Tutte le sfumature della violenza

fiftyshades

Una traduzione da Fifty Shades Darker Isn’t Empowering, It’s Abuse, di Caitlin Roper

Alla fine è uscito il tanto atteso “Cinquanta sfumature di nero”, secondo capitolo della  trilogia cinematografica iniziata con “Cinquanta sfumature di grigio”. Ma non mi sento svenire, piuttosto rabbrividisco.

L’eroe ‘romantico’ è Christian Grey, un individuo profondamente disturbato che inizia subito a perseguitare l’ingenua e vergine Ana. Christian è geloso, è un maniaco del controllo, un manipolatore e ha un debole per la violenza sessuale (questo uomo ha scritto “prendimi” dappertutto addosso). Cerca anche di convincere Ana a firmare un contratto che gli garantisce il controllo su ogni aspetto della sua vita, dal fatto che lei debba essere a sua disposizione per il sesso ogni volta che lui lo richiede fino a dettare cosa e quando lei può mangiare.

Un grande amore, vero?

L’analisi del primo libro ha stabilito che la cosiddetta relazione romantica tra Christian e Ana non è altro che violenza domestica. Servendosi delle definizioni fornite dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, i ricercatori hanno rilevato che l’abuso emotivo e la violenza sessuale pervadono il libro, notando che l’abuso emotivo è presente “in quasi ogni interazione” fra i due personaggi. E’ dimostrato dallo stalking, come ad esempio il monitoraggio dei movimenti di Ana per mezzo del telefono e della tecnologia informatica,  dalla volontà di limitare la vita sociale di Ana, dalle intimidazioni e dalle minacce.

I ricercatori hanno identificato diversi episodi di violenza sessuale, ad esempio quando Christian inizia approcci sessuali nel corso di una discussione, ignorando la reticenza di Ana e servendosi delle minacce e dell’alcol per estorcerle il consenso al rapporto.

“No per favore. Non posso farlo. Non adesso. Ho bisogno di un po ‘di tempo. Per favore.”
“Oh Ana, non pensarci troppo.”

“No,” protesto, cercando di allontanarlo con un calcio. Si ferma. “Se ti ribelli, ti lego anche i piedi. Se fai solo un fiato, Anastasia, ti imbavaglio.

Nonostante questo, Fifty Shades è diventato un fenomeno globale, ha ispirato una serie di gadget tra i quali biancheria, vino, giocattoli sessuali, pacchetti vacanze, i negozi di ferramenta vendono un pacco “Cinquanta sfumature” che comprende corda e nastro adesivo e si trovano persino body da bambino decorati con le manette e lo slogan “Faccio finta che Christian Grey sia il mio papà”.

Che cosa succede quando una serie di film di questa portata rappresenta la violenza domestica e la violenza maschile contro le donne come sexy e desiderabile? Quale messaggio si invia a donne e ragazze, ma anche agli uomini e ai ragazzi? Chi trae vantaggio da una diffusa accettazione dell’idea che le donne e le ragazze segretamente desiderano e godono della violenza sessuale?

Naturalmente, non tutti condividono queste preoccupazioni. Nel corso del mio impegno per la campagna Collective Shout: for a world free of sexploitation ho discusso con diversi fan dei libri che sostengono che Cinquanta Sfumature è semplicemente un racconto e, pertanto, non può avere alcuna influenza sulla vita reale. Abbiamo affrontato questa e altre obiezioni sul nostro sito web.

In modo allarmante, molte persone che hanno difeso Cinquanta sfumature sostenendo che non ha alcun impatto sui comportamenti nei confronti delle donne o sulla violenza degli uomini contro le donne, hanno continuato a ribadire i vari miti e a diffondere disinformazione sulla violenza domestica, dimostrando una profonda mancanza di comprensione di questi temi. Questi comportamenti esistono già e l’opinione diffusa in merito è fortemente rafforzata dalle Cinquanta sfumature.

Cinquanta sfumature non descrive un rapporto abusivo, mi è stato detto, perché Christian non la picchia (come se l’abuso domestico consistesse solo in aggressioni fisiche). Un’altra obiezione è che se a lei non piaceva lo avrebbe lasciato, un argomento che dimostra l’incapacità di comprendere la paura, i rapporti di potere e la complessità in gioco in situazioni di violenza domestica. Altri ancora hanno minimizzato o difeso i comportamenti abusanti di Christian Grey, sostenendo che il suo pedinarla e controllarla sono la prova di quanto l’ama, o sono da comprendere perché egli stesso era stato una vittima in passato, o sono irrilevanti perche lui ‘cambia alla fine’.

In netto contrasto con la storia di Cenerentola dove (spoiler alert) l’aggressore può cambiare se la sua vittima resiste e lo ama abbastanza, la realtà è che la violenza tende ad aumentare nel corso del tempo. Come ha dichiarato Gail Dines, “i rifugi per le donne maltrattate e i cimiteri sono pieni di donne che hanno avuto la sfortuna di incontrare un Christian Grey.”

Gruppi di donne in tutto il mondo si sono uniti nel boicottaggio dell’opera. A Collective Shout, London Abused Women’s Centre, Culture Reframed e al National Centre on Sexual Exploitation si sono aggiunte decine di gruppi in una campagna internazionale, Fifty Dollars Not Fifty Shades.

La campagna chiede al pubblico di boicottare il film e donare cinquanta dollari (o un altro importo) alle organizzazioni che operano contro la violenza domestica o ai rifugi per le donne maltrattate, perché, nel mondo reale, è in posti così che le donne come Ana finiscono. I sostenitori della campagna sono incoraggiati ad utilizzare l’hashtag #50DollarsNot50Shades e #FiftyShadesIsAbuse per promuovere la diffusione della campagna.

La nostra speranza è che la gente riesca a cogliere il legame che intercorre tra una cultura che sessualizza, giustifica, tollera e glorifica la violenza degli uomini contro le donne e la violenza contro le donne di cui siamo tutti testimoni nella vita reale.

Quante vite dipendono da questo?

 

Sullo stesso argomento:

50 Shades of Propaganda: How You Are Being Indoctrinated To Sexual Violence

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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160 risposte a Tutte le sfumature della violenza

  1. Paolo ha detto:

    non credo che un film per quanto brutto e pieno di messaggi maschilisti possa rendere gli uomini più violenti di quanto non lo siano, chi vuole fare violenza alle donne e chi vuole giustificare la violenza continuerà a farlo a prescindere da questi film, purtroppo. Venendo all’articolo: che centra Cenerentola? Non c’è nessun maschio abusante in quella storia, forse ipotizzo ci si riferisce al cartoon disneyano ispirato alla fiaba classica “La Bella e la Bestia” (di cui sta arrivando nelle sale la versione con attori in carne e ossa interpretata da Emma Watson la quale non credo accetterebbe un film che giustifica la violenza sulle donne) , se così fosse comunque è un errore, poichè il maschio abusante non è la Bestia, il prototipo della “mascolinità tossica” violenta, gretta, maschilista, e vagamente fascistoide è rappresentato da Gaston che è il cattivo

    • La Bestia non è un abusante? Uno che imprigiona una ragazza minacciando di fare del male al padre? Che la isola dagli affetti, negandole ogni contatto con il mondo esterno, soltanto perché così può manipolarla, alternando momenti in cui la terrorizza ad altri in cui la lusinga con dei regalucci, allo scopo di ottenere ciò che gli occorre? Beh, direi che i danni di un certo tipo di storie sono più che evidenti…
      Comunque, io il link l’ho messo: http://www.collectiveshout.org/fifty_shades_myths_its_just_fiction
      Traduco parte della risposta alla domanda numero uno:
      50 Shades Myths: It’s just fiction
      ” Molti fan di Cinquanta sfumature sostengono che si tratta solo di un libro/solo di un film, un’opera di fantasia, quindi la rappresentazione erotizzata della violenza contro le donne non ha il potere di influenzare il pensiero, i comportamenti o le convinzioni delle persone.
      Tuttavia, l’analisi del romanzo ha evidenziato che violenza sessuale e gli abusi emotivi sono preponderanti nella narrazione e una serie di libri così popolare ha il potere di influenzare i comportamenti e le idee che circondano la violenza. Gli autori sostengono che “gli individui cambiano regolarmente le loro idee sul mondo reale e i loro comportamenti perché stimolati dalle opere di fiction” e che “le storie sono particolarmente influenti quando i lettori sono coinvolti e impegnano le loro risorse cognitive, le emozioni e l’immaginazione.”
      Gli autori hanno rilevato nella loro conclusione “la nostra analisi si aggiunge ad una quantità crescente di letteratura che denota una normalizzazione della violenza nella cultura popolare.”
      (…)
      Coloro che sostengono che le Cinquanta sfumature non hanno alcun impatto sui loro comportamenti, spesso contemporanenamente descrivono l’influenza che hanno avuto sulla loro vita sessuale, suscitando entusiasmo e accendendo il loro interesse per atti sessuali che non avevano mai provato o per i quali non avevano mai mostrato interesse prima della lettura della libri. I Sexy shop di tutto il mondo testimoniano la crescente popolarità dei giocattoli sessuali a tema BDSM, come fruste, strumenti di contenzione e manette, sulla scia della popolarità del libro e del film.
      Cinquanta sfumature è parte di una più ampia cultura in cui alle donne viene insegnato che il loro più grande potere deriva dall’essere un oggetto del desiderio maschile, che gli uomini agiscono e le donne subiscono, che il dominio maschile e la sottomissione femminile sono normali e appropriati.
      La sociologa Gail Dines scrive, ‘Solo contestualizzando le cinquanta sfumature nella cultura pop-porno possiamo cominciare a capire la sua popolarità e l’impatto sulla nostra cultura in generale. Dalla canzone di successo “Blurred Lines” di Robin Thicke che ripete alle donne “So che lo vuoi” più e più volte, fino allo stupro e l’uccisione di donne che si prostituiscono nella serie di videogiochi Grand Theft Auto, la cultura pop è inondata di immagini che normalizzano la violenza contro le donne. Una ricerca sociologica sui media ha dimostrato che più consistenti e coerenti sono i messaggi proposti da una gamma di media, maggiore è il potere che hanno di costruire la visione del mondo dei consumatori.’
      (…)
      L’idea che i media e l’mbiente non abbiano alcun ruolo nella produzione dei nostri valori e comportamenti è in contrasto con il fatto che le aziende che producono pubblicità investono milioni di dollari per cambiare il modo di pensare e di comportarsi della gente.
      Come ha osservato l’esperto di marketing Nigel Hollis – le aziende si aspettano che i loro investimenti rendano e non investirebbero miliardi di dollari ogni anno in qualcosa se non pensassero che funziona. ”

      Più consistenti e coerenti sono i messaggi proposti da una gamma di media, maggiore è il potere che hanno di costruire la visione del mondo dei consumatori.

      • http://prostitutionresearch.com/wp-content/uploads/2015/02/Dont-let-Fifty-Shades1.pdf
        ” Believing they’ll change is the dangerous fantasy that keeps many women in their grip.”

      • Paolo ha detto:

        Gli attivisti anti-porno, vedono tutto attraverso la lente della sua ideologia anti-porno, mettono sullo stesso piano il BdSM con gli abusi quando sono cose completamente diverse (anche perchè nei giochi BDSM il sottomesso può essere lui), probabilmente per loro è porno pure Il Trono di Spade, non è credibile. Mettiamo che davvero un film ti abbia fatto venir voglia di provare giochi BDSM col tuo partner: se siete adulti e consenzienti l’abuso dove sta? L’oggettificazione dov’è? Non c’è. E non condvido la demonizzazione della cultura pop che fa Gail Dines: non c’è solo Cinquanta sfumature e Robin Thicke, ci sono tantissimi film e telefilm di successo pieni di messaggi anti-maschilisti, ma per Gail Dines pure il trono di spade (i telefilm più anti-maschilista degli ultimi anni) forse è “pop porno”
        L’abuso sulle donne è qualcosa di orrendo e che io condanno con ogni fibra del mio essere, non è mia intenzione elogiare opere che lo banalizzano e dubito che Emma Watson ne interpreterebbe una

      • Il fatto che tu non riconosca gli abusi (e non li riconosci) non significa che non sussistano.

      • Qui non si sta parlando di “porno”, si sta parlando di violenza domestica, si sta parlando di abuso emotivo, di coercizione, di violenza sessuale, e di gente che pretende di far passare tutto questo per porno, ovvero per qualcosa di innocuo.

      • “dubito che Emma Watson ne interpreterebbe una”
        Il tuo ragionamento in sostanza è questo: siccome Emma Watson ha accettato la parte in “La bella e la bestia”, segregare una donna dopo averla terrorizzata e aver minacciato la sua famiglia non è una violenza.

      • Paolo ha detto:

        Se ricordo bene (l’ho visto da piccolo e non ho ricordi freschi) il film è Belle stessa che si offre di restare al castello affinchè il padre possa essere liberato (ma messa così può essere pure peggio, suppongo) . Certo che è una violenza segregare una donna o qualsiasi essere umano! Chi dice il contrario? Io no di certo

      • Paolo ha detto:

        comunque coloro che praticano BDSM sono i primi a criticare Cinquanta sfumature per l’immagine non veritiera che da’ di loro

    • Paolo ha detto:

      io riconosco gli abusi: controllare ossessivamente qualcuno è abuso, impedirgli di avere contatti con l’ esterno è abuso, obbligare il partner a fare qualcosa che lo disgusta è abuso. Lo riconosco benissimo e condanno queste cose con ogni fibra del mio essere (farei notare che la Bella e la Bestia è una fiaba dell’800 quindi va storicizzata e nego comunque che i film Disney abbiano allevato generazioni di maschi abusanti e donne vittime), se tu vuoi farmi passare per uno che non vede gli abusi o che peggio li giustifica allora non hai capito nulla di me, non hai capito chi sono e cosa penso nonostante tutti i commenti che ho lasciato su questo blog, commenti che condannano le violenze maschili contro le donne senza appello, commenti che si scagliano contro gli Zorin e i men che loro sì non vedono o peggio esaltano gli abusi sulle donne. Mi hai offeso profondamente, pensavo ci fosse stima reciproca tra noi ma forse sbagliavo.
      Se pensi davvero che io sia uno che non vede gli abusi allora dovresti bannarmi, non voglio restare in un posto dove mi si scambia per ciò che non sono, l’abuso sulle donne è orrendo, è infame l’ho sempre detto e lo ripeterò sempre

      • Io non ti faccio passare, il tuo commento è sempre qui, pubblicato.
        “ipotizzo ci si riferisce al cartoon disneyano ispirato alla fiaba classica “La Bella e la Bestia” (di cui sta arrivando nelle sale la versione con attori in carne e ossa interpretata da Emma Watson la quale non credo accetterebbe un film che giustifica la violenza sulle donne) , se così fosse comunque è un errore, poichè il maschio abusante non è la Bestia, il prototipo della “mascolinità tossica” violenta, gretta, maschilista, e vagamente fascistoide è rappresentato da Gaston che è il cattivo” https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2017/02/19/tutte-le-sfumature-della-violenza/comment-page-1/#comment-26757
        Ci sono tanti modi di supportare il patriarcato e uno consiste proprio nel rendere desiderabile ciò che è lesivo dei diritti umani della categoria di persone che si intende opprimere.
        Sai come si dice, no? S’acchiappano più mosche con una goccia di miele che con un barile d’aceto.
        La “fiaba” della bestia che cambia grazie all’amore della sua bella ci viene riproposta in tutte le salse da tempo immemorabile (https://www.donzelli.it/libro/9788879897211).
        Ci troviamo di fronte, quindi, ad un tema ricorrente. Qual è il suo tempo? Direi che ogni volta che viene rinarrata dobbiamo considerare “suo” il tempo in cui viene riproposta.

