Ribaltare il mondo

Mentre le molestie a Emma Marrone andate in onda nel corso del programma TV “Amici di Maria” conquistano la stampa straniera (Woman groped on Italian TV in ‘prank’ despite repeatedly telling man to stop, titola l’Indipendent),

(fonte)

Tralasciando per un attimo il commento su chi, fra tutti coloro che sono intervenuti a commentare l’episodio, è “pensante” e chi lo è meno, a proposito di queste dichiarazioni vorrei dire che si, è vero: si è ribaltato il mondo.

Il mondo è stato sconvolto, messo a soqquadro, scombussolato, dissestato.

Ecco, “dissestato” è un aggettivo che mi piace particolarmente: penso alla parola “dissestare” intesa come sinonimo di squilibrare, mettere in condizione d’instabilità.

E’ iniziato parecchio tempo fa, questo processo di destabilizzazione, e non si è mai fermato.

C’era una volta il mondo che tutti ben conosciamo, un mondo nel quale una donna viene molestata da un uomo, prima si sente a disagio, poi si sente male, resiste fin che può, ma alla fine si ribella; allora le viene detto che era uno scherzo e tutti ridono, lei compresa; tutto è dimenticato e il molestatore se la cava con una pacca sulla spalla. Se la donna non ride, se non vuole proprio ridere, ci pensa l’autorità costituita a ricordarle che non c’è nulla che lei possa dire o fare affinché chi vuole prendersi delle libertà col suo corpo tenga davvero conto del suo consenso:

(fonte)

Era (per molti ancora è) un mondo non troppo giusto nei confronti di metà della popolazione del pianeta, ma davvero intollerabile solo per qualcuna, perché ha funzionato così per tanto, tanto, tanto tempo e l’abitudine, che in ogni campo esercita un enorme potere su di noi, non ha in nessun altro campo una forza così grande come nell’insegnarci la servitù.

Raccontarci che insistere nel toccare una donna a dispetto della sua chiara e inequivocabile manifestazione di disagio è “solo uno scherzo”, equivale a rappresentare la prevaricazione come divertente e la sessualità come prevaricazione. Raccontarci che un uomo che mette le mani addosso ad una donna che ha detto e ripetuto che non lo gradisce è “solo uno scherzo”, strizza l’occhio all’aggressività maschile e incoraggia la violenza sessuale sulle donne. Mandare una scena del genere in televisione, con in sottofondo un coro di risate, è un messaggio a tutte le donne: signore, sappiate che la molestia sessuale è una condotta che non viene valutata negativamente da questa società, anzi, è una condotta che genera consenso e ilarità. Mandare una scena del genere in televisione, con in sottofondo un coro di risate, è un messaggio a tutti gli uomini: lei non vuole, ma questo non ha nessuna importanza, è importante quello che vuoi tu. Questo messaggio, trasmesso da un programma televisivo dedicato ai giovanissimi, contribuisce a rendere la loro quotidianità più difficile e dolorosa di quella che già viene descritta dalle stesse adolescenti come una quotidianità nella quale “le molestie sessuali sono endemiche.”

Oggi le fondamenta di quel mondo che pretende che la violenza sessuale sulle donne sia accettata come “normale”, nulla per cui agitarsi, divertente persino, scricchiolano pericolosamente.

Sono sempre di più le persone non disposte a farsi una risata e dimenticare l’accaduto: in 15.000 hanno firmato la petizione che chiede a gran voce agli autori dello “scherzo” di  “scusarsi pubblicamente per la messa in onda e la normalizzazione di un atto di assalto sessuale“, e ogni giorno vengono pubblicati articoli che si rifiutano indignati di partecipare ridacchiando o di rimanere in silenzio, ma insistono a chiamare le cose con il loro nome.

Non è stato uno scherzo, ma molestie sessuali.

Ci sono parecchie persone alle quali questi tentativi di ribaltare il mondo risultano  insopportabili.

