Intervento per l’assemblea NonUnadiMeno del 4-5 febbraio

Dalla nota di Rete femminista Contro il Sistema Prostituente:

In occasione dell’assemblea Non Una di Meno del 4-5 febbraio, come Collettivo Resistenza Femminista e gruppo Rete Femminista contro il sistema prostituente abbiamo proposto alcune nostre riflessioni a proposito di donne migranti e prostituzione, a partire da un punto del report relativo ai tavoli del 27 novembre: “La necessità di distinguere (senza contrapporre) tra il lavoro di sostegno e fuoriuscita dalla violenza e dai circuiti criminali con le donne vittime di tratta, e quello con le donne migranti che per scelta decidono di fare sex work e le loro richieste di diritti”.

Per ragioni di tempo abbiamo sintetizzato i contenuti del nostro documento che adesso vi proponiamo nella sua versione integrale:

Care Femministe, crediamo che le domande che avete posto nella discussione collettiva siano fondamentali e debbano essere affrontate ancora insieme: ”come intendiamo noi occidentali il femminismo in relazione alle donne immigrate nel nostro paese e in Europa? Le lotte per l’autodeterminazione che le donne immigrate portano avanti sono già in sé lotte femministe? Che uso facciamo dei termini a partire dal nostro posizionamento privilegiato?

Condividiamo la vostra prospettiva. Crediamo infatti che come femministe bianche occidentali non possiamo non mettere da parte la nostra angolazione privilegiata, e questa consapevolezza deve anzi farci riflettere sulla necessità di dialogare con, mettersi in ascolto di, e non parlare per conto o al posto di. In un caso significa riconoscere soggettività politica alle donne migranti, affiancarle nelle loro lotte e arricchire contemporaneamente la lotta femminista, che significa essere unite nel riconoscimento della specificità politica dell’altra; nell’altro caso significa invece coprire la loro voce, imporre una visione e un linguaggio che sono caratteristici dell’occidente capitalista di cui facciamo nostro malgrado parte sebbene in una posizione di aperta critica e di lotta antipatriarcale. Proprio per questo motivo riteniamo fondamentale ascoltare prima di tutto le voci delle attiviste ex-vittime di tratta e tutte le sopravvissute all’industria del sesso che da tempo prendono parola in tutto il mondo contro lo sfruttamento sessuale di donne e bambine. In Italia Isoke Aikpitanyi, attivista, ex-vittima di tratta, autrice del libro ‘Le ragazze di Benin City” è da anni impegnata in prima linea nella lotta contro la tratta. Un impegno condiviso da Adelina, ex vittima di tratta trafficata in Italia dall’Albania, che negli anni ha aiutato molte donne ad uscire dal racket e adesso gestisce una rubrica “Libera la vita” presso un’emittente radio, proprio sul tema della lotta contro la tratta.

Una formula su cui bisogna tornare a riflettere insieme è quella di ‘sex work’ e il concetto relativo di “prostituzione volontaria”. Ritornare a parlare di quella ‘libera scelta’ che noi tutte femministe vogliamo assolutamente tutelare, ma il cui significato personale-politico deve essere ridiscusso aggiornando il dibattito alla situazione storica in cui ci troviamo a vivere. Nella complessità del panorama socio-politico attuale, ovvero quello del capitalismo globalizzato, nuovi scenari di oppressione, sfruttamento e discriminazione contro le donne si sono fatti strada. Questa violenza (sessuale, politico-economica e simbolica) colpisce in particolar modo le donne migranti. La vulnerabilità economica estrema, unita ai traumi molteplici che le donne migranti si trovano a vivere quando tentano di abbandonare la realtà durissima dei propri paesi di origine alla ricerca di un futuro dignitoso, cambiano radicalmente la prospettiva: il nostro occidentale concetto di ‘libertà individuale’ e possibilità di scegliere per il proprio destino deve essere profondamente rivisto. È urgente ridiscutere il concetto di ‘libera scelta’ che usiamo come femministe occidentali per le donne migranti, se si considerano le molteplici occasioni di sfruttamento, violenza e rischi altissimi per la propria salute psicofisica che queste donne sono costrette a vivere nel mondo della prostituzione. Come dice Neco’le Moore, sopravvissuta all’industria del sesso e attivista afro-americana, membro di SPACE international, “una scelta non è una scelta se non hai la possibilità di scegliere”. Non solo le vittime di tratta, ma anche tutte quelle donne che si sono trovate a “scegliere” la prostituzione in assenza di altre alternative e che vogliono essere chiamate “sopravvissute” (proprio perché alla prostituzione si sopravvive come si sopravvive alla violenza maschile di cui la prostituzione rappresenta la manifestazione più emblematica) rifiutano con forza il termine “sex work”:

(http://www.catwinternational.org/Home/Article/587-over-300-human-rights-groups-and-antitrafficking-advocates-worldwide-weigh-in-on-sex-work-terminology-in-media).

Come avete fatto notare nel vostro report, la scarsa presenza di donne migranti al tavolo rende la nostra prassi femminista ancora più difficile e se vogliamo molto pericolosa, ancora di più se si sceglie di affrontare senza la presenza diretta di questi soggetti politici una questione fondamentale e complessa come la prostituzione. Come possiamo noi stabilire i confini tra tratta e prostituzione volontaria? Abbiamo il diritto di usare una formula come ‘sex work’, che implica che la prostituzione sia un lavoro, e non una scelta per assenza di lavoro, di vere alternative all’indigenza o addirittura uno stile di vita imposto da un compagno/fidanzato/marito pappone, come sappiamo da molte testimonianze di donne sopravvissute allo sfruttamento sessuale?

