L’uomo

Una mia lettrice mi segnala una campagna stampa (cartellonistica) apparsa a Milano da qualche settimana.

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Al di là dell’uso del cosiddetto “maschile neutro inclusivo” (scrivono “uomo”, ma evidentemente vogliono intendere l’essere umano, visto che due su tre delle persone fotografate sono donne), sono altre le osservazioni che ho trovato interessanti, che riporto e provo ad integrare.

L’uomo, un uomo che sfoggia un bel corredo di rughe d’espressione piuttosto marcate e un accenno di borse sotto gli occhi e un look casual raffinato, dietro di sé ha un mappamondo e suggerisce successo lavorativo, personale ed economico.

La donna matura, che invece dietro di sé ha la doppia catena del DNA e abbraccia un cucciolo di cane, fa pensare ad un’assenza di maternità che la donna in carriera compensa sfogando sulla bestiola quel tratto distintivo della femminilità che è l’attitudine alla cura.

La ragazza guarda languidamente in camera con le labbra semi aperte, il viso inclinato, la mano che lo sfiora e i capelli fluenti, mentre dietro di lei compare l’immagine stilizzata di un corpo maschile. Guardando quest’ultima foto, con accanto la scritta “investiamo sulla tecnologia più evoluta che esista: l’uomo”, è veramente difficile convincersi che la banca intenda investire nella giovane sognante in primo piano, ma piutto che entrambi, la banca e la ragazza, aspettino l’arrivo dell’uomo evoluto.

Gli stereotipi di genere sono duri a morire ed anche quando un marchio probabilmente è convinto di produrre una comunicazione non sessista, finisce col ricadere nei vecchi modelli di mascolinità e femminilità, ribadendo ad esempio – a dispetto della comunque crescente sessualizzazione dell’immagine maschile nella pubblicità – che la bellezza e la giovinezza sono ancora caratteristiche necessarie soprattutto alle donne.

A proposito del “tracimante istinto materno” delle donne di una certa età che hanno un rapporto molto stretto con gli animali, voglio suggerirvi oggi un vecchio articolo pubblicato su Resistenza femminista che analizza uno degli stereotipi negativi dell’immaginario patriarcale: la gattara.

Buona lettura!

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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95 risposte a L’uomo

  1. Paolo ha detto:

    la donna matura potrebbe anche essere una scienziata, una professoressa, la direttrice di un centro ricerche (magari il cane è una cavia), il dna potrebbe alludere a un esperimento di biologia, la mia interpretazione è forzata quanto la tua. Bellezza e giovinezza sono vantaggi sia per un uomo sia per una donna, è un fatto. Per vedere “sessualizzazione” nell’immagine della ragazza bisogna essere fissati col sesso. Qua non c’è sessualizzazione, ci sono un uomo e una donna maturi (lui forse un po’ più vecchio ma neanche tanto) e una ragazza.

  2. Polly Jean ha detto:

    Ciao Ricciocorno,
    seguo il tuo blog da un po’ di tempo con molto interesse, anche se silenziosamente. Mi stai insegnando moltissimo, grazie!
    A proposito dell’argomento del post, ti vorrei raccontare una cosa.
    Per lavoro mi trovo ad avere a che fare con molti libri di scuola, di tante materie diverse. Recentemente mi è capitato sotto mano un libro di inglese di livello base, pensato per la prima media. Non è ancora edito, quindi purtroppo non posso mandare immagini, né dare dettagli espliciti. Come di consueto in questo genere di libri un capitoletto è dedicato a imparare a descrivere le persone, con tutto il lessico annesso (alto, magro, biondo, riccio…). A titolo illustrativo il capitolo è corredato da un dialogo, in cui due ragazzini sui 12 anni vengono intervistati. A entrambi viene chiesto quale personaggio famoso trovano attraente. Il ragazzino sceglie una famosa attrice, nota anche per la sua grande bellezza, giovane e bionda. La ragazzina sceglie invece un noto attore comico (non so quanto noto ai giovanissimi in realtà…), sulla cinquantina (scelta già di per sé di cattivo gusto, secondo me, vista l’età dell’intervistata) e paffuto, non certo famoso come sex symbol. La ragazzina si giustifica dicendo che sa che non è molto carino, ma che lo trova molto simpatico e quindi le piace. Ai fini della didattica, questa “strana” scelta ha ovviamente lo scopo di variare il lessico impiegato nel dialogo, dando modo agli studenti di prendere familiarità con un maggior numero di parole (come l’attrice è alta e magra, l’attore è invece basso e “cicciottello”). Pur tenendo conto di questo, non ho potuto fare a meno di notare che ovviamente è la ragazzina che ha una cotta per un uomo solo per la sua simpatia, anche se è “brutto” e pure decisamente vecchio per la sua età.
    Questa scelta degli autori mi sembra riconfermi gli stereotipi per cui agli uomini puoi piacere solo se sei attraente secondo canoni piuttosto rigidi, mentre al contrario i gusti delle ragazze sarebbero malleabili.
    Allo stesso tempo però mi sembra che non avessero una vera scelta… Se provo io stessa a immaginare il dialogo a ruoli invertiti, con il ragazzino infatuato per esempio di Melissa McCarthy, non posso fare a meno di trovarlo irrealistico, forse addirittura ridicolo.
    Non continuo oltre con le elucubrazioni, volevo solo raccontartelo e magari se avrai tempo avere un tuo pensiero a riguardo. 🙂
    Grazie ancora!