Senza scomodare la filosofia, basta citare un vecchio proverbio – chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia, e non sa quel che trova – per comprendere da dove nasce tutta l’insofferenza che circonda quelle donne che si ribellano, che non vogliono essere messe a tacere, che a dispetto degli attacchi personali, le accuse di misandria, le invettive che le descrivono come petulanti, moraliste, violente, stupide, ignoranti, ipocrite, insopportabili veterofemministe incapaci di stare al passo con i tempi e chi più ne ha più ne metta, donne (e anche qualche uomo) che continuano a percorrere una strada che si allontana sempre più da tutto quello che conosciamo tanto bene per andare verso l’ignoto: un mondo nuovo, nel quale anche alle donne è riconosciuto lo status di esseri umani.

La cultura dello stupro è l’ambiente in cui la violenza detiene una posizione predominante e nel quale la violenza sessuale contro le donne è naturalizzata e giustificata sia nei media, come nella cultura popolare. La cultura dello stupro si perpetua attraverso l’uso del linguaggio misogino, l’oggettivazione del corpo della donna e la fascinazione della violenza sessuale, creando così una società che ignora i diritti e la sicurezza della donna” troviamo nella pagina del Marshall University’s Women’s Center.

Combattere la cultura dello stupro significa contribuire a ribaltare il mondo, e, checché ne dica Maria De Filippi, non è una cosa da deprecare o della quale avere paura.

Stiamo ribaltando il mondo, lo stiamo facendo e lo stiamo facendo bene.

Firmate la petizione, mi raccomando.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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51 risposte a Ribaltare il mondo

  1. Paolo ha detto:

    nella cultura popolare per fortuna non c’è solo Amici, ci sono anche film e telefilm che rappresentano molestie e stupri correttamente cioè come orrende prevaricazioni. Se tocchi una persona che ripetutamente ti ha detto che non vuole essere toccata è una molestia per quanto la De Filippi voglia negarlo, non è uno scherzo, mai.

  2. Jinbe ha detto:

    La Filippa ha un tale odio per le donne che il suo commento non stupisce affatto.

    • Non seguo i suoi programmi… odio per le donne? Perché?

      • Jinbe ha detto:

        Non la seguo nemmeno io a meno di non essere in compagnia di certe sorelle. Le poche volte che mi è capitato di vederla ho, per così dire, sentito un certo retaggio fortemente maschilista da parte sua.
        In una puntata di C’è posta per te, che vedeva opporsi una giovane coppia alla madre di lui, la filippa prendeva spudoratamente le parti della madre contro la nuora sostenendo che, se quella le dava della troia o era vero o, non fosse stato vero, la ragazza non aveva nulla per cui prendersela.
        Nella sua scaltrezza è sempre ben attenta a non palesarsi e non parla molto ma che sia maschilista credo sia un sentire diffuso.

      • Ah però. L’episodio che citi è interessante, grazie.

  3. Lidia Zitara ha detto:

    Azz, Maria de Filippi: avimm accà il cervello di Rita Levi Montalcini, mo’.

    Vi narrerò un episodio della mia vita: negli anni Novanta, quando “Amici” era ancora una trasmissione in cui le persone andavano a raccontare i propri disagi che cercavano di risolvere televisivamente, io vivevo a Roma e scrissi per andarci. Ricordo che mi spesarono il tassì. Parlai con lei credo un’oretta. Alla fine mi disse: “Si vede che hai un’impostazione classica”. Io ho fatto lo Scientifico, lode a san gennaro. Lo disse perché una ragazza di vent’anni parlava meglio di lei, che sparava se sarebbe come una mitragliatrice.
    E per sfatare il mito maschilista che le donne sono brave e buone, questa donna ha fatto molti più danni nella cultura italiana di quanti ne abbiano fatti molti uomini.

    Tutto questo, intendo dire TUTTO ciò, viene da una cosa fondamentale: la paura del maschio di perdere il potere ottenuto nel corso dei secoli. Questi qui che dicono “avvocata, medica, ingegnera, nun se po’ sentì” sono solo persone morte di paura.
    Paurosi, impauriti, maschi pieni di paura e spaventati. Questo è.