      • Paolo ha detto:

        io non sono uno che giustifica gli abusi sulle donne, mai l’ho fatto. Mai. Tutti i commenti che ho scritto su questo blog dimostrano quali commentatori hanno esaltato e giustificato la violenza maschile e quali no. mi si fa passare per ciò che non sono a causa di un singolo commento dove parlavo di un film di fictionliberamente ispirato a una fiaba ottocentesca forse mi sarò mal spiegato ma non intendevo in nessun modo difendere azioni che condanno con ogni fibra del mio essere
        Sono troppo offeso per continuare a risponderti.

  2. Paolo ha detto:

    comunque chi va a comprare sex toys dopo aver visto cinquanta sfumature gli avrebbe comprati comunque perchè già aveva una tendenza a sperimentare queste cose, a me ste robe non interessano (forse potrei provare se la mia compagna me lo chiedesse ma è un grosso forse, perchè a me il bdsm non attira nè come sottomesso nè come dominatore) quindi potrei vedermi a ripetizione cinquanta sfumature e continuerei ad avere gli stessi gusti sessuali di prima

    • “comunque chi va a comprare sex toys dopo aver visto cinquanta sfumature gli avrebbe comprati comunque”: certo, Paolo. E tu lo sai perché hai fatto studi approfonditi sulla questione, giusto?

      • L. ha detto:

        Però le critiche a questo film non tengono conto che:

        1) è una donna che ha scritto quella vicenda. Sono fantasie sessuali di una donna che ha scritto le sue fantasie in un libro, liberamente, senza nessuna coercizione maschile. (vabbè possiamo pensare che lo abbia fatto per soldi, ma secondo me agli inizi neanche immaginava di avere tutto quel successo)
        2) tale libro è stato comprato, liberamente, da milioni di donne, che lo hanno trovato bello e che si sono eccitate. questo libro poi eccita più le donne che non i maschi, che difatti lo trovano insopportabile perché loro non sono belli e ricchi come il fantoccio mister gray. i siti della questione maschile (gestiti da quelli del genere “comunisti maschilisti”) lo hanno criticato proprio perché la tizia si invaghisce di uno ricco e bello, non dell’operaio brutto e povero. loro ci vedono della misandria, in ‘sto film.
        https://femdominismo.wordpress.com/2012/09/01/tra-bdsm-e-ipocrisia/
        3) sono le donne a cercare uomini nei siti di annunci. su questo ha ragione Paolo. come fai a cambiare la libido femminile di donne che si eccitano a fare le sottomesse? Non puoi. non c’è una cura. come non c’è cura a donne che diventano islamiche fanatiche.
        4) Sappiamo bene che i traumi infantili portano a malattie psichiatriche. la libido sottomessa e masochista è una di queste conseguenze. alle donne che fruiscono di questi filmetti e libretti piace questo mondo e questa libido. cosa fai? Ovviamente poche di loro prendono consapevolezza del fatto che la loro libido è frutto di traumi. Ma a te risulta che il masochismo femminile è guaribile al 100%? puoi cambiare le fantasie sessuali di qualcuno? Ti risulta, con studi scientifici? Sarebbe una gran bella cosa, perché si troverebbe la cura alla pedofilia o al sadismo sessuale. ma purtroppo a me non risulta che ci siano grandi cure da fare, per cambiare la libido femminile ma anche maschile. per cui, come fai a contrastare la piaga del masochismo delle donne, se sono le stesse donne a volere i christian gray? le fai diventare frigide, affinché non si eccitino più guardando “50 sfumature”? Non sono i maschi ad aver trascinato di peso le donne al cinema, è il contrario, se leggi sotto i trailer postati su youtube, molti maschi si sono lamentati di dover sorbirsi il film per “volere” delle fidanzate, che sognano quello scenario lì.
        Detto questo, è avvilente come la condizione femminile stia sempre di più scivolando nel puro degrado anche per colpa di certe donne che “creano” questi abomini.

      • Anche quella che da alcuni è considerata la prima versione de “La bella e la bestia” è stata scritta da una donna: https://it.wikipedia.org/wiki/Gabrielle-Suzanne_Barbot_de_Villeneuve
        Anche “Sposati e sii sottomessa” è stato scritto da una donna.

        Il sistema è così che funziona, donne che incarcerano altre donne: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2016/08/29/solo-per-sempre-tua/

      • Paolo ha detto:

        non a tutte le donne piacciono i christian grey, e ci sono uomini a cui piace il ruolo del sottomesso nel BDSM (tutti traumatizzati pure loro?), poi io finchè si tratta di adulti consenzienti non giudico e non tirerei in ballo traumi e simili per giudicare degli adulti consenzienti e cosa fanno tra le lenzuola. E ripeto: che i primi a scagliarsi contro Cinquanta sfumature sono gli appassionati di BDSM (oltre ai mascolinisti e attivisti anti-porno, ma guarda che strana combriccola si trova inaspettatamente unita). Personalmente a me a letto piacciono cose comunissime

      • Ma “combriccola unita” dove? Ti pare che i maschilisti si siano schierati contro la violenza sessuale e la violenza domestica?!? I contenuti sono rilevanti.

      • Paolo ha detto:

        facevo una battuta su tutte queste persone che non hanno nulla in comune e che tra loro si detestano e si trovano unite nell’avversione a questo film, per ragioni diverse ma a tutti loro sta sulle scatole questo film. E’ un po’ come quando nell’ultimo referendum costituzionale vedevi neofascisti e gente di estrema sinistra dalla stessa parte

      • Antome ha detto:

        Quando dei neofascisti si oppongono ad un processo di accentramento di potere è quasi sempre dovuto al fatto che vorrebbero che questo potere sia il loro, non significa che la riforma non consistesse in questo. Più coerentemente chi non era neofascista si è opposto tanto a questo quanto allora al presidenzialismo di Berlusconi o i premi di lista e altre cose.

    • Antome ha detto:

      Capisco L. il tema sono le donne che vegetano su idee [del]maschili[/del] maschiliste patriarcali, ed è sicuramente un problema, perchè tali idee hanno effetti diversi su donne e su uomini proprio perchè fondati sull’idea di esaltare le differenze tra i sessi, fino a idealizzarle in positivo e soprattutto in negativo, inventandosi superiorità ed inferiorità fittizie.
      L’unica cosa che non condivido con Paolo è invece che una opera, specie se popolare non possa avere effetto su chi altrimenti non farebbe certe cose. Ok alla fine è più la cultura nel suo complesso, per altro in parte sbaragliata, ma in parte ancora trasmessa, queste opere sono forse gocce in questo oceano che con la loro popolarità rafforzano la normalità di queste cose. Per carità poi, eh, mai portare questo ragionamento all’estremo ho visto un blog di vetero bigotti di alt destra che vedono nel supereroe Deadpool, un esempio di sottile e subdolo abilitatore di perversioni in quanto, non ho capito bene, avrebbe tendenze biaffettive e al sesso penetrativo “passivo” da parte di donne, quindi eroderebbe la mascolinità dei sani virgulti adolescenti normalizzando un ruolo maschile “contronatura” e, come al solito femminilizzando.

      Queste sono esagerazioni, però ciò che funziona con le mode, cioè ciò che l’anno scorso è improponibile oggi bisogna indossarlo e viceversa, può funzionare. Ripeto, in un contesto culturale particolare e solo con certe persone.

      • Paolo ha detto:

        nessun film ti fa diventare un violento abusatore di donne se non sei pre-disposto, nessun ti fa fil ti fa fare cose che non faresti mai, e a moda non centra nulla! Qua si parla di violenza, uno che non picchia le donne non inizierà a farlo semplicemente perchè ha visto Mr Grey al cinema, così come chi non ama il sesso anale non cambierà gusti guardando Deadpool (scena molto divertente, quella), chi prova il sesso anale con la compagna dopo aver visto il film è uno che comunque aveva già voglia tendenze a sperimentare (e va bene) ma l’avrebbe fatto anche senza aver visto il film. Non c’è nessuna differenza ra chi dice che Cinquanta sfumature spinge gli uomini a maltrattare le donne e chi dice che Deadpool spinge al sesso anale, sono due fesserie uguali

      • Questo – ed è già scritto nella risposta che ti ho dato precedentemente – non è vero. “Coloro che sostengono che le Cinquanta sfumature non hanno alcun impatto sui loro comportamenti, spesso contemporanenamente descrivono l’influenza che hanno avuto sulla loro vita sessuale, suscitando entusiasmo e accendendo il loro interesse per atti sessuali che non avevano mai provato o per i quali non avevano mai mostrato interesse prima della lettura della libri.” Perché dovresti desiderare qualcosa del quale non conosci l’esistenza, d’altra parte? Ti sei mai svegliato con una gran voglia di kugelis, Paolo? Immagino di no. A meno che tu non voglia affermare che l’idea del kugelis sia già dentro di te, ed assaggiarlo non faccia altro che risvegliare in te, con una sorta di procedimento maieutico, una predisposizione al kugelis impressa per qualche motivo nei tuoi geni, il tuo discorso non ha senso. Certo, se tu vivessi in una società nella quale gli ingredienti del kugelis sono considerati disgustosi o immangiabili, è difficile che la sua scoperta possa risvegliare in te un qualche desiderio. Ma se tu sei immerso in un contesto sociale che già ti ha ripetutamente offerto qualcosa di simile, è probabile che tu ti ritrovi a desiderarlo. Ma questo dipende meno dalla tua “natura” di quanto tu non immagini.

  3. Valeria Palazzolo ha detto:

    A parte le orrende offese perpetrate nei confronti del povero Paolo, ritengo però, Riccio, che la cosa più inquietante di tutta la vicenda è che il successo di questo tipo di letteratura (La cui conseguenza deleteria, vorrei ricordare, non è il fatto che le coppiette poi vadano nei sexy shop ridacchiando a comprarsi manette di pannolenci, cosa di cui onestamente non ci può fregare di meno, ma che a prescindere dalle pratiche sessuali venga diffusa l’idea che a una donna piaccia essere costretta e umiliata) sia enorme sulle donne. Quanto, e perché, abbiamo introiettato questo tipo di immaginario?

    • L. ha detto:

      @ Valeria: le 50 sfumature e il loro immaginario (il figo ultraricco e la timida impacciata) vengono schifati e criticati dagli stessi maschilisti perché “è un film/libro misandrico: solo il maschio bello e ricco può fare il padrone e avere un harem di femmine che lo soddisfano, noi maschi operai brutti e poveri no”. questa, in sintesi, è la lamentela dei maschilisti. quel film e quel libro non eccita i maschi (che lo trovano noioso e irritante) (ci sono centinaia di commenti maschili sotto i trailer caricati su youtube) eccita le donne, e una donna l’ha creato. cosa ne dobbiamo dedurre? che le donne trovano sexy ed eccitante la sottomissione masochistica se chi la esercita è bello e ricco?
      Io ho visto i post maschilisti e le loro vignette su 50 sfumature (di cui però ora non so se ritrovo i link da postare). alcune di queste vignette umoristiche mostravano una donna che diceva suppergiù “sono contro il sessismo e gli uomini sono dei sessisti maniaci” sotto appariva la didascalia “poi si eccita con le 50 sfumature”. come fai a negare l’evidenza? quando abbiamo introiettato questo immaginario? bhè, direi dalla notte dei tempi. le donne hanno sempre dato il loro consenso agli scenari più misogini, ne siamo uscite con difficoltà solo in Occidente. e tuttavia, ancora ci sono oasi di misoginia: se non sono i contesti familiari più patriarcali e fanatici, è questa misoginia trendy da sfumature. il problema è che se nel caso della famiglia patriarcale puoi dare la colpa al patriarca, in questo filmetto e libretto, la colpa la devi dare a una donna e alle milioni di pecore che le vanno dietro. anch’io mi vergogno profondamente per questo fenomeno, su cui peraltro i maschilisti ci fanno tutto il sarcasmo possibile, visto che questa volta non c’è il colpevole maschile di turno. è una misoginia auto-dispensata dalle donne stesse.

      • Antome ha detto:

        E’ interessante, perchè sì, il problema è l’immagine della donna che perpetra, tanto più essendo scritto da una donna.
        Legittima e invoglia l’uomo a farlo e a trattare la donna così, non direttamente, ma comunica che la donna voglia questo, per chi è così coglione da generalizzare, ovviamente e sono troppi. Comunicando questo porta maggiore odio in questi soggetti, comunque già predisposti e, dici bene, l’altro elemento misogino che fa pensare le donne ipergamiche a sottomettersi a maschi ricchi.
        Poi il disprezzo per la donna e l’humus patriarcale, portano a questa violenza come controllo.
        Poi non so però se si possono accusare i neri di aver dato il loro consenso alla schiavitu, eh.

      • Paolo ha detto:

        cinquanta sfumature può essere pericoloso se visto da ragazzine e ragazzini molto giovani perchè ti fa credere che chi ti ama ti controlla ossessivamente e non è così. ma un adulto può vederlo senza rischi, resta un film di merda

  4. L. ha detto:

    ma infatti, anche le donne fanno esegesi e promozione del corano, anche le donne fanno promozione a tutte le religioni più maschiliste mai fondate da maschi, anche le donne sono a favore dell’infibulazione, cosa fai, in concreto, per cambiare la mentalità di massa delle donne? La cosa inquietante di questo fenomeno è che è stato creato da una donna e comprato da donne. qui non c’è un Elam dietro le quinte del fenomeno a cui puoi dare la colpa (mentre nelle religioni i colpevoli sono tutti profeti maschili). Come fai a cambiare la libido di queste donne?
    http://www.50sfumatureitalia.it/
    sono tutti commenti femminili, sono tutte community femminili. Come fai ad arginare questa piaga? a queste signore e signorine non interessano né i tuoi post, né eventuali studi su questo fenomeno del patriarcato (anche prescindendo da questo film e dal libro), né gli studi di tutte le altre femministe, che troverebbero noiosi, cretini, se non sessuofobici. è un dato di fatto.
    Tu pensi che boicottare il film serva a cambiare la libido di queste donne? che nelle loro camerette, nei loro letti, non sognino scenari di questo tipo, mentre si masturbano? magari (anzi, secondo me quasi tutte) sono state violentate e abusate da piccole, ma non ricordano l’evento, e “risolvono” il trauma così, guardando questo film, cercando questo scenario. Come fai a cambiare questa tragedia del mondo femminile, con fatti concreti? a te risulta che una libido femminile masochistica sia curabile?
    Io l’unica cosa che posso sperare, di questo fenomeno che illustra in pieno la tragicità della condizione femminile, nonché la libido guastata delle donne e coartata dai traumi, è che tutte quelle che guardano il film non arrivino poi a mettere in pratica, nel reale, ciò che si vede, come le persone che guardano harry potter non è che poi si mettano a cavalcare una scopa, buttandosi dal balcone per vedere se volano. mi auguro che resti confinato nel pensiero. purtroppo mi rendo conto che è un’utopia, però, e che tante di quelle donne andranno a provare queste cose con sconosciuti cercati sui siti d’annuncio. d’altraparte, come fai ad arginare il fenomeno?