Non è in discussione che una donna possa “scegliere” quello che Rachel Moran, attivista e sopravvissuta, definisce “la commercializzazione dell’abuso sessuale”. Né soprattutto è in discussione che come femministe ci posizioniamo con le donne sempre, qualsiasi siano le loro scelte. Ma quello che invece i soggetti politici migranti ci chiedono di fare è prima di tutto di dare spazio alle loro voci, e successivamente, partendo da questo ascolto, interrogarci se le categorie che usiamo per classificarle e dividerle in compartimenti stagni siano valide: dove inizia la tratta e dove finisce per dare spazio alla scelta? Come possiamo stabilire che sia libertà, quella di una donna che “sceglie” di prostituirsi perché costretta dal razzismo e dalla discriminazione etnica che le impediscono di trovare un lavoro per sopravvivere? La prostituzione per motivi di sopravvivenza è libera? Rispettare quella “scelta” in quel momento non è la stessa cosa di chiamarla “lavoro”, perché siamo noi a normalizzare una situazione che molte donne migranti vivono come violenza economica, razziale e di classe. Sono le loro parole che noi pensiamo dobbiamo ascoltare, e per questo motivo proponiamo una sintesi di alcune riflessioni di Anna Zobnina, immigrata in Europa dalla Russia e membro dell’European network of Migrant Women, impegnata da anni nell’assistenza e aiuto alle donne migranti e alle vittime di tratta:

Le donne migranti sono sorprese dell’uso del termine ‘sex work’, una descrizione Occidentale e neo liberista di quello che fanno. Questo perché la maggior parte delle donne migranti sopravvivono alla prostituzione così come si sopravvive ai disastri naturali, alle carestie o alla guerra. Non lavorano nella prostituzione. Molte di queste donne hanno titoli di studio e capacità che vorrebbero usare in quella che l’Unione Europa definisce la “skill economies “(l’economia basata sulle capacità), ma le restrittive leggi europee sul lavoro e le discriminazioni etniche e sessuali contro le donne impediscono loro di ottenere questi lavori. Il mercato del sesso invece non è un posto insolito dove trovare le donne migranti in Europa. Mentre alcune di loro sono identificate come vittime di tratta o sfruttamento sessuale, molte non lo sono. Sulle strade, nei centri massaggi, negli hotel, negli appartamenti privati, negli strip-club ci sono donne migranti che non soddisfano i criteri ufficiali per poter essere considerate vittime di tratta e quindi non hanno diritto a nessun tipo di aiuto. Chi difende l’industria della prostituzione ci rassicura dicendo che la prostituzione è una scelta. Sicuramente non la prima scelta, per quelle che hanno varie possibilità; eppure per i gruppi di donne più emarginati e svantaggiati, solo per loro viene proposta come una valida via d’uscita dalla povertà. In linea con questo principio è la dichiarazione di Kenneth Roth, il direttore di Human Rights Watch che nel 2015 ha dichiarato: “Tutti vogliamo mettere fine alla povertà, ma nel frattempo perché negare alle donne povere l’opzione del sex work volontario?” Le donne emigrano in Europa a causa della loro condizione di grande difficoltà economica e sempre in maggior numero perché temono per la loro vita. Se lasciate le vostre scrivanie dove fate ricerca e parliamo con le donne migranti – donne arabe, africane, indiane; donne dalle Filippine, dalla Cina e dalla Russia come me – la possibilità di trovare una donna che descriva la prostituzione come “lavoro” è estremamente bassa. Questo perché il concetto di “sex work” non esiste nelle culture da cui provengono. Esattamente come altri esempi di vocabolario neo-liberista, è stato importato dal resto del mondo delle ricche economie capitaliste occidentali, spesso attraverso i canali della politica della “riduzione del danno” e dei programmi di prevenzione dell’AIDS. L’esempio perfetto di un’economia capitalista in Europa che sfrutta donne migranti è la Germania. Nel libero mercato dell’industria della prostituzione tedesca, dove i compratori e i papponi non sono riconosciuti come sfruttatori ma come onesti imprenditori. Nel 2015 la Commissione Europea ha calcolato più di 30.000 vittime di tratta registrate in Europa solo in 3 anni, dal 2010 al 2012. Quasi il 70% sono vittime di tratta a scopo sessuale, con le donne e le ragazze minorenni che sono il 95% di questo gruppo. Più del 60% delle vittime sono trafficate da paesi come la Romania, la Bulgaria e la Polonia. Le vittime extra europee di solito provengono dalla Nigeria, Brasile, Cina, Vietnam, Russia. Depenalizzare il reato di induzione e sfruttamento come in Germania normalizza l’intreccio di discriminazioni sessuali, etniche e di classe presenti nella società europea a cui le donne migranti sono sottoposte già in modo sproporzionato. Incrementa le barriere legali per l’accesso al lavoro che le donne migranti già affrontano, privandole delle loro capacità e derubandole di opportunità economiche. Quello che è peggio spazzano via quello in cui le donne migranti più povere e svantaggiate che sostengono viaggi pericolosi per arrivare in Europa credono: che una vita libera dalla violenza sia possibile così come la nostra lotta per ottenerla.

Ed è proprio dalla riflessione di questo “intreccio di discriminazioni sessuali, etniche e di classe” che noi femministe della rete, poniamo la questione del cliente, sul ruolo che questo assume all’interno del sistema prostituente nell’alimentare il fenomeno della tratta. Il cliente infatti nella stragrande maggioranza dei casi è rappresentato da un uomo occidentale bianco, etero, benestante, la cui condizione di privilegio socioeconomico rispetto alle donne più svantaggiate, rende possibile l’espansione criminale dell’industria del sesso, attraverso la domanda di corpi di cui disporre liberamente Anche la tratta classicamente intesa come “pistola puntata alla testa” non sarebbe possibile senza il cliente. Il cliente è il grande assente dai programmi di prevenzione, dai dibattiti, dai procedimenti penali. Nel neoliberismo razzista e patriarcale ci si concentra invece sugli stranieri, vittime o sfruttatori che siano.