  4. ... ha detto:

    “Combattere la cultura dello stupro significa contribuire a ribaltare il mondo, e, checché ne dica Maria De Filippi, non è una cosa da deprecare o della quale avere paura.”

    In questa intervista MDF non dice che combattere la cultura dello stupro sia deprecabile o spaventoso, ma che lo scherzo andato in onda non sia stato pesante, di cattivo gusto e di sostegno ai molestatori.

    • Ci sono diversi paragrafi prima della frase estrapolata, la quale non significa nulla senza il contesto.

      • ... ha detto:

        Se uno legge pensa che MDF abbia detto una certa cosa, anche senza contesto. L’ha detta? Il contesto è che lo scherzo avalli la cultura dello stupro, ed è un’opinione su cui si può discutere; poi attribuisci a MDF un’opinione che non ha espressa.

      • Se uno è in grado di comprendere un testo, questo non avviene.

    • IDA ha detto:

      Non andiamo a cercare cavilli e cavalli. Il “divertentissimo scherzo” si chiama cultura dello stupro. Le giustificazioni che ha portato fanno parte della cultura dello stupro. Quello che i giornali a cominciare dal corriere della sera non hanno capito, che non si tratta di “cattivo gusto”, il cattivo gusto è un giudizio morale e non si parla di morale ma di cultura dello stupro. atteggiamenti e pratiche che normalizzano, incoraggiano lo stupro. Di questo si sta parlando e non di estetica.
      In pratica lo dice che è deprecabile e spaventoso combattere la cultura dello stupro.
      Pensa che se è leggero e di buon gusto si può fare, si può scherzare e riderci sopra tutto dipende dalla leggerezza e l’estetica espressiva. Al contrario come sono pesanti queste femministe che ancora parlano di cultura dello stupro.

      • ... ha detto:

        No, noi non sappiamo nulla di cosa pensa MDF circa il combattere la cultura dello stupro, e la frase che ho citato serve esattamente a questo, a desumere il suo pensiero, spostandolo dal suo contesto, per confondere le acque. Ma MDF si stava riferendo al particolare dello scherzo in relazione a un suo effetto circa i molestatori, non alla generale opposizione alla cultura dello stupro. La differenza è enorme, altro che cavillo. Non è che siccome tu pensi che sia la stessa cosa, allora sono la stessa cosa. MDF potrebbe benissimo pensare che la cultura dello stupro vada combattuta, ma che questo episodio nulla c’entri con tale cultura. Si può obiettare a tale idea, ma senza attribuire agli altri idee che non hanno espresso.

      • Certo, è tipico di chi vuole “confondere le acque” postare lo screenshot con la frase esatta e mettere il link alle dichiarazioni originali di Maria De Filippi così che i lettori possano verificare le sue dichiarazioni.
        Sto pensando che dovrei procurarmi una cosa del genere: http://www.ilpost.it/2017/03/02/quiz-commento-articolo/ perché gli anni passano, e io divento sempre meno paziente.

      • IDA ha detto:

        Dice: “Se secondo alcuni quello scherzo vuol dire appoggiare i molestatori, significa che si è ribaltato il mondo. E non penso che una persona anche minimamente pensante possa ritenere una cosa del genere”… Devo fare la traduzione?

      • Eh… non era difficile 😂

      • ... ha detto:

        Io ti ho fatta una domanda: MDF ha detto quello che tu le fai dire o no? Ancora non mi hai risposto.

      • Io non le faccio dire nulla, è questo il punto. Quello che lei ha detto (almeno così attesta l’intervista riportata da diverse testate) l’ho fotografato. Tutto il resto che ho scritto io, tu non lo hai compreso.

  5. ... ha detto:

    “Se secondo alcuni quello scherzo vuol dire appoggiare i molestatori, significa che si è ribaltato il mondo. E non penso che una persona anche minimamente pensante possa ritenere una cosa del genere” Questo è quello che ha detto

    “Combattere la cultura dello stupro significa contribuire a ribaltare il mondo, e, checché ne dica Maria De Filippi, non è una cosa da deprecare o della quale avere paura.” Questo è quello che le fai dire

    Queste due frasi hanno lo stesso significato? Posso avere una risposta?