    • Paolo ha detto:

      a parte che non a tutte le donne etero piace cinquanta sfumature , ma chi ti dice che quelle a cui piace siano tutte traumatizzate o violentate da piccole e poi vorranno mettere in pratica? E riguardo al “figo” ti dico che se rimaniamo sul piano delle fantasie: anche a me che non amo particolarmente il BDSM non dispiacerebbe molto farmi sculacciare (non troppo forte) o ammanettare al letto da una donna col fisico di Monica Bellucci o Margot Robbie, penso che anche le donne possano essere arrapate da un figo con un bel corpo tonico, così come molti uomini etero sono attratti da donne bellissime e forse fantasticano anche di farsi legare al letto da una strafiga. Non c’è nulla di esecrabile tra adulti consenzienti

      • L. ha detto:

        @ Paolo: senti Paolo non cominciare a citarmi i nomi delle vip e starlette che ti eccitano e cosa ti faresti fare. al di là che non mi (ci?) interessa, se vuoi parlare di LIBIDO FEMMINILE cita studi seri e pertinenti (di autori e autrici corredati da link) e non i “a me piace monica bellucci, anna mazzamauro la trovo brutta” perché davvero non se ne può più di ‘sto stillicidio di vip-pume vario che tiri fuori come un rosario su ogni argomento. Io neanche le conosco le tizie che citi, me le devo andare a cercare su google. Mi interesso al femminismo delle fonti e dei saggi, non alle sciocchezze da gossip stagionale su cui tu costruisci il tuo mondo per parlare di femminismo

    • Paolo ha detto:

      “Anche se preferisco preliminari più “usuali” non mi dispiacerebbe molto farmi sculacciare (non troppo forte) o ammanettare al letto da una donna col fisico di Monica Bellucci o Margot Robbie (purchè poi si faccia sesso), penso che anche le donne possano essere arrapate da un figo con un bel corpo tonico”

      volevo dire che le fantasie erotiche di alcuni uomini non sono così diverse da quelle di alcune donne. Così come una donna può essere attratta da un uomo “figo” con un bel corpo, così un uomo può essere attratto da una bella donna (questo restando in ambito eterosessuale ma nel mondo gay non è diverso, solo che si è attratti da corpi dello stesso sesso) e non ci vedo nulla di sbagliato.
      E poi io per parlare di femminismo ho citato anche filosofe e scienziate di tutto rispetto ma per te non contano perchè “vegetano su idee maschili”

      • Non pensi che sia O.T. cosa vorresti fare o farti fare da tizia o da Caia? Io si.

      • Ti rendi conto che citi continuamente attrici e attori per spiegarci come le opere di fiction non influenzano la vita delle persone?

      • Paolo ha detto:

        cito attrici e attori perchè mi piace il cinema. Cito pure scrittori e scrittrici se è per questo. Ed essere influenzati dal cinema o dalla letteratura è cosa diversa dall’essere influenzati dalla pubblicità. Comunque i film e i libri non mi obbligano a farmi piacere certe cose e a farmene spiacere altre, se una certa cosa o persona non mi piace fisicamente o caratterialmente non c’è film che tenga

      • Mai sentito parlare dell’ “effetto Werther”? A seguito della pubblicazione del romanzo di Goethe I dolori del giovane Werther si verificò un ondata di suicidi emulativi in tutta Europa al punto che in alcuni stati le autorità ne vietarono la circolazione. Questa è storia, Paolo. Dopo una serie di ricerche David Philips (sociologo dell’Università della California, San Diego) ha pubblicato un libro nel quale sostiene che l’aumento delle morti non naturali in seguito a una notizia di suicidio in prima pagina si possono spiegare con forme più o meno camuffate di suicidio per imitazione; alla notizia che qualcun’altro si è suicidato un numero spiacevolmente alto di persone decide che questa può essere una soluzione anche per loro, e così provocano apposta lo schianto dell’auto o dell’aereo che guidano o nel quale stanno viaggiando. Ma se l’aumento degli incidenti è da attribuire a suicidi imitativi, allora gli imitatori dovrebbero tendenzialmente prendere a modello una persona simile a loro. Confrontando ad esempio l’età dei suicidi da prima pagina con l’età delle vittime degli incidenti stradali subito successivi, si è notato che quando è un giovane a suicidarsi le vittime di incidenti sono tutte giovani e viceversa quando la notizia riguardava un anziano le vittime erano anch’esse anziane. Tu continua a pensarla come ti pare, ma i fatti confutano la tua teoria dell’impermeabilità.

      • Paolo ha detto:

        e quindi ammesso che sia vero che si fa? Non si legge più il Werther? Si censurano le notizie di suicidio sennò poi la gente si ammazza? La verità scomoda è che il male ci affascina più del bene, L’Inferno dantesco è meglondel Paradiso e dobbiamo prenderne atto. Censuriamo Il silenzio degli innocenti perchè il dottor Lecter è intelligente e accattivante quindi potrebbe spingere qualvuno a emularlo? Tanti giovani si travestono da Joker al Lucca Comics sono potenziali criminali sadici? Le ragazze che si vestono da Harley Quinn saranno future criminali anche loro o finiranno tra le braccia di un sadico? Io non penso affatto Non è questione di essere impermeabili è questione che io mi rifiuto di pensare che quelli che si sono ammazzati non l’avrebbero fatto se non avessero letto Goethe. sì continuerò a pensarla come voglio

      • Tu continua a rifiutarti di pensarlo. Però lascia che gli altri diffondano informazioni sulla questione, come quelle che ho diffuso io in merito alle Cinquanta sfumature.

      • Paolo ha detto:

        non ho ancora capito cosa bisogna fare secondo te con le notizie di suicidio e se secondo te chi fa il cosplayer di joker è maggiormente a rischio di torturare e uccidere persone. Come la penso io al riguardo è chiaro.

      • Ma smettila di fare collegamenti a casaccio. la tua non è altro che una fallacia logica: la fallacia di brutta china, anche detta piano inclinato o pendio scivoloso, un errore logico in cui una persona afferma che un qualche evento/i debba inevitabilmente seguire a un altro senza argomentare affatto a sostegno dell’inevitabilità dell’evento in questione. Qui qualcuno ha parlato di censura? Nell’articolo che ho tradotto si propone di ritirare dalle librerie tutti i romanzi di E.L.James? No, nessuno proporrebbe mai una scemenza del genere. La soluzione è diffondere consapevolezza. In questo caso, ad esempio, si trattava di dare il giusto nome alle cose: quella descritta dalla trilogia è violenza, non una grande storia d’amore. Punto. Tutto qui. Ti sembra poco? A me no.

      • Quando si parla di suicidio, cosa si dovrebbe fare? La stessa identica cosa. Cogliere l’occasione per diffondere consapevolezza. Come si riconosce un disturbo depressivo? Quali sono i sintomi visibili che si possono riconoscere? E come intervenire? Al caso di cronaca recente, quello che ha riempito le pagine dei giornali perché coinvolgeva la Guardia di finanza, non ho visto nessun giornale reagire decidendo di dare spazio a questo genere di informazioni. E questo è sbagliato, secondo me.

      • Qualcuno ha pensato di fare una bella ricerca sugli studi più recenti che collegano l’uso di cannabis all’insorgere della depressione? http://www.corriere.it/salute/11_ottobre_10/cannabis-depressione-geni-villa_51461e04-f34d-11e0-9003-e42e185dfd5a.shtml No, figuriamoci! E’ molto più interessante sparare sentenze contro questo e contro quello. Informare le persone? Quello mai…

      • Paolo ha detto:

        allora sono d’accordo. Ribadisco solo che non penso affatto che una donna adulta che va a vedere un (brutto) film che descrive come figo un uomo patologicamente geloso finirà per forza tra le braccia di quel genere di uomo, comunque concordo nel chiamare le cose col loro nome

      • Allora non hai letto il post è le considerazioni di Dines sull’importanza del contesto.

      • Paolo ha detto:

        Di Gail Dines ho letto tante cose pubblicate sul web da questo sito e da altri e mi sono bastate

      • Allora, visto che ti riservi di non leggere le mie risposte, da oggi in poi mi riservo di ignorare i commenti ridondanti.

      • L. ha detto:

        @ Paolo: che filosofe hai citato? appena 3? di cui 2 legate alla visione cristiana dell’esistenza e dei rapporti maschio-femmina? hai citato molto più spesso le starlette, parlando di condizione femminile. Questo perché esistono molte più donne-immagine che non donne impegnate nella cultura, o con un’ampia esposizione universale, e le prime sono di fatto le donne su cui formi le tue fantasie sessuali e i tuoi interessi quando devi parlare di donne. Tutti conoscono la tua monica bellucci, ma prova a citare un nome di donna culturale che non si scosciava per scrivere libri e voglio vedere quanti la conoscono.

        p.s da oggi esce in edicola la collana di filosofi edito dal corriere della sera.
        http://www.corriere.it/gli-allegati-di-corriere/17_febbraio_20/collana-corriere-aristotele-filosofia-edicola-prima-uscita-pensiero-cf63fd88-f78e-11e6-9a71-ad40ee291490.shtml
        primo numero: quel misogino di Aristotele. Of course, trattato con i guanti, perché “è un grandissimo genio”
        piano complessivo dell’opera: 30 filosofi TUTTI MASCHI. (apri il link, guarda tu stesso che nomi hanno messo… persino i grandi luminari cristiani…)
        ZERO DONNE.

        ah già, ma Paolo potrà mandare la sua lamentela al corriere della sera: “guardate che Hanna Arendt ha cancellato secoli e secoli di filosofia maschile! guardate che i vostri 30 filosofi ormai non sono più niente! Lo dico io, Paolo!”
        😉

        “La filosofia va declinata al plurale”, il motto dell’opera: ah certo, PLURALE MASCHILE, quello sempre. Un po’ meno PLURALE FEMMINILE di donne non genuflesse ai vostri valori maschili.

      • Paolo ha detto:

        Margot Robbie e Monica Bellucci sono attrici, non donne immagine, se loro sono donne immagine allora anche Zac Efron e Luca Argentero o Taylor Lautner sono “uomini immagine” (cito anche attori maschi bellocci). Ora capita che attrici e attori si spoglino perchè il film lo richiede (sai di solito si fa l’amore svestiti), non c’è nulla di oggettificante, questo non rende un’attrice “donna immagine” non più di quanto renda “”uomo immagine” un giovane attore belloccio. Gli attori e le attrici sono artisti (e parlando di fantasie, anche le donne possono formare le loro sul bell’attore,quante donne etero e uomini gay si sono masturbate sul corpo scolpito di Richard Gere in american Gigolò? Tante/i Ed è giusto così)

        e il fatto che Il Corriere della Sera non si accorga di Hannah Arendt non implica che Hannah Arendt non abbia lasciato il segno nella storia del pensiero, implica solo che al Corriere della Sera hanno difficoltà a riconoscere il contributo delle donne alla cultura. Ti ho citato filosofe, scienziate, pensatrici (non solo cristiane) ma tu pensala come vuoi

      • Siete O.T. Del tutto. Entrambi.

    • Antome ha detto:

      Le femministe e i femministi libertari che le hanno supportate hanno cambiato le cose, come si fa a chiedere ad un’intera classe di ribellarsi, se viene ad essa insegnata che il suo ruolo è quello e che però in fondo la società ti tiene da conto e ti mantiene.
      Non dico fosse come la schiavitù, assolutamente, ma anche gli schiavi venivano “mantenuti”.
      Devo precisare che non riferisco a casalinghe o casalinghi volontari come mantenuti, lo trovo becero e neocapitalista.

      • Antome ha detto:

        Certo, in un contesto come quello di oggi, sono d’accordo, non si può sempre dare la colpa al patriarcato, tanto più se si viene cresciute con gli strumenti per capire che il proprio ruolo non è quello. Responsabilità personale sì.
        Certo il discorso antifemminista dice che in base a quello bisogna scusare anche gli uomini, ma no, perchè il mio criterio (penso non solo mio) è, in base al contesto distinguere vittime a carnefici. Di certo se una donna pensa che il suo posto è subalterno è vittima. Se un uomo impara che lui è superiore è carnefice e fa danni.
        Quando però una donna, pur avendo gli strumenti culturali, si avvantaggia astutamente del sessismo benevolo, qualche colpa ce l’ha, nel promulgare questa idea, anche se sono idee maschiliste.
        Ma teniamo conto che stiamo parlando in astratto e di grandi sistemi.

  5. L. ha detto:

    forse (ipotizzo) per arginare il fenomeno andrebbero mostrate immagini di donne picchiate. mostrare lividi e violenza vera è l’unico modo per far accendere i cervelli a certe donne che trovano sexy tutto ciò. Un po’ come mettere la scritta sui pacchetti delle sigarette… anche se ovviamente questo non significa che la gente si astenga dalle sigarette.
    ma poi, ripeto, dietro questo fenomeno, c’è la libido femminile. allora, come la mettiamo?

    qui https://bagniproeliator.it/cinquanta-sfumature-di-nulla/ c’è una frase che colpisce:
    Allora se è una merda, perché vende così tanto?
    Perché le donne vivono di luce riflessa delle fantasie maschili.
    comprare una cosa che sbandiera fantasie segrete femminili ti sta implicitamente dicendo che se sei una donna devi averle: come questi cazzo di stivali aperti, la borsa a scacchi e la maglietta I CUORE NEW YORK. Cose necessarie a fare bella figura con le altre donne, sì, ma a letto ci vanno con gli uomini.

    poi l’autore (penso sia stato scritto da un maschio) dello scritto fa notare che ‘sto libro rende la libido delle donne tutta uguale…

      • L. ha detto:

        @ Riccio: io credo che lo stesso immaginario erotico femminile sia in realtà coartato a priori dalla cultura maschile millenaria. sono anche convinta, a differenza forse di Paolo, che il 99% delle fantasie erotiche si formano su traumi infantili, nel bene e nel male. Detto questo, secondo te per curare una simile piaga che deturpa la condizione femminile, ci sono soluzioni pratiche? Cosa vorresti ipotizzare, che quella tizia che ha scritto il libro sia ella stessa una vittima inconsapevole del maschilismo? pensi che ascolterebbe le obiezioni che potrebbero farle le donne come te? e le milioni di sue fans che comprano libri film e merchandise? ripeto, se vai sui siti mascolinisti, ridono a crepapelle di questo fenomeno che è stato creato da una donna, seguito da milioni di donne e da poche donne etichettato come “maschilismo, masochismo femminile frutto di patriarcato”. qui non puoi dare la colpa a nessun maschio misogino, il fenomeno è stato creato da una donna (e ci sono tante altre imitazioni del fenomeno, in libreria)

        d’altraparte mi viene da ipotizzare: se la tizia fosse stata nera, e lui bianco, avremmo parlato di razzismo? le donne nere avrebbero mostrato interesse per questa cosa o sarebbe stata criticata? e le donne bianche che avrebbero fatto?
        se fosse stata lei nera a dominare lui bianco? avremmo gridato al razzismo al contrario?
        se fosse stato un maschio a fare quel libro? lo avremmo accusato di essere sessista e sadico.
        è stata una donna e milioni di donne la seguono: che si fa? tu hai soluzioni concrete?

