alle donne che sostengono di averlo scelto liberamente (tra l’altro toglierlo a forza è proprio ciò che vorrebbe Marine Le Pen da te definita “più maschio che femmina”)

      • L. ha detto:

        @ Paolo: ma certo che c’è libertà di essere masochiste e mettersi il burqa, c’è libertà di dare la propria fede a un profeta misogino che dice che le donne sono inferiori ai maschi, perché il dio X ha detto così. è libertà, allora non facciamo più nulla, chiudiamo baracca e burattini. a che serve fare informazione e mandare le bimbe a scuola? tanto c’è la bella libertà di restare mentecatte e masochiste, felici e contente.

        Il problema non è scegliere liberamente un dato abbigliamento, (la gente si veste anche da punk, look che io trovo orribile, esistono centinaia di look, più o meno estremi o ridicoli (esempio: la nail art con le unghie pelose), non è questo il punto!) il problema è capire PERCHé le donne scelgono di seguire un’ideologia misogina! possibile che non ci arrivi? perché le donne stanno bene a stare in un mondo che dice che loro sono inferiori e buone solo per partorire!

      • Paolo ha detto:

        “mandare le bimbe a scuola” mi sembra l’unica alternativa valida dato che costringere le madri a togliersi il burka come vorrebbero Daniela Santanchè, Salvini e Marine Le Pen è inefficace e controproducente. Su sguardo maschile ho già detto la mia. Sul monoteismo la penso come te ma non si può impedire alla gente e alle donne nello specifico di credere a queste cose..magari si potesse ma non si può. Ci sono persino dei gay cattolici e musulmani che vogliono coniugare monoteismo e diritti lgbt, assurdo ma questi ci credono

    • Paolo ha detto:

      spero che mandando le figlie delle donne in burka a studiare in scuole occidentali laiche dove potranno apprendere l’illuminismo e anche le battaglie delle suffragette (sì si dovrebbero studiare nelle scuole) il burka possano scegliere di toglierlo da sole senza essere ammazzate dalla famiglia.
      Se stabilissi da solo che una persona adulta che vive il sesso in un certo modo che non approvo (ma che a quella persona forse piace) si sta “svilendo” allora sì che sarei autoritario, si che metterei il mio ego su quella persona

      • L. ha detto:

        @ Paolo: Molte donne stuprate da piccole o abusate, da grandi “cercano un uomo violento che faccia loro sesso forzato” e che sia simile al padre abusante e violento. Ovviamente chiederti se l’infanzia condizioni i “gusti sessuali” è qualcosa che non ti interessa fare. Per te, è tutto normale e scelta libera. peccato che certe donne se non fossero state stuprate da piccine, avrebbero tutt’altra libido.

    • Paolo ha detto:

      il diktat culturale che preferisce vagine mutilate è sopratutto sessuofobico e misogino dato che si vuole tramite l’infibulazione, impedire alla donna di avere rapporti sessuali prima del matrimonio e tramite la clitoridectomia la si prova del piacere, e tale diktat va combattuto

      • L. ha detto:

        @ Paolo: evidentemente, come già ti dissi, ti manca la lettura di questo libro:

        I Castiglioni, che hanno raccolto fior fior di materiale, testimoniano, per ciascun gruppo etnico, le ragioni della clitoridectomia. quella che dici tu è per il versante cristiano/islamico. Quella fatta dai gruppi animisti… serve – a detta loro! – a fare bene sesso e a godere di più; difatti la pratica viene fatta prima di fare sesso per la prima volta su ragazze adolescenti e vengono intonati canti erotici dalle donne che assistono alla pratica o delle stesse donne infibulate (chi non sviene, almeno…) per inciso, i clitoridi mutilati vengono seppelliti o gettati nel fiume. Ma è inutile parlare, se il libro non lo visioni manco di striscio. Altre due motivazioni sono riscontrabili nella mitologia dell’ermafrodito e in quella che il clitoride danneggia il nascituro (o danneggia il pene maschile durante il rapporto). Leggi il libro, così queste cose che ti sto dicendo le trovi raccolte con abbondanza di foto.

  14. L. ha detto:

    “Certo, il femminismo è destabilizzante, e questo suo aspetto da molti è vissuto come un’aggressione alla propria integrità: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/06/26/sex-positive/

    Grazie per il link 🙂 sono andata a leggerlo, gran bello scritto! Esprime suppergiù quello che penso anch’io. ecco, appunto, il guaio di far passare certi atteggiamenti e dichiarazioni come femministe. Poi, sono quasi del parere che in realtà certe donne lo sanno benissimo di “pensare con la testa del padrone” ma siccome “sono vezzeggiate e stimate dal padrone in questione”, non sono né solidali con le donne né intenzionate a cambiare visione.

    • ... ha detto:

      Tu pensi che il potere e la gerarchia siano intrinsecamente maschili?

      • Questa è una domanda interessante.
        Io, certo che no.
        Di fatto noi associamo la tendenza a concepire le relazioni in termini di dominio e subordinazione al “maschile” solo perché il patriarcato è una struttura sociale che ha gestito in questo modo i rapporti di genere, determinando l’oppressione della donna.

      • Antome ha detto:

        Sì purtroppo il patriarcato è una cortina di fumo che avendo regnato a lungo, impedisce di capire cosa sarebbe la donna senza di esso e a farsi anche illusioni. Ma pensare alla decentralizzazione del potere e combattere le fonti di ingiustizia e disuguaglianza è, ovviamente, doverosoo aldilà della questione di genere, che ne è una parte e un sintomo. Risalendo gran parte delle gerarchie piramidali, tra cui il capitalismo, alla società patriarcale, certo non si può dire non ne porti i segni.

      • L. ha detto:

        a te risulta che ci siano mai state dittature femminili? Come si fa a parlare di qualcosa che non si è mai verificato? Il che non significa affermare “non esistono donne violente”: ne sono esistite, ne esisteranno (penso alla contessa E. Bathory), ma che risulta impossibile, dati alla mano, anche solo pensare a come dovrebbe essere una degenerazione del potere femminile. Anche perché “dare potere alle donne nella cultura, nella società ecc.” non significa affermare “allora da domani tutti i maschi saranno stuprati, abusati, uccisi”, a mo’ di dire che un governo delle donne sia la copia carbone del patriarcato. anche perché poi certi desideri maschili di supremazia o sfoggio di vigore fisico da macho non appartengono alla psiche femminile, in gran parte. alle donne puoi rimproverare essenzialmente due cose, a mio parere: il vegetare e il parassitare le idee maschili senza creare nulla di nuovo o il dipendere dal maschio ricco: vedi le escort tipo bunga bunga. questi credo siano i difetti del sesso femminile, anche se ambedue gli aspetti nascono appunto dalla mancanza di autostima intellettuale, da un senso di inferiorità endemico e dall’incapacità di affermare se stesse senza lo sguardo maschile. (che secondo me è la vera tara del femminile). Difatti ambedue le tipologie di donne, sia quelle che vegetano su culture maschili, sia quelle che parassitano i maschi ricchi, sono entrambe donne che (inconsciamente o meno) dicono “io mi sento inferiore, devo mirare al modello più in alto di me, ovvero il maschio”.

        ma scusami se faccio notare che immaginare un governo di donne stupratrici con la bava alla bocca che vanno in cerca di maschi da seviziare mi sembra alquanto improbabile… anche perché mi sembra che la malvagità femminile si esplichi più in altri campi, forse la gelosia, ma non una sopraffazione di tipo sessuale. il che comunque non esclude che una donna possa emulare uno stupro, al modo che farebbe un maschio, servendosi di uno “strumento sostitutivo del pene”. ma anche qui mi chiederei: le donne violente emulano si o no quanto hanno visto fare dal maschio? Perché mi sembra che anche nell’analisi dei crimini per mano femminile, costoro abbiano preso spunto dai maschi. Per esempio: una donna che volesse fare uno stupro su un maschio con quali modalità lo eseguirebbe?
        a) infila una bottiglia o bastone nell’ano dell’uomo (in una sorta di mimesi dello stupro maschile che infila un pene nell’orifizio della donna); ma mancherebbe il piacere sessuale femminile (a meno che la tizia non si masturbi) visto che la bottiglia non è un pene e se la donna la manovra non sente orgasmo, non essendo un suo organo genitale; lo stupratore invece gode.
        b) obbliga X a praticarle il sesso orale o a masturbarla, (per avere un orgasmo femminile che dovrebbe essere la prova della potenza femminile su una vittima maschile non consenziente) obbligare qualcuno ad avere un pene eretto mi sembra alquanto impossibile (ma non sono un maschio, bisognerebbe vedere se un uomo riesce ad evere un erezione contro la sua volontà) in tal caso si può ancora usare la parola stupro, che indica tutt’altro scenario e modalità? vedi come la mancanza di un termine grammaticale ti faccia capire che manca tutto un substrato culturale…

        quale sarebbe la modalità “specificamente femminile criminologica” per indicare uno stupro femminile? la A, che è uno stupro modulato da una tecnica maschile, o la B che tiene fede alle modalità femminili di godimento?
        nota bene che le mie sono domande e ipotesi, io stessa non ho risposte certe.