    • Te ne ho date già almeno tre. Quale risposta vuoi? Perché francamente non capisco cosa vuoi. “Combattere la cultura dello stupro significa ribaltare il mondo” non lo dice Maria De Filippi, lo dico io, ed è chiaro per tutti i lettori tranne te. Che Maria De Filippi deprechi (deprecare: fare oggetto di riprovazione, disapprovare, condannare) un “mondo ribaltato”, lo si evince dalla sua frase “Se secondo alcuni quello scherzo vuol dire appoggiare i molestatori, significa che si è ribaltato il mondo. E non penso che una persona anche minimamente pensante possa ritenere una cosa del genere”, perché le persone che condannano il suo programma, quelle che vogliono ribaltare il mondo, sono da lei definite “persone non pensanti”.
      Questo è il mio ultimo tentativo di spiegarti la frase, sappilo.

      • ... ha detto:

        No, non lo dici tu, dici “checcé ne dica” MDF, che significa in italiano che MDF dice che combattere la cultura dello stupro sia deprecabile, e non lo ha detto. Non mi devi spiegare la frase, perché so leggere, mi dovresti dire se hanno lo stesso significato. Perché tu con il tuo commento fai un’interpretazione indebita, perché MDF con ribaltare il mondo si riferisce a chi ritiene quello scherzo una certa cosa, non si stava riferendo al combattere la cultura dello stupro. Io non penso che lo scherzo sia un sostegno alla cultura dello stupro, eppure non penso che la cultura dello stupro sia deprecabile. Come vedi faccio una distinzione. Forse la fa anche MDF, non lo sappiamo. Non è che siccome per te sono la stessa cosa, allora lo sono anche per lei, quindi è scorretto attribuirle quel pensiero. Questo significa fare confusione. Quando avremo una dichiarazione di MDF che dice che combattere la cultura dello stupro sia deprecabile allora il tuo commento sarà giusto. Al momento così non è.

      • Sai leggere, magari, ma mostri grosse difficoltà nel comprendere ciò che leggi.
        Perché se avessi letto e compreso l’intero mio post, avresti capito che il fatto di mandare in onda un simile “scherzo” dimostra che Maria De Filippi non ha la più pallida di cosa sia la “cultura dello stupro” (ergo non può neanche combatterla), come, d’altronde, non ne hai la più pallida idea neanche tu. Eppure la definizione è nel mio post: “La cultura dello stupro è l’ambiente in cui la violenza detiene una posizione predominante e nel quale la violenza sessuale contro le donne è naturalizzata e giustificata sia nei media, come nella cultura popolare. La cultura dello stupro si perpetua attraverso l’uso del linguaggio misogino, l’oggettivazione del corpo della donna e la fascinazione della violenza sessuale, creando così una società che ignora i diritti e la sicurezza della donna”.

      • ... ha detto:

        Tutto molto interessante. Quindi, io ti dico che attribuisci a MDF un’opinione che non ha espressa. Tu invece di dirmi se sei d’accordo o meno fai del sarcasmo e mi dici che non so comprendere un testo, e che non ho letto il tuo articolo, o che se l’ho letto non l’ho capito (e anche che non so nulla della cultura dello stupro, ovvio). In pratica come hai tratto delle conclusione su MDF le hai tratte su di me. Da cosa? Dal solo fatto che qualcuno non è d’accordo con te? Io il tuo pezzo l’ho letto e capito, non c’era neanche bisogno di leggerlo in realtà, perché conosco i tuoi articoli, so di questa polemica, eccetera. A me non interessa discutere con te di questo, perché ne abbiamo già discusso, e ognuno si tiene le sue idee, non dobbiamo andare d’accordo per forza. Però questo non porta ad attribuire agli altri idee che non hanno. C’è una certa differenza, così come c’è differenza fra non essere d’accordo con te ed essere automaticamente collusi con la cultura dello stupro. Perché tu non ti sei limitata a dire che MDF si sbaglia, e che dovrebbe imparare cos’è la cultura dello stupro (cosa che almeno implica una discussione), hai già tratto le tue conclusioni.

