La Programmazione Neuro-Linguistica e il Grande Fratello

Come accade per tutte le teorie pseudoscientifiche, è molto difficile stabilire cosa sia o non sia la Programmazione Neuro-Linguistica (Pnl). Nata negli anni ’70 dalla collaborazione di uno studente di psicologia e un linguista in California, già negli anni Ottanta veniva descritta dall’American psychological association come una teoria viziata da “errori metodologici”; come accade per altri controversi costrutti teorici, non esistono veri e propri dati empirici a supporto dei principi fondamentali della Pnl.

Non esiste neanche un sistema di istruzione e certificazione condiviso, tanto che “chiunque può aprire la sua scuola e mettersi a produrre le proprie certificazioni, tutte ugualmente non riconosciute dagli stati”, ci dice Wired.

Che non esistano linee guida che possano in qualche modo limitare l’accesso alla qualifica di “Master practitioner” o “Pnl master trainer” è stato simpaticamente dimostrato nel 2009 dal presentatore britannico Chris Jackson, il quale è riuscito a far registrare il suo gatto dal Consiglio britannico della Programmazione neuro linguistica (BBNLP).

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Non mi fraintendete: non sto cercando di mettere in ridicolo un fenomeno che – come scriveva qualche anno fa Christian Raimo – non va liquidato né sottovalutato, bensì collocato in un contesto culturale nel quale sempre più facilmente trovano accoglimento credenze o pratiche che vengono presentate come scientifiche sebbene non abbiano alcun fondamento nel metodo scientifico e non possano presentare alcuna prova della loro plausibilità. Tutt’altro.

Quello che sto per raccontarvi non è affatto “ridicolo”. Piuttosto, dovrebbe sollevare alcune serie riflessioni.

app

Il Colibrì (coordinamento nazionale ed europeo di associazioni che condividono i temi dei diritti fondamentali dell’infanzia e della genitorialità post separativa) sta portando avanti un progetto – il Progetto Anthea – in collaborazione con EKIS SRL, una società specializzata in “servizi di coaching, consulenza, corsi e percorsi formativi“; delle persone preposte ad offrire questi servizi sappiamo solo che vantano “competenze totalmente eterogenee (in costante crescita)“; se andiamo a spulciare l’elenco dei corsi offerti, però, troviamo anche “il corso più completo e aggiornato sulla Programmazione Neuro Linguistica“.

Secondo Colibrì la presenza della EKIS basterebbe a garantire la “qualità elevata” dei contenuti “pedagogici e motivazionali” del loro progetto.

Ma cosa propone questo progetto?

Il progetto si sostanzia in una app – un’applicazione software per dispositivi di tipo mobile – che dovrebbe entrare “a far parte dei protocolli dei vari tribunali” e dovrebbe essere “adottata anche dal mondo associativo grazie al quale verrà concessa ai genitori con un prezzo scontato rispetto a quello di mercato, con una diffusione tramite le associazioni territoriali“.

Secondo Colibrì, è auspicabile che “ogni Tribunale Italiano” si trasformi presto “in un terreno di sperimentazione” della app.

Cosa fa questa app?

La app è uno strumento per mezzo del quale Magistrati e Servizi Sociali potranno “monitorare” costantemente “la conflittualità di coppia” delle famiglie che stanno affrontando una separazione.

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La app non solo permetterà a Magistrati e Servizi Sociali di registrare ogni momento della vita delle persone che compreranno la app e firmeranno le liberatorie (di loro spontanea volontà, è chiaro…),

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ma dispone anche di un sistema automatico in grado di rilevare “frasi inappropriate” e impedire ogni conversazione fra gli utilizzatori della app finché le frasi incriminate non sarano adeguatamente corrette.

Vi ricordate il film “The Giver, Il mondo di Jonas”?

Immaginate di vivere con una sorta di Katie Holmes virtuale, che vi redarguisce ogni volta che scrivete un messaggio: “precisione di linguaggio!”

E’ affascinante come il confine fra distopia e realtà si faccia ogni giorno più sottile.

Non so voi, ma io sono ansiosa di scoprire la “serie di servizi ed opportunità (…) in grado di smorzare sul nascere tutti quegli spunti di conflittualità e lotta che troppo spesso attanagliano le coppie fresche di scissione e che le conducono in un liti inutili e pretestuose.

Spero soltanto che per le divise che ci assegneranno non si finisca con lo scegliere il colore bianco.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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2 risposte a La Programmazione Neuro-Linguistica e il Grande Fratello

  1. IDA ha detto:

    Bohhh.. io non ci ho capito nulla! la “programmazione neuro-linguistica da quello che ricordo è connessa con la psicoterapia clinica,dopo quaranta anni ha dato dei risultati? Sembra di no. Ancora oggi il suo modello terapeutico non ha validità scientifica. è come somministrare un farmaco di cui sappiamo che non ha nessuna efficacia, ma continuiamo ha somministrarlo solo per fare un favore a chi ne detiene il brevetto.
    Poi l’applicazione, come viene messa? sottocutanea? Sul telefono? La liberatoria deve essere firmata da tutti i soggetti intercettati o solo da uno? Se poi serve al tribunale e ai servizi sociali, per monitorare, devono essere il tribunale e i servizi sociali a fornirti gratuitamente l’applicazione.
    Poi sono monitorati 24 ore su 24 o alcuni momenti della giornata? Perchè se è su alcuni momenti della giornata non può avere valore, perchè mentono, falsano i risultati, è stato inventato “l’osservatore cieco” proprio per impedire questo.
    Se sono monitorati 24 su 24, ma lo sanno quelli di colibrì cosa raccontano molti uomini delle loro ex mogli la sera al bar? (Vacche, perchè le ex diventano tutte vacche, non so perchè.)

  2. paolam ha detto:

    😀 dici proprio che non dobbiamo ridere?

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