        (forse solo la categoria degli “angeli della morte”, infermiere killer, fa eccezione, e difatti sono più le femmine che non i maschi, lì – anche se c’è da dire che spesso l’idea che muove queste donne non è l’omicidio men che meno il sadismo sessuale che eccita, ma più che altro “il voler far quasi morire X per poi salvarlo e venir acclamate come eroine” quindi ancora una volta, il senso di inferiorità) https://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_della_morte_(serial_killer)
        “Assieme ad alcuni serial killer missionari, gli angeli della morte sono l’unica categoria di assassini seriali le cui vittime non rispecchiano le loro preferenze sessuali, e ciò li rende una categoria sui generis in ambito criminologico.”
        “I moventi di questi serial killer sono diversi. Alcuni di essi uccidono per la sensazione di onnipotenza che deriva dall’avere il controllo sulla vita e sulla morte dei pazienti.”
        “Altri, invece, dichiarano di agire unicamente per alleviare le sofferenze delle persone che hanno in cura, motivazione che nella maggior parte dei casi viene sfatata dalle condizioni di salute non irreversibili (talvolta nemmeno gravi) di molte delle loro vittime al momento del decesso. Una categoria particolare di angeli della morte comprende i medici e le infermiere che creano una situazione di emergenza, mettendo volontariamente a repentaglio la vita del paziente di cui si stanno occupando invece di ucciderlo, unicamente per attirare l’attenzione su di sé. Questo comportamento è spesso collegato ad una particolare manifestazione di sindrome di Münchhausen per procura.”

      • Antome ha detto:

        L. Ehm, diciamo che nom appartengono o se non altro meno, alla cultura femminile, essendo socializzate come maschili o desiderabili o ricompensate nel maschio, complice in parte la struttura fisica, rinforza l’idea primitiva chw sia compito (alquanto masochista) dei maschi, competere tra loro, o secondo certe narrazioni, cacciare il mammut, che poi lo cacciavano anche le donne 😉
        Quanto alle dittature, possono contare le regine egiziane e Elisabeth?

      • Antome ha detto:

        Le donne “parassitano”, idee provenienti da uomini, né più né meno degli stessi uomini, ma solo perché in tale epoca passata le donne non potevano esprimersi, come adesso, quindi giocoforza queste idee provengono dagli uomini in quasi totalità. Quanto a degenerazione del potere, temo che Satah Palin non sarebbe troppo da meno di Trump. Idee maschili? No patriarcali, che possono inquinare tanto una donna qianto un uomo. Non direi che Condoleezza Rice avesse idee “bianche” o da uomo, come a dire che quelle idee siano bianche o maschili in quanto tali e non come prodotto di un contesto politico che ha messo queste categorie le une contro le altre (non simmetricamente, mai cadere in questo errore “buonista” al contrario, neri e donne erano le vittime) i cui strascichi ci si porta dietro tuttoggi. quedta ddistinzione è complessa, ma va fatta, per evitare che la lotta degeneri nel filone identitario.

  15. L. ha detto:

    @ “…” vedo ora questo tuo commento del 11 febbraio, che se ne stava nascosto sopra a tutti gli altri.
    ti rispondo. tu scrivi:

    “mah, il punto non ridere o piangere; a parte che non capisco perché dovresti ridere o piangere di persone che cercano di stare bene. Il punto è che non esistono testi sacri. Ed è ben curioso che tu che non sei credente pretendi che gli altri credano alla lettera e credano nel modo in cui vuoi tu.”

    vedi, il punto che non si capisce è che il monoteismo è basato su dogmi che vanno per forza creduti, sennò non è monoteismo, è eresia.
    Se il cristianesimo, nei vangeli, rivela che gesù è stato circonciso, questa cosa va creduta. Non la credi? non sei cristiano. sei un finto cristiano. sei uno che ignora la dottrina di questi “libri sacri”
    se il cattolicesimo, per bocca del papa e senza nessun riferimento scritturale, rivela che “maria fu sempre vergine anche dopo il parto”, va creduta come cosa, sennò non sei cattolico.
    se il corano rivela che la femmina è inferiore perché allah ha predisposto gli uni sulle altre, va creduta come cosa, sennò non sei islamico.
    Se un dio induista tal-dei-tali rivela che mangiare carne di mucca è il peccato supremo, se sei induista e hai fede in tale dio, ti metti a mangiare carne di mucca?! se hai fede che tale dio esista, (e ammettiamo pure che esista) ti stai comportando da ribelle ai voleri del dio che ordina così.
    e via dicendo.

    per stare bene, ne consegue logicamente che magari la si pianta di stare appresso a contesti misogini e deliranti.

    Ma per assurdo, mettiamo pure che il dio coranico esista: credi che sia felice e che manderà in paradiso le “femministe islamiche” che dicono che la femmina è pari al maschio, quando tale dio dichiara tutt’altro ed è felice della sottomissione femminile?
    Lo vedi che è un controsenso stare appresso a un supposto dio se poi ti comporti in modo che lui non approva?

    Il problema non è la spiritualità e l’anelito alla trascendenza, è quando questa spiritualità la viri solo al maschile, attribuendo il sesso mascolino a dio, la infarcisci con infamie contro le donne e simbolismi fallici-misogini. e ripeto: il monoteismo è misogino già in partenza. e in quanto donna, comunque, pur ammettendo che questo dio mascolino esista nelle sue tre varianti monoteiste, ti dico che consapevolmente non solo lo rifiuto in vita, ma lo rifiuterei con disprezzo anche dopo la morte, per il suo sessismo.

    • ... ha detto:

      Tu però in questo modo assumi il punto di vista ortodosso. Capisco che per te se uno deve stravolgere il senso di una dottrina farebbe prima a non credere o a credere a qualcos’altro, ma per tante persone evidentemente non è così, e quello che fanno è credere a loro modo al Dio che conoscono. Da questo punto di vista trovo strano che tu che non credi non provi a pensare che l’eresia è una faccenda umana, non divina. I testi sacri sono faccende umane, non divine. Allora perché uno qualsiasi non può pregare a suo modo? Tant’è che quelli che per primi si oppongono sono i fedeli ortodossi. In uno dei blog linkati una giovane diceva di aver cancellato dei commenti ricevuti da musulmani inorriditi dal suo comportamento. Chi è il vero musulmano? Penso nessuno, non c’è un vero musulmano. I monoteismi partono misogini perché sono nati in un certo contesto. Se oggi più persone cercano di trasformarli sarà meglio no? Questo in realtà non ha a che fare con l’esistenza o meno di un Dio, perché appunto come cerca di dire l’articolo è tutta una questione di ciò che si crede. Tanto più se Dio non esiste ci si può credere in maniere alternative. Nel momento in cui una società diventa più egualitaria Dio diviene sempre meno il simbolo della supremazia maschile e sempre più un’entità astratta. Se anche il femminismo islamico non è come tu immagini il femminismo, è quantomeno un passo avanti, penso.

      • L. ha detto:

        passo avanti? no, è semplicemente tenersi il tumore.