      • Ti racconto un aneddoto, molto personale.
        Ero ad una cena, ero seduta accanto ad una ragazza che non conoscevo. Ad un certo punto abbiamo iniziato a parlare di sessualità. Lei mi ha ripetuto pari pari quello che potrebbe scrivere uno Zorin, ovvero che la sessualità maschile è quella che è, poverini non riescono a controllarsi, è il testosterone… https://lunanuvola.wordpress.com/2017/01/19/il-re-degli-ormoni/
        Così le ho risposto che non c’è nulla di scientifico in quello che si racconta, che non è vero che gli uomini sono dei predatori sessuali “per natura”: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/09/23/distruggere-i-miti-sulla-natura-umana/
        Era sconvolta.
        Continuava a ripetere: ma davvero? E tutte le volte che ho perdonato, che me ne sono fatta una ragione, che mi sono detta “le cose sono così e non ci posso fare niente?”
        Giuro, era arrabbiata.
        Piantiamo dei semi.
        Un domani, da qualche parte, fiorirà qualcosa…

      • Il cambiamento è lento. Lento in modo esasperante. Io oggi lavoro per ottenere dei risultati che si vedranno quando io sarò polvere. Io non li vedrò. Non vedrò mai se davvero ho seminato qualcosa. Però ci credo 🙂 E questo è del tutto irrazionale.

      • Paolo ha detto:

        quindi L. anche le donne bisessuali hanno un immaginario erotico “maschile”? anche le donne lesbiche che hanno schifo del corpo maschile sono coartate da un immaginario maschile? O traumatizzate? E gli uomini etero, bisex e gay che traumi subiscono? (e si potrebbe pure parlare di pansessuali e ultimamente di asessuali). Le donne etero, lesbiche, bisex hanno ciascuna le proprie fantasie e preferenze nel sesso e nella scelta del partner, fantasie e preferenze legittime e genuine, alcune adorano cose che ad altre fanno schifo, proprio come succede agli uomini. Sotto le lenzuola, una sola cosa è obbligatoria: essere adulti consenzuenti, per tutto il resto fai quello che vuoi s

      • Paolo ha detto:

        L., una donna abusata da piccola è probabile che tenderà a legarsi a un uomo violento, non è certo ma è probabile certo c’è un rischio più alto che in altre situazioni. Ma è sbagliato ritenere che tutte le donne che guardano cinquanta sfumature abbiano subito abusi da piccole o siano portate a scegliere partner abusanti.
        Che poi ho l’impressione che il film induca a confondere relazioni abusanti, manie di controllo e gelosia ossesiva con le pratiche BDSM consensuali (che sono due cose diverse) e forse è questo il maggiore demerito del film

    • Paolo ha detto:

      una donna non è obbligata, può avere le fantasie che vuole: c’è chi ama cinquanta sfumatre e chi lo schifa, nessuno è “lobotomizzato”,nè chi ama certe cose nè chi le schifa (e conosco tante giovani donne che hanno letto sto libro per farsi due risate da quanto è ridicolo), davvero smettiamola di giudicare i gusti altrui

      • L. ha detto:

        @ Paolo: secondo te le fantasie sessuali femminili si formano SI O NO sui vissuti infantili? Si o no? Io ti dico che con statistiche e studi alla mano è dimostrato che una bambina abusata svilupperà (è probabile) da adulta dei comportamenti lesivi di se stessa, per esempio ricercando maschi di un certo tipo. ti risulta o no?

  6. L. ha detto:

    qui per esempio si demoliscono i dialoghi (che sono cretini oltre ogni dire)
    http://scribacchiniperpassione.blogspot.it/2012/11/cinquanta-sfumature-di-grigio-un-libro.html
    facendo notare come i dialoghi stessi siano di un cliché irritante (lui paga/lui ordina/lei si lascia comprare con ninnoli/obbedisce)
    il problema però è che questo libro ha avuto un successo planetario. e allora dobbiamo ipotizzare che le sue seguaci siano delle donne “lobotomizzate”? incapaci non solo di capire gli effetti della violenza, ma anche incapaci di capire il sessismo, nelle sue forme più blande (si vedano i dialoghi cretini tra i due personaggi)? certo che, comunque lo si analizzi questo fenomeno, viene fuori una realtà che dire deprimente è dire poco.
    ma davvero, non so. speriamo che questa moda si esaurisca presto, come si sono esaurite altre cose prima di questa (mi ricordo la moda di “tre metri sopra il cielo”)…forse tra un 5-10 anni non ci si ricorderà neanche più di questo “libro” (lo spero)

    • Ma perché “lobotomizzate”? Sono solo persone che non hanno gli strumenti per vedere oltre il muro che la società ha costruito loro intorno.

      • L. ha detto:

        ma il tuo ragionamento non tiene conto che queste donne si eccitano con queste cose. c’è di mezzo la libido erotica femminile.

      • Antome ha detto:

        La libido è estremamente culturale e sociale, anche per noi uomini e, pur rifiutando certe tropes, anche per me e noi tutte/i . La venere di Willendorf simbolizzava prosperità con l’obesità, giusto per non tornare un’altra volta su Rubens, o anche Albrecht Durer, per cambiare.
        Il patriarcato a sua volta può sessualizzare l’oppressione. Pur eccitando in parte percorsi mentali primitivi, suppongo, esalta sicuramente certe componenti, come appunto quella sadica o masochista.

  7. L. ha detto:

    uno degli screenshot fatto dai moderni mascolinisti contro il libro

    ne avevo visti altri però, ma ora non posso star qui a ricercare su tutti i loro siti. Lo carico giusto per far vedere che tale film/libro, per assurdo, fa schifo anche agli uomini maschilisti, difatti non si sentono rappresentati dal fantoccio del libro, perché “quello è ricco e figo e noi no”
    in pratica, il libro così com’è pensato, offende anche quel genere di maschilista, che vedendo quell’immaginario, viene rinforzato nella sua convinzione che:
    1) solo un figo ottiene schiave sessuali disponibili
    2) solo un ricco ottiene schiave sessuali disponibili
    3) lui, che non è ricco e non è bello, non ottiene schiave sessuali disponibili
    4) ne consegue che alla donna piace venir schiavizzata solo dal figo e dal ricco.

    da qualsiasi punto di vista lo si veda questo fenomeno… siamo sempre al punto di prima, che è avvilente oltre ogni dire. 😦

    • Un'altra Laura ha detto:

      Faccio il Paolo della situazione, ma fra tutte le critiche a questo libro, queste sono proprio stupide. È ovvio che nelle fantasie sessuali della maggioranza delle donne etero (o bi. o pan) ci saranno uomini che la maggioranza delle donne riconosce come belli.
      Voglio vedere le donne che sono presenti nelle fantasie di questi uomini che commentano. Me le immagino, con panzetta, peli sulle gambe, tette cadenti. Come no!

      • L. ha detto:

        ma certo che sono critiche sceme, e peraltro dettate dall’invidia del “ah, che fortunato lui, io che sono operaio mascoloide uomo beta non posso”… le ho messe solo per dimostrare che ‘sto film è criticato anche dagli stessi maschilisti, anche se per parametri diversi, ovviamente, dalla critica che invece portiamo avanti noi come femministe che si interrogano sulle disuguaglianze sociali di genere… poi certo, ovviamente i maschilisti criticano le donne che vanno dietro ai modelli Armani (sentendosi esclusi dalle fantasie erotiche femminili), ma loro sono i primi ad andare dietro all’attrice vip più-che-perfetta… 😛

      • Paolo ha detto:

        e di nuovo concordo con laura

      • Paolo ha detto:

        “con panzetta, peli sulle gambe”

        anche se una lieve panzetta ta meglio su di lei che su di lui, e monica bellucci coi peli sulle gambe è sempre monica bellucci (L. non te la prendere se ho citato un’altra attrice).
        Comunque (per fortuna) Il corpo perfetto non esiste, anche l’uomo e la donna più belli possono avere imperfezioni anche se molto lievi e non sono meno belli per questo

      • Antome ha detto:

        Devi vedere infatti il loro disprezzo nei confronti di donne, femministe e no, che osano non depilare ascelle o gambe.

      • Paolo ha detto:

        uno può avere i gusti estetci che vuole riguardo alla depilazione ma il disprezzo non lo capisco. Anche perchè una donna con un bel fisico ce l’ha pure con le ascelle pelose

  8. Un'altra Laura ha detto:

    Quello che e’ preoccupante e’ la mancanza di senso di realtà piuttosto che il contenuto più o meno violento.
    Paolo ha tirato in ballo Games of Thrones. In Games of Thrones succede di ben peggio, ma la violenza è presentata per quella che è: violenza e sopraffazione. E il pubblico come tale la riconosce.
    Ci sono donne che si eccitano guardando o leggendo scene di stupro. Ma non si sognerebbero mai di dire che lo stupro sia una cosa bella o desiderabile! È una cosa che mantengono legata alla sfera della fantasia ma sanno che quelle cose, nella realtà, sono orrende.
    Stesso discorso i videogiochi violenti, film horror o gore, metteteci quello che vi pare.
    La cosa preoccupante di 50 sfumature non è che ci si eccita guardandolo! Il problema è che non lo si riconosce come una rappresentazione di abuso. Anzi: viene presentata come una meravigliosa storia d’amore! Non lo riconosce chi lo legge, non lo riconosce la stessa autrice. E mi chiedo, davvero, come sia possibile. Ripeto: non si tratta di riprogrammare le fantasie delle donne. Ma di capire cosa stanno guardando. Analfabetismo funzionale?

    • È una storia d’amore perché lui alla fine cambia, è trasformato dall’amore. E le lettrici appassionate del genere lo sanno che è così che va a finire…

      • Un'altra Laura ha detto:

        Equivale a pensare che se mi metto la tuta di superman posso volare. Ai bambini lo si insegna, che non funziona così. Ma guai ad insegnare loro un minimo di educazione sentimentale. Le sentinelle in piedi vigilano :/

    • Paolo ha detto:

      quella di un’altra laura è una critica sensata. E non è detto ce tutte quelle che si appassionano a sto film finiranno tra le braccia di un geloso patologico, abusante e instabile

    • L. ha detto:

      @ Laura: se per questo anche la gente che sta appresso alla bibbia e al corano li crede libri pieni di amore, quando invece rigurgitano di ogni genere di orrore (tra guerre, ammazzamenti vari e stupri), ma aldilà di questo paragone che faccio (per far capire che non tutti quelli che leggono un libro riescono sempre a discernere il contenuto, anzi, direi che è rara, come abilità…)
      detto questo, al di là del film, ma secondo voi di per sé le tendenze masochistiche di una donna non sono inquietanti? Tu citi donne che si eccitano a immaginare di farsi stuprare ma sanno benissimo che se capita a X (o anche a loro e non è concordata prima come cosa col fidanzato) è tutt’altro che eccitante… ma non la trovi una sorta di controsenso orribile? perché la libido femminile deve funzionare così? perché esiste questa variante e questo numero di donne masochiste? per natura? per l’ambiente culturale? per traumi subiti? Cosa ne dobbiamo dedurre, dati alla mano, del grande numero di donne che (lo dicono anche esplicitamente) si eccitano con questo libro? e desiderano “il christian gray”? tutto ciò getta una luce inquietante sulla sessualità femminile, alle soglie del 2017… in generale, (senza scendere nei dettagli) come si pone il movimento femminista di fronte a una “libera autodeterminazione della donna a fare la masochista”? lo approva come libera scelta della donna oppure lo trova deprimente e la dimostrazione del suo fallimento?

      • Un'altra Laura ha detto:

        Da quel che ne so è dovuta alla educazione sessuofobica inflitta alle bambine. Mi pare se ne sia parlato anche qui. Un bambino che esplora il proprio corpo è visto come normale e anche divertente dai propri genitori. Una bambina crea allarme, ci si dice subito che ci sia qualcosa che non va. Un po’ più grandicelli, i ragazzini daranno per scontato che ci si masturba, le ragazzine non lo ammetteranno mai. Questo provoca fantasie in cui si hanno atti sessuali ma senza aver un ruolo attivo. Come a dire “toh, guarda. Per caso sto avendo sesso, ma non l’ho scelto io, io sono una ragazza per bene.” A livello inconscio, ovvio.
        Cercare di riprogrammare la fantasia delle donne ormai adulte mi pare uno sforzo inutile. E pure dannoso: l’ultima cosa di cui hanno bisogno coloro che hanno queste fantasie dovute ai loro sensi di colpa è ricevere altri giudizi moraleggianti. E non credo neppure sia quello il problema. Ripeto: il problema in 50 sfumature non è che ci si ecciti per un abuso, ma il fatto proprio che l’abuso non lo si riconosca.
        Comunque, chiedi, cosa si fa? Si potrebbe iniziare a smettere di colpevolizzare le bambine e le ragazzine quando iniziano ad esplorare il proprio corpo e la propria sessualità. E la strada mi pare ancora molto, ma molto, ma tanto lunga.

      • Un'altra Laura ha detto:

        Aggiungo. Le persone che ammettono di avere certe fantasie sono le prime a riconoscere che 50 sfumature è una storia di abuso romanticizzato. Questo perché hanno avuto il coraggio di affrontare i propri mostri, guardarli in faccia, e dare loro dei nomi ed una dimensione ben finita.
        Le persone più “a rischio” se vogliamo, sono coloro che non riescono ad ammettere di avere certi desideri. E allora condiscono tutto con una spruzzata di “amore”. “Quello non è un abuso, perché loro si amano!”

      • Un'altra Laura ha detto:

        Premesso che non sono una psicologa, e mi sento un po’ a disagio a giudicare la professionalità altrui. Ad intuito l’uso del porno a scopo terapeutico non mi pare una grandiosa idea, Tantopiù che pare sia per riprogrammare gente asessuale, che avrebbero, invece, tutto il diritto di (non) fare sesso come vorrebbero.
        Ma non ho ben capito cosa c’entri col fatto che secondo me chi abbia un certo tipo di fantasie, ma le riconosce come tali e non le mischia con la realtà non abbia bisogno di essere riprogrammato a forza.

      • Qui non ho mai inteso parlare delle fantasie della gente. Il tema è un altro. Quello che mi interessa discutere è quel contesto culturale che invia alla gente una gran quantità di messaggi, attraverso una serie di strumenti vastissima (un esempio: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/04/06/il-consenso-2/), che va dalle opere di fiction alla comunicazione pubblicitaria, fino ai giochi e persino la psicoraterapia, messaggi “consistenti e coerenti” che raccontano a donne e uomini che “il loro [delle donne] più grande potere deriva dall’essere un oggetto del desiderio maschile, che gli uomini agiscono e le donne subiscono, che il dominio maschile e la sottomissione femminile sono normali e appropriati”, che minimizzano/giustificano/sessualizzano l’uso della violenza nelle relazioni sentimentali.