      • Certo, io ho fatto un ragionamento e ho tratto delle conclusioni: Maria De Filippi si sbaglia e hanno ragione quelli che chiedono le sue scuse. Non vedo come questo fatto escluda una qualsivoglia discussione. (Se non volessi discutere non attiverei i commenti, ti pare?) Una curiosità: quali testi o articoli hai letto per approfondire la questione della cultura dello stupro?

      • ... ha detto:

        è difficile discutere a partire da posizioni che non si hanno. La posizione di MDF per quel che ne sappiamo è che questo scherzo non ha certi effetti. Non sappiamo cosa pensa della lotta alla cultura dello stupro, né appunto della cultura dello sturpo. La prima non implica la seconda. Puoi inferire che non sappia quello che dice e che fa, è un po’ difficile trarne l’idea che pensi che chi combatte la cultura dello stupro sia stupido e da osteggiare, perché si è limitata a dire che non trova questo scherzo un problema, esprimendo un giudizio, per quanto infelice, circostanziato.

        Stupro di J.Bourke
        Intimate intrusions di E.Stanko
        Psicosociologia del maschilismo di C.Volpato
        Centauri di L.Zoja
        La scuola cattolica di E.Albinati

      • Che cosa pensa della schiavitù uno che acquista degli schiavi? Ho davvero bisogno di chiederglielo?

      • Antome ha detto:

        Già, purtroppo questi programmi ci hanno abituato a “scherzi da prete” con scherzi a parte, scare tactics, Punk’d, pranked, etc. quindi paradossalmente può essere vero che una sostenitrice di questo tipo di programmi a base scherzo di cattivo gusto non pensi che uno scherzo che consiste in una molestia appoggi la cultura dello stupro, più di quando, numerosi scherzi che consistono in rapine a mano armata, effrazioni e distruzioni di proprietà appoggino la cultura della rapina e dell’illegalità. Mi sto numerosi scherzi di questo tipo includevano addirittura spaventare la vittima con minacce, anche in stile mafioso, il tutto è chiaramente un reato in altri contesti e il segno è stato passato fin troppo spesso, ma le liberatorie sono facili, quando ci sono dietro organismi potenti come tali tv di magnati. Ovviamente nè stupro nè molestie vanno paragonati a rapine Ho sentito questo argomento, utilizzato per dire che non è che un modo, come la rapina, di prendersi qualcosa (il sesso viene ridotto ad un “qualcosa”!) e che quindi non ci sarebbe cultura dietro, solo predazione. Argomento fallace, perchè appunto la riduzione del sesso a “cosa” è parte di questa cultura e lo stupro è, in gran parte dei casi, punitivo, e la molestia intimidatrice.
        Tornando al resto, il discorso procede da questo, tali scherzi passano il segno e ovviamente chi per spirito di squadra lì sostiene, dice che nessuno di questi scherzi incoraggerebbe bullismo, effrazione, cultura mafiosa e minacce e che ingiurie a sfondo razziale dietro candid camera non sono un sostegno alla cultura razzista. Tutti questi includono reati, cos’è quindi che passa ulteriormente il segno in questo contesto? Che la palpazione è il reato e la lesione della dignità in sè, diciamo, similmente a come si passarebbe il segno se tali prank includessero veri pugni e lesioni fisiche oltre a “normali contatti”. Però non pochi includono ammanettamenti, minacce con pistole.
        La lesione fisica e lasciva, in cui la molestia è inclusa, se includeva palpazioni di zone intime, soprattutto, è un’ulteriore frontiera.
        Non mi stupisce, che in un ambito già marcio, MDF abbia difficoltà a capire questo.