    • Grazie a te per questo esempio!

    • Paolo ha detto:

      sono gli autori del libro che hanno sbagliato: una ragazzina infatuata di un grasso cinquantenne è irrealistica quanto il ragazzino infatuato di melissa McCarthy. Forse non tite ma di sicuro la maggioranza delle ragazzine sbava per giovani attori bellocci (Zac Efron, il cast maschile di Twilight ecc.) esattamente come la maggioranza dei ragazzini sbava per giovani attrici bellocce. E’ un fatto e non c’è niente di male. Poi c’è quella che trova attraente Antonio Albanese e ci può essere uno che trova attraente Melissa McCarthy ma di solito non sono ragazzini/e e non cambia il fatto che Antonio Albanese e Melissa McCarhy non sono fisicamente belli

      • La bellezza è un concetto che varia molto, nel tempo come nello spazio. Questo c’è lo dimostrano storia e antropologia, quindi parlarne come se fosse una serie di canoni preesistenti alla società che se li sceglie è sbagliato.

      • Paolo ha detto:

        Zac Efron è più bello di Giuliano Ferrara lo è oggi e lo era anche cento anni fa. Certe cose non cambiano. Monica Bellucci è più bella di Anna Mazzamauro oggi come cento-duecento anni fa, questo è un fatto.

      • Invece si, e di esempi negli anni te ne ho portati parecchi.

      • Paolo ha detto:

        infatti la scultura greca rappresenta tutti uomini obesi, giusto? No, nella pittura rinascimentale c’erano donne molto formose ma la Venere botticelliana obesa non è. Puoi portare tuttigli “esenpi” che vuoi, quel che dico resta vero, non cambierò mai idea. mai! Un corpo armonico formoso ma non obeso o snello ma non ossuto e malaticcio giovane è un corpo bello maschile o femminile che sia. Accettatelo, poi nulla vi impedisce di trovare sexy Danny De Vito e Melissa mcCarthy, de gustibus ma non cambia la realtà. La bellezza esiste

      • Le veneri paleolitiche erano obese, si, immagino le avessi anche tu nei tuoi libri di storia.
        Una caratteristica, quella dell’obesità, che in alcune culture si è conservata a lungo: http://www.corriere.it/esteri/09_febbraio_25/mauritania_donne_grasse_viviana_mazza_d3b7bbde-0347-11de-a752-00144f02aabc.shtml
        Per ciò che riguarda la figura maschile, potremmo citare le dimensioni degli attributi nell’antica Grecia: http://www.huffingtonpost.it/2016/05/29/statue-greche-pene-piccolo_n_10191692.html
        Agli antipodi di ciò che è considerato un pregio oggi come oggi.
        Se per alcuni popoli l’uomo ideale è snello (ad esempio http://www.gay.it/cultura/news/wodaabe-africa-gara-bellezza-maschile-sahara), per altre il massimo è l’uomo trippone: http://www.unionesarda.it/fotogallery/fotogallery/2013/11/05/etiopia_il_singolare_rito_della_trib_dei_ciccioni-18-338697.html
        Quindi no, Paolo, non hai ragione. Ma sei liberissimo di rimanere convinto di qualcosa che non è vero, ovviamente.

      • Paolo ha detto:

        nei periodi di grande carestia un corpo grasso ricorda l’abbondanza, se in Etiopia ci fossero le nostre stesse risorse alimentari vedi che gli obesi non sarebbero più tanto belli e non lo sono in situazioni normali cioè dove tutti hanno da mangiare (anche troppo come in occidente oggi).
        Gli esempi assolutamente marginali che fai no cambiano il fatto che nella maggioranza dei casi le cose stanno come dico io. E’ come se io ti presentassi il caso di mio zio obeso e fumatore che è arrivato a cent’anni per dimostrarti che obesità e fumo non fanno male

      • L’analogia non regge. La malattia è un problema dell’organismo, la bellezza un concetto astratto.

      • Paolo ha detto:

        vabbè, se vuoi dire che per te Danny De Vito è un figo sexy dillo pure, i gusti sono personali e chiunque può piacere a chiunque, pure i brutti e le brutte scopano e hanno storie d’amore ma resta il fatto che in linea di massima gli uomini sexy hanno un altro fisico.
        Confermo punto per punto quel che ho detto

      • E dire che pensavo di essere stata chiara. Non stavamo parlando di gusti personali, ma di canoni di bellezza in relazione alla figura umana. Canoni che non sono immutabili, ma che variano a seconda dell’epoca e della situazione economica e culturale della comunità che si prende in considerazione.

      • Paolo ha detto:

        la bellezza fisica maschile e femminile nella maggioranza dei casi (ho detto maggioranza non in tutti quindi non tirarmi fuori tutti i casi singoli perchè non li nego) è corpo armonico e non eccessivamente sproporzionato, snello non scheletrico o formoso non obeso grave. Non ho motivo di cambiare idea. Poi se per te obeso è sexy e ti arrapa hai il diritto di dirlo a voce alta e io difendo il tuo diritto a dirlo

      • Nessuno ti sta chiedendo di cambiare idea. Quello che arrapa me non è mai stato argomento di discussione, e la tua incapacità di comprenderlo è ormai evidente a tutti, qui.