      • Un'altra Laura ha detto:

        Beh, stavo rispondendo ad L. che aveva tirato in ballo fantasie delle donne.
        Comunque non è che le minimizzano, non le fanno proprio riconoscere come tali!
        Però, però. Tu dici che non vuoi parlare delle fantasie. Eppure. Tutti/e noi abbiamo subito i bombardamenti culturali che tu denunci. E nessuno ne è totalmente immune, checché ne dica Paolo. Peraltro è anche un circolo vizioso: questi libri contribuiscono a creare quella cultura all’interno della quale certi libri nascono. Però le donne che sono considerate “perverse” (che ci vuole poco, basta ammettere di leggere o scrivere racconti erotici) sono perlomeno immuni all’abuso presentato come storia d’amore, ma lo riconoscono come tale. Perché?

      • Paolo ha detto:

        se una persna appartiene alla minoranza asessuale non c’è porno che tenga, se vorrebbe fare sesso ma non riesce per problemi psicologici il porno non la sbloccherà quindi non è una terapia.
        E al di là del vero o presunto “bombardamento” le nostre preferenze sessuali sono comunque nostre, genuine

      • Come se le due cose si escludessero a vicenda!

  9. L. ha detto:

    @ Riccio: “Il cambiamento è lento. Lento in modo esasperante. Io oggi lavoro per ottenere dei risultati che si vedranno quando io sarò polvere. Io non li vedrò. Non vedrò mai se davvero ho seminato qualcosa. Però ci credo” sì, anch’io la penso così, da persona impegnata in questi studi e nel tentare di portare avanti una battaglia culturale, nella vita di tutti i giorni. Ma perché l’intelletto delle donne è così lento a capire le cose?, mi verrebbe da chiederti questo. è davvero possibile continuare a trascinarsi nelle forme di discriminazione sessista senza accendere il cervello, senza voler dire basta, all’istante? perché per le donne c’è questa incapacità di uscire subito da questa disparità? i mascolinisti hanno due risposte a questa domanda:
    1) le femmine sono sceme e incapaci di autonomia
    2) le femmine stanno bene ad essere sottomesse (e qui citano veline ed escort varie).
    la mia ipotesi è che sia il discorso libidico a “fregare” le donne. Non mi pare che nessuna donna si faccia fregare senza dire niente se – per esempio – la cassiera al supermercato sbaglia a dare il resto. Mentre invece nei rapporti sentimentali con i maschi, tenderà a subire sempre, a perdonare, a ridimensionare, a farsi sfruttare, e ci metterà molto a capirlo e forse quasi mai ad uscire da ciò.
    Dovremmo dedurne che è l’amore e l’attrazione sessuale la causa di tutte le disuguaglianze sessiste? per cui, una donna innamorata è una donna che rischia, potenzialmente, di subire forme discriminatorie? Mi rendo conto del pessimismo delle domande, però… 😦 ma appunto il film/libro è basato comunque su questo meccanismo del “lei è innamorata/lui la desidera/lei ci sta/lui vuole di più e la sottomette/lei acconsente sempre di più godendo di questa sopraffazione” (specifico che io non ho letto il libro comunque, ho letto solo le recensioni che si trovano in giro e i singoli stralci)

    • Paolo ha detto:

      Freud mi pare superato nella sua visione della sessualità. (il masochismo non è più legato al femminile di quanto non lo sia al maschile).
      Amare è sempre un rischio, ma vale la pena di correrlo, Una persona innamorata è sempre a rischio di soffrire, di essere tradita o ingannata dalla persona di cui è innamorata; dipende dalla persona di cui ci innamoriamo. Una persona che ci ama davvero non ci opprime, non ci picchia, non ci maltratta

      • L. ha detto:

        @ Paolo: ha proprio ragione Ricciocorno: tu non leggi niente e poi commenti a casaccio con ciò che ti passa nella testa (i nomi delle VIP, e cadi nell’effetto comico involontario – i peli di scarlet J o monica bellucci). Nel pdf non si citava solo Freud, si parlava anche di come il movimento femminista reagiva di fronte a certe affermazioni della psicologia. L’ho postato proprio per questo, visto che era in tema, più di altri siti o pdf, con quanto si tratta su questo blog. Perché continui a commentare con ovvietà? si sta parlando di una questione seria che falcidia il genere femminile. e tu te ne esci con ovvietà.

        “Una persona che ci ama davvero non ci opprime, non ci picchia, non ci maltratta” ovvio che dovrebbe essere così. Ma come già dicevo, se una bambina subisce violenza da piccola da un papà che la abusa e poi “la ricompensa” con piccoli regali o carezze, crescerà confusa, con l’idea inconscia che “se mi punisce me lo sono meritata/mi ha picchiato, ma ora mi ha dato un bacio, perciò va tutto bene”. Continui a parlare di un argomento che NON conosci!
        Invece di vedere monica bellucci, magari leggiti qualcosa del genere
        http://www.lafeltrinelli.it/libri/robin-norwood/donne-che-amano-troppo/9788807882661
        storie vere di donne e di rapporti con i maschi.

      • Paolo ha detto:

        non ho mai negato che chi cresce con un padre violento ha più rischi do diventare violento o legarsi a un partner violento

    • Antome ha detto:

      Beh bisogna anche dire che ce ne sono anche fin troppo prudenti a lasciarsi andare, molte donne o anche a concedere un’occasione di conoscenza e parlare (intendo, ovviamente nel giusto contesto, escludiamo quelli che si lamentano perchè le donne trovano strano essere avvicinate in strada) talvolta fanno bene, talvolta è invece con uomini da cui non hanno nulla da temere, ma che magari non colpiscono a prima vista, la stessa magari però si fa conquistare da uno che “ci sa fare” di più. Non sto dicendo che dovrebbe parlarci in quanto maschio, ma parlo dei casi in cui non parla o conversa scorrevolmente con lui, in quanto lui maschio mentre con una femmina si trova a suo agio. Il separatismo, scelta personale legittima, lo trovo sempre controproducente, tanto più se nel non distinguere, eccepisce invece con le persone più sbagliate.

      Mettiamo però bene in chiaro che se uno per queste esperienze, non certo rappresentative di tutte le donne, per quanto ricorrente, diventa misogino, non era un “bravo ragazzo” in partenza, perchè la sua gentilezza è solo interessata e materiale, pronto a revocarla se non ricompensata abbastanza presto (vedi il sesso come ricompensa).

      • Paolo ha detto:

        le chiacchere stanno a zero: una donna ha tutto il diritto di essere colpita da un uomo a prima vista e che “ci sa fare”, anche gli uomini sono colpiti da una donna a prima vista, può succedere e non c’è nulla di male

  10. L. ha detto:

    Comunque, tanto per evitare di parlare senza fonti (con commenti sciocchi di nomi di dive e divette varie)
    http://www.rivistapsicologianalitica.it/v2/PDF/16_1977-Esistere_come_donna/16-1977-cap2.pdf

    “Quando si parla di donne, i riferimenti al masochismo non mancano mai: anche al di là della sfera puramente psicologica, questo problema tocca le radici stesse del ruolo, della valutazione del modo di essere della donna all’interno della nostra civiltà.
    E’ fin troppo noto che la psicoanalisi ha sempre considerato il masochismo la naturale espressione psichica delle caratteristiche fisiologiche della donna, una sorta di destino biologico, una predisposizione inerente all’essenza stessa della natura femminile.
    H. Deutsch. S. Rado, G. Cero — per citare alcuni dei nomi più noti — ritengono che la concezione masochistica del ruolo femminile derivi inevitabilmente da fattori di ordine genetico. E quando Freud usa l’espressione »masochismo femminile ». si riferisce a manifestazioni masochistiche negli uomini, considerando quindi patologico nell’uomo un comportamento che nella donna sarebbe normale.
    Sappiamo quali reazioni di rifiuto abbia suscitato, fra le aderenti ai movimenti femministi, il pensiero psicoanalitico tacciato di reazionarietà e accusato di avallare un modello di donna rigidamente determinato dalle sue caratteristiche anatomo-fisiologiche…” ecc.

    Quali sono le vicende della storia di un individuo, che provocano in lui il ricorso al masochismo? Secondo Lówenstein il meccanismo della propiziazione dell’aggressore, palesemente presente in tutti i bambini contiene in nuce le possibilità di un futuro sviluppo masochistico. Va infatti tenuto presente che la struttura masochista si presenta con delle caratteristiche inizialmente adattanti; il bambino avverte inconsciamente che il comportamento masochista è un mezzo per placare i genitori, con i quali egli intrattiene nei primi anni di vita un rapporto di necessaria dipendenza e sottomissione, che rappresenta la possibilità stessa della sopravvivenza,anche quando l’atteggiamento dei genitori può essere negativo. La maggior parte degli autori sono quindi d’accordo sul fatto che una certa quantità di masochismo ha funzioni adattative, si presenta con le modalità di una richiesta d’affetto e rientra nei limiti della normalità.

    Già la lettrice Morgaine aveva commentato tempo fa dicendo che forse la sottomissione della donna al sistema patriarcale si va a vedere come tentativo di adattarsi all’ambiente ostile, tentativo che poi di fatto è premiato con “la benevolenza” del patriarca (difatti una Costanza Miriano non viene certamente insultata né osteggiata dai maschilisti, anzi, la promuovono a gran voce).

    “All’interno dei movimenti femministi, molte donne si sono rese conto della necessità di affrontare coraggiosamente la propria realtà inferiore: ogni liberazione dipende dalla coscienza della servitù, ogni possibilità di guarigione nasce dal riconoscimento della malattia”

    Non so, è utopistico, ma vorrei che tutte le donne che si infervorano per questa moda delle 50 sfumature leggessero almeno un po’ post come questi… se mai ci sarà una presa di consapevolezza femminile… 😦

    • Quando le Cinquanta sfumature arrivarono in Italia, ti trovati dappertutto decine di copie accatastate e sovrastate da giganteschi cartelloni pubblicitari che recitavano “FINALMENTE il romanzo erotico che ha fatto sognare tutte le donne del mondo”; andavi dal medico, ti sedevi ad aspettare il tuo turno, prendevi una rivista dal tavolino e ti ritrovavi a leggere 4 facciate di recensione “della trilogia erotica più famosa e da molti considerata l’apripista di un genere letterario che vanta milioni di fans”, che ti esortava a non farti sfuggire “un’occasione unica per rivivere la storia d’amore più scottante degli ultimi tempi”.
      E’ marketing, e ti posso assicurare che funziona. Poi c’è stato il periodo delle offerte, in cui entravi in libreria e la commessa ti proponeva sorridendo “Se non l’ha ancora letta (sottotesto: il che è incredibile, lo hanno letto tutti!) può comprare la trilogia delle cinquanta sfumature col 3×2″…
      I libri di cui parli tu dove sono? Se ce n’è una copia – se c’è – è relegata negli scaffali sistemati nell’angolo più remoto della libreria, quello con il cartello meno accattivante di tutti: “saggistica”.
      Convincere le persone ad acquistare un prodotto è una scienza, ci sono volumi e volumi che spiegano come posizionare i prodotti, quali avverbi e aggettivi usare negli spot pubblicitari… ormai da tempo si parla di marketing dell’inconscio, che studia “i colori della persuasione”, che progetta “i nomi dei prodotti su base neuro-linguistica”. Il pubblicitario non si limita ad analizzare i bisogni della gente, il pubblicitario studia come creare il desiderio di un prodotto nella gente. E il risultato è che centinaia di persone sono disposte a dormire davanti ad un negozio per acquistare l’oggetto del desiderio appena si aprono le porte.
      Sono centinaia di stupidi, di lobotomizzati?
      Assolutamente no: sono solo esseri umani. Sono centinaia di persone normalissime che non sanno di doversi difendere da una tempesta pressoché inarrestabile di messaggi pubblicitari e di suggestioni commerciali, che non ci vogliono nemmeno pensare… perché pensarci è deprimente. E noi vogliamo solo essere felici.

      • Basta leggere Paolo per comprendere che pochi, pochissimi sono disposti ad accettare l’idea che siamo delle creature facilmente suggestionabili. Chi? Noi? Gli esseri umani? I più intelligenti del pianeta? E’ la nostra stessa arroganza che ci rende facili prede di un sistema senza scrupoli finalizzato a vendere, e che vende non solo dei prodotti, ma una visione del mondo.

    • Paolo ha detto:

      nonostante il battage pubbicitario io non ho ancora uno smartphone o un iphone (o come cavolo si chiamano), non sento il bisogno di averlo, sto bene col cellulare normale e anche se un giorno decidessi di comprarlo mai mi apposterei all’alba davanti ai negozi per aggiudicarmi l’ultimo modello come fanno in tanti e io non sono più intelligente o emancipato di quelli che fanno la fila per avere il nuovo iphone. Per quanto difficile, decidere con la propria testa non è impossibile

      • Antome ha detto:

        Io ho uno smartphone, guilty of charge ^_^. Non per moda, mi è stato regalato ed è un modello vecchio, ma più che funzionante per le mie esigenze.
        Giustamente non giudichi solo da quello, ma perchè da solo è un dettaglio troppo piccolo per capire se è un “lobotomizzato” o no, che è un giudizio molto severo da dare con parsimonia. Però un forte elemento di suggestionabilità e coazione alla moda, può essere presente e ci sarebbe da capire qual’è il feedback che ne trae, l’utilità che ne percepisce, mettersi dal suo punto di vista, capire se è solo omologazione o soddisfa delle esigenze, vere o percepite. Volere massima compatibiltà con le nuove app, non so, esperienze in comune con il (termine odioso! argh!) “gruppo di pari”.

  11. Vi faccio alcuni esempi, basati sui principi più elementari della comunicazione persuasiva e la campagna che ha lanciato il libro, in modo molto, molto aggressivo.
    La prima cosa che sottolineava la campagna è che il prodotto che ci stva proponendo aveva venduto tantissimo: è vero? Non è vero? Non ha nessuna importanza, in realtà, perché nessuno di noi potrà mai verificarlo. Una cosa è certa: affermare che un prodotto è quello che la gente compra di più lo rende desiderabile (pensate agli slogan più popolari: “la marca più usata da questa o quella categoria”).
    Poi c’era il fattore “evasione”: con quel prodotto avresti potuto godere di una realtà del tutto diversa dal tuo quotidiano. Non ha nessuna importanza che la storia proposta dal libro sia vecchia come Matusalemme, è stata comunque proposta come assoluta novità, un “nuovo genere letterario”, un qualcosa di esotico, di diverso, di straordinario nel senso di “altro dall’ordinario”. Chi non si annoia? Chi non è stufo delle “solite cose”?
    Paradossalmente a rendere tanto affascinante la trilogia è il suo essere l’esatto contrario della novità. E’ familiare. La riconosciamo. Fa parte di noi, della nostra storia. E’ la vicenda che conosciamo già, che possiamo accogliere come parte integrante del nostro essere donne… La protagonista è la tipica protagonista del romanzo rosa alla quale siamo tutte abituate dai tempi di Samuel Richardson, come pure il villain-Christian Gray: è sempre lui, è Lovelace, il crudele e sadico violentatore che si redime grazie alla purezza virginale della sua vittima.
    Mai letta Barbara Cartland? Di libri così ne ha scritti più di 700: “Melodia d’amore”, “Tentazione d’amore”, “Amore prigioniero”, “Fuga d’amore”, “Il castello dell’amore”, “Vendetta d’amore”, “Alba d’amore”, “Magia d’amore”, “Presagio d’amore” e potrei andare avanti, ma mi fermo qui, perché penso che ci siamo capite 🙂
    Com’è “il principe azzurro” del romanzo rosa? E’ malvagio. E’ sempre malvagio: http://www.goodreads.com/book/show/1394089.The_Wicked_Marquis Lui è “dark”, è oscuro, è “sardonic”, è beffardo, ma è anche “handsome and irresistible”, i suoi baci sono “passionate”, e, naturalmente, è ricco.
    Un principio della psicologia della persuasione non bisogna dimenticare mai: non c’è troppa differenza fra la verità e l’illusione della verità, e creare l’illusione della verità è più facile di quanto non sembri. Uno dei meccanismi più elementari è la ripetizione: ripeti un messaggio all’infinito, sempre identico a se stesso, e la gente lo prenderà per vero.