      • Rapine? Ammanettamenti? Minacce? Ma veramente? Sono profondamente ignorante in questo campo… in “programmi televisivi di intrattenimento”, intendo. Ma nessuna delle vittime ha mai reagito a questi trattamenti con qualche denuncia?

      • Antome ha detto:

        Questi programmi, più che la cultura dello stupro, incoraggiano la cultura del bullismo e degli scherzi da prete (o perlomeno rischiano di farlo), se poi si spingono fino alle molestie sessuali, certo rischiano di confondere le linee già confuse in questi contesti, del rispetto della dignità personale, sdoganando anche le molestie di tale genere oltre a tutte le altre.

      • Antome ha detto:

        https://www.google.it/?gfe_rd=cr&ei=88cHWdvRF8fA8gfM1LCoAg&gws_rd=ssl#q=scare+tactics&tbm=vid&start=10
        C’è l’imbarazzo della scelta, forse ricordo male, ma poco ci manca, forse effrazione no, perchè avviene tutto in trasferta, però minacce a mano armata ce ne sono.

    • IDA ha detto:

      Appare chiaro che la signora MDF non crede alla cultura dello stupro e non è l’unica.
      Ti faccio un esempio:
      “Se secondo alcuni è la terra che gira intorno al sole, significa che si è ribaltato il mondo.”
      Chi fa questa affermazione è corretto dire che pensa che sia il sole che gira intorno alla terra? Secondo me si, anche se non lo dice espressamente. Quindi dove sta la scorrettezza?

      • La scorrettezza non c’è ovviamente. Ma per difendere l’indifendibile, occorre inventarsela.

      • ... ha detto:

        Non capisco se fate veramente. Ida, il tuo esempio è scorretto, tra l’altro non c’è bisogno di fare esempi, basta attenersi al testo. MDF risponde a una domanda sullo scherzo, non alla lotta sulla cultura dello stupro, quindi il suo pensiero si riferisce a quello e basta. è nel momento in cui lo si fa coincidere con altro, che il suo giudizio diventa il giudizio su chi vuole ribaltare il mondo combattendo la cultura dello stupro. Ma non ha detto quello, e non lo si può affatto supporre. Non è che siccome nel tuo punto di vista lo scherzo equivale alla cultura dello stupro, allora equivale anche nella testa di MDF. E non è che siccome le persone che considerano lo scherzo equivalente alla cultura dello stupro sono le stesse che combattono la cultura dello stupro allora si può supporre che MDF volesse osteggiare tutta l’azione. Se lo avessero chiesto a me, avrei detto la stessa cosa sullo scherzo, senza giudicare “non pensanti” gli altri, ma in ogni caso senza nulla dire circa la lotta alla cultura dello stupro. Il tuo punto di vista non è universale, quindi dalla risposta di MDF non si può dedurne che non crede alla cultura dello stupro. Puoi supporre che non sappia cos’è, oppure che sappia cos’è, ma che ugualmente non ritenga lo scherzo un problema. Puoi supporre quello che ti pare, ma non puoi sostenere che con “ribaltare” il mondo si stesse riferendo al combattere la cultura dello stupro. Questo è scorretto, non nel senso della malafede, ma nel senso della comprensione del pensiero altrui.

      • Noi siamo serissime. Il dramma è che lo sei anche tu. Non so davvero come aiutarti a venirne a capo. Quelle a Emma Marrone erano molestie sessuali o no? Perché questo, te lo assicuro, non è opinabile.

      • IDA ha detto:

        “Una molestia sessuale normalizzata, offerta senza alcun filtro al “divertimento” di chi l’ha pensata e di chi vi ha assistito, in una specie di festa dell’auto-assoluzione simbolica da bar.” Giulia Siviero.
        “La violenza sessuale non è uno scherzo. Non la pensano così gli autori di Amici di Maria,” Nadia somma.
        Nessuno le ha detto che quello scherzo vuol dire appoggiare i molestatori. Da dove tira fuori questa frase: “Se secondo alcuni quello scherzo vuol dire appoggiare i molestatori…” Chi è che le ha detto questo? Chi sono questi alcuni? Sono quelli che parlano di cultura dello stupro. Dal mio punto di vista è chiaro che lei sa cosa è ma non ci crede. Cosa legittima, ci sono molte teorie al riguardo, alcune teorie sostengono che le molestie e gli stupri sono sopravalutati e sovrastimati e di conseguenza non può esistere la cultura dello stupro.