Fonti e riferimenti

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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49 risposte a Intervento per l’assemblea NonUnadiMeno del 4-5 febbraio

  1. quark ha detto:

    ” L’esempio perfetto di una economia capitalista in Europa che sfrutta donne migranti è la Germania
    Nel libero mercato dell’industria della prostituzione tedesca , dove i compratori e i papponi non sono riconosciuti come sfruttatori , ma come onesti imprenditori . Nel 2015 la Commissione Europea ha calcolato più di 30000 vittime di tratta registrate in Europa solo in 3 anni , dal 2010 al 2012 ” . Tu fossi coerente dovresti applicare questo ragionamento sempre , no quando ti pare .
    Ad esempio , dovresti considerare degli sfruttatori anche tutte le famiglie che assumono delle badanti migranti , oppure le famiglie che assumono donne delle pulizie , migranti … Anche queste persone allora sfruttano lo stato di indigenza di queste donne , a meno che tu non voglia credere che per una donna migrante il massimo dell’aspirazione quando viene in Europa sia fare la badante o la donna delle pulizie … La realtà è che esistono anche tante donne , migranti o meno , che preferiscono prostituirsi invece che fare le badanti o fare le donne delle pulizie , considerato quanto guadagnano . A tal proposito , ti faccio sommessamente notare che nella sola Germania le prostitute presenti sul territorio tedesco sono stimate in circa 300.000 , nella sola Germania … Quindi se sono corretti i dati della Commissione Europea che tu hai menzionato ( 30.000 vittime di tratta in tutta Europa ) , ne consegue , come dimostrano tante altre ricerche che ovviamente tu non citi , che le prostitute vittime di tratta in Europa sono una percentuale marginale

    • “Tu fossi coerente dovresti applicare questo ragionamento sempre, no quando ti pare.” Citami, per favore, il passo nel quale questo brano nega che il fenomeno delle migranti sia scollegato dall’iniqua distribuzione della ricchezza nel mondo.
      Spoiler: quel passo non c’è.
      Qui si sta parlando di prostituzione, non di badanti, e neanche della sfruttamento dei migranti nell’agricoltura. Non perché non siano questioni importanti, ma perché non sono argomento del post.
      “La realtà è che esistono anche tante donne , migranti o meno , che preferiscono prostituirsi invece che fare le badanti o fare le donne delle pulizie, considerato quanto guadagnano”.
      Già, quanto guadagnano?
      Io leggo qui http://espresso.repubblica.it/visioni/societa/2015/04/24/news/la-prostituta-imprenditrice-di-se-stessa-e-solo-un-mito-la-testimonianza-della-tedesca-inge-1.209433
      “Si guadagna bene in questi locali ?
      L’affitto di una stanza in un bordello di lusso costa da 140 a 160 euro al giorno, se passi la mezzanotte, paghi il doppio, quindi, almeno 300 euro. Se hai lavorato molto bene in quelle ore, e se ce la fai, lavori con otto uomini. Alla fine della settimana resta veramente molto poco.”
      http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/germania-prostitute-inferno-nei-bordelli-1601367/
      “La maggior parte delle donne che arrivano in Germania per diventare prostitute non vengono rapite per strada – riporta lo Spiegel – e la maggior parte non crede certo che andrà a lavorare in una panetteria tedesca. Più comunemente, sono donne che si innamorano di un uomo e lo seguono in Germania dove lui stesso le avvia alla prostituzione o le consegna ai bordelli, o donne con la consapevolezza che stanno per diventare prostitute. Spesso però non sanno quanto può andare male e ignorano che difficilmente saranno in grado di trattenere qualcosa dei soldi che guadagnano.
      Sono ragazze come Sina, che aveva solo 16 anni quando l’uomo di cui si era innamorata, ottenuto il permesso dei genitori di lei in quanto minorenne, la portò in Germania con il miraggio di un lavoro, ma la consegnò al “No Limit”, un bordello forfettario dove avrebbe servito più di 30 clienti al giorno e dove sarebbe stata pagata solo occasionalmente e con qualche centinaio di euro.
      Sono donne come Alina, arrivata in Germania per lavorare come prostituta perché, pensava, avrebbe almeno avuto una stanza tutta per sé e non troppi clienti. Si è invece trovata a condividere un letto in una camera senza mobili con altre tre donne e a vivere sotto chiave.
      Della Germania Alina ha visto solo il distributore Esso dietro l’angolo, dove le veniva permesso di andare a comprare sigarette e snack, ma solo in compagnia di una guardia. Il resto del tempo, dice la stessa donna, veniva tenuta rinchiusa nel club ed era costretta a pagare i protettori 800 euro a settimana, e come lei le altre donne dello stesso bordello.”

      • quark ha detto:

        Bene , allora aspetto con pazienza che tu faccia un bel post in cui richiedi ad alta voce la galera per chi assume badanti o donne delle pulizie migranti …
        In quanto ai guadagni delle prostitute , fammi un commento su questo filmato …

        Oppure su questo … http://www.italiachiamaitalia.it/italiane-all%E2%80%99estero-per-vendere-sesso-guadagnano-bene-e-pagano-le-tasse-%E2%80%93-di-ricky-filosa/
        Poi , se vuoi , posso anche io commentare quei due link che hai pubblicato , perchè di cose da dire ce ne sono tantissime , a cominciare da quello che dice la prostituta Inge …

      • Scusa, quando mai ho scritto post nei quali chiedo la galera per questa o quella categoria di persone? E perché dovrei improvvisamente assumere questo atteggiamento? Per dimostrarti cosa esattamente?
        Riguardo ai commenti sugli articoli che ti ho linkato, no, grazie, non mi interessano. Una volta tanto mi piacerebbe ricevere i commenti delle ragazze che preferiscono prostituirsi invece di fare le pulizie, quelle ricche, quelle che tu conosci ma che non sembrano minimamente interessate a difendere la loro professione su spazi come questo. Forse perché te ne occupi tu per loro conto?