        Forse ti sfugge che questi personaggi cercano di salvare il salvabile, di conciliare testi palesemente pieni di brutture e misoginia a go go. io già ti ho scritto la contraddizione palese di tale atteggiamento (pure infantile): queste persone hanno fede in un dio X. questo dio X ha rivelato che la femmina è inferiore e che è suo desiderio che il marito la pesti se tale femmina è disobbediente. Se tu, donna, hai fede in tale dio, e vuoi compiacerlo, allora, ti fai pestare da tuo marito quando disobbedisci. Sei doppiamente oca se pensi che “io sono paritaria al maschio!” sia un atteggiamento che il dio in questione approva. posto pure che allah esista (non che a me freghi qualcosa, importa alle donne che se lo scelgono come dio): ma te credi davvero che queste femministe islamiche andranno in paradiso, dopo la morte, e che tale dio approvi i loro scrittarelli e battaglie pro-dignità femminile? Continui a non capire che il monoteismo, più che altre religioni politeistiche, è basato su dogmi e su una rigida teologia ed esegesi. Ripeto: se metti in dubbio anche una virgola, stai cadendo nell’eresia se non nell’apostasia, perché tale dio monoteista probisce esplicitamente di “innovare o non seguire il tale diktat”. chi si sente paritaria al maschio, chi non si sente impura per il ciclo, chi non si sposa a 9 anni, chi è gay, scelga: o rinnega se stesso e vive secondo le prescrizioni di bibbia o corano (e pertanto è islamico) o la smetta di proclamarsi islamica, quando ti senti paritaria al maschio, non ti senti impura, non ti sposi a 9 anni, sei gay. è un palese controsenso. e se tale dio esiste, fidati che le varie Irshad Manji che si permettono di: non mettere il velo, vestire all’occidentale con jeans stretti, essere lesbiche, andare contro i maschi islamici, affermare che nel corano “ci sono parti sbagliate” saranno spedite nel più profondo jahannam
        http://www.islamreligion.com/it/articles/417/il-viaggio-nell-aldila-parte-7-di-8/
        perché tale dio in particolare ha ordinato così. ti faccio anche presente che l’essenza dell’islam è la sottomissione più totale: dio non è padre, per l’esegesi coranica, (affermarlo è una grave bestemmia per gli islamici!) è padrone:
        http://www.piccolomusulmano.com/la_nostra_religione.html
        il rapporto tra la creatura e allah è quello della sottomissione più totale, senza se e senza ma: lo scopo è obbedire agli ordini, senza porsi troppe domande. questo vale anche per i maschi islamici (che difatti seguono anche loro prescrizioni e divieti: esempio: non mettersi i pantaloncini)
        “L’lslam è una parola araba che significa “sottomissione” (a Dio), Si tratta di riconoscere l’unicità di Dio “Allah” e sottomettersi a Lui. Non si saprebbe raggiungere la felicità nella vita terrena, né pervenire al successo nell’Aldilà se non obbedendo ad Allāh (gloria a Lui l’Altissimo).
        La cosa più importante che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ha rivelato all’umanità; nessuno ha il diritto di essere adorato eccetto Lui l’Altissimo.
        Ogni persona che accetta l’Islām è un musulmano/a. Il significato di questa parola è “colui o colei che si sottomette ad Allāh”. Il musulmano è tenuto a fare tutto quello che Allāh gli ha chiesto di fare e di astenersi dal fare tutto quello che Allāh gli ha chiesto di non fare.”
        “L’Islam ci insegna come vivere correttamente su questa terra. Ci mostra come vivere da persone pie. Ci ricorda che Allah è il nostro Creatore e Padrone. L’Islam ci mostra la Retta Via”

        poi se vogliamo continuare a raccontarci che il dio monoteista è un tenero e puccioso dio che ama tutti e manda in paradiso anche i micetti… bhè, raccontatevelo. Chi studia esegesi e teologia in senso serio queste cose le sa. per cui buon per Irshad Manji e la combriccola di femministe islamiche, che vivono come le occidentali. ma se il loro dio esiste, dopo la morte, a queste signorine spetta l’inferno di fuoco (non figurato) esattamente come per le atee, le miscredenti, le adultere, ecc.

        Non so davvero perché ci si ostini a difendere un tumore, che partiva tumore secoli fa, è rimasto tumore, degenera sempre di più. Io comincio ad essere stanca di dover sempre citare sure e siti islamici per dimostrare che nell’islam o fai così o se fai cosà non sei islamico. e questo vale anche per le altre religioni fallocentriche.

      • Paolo ha detto:

        L., devo dirtelo su questo hai perfettamente ragione tu, ma purtroppo non si può impedire a una musulmana di definirsi femminista, se la vedrà lei con le sue contraddizioni

      • Stavo pensando all’articolo che hai linkato all’inizio, questo: http://www.prismomag.com/islam-queer/
        Ti cito una frase: “Io credo che il mio Dio sia un Dio d’amore, e che tutte le forme d’amore tra persone di ogni genere siano tra gli atti più santi che un essere umano possa esercitare (…) Credo che le donne abbiano il diritto di vivere le loro vite senza paura e fastidi da parte degli uomini, un diritto garantito nel Corano”.
        Il fondamento della fede è sempre nel libro, che è l’oggetto per mezzo del quale il dio – chiunque esso sia – si rivela. Non c’è Islam senza Corano, come non c’è cattolicesimo senza Vangelo.
        Una diversa interpretazione non rende i libri meno sacri.
        Il libro, quindi, rimane lì ad ostacolare l’evoluzione dell’immagine di dio… non credi? Io credo sia questo che L. sta cercando di dire…

      • ... ha detto:

        Io capisco il discorso di L., ma il suo discorso parte da un presupposto sbagliato, e cioè che Dio dica questo o quest’altro, quando Dio non esiste. Quindi qualsiasi cosa viene detta da un libro è stata detta da uomini (dico uomini nel senso di umani). Per cui dire che o credi in tutto quello che sta scritto nel corano o non sei un buon musulmano è una sciocchezza. Perché non c’è nessuna persona di fede musulmana che può stabilire chi sia un buon musulmano. E men che meno una non credente. Non riesco a capire perché L. insiste nello spiegarmi il senso delle religioni monoteiste, come se avessero un senso. E non lo capisco soprattutto perché è atea. Diventa credente solo nel momento in cui cerca di dire perché il femminismo islamico è una contraddizione in termini, adottando il punto di vista di un ortodosso. Si può discutere su quanto spazio c’è per interpretazioni differenti, su quanto e come può cambiare nel complesso una religione, si può comunque non apprezzare la fede di chiunque, e dire che la tua idea di femminismo è diversa da un’altra, ma non si può dire agli altri come devono credere, e se sono buoni credenti, da un punto di vista ateo. Se sei atea L. non citare sure, esegeti vari e teologi (come si fa a studiare in modo serio Dio poi?).

      • Ma lei non studia “dio”, studia i testi e i suoi esegeti.

      • ... ha detto:

        “Chi studia esegesi e teologia in senso serio queste cose le sa.” mi riferivo a questo passaggio, non a L.

  16. L. ha detto:

    @ Paolo: “mandare le bimbe a scuola” mi sembra l’unica alternativa valida dato che costringere le madri a togliersi il burka come vorrebbero Daniela Santanchè, Salvini e Marine Le Pen è inefficace e controproducente.

    anche qui, sbagli. come mai le donne occidentali (e quelle che pure facevano l’università, mica le contadine analfabete…) si sono convertite all’islam?
    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/7484
    Barbara Farina. è pure figlia di una femminista.
    sai quante altre islamiche come lei sono tutte figlie di atee, dei tuoi amici comunisti (che per inciso, tanto per risponderti al vecchio commento: il comunismo non lo approvo, ha portato dittature e stermini ovunque sia stato applicato – Pol Pot ecc.), delle femministe?
    vanno all’università e un bel giorno… si innamorano dello yemenita, del saudita, del senegalese e (sorpresa!) diventano islamiche fanatiche.

    Per questo non è automatico pensare che mandare le figlie a scuola serva ad emanciparsi.

    La spiegazione della sottomissione psicologica al maschio è spiegabile non tanto con mancanza di cultura, ma con fattori di libido coartata da traumi. ma te sei sordo a spiegazioni di questo tipo. però è così. anche l’avvocato donna di successo o la pluriaccademica può “impazzire” da un giorno all’altro innamorandosi di un maschio di un certo tipo, per poi diventare la fedele cagnetta zerbina.

    Ti ho citato Barbara “Aisha” Farina, ma ce ne sono dozzine di altre. Hanno scritto anche un manifesto per “il diritto a girare col niqab” per strada o per fare foto per la carta d’identità velate.