    • Un'altra Laura ha detto:

      Sai che mi stavo giusto chiedendo: ma c’è una storia dove è lei che deve essere “redenta”? Non me ne viene in mente una. O meglio, quelle che mi vengono in mente non vedono lei come sadica, ma come autodistruttiva.

      • Ad opporsi esplicitamente al modello “Pamela” ci provò Eliza Haywood. Di fatto, però, tutti i manuali di storia della letteratura citano Richardson, e su di lei non c’è neanche una riga. Puoi verificare 🙂

      • https://aeon.co/essays/can-you-enjoy-romance-fiction-and-be-a-feminist Qui c’è un articolo interessante sulla questione.
        “Women are still far from achieving true equality, and they still do more of the housework and childrearing. This duality, according to Illouz, has them hearkening back for the kinds of adoring love that compensated for their inequality – the kind of adoration they find in romances.”

      • Un'altra Laura ha detto:

        Articolo con spunti molto interessanti!
        Epperò mi pare che anche lui metta sullo stesso piano un racconto di violenza (più o meno sessualizzata) che è riconosciuta come tale, da un racconto in cui si romanticizza la violenza. “Si comporta così male perché mi ama tanto.” “Più mi ama e più è geloso.” Sono a mio avviso messaggi più pericolosi di una qualsiasi scena di violenza presentata come tale.

      • L. ha detto:

        @ Laura: quando ho letto questa cosa ho pensato alla tua obiezione
        http://www.bestmovie.it/news/life-and-death-twilight-reimagined-stephenie-meyer-capovolge-il-mondo-di-twilight-in-occasione-del-10mo-anniversario/417907/
        i ruoli si sono invertiti, questa volta: lei è la vampira, lui la vittima innamorata…

        comunque, avanti di questo passo, questa autrice riscriverà nuovamente la stessa vicenda, questa volta però dedicata al target di pubblico gay e trans. Perché lasciarli esclusi dopo aver dedicato il primo libro al vampiro maschio eterosessuale + la crocerossina umana che lo ama e il remake di lei vampira femmina eterosessuale + il crocerossino umano che la ama?

        p.s da notare anche l’originalità della copertina: da mela rossa a mela verde 😛

    • Paolo ha detto:

      veramente anche nei romanzi “rosa” c’è una varietà maggiore e una miriade di sotto-generi molto ampia rispetto agli archetipi qui citati. Danielle Steel, Lesley Lokko e Nicholas Sparks raccontano storie sentimentali molto diverse da quelle del “malvagio redento” e vendono tantissimo

    • L. ha detto:

      @ Riccio: ovvio, c’è stato il marketing. Me lo ricordo bene anch’io, in ogni libreria e supermercato si era assillati. Ma la cosa che ti richiedo è: questo libro ha fatto eccitare milioni di donne. Milioni di persone prendono gli i-phone (o roba del genere) ma NON si eccitano. Quel libro ha fatto eccitare le donne. c’è di mezzo una libido femminile guastata, capace di eccitarsi solo se “X ti tratta male”. La domanda è PERCHé?

    • Chiara ha detto:

      Scriviamola una storia normale, una storia in cui io torno a casa da lavoro e trovo la casa pulita perché il mio compagno è passato in pausa pranzo e ha pulito, e io cucino e lui fa la spesa e litighiamo e a volte ho ragione io e a volte lui; un romanzo in cui io prendo l’iniziativa a letto alcune volte ed altre lui, in cui mi dice grazie quando gli lavo le cose in lavatrice (anche se della lavatrice mi occupo in genere io, ultimamente un po’ anche lui) e non mi ringrazia quando porto la macchina dal meccanico, oppure sì, e io ringrazio perché lui dà il bianco in camera, oppure no, e non lo ringrazio quando fa la spesa perché se viviamo nella stessa casa ed entrambi mangiamo lo stesso cibo e a nessuno dei due piace andare al supermercato uno sfigato che va al supermercato ci dovrà pur essere e che sia lui non è tanto diverso dal fatto che sia io e infatti ogni tanto vado io. Ma a volte ci ringraziamo comunque perché ci fa piacere.
      Scriviamola una storia normale in cui il sesso c’è ed è coinvolgente… a volte, altre volte è noioso, stanco, oppure “non bozzo che ho il raffreddore” e ti giri dall’alra parte spegnendo la luce. Non proviamo nemmeno a pubblicarla, la mettiamo qua sopra come pdf e la descriviamo come “la trilogia erotica più famosa [scriviamo tre capitoli e li pubblichiamo separatamente] e da molti considerata l’apripista di un genere letterario che vanta [un po’ di] di fans”

      • ... ha detto:

        Una storia normale in cui ci sono Paolo e L. Lui la tormenta con infiniti messaggi pieni dei suoi attori preferiti; lei per disperazione cede. Si rispettano su tutto, ma lui per eccitarsi a letto ha bisogno di ricreare ogni sera diversa una scena delle sue commedie sentimentali preferite. Lei accetta fino al giorno in cui a Lui non basta più l’immaginazione e le propone di farlo a quattro con Danny de Vito e Monica Bellucci. A quel punto lei scappa e si converte all’islam

      • Cavolo questo libro io lo comprerei! 😂

  12. L. ha detto:

    @ “…” Una storia normale in cui ci sono l’Innominato Tre Puntini e L. Lei le fa leggere il corano + i relativi commentari, lui dopo aver visto le pagine con i suoi occhi, aver sentito dalla viva voce di islamici e islamiche che islam è sottomissione ai diktat rivelati lì, capisce i suoi errori messi sull’altro post (che ho dovuto correggere linkandoti siti islamici ufficiali) e la smette di linkare sciocchezze del genere “maometto è femminista”. una storia del genere forse non sarebbe eccitante, ma sarebbe sicuramente utile per evitare idiozie quando si parla di islam, eh Innominato Tre Puntini?

    • Posso vantare dei commentatori davvero perversi… altro che E l James. ..

    • ... ha detto:

      “In riferimento al masochismo femminile , Jessica Benjamin sostiene che la tortura e
      l’oltraggio cui si sottomette la masochista costituiscono una specie di martirio, il suo desiderio di essere riconosciuta è come quello del peccatore che desidera essere riconosciuto da Dio (Cfr. J. Benjamin, The Bonds of Love: Psychoanalysis Feminism, and the Problem of Domination, Pantheon, New York 1988, p. 60” Fifty shades of Allah

  13. L. ha detto:

    @ Riccio: e dove sono i link che dimostrano che sono storie inventate? le storie può averle inventate (aver messo nomi fittizi) o cambiato qualcosa (similmente a come fanno tanti altri psicoanalisti che scrivono libri con storie dei loro pazienti, anche perché non credo davvero che a questi pazienti piacerebbe venir citati, nei loro particolari, nei libri di psicologi o psichiatri), ma sta di fatto che le affermazioni che spiegano perché una donna accetta violenze e abusi sono vere. Che una donna sta con un violento, si eccita e ci fa l’amore, spesso confessa che il tipo è la copia del padre, e non sa staccarsi da lui, è vera come cosa. Che quando hanno figli, non è solo la paura di subire ritorsioni a farla stare lì, è vera come cosa. che queste donne perdonano i loro oppressori anche, così come li giustificano. Vedo che tu non ammetti questa cosa della libido femminile guastata, come se negassi che esiste un problema di libido femminile attratta da questo genere di maschi.
    La verità (e credo che lo sai anche tu) è che queste donne rifiuterebbero comunque (o non ne sarebbero neanche attratte) di stare con un uomo diverso. https://it.wikipedia.org/wiki/Transfert
    che quando una donna ha quell’immaginario erotico lì, basato sul masochismo, non lo cambia. Lo può forse tenere sotto controllo, ma non lo cambia mai del tutto.
    mi sembra che tu neghi questa cosa, ma la maggior parte di quelle donne hanno alle spalle rapporti violenti e abusanti col padre. anche “la sindrome della crocerossina” deriva da come si è state educate da piccole.
    Se non ci fosse l’istinto sessuale dietro, queste donne non sarebbero neanche innamorate di questo genere di uomo. e invece, non si sanno staccare da lui, tendendo piuttosto a negare la realtà, cadendo in nevrosi varie. Ma credo di aver capito che tu neghi queste cose, forse perché sai bene anche tu che non hanno soluzioni, avendo a che fare con l’istinto del sesso, che non puoi bloccare, e che quindi rappresentano, in forma evidente, il fallimento di tutto il movimento femminista nel non saper prevenire che una donna diventi una vittima masochista lieta e felice di subire fin tanto che la cosa non sfoci nel tentato omicidio. Allora si decide a lasciare il marito. Questa peraltro è la stessa obiezione che ti muoverebbe anche un maschilista, quando fanno notare che le stesse donne selezionano il violento vincente e lo “zerbino” non lo considerano.
    Ma capisco bene che ammettere che moltissime donne abbiano un istinto erotico semplicemente guastato e irreversibile che le spinge ad immolarsi e a subire è qualcosa che non si può ammettere perché lascerebbe intendere che non ci sia più niente da fare (se mai c’è stato qualcosa da fare). Difatti io, rispetto a te, sono molto più pessimista. Già ti ho fatto notare che questi filmetti e libri da 50 sfumature sono la dimostrazione che a moltissime donne piace quell’immaginario lì. perché piace? perché le eccita sessualmente. Per cui… fin tanto che non si capisce e non si ammette questo non si va lontano nell’analisi al fenomeno.

    Per curiosità, sei andata a leggere le community dedicate a questo fenomeno delle sfumature? Hai letto i resoconti delle lettrici eccitate ed entusiaste? è palese che la maggior parte di esse si sta esponendo a venir raccattata da uomini che poi certe richieste e cose le avanzano anche. Le donne che stanno consensualmente con mariti violenti, li amano. e nell’amore c’è di mezzo anche la pulsione erotica, libidica, che tali donne hanno con costui. Perché credi che ci stiano così tanti anni insieme? e non se ne vanno via? L’aggressività femminile c’è, in tutt’altri casi, però. Ti ho fatto l’esempio della donna che di fronte a una cassiera donna che sbagliasse a darle il resto, avrebbe una reazione d’impulso, di fastidio e di rabbia. Perché la stessa reazione è più difficile da avere se si parla di un rapporto uomo-donna? perché c’è di mezzo la libido e la visione che la donna ha di se stessa in rapporto al maschio.

    • Non è il sesso, il tema del libro, è l’amore. Non è un romanzo erotico. E’ una storia d’amore.

      • L. ha detto:

        non ho capito che libro intendi? le cinqunata sfumature o il libro sulle donne che amano troppo? se intendi le 50 sfumature, il tema del libro sono scene erotiche. sono descritti con precisione i momenti sessuali (la protagonista viene sverginata proprio da lui) con relativi “giochini” (tipo mani legate) in queste scene (puoi sentire le videoletture recensioni su youtube, se non vuoi leggere il libro; io difatti ho sentito alcuni di questi video https://www.youtube.com/watch?v=3TvD2bvqdoY ce ne saranno un centinaio) lei è consenziente e gode (e alla grande)
        Se poi vai a leggere le relative community, troverai le relative fantasie erotiche delle donne che amano questo libro (e alla grande).
        Non so perché hai reticenza ad ammettere questa cosa. Che poi secondo me è il punto della questione. Difatti una qualunque delle lettrici taccerebbe il tuo post di “sessuofobia”. Non si va lontano se non si ammette che ad alcune donne piace l’idea della sottomissione sessuale. Ci sono dozzine di siti per incontri che hanno questo tema.

      • Non so da cosa tu abbia capito che io abbia qualche problema ad ammettere che ci siano donne che hanno fantasie masochistiche o che agognino di essere sottomesse. Non ho nessunissimo problema ad ammetterlo. E’ che non è di loro che si parla nel mio post. E parlare di loro ci porta fuori tema.
        Che i protagonisti delle 50 sfumature facciano sesso, non significa che la struttura del romanzo non ricalchi la struttura classica del romanzo rosa. Non è un romanzo sulle prodezze erotiche della protagonista, è la storia di come la protagonista porta all’altare il suo “wicked” principe azzurro.

      • Paolo ha detto:

        ci sono donne a cui piace la sottomissione sessuale (ma questo non implica che agognino la sottomissione al partner anche fuori dal letto, anzi) e ci sono uomini a cui piace essere sottomessi si tratta di fantasie legittime come tante altre

    • Se io tenessi un uccellino rinchiuso in una gabbietta tanto piccola da impedirgli di imparare a volare, potrei poi definirlo “guasto” e prendermela con lui perché non è capace di fuggire quando gli apro la porticina? Mi sempra crudele passare il tempo a ragionare sul perché e il percome ci sono donne con le ali tarpate. Mi interessa di più provare a contribuire ad un futuro in cui non ci saranno più gabbie…

      • L. ha detto:

        Il tuo argomento non tiene conto che ci sono donne che vogliono questa sottomissione e questo dominio.
        Ti ho linkato il primo video che ho preso, di videolettura su 50 sfumature. caricato da una fan. tale vide ha fatto 114.818 visualizzazioni (ad oggi) ricevendo 569 pollici su. Fai una statistica media, con tutti gli altri video che trovi sullo stesso argomento, visualizzazioni, commenti positivi e di ammirazione, e pollici su. E valuta la portata del fenomeno.

        Non so perché hai reticenza ad ammettere che esiste un masochismo femminile di libido, che coinvolge l’erotismo, per cui, il rapporto con i maschi. masochismo che si mostra sessualmente e non in altri contesti.

        Inoltre, come già dicevo a Paolo: la sottomissione femminile non dipende neanche da cause legate alla minor ricchezza o all’alfabetizzazione, altrimenti non si spiegherebbe perché esistono donne ricche che sono masochiste o perché donne che hanno studiato e un cervello ce l’hanno, si convertono a religioni maschiliste. Ti risulta che siano poveracce analfabete? risulta tutto il contrario. Pensi davvero che le donne che si eccitano e si toccano pensando alle 50 sfumature siano tutte povere, brutte, senza cervello, e senza studi? al contrario, la maggior parte sono donne belle, brillanti, con interessi.