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Paolo, hai mai visto i dipinti di Rubens?

      • Paolo ha detto:

        sempre a tirare in ballo Rubens..sì li ho visti i suoi quadri, embè? Sono donne molto formose,giunoniche non sono obese gravissime, anche la Venere botticelliana è formosa ma non è obesa, non contraddice quel che dico io. Anche la modella curvy Ashley Graham è formosa, non obesa ed è bella quanto colleghe meno formose ma non scheletriche come Claudia Schiffer o Gisele Bundchen

      • Antome ha detto:

        Condivido parte del tuo pragmatismo, ma ci sono parecchie persone a cui piacciono proprio i “difetti”, magari ad alcuni ne piacciono certi che altri trovano decisivi, ma poi lo stesso difetto può star meglio su una persona che su un altra. E l’intesa poi prende priorità, a meno che la persona non si discosti molto, dai propri canoni personali, certo. Questo è il caso mio e, mi sembra, di molti altri/e che scrivono qui. certo sovrappeso e asimmetrie e proporzioni non tipiche, possono essere più frequentemente, modello di bruttezza, ma anche quello è relativo, per il resto i canoni sono cambiati molto, e variano moltissimo coi tratti somatici, in certe etnie, un naso affilato può risultare bello e tipico, dal greco, orientale, egiziano. Oppure quello più largo degli africani. Molte persone , trovano per dire interessanti tutte le etnie o quasi (ovviamente non tutti gli individui delle stesse). Con questo preciso che avere preferenze per alcuni tipi etnici a livello fisico non significa essere razzisti, chiaro :).

      • Paolo ha detto:

        i gusti sono personali ma il fatto che esistano persone che fanno all’amore con uomini e donne brutte e godono non rende belle fisicamente questi uomini e queste donne. E se il mio gusto punta su uomini e donne ritenuti belli dalla maggioranza degli uomini e delle donne non è un gusto meno genuino di chi trova sexy Danny De Vito.
        E’ ovvio che un lieve difetto fisico o asimmetria non inficia la bellezza fisica: Scarlett Johansson ha la cellulite, Elisabetta Canalis ha le gambe un po’ storte, e restano belle donne perchè la bellezza femminile e non solo fisica dipende da altro come ho cercato di spiegare. le curvy model Laura Brioschi e Ashley Graham sono più formose (ma non obese) della media delle loro colleghe e sono bellissime quanto Claudia Schiffer: essere snelli ma non scheletrici, essere formosi ma non obesi gravi, poi soggettivamente anche gli scheletri e gli obesi possono avere storie d’amore e fare sesso ed essere ritenuti belli da qualcuno ma non cambia nulla.

      • L. ha detto:

        @ Paolo: certo che te a citare vip e starlette non ti batte nessuno. Io manco sapevo chi era ‘sta Melissa McCarhy. Sono andata a vederla ora su google images. Non so perché ti ostini a far degenerare ogni volta un post SERIO e con FONTI SERIE nella solita lista di divette, dive, attori, vip vari che ripeti ad ogni piè sospinto per poi concludere con “io non cambio idea”, manco qualcuno ti avesse puntato la pistola alla testa. Ma se ti interessano così tanto i vip, perché non sfoghi questa tua passione di confronti estetici su siti di gossip? Hai fatto il conto di quante volte hai scritto danny de vito da quando commenti ogni singolo post? certo che se il tuo orizzonte culturale di fonti e “certezze” parlando di questioni di genere è questa o quella VIP andiamo proprio bene. più che altro io mi chiedo cosa ti spinga a scrivere il replicato sempre dello stesso commento ormai da anni (suppongo…) ma chi vuoi convincere, scusa? gente che studia su fonti serie (che non sono i telefilm o le divette starlette) da anni, il problema del sessismo? perché davvero certi tuoi commenti sono di una pochezza di vedute culturali. Sembra che ti sei formato stando su facebook o perennemente attaccato alla tv. che poi, appunto, le tue sciocchezze sono facilmente smontabili se analizziamo i contesti culturali etnici (che te ignori pesantemente) o anche europei del passato. ma vabbè, è inutile linkare cosa trovavano bello nel medioevo, tanto te-non-cambi-idea-non-insistere-ho-ragione-io

      • Paolo ha detto:

        replico le stesse cose perchè leggo sempre le stesse cose

      • Antome ha detto:

        Su questo punto ho un parziale disaccordo con Paolo, ma rispettoso. Ma è tutto fuorché sessista, siamo onesti.

      • Antome ha detto:

        Mi aspettavo una così così da come Paolo l’ha descritta, questa Melissa McCarthy, ora l’ho vista e mi ricordo, la trovo piacevole ma, specie ora che ha perso peso, una bella donna :). In parte anche prima, ma di certo è più salutare che essere in forte sovrappeso. Ma di certo non l De Vito al femminile che mi aspettavo.