    “Barbara Farina, una milanese di 27 anni diventata musulmana con il nome di Aisha, è stata la prima donna in Italia ad ottenere nel 1994 il diritto a comparire con il capo coperto dal hijab sulla carta d’identità. E dopo il recente matrimonio religioso con il senegalese Abulkair Fall Mamour, imam della moschea di Carmagnola, già sposato civilmente con Patrizia Venturella, Barbara ha conseguito altri due primati: è stata la prima donna italiana ad ammettere pubblicamente il proprio rapporto poligamico così come è stata la prima donna italiana ad esibirsi con il niqab, il velo integrale che avvolge l’intero corpo.”

    Prosegui tu la lettura del link. così ti tendi conto che questa femmina italiana è pure cresciuta in un ambiente non religioso e che pure ad un certo punto “si sente realizzata” a sentirsi inferiore al caro marito islamico. Vediamo se ci arrivi a capire il perché della “sua scelta”
    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/italiane-convertite-allislam-vogliamo-vivere-nel-niqab-1212501.html

    Ovviamente storie come questa
    https://storiedalloccidente.wordpress.com/2013/12/15/un-richiamo-del-cuore/
    o leggiti pure l’intero blog, sono tutte italiane, Paolo… italiane pure di 16 anni, giovanissime:
    https://storiedalloccidente.wordpress.com/category/hijab-2/

    “Lo studio della Filosofia al Liceo mi spinse ulteriormente alla ricerca della Verità tramite la lettura e lo studio dei vari credi, delle varie religioni, ma non ero convinta: notavo troppe contraddizioni.
    Conseguita la maturità scientifica, mi iscrissi alla facoltà di Ingegneria presso l’Università della Calabria, dove ebbi la possibilità di incontrare tanti, tantissimi arabi, ma, per mia sfortuna, o forse fortuna, non praticanti. Di certo, non fu questo a fermarmi: io avevo troppa voglia di sapere.
    La sera nella mia stanzetta non facevo altro che leggere libri sull’Islam, il Qur’aan el kerim e davanti ai miei occhi compariva sempre la Shahada, “La ilaha illa Allah, Muhammad rassul Allah”; ciò che mi mancava, però, era il coraggio di pronunciarla: con la religione non si scherza, e non sarei potuta tornare indietro. Inoltre, cosa avrebbe detto la mia famiglia?
    Conobbi un ragazzo tunisino, Hichem, cui mi legai tantissimo e di cui mi innamorai. Con lui ero libera di dire quello che pensavo come e quando volevo e, ogni volta, lui non faceva altro che ripetermi: “Tu sei musulmana, pensi esattamente come una musulmana, ma non sai di esserlo”. Leggevamo insieme il Qu’raan, guardavamo video sull’Islam, finchè, un giorno, nel mese di Ramadhan, lo colsi alla sprovvista: “Portami con te, voglio fare la preghiera di attarawih”. Hichem non poteva crederci e insisteva dicendomi: “Ma sei sicura? Non si scherza con queste cose”. Ed io non scherzavo, infatti. Gli chiesi di scrivere la mia Shahada e di spiegarmi la pronuncia di ogni singola parola per bene: non volevo sbagliare. Hichem mi aiutò e quella sera mi portò con lui. Mi sentii diversa, una persona nuova… Una grande emozione dentro. I nostri amici musulmani erano tutti scioccati, ma, allo stesso tempo, felici come non mai.” ecc. (leggi tu il proseguo della dolce storiella d’amore)

    ci portano a chiederci… se invece del saudita, del marocchino, dello yemenita, si innamoravano del confuciano o dell’animista africano devoto al Dio Mantide, diventavano confuciane o devote pure loro al Dio Mantide?

    e meno male che te sostieni che le donne “non vegetano sulle idee maschili” NOOO, assolutamente. scherzi. Leggiti un po’ di siti islamici gestiti da donne: c’è da mettersi le mani nei capelli, anche perché la maggior parte di loro sono tutte donne che frequentavano la scuola col massimo dei voti. e un bel giorno… niqab per tutte! olè! come siamo realizzate! inshallà!

    • Paolo ha detto:

      L. che vuoi che ti dica? Io su questo sono d’accordo con te! Una donna occidentale istruita che di fatto sputa su tutti i privilegi che l’essere cresciuta in un paese democratico e laico le ha dato e aderisce volontariamente a una religione misogina e patriarcale (che può essere l’islam ma pure il cristianesimo) è una donna per me incomprensibile, una masochista ma non si può impedire agli adulti di esserlo.
      E hai ragione anche quando dici che se queste si innamoravano di un credente nel Dio Mantide anche loro avrebbero creduto al Dio Mantide però bisogna essere onesti e dire che non tutte le donne occidentali che si convertono all’Islam (o “ritornano” all’Islam come amano dire perchè secondo loro siamo tutti musulmani alla nascita, è la cultura “infedele” che ci svia) lo fanno perchè si innamorano di un musulmano. Insomma L, su questo tema io la penso peggio di te: mi fa schifo il niqab, mi fa schifo ciò che il niqab simboleggia, è orribile che ci siano donne anche istruite che vogliono metterselo però ci sono! Che facciamo? Glielo strappiamo a forza? Non si può, non è giusto! Ripeto, per quanto il metodo sia imperfetto non vedo altre strade che la scuola occidentale, pubblica e laica, una scuola però che sia finanziata di più di quanto è stato fatto in questi anni, che ti faccia appassionare all’Illuminismo e alla lotta per i diritti umani (e anche delle donne), diritti che sono fioriti solo dopo aver tagliato la testa al re e aver combattuto il potere religioso, diritti che possono fiorire contro la religione e non grazie ad essa: ci saranno anche così ragazze istruite che si convertono all’Islam del resto anche Costanza Miriano è istruita, purtroppo non si può evitare, spero solo che siano sempre meno. Mi rendo conto che puntare sull’istruzione non garantisce risultati al 100% ma è l’unica strada. L’alternativa è Marine Le Pen

      • L. ha detto:

        @ Paolo: Ottimo, per cui continuiamo ad assistere al declino del sesso femminile (pur ammesso che ci sia mai stato un trionfo, prima). va bene così, tanto non se ne esce mai dall’oppressione, al 98% delle donne piace, c’è la libertà di sottomettersi, va bene così. Delle volte spreco più energia anche solo a pensarci di cambiare la condizione femminile, figurati ad agire. Per cui, che continuino pure a moltiplicarsi, come le spore, i siti islamici misogini.

        p.s “vegetare su idee maschili” vuol dire continuare a stare su cose pensate da un essere dotato di pene e non innovare alcunché, come fa il 98% delle donne. Ma del resto la femmina è sempre stata l’eterna seconda in tutto: in intelletto e in forza fisica, è stabilito così dagli inizi del tempo, così non cambia neanche nel 2017 (ma neppure nel 5000). femmina, fe e minus, minor fede, derivata dal maschio, grande prototipo eccellente (del sesso) di Dio. amen.

        Va bene Paolo, vai pure avanti a batterti per la libertà delle donne di essere sottomesse e di essere felicemente mentecatte, di serie B, delle eterne costole derivate. Tanto più che non si cava un ragno dal buco a fare le “Carla Lonzi”.

      • Paolo ha detto:

        Hannah Arendt, Maria Montessori, Rosalind Franklin e Marie Curie ciascuna nei loro ambiti non hanno scoperto, pensato, creato nulla..vabbè io mi arrendo. Ti ho citato quattro donne geniali e altre potrei citarne ma tu continua a credere che “mi batto per il diritto delle donne di essere mentecatte”

      • Antome ha detto:

        Cosa dicevi del comunismo, L.? Che è un metodo sbagliato, sostanzialmente quello che porta molte persone a disconoscerlo e io condivido, però si illudobo di essere anche antitetici al suo fine, quello di mettere fine a sfruttamento e disuguaglianze, cosa che se chiesta a bruciapelo a molti sedicenti anticomunisti, condividono. Questo ci dice che il comunismo è un metodo sbagliato, violento e dispotico, ma non il suo fine. Non commettere lo stesso errore sulla libertà delle donne, visto che anche tu vuoi l’equità, mica non la vuoi solo perché il comunismo è un metodo sbagliato, a parte poi che attribuendolo a Paolo, prendi un granchio, essendo lui, mi corregga se sbaglio, socialdemocratico liberale.
        A vegetare su idee maschili- patriarcali e sui rispettivi ruoli provenienti fa tali idee, possono essere, come non essere, tanto uomini, quanto donne. È ingiusto chiedere alle sole donne di sforzarsi di costruire da zero tutto quanto. Sia uomoni che donne stanno ora contestando questa eredità, a partire dai ruoli di genere. Certo senza naturalmente fare a meno delle conoscenze sviluppate anche sotto l’epoca del patriarcato. Il problema non sono le scoperte avvenute sotto le epoche di oppressione, ma l’esclusione dei gruppi oppressi dal contribuirvi, oltre ap bloccare quelle eretiche, come il medioevo.