      • Questo non è un libro che parla di una tizia che ha fantasie di sottomissione. E’ la storia di una che per qualche inspiegabile motivo è arrivata vergine alla soglia dei 25 anni con l’intelligenza emotiva di una ragazzina di 12, la quale incontra un manipolatore perverso. Una storia il cui messaggio è che se sopporti le manie e le torture dell’uomo che dice di amarti, alla fine questo ti sposa e si trasforma nella persona che desideravi. E vissero per sempre felici e contenti. E ricchissimi. E bellissimi, e con tanti bellissimi figli.

    • Paolo ha detto:

      ma che ne sai che le donne hanno (tutte) una libido guastata? Questi giudizi lasciano il tempo che trovano. Mai giudicare la libido della gente finchè sono tutti adulti consenzienti. Di sicuro a nessuna donna piace essere picchiata e umiliata. Le donne restano con uomini che le picchiano per ragioni molto complesse, sicuramente centrano anche i sentimenti che queste donne nonostante tutto provano verso questi uomini, talvolta centra anche un padre abusante, centra la paura di cosa può succedere se se ne vanno, centra anche che questi uomini non le picchiano 24 ore su 24, sono manipolatori, mentono, promettono di cambiare e di sicuro non le picchiano quando fanno sesso con loro. Nessuna donna resta con un uomo violento perchè le piace prendere botte

      • L. ha detto:

        @ Paolo:
        1) La libido si forma SI O NO su esperienze infantili?
        2) a te risulta che una donna sopporti lo stesso trattamento violento se viene fatto da un essere umano (anche del suo stesso sesso) a cui NON è legata sentimentalmente?
        3) Amano il loro marito, per cui hanno anche una tendenza libidica verso di lui, perché difficilmente si scinde l’amore dal sesso (a meno che uno non sia asessuale). Ti risulta si o no che quandi ami una persona ha verso di lui un’attrazione erotica? o pensi che sia amore platonico, che queste donne hanno per questi mariti?!
        4) Ti risulta che esiste una cosa chiamata transfert, sì o no?

      • Paolo ha detto:

        Ti risulta si o no che quandi ami una persona ha verso di lui un’attrazione erotica?
        Sì, mi risulta che sia così e non penso affatto che provino amore platonico per i mariti. Vedi il fatto è che tu dai giudizi sulla libido altrui, io no.

      • Paolo ha detto:

        e mi pare che tu confonda i giochi di dominazione e sottomissione che alcune coppie a cui piace il sadomaso fanno a letto, con la sottomissione fuori dal letto e gli abusi: sono cose distinte

    • Antome ha detto:

      Dunquo loro e i loro siti dicono che dipende dalla natura della donna, tu dici che il patriarcato e le idee maschili e la mancanza di una cultura donna, se ho ben capito, segna l’immaginario di molte donne fin quasi nell’anima. Quindi anche tu nomini le donne che selezionano il violento e schifano lo “zerbino”, ma qui ci sono mille sfumature di che colore non so, in cui molti di questi cosiddetti zerbini pensano che una gentilezza compri l’amore e magari pensano che quello che invece è piaciuto sia lo stronzo violento, ma magari lo percepiscono così, anche la loro cavalleria è alla fine inquinata da un maschilismo di segno diverso ma “perdente”, in molti casi, ovviamente non in tutti.
      Ma saranno più queste donne innamorate del violento o gli Zorin che non riescono ad amare una donna nella sua interezza?
      Non esageri forse anche tu la portata di cio? Mi spiace tuttavia che Riccio ti abbia risposto con due righe, poichè il discorso è interessante.

  14. L. ha detto:

    a proposito: http://www.bestmovie.it/news/life-and-death-twilight-reimagined-stephenie-meyer-capovolge-il-mondo-di-twilight-in-occasione-del-10mo-anniversario/417907/
    ha cambiato i ruoli, questa volta…. avrà lo stesso boom e il successone che ha avuto il primo originale libro della saga?

  15. L. ha detto:

    poi se col tuo commento intendevi il libro “Donne che amano troppo” (che ho letto alcuni anni fa e ora non ho sottomano) nel libro si raccontavano storie d’amore diverse ma più o meno con le stesse modalità. non era una storia unica, ma ciascuna storia aveva una sua analisi, o meglio “monologo”, quasi, di riflessione. Ma adesso non ce l’ho sottomano per scriverti i diversi passaggi, vado a memoria. Comunque non mi costa nulla procurarmelo di nuovo, e sarò anche più precisa nel citarti com’era stato scritto. Quando l’ho letto, io non ci ho trovato falsità né un tono paternalistico, ma al contrario, raccoglieva spunti di riflessione sull’argomento che ti dicevo, ovvero perché la sopportazione di una donna, ad un trattamento violento, è molto alta (e quasi totale) se chi la vessa è l’uomo che lei ama. Se non ricordo male c’erano anche dei pezzettini di dialogo dove si parlava anche dei rapporti sessuali che queste donne avevano avuto ma ora non te li posso riportare, anche se il libro non era incentrato sul sesso, ma sulla storia amorosa nella sua totalità. Ora non posso riportarti alcuno stralcio, lo farò se avrò il tempo di andare a rileggerlo e di citarti pagine e capitoli. Ma tu lo hai letto questo libro?

    • Certo che l’ho letto. Chi non lo ha letto?

      • L. ha detto:

        e allora puoi esporre dov’è che lo riterresti falso e malscritto? Hai riscontrato inesattezze?

      • Non ho mai ritenuto che fosse falso, prima di leggere il post che ti ho linkato. E di associarlo ad un passo di “Congetture e confutazioni” di Karl Popper:

        Gli analisti freudiani sottolineavano che le loro teorie erano costantemente verificate dalle loro “osservazioni cliniche”. Quanto ad Adler restai molto colpito da un’esperienza personale. Una volta, nel 1919, gli riferii di un caso che non mi sembrava particolarmente adleriano, ma che egli non trovò difficoltà ad analizzare nei termini della sua teoria dei sentimenti di inferiorità, pur non avendo nemmeno visto il bambino. Un po’ sconcertato, gli chiesi come poteva essere cosí sicuro. “A causa della mia esperienza di mille casi simili” egli rispose; al che non potei trattenermi dal commentare: “E con questo ultimo, suppongo, la sua esperienza vanta milleuno casi.”

        Adattare dei racconti alla propria teoria, non è certo il modo migliore per giungere alla verità.

      • L. ha detto:

        Sta di fatto che però i motivi che sono stati avanzati per spiegare “la dipendenza d’amore” di queste donne verso quel genere di uomini sono motivi azzeccati. e come già dicevo, a me non sembra che la maggior parte delle femministe abbia poi trattato a fondo la questione, forse per una certa reticenza che noto nel trattare l’argomento spinoso del “lui la picchia e la sottomette – lei lo ama e si lascia sottomettere – ci fa sesso e gode – ha bisogno di lui, non solo per l’amore, ma anche per la passione libidica che avverte – lui stesso ha bisogno di lei, perché lei è la prova reale del suo potere” Mi sembra che ci sia appunto una sorta di reticenza, e che sia un territorio ancora poco battuto, questo del “mutuo bisogno di lui e di lei”, virato ovviamente dal punto di vista libidico. Ovvio che una donna si procura un orgasmo anche da sola, ma a te risulta che una donna innamorata, se si masturba, lo fa pensando si o no al suo innamorato? ti risulta che la libido femminile sia soprattutto basata su fantasie da farsi o farsi fare dalla persona che ami, e che quindi ci debba essere un coinvolgimento emotivo? gli stessi mascolinisti si lamentano di questo, perché porta le donne “a non darla a tutti” ma solo a un numero ristretto di uomini selezionati dalle donne stesse, uomini per cui queste donne provano una libido. Evito di linkarteli, ma sui loro siti è pieno di queste osservazioni, ovvero sul fatto che una donna non innamorata e/o non invaghità difficilmente “la darà gratis” (come vorrebbero loro, ovvero “una botta e via senza il minimo coinvolgimento”), mentre una donna innamorata fa sesso più volentieri e “partecipando”.

        Io so molto bene che quelle donne sono innamorati di costoro, e costoro desiderano anche sessualmente. c’è di mezzo un legame emotivo e libidico, legame che non c’è in altri rapporti di disuguaglianza (per esempio, quella di ceto: gli operai sfruttati non hanno una libido rivolta al loro sfruttatore).
        Se poi è vera l’altrettanta questione che spiega come si forma la nostra libido, il transfert con i genitori e le prime esperienze di vita da piccoli ecc., credo che si capisca abbastanza perché una donna abusata da piccola da grande “sarà attratta” da quel tipo di uomo, rivivendo così il rapporto col padre.
        Non ho ben capito se tu la vedi così, su questi meccanismi, o no. Ad ogni modo, io già te l’ho chiesto: a te risulta che si guarisca da un masochismo sessuale? ti risulta che queste donne, non solo le masochiste ma anche quelle che hanno l’indole da crocerossina, riescano a cambiare la loro indole al 100%? ci sono soluzioni facili e immediate per tutte? Ti risulta che una donna che si sia legata a un prepotente e che abbia provato attrazione sessuale per lui, provi facilmente attrazione per un uomo non prepotente? se fosse così facile cambiare indole e uomini, trovarne uno meno tiranno, perché queste donne restano per anni con un uomo ben specifico, diventano nevrotiche distorcendo la realtà e non si limitano semplicemente a lasciarlo mettendo un annuncio per la ricerca di un uomo diverso che è verosimile ipotizzare risponderebbe anche velocemente? questa obiezione te la fanno anche i maschilisti, per assurdo, perché anche loro fanno notare questa cosa palese. (anche se per motivazioni diverse da quelle che sosteniamo noi, ovviamente nel loro caso manca l’empatia con la donna abusata ma ne evidenziano l’irrazionalità del suo agire)

      • Come hai detto tu, il femminismo ha sviscerato ampiamente la questione del sadomasochismo sessuale. Parecchi contributi li ho anche letti… ma in tutta franchezza: semplicemente è un argomento che non mi appassiona.
        Concordo con Angela Carter quando scrive in “The Sadeian Woman” che il rapporto erotico così come è rappresentato dalla pornografia e dalla letteratura erotica altro non è che lo specchio dello squilibrio nei rapporti di potere tra i soggetti coivolti. Nei romanzi di Sade, chi infierisce con crudeltà appartiene in genere all’aristocrazia oppure occupa posizioni di potere, comprese le donne: in una società suddivisa in oppressi ed oppressori, anche il sesso non può che manifestarsi con le medesime dinamiche. Se Angela Carter ha provato a produrre una letteratura che sovvertisse questo schema, che lei chiama “moral pornography” (io l’ho letta da ragazza, e mi è molto piaciuta), io preferisco concentrarmi sul contesto che c’è a monte e che plasma un immaginario erotico che imprigiona tanto le donne masochiste quanto gli uomini.
        Non può esservi, a mio avviso, un immaginario erotico diverso finché non c’è una società diversa. Ed è per questo, io credo, che l’opera letteraria di Angela Carter è largamente incompresa.

      • Paolo ha detto:

        io avevo scritto un commento ma non lo trovo. Qui si continua a confondere il sadomasochismo sessuale tra adulti consenzienti e gli abusi e le violenze degli uomini sulle donne (in cui ovviamente il consenso non c’è) che sono due cose diverse

      • Tu continui a riscrivere le stesse cose. Non vedo perché pubblicare e ripubblicare commenti sempre identici. Abbiamo capito tutti cosa intendi, ti assicuro che non c’è bisogno che tu lo ribadisca ancora. Mi riservo la facoltà di non tediare ulteriormente chi dovesse capitare da queste parti con ossessive ripetizioni.

  16. L. ha detto:

    Riccio: “Questo non è un libro che parla di una tizia che ha fantasie di sottomissione. E’ la storia di una che per qualche inspiegabile motivo è arrivata vergine alla soglia dei 25 anni con l’intelligenza emotiva di una ragazzina di 12 anni, la quale incontra un manipolatore perverso. Una storia il cui messaggio è che se sopporti le manie e le torture dell’uomo che dice di amarti, alla fine questo ti sposa e si trasforma nella persona che desideravi. E vissero per sempre felici e contenti. E ricchissimi. E bellissimi, e con tanti bellissimi figli.”

    Mi spiace per te, Riccio, ti sbagli. Ripeto che non ho letto i tre libri, ho sentito diverse videoletture e letto i pareri delle fans della saga. Le scene erotiche (la prima, quando lui svergina lei) sono scene dove lei gode, alla grande, dove malgrado la paura, si eccita e gode. Lo scopo del libro, peraltro, è questo qui, quindi avrebbe avuto poco senso scrivere un libro erotico per donne dove la donna protagonista restasse frigida.
    Lui non le dice di amarla, al contrario, le rivela che ci sono state molte donne prima di lei e la tratta freddamente quando lei diventa “pucciosa”. Può essere che le dica ti amo nei libri successivi, ma nelle videoletture che ho sentito io (sulla prima parte del libro, te ne ho linkata una), lì non parla di amore. Ci sono comunque scene di sesso dove lei è consenziente ad essere sottomessa. Se leggi i siti delle appassionate, ci sono tantissimi commenti estasiati e fantasie in tema.

    • Ma se non lo hai letto, di cosa stiamo parlando?

      • L. ha detto:

        ho sentito le videoletture. ti ho linkato un video, ce ne sono diversi, per ciascun capitolo. Inoltre si trovano anche singoli frammenti trascritti, sui siti ecc. ti assicuro che la scena dello sverginamento è come ti ho raccontato io. Se non credi leggila tu stessa. si trova al capitolo 8. Poi da quello che penso di aver capito noto che qui ci si scandalizza più per il fatto che lui la cerca “al di fuori delle coperte” di non che lei che si lascia fustigare (con quello che poi sta a significare, parlando di corpo delle donne e di una donna che si lasci cinghiare e ne tragga voluttà).secondo me è questo il punto deprimente della questione, ma evidentemente per altri non è così.

      • Paolo ha detto:

        infatti il sadomaso è uno scandalo solo per te (e comunque lei si ribella alla fustigazione e lascia Grey alla fine del primo libro) per tutte le persone non bigotte è qualcosa che due adulti consenzienti possono fare ; fattene una ragione

      • Paolo ha detto:

        sto rispondendo a L.

  17. L. ha detto:

    “Non so da cosa tu abbia capito che io abbia qualche problema ad ammettere che ci siano donne che hanno fantasie masochistiche o che agognino di essere sottomesse. Non ho nessunissimo problema ad ammetterlo. E’ che non è di loro che si parla nel mio post. E parlare di loro ci porta fuori tema.”

    Non so, sembrava dal tuo evitare le domande. Ma non capisco perché dici che parlare di masochismo femminile è fuori tema, in questo post, considerato che questo è un libro erotico scritto da una donna, per donne, che si sono eccitate con quella storia. Ti ho linkato un canale che fa videoletture, li hai letti i commenti femminili di chi esprime “tutta la sua emozione” a sentire certi dialoghi? è ovvio che sono fantasie masochistiche femminili, che quel libro riporta in pieno, persino in forme di clichè. (difatti alcune scene sono ridicole e le hanno parodizzate)

    Poi non so, se per te lo scandalo è che la tizia si innamora e poi lo sposa e non che abbia goduto con quanto lui ha proposto… perché il tema del libro è questo, è il godimento femminile che viene provocato da uno che si atteggia a padrone sessuale. e il fatto è che tale indole ormai sia sbandierata ai 4 venti dalle milioni di donne che sostengono questa saga.