      • Comunque io mi leggo spesso le recensioni dei clienti degli FKK. Te ne cito una: “adesso veniamo all erlebniswohnung il quale sono stato circa 3-4 settimane fa (il luogo lo ometto) per chi non sapesse cosa sia l erlebniswohnung si tratta di appartamento dove si organizzano gang bang all you can fuck, prezzi dal lunedi al giovedi 90 euro per 11 ore di permanenza dalle 12 alle 23 circa ,prezzi venerdi sab e dom 100 euro per 11 ore,70 euro se entrate dopo le 18 e 49 euro se entrate dopo le 21.anche se io sconsiglio di entrare a questi 2 orari perche trovate le ragazze sfatte, e anche gli ambienti non proprio pulitissimi, allora nei prezzi suddetti sono inclusi bibite analcooliche a volonta e birra e un buffet niente male sia a pranzo che a cena,veniamo alla gnocca livello qualita gnocca alto, donne giovani dai 25 ai 35 anni tutti i nomi non me li ricordo perche comunque cambiano spesso, donne partecipative che si alternano ogni ora, di solito si alternano 1 o 2 ragazze dipende da quanti colleghi ci sono in stanza, di solito quando si superano le 10 persone subbentra un altra gnocca nell altra stanza, le pompe le fanno quasi tutte senza condom anche se io lo sconsiglio dato che in quell’ora prendono 10-15 cazzi alla volta poi ognuno fa come vuole, riguardo le scopate classiche posizioni missionaria, pecora ecc ecc naturalmente non siete da soli ma in media ne accontenta 3-4 alla volta del tipo uno a pecora uno in bocca e con la mano smanetta un altro questa e la scena tipica piu o meno, ho dimenticato dire che ce anche una zona relax con televisore con un piccolo sottofondo musicale e una piccola sauna dove riposarsi tra una cavalcata e l altra,per chi e amante del genere e non vuole spendere troppo e il massimo con 90 euro mangi,bevi e trombi quanto vuoi per 11 ore,questa e la mia prima recensione spero di non avere fatto errori, buona giornata a tutti”.

      • Te ne cito un’altra di “recensione”: “Ho timbrato solo 3 volte e 2 con la stessa ragazza: XXX la gnoccona bulgara testata dal sottoscritto,facile da riconoscere e’ quella con le labbra un po’ rifatte e tutta tirata in viso,la bulgara piu’ figa per me,che dire e’ subito schietta e mi dice che questo lavoro gli fa schifo e lo fa solo per soldi (almeno e’ stata sincera)…”
        Siamo in pochi ad apprezzare la sincerità.
        Anche perché una prostituta sincera è un “missile”, vero quark?

  2. quark ha detto:

    Intanto che aspetti i commenti di qualche prostituta , potresti commentare te i miei link , magari quello dove parla anche la Questura di Roma , fonte attendibile , giusto ?

  3. quark ha detto:

    Riccio , continui a svicolare a tutte le mie obiezioni . Faccio fatica a capire cosa c’entra la recensione che hai pubblicato con i guadagni delle prostitute negli FKK in Germania , mentre i guadagni delle prostitute che lavorano per strada in Italia te li ha spiegati per bene la Questura di Roma …

  4. quark ha detto:

    Una prostituta può essere un ” missile ” a prescindere che sia sincera o meno . Certo , Ci sono quelle a cui piace fare questo lavoro , ci sono quelle a cui non piace ma nemmeno gli fa schifo , e poi ci sono quelle che gli fa schifo , ma continuano a farlo per i soldi . A queste ultime bisognerebbe domandargli perchè non cambiano mestiere , ma tanto la risposta l’ho già sentita … dove lo trovano un lavoro dove guadagnare così tanto ? Prova ad andare direttamente in un FKK e chiedere alle ragazze presenti se preferiscono cambiare lavoro , tipo badante… sai che risate in faccia ti fanno !!!

    • IDA ha detto:

      “Commissione Europea ha calcolato più di 30.000 vittime di tratta registrate in Europa solo in 3 anni, dal 2010 al 2012. ” REGISTRATE, sono quelle identificate, le vittime che hanno chiesto qualche forma di protezione e di sostegno o sono rientrate in operazioni di polizia. In Italia 2011- 1955 di cui 63 minori. 2012- 1650 di cui 114 minori, 2013- 925 di cui 45 minori e 2014-1451 di cui 88 minori. Il numero delle vittime di tratta è difficile da quantificare con precisione per vari motivi, dovuti a norme e strategie differenti per ogni paese. Esempio in germania la legge rende quasi impossibile perseguire la tratta, gli unici casi registrati sono quelli dei minori o di chi ha chiesto aiuto. Come per il numero delle prostitute in germania è sconosciuto. Altro fallimento di quella legge che aveva come obiettivo proprio quello di registrare le prostitute per sapere quante erano, e ancora si fanno solo stime al ribasso, dove nemmeno i distretti sanitari sanno quante ragazze ci sono nei bordelli. Di fatto sono scomparse le prostitute tedesche.
      Le nazioni unite parlavano di 20 milioni di vittime di tratta nel mondo di cui 5 milioni per sfruttamento sessuale, di cui 500 mila in Europa. Queste sono cifre stimate, come trecentomila prostitute in germania. Quindi stimate 300 prostitute in germania e 500 mila vittime di tratta in europa. Quindi come cazzo fai a considerare un fenomeno marginale la tratta? In più va considerato che i trafficanti si scelgono sempre i paesi che hanno delle norme che li rendono invisibili, e paesi ricchi.
      La tratta esiste per soddisfare la domanda e tenere basso il prezzo. Questo ci dice che di volontarie ce ne sono poche, perchè altrimenti non esisterebbe la tratta.

      Poi Roma non è l’Italia, e non c’è solo la questura di Roma.
      http://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/05/21/news/prostituzione_blitz_polizia_firenze_10_arresti-114888626/
      Partendo da questo semplice fatto di cronaca, sono arrivati a comprendere come funziona il traffico. Ragazze che sono portate in italia, spesso clandestinamente, con la promessa di un lavoro, poi arrivate in italia sono costrette a prostituirsi perchè hanno maturato un debito con il viaggio, 70/80 mila euro. Non solo queste ragazze sono vendute ad altre organizzazioni che a loro volta ricaricano il debito, quindi si trovano ad avere sempre un debito da pagare, vivono nella paura, perchè minacciate sia loro che i famigliari nel paese d’origine.