    • Paolo ha detto:

      alla lotta per i diritti umani (e quindi anche delle donne, i diritti delle donne sono diritti umani)

    • Paolo ha detto:

      sul “vegetare sulle idee maschili” però non sono d’accordo perchè secondo te pure Hannah Arendt “vegetava” su idee maschili ma non è affatto vero

  17. L. ha detto:

    @ “…”: se per te essere atea significa negare e rinnegare un dio maschiloide, prendimi pure per atea. Io non nego la trascendenza (intesa non come vita dopo la morte, ma come glorificazione del Corpo), rivendico il diritto delle donne ad adorare se stesse in formato trascendentale, tramite la creazione di valori e archetipi psicologici ginocentrici. Ma non mi dilungo, anche perché in questo blog si analizzano altre questioni e mi ci vorrebbero commenti lunghi un papiro (cosa che porterebbe via del tempo anche all’Autrice del blog, magari per visionare argomenti che non le interessano).

    Ti faccio solo presente una cosa che ancora non ha capito, nei miei interventi: i “testi sacri” sono creduti VERI da miliardi di persone. Questi miliardi di persone credono all’esistenza di tale dio, e lo ritengono di sesso maschile. Che interpretazioni innovative puoi fare, a una simile OVVIETà? Ci inventiamo, facendo un patchwork di frasi presi da una sura all’altra che tale dio è una diA (tanto per creare un bel neologismo femminile invece del solito dio…) una dia lesbicafemminista per accontentare la signorina Irshad Manji, che è femmina, lesbica e femminista? Va bè, convinto te che continuare dopo 2000 anni a tenersi ‘sti tumori androcentrici che glorificano il tuo sesso, ma gettano letame sul mio, di sesso, convinti tutti. Io ti ho riportato siti islamici dove ti viene spiegato che islam è sottomissione ai diktat che trovi nel corano.
    Punto e stop. Se poi per te essere islamici è vestirsi da arlecchino, mettersi minigonne rosaschockin, farsi una cresta punk, mangiare prosciutti di maiale, e pregare Krishna al posto di Allah, va bene così. Io francamente più che averti linkato siti islamici che ti spiegano cosa un islamico deve e non deve fare e come è il loro dio, nell’esegesi coranica… pensala un po’ come vuoi, liberissimo di credere che un’islamica si vesta con minigonna rosashoking e possa cantare i mantra a Krishna perché tanto va tutto bene, si può interpretare come ci gira al mattino, per cui buona esegesi “illuminata” di testi androcentrical-tumorali.

  18. L. ha detto:

    @ Ricciocorno: attenzione a citare passaggi del genere “Stavo pensando all’articolo che hai linkato all’inizio, questo: http://www.prismomag.com/islam-queer/
    Ti cito una frase: “Io credo che il mio Dio sia un Dio d’amore, e che tutte le forme d’amore tra persone di ogni genere siano tra gli atti più santi che un essere umano possa esercitare (…) Credo che le donne abbiano il diritto di vivere le loro vite senza paura e fastidi da parte degli uomini, un diritto garantito nel Corano” chi ha affermato questa cosa NON HA CITATO alcun passaggio coranico a sostegno di ciò. Manca del tutto l’affermazione che suffraga tale cosa. E sai perché non ha citato alcuna sura? Perché NON PUò.
    L’unica sura che poteva citare a sostegno di una vaga parità tra maschio e femmina (ma che è contraddetta pesantemente dalla sura IV – e quindi, cosa affermiamo? che il corano e il dio in questione si contraddice o cambia a seconda del vento? ma ciò sarebbe blasfemia… e sarebbe demolire l’attributo di dio: quello della somma perfezione) è questa qui:
    «in verità non farò andare perduto nulla di quello che fate, uomini o donne che siate, che gli uni sono come gli altri» (Corano, III, 195)
    che si riferisce NON al ruolo sociale su questa terra, ma alla promessa escatologica dell’aldilà.
    questa è l’unica frasucola “paritaria” dell’intero corano.
    La VERA condizione della donna, dal punto di vista TERRENO (e quindi nella società) è presente nella sura IV “al nisa”, la sura delle donne:
    http://www.webalice.it/pvmantel/Commenti/Sura%204,%20Le%20Donne,%20Versetti%2017-34.html
    in particolare, questo passaggio:

    “Il Versetto 34 dice agli uomini di picchiare le loro mogli disobbedienti dopo averle prima ammonite e poi dopo averle mandate a dormire in letti separati. Ovviamente questo è un Versetto estremamente controverso, così è opportuno confrontare come vari traduttori hanno riprodotto il termine chiave del Versetto, وَاضْرِبُوهُنَّ, wadribwhunna.

    Pickthall: “and scourge them” cioè “e frustatele”
    Yusuf Ali: “(And last) beat them (lightly)” cioè “(E infine) battetele(leggermente)”
    Al-Hilali/Khan: “(and last) beat them (lightly, if it is useful)” cioè “(e infine) battetele (leggermente, se fosse utile)”
    Shakir: “and beat them” cioè “e battetele”
    Sher Ali: “and chastise them” cioè “e punitele severamente”
    Khalifa: “then you may (as a last alternative) beat them” cioè “poi potete (come ultima alternativa) batterle”
    Arberry: “and beat them” cioè “e battetele”
    Rodwell: “and scourge them” cioè “e frustatele”
    Sale: “and chastise them” cioè “e punitele severamente”
    Asad: “then beat them” cioè “e battetele”
    [Piccardo: “e battetele” (N.d.T.)]
    [Guzzetti: “e battetele” (N.d.T.)]
    [La radice Araba DaRaBa significa colpire, picchiare, ma non molto delicatamente, tanto che “daraba âunuqahu” = colpire il collo di qualcuno, significa “decapitare” (N.d.T.)]

    Laleh Bakhtiar, in una nuova traduzione che ha ricevuto ampia pubblicità, lo traduce come”allontanatevi da loro”. Alla luce della unanimità tra i traduttori, sia Musulmani che non Musulmani, questa versione sembra difficile da sostenere – possibile che tutte queste autorità abbiano sempre sbagliato l’interpretazione di questa parola fino alla Bakhtiar? Ma il suo desiderio è comprensibile, dato che oggi molti Musulmani guardano questo Versetto con acuto imbarazzo. Asad riporta numerose tradizioni in cui Maometto “proibì di picchiare qualsiasi donna”, concludendo che picchiare la moglie è “a malapena permissibile e dovrebbe preferibilmente essere evitato”.
    Sfortunatamente, però, non è una visione unanime. Lo Sceicco Syed Mahmud Allusi nel suo commentario Ruhul Ma’ani fornisce quattro ragioni per cui un uomo è autorizzato a picchiare la moglie: “se rifiuta di farsi bella per lui,” se rifiuta il rapporto sessuale quando lui lo richiede, se rifiuta di pregare o di praticare le abluzioni rituali e “se esce di casa senza un valido motivo”. Inoltre, l’esempio di Maometto è normativo per i Musulmani, dato che lui è un “eccellente esempio di condotta” (Qur’an 33:21) – e Aisha riferisce che Maometto la percosse. Una volta egli uscì di notte, pensando che lei dormisse, ma lei lo seguì di nascosto. Maometto la vide e, come Aisha racconta: ” Mi colpì sul petto, il che mi fece male, e poi disse: pensavi che Allah e il Suo Apostolo ti avrebbero trattato ingiustamente?”.
    Picchiare la moglie è un evento presente in tutte le culture, ma solo nell’Islam è santificato da una autorizzazione di Dio. Amnesty International riporta che “secondo l’Istituto di Scienze Mediche del Pakistan, oltre il 90% delle donne sposate riferiscono di essere state prese a calci, schiaffeggiate, picchiate, o sottoposte ad abusi sessuali quando i mariti non erano soddisfatti della loro cucina o della pulizia della casa, o quando si dimostravano ‘incapaci’ di rimanere incinte o avevano partorito una femmina invece di un maschio”.
    La stessa Aisha lo confessò: “Io non ho mai visto nessuna donna soffrire tanto quanto le donne credenti”.