      • Paolo ha detto:

        Melissa McCarthy è il Danny De Vito al femminile perchè obesa (ha perso peso per la sua salute ma mi pare sia rimasta sovrappeso) e perchè come De Vito ha fatto sopratutto commedie. Comunque se vuoi cito Rebel Wilson, Kathy Bates, Margo Martindale, June Squibb, Anna Mazzamauro (che è magrissima e non certo bellissima fisicamente), ci sono attori e attrici belli fisicamente, e attori e attrici che non lo sono, ognuno interpreta personaggi in cui è credibile anche fisicamente, per fare wonder woman ci vuole una Gal Gadot, non Melissa McCarthy, come per fare Bond ci vuole Daniel Craig e non John Goodman

      • Il punto è che è “credibile” che uno come Danny De Vito abbia bellissime fidanzate, mentre non è “credibile” l’inverso. Basta guardare i film, farsi un due conti, e scoprire che è così. Quante volte compare un uomo brutto accompagnato ad una bella ragazza? Quante volte compare una donna brutta accompagnata ad un bell’uomo?

      • Paolo ha detto:

        Danny De Vito è sposato con Rhea Perlman che bellissima non è. Nella realtà e nella fiction, si vedono belli di ambo i sessi che stanno con i belli, e belli di ambo i sessi che stanno con meno belli,

      • Portaci un poco di cifre, almeno, a dimostrazione del fatto che non c’è disparità di trattamento.

      • Paolo ha detto:

        adesso mi metto a contare quante belle stanno con brutti e quante brutte stanno con belli nella realtà e/o nella fiction? Ognuno sta con chi vuole, ci sono belli che si innamorano di altri belli, e chi si innamora di gente meno bella entrambe le cose sono legittime. Se non sono attratto da persone con un certo tipo di corpo e sono attratto da altre, non c’è nessuna discriminazione, sono gusti legittimi come quelli di qualunque altro uomo o donna

      • Parlavamo di film, di opere di finzione, di scelte di casting, non delle scelte che fanno gli attori nella vita privata. Rileggi il mio commento, forse lo hai frainteso.

      • Paolo ha detto:

        nei casting si fanno le scelte che servono a una data fiction. Se per fare un certo personaggio serve un attore o un’attrice con un cero tipo di fisico si prende un attore o un’attrice con quel fisico o lo si fa ingrassare o dimagrire apposta (vedi Renèè Zelwegger che è ingrassata per fare Bridget Jones e nel film si scopa un bellone slanciato come Hugh Grant, poi certo Renèè è comunque carina fisicamente del resto un sovrappeso non grave sta esteticamente meglio su una donna che su un uomo, accettiamolo), comunque attori e attrici belli non mancano. Se serve una coppia di belli si prendono i belli,

      • Antome ha detto:

        Ti ricordi se in Spy McCarthy alla fine si faccia uno dei “belli”
        Jude Law e Jason Statham? Io ne ho visto solo l’inizio. Che sia stata fortemente obesa è indubbio, pooiprobabilmente nei film accentua la goffaggine, con comprtamenti esagerati e magari vestiti che ne accentuano le forme, unitamente alla bassa statura. Il viso però è regolare con occhi azzurri, naso e bocca proprzionati a differenza di Danny
        Gli altri esempi, sì, sono poco azzeccati.

      • Paolo ha detto:

        sì alla fine di Spy la McCarthy è a letto con Statham. No gli altri esempi non sono poco azzeccati, insisto

      • Antome ha detto:

        Pardon più azzeccati, intendevo dire lol.

    • Jinbe ha detto:

      Cattivo gusto?

  3. Polly Jean ha detto:

    Non so come fare a rispondere direttamente sotto al commento, scusatemi, magari mi sapete spiegare come si fa? :#
    Comunque Paolo non capisco cosa voglia dire che il libro è sbagliato. Il libro non è sbagliato in sé, ha deciso di raccontare una storia utile alle sue funzioni didattiche. Quello che mi chiedo è perché ha scelto proprio di raccontare questa storia, e le risposte che mi sono data sono quelle sopra, credo che gli autori, più o meno inconsciamente, si siano rifatti a stereotipi. Ora lo so anche io che gli stereotipi non sono sempre reali, è per questo che li chiamiamo così. Il punto non è come sia la realtà (diamo per scontato che a chiunque può piacere chiunque, in linea teorica), il punto è perché è considerata sensata una storia come questa? Perché il contrario risulterebbe molto più strano?

    • Sotto al commento c’è, o almeno ci dovrebbe essere, l’opzione “rispondi”. 😉

    • Paolo ha detto:

      a me risulta strana e irrealistica anche la storia della ragazzina a cui piace il cinquantenne ciccione

      • Polly Jean ha detto:

        Sì, ma gli autori l’hanno ritenuto credibile. Gli editori lo hanno ritenuto credibile. Non hanno pensato alla situazione opposta. Non hanno pensato a una scena diversa per introdurre aggettivi come “paffuto”. Su questo mi sto interrogando, non su cosa pensi tu. Senza offesa.

  4. Valeria Palazzolo ha detto:

    “nei periodi di grande carestia un corpo grasso ricorda l’abbondanza, se in Etiopia ci fossero le nostre stesse risorse alimentari vedi che gli obesi non sarebbero più tanto belli e non lo sono in situazioni normali cioè dove tutti hanno da mangiare (anche troppo come in occidente oggi).”

    Bravissimo, Paolo, ecco, l’hai capito. In italiano si chiama “variabilità dei parametri estetici in rapporto alle culture, anche materiali”. Ottimo.

    Adesso possiamo anche parlar d’altro, grazie.