    • Perché non ritengo che l’orgasmo sia il fulcro attorno al quale le persone fanno le loro scelte di vita né la chiave che apre le porte della felicità. Non credo che sia un bisogno primario, il più importante. In fondo ognuno di noi può avere un orgasmo in qualunque momento e in perfetta autonomia. Non ho bisogno di un uomo per avere un orgasmo. Non è “venire” quello che cerchiamo nella relazione sessuale con un’altra persona.
      Io non dico che il masochismo sia fuori tema, dico che se è vero che le lettrici si identificano col personaggio, non è con una donna che ha fantasie sessuali masochiste che si sono identificate, ma con una ragazzina (e questo è inquietante, se pensi che molte sono donne mature, il che ci dice molto del fenomeno dell’infantilizzazione delle donne adulte https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2016/01/22/ipersessualizzazione-e-auto-oggettificazione/) insicura, con grossi problemi di autostima. Convincere una donna del genere ad accettare tutta una serie di comportamenti abusanti è piuttosto facile, a prescindere dalle sue fantasie. Questo, gli uomini, lo sanno bene, e ce lo raccontano anche: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/02/07/6-passi/

      • Paolo ha detto:

        ma sopratutto i comportamenti abusanti non sono i giochi sadomaso consensuali che i due protagonisti fanno, quelli sono cose lecite, c’è chi vuole farli e va bene; i veri abusi che, a quanto ho capito, il romanzo rende “romantici” sono la gelosia ossessiva di lui e la sua mania di controllo che esercita massimamente FUORI dal letto (le dice cosa e quanto mangiare, le impedisce di parlare con altri uomini), queste sono le cose inquietanti, non le sculacciate

      • No, c’è anche la violenza sessuale nel libro.

    • Paolo ha detto:

      Ah sì? Confesso di non averlo letto neanch’io, mi rifaccio sui racconti che ne fa chi lo ha letto (inclusi i detrattori e le detrattrici del libro che non sono pochi). Comunque ci tenevo a dire che gli abusi sono una cosa e i giochi BDSM consensuali un’altra

  18. L. ha detto:

    o forse sono io che non ho capito il tuo punto di vista. Anche a te risulta che esistano donne masochiste nella libido sessuale, per cui ti chiedo: credi che fare informazione con post come questi faccia perdere a quelle donne la loro pulsione erotica? Ti risulta che sia possibile guarire il masochismo? Se una donna si appassiona a quella saga, è perché sogna quel genere di uomo e trattamento. Qui un mascolinista ti direbbe che “il trattamento masochistico” va bene se il tizio è bello e figo, ma rispetto a loro, io sono ancor più pessimista, e credo che il trattamento masochistico, certe donne, se lo vanno anche a ricercare con uomini non belli e non ricchi. Per me questa indole femminile è una piaga, che forse il movimento femminista non ha mai analizzato a fondo per una serie di “reticenza” (anche comprensibile, visto che è la prova che è cambiato davvero poco nei rapporti tra i sessi). A me non risulta che si guarisca da queste libido che io giudico guastate (e che secondo me non portano neanche alla felicità, portano all’orgasmo fisico, certamente, momentaneo, ma non alla felicità nella vita), però forse per te queste forme di libido femminili non sono un problema (non ho letto tutti i tuoi post può essere che mi sia sfuggito cosa ne pensi) o perché sono naturali (?) o perché sono inevitabili o perché… non so. Ma a differenza forse di altre, mi rifiuto di credere che la persistenza di queste libido femminili da donne gaudenti in questi abusi siano la dimostrazione che “il femminismo ormai ha vinto”. per me rappresentano il suo fallimento, altro che “autoaffermazione della donna…libera di sottomettersi” (come ho letto in giro, non ricordo però dove).

    Certo, ipotizzare o ammettere che la sottomissione femminile è inscritta nel DNA e c’è poco da fare è una prospettiva deprimente… ma del resto, stiamo ancora qui, nel 2017, e in Occidente, a parlare di una donna che gode a fare la serva sessuale a tale mister grey. per cui…

    • Paolo ha detto:

      ma guarire da cosa? Nessuno deve vergognarsi dei suoi desideri sessuali se riguardano adulti consenzienti! Ci sono uomini a cui piace farsi fare la pipì addosso e finchè avviene fra adulti consenzienti va bene! Sei un uomo o una donna a cui piace essere “sottomesso” a letto dal tuo partner in un gioco consensuale? Ok, non c’è nulla di guasto come non c’è nulla di guasto nel fare sesso in maniera più “tradizionale”, alla missionaria eccetera. Quello che di problematico dal punto di vista dell’emancipazione femminile accade in questo romanzo accade quando i due non fanno sesso, sculacciate e frustini non sono il problema, il problema è la possessività ossessiva di lui che non è legata a tendenze sadomaso

      • Vabbè se vuoi continuare a parlare dei “gusti sessuali” della gente, come se il gusto per qualsiasi cosa si sviluppasse a prescindere dall’ambiente, la conversazione diventa sempre lo stesso sterile dibattito e credo che tutti qui ne abbiano le tasche piene.

      • Paolo ha detto:

        i nostri gusti si formano dentro un ambiente come è inevitabile che sia (siamo umani) ma sono comunque nostri, sono gusti genuini, autentici liberi (nel senso che nessuno ci può imporre di trovare davvero attraente qualcosa o qualcuno che ci repelle o di schifare qualcosa o qualcuno che ci attrae) e non si modificano (o almeno non facilmente)

      • Esatto, Paolo. Il fatto che l’ambiente sia uno dei fattori che contribuisce alla creazione dei gusti delle persone, non rende quelle persone meno “vere” o “genuine”. Ma la mancanza di consapevolezza in merito a quell’inevitabile influenza le rende, in un certo senso, meno “libere”.

      • Paolo ha detto:

        se trovo attraenti e desiderabili solo certe cose e certe persone non sono meno libero di chi trova attraenti altre cose e altre persone che io non trovo attraenti; questo volevo dire, siamo entrambi liberi nei nostri gusti

      • Non so dove risieda il problema: se sono io a scrivere in modo poco chiaro o se tu hai delle oggettive difficoltà a comprendere.

      • L. ha detto:

        @ Paolo: quindi secondo te se una donna si lascia cinghiare e gode di questo, si lascia umiliare da un uomo è una donna libera, emancipata, piena di dignità, libera? per te va tutto bene, vanno bene lividi, strozzamenti ecc, va bene che una donna chiami “padrone” un uomo e che tale uomo faccia di lei quello che vuole, va tutto bene, l’unica cosa che non va bene è che lui le ordini di mangiare o la cerchi al di fuori delle lenzuola? per te è questo il comportamento abusante? scusami se io ho un minimo di sensibilità e sapere di una donna che se ne va in giro con la schiena cinghiata non mi esalta. (sì, sì “è una sua scelta, siamo liberi” e vattelapesca, raccontatela pure così) per me l’idea che ci siano donne che fanno questo ai loro corpi (e per avere l’orgasmo, che poi è il fine di tale rapporto, visto che è una sottomissione di libido e non “lavorativa” [lavorare gratis in un lavoro di fatica con qualcuno che ti frusti, modello “campi di cotone”] o farsi abusare da chi non sei attratta) non è un segnale di liberazione della donna, ma neppure di sviluppo della propria dignità come persona, anzi, tutto il contrario, lo trovo estremamente deprimente e avvilente. E non ripetermi ciò che già so, ovvero che tutte quelle donne sono libere e sono ben vogliose di subire questo. Già lo so, che è così che viene giustificata la cosa, anche dalle dirette interessate! Sicché ne dobbiamo concludere che a molte donne con quell’indole piace venir chiamate cagne, venir prese a cinghiate e cose del genere e molti uomini godono di questo. Per cui, cosa ne dovremmo dedurre, dell’indole femminile?

        e per gli altri due commentatori, … e Antome, io non stavo affermando certezze, stavo appunto facendo domande e ipotesi, basandomi sulle letture che ho fatto sull’argomento, su quanto letto in giro dalle fans di tale saga e su quanto ho udito nelle videoletture.

    • Antome ha detto:

      Ora dire che ci sono sacche di subalternità introiettata nei rapporti è vero, anche che il femminismo deve ancora lavorarci, però ridurre tutto a ciò è dire che non è cambiato niente è molto simile a questi discorsi per cui il femminismo è movimento di odio degli uomini e contro natura perchè la natura femminile questo e quest’altro, intanto i ricchi, i maschi alpha, prendi una donna trattala male funziona etc.
      Certo, ipotizzare o ammettere che la sottomissione femminile è inscritta nel DNA ” ma prima non era il patriarcato e inequivocabilmente le “idee maschili”? A chi ti riferisci? A Riccio, a Paolo? Lo stai ipotizzando soltanto tu, qui.

  19. ... ha detto:

    L. giusto per tentativo estremo di alleviare il tuo pessimismo, poi fai sempre a tempo ad andare per boschi. Mettiamo pure che sia come dici tu, ma perché dovrebbe essere un fallimento del femminismo? Mica ha la bacchetta magica il femmiismo. In tutti questi anni il complesso di azioni portate avanti da tante donne diverse in posti diversi insieme con condizioni sociali diverse ha avuto tanti effetti, e un innegabile miglioramento delle condizioni di vita, e dei rapporti in generale e nel privato. Ci sono donne masochiste e donne sessiste? E che poteva farci il femminismo? Sul masochismo (senza contare che diamo per scontato che sia differente per uomini e donne, ma facciamo pure. A me pare più sensata l’idea che il sadomasochismo sia una componente umana, e che alcune persone per ragioni varie ne abbiano tratti più accentuati) deutsch parla di dna, ma poi Karen Horney, se ti interessa il versante psicanalitico ne ha dato una lettura diversa, più adattiva Non è che stai un po’ sovrastimando la portata del fenomeno? partendo dal presupposto che sia così. Così come non ti pare di essere troppo certa dei giudizi che trai da un fenomeno editoriale del genere? Come fai a sapere che tipoi di lettura e di sensazioni hanno provato le lettrici? A parte tutte le donne che non lo hanno apprezzato, quelle che lo hanno trovato ridicolo, delle altre come fai a basarti su commenti scritti in rete? Per quanto riguarda l’eccitazione non c’è nulla di strano e di attinente alla sottomissione, le scene nel libro sono normalissime, molte donne hanno ironizzato sulla incredibile capacità di lei di eccitarsi per qualsiasi cosa, per dire, quindi è probabile che le donne ci abbiano trovato giusto un po’ di piccantezza. Le donne oggi sono molto più libere e possono quindi giocare con la fantasia della sottomissione, senza che questo abbia ripercussioni nella vita. Quelle che sognano il principe azzurro e considerano Grey l’uomo dei sogni, una minoranza dunque, bisognerebbe capire cosa in effetti sognano, cosa le affascina di Grey. In ogni caso abbiamo pochi elementi per concludere alcunché sulla esperienza di lettura delle donne e su cosa vogliono. Ma anche fosse del tutto come dici tu, ti pare che rispecchi la condizione maggioritaria delle donne?

    • Antome ha detto:

      Esatto, stesse mie obiezioni.

    • L. ha detto:

      “Le donne oggi sono molto più libere e possono quindi giocare con la fantasia della sottomissione, senza che questo abbia ripercussioni nella vita.” MA PERCHé deve esserci questa fantasia della sottomissione? cos’è, un bisogno fondamentale del corpo umano, come bere e mangiare? La mia domanda è sempre questa, che “utilità necessità ha” (e persino piacere!) questo “bisogno della sottomissione” (di matrice femminile, visto che su quella maschile è un’altra storia, e saremo OT) per le donne e la loro libido. Voi avete una spiegazione scientifica definitiva e razionale? Se l’avete, riportate le fonti. Vedo che qui le persone commentano, ma sono poche che riportano link e fonti, a sostegno di ciò che dicono.

      • ... ha detto:

        Hai aspettative troppo alte. Comunque, c’è un libro di Elizabeth LLoyd, Il caso dell’orgasmo femminile, che riassume tutti i tentativi “scientifici” fatti per spiegare il perché dell’orgasmo femminile, dato che in teoria non serve a niente. E il bello è che probabilmente non serve a niente, ma non tutto in natura appare perché serva a qualcosa, l’evoluzione funziona anche in maniera casuale, e poi un tratto assume una funzione a posteriori. Per cui può benissimo non esserci un perché. Per quanto riguarda le fantasie sessuali c’è Perv, di Jess Bering, in cui c’è anche la teoria dell’imprinting erotico, che si avvicina a quello che dicevi, e ci sono molti casi di persone con fantasie strane, parafilie, letteralmente assurde, come casi di persone che si eccitano con altre persone con arti mancanti; e per uno di questi c’era la spiegazione del fatto che da piccolo fu colpito da una situazione in cui c’era una donna con una gamba ingessata. Ma penso valga anche l’imitazione. Una ragazza potrebbe capire quali fra i propri parner sono soliti guardare porno e quali no. In Perv comunque si dice che le parafilie riguardano uomini e donne in rapporto di 99 a 1, e per il sadomasochismo di 20 a 1. E inoltre che l’erotismo maschile è più fisso e quello femminile più plastico, fluido. Ma non parlerei di certezze, e soprattutto viene ricordato quanto tutto questo sia molto soggettivo. Ma per dire, la protagonista del libro non ha bisogno di essere sottomessa, accetta certe pratiche per amore, lei si innamora all’istante e avrebbe fatto sesso in tutti i modi. Un conto è chi si eccita anche con una fantasia di sottomissione e un conto è chi si eccita “solo” in quel modo. La sottomissione è entrata a far parte dell’immaginario collettivo, e abbinata al sesso diventa eccitante, ma probabilmente solo per rompere la monotonia, per senso di trasgressione, perché la sfera sessuale è in qualche modo repressa, vai a sapere… E nell’essere umano c’è il piacere di avere il controllo sugli altri, e di affidarsi agli altri (se ti abbandoni all’altro non vedi pensare più a niente, forse il successo delle religioni e delle ideologie deriva anche da questo). Sul perché di questo puoi solo fare ricerche, su violenza e sadismo Steven Pinker, Il declino della violenza; o Adrien raine, l’anatomia della violenza. qui però siamo nel campo delle fantasie, che è una faccenda diversa dalla dipendenza affettiva, dalla mancanza di autostima. Ma più di tutto non penso che abbia senso trovarci una razionalità nell’amore, e in generale nelle persone. Siamo pure animali, quando facciamo sesso facciamo cose che in altri momenti ci farebbero schifo o imbarazzo, e il piacere e il dolore si mischiano, senza arrivare alla pulsione di morte.

      • Antonymous ha detto:

        Mah, però ha ragione anche Paolo, nel dire che ci sono anche uomini sottomessi, non è natura femminile o maschile.

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