    Ribadisco: esegesi e teologia non sono opinabili. Il testo è questo. le interpretazioni al versetto sono queste. Il decreto di allah è decreto immutabile: http://ii7i7i.blogspot.it/2012/06/lislam-lunica-vera-e-giusta-religione.html
    NESSUNO può abolire una mezza parola, figuriamoci una frase o pagina intera, e questo perché il corano è parola rivelata da dio, togliere una parolina sarebbe andare contro il volere di dio e questo suo volere è rivelato perché così deve essere eseguito, per filo e per segno, per adorare tale dio:
    “Chi vuole una religione diversa dall’Islàm, il suo culto non sarà accettato, e nell’altra vita sarà tra i perdenti.”
    “Egli è Colui Che ha inviato il Suo Messaggero con la guida e la religione della verità”
    “Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente o la credente scelgano a modo loro.* Chi disobbedisce ad Allah e al Suo Inviato palesemente si travia.”
    L’islam è TOTALE SOTTOMISSIONE AI DIKTAT CORANICI così come sono stati scritti:
    “Evitate ciò che vi ho proibito e fate ciò che vi ho ordinato, come meglio potete. In verità, quanti vi hanno preceduto si sono perduti proprio per le loro troppe domande e le loro divergenze con i loro Profeti”
    Suggerisco di leggersi bene l’intero link (o blog, per chi ha tempo e voglia e stomaco…)
    http://ii7i7i.blogspot.it/2012/06/lubbidienza.html

    Poi, se uno vuole credere che nel monoteismo ci si possa vestire da arlecchini e suonare col mandolino un mantra a Krishna, siete libero di crederlo. Chi studia le religioni sa citare con precisione ogni singolo riferimento.

    Per cui Ricciocorno, attenzione a citare frasi “pseudoislamiche” o “pseudocristiane” spesso ripetute su siti “pseudofemministi” se non vengono suffragate da PRECISI VERSETTI. che l’articolo linkato da “…” NON citava. E a ragion veduta.

    Ti chiedo scusa per la lunghezza del mio commento, ma preferisco specificare bene le cose per evitare la disinformazione.

  19. L. ha detto:

    p.s http://ii7i7i.blogspot.it/2012/06/linferno-e-pieno-di-donne.html

    “Narrò il figlio di Abbas:
    Il Profeta – Allah Io benedica e gli dia eterna salute – disse:
    Mi fu mostrato l’Inferno; era popolato in maggioranza da donne infedeli
    Gli domandammo: Infedeli ad Allah? Rispose: Ingrate al marito dei suoi benefici. Se tu fossi sempre buono con una di esse, e poi lei vedesse in te qualche cosa di meno buono, direbbe: Non ho mai visto in te nessun bene.”

    ma certo, tanto si può intepretare quello che si vuole, maometto era un gran femminista, le religioni riconoscono grande dignità alla donna ecc. ecc. ecc.
    certo, certo, teniamoci il tumore, andiamo pure avanti a incoraggiarne la sua diffusione anche tramite analisi esegetiche raffazzonate, palesemente inventate se non dementi, come quelle che propongono le “femministe monoteiste”.

    Di fronte a questo sfacelo, già mi domandavo se la cura di tutti i mali non fosse la misantropia (condita da un bel ritiro in mezzo alle foreste), visto che impegnarsi in battaglie per i diritti delle donne è assurdo, con queste combriccole di “femministe” come quelle citate da “…” che sono peggiori di una legione di imam, in fatto di danni culturali. Poi quando leggo di persone che salvano il salvabile senza ovviamente avere consapevolezza di quello che stanno salvando (ovvero i passaggi coranici che riporto io, con fonti coraniche e siti coranici), mi cascano davvero le braccia. Come se poi il punto della questione, per “…” fosse risolvibile con “ma dio non esiste”: esistono i suoi fans, nel qui e nell’ora, per cui l’eggregora dio esiste.
    (https://it.wikipedia.org/wiki/Eggregora)

    • Paolo ha detto:

      L. tu hai assolutamente ragione sul monoteismo, c’è però un problema a cui ancora non hai dato risposta: cosa fare con tutte quelle donne che anche in Occidente vogliono adorare Allah e seguire i precetti coranici? Cosa fare con tutte quelle donne che amano Gesù e vogliono seguire la Bibbia? Non essendo proponibile strappare il velo a forza alle credenti musulmane nè si può imporre a tutte le donne religiose l’illuminismo e il liberalismo laicista europeo (e poi anche illuministi e liberali erano maschi in maggioranza quindi a te non vanno bene lo stesso) e non si può imporre a tutte di leggere Carla Lonzi e approvarla in tutto (anche perchè la Lonzi non è che le abbia azzeccate proprio tutte, del resto nessuno le azzecca tutte nella vita) in concreto cosa si fa?

      • L. ha detto:

        @ Paolo: non si fa nulla, Paolo; non si fa nulla perché io sono stufa marcia di trovare gente come “…” che invece di estirpare il tumore, lo porta avanti con sofismi cretini.
        Non lo sostengo solo io, né solo la Lonzi, lo sostiene anche una stessa ex islamica (ri-cito di nuovo il link):
        http://osservatorioiraq.it/punti-di-vistaquestione-di-generi/voci-di-donne2-il-femminismo?cookie-not-accepted=1
        Non ho mai detto che al masochismo femminile ci sia una soluzione, quasi sicuramente non c’è: è una cosa troppo radicata nella psiche femminile, è una cosa che c’è, non si può far finta che non esista, c’è, questo asservimento volontario delle donne, questo meccanismo di malfunzionamento dell’autostima o della libido. Si può tentare, niente più. Credo che anche l’Autrice del blog creda che ci resta solo il tentativo, e niente più. Io però sono stanca e nauseata di vedere che a tanta violenza androcentrica, a tanto masochismo femminile, si aggiungono anche i milioni di “…” che sostengono che maometto è femminista, che postano cretinate del genere, che addirittura si inalberano per difendere tale affermazione mostruosa. è qualcosa che mi porta oltre il limite di sopportazione.

      • Paolo ha detto:

        L. ribadisco che su questo tema io sono d’accordo con te e con Joumana Haddad, “definirsi femministe e musulmane è un ossimoro” è qualcosa che ho sempre pensato anch’io senza sapere che Joumana Haddad l’aveva detto prima e meglio di me, ne sono lieto, praticamente il pensiero di Haddad riportato nel link rappresenta il mio al 100%.
        Detto questo, io non voglio perdere la speranza che con l’istruzione e l’euicazione non tutte (ci saranno sempre le maschiliste alla Costanza Miriano e le “femministe” religiose), ma sempre più donne rifletteranno criticamente sulla religione

      • Antome ha detto:

        Se sei contro il comunismo, vuol dite che non pensi allo sfruttamento del lavoro e alle disuguaglianze di reddito? Ovviamente no, quindi perché non voler strappare gli hijab di faccia alle donne vorrebbe dire resa incondizionata all’Islam? È il metodo che è si contesta non il fine.
        Quanto al ginocentrismo, la diversità femminile sarebbe meglio n parte legata all’esperienza del patriarcato e dei suoi ruoli di genere, che incidono e formano diversamente donne e uomini.

