Le ginecologhe di AMICA a Ordine dei Medici: ritiri la richiesta di invalidare concorso

Accolgo l’appello delle ginecologhe di Roma e componenti dell’associazione AMICA (Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto), che stanno diffondendo una petizione rivolta al Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma.

Questo il testo:

In qualità di ginecologhe di Roma e componenti dell’associazione AMICA (Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto) ci sentiamo profondamente indignate dall’iniziativa del Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma Lavra che ha formalmente richiesto alla Regione Lazio di revocare “l’atto iniquo” dell’assunzione di due ginecologi non obiettori per il servizio di Interruzione volontaria della gravidanza dell’Ospedale San Camillo, in quanto “discriminazione” ai danni di chi esercita il diritto, sancito dalla legge,  all’obiezione di coscienza.

In primo luogo sul bando di concorso non compare come condizione quella di essere “non obiettore”: la parola “obiezione” non è mai menzionata nel testo.

Ricordiamo inoltre al Presidente Lavra  che l’articolo 9 della legge 194, oltre a garantire il diritto del personale sanitario all’obiezione di coscienza, afferma il diritto delle donne alla salute, e impegna “gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate …. ad assicurare in ogni caso l’espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8.”. Riteniamo che la Regione Lazio si sia mossa proprio in quest’ottica, nel bandire un concorso per operatori del servizio che si occupa di interruzioni volontarie di gravidanza.

Facciamo notare al Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma che la possibilità di accedere a tecniche sicure per l’interruzione volontaria della gravidanza è un compito fondamentale della sanità pubblica ed un dovere del medico, pur nel rispetto delle diverse posizioni etiche.

Consideriamo pertanto la richiesta del Presidente Lavra una pretestuosa presa di posizione, che va contro i bisogni di salute delle donne ed offende l’impegno professionale di chi le sostiene nelle scelte riproduttive. La necessità di svolgere attività specifiche, come in questo caso il servizio di IVG, e’ necessariamente legata alla disponibilità e alla abilità degli operatori ad attuare quanto richiesto dal servizio, senza alcun intento discriminante.

Chiediamo quindi:

che il Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma ritiri la richiesta di revoca del Concorso fatta alla Regione Lazio
al Presidente FNOMCeO Roberta Chersevani e al Comitato Centrale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, a cui il presidente Lavra ha chiesto  un intervento in merito, un pronunciamento laico, volto a tutelare il diritto delle donne alla salute e la dignità professionale degli operatori impegnati nell’applicazione della legge 194.

I medici dell’Associazione AMICA (Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto)

Qui il link per firmare la petizione.

wait

E’ importante firmare questa petizione perché, come dichiarò l’Onu nel Rapporto del relatore speciale sulla tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti (pag.11), le restrizioni in materia di accesso all’aborto e i divieti assoluti in materia di aborto costituiscono una violazione del divieto di tortura, visto che l’abuso e il maltrattamento di donne che si rivolgono ai servizi per la salute riproduttiva possono causare tremende e durevoli sofferenze fisiche e psicologiche (pag.10).

E’ abuso e maltrattamento quello che subiscono le donne che richiedono un servizio che dovrebbe essere loro garantito per legge e sono costrette a subire non solo il disagio causato dall’inadeguatezza di un sistema sanitario, che si trincera dietro il diritto all’obiezione di coscienza (un diritto più che rispettato, visto che sono obiettori il 70% dei ginecologi, da confrontare con il 10% del Regno Unito e il 7% della Francia) per non riconoscere la grave violazione del diritto ad interrompere una gravidanza denunciata dal Consiglio d’Europa, ma anche la crudeltà di chi, profittando dello squilibrio di potere che caratterizza il rapporto medico-paziente, non esita ad infierire su persone che si trovano in una posizione di oggettiva vulnerabilità.

Nella speranza che il percorso intrapreso dall’ospedale San Camillo di Roma possa essere di esempio per altre regioni che da anni vergognosamente non rispettano la legge nel silenzio delle istituzioni, vi invito tutte/i ad apporre la vostra firma.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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3 risposte a Le ginecologhe di AMICA a Ordine dei Medici: ritiri la richiesta di invalidare concorso

  1. Mattautentica ha detto:

    I dati del ministero non sono reali. Solo chi si trova tutti i giorni a fare i conti con la carenza cronica di personale sa quanto la situazione sia diventata ingestibile.
    http://www.online-news.it/2013/03/07/aborto-le-percentuali-degli-obiettori-sono-piu-alte-dei-dati-ufficiali/#.WLavdZLYOhA

  2. adriana ha detto:

    grazie!

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