    • Paolo ha detto:

      ribadisco che in situazioni normali in cui tutti mangiano, un obeso non è ritenuto fisicamente bello e questo va accettato, fatto salvo il gusto personale che è come il culo: ognuno ha il suo

    • L. ha detto:

      sì anche perché francamente ha un po’ rotto leggere sempre danny de vito scritto sotto ogni post!!!!

  5. Nick ha detto:

    Aiuto!Siamo invasi da pubblicità con messaggi subliminari!Io la vedo così: l’uomo è un appartenente alla massoneria mondiale bancaria che punta alla conquista del mondo.
    La donna matura è una scienzata e il povero cane che tiene in mano è la prossima cavia.Poveretto, ha lo squardo terrorizzato.
    La giovane fatalona è un’imprenditrice ricca che sogna l’uomo perfetto.
    Direi che ci sta,non è tanto più fantasiosa della tua…………..

  6. Nick ha detto:

    ma quali stereotipi, sono tutti consulenti per prestare soldi a strozzo……..c’è scritto pure sotto.

  7. IDA ha detto:

    Quella dei consulenti è come la nazionalità della Cristoforetti, della serie con il tale e senza il tale, tutto rimane tale e quale. Traduco: gli stereotipi rimangono.
    Non si discute di target ma di stereotipi.
    Se come dici sono consulenti, non solo gli stereotipi rimangono tutti, ma la pubblicità è sbagliata ai fini comunicativi ed è incoerente con la parte testuale. Ma anche questo non interessa, perché non si discute di marketing.
    Gli stereotipi sono importanti nella comunicazione, perché semplificano la realtà, anche se non la rappresentano, perché sono concetti astratti attribuiti ad un intero gruppo di persone o cose. In più gli stereotipi non solo ti dicono come è una persona, ma anche come deve essere, ed hanno la funzione di prescrizione sociale e sono difficili da riconoscere cognitivamente. Gli stereotipi di genere, attribuiscono arbitrariamente, caratteristiche positive o negative, abilità, capacità e ruoli ad un intero genere. Attività, ambizione, competenza, autonomia e decisione definiscono il maschile. Emotività, gentilezza, bisogno di filiazione, ruoli di cura, dipendenza, passività e remissività definiscono il femminile. Indipendenza e dominanza caratterizzano la definizione maschile e subordinazione e sottomissione quello femminile. E come ho detto, gli stereotipi hanno funzioni di prescrizione sociale non ti dice solo quello che sei, ma anche come devi essere.

    • Paolo ha detto:

      Ida, nelle immagini in questione è discutibile affermare che ci siano stereotipi: l’interpretazione di Riccio non è l’unica possibile nè quella per forza migliore

      • Lo stereotipo non è nelle immagini, è uno strumento per mezzo del quale la mente umana semplifica e classifica l’esistente. Noi possiamo riconoscere, eventualmente, l’influenza dello stereotipo in una scelta, come in questo caso. O possiamo raccontarci che determinati stereotipi di genere non esistono.

      • IDA ha detto:

        Le immagini esprimono contenuti di significati ideali, che possono essere lette in maniera diversa ma gli stereotipi rimangono. .Esempio nell’interpretazione che fa Nick, è fuori luogo, non ha elementi per sostenere quello che sostiene, perchè non c’è nulla che lega la prima immagine alla massoneria, ma anche se ci fosse, anche se sulla tasca della giacca avesse un compasso e una squadra, questo sarebbe uno stereotipo, l’immagine assumerebbe un significato differente ma è sempre uno stereotipo. Sullo sfondo, ci sono dei segni, dei simboli che hanno un significato ben preciso. non sono li a caso, perchè uno rimanda all’altro.
        Esempio: Le banche si rivolgono logicamente ad un pubblico con i soldi e usa in questo caso, lo stereotipo della tipica famiglia borghese milanese. Il primo con la faccia da pirla, la signora del te delle sei con il cagnolino e la figlia studentessa della bocconi. Questo è uno stereotipo. Se leghi questo stereotipo con i significanti dello sfondo, e vedi che l’analisi di Riccio è corretta, perchè non ci sono altre interpretazioni se non con gli stereotipi di genere. Che non ripeto.
        Perchè il significante “mondo” non è sullo sfondo della ragazza? che avrebbe un senso..
        Il segno del dna, perchè è sullo sfondo della donna conformista?Perchè ha in collo il cane?
        Il cagnolino perche non lo tiene in collo lui? Se lui aveva il cagnolino in collo e il segno sullo sfondo dell’uomo, quale significato assumeva?
        In qualsiasi forma di comunicazione, il segno, l’immagine, il testo non sono messe mai a caso.

      • Paolo ha detto:

        la signora del te delle sei può essere benissimo una professoressa o una scienziata, come ho detto prima, è una interpretazione validissima quanto quella di Riccio e forse di più

      • E dove avrei parlato della professione della donna io? Dove avrei escluso che è una professoriessa o una scienziata? Guardate che avete veramente un problema con la comprensione dei testi.

      • IDA ha detto:

        Mio dio!!!! Ma che cazzo centra la professione? Non si sta parlando degli stereotipi delle professioni. Allora, sono tre immagini professionalmente neutre, non indicano una professione ma solo un benessere economico e sociale. Lo stereotipo non è nel target ma nella relazione tra i significanti.
        Che significato ha il mondo dietro di lui?
        Che significato ha il cane incollo a lei?