      • Paolo ha detto:

        l’esperienza del patriarcato in un modo o nell’altro ci influenza ma quando cresciamo sta a noi decidere se e quanto vogliamo metterla in discussione, uomini e donne decidono nel bene e nel male cosa vogliono essere

  20. ... ha detto:

    L. io ho supposto che tu fossi atea, non di certo sulla base che rifiuti un dio masculoide. Ma non ti ho dato neanche motivo di pensarlo A me va benissimo se vuoi una fede o una trascendenza ginocentrica. Così come non ho obiettato ai tuoi commenti sulla base dell’androcentrismo dei monoteismi. Ti ho solo detto che non puoi dire agli altri cosa credono. Perché quello che stai facendo è esattamente questo. Non è che siccome non ti piace l’islam puoi appoggiarti alle sure e ai teologi per chiamare pseudoislamica una ragazza che si definisce islamica e femminista. Perché a me delle sure frega zero, e se una vuole credere che Allah è amore la sua parola e la sua intima convinzione valgono tanto quanto quella di un teologo che la smentisce e che vorrebbe lapidarla. Non ho bisogno di una sura per darle credito. Mentre tu siccome hai bisogno di un nemico, guardacaso dài ragione al teologo (la teologia non è opinabile? Ma stai scherzando? Una dottrina basata sul nulla secondo te non è opinabile? Solo se assumi il punto di vista di un fanatico). Io non sto nella testa degli altri, quindi tendo ad ascoltare quello che dicono, e non sarei così sicuro che una che si definisce islamica femminista stia venerando un Dio mascolino. E non vedo cosa significhi che i testi sacri sono creduti veri dalla gente. A parte che lo sospettavo, la credenza di miliardi di persone nulla implica sulla credenza di qualsiasi persona. Purtroppo per te non sono io che penso che si possa essere islamici in tanti modi, sono gli islamici e le islamiche stesse. Fattene una ragione. Io preferisco avere a che fare con una femminista islamica piuttosto che con un ortodosso, e non mi pare che si possa dire che siano la stessa cosa. Poi che per te non sia l’ideale non l’ho mai messo in discussione. Se ti piacciono così tanto le foreste, auguri

    • “Perché a me delle sure frega zero, e se una vuole credere che Allah è amore la sua parola e la sua intima convinzione valgono tanto quanto quella di un teologo che la smentisce e che vorrebbe lapidarla.”
      Beh, dipende. Vedi, sono d’accordo con te sul fatto che chiunque può inventarsi un dio tutto suo, magari anche scriversi un libro tutto suo, ma quello che è veramente difficile da sostenere è che un testo scritto – per quanto ambiguo e nebuloso – possa inviare un messaggio e contemporaneamente il suo esatto contrario.
      A meno non venga scritto proprio con questo scopo… A scuola ci facevano sempre l’esempio del responso della sibilla: ibis redibis non morieris in bello http://www.treccani.it/vocabolario/ibis-redibis-non-morieris-in-bello/
      Ora io non ho letto il Corano, non ho idea di cosa ci sia scritto.
      Ma conosco un sacco di persone religiose, e hanno tutte le tendenza a “spostare le virgole” allo scopo di leggere esattamente quello che vogliono leggere…
      Se questo fosse funzionale solo rendere la loro vita più serena e soddisfacente, non ci sarebbe proprio niente di male. Ma sappiamo che di rado le religioni organizzate si pongono questo obiettivo.
      “Se io sostenessi che tra la Terra e Marte ci fosse una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un’orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi purché io avessi la cura di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata persino dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che, giacché la mia asserzione non può essere smentita, dubitarne sarebbe un’intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe giustamente che stia dicendo fesserie. Se però l’esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità e instillata nelle menti dei bambini a scuola, l’esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all’attenzione dello psichiatra in un’età illuminata o dell’Inquisitore in un tempo antecedente.” (Is there a God?, Bertrand Russel)

      • L. ha detto:

        @ Ricciocorno: ti allego una cosa per mail, così la puoi visionare. Io, con “…” il dibattito lo proseguo se e solo se tale “…” citerà studi esegetici pertinenti che permettono di sostenere le sue fantasie del “si può essere islamici in miliardi di modi”. Mi aspetto quindi di leggere link di studiosi islamici, di siti islamici, di conferenze islamiche che sostengano ciò (se sostengono quello che lui sostiene, ovviamente…).

      • Quello che dice “…” è che a suo avviso non ha la minima importanza cosa c’è scritto nel Corano, ma che chiunque può sostenere di Allah quello che preferisce a prescindere dal libro o dalle sue interpretazioni.
        Di fatto però se il Corano non esistesse, non esisterebbe neanche Allah. Islam, Ebraismo e Cristianesimo sono note come le 3 religioni del libri, perché è proprio su un testo sacro che si basano.
        Di queste tre, quella che più delle altre trova il fondamento nel testo sacro è l’Islam, perché il Corano è stato scritto con l’intento di farlo diventare il testo fondativo di una nuova religione.
        L’espressione, infatti, è di origine islamica: è nel Corano si parla di ebrei e cristiani come della “gente del libro”.
        Cercare di rendere logico un qualcosa che non ha nulla di logico, ovvero la religione, è una faticoso e, a mio avviso, infruttuoso. Voglio dire: sembrerebbe sensato ribattere a qualcuno “ma quello che sostieni tu, brandendo quel libro, in quel libro non c’è scritto”, ma non ha senso, perché non è dal buon senso che nasce il bisogno di credere in un dio qualsiasi. Quando uno ha deciso di “credere”, ha già rinunciato ad usare il suo raziocinio per comprendere. Ma questa, ovviamente, è solo la mia modestissima opinione.

  21. L. ha detto:

    @ Ricciocorno: quello che sostiene “…” è una palese idiozia (o trollata, perché comincio ad avere il sospetto che il tuo blog sia preso di mira da molti troll, che trolleggiano con cose palesemente assurde e senza senso logico). Il motivo è quello che dici tu qui (Di fatto però se il Corano non esistesse, non esisterebbe neanche Allah. Islam, Ebraismo e Cristianesimo sono note come le 3 religioni del libri, perché è proprio su un testo sacro che si basano.) + i link islamici che ho riportato io, dove appunto si spiega la stessa essenza dell’islam, che è la sottomissione totale, sia del maschio che della femmina, a quanto sta scritto lì. Ha senso stravolgere un testo e farsi un patchwork di religione personale? del tipo “oh nella sura IV c’è scritto che io devo obbedire a mio marito ma siccome io voglio restare indipendente, mi invento e mi convinco nella sura IV c’è scritto che allah vuole che io sia indipendente”. Per me è una deficientata, al pari di sostenere che nel KKK si promuovano i diritti per i neri, che il triangolo abbia 88 lati e che Mozart suonasse heavy metal. Ma suppongo che per tale “…” visto che tutto è opinabile senza argomentazioni fondate, allora si può sostenere che il KKK si batte per gli afroamericani e nella geometria di “…” il suo teorema dice che un triangolo ha 88 lati.

    Se scegli l’islam, stai di fatto scegliendo una religione che ti obbliga a sottometterti. se non ti stai bene, scegli altro. Ma non ti dichiari islamico e poi fai quello che vuoi, perché quello non è islam. Punto.

    Non aggiungo altro su una supposta donna femminista che sta appresso e giustifica la sura IV e adora un siffatto dio che approva la violenza domestica (dio, che nel caso esista davvero, manderà tale femminista islamica nel più profondo dell’inferno, visto che tale dio non approva la parità maschio-femmina, è esplicitamente rivelato). è un ossimoro vivente che si demolisce da sé. Ma qui ci sarebbe da capire, piuttosto, perché una donna continui a vegetare su tale contesto e a starci appresso, anzi, a difenderlo. è qui che si dimostra il masochismo femminile, nel dare credito e sostegno a palesi brutture misogine.

  22. ... ha detto:

    NOTE: I am closing comments on this post as of 13/03/2014 due to an influx of very bigoted conservatives telling me I’m a bad Muslim who’s going to hell (way to miss the point of the post!).
    Trovate le differenze, aggiungo io

    • Esatto. E’ esattamente ciò che stavo cercando di spiegarti: è a questo che serve principalmente una religione organizzata, a spedire all’inferno tutti quelli che dissentono. 🙂

    • L. ha detto:

      Non hai ancora capito, ed è la terza volta che lo scrivo (ho messo commenti lunghi un papiro con una miriade di riferimenti). Islam, come religione, significa sottomissione assoluta ai precetti del corano. altre religioni hanno altre credenze: per esempio gli hare krisha hanno, come precetto fondamentale, il cantare sempre per ore e ore il mantra; i cattolici hanno il precetto di recitare il rosario postulato in un certo modo fisso, gli induisti hanno altri rituali, ecc. ecc.
      ogni religione ha le sue regole. Se tu sei credente in una religione o la segui tutta, o te ne dichiari fuori.
      secondo la tua concezione allora anche un hare krishna potrebbe dichiararsi tale NON cantare il mantra e mangiare carne di mucca ed essere considerato un hare krishna? ti rendi conto della sciocchezza che sostieni?