      • ... ha detto:

        Sì, erano molestie sessuali, lo scherzo consisteva esattamente in questo.

      • Quindi lo scherzo consisteva nel commettere un reato penale contro la persona. E non è minimizzare e normalizzare la condotta criminosa questo? Bada, la domanda è retorica, cioè la risposta è si, lo è.

      • ... ha detto:

        Ci sono persone che credono che vi sia una differenza tra uno scherzo e una condotta criminosa, e se ne prendono la responsabilità. La stessa differenza che passa tra uno scherzo fatto in una trasmissione da persone che hanno un certo rapporto con la “vittima” dello scherzo e una molestia giustificata poi come tentativo di scherzo sul luogo di lavoro. Penso che si riferisse a questo MDF quando infelicemente si è espressa in quel modo. E certamente nello scherzare con la molestia sessuale non c’è nessuna intenzione di minimizzare o normalizzare le molestie sessuali. è solo nel contesto scherzoso che la molestia può essere tollerata, anche se ovviamente chi subisce lo scherzo può non tollerarla affatto.

      • Lo scherzo, da dizionario, è quel comportamento messo in atto “per burla, per fare dello spirito, non con intenzioni serie”. L’intenzione, sebbene sia funzionale a definire lo scherzo, non esonera chi lo mette in atto dalle sue responsabilità, lo dici anche tu.
        Questo significa che non si può addurre l’intenzione a giustificazione dello scherzo quando ad essere contestate sono le conseguenze dello scherzo. Ma questo l’ho già spiegato qui: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2017/01/04/umorismo/

      • IDA ha detto:

        Sembra strano ma anche quello è un lavoro. Emma, non era alla sagra del carciofo fritto con gli amici, ma era a lavorare. sul lavoro ci sono i contratti e ci sono i ruoli. Anche il ragazzo che ha attuato la molestia era a lavorare e a fatto quello che la regia li ha detto, perchè è un subalterno nei confronti della regia. Ma se il ragazzo lo faceva di sua iniziativa, forse sarebbe stato mandato via, e si sarebbe preso una denuncia.
        Comunque anche gli scherzi tra amici bisogna essere sempre in due.

      • Paolo ha detto:

        se io per farti uno scherzo ti prendo a pugni (pugni veri) questo è un reato e se vuoi mi puoi denunciare. Lo scherzo ad Emma consisteva nel farle subire palpeggiamenti non desiderati e questa è una molestia a tutti gli effetti, Emma ha deciso di non denunciare e io la rispetto ma una molestia è una molestia, non è che se io non denuncio chi per scherzo mi ha dato un pugno, quel pugno n on è più tale

      • ... ha detto:

        Le conseguenze dello scherzo quali sono? Le intenzioni non contano per la vittima, se tale si ritiene chi ha subito lo scherzo. Ed è la vittima a poter dire quali sono le conseguenze. Il resto è interpretazione altrui, legittima finché si vuole, ma opinabile. E in ogni caso non consente opinioni come quella espressa da Nadia Somma, per cui vale ciò che ha detto MDF, ovvero confondere la violenza sessuale con uno scherzo a sfondo sessuale, e trarne l’idea che chi lo ha concepito consideri la violenza sessuale uno scherzo.

      • Ma il mio post lo hai letto? Le conseguenze sono che la cultura dello stupro ne esce rafforzata.