      • Paolo ha detto:

        quel cane può voler dire un sacco di altre cose oltre a quella ipotizzata da Riccio

      • IDA ha detto:

        Quale? Comunque non annulla, l’interpretazione di Riccio, non la rende meno valida.

  8. Nick ha detto:

    Gli stereotipi ce li avete solo voi in testa.L’uomo potrebbe essere un imprenditore di Napoli (non per forza milanese) nel campo della sartoria(è ben vestito), la signora una ricercatrice o una zoologa(perchè no?), la terza benissimo una studentessa della Bocconi che studia scienze umanistiche(ecco l’uomo sullo sfondo che assomiglia all’Uomo Vitruviano di Leonardo).Sono immagini che possono benissimo dare luogo a più interpretazioni.Siete voi a dare quel tipo di significato perchè gli streotipi sono ben marcati nella vostra testa.Mi sembrate quelle che vedono simboli fallici dappertutto…….

    • Simboli fallici no, ma teste di cazzo devo confessare che ne vedo e ne leggo tantissime.

      • Paolo ha detto:

        mi spiace ma in questo caso specifico Nick non ha torto

      • Non ha torto ad affermare cosa? Che lo stereotipo non esiste e la psicologia sociale è solo un mucchio di baggianate? Oppure che non esistono solo gli stereotipi di genere? O soltanto quelli di cui parlo io?

      • Paolo ha detto:

        non ha torto quando dice che la signora potrebbe essere una ricercatrice e una zoologa, il signoe un imprenditore tessile e la ragazza una studentessa. Quindi le interoretazioni possibili sono molteplici, la vostra è solo una e non per forza la più vera

      • Io non ho parlato, nel mio post, della professione della signora, ma del significato che secondo me assume il cucciolo di cane nel contesto della campagna e nel contesto culturale nel quale siamo immersi. Ecco perché parlo di evidenti difficoltà di comprensione del testo.

      • Paolo ha detto:

        quel cucciolo di cane nel contesto della campagna e in quello culturale in cui siamo immersi (che non è un contesto univoco come poteva essere quello degli anni ’50 ma un contesto complesso fatto di cose e suggestioni diverse e persino contraddittorie) può avere tantissimi altri significati, come ho tentato di dire

      • Nick ha detto:

        Non ho dubbi, ne vedi molti di quelli che,secondo te, sono teste di cazzo, in quanto non allineati con ciò che dici.Prova a ragionare: o sei l’unica con un cervello e in grado di comprendere pure la psicologia sociale da uno stupido cartellone pubblicitario di una banca(che non deve venderti nulla, ma portare i tuoi risparmi dentro le sue casse), oppure, sei l’unica che vede cose dove in realtà non esistono.Nel primo caso, mi chiedo perchè non ti hanno messo anche tu a insegnare a Harward, nel secondo……bè,cambia occhiali da vista!

      • La mia era una battuta stupida, che rispondeva ad un commento altrettanto stupido che cianciava a sproposito di simboli fallici (come se il simbolo qui fosse mai stato nominato!). La psicologia sociale non la si comprende da un cartellone pubblicitario, la si studia. Io precedentemente ti ho chiesto di fornirmi la definizione di messaggio subliminale, e di spiegare la differenza fra stereotipo e messaggio subliminale. Tu hai glissato. Lo sai? Non lo sai? Io credo che tu non lo sappia. Io non vedo cose che non esistono, ma molto probabilmente so cose che tu ignori, perché le ho lette. E ti assicuro che non occorre una cattedra ad Harvard per sapere cos’è uno stereotipo. Bisogna innanzitutto essere interessato a questioni che a te non interessano. Questo non è un luogo dove si fanno discussioni da bar dello sport, non è un blog dove si va per farsi un due risate fra amici. E’ blog che si occupa di tematiche ben precise, e prima ancora di richiedere dei prerequisiti, questo blog richiede che alle persone interessi sinceramente ciò di cui si sta parlando. Quindi, appurato che non ti interessa discutere dell’influenza degli stereotipi nella comunicazione, dovresti trovarti un baretto.

      • IDA ha detto:

        Paolo. La pubblicità non è letteratura, che può avere tante chiavi di lettura. La pubblicità, deve essere semplice chiara e immediata. per questo fa largo uso di stereotipi e slogan. Gli stereotipi non sono sempre negativi e certamente come dice Riccio non era nelle intenzioni degli autori. Negli stereotipi siamo talmente immersi che non li vediamo nemmeno quando ce li spiegano.
        Una donna con un bambino in collo, vuol dire che è una mamma.
        La stessa donna con il bambino in collo ma con il camice bianco e lo stetoscopio vuol dire che è una pediatra. Questi sono due stereotipi, neutri se separati dal contesto. Ma se prendi il primo della donna con il bambino e lo usi per rappresentare tutte le donne, diventa uno stereotipo di genere sessista.
        lo stereotipo della pediatra si può dire che non è una pediatra, ma una cardiologa, può essere la madre del bambino, la zia o la nonna, Gli stereotipi non ci parlano della realtà ma una sua semplificazione, Lo stereotipo ci dice solo che è un medico, e che si occupa dei bambini. Di chi è il figlio e se realmente è un medico, non ha importanza, è quello che comunica che è importante.
        le immagini stilizzate delle targhette dei bagni pubblici, sono degli stereotipi che indicano femmine e maschi, e non hanno altre letture possibili.anche se non tutte le donne portano la gonna.