      • quark ha detto:

        Non è corretto contrapporre i risultati dell’indagine della Questura di Roma con l’operazione fatta dalla polizia di Firenze . Nel primo caso viene evidenziato che in generale le prostitute dell’europa dell’est che lavorano in strada sono libere professioniste , mentre a Firenze è stata condotta una operazione della polizia che ha smantellato una organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione , ma non si parla di TUTTE le prostitute di strada presenti a Firenze , altrimenti molto probabilmente verrebbero fuori gli stessi risultati di Roma . Infatti , come dici tu , non esiste soltanto la Questura di Roma , ma anche quella di Rimini … la città dove Don Benzi incontrava sempre prostitute schiave … https://www.youtube.com/watch?v=0EP_k_o9PfA&t=2s
        Come vedi , nonostante la propaganda dell’associazione papa giovanni XXIII , anche a Rimini le prostitute di strada sono generalmente delle libere professioniste , e se anche a Rimini viene condotta una operazione della polizia come a Firenze , nulla toglie al fatto che comunque in generale anche le prostitute di questa città sono donne autonome .
        E stiamo parlando di donne che lavorano per la strada , che è sicuramente il posto più soggetto all’infiltrazione delle organizzazioni criminali
        Riguardo al presunto fallimento della legge in Germania , te ne sei accorta soltanto te e le associazioni cattoliche e femministe di questo fallimento , perchè i tedeschi , a quanto pare , hanno da poco approvato la nuova legge , che va nella stessa direzione di quella attuale … certo , tutto è migliorabile , ma la legalizzazione rimane il punto cardine

        http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/163567/germania-anche-il-bundesrat-approva-legge-su-prostituzione

      • Dipende cosa si intende con “fallimento” quark. Ovvio che dal punto di vista di un cliente abituale di prostitute un tripudio di bordelli a prezzi convenienti non sarà mai un fallimento.

      • Ma almeno li leggi gli articoli che linki? Ti sei chiesto perché la Germania è stata costretta ad approvare “una più stretta regolamentazione” per fornire “ai lavoratori strumenti di difesa contro il potere dei gestori dei bordelli”?
        Se fossero tutte e ricche e soddisfatte, come racconti tu, perché una modifica della legge?

      • Comunque, cosa prevede questa legge?
        Leggo, sempre su gnoccatravels.com, un aspetto trascurato dalla stampa nostrana:
        “Saranno vietate le inserzioni,su Internet e sui giornali, sia da parte delle prostitute autonome e sia da parte dei Bordelli ,la pubblicizzazione di tutte le prestazioni “scoperte” e anche altre prestazioni sessuali che denigrano l’immagine della donna cioè sesso AO,Fellatio senza,sesso con donne gravide e sesso detto “Rape”.I Bordelli “Flat Rate” e “Gang bang party”non saranno più permessi. Per i club “Fkk”, non sarà più permessa l’intitolazione in questo modo,in quanto considerata una costrizione verso la prostituta alla nudità, così ferendo l’immagine della donna. E ora la questione più che interessa noi tutti ,ovvero il paragrafo 32 il “Kondompflicht”obbligo preservativo.”
        A proposito dell’obbligo di preservativo, commenta questo cliente abituale:
        ” Ma come si fa a dimostrare?visto che non esiste un poliziotto controllore dei preservativi?,se nel caso esisterà,egli cosa farà un’ irruzione in una stanza e poi con la torcia elettrica controllare il pene del cliente?oppure un sensore rivelatore all’interno della bocca,vagina e ano della prostituta?.Il capo del sindacato di polizia tedesco,Rainer Wendt,ha già detto che è una legge irragionevole e ridicola.”
        Ciononostante, i clienti che commentano manifestano tutto il loro sconforto: “Proprio ora che mi sto riaffezionando agli fkk tedeschi questa legge rischia di mandare tutto alle ortiche,il pompino coperto è un eresia!speriamo che si risolva con un nulla di fatto come penso che alla fine succederà.”
        E c’è chi proprio non ci sta, e propone il boicottaggio:
        “Non ho nessunissima esperienza del settore, ma da sano ignorante in materia direi che l’unica arma vincente a disposizione di tutti gli attuali clienti è quello di iniziare a boicottare in massa tutti i clubs tedeschi preferendo mete alternative quali: Spagna, Austria, Sovenia, Rep Ceca, Svizzera; ma anche Belgio Olanda e via discorrendo..
        Solo dopo uno scossone economico di tal portata, col PIL in netto calo ed in poco tempo, sono convinto che lo Stato tedesco deciderà di fare la scelta più saggia, ovvero fare un bel passo indietro, iniziando a fregarsene delle solite dannose isterie di stampo nazifemminista…”
        Toh, guarda: è considerata una legge “nazifemminista”.

      • IDA ha detto:

        Non è che si sta parlando di altre cose, e non è stato sgominato un bel nulla, è stato solo compreso alcuni meccanismi e il motivo per cui le vittime non parlano. Hanno paura non tanto per loro ma per i parenti nel paese d’origine. Continuano a prostituirsi non per avidità personale ma perché devono pagare i debiti.
        Non è tutto su strada, quella albanese, rumena e nigeriana è quasi esclusivamente in strada. Quella cinese in appartamento e quella russa e ucraina in alberghi e locali notturni. Le varie organizzazioni non controllano direttamente le prostitute, ma gli spazi, anche quelle “libere” se vogliono lavorare devono pagare il pizzo. In italia nemmeno i commercianti ammettono di pagare il pizzo, figuriamoci le prostitute, magari clandestine senza permesso di soggiorno.
        L’associazione papa giovanni XXIII ha fatto una ricerca sul territorio, abbastanza dettagliata e non mi risulta che sia stata smentita. È diventata propaganda solo perché i risultati non sono graditi? Potrei pensare che hanno sovrastimato alcuni dati, ma non si può affermare perché non esistono altri dati da contrapporre, perché nessun altro a fatto questo tipo di ricerche?
        Della Germania, non parlavo del sistema ma della legge, che era tanto osannata, da far modello per tutti. Di fatto la legge ha fallito nei suoi obiettivi principali. Gli obbiettivi della legge precedente erano gli stessi, dichiarati della nuova legge. Rendere più sicuro il lavoro per le lavoratrici.
        “come ha detto il ministro per la Famiglia Manuela Schweisig, “fornisce ai lavoratori strumenti di difesa contro il potere dei gestori dei bordelli”.” Interessante, fanno una legge per risolvere il problema che hanno negato fino al giorno prima. Questa si che è propaganda….