      • IDA ha detto:

        Perchè non si può trarne questa idea? Di concepire la violenza sessuale come uno scherzo.. Tanto più che MDF non è una sprovveduta e ricordo siamo sul posto di lavoro. E MDF e il regista ideatore dello scherzo hanno ruoli più importanti della vittima. Non a caso la vittima dello scherzo non ha detto nulla in questi giorni, ( a me non risulta) Ricordo l’elemento fondamentale che anche gli scherzi tra amici a sfondo sessuale e no deve essere fatto tra persone consenzienti, non solo tra amici, ma anche tra coniugi. Altrimenti è molestia. Lo “scherzo” per riuscire Emma doveva essere all’oscuro ed è quello che risulta.
        Forse MDF non considera la violenza sessuale uno scherzo, ma considera giusto scherzarci sopra e questo sono i fatti che lo dicono. E questo è il messaggio che manda fuori in una trasmissione seguita da adolescenti…

      • ... ha detto:

        Le conseguenze che tu dici sono appunto una opinione, non un fatto. è un fatto che Emma sia stata toccata, e che non voleva, indipendentemente dalle intenzioni e dalla situazione, quindi le intenzioni non contano per quello che ha provato. Mentre che si sia trattato di uno scherzo non è stato addotto come giustificazione per difendersi dalle accuse di sostenere i molestatori, quello che dice MDF è che lo scherzo in sé non c’entra proprio niente con la violenza sessuale. In questo caso le intenzioni valgono, perché la scena è stata architettata, le persone che vi hanno assistito sapevano e ridevano di questo, non certo della violenza sessuale (come se ogni gesto fosse accomunabile con la violenza sessuale), e il tutto viene mostrato in quella cornice, tra l’altro con la vittima visibilmente contrariata che reagisce. Se uno vuole può pensare che il messaggio sia che è bello e divertente molestare le donne, e che tutti hanno riso perché sono d’accordo.

      • “quello che dice MDF è che lo scherzo in sé non c’entra proprio niente con la violenza sessuale.” Esatto. E quello che dice è in netto contrasto con quello che dici anche tu, ovvero che quanto mostrato sono di fatto molestie sessuali.
        A dire il vero, se proprio vogliamo scendere nel dettaglio tecnico, quanto mostrato è una vera e propria violenza sessuale, più che una molestia (intesa come reato di cui all’art.660 c.p.), visto che vi è contatto fisico fra la vittima e il perpetratore: http://www.dirittoinformazione.it/reato-molestie-sessuali/
        Il nostro sistema penale non fa differenza fra la violenza sessuale consumata (lo stupro in senso stretto, insomma), e la violenza sessuale intesa in senso più ampio nei termini di “limitazione della libertà sessuale altrui”.
        Quando si limita la libertà sessuale altrui? Quando non c’è consenso, quando la persona che viene toccata non vuole essere toccata. E’ irrilevante che le persone che ridevano avessero “architettato” le molestie allo scopo di far ridere il pubblico e la scena non fosse causata dal desiderio di appagamento sessuale del ballerino, perché comunque la libertà sessuale della vittima è stata violata. Ecco in che senso lo scherzo banalizza la violenza sessuale, e questo non è opinabile.
        Se ti vai a leggere l’articolo relativo alla violenza sessuale (http://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-ii/art609bis.html) scoprirai che non c’è un passo della norma dal quale si possa dedurre che, se si costringe qualcuno a subire atti sessuali per far ridere gli altri e non per raggiungere un orgasmo, il reato non sussiste. Non vi era accordo fra la vittima e i complici che hanno architettato lo scherzo, questo per loro stessa ammissione, ma un evidente abuso di autorità: si sono approfittati di una donna che doveva stare su quel palco in virtù del suo contratto di lavoro che la vincola all’esibizione e quindi alle prove preparatorie.

      • Paolo ha detto:

        ma se lo scherzo fosse consistito nel prendere a ceffoni emma, sputarle in faccia e cose del genere staremmo qui a discutere se era una violenza o no? Dai per favore. a volte sono d’accordo con … ma stavolta no

      • Antome ha detto:

        Tali molestie includevano palpeggiamenti in zone intime, mi chiedo? Sempre di molestie si tratterebbe beninteso, ma a volte questo può fare la differenza nella gravità percepita dalla vittima.

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