      • paolam ha detto:

        😀

    • L. ha detto:

      @ Nick: ovviamente per un maschiloide come te è NORMALISSIMO che per parlare di donne si metta il termine “Uomo”. eh già: del resto la donna è stata creata dalla costola maschile, salvata dal redentore maschile, creata dal dio maschile e per parlare di lei si parla appunto di “uomo”. la vostra logica fallica non fa una piega (o dovrei dire, non si ammoscia…)

      p.s mi metterò a contare le volte in cui questo blog qualcuno ha scritto “danny de vito” usandolo a mo’ di argomentazione anti-sessista. 😛

  9. Nick ha detto:

    Visto che sono ignorante, vado su Wiki:
    “Lo stereotipo è la visione semplificata e largamente condivisa su un luogo, un oggetto, un avvenimento o un gruppo riconoscibile di persone accomunate da certe caratteristiche o qualità. Si tratta di un concetto astratto e schematico che può avere un significato neutrale (ad es. lo stereotipo del Natale con la neve e il caminetto acceso), positivo (“i francesi sono romantici”) o negativo (l’associazione tra consumo di droghe e la musica rock) e, in questo caso, rispecchia talvolta l’opinione di un gruppo sociale riguardo ad altri gruppi. Lo stereotipo (anche quello “positivo”) è una credenza indesiderabile che può essere cambiata tramite l’educazione e/o la familiarizzazione………Stereotipi comuni comprendono una varietà di opinioni su gruppi sociali basate su etnia, sessualità, nazionalità, religione, politica e propensioni, ma anche professione, status sociale e ricchezza. Diversi stereotipi esistono all’interno di grandi gruppi, e sono legati ai vari sotto-gruppi che esistono all’interno di questi. Il termine stereotipo, all’interno delle scienze sociali, fu promosso da Walter Lippmann intorno al 1920, nei suoi studi sul pregiudizio”
    Dove sta la “visione semplificata e largamente condivisa ” sulle persone protagoniste dei cartelloni pubblicitari?Ci sono elementi che caratterizzano lo stereotipo associati ad una persona specifica?
    Un mappamondo,un cane,il dna,il disegno di un uomo stilizzato, sono elementi che normalmente vengono associati ad un gruppo di persone specifiche?I cani sono amati da tutti, ma in mano ad una donna di una certa età, per te, diventa “un’assenza di maternità che la donna in carriera compensa sfogando sulla bestiola quel tratto distintivo della femminilità che è l’attitudine alla cura”.
    E scusa il DNA, che comunemente viene visto come simbolo di ricerca in biologia, dove lo metti?Ah,aspetta,per te significa il tempo che passa……
    Ma soprattutto…..se una banca deve investire dei soldi, cosa fa, invita una giovane donna ad aspettare……l’uomo evoluto?Ma che senso ha?????????
    Non ci sono stereotipi qui, ci sono INTERPRETAZIONI ……….e le tue, stanno a sottilineare che interpreti e associ le cose secondo tuoi schemi mentali, in maniera tale da far saltare fuori stereotipi da tutte le parti.In maniera forzata.

    • 🙂 Ma dove lo avrei scritto che il DNA sta a simboleggiare il tempo che passa? Comunque sono contenta che hai cominciato ad usare internet per acquisire informazioni nuove. Se intraprendi questa strada prima o poi capirai davvero cosa ho scritto…

      • L. ha detto:

        @ Ricciocorno: “E’ blog che si occupa di tematiche ben precise, e prima ancora di richiedere dei prerequisiti, questo blog richiede che alle persone interessi sinceramente ciò di cui si sta parlando.”
        e soprattutto le persone che ti contestano dovrebbero almeno saper citare uno straccio di link o di saggio/autore che permette di sostenere le loro ciance. Ma qui ho notate che le uniche che riportano fonti (e mica deficientelli da grande fratello show o gli attendibilissimi profili facebook, ma studiosi, filosofi ecc.) sono sempre le persone che “taa dàà!”, ti danno ragione 😀
        che strano, eh!, che chi è d’accordo con quanto scrivi sa anche argomentare citando dozzine di fonti.
        Chi commenta tanto per, o per scrivere sciocchezze non sa manco citare mezzo link 😛

  10. Nick ha detto:

    La donna matura, che invece dietro di sé ha la doppia catena del DNA e abbraccia un cucciolo di cane, fa pensare ad un’assenza di maternità che la donna in carriera compensa sfogando sulla bestiola quel tratto distintivo della femminilità che è l’attitudine alla cura.”

  11. Antome ha detto:

    Stai citando delle parole del Riccio, ma cosa ne pensi? Io sono un po’ scedavvero i pronta afn questo caso, dell’idea che questi siano stereotipi, nel senso di immagini prescrittive che suggeriscono un’associazione obbligatoria. Al posto di quella col cane secondo me poteva esserci chiunque e il mondo e la catena di dna potevano pure scambiarsi di posto
    Cero l’abito può essere un po’ stereotipico, non so,anche la donna, magari con un tailleur, avrebbe potuto suggerire viaggio d’affari, mentre associato al vestito estroso ed informale poteva far pensare al giramondo, in base al pregiudizio sull’abito più che sul genere. Cosa anch’essa da contrastare, di certo.
    La cosa grave è somma che vogliano farci credere che questa sia una banca davvero pronta ad investire sulle idee e sull’economia reale :).