      Islam è sottomissione alle regole del padrone, che è allah. ti ho messo ben tre siti islamici che parlano di questo. Ho anche aggiunto un sito islamico femminile che parla ancora di questo, in rapporto alla sura IV (spero che il commento che ora è in moderazione passi, per quanto lungo e articolato).

  23. L. ha detto:

    Linko qui un sito islamico gestito da donne: http://donna.huda.it/
    il commento femminile, per esempio, preso dal post “donne festeggiate studiando” di Cinzia Aicha Rodolfi, alla frase coranica che sancisce la supremazia del marito sulla moglie: “La superiorità dell’uomo descritta in un versetto del Testo : “ Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni”( IV,34) è una frase che, soprattutto grazie ad interpretazioni forzate, è servita ai detrattori dell’Islam per tacciare la religione islamica di antifemminismo, il che non corrisponde a realtà. Il Corano stesso lo dimostra più volte. Il termine “preposti” dall’arabo “qawam” significa: essere giusto, corretto, il sostentamento, mezzi per vivere, “sostegno per la propria famiglia” ed è ciò cui nell’Islam è tenuto l’uomo.
    Frase che ha un implicito di dovere maschile, nel comportarsi in modo esemplare proprio per definizione e così gli uomini sono preposti alle donne, non perchè semplicemente sessualmente maschi, bensì perché debbono assumersi lo status di appartenenza ad un genere appunto preposto al ruolo di guida nella società e nella famiglia, comportandosi nel modo prescritto ed attenendosi scrupolosamente a molti doveri ed obblighi. Solo se si comporteranno in questo modo potranno avvalersi del loro diritto di essere preferiti appunto nella guida. Il Profeta Mohammad (p.b.s.l) disse “ Gli uomini migliori sono coloro che trattano meglio le loro mogli”
    Non si può mai perciò prescindere da questa equivalenza fondamentale che mi piace esprimerla in gergo matematico : “gli uomini stanno preposti alle donne, come ( e quando ) il loro comportamento corretto sta a dimostrare la loro precisa comprensione del messaggio, e la loro superiorità non è autorità fine a sé stessa bensì autorevolezza e responsabilità laddove i loro doveri nei confronti del Creatore sono anche doveri di ottimo comportamento nella guida della famiglia e all’interno della società.”

    OVVIAMENTE la signora Cinzia Aicha Rodolfi NON riporta la frase coranica sulla permesso di picchiare la moglie disobbediente; in tutto il suo cuoricioso post NON la riporta. OVVIAMENTE; riportare la frasucola completa DEMOLIREBBE tutto il suo post.

    Corano 4:34 “Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.”

    In pratica, il risibile commento femminista-islamico ci fa sapere correttamente che nel corano è scritto che gli uomini sono preposti alle donne (dato che non si può confutare, è scritto così in tutti i corani da secoli) ma che la frase significa che il marito ha il ruolo di “guidare la moglie in senso buono”, ovviamente secondo l’etica musulmana (“gli uomini stanno preposti alle donne, come e quando il loro comportamento corretto sta a dimostrare la loro precisa comprensione del messaggio, e la loro superiorità non è autorità fine a sé stessa bensì autorevolezza e responsabilità laddove i loro doveri nei confronti del Creatore sono anche doveri di ottimo comportamento nella guida della famiglia e all’interno della società.”)

    Neanche nei commenti “femministi” si esce mai dal tracciato: l’uomo precede, guida e ammaestra la donna, la donna procede, segue e si fa ammaestrare; il tutto deve funzionare come il Libro ha stabilito.

    ecco un esempio (ridicolo) di “femminismo islamico”. la frase sessista non viene smentita, né confutata, né abiurata; le si costruisce attorno una “giustificazione” che addolcisca la pillola. Inoltre come ho fatto notare, questa signora non completa il suo commentino esegetico citando la sura IV PER INTERO.

    p.s altro pezzetto ridicolo, nell’altro post dedicato alle “islamiche e sport”:Donne “mens sana in corpore sano”: “E’ spiacevole come diverse donne esprimano il loro legittimo desiderio di realizzazione personale con una generica rischiesta di “uguaglianza” nei confronti dell’uomo. L’uomo e la donna “dovrebbe essere evidente a tutti- non sono affatto uguali, bensì complementari nella loro acclarata diversità.”: certo, non si è uguali, mai sullo stesso piano, si è “complementari”, che si legge, nel monoteismo come “la donna deriva dal maschio, ed è stata creata per essergli un aiuto, una moglie, una madre”… (dato che l’islam, ancor più che non il cristianesimo, non vede neanche di buon occhio una donna che non si sposi, mentre nel cattolicesimo “c’è anche il ruolo stimato di suora – vergine – consacrata come sposa di cristo”… e non di un marito terreno); la donna non può uscire da questa dicotomia: o è moglie e madre o non è.

    o ancora nel post “sono musulmana”, “Sono musulmana, hamdulillah, grazie a Dio, mi sottometto al volere di Allah swt, accetto le sue scelte per me, quelle che mi danno gioia, quelle che mi fanno piangere, e quelle che non so nemmeno comprendere.” “Sono musulmana, e Ya Rabbi ti amo, ti adoro, e mi prostro sottomessa, cinque volte al giorno, nelle ore che hai stabilito, nel modo che hai indicato.””Sono musulmana, hamdulillah, una fiera donna musulmana, e come il mio Signore ha comandato copro le mie forme di donna, e nascondo i miei capelli col mio hijab agli occhi degli altri, sono sottomessa ad Allah swt.” accidenti, che manifesto femminista! mai letto parole più dignitose di autostima personale!

    I personaggi come “…” con le loro esegesi fantasiose al corano, hanno mai letto il corano, i relativi commentari o, se sono particolarmente pigri, almeno letto qualche sito e forum islamico? Ne dubito. Detto questo, visto che mi sono dilungata con papiri e tutti i riferimenti coranici del caso, invito “…” a replicare solo se ha fonti islamiche serie e verificabili che permettono di sostenere che “essere islamiche significa fare quello che si vuole”. Strano che la gente che sostiene così raramente riesca a mettere mezzo link, mentre invece quelli che trattatano l’islam al modo che va trattato, hanno sempre da mostrare tonnellate di materiale. chissà perchè.

  24. L. ha detto:

    @ Paolo: “praticamente il pensiero di Haddad riportato nel link rappresenta il mio al 100%.” infatti, perché è l’unico pensiero sensato di commento a questo “femminismo islamico” che è dannoso perché lascia in vita il tumore. Non è per niente “un passo avanti”, anzi, è doppiamente dannoso, non solo perché giustifica il testo sessista coranico, ma anche perché fa credere che sia bello e giusto che tale testo coranico esista e venga insegnato alle donne. Inoltre, con certe affermazioni del “maometto è femminista” si tace su quegli stupri e omicidi così ben testimoniati nella storia islamica, anche solo dando uno sguardo agli hadith oltre che nei precetti coranici. Basterebbe anche solo la vergogna e la mostruosità del matrimonio con la bambina di 9 anni per abiurare totalmente questa religione e bollarla come quella cosa che è. Mi domando sempre perché altri culti altrettanto sanguinari e crudeli (esempio: le religioni mesoamericane) sono declinate e si sono estinte (vabbè, ormai lì prospera il cristianesimo, ma almeno i sacrifici umani di spellati vivi in onore di Xipe Totec li hanno debellati), il monoteismo islamico no.

    Comunque almeno un paio di libri di Joumana sono stati tradotti anche in Italia, per esempio questo “Ho ucciso shahrazad”:

    http://www.informarexresistere.fr/2011/01/27/joumana-haddad-%C2%ABho-ucciso-sharazade%C2%BB/

    per me l’articolo che ti ho linkato e che ti è piaciuto è femminismo. Non gli articoli deliranti scritti da donne prostrate in direzione della mecca che parlano di “maometto è femminista”. c’è da agghiacciare, a sentire certe giustificazioni dei suoi rapporti sessuali con aisha, oltre che i dikat coranici presenti alla sura iv, giustificati da queste “femministe prostate a maometto e a dio”. da questo genere di “femminismo” (di cui non se ne avverte l’utilità) io mi dissocio totalmente.

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