  5. Rachele Rossi ha detto:

    Sempre esilarante l’ “argomento” delle fave e dei pomodori 🙂 al quale ricorrono puntualmente coloro che spingono per la depenalizzazione del reato di induzione e sfruttamento. Ovvero per la legalizzazione del pappa. Il fine: la moderna schiavitú nel cuore della “civilissima” Europa. Secoli di studi sulla sessualitá per dire che é come raccogliere pomodori. Raccogliere un pomodoro per indigenza non é esattamente come avere 10 o 20 o piú rapporti sessuali al giorno per indigenza, dato che la sessualita coinvolge la sfera psichica ben piu della telefonata malpagata al callcenter o la vendemmia malpagata. Uno stupro o rapporti sessuali con persone percepite come repellenti possono comportare zero segni di violenza fisica, ma il trauma psicologico a vita. Al contrario di una settimana di stage in un fast food … A prescindere dal fatto che le femministe critiche del sistema capitalista attaccano ogni tipo di sfruttamento. Il trucco: l’etica al ribasso. Se vi é chi vendemmia malpagato allora vi deve pure essere la donna sfruttata dal pappone. Non bisogna eliminare entrambe le cose ma supportarle entrambe. Geniale, non vi é che dire. Tutto condito dal tabú neoliberista della vittima per garantire lo status quo. E il neoliberismo patriarcale é sempre inevitabilmente pure razzista: il grande assente del fenomeno della tratta é sempre l’uomo bianco etero occidentale benestante. Assente dai dibattiti, dalla prevenzione, dai procedimenti penali. Dove elemento della tratta é pure e soprattutto l’estrema indigenza economica. Non a caso nei grandi bordelli tedeschi , tipo il Paradise, quasi tutte donne povere e straniere.

    • Morgaine le Fée ha detto:

      “Uno stupro o rapporti sessuali con persone percepite come repellenti possono comportare zero segni di violenza fisica, ma il trauma psicologico a vita. Al contrario di una settimana di stage in un fast food … A prescindere dal fatto che le femministe critiche del sistema capitalista attaccano ogni tipo di sfruttamento. Il trucco: l’etica al ribasso. Se vi é chi vendemmia malpagato allora vi deve pure essere la donna sfruttata dal pappone.”

      Esatto, Ida.
      Questa obiezione del “eehh, e quelli che lavorano nei call center??2” mi sta stufando. Come se qui qualcuno si fosse entusiasticamente espresso a favore dei lavori sottopagati.
      Ovviamente, per coloro che obiettano, la questione non é: “e i diritti dei lavoratori dei call center?” ma: “e i diritti del mio pisello??”

  6. kokoro ha detto:

    le femministe dell’anglosfera sono favorevoli al sex working e ovviamente la loro posizione è destinata a rimanere dominante dal momento che godono dell’appoggio dell’establishment politico progressista e non mi stupirei se il loro orientamento influenzasse anche le femministe dell’Europa continentale in un prossimo futuro.

  7. quark ha detto:

    Vedi , Riccio , come ho già scritto , tutte le leggi sono migliorabili , ma ciò nulla toglie al fatto che in Germania la legalizzazione della prostituzione sia un elemento imprescindibile per la tutela delle professioniste del sesso . Se ti attacchi ai commenti su gnoccatravels che si lamentano perchè la nuova legge prevede l’uso del preservativo , sei messa male

  8. Rachele Rossi ha detto:

    ma quanta disinformazione!! in Germania non si é legalizzata la prostituzione (legale pure qui al punto che le prostitute devono pagare le tasse) ma si é legalizzato il reato di induzione e sfruttamento, ovvero si é legalizzato il pappa. Un esempio: in Italia é lecito affittare un appartamento a una prostituta che vi esercita, ma solo a prezzi di mercato. Nei grandi bordelli tedeschi devi avere sui 5 clienti al giorno solo per pagare la stanza. La mistificazione: parlare di legalizzazione o regolamentazione della prost. laddove si intende legalizzazione e regolarizzazione del pappa. Anche Salvini sta facendo leva su questa confusione nella sua campagna pro bordelli.

    • IDA ha detto:

      Si appunto. Con la regolamentazione, non si regolamenta la prostituzione, ma lo sfruttamento. Loro si che sono dei bigotti, perchè pensano che il problema sia la prostituzione, non è la prostituzione il problema, ma l’induzione e lo sfruttamento. ti spingono sempre a parlare delle prostitute, libere, non libere, volontarie, allegre, avide, egoiste, schiave, non schiave, ecc. così dal panorama della prostituzione scompare il pappone, e il cliente.Sono loro le uniche responsabili.