  12. IDA ha detto:

    Il bello è che si parla sempre di altro.
    Mi stupisco che ancora nessuno si è posta la domanda essenziale: Ma il cane di che razza è?

    • Jinbe ha detto:

      Jack Daniel?

    • L. ha detto:

      dai, che se scopriamo che è una cagnetta, i valorosi difensori dei diritti maschili inizieranno a parlare di misandria!!! “i cartelloni sono misandrici, ormai le femministe hanno sdoganato la misandria-animal: l’odio non solo per il maschio umano, ma anche per il maschio cane, difatti in questa pubblicità è stata messa la cagnolina, escludendo il cagnolino maschio: e questo dimostra che la nostra società è una società misandrica”

      (N.B: faccio dell’umorismo sui mascolinisti italiani, ma so benissimo che c’è da aspettarsi questo e altro 😛 … per esempio c’è chi anche insinua che…il femminismo è stato portato dagli alieni! obiettivo: distruzione della razza umana! che astuti, i rettiliani :D)

  13. Nick ha detto:

    Hai ragione, quella è proprio una cagnetta,una femmina…….vicino alla donna matura chissà che stereotipo verrà fuori!!!!!

    • L. ha detto:

      @ Nick, ma certo Nick, anzi ti dico di più: non cadere nel tranello dell’apparenza, è una cagnetta aliena, perché noi femministe in realtà siamo state create dai Rettiliani tramite ingegneria genetica, e diffuse qui sulla terra per la rovina di voi gloriosi maschilodi umani ;D però voglio svelarti un qualcosa che voi masculoidi potreste usare a vostro vantaggio: temiamo la kryptonite. Corri a spargere la lieta notizia ai tuoi QM friends, sono certa che apriranno un bel post, accanto a quello dove si parlava di Illuminati, Alieni e Femministe… (sì, perché ormai siete a questi livelli di complotto paranoide)

      • Antome ha detto:

        Però questa volta non vedo come gli stereotipi elencati possano essere l’unica interpretazione. A parte che le donne, sia quella col cane che quella più giovane, sono chiaramente di più bell’aspetto, tipicamente parlando, degli uomini. In tv ne compare anche uno forse più anziano, calvo e con la barba lunga, ad indicare probabilmente saggezza e umanità e calore. Poi un primo piano di una donna con capelli lunghi e brizzolati, truccata e con un fascino maturo. A parte tale differenza fatico a vedere particolari significati nella scelta dei tipi e il cane non mi suggerisce nulla che escluda la maternità. Ma lieto di scambiare diverse impressioni.

      • Le interpretazioni dipendono dal contesto. Un immagine decontestualizzata può significare tutto e niente.

      • Paolo ha detto:

        conduttori televisivi con la barba lunga nella tv italiana non li ho mai visti

      • Antome ha detto:

        Barba così lunga no, vero. Ma ultimamente Riotta la portava lunga, sebbene ordinata, nell’ultimo programma cha ha fatto. Poi c’è Formigli, Zoro, Cattelan.

      • Paolo ha detto:

        in quei rari casi, si tratta sempre di barbette curate, mettiamoci anche Fazio

      • Antome ha detto:

        Ah, no, però io mi riferivo alla pubblicità che passano in tv di questa banca, non ai personaggi televisivi. Parecch giornalisti hanno barba lunga, anche se spesso sono più mezzobusti. Massimo Bernardini addirittura la porta solo da quando il suo programma è arrivato in tv. Poi diversi personaggi dove è difficile vedere la soluzione di continuità con l’essere presentatori o comici, come Abatantuono.
        Ormai la barba è sdoganata, solo pochi datori di lavoro ottusi ingiungono di tagliarla in toto e forse anche solo perché regolare come la si possa portare è più difficile.

      • Paolo ha detto:

        Abantantuono è prima di tutto un attore. Bernardini (che oggi conduce solo Tvtalk al pomeriggio, credo) è giusto l’unico con una barba incolta e per me è anti-estetico

      • Antome ha detto:

        Vuoi dire riccio che nel contesto della pubblicità lo stereotipo è molto immediato compreso gattara – canara, su cui hai fatto un post. Se posso indovinare, non offenderti, la sostituzione di maternità.
        Scusa se non è interessante, io stesso ho cominciato cercando di capire cosa ci fosse di così stereotipico nei tipi fisici qui presenti e ho osservato solo in generale una minore avvenenza tipica per gli uomini presenti. Poi ne è venuto fuori Paolo con il fatto della barba e a quel punto non vedendo il legame e non capendo, sono andato un po avanti per capire meglio cosa volesse dire, viene fuori che è un fraintendimento, magari, ma lui invece di confermarmi o meno se ha capito male è andato avanti sulla esteticità di Bernardini, il quale ha fatto altri due programmi sulla storia, tra parentesi.
        Se proprio ha un problema non è la barba, secondo me, però haha.

  14. Antome ha detto:

    Fazio ha condotto pure Sanremo con la barba. Certo nei primi due canali è più raro.

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