  9. Rachele Rossi ha detto:

    ps. ecco il modello tedesco (le PIF, pimp incl. feminist, hanno pure insultato le sopravvissute come bigotte …il neoliberismo non perdona), che corrisponde 1:1 al reportage di qualche anno fa su Internazionale e al rapporto EU http://www.raiplay.it/video/2016/09/Case-chiuse-d56ce6de-4aa5-433b-b286-2998a68bf91d.html

    • quark ha detto:

      A parte che , se qualcuno ancora non l’avesse capito , quando il ministro della famiglia del governo tedesco afferma che la nuova legge fornisce strumenti di difesa al servizio delle prostitute contro il potere dei gestori di bordelli , non significa affatto un fallimento della legalizzazione , come Ricciocorno vuole far credere , ma , al contrario ,una più ” stretta regolamentazione ” del fenomeno , al fine di contrastare gli eventuali fenomeni di sfruttamento che si possono verificare , in quanto , come si legge nel link ” la legislazione introdotta in germania nel 2002 , che legalizzava la prostituzione , oltre a portare benefici sociali a chi opera nel settore del sesso a pagamento , aveva contribuito a una crescita disordinata e irregolare ” . Notizie , articoli , informazioni , vanno interpretati nella loro interezza , e non usando a proprio tornaconto il metodo del ” taglia e cuci ” , altrimenti si fa disinformazione . A proposito di disinformazione , veniamo al servizio in questione che hai pubblicato . Secondo il giornalista Iacona tutte le prostitute in Germania sono sfruttate e malpagate , quasi al limite della sopravvivenza ! mi piacerebbe domandare a quelle prostitute che sono state intervistate e che si lamentavano di fare una vita di m…. , perchè non hanno cambiato mestiere , visto che nessuno le costringe a rimanere dove sono . Guadagni poco e quello che fai ti fa schifo ? Bene , vai a fare la badante , la cameriera , la donna delle pulizie , in Germania questi lavori si trovano abbastanza facilmente , e una prostituta che vuole smettere può contare anche su una rete di protezione , a partire da associazioni e sindacati , che ti aiuta in questo percorso . Oppure cambi locale , ad esempio vai a lavorare a Berlino all’Artemis , dove si trova , o si trovava , questa ragazza , che però non si lamenta affatto … https://www.youtube.com/watch?v=j6g1iSjqdOU
      Oppure cambi direttamente paese e vai in Austria https://www.youtube.com/watch?v=3Dw-oTEVlas
      Come è possibile ? A Berlino guadagnano molto , come dice la ragazza intervistata , in Austria per mezz’ora prendono 120 euro e invece le ragazze intervistate da Iacona riuscivano a malapena a pagare l’affitto della camera ?
      Sulla Svezia mi limito a riferire quello che afferma la sociologa alla fine del servizio riguardo ai numeri . Ella dichiara che da quando è in vigore l’attuale legge abolizionista , le prostitute di strada si sono dimezzate e ne rimangono 200-250 , ed i clienti sono soltanto lo 0,80% di tutta la popolazione svedese ! Ovviamente , però , omette di dire che negli ultimi anni la prostituzione al chiuso è passata dai 304 annunci on-line del 2006 ai quasi 7000 del 2014 !!!
      http://www.svt.se/nyheter/inrikes/sexhandeln-oppnare-an-nagonsin
      E siccome ormai tutta la prostituzione al chiuso passa attraverso Internet , ne consegue che in realtà con questa legge in realtà la prostituzione in Svezia è aumentata in modo esponenziale ! E sarebbero questi i successi del ” modello svedese ” ? Ma se i clienti non ci sono più , che ci fanno tutti questi annunci in rete ?

  10. A proposito delle prostitute che guadagnano assai:
    http://www.ilpiacenza.it/cronaca/cambia-il-regolamento-comunale-sulla-prostituzione-multati-solo-i-clienti.html
    “La Giunta comunale ha modificato il regolamento di polizia urbana in tema di prostituzione. D’ora in poi non verranno più sanzionate le prostitute: la multa da 500 euro coinvolgerà solamente il cliente.
    Per quali ragioni la Giunta ha corretto la materia, in passato oggetto di un’ordinanza voluta dall’ex sindaco Reggi? «Un po’ perché tanto le prostitute non sono in grado di poter pagare le sanzioni – spiega il sindaco di Piacenza Paolo Dosi…».
    C’hanno provato a multarle, ma non sono in grado di pagare.

  11. Rachele Rossi ha detto:

    “La maggior parte delle donne che arrivano in Germania per diventare prostitute non vengono rapite per strada – riporta lo Spiegel – e la maggior parte non crede certo che andrà a lavorare in una panetteria tedesca. Più comunemente, sono donne che si innamorano di un uomo e lo seguono in Germania dove lui stesso le avvia alla prostituzione o le consegna ai bordelli, o donne con la consapevolezza che stanno per diventare prostitute. Spesso però non sanno quanto può andare male e ignorano che difficilmente saranno in grado di trattenere qualcosa dei soldi che guadagnano.
    Sono ragazze come Sina, che aveva solo 16 anni quando l’uomo di cui si era innamorata, ottenuto il permesso dei genitori di lei in quanto minorenne, la portò in Germania con il miraggio di un lavoro, ma la consegnò al “No Limit”, un bordello forfettario dove avrebbe servito più di 30 clienti al giorno e dove sarebbe stata pagata solo occasionalmente e con qualche centinaio di euro.
    Sono donne come Alina, arrivata in Germania per lavorare come prostituta perché, pensava, avrebbe almeno avuto una stanza tutta per sé e non troppi clienti. Si è invece trovata a condividere un letto in una camera senza mobili con altre tre donne e a vivere sotto chiave.”

    Vale a dire, é cimpletamente idiota pensare che con lo schioccare delle dita si possa uscire dal giro.

    http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/germania-prostitute-inferno-nei-bordelli-1601367/

    • Già fatto presente. Ma quark non ci crede.

    • quark ha detto:

      Prendo atto del tentativo disperato delle commentatrici qui presenti di dipingere la legge sulla prostituzione in Germania come un fallimento . Disperato è il tentativo di far credere che le parole del ministro della famiglia siano l’ammissione di un fallimento dell’attuale legge , nonostante la futura legge continua dritta nel solco della piena legalizzazione .
      Su Der Spiegel , citato dalla commentatrice Rachele Rossi , ci vorrebbe troppo tempo per commentare , preferisco lasciarlo fare alla vostra amica Eretca … https://abbattoimuri.wordpress.com/2014/04/29/germania-il-giornalismo-spazzatura-di-der-spiegel-sulle-sex-workers/
      La Svezia … Avete sempre raccontato che il modello svedese era un successo e aveva drasticamente abbattuto il fenomeno della prostituzione … e poi si scopre che negli ultimi dieci anni gli annunci su internet sono aumentati da 300 a 7000 !!! E Ida che ci spiega che questi annunci provengono dalla Danimarca ! Cioè , una prostituta mette un annuncio che riceve clienti a Stoccolma , però in realtà si trova a Copenhagen !
      Ci vuole una bella fantasia, Ida ! Comunque , se vi volete schiarire le idee , perchè mi sembra ne avete molto bisogno , andate su google e scrivete ” escort stockolm ” e guardate un pò che viene fuori …

      • Rachele Rossi ha detto:

        aha aha aha aha meglio di Lercio 🙂 il blog delle PIF e degli MRA citato in alternativa al rapporto EU 2014. Il punto non é il non capire. Quando il fine é proteggere gli interessi dei pappa puntando alla depenalizzazione del reati di sfruttamento e induzione (Germania e vari) non possono esserci ragioni che tengono. E ne va pure della gestione razionale del proprio tempo.

        http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-%2F%2FEP%2F%2FTEXT+REPORT+A7-2014-0071+0+DOC+XML+V0%2F%2FIT

      • IDA ha detto:

        Intanto appare chiaro che non si comprende la differenza tra sistema e legge. Quando si parla di regolamentazione e abolizionismo, il soggetto non è la prostituta ma lo sfruttamento. Con la regolamentazione si rende legale lo sfruttamento e con l’abolizionismo si abolisce lo sfruttamento. Il prostituirsi nella regolamentazione è regolato da norme, nell’abolizionismo non è un reato e non è normata l’attività prostituente. Questo lo dice anche il link che hai pubblicato, sostiene che non è colpa della legge, ma dei lend quindi politica, ma cosa dice? “Tecnicamente, la prostituzione non è legale ovunque in Germania. Molti stati proibiscono la prostituzione in aree vicino a scuole, chiese, ospedali, aree residenziali, e molte città hanno definito aree ed orari ristretti (Sperrbezirke) nei quali la prostituzione non è consentita. Alcune città dichiarano l’intera città come zona ristretta, generalmente con l’eccezione delle zone periferiche buie e pericolose, oppure consentono la prostituzione solo di notte. Inoltre, molti stati proibiscono la prostituzione in città con meno di 30.000 abitanti. Questo rende la prostituzione de facto illegale nella maggior parte dei luoghi e degli orari, ed i/le lavoratori del sesso ricevono multe o condanne penali se violano le restrizioni. Inoltre, il lavoro sessuale non è consentito per cittadini extra-europei (cittadini di paesi terzi), che se si prostituissero infrangerebbero i requisiti di residenza. I cittadini extra-europei che svolgono lavoro sessuale sono pertanto criminalizzati e resi vulnerabili non dalla legge, ma perché sono esclusi dalla legge.”
        Poi si dice che sono aumentate le pene per il traffico e lo sfruttamento, che non servono a nulla, perché di fatto è impossibile da dimostrare. Per sfruttamento ed essere considerato guadagno illecito, deve superare il 50% dell’incasso. Quindi per legge, fino al 50% è considerato lecito. Ma se supera questo 50% una prostituta, come fa a dimostrarlo? Per le condanne occorrono prove e non discorsi e questo è un limite, non tanto della legge ma del sistema.
        Jürgen Rudloff, proprietario del Paradaise, tutti gli anni è sotto processo, per prostituzione forzata e tratta di esseri umani, ma è regolarmente assolto, per questo è chiamato “Mastro Lindo.”
        Poi mi dovresti spiegare come si fa a garantire i diritti e la sicurezza dei dipendenti, garantendo lo strapotere dei datori di lavoro?
        Poi si potrebbe parlare dell’evasione fiscale e della sicurezza delle prostitute, per non parlare dei problemi sanitari e psicofisici delle “lavoratrici”, tutti problemi che la legge doveva risolvere e non ha risolto.

        Svezia: Questo è quello che sostiene la polizia Svedese, che negli ultimi anni si è verificato un incremento di turismo sessuale, “svedesi che si recano in danimarca” di conseguenza anche un incremento di annunci su internet. Hai elementi per smentire la polizia svedese?
        Forse non sai che in Italia negli ultimi 5 anni, gli annunci per sesso a pagamento sono aumentati del 300% e gli annunci in italia superano i nove milioni. Ma non ci sono 9 milioni di persone che si prostituiscono. Lo stesso fenomeno si è verificato anche in tutti gli altri paesi europei, non si capisce perché in Svezia non doveva accadere. Tanto più che in Svezia, prostituirsi non è un reato, reato è l’acquisto, lo sfruttamento e l’induzione.
        Quindi in svezia lo sfruttamento è aumentato? Si oppure no? La tratta di esseri umani, è aumentata si oppure no? Questi sono gli elementi da prendere in considerazione non il numero delle prostitute che sono libere di esercitare..

  12. quark ha detto:

    Quando parlavo dell’Irlanda , evidentemente facevo confusione con l’Irlanda de Nord , dove in effetti esiste una legge proibizionista . I giochi però non sono chiusi …
    http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2015/03/24/ARDIp6tD-avvocato_squillo_prostituzione.shtml
    Devo dire che la cosa non mi sorprende molto , da due paesi che hanno queste leggi sull’aborto , mi aspetto questo ed altro … http://www.ingenere.it/articoli/aborto-cosa-succede-irlanda
    Non mi sembrano proprio due esempi di emancipazione femminile

    • Credo che noi italiani, in quanto ad ipocrisia, non abbiamo nulla da invidiare agli irlandesi, anzi. Abbiamo una legge più permissiva per ciò che riguarda l’aborto, ma abbiamo trovato il modo di renderla comunque inapplicabile grazie all’obiezione di coscienza.

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